Print   Search   Utenti   Join     Share : FaceboolTwitter
Pages: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, ..., 77, 78, 79, 80, 81, 82, 83, 84, 85, 86, [87], 88, 89, 90, 91, 92, 93, 94, 95, 96, 97, ..., 161, 162, 163, 164, 165, 166, 167, 168, 169, 170
+PetaloNero+
Sunday, April 13, 2008 4:38 PM
Benedetto XVI al Regina Caeli affida a Maria il suo viaggio apostolico negli Stati Uniti. Nella Giornata mondiale per le vocazioni, il Papa ricorda che il matrimonio cristiano è una vocazione missionaria.



Benedetto XVI prima del Regina Caeli affida a Maria il suo viaggio apostolico negli Stati Uniti. Nell’odierna Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, dedicata al tema “Le vocazione al servizio della Chiesa–missione”, il Papa invita a seguire il modello di San Paolo, missionario per eccellenza. Ricorda poi che anche la chiamata al matrimonio cristiano è una vocazione missionaria. Il servizio di Roberta Gisotti.


Invochiamo “la materna protezione di Maria sulle molteplici vocazioni esistenti nella Chiesa, perché si sviluppino con una forte impronta missionaria”. Così il Papa prima di recitare il Regina Caeli. Poi il pensiero è volato negli Stati Uniti, al viaggio che si appresta a compiere dal 15 aprile al 21 aprile, con tappe a Washington e New York.


“Affido a Lei, Madre della Chiesa e Regina della Pace, anche la speciale esperienza missionaria che vivrò nei prossimi giorni con il viaggio apostolico negli Stati Uniti d’America e la visita all’ONU, mentre chiedo a voi tutti di accompagnarmi con la vostra preghiera”.


“Cristo è la nostra speranza!” Il motto del viaggio. “Cristo – ha aggiunto il Santo Padre rivolto ai pellegrini di lingua inglese presenti in piazza San Pietro - è il fondamento della nostra speranza per la pace, per la giustizia e per la libertà, che scaturisce dalla legge di Dio, adempiuta nel suo comandamento di amarsi l’un l’altro”. Poi di nuovo l’invito a pregare per il successo della sua visita, “cosicché questa possa essere un tempo di rinnovamento spirituale per tutti gli Americani”.


Benedetto XVI, ha quindi ricordato che la Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni quest’anno si colloca nella prospettiva dell’Anno Paolino, che inizierà il 28 giugno, per celebrare i duemila anni della nascita dell’Apostolo delle genti, Paolo, “il missionario per eccellenza”, “che il Signore chiamò per essere ministro del Vangelo”.


“Egli rappresenta pertanto un modello per ogni cristiano, in maniera particolare per i missionari ad vitam, cioè per quegli uomini e quelle donne che si dedicano totalmente ad annunciare Cristo a quanti ancora non l’hanno conosciuto: una vocazione, questa, che conserva tuttora la sua piena validità.


Un servizio – ha spiegato il Papa – che svolgono in primo luogo i sacerdoti, “che si spendono senza riserve nel ministero pastorale, suggellando talora la fedeltà a Cristo con il sacrificio della vita”. Nel rendere grazie a Dio per questi fratelli, Benedetto XVI ha reso omaggio alla memoria dei due religiosi missionari, il francese Joseph Douet e l’inglese Brian Thorp, rimasti uccisi questa settimana in Guinea e in Kenya.


Il Santo Padre ha chiesto poi di pregare “perché sia sempre più nutrita la schiera di quanti decidono di vivere radicalmente il Vangelo mediante i voti di castità, povertà e obbedienza: sono uomini e donne – ha detto – che hanno un ruolo primario nell’evangelizzazione”. Benedetto XVI ha concluso la sua catechesi mettendo in luce un aspetto poco considerato:


“Non va infine dimenticato che anche quella al matrimonio cristiano è una vocazione missionaria: gli sposi, infatti, sono chiamati a vivere il Vangelo nelle famiglie, negli ambienti di lavoro, nelle comunità parrocchiali e civili. In certi casi, inoltre, offrono la loro preziosa collaborazione nella missione ad gentes."



www.radiovaticana.org
+PetaloNero+
Monday, April 14, 2008 3:03 PM
RINUNCE E NOMINE


NOMINA DEL VESCOVO DI LUÇON (FRANCIA)

Il Santo Padre Benedetto XVI ha nominato Vescovo di Luçon (Francia) il Rev.do Alain Castet, del clero di Parigi, finora Parroco di Saint-François-Xavier e Decano di Orsay-Breteuil.

Rev.do Alain Castet

Il Rev.do Alain Castet è nato il 10 maggio 1950 a Floirac (Gironde), nell’arcidiocesi di Bordeaux. Compiuti gli studi classici, ha frequentato la Scuola Normale Cattolica e la Sorbona, conseguendo il Diplôme universitaire d’études littéraires e una Licenza in Filosofia. In seguito è entrato nel Seminario di Saint-Sulpice a Issy-les-Moulineaux. È titolare di una Licenza in Teologia, conseguita nel 1979 presso l’Istituto Cattolico di Parigi.

È stato ordinato sacerdote il 28 giugno 1975 per l’arcidiocesi di Parigi.

Ha ricoperto i seguenti incarichi ministeriali: Vice-parroco a Saint-Sulpice (1975-1979); Cappellano della Scuola, Collegio e Liceo Saint-Jean de Passy (1979-1986); Vice-parroco a Notre-Dame de Grâce de Passy e Cappellano del Liceo La Tour (1986-1990); Parroco di Saint-Antoine de Padoue e Cappellano di La Tour (1990-1995); Parroco di Saint-Pierre du Gros Caillou (1995-2003).

Dal 1998 è Decano di Orsay-Breteuil e, dal 2003, Parroco di Saint-François-Xavier e Cappellano di Notre-Dame du Bon Conseil. È membro del Consiglio Presbiterale dell’arcidiocesi di Parigi dal 1995.
+PetaloNero+
Monday, April 14, 2008 3:04 PM
Il grazie del Papa ai missionari che annunciano Cristo al mondo: la testimonianza di una religiosa camilliana nello Sri Lanka



Il Papa ieri al Regina Caeli ha ricordato con gratitudine, nella Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, i tanti missionari che si spendono senza riserve per annunciare Cristo nel mondo, pagando la loro testimonianza anche con il sacrificio della vita, come è accaduto nei giorni scorsi a due religiosi in Guinea e Kenya. E sono molti i missionari che operano quotidianamente nel silenzio in realtà difficili al fianco dei sofferenti e dei più poveri. Al microfono di Tiziana Campisi ascoltiamo la testimonianza di suor Elisa Kallakats, Figlia di San Camillo, che svolge il suo apostolato nello Sri Lanka e che insieme a tre consorelle, ad 8 chilometri da Colombo, si dedica in particolare ad anziani e malati.


R. – Essere missionari significa portare la voce di Dio ai sofferenti, con il nostro esempio di vita, con il nostro modo di fare, nel parlare e nell’azione.


