Print   Search   Utenti   Join    
g
Monday, July 07, 2008 1:20 AM
Il ministro Bondi: "Un atto d'amore verso gli Scavi". Polemica soprintendenza-comune
La decisione entro la prossima settimana. Circola il nome del prefetto Mario Mori
"Stato d'emergenza per Pompei"
Un commissario contro il degrado



Cantieri negli Scavi di Pompei

dal nostro inviato PATRIZIA CAPUA

POMPEI - Un commissario straordinario per Pompei, basta con l'incuria e il degrado. Il governo annuncia lo stato di emergenza per la Città degli scavi, il sito archeologico più visitato al mondo. Per una situazione che "definire intollerabile è poco". Un provvedimento, spiega il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, che è "un atto d'amore nei confronti della cultura". Arriverà un commissario straordinario, precisa il ministero, che dovrà occuparsi dei conti, ma anche dell'ordine pubblico e della sicurezza.

Chi sarà non è ancora deciso, anche se nel dicastero di via del Collegio Romano circola il nome del prefetto Mario Mori. "Decideremo in settimana", taglia corto Bondi, e sarà una decisione, spiega, presa di concerto con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e il sottosegretario all'emergenza rifiuti Guido Bertolaso. Nessun commissariamento per il soprintendente archeologico Pietro Guzzo, assicura, che rimane responsabile della tutela e le cui competenze non vengono toccate. "Mi ha assicurato che collaborerà con il commissario".

Da Pompei, Guzzo conferma: "Mi sento rafforzato e grato". Ma dietro le quinte sono in molti a leggere in questa decisione del governo un giudizio non proprio positivo dell'operato del soprintendente. Dai sindacati al sindaco di Pompei, Claudio D'Alessio, del Pd, che sottolinea "la pervicace volontà della soprintendenza nel rifiuto di qualsiasi collaborazione utile nella complessa azione della valorizzazione del patrimonio culturale presente nel territorio cittadino".

Nella cerchia dei collaboratori più vicini a Guzzo, invece, la decisione suscita preoccupazione e sdegno: "È un'ingiustizia, qui lavoriamo per sopperire alle mancanze del ministero, che non integra il personale che va in pensione e della Regione Campania, che promette soldi per le aperture straordinarie e non mantiene". E azzardano: "C'è un disegno che va verso la privatizzazione. Pompei fa gola, ci sono grossi interessi, specie da quando la sovrintendenza è stata unificata a quella di Napoli. Guzzo sta facendo uno sforzo enorme per ripristinare anche la legalità".

Con il commissariamento, i riflettori si accendono ancora sull'incuria, l'inefficienza, il degrado nell'area della città romana, un'estensione di 66 ettari di cui 44 già riportati alla luce e 22 ancora da scavare. L'emergenza sono i servizi igienici insufficienti e mal tenuti, come scrivono i turisti nel libro blu dei reclami all'ufficio informazioni. Protestano perché le audio guide non funzionano, non ci sono le mappe per visitare il sito, mancano i custodi, non c'è il posto di guardia medica, e troppi cani randagi che invadono il percorso dei visitatori.

"Quello che fa più arrabbiare i turisti", dice Mattia Buondonno, che ha guidato i Clinton a spasso tra le rovine, "è trovare i cancelli chiusi delle più belle case di Pompei". L'ultima casa aperta, dopo il restauro, è quella dei Ceii, una conquista di maggio. Chi arriva in questi giorni, in maggioranza turisti spagnoli e russi, trova chiusa per restauro la Casa dei Vettii, nel Foro, l'edificio di Eumachia, dove c'era il mercato della lana.

Lavori di iniezioni di cemento sul tetto pericolante, nel Macellum, che conserva le teche con i calchi dei fuggiaschi in cerca di salvezza dall'eruzione. Chiusa, ma visitabile con prenotazione on line la Casa degli Amorini Dorati. Restano sempre aperte al pubblico le case del Fauno, della Caccia antica, della Fontana piccola, le Terme, gli edifici del grandioso Foro, il piccolo e il grande teatro, Villa dei misteri.

(5 luglio 2008)

Rep
g
Saturday, November 06, 2010 2:44 PM
CAsa dei Gladiatori a Pompei
C'è stato 1 crollo x l'assenza di manutenzione



Grazie,Porcellino
sperminator
Saturday, November 06, 2010 2:55 PM
Re:
g, 06/11/2010 14.44:

CAsa dei Gladiatori a Pompei
C'è stato 1 crollo x l'assenza di manutenzione



Grazie,Porcellino




lui scrive le poesie per il sire, e taglia i fondi per il fus ...
g
Saturday, November 06, 2010 2:58 PM
Re: Re:
sperminator, 06/11/2010 14.55:




lui scrive le poesie per il sire, e taglia i fondi per il fus ...

