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Arkan Quake
Thursday, January 27, 2005 8:05 PM
Una nuova figura arrivò nel campo di battaglia, un qualcuno che Arkan aveva già visto, che conosceva, ma forse non era più lo stesso che il mercenario conosceva.


Ot
bentornato fir... emh Darkness's Prince
Ikarus, priore
Friday, January 28, 2005 4:56 PM
Ikarus vide l'incantesimo scagliato dai combattente e aveva ancora più desiderio di incontrarlo.
Facendosi largo tra i nemici, notò un gruppo di ribelli in difficoltà contro un troll. Il sommo chierico desiderava incontrare il guerriero, ma non poteva lasciare quella gente a morire, così, con una smorfia di disappunto, si volse verso destra cercando di raggiungere il più in fretta possibile i ribelli.
Quando arrivò nel luogo dello scontro, vide molti feriti, quindi prima di attaccare il nemico incalzante, congiunse le mani e sprigionò un cerchio di guarigione. Questo fece fermare le emorragie dei vari uomini e gli fece riacquistare coraggio per reagire. Come ultima mossa il priore evocò una barriera attorno a se e disse urlando per sovrastare i rumori della battaglia "Fatevi indietro!". La folla si scansò ed Ikarus prese a correre verso il nemico.
Qesto vedendolo alzò la spada impregniata di sangue e caricò a sua volta. Ogni passo della bestia faceva tremare il terreno, bava e sangue grondavano dalla sua bocca urlante, delle teste che teneva legate alla cinta, si scontravano fra di loro producendo un sordo e cupo rumore.
Quando il troll fù a pochi metri, Ikarus si arrestò, puntò gli schinieri nel terreno e puntò il bastone contro il nemico.
Il troll arrivò fino a pochi passi dal priore e cominciò a caricare un poderoso fendente, ma prima che potesse compiere il movimento un'onda di luce si sprigionò dal basone.
L'onda d'urto provocata sbalzò Ikarus indietro di un paio di centimetri.
Il raggio di luce era così concentrato da sembrare bianco, attraversò lo stomaco del troll passando oltre e altri nemici dietro di lui vennero colpiti, quelli subito successivi però iniziarono a scostarsi...
Il troll aveva un aria d'immenso stupore, con le ultime forze cercava di trovare lo stomaco, poi cadde a terra morto.
I nemici dietro di lui o erano morti, o erano mutilati oppure si erano scostati prima di ricevere il colpo...
Darkness's Prince
Friday, January 28, 2005 5:44 PM
*Prince aveva appena conficcato la sua nera lama nel collo di un orco di piccole dimensioni. Quando la ritirò un raggiò di luce disintregrò la testa dell'orco che stava cadendo al suolo. Prince spostò il viso ricoperto da goccie di sangue verso la zona da cui gli era parso di vedere partire il raggio. Vide un chierico con in mano un bastone, lo stesso a cui precedentemente aveva rubato una "tacca". Già, perchè era così che Prince definiva gli esseri che uccideva, tacche da aggiungere ad una ormai inesauribile lista. Depose la spada dietro la schena e sguainò la seconda lama, quella bianca che emanava energia positiva*

- Ci stanno decimando... dovrò curare i feriti...

*Si fermò ad osservare la spada e poi sorrise*

- La spada che Dio donò al mio avo... Return of Light... essa ha il potere di aiutarci ora...

*Si diresse con passo pesante verso una zona in cui i feriti abbondavano, esattamente dove si trovava il Priore. I feriti erano ancora molti, il troll non aveva avuto scrupoli. Mentre caminava una mano afferrò la sua caviglia. Quando Prince abbassò lo sguardo vide un uomo. la parte inferiore del corpo era completamente mancante e aveva perso molto sangue.*

- Aiutami- disse l'uomo- ti prego...

*Prince rimase freddo ed insespressivo. Fissò l'uomo dall'alto verso il basso. Ora mosse la spada. La fece arrivare fin sopra il capo e continuava a fissare l'uomo con sguardo freddo. L'uomo era terrorizzato, aveva capito che era la fine, Prince lo stava per colpire con la spada. ed infatti così fu. La lama penetro nelle carni dell'uomo fino al cuore. Ma li accadde il miracolo. L'uomo sentì uno strano calore pervaderlo. Il suo corpo stava prendendo nuovamente le giuste forme. Le gambe gli crescevano dal copro mentre una luce blu lo illuminava dall'interno. La spada lo stava curando. Prince porse un arco all'uomo che si era alzato in piedi*

- Va e combati... posizionati la su e colpisci con l'arco...