D. – Cosa ricorda in particolare del periodo in cui lei ha scelto di donarsi alla Chiesa per Cristo?


R. – A me è capitato una volta che un povero mi abbia chiesto della frutta. Ero una bambina e avevo cinque frutti in mano. Prima mi sono rifiutata di dare, ma poi ho preso il più piccolo e gliel’ho dato. E quest’uomo mi ha detto: “Almeno mi hai dato quello piccolo”. Ho ricordato queste parole per tutta la vita. Ho sempre pensato: “Potevo dargli quello più grande”. Adesso io desidero dare il frutto più grande al Signore. Lo ricorderò sempre nella mia vita, e anche quando do qualcosa ai poveri, adesso, lo ricordo.


D. – Come è arrivata poi alla consacrazione?


R. – Ho avuto sempre occasione di trattare con i poveri e questo è stato sempre piacevole nella mia vita: stare vicino ai poveri e ai bisognosi.


D. – Che cosa ricorda in particolare del periodo in cui viveva il discernimento per la scelta della vita religiosa?


R. – Desideravo dare, dare tutto per il Signore, il più possibile, secondo le mie capacità.


D. – Come vive oggi tutto questo?


R. – Lo vivo ogni giorno, quando faccio le cose le offro al Signore. Cerco di fare tutto per piacere a Lui, come posso. Penso però che Lui voglia di più da me, più di quello che io do. Se posso dare di più devo dare. E ho ancora questo desiderio.


D. – Lo Sri Lanka è una terra difficile. Cosa vuol dire vivere la missione in un Paese come questo?


R. – Lo Sri Lanka è un Paese difficile, perché c’è anche la guerra. Questa gente soffre, ma nello stesso tempo ha fiducia nel Signore, accetta dalla mano di Dio la sofferenza. Vivono veramente con paura. Questa paura però è accettata volentieri. E questo anche a noi religiosi dà coraggio. Per noi religiosi tante volte è difficile capire la volontà di Dio, ma come religiose penso che dobbiamo imparare da questa gente.


www.radiovaticana.org
+PetaloNero+
Monday, April 14, 2008 7:05 PM
Messaggio di Benedetto XVI alla televisione russa in occasione del suo compleanno


Primo messaggio televisivo di un Papa al popolo russo




MOSCA/ROMA, lunedì, 14 aprile 2008 (ZENIT.org).- In occasione del compleanno di Benedetto XVI, un canale pubblico russo trasmetterà per la prima volta per televisione un documentario su questo Papa.

Il momento culminante è l'allocuzione del Santo Padre in cui, per la prima volta nella storia, il Vescovo di Roma si rivolge al popolo russo per esprimergli il suo apprezzamento.

Il messaggio, pronunciato parzialmente in russo, è diretto a Sua Beatitudine Alessio II, Patriarca di Mosca e di tutte le Russie, ai cristiani ortodossi, ai Vescovi e ai credenti cattolici e a tutti gli abitanti della Russia. In esso, Benedetto XVI sottolinea soprattutto la necessità del dialogo tra i cristiani.

Il documentario, promosso e sovvenzionato dall'associazione cattolica internazionale Aiuto alla Chiesa che Soffre ed emesso da Vesti, un canale statale di notizie, presenta momenti importanti della vita e dell'opera di Joseph Ratzinger, Benedetto XVI, la cui biografia è ancora molto poco conosciuta tra i russi.

Nel video interviene anche il fratello del Papa, monsignor Georg Ratzinger. L'introduzione è presentata dall'Arciprete Igor Vyzhanov, segretario per le Relazioni Intercristiane del Dipartimento per i Rapporti Esteri del Patriarcato di Mosca.

Sia a Roma che nella capitale russa c'è una chiara coscienza del fatto che "il documentario e l'allocuzione sono un bel simbolo del processo di avvicinamento tra le due Chiese", spiega l'esperto in Russia di Aiuto alla Chiesa che Soffre, Peter Humeniuk, responsabile del progetto fin dall'inizio e uno dei suoi ideatori.

Il filmato è stato prodotto in stretta collaborazione con il Patriarcato di Mosca e soprattutto con l'Arciprete Vsevolod Chaplin, vicepresidente del Dipartimento per i Rapporti Esteri della Chiesa Russo-Ortodossa, che ha supervisionato il progetto, e il nunzio apostolico a Mosca, l'Arcivescovo Antonio Mennini.

La realizzazione è stata affidata alla produzione cristiana interconfessionale Blagovest Media di San Pietroburgo sotto la direzione di Nikolaj Goryachkin e in cooperazione con CRTN (Rete Cattolica di Radio e Televisione), con sede in Germania, vicino Francoforte sul Meno, e guidata da Mark von Riedemann.

La televisione vaticana CTV ha messo a disposizione del progetto numerose immagini d'archivio. Goryachkin ha sottolineato anche lo straordinario aiuto prestato dal suo direttore, padre Federico Lombardi S.I., che è anche direttore della Sala Stampa della Santa Sede.

Peter Humeniuk ha spiegato: "Nei miei viaggi in Russia ho notato in molte persone il desiderio di ricevere informazioni obiettive sul Papa e la Chiesa cattolica. Il documentario su Benedetto XVI servirà anche per soddisfare questa domanda".

Il fatto che il Santo Padre si rivolga direttamente al popolo russo è "motivo di grande gioia e un avvenimento storico". Allo stesso modo, sottolinea il bel gesto di trasmettere il filmato nel giorno del compleanno del Papa.

Per Humeniuk, si può affermare che il dialogo tra le Chiese cattolica e ortodossa russa va avanti.

In questo processo, Aiuto alla Chiesa che Soffre agisce come "forza catalizzatrice", perché senza essere un interlocutore diretto di questo dialogo sovvenziona iniziative per la sua promozione. In questo senso, Humeniuk precisa che il documentario è "un segno" rivelatore della coscienza che hanno i cristiani della base comune delle due Chiese.

Aiuto alla Chiesa che Soffre è un'associazione di diritto pontificio dipendente dalla Santa Sede che, per espresso desiderio di Giovanni Paolo II, sostiene il dialogo con la Chiesa ortodossa russa dall'inizio degli anni Novanta.

Nell'aprile del 2007, Papa Benedetto XVI ha lodato in un'udienza privata l'opera dell'Associazione a favore della riconciliazione tra la Chiesa cattolica e quella ortodossa russa, ratificando l'incarico del suo predecessore.
+PetaloNero+
Tuesday, April 15, 2008 3:05 PM
RINUNCE E NOMINE


RINUNCIA DEL VICARIO APOSTOLICO DI MÉNDEZ (ECUADOR) E NOMINA DEL SUCCESSORE

Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale del Vicariato Apostolico di Méndez (Ecuador), presentata da S.E. Mons. Pietro Gabrielli, S.D.B., in conformità al can. 401 § 1 del Codice di Diritto Canonico.

