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marco---
Wednesday, November 11, 2009 11:03 AM
Fonte: giornaledibrescia.it - 11/11/2009

La casa sconta la crisi: le vendite calano del 13,5%
Link alternativo: La casa sconta la crisi: le vendite calano del 13,5%

In Brescia e provincia solo 7.108 transazioni. Il mercato abitativo torna ai livelli precedenti al 2000

Il mercato immobiliare bresciano vive, come in tutt'Italia e in tutto il mondo, un momento difficile confermando il trend negativo dell'ultimo biennio. A fine 2009, il saldo delle transazioni potrebbe toccare il -13,5%. Una discesa che riporta il settore delle abitazioni ai livelli precedenti al 2000, anno in cui prese il via un periodo di crescita pressoché costante culminata tra il 2006 e il 2007, per poi interrompersi bruscamente.
È quanto emerge dai dati dell'Agenzia del Territorio relativi alle compravendite avvenute in città e provincia nel primo semestre del 2009. Se l'anno scorso il totale delle transazioni nel bresciano era stato di 16.448, nei primi sei mesi di quest'anno la cifra è ferma a 7.108. Il saldo negativo del mercato potrebbe dunque toccare il 12%, a meno che tra luglio e dicembre non si riesca a segnare una corposa inversione di tendenza.




Da notare il vero e proprio crollo relativo al 2009 che prima o poi penso dovrebbe manifestarsi anche con una forte contrazione dei prezzi.

p.s. le previsioni si basano sul primo semestre 2009, il secondo potrebbe riservare altre sorprese!

Marco
(sylvestro)
Wednesday, January 27, 2010 11:44 AM
marco---
Thursday, February 25, 2010 8:44 AM
La bolla immobiliare (Fonte: ilgiorno.ilsole24ore.com Brescia - 25/02/2010)

SEI sono in media gli anni necessari per acquistare un appartamento a Brescia. Secondo dati forniti dall’agenzia immobiliare Gabetti una persona (l’indagine prende in esame lo stipendio medio di un operaio di un’industria) che volesse acquistare oggi un bilocale dovrebbe mettere da parte i salari di sei anni, potendo contare in media su un reddito di 20.914 euro.
«Diversi anni fa, nel 1999, comprare casa era più semplice perché i prezzi degli immobili erano più bassi e quindi bastavano 4 anni di risparmi (all’epoca lo stipendio medio era di 17mila euro e poco più) per acquistare l’appartamento — ha spiegato Guido Lodigiani, direttore dell’ufficio Studi della Gabetti — oggi il quadro è molto diverso. Le case costano di più, ma gli stipendi sono variati solo di tremila euro, una cifra irrisoria per questo mercato. Va chiarito, però, che rispetto al 2007 il mercato delle case è già leggermente mutato».
Il dato non è da sottovalutare, nel 2007, appena tre anni fa, infatti, Brescia ha raggiunto il picco più alto: per poter acquistare un bilocale di 60 metri quadrati bisognava accantonare stipendi per quasi otto anni perché quotazioni degli appartamenti salirono.
«Bisogna calcolare — ha spiegato Lodigiani — che da allora alcune cose sono cambiate. Innanzitutto i salari sono più alti, anche se in misura minima è pur sempre un dato, e poi il costo a metro quadrato di un appartamento è più basso».
Iniziamo, dunque, a respirare un po’, le quotazioni immobiliari scendono e forse il mercato si sta riprendendo. L’analisi evidenzia come negli anni sia mutato il costo delle case, nel 1999 un bilocale si acquistava con poco più di 71mila euro, mentre oggi ne costa 132mila e nel 2007 addirittura quasi 148mila euro.
ALL’AUMENTO del prezzo delle case, però, non corrisponde un sostanzioso aumento dello stipendio, soprattutto nell’anno 2007, dove la busta paga media segnava un 19.483 euro l’anno e oggi, dopo tre anni solo un 20.914 euro. Va aggiunto, infatti, che il valore di un appartamento a Brescia è tra i più alti.
In parole povere dal 1999 ad oggi il costo di un’abitazione è aumentato dell’84.5 per cento, ma è sceso rispetto al 2007, anno «incriminato» del 10.7 per cento.
Se rapportati al capoluogo lombardo i dati bresciani sembrano molto più confortanti. Per poter acquistare una casa a Milano bisogna impegnarsi per dodici anni. In effetti non è così. A Brescia in questi ultimi dieci anni il valore di una casa è aumentato in percentuale molto di più rispetto a Milano, che registra solo un + 65 per cento. Infine c’è «l’affordability index», vale a dire la percentuale del valore di un immobile, che a Brescia è pari a 21.4 per cento, ciò significa che tra tutte le province lombarde, gli abitanti di Brescia e Milano (che ha un 14,3 per cento) hanno meno possibilità di acquistare un appartamento rispetto, ad esempio, a Cremona che ne ha il 32.2 per cento.

Quattro anni di stipendio nel 1999, otto anni nel 2007 e sei anni oggi, 2010. Penso che il raffronto con gli anni di stipendio sia più significativo delle variazioni dei valori assoluti dei prezzi.
I prezzi calano eccome!

