Previsioni? Ce provo...
Se avete avuto dei pesci rossi, saprete che quando si dà loro molto cibo essi mangiano fino ad uccidersi. Questa potrebbe essere l’immagine-simbolo della crisi economica in corso, dominata dall’asse Pesci – Vergine, dove è attiva l’opposizione Urano-Saturno.
I due segni, cosignificanti delle case astrologiche 6° e 12°, costituiscono la dialettica ordine-caos e sono collegati al concetto di moltitudine (vedere in questo senso la Luna nei Pesci del nostro nano pelato, posizione molto frequente negli oroscopi dei politici, poiché rende abili a intuire il sentimento delle masse e di guidarle/manipolarle).
Il segno della Vergine simboleggia il sistema, inteso come norme, burocrazia, ingranaggio segreto, che contrapponendosi all’anarchia/dissoluzione rappresentata dai Pesci, dà una chiara idea del collasso di un meccanismo andato completamente fuori dal controllo.
La Vergine simboleggia altresì il lavoro e i luoghi di lavoro, mentre i Pesci rappresentano i luoghi destinati a chi è uscito fuori dall’ingranaggio: carceri, manicomi e ospedali. La Vergine è il circoscritto, i Pesci la mancanza di confini; l’impiegato e il barbone; chi si adatta e chi si suicida, chi è sano e chi ha perduto la salute; chi obbedisce alla legge e chi la trasgredisce… speculazioni queste che potrebbero portare molto lontano, aprendoci a scenari abbastanza sinistri sul futuro - basti pensare al crescente numero di homeless (quelli veri); o a una nuova massiccia diffusione di droga tra i giovanissimi…
Ma più dei giovani, della crisi hanno fatto le spese i 40-50enni (la generazione nata con Plutone in Vergine), quelli cioè che perdendo il posto di lavoro hanno perso certezze date per acquisite e che con molta difficoltà riusciranno a reinserirsi nel circuito produttivo).
Ovviamente le crisi, sia sul piano individuale che collettivo, non nascono dall’oggi al domani: ciò che stiamo vivendo non è altro che il punto di non ritorno di un processo iniziato una quindicina di anni fa.
In questo momento l’opposizione Saturno-Urano, dopo aver dato la prima mazzata, è meno attiva, poiché saturno è in fase retrograda (così è detto il movimento di un pianeta il quale rispetto alla nostra visione geocentrica sembra tornare indietro sulla sua orbita). Un po’ come la crisi: sembra arretrare (o così ci vogliono far credere) mentre un’altra solenne mazzata ci attende all’orizzonte dopo l’estate, cioè quando Saturno avrà ripreso il suo moto diretto e ripasserà, quale rullo compressore, a “spianare” le macerie. E saranno dolori almeno fino a maggio 2010.
Ma non credo che poi si ripartirà come se niente fosse... Secondo la mia previsione, occorrerà almeno un decennio per “riparare i danni” e poter ripartire con il tanto sospirato “sviluppo sostenibile”.
Spero di non avervi rovinato la giornata co' sto scenario deprimente