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magiadimaglia
Tuesday, December 02, 2008 3:04 PM
            Approfondimento a cura dello Studio Legale G.ppe CALO' http://www.studiolegalecalo.it/Domande_risposte_banche.htm (link al sito)                                  

Perdita o furto del libretto di assegni: che fare?

Se disponete di un conto in un istituto di credito o presso l’ufficio postale, avrete anche un libretto di assegni. Quali sono le precauzioni essenziali da prendere per evitare la rapina e l’utilizzo fraudolento del vostro libretto? Quali sono le pratiche da compiere se è stato rubato?

LE PRECAUZIONI DA PRENDERE: certe regole di prudenza permettono di limitare i rischi. Conservate il vostro libretto in luogo sicuro, separato dai vostri documenti di identità. Evitate quindi di lasciarlo nel cruscotto della vostra auto. Tenete la cedola o la ricevuta del vostro libretto con i numeri. Per evitare la falsificazione, redigete i vostri assegni in maniera leggibile e con cura, utilizzando di preferenza una penna biro o un inchiostro che non si cancelli. Scrivete l’ammontare in cifre e in lettere e fate un segno sulla linea o le linee inutilizzate. Scrivete con cura il nome del beneficiario. Se il vostro assegno è riempito automaticamente da una cassa elettronica (ad esempio un assegno circolare), rileggetelo attentamente prima di firmarlo. Potete utilizzare dell’apposito nastro adesivo trasparente che non permette la falsificazione del titolo.

RUBATO O PERSO?: in caso di furto, come in caso di perdita, avvertite immediatamente la vostra banca o, se questa è chiusa, il commissariato di Polizia o i Carabinieri. Faranno trascrivere i numeri degli assegni rubati sulla scheda prevista a questo scopo. In ogni caso dovrete fare una dichiarazione di rapina o di smarrimento all’autorità di pubblica sicurezza. La ricevuta di questa dichiarazione dovrà essere portata alla vostra banca. La banca su vostra specifica richiesta provvederà subito a bloccare l’incasso degli assegni facenti parte del blocchetto smarrito o rubato. Da notare: non dimenticate di confermare immediatamente la vostra intenzione di bloccare il pagamento di assegni messi all’incasso dalla persona che abbia trovato, o vi abbia rubato, gli assegni. La vostra banca imporrà a tutte le proprie filiali di non accettare il pagamento di quegli assegni. Attualmente gli istituti di credito sono molto diffidenti e richiedono sempre molte informazioni prima di eseguire le operazioni agli sportelli. Normalmente gli assegni non vengono posti all’incasso se la richiesta viene da una persona sconosciuta alla banca. Comunque, ogni volta viene richiesto di indicare un conto corrente di riferimento (presso la banca), in modo tale che, se l’assegno risultasse irregolare, la banca sa che su quel conto corrente può prelevare la somma protestata. Questo perché, per disposizioni e accordi iterbancari, si è deciso che gli assegni non vanno cambiati e pagati se non a persone che abbiano un conto corrente nella banca presso la quale è stato presentato l’assegno, e che siano quindi ad essa note. Si è accertato col tempo che queste disposizioni sono utili per evitare malintesi ed episodi spiacevoli ai clienti.


Come si ottiene un fido?

Il fido bancario è una facilitazione concessa dalla banca al proprio cliente. Concederlo non è un obbligo per la banca che, in caso di mancato pagamento, può revocarlo.

LA PROVVISTA: un conto bancario deve ovviamente avere una provvista, cioè un deposito in denaro. La provvista, al momento dell’emissione di un assegno, deve essere sufficiente e disponibile. In caso contrario la banca non è tenuta a pagare. Può succedere che il conto non abbia momentaneamente provvista sufficiente, sia perché un assegno o una rimessa ritardano a essere accreditati, sia in caso di difficoltà temporanea. Una soluzione: chiedere alla propria banca un fido.

