Print   Search   Utenti   Join    
g
Monday, August 11, 2008 12:36 AM
Il controverso studio di una rivista scientifica
"La carne bovina e ovina inquina molto di più"
"Mangiate carne di canguro
ridurrete i gas serra"




Se gli australiani cambiassero dieta, avrebbero benefici
in termini di minore riscaldamento entro 12 anni
di CRISTINA NADOTTI

Per ridurre le emissioni di gas serra i canguri possono essere molto importanti. Peccato che una mano al pianeta i marsupiali possano darla meglio da morti, sotto forma di bistecche e cotolette. La rivista scientifica Conservation Letters ha pubblicato uno studio: se gli australiani mangiassero carne di canguro al posto di quella ovina o bovina darebbero un aiuto sostanziale nel ridurre le emissioni di gas serra. Ci sarebbero inoltre enormi benefici per i terreni, sui quali il pascolo di pecore e mucche ha un effetto disastroso.

Le mucche inquinanti per fisiologia. L'impatto sull'ambiente degli allevamenti di bovini e ovini è dovuto alle loro caratteristiche fisiologiche. Le loro flatulenze, hanno calcolato al Fondo comune per le biotecnologie di Australia e Nuova Zelanda, producono il 90 per cento delle emissioni di metano dell'intero comparto agricolo dei due paesi. In un'area come Australia e Nuova Zelanda, dove se ne contano rispettivamente 26 milioni e 9 milioni i ruminanti diventano una delle prime concause di riscaldamento globale.

Il lato ecologico dei canguri. Gli animali simbolo dell'Australia, al contrario delle mucche, non sono ruminanti. Il nuovo studio condotto dall'Australian Wildlife Services ha dimostrato che un aumento della popolazione di canguri da carne fino a 175 milioni di capi porterebbe in soli 12 anni a una riduzione consistente di gas serra. "Abbiamo fatto questo studio per fornire agli allevatori un'alternativa alla produzione attuale - ha spiegato il coordinatore dello studio, George Wilson - visto che al momento non hanno scelta per attuare politiche di salvaguardia dell'ambiente". Ci sono circa 30 milioni di canguri allo stato brado in Australia. Secondo Wilson l'aumento dei marsupiali in circolazione migliorerebbe anche la qualità del terreno, contrastando la desertificazione. "Noi suggeriamo l'aumento di allevamenti - sottolinea Wilson - ma anche la crescita dei canguri in libertà, che si sostituirebbero ai bovini al pascolo, accrescerebbe la capacità del terreno di rispondere e rigenerarsi dopo i periodi di siccità. Gli zoccoli di mucche e pecore, in quanto più duri, sono molto più dannosi delle zampe dei canguri per alcune specie di flora. Inoltre se ne avvantaggerebbe anche la qualità delle acque, che subiscono un maggiore inquinamento dai liquami degli allevamenti".

I gusti dei consumatori. Wilson ha però ammesso che abituare la gente a chiedere un filetto di canguro al posto di quello di manzo non sarà facile. Tuttavia, ha detto, il programma può fare parte di un più ampio progetto di educazione alla salvaguardia dell'ambiente, anche perché l'Australia esporta già la carne di canguro. Il 60 per cento di quella prodotta finisce infatti all'estero, in Germania, Russia e Corea del Sud. E sul sito del Times, il giornale inglese che ieri ha dato rilievo alla notizia, non si sono fatti attendere i commenti dei consumatori, molti dei quali magnificavano le qualità della carne di canguro: "Se preparata correttamente, è saporita, simile al manzo ma con un contenuto di grassi molto inferiore". Per chi volesse provarla, online c'è anche una ricetta per aromatizzarla in stile tailandese, con lime e arachidi.

Le proteste degli animalisti. Pat O'Brien, presidente della Wildlife Protection Association ha bollato lo studio come una baggianata. "La popolazione di canguri è in diminuzione in Australia - ha dichiarato - gli animali sono stati decimati da dieci anni di siccità, se non smettiamo di ucciderli rischiamo di estinguerli". Solo lo scorso giugno, circa 50 organizzazioni nazionali e internazionali si erano rivolte al ministro per l'ambiente, il laburista Peter Garrett ex popstar leader della band Midnight Oil, per chiedere che si metta fine allo sterminio dei giovani canguri. Le associazioni animaliste denunciano: l'industria ha fiutato l'affare della vendita di pelle e carne del marsupiale, soprattutto i piccoli sono a rischio. "Ogni notte migliaia di canguri sono uccisi in modo barbaro - era scritto nella lettera al ministro Garrett - ed è urgente che la comunità internazionale sia messa a conoscenza della crudeltà perpetrata ogni giorno in Australia".

Una popstar con il problema dei marsupiali. A Garrett i canguri stanno creando non pochi problemi, Lo scorso marzo il ministro aveva difeso l'eliminazione programmata di 400 canguri intorno a Canberra, sostenendo che era necessaria per la salvaguardia di altre specie e della flora. Anche allora al ministro erano arrivati una serie di appelli per salvare i canguri, perfino da Paul McCartney. L'ex Beatles, attivista dell'associazione Voice for animals, aveva bollato l'eliminazione dei canguri come un "macello inutile", necessario solo per l'industria dellla carne e delle pelli che sta facendo affari grazie allo sterminio dei marsupiali.

