L’UDIENZA GENERALE
L’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 10.30 in Piazza San Pietro dove il Santo Padre ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli giunti dall’Italia e da ogni parte del mondo.
All’Udienza era presente Sua Santità Karekin II, Patriarca Supremo e Catholicos di tutti gli Armeni, in Visita ufficiale. Prima dell’Udienza Generale ha avuto luogo lo scambio di saluti tra il Santo Padre Benedetto XVI e Sua Santità Karekin II.
Quindi ha avuto inizio l’Udienza nel corso della quale il Santo Padre ha trattato il tema: "L’azione dello Spirito Santo a servizio dell’unità".
Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Papa ha rivolto particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti. Quindi ha pronunciato un appello alla solidarietà nei confronti della popolazione del Myanmar colpita dalla spaventosa violenza del ciclone Nargis.
L’Udienza Generale si è conclusa con la recita del Pater Noster e la Benedizione Apostolica impartita insieme ai Vescovi presenti.
Pubblichiamo di seguito le parole di benvenuto del Santo Padre Benedetto XVI a Sua Santità Karekin II, Patriarca Supremo e Catholicos di tutti gli Armeni, e la catechesi del Santo Padre:
PAROLE DI BENVENUTO DEL SANTO PADRE AL CATHOLICOS KAREKIN II
It is my great joy today to greet His Holiness Catholicos Karekin II, Supreme Patriarch and Catholicos of All Armenians, and the distinguished delegation accompanying him. Your Holiness, I pray that the light of the Holy Spirit will illumine your pilgrimage to the tombs of the Apostles Peter and Paul, the important meetings you will have here, and particularly our personal conversations. I ask all who are present today to pray for God’s blessing upon this visit.
Your Holiness, I thank you for your personal commitment to the growing friendship between the Armenian Apostolic Church and the Catholic Church. In 2000, soon after your election, you came to Rome to meet Pope John Paul II, and a year later, you graciously received him in Holy Etchmiadzin. You came once again to Rome together with many Church leaders from East and West, for the funeral liturgy of Pope John Paul II. I am sure that this spirit of friendship will be further deepened during the coming days.
In an external niche of Saint Peter’s Basilica, there is a fine statue of Saint Gregory the Illuminator, founder of the Armenian Church. It serves to remind us of the severe persecutions suffered by Armenian Christians, especially during the last century. Armenia’s many martyrs are a sign of the power of the Holy Spirit working in times of darkness, and a pledge of hope for Christians everywhere.
Your Holiness, dear Bishops and dear friends, together with you I implore Almighty God, through the intercession of Saint Gregory the Illuminator, to help us grow in unity, in one holy bond of Christian faith, hope and love.
CATECHESI DEL SANTO PADRE IN LINGUA ITALIANA
Cari fratelli e sorelle,
come vedete, è tra noi questa mattina Sua Santità il Catholicos Karekin II, Patriarca Supremo e Catholicos di tutti gli Armeni, accompagnato da una distinta delegazione. Rinnovo l’espressione della mia gioia per la possibilità che mi è data stamani di accoglierLo: l’odierna sua presenza ci ravviva nella speranza della piena unità di tutti i cristiani. Colgo volentieri l’occasione per ringraziarLo anche dell’amabile accoglienza che Egli ha riservato di recente in Armenia al mio Cardinale Segretario di Stato. E’ un piacere per me fare altresì memoria dell’indimenticabile visita che il Catholicos compì a Roma nell’anno Duemila, appena dopo la sua elezione. IncontrandoLo, il mio amato Predecessore Giovanni Paolo II, Gli consegnò una insigne reliquia di San Gregorio l’Illuminatore e in seguito si recò in Armenia per restituirGli la visita.
È noto l’impegno della Chiesa Apostolica Armena per il dialogo ecumenico, e sono certo che anche l’attuale visita del venerato Patriarca Supremo e Catholicos di tutti gli Armeni contribuirà ad intensificare i rapporti di fraterna amicizia che legano le nostre Chiese. Questi giorni di immediata preparazione alla Solennità di Pentecoste ci stimolano a ravvivare la speranza nell’aiuto dello Spirito Santo per avanzare sulla strada dell’ecumenismo. Noi abbiamo la certezza che il Signore Gesù non ci abbandona mai nella ricerca dell’unità, poiché il suo Spirito è instancabilmente all’opera per sostenere i nostri sforzi tesi a superare ogni divisione e a ricucire ogni lacerazione nel vivo tessuto della Chiesa.
