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Full Version: Auto elettrike
g
Tuesday, March 18, 2008 2:44 PM
Un nuovo studio realizzato dall'American Chemical Society, sostiene che per produrre
questi motori si triplica il consumo di un bene preziososissimo: l'acqua
Sorpresa, l'auto elettrica inquina
E molto più di quella a benzina...




Sorpresa: dopo tanto clamore e tante crociate adesso si scopre che le vetture elettriche o ibride sono assai poco eco-sostenibili. Non solo. Secondo un nuovo studio realizzato dall'American Chemical Society e intitolato "The Water Intensity of the Plugged-In Automotive Economy", la produzione di elettricità per questi motori potrebbe addirittura triplicare il consumo di un bene tanto prezioso quanto tragicamente scarso in alcune regioni del mondo, l'acqua.

La ricerca ha preso in esame l'impiego, il consumo e il prelevamento d'acqua sia nel caso del processo di produzione del petrolio, sia nel caso della produzione di energia elettrica. I risultati parlano chiaro: per ogni miglio statunitense (circa 1.809 metri) percorso con un veicolo a motore elettrico si consuma una quantità d'acqua quasi tre volte superiore a quella consumata con un motore a benzina, circa 1.2 litri contro 0.2-0.5 litri.

Insomma, se nel 2005 tutte le automobili degli Stati Uniti fossero state elettriche o ibride, secondo calcoli dei ricercatori, si sarebbero consumati all'incirca 3.24 miliardi di litri d'acqua. Una bella differenza rispetto ai 950 milioni di litri presumibili se, al contrario, tutte le auto avessero avuto un motore tradizionale.

Ma c'è di più. Anche la rivista Science ha contribuito a questo dibattito critico sulle nuove fonti di energia con l'articolo di Jorn Scharlemann e William Laurance (How Green Are Biofuels?) i quali documentano il danno ambientale provocato da alcuni biocombustibili: su 26 fonti analizzate, ben dodici sembrano avere un impatto ambientale fino a cinque volte maggiore della benzina, per via della grande quantità di Co2 rilasciata durante la produzione. E, soprresa delle sorprese, di questa rosa di imputati sembrano far parte proprio i biocombustibili più importanti: l'etanolo prodotto dal grano e dalla canna da zucchero e il diesel di soia e da olio di palma. Senza contare i danni delle deforestazioni causati dalla necessità di far spazio alle coltivazioni.
(17 marzo 2008)

Rep
Mister G
Tuesday, March 18, 2008 4:18 PM
Bah... non vorrei che questi "studi" fossero ben "oliati" dalle compagnie petrolifere...

g
Tuesday, March 18, 2008 4:28 PM
Re:
Mister G, 18/03/2008 16.18:

Bah... non vorrei che questi "studi" fossero ben "oliati" dalle compagnie petrolifere...


E soprattutto nn si dice ke qll'acqua nn è acqua da bere o x coltivare



g
Saturday, May 23, 2009 1:15 AM
Percorsi quasi 600 chilometri in 12 ore con un Micro
Vett Fiat Fiorino Electric e quattro ricariche rapide
Veicoli elettrici,
cade l'ultimo tabù



di MAURILIO RIGO

Veicoli elettrici, cade l'ultimo tabù. Un recente test effettuato con un Micro-Vett Fiat Fiorino Electric ha dimostrato come sia possibile coprire la ragguardevole distanza di 586 km in 12 ore evidenziando così come sia possibile estendere il raggio di azione dei veicoli con alimentazione esclusivamente elettrica. La forte limitazione di questi mezzi a basso impatto ambientale era infatti costituita dalla limitata autonomia che li relegava a un utilizzo prevalentemente urbano. Alla Micro-Vett hanno voluto dimostrare che con una stazione di ricarica rapida è possibile estendere il range di utilizzo del veicolo simulando quattro soste di 40-45 minuti per ricaricare il gruppo batterie Litio-Polimeri con cui era equipaggiato il Fiorino elettrico.

