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laplace77
Saturday, May 22, 2010 7:26 PM
Re:
stelafe, 21/05/2010 16.54:





qui l'articolo

21 maggio 2010
Banche a rischio sofferenze

Poco meno di un quinto degli attivi dei primi dieci gruppi bancari italiani è impiegato in strumenti finanziari il cui valore è legato alle oscillazioni dei mercati. Parliamo di una cifra che sfiora i 408 miliardi di euro, costituita per la quasi totalità da attività al fair value, cioè bond, azioni e derivati valutati con parametri di mercato. Per quanto possano sembrare elevate, queste forme di impiego sono di gran lunga inferiori a quelle dei maggiori istituti europei e americani. Per i gruppi creditizi dell'Unione europea gli attivi finanziari al fair value rappresentano infatti, mediamente, il 43% delle attività totali, e per i gruppi americani il 34% (anche se il dato statunitense è sottostimato per l'ampio ricorso alla compensazione dei derivati). Ciò rende il sistema bancario italiano relativamente più stabile e sicuro.

Ma dove è investita questa massa di attività finanziarie? Il 54%, pari a 220,5 miliardi, è impiegata in titoli di debito (titoli di stato, bond di enti pubblici e banche e altri titoli), il 10% in azioni e quote di fondi, il 31,5%, pari a 128 miliardi, in derivati detenuti per scopi speculativi (altra cosa sono i derivati di copertura) e il 4,5% in altre poste. Quella dei bond pubblici, pari a poco più di un terzo della massa totale investita, è la categoria dei titoli tipicamente considerati senza rischio. Ma dopo la crisi di solvibilità dello stato greco, che ha messo in evidenza la fragilità finanziaria di altri paesi europei, e dopo gli interventi pubblici di salvataggio del sistema bancario internazionale, la percezione del rischio associato a questi titoli è visibilmente cresciuta.

Accanto a quello di mercato c'è oggi un rischio crescente di controparte, vale a dire di qualità dell'emittente, trasversale a tutte le categorie di titoli, compresi i titoli di stato. Non a caso l'esplodere della crisi greca ha costretto le maggiori banche a rendere pubbliche le esposizioni verso Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna (Pigs). Quelle italiane in particolare, secondo dati ancora parziali, hanno in portafoglio titoli Pigs per valori modesti: 3,7 miliardi. Così suddivisi: UniCredit per 1,6 miliardi, Intesa Sanpaolo per quasi 1,1, Mediobanca per 400 milioni, Monte Paschi per 350, Banco Popolare per 244.

Nel campione inoltre figurano attività illiquide, prive di mercato e in quanto tali valutate in modo discrezionale – i famigerati titoli di Livello 3 –, pari al 4% di tutti gli attivi considerati al fair value. Il dato è in linea con quello europeo, ma di molto inferiore a quello Usa, dove raggiungono il 12 per cento.
Le attività illiquide rappresentano il 16% del patrimonio netto tangibile dei maggiori gruppi creditizi nazionali. Questo stesso dato sale al 55% nel resto d'Europa e balza addirittura al 75% negli States, dove il sistema è esposto a rischi maggiori.

Ma il grosso dell'attivo bancario, in Italia, è costituito da 1.465 miliardi di crediti alla clientela. Tra questi la massa dei crediti deteriorati, che ha sfiorato a fine 2009 gli 85 miliardi. La cifra – pari al 5,8% dei crediti totali alla clientela, con punte del 10% per Banco Popolare – è pressocché doppia rispetto all'anno precedente. Il 44% di quest'importo, 37 miliardi, è costituito da incagli, cioè crediti il cui rimborso è temporaneamente sospeso per difficoltà del prenditore, che potrebbero tornare in bonis o trasformarsi in sofferenze per il prolungarsi della crisi.
Non solo: l'ammontare dei crediti deteriorati rappresenta in media il 79% del patrimonio netto tangibile del campione (il patrimonio netto depurato degli attivi immateriali), con punte del 143% per Banco Popolare e del 104% per Monte Paschi. Il 52% di questi crediti è totalmente assistito da garanzie.

Il caso limite è quello di Banca Carige, i cui crediti di dubbia esigibilità sono garantiti solo al 28 per cento. UniCredit e Intesa Sanpaolo sono rispettivamente "coperti" per il 47% e per il 58%, mentre la banca più virtuosa è Popolare di Sondrio con garanzie totali sul 78% dei crediti inesigibili.

Per altro verso, il basso livello di sofisticazione finanziaria del sistema bancario italiano fa da ammortizzatore ai contraccolpi della crisi internazionale e alle sue possibili recrudescenze. I dieci gruppi in questione concentrano in media in Italia il 71% della loro esposizione per cassa, pari a 1.141 miliardi di euro. Solo Unicredit eroga all'estero la maggioranza dei suoi crediti, il 54%, la metà dei quali in Europa. Quota europea che si riduce al 15% per Intesa Sanpaolo e Monte Paschi.
L'esposizione è per oltre il 54% verso imprese non finanziarie e per quasi il 24% verso altri soggetti, principalmente famiglie.

