E' una curva come un miliardo di altre già archiviate, bagnata dalla pioggia come è già successo milioni di volte, in leggera discesa affrontata con la cautela che da sempre privilegia l’incolumità all'azzardo.
Ma stavolta non è proprio come le altre, non appena accenno la curva e piego leggermente Maia l'anteriore decide di lasciare la presa con l'asfalto, ma anche questo è già successo altre volte.
"Riprendo" Maia mentre con la coda dell'occhio osservo l'ininfluente randagio all'interno della curva che mi guarda perplesso e poi la rimetto dolcemente in curva cercando di evitare di impegnare la corsia opposta, le dita lontane dalla leva del freno anteriore ed il posteriore che tenta di ridurre quanto basta la velocità.
Nulla di nuovo, nulla di irreparabile, fa parte del gioco.
Ma stavolta è diverso, per la prima volta è assolutamente diverso, la ruota anteriore non trova in nessun modo appiglio e come sul ghiaccio più scivoloso parte definitivamente verso la tangente, lo sterzo si chiude Maia va giù di botto e supero, lo “sento” in modo inequivocabile, il punto di non ritorno……
Sento il rumore dell’urto, sento le plastiche delle borse laterali strusciare sull’asfalto e il rumore agghiacciante del metallo che si scontra con l’asfalto e la moto che scivola via gemendo il suo dolore, mi dolgo pensando alla vacanza rovinata soprattutto a chi è con me, penso alle problematiche di recupero del mezzo al rientro ai costi di riparazione, al tempo buttato via e al dolore che si sostituisce improvviso ed inatteso al piacere che fino a pochi millesimi di secondo prima era mio compagno di viaggio.
Dolore per la perdita di ciò che poteva essere e non sarà, un attimo impercettibile per cambiare radicalmente ed irrimediabilmente tutto.
Non riesco a pensare a me, me ne rendo conto in modo indiscutibile, ciò che stà per accadermi non appena anche io incontrerò l’asfalto sembra non essere in questo istante infinito in nessun modo importante… eppure ho immaginato tante volte questa eventualità per prepararmi in qualche modo ad una situazione irrimediabile che mai ho dovuto affrontare ma che non è detto mai mi troverò ad affrontare; creando quindi il timore artificiale per qualcosa che non ho mai incontrato ma che potrebbe essere troppo rischioso pensare che non possa succedere mai.
Adesso è quel momento………
…… ho lo sterzo di nuovo saldo e diritto davanti a me, Maia è di nuovo in posizione verticale diretta per la tangente verso l’esterno della curva, attraverso tutta la corsia opposta senza che nessuno, per infinita fortuna, sopraggiunga dal lato opposto e mi fermo proprio alla fine dell’asfalto.
Ma questo non è possibile, la paura che improvvisa mi attraversa una volta fermo sul ciglio della strada scivola subito via per essere sostituita da un senso quasi di sgomento, non era possibile riprendere il controllo del mezzo, ero già praticamente per terra, ma soprattutto, e questo mi rende ancora più perplesso, non ho la benché minima idea di ciò che il mio istinto abbia fatto in quell’istante infinito in cui la mia parte cosciente affrontava ciò che pareva inequivocabile.
Riparto con molta fatica, fatica soprattutto psicologica, tutto quello che in un attimo è successo diventa impossibile da analizzare, non so perché ho perso l’anteriore come mai mi è successo in vita e non so come ciò che non era rimediabile è stato rimediato, ci vorranno parecchie ore prima di poter tornare a guidare in modo quasi normale e soprattutto con l’asfalto asciutto, sul bagnato sarà più difficile riprendere fiducia; a complicare le cose esiste anche la variabile gomme, dopo 100.000 chilometri percorsi senza problemi ho montato un tipo di gomma diversa aggiungendo un dubbio in più relativamente a quanto accaduto.
Quale sarà il motivo che ha causato il problema ……. atroce quanto lacerante dilemma e se invece dell’asfalto viscido la colpa fosse delle gomme?????
Il viaggio continua dopo poche ore con la stessa spensieratezza, o meglio quasi, difficile ogni tanto non pensare a quanto sia importante quella piccola ruota di gomma che di poco ci precede e alla quale tanto dobbiamo relativamente alla nostra sicurezza.
Difficile sarà cancellare il senso di sfiducia e di timore che ogni tanto salterà fuori “infilando” Maia in curva, difficile ma non impossibile, basterà risalire in sella e capire che è stato solo un episodio, ci vorrà tempo ma ci riuscirò, questo è indiscutibile.
Da allora io le Scorpion Trail non siamo più andati daccordo....