(10 agosto 2008)

Rep
g
Tuesday, September 09, 2008 12:04 AM
L'appello di Pachauri, presidente dell'Ipcc, premio Nobel per la pace 2007 con Gore
"Rinunciare alla fettina almeno una volta alla settimana avrebbe un impatto notevole"
Onu: "Mangiare meno carne
per salvare l'ambiente"




Rajendra Pachauri

LONDRA - Rinunciare a fettina o bistecca una volta alla settimana per salvare l'ambiente. Perché facendo sparire da tavola la carne almeno un giorno ogni sette si combatte il surriscaldamento globale. L'appello è rilanciato dall'Onu per bocca di Rajendra Pachauri, economista indiano, vegetariano, e una delle voci più autorevoli in materia di clima: presidente dell'Ipcc, il panel intergovernativo sui mutamenti climati delle Nazioni Unite, lo scorso anno ha ricevuto insieme ad Al Gore il premio Nobel per la pace.

L'impatto di quella che appare come una modesta rinuncia sarebbe notevole, più di quello che i non addetti ai lavori possono pensare: l'allevamento di bestiame, infatti, è responsabile del 18% delle emissioni complessive di gas serra, molto più del settore trasporti cui è attribuito il 13%. E, se per molte persone rinunciare all'auto può diventare molto problematico, scegliere insalata, frutta e verdura almeno una volta ogni sette giorni è decisamente più fattibile.

E anche più conveniente per l'ambiente. I numeri parlano chiaro: la produzione di un chilogrammo di carne causa emissioni equivalenti a 36,4 kg di anidride carbonica. L'allevamento e il trasporto di animali inoltre richiede, per ogni chilo di carne, la stessa energia necessaria per mantenere accesa una lampadina da 100 watt per quasi tre settimane. E il bestiame è una fonte diretta di metano, 23 volte piu dannoso dell'anidride carbonica, prodotto naturalmente dai processi digestivi degli animali da allevamento.

Pachauri, che aveva già lanciato l'allarme all'inizio dell'anno a Parigi, ne parlerà domani a Londra nel corsodella annual lecture della 'Compassion in World Farming', un'associazione animalista britannica che ha chiesto al governo di impegnarsi per ridurre il consumo di carne del 60 per cento entro il 2020. Se l'industria della carne denuncia di essere ingiustamente nel mirino, la causa promossa dall'Onu ha già testimonial famosi, come sir Paul McCartney e il Italia l'ex ministro della Sanità Umberto Veronesi. E acquista una urgenza particolare, alla luce delle stime della Fao: secondo l'agenzia Onu per il cibo e l'agricoltura, il consumo di carne è destinato a raddoppiare nel 2050.

(7 settembre 2008)

Rep





g
Saturday, June 11, 2011 12:41 AM
Pericolo inquinamento?
Il problema sono i cammelli




L'allarme arriva dall'Australia: ogni esemplare - e ce ne sono
oltre un milione - emette scariche di metano pari
a una tonnellata di biossido di carbonio all'anno,
pari un quarto dell'inquinamento prodotto da un'auto
che ogni anno percorre 20 mila chilometri

Altro che smog da traffico: in Australia il problema sono i cammelli, importanti nell'ottocento dall'Africa per trasportare merci pesanti nel deserto: ogni esemplare - e lì ce ne sono oltre un milione - emette scariche di metano pari a una tonnellata di biossido di carbonio all'anno, pari un quarto dell'inquinamento prodotto da un'auto che ogni anno percorre 20 mila chilometri.

L'argomento è finito in prima pagina sul Financial Times, sempre a caccia di nuovi temi legati al problema all'effetto serra. "E' uno di quei problemi di cui nessuno si accorge perchè nessuno lo vede", ha detto al quotidiano finanziario Tim Moore, direttore di Northwest Carbon, l'organizzazione che ha proposto di sterminare i cammelli. Che per l'Australia singolare non è tant'è vero che periodicamente si parla di abolire i cammelli dalla faccia del continente visto che, oltre a produrre metano, minacciano le popolazioni aborigene e distruggono le piantagioni al ritmo di una tonnellata di vegetazione all'anno per esemplare.

Non è un segreto per nessuno infatti che questi cammelli, da anni sono l'animale più odiato del paese e adesso, con la benedizione degli ambientalisti, sta per passare la 'giustificazione' per eliminarli: lo smog. Così proprio i cammelli potrebbero venir sacrificati sull'altare della lotta all'effetto serra.

Lo sterminio dei cammelli da parte di "tiratori scelti specializzati nel benessere degli animali" è infatti in pole position tra i piani allo studio del governo
per incentivare con sgravi fiscali iniziative da parte di agricoltori e investitori che riducono le emissioni inquinanti.


(08 giugno 2011)

Rep





Questa è la versione 'lo-fi' dell Comunità Per visualizzare la versione completa click here
Tutti gli orari sono GMT+01:00. Adesso sono le 3:29 PM.
Copyright © 2000-2012 FreeForumZone snc - www.freeforumzone.com