Le attività fuori bilancio, pari a circa 600 miliardi, rappresentano invece il 27% del totale degli attivi bancari. Si tratta di impegni potenziali verso terzi che potrebbero diventare effettivi in caso di difficoltà della clientela. Il problema non è tanto rappresentato dall'elevato ammontare di questi crediti, quanto dalla solvibilità del singolo debitore. Oltre 200 miliardi dei crediti fuori bilancio sono a basso rischio di default, 60 miliardi sono speculativi e 320 senza un rating esterno rilasciato da una primaria agenzia internazionale. (G.O.)
21 maggio 2010
(sylvestro)
Tuesday, June 01, 2010 11:35 PM
grella
Wednesday, June 02, 2010 12:08 AM
Re:
(sylvestro), 01/06/2010 23.35:




500MLD DI SVALUTAZIONE dell'intero comparto bancario europeo negli ultimi tre anni?...............mmhmhmhm ........bugia-bugia........è poco..............quanto è camuffato tra gli asset dichiarati sotto-pressione? .......




(sylvestro)
Wednesday, June 02, 2010 8:56 AM
Re: Re:
grella, 02/06/2010 0.08:



500MLD DI SVALUTAZIONE dell'intero comparto bancario europeo negli ultimi tre anni?...............mmhmhmhm ........bugia-bugia........è poco..............quanto è camuffato tra gli asset dichiarati sotto-pressione? .......








Sinceramente non mi ricordo, se trovi la vecchia valutazione postala che confrontiamo.
fabio_c
Saturday, July 24, 2010 3:54 PM
Stress Test 2010

Dal sito del CEBS (Committee of European Banking Supervisors):

2010 EU-WIDE STRESS TESTING EXERCISE
CEBS’S PRESS RELEASE ON THE RESULTS OF THE 2010 EU-WIDE STRESS TESTING EXERCISE

Summary report (pdf)
Aggregate outcome of the 2010 EU wide stress test exercise coordinated by CEBS in cooperation with the ECB
23 July 2010

...

Pagina 55:

«Annex 3. Evolution of property prices assumed in the exercise»

............................................. UK ............. Germany .......... France ......... Netherlands ......... Spain
Benchmark Scenario ..................... 2010 ... 2011 .... 2010 ... 2011 .... 2010 ... 2011 .... 2010 ... 2011 .... 2010 ... 2011
Commercial Property Prices, % change
from previous year (y-o-y) ............. 0.0% ... 0.0% .... 0.0% ... 0.0% ... -4.5% .. -2.5% .... 0.0% ... 0.0% .. -20.0% . -15.0%
Residential Property Prices, % change
from previous year (y-o-y) ............. 2.0% ... 1.0% .... 0.0% ... 0.0% ... -4.5% .. -2.5% .... 0.0% ... 0.0% ... -3.8% .. -5.2%

Adverse Scenario ....................... 2010 ... 2011 .... 2010 ... 2011 .... 2010 ... 2011 .... 2010 ... 2011 .... 2010 ... 2011
Commercial Property Prices, % change
from previous year (y-o-y) ........... -10.0% . -10.0% .. -10.0% . -10.0% ... -4.5% .. -4.5% .. -10.0% . -10.0% .. -35.0% . -30.0%
Residential Property Prices, % change
from previous year (y-o-y) ........... -10.0% . -10.0% .. -10.0% . -10.0% ... -4.5% .. -4.5% .. -10.0% . -10.0% ... -8.8% . -15.2%


............................................ Italy ........... Belgium .......... Sweden ........... Austria .......... Denmark
Benchmark Scenario ..................... 2010 ... 2011 .... 2010 ... 2011 .... 2010 ... 2011 .... 2010 ... 2011 .... 2010 ... 2011
Commercial Property Prices, % change
from previous year (y-o-y) ............ -0.7% ... 0.3% ... -3.0% .. -3.0% .... 0.0% .. -2.5% .... 2.0% ... 2.7% .... 0.2% ... 2.0%
Residential Property Prices, % change
from previous year (y-o-y) ............ -0.7% ... 0.3% ... -3.0% .. -3.0% .... 5.0% ... 0.0% .... 2.0% ... 2.7% .... 0.2% ... 2.0%

Adverse Scenario ....................... 2010 ... 2011 .... 2010 ... 2011 .... 2010 ... 2011 .... 2010 ... 2011 .... 2010 ... 2011
Commercial Property Prices, % change
from previous year (y-o-y) ............ -1.6% .. -2.0% .. -10.0% . -10.0% .. -12.5% . -15.0% .... 2.0% ... 2.7% ... -7.0% .. -1.6%
Residential Property Prices, % change
from previous year (y-o-y) ............ -1.6% .. -2.0% .. -10.0% . -10.0% ... -7.5% . -12.5% .... 2.0% ... 2.7% ... -7.0% .. -1.6%


........................................... Greece ........... Ireland .......... Cyprus ......... Luxembourg .......... Malta
Benchmark Scenario ..................... 2010 ... 2011 .... 2010 ... 2011 .... 2010 ... 2011 .... 2010 ... 2011 .... 2010 ... 2011
Commercial Property Prices, % change
from previous year (y-o-y) ............ -3.0% ... 0.0% .. -14.0% .. -6.0% ... -2.0% ... 2.0% .... n.a. ... n.a. .... 1.6% ... 2.5%
Residential Property Prices, % change
from previous year (y-o-y) ............ -3.0% ... 0.0% .. -13.0% .. -2.5% ... -2.0% ... 2.0% .... n.a. ... n.a. .... 1.6% ... 2.5%