Il Papa ha nominato Vicario Apostolico di Méndez (Ecuador) il Rev.do P. Néstor Montesdeoca Becerra, S.D.B., Direttore della Comunità Salesiana Don Bosco a Quito - La Tola, assegnandogli la sede titolare vescovile di Celle di Mauritania.

Rev.do P. Néstor Montesdeoca Becerra, S.D.B.

Il Rev.do P. Néstor Montesdeoca Becerra, S.D.B., è nato il 29 aprile 1957 a El Pan. Dopo aver svolto gli studi primari nel luogo d’origine, presso lo scuola Nicanor Corral, e quelli secondari presso il Collegio Salesiano Orientalista di Cuenca, dal 1977 al 1980 ha frequentato i corsi istituzionali di Filosofia presso l’Istituto Superiore Salesiano, allora annesso alla Pontificia Università Cattolica dell’Ecuador (oggi Università Politecnica Salesiana), dove ha conseguito poi la Licenza in Scienze dell’Educazione, con specializzazione in Psicopedagogia. Dal 1977 al 1980 ha studiato Teologia a Roma, nella Pontificia Università Salesiana, ottenendo la Licenza. Ha inoltre frequentato i corsi per il Dottorato in Scienze Teologiche e Sacra Scrittura (sempre alla PUS) ed attualmente sta preparando la tesi dottorale. Ha emesso la Professione Perpetua il 24 maggio 1982 ed è stato ordinato sacerdote il 30 agosto 1986.

Dopo l’ordinazione ha ricoperto i seguenti incarichi: 1986-88: Professore e Consigliere presso l'Istituto Superiore Salesiano (Quito); 1988-92: Consigliere presso il Colegio Salesiano Card. Spellman; 1992-93: Membro della Comunità salesiana di Riobamba e Professore del Colegio Santo Tomàs; 1993-95: Parroco della Missione di Limón (Méndez) ed incaricato della Pastorale giovanile del Liceo salesiano; 1995-00: Formatore e Vicario del Post-noviziato salesiano (Quito), Docente presso l’Università Politecnica Salesiana; 2000-03: Membro della Comunità salesiana El Girón e responsabile della Pastorale giovanile del Colegio Salesiano Card. Spellman (Quito); 2003-06: Direttore della Comunità salesiana El Girón (Quito); Dal 2006: Direttore della Comunità salesiana de La Tola (Quito); Responsabile delle Unità Educative Card. Spellman e Don Bosco de la Tola, nonché del programma Chicos de la Calle (Quito).
+PetaloNero+
Wednesday, April 16, 2008 3:01 PM
RINUNCE E NOMINE




RINUNCIA DEL VESCOVO DI PRESIDENTE PRUDENTE (BRASILE) E NOMINA DEL SUCCESSORE

Il Santo Padre Benedetto XVI ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Presidente Prudente (Brasile), presentata da S.E. Mons. José Maria Libório Camino Saracho, in conformità al can. 401 § 1 del Codice di Diritto Canonico.

Il Papa ha nominato Vescovo di Presidente Prudente (Brasile) il Rev.do Benedito Gonçalves dos Santos, del clero della diocesi di Paracatu, finora Vicario Generale e Parroco della Cattedrale della medesima diocesi.

Rev.do Benedito Gonçalves dos Santos
Il Rev.do Benedito Gonçalves dos Santos è nato nella città di Paracatu, nell’omonima diocesi dello Stato di Minas Gerais, il 19 luglio 1958. Ha studiato filosofia e teologia nel Seminario maggiore dell’arcidiocesi di Brasília ed ha conseguito anche un diploma universitario in Scienze Contabili.
È stato ordinato sacerdote l’8 dicembre 1990 ed ha svolto le seguenti attività: Parroco della Cattedrale (dal 1990); Assistente Spirituale Regionale del Movimento "Encontro de Casais com Cristo" (dal 2006) e Direttore Spirituale della Pastorale Familiare della Conferenza Episcopale Regionale "Leste II" (dal 2005).
Dal 1996 è Vicario Generale della diocesi di Paracatu.




NOMINA DEL VESCOVO DI JALINGO (NIGERIA)

Il Santo Padre ha nominato Vescovo di Jalingo (Nigeria) il Rev.do Charles Hammawa, del clero di Yola, Rettore del Seminario Maggiore di Jos.

Rev.do Charles Hammawa
Il Rev.do Charles Hammawa, del clero di Yola, è nato il 1° ottobre 1962. È stato ordinato sacerdote il 4 luglio 1987.
È in possesso di un Master in Filosofia (Ecumenismo), conseguito presso il Trinity College a Dublino, e una Licenza in Teologia Biblica presso la Pontificia Università Urbaniana.
Dal 2002 è Rettore del Seminario Maggiore di Jos.



NOMINA DEL COADIUTORE DI EKITI (NIGERIA)

Il Papa ha nominato Vescovo Coadiutore della diocesi di Ekiti (Nigeria) il Rev.do Felix Femi Ajakaye, del clero di Ekiti, Parroco di St. Michael Catholic Church a Opopogboro (Ado-Ekiti).

Rev.do Felix Femi Ajakaye

Il Rev.do Felix Femi Ajakaye è nato il 25 maggio 1962 a Ibadan. Dopo la scuola primaria a Oluyoro-Titun (Ibadan), è entrato nel Seminario Minore di Oke-Are (Ibadan) nel 1974 e vi è rimasto fino al 1980, quando è passato al Seminario Maggiore dei Santi Pietro e Paolo a Bodija, Ibadan. È stato ordinato sacerdote il 4 luglio 1987.
Dopo l’ordinazione ha ricoperto i seguenti incarichi: 1987-1988: Pastoral Assistant della St. Patrick’s Cathedral, Ado-Ekiti; 1988-1990: Parroco della Christ the King Parish, Ado-Ekiti; 1990-1992:Parroco della St. Anne’s Parish, Aramako-Ekiti; 1992-1995: Parroco della St. John’s Pro Cathedral, Ilawe-Ekiti; 1995-1996: Studi per il Master in Giornalismo e, nel frattempo, Pastoral Assistant della Nazareth House, Cardiff, Wales, Regno Unito; 1996-2001: Parroco della St. Fidelis Parish, Ado-Ekiti; 2001: Diploma in Pastoral Communication presso la Pontificia Università Gregoriana, a Roma; 2002-2003: Parroco della Holy Family Parish, Ado-Ekiti; 2003-2006: Pastoral Assistant nell’Arcidiocesi di Lagos.
Dal 2006 è Parroco della St. Michael’s Catholic Church, Opopogboro, Ado-Ekiti.


+PetaloNero+
Thursday, April 17, 2008 3:12 PM
RINUNCE E NOMINE




RINUNCIA DELL’ARCIVESCOVO METROPOLITA DI GDAŃSK (POLONIA) E NOMINA DEL SUCCESSORE



Il Santo Padre Benedetto XVI ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell’arcidiocesi di Gdańsk (Polonia), presentata da S.E. Mons. Tadeusz Gocłowski, C.M., in conformità al can. 401 § 1 del Codice di Diritto Canonico.



