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+PetaloNero+
Wednesday, July 23, 2008 3:10 PM
RINUNCE E NOMINE


RINUNCIA DEL VESCOVO DI SÃO LUIZ DE CÁCERES (BRASILE) E NOMINA DEL SUCCESSORE

Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di São Luiz de Cáceres (Brasile), presentata da S.E. Mons. José Vieira de Lima, T.O.R., in conformità al can. 401 § 1 del Codice di Diritto Canonico.

Il Papa ha nominato Vescovo di São Luiz de Cáceres (Brasile) il Rev.do Don Antônio Emidio Vilar, S.D.B., Parroco e Direttore della Comunità Salesiana in Bom Retiro, nell’arcidiocesi di São Paulo.

Rev.do Antônio Emidio Vilar, S.D.B.

Il Rev.do Antônio Emidio Vilar, S.D.B., è nato il 14 novembre 1957 a Guardinha, diocesi di Guaxupé (Brasile), Stato di Minas Gerais.

Entrato nel Seminario Salesiano a 12 anni, ha emesso la prima professione religiosa nella Società Salesiana di S. Giovanni Bosco il 31 gennaio 1976 ed è stato ordinato sacerdote il 9 agosto 1986.

Dopo aver completato gli studi teologici a Roma, ottenendo la Licenza in Teologia Spirituale, presso la Pontificia Università Salesiana, ha ricoperto molteplici incarichi come formatore di sacerdoti salesiani, direttore di comunità salesiane, Difensore del Vincolo presso il Tribunale Ecclesiastico di S. Carlos, membro della Commissione Nazionale di Formazione. Attualmente è Direttore della comunità salesiana e Parroco della Parrocchia Nossa Senhora Auxiliadora, in Bom Retiro, nell’arcidiocesi di São Paulo.
+PetaloNero+
Wednesday, July 23, 2008 3:11 PM
Trovate nuovi ed efficaci modi di presentare l'immutabile verità del Vangelo: così il Papa ai vescovi africani responsabili della pastorale culturale


Evangelizzare la cultura e inculturare il Vangelo “è una missione antica e tuttavia sempre nuova”: così il Papa nel Messaggio letto stamane in apertura del Convegno organizzato - a Bagamoyo, in Tanzania - dal Pontificio Consiglio della cultura, sul tema “Prospettive pastorali per la nuova evangelizzazione nel contesto della globalizzazione e i suoi effetti sulle culture africane”. L’incontro - quattro giorni di studio e dibattito - vede riuniti i membri del Dicastero vaticano con i vescovi africani responsabili della pastorale culturale. Ad inaugurare i lavori, dopo la Santa Messa, presieduta dal cardinale Polycarp Pengo, è stata la relazione dell’arcivescovo Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio delle Cultura, che non potendo essere presente, ne ha affidato la lettura a padre Bernard Ardura, segretario del Dicastero. Il servizio di Roberta Gisotti:




Ha raccomandato Benedetto XVI ai presuli africani, giunti da ogni parte del Continente, di trovare “nuovi ed efficaci modi di presentare l’immutabile verità del Vangelo e specialmente i valori della gioia di vita, del rispetto per il bambino non ancora nato, l’importante ruolo della famiglia, e un profondo senso di comunione e solidarietà che sono presenti nelle culture africane”.


L’idea portante di questo Convegno è infatti quella di approfondire “la dimensione culturale di uno sviluppo sostenibile, indispensabile per il futuro del Continente africano”. Non a caso l’incontro è stato organizzato a Bagamoyo, porto sulla costa nordorientale della Tanzania, tristemente noto nel passato per il commercio degli schiavi destinati ai mercati di Zanzibar. Qui nel 1868 venne aperta una missione proprio per tutelare le vittime della tratta. E oggi come allora la Chiesa è impegnata a preservare la dignità dell’uomo da forme antiche e moderne di schiavitù, “che nei nostri giorni – sottolineano i promotori del Convegno – si manifesta anche con il volto di un secolarismo sempre più radicato, lesivo della libertà inviolabile della persona umana”.


Da qui la scelta del tema svolto nella relazione di mons. Gianfranco Ravasi, su “Le sfide culturali del secolarismo propagate attraverso la mondializzazione”. Rispetto al passato “oggi gli uomini sono sempre più convinti – ha osservato il presule – dell’inutilità di combattere Dio, come facevano gli ateisti militanti, perché basta sapere che Dio è ridotto all’impotenza, escluso dal nostro mondo. In questo modo si è creata un’atmosfera d’indifferenza, caratteristica dell’attuale città secolarizzata, che non vive più con o contro Dio, ma semplicemente senza Dio”.


“In questo contesto - ha spiegato il presidente del Pontificio Consiglio della Cultura - la Chiesa vede davanti ai suoi occhi il potere corrente della globalizzazione, che porta con sé un certo numero di controvalori a detrimento delle persone e della comunità umane”. Tra le sfide poste dalla mondializzazione, il presule ha indicato l’oblio del bene comune, i comportamenti sociali guidati da logiche di mercato, la distruzione di modelli di vita trasmessi da famiglia, scuola e parrocchia, l’esaltazione dell’individualismo. E sono i Paesi più poveri, come massima parte di quelli africani a subire gli effetti più pericolosi di una globalizzazione male intesa, che porta “la distruzione di valori veicolati dalle tradizioni culturali ancestrali, la destabilizzazione delle coscienze e lo sradicamento culturale di intere generazioni indotte in una spirale che le conduce dalla povertà alla miseria.”


Ma è proprio in questo scenario critico, dove la secolarizzazione si globalizza, che la Chiesa – ha concluso l’arcivescovo Ravasi – ha la possibilità di scoprire , non solo nel suo seno, i luoghi “per fare germogliare l’umanesimo cristiano” e “proporre di nuovo i grandi valori morali”, facendo risuonare “la Parola di Dio, capace di fecondare i deserti dell’indifferenza e della superficialità”.


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+PetaloNero+
Thursday, July 24, 2008 2:48 PM
L'agenda degli impegni di Benedetto XVI, dopo il prossimo soggiorno estivo in Alto Adige, nell'intervista a padre Federico Lombardi


Sono giorni di parziale riposo quelli che Benedetto XVI sta trascorrendo nella sua residenza di Castel Gandolfo, in attesa dell'ormai imminente soggiorno montano a Bressanone. Per domani, il Papa è atteso da un importante udienza: quella al premier iracheno, Nuri al-Maliki. Domenica presiederà la recita dell'Angelus nel Palazzo apostolico di Castel Gandolfo, quindi lunedì, come detto, sarà in partenza per l'Alto Adige. Ma, nonostante le vacanze ormai vicine, fervono i preparativi per i prossimi viaggi del Pontefice - prima a Cagliari e poi a Parigi e Lourdes - entrambi in programma a settembre. Su questi appuntamenti, a partire dall’importante incontro col premier iracheno, ascoltiamo il direttore della Sala Stampa Vaticana, e nostro direttore generale, padre Federico Lombardi, al microfono di Sergio Centofanti:


R. - Questa udienza al premier dell’Iraq ha certamente un grande significato, proprio pensando alla problematica della pace nel mondo e ad un’area così cruciale come è quella del Medio Oriente. Ma lo è anche pensando ai problemi che vivono i cattolici e i cristiani in genere in questo Paese, dove li sappiamo essere in difficoltà: ricordiamo anche la morte di mons. Rahho e l’emigrazione, in un certo senso costretta, di tanti cristiani da questo Paese. E’ quindi una nazione alla quale guardiamo tutti con molta partecipazione e con molta preoccupazione. Il Papa certamente lo ha presente nella sua preghiera ogni giorno.

D. - Lunedì prossimo il Papa si recherà a Bressanone, in alto Adige, per un periodo di riposo fino all’11 agosto…

R. - Bressanone come luogo delle vacanze è una novità rispetto agli anni passati. E’ una scelta intenzionale del Papa: è proprio lui che ha voluto infatti andare a Bressanone, località collegata a tanti ricordi della sua vita. Vorrei anche dire che è un luogo di particolare valore per la cultura di lingua tedesca: quello che noi chiamiamo Alto Adige e che in tedesco si chiama Südtirol è infatti un punto fondamentale per la storia della cultura di lingua tedesca e certamente il Papa, come grande uomo di cultura, si può sentire a suo agio in questa area. Speriamo che sia un tempo di riposo. Non sono previsti impegni, se non quello - che è già diventato tradizionale - dell’incontro con i sacerdoti, soprattutto della diocesi e comunque dell’area. Sarà certo una conversazione ricca ed interessante, come lo è stata sempre negli anni passati.

D. - E poi ci sono gli appuntamenti di settembre…

R. - Ovviamente, noi guardiamo anche al mese di settembre, quando il Papa avrà subito degli impegni importanti: il viaggio a Cagliari e il viaggio in Francia, a Parigi e a Lourdes. Dopo ci sarà anche il Sinodo dei vescovi, al quale naturalmente il Papa si sta già preparando. E’ possibile anche che dedichi del tempo - se tutto va bene e se si trova riposato e in buone condizioni per lavorare - alla seconda parte del suo libro su Gesù o al completamento della sua Enciclica sociale, che attendiamo da tempo. Oppure, chissà che non stia pensando ad altro: anche l’anno scorso ci ha donato quell’Enciclica sulla speranza, che in certo senso non ci aspettavamo ma che in lui è certamente maturata nella profondità della sua preghiera e della sua riflessione. Speriamo dunque sia un tempo buono per il Papa, nel quale si possano raggiungere tutti gli scopi di riposo fisico e spirituale che se ne attendono.


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Thursday, July 24, 2008 7:50 PM
Consegna del Papa alla Conferenza Mondiale per il Dialogo a Madrid


Il dialogo tra credenti, il miglior servizio alla pace




CITTA' DEL VATICANO, giovedì, 24 luglio 2008 (ZENIT.org).- Benedetto XVI ha lasciato una consegna alla Conferenza Mondiale per il Dialogo svoltasi a Madrid e convocata dalla Lega del Mondo Islamico: il miglior servizio dei credenti alla pace è il dialogo basato sull'amore e sulla verità.

Ha trasmesso ai presenti il messaggio papale il Cardinale Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, al quale è stato assegnato l'intervento di chiusura dell'incontro.

L'evento si è svolto dal 16 al 18 luglio su istanza del re Abdallah dell'Arabia Saudita e ha contato sulla presenza del re di Spagna, Juan Carlos, e di rappresentanti spirituali di praticamente tutte le religioni.

Nella sua allocuzione, il porporato francese ha trasmesso il saluto del Papa ai partecipanti e ha assicurato che il Santo Padre "ritiene che il dialogo basato sull'amore e sulla verità fra i credenti sia il modo migliore per contribuire all'armonia, alla felicità e alla pace dei popoli della terra".

Il Cardinale ha definito "coraggioso" il re Abdallah per aver posto gli obiettivi della conferenza con queste parole: "Se desideriamo il successo di questo storico incontro dobbiamo concentrarci sui nostri denominatori comuni, cioè la fede profonda in Dio, i nobili principi e gli elevati valori morali che costituiscono l'essenza della religione".

"In questi giorni, è risultato ovvio che è possibile incontrarsi, guardarsi e rispettare le nostre reciproche fedi, apprendere una nuova modalità per percorrere il cammino del dialogo", ha detto il Cardinal Tauran, secondo la trascrizione del suo intervento offerta in seguito da "L'Osservatore Romano".

"Abbiamo sottolineato le numerose convinzioni che condividiamo: fede nell'unicità di Dio autore della vita; responsabilità di preservare il creato e le risorse della terra; il carattere sacro della persona umana e della sua dignità e i diritti fondamentali che ne derivano; la preoccupazione comune di offrire ai giovani principi etici e religiosi: la forza dell'amore che ogni credente possiede; la centralità della legge naturale", ha constatato il Cardinale, aggiungendo di voler condividere con i partecipanti "due considerazioni personali".

"La prima è che abbiamo reso la ricchezza delle nostre convinzioni e dei nostri pensieri disponibile a tutti i membri delle società alle quali apparteniamo"; "la seconda mia convinzione è che, in quanto credenti, siamo un dono per la società".

"Questa realtà rende imperativo che la libertà religiosa venga considerata al di là dell'importante necessità di avere luoghi di culto, che è il minimo che si può pretendere".

"La libertà religiosa deve anche includere la possibilità per i credenti di prendere parte attiva al dialogo pubblico mediante responsabilità sociali, politiche e culturali in cui devono fungere da modello", ha affermato il rappresentante papale.

Guardando al futuro, il Cardinale ha presentato tre obiettivi urgenti: "promuovere la conoscenza reciproca; incoraggiare lo studio delle religioni in maniera obiettiva; formare le persone al dialogo interreligioso".

"Non intendo dire che tutte le religioni sono più o meno uguali. Intendo dire che tutti coloro che cercano Dio hanno pari dignità", ha spiegato.

"Benedetto XVI ha sempre messo in guardia contro un dialogo interreligioso che sfociasse nel sincretismo - ha ricordato -. Sappiamo tutti che il dialogo interreligioso non si può basare sull'ambiguità".

"Come credenti, ebrei, cristiani e musulmani non crediamo nel fato - ha concluso -. Sappiamo che, avendo ricevuto da Dio un cuore e una intelligenza, possiamo cambiare, con il Suo aiuto, il corso della storia".

+PetaloNero+
Thursday, July 24, 2008 7:50 PM
PAPA/ DOMANI RICEVE PREMIER IRACHENO AL MALIKI A CASTEL GANDOLFO
Santa Sede preoccupata per condizione dei cristiani nella regione


Città del Vaticano, 24 lug. (Apcom) - Il Papa riceverà domani mattina, nella residenza estiva di Castel Gandolfo, il premier iracheno Nouri al Maliki, in visita a Roma in questi giorni.