Adverse Scenario ....................... 2010 ... 2011 .... 2010 ... 2011 .... 2010 ... 2011 .... 2010 ... 2011 .... 2010 ... 2011
Commercial Property Prices, % change
from previous year (y-o-y) ............ -5.0% .. -2.0% .. -17.0% .. -8.0% .... -4% ..... 0% ..... n.a. ... n.a. ... -2.0% .. -2.0%
Residential Property Prices, % change
from previous year (y-o-y) ............ -5.0% .. -2.0% .. -17.0% .. -5.0% .... -4% ..... 0% ..... n.a. ... n.a. ... -2.0% .. -2.0%


........................................... Portugal ........ Slovenia .......... Finland .......... Hungary .......... Poland
Benchmark Scenario ..................... 2010 ... 2011 .... 2010 ... 2011 .... 2010 ... 2011 .... 2010 ... 2011 .... 2010 ... 2011
Commercial Property Prices, % change
from previous year (y-o-y) ............. 0.0% ... 0.0% .... n.a. ... n.a. .... 0.0% ... 0.0% .... -5% ..... 0% ..... 0.0% ... 0.0%
Residential Property Prices, % change
from previous year (y-o-y) ............. 0.0% ... 0.0% .... n.a. ... n.a. .... 0.0% ... 0.0% .... -10% ... -3% ..... 0.0% ... 0.0%

Adverse Scenario ....................... 2010 ... 2011 .... 2010 ... 2011 .... 2010 ... 2011 .... 2010 ... 2011 .... 2010 ... 2011
Commercial Property Prices, % change
from previous year (y-o-y) ............ -5.0% .. -5.0% .... n.a. ... n.a. .. -10.0% . -10.0% .... -8% .... -5% ..... 0.0% ... 0.0%
Residential Property Prices, % change
from previous year (y-o-y) ............ -5.0% .. -5.0% .... n.a. ... n.a. ... -5.0% .. -5.0% .... -13% ... -8% ..... 0.0% ... 0.0%


«Notes:
Estimates of the annual changes of the property prices are provided by the national supervisory authorities participating in the exercise and are outside the scope of the macro-economic scenarios. It should be noted that at the current time in Europe there is no consistent reference set of property price data, which can be used for central modelling.»


Q & As (pdf)


fabio
dgambera
Saturday, July 24, 2010 4:23 PM
Re: Stress Test 2010
fabio_c, 24/07/2010 15.54:


«Notes:
Estimates of the annual changes of the property prices are provided by the national supervisory authorities participating in the exercise and are outside the scope of the macro-economic scenarios. It should be noted that at the current time in Europe there is no consistent reference set of property price data, which can be used for central modelling.»




E infatti si vede come i numeri per stressare l'Italia sono di tutto relax
laplace77
Saturday, July 24, 2010 4:35 PM
Re: Re: Stress Test 2010
dgambera, 24/07/2010 16.23:




E infatti si vede come i numeri per stressare l'Italia sono di tutto relax




a me fa impressione che addirittura per la germania considerano un calo dell'immobiliare del 10%, per l'italia invece...

mi fa anche impressione il differenziale tra Benchmark Scenario e Adverse Scenario, che per molti paesi e' altino, per l'italia invece...



...in italia e' diverso: comandano le solide banche...




dgambera
Saturday, July 24, 2010 4:54 PM
Re: Re: Re: Stress Test 2010
laplace77, 24/07/2010 16.35:




a me fa impressione che addirittura per la germania considerano un calo dell'immobiliare del 10%, per l'italia invece...

mi fa anche impressione il differenziale tra Benchmark Scenario e Adverse Scenario, che per molti paesi e' altino, per l'italia invece...



...in italia e' diverso: comandano le solide banche...








Coi dadi truccati sono tutti bravi. Diciamo che a questi piace vincere facile

fabio_c
Saturday, July 24, 2010 5:11 PM
Re: Re: Re: Stress Test 2010
dgambera, 24/07/2010 16.23:




E infatti si vede come i numeri per stressare l'Italia sono di tutto relax


laplace77, 24/07/2010 16.35:




a me fa impressione che addirittura per la germania considerano un calo dell'immobiliare del 10%, per l'italia invece...

mi fa anche impressione il differenziale tra Benchmark Scenario e Adverse Scenario, che per molti paesi e' altino, per l'italia invece...



...in italia e' diverso: comandano le solide banche...






Per questo ho riportato tutti gli Stati.
Da notare lo scenario base della Francia, -4.5% e -2.5%.
Da noi MPS è passata con un Tier 1 al 6.2% rispetto al 6% considerato accettabile. Che succederebbe con un ribasso maggiore del valore degli immobili?
Per la slovena NLB il 6.3% richiede comunque un rafforzamento del capitale.

fabio
laplace77
Sunday, July 25, 2010 1:05 AM
Re: Re: Re: Re: Stress Test 2010
fabio_c, 24/07/2010 17.11:


Per questo ho riportato tutti gli Stati.
Da notare lo scenario base della Francia, -4.5% e -2.5%.
Da noi MPS è passata con un Tier 1 al 6.2% rispetto al 6% considerato accettabile. Che succederebbe con un ribasso maggiore del valore degli immobili?
Per la slovena NLB il 6.3% richiede comunque un rafforzamento del capitale.

fabio






dgambera
Sunday, July 25, 2010 11:17 AM
Re: Re: Re: Re: Stress Test 2010
fabio_c, 24/07/2010 17.11:


Per questo ho riportato tutti gli Stati.
Da notare lo scenario base della Francia, -4.5% e -2.5%.
Da noi MPS è passata con un Tier 1 al 6.2% rispetto al 6% considerato accettabile. Che succederebbe con un ribasso maggiore del valore degli immobili?
Per la slovena NLB il 6.3% richiede comunque un rafforzamento del capitale.

fabio




Ci pensavo poco fa: non è che il test invece è realistico?