Il Papa ha nominato Arcivescovo Metropolita di Gdańsk (Polonia) S.E. Mons. Sławoj Leszek Głódź, finora Arcivescovo-Vescovo di Warszawa-Praga.



○ S.E. Mons. Sławoj Leszek Głódź

S.E. Mons. Sławoj Leszek Głódź è nato il 13 agosto 1945 a Bobrówka (arcidiocesi di Białystok). Dopo aver superato gli esami di maturità, nel 1964 è entrato nel Seminario Maggiore di Białystok.

È stato ordinato sacerdote il 14 giugno 1970.

Ha compiuto gli studi di Diritto Canonico presso l’Università Cattolica di Lublino ed il Pontificio Istituto Orientale in Roma, dove nel 1980 ha conseguito il Dottorato in Diritto Canonico Orientale.

Dal 1981 al 1991 è stato Officiale della Congregazione per le Chiese Orientali.

Il 21 gennaio 1991 è stato nominato Ordinario Militare in Polonia. Ha ricevuto la consacrazione episcopale il 23 febbraio dello stesso anno.

Il 26 agosto 2004 è stato trasferito alla sede residenziale di Warszawa-Praga con titolo personale di Arcivescovo.

Attualmente è membro del Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale Polacca, Co-Presidente della Commissione Congiunta Chiesa-Governo e Presidente del Consiglio Episcopale per i Mezzi di Comunicazione Sociale.




Da Petrus

Polonia, Monsignor Slawoj Leszek Glodz nominato Arcivescovo di Danzica



CITTA’ DEL VATICANO - Il Papa ha nominato Monsignor Slawoj Leszek Glodz (nella foto) arcivescovo metropolita di Danzica (Gdansk). In Polonia nelle scorse settimane l'ipotesi che Glodz potesse essere designato arcivescovo di Danzica al posto del dimissionario Tadeusz Gloclowski aveva suscitato critiche da parte del premio Nobel per la pace ed ex leader di Solidarnosc, Lech Walesa. Monsignor Glodz, per anni primo cappellano dell'esercito polacco, e' noto per le sue posizioni ultraconservatrici, che esterna spesso anche su questioni strettamente politiche. L'arcivescovo dimissionario Tadeusz Goclowski, in carica a Danzica dall'84, e' noto per le sue capacita' del dialogo ed e' un europeista. Nelle scorse settimane, di fronte all'ipotesi che Glodz diventasse arcivescovo di Danzica, alcuni quotidiani polacchi hanno scritto che dopo le elezioni politiche del 2005, egli ha favorito la nascita della coalizione del governo fra il partito dei Kaczynski (Pis), la Lega delle famiglie polacche (Lpr) e Samoobrona (Autodifesa) del leader populista Andrzej Lepper, rimosso poi dalla carica sulla scia di scandali sessuali. Alcuni intellettuali polacchi, tra cui lo storico Aleksander Hall, avrebbero anche preparato una lettera al Papa, poi non spedita, affermando che ''la Sede Apostolica dovrebbe rispettare la linea con cui la diocesi fu guidata dall'arcivescovo Goclowski''.
+PetaloNero+
Friday, April 18, 2008 3:07 PM
RINUNCE E NOMINE




NOMINA DEL VESCOVO DI LOJA (ECUADOR)

Il Santo Padre ha nominato Vescovo di Loja (Ecuador) Mons. Julio Parrilla Díaz, Parroco della Parrocchia "La Inmaculada de Iñaquito" a Quito.

Mons. Julio Parrilla Díaz

Mons. Julio Parrilla Díaz è nato il 25 marzo 1946, a Orense (Spagna). Ha frequentato la scuola primaria e secondaria nel suo paese d’origine. Il 15 agosto 1971 ha emesso la professione religiosa nel Movimento ADSIS.

Ha studiato Filosofia nella Pontificia Università Salesiana di Roma, ottenendo la Licenza; ha anche seguito gli studi teologi presso lo Studentato Salesiano di Salamanca. Nel 1977, presso la Pontificia Università di Salamanca, ha conseguito la Licenza in Teologia, con la Specializzazione in Catechetica. Inoltre, nel 1973, si è Laureato in Lettere e Filosofia presso l’Università di Valencia.

Il 30 marzo 1975 ha ricevuto l’ordinazione presbiterale a Salamanca e si è incardinato nella diocesi di Salamanca.

Nel 1992, come sacerdote "fidei donum", è andato missionario in Ecuador nella diocesi di Portoviejo, dove ha svolto il ministero di Parroco. Contemporaneamente, ha svolto il compito di Segretario generale del Movimento ADSIS.

Dal 1998, è Parroco della Parrocchia "La Inmaculada de Iñaquito" nella arcidiocesi di Quito.



NOMINA DEL COADIUTORE DI MAHAJANGA (MADAGASCAR)

Il Papa ha nominato Vescovo Coadiutore di Mahajanga (Madagascar) il Rev.do Roger Victor Rakotondrajao, sacerdote della diocesi di Miarinarivo.

Rev.do Roger Victor Rakotondrajao

Il Rev.do Roger Victor Rakotondrajao è nato il 26 marzo 1960 ed è stato ordinato sacerdote il 29 luglio 1990 per la diocesi di Miarinarivo.

Ha lavorato con profitto nella sua diocesi e ha concluso gli studi in Diritto Canonico a Parigi. Attualmente sta per laurearsi pure in Diritto Civile.
+PetaloNero+
Friday, April 18, 2008 5:59 PM
Il dolore del Santo Padre per le vittime dell’incidente aereo a Goma, nella Repubblica Democratica del Congo



Benedetto XVI esprime il suo cordoglio per le vittime della sciagura aerea avvenuta a Goma il 15 aprile scorso, nella quale hanno perso la vita almeno 44 persone. In un telegramma, a firma del cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone, indirizzato all’arcivescovo di Kinshasa, mons. Monsengwo Pasinya, il Papa si associa alle preghiere dei famigliari delle vittime. Il Papa esprime apprezzamento per l’impegno profuso dai soccorritori e dalla popolazione locale e chiede a Dio il conforto per quanti sono rimasti feriti nell’incidente e per tutte le persone provate da questa catastrofe.


www.radiovaticana.org
+PetaloNero+
Saturday, April 19, 2008 3:04 PM
RINUNCE E NOMINE




RINUNCIA DEL VESCOVO DI TOMBURA-YAMBIO (SUDAN) E NOMINA DEL SUCCESSORE

Il Santo Padre Benedetto XVI ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Tombura-Yambio (Sudan), presentata da S.E. Mons. Joseph Abangite Gasi, in conformità al canone 401 § 1 del Codice di Diritto Canonico.

Il Papa ha nominato Vescovo di Tombura-Yambio (Sudan), il Rev. Edward Hiiboro Kussala, Professore di Teologia Morale al St. Paul’s Seminary, a Khartoum.

