Tutti voi ricorderete "Centipede", giusto? Quella nervosa hit del 1984 di Rebbie Jackson ebbe successo nel 1984, poi la sorella maggiore del famoso clan Jackson si è concentrata sull'obiettivo di mettere su famiglia. Ora la generazione successiva è pronta a lasciare il segno. Vale a dire il figlio minore di Rebbie, Austin Brown, 24 anni, che sta entrando negli affari di famiglia con il suo album, 85 (di cui è prevista l'uscita all'inizio del prossimo anno) e la sua canzone, "Target Practice" che sta debuttando su austinbrown.com. Inoltre, il suo primo video tratto dall'album ha avuto al timone il co-ideatore di X-Men e Transformers Tom DeSanto!
Ho deciso di chiacchierare con il rampollo del progetto, dell'influenza di zia Janet e della diceria sulla secolare rivalità tra suo zio Michael e Prince.
UsMagazine.com: Che cosa ti ha spinto a entrare nel business della musica?
Austin Brown: Ho sempre voluto fare le cose in modo indipendente ed ero troppo testardo per il mio bene. La musica significava così tanto per me che volevo sapere se potevo farcela da solo, senza dover passare attraverso qualsiasi connessione. Ho attraversato le solite difficoltà di chiunque altro, passando per le offerte e le cose che non andavano bene con il sound. Sono felice per tutto quello che ho passato perchè mi fa apprezzare tutto ciò che sta succedendo ora molto di più. Le cose che ti portano qui sono le stesse cose che si spera ti ci facciano restare, se rimani davvero concentrato e umile.
US: Esattamente. Parlami del crescere nella tua famiglia. C'era pressione per entrare nel business o era il contrario?
AB: No, per niente. Mia madre, in particolare, è una donna splendida e amorevole e ha sempre voluto puntualizzare che io non sono diverso da chiunque altro. Ho avuto un'educazione normale - sono andato a scuola, avevo i miei amici, ho praticato sport, lei mi ha fatto prendre lezioni di piano, ero in una band. Non c'era davvero nessuna pressione. L'unica differenza era che la gente vedeva i miei familiari fare il loro lavoro, ma ho amato come sono stato cresciuto.
US: Sei cresciuto ascoltando "Centipede?"
AB: (Ride) Certo! Cresci guardando la tua mamma fare quello che fa e io amavo la canzone, ero un ragazzino orgoglioso.
US: Com'era davvero tuo zio Michael Jackson?
AB: Mio zio è stato sempre grande nell'insegnare a me e ai miei cugini la struttura della canzone. Divideva le canzoni in parti, iniziando sempre con la linea di base, e poi iniziava a canticchiare una melodia. Voleva insegnarmi come mettere insieme le cose, come caratterizzare la mia voce e da dove veniva la musica. La cosa principale di mio zio era l'amore che dimostrava a tutti noi e come fosse premuroso e generoso anche con le altre persone. La lezione più importante che lui ci ha dato è stato essere caritatevoli e ricambiare. Tutto questo non significava niente se non davi niente in cambio.
US: Assolutamente. Quali sono state alcune delle cose personali che facevi con lui? Andavi sulle giostre a Neverland o giocavi a bowling?
AB: Sì, andavamo sulle giostre e mangiavamo caramelle e guardavamo film. So che questo può sembrare un cliché, ma è stato proprio come chiunque frequenti i propri parenti.
US: E' passato un anno dalla sua morte. Cosa ricordi e come è stato? Deve essere stato molto tragico e commovente perdere qualcuno che è stato un mentore per te
AB: Sì, anche oggi è difficile per me parlarne. Mi ha fatto molto male. Quello che non dimenticherò mai sono i bei ricordi che ci ha dato. E per me, come bambino, ricorderò le lezioni e l'amore che mi ha dimostrato - amore incondizionato.
US: Come stanno i suoi bambini? Hanno talento musicale?
AB: Tutti i miei cugini hanno talento musicale in qualche modo. Siamo tutti patiti per la musica e la amiamo tutti.
US: Pensi che qualcuno dei figli di Michael seguirà le tue orme e farà della musica?
AB: Non ne sono sicuro. Penso che il loro obiettivo principale è solo di essere bambini.
USA: E Janet? Hai detto prima che eri molto vicino a lei.
AB: E' probabilmente la persona della mia famiglia con cui parlo di più. Lei è veramente brava a darmi delle lezioni, sui normali fattori della vita. Ogni volta che ho problemi a scuola, problemi con gli amici, o semplicemente diverse domande sulla musica, lei c'è sempre. Posso chiederle qualsiasi cosa, e lei è sempre lì ad ascoltare. Non c'è stato un momento in cui non ci sia stata per me.
US: Che tipo di consigli ti ha dato?
AB: Che è importante rimanere fedele alla mia arte e rimanere fedele alla mia musica e prendermi il mio tempo.
US: Conoscevi anche Prince. Questo è molto interessante perché Prince e tuo zio non andavano così d'accordo, giusto?
AB: Non è vero! Mio zio mi ha detto in realtà un paio di anni fa che avevano parlato di fare qualcosa di nuovo insieme, ma non è mai successo. Quando vidi Prince, qualche anno fa stava facendo i complimenti a mio zio e diceva quanto amasse la sua voce. Quindi non so quanto sia vero che non andavano d'accordo perché non è quello che ho visto.
US: ho anche sentito che hai scritto una canzone su tuo zio Michael che si chiama "I Never Will Forget", e si suppone sia sorprendente.
AB: E la canzone che ho scritto più velocemente. L'ho scritta in cinque minuti, perché le emozioni sgorgavano semplicemente fuori da me. E' la canzone più speciale che abbia mai scritto, e non vedo l'ora che la gente la senta!
US: Allora, dimmi del nuovo album. Com'è?
AB: L'ho intitolato 85 perché questo è l'anno in cui sono nato, e volevo fare qualcosa che rappresentava tutto ciò che mi ha ispirato a diventare un musicista. Volevo fare qualcosa che mi ispirasse nel modo in cui tutto il resto mi ha ispirato e poi mostrare il mio amore per la musica. "Target Practice", che è il mio primo singolo, è un piccolo assaggio di tutto l'album.
US: Quali sono le tue aspirazioni? Vuoi essere grande come Michael e Janet?
AB: Non si tratta di essere grandi e famosi - io adoro fare canzoni. Il motivo per cui faccio musica è perché c'è qualcosa dentro che ti spinge davvero verso una canzone. La cosa più bizzarra della musica è che se ne può ottenere qualsiasi emozione - si può essere felici, si può essere arrabbiati, si può essere eccitati o si può ridere, oppure si può semplicemente essere rilassati e ascoltare un brano classico. Io amo cercare di collegare queste emozioni nel miglior modo possibile.
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