Segno dell'attenzione riservata dalla Santa Sede alla questione irachena, l'udienza è, se si esclude l'Angelus domenicale, l'unico appuntamento pubblico di Benedetto XVI durante questi giorni di riposo che seguono l'impegnativa trasferta in Australia per la Giornata mondiale della gioventù. Più volte, nel corso dei mesi, Papa Ratzinger ha espresso preoccupazione per la situazione del paese e, più specificamente, per il destino della minoranza cristiana. Il rapimento e la successiva morte del vescovo caldeo di Mosul, mons. Paulos Faraj Rahho, a marzo, era stata denunciata da Benedetto XVI come "un atto di disumana violenza che offende la dignità dell'essere umano e nuoce gravemente alla causa della fraterna convivenza dell'amato popolo iracheno". Ad un certo punto, in Iraq circolò anche l'ipotesi di confinare i cristiani iracheni nella piana di Ninive, una sorta di ghettizzazione vista con allarme in Vaticano.

"Questa udienza al premier dell'Iraq ha certamente un grande significato, proprio pensando alla problematica della pace nel mondo e ad un'area così cruciale come è quella del Medio Oriente", spiega il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi. "Ma lo è anche pensando ai problemi che vivono i cattolici e i cristiani in genere in questo Paese, dove li sappiamo essere in difficoltà: ricordiamo anche la morte di mons. Rahho e l'emigrazione, in un certo senso costretta, di tanti cristiani da questo Paese", sottolinea. "E' quindi una nazione alla quale guardiamo tutti con molta partecipazione e con molta preoccupazione. Il Papa certamente lo ha presente nella sua preghiera ogni giorno". All'incontro di domani sarà presente anche il cardinale segretario di Stato, Tarcisio Bertone.

+PetaloNero+
Friday, July 25, 2008 3:15 PM
LE UDIENZE

Il Santo Padre riceve questa mattina in Udienza, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo:

S.E. il Sig. Nouri Kamel Al-Maliki, Primo Ministro dell’Iraq, e Seguito.




RINUNCE E NOMINE



NOMINA DI CONSIGLIERI DELLA PONTIFICIA COMMISSIONE PER L’AMERICA LATINA

Il Santo Padre ha nominato Consiglieri della Pontificia Commissione per l’America Latina l’Em.mo Card. Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, e l’Ecc.mo Mons. José Horacio Gómez, Arcivescovo di San Antonio (Stati Uniti d’America).



NOMINA DI MEMBRI DEL PONTIFICIO CONSIGLIO "COR UNUM"

Il Papa ha nominato Membri del Pontificio Consiglio "Cor Unum": i Rev.di Sacerdoti Marian Subocz, Direttore Generale di Caritas Polska; Oscar Arias Bravo, Coordinatore Esecutivo di Caritas Messico - CEPS; e gli Illustrissimi Dott. François Soulage, Presidente Nazionale del Secours Catholique; Sig.ra Lesley-Anne Knight, Segretario Generale di Caritas Internationalis.



NOMINA DI MEMBRI DEL PONTIFICIO COMITATO DI SCIENZE STORICHE

Il Santo Padre ha nominato Membri del Pontificio Comitato di Scienze Storiche gli Illustrissimi Professori: Onorato Bucci, Ordinario di Istituzioni di Diritto Romano presso l’Università degli Studi del Molise (Italia); Paolo Nardi, Ordinario di Storia del Diritto Medievale e Moderno presso l’Università degli Studi di Siena (Italia); Elisabeth Kieven, Ordinario di Storia dell’Architettura presso l’Università di Tübingen (Germania).




COMUNICATO DELLA SALA STAMPA DELLA SANTA SEDE

Oggi, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in udienza Sua Eccellenza il Sig. Nouri Kamel Al-Maliki, Primo Ministro della Repubblica d’Iraq. In precedenza il Primo Ministro aveva reso visita all’Em.mo Segretario di Stato, Card. Tarcisio Bertone, che era accompagnato dall’Ecc.mo Segretario per i Rapporti con gli Stati, Mons. Dominique Mamberti.

I colloqui, svoltisi in un clima di cordialità, hanno permesso di esaminare alcuni aspetti fondamentali della situazione irachena, prendendo in considerazione anche il contesto regionale. Particolare attenzione è stata rivolta al tema dei numerosi rifugiati iracheni, dentro e fuori del Paese, che hanno bisogno di assistenza, anche in vista di un auspicato ritorno.

E’ stata rinnovata la condanna della violenza che quasi ogni giorno continua a colpire le diverse parti del Paese, senza risparmiare le comunità cristiane, che sentono fortemente il bisogno di una maggiore sicurezza.

E’ stato espresso l’auspicio che l’Iraq possa trovare decisamente la strada della pace e dello sviluppo attraverso il dialogo e la collaborazione di tutti i gruppi etnici e religiosi, incluse le minoranze, che nel rispetto delle rispettive identità, e con spirito di riconciliazione e di ricerca del bene comune, provvedano insieme alla ricostruzione morale e civile del Paese. Al riguardo è stata ribadita l’importanza del dialogo interreligioso, come via alla comprensione religiosa ed alla civile convivenza. Il Primo Ministro ha rivolto al Santo Padre un invito a visitare l’Iraq.
+PetaloNero+
Friday, July 25, 2008 3:16 PM
Benedetto XVI ha ricevuto a Castel Gandolfo il premier iracheno, Al Maliki: comune condanna del terrorismo e l'invito del primo ministro al Papa a visitare l'Iraq


Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in udienza il premier iracheno, Nouri al Maliki. Il Papa ed il primo ministro hanno espresso una “comune condanna” del terrorismo. E’ stata poi ribadita l’importanza del dialogo interreligioso, come “via alla comprensione religiosa ed alla civile convivenza”. Il primo ministro, che ieri si è recato nelle Grotte Vaticane per rendere il suo personale omaggio a Giovanni Paolo II, ha anche rivolto a Benedetto XVI l’invito a visitare l’Iraq. Il servizio di Amedeo Lomonaco:


Benedetto XVI ha incontrato il primo ministro iracheno nel Palazzo apostolico di Castel Gandolfo. In precedenza, il premier aveva reso visita al segretario di Stato, il cardinale Tarcisio Bertone. I colloqui - rende noto la Sala Stampa Vaticana - “si sono svolti in un clima di cordialità” e hanno permesso di esaminare alcuni aspetti fondamentali della complessa situazione irachena. Particolare attenzione è stata rivolta “al tema dei numerosi rifugiati iracheni, dentro e fuori del Paese, che hanno bisogno di assistenza, anche in vista di un auspicato ritorno”. E’ stata anche “rinnovata la condanna della violenza che quasi ogni giorno continua a colpire le diverse parti del Paese, senza risparmiare le comunità cristiane, che sentono fortemente il bisogno di una maggiore sicurezza”.

Uno Stato, quello iracheno, in cui la storia della comunità cristiana è stata segnata negli ultimi anni da gravi episodi di persecuzione. Il 3 giugno del 2007, a Mossul, sono stati uccisi il parroco della chiesa del Santo Spirito, padre Ragheed Ganni, e tre diaconi. Nel febbraio 2008, è stato rapito e poi assassinato mons. Paulos Faray Rahho, arcivescovo caldeo di Mossul. Sangue versato, ma anche vessazioni che spesso non fanno notizia, come l’assalto all’arcivescovado di Mossul nel dicembre 2004, le bombe contro le chiese negli anni successivi, il rapimento nel gennaio 2005 del vescovo siro-cattolico di Mossul, mons. Georges Casmoussa, poi rilasciato, e i sequestri-lampo di molti cristiani iracheni. Centinaia di migliaia sono poi stati costretti a lasciare il Paese a causa di continue violenze e della crisi economica. In uno scenario così drammatico, non mancano comunque segnali di speranza: durante l'incontro, stamani, del premier iracheno con il Papa è stato espresso in particolare “l’auspicio che l’Iraq possa trovare decisamente la strada della pace e dello sviluppo attraverso il dialogo e la collaborazione di tutti i gruppi etnici e religiosi, che nel rispetto delle varie identità, provvedano insieme alla ricostruzione morale e civile del Paese”. Al Papa, il premier iracheno ha donato una palma d’argento, simbolo di pace. Il dono del Pontefice è stata una penna commemorativa dei 500 anni della Basilica di San Pietro.




www.radiovaticana.org/it1/videonews_ita.asp?vaiflv=0000426.flv&vaiserver=A&vai=ctv_frame00426.jpg&var1=25/07/2008&var2=Vatican%20City&var3=Condanna%20della%20violenza%20in%20Iraq,%20pace%20e%20dialogo%20tra%20le%20religioni%20nel%20colloquio%20tra%20il%20Papa%20e%20il%20premier%20Al-Maliki&settimana=30&anno_perlinknav=2008&dal=20/07&...
+PetaloNero+
Saturday, July 26, 2008 2:53 PM
RINUNCE E NOMINE



NOMINA DEL NUNZIO APOSTOLICO IN ALBANIA

Il Santo Padre ha nominato Nunzio Apostolico in Albania S.E. Mons. Ramiro Moliner Inglés, Arcivescovo titolare di Sarda, finora Nunzio Apostolico in Etiopia e in Gibuti e Delegato Apostolico in Somalia.



NOMINA DEL NUNZIO APOSTOLICO IN UZBEKISTAN

Il Papa ha nominato Nunzio Apostolico in Uzbekistan S.E. Mons. Antonio Mennini, Arcivescovo titolare di Ferento, Rappresentante della Santa Sede presso la Federazione Russa.



NOMINA DI CONSULTORI DEL PONTIFICIO CONSIGLIO PER I TESTI LEGISLATIVI

Il Santo Padre ha nominato Consultori del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi: l’Ecc.mo Mons. Andrews Thazhath, Arcivescovo Metropolita di Trichur dei Siro-Malabaresi; i Rev.di Sac. Pablo Gefaell, Docente presso la Pontificia Università della Santa Croce di Roma, e Sac. Luis Okulik, Docente presso l’Istituto San Pio X di Venezia; P. Cyril Vasil, S.I., Rettore del Pontificio Istituto Orientale di Roma, P. Varghese Koluthara, C.M.I., Superiore Provinciale in India, e P. Lorenzo Lorusso, O.P., Docente presso il Pontificio Istituto Orientale di Roma; l’Illustrissimo Prof. Péter Szabó, Docente presso la Pázmány Péter Katolikus Egyetem di Budapest.



Da Petrus

Sacri Palazzi - Nominati i Nunzi Apostolici in Albania e Uzbekistan



CITTA’ DEL VATICANO - Papa Benedetto XVI ha nominato come nuovo nunzio apostolico in Albania Monsignor Ramiro Moliner Ingles, finora rappresentante della Santa Sede in Etiopia e a Gibuti, e delegato apostolico in Somalia. Lo ha reso noto un comunicato della Sala Stampa della Santa Sede. In un’altra nota, il Vaticano informa che Antonio Mennini, gia' rappresentante della Santa Sede presso la Federazione Russa, assumera' anche il ruolo di nunzio apostolico in Uzbekistan.
+PetaloNero+
Sunday, July 27, 2008 2:47 PM
LE PAROLE DEL PAPA ALLA RECITA DELL’ANGELUS


Alle ore 12 di oggi il Santo Padre Benedetto XVI si affaccia al balcone del Cortile interno del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo e recita l’Angelus insieme ai fedeli e ai pellegrini presenti.

Queste le parole del Papa nell’introdurre la preghiera mariana:


PRIMA DELL’ANGELUS

Cari fratelli e sorelle!

Sono rientrato lunedì scorso da Sydney, in Australia, sede della XXIII Giornata Mondiale della Gioventù. Ho ancora negli occhi e nel cuore questa straordinaria esperienza, nella quale mi è stato dato di incontrare il volto giovane della Chiesa: era come un mosaico multicolore, formato da ragazzi e ragazze provenienti da ogni parte della terra, tutti riuniti dall’unica fede in Gesù Cristo. "Young pilgrims of the world – giovani pellegrini del mondo", così li chiamava la gente con una bella espressione che coglie l’essenziale di queste Giornate internazionali iniziate da Giovanni Paolo II. Questi incontri infatti formano le tappe di un grande pellegrinaggio attraverso il pianeta, per manifestare come la fede in Cristo ci renda tutti figli dell’unico Padre che è nei cieli e costruttori della civiltà dell’amore.

Caratteristica propria dell’incontro di Sydney è stata la presa di coscienza della centralità dello Spirito Santo, protagonista della vita della Chiesa e del cristiano. Il lungo cammino di preparazione nelle Chiese particolari aveva seguito come tema la promessa fatta da Cristo risorto agli Apostoli: "Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni" (At 1,8). Nei giorni 16, 17 e 18 luglio, nelle chiese di Sydney, i numerosi Vescovi presenti hanno esercitato il loro ministero, proponendo le catechesi nelle varie lingue: queste catechesi sono momenti di riflessione e di raccoglimento indispensabili perché l’evento non resti solo manifestazione esterna, ma lasci una traccia profonda nelle coscienze. La Veglia serale nel cuore della città, sotto la Croce del Sud, è stata una corale invocazione dello Spirito Santo; e infine, durante la grande Celebrazione eucaristica di domenica scorsa, ho amministrato il Sacramento della Confermazione a 24 giovani di vari continenti, di cui 14 australiani, invitando tutti i presenti a rinnovare le promesse battesimali. Così questa Giornata Mondiale si è trasformata in una nuova Pentecoste, dalla quale è ripartita la missione dei giovani, chiamati ad essere apostoli dei loro coetanei, come tanti santi e beati, ed in particolare il Beato Piergiorgio Frassati, le cui reliquie, collocate nella Cattedrale di Sydney, sono state venerate da un ininterrotto pellegrinaggio di giovani. Ogni ragazzo e ragazza è stato invitato a seguire il loro esempio, a condividere l’esperienza personale di Gesù, che cambia la vita dei suoi "amici" con la forza dello Spirito Santo, lo Spirito dell’amore di Dio.

