Print   Search   Utenti   Join    
Full Version: Arte?
Pages: [1], 2
g
Monday, April 14, 2008 11:16 AM
Auto infilzate, la scultura vale 50 mila dollari



Sono otto auto infilzate sul palo. Una scultura conosciuta con il nome di "Spindle" e resa famosa nel 2005 dal film "Wayne's World". Ora l'opera sarà venduta nel corso di un'asta di eBay. Prezzo di partenza: 50 mila dollari


Rep
g
Friday, June 20, 2008 3:14 PM

Arte, il vitello è d'oro: Hirst colpisce ancora



L'artista inglese Damien Hirst colpisce ancora. E dopo il teschio di platino ricoperto di diamanti, classificato tra le più costose opere del mondo, un altro esempio della sua arte "preziosa". Si chiama "Il vitello d'oro" e sarà messo all'asta da Sotheby's a settembre, l'animale imbalsamato nella formaldeide con le corna e gli zoccoli da 18 carati. Il valore stimato? Tra i 16 e i 24 milioni di dollari


Rep
g
Saturday, January 29, 2011 12:35 AM
La leggenda, il gossip e l’arte
La verità su Roberto Bolaño




Candela Terzo Reich

di Michele De Mieri
Forse è davvero giunto il momento di dire basta all’uso strumentale dell’eredità di uno dei massimi scrittori di questi anni. Forse è davvero l’ora di leggere i suoi libri piuttosto che appassionarsi a gossip editoriali, a presunte verità scomode sulla vita di questo autore che, almeno in Italia, fu ignorato in vita mentre uscivano i suoi romanzi, tanti, da Sellerio. Roberto Bolaño, di cui ora le pagine culturali dei due maggiori quotidiani italiani abusano per logiche di controversialità e di eventizzazione, è uno scrittore che va letto anziché sbandierato per la sua morte prematura e per il successo postumo (verità poi parziale perché al momento della sua morte, nel 2003, Bolaño era già una leggenda per una generazione di autori sudamericani e aveva vinto con I detective selvaggi i maggiori premi di area ispanica). C’è qualcosa che infastidisce, e che soprattutto non gioca a favore del lettore, ogni volta che evocandounfavoloso lascito si ipotizzano chissà quali capolavori, chissà quali sorprese dalle carte finite dalla fine del 2008 al mediatico agente Andrew Wylie. Bolaño, siamo pronti a scommettere, non ha lasciato altri Stella distante, né Notturno cileno, né Puttane assassine e via dicendo. Lo stesso penta romanzo 2666 - che segna da noi il passaggio presso Adelphi - fu del tutto rivisto e approvato cosi come poi l’abbiamo letto; ora con molti dei recensori che si capisce bene che non l’hanno per niente letto (peggio ancora va con I detective) è triste assistere ad una sorta di frenesia per presunte parti seste e settime. L’effetto «caso Bolaño» «mito Bolaño» «ciclone Bolaño» si va ripetendo ora anche con l’uscita di Il Terzo Reich (Adelphi, traduzione di Ilide Carmignani, pp.325, €20), un romanzoper bolañistas di lungo corso visto che si tratta di un libro del primo Bolaño e che l’autore non vollemai pubblicare in vita.Nonè il primoromanzo in assoluto che fu invece Anversa, scritto nell’80 e pubblicato con prefazione dell’autore nel 2002, a cui seguirono, nel 1981 Monsieur Pain e nel 1984, Consigli di un discepolo di Jim Morrison a un fanatico di Joyce, scritto insieme all’amico Antoni García Porta (tutti disponibili da anni al lettore non eventizzato). Tutto questo sta a dimostrare che il cantiere di Bolaño, prima che emergesse pubblicamente come narratore, intorno ai quarant’anni dell’autore, era molto attivo e incasinato. Il Terzo Reich è un testo a cui Bolaño lavorò nell’estate 1989, quindi sempre quando ancora l’autore non aveva pubblicamente esordito, e per oltre vent’anni è stato confinato nell’archivio, solo una sessantina di pagine furono trasferite al computer dallo scrittore. TRE QUARTI E UN QUARTO Oggi nel giudicare questo romanzo, per tre quarti