Proprio questo Gesù promise ai discepoli negli ultimi giorni della sua missione terrena, come abbiamo sentito poc’anzi nel brano del Vangelo: assicurò loro l’assistenza dello Spirito Santo, che Egli avrebbe mandato perché continuasse a far loro sentire la sua presenza (cfr Gv 14,16-17). Tale promessa divenne realtà quando, dopo la risurrezione, Gesù entrò nel Cenacolo, salutò i discepoli con le parole «La pace sia con voi» e, alitando su di loro, disse: "Ricevete lo Spirito Santo" (Gv 20,22). Li autorizzava a rimettere i peccati. Lo Spirito Santo, quindi, appare qui come forza del perdono dei peccati, del rinnovamento dei nostri cuori e della nostra esistenza; e così Egli rinnova la terra e crea unità dov'era divisione. Poi, nella festa di Pentecoste, lo Spirito Santo si mostra attraverso altri segni: attraverso il segno di un vento gagliardo, di lingue di fuoco, e gli Apostoli parlano in tutte le lingue. Questo è un segno che la dispersione babilonica, frutto della superbia che separa gli uomini, è superata nello Spirito che è carità e che dà unità nella diversità. Dal primo momento della sua esistenza la Chiesa parla in tutte le lingue — grazie alla forza dello Spirito Santo e alle lingue di fuoco — e vive in tutte le culture, non distrugge niente dei vari doni, dei diversi carismi, ma riassume tutto in una grande e nuova unità che riconcilia: unità e multiformità.
Lo Spirito Santo, che è la carità eterna, il legame dell'unità nella Trinità, unisce con la sua forza nella carità divina gli uomini dispersi, creando così la multiforme e grande comunità della Chiesa in tutto il mondo. Nei giorni dopo l'Ascensione del Signore fino alla domenica di Pentecoste, i discepoli con Maria erano riuniti nel Cenacolo per pregare. Sapevano di non poter essi stessi creare, organizzare la Chiesa: la Chiesa deve nascere ed essere organizzata dall’iniziativa divina, non è una creatura nostra, ma è dono di Dio. E solo così essa crea anche unità, una unità che deve crescere. La Chiesa in ogni tempo — in particolare, in questi nove giorni tra l'Ascensione e la Pentecoste — si unisce spiritualmente nel Cenacolo con gli Apostoli e con Maria per implorare incessantemente l'effusione dello Spirito Santo. Sospinta dal suo vento gagliardo essa potrà così essere capace di annunciare il Vangelo sino agli estremi confini della terra.
Ecco perché, pur di fronte alle difficoltà e alle divisioni, i cristiani non possono rassegnarsi né cedere allo scoraggiamento. Questo chiede a noi il Signore: perseverare nella preghiera per mantenere viva la fiamma della fede, della carità e della speranza, a cui si alimenta l’anelito verso la piena unità. Ut unum sint! dice il Signore. Sempre risuona nel nostro cuore questo invito di Cristo; invito che ho avuto modo di rilanciare nel mio recente Viaggio apostolico negli Stati Uniti d’America, dove ho fatto riferimento alla centralità della preghiera nel movimento ecumenico. In questo tempo di globalizzazione e, insieme, di frammentazione, "senza preghiera, le strutture, le istituzioni e i programmi ecumenici sarebbero privi del loro cuore e della loro anima" (Incontro ecumenico nella chiesa di S. Joseph a New York, 18 aprile 2008). Rendiamo grazie al Signore per i traguardi raggiunti nel dialogo ecumenico grazie all’azione dello Spirito Santo; restiamo docili all’ascolto della sua voce, affinché i nostri cuori, ricolmi di speranza, percorrano senza sosta il cammino che conduce alla piena comunione di tutti i discepoli di Cristo.
San Paolo, nella Lettera ai Galati, ricorda che "il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé" (5,22-23). Sono questi doni dello Spirito Santo che invochiamo anche noi oggi per tutti i cristiani, perché nel comune e generoso servizio al Vangelo, possano essere nel mondo segno dell’amore di Dio per l’umanità. Volgiamo fiduciosi lo sguardo a Maria, Santuario dello Spirito Santo, e per mezzo di Lei preghiamo: "Vieni, Spirito Santo, riempi i cuori dei tuoi fedeli e accendi in essi il fuoco del tuo amore". Amen!