Rev. Edward Hiiboro Kussala

Il Rev. Edward Hiiboro Kussala, è nato il 23 marzo 1964 a Source Yubu, nella Diocesi di Tombura-Yambio. Dal 1974 al 1979 ha frequentato la scuola primaria di Source Yubu. Ha continuato la scuola media al Seminario Minore di "St. Joseph" di Rimenze, dal 1980 al 1982, ed è stato promosso alla scuola secondaria del St. Mary’s Senior Seminary, a Wau, che ha frequentato dal 1983 al 1985. Entrato nel Seminario nazionale di "St. Paul’s", ha frequenato l’"orientation course" nel 1986 e i corsi di Filosofia a Juba (1987-1989), ottenendo il Diploma. Dal 1990 al 1993 ha frequentato i corsi di Teologia, concludendoli con il B.A. E’ stato ordinato il 20 maggio 1994, a Khartoum, ed incardinato nella Diocesi di Tombura-Yambio.

Dopo l’ordinazione ha ricoperto i seguenti incarichi: 1994-2001: Vicario parrocchiale della parrocchia dei SS Apostoli Pietro e Paolo e Rettore del Seminario Minore diocesano di Tombura-Yambio nella Repubblica Centrafricana, situato nel Sudanese Refugees Camp di Mboki; Economo e responsabile della cura pastorale del personale diocesano nei campi dei rifugiati sudanesi nella Repubblica Centrafricana e Direttore della scuole secondaria dei Rifugiati di Mboki; 2002-2005: Studi per la Laurea in Teologia Morale all’Accademia Alfonsiana, Roma;

2003-2005: Ha seguito corsi di Diritto Internazionale all’Università Lateranense, ottenendo un MA, e successivamente dei corsi in Administration and Personnel management, sempre alla Lateranense, ottenendo un Diploma nel 2004. Ha frequentato anche corsi di "Spirituality for educators" all’Angelicum e di bioetica; dal 2005: Professore di Teologia Morale al Seminario Nazionale di San Paolo, a Khartoum.

[00610-01.01]


NOMINA DELL’ARCIVESCOVO DI NYERI (KENYA)

Il Santo Padre ha nominato Arcivescovo di Nyeri (Kenya), S.E. Mons. Peter J. Kairo, finora Vescovo di Nakuru.

[00611-01.01]


NOMINA DI AUSILIARE DI PADERBORN (GERMANIA)

Il Santo Padre Benedetto XVI ha nominato Vescovo Ausiliare di Paderborn (Germania) il Rev.do Mons. Hubert Berenbrinker, del clero della medesima arcidiocesi, Direttore del Dipartimento "Personale Pastorale" della Curia arcivescovile e Canonico del Capitolo Metropolitano di Paderborn, assegnandogli la sede titolare vescovile di Panatoria.

Rev.do Mons. Hubert Berenbrinker

Mons. Berenbrinker è nato a Verl (arcidiocesi di Paderborn) il 7 giugno 1950. Ha compiuto gli studi filosofici e teologici presso la Facoltà teologica di Paderborn e presso l’Università di Innsbruck (Austria).

E’ stato ordinato sacerdote l’11 giugno 1977 a Paderborn. Dal 1977 al 1981 ha ricoperto l’incarico di vicario parrocchiale a Hagen e dal 1981 al 1983 a Löhne, essendo allo stesso tempo anche cappellano per la gioventù del decanato di Herford. Dal 1983 al 1988 è stato vicario parrocchiale a Bünde-Holsen e dal 1988 al 1989 a Kirchlengern. Dal 1989 al 2004 ha svolto il ministero sacerdotale come parroco della parrocchia dei SS. Pietro e Paolo a Siegen. Dal 1994 al 1998 ha ricoperto anche l’ufficio di decano del decanato di Siegen e nel contempo dal 1995 al 1997 quello di cappellano degli studenti di quella città. Dal 1998 al 2004 è stato decano regionale della zona Siegerland-Südsauerland e dal 2001 al 2004 anche responsabile dell’unità pastorale di Siegen-Süd.

Nel 2001 è stato nominato canonico del Capitolo Metropolitano di Paderborn e nel 2004 responsabile del dipartimento "Personale Pastorale" della Curia di Paderborn. Nel 2005 gli è stato conferito il titolo di Cappellano di Sua Santità.

+PetaloNero+
Saturday, April 19, 2008 3:05 PM
Tre anni dopo. La testimonianza di Benedetto XVI



di Marco Fabi/ 19/04/2008

Tre anni, il cardinale Joseph Ratzinger veniva eletto al soglio pontificio, come nuovo papa, dopo Giovanni Paolo II. Vi proponiamo il bilancio tracciato da Giovanni Maria Vian sull'Osservatore Romano.

La testimonianza di Papa Benedetto
di Giovanni Maria Vian - Osservatore Romano del 19 aprile

Da tre anni Joseph Ratzinger è vescovo di Roma. L'anniversario della sua elezione - una delle più rapide nella storia, in un conclave che mai era stato così numeroso - ricorre mentre il Papa è negli Stati Uniti d'America, e il significato di questa coincidenza può essere ritrovato in una frase raccolta da "Usa today". Giovedì, il quotidiano più diffuso nel Paese s'interrogava infatti sul fenomeno, fino a poche settimane fa del tutto inaspettato, dell'interesse che ha suscitato la visita papale, muovendo per l'occasione diverse decine di migliaia di persone da ogni parte dell'Unione.

Un fenomeno spiegato da CeAnne Laramee con semplicità: "Il mondo - ha dichiarato al giornale la donna, venuta appunto a Washington dalla Florida con due figlie - ha bisogno di vedere l'amore che Gesù vuole donare a noi tutti". Ecco, è proprio questo il significato essenziale del servizio che, come successore di Pietro, Benedetto XVI sta svolgendo con gentile mitezza: testimoniare l'amore di Cristo per renderlo visibile e mostrarne la credibilità nel mondo di oggi. Come ora il Papa sta facendo nel suo percorso americano, vero e proprio viaggio missionario che è finalizzato ad annunciare, a un grande Paese e davanti all'Organizzazione delle Nazioni Unite, Cristo nostra speranza.

A questa speranza, nella quale siamo salvati, Benedetto XVI ha dedicato lo scorso autunno la sua seconda enciclica, per richiamare ciò che davvero importa nel frastuono di tante voci: non un'ideologia e nemmeno una morale che si aggiungerebbero a tante altre, ma l'incontro unico con una persona che è in grado di cambiare la vita di ogni essere umano, secondo l'affermazione iniziale dell'enciclica programmatica del pontificato, dedicata a Dio che è amore. Ed è un annuncio quello del Papa intenzionato a mostrare come sia possibile superare l'individualismo, il relativismo e il materialismo che segnano le nostre società e favoriscono l'ingiustizia, offuscando la speranza più profonda del cuore umano e mettendo a tacere la stessa legge iscritta nelle coscienze: quella ragione che permetterebbe invece a credenti e non credenti di procedere insieme.