Marco
(sylvestro)
Friday, April 23, 2010 10:55 AM
«Sono 35mila gli invenduti»

— BRESCIA —
2010-04-23

NELL’EDILIZIA la crisi è arrivata sei mesi dopo ma pesantissima, si è abbattuta nel 2009 e il 2010 è ancora nero. Le imprese attive sono calate del 10%, la manodopera dell’11%, le ore di lavoro del 13%, l’imponibile salariale dell’11 per cento. Le case invendute in provincia di Brescia sono 35mila. I numeri sono forniti dalla Cassa paritetica edile, l’ente previdenziale del settore. Il favoloso 2007, quello della grande bolla destinata a sgonfiarsi, sembra lontano anni luce.
«Ha lasciato soltanto uno strascico di cantieri aperti che bisognava pur finire, ma di nuovo non parte più niente» commenta Alberto Silvioli il presidente dell’ente paritetico, rappresentante dei datori mentre il suo vice, Raffaele Merigo, è rappresentante dei sindacati.
«Così siamo senza soldi — aggiunge — sono esaurite le risorse anche personali, le banche stringono il credito, entrate non ce ne sono».

EPPURE i prezzi non scendono: «Con i costi che abbiamo, a Brescia il nuovo non può essere venduto a meno di 3.200 euro al metro quadrato. Oggi un’impresa che vende direttamene guadagna non più del 5%» è il parere dell’impresario. Un po’ di movimento, con sconti interessanti, si trova nell’interscambio dell’usato, ma è poca cosa.
Non circolano soldi. C’è la corsa al cliente, coccolato come non accadeva certo negli anni passati.
«Gli operai sono disperati — riferisce dal suo canto Merigo — nonostante un milione e 100mila euro di un fondo per la disoccupazione. Molti immigrati che avevano acceso un mutuo per l’abitare, non ce la fanno più, tornano in patria e le banche si prendono la casa».
In edilizia più della metà sono stranieri; gli albanesi e i rumeni sono i più numerosi, oltre i 2mila entrambi.
Vengono poi i marocchini e i serbi. Non specializzati, sono i primi a restare senza lavoro.

«HO SAPUTO che ci sono cantieri che vanno avanti con i due capi soltanto per non chiudere e non perderli» dice Salvini. Anche le insolvenze sui contributi, un milione e 900mila euro, testimoniano il momento difficile, aumentate nel 2009 del 30 per cento. La crisi ha un unico rovescio della medaglia positivo, il 20% in meno delle ore perse per infortunio. Del 22% sono scese pure le ore di malattia, del 33% le ore di permesso non retribuito, del 50% quelle dei permessi retribuiti. Se il mercato privato è fermo, quello pubblico non va meglio: il metrò è quasi finito, alla Corda molle lavorano in 200, alla Brebemi in 25, l’autostrada della Valtrompia è sempre al palo. Un po’ di ossigeno arriverà dalle opere al via nell’ospedale Civile. La recessione è piombata in ritardo sui cantieri, si risolverà pure in ritardo. Perciò fra gli addetti ai lavori è forte il pessimismo.
Magda Biglia
(sylvestro)
Friday, April 23, 2010 11:14 AM
«Locazione convenzionata o sarà la nostra morte»

2010-04-23
— BRESCIA —

«STIAMO ragionando con la Regione per la creazione di un fondo pubblico-privato che acquisti, al prezzo massimo di 1.750 euro al metro quadro, le case invendute e le metta sul mercato a locazione convenzionata». Questo sì che potrebbe essere un sostegno all’edilizia in sprofondo rosso secondo il presidente del Collegio costruttori Giuliano Campana (nella foto).
«Per il resto c’è il nulla. L’edilizia, settore portante dell’economia che ha trainato per sette anni, è la cenerentola. Basti dire che la nostra cassa integrazione dura tre mesi!». Il 36% di sgravio sui costi di ristrutturazione è per l’utente, il Piano casa risulta complesso e costoso, non influisce se non sulle piccolissime imprese, il bando sui contributi per il risparmio energetico farraginoso. Si possono avere 5mila euro per le abitazioni di classe B, 7mila per la classe A.

«MA — dice Campana- l’arco di tempo fra preliminare e atto è talmente risicato, la certificazione talmente complessa che facciamo prima noi a concedere uno sconto, come già stiamo facendo per superare questo momento difficilissimo». Il presidente lamenta che non solo i costruttori non sono aiutati ma penalizzati fiscalmente dal decreto Visco Bersani tuttora in vigore.

«PER UN INVENDUTO di quattro anni del valore di 300mila euro, dovremo sborsarne in gabelle 110mila». E di invenduto ce n’è tanto a Brescia, fra i 5 e i 6mila alloggi. Si continua tuttavia a costruire perché i tassi sono buoni e le materie prime hanno i prezzi fermi.
Quali sono le proposte dell’associazione che riunisce gli impreditori per ridare slancio al mattone? Alleggerimento, se non eliminazione, del decreto Bersani-Visco, dimezzamento dell’Iva nelle transazioni e detrazione dall’Irpef, tassa secca del 20% sui redditi da affitto.

«BASTA con gli annunci di grandi opere che non si concretizzano, vanno messe in cantiere opere pubbliche piccole e medie che si realizzino davvero. E poi che onorino i conti. Le amministrazioni pubbliche devono pagare presto e, in caso di mora, devono farsi carico degli interessi passivi». «Mi si chiede una parola di speranza? Non ci riesco — conclude Campana — cerchiamo di sopravvivere».
M.B.
(sylvestro)
Saturday, April 24, 2010 7:51 PM
Re:
marco---, 24/04/2010 17.33:

Ringraziando stelafe per la segnalazione del documento
...



(psss, psss, ... guarda i post sopra)


marco---
Saturday, April 24, 2010 9:16 PM
Re: Re:
(sylvestro), 4/24/2010 7:51 PM:



(psss, psss, ... guarda i post sopra)



Andavo un po' di fretta e ho unito qua è la topic senza prestare adeguata attenzione, sorry... "a cesare quel che è di cesare", fatto!