SINTESI DELLA CATECHESI NELLE DIVERSE LINGUE
○ Sintesi della catechesi in lingua francese
Chers Frères et Sœurs,
Ce matin, j’ai la joie d’accueillir Sa Sainteté Karekin II, Patriarche suprême et Catholicos de tous les Arméniens, et la délégation qui l’accompagne. Je profite de l’occasion pour les remercier de l’accueil aimable qu’ils ont réservé récemment en Arménie au Cardinal Secrétaire d’État. La fête de Pentecôte, que nous nous préparons à célébrer, ravive notre espérance de la pleine unité entre les chrétiens et nous pousse à avancer sur le chemin œcuménique, avec l’aide de l’Esprit Saint et les efforts de tous. Nous avons la certitude que le Seigneur ne nous abandonne jamais dans la recherche de l’unité. La promesse devint réalité quand Jésus vint au Cénacle et dit aux Apôtres : «Recevez l’Esprit Saint». Comme aux origines, l’Église est encore, en quelque sorte, en état de Pentecôte, rassemblée pour obtenir de nouvelles effusions de l’Esprit. Ut unum sint ! Cette invitation du Christ résonne encore dans notre cœur. J’ai eu l’occasion de la rappeler lors de mon récent voyage aux États-Unis, soulignant l’importance de la prière, élément central du mouvement œcuménique. Invoquons les dons de l’Esprit sur tous les chrétiens et, avec Marie, prions : « Viens, Esprit Saint, remplis les cœurs de tes fidèles et allume en eux le feu de ton amour. Amen ».
Je suis heureux de vous accueillir, chers pèlerins francophones, en particulier le groupe de Saint-Hilaire du Harcouet, avec Monseigneur Georges Dupont, Évêque émérite de Pala, les groupes venus de Suisse pour la cérémonie du serment de la Garde Suisse Pontificale et les religieuses de la Congrégation du Rosaire du Liban. Que l’Esprit Saint fasse de vous les messagers de Dieu jusqu’aux extrémités de la terre. Avec ma Bénédiction apostolique.
○ Sintesi della catechesi in lingua inglese
Dear Brothers and Sisters,
Today we welcome to our Audience His Holiness Catholicos Karekin II, Supreme Patriarch and Catholicos of All Armenians, together with a delegation from the Armenian Apostolic Church. His presence among us, in these days before the Solemnity of Pentecost, spurs us to pray more fervently for the outpouring of the Holy Spirit upon all Christians as we seek to advance along the path of ecumenism. The Risen Lord sent the Spirit upon his disciples, and from the day of Pentecost, the Church has constantly implored the Spirit’s gifts, which impel her to proclaim the Gospel before all the world. The presence and activity of the Spirit remind us that Christ never abandons his Church. The Spirit sustains our efforts to overcome division, to persevere in prayer and to work for Christian unity. Prayer is the heart and soul of the ecumenical movement. Today, let us join in thanking the Lord for the Spirit’s work in fostering ecumenical dialogue and inspiring the hope of full unity. May the gifts of the Spirit lead all Christians to serve the Gospel with generosity and to be a sign of God’s love for all humanity. With Mary, let us pray: "Come, Holy Spirit, fill the hearts of your faithful, and kindle in them the fire of your love! Amen."
I offer a warm welcome to the Delegates taking part in the Annual Conference of the Canon Law Society of Great Britain and Ireland. I am also pleased to greet the pilgrims from Our Lady of the Rosary Church in Qatar. Upon all the English-speaking pilgrims, especially those from England, Scotland, Australia, India, Indonesia, Korea, Canada, Guam and the United States, I cordially invoke Almighty God’s abundant blessings of joy and peace.
○ Sintesi della catechesi in lingua tedesca
Liebe Brüder und Schwestern!
