Enel, aumento di capitale con uno sconto del 30%
Il consiglio di amministrazione dell'Enel formalizza l'ultima decisione prima di dare via all'aumento di capitale da 8 miliardi che partirà la prossima settimana. E al tempo stesso getta le premesse per la cessione dell'80 per cento di Enel Rete Gas, che sarà probabilmente annunciata oggi.
Tutto sembra ricalcare il copione atteso: il board ha fissato le condizioni dell'aumento che prevedono un prezzo unitario di sottoscrizione pari a 2,48 euro (ieri, giovedì, il titolo ha chiuso a 4,43 euro) e un rapporto di assegnazione pari a 13 nuove azioni ogni 25 possedute. L'operazione comporterà l'emissione di un massimo di 3,2 miliardi di azioni che, sommate a quelle già in circolazione, porta a 9,4 miliardi il numero di titoli della società. Le condizioni annunciate, ovvero 2,48 euro come prezzo di sottoscrizione, implicano la scelta di applicare uno sconto pari a poco oltre il 30 per cento rispetto al Terp, calcolato su un valore del titolo al netto del dividendo (0,29 centesimi).
Il Terp, che in sostanza è il prezzo di quotazione che si ritiene le azioni raggiungeranno dopo l'aumento, è stato determinato in circa 3,6 euro. Per gli analisti si tratta di una sconto atteso, in linea con gli aumenti di capitale realizzati da competitors ma leggermente al di sotto della media. Questo significa che i vertici dell'Enel sono riusciti a negoziare con i global coordinator (Mediobanca, JP Morgan e Banca Imi), ovvero le banche d'affari che garantiranno per una quota di 5,5 miliardi il buon fine dell'operazione, condizioni competitive rispetto al mercato. Il resto dell'aumento verrà sottoscritto dalla Cassa Depositi e prestiti, che eserciterà le opzioni derivanti dal proprio pacchetto del 10 per cento di Enel e le opzione della quota pari al 20 per cento posseduta dal ministero del Tesoro.
Coinvolte 36 banche in tutto
L'elemento di novità che spicca in questa operazione è l'elevato quanto inedito numero di banche che verranno coinvolte nell'operazione: sono 36 in tutto, tra global, co-bookrunners (sono in 13) e co-lead managers (altre 13) e l'advisor finanziario Lazard. Per le banche d'affari sono previste commissioni complessive per 180 milioni di euro.
La cessione di Enel Rete Gas
Sempre ieri il consiglio di amministrazione della società ha esaminato la proposta di cessione di Enel Rete Gas, la società che controlla la rete di distribuzione del gas, al consorzio composto dal fondo F2i, in quota di maggioranza con il 75 cento, e Axa Private con il 25 per cento (assistite da Banca Leonardo). L'operazione, che probabilmente sarà annunciata oggi, prevede una valutazione per il 100 per cento della rete di 1,5 miliardi; i fondi rileveranno l'80 per cento per un controvalore di 1,2 miliardi. Le modalità di acquisizione sono complesse ma, in sostanza, vedono la newco che comprerà la rete - e che ha come financial advisor Bnp Paribas, Hsbc e Unicredit - sostenuta con un finanziamento da 800 milioni messo a disposizione in buona parte da Intesa (che è financial advisor di Enel), da Hsbc, Unicredit e Bnp (per circa 250 milioni) e il resto da altre 5 o 6 banche. I fondi metteranno la differenza cash, per circa 480 milioni, che servirà a sostenere gli investimenti sulla rete. Alla fine del processo, che vedrà la distribuzione a Enel di un dividendo straordinario da parte di Enel Rete Gas, la società elettrica potrà deconsolidare dal bilancio la partecipata e allo stesso tempo deconsolidare debito per 1,2 miliardi di euro.