*Indicava una rupe. Ora andò dal Priore e gli parlò*

- Spero che quell' uomo sappi tirare con l'arco...
Alkor
Friday, January 28, 2005 7:39 PM
La battaglia sotto i due cavalieri dei draghi stava giungendo al suo culmine. Le forze bestiali erano numerose, ma quelle umane, grazie anche all'aiuto dei Vassalli e aspiranti tali, sembravano meglio organizzate. Le forze in gioco sembravano pari, e i tre saggi non sembravano interessati a prendere parte a quella lotta. A loro interessava la vera fonte del male e, ora che erano stati risvegliati, erano sicuri che sarebbe presto giunta.
L'unico tramite pareva essere la giovane Aleena.

Se non fosse stato per la criticità del mometo lo spettacolo naturale che si presentava ai combattenti era di un'unicità straordinaria. Da un lato vi era la Luna piena, sul limitare del tramonto la quale portava con se gli ultimi frammenti di quella notte. Un cielo scuro con colorazioni più violacee man mano che la volta celesta volgeva verso il nuovo giorno. Dall'altro si trovava il grande cerchio solare il quale aveva cominciato a fare la sua apparizione, portando con se i colori rossi e arancioni dell'alba. Al centro della volta celeste, dove la notte e il giorno si scontravano, come una colonna che la sostenesse, vi era il fascio di luce proveniente dal castello/monte evocato dai tre saggi.
Quello era il segnale del loro risveglio. Il segnale dell'ultima speranza per l'umanità. Il segnale che chiamava a se il grande nemico, la fonte di tutti i mali di quel mondo e forse di molti altri.

I pallidi raggi lunari avvolgevano la figura di Alkor, mentre i vividi raggi solari permeavano la figura di Aleena. "Che ironia" pensò Alkor "quello che era il simbolo di Aleena sta sorgendo in questo momento, mentre il mio non è ancora tramontato...forse questo è veramente il momento per concludere questa inutile lotta" poi, vedendo le tre scaglie sulla corazza dell'amata illuminarsi di luce propria, trasmise alla donna "In qualche modo ti salverò...te lo prometto" quindi alzò la sua spada e invocò il fulmine.
"Patetico " rispose la ragazza con una voce non sua, quindi alzò la sua arma la quale si infiammò sotto i raggi solari.
L'innominabile tramite gli occhi di Aleena aveva visto tutta la scena. pregustando il momento del suo arrivo in quel luogo.
Aleena e Alkor si guardarono per l'ultima volta, quindi spronarono le proprie cavalcature in quello che, probabilmente, sarebbe stato il loro ultimo scontro.
Quando metà della distanza che li separava fu colmata Aleena recitò alcune parole arcane...una palla di fuoco scaturì dal suo palmo in direzione del Cavaliere di Luna. Alkor fece la stessa cosa, ma invocando un fulmine.
I due incantesimi si scontraro a mezz'aria provocando un gran boato.
La distanza che si frapponeva tra loro si stava colmando rapidamente.
Quando ormai non mancava che una ventina di metri i due draghi sputarono i loro rispettivi soffi. Gli spruzzi di fiamme si scontrarono a metà strada, come era successo per gli incantesimi dei due cavalieri, ma nessuno dei due prevalse. Un gran fumo rimase sopeso nell'aria ofuscando parzialmente la visuale.
A quel punto i Draghi, smettendo di eruttare fiamme, compirono un avvitamento completo, portando i cavalieri uno di fronte all'altro, ma capovolti nei rispettivi confronti.
Le spade vibrarono e si colpirono all'interno della cortina di fumo creata precedentemente dai due draghi. Un altro boato pervase l'aria quando le due armi scaricarono l'energia in esse contenuta. Lo spostamento d'aria diradò il fumo.
I due draghi con i loro cavalieri proseguirono il loro volo. Anche quello scontro non aveva portato vinti e vincitori.
"Non riamane che una cosa da fare" pensò Alkor trasmettendolo contemporaneamente a Rethar. Il Drago capì immediatamente e mentre compiva l'ennesiama viarata iniziò a cantilenare, assieme al compagno, l'ultimo grande incantesimo della loro arte...la trasmutazione.
In un lampo di luce argentea la grande figura simile ad una Balor si mostrò in tutta la sua potenza. Scariche elettriche ricoprivano tutto il suo corpo.
Un sorriso comparve sul volto mostruoso del Balor, quando dall'altra parte vide un lampo di luce dorata dalla quale emerse una bestia a lui simile, ma tutta nera. Delle fiamme si muovevano come vive su quel nero corpo. All'altezza del cuore alcune scaglie brillavano intensamente, con un'intensità maggiore di prima dato che i raggi solari le colpivano direttamente.
Il cavaliere sentì nella propria mente una voce "Alkor..." disse...poi tacque. Era la voce di Aleena, quella che lui aveva conosciuto, quella che lui aveva amato.
In quell'unica parola percepì paura, lei aveva bisogno del suo aiuto, ne era certo. Forse, come era successo a lui durante la ricerca della reliquia, anche lei stava cercando di riprendere il controllo di se, ma aveva bisogno di aiuto...del suo aiuto.