Der Besuch des Katholikos aller Armenier, Seiner Heiligkeit Karekin II., den wir mit Freude heute unter uns begrüßen, stärkt uns alle in der Hoffnung auf die volle Einheit aller Christen und trägt gewiß dazu bei, die freundschaftlichen Bande zwischen unseren beiden Kirchen zu festigen. In diesen Tagen vor Pfingsten beten wir in besonderer Weise um die Gabe des Heiligen Geistes. Wir dürfen darauf vertrauen, daß der Heilige Geist unsere Bemühungen, die Trennungen zu überwinden, unterstützt. Christus hat den Jüngern den Beistand des Heiligen Geistes als Unterpfand seiner Gegenwart zugesichert. Am Ostertag hat der Auferstandene den Aposteln den Heiligen Geist geschenkt; diese Gabe ist am Pfingsttag offenbar geworden. Die Kirche befindet sich sozusagen immer in einer pfingstlichen Situation. Im Abendmahlssaal versammelt, betet sie beharrlich um die stets neue Ausgießung des Geistes. Der Herr will, daß wir im Gebet ausharren und die Hoffnung auf die volle Einheit lebendig halten: Daß alle eins seien! Das Gebet ist ja die Herzmitte der ökumenischen Bewegung. Danken wir dem Herrn für das schon Erreichte; hören wir folgsam auf seine Stimme, um unentwegt auf dem Weg zur Einheit aller Jünger Christi voranzuschreiten. Bitten wir um die Gaben des Geistes, damit wir durch den gemeinsamen Einsatz für das Evangelium in der Welt ein Zeichen der Liebe Gottes zu den Menschen sein können.
Sehr herzlich heiße ich die Pilger aus den Ländern deutscher Sprache willkommen. Einen besonderen Gruß richte ich an die Eltern, Verwandten und Gäste meiner Schweizergardisten, die anläßlich der Vereidigung der neuen Rekruten nach Rom gekommen sind. Ebenso grüße ich die Abordnung des Österreichischen Fußballbundes. Der Heilige Geist hilft uns, als Christen Zeugnis zu geben und Gutes zu wirken. Der Herr begleite euch und eure Lieben mit seiner Gnade.
○ Sintesi della catechesi in lingua spagnola
Queridos hermanos y hermanas:
Hoy está con nosotros el Patriarca Supremo y Katholicos de todos los Armenios, con una delegación, que he recibido con gozo esta mañana, y cuya presencia reaviva la esperanza de llegar a la plena unidad de todos los cristianos. La proximidad de la solemnidad de Pentecostés nos invita a confiar en la ayuda del Espíritu Santo para avanzar en el camino ecuménico.
Jesús aseguró a los suyos que mandaría el Espíritu Santo, que los alentaría siempre hasta los más recónditos confines de la tierra, y esto se hizo manifiesto y público precisamente el día de Pentecostés. La Iglesia, por así decir, vive continuamente en estado de Pentecostés, y por eso no se desanima ante las dificultades para realizar su misión y mantener vivo el anhelo de la plena unidad de todos los discípulos de Cristo.
Saludo cordialmente a los peregrinos y visitantes de lengua española venidos de España, México y otros países latinoamericanos. Exhorto a todos a orar incesantemente por el progreso ecuménico, pues la plegaria es el corazón del camino hacia la unidad entre los cristianos.
Muchas gracias por vuestra visita.
SALUTI PARTICOLARI NELLE DIVERSE LINGUE
○ Saluto in lingua portoghese
Amados peregrinos de língua portuguesa, a minha saudação de boas-vindas para todos vós neste mês de Maio, que tradicionalmente chama o povo cristão a multiplicar os seus gestos diários de veneração e imitação de Nossa Senhora. Mostrai-vos agradecidos, não regateando a Deus o tempo que Lhe deveis. Rezai o terço todos os dias! Deixai a Virgem Mãe possuir o vosso coração: confiai-lhe tudo o que sois, tudo o que tendes! E Deus será tudo em todos... Isto é o que mais desejo a todos os presentes - vindos de modo especial do Brasil, nomeadamente do Santuário Santa Terezinha do Menino Jesus em Botucatu - ao conceder-vos, extensiva aos familiares, a minha Bênção Apostólica.
○ Saluto in lingua polacca
Witam przybyłych do Rzymu Polaków. Jutro w waszej Ojczyźnie przypada uroczystość świętego Stanisława, głównego patrona Polski. Jak „Dobry Pasterz, który daje życie za owce", stał na straży ładu moralnego i praw Kościoła. Niech troska o zachowanie przykazań Bożych i o sprawy Kościoła przenika wasze rodziny, parafie, każdego z was. Niech Chrystus będzie fundamentem waszego życia.