Sia x il FUS ke xsino x la manutenzione generale


sperminator
Saturday, November 06, 2010 3:31 PM
Re: Re: Re:
g, 06/11/2010 14.58:

Sia x il FUS ke xsino x la manutenzione generale






e' un poeta
g
Saturday, November 06, 2010 5:43 PM
Re: Re: Re: Re:
sperminator, 06/11/2010 15.31:




e' un poeta

Lo so ke da ex(MOLTO EX)comunista è il solo del Polo ke sappia sia leggere ke scrivere,ma è 1 rinnegato ke scarabokkia delle cagate indegne e distrugge nn solo la cultura,ma anke il patrionio


sperminator
Saturday, November 06, 2010 6:02 PM
Re: Re: Re: Re: Re:
g, 06/11/2010 17.43:

Lo so ke da ex(MOLTO EX)comunista è il solo del Polo ke sappia sia leggere ke scrivere,ma è 1 rinnegato ke scarabokkia delle cagate indegne e distrugge nn solo la cultura,ma anke il patrionio






nel casino delle impunita' l' unico che sa leggere e scrivere e' gianni letta
g
Saturday, November 06, 2010 6:06 PM
Re: Re: Re: Re: Re: Re:
sperminator, 06/11/2010 18.02:




nel casino delle impunita' l' unico che sa leggere e scrivere e' gianni letta

Nn capisco,mi sta venendo 1 stimolo


g
Sunday, November 07, 2010 12:10 AM
Pompei, scavi in pezzi
Crolla la Domus dei Gladiatori




È completamente crollata la Schola Armatorum a Pompei. L'edificio era una sorta di palestra dove i gladiatori si allenavano e nella quale deponevano le armi all'interno di alcuni incassi ricavati nei muri.

Secondo quanto si apprende dalla Sovrintendenza, vi erano anche dipinti nella parte sottostante il perimetro della sala. L'edificio, che si apre su via dell'Abbondanza, la strada principale della città sepolta dall'eruzione del Vesuvio del 79 d. C., era visitabile solamente dall'esterno ed era protetto da un alto cancello in legno.

Il crollo è stato scoperto questa mattina dai custodi che hanno effettuato un giro di perlustrazioni prima di aprire gli Scavi. Il cedimento sarebbe avvenuto tra le 5.30 e le 6 di oggi. Attualmente la zona è transennata e i turisti stanno seguendo un percorso alternativo.

SBRICIOLATA
Saranno tecnici e studiosi a stabilire le cause del crollo della domus Schola Armaturarum Juventis Pompeiani, negli Scavi di Pompei. Nel frattempo vengono avanzate alcune ipotesi, tra le quali il materiale utilizzato per il restauro e le infiltrazioni d'acqua in seguito alle piogge dei giorni scorsi. La Schola Armaturarum Juventis Pompeiani nel corso della seconda guerra mondiale era stata danneggiata dai bombardamenti che ne avevano fatto crollare il tetto, successivamente rifatto, sulle mura antiche in un materiale che potrebbe essere stato troppo pesante e che avrebbe, quindi, nel tempo potuto provocare un cedimento. Il crollo, però, potrebbe anche essere dovuto a delle infiltrazioni d'acqua in seguito alle piogge dei giorni scorsi, essendo l'edificio crollato accanto ad un terrapieno.

LA SOVRINTENDENZA
Le cause del crollo possono essere attribuite o alle piogge che hanno creato delle infiltrazioni all'interno di un terrapieno esistente al lato della Schola, oppure al peso del tetto della palestra stessa. La casa, infatti, fu bombardata durante la Seconda guerra mondiale e la copertura è stata rifatta tra gli anni '40 e gli anni '50. È probabile - fanno sapere dalla Sovrintendenza - che le mura antiche, dopo anni, non abbiano più retto al peso del tetto.

