agente bunda
Monday, April 16, 2012 1:23 PM
Sul boom economico brasiliano si legge di tutto, come spesso succede però molte cose sono di sana pianta inventate e fuorvianti.
Partiamo con un po' di storia: Il Brasile è sempre stato ricco, ma chi ne godeva erano poche famiglie, concentrate per lo più nel sud del Brasile. Alla lunga questa gestione oligarchica ha portato il Brasile alla povertà che tutti conosciamo, gli anni 80 sono stati i peggiori anni della storia economica brasiliana, tanto che alla fine è crollata la dittatura, la conseguenza del impoverimento anche di alcune famiglie benestanti che non hanno più appoggiato il potere.
Anni difficili per il Brasile, ricordiamo i bambini abbandonati, le enormi favelas, un paese al tracollo sia economico che morale. La vita valeva meno di un soldo bucato, una corruzione incredibile, un detto brasiliano nato all' epoca, diceva.. C'è chi ruba con la pistola e chi ruba con la penna, alla fine per vivere bisognava rubare, in tutte le sue forme.
Nel finire degli anni 80 qualcosa è cambiato, il periodo di transizione tra la dittatura e la democrazia, è stato quasi indolore, i problemi per la sopravivenza erano talmente elevati che nessuno ha pensato di armarsi e fare una guerra civile.
Arriviamo alla grande inflazione, con 3 numeri, roba da pazzi, ma sembra strano, per chi non si occupa di economia,è stato il motore iniziale della ripresa economica.
Il periodo del Cruzero - vecchia moneta brasiliana- legato al dollaro, permetteva la produzione e l' esportazione a prezzi bassi, invogliando tante imprese straniere ad investire in Brasile. La moneta di riferimento era il dollaro, si produceva in Cruzero e si vendeva in dollari. L' inflazione ricordo era a 3 cifre, per un periodo anche a 4 cifre. Praticamente si mettevano i soldi in banca la mattina e si ritiravano alla sera moltiplicati...
Come inizio poteva anche funzionare ma alla lunga sarebbe stato un disastro, quindi la banca centrale brasiliana decide di ritirare il Crusero e inserire il REAL.
Il REAL: E' una moneta nata in maniera fasulla, slegata dal dollaro, e con un valore fittizio, sopportato solo dalla scommessa economica del Brasile. Cioè se l' economia e la produzione si sarebbe sviluppata, questa moneta avrebbe retto, se no sarebbe stato un disastro. Chiamiamolo azzardo, ma le cose sappiamo bene come sono finite.
Nel prossimo post, cercheremo di spiegare i successivi passaggi della crescita brasiliana, che non è frutto di un miracolo, ma sicuramente una piccola parte di fortuna, ma molto per una tremenda tenacia dei governi che si sono susseguiti negli ultimi 20 anni in Brasile.
agente bunda
Monday, April 16, 2012 4:19 PM
Siamo nel 1994, la nuova moneta REAL, con un valore bilanciato azzera di fatto l' inflazione.
Il REAL è una moneta libera, cioè non legata a nessuna componente matematica. Non dalle riserve di oro o di dollari. Il valore viene dato in base alla decisione della banca centrale brasiliana. Tutto ciò si può fare con la moneta appena nata poi nel tempo chiaramente entrano in gioco tutti i valori di calcolo, come per una qualsiasi moneta.
Il Brasile parte a produrre in maniera enorme, poi la ricerca su etalolo e bio combustibile- vera fissa del Brasile da molti anni- iniziano a dare grossi risultati.
Ricordiamo che il Brasile è sterminato, enorme, con moltissima terra ancora incolta- ora meno- quindi coltivare per produrre bio combustibile, rendendo interessante economicamente anche produzioni secondarie e poco pagate, spinge i piccoli agricoltori a produrre e lavorare la terra, da anni incolta e abbandonata.
I trasporti vengono a costare quasi nulla, la Petrobras investendo milioni di dollari, distribuisce il bio combustibile in tutto il Brasile, intere comunità periferiche si ritrovano energia elettrica a basso costo e che arriva ovunque, con un sistema di piccole centrali proprio a bio combustibile. Stati come il Pernambuco, che all' interno si trovava solo disperazione e fame, in pochi anni diventano fulcro di questa nuova economia basata sul bio combustibile.
La cosa inizia a far paura, specialmente ai produttori di petrolio e consolidate oligarchie di potere legate all' energia. Chavez- che non si smentisce mai- parte con una guerra contro il Brasile, ma appoggiato dai ricchi Statunitensi, l' ora mai rincitrullito Fidel gli va dietro, poi facendo una grande retromarcia, ma in maniera tardiva.
Cosa succede, che il colosso Petrobras, viene scalato da una società Boliviana, chiaramente con i soldi di Venezuela e vari potentati energetici Inglesi e nord americani. Momenti brutti questi per Brasile, se perdono il motore dello sviluppo vuol dire un crollo, per una economia non ancora solida come quella del inizio degli anni 2000.
Con grande sforzo, il Brasile riesce a fermare la scalata a Petrobras, e mette in ginocchio il Venezuela di Chavez, che chiaramente da buon coglionazzo era rimasto solo in questa guerra economica, i più furbi erano scesi a buoni consigli con il Brasile, appena le cose si stavano mettendo male.
Quindi il Brasile si trova energia a basso costo, apertura agli investimenti esteri e interni, ricordiamo che le famiglie ricche del Brasile dopo la batosta degli anni 80, capiscono che un paese povero, non aiuta la loro ricchezza, quindi iniziano ad investire in produzione, assumere e alcune leggi in materia di lavoro fissano salari base. In questo modo inizia a crescere la famosa classe media, formata da lavoratori che lavorando e percependo un salario decente iniziano a consumare, a spendere. Le banche piene di soldi, che ricordiamo, era carta straccia fino a pochi anni fa, ora ha un valore, creano un credito facilitato. In Brasile si compra tutto a rate, anche un paio di scarpe, basta avere un lavoro e una carta di credito. I consumi schizzano, lo stato intanto con riforme sociali molto spinte, aiuta la popolazione, scuole con il piano fame zero, cioè un pasto per tutti e tutti i giorni frequentando la scuola questo per i bimbi, salario minimo per legge. Ricordo che chi non rispetta il salario minimo, rischia la galera con l' accusa di resa schiavitù. Le favelas vengono piano piano sostituite con case in muratura, portate le infrastrutture, come le fogne l' acqua corrente, scuole, centri sociali, ospedali, cercando in tutte le maniere di portare l' emarginazione ei ceti più poveri e problematici all' interno della società. Certo che il lavoro è lungo e sicuramente non ancora completato, ma la strada è stata presa e non sembra fermarsi.
La storia continua, con la crescita della classe media, e il Brasile si scopre una potenza mondiale.