[Modificato da Alkor 28/01/2005 19.47]

Ikarus, priore
Friday, January 28, 2005 11:08 PM
Ikarus scrutò il combattente per un attimo, poi disse "E così sei tu Fire...o forse no? Il tuo carattere e il tuo aspetto sono mutati, eppure..." Poi come se nulla fosse cambiò argomento "La vostra arma è molto interessante. Un potere buono. Veramente un'ottima arma." Guardandosi attorno vide altri feriti, così si mise all'opera per curarli. "Amico mio, tu uccidi i nemici, io curo i feriti."...
uthis
Friday, January 28, 2005 11:32 PM
apparentemente inconsapevole di ciò che stava succedendo uthis continuava a muoversi a casaccio tra le fila dei nemici, disorientandoli per quanto adesso essi si aspettavano l'assalto di quella bestia, come lo avevano definito.
Ma non si muoveva a casaccio, uthis seguiva una scia precisa, anche se strana per tutti.
Passò vicino a Ikarus e Prince, che lo videro e per un attimo gli parve un nemico, così a quattro zampe come si muoveva e dalla sua espressione.
Ma proseguì senza dar fastidio verso un gruppetto di persone che stavano per essere sopraffatte da un pelleverde, uthis non sapeva dire cosa fosse a prima vista.
Era armato con un grosso spadone infiammato, o così parve all'umano a quattro zampe.
Il pelliverde, che si rivelò essere un troll, forse un capitano, forse un semplice soldato, stava per menare l'ennesimo colpo per spezzare in due e bruciare una bambina, che gridava di paura.
Uthis si lanciò e con una spallata deviò l'arma a terra.
I vestiti sulla sua spalla si bruciacchiarono.
Si mise in piedi, ed estrasse la fida Emery dalla sua fodera sulla schiena.
Il troll lo guardò e sorrise, forse pensava dia ver trovato un avversario alla sua altezza, forse solo che avrebbe avuto una spada più bella.
La spada di smeraldo infatti brillava e splendeva più del solito, la luce della luna e del sole davano variazioni di colore alla spada mai viste prima.
Il troll ataccò, uthis deviò con un semplice salto all'indietro.
I due cominciarono a combattere, spada contro spada, Emery non era scalfita dalle fiamme che l'altra spada emanava di tanto in tanto.
Il troll sembrava ridere.
Uthis era stanco per la battaglia, anche se cacciademoni, erano passati millenni dalla sua ultima vera avventura dove aveva dovuto combattere così tanto.
Ad un certo punto il troll crollò.
Uthis si guardò attorno e vide la bambina che aveva salvato prima a terra, sotto il corpo del troll.
Con uno sforzo sollevò la carcassa del pelliverde.
In quella zona piuttosto ristretta non c'erano altri nemici.
- Grazie dell'aiuto signor? - disse la bambina, ringraziando.
- Uthis, il mio nome è Uthis... bella mossa quella del rastrello. - commentò lui. Infatti un rastrello era conficcato nelle carni del troll che, come è noto, si rigenerano in fretta.
- Adesso seguitemi. - disse a lei e ad un'altra bambina nei paraggi, disarmate e impaurite.
Si avvicinò velocemente all'edificio dove la colonna di fuoco si ergeva.
- State qua, è più sicuro bambine.... e grazie dell'aiuto. - le ultime parole uthis le disse piano, sottovoce, come se fosse stato costretto a ringraziare ma non lo volesse, o non era abituato a dirlo.
In quel momento Alkor e Rethar avevano appena finito la loro trasformazione, e Uthis rimase incatato nel vedere i due esseri, uno nero e l'altro argentato, nella loro maestosità. E non fu l'unico, poiché anche le bambine guardavano verso l'alto.
Enricus IX
Saturday, January 29, 2005 3:40 PM
Nell'aria si diffuse una musica decisa e maestosa. Enricus si era liberato di tutti i nemici che aveva attirato e aveva richiamato a se la sua fedele tromba, nel mentre affianco a lui iniziavano ad apparire strumenti di ogni sorta...