PD: DISASTRO ANNUNCIATO
«Affidare le eccellenze del nostro patrimonio a una gestione dilettantesca, rozza e irresponsabile produce disastri». Lo afferma Matteo Orfini, della segreteria del Pd responsabile Cultura e Informazione. Le risorse spese dal commissario - prosegue Orfini - sono state prevalentemente dedicate a dubbie opere di dubbia valorizzazione, che hanno spesso umiliato il sito e che hanno soprattutto distratto risorse dalla vera emergenza, che è quella della tutela di un'area delicatissima e unica al mondo. Dopo i crolli alla Domus Aurea, al Colosseo, a Pompei, speriamo di non dover assistere ad altri straordinari successi delle gestioni commissariali. Bondi rinunci a utilizzare strumenti scarsamente trasparenti e torni ad affidarsi a chi ha le competenze per agire sul nostro patrimonio. A Pompei della Protezione civile c'era senz'altro un gran bisogno, ma nel 79 d.c., quando fu seppellita dall'eruzione».
06 novembre 2010

l'U


g
Sunday, November 07, 2010 12:30 AM
Fotogallery





06 novembre 2010

l'U

g
Sunday, November 07, 2010 12:35 AM
L'archeologo Guzzo:
a Pompei 10 mesi fa crollo vicino

di Stefano Miliani
Pier Giovanni Guzzo, per molti anni soprintendente di Pompei, ora ex archeologo di fama internazionale che conosce gli scavi come le sue tasche e non è mai stato in grandissima sintonia con l'attuale governo, commenta il crollo della Schola Armaturum. E quando dice che gli "eventi" non servono critica la politica del commissario straordinario voluto dal governo.

Tecnicamente cosa le sembra sia successo?

Dalle fotografie direi che ci sono state infiltrazioni dalla pendice non scavata. Come come successe a gennaio alla casa dei Casti Amanti dove crollò l'edificio. La Schola si trova in quella parte addossata al settore Pompei non ancora portato alla luce, c'è un dislivello di terra lavica di 5-6 metri: lì ci piove e l'acqua spancia.

Era prevedibile o si poteva prevenire? Non so se era prevedibile ma dieci mesi fa è successa una cosa analoga a poche centinaia di metri: si doveva monitorare quella zona per vedere se c'erano pericoli. Meno male che il crollo è avvenuto quando non c'era nessuno. Il caso dei Casti Amanti non è stato peraltro mai chiarito. Ma come successe lì poteva succedere anche in po' più in là. Magari hanno fatto accertamenti. È un tipico caso da Protezione civile, è una frana...

Protezione civile e un commissario a Pompei servono davvero?

Ognuno deve fare il mestiere suo. L'ho detto quando fu nominato commissario Profili nel 2008 e lo ripeto adesso: non ci si può improvvisare in un altro mestiere.

La politica del commissariamento non è servita?

Il problema è che a Pompei bisogna fare lavori tranquilli nell'ombra tenacemente per anni. L'esperienza è questa: nel '97 della parte in luce l'area in sicurezza era il 14%, mentre nel 2009 era il 31%. Questo dimostra che senza fare eventi e urla qualcosa si riesce a fare, però ci vuole tempo, pace e tranquillità e un po' di soldi. Fermo restando che lì la situazione è critica.

C'è chi chiede le dimissioni Bondi.

Esula dalle mie competenze: facevo l'archeologo e ora studio archeologia.
06 novembre 2010

l'U


g
Sunday, November 07, 2010 12:36 AM
Cos'è la Casa sbriciolata:
Schola Armaturarum

Il nome classico della domus crollata stamane a Pompei (Napoli) è Schola Armaturarum Juventis Pompeiani, un edificio risalente agli ultimi anni di vita della città romana prima che l'eruzione la seppellisse.

La casa secondo gli studiosi doveva fungere da sede di una associazione militare e deposito di armature. L'ampia sala dove si allenavano i gladiatori era chiusa con un cancello di legno. Su una delle pareti apparivano gli incassi che contenevano delle scaffalature con le armature stesse che furono infatti ritrovate nello scavo.

La decorazione dipinta, persa nel crollo, richiamava al carattere militare dell'edificio: trofei di armi, foglie di palma, vittorie alate, candelabri con aquila e globi.

La casa attualmente non era visitabile internamente, ma si poteva osservare solo dall'esterno.
06 novembre 2010

l'U


Osvaldo Maccheroni
Sunday, November 07, 2010 7:51 AM
Mi spiace molto per il vostro magnifico paese

In Docacchiostakistan abbiamo pochi monumenti (uno è la riproduzione gigante di un gruppo di animali, simbolo della mia fabbrica, alto circa 70 metri e largo 200 ) perché il terreno è in maggioranza montagnoso.

