Vi tranquillizzo subito: nonostante la presenza, seppur marginale, di Nick Frost, questo Attack the Block NON è il nuovo Shaun of the Dead, nè raggiunge le vette di puro divertimento di Hot Fuzz.
Sarà per la mancanza della spalla di sempre, Simon Pegg, sarà perchè il ruolo di Frost è come detto minimale, poco più di un cammeo, sarà perchè lo script non gode di trovate particolarmente ispirate ed il regista, Joe Cornish, si limita a fare il suo mestiere, senza allungare inutilmente il brodo ma anche senza tirar fuori dal cilindro qualche colpo di classe.
Fatto sta che Attack the Block resta un filmetto ben confezionato, simpatico e anche piuttosto furbo, ma non supera la soglia dell'intrattenimento nudo e crudo.
Il suo vero problema è che quello di restare impantanato tra vari generei senza eccellere in nulla, col risultato di non essere nè spaventoso, nè ingegnoso, nè ritmato. Una buona miscela, sì, ma dall'aroma discutibile, a tratti scontato.
La storia è ambientata in un quartiere della South London, dove una banda di teppistelli rapina una giovane ed incauta infermiera.
L'aggressione viene però interrotta da un improvviso boato: un meteorite si abbatte su un auto parcheggiata a due passi dal gruppo, ed uno strano essere a metà tra un grizzly, un cane randagio ed un gorilla attacca il leader della gang, Moses, che da buon capo se la cava egregiamente, sgozza la belva e la porta in trionfo in giro per il quartiere.
Presto impararemo che i teppistelli non sono altro che ragazzini più o meno normali, figli del sottoproletariato britannico, violenti più per gioco che nei fatti. Soltanto Moses si atteggia e si sente grande, ed è lui infatti a conquistare la fiducia del reuccio del quartiere, Hi-Hatz, che lo elegge a pusher.
Peccato che una nuova ondata di meteoriti si abbatta sul quartiere, rilasciando un'orda di bestie nere ancora più grosse e fameliche di quella uccisa da Moses. E qui scatta la furbizia di Cornish e della sua crew: optare per mostracci completamente neri, eccezion fatta per strambe fauci blu elettrico, azzera il rischio di computer grafica farlocca ma anche il livello di terrore. Le creature sembrano infatti peluches incazzatissimi, e a poco servono i rari momenti gore sparsi qua e là: l'horror, in Attack the Block, non funziona.
Anche il lato comico lascia piuttosto a desiderare: al di là di qualche simpatica battuta disseminata qua e là e di poche situazioni goffe che fan sorridere ma non ridere, il ritmo stenta a decollare; non aiutano le scene d'azione, anch'esse dal montaggio discutibile, per non parlare dell'estenuante moviolata finale, francamente evitabile.
Ma il budget, nonostante la partecipazione di Frost, credo fosse comunque basso, e quindi a Cornish ed al cast (formato per lo più da ragazzini non professionisti che col loro slang se la cavano egregiamente nei panni dei teppistelli-che-salveranno-il-quartiere) va comunque un plauso sincero.
Il film come detto non eccelle in nulla, ma non annoia mai, e si lascia guardare piacevolmente. Mancano i sussulti, manca mordente, manca quel qualcosa in più che avrebbe consentito ad Attack the Block l'upgrade da film d'intrattenimento a piccolo cult.
Comunque tra un omaggio al fantasy anni 80 per la famiglia a là Goonies e qualche strizzata d'occhio alla action-comedy made in Britain, la pellicola scorre via liscia. Forse sin troppo, ma tant'è.