Marco
(sylvestro)
Saturday, April 24, 2010 9:40 PM
Re: Re: Re:
marco---, 24/04/2010 21.16:

Andavo un po' di fretta e ho unito qua è la topic senza prestare adeguata attenzione, sorry... "a cesare quel che è di cesare", fatto!

Marco




(sylvestro)
Thursday, June 10, 2010 3:17 PM
Mercato della casa in provincia

2009 in calo, bene l'inizio 2010


clicca per ingrandire




(sylvestro)
Thursday, June 10, 2010 3:17 PM
(segue) Mercato della casa in provincia

2009 in calo, bene l'inizio 2010


clicca per ingrandire



(sylvestro)
Thursday, June 10, 2010 4:24 PM
Edilizia: e' ancora crisi per il mercato immobiliare

Gli ultimi dati registrano un tonfo di vendite: - 14,4%. L’usato soffre meno, resiste la nicchia del lusso ma l'offerta supera largamente la domanda: in città circa 1.500 appartamenti invenduti.

Brescia, 10 giugno 2010 - La crisi continua a pesare sul mercato del mattone. A Brescia nel 2009 si è registrato un calo delle compravendite del 14.4% che nel caso degli immobili produttivi arriva al -19%.
Brescia si pone nella media lombarda mentre quella nazionale è del -10%. Scendono anche i prezzi, attorno al 6%, ma soltanto dell’usato; resiste una nicchia del lusso che anzi vede qualche rialzo. L’offerta supera largamente la domanda e pare che in città ci siano 1.500 appartamenti invenduti.

Questo nonostante a livello nazionale ci sia un ritorno dalle campagne alle metropoli che ha visto a Firenze un + 17%, a Milano un + 10%, a Brescia un +3%. I dati sono riportati nel “Listino dei valori degli immobili” edito dalla Borsa immobiliare di Brescia che fa capo a Pro Brixia di cui è presidente Franco Bettoni.
Il comitato di listino, presieduto da Anna Sina Montini, ha pubblicato le quotazioni del semestre ottobre-aprile offrendo indicazioni utili per acquirenti e agenzie su quanto valgono le case a Brescia e in provincia. Rispetto al solito sono state aggiunte, quando significative, anche le frazioni dei paesi e le quotazioni di riferimento per i capannoni. È stato inoltre annunciato che da dopo l’estate il cittadino potrà richiedere on line la stima del suo immobile.

«Sono molto importanti, soprattutto in questo momento di crisi, attente valutazioni» spiega Sina Montini che lancia un appello a non sopravvalutare le aree il cui costo pesa molto sul prezzo finale. In ogni caso, secondo lei, questo è un buon momento per comprare, con le trattative più facili e i mutui favorevoli, eppure la gente ha paura e la vicenda della Grecia sta frenando i segni di ripresa. Quanto al valore dei luoghi si riconfermano, guardando alle cifre massime, quelle del nuovo o ristrutturato, le zone di pregio nel capoluogo: sono il centro, Carmine escluso, che segna il top nel cuore delle passeggiate con 5mila euro al metro quadrato, il Nord con aumenti a Mompiano che supera i 3mila euro, l’Est con viale Venezia a 3.300 euro ma con la parallela viale Piave a 2.400 euro.

Più abbondanti sono i villaggi periferici, i Marcolini, San Polo, Buffalora, sui 2mila euro. Porta Cremona, Brescia due e Lamarmora salgono fino a 2.300-2.500. I Comuni più cari restano quelli turistici con le punte di Desenzano e Ponte di Legno a 4.500 euro, Sirmione a 4.300, Salò e Gardone Riviera a 4mila. Costa meno il Sebino con i 2.800 euro di Iseo; invece l’entroterra gardesano risente dei flussi vacanzieri, con Padenghe a 3.200, Soiano a 3mila. L’hinterland collinare resta più costoso, con Concesio, Collebeato e Cellatica a 2.500, ma ci sono località che hanno visto salire le quotazioni: a Leno, Palazzolo, Rovato un metro quadrato si avvicina ai 2mila, a Lonato segna 2.250, a Chiari 2.150, a Orzinuovi 2.200. Le zone meno care sono le medie valli Camonica e Sabbia.

di Magda Biglia
serafin.
Thursday, June 10, 2010 4:27 PM
Re:
(sylvestro), 10/06/2010 16.24:

Edilizia: e' ancora crisi per il mercato immobiliare

Gli ultimi dati registrano un tonfo di vendite: - 14,4%. L’usato soffre meno, resiste la nicchia del lusso ma l'offerta supera largamente la domanda: in città circa 1.500 appartamenti invenduti.

Brescia, 10 giugno 2010 - La crisi continua a pesare sul mercato del mattone. A Brescia nel 2009 si è registrato un calo delle compravendite del 14.4% che nel caso degli immobili produttivi arriva al -19%.
Brescia si pone nella media lombarda mentre quella nazionale è del -10%. Scendono anche i prezzi, attorno al 6%, ma soltanto dell’usato; resiste una nicchia del lusso che anzi vede qualche rialzo. L’offerta supera largamente la domanda e pare che in città ci siano 1.500 appartamenti invenduti.

Questo nonostante a livello nazionale ci sia un ritorno dalle campagne alle metropoli che ha visto a Firenze un + 17%, a Milano un + 10%, a Brescia un +3%. I dati sono riportati nel “Listino dei valori degli immobili” edito dalla Borsa immobiliare di Brescia che fa capo a Pro Brixia di cui è presidente Franco Bettoni.
Il comitato di listino, presieduto da Anna Sina Montini, ha pubblicato le quotazioni del semestre ottobre-aprile offrendo indicazioni utili per acquirenti e agenzie su quanto valgono le case a Brescia e in provincia. Rispetto al solito sono state aggiunte, quando significative, anche le frazioni dei paesi e le quotazioni di riferimento per i capannoni. È stato inoltre annunciato che da dopo l’estate il cittadino potrà richiedere on line la stima del suo immobile.