Ogni tanto vengo in Italia per concludere affari di lavoro e faccio visite ai luoghi d'interesse e rimango affascinato della bellezze (anche quelle in carne ed ossa! )
g
Wednesday, November 10, 2010 1:08 AM
Pompei, ipotesi allarmante
Crollo per lavori mal fatti




I tecnici valuteranno, ma secondo il segretario della Uil Beni culturali Gianfranco Cerasoli la Schola Armaturam di Pompei potrebbe essere crollata a causa, o anche a causa, “dei lavori effettuati dal Commissario Fiori sulle domus dei Casti Amanti e di Giulio Polibio attraverso un diverso sistema di canalizzazione delle acque”. L'ipotesi, annota il sindacalista, si fa strada fra tecnici.

Cerasoli spiega: “Prima dei lavori la canalizzazione delle acque avveniva verso via dell’Abbondanza mentre a seguito degli interventi questa va a finire direttamente nel terrapieno che sta alle spalle delle domus dei Casti Amanti, Giulio Polibio, Trebio Valente e fino alle due notte (poiché dalle riprese esistenti il crollo non è avvenuto la mattina , bensì di notte) di sabato della Domus Schola Armaturam Iuventis pompeiani. Questa nuova canalizzazione ha creato lo sfaldamento del terreno e da qui si sarebbe generato il crollo che a questo punto mette seriamente a rischio tutte le domus che danno su via dell’abbondanza che hanno il terrapieno alle spalle”.

Il sindacalista denuncia un altro aspetto che, se confermato, metterebbe una volta di più in luce come il commissariamento non abbia risolto i problemi: “Da una verifica che stiamo facendo sulle somme spese dalla gestione Commissariale sta emergendo che dei 79 milioni di euro nelle disponibilità del dottor Fiori , l’importo destinato agli interventi di messa in sicurezza non è stato di oltre 65 milioni di euro bensì di 40 milioni 800 mila, pari al 52%, mentre a tutti gli interventi di valorizzazione e comunicazione, su cui la Procura della Repubblica ma anche la Corte dei Conti dovrebbe guardare bene, è andato il 48,45% pari a 38 milioni 283 mila euro”.
09 novembre 2010

l'U


g
Wednesday, November 10, 2010 1:09 AM
La Pompei del governo
Pd pronto a sfiducia Bondi

di Simone Collini
Gli ultimi giorni del governo potrebbero passare per Pompei. Il Pd ha chiesto a Sandro Bondi di riferire in Parlamento sul crollo della Schola Armaturarum . E se il ministro dei Beni culturali domani si presenterà nell’aula di Montecitorio e non saprà essere più convincente di quanto non sia stato in queste ultime 72 ore, il Pd presenterà una mozione di sfiducia individuale nei suoi confronti. L’operazione è stata concordata tra Dario Franceschini e Pier Luigi Bersani. Ma ci sono già stati anche contatti con le altre forze che puntano alle dimissioni di Silvio Berlusconi. Compresa Futuro e libertà. E, sulla carta, alla Camera ci sono i numeri per sfiduciare Bondi e far esplodere in Parlamento una crisi che da settimane si trascina sugli organi d’informazione. Bersani, che da Fini si aspetta «atti conseguenti» alle parole pronunciate nelle ultime settimane, fa sapere che il Pd svilupperà «ogni iniziativa, parlamentare e non, utile a chiarire la situazione perché la crisi c’è ed è ora di certificarla». Concetti che il leader del Pd ha espresso direttamente al presidente della Camera in un colloquio telefonico. Uno dei sempre più frequenti che sta avendo con lui. Bersani sa benissimo che una mozione di sfiducia al governo targata centrosinistra, ancora ieri sollecitata dal leader dell’Idv Antonio Di Pietro, in questo momento difficilmente potrebbe essere votata dai finiani, e sa invece che sulla richiesta di dimissioni nei confronti di Bondi si può creare con loro una fruttuosa convergenza. Anche perché la gestione del sito di Pompei e dell’intero ministero della Cultura, come verrà alla luce da una relazione messa a punto dal Pd per motivare la richiesta di dimissioni, viene giudicata da più parti indifendibile.

GRANATA CHIEDE LE DIMISSIONI
A chiedere esplicitamente le «immediate dimissioni» del titolare dei Beni culturali c’è infatti anche il deputato di Fli Fabio Granata, che parla di «totale inadeguatezza nella gestione del più grande patrimonio culturale del mondo» e di Bondi come «sostanzialmente ed esclusivamente solo ministro della propaganda». Un fronte composto da Pd, Idv, Udc e finiani avrebbe la maggioranza, alla Camera. E i contatti delle ultime ore fanno ben sperare il Pd. Il capogruppo dell’Idv Massimo Donadi, pur giudicando auspicabile una mozione di sfiducia al premier, si dice pronto a firmare la mozione contro «il ministro dei mali culturali» Bondi. E anche l’Udc - che pure sottolinea che è il ministro dell’Economia Giulio Tremonti a dover riferire in Parlamento perché quanto avvenuto a Pompei è, dice Pier Ferdinando Casini, «il risultato dei tagli lineari di chi non ha saputo e voluto fare scelte di tutela del nostro patrimonio» - è pronta a fare la sua parte pur di arrivare alle dimissioni di Berlusconi. Che, si ragiona tanto tra i vertici del Pd quanto tra quelli delle altre forze di opposizione, se pure non arriveranno insieme a un’eventuale sfiducia a Bondi, di certo sarebbero più vicine una volta che sia riuscita un’operazione del genere.