Chissà, magari in Germania dove non si dipende fortemente dal mattone ci vuole un -10% per scenari castastrofici, mentre in Italia, dove, come ben sappiamo, più dell'80% delle famiglie ha immobilizzato ingenti capitali, basta un -3% per una catastrofe
fabio_c
Wednesday, August 04, 2010 4:54 PM
Re: Re: Re: Re: Re: Stress Test 2010
dgambera, 25/07/2010 11.17:




Ci pensavo poco fa: non è che il test invece è realistico?

Chissà, magari in Germania dove non si dipende fortemente dal mattone ci vuole un -10% per scenari castastrofici, mentre in Italia, dove, come ben sappiamo, più dell'80% delle famiglie ha immobilizzato ingenti capitali, basta un -3% per una catastrofe


Forse nel senso che il test dimostra i limiti peculiari di ciascun Paese, e se si riuscisse a rimanere dentro i parametri ipotizzati il sistema reggerebbe.
E' come se avessero disegnato un "dominio di resistenza" per ciascuno Stato, in cui la condizione di rottura è definita dall'anello più debole delle sue Banche principali.

Comunque a favore della sicurezza i Cinesi si tengono un po' larghi:

La Cina Dice alla Banche di fare lo Stress Test per una Caduta dei Prezzi delle Case del 60%
Da "Bloomberg News" - 4 agosto 2010 4:16 PM GMT+0200


fabio
fabio_c
Saturday, September 04, 2010 5:34 PM
Il male non oscuro

Da "la Repubblica" del 4 settembre 2010:

IL MALE NON OSCURO DELLE BANCHE ITALIANE

di ALESSANDRO PENATI

«I titoli dei maggiori istituti sono ancora sotto i livelli della primavera: -16% in media»

«Superata la crisi Greca di metà aprile, superati gli stress test, superate le semestrali, con utili a volte superiore alle attese, incassati attestati universali di solidità, è lecito chiedersi perché i titoli delle nostre maggiori banche (Unicredit, Intesa, Ubi, Banco Popolare e Mps) siano ancora sotto i livelli di primavera (-16%, in media), e più penalizzate delle banche europee (-10% rispetto al settore). Per non parlare del -60% rispetto ai massimi del 2007. Il nostro sistema bancario avrebbe superato la crisi finanziaria meglio degli altri, sarebbe tra i più solidi grazie al maggior radicamento territoriale, meno finanza e più attività tradizionale; ma la Borsa non ci crede e non sembra apprezzare la virtù dei nostri banchieri.

...

Quanto agli utili, in media un quarto dipende dall´aumento delle commissioni tradizionali (si va dal 17% dell´utile operativo di Intesa, al 49% di Mps): per far reggere i conti, dunque, la ricetta è sempre quella di spremere il risparmiatore.

I criteri usati per valutare le attività sono poco convincenti. L´inversione di tendenza nelle rettifiche sui crediti fa a pugni con l´aneddotica di ristrutturazioni e imprese in difficoltà. Dubito si siano utilizzati criteri prospettici, più opportuni. Una parte considerevole dei titoli in portafoglio (41%) è classificata fra quelli per i quali non è richiesta una valutazione ai prezzi di mercato (e non rientra nell´ambito degli stress test). Se i principi seguiti per la loro valutazione sono in linea con quelli usati per l´avviamento (mediamente, pari a oltre un terzo del patrimonio), c´è da sorridere. Per non svalutare gli avviamenti (anche se non inciderebbero sui ratio di vigilanza) si ricorre infatti all´argomentazione, tanto abusata quanto pretestuosa, della miopia degli investitori: dimenticandosi che forse le valutazioni attuali non sono eccessivamente sacrificate, ma quelle dell´ultimo decennio eccessivamente gonfiate.

Ma se il "mark to market" delle attività è una parolaccia, all´occorrenza può tornare utile per i debiti. Così, dei 306 milioni di utile ante imposte del Banco Popolare, 259 derivano dalla rivalutazione contabile di passività del Banco, cadute di valore perché il merito creditizio del Banco è diminuito: se dunque il debito vale meno perché aumenta la probabilità di default, per il Banco è un aumento dell´utile.