Voglio oggi ringraziare nuovamente i Vescovi dell’Australia, in particolare l’Arcivescovo di Sydney, Cardinal Pell, per il grande lavoro di preparazione e per la cordiale accoglienza che hanno riservato a me e a tutti gli altri pellegrini. Ringrazio le autorità civili australiane per la loro preziosa collaborazione. Un grazie speciale va a tutti coloro che, in ogni parte del mondo, hanno pregato per questo evento, assicurandone la buona riuscita. La Vergine Maria ricompensi ciascuno con le grazie più belle. A Maria affido anche il periodo di riposo che trascorrerò da domani a Bressanone, tra le montagne dell’Alto Adige. Rimaniamo uniti nella preghiera!



DOPO L’ANGELUS

Je vous salue cordialement, chers pèlerins francophones ! A la question de Salomon qui demandait à Dieu quel était le véritable trésor, le Christ répond par les trois paraboles de l’Évangile d’aujourd’hui. Elles décrivent l’absolue nécessité de la recherche de Dieu et la richesse de son abondance de grâces et de bénédictions. Durant ce temps des vacances, je vous invite à faire tout votre possible pour chercher Dieu et pour faire de Lui le centre de votre vie. Avec la Bénédiction Apostolique.

I greet the English-speaking visitors and pilgrims who are here today and I wish you all a pleasant stay in Italy. This Sunday’s Gospel reminds us that we should treasure above all else the faith that has been given to us. I pray that your visit to Rome and the surrounding area will help you to deepen your faith and to grow in your love for our Lord Jesus Christ. May God bless you all!

Von Herzen heiße ich alle Pilger und Besucher deutscher Sprache hier in Castel Gandolfo willkommen. „Vergelt’s Gott!" sage ich nochmals allen, die mich mit ihren Gebeten auf meiner Reise zum Weltjugendtag nach Sydney begleitet haben. Dort durfte ich erneut mit Freude erfahren, wie sich junge Menschen aus der ganzen Welt von Christus ansprechen lassen. Jesus Christus will, daß wir authentisch sind und uns vorbehaltlos auf ihn einlassen. Wenn wir in dieser Haltung das Wort Gottes in uns aufnehmen, wird uns der Herr zu Boten seiner Liebe und seines Friedens machen. Der Heilige Geist gebe uns allen die Kraft, Gutes zu tun. – Gesegneten Sonntag!

Saludo con afecto a los peregrinos de lengua española que participan en esta oración mariana y a los que se unen a ella a través de la radio y la televisión. En este domingo, os invito a acoger en vuestro corazón la Palabra de Dios, en donde Cristo aparece como el verdadero tesoro. El que se encuentra con Él de forma auténtica, personal y convencida, descubre el sentido pleno de su vida. Dejémonos enriquecer por el amor del Señor para amar a los demás como Él nos enseñó. Que Dios os bendiga.

Witam przybyłych tu, do Castel Gandolfo, Polaków. Pozdrawiam także tych, którzy łączą się z nami w modlitwie poprzez radio i telewizję. Dziękuję wam za duchowe wsparcie mego pielgrzymowania do Australii, na Światowy Dzień Młodzieży. Niech przesłanie z Sydney owocuje otwarciem ludzkich serc na moc i działanie Ducha Świętego. Z serca wam wszystkim błogosławię.

[Saluto tutti i Polacchi venuti qui a Castel Gandolfo. Saluto anche quelli che si uniscono a noi in preghiera per mezzo della radio e della televisione. Ringrazio voi tutti per l’appoggio spirituale che mi avete prestato durante il mio pellegrinaggio in Australia per la Giornata Mondiale della Gioventù. Che il messaggio di Sydney porti frutti abbondanti aprendo i cuori degli uomini alla forza e all’azione dello Spirito Santo. Benedico tutti voi di cuore.]

Saluto ora i pellegrini italiani. In particolare, saluto il folto gruppo dei partecipanti all’Assemblea Generale del Movimento dei Focolari e, mentre mi rallegro per l’elezione dei nuovi Responsabili, vi esorto tutti, cari fratelli e sorelle, a proseguire con gioia e coraggio nel solco dell’eredità spirituale di Chiara Lubich, raccolta nei vostri Statuti, incrementando sempre più i rapporti di comunione nelle famiglie, nelle comunità e in ogni ambito della società. Saluto e ringrazio i membri della Delegazione del Comune e della Parrocchia di Castel Gandolfo venuti, come ogni anno, a farmi visita in occasione della tradizionale "Sagra delle pesche". Saluto inoltre i fedeli della parrocchia di Santa Croce in Casagiove (Caserta), di San Giorgio in Molteno con Garbagnate Monastero (Arcidiocesi di Milano), come pure i giovani aderenti alla "Compagnia dei Tipi Loschi del Beato Pier Giorgio Frassati".

Rivolgo infine un saluto a quanti si trovano nelle località di villeggiatura, augurando loro di trascorrere giorni sereni di proficua distensione fisica e spirituale. Non dimentico però quanti invece non possono beneficiare di un tempo di riposo e di vacanza: penso ai malati negli ospedali e nelle case di cura, ai carcerati, agli anziani, alle persone sole e a coloro che trascorrono l’estate nel caldo delle città. A ciascuno assicuro la mia affettuosa vicinanza e un ricordo nella preghiera. Buona domenica a tutti!



L'angelus del papa: il ricordo della GMG, la preghiera per chi è solo
Scritto da Mattia Bianchi

Ad una settimana di distanza, Benedetto XVI ricorda la Giornata mondiale della gioventù di Sydney. Lo fa incontrando i fedeli nel cortile della residenza estiva di Castel Gandolfo, per l'appuntamento domenicale dell'Angelus, alla vigilia delle vacanze presso il seminario di Bressanone, in Alto Adige, in programma da domani fino all'11 agosto.

Il papa evidenzia la dimensione spirituale dell'evento, un "grande pellegrinaggio attraverso il pianeta, per manifestare come la fede in Cristo ci renda tutti figli dell’unico Padre che è nei cieli e costruttori della civiltà dell’amore". La riflessione ripercorre le tappe della GMG, dalla catechesi ("momenti di riflessione e di raccoglimento indispensabili perché l’evento non resti solo manifestazione esterna) alle celebrazioni conclusive.

"Questa Giornata Mondiale - ha detto il papa - si è trasformata in una nuova Pentecoste, dalla quale è ripartita la missione dei giovani, chiamati ad essere apostoli dei loro coetanei, come tanti santi e beati, ed in particolare il Beato Piergiorgio Frassati, le cui reliquie, collocate nella Cattedrale di Sydney, sono state venerate da un ininterrotto pellegrinaggio di giovani".

Un invito racchiuso proprio nell'esempio dei santi, per "condividere l’esperienza personale di Gesù, che cambia la vita dei suoi “amici” con la forza dello Spirito Santo, lo Spirito dell’amore di Dio".

Al termine della preghiera, l'augurio di buone vacanze a chi è in luoghi di villeggiatura, ma anche il ricordo di quanti ''non possono beneficiare di un tempo di riposo e di vacanza''. "Penso ai malati negli ospedali e nelle case di cura, - dice Benedetto XVI - ai carcerati, agli anziani, alle persone sole e a coloro che trascorrono l’estate nel caldo delle città. A ciascuno assicuro la mia affettuosa vicinanza e un ricordo nella preghiera".

www.korazym.org

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+PetaloNero+
Sunday, July 27, 2008 2:50 PM
Re:
+PetaloNero+, 26/07/2008 14.53:

RINUNCE E NOMINE







Da Petrus

Sacri Palazzi - Nominati i Nunzi Apostolici in Albania e Uzbekistan



CITTA’ DEL VATICANO - Papa Benedetto XVI ha nominato come nuovo nunzio apostolico in Albania Monsignor Ramiro Moliner Ingles, finora rappresentante della Santa Sede in Etiopia e a Gibuti, e delegato apostolico in Somalia. Lo ha reso noto un comunicato della Sala Stampa della Santa Sede. In un’altra nota, il Vaticano informa che Antonio Mennini, gia' rappresentante della Santa Sede presso la Federazione Russa, assumera' anche il ruolo di nunzio apostolico in Uzbekistan.





EDIT:

Sacri Palazzi - Nominati i Nunzi Apostolici in Albania e Uzbekistan. E intanto cambia il dirigente dell'Ispettorato generale della Polizia di Stato presso il Vaticano

CITTA’ DEL VATICANO - Papa Benedetto XVI ha nominato come nuovo nunzio apostolico in Albania Monsignor Ramiro Moliner Ingles, finora rappresentante della Santa Sede in Etiopia e a Gibuti, e delegato apostolico in Somalia. Lo ha reso noto un comunicato della Sala Stampa della Santa Sede. In un’altra nota, il Vaticano informa che Antonio Mennini, gia' rappresentante della Santa Sede presso la Federazione Russa, assumera' anche il ruolo di nunzio apostolico in Uzbekistan. L'Osservatore Romano, nel frattempo, da’ il benvenuto al nuovo dirigente dell'Ispettorato generale della Polizia di Stato presso il Vaticano, Giulio Callini, che subentra nell'incarico a Gaetano Chiusolo, destinato a dirigere l'Ispettorato presso il Viminale. L'Osservatore ricorda che il dottor Callini, 63 anni, e' attualmente titolare della cattedra di organizzazione presso la Scuola Superiore di Polizia e ha diretto l'Ufficio per la gestione delle risorse umane, di amministrazione e gestione della Polizia di Stato.


+PetaloNero+
Sunday, July 27, 2008 4:36 PM
La straordinaria esperienza alla GMG di Sydney, nel racconto di Benedetto XVI all’Angelus. Domani l’arrivo del Papa in Alto Adige per un periodo di riposo


Benedetto XVI all’Angelus, nel Palazzo apostolico di Castel Gandolfo, ripercorre le tappe della “straordinaria esperienza” vissuta durante la GMG australiana. Alla vigilia dell’arrivo domani a Bressanone, per un periodo di riposo tra le montagne altoatesine, il Papa non dimentica quanti sono nel bisogno e nella sofferenza e non possono godere di vacanze. Il servizio di Roberta Gisotti:

Negli occhi e nel cuore i “giovani pellegrini del mondo” incontrati a Sydney. Benedetto XVI, rientrato lunedì scorso dalla XXIII Giornata Mondiale della Gioventù in Australia, ha voluto partecipare ai numerosi fedeli, riuniti stamane nel cortile della residenza estiva del Papa nella cittadina laziale, i sentimenti e le emozioni di quella straordinaria esperienza:

“Ho ancora negli occhi e nel cuore questa straordinaria esperienza, nella quale mi è stato dato di incontrare il volto giovane della Chiesa: era come un mosaico multicolore, formato da ragazzi e ragazze provenienti da ogni parte della terra, tutti riuniti dall’unica fede in Gesù Cristo”.
I giovani pellegrini, testimoni dell’Amore di Cristo, in queste Giornate internazionali iniziate - ha ricordato il Papa - da Giovanni Paolo II

“Questi incontri, infatti, formano le tappe di un grande pellegrinaggio attraverso il pianeta, per manifestare come la fede in Cristo ci renda tutti figli dell’unico Padre che è nei cieli e costruttori della civiltà dell’amore”.
A Sydney in particolare – ha sottolineato il Santo Padre – vi “è stata la presa di coscienza della centralità dello Spirito Santo, protagonista della vita della Chiesa e del cristiano”. E, “cosi questa Giornata Mondiale si è trasformata in una nuova Pentecoste, dalla quale è ripartita la missione dei giovani, chiamati ad essere apostoli dei loro coetanei, come tanti santi e beati”. “Ogni ragazzo e ragazza – ha spiegato il Papa - è stato invitato a seguire il loro esempio, a condividere l’esperienza personale di Gesù, che cambia la vita dei suoi ‘amici’ con la forza dello Spirito Santo, lo Spirito dell’amore di Dio”.

Benedetto XVI ha quindi ringraziato autorità ecclesiali e civili e tutti quanti hanno contribuito perché la GMG "non resti una manifestazione esterna, ma lasci una traccia profonda nelle coscienze”.

“Una grazia speciale va a tutti coloro che, in ogni parte del mondo, hanno pregato per questo evento, assicurandone la buona riuscita. La Vergine Maria ricompensi ciascuno con le grazie più belle. A Maria affido anche il periodo di riposo che trascorrerò da domani a Bressanone, tra le montagne dell’Alto Adige”.
Poi i saluti nelle varie lingue, in particolare ai partecipanti all’Assemblea generale del Movimento dei Focolari, perché proseguano “con gioia e coraggio nei rapporti di comunione nelle famiglie, nelle comunità e in ogni ambito della società”, fedeli all’eredità spirituale della fondatrice Chiara Lubich. Infine il pensiero del Papa è andato a quanti sono in vacanza, perchè trascorrano “giorni sereni” di “distensione fisica e spirituale”.