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OT: Signori, vi presento il mio esercito personale
Gianlu79
Saturday, January 29, 2005 5:25 PM
Gianlù si trovava sull'altro lato dello schiramento, vide con la coda dell'occhio Alkor e Rethar compiere la trasformazione e udì la celestiale musica di Enricus mentre si lavava nell'aria.
Sorrise, mentre le sue Julia si abbatteva senza pietà sui nemici.
Tuttavia, capiva che finchè il nemico numero uno, il Signre Oscuro non fosse sceso in battaglia e non fosse stato sconfitto dai tre saggi, quell'immenso esercito oscuro non si sarebbe mai ritirato. Mentre faceva quella considerazione, vide un necromante a poca distanza che stava rianimando i cadaveri degli uomini uccisi. Prima che potesse compire la sua opera però, la spada di Mirthil del Templare si abbattè sul suo collo, mentre Julia, nell'altra mano, parava i fendenti dei mostri lì intorno.
Arkan Quake
Sunday, January 30, 2005 6:17 PM
Arkan
cominciò ad essere stanco, infatti pur essendo un valoroso mercenario il corpo non era più abituato alle battaglie di un tempo. Così dopo aver ucciso un altro paio di pelleverde, si dileguò su di un alto piano da dove si poteva vedere un pò meglio la battaglia. A questo punto estrasse l'arma che nessuno aveva mai visto, Eagleheart, l'arco di origine elfica donato ad esso come pgamento di una missione di protezione ad una prncipessa elfa. Quest'arco infatti aveva la proprietà di rendere più veloce il braccio di chi l'usava, in modo da scagliare più freccie possibili in poco tempo, però aveva una peculiarità se usato troppo, poteva rompere il braccio dell'arciere.

Così nel campo di battaglia cominciò a cadere una pioggia di frecce, di nobil fattura. però di tanto in tanto questa tempesta si fermava, per far riposare il braccio di Arkan.
uthis
Wednesday, February 02, 2005 5:45 PM
uthis si appoggiò al muro
sentendo il suo cuore battere sempre più forte.
Le bambine che erano vicino a lui avevano distolto lo sguardo dai Balor e stavano ad osservarlo attentamente, il suo corpo infatti stava cominciando a brillare.
Si sentirono delle grida gravi, alcune persone venivano scagliate dalle parti e il troll di pocanzi si faceva strada tra la folla, poiché come è ben noto, essi hanno la capacità di rigenerazione veloce.
Uthis era stanco, si guardò attorno, non c'era nessuno che potesse dargli una mano, così si staccò dal muro e prese in mano Emery, che era conficcata nel terreno.
Alcune frecce si conficcarono nella spalla del Troll, ma le ignorò, come se non gli facessero niente.
Esso si scagliò su Uthis, che provò a saltare indietro. I suoi movimenti più goffi e stanchi di prima erano ancora più veloci di quelli del troll e presto fu alle sue spalle, dove menò un fendente veloce che rimbalzò sulla pelle dura del troll lasciando però un segno non molto superficiale, che si rigenerò subito.
Le frecce non arrivavano più sul bersaglio, per quanto la mira potesse essere infallibile c'era una discreta possibilità di colpire Uthis e questo, probabilmente, il tiratore non lo voleva.
Gianlu79
Wednesday, February 02, 2005 7:48 PM
Gianlù, nel frattempo attraversò di corsa i due eserciti in battaglia, e portandosi sotto la balconata dove i tre antichi stavano gridò loro "Dannazione, che aspettate??? Per quanto forti e valorosi siamo, non riusciamo a fermarli!"
"Taci cavaliere" fù la risposta di Mledo "Non hai ancora capito? Il nemico non si ritira perchè è privo di volontà, dipende iin tutto e per tutto dal loro signore oscuro. Se il tuo compagno riesce a far breccia nella mente della ragazza, essi sapranno dove si nasconde e potranno fermarlo!"
Il Vassallo, capì cosa intendesse dire il vecchio e mormorò "Beh, ributtiamoci nella mischia allora" e così fece, mentre le sue due spade tranciavano e squartavano qualunque cosa di non umana che gli si parasse davanti.

Enricus IX
Wednesday, February 02, 2005 9:28 PM
Nel mentre l'esercito strumentale di Enricus faceva strage. Il suo attacco era devastante, ma, nel bel mezzo dell'attacco, gli strumenti tornarono indietro mettendosi a semicerchio attorno a Enricus. Egli dopo aver evocato un organo si sedette, stavolta non avrebbe suonato solo. Poi urlò ai compagni: "Cercate di guadagnar tempo, distraeteli!!!!"
Ikarus, priore
Thursday, February 03, 2005 5:08 PM
Ikarus e Prince combattevano nel modo stabilito. Prince con rapidi colpi abbatteva i nemici mentre Ikarus leggermente indietro curava i ribelli feriti. Ikarus improvvisamente si chiese dove fosse Mariuccia, ma cercando con lo sguardo verso il forte di Mledo, la vide al dissopra di una torre a scagliare incantesimi.
Vedendo Marriuccia al sicuro continuò a curare i feriti.