I PICCOLI FIDI: se il fido richiesto è di modesta entità in relazione ai vostri redditi, la banca non avrà nessuna difficoltà a concedervelo. Questo fido occasionale è oggetto di solito di un’autorizzazione verbale da parte della banca. Stabilirete assieme ad essa la durata del fido e le modalità di approvvigionamento al termine del periodo concesso. E’ utile sapere che in qualsiasi momento, e senza preavviso né notifica per iscritto, la banca è autorizzata a sospendere il pagamento con conseguente revoca del fido. Poiché nessun documento è stato sottoscritto tra voi e la banca, non vi rimane che regolarizzare il più rapidamente possibile la vostra posizione. Se siete in grado di provare che il fido era stato concesso in modo regolare, la banca ha l’obbligo di notificarvi per iscritto la sua decisione di revoca, ma è tenuta a pagare tutti gli assegni emessi fino alla data della notifica.

I FIDI MAGGIORI: se richiedete un fido bancario superiore ai vostri redditi ordinari, la banca, prima di concedervelo, farà un’indagine sulla vostra posizione in modo da procurarsi delle garanzie, come la fideiussione di un terzo, un’ipoteca….

REVOCA DEL FIDO: esistono delle circostanze in cui la banca ha il diritto di revocare il fido preliminarmente concesso. Se il fido concesso aveva una durata determinata, la banca deve aspettarne il termine prima di notificarvi la sua decisione di revoca o la sua intenzione di non rinnovarlo. In caso di un vostro grave inadempimento, come ad esempio il superamento considerevole del fido concesso, la banca è autorizzata a non rispettare più il termine previsto. La banca può inoltre revocare il fido a tempo indeterminato in qualsiasi momento in caso di vostro grave inadempimento o in caso di peggioramento irreversibile della vostra situazione finanziaria. In ogni caso, la banca deve notificarvi la sua decisione per iscritto e pagare tutti gli assegni emessi fino alla data della notifica.


Il piano di risparmio e di finanziamento: i prestiti agli sposi

Il vostro piano di risparmio-finanziamento vi permette di finanziare diverse operazioni di costruzione oppure piccole operazioni commerciali. La banca, o anche una società finanziaria, possono offrire alle giovani coppie diverse possibilità di finanziamento e investimento.

COME E PERCHE’: con questi mezzi potrete procedere alla costruzione, all’acquisto, all’ampliamento o alla ristrutturazione dell’alloggio destinato ad abitazione principale per la vostra famiglia; oppure, eventualmente, alla costruzione, all’acquisto, all’ampliamento o alla ristrutturazione della vostra seconda casa. Oltre ai prestiti e ai finanziamenti gli istituti di credito possono anche offrire ai propri clienti la possibilità di aprire dei conti correnti che offrono particolari vantaggi e agevolazioni sul costo delle operazioni bancarie, sulla qualità ed efficienza dei servizi offerti, il tutto a costi particolarmente convenienti. Se cercate il massimo profitto per il vostro risparmio, le banche sono in grado di consigliarvi al meglio. La cosa migliore è cercare la soluzione che offra il giusto equilibrio tra il rendimento dell’investimento e il rischio. Normalmente i conti correnti bancari sono i puù sicuri, in quanto la banca, a parte il caso assai improbabile di dissesto economico completo (per il quale l’Istituto non riesca a fare fronte ai suoi impegni), che comunque non può succedere poiché in tal caso interverrebbe la Banca d’Italia per tutelare il risparmiatore, restituisce il denaro al correntista in qualunque momento, su una semplice richiesta. Questa forma di investimento però non offre grossi vantaggi economici in quanto, oltre ai vantaggi relativi al costo delle operazioni bancarie, non garantisce dei grossi guadagni; infatti il tasso di interesse applicato sui conti correnti bancari è di solito molto basso. Vi sono delle forme di investimento, che si effettuano sempre in banca, relative all’acquisto di titoli del tesoro (CCT, BTR, BOT ecc.). questa è una forma di investimento che offre la massima sicurezza; è lo Stato che garantisce la restituzione del denaro, che viene effettuata dalla banca su mandato del cliente. Questo da parte sua deve aprire un conto corrente bancario presso l’Istituto che effettua l’operazione. Ciò non vuole dire che il cliente percepirà gli interessi del conto corrente, poiché esso servirà solo come punto di riferimento per il prelievo della somma necessaria all’acquisto dei titoli, per l’accredito degli interessi maturati e per l’addebito delle spese di gestione. La banca, al momento dell’acquisto, vi dovrà mettere al corrente di tutte le condizioni, modalità e costi che sono connessi all’acquisto dei titoli. I buoni del tesoro vengono emessi dalla Banca d’Italia e hanno durata variabile; ogni emissione può infatti avere una scadenza diversa. Alla scadenza i titoli verranno direttamente accreditati sul conto corrente. L’importo dell’investimento varia a seconda della disponibilità del cliente; se la disponibilità dovesse aumentare possono essere fatti successivi acquisti di titoli. Vi sono poi gli investimenti effettuati su valuta estera o su titoli esteri, oppure gli investimenti in Borsa. Questo tipo di investimento può rivelarsi molto più redditizio di altri, però è sicuramente più rischioso. Dipende infatti dalla valutazione delle monete estere e dall’andamento della Borsa. Quindi la somma di denaro investita inizialmente può aumentare come anche diminuire.