Tra l'altro, sottolineano dalla società produttrice di veicoli elettrici, installare un punto di rifornimento di ricarica rapida presso un distributore di benzina attuale risulta meno oneroso rispetto all'istallazione di una nuova pompa di biocarburante. Il test è stato effettuato in Norvegia, a Oslo lungo la statale che collega la capitale norvegese a Stavanger nota come "Hydrogen Higway" dove già sono state inaugurate alcune stazioni di rifornimento a idrogeno. Così ogni 120-130 km sono state simulate delle soste per le ricariche rapide con connessioni da 400 volt e 125 ampere, che richiedono meno di un'ora come tempo di ricarica, periodo che potrebbe essere ancora inferiore con la disponibilità di una potenza di erogazione superiore.

Con questo test Micro-Vett ha dimostrato che è possibile per i veicoli elettrici a inquinamento zero è possibile ottenere tempi di ricarica ragionevoli e percorrenze ad ampio raggio. L'unico problema è che l'attuale rete di distribuzione non è in grado di soddisfare la possibilità di rifornimento per i mezzi elettrici. Quindi nonostante i progressi tecnologici effettuati resta questo ostacolo apparentemente insormontabile, riusciremo a superarlo? Vedremo.
(22 maggio 2009)

Rep


g
Sunday, April 04, 2010 6:24 PM
Gm svela la EN-V
l'auto è connessa




Pesa meno 500 kg e ha una lunghezza di circa 1,5 metri.
In confronto, un'automobile media odierna pesa più di 1.500 kg
ed è tre volte più lunga

Giù il velo: la Gm svela tutti i segreti della concept EN-V, "anticipazione della mobilità nel futuro" come spiegano loro stessi. Possibile? "Entro il 2030 - spiegano al colosso Usa - nelle aree urbane si concentrerà più del 60% degli otto miliardi di persone che popoleranno il mondo. Per questo motivo saranno molti i problemi che si dovranno affrontare per far fronte ad una domanda sempre in crescita di servizi pubblici, tra cui anche quelli legati alla mobilità".

Ecco perché la General Motors e la Saic (Shanghai Automotive Industry Corp. Group) sono certi del fatto che la mobilità individuale urbana dovrà essere completamente rivoluzionata.

Partiamo dal nome: "EN-V" sta per Electric Networked-Vehicle, ossia una macchina elettrica a due posti connessa ad un network di altri veicoli omologhi, affinché nelle città di domani si possano evitare preoccupazioni in merito a traffico, ricerca del posto per il parcheggio e qualità dell'aria.

"EN-V - spiega Kevin Wale, Presidente e Managing Director di GM China Group - ridefinisce il concetto di automobile. Il suo è infatti un DNA completamente innovativo, risultato dell'unione tra conversione elettrica e connettività, a garanzia di una soluzione di mobilità urbana che preveda l'assenza di petrolio, emissioni, traffico e incidenti, affinché l'esperienza di guida si trasformi in qualcosa di sempre più piacevole e distintivo".

Dal punto di vista tecnico qui l'energia a zero emissioni utilizzata dai motori è fornita da una batteria agli litio-ioni. La ricarica può essere effettuata tramite una tradizionale presa domestica, permettendo all'EN-V di percorrere un massimo di 40 km con un singolo ciclo. EN-V sarà anche in grado di implementare l'efficienza del servizio pubblico di energia grazie ad una connessione diretta con la rete elettrica, tramite la quale potrà determinare l'orario migliore per effettuare la ricarica sulla base dell'utilizzo medio.