"Non dimentico però quanti invece non possono beneficiare di un tempo di riposo e di vacanza: penso ai malati negli ospedali e nelle case di cura, ai carcerati, agli anziani, alle persone sole e a coloro che trascorrono l’estate nel caldo delle città. (applausi) A ciascuno assicuro la mia affettuosa vicinanza e un ricordo nella preghiera. Buona domenica a tutti!” (applausi)


www.radiovaticana.org
+PetaloNero+
Monday, July 28, 2008 3:01 PM
COMUNICATO DEL PONTIFICIO CONSIGLIO COR UNUM: RIUNIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DELLA FONDAZIONE AUTONOMA POPULORUM PROGRESSIO (GUADALAJARA, MESSICO, 9-11 LUGLIO 2008)


200 NUOVI PROGETTI AL SERVIZIO DELLE POPOLAZIONI INDIGENE E DEI CAMPESINOS DELL’AMERICA LATINA

La riunione annuale del Consiglio di Amministrazione della Fondazione "Populorum Progressio" si è svolta dal 9 all’11 luglio nella città di Guadalajara (Messico). I partecipanti sono stati ospitati da un membro del Consiglio, il Cardinale Juan Sandoval Íñiguez. Sono stati esaminati 230 progetti presentati nel corso dell’anno 2008 da parte di missionari e di gruppi operanti in America Latina e nei Caraibi.

L’incontro è stato ispirato dalla preghiera pronunciata dal Santo Padre al termine del suo discorso inaugurale ad Aparecida, preghiera che riassume le finalità della Fondazione e ci è di stimolo nel nostro lavoro al servizio dei nostri fratelli:

"Resta, Signore, con quanti nelle nostre società sono più vulnerabili; resta con i poveri e gli umili, con gli indigeni e gli afroamericani, che non sempre hanno trovato spazi e appoggio per esprimere la ricchezza della loro cultura e la saggezza della loro identità" (Benedetto XVI, Discorso inaugurale. Aparecida. 13.05.2007).

Gli indigeni e i campesinos rappresentano un’alta percentuale della popolazione in America Latina. Il rapido processo di urbanizzazione del continente e l’imposizione della cultura post-moderna hanno isolato questi popoli dal contesto sociale e dallo sviluppo al quale altri hanno potuto accedere. Hanno in tal modo subito una vasta emarginazione e la mancanza di protezione, perdendo ingiustamente, tante volte, la proprietà delle loro terre. Gli sforzi della comunità ecclesiale in difesa e in aiuto di queste popolazioni sono stati largamente sostenuti dagli ultimi Pontefici, da Paolo VI al Servo di Dio Giovanni Paolo II, a Benedetto XVI. Un segno di tale preoccupazione è la Fondazione Pontificia "Populorum Progressio".

Istituita nel 1992, la Fondazione desidera essere un segno e un gesto della carità del Santo Padre verso le popolazioni abbandonate e più bisognose di protezione, quali i campesinos, gli indigeni e gli afroamericani di America Latina e Caraibi. Ha sede presso il Pontificio Consiglio Cor Unum. Suo Rappresentante legale è l’Em.mo Cardinale Paul Josef Cordes. Dispone di un Consiglio di Amministrazione, che annovera tra le proprie competenze, oltre al controllo del rispetto degli Statuti, anche lo studio e l’approvazione dei progetti presentati. E’ formato da sette membri, sei dei quali Vescovi di diversi Paesi latinoamericani e uno in rappresentanza del Pontificio Consiglio Cor Unum. All’inizio della riunione sono state presentate le differenti situazioni sociopolitiche delle nazioni rappresentate, nel contesto pastorale di tutto il continente.

Hanno presso parte alla riunione di quest’anno a Guadalajara S.Em. il Sig. Cardinale Juan Sandoval Íñiguez, Arcivescovo di Guadalajara (Messico), S.E. Mons. Fabio Betancur Tirado, Presidente del Consiglio e Arcivescovo di Manizales (Colombia), S.E. Mons. Alberto Taveira Corrêa, Vice-Presidente del Consiglio e Arcivescovo di Palmas (Brasile), S.E. Mons. Edmundo Luis Abastoflor Montero, Arcivescovo di La Paz (Bolivia), S.E. Mons. Antonio Arregui Yarza, Arcivescovo di Guayaquil (Ecuador), S.E. Mons. José Luis Astigarraga Lizarralde, Vescovo del Vicariato Apostolico di Yurimaguas (Perù), Mons. Segundo Tejado Muñoz, Officiale del Pontificio Consiglio Cor Unum e il dott. Juan Vicente Isaza Ocampo, Segretario del Consiglio, che opera a Bogotá, e il Dr. Aldo Ivaldi, Consultore della Fondazione. E’ stato invitato alla riunione il rappresentante della "Colletta a favore dell’America Latina" della Conferenza episcopale degli Stati Uniti, Mons. Carlos Quintana Puente.

Nella circostanza sono stati rinnovati i responsabili del Consiglio (Presidente e Vice-Presidente), secondo gli Statuti della Fondazione. Sono stati eletti (per un periodo di tre anni) come Presidente, S. Em. il Sig. Cardinale Juan Sandoval Íñiguez, e come Vice-Presidente, S.E. Mons. Edmundo Luis Abastoflor Montero, Arcivescovo di La Paz (Bolivia).

In totale sono stati presentati 230 progetti, per un valore di US $ 2.687.000 circa. Al termine di un attento vaglio i membri del Consiglio hanno approvato un insieme di 200 progetti, per un valore di US $ 2.108.300. A presentare il maggior numero di iniziative sono stati il Brasile (39), la Colombia (35), il Perù (27) e l’Ecuador (18). Della somma distribuita, una parte rilevante è frutto della generosità della Chiesa italiana e della sua Conferenza Episcopale. La Fondazione sta riflettendo sulla possibilità di coinvolgere benefattori provenienti dal continente americano, al fine di poter aumentare e diversificare le fonti di introiti. Dal 13 febbraio 1992, giorno in cui il Santo Padre Giovanni Paolo II ha istituito la Fondazione, fino all’anno in corso, è stato possibile donare più di 24 milioni di dollari USA, distribuiti in oltre 2.200 progetti.

I progetti che vengono presentati alla Fondazione, preparati dalle diverse comunità ecclesiali e dai gruppi pastorali delle Diocesi, sono approvati dai Vescovi delle Diocesi medesime e da ultimo esaminati dal Consiglio di Amministrazione. Sono orientati allo sviluppo integrale delle popolazioni e si riferiscono ai seguenti settori: il 29,90% alla produzione agro-pastorale e microimprenditoriale; il 33,20% a progetti di infrastruttura comunitaria: acqua potabile, recinzioni, latrine e ambienti comunitari; il 19,46% alla costruzione di scuole, alloggi o dispensari; il 12,30% all’educazione: formazione professionale, comunicazione, attrezzature, pubblicazioni; infine, il 5,14 % è costituito da progetti destinati alla sanità: strumentazione sanitaria e formazione del personale.

Al termine dell’intenso lavoro di ogni giornata, è stata celebrata la Santa Eucaristia nelle diverse parrocchie dell’Arcidiocesi di Guadalajara e nel Santuario di Zapopán, avendo modo di illustrare, in ognuno di questi luoghi, la natura e finalità della Fondazione. Si sono inoltre potute incontrare per uno scambio di vedute le autorità municipali e regionali della città di Guadalajara e dello Stato di Jalisco.

Durante la V Conferenza Generale dell’Episcopato di America Latina e Caraibi ad Aparecida (Brasile), il Papa Benedetto XVI ha affrontato la questione indigena e le condizioni dei popoli nativi, sottolineando l’importanza di una sana visione della problematica indigena. Parlando dell’evangelizzazione del Continente americano, il Papa ha affermato:

"Ma, che cosa ha significato l'accettazione della fede cristiana per i Paesi dell'America Latina e dei Caraibi? Per essi ha significato conoscere ed accogliere Cristo, il Dio sconosciuto che i loro antenati, senza saperlo, cercavano nelle loro ricche tradizioni religiose. Cristo era il Salvatore a cui anelavano silenziosamente. Ha significato anche avere ricevuto, con le acque del Battesimo, la vita divina che li ha resi figli di Dio per adozione; avere ricevuto, inoltre, lo Spirito Santo che è venuto a fecondare le loro culture, purificandole e sviluppando i numerosi germi e semi che il Verbo incarnato aveva messo in esse, orientandole così verso le strade del Vangelo. In effetti, l'annuncio di Gesù e del suo Vangelo non comportò, in nessun momento, un'alienazione delle culture precolombiane, né fu un'imposizione di una cultura straniera. Le autentiche culture non sono chiuse in se stesse né pietrificate in un determinato momento della storia, ma rimangono aperte, anzi, cercano l'incontro con altre culture, sperano di raggiungere l'universalità nell'incontro e nel dialogo con altre forme di vita e con gli elementi che possono portare ad una nuova sintesi nella quale si rispetti sempre la diversità delle espressioni e della loro realizzazione culturale concreta". (Benedetto XVI. Discorso inaugurale. Aparecida. 13.05.2007).

Queste parole orientano il lavoro della Fondazione Populorum Progressio, nel suo compito di evangelizzazione e di aiuto a questi nostri fratelli, vittime dell’emarginazione delle nostre società.

+PetaloNero+
Wednesday, July 30, 2008 3:15 PM
RINUNCE E NOMINE


RINUNCIA DEL VESCOVO DI CAMPO LIMPO (BRASILE) E NOMINA DEL SUCCESSORE

Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Campo Limpo (Brasile), presentata da S.E. Mons. Emilio Pignoli, in conformità al can. 401 § 1 del Codice di Diritto Canonico.

Il Papa ha nominato Vescovo della diocesi di Campo Limpo (Brasile) S.E. Mons. Luiz Antônio Guedes, finora Vescovo di Bauru.

S.E. Mons. Luiz Antônio Guedes

S.E. Mons. Luiz Antônio Guedes è nato il 25 novembre 1945 a Mogi Mirim, nella diocesi di Amparo (Brasile). Dopo gli studi primari e secondari a Mogi Mirim ha frequentato l'Istituto Filosofico dei Padri Stimmatini di Campinas (1966-1967) e ha compiuto gli studi teologici nel Seminario Maggiore dell'Ipiranga, a São Paulo (1968-1971), ottenendo la licenza in teologia presso la Facoltà Teologica "Nossa Senhora da Assunção", di São Paulo.

Dopo l'ordinazione sacerdotale, ricevuta il 20 maggio 1972, ha svolto i seguenti uffici: Incaricato della Pastorale nei Quartieri Popolari nella periferia di Campinas; Rettore del seminario filosofico locale; Parroco della parrocchia "Nossa Senhora da Candelária" a Indaiatuba; Parroco di "Santa Luzia" a Campinas; Rettore del seminario teologico locale; Parroco della parrocchia "Santana" a Sumaré; Parroco di "Santa Cruz"; Coordinatore generale della pastorale dell'arcidiocesi; membro del Consiglio presbiterale e del Collegio dei Consultori; Vicario episcopale per la Regione di "Campos Elíseos", a Campinas.

Nominato Vescovo Ausiliare dell'arcidiocesi di Campinas il 29 gennaio 1997, ha ricevuto l'ordinazione episcopale il 9 marzo successivo. Come Vescovo Ausiliare è stato membro del coordinamento pastorale della Provincia Ecclesiastica e Segretario Generale del 14° Congresso Eucaristico Nazionale celebrato a Campinas. Il 24 ottobre 2001 è stato trasferito a Bauru; è l’animatore della Pastorale Vocazionale della Conferenza Episcopale nello Stato di São Paulo e Vescovo incaricato della Pastorale Operaia Nazionale.
+PetaloNero+
Wednesday, July 30, 2008 3:16 PM
Il messaggio del Papa a quanti hanno partecipato al Rosario nei Giardini Vaticani: servite Cristo nei fratelli


Servite Gesù nei fratelli impegnandovi generosamente: è l’invito che Benedetto XVI ha rivolto - in un telegramma a firma del cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone - a quanti hanno partecipato ieri sera, nei Giardini Vaticani, alla preghiera del Santo Rosario in occasione della memoria liturgica di Santa Marta. A presiedere il rito – curato dall’Associazione dei Santi Pietro e Paolo e dalla Gendarmeria Vaticana – il cardinale Angelo Comastri, vicario generale del Papa per il Vaticano, che ha esortato i fedeli a credere nella potenza della preghiera. Il servizio di Tiziana Campisi:


(canto)


Con fede: hanno pregato così la Madre Celeste, le centinaia di persone che lungo i viali dei Giardini Vaticani, in processione aux flambeaux, si sono soffermate a meditare i misteri dolorosi del Rosario, davanti alle edicole votive dedicate alla Madonna di Czestochowa, di Guadalupe, di Fatima, di Lourdes, della Guardia e della Misericordia. A loro il cardinale Angelo Comastri ha chiesto una particolare intenzione per i giovani, soprattutto per quanti vivono disordinatamente.


L’iniziativa della recita del Rosario nei Giardini Vaticani nel giorno della ricorrenza di Santa Marta, nata nel ’95 da un’idea di mons. Raffaello Lavagna, vuole far riflettere sul diverso modo in cui le figure di Marta e Maria, descritte nei Vangeli, si relazionano a Gesù; una nell’azione, l’altra nella contemplazione. Per questo, ai fedeli in preghiera si uniscono ogni anno, in collegamento radio, anche le claustrali del monastero Mater Ecclesiae voluto in Vaticano da Giovanni Paolo II. Le monache benedettine hanno guidato l’ultima decina del Rosario ed hanno affidato alla badessa, madre Maria Sofia Cicchetti, questo messaggio:


“Dal nostro silenzio e dalla nostra solitudine claustrale, inviamo a tutti e a ciascuno una parola di fede, di speranza e di amore cristiano e chiediamo alla Vergine Maria, che è la Vergine del silenzio, dell’ascolto e del servizio di renderci sempre più conformi al suo figlio Gesù e così anche noi, "le marte" e "le marie", diventeremo artefici di amore, di pace e di unità laddove il Signore ci pone a servire la Chiesa e i fratelli. Potremmo così essere strumenti di pace anche per il mondo, così assetato di pace e di unità”.