Come regolarsi per i prestiti di piccole cifre?

Un prestito di modesta entità può essere destinato a finanziare qualunque bene o servizio che non sia un immobile o un’attività professionale. E accordato da un istituto di credito o da una società finanziaria.

I RISCHI: capita a volte di aver bisogno di un prestito, anche di modesta entità. Per ottenerlo ci si può rivolgere a più persone. Bisogna però stare molto attenti che colui che vi concede il prestito (istituto pubblico o privato) sia autorizzato dalla legge a svolgere questo tipo di attività. Si può correre il rischio di imbattersi in individui di pochi scrupoli che praticano l’usura. Chi opera nel settore finanziario deve essere un soggetto riconosciuto dalle autorità e in possesso delle apposite autorizzazioni prescritte dalla legge. Tra questi vi sono ovviamente le banche e ultimamente anche le società finanziarie (il ricorso a questo tipo di istituti finanziatori è in costante aumento). Sia le banche che le finanziarie chiedono idonee garanzie;la migliore garanzia normalmente è il reddito del proprio lavoro. Il pagamento del debito può avvenire in due modi:

a) saldando con denaro liquido le rate come dal programma di scadenze concordato;

b) con la trattenuta, operata direttamente dall’ente erogatore, del quinto dello stipendio (per questo sistema ci deve ovviamente essere la vostra approvazione).

Quest’ultimo metodo è quello normalmente usato dalle finanziarie le quali, non volendo correre rischi, vogliono vincolare il vostro reddito fino al totale pagamento del debito contratto.

PRIMA DI ACCERTARE: chi vi fa il prestito deve proporvi un’offerta per iscritto che contenga i seguenti elementi:

a) natura, oggetto e durata del prestito;

b) costo totale, tasso d’interesse globale e spese forfetarie come, ad esempio, quella per l’apertura della pratica;

c) ammontare preciso di ogni scadenza, incluso il costo dell’assicurazione, quando essa sia obbligatoria e non venga stipulata direttamente dal richiedente.

L’ASSICURAZIONE: può anche essere richiesta come condizione per la concessione del prestito. Serve per coprire i rischi di distruzione del bene acquistato con il prestito. E’ vivamente consigliata. Se il creditore ve ne propone una, vi deve consegnare una nota con l’estratto delle condizioni generali, durata del contratto, quali rischi hanno copertura, il premio e il costo. Attenzione: a volte il richiedente non può fornire garanzie per la concessione del prestito. Se non ha chi garantisce per lui, il richiedente può essere tentato di rivolgersi a qualche privato che potrebbe dimostrarsi meno rigido. Bisogna fare molta attenzione in questi casi perché si può incappare in qualche usuraio. Le Banche e gli intermediari finanziari e ogni altro ente autorizzato all’erogazione del credito, sono tenuti ad affiggere presso la propria sede e in ciascuna delle proprie dipendenze, in modo visibile al pubblico apposito avviso contenente la rilevazione dei tassi consentiti.