"La combinazione della tecnologia Global Positioning System (GPS) con la comunicazione tra veicoli e la valutazione delle distanze - spiegano i tecnici Gm - permette all'EN-V di essere guidato manualmente o in modalità automatica. L'unione di queste tre avanzate tecnologie può essere anche applicata al di fuori dell'EN-V, ponendo le basi per i futuri sistemi avanzati di sicurezza dei veicoli. Con la guida automatica EN-V può contribuire alla riduzione degli ingorghi stradali, scegliendo il percorso più veloce in base alle informazioni ricevute in tempo reale. Con l'utilizzo di connessioni wireless, guidatori e passeggeri potranno essere sempre connessi alla rete durante i viaggi, in un vero e proprio social network. Inoltre, la capacità di dialogare sia con gli altri veicoli sia con le infrastrutture potrebbe determinare una drastica riduzione del numero di incidenti automobilistici. Tramite appositi sensori e telecamere, l'EN-V può infatti "accorgersi" di quanto sta succedendo intorno, reagendo nel modo più opportuno ad eventuali ostacoli o a repentini cambiamenti delle condizioni di guida. Per esempio, se un pedone dovesse improvvisamente trovarsi davanti al veicolo, questo automaticamente decelererà fino a raggiungere una velocità più sicura per poi fermarsi in tempi molto più brevi rispetto agli attuali veicoli".


"EN-V rappresenta un vero traguardo per le ricerche portate avanti da GM nel tentativo di rendere operativa la tecnologia per la guida automatica. - ha dichiarato Alan Taub, Vice Presidente Globale di GM Ricerca e Sviluppo - I diversi tasselli che hanno permesso di applicare la tecnologia automatica all'EN-V, come i sensori di corsia, i rilevatori di presenza e il cruise control adattativo, sono già stati applicati ad alcuni veicoli GM già in produzione".

EN-V è stato sviluppato con l'intento di superare i problemi di mobilità degli automobilisti di oggi. Pesa meno 500 kg e ha una lunghezza di circa 1,5 metri. In confronto, un'automobile media odierna pesa più di 1.500 kg ed è tre volte più lunga di EN-V. In più, le vetture di oggi richiedono uno spazio per il parcheggio che supera i 10 mq e rimangono parcheggiate più del 90% del tempo. Le dimensioni ridotte di EN-V e la sua manovrabilità decisamente superiore permettono invece di parcheggiare almeno 5 veicoli nello stesso spazio.

(26 marzo 2010)

Rep


g
Sunday, April 04, 2010 6:26 PM
GM En-V, la city car è sempre connessa



Ecco la "EN-V", ossia la Electric Networked-Vehicle, una macchina elettrica a due posti connessa ad un network di altri veicoli omologhi, affinché nelle città di domani si possano evitare preoccupazioni in merito a traffico, ricerca del posto per il parcheggio e qualità dell'aria.

Rep


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Sunday, April 04, 2010 6:28 PM



g
Sunday, April 04, 2010 6:30 PM



g
Sunday, April 04, 2010 6:32 PM
LA makkina è 1 cesso da paura ke nun zzé pòp vvéde,ma






la ragazza è appetitosissima in qst condizioni
g
Thursday, May 19, 2011 3:28 PM
Ecoauto

In arrivo rumore artificiale
per le auto elettriche




l'università britannica di Warwick ha allo studio un progetto sul suono. I risultati della ricerca verranno trasmessi all'unione europea, che dovrebbe legiferare sulla materia entro la fine del 2011


Ci siamo. Sta per arrivare una legge che obbligherà le case automobilistiche a far "suonare" le silenziose vetture elettriche: l'industria automobilistica dovrà dotarle, per motivi di sicurezza, di un "rumore artificiale" che possa avvertire i passanti del loro arrivo.

Il dibattito sta se dotarle di un rumore simile a quello dei normali motori a scoppio oppure optare per un'altra soluzione: una scelta che deciderà il "panorama sonoro" delle grandi città tra dieci o vent'anni.