GUERRIGLIA PARLAMENTARE
A questo punto Bersani vuole innescare una vera e propria «guerriglia» in Parlamento, spingendo il governo verso le dimissioni sfruttando ogni spazio possibile, che sia la proposta di legge presentata da Fli su Rai e pluralismo, quella del Pd sulla riforma fiscale (su cui potrebbe esserci la convergenza con Fini e Casini), il documento di censura presentato dall’Idv nei confronti del ministro Calderoli, reo di aver abrogato alcune norme che vietano l’associazione armata in modo da salvare le camicie verdi, o le stesse votazioni sulla riforma della Giustizia e Lodo Alfano. Oggi il leader del Pd incontrerà prima i segretari regionali e poi riunirà al Nazareno tutti i big del partito. Bersani vuole discutere con loro le prossime mosse, senza escludere nulla.

IPOTESI DI SFIDUCIA AL PREMIER
La stessa mozione di sfiducia nei confronti del premier, che in questa fase rischia di tramutarsi in un boomerang, potrebbe essere messa sul piatto. Nel Pd la sollecitano apertamente Arturo Parisi, Gavino Angius, e anche il veltroniano Giorgio Tonini pur lasciando aperta la porta a più soluzioni, dice che bisogna prendere in considerazione «l’ipotesi di una mozione, o comunque di una iniziativa in Parlamento, perché non possiamo stare ad aspettare Fini, non può avere i ministri e guidare pure l’opposizione». Il “colpo finale” potrebbe insomma essere portato a presto, ma prima Bersani vuole continuare la battaglia di logoramento. Che avrà nella sfiducia a Bondi un passaggio fondamentale.
09 novembre 2010

l'U


g
Wednesday, November 17, 2010 12:32 AM
Anche soprintendenti contro Bondi: no a commissari



di Ste. Mi.
Scontro al calor bianco tra 17 soprintendenti con una lettera e il ministro Bondi. Il quale se la prende e definisce “gravissima” l'iniziativa con cui i responsabili dell'archeologia di molte zone d'Italia dicono che bisogna cambiare mentalità e pensare a curare i monumenti, non allo scintillio mediatico che non impedisce affatto crolli e dissesti e anzi distoglie dalla tutela. Tra i soprintendenti figura significativamente Jeannette Papadopoulos, responsabile a interim a Pompei (con altri incarichi) da ottobre e dove resterà addirittura fino a dicembre, terzo dirigente fatto ruotare dal ministero in quel sito in meno di due anni. Sotto trovate tutti i nomi. E intanto altre scintille tra Fli e Pdl. Granata (finiano) definisce Bondi "il peggior ministro di sempre", Quagliarello risponde a Granata dicendo che fa "sciacallaggio" ed è "ignorante".

«È ora che la cultura dell'emergenza ceda il passo a quella della manutenzione, ordinaria e straordinaria, a cura delle strutture e degli staff tecnico-scientifici che quei monumenti, quei siti, quei musei conoscono e tutelano», scrivono i 17 archeologi del ministero. «La valorizzazione come concetto mediatico - sottolineano contestando il ricorso ai commissari - non può sostituirsi al paziente e faticoso lavoro di monitoraggio, consolidamento e restauro, che è poco visibile e poco mediatico».

I soprintendenti risponsono così a Bondi che, dopo il crollo della Schola Armaturarum di Pompei, li criticava perché mancherebbero di capacità manageriali e non sanno spendere. «I pesanti tagli - scrivono - soprattutto degli ultimi anni hanno aggredito un bilancio complessivo già inadeguato» insieme a «riduzioni del personale, blocco delle assunzioni, appesantimento di normative e procedure di spesa». Emblematico il caso di Pompei , scrivono, dove i tagli hanno fatto i loro effetti «insieme alla decisione di commissariare il sito archeologico con figure professionali diverse dai tecnici specializzati (prima un prefetto in congedo, poi un funzionario della Protezione Civile)».