[Saluto i Polacchi venuti a Roma. Domani nella vostra Patria ricorre la solennità di San Stanislao, il principale patrono della Polonia. A immagine del "Buon Pastore che dà la vita per le sue pecore" Egli vigilava sull’ordine morale e proteggeva i diritti della Chiesa. Invito le vostre famiglie, le parrocchie ed ognuno di voi a mantenere il rispetto dei comandamenti e la cura per la Chiesa. Che Cristo sia il fondamento della vostra vita.]
○ Saluto in lingua ungherese
Szeretettel köszöntöm a Magyar Püspöki Kar tagjait, akik ad limina látogatáson vannak itt. Isten hozta a magyar híveket, különösen is azokat, akik nagy számban a Pécsi Egyházmegyéből jöttek. Ez a római út erősítsen meg benneteket a Szent Péter utódja iránti szeretetben. Szívesen adom rátok és családjaitokra apostoli áldásomat. Dicsértessék a Jézus Krisztus!
[Saluto con affetto i Membri della Conferenza Episcopale Ungherese, che sono arrivati alla visita ad limina. Saluto inoltre tutti fedeli ungheresi, specialmente il folto gruppo arrivato dalla Diocesi di Pécs. Questa visita romana approfondisca il vostro amore per il successore di san Pietro. Volentieri benedico voi e le vostre famiglie. Sia lodato Gesù Cristo!]
○ Saluto in lingua croata
Pozdravljam sve hrvatske hodočasnike, a osobito vjernike župe Svih Svetih iz Sesveta te Hrvatske Katoličke Misije iz Kölna. Često zazivajte Duha Svetoga kao što su to činili apostoli iščekujući blagdan Pedesetnice, da i vi budete uvjerljivi svjedoci uskrslog Gospodina. Hvaljen Isus i Marija!
[Saluto i pellegrini croati, particolarmente i fedeli della parrocchia di Tutti i Santi di Sesvete e della Missione Cattolica Croata di Köln. Invocate spesso lo Spirito Santo come hanno fatto gli apostoli aspettando il giorno delle Pentecoste, affinché anche voi siate testimoni convincenti del Signore risorto. Siano lodati Gesù e Maria!]
○ Saluto in lingua italiana
Saluto i pellegrini di lingua italiana. In particolare, rivolgo un cordiale pensiero al pellegrinaggio promosso dalle Adoratrici Perpetue del Santissimo Sacramento in occasione della beatificazione di Maria Maddalena dell’Incarnazione, ed incoraggio a promuovere sempre più l’amore per l’Eucarestia affinchè sorgano, accanto ad ogni Monastero dell’Ordine, gruppi di "adoratori". Si realizzerà così l’anelito della vostra Beata Fondatrice che amava ripetere: "Gesù sia da tutti conosciuto, amato, adorato e ringraziato ogni momento nel SS.mo e Divinissimo sacramento". Saluto i rappresentanti delle Scuole delle Maestre Pie Venerini che ricordano il 280° anniversario di morte della Fondatrice, ed auspico che il loro pellegrinaggio a Roma sia ricco di frutti spirituali. Saluto i Dirigenti e i calciatori dell’Inter, nel centesimo anniversario di fondazione, e colgo l’occasione per sottolineare ancora una volta l’importanza dei valori morali dello sport nell’educazione delle nuove generazioni. Un affettuoso saluto rivolgo poi agli studenti del Circolo didattico di Sant’Antioco e a quelli dell’Istituto Madre Teresa di Calcutta, di Campodipietra.
Desidero, infine, salutare i giovani, i malati e gli sposi novelli. Cari giovani, in questo mese di maggio da poco iniziato, che la tradizione popolare dedica a Maria, imparate da Lei a compiere sempre la volontà di Dio. Contemplando la Madre di Cristo crocifisso, voi, cari malati, sappiate riconoscere il valore salvifico di ogni croce; e voi, cari sposi novelli, affidatevi alla protezione della Santa Vergine, per creare nella vostra famiglia quel clima di preghiera e di serenità che regnava nella casa di Nazareth.
APPELLO DEL SANTO PADRE
Faccio mio il grido di dolore e di aiuto della cara popolazione del Myanmar, che ha visto improvvisamente distrutte dalla sconvolgente violenza del ciclone Nargis numerosissime vite, oltre a beni e mezzi di sussistenza.