La tenerezza verso Juan Diego nel XVI secolo in Messico; l’importanza della preghiera, della misericordia e del perdono evidenziati a Fatima; la richiesta insistente di intercedere per i peccatori ripetuta a Lourdes: sono alcuni aspetti – ricordati ieri sera – che nella storia delle apparizioni di Maria sintetizzano la sua materna vicinanza verso i cristiani, la sua preoccupazione per la salvezza degli uomini, per la cui conversione la Vergine chiede costantemente di pregare. E proprio sul modo in cui la preghiera va coltivata si è soffermato il cardinale Angelo Comastri, al termine della recita del Rosario:


“Noi molto spesso non siamo convinti dell’importanza della preghiera e per questo la trascuriamo facilmente e soprattutto la viviamo con poca profondità. Dobbiamo credere che con la preghiera possiamo riportare al Signore tante persone”.


Infine la lettura del XXXIII canto del Paradiso della Divina Commedia di Dante:


“Vergine Madre, Figlia del tuo Figlio, umile e alta più che creatura, termine fisso d’etterno consiglio, tu se’ Colei che l’umana natura nobilitasti sì, che ‘l suo fattore non disdegnò di farsi sua fattura”.
E in omaggio al Papa, la preghiera del Rosario si è conclusa con l’esecuzione dell’inno pontificio.
(inno)

www.radiovaticana.org
+PetaloNero+
Wednesday, July 30, 2008 8:01 PM
Paraguay, Papa concede status di laico a ex vescovo presidente





ASUNCION (Reuters) - Papa Benedetto XVI ha concesso all'ex vescovo eletto presidente del Paraguay una storica deroga ai suoi obblighi clericali, permettendogli di assumere la carica il prossimo mese senza violare le leggi della Chiesa.

Lo ha detto oggi un ambasciatore del Vaticano.

Il papa ha accordato a Fernando Lugo una dispensa speciale che gli conferisce lo status di laico, ha detto il nunzio apostolico ad Asuncion Orlando Antonini.

Lugo è stato eletto presidente del paese lo scorso aprile, salendo al potere dopo 60 anni di governo monopartitico nel povero Stato sudamericano, che registra alti livelli di corruzione e contrabbando.

"E' la prima volta che viene fatta questa concessione. E' stata accettata perché il popolo l'ha scelto e ... perché il suo status clericale è incompatibile con la carica di presidente", ha detto Antonini durante una conferenza stampa.

"Il papa gli ha concesso di abbandonare lo stato sacerdotale ... ora è un laico", ha detto Antonini in seguito a un incontro con Lugo.

Per più di dieci anni Lugo è stato vescovo della chiesa cattolica nella regione povera di San Pedro, ma il religioso dalla barba lunga e gli occhiali ha abbandonato la tonaca nel 2006 per cominciare la sua carriera politica.

Lugo aveva chiesto al Vaticano che gli concedesse lo status di laico, in modo da potersi candidare alle elezioni presidenziali, a capo di una coalizione di centrosinistra. La Santa Sede aveva inizialmente respinto la richiesta sospendendolo invece dal suo ruolo di vescovo.

Antonini ha detto che Lugo potrebbe riprendere i voti solo con l'autorizzazione pontificia.

"Non è esterno alla Chiesa, ma solo alla gerarchia ecclesiastica, e questo è quello che voleva", ha detto Antonini.

Lugo assumerà la presidenza il prossimo 15 agosto.




Il Papa accetta la riduzione allo stato laicale del Presidente eletto del Paraguay


Fernando Lugo era sospeso "a divinis" dal suo ministero episcopale




ASUNCIÓN, mercoledì, 30 luglio 2008 (ZENIT.org).- Il Nunzio Apostolico in Paraguay ha annunciato questo mercoledì la decisione di Benedetto XVI di concedere la riduzione allo stato laicale al Presidente eletto del Paraguay, Fernando Lugo, Vescovo ordinato nella Chiesa cattolica, finora sospeso "a divinis".

"Il Santo Padre gli concede la perdita dello stato clericale, con tutti gli obblighi, come sacerdote e Vescovo del Verbo Divino", ha spiegato nel corso di una conferenza stampa ad Asunción l'Arcivescovo Orlando Antonini.

"L'accettazione è dovuta al fatto che il popolo lo ha eletto e la sua richiesta è stata riconsiderata perché il suo stato clericale non è compatibile con la Presidenza della Repubblica", ha spiegato il Nunzio, che al termine dell'incontro ha letto un comunicato.

"Avendo esaminato con cura tutte le circostanze, Sua Santità Benedetto XVI ha concesso per lui la perdita dello stato clericale con la conseguente perdita dei diritti inerenti allo stesso", sottolinea il Nunzio, che ha visitato il Vaticano nei giorni scorsi.

Con un decreto firmato il 20 gennaio 2007 dal Prefetto della Congregazione vaticana per i Vescovi, il Cardinale Giovanni Battista Re, Lugo, 57 anni, era stato sospeso "a divinis" per essersi presentato come candidato alla Presidenza della Repubblica del Paraguay, provvedimento previsto dal canone 1333 & 1 del Codice di Diritto Canonico.

In base a questa sanzione, il Vescovo Presidente manteneva lo stato clericale, ma non poteva esercitare il ministero.

Il Vescovo ha chiesto il 18 dicembre 2006 la perdita dello stato clericale per presentarsi alle elezioni.

Il giorno successivo alla sua elezione, il 20 aprile 2008, ha chiesto perdono alla Chiesa cattolica, e in particolare a Benedetto XVI, per il "dolore" provocato dalla sua disobbedienza alle leggi canoniche.

"Il Sommo Pontefice esorta il signor Fernando Lugo Méndez ad essere fedele alla fede cattolica, nella quale è stato battezzato, e a condurre una vita coerente con il Vangelo", conclude il comunicato letto dal nunzio.

Lugo assumerà la carità di Presidente il 15 agosto prossimo.
+PetaloNero+
Wednesday, July 30, 2008 8:01 PM
Il Papa e le monache di clausura del Vaticano uniti in un Rosario


In occasione della memoria liturgia di Santa Marta




CITTA' DEL VATICANO, mercoledì, 30 luglio 2008 (ZENIT.org).- La tecnologia ha permesso che Benedetto XVI, in vacanza in Alto Adige, e le monache di clausura che vivono in Vaticano potessero unirsi questo martedì pomeriggio in un Rosario celebrato nei Giardini vaticani.

Il Papa ha inviato un telegramma per esortare i presenti, in buona parte lavoratori del Vaticano: "Servite Gesù nei fratelli impegnandovi generosamente".

Le monache benedettine che vivono nel monastero "Mater Ecclesiae" hanno diretto per radio l'ultimo mistero del Rosario e la badessa, madre Maria Sofia Cicchetti, ha rivolto un messaggio "dal nostro silenzio e dalla nostra solitudine claustrale".

La recita del Santo Rosario nei Giardini vaticani in occasione della memoria liturgica di Santa Marta è un'iniziativa nata nel 1995 per riflettere e pregare sul rapporto delle due sorelle, Marta (più attiva) e Maria (più contemplativa), con Gesù, come lo presentano i Vangeli.

Per questo motivo, c'è l'intervento del tutto eccezionale delle contemplative in Vaticano, una comunità creata da Giovanni Paolo II nel 1994.

Nel monastero vivono otto religiose di un ordine che ruota ogni cinque anni. Dal 2004 c'è una comunità di benedettine. Alcune di loro conoscono molto bene Benedetto XVI, perché il Cardinale Joseph Ratzinger faceva loro visita dal 1985 per alcuni momenti di ritiro spirituale nel monastero di Rosano (in Toscana), dove vivevano prima di arrivare in Vaticano.

I partecipanti al Rosario, curato dall'Associazione dei Santi Pietro e Paolo e dalla Gendarmeria Vaticana, hanno formato una processione con le fiaccole, meditando sui misteri dolorosi, davanti alle edicole votive dedicate alla Madonna di Czestochowa, di Guadalupe, di Fatima, di Lourdes, della Guardia e della Misericordia.

"Dal nostro silenzio e dalla nostra solitudine claustrale, inviamo a tutti e a ciascuno una parola di fede, di speranza e di amore cristiano e chiediamo alla Vergine Maria, che è la Vergine del silenzio, dell'ascolto e del servizio di renderci sempre più conformi al suo figlio Gesù e così anche noi, 'le marte' e 'le marie', diventeremo artefici di amore, di pace e di unità laddove il Signore ci pone a servire la Chiesa e i fratelli", ha detto la superiora del monastero di clausura.

"Potremmo così essere strumenti di pace anche per il mondo, così assetato di pace e di unità", ha aggiunto madre Maria Sofia Cicchetti, secondo quanto riferisce la "Radio Vaticana".

Ha presieduto la celebrazione il Cardinale Angelo Comastri, vicario generale del Papa per il Vaticano, che ha esortato i fedeli a credere nella potenza della preghiera.



"Molto spesso non siamo convinti dell'importanza della preghiera e per questo la trascuriamo facilmente e soprattutto la viviamo con poca profondità - ha affermato -. Dobbiamo credere che con la preghiera possiamo riportare al Signore tante persone".
+PetaloNero+
Thursday, July 31, 2008 3:06 PM
RINUNCE E NOMINE


NOMINA DEL COADIUTORE DI LUBUMBASHI (REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO)

Il Santo Padre ha nominato Arcivescovo Coadiutore dell’arcidiocesi di Lubumbashi (Repubblica Democratica del Congo) S.E. Mons. Jean-Pierre Tafunga, S.D.B., finora Vescovo della diocesi di Uvira.


+PetaloNero+
Thursday, July 31, 2008 3:19 PM
Il Papa chiede preghiere perché si diffonda il rispetto della creazione


CITTA' DEL VATICANO, giovedì, 31 luglio 2008 (ZENIT.org).- Benedetto XVI chiede preghiere perché si diffonda il rispetto della creazione come "grande dono di Dio".

Lo propone nelle intenzioni dell'Apostolato della Preghiera, iniziativa seguita da circa 50 milioni di persone dei cinque continenti, per il mese di agosto.

L'intenzione generale del Papa per questo mese dice così: "Perché la famiglia umana sappia rispettare il disegno di Dio sul mondo e divenga così sempre più cosciente del grande dono di Dio che rappresenta per noi la Creazione".

Tutti i mesi si prega anche per un'intenzione missionaria. Quella di agosto recita: "Perché sia promossa e alimentata la risposta di tutto il popolo di Dio alla comune vocazione alla santità e alla missione, con un attento discernimento dei carismi e un costante impegno di formazione spirituale e culturale".

+PetaloNero+
Friday, August 01, 2008 5:15 PM
Il Papa invita a pregare perché cresca la consapevolezza che tutti i cristiani sono chiamati ad essere santi e missionari


Benedetto XVI invita a pregare “perché sia promossa e alimentata la risposta di tutto il popolo di Dio alla comune vocazione alla santità e alla missione, con un attento discernimento dei carismi e un costante impegno di formazione spirituale e culturale”. Queste parole del Papa sono contenute nell’intenzione missionaria promossa dall’apostolato della preghiera per questo mese di agosto. Il servizio di Sergio Centofanti:

Il Papa esorta la Chiesa a pregare perché cresca tra i fedeli la consapevolezza che tutti i battezzati sono chiamati alla santità. “A volte – sottolinea il Pontefice - si pensa che la santità sia una condizione di privilegio riservata a pochi eletti. In realtà – afferma - diventare santo è il compito di ogni cristiano, anzi … di ogni uomo!”. Ma in che consiste la santità? Ascoltiamo Benedetto XVI:

“All’interrogativo si può rispondere anzitutto in negativo: per essere santi non occorre compiere azioni e opere straordinarie, né possedere carismi eccezionali. Viene poi la risposta in positivo: è necessario semplicemente ‘servire’ Gesù, ascoltarlo e seguirlo senza perdersi d’animo di fronte alle difficoltà (…) La santità esige uno sforzo costante, ma è possibile a tutti perché, più che opera dell’uomo, è anzitutto dono di Dio”. (Omelia del 1° novembre 2006)

Dalla santità alla missione: anche in questo caso ogni cristiano è missionario. Ma non c’è da dire solo che tutti i battezzati hanno il dovere e il diritto di annunciare il Vangelo. Il Papa aggiunge una notazione invitando a superare quelle forme ambigue di rispetto che alla fine si trasformano in un silenzio della fede. Tutti, infatti, hanno il diritto di conoscere Cristo, salvatore dell’umanità:

“L’annuncio del Vangelo resta il primo servizio che la Chiesa deve all’umanità, per offrire la salvezza di Cristo all’uomo del nostro tempo, in tante forme umiliato e oppresso, e per orientare in senso cristiano le trasformazioni culturali, sociali ed etiche che sono in atto nel mondo”. (Angelus del 7 ottobre 2007)

Le vie della santità e della missione sono tante quante ne ispira lo Spirito. Sono i carismi, la cui autenticità è garantita dalla loro disponibilità a sottomettersi al discernimento dell’autorità ecclesiastica. I carismi – afferma il Papa – possono essere “scomodi” ma l’istituzione deve fare attenzione a non spegnerli:

“Chi è chiamato a un servizio di discernimento e di guida non pretenda di spadroneggiare sui carismi, ma piuttosto si guardi dal pericolo di soffocarli, resistendo alla tentazione di uniformare ciò che lo Spirito Santo ha voluto multiforme per concorrere all’edificazione e alla dilatazione dell’unico Corpo di Cristo, che lo stesso Spirito rende saldo nell’unità”. (Discorso sui Movimenti ecclesiali, 17 maggio 2008)

Infine il Papa invita a pregare perché i cristiani, lungi dal ripiegarsi su stessi e da ogni forma di pessimismo, coltivino un costante impegno di formazione spirituale e culturale. Ecco l’esortazione del Papa alle religiose dell’Unione internazionali superiore generali:

“Non stancatevi di riservare ogni cura possibile alla formazione umana, culturale e spirituale delle persone a voi affidate, perché siano in grado di rispondere alle odierne sfide culturali e sociali. Siate le prime a dare l’esempio nel rifuggire le comodità, gli agi, le convenienze per portare a compimento la vostra missione. Condividete le ricchezze dei vostri carismi con quanti sono impegnati nell’unica missione della Chiesa che è la costruzione del Regno”. (Discorso all’UISG, 7 maggio 2007)


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Saturday, August 02, 2008 3:02 PM
LETTERA DEL SANTO PADRE ALL’INVIATO SPECIALE ALLE CELEBRAZIONI DEL III CONGRESSO AMERICANO MISSIONARIO (CAM3) E DELL’VIII CONGRESSO MISSIONARIO LATINOAMERICANO (COMLA8) (QUITO, ECUADOR, 12-17 AGOSTO 2008)

In data 14 giugno 2008, il Santo Padre ha nominato l’Em.mo Card. Nicolás de Jesús López Rodríguez, Arcivescovo di Santo Domingo, Suo Inviato Speciale alle celebrazioni del III Congresso Americano Missionario (CAM3) e dell’VIII Congresso Missionario Latinoamericano (COMLA8), in programma a Quito (Ecuador) dal 12 al 17 agosto 2008.