sicuramente delineato e lavorato mentre corre per l’ultima parte troppo repentinamente verso l’epilogo, si devono tener conto di alcuni fattori: un severo Bolaño ne parlò ad un suo amico giornalista, intorno al 2001, come di «una merda insalvabile», e sicuramente l’autore, in quel momento già celebre e consapevole del suo peso letterario, fu troppo sbrigativo nel giudizio visto che pure pubblicò testi minori come Un romanzetto canaglia. Dall’altro lato questo sospeso thriller senza soluzione è già un buon anticipo di alcuni dei temi e delle atmosfere che troveranno una più felice soluzione nelle opere degli anni Novanta. Bolaño sceglie una cittadina della Catalogna, molto simile alla sua Blanes dove si era ritirato venendo via da Barcellona, per mettere in scena il racconto della fine di un’estate (e di molto altro) e che presto si impregna di un’atmosfera surreale e sempre in bilico tra unincubo e una paura di difficile decifrazione. UdoBerger èunventicinquenne tedesco arrivato in Costa Brava con la sua ragazza, tiene un diario di questi giorni: è il libro che noi leggiamo, per esercitarsi «ella prosa perché in futuro espressioni inadeguate o una sintassi zoppicante non screditino le scoperte contenute nei miei articoli». I due conoscono presto un’altra giovane coppia sempre tedesca e cominciano a frequentare insieme alcuni loschi individui locali: Il Lupo, l’Agnello e il Bruciato. I misteri che la storia man manoallestisce: fra tutte la scomparsa di Karl (componente della coppia tedesca incontrata), il riferimento ad una possibile violenza carnale mai accertata e il clima misterioso che circonda una stanza dell’albergo dove Udo e Ingeborg alloggiano fanno del libro un tipico schema sempre al lavoro nelle opere di Bolaño: stanze chiuse, persone scomparse, un meccanismo claustrofobico che pervade persino uno spazio aperto per eccellenza come la spiaggia. Dal presente ma forse ancor più dal passato possono arrivare chissà quali minacce e chissà, sembra dirci Bolaño, se la battaglia che Udo sta combattendo in camera, su una cartina dell’Europa, è solo un wargame, di cui il tedesco èuncampione, oppure un sinistro modello in scala di un male che potrebbe ripetersi? La storia della Seconda Guerra Mondiale e quella del nazismo sono state due passioni costanti di Bolaño: dal falso manuale di La letteratura nazista in America alla quinta parte di 2666 sono temi che ritornano e che in questo romanzo fanno le prove su un tavolo da gioco, come nell’ossessione candida e sinistra che Udo ha per i generali del Terzo Reich, paragonati ai grandi scrittori tedeschi, e nella sfida che il misterioso Bruciato decide di affrontare per fermare le avanzate dei nazisti sulla cartina dispiegata in una stanza. Come comincia il Male? C’è un suo luogo di passaggio? Sono questiunpo’ i temi diunromanzo troppo severamente giudicato dal suo autore che in quel periodo leggeva, racconta lui stesso, romanzi di genere fra noir e fantascienza. Anche Il Terzo Reich, come molti dei libri scritti negli anni ‘80, racconta della fase avanzata di incubazione creativa che permetterà poi, nel volgere di un decennio, il dispiegarsi del meglio dell’opera di Bolaño, di quei testi che sono a disposizione dei lettori, meravigliosi e cupi, geniali e poetici, senza che necessariamente si aspetti ogni giorno unnuovo inedito, senza che si faccia gossip senza letteratura.
20 gennaio 2011

l'U


g
Tuesday, September 27, 2011 12:50 AM
LA RECENSIONE
Opere storiche
esordi emozionanti




DI BRUNELLA TORRESIN
Terra, vetro, ghiaccio, carbone, rami d´albero, vecchi stracci smessi, fogli di giornale, cavi d´acciaio, patate. Di questo è fatta "Arte Povera 1968" capitolo bolognese dell´itinerario nazionale creato da Germano Celant.