Che cos’è la gestione dei patrimoni mobiliari?

Tra le operazioni finanziarie che un risparmiatore può compiere tramite la propria banca figura la gestione dei patrimoni mobiliari, a cui è connessa di solito anche un’apposita attività di consulenza.

IN GENERALE: la gestione di patrimoni mobiliari è definibile come il contratto con il quale la banca (ma il riferimento può estendersi alle SIM, Società d’Intermediazione Mobiliare, e alle società fiduciarie) si obbliga a gestire i titoli o le disponibilità monetarie del cliente, mediante operazioni in valori mobiliari. La gestione dei patrimoni mobiliari si distingue dal deposito in amministrazione per il fatto che solo al gestore, e non al depositario, è dato il potere di compiere in via autonoma atti dispositivi sui titoli, senza la necessità di un concorso di volontà del cliente. Non è escluso, naturalmente, che quest’ultimo possa impartire al gestore istruzioni vincolanti in merito alle operazioni da effettuare. I valori mobiliari acquisiti nell’esercizio dell’attività gestoria sono di pertinenza del cliente, e perciò individuabili e separabili da quelli di altri clienti o della stessa banca, in modo da poter essere direttamente aggrediti dai creditori particolari del titolare; la stessa caratteristica di separatezza sembra doversi riconoscere alle somme di denaro eventualmente incluse nella gestione. I singoli atti di investimento o disinvestimento possono essere direttamente effettuati dalla banca se hanno per oggetto titoli di Stato o garantiti dallo Stato, essendo invece, per ogni altro valore quotato, obbligatorio servirsi di una SIM quale intermediario abilitato alle negoziazioni nei mercati regolamentati.

LA CONSULENZA NELLA GESTIONE DEI PATRIMONI: alla gestione dei patrimoni è connessa solitamente un’attività consulenziale relativa alle scelte di investimento da concordare con il cliente. La consulenza, tuttavia, può assumere una propria specificità, come tipica attività intellettuale svincolata dalla gestione, ma non può essere svolta al di fuori dello sportello bancario. Nello svolgimento dell’attività consulenziale, la legge richiede, inoltre, chiarezza nel prospettare al cliente le singole operazioni, adeguatezza di proposte rispetto alla sua posizione finanziaria, divieto di consigliare operazioni su titoli rientranti nella sfera di interesse della banca stessa che presta la consulenza.


Super-indebitamento: come uscirne?

Vi trovate in una situazione in cui non potete più far fronte ai vostri impegni finanziari. Perché? Perché il vostro indebitamento è eccessivo in rapporto ai vostri redditi.

LA SITUAZIONE: avete fatto un prestito per comperare la vostra casa, per acquistare un’auto e per ammobiliare la vostra abitazione. I vostri redditi hanno subito una netta diminuzione: disoccupazione, divorzio, malattia, incidente, perdita di una prestazione sociale……come venirne fuori? La facilità con la quale vi era possibile accedere ad acquisti dei più svariati beni si è molto affievolita con il tempo. L’importante è che le entrate mensili garantiscano il normale pagamento delle rate in scadenza. La regola d’oro è che l’importo totale dei debiti non superi il 25/30 per cento delle entrate. L’imprevisto è dietro l’angolo e un calo delle entrate può produrre effetti negativi sul bilancio familiare; non bisogna che la situazione si incanali in un vicolo cieco, il cui prezzo per uscirne potrebbe essere pesante.

