La Nasa conferma il lancio della navetta con un astronauta tedesco e uno francese
L'Europa diventa partner attivo nelle operazioni della Stazione spaziale internazionale
di LUIGI BIGNAMI
Lo Shuttle Atlantis partirà il 6 dicembre
a bordo il modulo europeo Columbus
Il modulo Columbus
La Nasa ha dato il "Go", il "Via", per il lancio della missione dello Shuttle Atlantis e del suo equipaggio che, salvo contrattempi degli ultimi giorni, partirà il prossimo 6 dicembre. A bordo ci sarà il modulo Columbus, che diverrà la vera "casa" per gli astronauti europei. E ad accompagnarlo nello spazio ci saranno appunto due europei: Hans Schlegel, tedesco, e Leopold Eyharts, francese.
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Il modulo Columbus, costruito dall'Agenzia Spaziale Europea, è il contributo più importante del Vecchio continente nella costruzione della Stazione Spaziale Internazionale. Con l'aggancio del modulo alla struttura orbitante, l'Europa diverrà partner attivo nelle operazioni e nell'utilizzo dell'unica stazione spaziale oggi esistente. "Stiamo ancora analizzando lo Shuttle Discovery da poco tornato a Terra (con a bordo l'italiano Paolo Nespoli) e lo abbiamo trovato davvero in perfette condizioni, il che ci fa sperare in un'altra missione eccellente", ha detto Wayne Hale, responsabile del programma Shuttle.
Ma cos'è esattamente Columbus? E' un modulo a forma cilindrica lungo circa 7 metri e largo 4,5. Al suo interno vi sono degli "armadi", ognuno dei quali permette una serie di esperimenti da condurre in ambiente di microgravità, qual è la situazione nello spazio attorno alla Terra. Vi possono stare fino a dieci armadi, che in termini tecnici si chiamano Ispr, ossia International Standard Payload Rack. Ciascuno ha le dimensioni di una cabina telefonica e funziona indipendentemente da tutti gli altri. Tra questi si possono ricordare quello dedicato alle ricerche sulla fisiologia umana per studiare gli effetti sull'uomo dei voli di lunga durata; quello sui fluidi, per capire gli strani comportamenti che hanno in assenza di gravità e così via. All'esterno inoltre è possibile alloggiare degli strumenti per lo studio della Terra o dello spazio profondo.
Il nome Columbus al modulo lo si spiega in quanto, nei piani originari, lo si sarebbe dovuto agganciare alla Stazione Spaziale nel 1992, a 500 anni dalla scoperta delle Americhe, ma le vicende degli space shuttle hanno portato a ritardi tali che solo ora si è pronti per il lancio. Columbus è stato progettato perché possa sopravvivere nello spazio per almeno dieci anni. Ricercatori da tutta Europa hanno elaborato piani di ricerca che potranno seguire direttamente da vari centri di controllo e in alcuni casi addirittura dal proprio computer. Tutte le iniziative comunque passeranno per il Columbus Control Centre che si trova in Germania, che farà da interfaccia tra i ricercatori e la Stazione Spaziale.
Al lancio Columbus porterà in orbita i primi cinque rack e due moduli che verranno agganciati all'esterno del laboratorio. Spetterà a Schlegel, con due passeggiate spaziali, alimentare tali esperimenti collegandoli con il laboratorio. Eyharts invece, dovrà fare da ospite almeno sino al febbraio del 2008, quando un altro Shuttle lo riporterà a Terra. "Columbus è davvero molto importante per l'Agenzia Spaziale Europea, perché ci darà modo di svolgere esperimenti di grande rilievo e di prepararne altri per il futuro", ha spiegato l'astronauta.
Quindi se tutto andrà come previsto è possibile che il francese apra il portellone di un altro modulo europeo, Giulio Verne, che dovrebbe essere lanciato da un razzo Ariane agli inizi del 2008. Giulio Verne sarà un modulo senza uomini a bordo che verrà inviato alla stazione orbitante per rifornire gli astronauti con cibo e acqua ma porterà anche esperimenti scientifici.
(2 dicembre 2007)
Rep