Ad un certo punto però la folla di orchi dinnanzi a Prince iniziò a diradarsi. Qualcosa si avvicinava. Quando tutta la folla si dileguò emerse una macchina da guerra dalle terrificanti fattezze.
Guidata da una decina di Goblin, era interamente in ferro battuto, ai rispettivi lati stavano due grossi troll neri ce spingevano la macchina. Possenti ruote chiodate alzavano polvere e sassi ad ogni rotazione. Nella parte frontale stava un rullo che girava a folle velocità su se stesso, irto di lame e spuntoni schizzava sangue da ogni parte e lanciava in giro i pezzi triturati di chi incontrava.
Pareva una torre in ferro, in cima stavano i Goblin con archi e fruste per tenere in riga i troll. Tutta dipinta di nero, ad ogni nodulo del ferro, pendeva una testa di un uomo che sgocciolava sangue.
La visione dell'infernale macchinario goblinoide sconvolse le truppe ribelli che iniziarono a darsi alla fuga.
Le uniche cose che si frapponevano tra la macchina e i fuggitivi erano Prince ed Ikarus che subito iniziarono ad essere bersagliati dalle frecce dei goblin...
Mariuccia5
Thursday, February 03, 2005 6:05 PM
Intanto Mariuccia dalla torre continuava con i suoi incantesimi, colpendo quasi sempre i suoi bersagli e riducendo così la folla di orchi. Improvvisamente sentì dei passi pesanti e strascicati provenienti dalle scale della torre, alle sue spalle. Si girò appena in tempo per scorgerel' enorme figura di un' orco che teneva in mano un' ascia sporca di sangue e pronta ad uccidere la ragazza senza alcuna difficoltà. In quel momento Mariuccia pensò che sarebbe morta, uccisa da un orco in quella battaglia. Ma in quel momento la creatura cadde all' indietro, irrigidito. Dietro la figura distesa apparve Arkan. "G...grazie!" disse Mariuccia. "presto venite!" I due scesero la torre velocemente e arrivati sula soglia si diressero verso il macchinaro portato in campo dai goblin...

OT
finalmente torno a partecipare

[Modificato da Mariuccia5 03/02/2005 18.08]

Enricus IX
Thursday, February 03, 2005 8:13 PM
Al vi di Enricus tutti gli strumenti diedero inizio a un Requiem. Sulle note del Dies Irae si aggiunse anche il bardo con l'organo. Stavolta l'effetto della potente magia usata contro Metlock era amplificato e un po' modificato a causa dell'orchestra...
Otrebmu Ittoram
Friday, February 04, 2005 1:04 AM
OT--Ma Arkan non stava bersagliando di frecce i nemici da una collina ? --OT
Mariuccia5
Friday, February 04, 2005 1:41 PM
OT beh ma ha abbandonato la collina ed è venuto fino alla torre no? OT
Alkor
Friday, February 04, 2005 6:36 PM
I due Balor si scrutarono attentamente per lunghi istanti, poi, in un battito di ciglia, si materializzò nelle loro possenti mani una spada di enormi dimensioni. Avevano evocato mentalemte le loro sacre spade, le quali si erano adattate alle dimensioni attuali dei due esseri. Erano lunghe circa due metri e mezzo. Una, quella in mano al Balor Argenteo, sprigionava scariche elettriche dalla sua lama, l'altra, in mano al Balor Nero, si era infiammata. Entrambe le lame rispecchiavano l'essenza dei loro possessori.
Alla vista della spada infiammatà la mente di Alkor mischiata a quella di Rethar ebbe un sussulto. Quello, assieme ad altri elementi mostrati durante il combattimento, erano prove che Aleena non era completamente sotto il giogo del male, ma aveva lottato e stava tutt'ora lottando per tornare se stessa.
Nella mente del Balor Argenteo quei dettagli ora parvero evidenti, un drago nero non sputava fuoco, ma acido, la lama non si infiammava, ma si ricopriva di una potente sostanza corrosiva, gli incantesimi preferiti dai Cavalieri dei Draghi Neri erano delle nubi venefiche e non palle di fuoco, e per ultimo, ma non meno importante, le poche scaglie color oro sul petto, prima dell'armatura di Aleena e poi della possente bestia nera, ricordavano le sue poche scaglie argentee quando anch'egli lottava per riprendere possesso del suo corpo e della sua anima! Però la potenza malvagia che l'aveva pervaso quella volta, benchè potente, non era paragonabile a quella cui era sottoposta ora la mente di Aleena. A lui era bastato che la Luna, il suo simbolo, lo innondasse con la sua luce per fargli riprendere il controllo. Aleena, invece, era già immerssa nella luce solare del mattino, ma non sembrava riuscire a spezzare il tocco malvagio della potente entità.
Si scambiarono un ultimo sguardo, poi, impugnando con entrambe le mani l'elsa del loro spadone, con potenti battiti d'ali si diressero l'uno contro l'altro.
Mariuccia5
Friday, February 04, 2005 8:20 PM
intanto...
Mariuccia ed Arkan erano ora vicini alla macchina dei goblin. appena qualcuno di loro si voltò verso i due bluedragoniani, Senza nemmeno pensare Mariuccia si gettò a capofitto verso il primo goblin visto, colpendolo alla nuca con il bastone ferrato, poi cominciò con gli incantesimi, sparpagliando qualcuna di quelle creature; fu subito seguita da Arkan che si gettò nella battaglia con furia ma calcolando le sue mosse. Dopo poco tempo e qualche ferita la macchina era quasi senza nessuno che potesse pilotarla. Improvvisamente un goblin colpì Mariuccia scaraventandola a terra. L' alchimista giaceva ora sulla schiena, ad occhi aperti, che parevano quasi senza vita. Arkan uccise il goblin che l' aveva colpita e le si avvicino. "Lady Mariuccia! Mi sentite lady?"