«Sono molto importanti, soprattutto in questo momento di crisi, attente valutazioni» spiega Sina Montini che lancia un appello a non sopravvalutare le aree il cui costo pesa molto sul prezzo finale. In ogni caso, secondo lei, questo è un buon momento per comprare, con le trattative più facili e i mutui favorevoli, eppure la gente ha paura e la vicenda della Grecia sta frenando i segni di ripresa. Quanto al valore dei luoghi si riconfermano, guardando alle cifre massime, quelle del nuovo o ristrutturato, le zone di pregio nel capoluogo: sono il centro, Carmine escluso, che segna il top nel cuore delle passeggiate con 5mila euro al metro quadrato, il Nord con aumenti a Mompiano che supera i 3mila euro, l’Est con viale Venezia a 3.300 euro ma con la parallela viale Piave a 2.400 euro.

Più abbondanti sono i villaggi periferici, i Marcolini, San Polo, Buffalora, sui 2mila euro. Porta Cremona, Brescia due e Lamarmora salgono fino a 2.300-2.500. I Comuni più cari restano quelli turistici con le punte di Desenzano e Ponte di Legno a 4.500 euro, Sirmione a 4.300, Salò e Gardone Riviera a 4mila. Costa meno il Sebino con i 2.800 euro di Iseo; invece l’entroterra gardesano risente dei flussi vacanzieri, con Padenghe a 3.200, Soiano a 3mila. L’hinterland collinare resta più costoso, con Concesio, Collebeato e Cellatica a 2.500, ma ci sono località che hanno visto salire le quotazioni: a Leno, Palazzolo, Rovato un metro quadrato si avvicina ai 2mila, a Lonato segna 2.250, a Chiari 2.150, a Orzinuovi 2.200. Le zone meno care sono le medie valli Camonica e Sabbia.

di Magda Biglia




vedi Syl che c'è la ripresa !
+ 3% dopo un 2008/09 disastorso

(sylvestro)
Thursday, June 10, 2010 4:29 PM
Re: Re:
serafin., 10/06/2010 16.27:




vedi Syl che c'è la ripresa !
+ 3% dopo un 2008/09 disastorso





marco---
Friday, August 20, 2010 11:14 AM
Invendute le torri di cristallo, ora tenta Gabetti (Fonte: Corriere della sera ed. Milano - di Spatola Giuseppe - 20/08/2010)

(sylvestro)
Wednesday, August 25, 2010 11:00 AM
fabio_c
Tuesday, August 31, 2010 9:38 PM
Re:
(sylvestro), 23/04/2010 11.14:

«Locazione convenzionata o sarà la nostra morte»

2010-04-23
— BRESCIA —

«STIAMO ragionando con la Regione per la creazione di un fondo pubblico-privato che acquisti, al prezzo massimo di 1.750 euro al metro quadro, le case invendute e le metta sul mercato a locazione convenzionata». Questo sì che potrebbe essere un sostegno all’edilizia in sprofondo rosso secondo il presidente del Collegio costruttori Giuliano Campana (nella foto).
...

«BASTA con gli annunci di grandi opere che non si concretizzano, vanno messe in cantiere opere pubbliche piccole e medie che si realizzino davvero. E poi che onorino i conti. Le amministrazioni pubbliche devono pagare presto e, in caso di mora, devono farsi carico degli interessi passivi». «Mi si chiede una parola di speranza? Non ci riesco — conclude Campana — cerchiamo di sopravvivere».
M.B.


Da “IL GIORNALE DI BRESCIA” del 31 agosto 2010:

«SUI CANTIERI SITUAZIONE DRAMMATICA»

di Gianni Bonfadini

Allarmata analisi di Giuliano Campana, presidente del Collegio costruttori: «Crisi più pesante del previsto, aziende esasperate, Governo inesistente per l'edilizia: se non si cambia, imprese pronte a scendere in piazza»


«BRESCIA Così incavolato (e preoccupato) non era mai capitato di vederlo. La crisi dell'edilizia continua. La si sperava archiviata con l'arrivo della primavera. E, per essere onesti, qualche timidissimo segnale di rinnovato interesse al settore lo si sente. Ma l'onda lunga delle difficoltà che ha messo all'angolo le aziende adesso è sulle aziende che si sta abbattendo. L'ossigeno, in altre parole, sta finendo.

Ed è per questo che Giuliano Campana, presidente del Collegio dei Costruttori bresciani - è ad un tempo preoccupato ed arrabbiato come non mai. «La situazione - esordisce in questo incontro d'inizio attività dopo le ferie - è drammatica. Abbiamo perso 2mila dipendenti lo scorso anno, ne perderemo altrettanti quest'anno. E chissà come andrà l'anno prossimo. E questo solo a Brescia. In Italia - ricorda Campana che è vicepresidente dell'Ance, l'associazione nazionale della categoria - l'edilizia ha perso 200 mila posti. Se non si fa qualcosa rischiamo l'asfissia. E questo vale per Brescia e tutt'Italia. Le nostre imprese sono esasperate e questo Governo - che pure in buona parte abbiamo sostenuto - non ha fatto assolutamente nulla per noi. L'esecutivo dell'Ance se non interverranno fatti nuovi a breve è pronto a prendere posizioni forti. Io dico che potremmo anche scendere in piazza».