La Missione che accompagnerà il Cardinale Inviato Speciale è composta dai seguenti ecclesiastici:

- Rev.do Mons. Ricardo Flatz, Amministratore Apostolico del Vicariato Apostolico di Zamora en Ecuador;

- Rev.do Mons. José Vicente Eguigueren Samaniego, Vicario per la Pastorale dell’arcidiocesi di Quito, già Segretario Generale della Conferenza Episcopale Ecuadoriana.

Pubblichiamo di seguito la Lettera del Santo Padre all’Em.mo Card. Nicolás de Jesús López Rodríguez:


LETTERA DEL SANTO PADRE

Venerabili Fratri Nostro

NICOLAO DE IESU S.R.E. CARDINALI LÓPEZ RODRÍGUEZ

Archiepiscopo Sancti Dominici

Qui a Patre missus est Dominus Iesus, et Ipse discipulos suos misit (cfr Io 20,21), ut omnes populos evangelizarent. Laetantes igitur de renovato zelo missionario variis in partibus Ecclesiae, nuper nuntium accepimus de proximo huiusmodi evento Ecclesiae in America, quod medio mense Augusto Quiti in Aequatoria celebrabitur.

Qui autem praeest Commissioni Centrali quae has praeparationes curandas habet, nempe Venerabilis Frater Noster Antonius Iosephus Cardinalis González Zumárraga, Archiepiscopus olim Quitensis et Praeses Honorificus Conferentiae Episcopalis Aequatorianae, nomine Pastorum et Christifidelium totius Americae humiliter petivit ut Nos Aequatoriam inviseremus aut saltem illuc ad Tertium Congressum Americanum Missionarium atque Octavum Congressum Missionarium Americae Latinae mitteremus Patrem Purpuratum, Nostrae communionis et benevolentiae testem.

Sinceram eius affectus manifestationem magni aestimamus, totius quoque populi Aequatoriani erga beati Petri Successorem ardentem amorem et adhaesionem laudamus. Cum autem Nosmet Ipsi hoc iter aggredi non possimus, de te cogitamus, Venerabilis Frater Noster, cui peculiarem hanc legationem committendam arbitramur. Novimus enim te iam alias huiusmodi prudenter explevisse missiones, simulque inter Americanae Continentis Pastores assidue novam fovisse evangelizationem. Te quidem ad memoratos eventus Nostrum designamus Missum Extraordinarium.

A die igitur XII usque ad diem XVII proximi mensis Augusti Nostras vices ages in memorato coetu in urbe Quitensi congregato, confirmans missionale hoc munus Ecclesiae, quae "a Christo missa ad caritatem Dei omnibus hominibus et gentibus manifestandam et communicandam, opus missionale adhuc ingens sibi faciendum intelligit" (Ad gentes 10). Ad renovatum ideo studium hortaberis sublimis christianae doctrinae ediscendae et iis tradendae qui salutis aeternae spem nondum reppererunt vel varias ob causas amiserunt eam.

Nos precibus tuam sustinebimus magni ponderis missionem, dum iam nunc enixe te, Venerabilis Frater Noster, delegatos ibi congregatos omnesque in universa America Christi Domini asseclas enixe committimus amantissimae tutelae Deiparae Virginis Mariae, Americanae continentis Patronae, necnon sanctae Mariae Annae a Iesu de Paredes, urbis Quitensis excelsi floris. Apostolicam denique Nostram Benedictionem prolixe tibi imprimis elargimur, cum omnibus ad quos nunc mitteris communicandam.

Ex Aedibus Vaticanis, die II mensis Iunii, anno MMVIII, Pontificatus Nostri quarto.





RINUNCE E NOMINE


NOMINA DEL NUNZIO APOSTOLICO NELLA REPUBBLICA CENTROAFRICANA ED IN CIAD

Il Santo Padre ha nominato Nunzio Apostolico nella Repubblica Centroafricana ed in Ciad il Rev.do Mons. Jude Thaddeus Okolo, finora Consigliere della Nunziatura Apostolica in Australia, elevandolo in pari tempo alla sede titolare di Novica, con dignità di Arcivescovo.

Rev.do Mons. Jude Thaddeus Okolo

E’ nato a Kano (Nigeria) il 18 dicembre 1956.

E’ stato ordinato sacerdote il 2 luglio 1983.

Si è incardinato a Nnewi.

E’ laureato in Diritto Canonico.

Entrato nel Servizio diplomatico della Santa Sede il 1° giugno 1990, ha prestato successivamente la propria opera nelle Rappresentanze Pontificie in Sri Lanka, Haiti, Antille, Svizzera, Repubblica Ceca, Australia.

Conosce l’inglese, il francese, l’italiano, il tedesco, lo spagnolo e il ceco.






Il Papa invita a pregare affinché la famiglia umana rispetti il disegno di Dio sul mondo e il dono della Creazione


Benedetto XVI invita a pregare “perché la famiglia umana sappia rispettare il disegno di Dio sul mondo e divenga così sempre più cosciente del grande dono di Dio che rappresenta per noi la Creazione”. Queste parole del Papa sono contenute nell’intenzione generale promossa dall’apostolato della preghiera per questo mese di agosto. Il servizio di Alessandro Gisotti:

Amare è ciò “per cui siamo programmati, ciò per cui siamo stati progettati dal Creatore”: ecco il disegno divino, spiegato da Benedetto XVI ai ragazzi disagiati di Sydney. Uno degli incontri più toccanti nel recente viaggio in Australia per la GMG. Il Papa si sofferma sul senso della vita che rifiuta l’amore possessivo, che rifugge da un potere che sfrutta l’ambiente naturale per i propri egoistici interessi:

The cult of material possessions, the cult of possessive…
“Il culto dei beni materiali, il culto dell’amore possessivo, il culto del potere – rileva il Papa – spesso portano la gente a comportarsi da Dio: cercare di assumere il controllo totale, senza prestare nessuna attenzione alla sapienza o ai comandamenti che Dio ci ha fatto conoscere”. Questa, avverte, “è la via che conduce alla morte”. Al contrario, “obbedire ai suoi comandamenti” è “la via per scegliere la vita”. Pensiero che il Papa aveva già espresso alla Messa per l’apertura del Sinodo sull’Eucaristia nell’ottobre 2005:

“Noi uomini, ai quali la creazione, per così dire, è affidata in gestione, la usurpiamo. Vogliamo esserne i padroni in prima persona e da soli. Vogliamo possedere il mondo e la nostra stessa vita in modo illimitato. Dio ci è d’intralcio (…) Laddove però l’uomo si fa unico padrone del mondo e proprietario di se stesso, non può esistere la giustizia. Là può dominare solo l’arbitrio del potere e degli interessi”.
Il Creato è ordinato dall’amore divino. Da questo ordine, nota il Papa, discende la sacralità di valori come la vita e la famiglia. Come a Sydney, anche a Loreto - all’Agorà dei giovani italiani - nel settembre dell’anno scorso, il Papa ci invita a ricercare la bontà della Creazione:
“La bellezza della Creazione è una delle fonti dove realmente possiamo toccare la bellezza di Dio, possiamo vedere che il Creatore esiste ed è buono, che è vero quanto la Sacra Scrittura dice nel racconto della Creazione, che cioè Dio ha pensato e fatto con il suo cuore, con la sua volontà, con la sua ragione questo mondo e lo ha trovato buono. Anche noi dobbiamo essere buoni, per avere il cuore aperto a percepire la vera presenza di Dio”.

E’ l’amore, dunque, il segno tangibile del disegno di Dio sul mondo e sull’uomo. La bellezza del Creato e la misericordia di Dio si richiamano l’un l’altra. Ecco la sua riflessione nell’udienza generale del 9 novembre 2005:

“Esiste, dunque, un messaggio divino, segretamente inciso nel Creato e segno… della fedeltà amorosa di Dio che dona alle sue creature l’essere e la vita, l’acqua e il cibo, la luce e il tempo”.

Con la Sacra Scrittura, costata il Papa, il Signore “risveglia la ragione che dorme e ci dice che all’inizio c’è la Parola creatrice, la ragione creatrice che ha creato tutto, che ha creato il progetto intelligente del cosmo che è anche amore”.


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Sunday, August 03, 2008 3:14 PM
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Monday, August 04, 2008 2:52 PM
RINUNCE E NOMINE


NOMINA DEL VESCOVO DI BAC NINH (VIÊT NAM)

Il Santo Padre ha nominato Vescovo della diocesi di Bac Ninh (Viêt Nam) il Rev.do P. Cosme Hoang Van Dat, S.I., Direttore Spirituale nel Seminario dell’arcidiocesi di Hà Nôi.

Rev.do P. Cosme Hoang Van Dat, S.I.

Il Rev.do P. Cosme Hoang Van Dat, S.I., è nato a Xuan Lai, nella Diocesi di Bac Ninh, il 20 luglio 1947. Ha studiato la Filosofia e la Teologia nel Pontificio Collegio San Pio X di Dalat, dal 1970 al 1976 e ha ottenuto la licenza in Teologia. E’ entrato nella Compagnia di Gesù il 16 aprile 1968 e ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale a Saigon il 5 giugno 1976; ha emesso gli ultimi voti religiosi a Thu Duc, Arcidiocesi di Hochiminh-Ville, il 1° gennaio 1982.

Dopo l’ordinazione sacerdotale, è stato Direttore dei candidati gesuiti a Thu Duc (1974-1975); Maestro dei novizi negli anni più difficili (1978-1988), quando numerosi gesuiti, compreso il Superiore Regionale, erano in prigione; Parroco di una piccola parrocchia a Hochiminh-Ville; Cappellano di un lebbrosario; Assistente dell’Istruttore del Terzo Anno a Thu Duc (2001-2002); Dal 1997 presta servizio di formazione permanente ai sacerdoti e alle laiche consacrate della Diocesi di Bac Ninh. Dal 2005 è Direttore spirituale nel Seminario Maggiore di Hà Nôi.

+PetaloNero+
Monday, August 04, 2008 2:53 PM
Il Papa nomina un nuovo vescovo in Vietnam


Il Santo Padre ha nominato vescovo della diocesi di Bac Ninh (Vietnam) il padre gesuita Cosme Hoang Van Dat, direttore Spirituale nel Seminario dell’arcidiocesi di Hà Nôi. Padre Cosme Hoang Van Dat è nato a Xuan Lai, nella diocesi di Bac Ninh, il 20 luglio 1947. Ha studiato filosofia e teologia nel Pontificio Collegio San Pio X di Dalat, dal 1970 al 1976 e ha ottenuto la licenza in Teologia. E’ entrato nella Compagnia di Gesù il 16 aprile 1968 e ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale a Saigon il 5 giugno 1976; ha emesso gli ultimi voti religiosi a Thu Duc, arcidiocesi di Hochiminh-Ville, il 1° gennaio 1982. Dopo l’ordinazione sacerdotale, è stato direttore dei candidati gesuiti a Thu Duc (1974-1975); maestro dei novizi negli anni più difficili (1978-1988), quando numerosi gesuiti, compreso il superiore regionale, erano in prigione; parroco di una piccola parrocchia a Hochiminh-Ville; cappellano di un lebbrosario; assistente dell’Istruttore del Terzo Anno a Thu Duc (2001-2002); Dal 1997 presta servizio di formazione permanente ai sacerdoti e alle laiche consacrate della diocesi di Bac Ninh. Dal 2005 è direttore spirituale nel Seminario Maggiore di Hà Nôi.



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Paparatzifan
Wednesday, August 06, 2008 7:18 PM
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Le vacanze in Alto Adige

Il Papa risponde a 400 preti su sacramenti e ambiente

Il Papa ha incontrato 400 preti e religiosi nel Duomo di Bressanone.
Ha risposto a sei domande, e ha parlato di ambiente ("la Chiesa ora deve fare di più"), e dei sacramenti della comunione e della cresima: "Da giovane ero più severo, col tempo ho capito che bisogna seguire le vie del Signore".
Ieri la visita a Oies, nella casa di san Freinademetz.
Papa Benedetto XVI ha ammesso che ci sono stati tempi in cui anche la Chiesa ha lasciato un po' in "ombra" il discorso sulla creazione e l'ambiente. Tuttavia ha respinto l'accusa al cristianesimo di mancanza di sensibilità e anzi ha puntato il dito contro il materialismo moderno, che rischia di compromettere il futuro del pianeta.