Sono raccolte nell´ampia sala del Mambo, in silenzio come nella navata di una chiesa, le opere storiche del nucleo originale di artisti che animarono il glorioso movimento di cui lo stesso Celant è stato il maieuta - Gilberto Zorio, Alighiero Boetti, Giuseppe Penone, Giovanni Anselmo, Luciano Fabro, Emilio Prini, Pierpaolo Calzolari, Mario Merz, Marisa Merz, Michelangelo Pistoletto, Pino Pascali, Jannis Kounellis, Giulio Paolini - e, a lato, Mario Ceroli e Gianni Piacentino, autori estranei ma presenti alla mostra che il 24 febbraio 1968, alla Galleria de´ Foscherari di Bologna, produsse il primo manifesto critico. Ma qui, al Mambo, ogni opera è un manifesto di poetica, e del manifesto possiede l´intensità e la perentorietà. Da quei tardi anni ‘60, l´Arte Povera e i suoi protagonisti hanno continuato a generare opere, contenuti, exploit di mercato. È emozionante vederne qui riuniti gli incipit, con rigore sacrale, senza nulla concedere alla spettacolarità.

Un metro cubo di terra è un perfetto cubo di terra sospeso al muro, "scolpito" da Pascali. Ogni notte ghiaccia su lastre di piombo Un flauto dolce per farmi suonare di Calzolari (1968). Non si spegne mai il neon azzurro con cui Merz ripropone i primi numeri della
serie di Fibonacci. Le Patate di Penone (1977), cui sono mescolate ingannevoli patate di bronzo scolpite con tratti del volto, invecchiano in un angolo. Si accende solo 11 secondi in un anno, e ahimè ieri non è successo, la Lampada annuale di Boetti. Continuano ad annerirsi i sacchi di iuta e carbone di Kounellis. La Venere degli stracci di Pistoletto ancora nasconde il volto nella montagna di variopinti abiti dismessi.


L´Arte Povera nacque a Torino, ma per tutto il 1968 Bologna fu lo snodo del dibattito critico, grazie alla pubblicazione del catalogo e dei testi raccolti dalla Foscherari nel quaderno «La povertà dell´arte». Ebbe talmente tanta forza, quella povertà, che Dino Buzzati, nel 1970 alla Biennale della giovane arte di Bologna, riferiva «non più quadri o statue, ma interventi bizzarri e talvolta bislacchi... e il pubblico guarda esterrefatto». La distanza tra quegli anni e l´oggi è tutta in quell´aggettivo, bislacchi, che nessuno oggi si sognerebbe di pronunciare. Poteva apparire bislacco che nel 1968, sulle Alpi Marittime, Penone «scolpisse» gli alberi con la forma del suo corpo. Ora, appoggiato alla parete, c´è il tronco di uno di quegli alberi, con il «negativo» della mano dell´artista. Negli anni il tronco è cresciuto, ma non nel punto in cui l´artista aveva fissato il calco della propria mano. C´è la testimonianza fotografica del 1968, e c´è il tronco tagliato molti anni dopo. In mezzo trascorre il tempo. Fuori catalogo, la figura del tempo trascorso è l´opera invisibile che questa mostra realizza.

(24 settembre 2011)

Rep


g
Tuesday, September 27, 2011 12:52 AM
Arte povera, capolavori al Mambo



Nell'immagine, "Panettone" di Alighiero Boetti





"Senza titolo" di Jannis Kounellis (foto Eikon)



"Pavimento. Tautologia" di Luciano Fabro (foto Eikon)




"Venere degli stracci" di Michelangelo Pistoletto (foto Eikon)

Otto mostre in sette città per fare il punto, una volta per tutte, sull'Arte povera, corrente nata nel 1967. Da Torino a Milano, da Bologna a Roma, da Bergamo a Napoli e a Bari, ciascuna città ospiterà un'esposizione dedicata: l'obiettivo è mettere insieme una super-mostra, con 250 opere estese su 15 mila metri quadrati.