Se queste sono le nostre magnifiche cinque, non sorprende che la Borsa guardi altrove.»
kemar71
Friday, September 10, 2010 4:15 PM
Giappone, una banca insolvente
Scatta per la prima volta la tutela dei depositi
Incubator Bank, in bancarotta, ha chiesto alla Fsa l'accesso alla normativa. L'authority ha ordinato alla banca di sospendere le operazioni fino a domenica per tutelare i depositanti. La garanzia copre fino a 10 milioni di yen (100.000 euro)
(sylvestro)
Friday, September 10, 2010 11:04 PM
Re: Giappone, una banca insolvente
kemar71, 10/09/2010 16.15:

Scatta per la prima volta la tutela dei depositi
Incubator Bank, in bancarotta, ha chiesto alla Fsa l'accesso alla normativa. L'authority ha ordinato alla banca di sospendere le operazioni fino a domenica per tutelare i depositanti. La garanzia copre fino a 10 milioni di yen (100.000 euro)




Notizia interessante

Vedremo se si tratta di una mosca bianca o dell'inizio di un ciclo all'americana.
dgambera
Sunday, October 10, 2010 6:28 PM
I bilanci? Salvati da un lifting

di Morya Longo 10 ottobre 2010


C'è chi usa complesse operazioni di pronti-contro-termine per dimezzare i debiti a breve scadenza prima di chiudere i conti trimestrali. Chi invece, pur aumentando i crediti in sofferenza, tampona le ferite riducendo gli accantonamenti. Per non parlare di chi i crediti dubbi li mette letteralmente sotto il tappeto. Benvenuti nel mondo dove la realtà supera la fantasia: quello dei bilanci delle banche. Negli anni in cui l'economia rallenta verso il fantasma di una seconda recessione, e in cui Basilea 3 chiede maggior rigore, i trucchetti per mantenere a galla stato patrimoniale e conto economico si moltiplicano.

Dove si può – dove cioè la legge lo consente – una stiracchiatina al bilancio la danno in fondo un po' tutte le banche del mondo. Il problema è che sono tanti i punti dove, grazie alla normativa attuale, il bilancio si può stiracchiare. «Il Sole 24 Ore» ha fatto un viaggio nel mondo del credito, aiutato da otto diversi esperti: tre analisti, tre banchieri e due operatori di mercato, che preferiscono restare anonimi. Allacciate le cinture di sicurezza: si parte.

Effetto autovelox
Iniziamo il viaggio dalla ben nota Lehman Brothers, dove prima del crack andavano di moda i «Repo 105». «One-O-five», con accento rigorosamente americano. Non si tratta di una stazione radiofonica, ma di un trucco – scoperto dalle autorità dopo il crack – che permetteva alla banca d'affari di nascondere dal bilancio alcuni attivi ogni tre mesi. Il gioco era semplice: pochi giorni prima della chiusura di ogni trimestre, Lehman stipulava alcuni contratti di pronti contro termine (repo in inglese) con alcuni fondi o vari investitori. In sostanza cedeva loro dei titoli in grandi quantità e riceveva in cambio contanti, con l'impegno già scritto di fare lo scambio opposto dopo pochi giorni. Poi, scavallata la chiusura del trimestre, l'operazione si chiudeva. In questo modo Lehman, quando scattava la "fotografia" del bilancio trimestrale, appariva con meno attivi in portafoglio e con più liquidità: cioè si mostrava ben più "snella" di come in realtà fosse.

Ma pochi mesi fa il «Wall Street Journal» ha scoperto che giochini simili li fanno tutte le banche: prendendo i dati dei 18 maggiori istituti mondiali (da Bank of America a Citigroup, fino alla tedesca Deutsche Bank) il quotidiano Usa ha calcolato che sul mercato dei pronti contro termine ogni trimestre queste banche riducono i debiti a breve mediamente del 42% rispetto ai picchi massimi del mese. Insomma: tanti istituti si presentano all'appuntamento della chiusura del trimestre con un aspetto più snello. Qualche analista lo chiama «effetto autovelox»: si frena prima della fotografia e si riparte subito dopo.

In realtà, però, l'inchiesta delle Autorità Usa non ha rivelato particolari scorrettezze nelle 18 banche, diversamente da quella sul caso Lehman. Alla fine hanno semplicemente chiesto maggiore trasparenza, ma hanno ritenuto la loro attività lecita e regolare. «Noi operiamo sul mercato dei repo con alti volumi – spiega il portavoce di Bank of America –, per cui è normale che gli attivi sul nostro bilancio cambino continuamente. Noi diamo con trasparenza al mercato il dato di fine trimestre, ma anche la media dell'intero trimestre». E lo stesso concetto è ribadito da altre banche. Sta di fatto, però, che ogni chiusura di trimestre le 18 banche scattano la "fotografia" con un calo dei debiti a breve del 42% rispetto ai massimi dello stesso trimestre.

«Regalo» da 2,5 miliardi €
Il capitolo più dolente per le banche – anche italiane – è però quello dei crediti deteriorati: quelli catalogati a incaglio o sofferenza. Quelli, cioè, che difficilmente saranno rimborsati. Calcola PriceWaterhouseCoopers, che in Germania i crediti in sofferenza lordi siano cresciuti del 50% tra il 2008 e il 2009, in Gran Bretagna del 44,8% e in Italia del 40,1%. In Europa le sofferenze sono passate dai 419 miliardi di euro del 2008 ai 619 del 2009: la crescita media è del 47,7%. Un problema per le banche, che devono coprire quei crediti con specifici accantonamenti e che quindi registrano perdite secche in conto economico. Che fare dunque? Ovvio: un po' di sano (e lecito) lifting.

Prendiamo l'Italia ad esempio, guardando i dati calcolati da Analisi Mercati Finanziari. Nel 2007 le prime cinque banche (UniCredit, Intesa, Montepaschi, Ubi, Banco Popolare) mettevano da parte a copertura delle perdite mediamente il 66% del valore dei crediti in sofferenza. Nel primo semestre 2009, per contro, questa cifra era scesa leggermente sotto il 60%. In tre anni, insomma, in proporzione hanno accantonato il 6% in meno. Proviamo a fare un calcolo spannometrico: se le cinque banche quest'anno avessero mantenuto lo stesso tasso di copertura per i crediti in sofferenza del 2007, avrebbero dovuto accantonare qualcosa come un miliardo di euro in più. Dunque avrebbero avuto un miliardo di utili in meno. Per non parlare degli incagli.