Come ho già assicurato nel messaggio di solidarietà inviato al Presidente della Conferenza Episcopale, sono spiritualmente vicino alle persone colpite. Vorrei inoltre ripetere a tutti l'invito ad aprire il cuore alla pietà e alla generosità affinché, grazie alla collaborazione di quanti sono in grado e desiderano prestare soccorso, si possano alleviare le sofferenze causate da così immane tragedia.
Aprite il cuore alle sofferenze del Myanmar: l’appello del Papa all’udienza generale. In Piazza San Pietro, Benedetto XVI e Karekin II rinnovano l’impegno per il dialogo ecumenico
Aprite il cuore alla generosità verso il popolo sofferente del Myanmar: è l’accorato appello levato stamani dal Papa in Piazza San Pietro, durante il tradizionale appuntamento con i pellegrini del mercoledì. Benedetto XVI ha colto l’occasione della presenza all’udienza generale del Catholicos di tutti gli armeni Karekin II per rinnovare l’impegno a rafforzare il dialogo ecumenico. In questi giorni di preparazione alla Pentecoste, è stata l’esortazione del Papa ai 30 mila fedeli presenti, ravviviamo la speranza nell’aiuto dello Spirito Santo “per avanzare sulla strada dell’ecumenismo”. Il servizio di Alessandro Gisotti:
La comunità internazionale dimostri la sua generosità verso il popolo del Myanmar devastato dal ciclone “Nargis”: in Piazza San Pietro, il pensiero del Papa va a quanti soffrono nel Paese asiatico. Il Santo Padre rinnova il messaggio di solidarietà inviato al presidente della conferenza episcopale del Myanmar con un vibrante appello al cuore di ogni uomo di buona volontà:
“Faccio mio il grido di dolore e di aiuto della cara popolazione del Myanmar, che ha visto improvvisamente distrutte dalla sconvolgente violenza del ciclone Nargis numerosissime vite, oltre a beni e mezzi di sussistenza (…) Vorrei inoltre ripetere a tutti l’invito ad aprire il cuore alla pietà e alla generosità affinché, grazie alla collaborazione di quanti sono in grado e desiderano prestare soccorso, si possano alleviare le sofferenze causate da così immane tragedia”.
L’udienza generale, conclusasi con questo appello, è stata arricchita dalla presenza del Patriarca e Catholicos di tutti gli Armeni Karekin II, accolto da Benedetto XVI sul sagrato della Basilica vaticana, tra gli applausi dei pellegrini. Karekin II è arrivato sul sagrato dalla Basilica di San Pietro. Prima dell’udienza generale, infatti, ha reso omaggio alla tomba di Giovanni Paolo II ed ha salutato la statua di San Gregorio l’Illuminatore, fondatore della Chiesa armena, collocata in una nicchia della Basilica. Benedetto XVI ha ringraziato Karekin II per il suo impegno personale nel rafforzamento dell’amicizia tra la Chiesa apostolica armena e quella cattolica. Quindi, ha ricordato le “dure persecuzioni” sofferte dai cristiani armeni, specie nel secolo scorso:
“Armenia’s many martyrs are a sign of the power of the Holy Spirit…”
I tanti martiri dell’Armenia, ha detto il Papa, sono uno segno della potenza dello Spirito Santo che lavora in tempi di oscurità ed è promessa di speranza per i cristiani in ogni luogo. Dal canto suo, Karekin II ha ricordato che gli armeni sono sopravvissuti ad uno sterminio ed ha levato un appello affinché tutte le nazioni condannino gli stermini del passato e del presente e si impegnino nella costruzione della pace.
(canti)
Dopo il momento dei saluti, in un clima di grande cordialità, il Papa ha svolto la sua catechesi. La presenza di Karekin II, ha detto ai pellegrini, “ci ravviva nella speranza di piena unità di tutti i cristiani”. Una visita che avviene dopo il recente viaggio in Armenia del cardinale segretario di Stato, Tarcisio Bertone. Il Pontefice ha riconosciuto gli sforzi compiuti dalla Chiesa apostolica armena per il dialogo ecumenico. Quindi, ha messo l’accento sul significato della Solennità di Pentecoste sulla strada dell’ecumenismo:
“Noi abbiamo la certezza che il Signore Gesù non ci abbandona mai nella ricerca dell’unità poiché il suo Spirito è instancabilmente all’opera per sostenere i nostri sforzi tesi a superare ogni divisione e a ricucire ogni lacerazione nel vivo tessuto della Chiesa”.