CHE FARE?: in questi casi bisogna, senza indugio, rivolgersi alla propria banca di fiducia per chiedere un finanziamento per appianare i propri debiti. La vostra banca ha di voi una conoscenza puntuale e potrà sicuramente aiutarvi. Il finanziamento prevederà delle rate che non potranno superare i limiti summenzionati. Non ha, invece, alcuna importanza la durata del rapporto. La banca, però, può chiedere e pretendere delle garanzie a copertura dei propri rischi e della propria esposizione: tali garanzie potranno avere carattere reale e consistere, pertanto, in un’ipoteca o in un pegno a carattere personale, come ad esempio una fideiussione. Un particolare problema riguarda il pagamento delle rate sopra indicate. Qualora anche la rata mensile non sia onorata, la banca si rivolgerà direttamente al garante, se esistente, pretendendo il pagamento del totale del residuo debito. Il garante, in tal modo, rischia di vedere esposto il proprio patrimonio a un’azione giudiziaria da parte della banca, che agirà pignorando tutti i suoi beni, fino alla concorrenza del credito. Una volta ottenuta soddisfazione, al garante non resterà altra soluzione che agire in regresso nei confronti del debitore principale. Con la banca è in ogni modo sempre possibile venire a un accordo proponendo un piano di rientro a largo respiro. Il cliente dovrà comunque fare attenzione alle clausole del contratto che firmerà: spesso, infatti, le banche richiedono dei tassi di interesse molto alti. Purtroppo, quando il cliente ha firmato ed approvato queste clausole, non potrà più agire nei confronti della banca per lamentare l’applicazione di tassi troppo alti!!!


Furto della carta di credito: che fare?

Che sia stata rubata o persa, le conseguenze sono le stesse: chiunque sia malintenzionato può utilizzare la vostra carta di credito e addebitarvene i conti.

La prima cosa da fare è segnalare la sparizione della carta. Esistono, a tale scopo, appositi numeri telefonici messi a disposizione dalle varie società emettenti. Quindi si deve avvertire la banca d’appoggio per limitare i rischi di frode.

LA BANCA: in caso di perdita o di furto, la cosa più importante da fare è comunicare al più presto alla società emittente la sparizione della carta. Ciò deve avvenire con una telefonata e, se possibile, anche con un fax, per avere la certezza dell’ora in cui è stata bloccata la carta. La società poi provvede a darne comunicazione alla banca, la quale si impegna a non pagare più alcuna fattura in arrivo che risulti emessa dopo il giorno e l’ora in cui è stata bloccata la carta. D’altra parte se il proprietario si rende conto tardivamente della sparizione della carta, e non provvede immediatamente a bloccarla, è responsabile di tutti i pagamenti effettuati dalla banca anteriori alla data del blocco. In caso di furto, si deve inviare alla banca anche una copia della denuncia fatta a polizia o carabinieri.

IL PRELIEVO DI DENARO: una procedura simile è prevista anche per le carte di prelievo automatico “Bancomat”. Assieme alla tessera viene dato anche un codice personale di accesso che deve essere tenuto segreto. In caso di furto o smarrimento, la prima cosa da fare è informare la propria banca. Nei giorni festivi o fuori dell’orario di apertura è possibile telefonare a un apposito numero verde, di solito riportato presso gli sportelli Bancomat. Dal momento della comunicazione, l’uso della carta è bloccato sull’intera rete di sportelli. E’ consigliabile, il giorno dopo, verificare presso la banca che il blocco sia stato effettuato. In caso di furto la banca richiede una copia della denuncia. Per evitare che la carta possa essere utilizzata da qualche malintenzionato, è bene tenere il codice di accesso separato dalla tessera e comunque evitare di tenerlo nel portafoglio o di usare promemoria troppo palesi. E’ già capitato che la banda magnetica di una carta rubata sia stata falsificata dai ladri. Viene così scavalcata la “barriera di sicurezza” che la banca mette in atto impedendo il ritiro della somma settimanale consentita. In questo caso, la banca può accettare di farsi carico dei prelievi fraudolenti, poiché si ritiene che la falsificazione non sia dovuta a una negligenza da parte del proprietario della carta.

 

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