Le vetture elettriche o a idrogeno sono infatti silenziose, e il rotolamento delle gomme è più rumoroso che non il motore: un pregio che potrebbe però rivelarsi mortale per pedoni o ciclisti alle basse velocità; la Nissan ha già deciso di installare degli altoparlanti sotto il cofano per motivi di sicurezza stradale.

Le alternative al rumore del motore a scoppio (che effettivamente annullerebbe la possibilità di vivere in città meno inquinate acusticamente) sono diverse: attualmente l'università britannica di Warwick ha allo studio un ronzio profondo, uno acuto, un rumore simile a quello di una carta nei raggi di una ruota da bicicletta e qualcosa di simile a un ufo nei film anni cinquanta.

L'importante è che il suono prescelto venga associato dalle persone con il trasporto: di qui il ricorso a effetti già noti da videogame o film di fantascienza. I risultati della ricerca verranno trasmessi all'unione europea, che dovrebbe legiferare
sulla materia entro la fine del 2011.

(18 maggio 2011)

Rep


g
Thursday, May 19, 2011 3:43 PM
In effetti nn appena ho letto il titolo del pezzo ho pensato ad UFO Shado del 1972
g
Monday, August 22, 2011 10:44 PM
Auto elettrica più vicina
GE Energy lancia le colonnine
La casa americana ha avviato la vendita




della stazione di ricarica per veicoli elettrici "DuraStation",
e preme per la diffusione
di questi mezzi ecologici nel Vecchio Continente

L'offerta di veicoli con alimentazione elettrica inizia a crescere e così appaiono anche le prime stazioni di ricarica sviluppate da società indipendenti dal mondo dell'auto. E' il caso di GE Energy Industrial Solutions che ha avviato le vendite, in Italia e Spagna, della stazione di ricarica per veicoli elettrici "DuraStation", soluzione di prima generazione del brand per il settore dei veicoli elettrici e preme per la diffusione di questi mezzi ecologici nel Vecchio Continente.

Il settore d'altronde è previsto in forte crescita e, secondo le stime, nella sola Unione Europea si raggiungeranno circa i 3,3 milioni di veicoli elettrici su strada entro il 2020, con un rapido incremento delle vendite per raggiungere oltre 50 milioni di auto elettriche entro il 2030.

Oltre a questi dato però ci sono delle perplessità da parte dei potenziali acquirenti come sottolinea Todd Johnstone, chief executive di GE Energy Industrial Solutions Emea, a cui è stata appena consegnata la vettura completamente elettrica Citroen C-Zero:
"Ora è possibile entrare in una concessionaria e acquistare un veicolo elettrico di una delle principali case automobilistiche. Ma se acquistare l'auto elettrica è semplice, ricaricarla e circolare può causare qualche preoccupazione ai proprietari. GE sta quindi introducendo nel mercato europeo un'intera famiglia di stazioni di ricarica per veicoli elettrici offrendo agli utenti del residenziale e alle imprese una gamma di sistemi facili da utilizzare, flessibili
e di stile per rendere i veicoli elettrici una realtà concreta nel quotidiano".

E proprio per permettere ai veicoli elettrici di diventare una valida alternativa alle autovetture con motori a combustione, secondo la casa americana, l'accesso alla ricarica veloce deve essere semplice, come offerto dalla colonnina DuraStation, che consente, in maniera sicura di ridurre i tempi di ricarica da 6-8 ore a 1-2 ore. Inoltre, insieme alle colonnine di ricarica, GE Energy è in grado di fornire una gamma completa di sistemi e tecnologia smart grid necessarie per supportare la diffusione dell'uso dei veicoli elettrici, oltre a servizi finanziari, gestione flotte e i veicoli per sostenere l'adozione dell'auto elettrica.

Basteranno le colonnine di ricarica di nuova generazione fornite dai costruttori indipendenti a contribuire alla diffusione di massa dei veicoli elettrici? L'impressione è che al momento, da sole, non siano sufficienti. (m. r.)

(19 agosto 2011)

Rep


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