Tracciamo i nostri ragionamenti ed i numeri
Apro questo thread per tener traccia delle MIE analisi dei dati pubblicati dall'AdT.
Comincio con quelli del II semestre 2008.
Evidenzio i passi salienti
Per quanto riguarda l'intero anno 2008 si segnala un decremento complessivo del 13,7% rispetto al 2007. Compessivamente nel 2008 si sono registrate un totale di 1.519.796 NTN, un livello che fa tornare il mercato ai volumi 2001-2002.
Le variazioni intervenute tra il 2008 ed il 2007 hanno inciso negativamente soprattutto sul settore residenziale (686.587 NTN) con una perdita del 15,1% ...
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L'andamento dell'indice del NTN mostra un trend nettamente in calo a partire dal 2007 per tutti i settori... Il residenziale, analogamente alle pertinenze, si contrae del 14% circa rispetto al 2004.
Beh, che dire: se ne vende proprio un sacco di questa roba eh? Il mercato tira che è un piacere.
Analizzando con maggior dettaglio il settore residenziale per macro-aree geografiche, risulta evidente che nel 2008 il calo di compravendite è maggiore nel Nord e nel Centro (-16,4%)
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Si conferma, inoltre, come già evidenziato nella nota trimestrale precedente, che la contrazione del mercato residenziale risulta particolarmente accentuata nei comuni non capoluogo, dopo un lungo periodo in cui si era assistito, invece, ad una crescita rilevante del settore proprio nei comuni minori.
Infatti, mentre il mercato delle città diminuisce del 13,8% mediamente (con un massimo del Nord del -15%), nei comuni minori la contrazione del mercato sfiora il 15,7% mediamente, con punte maggiori sempre nel Nord (-16,9% circa) e nel Centro (-18,3%) ...
Mmmmmmh
Che strano. Chissà come mai NTN cala maggiormente proprio al Nord e al Centro. Forse perchè sono le aree dove le quotazioni sono più alte?
E chissà come mai l'inversione di tendenza è stata maggiormente nei comuni non capoluogo: saturati pure quei mercati? Raggiunti i limiti pure lì? Chissà poi perchè in quelli del Centro -18,3%? Ma guarda poi la provincia di Roma con quel -20,4%: chissà come mai. La piena dell'invcenduto arriva ad fuori?
Poi, ancora che strano che nelle città capoluogo proprio il Nord sia nella media nazionale: ma Milano non tirava come un treno?
Il mercato delle metropoli, invece, risulta in calo già a partire dal 2006 per Roma, Napoli e Palermo, mentre Milano mostra un calo sensibile a partire dal 2007 e Torino dopo una lieve flessione nel 2007 registra nel 2008 una riduzione significativa.
No comment: è un requiem. Nun se batte chiodo.
La conclusione del lungo ciclo espansivo del mercato residenziale, già iniziata a partire dal secondo semestre 2006, si è ulteriormente accentuata nel 2008 per una serie di fattori che hanno contribuito al raffreddamento generale delle compravendite. Sicuramente l'avvio della fase di chiusura del ciclo ha inizialmente visto tra i principali motivi il rialzo dei tassi di interesse e il gap tra domanda effettiva e livello dei prezzi delle abitazioni. Successivamente nel corso del 2008 l'esplodere della crisi economico-finanziaria ha investito anche il comparto immobiliare italiano provocando la flessione delle compravendite immobiliari.
E' allora interessante osservare cosa è accduto in particolare al finanziamento dell'acquisto di abitazioni mediante i mutui garantiti dall'ipoteca sull'immobile acquistato, in un periodo che ha visto il rialzo dei tassi, la loro ridiscesa e una maggiore difficoltà di accesso al credito a causa dello svilupparsi della crisi finanziaria.