Ok la cedolare secca, ma va estesa

È però pur vero che il Governo qualche settimana fa ha approvato la cedolare secca sugli affitti. Chi vuole può scegliere questa opportunità: pagare solo il 20% di tasse su quanto percepisce di affitto. «Benissimo, buona cosa. Ma per le imprese questo non vale. Mi spiego. La cedolare secca, che noi chiediamo da anni, vale solo per contratti fra privati. Le imprese costruttrici che hanno appartamenti che non riescono a vendere (e sul quale sono doppiamente tassate, come vedremo) non possono almeno affittare con questa norma. Vero è che - sperabilmente - il 20% per i privati dovrebbe favorire una maggior considerazione per l'investimento immobiliare». È un po' «affitto se non ora quando»... «Dovrebbe essere così. I prezzi continuano ad essere bassi, i tassi d'interesse pure mentre le Borse oscillano paurosamente e i tassi d'interesse dei titoli di Stato sono prossimi allo zero. Affittare non è mai stato conveniente come oggi».

Paghiamo le tasse sull'invenduto

E però non siete contenti... «Ripeto: il 20% va esteso anche alle imprese e va tolto - ripeto: va tolto - quell'infernale meccanismo ideato dal ministro Visco che tassa le case invendute costruite dalle imprese. Adesso siamo pieni di case invendute, dobbiamo sostenere il peso degli interessi e per di più ci paghiamo le tasse». Quindi, togliere questa stortura fiscale... «e investire in opere pubbliche. Il Governo ha fatto tagli spaventosi e quel poco che è rimasto è per poche grandi opere. E le nostre imprese? Qui bisogna fare un piano straordinario di manutenzioni e piccoli interventi. Bisogna ridare ossigeno alle pubbliche Amministrazioni». E però, qui a Brescia, c'è stato il protocollo della Provincia. «Sì, ho firmato questo protocollo, ma non ero certo felice. Siamo stati costretti alla firma. Diversamente le nostre imprese avrebbero preso l'anno prossimo i soldi di lavori fatti mesi prima, n protocollo - cui ha lavorato con passione il presidente Molgora - lo abbiamo firmato: ma per avere questi soldi come anticipazione dalle banche dobbiamo pagare gli interessi. Cioè: dobbiamo pagare per avere i nostri soldi. In quale altra nazione succede una cosa simile? E, del resto, con le imprese senza ossigeno, uno firma per continuare a vivere...».

«Il mercato? Qualche segnale c'è...»

Parliamo un po' di mercato. Lei diceva agli inizi che qualche segnale c'è. «Lo confermo. Si ha la sensazione che ci sia un ritorno dell'interesse. Guardi che calibro le parole. Dico che c'è un timido risveglio, almeno a livello di interesse, di domanda di potenziali acquirenti. Ma per vedere se questa impressione abbia una qualche sostanza occorrerà aspettare qualche mese. Credo che un ruolo fondamentale lo abbiano le banche che devono accompagnare adesso questo risveglio. E non nascondo che abbiamo qualche speranza dall'effetto della cedolare secca del 20% che - ripeto - rappresenta una opportunità decisamente interessante per i piccoli investitori».

Gianni Bonfadini


IN DIFFICOLTA
Nella foto sopra un cantiere edile: il settore sta scontando le conseguenze di una grave crisi che non è ancora superata. Nel corso dell'ultimo anno sono stati persi a Brescia 2mila posti di lavoro legati all'edilizia.
Nella foto qui a fianco: Giuliano Campana, presidente del Collegio costruttori di Brescia»
laplace77
Wednesday, September 01, 2010 1:15 AM
Re: Re:

a parte la fantastica esternazione:

fabio_c, 31/08/2010 21.38:


...

Paghiamo le tasse sull'invenduto

E però non siete contenti... «Ripeto: il 20% va esteso anche alle imprese e va tolto - ripeto: va tolto - quell'infernale meccanismo ideato dal ministro Visco che tassa le case invendute costruite dalle imprese. Adesso siamo pieni di case invendute, dobbiamo sostenere il peso degli interessi e per di più ci paghiamo le tasse». Quindi, togliere questa stortura fiscale...

...




ma non s'e' costruito abbastanza?

e' come per l'industria dell'auto nei paesi OCSE: ma non ci saranno troppe macchine in giro?

'sto mito della crescita ha veramente scassato...

(sylvestro)
Friday, September 17, 2010 12:37 PM
Immobiliare: prezzi ancora giù a Brescia -2%

IL MERCATO DEL MATTONE. Studio Tecnocasa
17/09/2010

Perdono ancora valore i prezzi delle case bresciane

La crisi del mercato immobiliare continua a ripercuotersi sul prezzo degli immobili. Anche nel primo semestre del 2010 l'ufficio studi di Tecnocasa ha registrato un decremento del 2% dei valori delle case in città e provincia di Brescia.
Ma nei commenti della situazione Tecnocasa guarda al bicchiere mezzo pieno: «Da quando è iniziata la fase discendente dei prezzi degli immobili, nella prima parte del 2010 si è registrata la diminuzione più contenuta. Già nel semestre precedente gli operatori avevano segnalato una ripresa di fiducia e della volontà di acquisto dell'abitazione, sentiment confermato in questi primi mesi dell'anno. La domanda abitativa, in aumento ormai da un anno e la ricerca dell'abitazione da mesi diventata più attiva hanno contribuito al perfezionamento delle compravendite».
I tempi di vendita degli immobili, da Gennaio a Luglio 2010, sono rimasti stabili nelle grandi città (154 gg a luglio 2010) e nell'hinterland delle grandi città (184 gg), mentre si registra un aumento nei capoluoghi di provincia (181 gg). Interessante il dato sui finanziamenti. Il credito alle famiglie ha registrato una ripresa dovuta ai bassi tassi di interesse, alla bassa propensione al rischio delle banche e delle famiglie italiane (60% contro una media europea del 95%) e dalla tendenza degli italiani ad investire nel mattone (l'80% possiede una casa di proprietà). Nel primo trimestre del 2010, il volume delle erogazioni per l'acquisto di abitazioni da parte delle famiglie italiane ha registrato un aumento del 20%, una differenza positiva di circa 2,2 miliardi di euro rispetto al 2009.
(sylvestro)
Friday, October 08, 2010 3:12 PM
Vendesi casa disperatamente

Pag 1, 2 e 3


Fenomeni. La storia del mercato edile, della costruzione selvaggia e gli immobili invenduti nella Provincia


Ma non è la trasmissione Sky!