La lettera – ribatte infuriato Bondi - «è gravissima per tre ragioni: perché cerca di accreditare la convinzione di una responsabilità politica nel cedimento di una ricostruzione in cemento armato a Pompei; perché i fondi a Pompei ci sono sempre stati ed è mancata la capacità di spenderli in maniera adeguata; perché i commissari hanno sempre operato in totale sintonia con i soprintendenti». Che questa totale sintonia ci sia sempre stata non è affatto vero. Ma le critiche, nel ministero, non sono ammesse.

I 17 soprintendenti archeologi

Mariarosaria BARBERA - Museo Nazionale d’Arte Orientale ‘Giuseppe Tucci’
Adele CAMPANELLI - Soprintendenza Beni Archeologici Salerno-Avellino-Benevento-Caserta
Teresa Elena CINQUANTAQUATTRO- Soprintendenza Beni Archeologici Puglia
Antonio DE SIENA – Soprintendenza Beni Archeologici Basilicata
Filippo GAMBARI - Soprintendenza Beni Archeologici Liguria
Luigi LA ROCCA - Soprintendenza al Museo Preistorico-Etnografico ‘Luigi Pigorini’
Fulvia LO SCHIAVO - Soprintendenza Beni Archeologici Toscana
Egle MICHELETTO - Soprintendenza Beni Archeologici Piemonte
Marco Edoardo MINOJA - Soprintendenza Beni Archeologici Cagliari e Oristano
Anna Maria MORETTI - Soprintendenza Beni Archeologici Etruria Meridionale Soprintendenza Beni Archeologici Roma e Ostia (interim)
Jeannette PAPADOPOULOS - Direzione Generale Antichità, Servizio III Soprintendenza Beni Archeologici Napoli e Pompei (interim)
Andrea PESSINA- Soprintendenza Beni Archeologici Abruzzo
Raffaella POGGIANI - Soprintendenza Beni Archeologici Lombardia
Alfonsina RUSSO - Soprintendenza Beni Archeologici Molise
Elisabetta ROFFIA - Segretariato Generale-Ispettorato
Vincenzo TINÉ - Soprintendenza Beni Archeologici Veneto
Gabriele BALDELLI già Soprintendenza Beni Archeologici Marche
16 novembre 2010

l'U


g
Friday, November 19, 2010 12:00 AM
1 giornalista(brava)della redaz di Anno0 ha fatto ingresso dove nn si sarebbe dovuto,ness1 ha controllato nulla né l'ha fermata men3 faceva di tutto,reati compresi
g
Wednesday, December 01, 2010 1:37 AM
Pompei, nuovo disastro
Crolla la Casa del Moralista




A Pompei si è verificato un altro crollo nell'area archeologica. Attualmente la sovrintendenza sta effettuando un sopralluogo per risalire all'entità del danno. Secondo quanto si apprende a cedere sarebbe stato un muro e non un'intera domus. A cedere, un muro presso la "Domus del moralista" chiusa al pubblico da sempre e situata a 20 metri dalla Domus dei Gladiatori, l'edificio crollato su Via dell'Abbondanza il 6 novembre.

Anche in quell'occasione le forti piogge avevano provocato uno smottamento dei terrapieni restrostanti la antica palestra utilizzata dagli atleti dell'antica Pompei.

Il ministro Bondi si era giustificato dicendo che i soldi per Pompei ci sono, ma che non è colpa sua. «Non è responsabile», si giustificava Bondi. Come se non fosse lui il ministo del Beni Culturali. Un nuovo crollo si è verificato nell'area archeologica di Pompei.

30 novembre 2010

l'U


g
Saturday, December 04, 2010 12:00 AM
Pompei va a pezzi:
crolla la domus di Valente




Ancora un crollo a Pompei, dove ha ceduto un muro nella domus di Trebio Valente a poco piu' di di 20 metri dalla Schola Armaturarum crollata il 6 novembre. Lo rende noto la Uil beni culturali che aveva gia' segnalato cedimenti per la domus nei giorni subito successivi al crollo della Schola.

La soprintendenza di Pompei e Napoli contrattacca: "Riguardo alla notizia del crollo alla domus di Trebio Valente, si precisa che non si è verificato alcun ulteriore cedimento salvo quanto reso noto dopo il crollo della Schola Armaturarum il 6 novembre scorso".