Papa Benedetto XVI, parlando di sé e della sua esperienza umana e spirituale, lascia intravedere una maggiore apertura della Chiesa nell'amministrare i sacramenti anche a coloro che manifestano solo "barlumi di fede". "Da giovane ero più rigido", ha confessato, incontrando oggi nella cattedrale barocca di Bressanone, circa 400 sacerdoti della diocesi e rispondendo ad alcune loro domande. "Col tempo - ha detto - ho capito che bisogna seguire la via del Signore, aperta alla misericordia".

L'incontro tra Ratzinger e il clero locale è durato oltre un'ora e mezzo. Introdotto dal canto dei salmi è proseguito in un botta e risposta di circa un'ora: sei domande (4 in tedesco e due in italiano); 10 minuti per ciascuna risposta. Il tutto a porte chiuse. Tra le domande, quella di un parroco italiano, don Paolo Rizzi, che chiedeva con quanta larghezza i sacerdoti possano amministrare i sacramenti della prima comunione e della cresima anche a persone e ragazzi non pienamente consapevoli di questo passaggio spirituale. "Non posso dare una risposta infallibile", si è schernito il Pontefice.
"Quando ero più giovane - ha raccontato - ero più severo e pensavo che, trattandosi di sacramenti della fede, fosse più problematico amministrarli con troppa larghezza. Col tempo - ha proseguito - ho capito che bisogna seguire la via del Signore, aperto alla misericordia che accoglie anche coloro che hanno un barlume di fede.

Se possiamo vedere - ha proseguito - anche una piccola fiamma di desiderio di comunione nella Chiesa, c'è motivo di andare in quella direzione".
Padre Lombardi ha precisato che il Papa non ha fatto alcun riferimento alla questione della comunione per i divorziati sposati, che tuttora, in base alle norme della Chiesa, non possono ricevere l'ostia consacrata per la loro condizione di "peccatori". Tuttavia, l'invito alla magnanimità venuto oggi da Ratzinger potrebbe lasciare aperti spiragli a quanti, tra le stesse file ecclesiastiche, vorrebbero ammorbidire i divieti.

Un altro prete ha incalzato il Papa con una raffica di domande ''delicate'' su celibato sacerdotale, carismi delle donne e carenza di vocazioni. Benedetto XVI lo ha dribblato, limitandosi ad esortare i sacerdoti ad un maggiore senso comunitario. In questa chiave, anche ''il primato (petrino) non è una monarchia assoluta, ma un servizio per la Chiesa e per gli altri'', ha detto. Una frase dal sapore ecumenico, specie verso quel mondo ortodosso che non riconosce la superiorità del vescovo di Roma.

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Paparatzifan
Wednesday, August 06, 2008 7:30 PM
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VISITA DEL SANTO PADRE ALLA CASA NATALE DI SAN GIUSEPPE FREINADEMETZ AD OIES (VAL BADIA), 06.08.2008

Ieri pomeriggio, il Santo Padre Benedetto XVI ha lasciato Bressanone e si è recato in visita a Oies, in Val Badia, luogo natale di San Giuseppe Freinademetz, missionario Verbita in Cina.
Nella chiesa accanto alla casa natale del Santo, dopo il saluto di P. Girardi a nome del Superiore Generale dei Verbiti, il Papa ha rivolto ai presenti le parole che pubblichiamo di seguito:

PAROLE DEL SANTO PADRE

Cari fratelli e sorelle,

sono profondamente commosso da questa accoglienza così calorosa che qui trovo, e posso soltanto dire grazie con tutto il mio cuore. E ringrazio il Signore che ci ha donato questo grande Santo, San Giuseppe Freinademetz, che ci mostra la strada della vita ed è un segno, anche, per il futuro della Chiesa.

Un Santo di grandissima attualità: sappiamo che la Cina diventa sempre più importante nella vita politica, economica e anche nella vita delle idee. È importante che questo grande Paese si apra al Vangelo. E San Giuseppe Freinademetz ci mostra che la fede non è una alienazione per nessuna cultura, per nessun popolo, perché tutte le culture aspettano Cristo e non vanno distrutte dal Signore: giungono anzi alla loro maturità.

San Giuseppe Freinademetz, come abbiamo sentito, voleva non solo vivere e morire come cinese, ma anche in Cielo rimanere cinese: così si è idealmente identificato con questo popolo, nella certezza che esso si sarebbe aperto alla fede in Gesù Cristo. Adesso preghiamo che questo grande Santo sia un incoraggiamento per noi tutti a vivere di nuovo in questo nostro tempo la vita della fede, ad andare verso Cristo perché Lui solo, Cristo, può unire i popoli, può unire le culture. E preghiamo anche che dia a molti giovani il coraggio di dedicare la loro vita totalmente al Signore ed al suo Vangelo. Tuttavia, semplicemente, non posso dire altro che "grazie" al Signore che ci ha donato questo Santo e grazie a voi tutti per questa accoglienza, che mi mostra visibilmente che la Chiesa è viva anche oggi e la fede è gioia che ci unisce e ci guida sulle strade della vita.

Grazie a voi tutti!

Al termine dell’incontro, uscendo dalla chiesa, il Santo Padre ha aggiunto le seguenti parole:

Cari fratelli e sorelle, vorrei semplicemente dire grazie per la vostra presenza. Ho sentito che alcuni hanno aspettato per ore: grazie per questa pazienza, per questo coraggio. Il Signore vi benedica tutti

Und natürlich grüsse ich auch alle deutschsprachigen ganz herzlich: vergelt’s Gott für Ihre Gegenwart, Gottes Segen Ihnen allen. Herzlich vergelt’s Gott!

[E naturalmente saluto di cuore anche tutti i presenti di lingua tedesca: Dio vi ricompensi tutti, la benedizione del Signore sia su tutti voi. Dio vi ricompensi!]

© Copyright 2008 - Libreria Editrice Vaticana


Paparatzifan
Friday, August 08, 2008 6:58 PM
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INCONTRO CON I PRETI A BRESSANONE - Trascrizione integra. Cliccate qui.


+PetaloNero+
Tuesday, August 12, 2008 3:07 PM
Seguite le orme di Maria: l'esortazione del Papa nella Benedizione Apostolica per il Festival Mariano Internazionale, in Francia dal 14 al 18 agosto


Abbiate il coraggio di seguire le orme della Vergine Maria: è uno dei punti centrali della Benedizione Apostolica del Papa per il XVI Festival Mariano Internazionale, che si terrà a Paray-le-Monial, in Francia, dal 14 al 18 agosto prossimo. Un festival organizzato da numerosi giovani, fondatori di gruppi di preghiera, e dalla Comunità dell'Emmanuele. Il servizio di Benedetta Capelli:

Benedetto XVI assicura la sua vicinanza spirituale a tutti i partecipanti al Festival Mariano Internazionale di Paray-le-Monial. Lo fa attraverso la Benedizione Apostolica per l'evento, che porta in calce la firma del cardinale segretario di Stato, Tarcisio Bertone. “La Vergine Maria – sottolinea Benedetto XVI – attraverso il Suo pellegrinaggio di fede e carità sulla terra, rivela nella Sua persona il vero volto della Chiesa, sposa e serva del Signore”. Il Santo Padre invita a guardare a Lei che, nella via verso la Santità del popolo di Dio, è stata “la prima sul cammino”; “la prima a ricevere la corona della gloria eterna e ad essere elevata in cielo, corpo e anima, per la potenza di Dio”.

Il Papa ricorda ancora come il Mistero della Festa dell’Assunzione, che si celebra nei giorni in cui si svolge il Festival, rivela che “la vita di Colei che non ha avuto altro desiderio che compiere la volontà del Signore, l’ha condotta nella vita vera al fianco del Figlio”. “La donna vestita di sole – si legge ancora – è il segno della vittoria di Dio”. Di qui l'invito ad avere il coraggio di seguire le orme della Vergine senza altro desiderio che quello di donare se stessi a Dio e al prossimo perché non si rimarrà delusi. Infine, al termine della Benedizione Apostolica, il Papa raccomanda l’intercessione di Maria per i partecipanti al Festival e agli organizzatori, ai sacerdoti e ai consacrati che prenderanno parte a questi giorni, contraddistinti dalla fede e dal raccoglimento.


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Paparatzifan
Wednesday, August 13, 2008 7:35 AM
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TRADUZIONE DAL TEDESCO DELLE PAROLE DETTE DAL PAPA A BRACCIO ALL'ANGELUS DI DOMENICA SCORSA:


Cari fratelli e sorelle!

C’è un punto nel Vangelo di Marco dove egli racconta che, dopo giorni di stress, il Signore ha detto ai discepoli: "Venite con me in un luogo solitario e riposatevi un pò" (cfr 6,31).
E siccome la Parola di Cristo non è mai legata al solo momento in cui è pronunciata, ho applicato questo invito ai discepoli anche a me e sono venuto in questo luogo bello e tranquillo per riposare un poco.
Devo ringraziare mons. Egger e tutti i suoi collaboratori, tutta la città di Bressanone e la Regione, perché mi hanno preparato questo luogo tranquillo, in cui in queste due settimane ho potuto distendermi, pensare a Dio e pensare agli uomini e così ricuperare nuove forze. Dio ve ne renda merito!
Dovrei ringraziare molte singole persone, ma farò una cosa più semplice: vi raccomando tutti alla benedizione di Dio. Egli conosce ciascuno di voi per nome e la Sua benedizione toccherà ciascuno personalmente. Questo chiedo di tutto cuore, e ciò sia il mio ringraziamento per voi tutti!
Il Vangelo della Domenica odierna ci riporta, da questo luogo di riposo, alla vita quotidiana. Racconta come, dopo la moltiplicazione dei pani, il Signore va sulla montagna per rimanere solo con il Padre. Intanto, i discepoli sono sul lago e con la loro misera barchetta faticano invano a tener testa al vento contrario.
Forse già all’evangelista questo episodio è apparso quale un’immagine della Chiesa del suo tempo: come questa barchetta, che era la Chiesa di allora, si trovava nel vento contrario della storia e come sembrava che il Signore l’avesse dimenticata. Anche noi possiamo vedervi un’immagine della Chiesa del nostro tempo, che in molte parti della terra si trova a penare per avanzare nonostante il vento contrario e sembra che il Signore sia molto lontano. Ma il Vangelo ci dà risposta, consolazione e incoraggiamento e al tempo stesso ci indica una via. Ci dice, infatti: sì, è vero, il Signore è presso il Padre, ma proprio per questo non è lontano, ma vede ognuno, perché chi è presso Dio non va via, ma è vicino al prossimo. E, in realtà, il Signore li vede e nel momento giusto viene verso di loro. E quando Pietro, andandoGli incontro, rischia di annegare, Egli lo prende per mano e lo riporta in salvo, sulla barca.
Anche a noi il Signore porge continuamente la mano: lo fa mediante la bellezza di una Domenica, lo fa mediante la liturgia solenne, lo fa nella preghiera con cui ci rivolgiamo a Lui, lo fa nell’incontro con la Parola di Dio, lo fa in molteplici situazioni della vita quotidiana – Egli ci porge la mano. E soltanto se noi prendiamo la mano del Signore, se ci lasciamo guidare da Lui, la nostra sarà una strada giusta e buona.
Per questo vogliamo pregarLo, affinché riusciamo sempre di nuovo a trovare la Sua mano. E al contempo questo implica un’esortazione: che, nel Suo nome, noi porgiamo la nostra mano agli altri, a coloro che ne hanno bisogno, per condurli attraverso le acque della nostra storia.


+PetaloNero+
Wednesday, August 13, 2008 3:08 PM
RINUNCE E NOMINE


NOMINA DI MEMBRO ORDINARIO DELLA PONTIFICIA ACCADEMIA DELLE SCIENZE SOCIALI

Il Santo Padre Benedetto XVI ha nominato Membro Ordinario della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali il Prof. Lubomír Mlčoch, Professore di economia presso l'Università Carlo IV di Praga (Repubblica Ceca).

Prof. Lubomír Mlčoch

Il Prof. Lubomír Mlčoch è nato nel 1944 a Troubky nad Bečvou nella regione di Olomouc, nella parte orientale della Repubblica Ceca. Si è laureato in economia a Praga, specializzandosi in economia politica ed econometria (1967). Durante la "Primavera di Praga" ha utilizzato la "teoria dell'impresa" per svolgere una riflessione critica sulle proposte di riforma economica avanzate in Cecoslovacchia ed ha pubblicato il primo testo di microeconomia neoclassica nel blocco sovietico.

Dopo aver soggiornato nelle università di Aberystwyth (Galles), Cambridge (GB), Sorbonne Nouvelle di Parigi, ha pubblicato le proprie analisi critiche sulla via ceca alla trasformazione economica presso il Centro Aletti, Roma 1994. Ha inoltre contribuito alla fondazione del Leadership Forum, che studia gli standard di etica degli affari nel mondo post-comunista, ed ha collaborato con il Woodstock Theological Centre (Georgetown University Washington D.C.).

Esperto nella Dottrina sociale della Chiesa, è membro della Commissione Iustitia et Pax della Conferenza Episcopale della Repubblica Ceca ed ha guidato l'elaborazione del documento di pastorale sociale Pace e Bene (Pokoj a dobro, 2000). Insegna economia istituzionale, etica, economia e sistemi economici comparativi nella Facoltà di Scienze Sociali, da lui fondata, presso l'Università Carlo IV di Praga, di cui è membro del Consiglio scientifico.
+PetaloNero+
Wednesday, August 13, 2008 3:09 PM
L’UDIENZA GENERALE


Alle ore 10.30 di oggi il Santo Padre Benedetto XVI, rientrato lunedì scorso a Castel Gandolfo da Bressanone (Bolzano) dove ha trascorso un periodo di riposo, si è affacciato al balcone del Cortile interno del Palazzo Apostolico per incontrare i fedeli ed i pellegrini convenuti per l’Udienza generale del mercoledì.
Nel discorso in lingua italiana, il Papa si è soffermato sulle figure dei Santi Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein) e Massimiliano Maria Kolbe, la cui memoria liturgica ricorre in questi giorni.
Dopo il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica, il Santo Padre ha rivolto un saluto in varie lingue ai gruppi di fedeli presenti.