"Secondo un calcolo approssimativo per difetto sarebbero 5000 le abitazioni vuote e migliaia di metri quadri sul territorio provinciale"

"Non si può certo parlare di inversione di tendenza o di uscita dalla crisi – ha affermato il direttore di Probrixia –. Al massimo si può parlare di un leggero miglioramento in un quadro che è complessivamente ancora grave
...
C’è per il direttore di Probrixia una quota di invenduto che rischia di restare tale per un lungo periodo, a meno di non essere venduto a prezzi bassi


"
Le amministrazioni tacciono o quando rispondono dicono di non avere i dati per conoscere quante siano le case o le strutture produttive inutilizzate. Eppure anche un osservatore distratto potrebbe tranquillamente ipotizzare che si tratti di numeri alti, impressionanti. Tutti questi aspetti hanno portato, almeno sino a
quattro anni fa, a una stagione di edificazione selvaggia caratterizzata non solo dallo straordinario numero di edifici realizzati, poco funzionali alla vita dei suoi abitanti. Solo il comune di Marcheno ha risposto con una ricerca datata 2001.
Questi i numeri: edifici non utilizzati 75 (su 1003); abitazioni non occupate da persone residenti 225 (su 1753).
"

"...
Il costruttore e il venditore non hanno tenuto conto di questo quindi oggi ho un bene che non è vendibile, nonostante le richieste, che ci sono ancora
..."

marco---
Saturday, October 09, 2010 9:51 AM
Prezzi del mattone in calo, e in città si torna a comprare (Fonte: giornaledibrescia.it - 09/10/2010)

Se il trend di questi mesi verrà rispettato, le compravendite nella sola città di Brescia a fine 2010 dovrebbero toccare quota 22mila, contro le 20.900 segnate nel 2009. I numeri record segnati nel periodo 2004-2007 sono un ricordo e non si potranno ripetere, ma è in atto un'inversione di tendenza e secondo gli operatori del settore dopo tre anni di ininterrotto calo dei prezzi delle case si è toccato il fondo, il valore degli immobili si va assestando.
È quando risulta dall'analisi sulle quotazioni e le tendenze del mercato immobiliare bresciano realizzata dal gruppo Tecnocasa in collaborazione con l'Associazione Nazionale mediatori d'Affari (Anama) aderente a Confesercenti.
Secondo i dati elaborati da Tecnocasa - che nella nostra provincia possiede 58 agenzie - negli ultimi due anni il calo dei prezzi è stato del 12,7%, mentre nel primo semestre del 2010 la contrazione registrata è stata del 2%.
dgambera
Saturday, October 09, 2010 7:27 PM
Re:
marco---, 10/9/2010 9:51 AM:

Prezzi del mattone in calo, e in città si torna a comprare (Fonte: giornaledibrescia.it - 09/10/2010)




Bene, in Lombardia hanno già dato Brescia, Bergamo e Varese.

Che ne dite di una mappa con le bandierine sulle città che hanno già ammesso che si torna a comprare perchè i prezzi sono calati?
(sylvestro)
Saturday, October 09, 2010 7:47 PM
Re: Re:
dgambera, 09/10/2010 19.27:



Bene, in Lombardia hanno già dato Brescia, Bergamo e Varese.

Che ne dite di una mappa con le bandierine sulle città che hanno già ammesso che si torna a comprare perchè i prezzi sono calati?




... o anche con un semplice colpo di pennarello ...

laplace77
Saturday, October 09, 2010 8:27 PM
Re: Re: Re:
(sylvestro), 09/10/2010 19.47:




... o anche con un semplice colpo di pennarello ...





fico

magari con mappa html coi link o i popup alla google...

o magari proprio su google maps...




che dite, vale la pena di prendere un server in islanda?



(sylvestro)
Saturday, October 09, 2010 8:28 PM
Case, la crisi abbatte i valori

MERCATO IMMOBILIARE. I dati di Tecnocasa evidenziano l'andamento a Brescia: bene solo centro storico e lago d'Iseo. Ultimo biennio -12,7%, costante il decremento dei valori: segnali di ripresa nelle compravendite
09/10/2010