Il crollo, precisano dal sindacato, riguarda un muro antico, alto circa 3 metri per circa 3metri e mezzo di lunghezza, del peristilio della Casa di Trebio Valente, che fungeva anche da contenimento del terrapieno posto sul lato nord. Anche questo crollo ''era stato segnalato, da un custode'', fa notare il sindacato secondo cui il cedimento era ''prevedibile, A questo punto, conclude la Uil, ''non e' pensabile che qualunque attivita' Parlamentare e di Governo sia bloccata per dare tempo alla politica di fare i propri pastrocchi , mentre c'e' una emergenza che sta facendo inorridire il mondo che non viene affrontata''.

Ieri intanto il ministero per i beni culturali ha rinviato la decisione se creare una eventuale Fondazione per Pompei (scelta molto discutibile, quella della Fondazione) e chiederà al consiglio dei ministri di assumere tecnici, restauratori e archeologi come task force d'emergenza. Ma la proposta dovrà passare al vaglio di Tremonti.
3 dicembre 2010

l'U


g
Friday, December 17, 2010 1:21 AM
Pompei, nove indagati per crolli
Ipotesi: reato colposo




Nove avvisi di garanzia per i crolli di Pompei con l'ipotesi di disastro colposo per i crolli a novembre della Schola Armaturarum e della casa del Moralista. L'inchiesta, e' affidata ai carabinieri su delega della Procura di Torre Annunziata.

Tra i nove indagati ci sarebbero l'ex soprintendente Pietro Giovanni Guzzo, il direttore degli scavi Antonio Varone e altri responsabili dei lavori fatti - nella gestione precedente al commissariamento voluto dal ministro per i Beni culturali Sandro Bondi - per la manutenzione del tetto della Schola Armaturarum. L'incidente probatorio potrebbe tenersi il 20 dicembre. Corre l'obbligo di registrare che, all'indomani delle frane, organizzazioni come la Uil beni culturali avevano ravvisato (e messo per iscritto) negli interventi condotti dal commissario Fiori una possibile causa delle frane. La Guardia di finanza indaga invece sui milioni spesi per quei lavori.

Il procuratore della Repubblica di Torre Annunziata Diego Marmo si e' limitato a confermare la notizia precisando di non poter fornire ulteriori informazioni anche perche' non tutti i provvedimenti al momento risulterebbero notificati. L'ipotesi di reato formulata dai magistrati e' di crollo colposo. Gli avvisi sarebbero stati emessi in vista del conferire a un consulente tecnico l'incarico per accertare la causa dei crolli. Il procuratore Marmo ha escluso che sia stato fissato un incidente probatorio.

Gli avvisi di garanzia emessi dagli inquirenti per i crolli di Pompei riguarderebbero anche Paola Rispoli (architetto restauratore della soprintendenza), Aldo Borriello (tecnico), Valerio Papaccio (architetto capo dell'ufficio tecnico), Maria Grazia Del Greco (ex funzionario), Anna Maria Caccavo (rappresentante della ditta che ha fatto i lavori).

''Non ne so niente, in questo momento sono a Milano e prima di pronunciarmi preferisco avere altre informazioni'', ha risposto all'agenzia Ansa l'ex sovrintendente e archeologo Guzzo. Il direttore degli scavi Varone attraverso l'ufficio stampa della sovrintendenza fa sapere di non voler commentare il provvedimento.
16 dicembre 2010

l'U


g
Wednesday, December 22, 2010 12:36 AM
Cronache di Pompei nel 79 d.C.
raccontate dai ragazzini di oggi




di Stefano Miliani
“Eravamo in pochi a sapere che quella montagna era un vulcano, ma nessuno sapeva che potesse essere un pericolo mortale”. Chi ricorda è una donna di Pompei e ripensa a quel fatale 24 agosto del 79 d.C. in un testo di cui vi diciamo più sotto. Più prosaicamente, l’eruzione del Vesuvio devono averla immaginata anche coloro che hanno steso le motivazioni così urgenti da giustificare la presenza di un commissario a Pompei. Solo che mentre il vulcano è rimasto tranquillo sono crollate case.

La motivazione del vulcano ha insospettito la Corte dei Conti che ad agosto ha bocciato l’insediamento del Commissario Marcello Fiori, ha messo sotto la lente d’ingrandimento i suoi interventi, dall’adozione dei cani randagi ai lavori al Teatro Grande (sul restauro del Teatro grande indaga anche la magistratura mentre sui crolli un’inchiesta investe nove persone tra cui l’ex soprintendente Guzzo ma non Fiori). Dopo la Casa dei Gladiatori del 6 novembre altri crolli sono seguiti ma non è franata la poltrona del ministro Bondi: lui teme come l’inferno la discussione della sfiducia sulla sua persona rinviata a gennaio, eppure sarebbe bene lasciasse il Collegio Romano soprattutto per quanto non ha fatto per la cultura, le arti e lo spettacolo, più che per una Pompei mal gestita con soprintendenti a rotazione forsennata e la caparbia volontà di non assumersi la responsabilità politica dei disastri.