[Modificato da Mariuccia5 04/02/2005 20.25]

Ikarus, priore
Friday, February 04, 2005 10:16 PM
I quattro troll che muovevano il macchinario, ormai senza più essere controllati da alcun padrone, iniziarono a colpire qualunque cosa gli si parasse dinnanzi.
Ikarus e Prince che avevano assistito alla furia di Mariuccia e di Arkan, corsero verso di loro per soccorrerli.
Ikarus curò senza difficoltà la lieve contusione di Marriuccia e presto tutti e quattro furono pronti ad affrontare i terrificanti troll...
Mariuccia5
Saturday, February 05, 2005 12:26 PM
"Vi ringrazio Ikarus" Disse Mariuccia. Ora i quattro erano pronti per attaccare. Il primo a caricare fu Prince, seguito da Arkan, Ikarus e Mariuccia, che evocò un fuoco magico, come aveva fatto nella caverna precedentemente. Tutti combattevano con ardore uccidendo più creature possibili.
Gianlu79
Saturday, February 05, 2005 1:29 PM
Nel mentre i due Balor si lanciavano l'uno contro l'altro, i tre saggi squarciarono le nebbie che ottenebravano la mente di Aleena e finalmente videro il rifugio dell loro antico nemico.
Sena proferir parola, fecero un cenno a Mledo che si avvicinò loro, formarono un cerchio e sparirono, senza che nessuno se ne accorgesse a causa della furiosa battaglia sottostante.
Poco dopo, i quattro ricomparvero alle pendici di una montagna, in cui si avriva l'ingresso di una nera caverna.
Mledo si avvicinò all'entrata e gridò: "Seer, l'ora che si compia il tuo destino è giunta, Irtso il Grande Inquisitore, Knalap il Grande Guerriero e Xeg il Grande Mago sono qui per giudicare i tuoi crimini!!!!"
A quelle parole, nel profondo del suo antro, Seer l'Oscuro tremò. Lui che aveva stretto un patto con Esseri ancora più oscuri ed infernali, credeva di aver vinto, ma adesso, lì, rigenerati dai benefici flussi di un'entità benigna giunta d'altrove, si trovavano coloro che rappresentavano il Grande Dio Sole.....
Kyle87
Saturday, February 05, 2005 3:01 PM
ot:
quei nomi non mi sono nuovi...

[Modificato da Kyle87 05/02/2005 15.01]