I dati relativi ai mutui ipotecari per l'acquisto di abitazioni da parte di persone fisiche, mostrano chiaramente il deciso ridimensionamento sia del numero di unità (NTN ip) sia del flusso di capitale erogato. Le abitazioni acquistate con l'ausilio di un mutuo ipotecario, pari a 271.775 NTN ip, diminuiscono rispetto al 2007 del 26,8% ed il capitale complessivo erogato del 27,5%. I tassi medi iniziali sui mutui risultano ancora in leggero aumento, mentre la durata è stabile
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In pratica, pertanto, circa 100.000 abitazioni (circa il 15% delle abitazioni acquistate da persone fisiche nel 2008) non sono state acquistate con l'ausilio del mutuo ipotecario. Tale accentuata diminuizione è in parte sicuramente collegata all'andamento ciclico del mercato immobiliare (giunto in fase recessiva)...
Conclusione lungo ciclo espansivo a partire 2^ sem 2006????
Calano le transazioni del 26,8%, mentre i volumi erogati del 27,5%?
I tassi e le durate medie restano quasi allo stesso livello?
E guardate che numeri, sia al Nord (NTN ip: -26,8%, volumi: -27,5%) che al Centro (NTN ip: -27,8%, volumi: -28,3%)
Non è che non ci sono più i soldi, visto che i volumi erogati calano più che le transazioni, nonostante tassi e tempi restino praticamente costanti?
Infatti
Se si osserva, però, congiuntamente l'andamento dei prezzi delle abitazioni (rimasto sostanzialmente stabile nel 2008), il capitale medio erogato per unità abitativa (leggermente diminuito) e la relativa stabilità della rata mensile (nonostante il lieve aumento dei tassi d'interesse), si comprende che tale forte contrazione sia, probabilmente, correlata soprattutto ai comportamenti prudenziali del sistema creditizio nel concedere finanziamenti.
La decrescita del mercato residenziale 2008 è, pertanto, strettamente connessa anche alla minor erogazione di finanziamenti (mutui ipotecari) ed, infatti, risulta più elevata nelle aree dove maggiormente si fa ricorso a questa tipologia di credito, il Nord ed il Centro...
Proprio come dicevo poc'anzi: buyers haven't anymore money.
Passiamo ora al cavallo di battaglia di certi soggetti su questo studio.
Nel II semestre 2008 è stata registrata una lieve variazione del valore medio nazionale, per unità di superfici commerciale, degli immobili residenziali con la quotazione media che cresce del +0,2% rispetto il I semestre 2008. Le quotazioni, quindi, sono mediamente stazionarie, in netto contrasto con le variazioni al rialzo dei semestri precedenti.
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La quotazione media delle abitazioni nei capoluoghi italiani nel II semestre 2008 subisce la prima flessione (-0,3% rispetto alla quotazione media registrata nel I semestre 2008). Nei comuni non capoluogo la quotazione media registra un +0,5% rispetto il precedente semestre.
Decidetevi adesso: qual è la bella notizia?
- +0,2% a livello nazionale?
- -0,3% su tutti i capoluoghi (inclusi Roma e Milano)?
- +0,5% sul resto (incluso Calascibetta)?
O forse che le quotazioni sono stazionarie?
Vorrei inoltre porre la vostra attenzione sulle figure 8 e 9, in cui ci sono gli indici delle quotazioni per macro-area geografica.
In particolare:
- al Nord si passa da 122,2 a 122,3 nei comuni capoluogo con un bell'aumento dello 0,08% e da 119.8 a 120 con un bell'aumento dello 0,17% per i comuni non capoluogo;
- al Centro invece è pure peggio, con i capoluoghi passati da 139,2 a 138,3 con un bel -0,65% e da 138.8 a 137,1 con un bel -1,22% per i comuni non capoluogo;
Performance bestiali eh? Ma questi numeri non li calcolano nè loro nè i geni della finanza che circolano per i vari forum.
Nelle grandi città, sopra i 250 mila abitanti, è avvenuta la prima, seppur lieve, flessione delle quotazioni (-0,6% i ldecremento dei prezzi delle abitazioni, rispetto al +1,1% nel I semestre 2008).
Su base annua, il tasso di incremento annuo dei prezzi medi più elevato (+2,4%) si registra nelle città medio-piccole, ma anche quest'ultimo è più che dimezzato rispetto alla variazione del periodo precedente (+5,3%).
Teniamo conto che i numeri sono falsati da svariati fattori e che quindi sicuramente non sono questi, ma cosa si vorrebbe di più?
Hanno dipinto un mercato in piena recessione, nient'altro.