La crisi si è portata via un decimo del valore delle case bresciane. Secondo l'Ufficio Studi di Tecnocasa infatti negli ultimi due anni i prezzi delle abitazioni in provincia di Brescia sono scesi del 12,7%. Gli ultimi sei mesi hanno confermato l'andamento negativo con un -2% mentre l'ultimo anno ha fatto registrare un -3,8%.
Dopo l'aumento 2005-2007 il mercato ha cominciato ad andare in sofferenza, anche a causa dell'aumento dei tassi che ha cambiato diametralmente la situazione creditizia. Il primo semestre 2010, quindi è stato il sesto consecutivo di diminuzione. Sulla città tuttavia si verifica anche una sorta di «effetto Carmine», ovvero la rivalutazione (superiore al 3%) della zona centrale sottoposta a numerose ristrutturazioni negli ultimi anni. Le prospettive delineate ieri durante la presentazione dei dati da parte di Barbara Quaresmini (affiliata di Tecnocasa ed esperta del mercato) sono interessanti per gli operatori, ma necessitano di grande attenzione da parte di venditori e compratori. Secondo Quaresmini i prossimi mesi vedranno «ancora una contrazione dei prezzi con variabilità legate all'andamento del mercato del lavoro ed al mercato creditizio». E se dall'inizio dell'anno si è verificata una crescita degli appuntamenti degli agenti, segno di un rinnovato interesse per il mercato del mattone, è altrettanto vero che le situazioni vanno viste nel particolare.
In provincia di Brescia ad esempio esiste un Garda molto variegato (si veda la tabella a fianco) ma anche una situazione sulla sponda opposta che vede la Franciacorta in calo del 2,7% contro un 2,9% del lago d'Iseo, poco distante. Questo a causa dell'invenduto che vede altissimi numeri di immobili sul mercato e quindi anche una alta possibilità di scelta che fa concorrenza sia all'invenduto che alle costruzioni più recenti. Un problema che ha pesato soprattutto sulle imprese venditrici che spesso hanno puntato sulla formula del riscatto, una vendita che si concretizza dopo 3-4 anni di locazione con l'intento di far abbassare nel frattempo il valore a rogito dell'immobile agevolando il ricorso al credito da parte della famiglia interessata. All'incontro ospitato dall'auditorium Confesercenti hanno partecipato anche il coordinatore provinciale Anama, Marcello Plati, il consulente Kiron, Marco Luchetta ed il consulente Tecnocasa Valentino Alessandrini.

Giovanni Armanini
(sylvestro)
Saturday, October 09, 2010 8:34 PM
Re: Re: Re: Re:
laplace77, 09/10/2010 20.27:




fico

magari con mappa html coi link o i popup alla google...

o magari proprio su google maps...




che dite, vale la pena di prendere un server in islanda?








laplace77
Saturday, October 09, 2010 9:02 PM
Re: Re: Re: Re: Re:
(sylvestro), 09/10/2010 20.34:









non ho ritrovato la parodia di questa:


sarebbe stata perfetta per una intro...

nella parodia il cielo non e' affatto sereno e c'e' un cane che caga 'n miezz'a via...



marco---
Saturday, October 09, 2010 9:32 PM
Re: Re:
dgambera, 09/10/2010 19:27:

Bene, in Lombardia hanno già dato Brescia, Bergamo e Varese.

Che ne dite di una mappa con le bandierine sulle città che hanno già ammesso che si torna a comprare perchè i prezzi sono calati?

L'idea è buona, magari per il momento teniamoci segnate le città/province, poi quando raggiungiamo un adeguato numero di dati si può procedere!

Marco
marco---
Tuesday, October 12, 2010 2:26 PM
Immobili, la voglia c'è ma oggi comprare casa fa paura (Fonte: ilgiorno.it - di Paoloemilio Bonzio - 12/10/2010)

Brescia, 12 ottobre 2010 - «Il desiderio di comprare casa c’è, ma la paura della gente sta frenando i segnali di ripresa che si manifestano nel settore». Anna Sina Montini, presidente del Comitato che redige il listino della Borsa Immobiliare per la Camera di commercio, traccia un bilancio con luci e ombre della situazione attuale. Mentre sta per essere licenziato l’ultimo listino semestrale (aprile-ottobre) la crisi continua a pesare sul mercato del mattone. Ma se nel 2008 il calo di transazioni a livello generale (residenziale, uffici, produttivo) era del 19%, nel 2009 il decremento si è assestato sul 14,4%. Segnali di ripresa che all’inizio di quest’anno riguardavano il residenziale, e che non hanno però trovato conferme nei mesi successivi.
«Nel primo trimestre 2010 — continua Montini — abbiamo registrato un +2,3% di transazioni ma già nel secondo trimestre si è scesi all’1% e per il terzo trimestre è atteso un calo ulteriore».
Intanto le quotazioni del prossimo listino immobiliare dovrebbero «ritoccare al ribasso l’usato dai 16 ai 40 anni mentre il prezzo del nuovo sarà sostanzialmente invariato, per via dei maggiori costi di costruzione che ormai si avvalgono delle più moderne infrastrutture antisismiche». E se è vero che l’offerta supera la domanda, «il mercato offre soprattutto immobili di livello medio-popolare come condomini di 40 o più anni mentre per gli immobili di pregio c’è poca offerta».
Per gli immobili commerciali e direzionali invece è ancora notte fonda: «Il mercato è fermo e in centro trovare il negozio giusto di piccole metrature è difficile, non c’è offerta». Per acquistare comunque non è un brutto momento, secondo gli analisti le condizioni sarebbero idonee per fare buoni affari ma a tirare il freno sono i compratori stessi: «L’intenzione di acquistare si scontra con la realtà dei prezzi che non corrispondono alle capacità reddituali degli acquirenti, o con le garanzie richieste dalle banche per accendere un mutuo». E allora ecco le quotazioni degli immobili in città secondo l’ultimo listino licenziato da Probrixia (l’azienda speciale della Cemera di commercio che si occupa della Borsa Immobiliare).
In centro, come prevedibile, si trovano i valori più alti per il nuovo o ristrutturato (5.100 euro al metro quadro nel quadrilatero piazza Duomo-via Musei-corso Zanardelli-piazza Brusato) mentre il valore più basso della circoscrizione è a porta Milano con 2.200 euro. Sempre in centro, per gli immobili recenti (fino a 16 anni) si va da un massimo di 2.250 euro (i palazzi che si affacciano sul ring) al minimo di porta Milano dove bastano 1.600 euro al metro quadro. Altre zone di pregio della città si trovano soprattutto nelle circoscrizioni est e nord dove i valori più alti per il nuovo o ristrutturato sono rispettivamente a Caionvico (2.650 euro al metro quadro) e Mompiano (3.200 euro). Decisamente più abbordabili gli immobili delle circoscrizioni ovest e sud, a Folzano ad esempio la quotazione massima per comprare una casa nuova si aggira sui 2mila euro, ma prezzi massimi del tutto simili si trovano anche in altri quartieri popolari come San Polo e Buffalora (circoscrizione est).
Tra i casi più rilevanti di appartamenti invenduti (circa 250 in città secondo Sina Montini) il complesso futura di via Triumplina, la torre progettata da Fuksas in via Duca d’Aosta, le palazzine di via Tirandi e, per il direzionale, il complesso Tre Torri (una delle opere più chiacchierate della città) che sarà destinato alla vendita pezzo per pezzo da Gabetti Immobiliare.
(sylvestro)
Wednesday, October 13, 2010 10:06 AM
L'edilizia prova a ripartire dalle macerie