È vero che questo calcolo ha tanti margini d'errore. Innanzitutto perché è normale che in momenti in cui si ipotizza una ripresa dell'economia, si riducano gli accantonamenti. Inoltre perché nessuno può sapere quali garanzie abbiano i crediti. Ma questo non cancella i dubbi: come mai il calo degli accantonamenti è così netto? E come mai ci sono così ampie differenze tra una banca e l'altra?

La polvere sotto il tappeto
Il nostro viaggio entra invece ora in un terreno più oscuro. Sul mercato si dice che qualche banca cerchi di ripulire letteralmente il bilancio dai crediti in sofferenza, rispolverando la vecchia tecnica della cartolarizzazione. La legge prevede che una banca possa deconsolidare (cioè eliminare dal bilancio) questi crediti deteriorati solo se riesce a cedere la cosiddetta «tranche equity»: la fetta di obbligazioni che assorbe il primo 10% di perdite dei crediti stessi. Insomma: se riesce a passare il "cerino" a qualcun altro. Prima della crisi era facile trovare qualcuno disposto a comprarlo, ma ora non è più così semplice. Eppure in Europa qualche operazione viene realizzata.

Il sospetto di molti esperti è che alcuni istituti finanzino più o meno occultamente gli investitori che comprano il loro "cerino": in questo modo le banche ripulirebbero il bilancio dai crediti dubbi, incasserebbero comunque la perdita, ma non la farebbero vedere a nessuno. E se l'occhio degli investitori non vede, il mercato non duole. Alcuni addetti ai lavori assicurano che questa tecnica poco ortodossa sia utilizzata da alcune banche – soprattutto piccole – in Europa. Ma è impossibile averne l'evidenza. Nè la certezza.

Ti bastonano e guadagni
Ma torniamo nel terreno della piena legalità, che di possibilità di "lifting" ne offre comunque in gran quantità. Esiste per esempio un codicillo, chiamato «fair value option», che a volte raggiunge il paradosso: una banca bastonata sul mercato obbligazionario dagli investitori può realizzare abbondanti ricavi grazie proprio alle "bastonate". La «fair value option» permette infatti a un istituto di credito di valutare al prezzo di mercato i propri debiti. Così se gli investitori vendono le obbligazioni di questa banca, e il valore dei debiti scende, la banca registra ricavi. E di conseguenza utili.

È noto il caso, in Italia, del Banco Popolare: solo grazie a questa opzione – che però il numero uno Pierfrancesco Saviotti vuole eliminare – nel primo semestre 2009 ha guadagnato 258 milioni di euro. Insomma: i suoi bond sono stati venduti, e il suo bilancio si è rimpolpato. E se in Italia questa «fair value option» è poco usata, all'estero consente grandi guadagni. Per esempio Ubs ha registrato ricavi per 595 milioni di franchi, grazie alla svalutazione dei suoi debiti. Per assurdo, una banca sull'orlo del crack, grazie a questa «fair value option» farebbe utili a palate. Senza che nessuno possa dire nulla: è la legge a consentirlo...

m.longo@ilsole24ore.com
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dgambera
Sunday, October 10, 2010 6:34 PM
Cartolarizzazioni in timida ripresa

Ho letto bene nel grafico? In Italia +317% tra H1-09 e H1-10?
laplace77
Monday, October 11, 2010 1:53 AM
Re:
dgambera, 10/10/2010 18.28:

I bilanci? Salvati da un lifting

di Morya Longo 10 ottobre 2010


C'è chi usa complesse operazioni di pronti-contro-termine per dimezzare i debiti a breve scadenza prima di chiudere i conti trimestrali. Chi invece, pur aumentando i crediti in sofferenza, tampona le ferite riducendo gli accantonamenti. Per non parlare di chi i crediti dubbi li mette letteralmente sotto il tappeto. Benvenuti nel mondo dove la realtà supera la fantasia: quello dei bilanci delle banche. Negli anni in cui l'economia rallenta verso il fantasma di una seconda recessione, e in cui Basilea 3 chiede maggior rigore, i trucchetti per mantenere a galla stato patrimoniale e conto economico si moltiplicano.

Dove si può – dove cioè la legge lo consente – una stiracchiatina al bilancio la danno in fondo un po' tutte le banche del mondo. Il problema è che sono tanti i punti dove, grazie alla normativa attuale, il bilancio si può stiracchiare. «Il Sole 24 Ore» ha fatto un viaggio nel mondo del credito, aiutato da otto diversi esperti: tre analisti, tre banchieri e due operatori di mercato, che preferiscono restare anonimi. Allacciate le cinture di sicurezza: si parte.

...





e cosi' il buon mazzalai, che gia' il 5 ottobre 2010 parlava del "WINDOW DRESSING", o e' un genio o e' uno che lavora nell'IT del sole24ore e scopiazza quello che e' ancora in lavorazione...





laplace77
Monday, October 11, 2010 2:10 AM
Re:
dgambera, 10/10/2010 18.34:

Cartolarizzazioni in timida ripresa

Ho letto bene nel grafico? In Italia +317% tra H1-09 e H1-10?



si ma e' sempre niente, c'hanno ancora tutto in pancia non svalutato, altro che il -30% imposto dalla banca di spagna...