Da venerdì ha aperto al pubblico l'appuntamento bolognese della rassegna: "Arte Povera 1968", al Mambo

Rep BO


g
Tuesday, September 27, 2011 12:53 AM






1968: la mostra di arte povera alla Galleria de' Foscherari. Primo allestimento di "Averroè", di Giulio Paolini




"Averroè", di Giulio Paolini (foto Eikon)




1968:"Bagno Barca" di Michelangelo Pistoletto




1968: la mostra di arte povera alla Galleria de' Foscherari

g
Tuesday, September 27, 2011 12:55 AM





1968: galleria de' Foscherari, primi allestimenti di "Un metro cubo di terra" di Pino Pascali e "Ruota" di Luciano Fabro




"Un metro cubo di terra" di Pino Pascali (foto Eikon)





"Ruota" di Luciano Fabro (foto Eikon)





"Alpi Marittime" di Giuseppe Penone


g
Tuesday, September 27, 2011 12:57 AM





"Trattenere 17 anni di crescita" di Giuseppe Penone (foto Eikon)




"Il mio letto così come deve essere" di Pier Paolo Calzolari (foto Eikon)




"Un flauto dolce per farmi suonare" di Pier Paolo Calzolari (foto Eikon)




"Un flauto dolce per farmi suonare" di Pier Paolo Calzolari (foto Eikon)


g
Tuesday, September 27, 2011 12:58 AM





"Igloo con albero" di Mario Merz (foto Eikon)




"Entrare nell'opera" di Giovanni Anselmo (foto Eikon)






"Luci" di Gilberto Zorio

g
Tuesday, September 27, 2011 12:59 AM





"Otello" di Mario Ceroli (foto Eikon)




"Igloo con albero" di Mario Merz (foto Eikon)




"Senza titolo" di Gilberto Zorio

sperminator
Tuesday, September 27, 2011 4:24 PM
g
Tuesday, September 27, 2011 4:30 PM
Re:
sperminator, 27/09/2011 16.24:


No,è a BO,nn a TA


sperminator
Tuesday, September 27, 2011 5:06 PM
Re: Re:
g, 27/09/2011 16.30:

sperminator, 27/09/2011 16.24:


No,è a BO,nn a TA






ah, allora cambia tutto, e' come l' althe pinakotek di monaco
g
Tuesday, December 13, 2011 10:55 PM
Miami, 104 ore
insieme ai maiali




Trascorrerà 104 ore in una gabbia. Con lei, completamente nuda, all'interno del recinto ci saranno due maiali. Si tratta dell'installazione dell'artista americana di origine coreana Miru Kim. Non alla prima esperienza con gli animali, Kim porta avanti da alcuni anni il progetto "The pig that therefore I am" che prevede un'immersione totale nella vita dei suini. Stavolta l'artista fa tappa alla fiera d'arte contemporanea Art Basel di Miami con la performance "I like pigs and pigs me (104 hours)". La presentazione dal vivo può essere seguita in streaming sul sito di Miru Kim
(a cura di B. Perilli)

Rep


g
Tuesday, December 13, 2011 10:58 PM
Re:
g, 13/12/2011 22.55:

Miami, 104 ore
insieme ai maiali






Emmò vediamo ke pippe sociologike tirerà fuori qnd uscirà,anke 1^ di essersi fatta la doccia