Da tre anni la predicazione di Benedetto XVI è così rivolta senza stancarsi ad annunciare a donne e uomini del nostro tempo, e con il loro linguaggio, la verità di Cristo. In continuità con la tradizione cattolica, che è dinamica e vitale proprio perché rivolta al futuro, alla venuta definitiva dell'unico Signore.

www.korazym.org




Nel terzo anniversario del suo pontificato, Benedetto XVI celebra oggi la Messa nella Cattedrale di St. Patrick


Il Papa oggi, nel terzo anniversario della sua elezione, celebra la Messa nella Cattedrale di St. Patrick a New York: il rito è dedicato in particolare al clero e ai religiosi. La Radio Vaticana trasmetterà la cronaca dell’evento a partire dalle 15.05 sull'onda media di 585 kHz e sulla modulazione di frequenza di 105 MHz. Successivamente Benedetto XVI si reca al Seminario di St. Joseph dove avrà un primo incontro con un gruppo di disabili e poi con i i giovani e i seminaristi dell’istituto. La nostra emittente seguirà in diretta anche questo avvenimento a partire dalle 22.20 sulle medesime frequenze. Domani, ultimo giorno del viaggio negli Stati Uniti, si svolgerà l'attesa visita a Ground Zero con la preghiera del Papa in memoria delle vittime degli attentati dell'11 settembre 2001.


www.radiovaticana.org
+PetaloNero+
Saturday, April 19, 2008 3:06 PM
La giornata vaticana. Norme sulla pedofilia, artisti a Napoli, Chiara Lubich


di Mattia Bianchi/ 19/04/2008

Le notizie del giorno sulla vita della Chiesa e della Santa Sede, riportate dalle principali agenzie di stampa italiane. I testi integrali con fonte...


CARDINALE LEVADA: NUOVE NORME SULLA PEDOFILIA
Vaticano sta studiando modifiche alla legge canonica che governa ilmodo in cui la Chiesa affronta i casi di abusi sessuali da parte del clero. Lo ha detto al New York Times il cardinale William Levada all'indomani dello storico, primo incontro tra papa Benedetto XVI e un gruppo di cinque vittime di molestie da parte di sacerdoti. Levada, che ha ereditato il ruolo di Papa Ratzinger come capo della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha affermato che il Vaticano non ha intenzione di annunciare ancora le nuove regole e non ha specificato quali canoni sono in via di revisione. Il cardinale, scrive il New York Times, ha suggerito che potrebbero riferirsi al periodo entro cui, in base al diritto ecclesiastico, i reati di pedofilia cadono in proscrizione affermando che il suo ufficio ha dovuto spesso giudicare casi vecchi di anni ''perche' le vittime non si sentivano personalmente in grado di far denuncia'' fino a che non erano ormai adulti. (Fonte: ANSA)

NAPOLI, ARTISTI INCONTRANO IL CARDINALE SEPE
Il cardinale Crescenzio Sepe ha invitato ''a casa sua'' esponenti del mondo dello spettacolo. Per la prima volta attori, cantanti, registi e autori incontreranno, infatti, l'Arcivescovo di Napoli il quale desidera avviare con loro un rapporto di conoscenza e di amicizia attraverso uno scambio di idee, di opinioni e di valutazioni sulla realta' napoletana e sul ruolo che gli artisti svolgono sul piano culturale e sociale, ma anche sul contributo che essi possono offrire nella sana formazione dei giovani e nella affermazione di quei valori che sono fondamentali nello sviluppo della persona umana. L'obiettivo, quindi, e' anche quello di individuare possibili percorsi di collaborazione e di impegno sinergico, attraverso opportune iniziative in funzione degli eventi che ci potranno essere e degli appuntamenti che saranno programmati. Oltre cento, si legge in una nota, gli inviti che sono partiti in vista di questo primo incontro, che, coordinato dal direttore dell'Ufficio Diocesano per la Pastorale dello Spettacolo, don Mimmo Garritani, si terra' alle ore 12 di lunedi' 21 aprile, nella Sala del Palazzo Arcivescovile. (Fonte: ANSA)

IL CARDINALE CAFFARRA RICORDA CHIARA LUBICH
''Chiara e' sorella nello spirito di tutti i grandi mistici del ventesimo secolo: Teresa del Bambino Gesu', Gemma Galgani, Padre Pio da Pietrelcina, Madre Teresa di Calcutta. Essi vivono in se stessi, portano sulle loro spalle l'immane sofferenza dell'uomo moderno: l'aver abbandonato Dio''. Cosi' l'arcivescovo di Bologna, card. Carlo Caffarra, nell'omelia delle massa celebrata nella cattedrale del capoluogo emiliano a un mese dalla morte di Chiara Lubich, fondatrice del movimento dei Focolari. ''Una discepola di Chiara - ha ricordato il cardinale - ha scritto recentemente: 'mi ha fatto molta impressione una frase che pronunciava: io patisco per tutti i peccati del mondo, per tutti i peccatori!'. Cari fratelli e sorelle, ringraziamo lo Spirito Santo che dona alla Chiesa sempre nuovi carismi perche' sia continuamente rinnovata: non chiudiamoci nella grettezza rigida delle nostre burocratiche programmazioni pastorali. Perche', come scrive Chiara - ha concluso Caffarra - l' attrattiva del nostro, come di tutti i tempi, e' cio' che di piu' umano e di piu' divino si possa pensare: Gesu' e Maria, il Verbo di Dio, figlio di un falegname; la Sede della Sapienza, madre di essa''. (Fonte: ANSA)


www.korazym.org
+PetaloNero+
Monday, April 21, 2008 3:26 PM
Il cordoglio del Papa per la morte del cardinale López Trujillo



Si svolgeranno mercoledì prossimo alle 11.00 nella Basilica Vaticana le esequie del cardinale colombiano Alfonso López Trujillo, presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia, morto sabato scorso a Roma dopo una breve malattia all’età di 72 anni. La Santa Messa sarà celebrata dal cardinale Angelo Sodano, decano del Collegio cardinalizio. Al termine del rito, la Liturgia esequiale sarà presieduta da Benedetto XVI che terrà l’omelia e il rito dell’Ultima Commendatio e della Valedictio. Il Papa, che già ieri a New York aveva espresso il suo dolore, appena appresa la notizia, in un telegramma inviato ai familiari del porporato, ha definito il cardinale López Trujillo un “instancabile pastore” che si è “generosamente” speso “al servizio della Chiesa e del Vangelo della vita” e per “la nobile causa della promozione del matrimonio e della famiglia cristiana”. Ma ascoltiamo la testimonianza di un suo stretto collaboratore, mons. Gregorio Kaszak, segretario del Pontificio Consiglio per la famiglia, intervistato da Stanislaw Tasiemski:


R. - Per volontà di Sua Santità Giovanni Paolo II, ha preso questo incarico alla guida del dicastero per la famiglia e l’ha preso sul serio, ha lavorato tantissimo. Era un cardinale molto intelligente, era un cardinale ben informato su tutte le problematiche che riguardavano la famiglia, il matrimonio ma anche la vita perché lui sempre sottolineava: “Guarda che la vita, la trasmissione della vita, appartiene alla famiglia. Se portiamo la vita umana fuori dalla famiglia, il mondo è finito”. Era un uomo che lavorava tanto: talora mi faceva vedere i documenti che doveva leggere e diceva: “Vedi questa montagna di carte? Io entro domani o dopodomani, devo leggerle, però, per fortuna, di notte non dormo allora leggo o scrivo. E veramente la mattina successiva, nell’ufficio, ci portava i suoi testi scritti di proprio pugno, a mano, e noi preparavamo questi testi. Dunque era un uomo non soltanto che aveva grande conoscenza ma questa conoscenza, questi talenti, queste doti che il Signore gli aveva dato, le ha utilizzate con tutta la sua forza per il bene del matrimonio, della famiglia e della vita. Era un uomo che sapeva combattere, che si impegnava per la verità, che non aveva paura degli avversari perché diceva che "la verità è più forte, non dobbiamo avere paura di manifestarla, di presentarla anche a coloro che non la condividono". Aveva l’idea che si dovrebbe avere un dialogo con i politici, con i legislatori e non soltanto quelli cattolici ma anche gli altri perché, diceva, che si trattava del bene comune; "quando parliamo della famiglia, quando parliamo del matrimonio - diceva - si tratta del bene di tutti, di tutta la società. Non esiste la società, non esiste neanche il futuro del mondo, senza il matrimonio e la famiglia”. Era convinto di questo e veramente ha impegnato tutte le sue forze proprio per difendere la vita, l’istituzione matrimoniale e familiare.


www.radiovaticana.org
+PetaloNero+
Tuesday, April 22, 2008 3:04 PM
RINUNCE E NOMINE


RINUNCIA DEL VESCOVO DI SAN ROQUE DE PRESIDENCIA ROQUE SÁENZ PEÑA (ARGENTINA) E NOMINA DEL SUCCESSORE

Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di San Roque de Presidencia Roque Sáenz Peña (Argentina), presentata da S.E. Mons. José Lorenzo Sartori, in conformità al can. 401 § 1 del Codice di Diritto Canonico.

Il Papa ha nominato Vescovo di San Roque de Presidencia Roque Sáenz Peña (Argentina) il Rev.do Hugo Nicolás Barbaro, finora Direttore Spirituale Regionale della Prelatura dell’Opus Dei in Argentina.

Rev.do Hugo Nicolás Barbaro

Il Rev.do Hugo Nicolás Barbaro è nato il 12 dicembre 1950 a Vicente López (Buenos Aires). Dopo aver ottenuto il Dottorato in Medicina presso l’Università di Buenos Aires (1974) e aver esercitato per due anni la professione, è entrato nel Seminario Internazionale della Prelatura a Roma, e ha conseguito la Laurea in Teologia morale (1980).

E’ stato ordinato sacerdote il 15 agosto 1980 a Torreciudad, Spagna, incardinandosi nella Prelatura dell’Opus Dei. Ha collaborato poi con il Prelato a Roma ed è tornato in Argentina dove ha svolto diversi ministeri sacerdotali a Buenos Aires e Mendoza. Dal 1982 al 1989 è stato Cappellano del Centro culturale Las Barracas, di San Isidro, e dal 1982 al 1989 è stato Cappellano della Residenza Universitaria Carrizal (Mendoza). Dal 1990 al 1991 ha ricoperto l’ incarico di Segretario della Delegazione della Prelatura in Bolivia, dove, dal 1991 al 1994, è stato Vicario Regionale. Dal 1994 ad oggi è stato Direttore spirituale regionale dell’Opus Dei per l’Argentina ed ha fatto parte del Consiglio del Vicario Regionale.
+PetaloNero+
Tuesday, April 22, 2008 3:05 PM
La Chiesa entra nel quarto anno di pontificato di Benedetto XVI, Papa della speranza



La Chiesa è entrata nel quarto anno di pontificato di Benedetto XVI: il Papa ha festeggiato questo evento a New York, il 19 aprile scorso, durante il viaggio negli Stati Uniti il cui motto “Cristo nostra speranza” riassume bene questi suoi primi tre anni di Ministero petrino. Il servizio di Sergio Centofanti:


(Canto)

“Show the world the reason for the hope that resonates within you”.
“Mostrate al mondo la ragione della speranza che è in voi”: con queste parole, pronunciate a New York nell’incontro con i giovani e i seminaristi americani il 19 aprile scorso, terzo anniversario della sua elezione al Soglio pontificio, Benedetto XVI ha tracciato il senso della sua missione: quella di annunciare Cristo, Salvatore del mondo.


(Canto)


In questi tre anni di Pontificato Benedetto XVI ha incontrato oltre 10 milioni di persone, ha compiuto otto viaggi internazionali e otto visite pastorali in Italia, ha scritto due Encicliche per dire che l’Amore e la Speranza non sono qualcosa ma Qualcuno. Ha pubblicato il libro "Gesù di Nazaret" per mostrare che la fede non è un elenco di proibizioni ma un rapporto di amicizia col Dio fatto uomo che cambia la vita: in Lui ci è donata una speranza nuova, nonostante le tribolazioni del vivere, perché la meta è certa. Ma in cosa consiste questa speranza?


“Consiste in sostanza nella conoscenza di Dio, nella scoperta del suo cuore di Padre buono e misericordioso. Gesù, con la sua morte in croce e la sua risurrezione, ci ha rivelato il suo volto, il volto di un Dio talmente grande nell’amore da comunicarci una speranza incrollabile, che nemmeno la morte può incrinare, perché la vita di chi si affida a questo Padre si apre sulla prospettiva dell’eterna beatitudine”. (Angelus del 2 dicembre 2007)


Benedetto XVI ha creato in due Concistori 38 nuovi cardinali in rappresentanza di tutti i continenti per manifestare l’attenzione della Chiesa per tutta l’umanità. Il Papa invoca pace e giustizia per il mondo. Scrive una Lettera ai cattolici cinesi. Pensa in particolare all’Africa e ad un’equa distribuzione delle ricchezze della Terra. Ma il mondo opulento deve cambiare stile di vita:


“C’è bisogno di una speranza più grande, che permetta di preferire il bene comune di tutti al lusso di pochi e alla miseria di molti. ‘Questa grande speranza può essere solo Dio … non un qualsiasi dio, ma quel Dio che possiede un volto umano’ (Enc. Spe salvi n. 31): il Dio che si è manifestato nel Bambino di Betlemme e nel Crocifisso-Risorto. Se c’è una grande speranza, si può perseverare nella sobrietà. Se manca la vera speranza, si cerca la felicità nell’ebbrezza, nel superfluo, negli eccessi, e si rovina se stessi e il mondo. La moderazione non è allora solo una regola ascetica, ma anche una via di salvezza per l’umanità”. (Omelia del 6 gennaio 2008)