...questi ce stanno a mette una vita, guarda francia, germania e spagna come smollano (e/o tradano*) a tutto spiano...



*: li' dice tot milioni in "emissioni", non "transazioni", ma vai a sapere se non facciano i re-re-mixes o altre oscenita' per cui emettono anche per tradare sulla stessa mondezza, non solo per reale liquidita'...



PS: e quindi tutti quei post (recenti) sulla faccenda non erano campati in aria...

intendo sia le varie segnalazioni sulle operazioni recenti, come pure il discorso sulla campagna pro-mattone in contemporanea...




daje daje: passato il cerino si tira lo sciacquone...

certo che se continuano de 'sto passo...


(sylvestro)
Saturday, November 13, 2010 1:10 PM
dgambera
Monday, November 22, 2010 7:09 PM
I prestiti delle banche tornano sui livelli del gennaio 2009. Ma crescono anche le sofferenze

22 novembre 2010


I prestiti delle banche a famiglie e imprese italiane tornano a crescere a livelli che non si registravano più dal gennaio 2009. È il dato che emerge dal rapporto mensile dell'Abi. «Stiamo tornando quasi sui livelli pre-crisi», commenta il capo economista del Centro studi e Ricerche Abi Gianfranco Torriero. I prestiti a famiglie e imprese non finanziarie a ottobre, secondo prime stime, sono risultati pari a 1.449 miliardi, in crescita tendenziale del 3,7%. Un tendenziale così alto non si registrava da 21 mesi (+4,21%).

Considerando l'intero settore privato l'incremento tendenziale é del 5,4%, livelli massimi dall'ottobre 2008. Crescono nuovamente, però, le sofferenze bancarie, legate soprattutto alle difficoltà dell'economia. A settembre - secondo il bollettino mensile dell'Abi sui mercati finanziari e creditizi - le sofferenze lorde sono state pari a 72,9 miliardi, circa 1,7 miliardi in più rispetto ad agosto e 18 miliardi in più rispetto a settembre del 2009, con un +32,6% su base annua (ma per il terzo mese consecutivo c'è stato un rallentamento della crescita).

In rapporto agli impieghi, a settembre le sofferenze sono pari a quasi il 4%, in forte crescita rispetto al 3,1% di un anno prima
. Le sofferenze al netto delle svalutazioni sono state pari a 42,5 miliardi, 1,446 miliardi in più nel confronto con agosto e circa 10,5 miliardi in più su base annua (+33,2%). Il rapporto tra sofferenze nette e impieghi totali - conclude il report di Palazzo Altieri - si è collocato al 2,26% (1,83% a settembre dell'anno scorso), mentre il rapporto tra sofferenze nette e capitale e riserve è stato pari all'11,78% (a settembre dell'anno scorso era 10,93%).
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laplace77
Wednesday, November 24, 2010 9:22 PM
e per una volta le associazioni dei consumatori...

...te lo dicono prima...


almeno, lo ha fatto l'ADUC

Obbligazione Casaforte proposta da MPS: se non è un 'pacco' è un 'mattone'?

Articolo di Alessandro Pedone
17 novembre 2010 18:41


E' in collocamento l'ennesima obbligazione di emanazione bancaria che conferma, se mai ve ne fosse bisogno, come le banche – facendo leva sull'ignoranza dei clienti – riescano a collocare milioni e milioni di euro di strumenti finanziari che nessuno sottoscriverebbe se conoscesse realmente come stanno le cose.

Ogni volta mi stupisco di come ciò sia possibile, ma ogni volta vengo puntualmente smentito dai fatti: i clienti delle banche continuano a comprare “schifezze” anche se nei prospetti informativi ci sono tutte le informazioni per classificarli senza ombra di dubbio come tali. Ma tanto la gente i prospetti informativi non li legge...

Veniamo, più nello specifico, al caso in questione: le obbligazioni ABS CASAFORTE 2040 (ISIN IT0004644636) proposte dalle banche del gruppo Monte dei Paschi di Siena.

Cosa sono? In primo luogo bisogna precisare che queste obbligazioni sono promosse dalla Banca Monte dei Paschi di Siena, ma la banca non è l'emittente, ovvero non è il debitore. Se l'obbligazione non paga le cedole o non rimborsa il capitale non è la banca che va in default. Chi si impegna a pagare le cedole ed il capitale è un società denominata CASAFORTE SRL.

Il Monte dei Paschi di Siena, pur non essendo il debitore, è sicuramente il beneficiario principale di questa operazione perché attraverso l'obbligazione vengono “cartoralizzati” i propri immobili. In parole semplici (e per questo imprecise) la banca vende i propri immobili. A titolo di mera cronaca, questo genere di ingegneria finanziaria è la stessa che ha innescato l'ultima grande crisi finanziaria.

Un secondo aspetto di rilievo riguarda il fatto che i titoli non verranno quotati nei mercati regolamentati bensì verranno scambiati, in contropartita diretta, da una banca del gruppo, avendo sempre la garanzia che il prezzo sarà determinato in base allo spread in emissione. Questa garanzia ha un costo (pari al 2,55%) che pagano tutti i sottoscrittori.