Ma


sperminator
Tuesday, December 13, 2011 10:59 PM
preferirei stare 104 ore insieme a due maiale
g
Tuesday, December 13, 2011 11:01 PM
Re:
sperminator, 13/12/2011 22.59:

preferirei stare 104 ore insieme a due maiale


Ma tu nn 6 1 socioculturale


sperminator
Wednesday, December 14, 2011 8:18 AM
Re: Re:
g, 13/12/2011 23.01:

sperminator, 13/12/2011 22.59:

preferirei stare 104 ore insieme a due maiale


Ma tu nn 6 1 socioculturale






po3i diventarlo
g
Wednesday, December 14, 2011 9:27 AM
Re: Re: Re:
sperminator, 14/12/2011 08.18:




po3i diventarlo



Ok,và a studiare ed allenarti da De Nardi e da Alberoni


sperminator
Wednesday, December 14, 2011 9:34 AM
Re: Re: Re: Re:
g, 14/12/2011 09.27:

sperminator, 14/12/2011 08.18:




po3i diventarlo



Ok,và a studiare ed allenarti da De Nardi e da Alberoni






minkia
g
Wednesday, December 14, 2011 9:38 AM
Re: Re: Re: Re: Re:
sperminator, 14/12/2011 09.34:




minkia




Mica cotica


g
Tuesday, January 24, 2012 5:16 PM
Se la munnizza fa parte
dell'opera d'arte




Palermo. Piazza Garraffello : "Aromi... palermitani". Foto scattata da Vito Di Modica

Rep PA


sperminator
Tuesday, January 24, 2012 6:48 PM
Re:
g, 24/01/2012 17.16:

Se la munnizza fa parte
dell'opera d'arte




Palermo. Piazza Garraffello : "Aromi... palermitani". Foto scattata da Vito Di Modica

Rep PA






g
Monday, February 20, 2012 10:45 PM
Milano, gli uomini di legno
di Leo Ferdinando Demetz




A Milano la Galleria Bianca Maria Rizzi & Matthias Ritter ospita dal 1° marzo la personale di Leo Ferdinando Demetz intitolata 'La rinascita': un viaggio nell'umanità angosciata, imprigionata, a tratti feroce - ma anche ironica e irriverente - dell'artista altoatesino. La mostra presenta 25 sculture in legno di tiglio e castagno selezionate dalla curatrice Alessandra Redaelli. La scultura 'La rinascita', cuore dell'esposizione, dà il titolo alla mostra. I soggetti ritratti - uomini, donne, ribelli, prelati, ladri, muratori, giovani - sono tutti accomunati da passioni avide e smaniose, spiegano i curatori, e "sono colti nell'attimo esatto in cui tale passione emerge con tutta la sua forza. La dimensione temporale è fondamentale nelle opere di Demetz. Tutto è giocato sull'attimo: l'attimo in cui un bandito si vede sorpassare dal proiettile a lui destinato e che, sporco di sangue, ha colpito qualcun altro; l'attimo precedente alla morte di un muratore che vede, forse, crollarsi addosso qualcosa; l'attimo intensamente meditativo di una giovane donna che ricorda un dolore mai sopito"

Rep


g
Monday, February 20, 2012 10:47 PM




g
Monday, February 20, 2012 10:48 PM




g
Monday, February 20, 2012 10:49 PM




g
Monday, February 20, 2012 10:49 PM
Sinceramente mi perplendo
g
Monday, March 05, 2012 12:06 AM
Opere d'arte
da vecchie auto rottamate




1Scacchi, moto. Morgan d'epoca. Ma anche guerrieri, mostri, insetti vari o scacchi: con le vecchie auto ormai ci si fa di tutto. E dopo la galleria fotografica del fabbro russo che ha realizzato un bisonte in redazione sono piovute opere d'arte di ogni genere. Tutte realizzate con vecchie auto. Ecco una selezione delle realizzazioni più spettacolari.

Rep


g
Monday, March 05, 2012 12:40 AM





Questa è la versione 'lo-fi' dell Comunità Per visualizzare la versione completa click here
Tutti gli orari sono GMT+01:00. Adesso sono le 12:16 AM.
Copyright © 2000-2012 FreeForumZone snc - www.freeforumzone.com