"Il 2010, in provincia di Brescia, sara' ricordato come un anno nero per il settore. In questi dieci mesi ogni giorno ha chiuso una azienda e, negli ultimi due anni, si e' passati da 20mila a 16mila lavoratori attivi."
(sylvestro)
Saturday, October 23, 2010 8:49 AM
"Immobiliare, serve sostegno per non sgonfiare la ripresina"

TECNOBORSA. Dai dati della società consortile per il settore un quadro ancora preoccupante
Bettoni: qualcosa si sta muovendo vanno intercettati altri acquirenti Mattinzoli: pronti a contrastare una politica di tagli, senza sviluppo

22/10/2010

Per la prima volta, dopo tre anni, torna positivo il segno del mercato immobiliare italiano, con qualche segnale anche in provincia. Il volume delle compravendite nel 2010 aumenta rispetto a quelli precedenti, segnando un più 5,5% nei dati a settembre e con la prospettiva di chiudere l'esercizio con 640mila unità scambiate: +4,5% su base annua.
IL QUADRO emerge dal report di Tecnoborsa (aggiornato al mese scorso) frutto del Csei, Centro studi economia immobiliare, illustrato in Camera di commercio dal presidente, Franco Bettoni, e da Enrico Mattinzoli, presidente dell'Associazione Artigiani di Brescia, entrato nel Cda della società consortile per azioni, di emanazione delle Cdc, fondata per contribuire allo sviluppo, alla regolazione, alla trasparenza del mercato immobiliare italiano. «Tecnoborsa ha avviato una nuova fase di monitoraggio che non si sovrapporrà con la Borsa immobiliare bresciana: anzi sarà punto di riferimento anche per la stesura del bollettino trimestrale sull'andamento del mercato», chiarisce Bettoni. Nonostante i dati incoraggianti, rimangono parecchie perplessità. La ripresa del settore si concretizza dopo un 2009, anno peggiore del secolo, ma solo per il residenziale. Le cifre, approfondite al secondo semestre, evidenziano un mercato a due velocità: a giugno per le transazioni di abitazioni civili una crescita del 4,5%, a fronte di un crollo degli uffici (-14,1%), dei negozi (-4,1%), dei capannoni (-4,2%). E i tempi di vendita sono a sei mesi.
IL RESIDENZIALE, pur in ripresa, non è privo di ombre, iniziando dall'andamento dei prezzi, scesi del 9%. Inoltre, rimane un grande parco invenduto. Stime precise non esistono, tuttavia solo a Brescia ci sarebbero 4mila alloggi giacenti. L'offerta, a livello nazionale, sale del 25% solo quest'anno, ma la domanda, in tre anni, registra un -30%: sul mercato mancano giovani e immigrati, le richieste sono di fascia alta. I mutui crescono del 13%, ma a comprare sono lavoratori autonomi (il 12%), oppure occupati a tempo indeterminato (il 75%). L'importo medio erogato è di 134mila euro. «Forse qualcosa sta cambiando nel mondo del credito, anche in provincia i grandi gruppi sembrano capire la necessità, per un rilancio definitivo, di concentrarsi anche su altre categorie di potenziali acquirenti», auspica Bettoni. Come detto, però, non mancano motivi di preoccupazione: nella prima metà dell'anno l'andamento delle compravendite è positivo, ma non omogeneo a livello territoriale: +11,6% al Centro, +6,9% al Sud e solo +0,5% al Nord. Roma evidenzia un +23%, Milano un + 3.3%. «E Brescia si colloca in questa fascia bassa, con l'aggravante che a crescere sono i capoluoghi, in media +8%, non gli altri comuni, in media + 2,9%», spiega Mattinzoli.
UNA SITUAZIONE preoccupante, che può alimentare anche proteste clamorose contro la politica del Governo, «tutta tagli, niente sviluppo. Siamo pronti a scendere in piazza - annuncia Mattinzoli - perché regna l'incertezza, la disoccupazione galoppa, il mercato interno non decolla, nessuno stimolo viene dato dall'Esecutivo, unico in Europa, alla ripresa della domanda». E guardando all'edilizia, da sempre traino per l'economia, «è necessario tornare a investire nel mattone, invece che nell'oro», sottolinea Bettoni evidenziando come «in autunno la 'ripresina' si è affievolita: se sopravviviamo è solo con l'export». Le ricette per il settore? «Il piano casa è fallito, la cedolare secca sugli affitti darà benefici fra anni. Serve una robusta spinta per evitare di ingessare il comparto immobiliare anche tutto il 2011».M.B.
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