Sempre in tema di costi, il sottoscrittore paga anche una commissione di collocamento pari al 3% ed una commissione di “direzione e garanzia” (!?!) pari allo 0,25%. Nel “pacchetto” (oppure dovremmo meglio dire nel “mattone”) il malcapitato cliente si compra anche un derivato per un costo che sfiora il 10% del valore nominale.
Che rendimento può sperare di ottenere da tutto questo “pacchetto” (o pacco?) un cliente?

Fortunatamente, nei prospetti informativi devono riportare una tabella che indica gli scenari probabilistici. Vediamo cosa dice (non l'Aduc, o il sottoscritto, ma l'emittente!):
- Il rendimento sarà negativo con una probabilità del 4,96%
- Il rendimento sarà positivo ma inferiore a quello dell’attività finanziaria priva di rischio con una probabilità del 3,11%
- Il rendimento sarà positivo e in linea con quello dell’attività finanziaria priva di rischio con una probabilità del 89,53%
- Il rendimento sarà positivo e superiore a quello dell’attività finanziaria priva di rischio con una probabilità del 2,4%

L'emittente dichiara che nella grande maggioranza dei casi può sperare di avere un rendimento in linea con uno strumento finanziario privo di rischio. Avete capito bene, acquista rischi finanziari, ma nella grande maggioranza dei casi non viene retribuito per i rischi che assume. Esiste una piccola probabilità che abbia rendimenti anche inferiori a quelli degli strumenti privi di rischio o addirittura negativi. Questa probabilità è pari a circa l'8%. Esistono solo due possibilità su cento di ottenere un rendimento superiore agli strumenti privi di rischio. Vale la pena sottoscrivere una cosa del genere? C'è bisogno di una nostra risposta? Basterebbe leggere il prospetto informativo...


daje con il "risparmio privato" per coprire "i buchi"...

daje che domani saremo solo noi e gli squali veri a comprare...



(sylvestro)
Wednesday, November 24, 2010 9:37 PM
Re: e per una volta le associazioni dei consumatori...
laplace77, 24/11/2010 21.22:


...te lo dicono prima...






kemar71
Saturday, December 11, 2010 3:30 PM
Allarme della Bce: «Banche e debito, possibili altre sorprese negative»
«Alcuni istituti potrebbero vedersi costretti a cedere asset».

Rischi da credito immobiliare


............

RISCHI DALL'IMMOBILIARE - In alcuni Paesi dell'area euro un numero «limitato» di istituzioni finanziarie mostra una «continua» dipendenza dal sostegno offerto dalle autorità, rileva la Banca centrale, che nel suo Rapporto sulla stabilità finanziaria scrive che per le autorità «è necessario intervenire attraverso la ristrutturazione, la riduzione del rischio e, ove necessario, la riduzione delle dimensioni del bilancio» delle imprese coinvolte. «Non si può escludere - si legge - che in futuro si verifichino ulteriori perdite per alcune banche esposte al credito verso il settore immobiliare commerciale». Francoforte rileva che «i prezzi rimarranno probabilmente al di sotto dei massimi degli anni passati» con conseguenti «rischi per molti investitori che si sono finanziati attraverso credito».

(sylvestro)
Saturday, December 11, 2010 4:09 PM
Re: Allarme della Bce: «Banche e debito, possibili altre sorprese negative»
kemar71, 11/12/2010 15.30:

«Alcuni istituti potrebbero vedersi costretti a cedere asset».

Rischi da credito immobiliare

...




La foglia di fico sta diventando sempre piu' stretta ...
laplace77
Saturday, December 11, 2010 5:19 PM
Re: Allarme della Bce: «Banche e debito, possibili altre sorprese negative»
kemar71, 11/12/2010 15.30:

«Alcuni istituti potrebbero vedersi costretti a cedere asset».

Rischi da credito immobiliare


............

RISCHI DALL'IMMOBILIARE - In alcuni Paesi dell'area euro un numero «limitato» di istituzioni finanziarie mostra una «continua» dipendenza dal sostegno offerto dalle autorità, rileva la Banca centrale, che nel suo Rapporto sulla stabilità finanziaria scrive che per le autorità «è necessario intervenire attraverso la ristrutturazione, la riduzione del rischio e, ove necessario, la riduzione delle dimensioni del bilancio» delle imprese coinvolte. «Non si può escludere - si legge - che in futuro si verifichino ulteriori perdite per alcune banche esposte al credito verso il settore immobiliare commerciale». Francoforte rileva che «i prezzi rimarranno probabilmente al di sotto dei massimi degli anni passati» con conseguenti «rischi per molti investitori che si sono finanziati attraverso credito».




spettacolo...




ma com'era?

TIC TAC TIC TAC...


serafin.
Monday, December 13, 2010 12:49 AM
labottegadelfuturo
Monday, December 13, 2010 3:28 PM
tranquilli...le banche reagiscono
In arrivo i Coco Bond

Se la banca va bene sono delle obbligazioni ben pagate.
Se la banca va male diventano azioni (e rischi di dartele in faccia)
(Any)
Friday, December 17, 2010 4:12 PM
Le spiegazioni dei dipendenti di BER BANCA...
Da brivido! Beppe Grillo posta nel suo Blog la testimonianza di un dipendente che da spiegazioni....

E se funziona cosi dobbiamo ritirare i soldi e mandarli a c....e!!

www.youtube.com/watch?v=6wTOV0iH8CM

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