Gianlu79
Sunday, February 06, 2005 10:53 AM
OT
Ah ah ah ah ah ah ah ah, beh, il progetto iniziale era diverso, poi per risolvere il problema di eventuali incongruenze, io e Alkor abbiamo optato per il Dio Sole sennò la divinità da risvegliare era un altra
Enricus IX
Sunday, February 06, 2005 1:17 PM
Ot - Mmmm.... ma se c'è Xeg non dovrebbe esserci Ellap al posto di Knalap?
Piuttosto... ricordatevi della mia orchestra.... anche quella dovrà contribuire... ricordate Metlock? -
Gryps Imperialis I
Sunday, February 06, 2005 5:45 PM
E poi chi è che inventa le storie strane? -_-''''
Alkor
Thursday, February 10, 2005 6:31 PM
Il tempo parve fermarsi nuovamente. I suoni parevano ovattati e lontani i pensieri accelerati. Le vite delle quattro anime unite a formare quelle due possenti creature parvero dapprima fermarsi e poi riavvolgersi per tornare ai tempi dell'infanzia. All'inizio di tutto. Alkor si rivide da giovane quando fu scelto per diventare cavaliere, quando dovette abbandonare quella che lui considerava la sua famiglia, anche se non lo era visto che era stato adottato. Rivide momenti del suo addestramento e il riconoscimento avuto con l'essena del suo compagno drago. Allo stesso modo Rethar percepiva il momento della sua nascita, quando uscito dall'uovo si era trovato accudito da un gran numero di maghi, quando, con la crescita, aveva imparato a volare, a parlare, a formulare incantesimi, a usare il suo potente soffio. Rivide il momento del riconoscimento con Alkor.
Da quel momento le loro menti come fossero una unica ricordarono gli eventi successivi. L'incontro con Aleena e il suo compagno drago, il combattimento con la potente entità malvagia, la loro sconfitta, la loro comparsa in un altro mondo, l'arrivo alle porte del Regno e tutti gli altri eventi e incontri che li avevano portati fino a quel punto.
Anche Aleena e il suo Drago stavano provando le medesime sensazioni e immagini del loro passato, come se lo stessero rivivendo, solo in modo molto più confuso. La memoria stava tornado a entrambi, ma in modo disordinato e comunque sempre sotto l'influsso negativo del Malvagio di quel mondo.
Un flash nelle loro menti li riportò alla realtà e quindi all'imminente scontro.
Vi era però un differenza determinante nella percezione della realtà dei due "Balor". La mente di Alkor e Rethar era calma e pronta allo scontro, quella visione non li aveva toccati minimante. Non si poteva dire la stessa cosa per quella ii Aleena e del suo compagno. Era disorientata da tutte quelle immagini familiari e allo stesso tempo sconosciute. Ricordi che non parevano essere loro, come vissuti da qualcun'altro.
Una frazione di secondo dopo le due enormi lame si scontrarono in boato così assordante da interrompere per un'istante gli scontri nel campo di battaglia sottostante.
Il subbuglio nell'animo del Balor Nero fece il resto. La presa dello spadone venne meno e questi volò rotenado vorticosamente in alto, nel cielo rosso del mattino.
Il Balor Argenteo roteò quindi la sua lama e la conficcò di taglio all'altezza dell'addome, nella dura pelle scagliosa dell'avversario. L'arma non penetrò profondamente, ma, avendo oltrepassato le difese del nemico, fece ugualmente uscire del sangue rosso cupo che al contatto con l'aria si incendiò. Il Balor Nero si piegò in avanti per il dolore causato da quella ferita.
In quel momento Alkor comprese che, al contrario di come aveva pesato in precedenza, la sua arma non avrebbe salvato la sua amata, al massimo le avrebbe donato la pace eterna...la morte! Estrasse l'arma dal ventre del mostro.
Non sapeva che altro fare e istintivamente sollevò l'immenso spadone per dare il colpo di grazia a quella che era stata al sua unica ragione di vita.
Portandolo sopra la propria testa, alzo leggermente la stessa e fu in quel momento che un bagliore nel cielo attirò la sua attenzione. Lo spadone infuocato del Balor Oscuro aveva smesso di roteare e stava precipitando, con la punta rivolta verso il basso, nella loro direzione.
Un'esitazione che permise all'avversario di riprendersi dal dolore. Un'istante che fece vorticare nella mente di Alkor un ricordo..."La spada di un Cavaliere non può ferire il suo padrone!". "Forse non era la propria spada a poter salavare Aleena e il suo drago, ma quella di lei" pensò in quel breve istante.
Il Balor Nero stava per avventarsi su quello Argenteo.
In quel momento Alkor/Rethar liberò una mano dall'elsa del proprio spadone e prese al volo quello di Aleena, che in quel momento stava passando in mezzo ai due. Lo alzò quel tanto che bastava a rivolgere la punta verso il Balor Nero...all'altezza del suo cuore...all'altezza delle scaglie dorate.
Pochi istanti dopo la lama trapassava il corpo del nero avversario, prorpio nel l'unico luogo color oro di tutto il suo corpo.
"Grazie...Alkor" sentì flebilmente Alkor nella sua mente. Il pensiero gli era giunto dalla mente di Aleena. Sembrava tutto finito.
Il nero corpo scivolò via dalla sacra lama non più infuocata, precipitando verso il suolo. Un bagliore dorato lo avvolse e da esso ne uscì fuori il corpo di Aleena e del Drago, non più fusi assieme. La corsa verso il suolo continuò.
La luna era ormai del tutto tramontata e il Sole splendeva verso l'alba. I suoi raggi colpirono quei corpi in caduta libera. Le scaglie color Oro dell'Armatura di Aleena e del suo compagno Drago risplendettero accogliendo quasi con favore la ritrovata libertà. Il giogo del Malvagio era stato spezzato.
Alkor/Rethar guardò quella scena e come aveva già fatto molto tempo addietro si lanciò in picchiata per arrestare la loro caduta. Sbattendo poderosamente le sue ali raggiunse i due privi di senso a una decina di metri dal suolo. Li prese tra le possenti braccia e virò nel tentativo di atterrare. Sbattè nuovamente le possenti ali, questa volta per frenare la caduta, riuscendovi solo in parte. Un tremendo tonfo pervase l'aria e una gran nube di polevere si sollevò dal suolo. Quando scomparve, anche la figura del Balor Argenteo era svanita. Un drago d'oro era immobile, supino sul terreno e uno argenteo era al suo fianco, ma eretto sulle zampe posteriori. Tra loro vi era un cavaliere inginocchiato che teneva tra le braccia un'altra figura in armi. Delle lacrime sgorgavano dai suoi occhi...erano lacrime di gioia...Aleena anche se ferita era viva e così il suo compagno Drago. Ella aprì gli occhi per un istante e guardò quel viso conosciuto, ma da molto tempo dimenticato, poi un largo sorriso le solcò il viso.
"Grazie Alkor!" disse con voce così flebile che quasi non si udì, poi chiuse gli occhi e cadde in un sonno tranquillo. Era come se la storia fra loro due fosse ripressa da dove si erano visti l'ultima volta, nel momento stesso che il loro vecchio mondo era scomparso.
Anche lui era ferito, il rempentino atterraggio aveva avuto delle conseguenze e lui, rialzandosi con l'amata tra le braccia, se ne rese subito conto. Zoppicava vistosamente dalla gamba sinistra.
Fortunatamente erano atterrati nei pressi dell'entrata della fortezza del vecchio custode, quindi zoppicando, senza curarsi del dolore, vi si diresse.