Nel frattempo, a novembre, una classe romana con insegnanti e guida si è avventurata tra le vie in pietra, le colonne e le domus dell’antica città. La 1a G della scuola media Moscati alla Garbatella a Roma ha curiosato, studiato. Poi, in un tema, c’è chi ha immaginato una tranquilla giornata pompeiana tra abluzioni, colazioni a base di focaccia e olive, terme e cena preparata dagli schiavi, chi quella tragica eruzione del 79 dopo Cristo, memore forse del trambusto negli scavi con via dell’Abbondanza affollata da telecamere, giornalisti, forze dell’ordine e tecnici al capezzale della Casa dei Gladiatori. Per inciso: leggere quei temi - con il consenso della scuola e dell’insegnante Lietta Piattella - fa capire quanto la storia e l’archeologia possano diventare vive e palpitanti se raccontate nel modo giusto e se vissute di persona, sul posto.

“Sono nel mio cubiculum e sento i raggi del sole che mi sfiorano la pelle”, è il dolce incipit da romanzo Rebecca: la sua pompeiana si fa portare su un carro “alla Casa del gladiatore” passando per via dell’Abbondanza, al mercato vede sua madre “che litiga con un mercante perché la stoffa costa troppo”, poi le terme, infine le amiche a cena a casa tra musica e balli finché a un sonno “felice”. Trascorre “una giornata speciale” la protagonista di Federica, che “ritira le stoffe bianche pulite grazie all’urina” (il dettaglio dell’urina colpisce naturalmente i ragazzi di oggi) fino alla cena “su letti triclinari” preparata dalla serva a base di “maialino, pesce arrosto, verdure e qualche uovo”. Più maschile, si gode “una lunga galoppata” per fare la spesa “al macellum” il signore creato da Valerio, pompeiano capace di “partecipare alla celebrazione di un rito sacro al tempio di Era” e uscirne appagato. “Una lotta fra gladiatori all’anfiteatro. Che divertimento”, esclama invece quasi da tifoso il protagonista di Tommaso.

Nulla lascia prefigurare il pericolo. Neppure la signora dell’inizio di questo articolo, descritta da Virginia, intuisce: e quando “ceneri e pomice cominciano a seppellire i carri”, vede tutti scappare “a parte un cane rimasto legato alla sua catena, dimenticato dal suo padrone”, scrive sempre Virginia con la pietà per il povero animale poi bloccato in quell’abbraccio di fuoco. Quel mattino se su Pompei arriva “una piccola nuvola di fumo, nessuno sembra badarci”, racconta Ilaria. La quale coglie una costante che si vede spesso nel cinema sulle catastrofi: l’inconsapevolezza del pericolo di noi umani. “Improvvisamente il Vesuvio erutta, tutti credono che sia uno spettacolo meraviglioso e quindi continuano a fare le loro attività”. Diciannove ore più tardi, Ilaria con stile secco ed efficace cancella ogni illusione: “molti pregano gli dei, molti cercano di scappare, ma è troppo tardi”. Speriamo non sia una profezia sulla nostra Italia.
21 dicembre 2010

l'U


g
Friday, December 24, 2010 1:20 AM




g
Tuesday, October 25, 2011 10:40 PM
In corso sopralluogo
Crollo a Pompei,
cadono due muri di epoca moderna




Il crollo del 2010

Si tratta di un muro nell'area
fuori Porta Ercolano lungo la via dei Sepolcri
e di un altro nella zona occidentale del sito


Napoli, 25-10-2011

Ancora crolli nel sito archeologico di Pompei. L'ufficio stampa del sottosegretario Riccardo Villari rende noto che nella mattinata di oggi, all'interno del sito archeologico di Pompei, si sono verificati due cedimenti di murature di epoca moderna: più precisamente si tratta di un muro nell'area fuori Porta Ercolano lungo la via dei Sepolcri e di un altro nella zona occidentale del sito. Al momento, la soprintendente Teresa Cinquantaquattro e i Carabinieri della Procura di Torre Annunziata stanno effettuando un sopralluogo, in stretto contatto con il ministero

RN24


Questa è la versione 'lo-fi' dell Comunità Per visualizzare la versione completa click here
Tutti gli orari sono GMT+01:00. Adesso sono le 1:16 PM.
Copyright © 2000-2012 FreeForumZone snc - www.freeforumzone.com