Nel giorno della Pentecoste, ha detto, il dono che Gesù aveva affidato ai suoi la sera di Pasqua, l’assistenza dello Spirito Santo, divenne palese e pubblico. Da allora, ha proseguito, la Chiesa è sempre, “per così dire, in stato di Pentecoste: raccolta nel Cenacolo prega incessantemente per ottenere sempre nuove effusioni dei doni dello Spirito Santo”:
“Ecco perché, pur di fronte alle difficoltà e alle divisioni, i cristiani non possono rassegnarsi né cedere allo scoraggiamento. Questo chiede a noi il Signore: perseverare nella preghiera per mantenere viva la fiamma della speranza e l’anelito verso la piena unità. Ut unum sint!”
“La Chiesa – ha detto il Papa a braccio - parla, fin dal primo momento della sua esistenza, in tutte le lingue, grazie alla forza dello Spirito Santo, e vive in tutte le culture. La Chiesa non distrugge niente dei propri doni, della propria storia, ma riassume tutto in una nuova unità che riconcilia unità e diversità”:
“Nei giorni dopo l’Ascensione del Signore fino alla domenica di Pentecoste, i discepoli con Maria erano riuniti nel Cenacolo per pregare. Loro sapevano che non potevano da loro stessi creare, organizzare la Chiesa; che la Chiesa non può essere organizzata ma deve nascere; che la Chiesa non è una Creatura nostra, ma è dono di Dio. E così solo crea anche unità e cresce unita”.
Un invito all’unità rilanciato dal Papa anche nel viaggio negli Stati Uniti, dove ha ribadito la “centralità della preghiera nel movimento ecumenico”. Benedetto XVI ha invocato lo Spirito Santo affinché i cristiani, nel loro “comune e generoso servizio al Vangelo, possano essere nel mondo segno dell’amore di Dio per l’umanità”. In questa prima udienza generale nel mese mariano, il Papa ha invitato i giovani, i malati e gli sposi novelli ad affidarsi alla protezione della Santa Vergine.
Al momento dei saluti ai fedeli nelle diverse lingue, il Papa ha rivolto un pensiero speciale ai pellegrini della Chiesa “Nostra Signora del Rosario” di Doha, in Qatar, al momento prima ed unica chiesa nel Paese arabo. Un augurio particolare ai polacchi che domani festeggiano San Stanislao, patrono della Polonia. Salutando i fedeli di lingua italiana, il Papa ha rivolto un cordiale pensiero ai partecipanti al Pellegrinaggio promosso dalle Adoratrici Perpetue del Santissimo Sacramento e ai rappresentanti delle Scuole delle Maestre Pie Venerini. Infine, un saluto all’Inter, squadra di calcio italiana che festeggia il centenario di fondazione. Nell’occasione, Benedetto XVI ha sottolineato “l’importanza dei valori morali dello sport nell’educazione delle nuove generazioni”.
www.radiovaticana.org/it1/videonews_ita.asp?vaiflv=0000326.flv&vaiserver=A&vai=ctv_frame00326.jpg&var1=07/05/2008&var2=Vatican%20City&var3=Papa:%20appello%20per%20Myanmar%20ed%20ecumenismo,%20temi%20all%20Udienza%20Generale&settimana=19&anno_perlinknav=2008&dal=04/05&...
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Da Petrus
Strage di Erba: il Pontefice saluta Carlo Castagna, l'uomo del perdono
CITTA’ DEL VATICANO - Al termine della tradizionale Udienza Generale del Mercoledi’, prima di lasciare Piazza San Pietro sulla consueta jeep bianca, Benedetto XVI ha stretto la mano e scambiato qualche parola con Carlo Castagna, marito, padre e nonno di tre delle vittime della strage di Erba. Il signor Castagna (nella foto) era accompagnato dal vicario episcopale di Lecco, che e' il sacerdote con il quale ha condiviso dai primi momenti il percorso spirituale che lo portato a perdonare cristianamente gli assassini di sua figlia, della moglie e del nipotino.