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Messeri suvvia...scrivete...siamo quasi alla fine!!!
kreit
Thursday, February 10, 2005 7:39 PM
il troll riuscì infine ad afferrare uthis, che troppo stanco si muoveva sempre più piano, ed aveva il fiato corto.
Glì lanciò la spada lontano, e si conficcò nella roccia.
Uthis era stanco, chiuse gli occhi.
Il suo corpo brillava sempre di più, e tutti poterono notarlo chiaramente oramai.
Mentre Aleena stava cadendo proprio vicino a loro, e con essa il corpo del drago dorato, il troll mollò la presa, un po' per il calore sprigionato da uthis, un po' per la paura di rimanere schiacciato.
- Dove andate? - una voce femminile fece girare il troll, che pensava non ci fosse nessun altro oltre a lui e quel corpo che brillava nei dintorni.
Quel corpo infatti non era più lì e una ragazza dai capelli corvini era al suo posto.
- Prima mi avete fatto male, sapete? - insistette la ragazza, sguainando una lunga spada bastarda, che non appena fu impugnata nel modo giusto, si accese di una fiamma infernale, una fiamma inestinguibile. Il troll si spaventò un poco, ma non lo dette a vedere, caricando l'avversaria.
Il pelleverde sbagliò il colpo e con una spinta della ragazza cadde in una buca naturale, un avvallamento di qualche decina di metri.
Lì sotto altri avrebbero pensato a lui, lei ora doveva recuperare Emery, che era conficcata in una roccia poco lontano, e doveva capire da che parte stare... e chi erano quei due che cavalcavano dei draghi... non avendone mai visto uno era molto curiosa al riguardo...
Arkan Quake
Thursday, February 10, 2005 8:07 PM
il mercenario dopo aver recuperato un pò le forze era di nuovo
nel mezzo del campo di battaglia. All'improvviso vide prima la fine della battaglia tra i due Balor, e poi il nuovo cambiamento di personalità di Uthis che divenne una ragazza dalle forme prosperose. I pelleverde cominciarono a non capire del tutto gli avvenimenti, visto che già prima ne capivano poco.

Ot
Bhe almeno ho cercato di immaginarmi Kreit come una specie di Bellucci
anche l'occhio vuole la sua parte dopo che il fegato ha avuto la sua birra
Ot
kreit
Thursday, February 10, 2005 8:35 PM
ot:
ahahahahahahahahahahah

ci sei andato poco lontano, guarda...
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