CATECHESI DEL SANTO PADRE IN LINGUA ITALIANA

Cari fratelli e sorelle!

Rientrato da Bressanone, dove ho potuto trascorrere un periodo di riposo, sono contento di incontrare e salutare voi, cari abitanti di Castel Gandolfo, e voi, pellegrini, che siete venuti quest’oggi a farmi visita. Vorrei ancora una volta ringraziare quanti mi hanno accolto e hanno vegliato sul mio soggiorno in montagna. Sono stati giorni di serena distensione, durante i quali non ho cessato di ricordare al Signore quanti si affidano alle mie preghiere. E sono veramente tantissimi quelli che mi scrivono chiedendo di pregare per loro. Mi manifestano le loro gioie, ma anche le loro preoccupazioni, i loro progetti di vita, ma pure i problemi familiari e di lavoro, le attese e le speranze che portano in cuore, insieme alle angustie connesse alle incertezze che l’umanità sta vivendo in questo momento. Posso assicurare che per tutti e per ciascuno ho uno ricordo, specialmente nella quotidiana celebrazione della Santa Messa e nella recita del Santo Rosario. So bene che il primo servizio che posso rendere alla Chiesa e all’umanità è proprio quello della preghiera, perché pregando pongo nelle mani del Signore con fiducia il ministero che Lui stesso mi ha affidato, insieme alle sorti dell’intera comunità ecclesiale e civile.

Chi prega non perde mai la speranza, anche quando venisse a trovarsi in situazioni difficili e persino umanamente disperate. Questo ci insegna la Sacra Scrittura e questo testimonia la storia della Chiesa. Quanti esempi, in effetti, potremmo recare di situazioni in cui è stata proprio la preghiera a sostenere il cammino dei santi e del popolo cristiano! Tra le testimonianze della nostra epoca vorrei citare quella di due santi la cui memoria facciamo in questi giorni: Teresa Benedetta della Croce, Edith Stein, la cui festa abbiamo celebrato il 9 di agosto, e Massimiliano Maria Kolbe che ricorderemo domani, 14 agosto, vigilia della solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria. Entrambi hanno concluso con il martirio la loro vicenda terrena nel lager di Auschwitz. Apparentemente le loro esistenze potrebbero essere ritenute una sconfitta, ma proprio nel loro martirio risplende il fulgore dell’Amore che vince le tenebre dell’egoismo e dell’odio. A san Massimiliano Kolbe vengono attribuite le seguenti parole che egli avrebbe pronunciato nel pieno furore della persecuzione nazista: "L’odio non è una forza creativa: lo è solo l’amore". E dell’amore fu eroica prova la generosa offerta che egli fece di sé in cambio di un suo compagno di prigionia, offerta culminata nella morte nel bunker della fame, il 14 agosto del 1941.

Edith Stein, il 6 agosto dell’anno successivo, a tre giorni dalla sua drammatica fine, avvicinando alcune consorelle del monastero di Echt, in Olanda, ebbe a dire loro: "Sono pronta a tutto. Gesù è anche qui in mezzo a noi. Finora ho potuto pregare benissimo e ho detto con tutto il cuore: "Ave, Crux, spes unica ". Testimoni che riuscirono a fuggire dall’orribile massacro raccontarono che Teresa Benedetta della Croce, mentre vestita dell’abito carmelitano avanzava cosciente verso la morte, si distingueva per il suo comportamento pieno di pace e per il suo atteggiamento sereno e per il comportamento calmo e attento alle necessità di tutti. La preghiera fu il segreto di questa Santa compatrona d’Europa, che "anche dopo essere approdata alla verità nella pace della vita contemplativa, dovette vivere fino in fondo il mistero della Croce" (Lettera Apostolica Spes aedificandi,: Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XX, 2, 1999 pag.511).

"Ave Maria!": fu l’ultima invocazione sulle labbra di san Massimiliano Maria Kolbe mentre porgeva il braccio a colui che lo uccideva con un’iniezione di acido fenico. È commovente costatare come il ricorso umile e fiducioso alla Madonna sia sempre sorgente di coraggio e di serenità. Mentre ci prepariamo a celebrare la solennità dell’Assunzione, che è una delle ricorrenze mariane più care alla tradizione cristiana, rinnoviamo il nostro affidamento a Colei che dal Cielo veglia con amore materno su di noi in ogni momento. Questo in effetti noi diciamo nella familiare preghiera dell’Ave Maria, chiedendoLe di pregare per noi "adesso e nell’ora della nostra morte".



SALUTI DEL SANTO PADRE NELLE DIVERSE LINGUE

Je salue cordialement les pèlerins de langue française, en particulier le groupe des jeunes collégiens de Draguignan, ainsi que les Petites Sœurs de Jésus qui se préparent à émettre leurs vœux perpétuels dans l’esprit du Bienheureux Charles de Foucauld. Que votre pèlerinage auprès du tombeau des Apôtres Pierre et Paul soit pour vous l’occasion de raffermir votre attachement au Christ et à son Église et de renforcer votre esprit missionnaire. Que Dieu vous bénisse !

I am happy to welcome the young Irish pilgrims from Kildare and Leighlin who are with us this morning. My warm greeting also goes to the Heisei Youth group from Japan. Upon all the English-speaking pilgrims, including those from Guam, Canada and the United States, I cordially invoke God’s blessings of joy and peace.

Ganz herzlich grüße ich die deutschsprachigen Pilger und Besucher hier in Castel Gandolfo. In diesen Tagen verbringen viele Menschen ihren wohlverdienten Urlaub. Dieser kann nur dann gut und wirklich erfüllt sein, wenn der Mensch die Beziehungen zu den Mitmenschen und vor allem auch zu Gott, unserem Schöpfer, nicht außer acht läßt; denn das Leben ist seinem Wesen nach Beziehung. – Der gütige Gott schenke euch in dieser Ferienzeit eine echte Gemeinschaft untereinander und eine gute Erholung!

Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española. Os invito a contemplar con fervor el testimonio de San Maximiliano María Kolbe. Siguiendo sus huellas, acoged con humildad la Palabra de Jesucristo, meditadla cada día y llevadla a la práctica con valentía y constancia. A ejemplo suyo también, poneos bajo el dulce amparo de la Virgen María, rezando el Santo Rosario y confiando siempre en su amor de Madre. Que Dios os bendiga.

Desejo saudar, cordialmente o grupo da Universidade Católica Portuguesa de Lisboa, e a tripulação do Navio-Escola «Brasil» da Marinha brasileira, aos quais faço votos de que levem deste encontro a lembrança que a vossa vida tem como objetivo servir, com caridade cristã, os cidadãos da vossa Pátria, pelas rotas da paz, da solidariedade e da fraternidade!

Com estes votos, de todo coração abençoo a vós e às vossas famílias, bem como a todos os peregrinos de língua portuguesa aqui presentes.

Serdecznie pozdrawiam pielgrzymów z Polski. Jutro przypada wspomnienie św. Maksymiliana Marii Kolbego. Jego heroiczny akt miłości i męczeńska śmierć będzie zawsze znakiem zwycięstwa Bożej mocy i ludzkiej szlachetności nad bezmiarem zła. Przez jego wstawiennictwo prosimy o dar pokoju na świecie. Niech Bóg błogosławi wam i waszym rodzinom.

[Saluto cordialmente i pellegrini provenienti dalla Polonia. Domani cade la memoria di S. Massimiliano Maria Kolbe. Il suo eroico atto d’amore e la morte di martire sarà sempre segno del trionfo della potenza di Dio e della nobiltà dell’uomo sull’immensità del male. Per la sua intercessione chiediamo il dono della pace nel mondo. Dio benedica voi e le vostre famiglie.]

Rivolgo, inoltre, un cordiale saluto ai pellegrini di lingua italiana, in particolare alle Suore di San Giovanni Battista e alle Figlie dei Sacri Cuori di Gesù e Maria (Ravasco), che stanno celebrando in questi giorni i rispettivi Capitoli generali. Care sorelle vi assicuro il mio orante ricordo affinché possiate rinnovare quotidianamente la dimensione oblativa della vostra vita nell’esercizio fedele delle virtù evangeliche. Saluto altresì il gruppo degli animatori delle parrocchie della città di Vittoria.

Saluto, infine, i giovani, i malati e gli sposi novelli. Cari amici, la luce di Cristo, illumini sempre la vostra vita e la renda feconda di bene.

Grazie a voi tutti. Ancora una buona settimana. Buona festa dell’Assunta.





Udienza generale. Benedetto XVI invoca la pace nel mondo: "Chi prega non perde mai la speranza"


Il Papa invoca il dono della pace nel mondo: lo ha fatto riprendendo questa mattina a Castel Gandolfo l’appuntamento tradizionale dell’udienza generale del mercoledì, sospeso dopo il 2 luglio per il viaggio in Australia e il soggiorno a Bressanone. Benedetto XVI ha elevato la sua preghiera a Dio attraverso l’intercessione di San Massimiliano Maria Kolbe, di cui la Chiesa domani celebra la memoria, e affidando l’umanità alla Vergine a due giorni dalla Solennità dell’Assunzione. Ce ne parla Sergio Centofanti.

Il Papa all’inizio dell’udienza generale ha rievocato il suo soggiorno a Bressanone, da cui è rientrato lunedì scorso. “Sono stati giorni di serena distensione – ha detto - durante i quali non ho cessato di ricordare al Signore quanti si affidano alle mie preghiere”:


“E sono veramente tantissimi quelli che mi scrivono chiedendo di pregare per loro. Mi manifestano le loro gioie, ma anche le loro preoccupazioni, i loro progetti di vita, ma pure i problemi familiari e di lavoro, le attese e le speranze che portano in cuore, insieme alle angustie connesse alle incertezze che l’umanità sta vivendo in questo momento. Posso assicurare che per tutti e per ciascuno ho un ricordo, specialmente nella quotidiana celebrazione della Santa Messa e nella recita del Santo Rosario”.


Benedetto XVI ha sottolineato che, come Vicario di Cristo, “il primo servizio” che può “rendere alla Chiesa e all’umanità è proprio quello della preghiera”:


“Chi prega non perde mai la speranza, anche quando venisse a trovarsi in situazioni difficili e persino umanamente disperate. Questo ci insegna la Sacra Scrittura e questo testimonia la storia della Chiesa. Quanti esempi, in effetti, potremmo recare di situazioni in cui è stata proprio la preghiera a sostenere il cammino dei santi e del popolo cristiano!”


Tra le testimonianze della nostra epoca cita quella di Santa Teresa Benedetta della Croce, Edith Stein, e San Massimiliano Maria Kolbe, che la Chiesa ricorderà domani. Entrambi hanno concluso con il martirio la loro vicenda terrena nel lager di Auschwitz:


“Apparentemente le loro esistenze potrebbero essere ritenute una sconfitta, ma proprio nel loro martirio risplende il fulgore dell’Amore che vince le tenebre dell’egoismo e dell’odio. A san Massimiliano Kolbe vengono attribuite le seguenti parole che egli avrebbe pronunciato nel pieno furore della persecuzione nazista: ‘L’odio non è una forza creativa: lo è solo l’amore’. E dell’amore fu eroica prova la generosa offerta che egli fece di sé in cambio di un suo compagno di prigionia, offerta culminata nella morte nel bunker della fame, il 14 agosto del 1941”.


Edith Stein – ricorda poi il Papa – a tre giorni dalla sua drammatica fine, avvicinando alcune consorelle del monastero di Echt, in Olanda, ebbe a dire loro: “Sono pronta a tutto. Gesù è anche qui in mezzo a noi. Finora ho potuto pregare benissimo e ho detto con tutto il cuore: “Ave, Crux, spes unica ”:


“Testimoni che riuscirono a fuggire dall’orribile massacro raccontarono che Teresa Benedetta della Croce, mentre vestita dell’abito carmelitano avanzava cosciente verso la morte, si distingueva per il suo comportamento pieno di pace e per il suo atteggiamento sereno e per il comportamento calmo e attento alle necessità di tutti. La preghiera fu il segreto di questa Santa compatrona d’Europa, che ‘anche dopo essere approdata alla verità nella pace della vita contemplativa, dovette vivere fino in fondo il mistero della Croce’” (Lettera Apostolica Spes aedificandi,: Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XX, 2, 1999 pag.511).


Il Papa invoca il dono della pace nel mondo attraverso l’intercessione di San Massimiliano Kolbe: “il suo eroico atto d’amore e la morte di martire – ha detto salutando i fedeli polacchi – sarà sempre segno del trionfo della potenza di Dio e della nobiltà dell’uomo sull’immensità del male”:


“'Ave Maria!': fu l’ultima invocazione sulle labbra di san Massimiliano Maria Kolbe mentre porgeva il braccio a colui che lo uccideva con un’iniezione di acido fenico. È commovente costatare come il ricorso umile e fiducioso alla Madonna sia sempre sorgente di coraggio e di serenità. Mentre ci prepariamo a celebrare la solennità dell’Assunzione, che è una delle ricorrenze mariane più care alla tradizione cristiana, rinnoviamo il nostro affidamento a Colei che dal Cielo veglia con amore materno su di noi in ogni momento”.

(applausi)



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