Benedetto XVI è un uomo semplice e mite: la sua parola è chiara e profonda. Ama il dialogo nella verità. Per due volte visita una Sinagoga, a Colonia e New York, entra nella celebre Moschea Blu di Istanbul. Invita i non credenti ad allargare gli orizzonti della ragione, a non limitarli in ciò che è verificabile nell’esperimento, per non rifiutare la Speranza, per non eliminare Dio:


“L’essere umano può spegnere in se stesso la speranza eliminando Dio dalla propria vita. Come può avvenire questo? Come può succedere che la creatura "fatta per Dio", intimamente orientata a Lui, la più vicina all’Eterno, possa privarsi di questa ricchezza? Dio conosce il cuore dell’uomo. Sa che chi lo rifiuta non ha conosciuto il suo vero volto, e per questo non cessa di bussare alla nostra porta, come umile pellegrino in cerca di accoglienza. Ecco perché il Signore concede nuovo tempo all’umanità: affinché tutti possano arrivare a conoscerlo!” (Omelia del 1° dicembre 2007)

(Canto)




www.radiovaticana.org
+PetaloNero+
Tuesday, April 22, 2008 3:26 PM
Benedetto XVI: domenica ordinerà 29 diaconi

Con lui Camillo Ruini, il vicegerente, i vescovi ausiliari, i superiori dei seminari interessati alle ordinazioni, i parroci dei candidati al sacerdozio.

Domenica prossima il Papa, durante una cerimonia nella basilica di San Pietro, ordinerà preti 29 diaconi della diocesi di Roma. Celebreranno con Benedetto XVI il suo vicario per Roma, Camillo Ruini, il vicegerente, i vescovi ausiliari, i superiori
dei seminari interessati alle ordinazioni, i parroci dei candidati al sacerdozio.

+PetaloNero+
Tuesday, April 22, 2008 6:55 PM
La giornata vaticana. Cardinale Trujillo, viaggio in Usa



di Mattia Bianchi/ 22/04/2008

Le notizie del giorno sulla vita della Chiesa e della Santa Sede, riportate dalle principali agenzie di stampa italiane. I testi integrali con fonte...


LA MORTE DEL CARDINALE TRUJILLO. IL DOLORE DEL PAPA
''Pastore infaticabile'', preso da ''profondo amore per la Chiesa'' e ''dedito alla nobile causa della promozione del matrimonio e della famiglia cristiana''. Cosi' il Papa ricorda il cardinale Alfonso Lopez Trujillo, morto a Roma la sera di sabato, in un telegramma al fratello Anibal, in cui estende le condoglianze agli altri fratelli Flavio e Asdrubale. Il testo e' stato diffuso dalla sala stampa vaticana. Benedetto XVI del defunto cita anche ''il generoso impegno al servizio del Vangelo della vita'' e ne ricorda le principali tappe della vita religiosa, da vescovo ausiliare di Bogota' e presidente del Celam e infine presidente del Pontificio consiglio per la famiglia. I funerali saranno celebrati mercoledì dal cardinale Angelo Sodano, alla presenza di Benedetto XVI. (Fonte: ANSA)

IL PAPA A GROUND ZERO. IL COMMENTO DI PADRE LOMBARDI
Con la visita del Papa, Ground Zero e' diventato "un punto di incontro spirituale di tutta l'umanita"'. Lo ha rilevato il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi commentando il viaggio di Benedetto XVI negli Stati Uniti. "Spiritualmente, anche attraverso i mass media, moltissime persone erano presenti con il Papa a Ground Zero ed hanno vissuto con uguale rispetto ed emozione questo momento", ha spiegato ai microfoni della Radio Vaticana sottolineando che "lo scenario era quello corretto della preghiera, del rispetto di fronte ad un mistero e di fronte anche alla grandezza del dolore dell'uomo". "Anche se e' sembrato il momento piu' silenzioso e riservato, credo - ha aggiunto padre Lombardi - che sia stato probabilmente il momento piu' seguito di questo viaggio". . Secondo il portavoce, "certamente la speranza e' la grande chiave di lettura di questo viaggio del Papa in America. Ed anche questo momento di grande intensita' che evoca tragedie terribili, va letto nella chiave della speranza, del risanamento. Siamo stati - ha ricordato - in un luogo simbolo dell'odio, di un odio incomprensibile, di un odio misterioso, tanto e' grande e tanto e' negatore della dignita' della vita umana". Ground Zero, "pero' e' anche un luogo che ricorda molta solidarieta', che ricorda l'impegno per cercare di salvare coloro che erano colpiti da questa tragedia. Un luogo dove tanti hanno sacrificato la vita per gli altri. Un luogo quindi dove si cerca di ritrovare il fondamento: Ground Zero vuol dire che si ritorna a costruire sulla roccia su cui sono costruiti tutti i grattacieli di Manhattan e su questi si vuole ritornare a costruire per andare in alto". "Io penso - ha concluso Lombardi - che la visita a Ground Zero sia veramente un segno che si colloca allÂ’interno di un viaggio di speranza e in cui si vuole dire: 'c'e' stato un grande odio, ma noi possiamo ricostruire sull'amore, sulla comprensione reciproca, e sui dei valori comuni che sono piu' forte della morte". (Fonte: AGI)

LUGO CHIEDE PERDONO AL PAPA
Lugo chiede perdono al Papa. Parlando alla radio cattolica 'Fe y alegri'a', il presidente eletto del Paraguay Fernando Lugo ha presentato le sue scuse: ''Se il mio atteggiamento e la mia disobbedienza alle leggi canoniche hanno causato dolore, chiedo sinceramente scusa ai membri della Chiesa. In modo speciale, chiedo perdono a papa Benedetto XVI''. Alla stampa spagnola, 24 ore dopo la vittoria elettorale, l'ex vescovo ha assicurato: ''Io preferisco continuare ad appartenere a questa Chiesa che tanto amo'' e cercare una ''via d'uscita di consenso che possa beneficiare tutti, e soprattutto il popolo del Paraguay''. Intanto la Conferenza episcopale paraguayana (Cep) ha gia' chiarito che rispetta la vittoria elettorale di colui che fino a due anni fa era un suo membro, accanto a tutti gli altri vescovi. Quali saranno i rapporti fra Chiesa e Stato in Paraguay? Si manterranno ''le relazioni di collaborazione'', ha assicurato il vescovo Adalberto Marti'nez alla stampa. Ma, come ha spiegato il presidente della Cep, monsignor Ignacio Gogorza, ai microfoni di radio 970 AM, ''aspettiamo la decisione del Santo Padre per iniziare il processo istituzionale con Fernando Lugo''. (Fonte: ADNKRONOS)

COME VIENE LETTA LA BIBBIA? INDAGINE DEL VATICANO
Come e quanto viene letta la Bibbia in vari Paesi, dagli Stati Uniti alla Russia, dall'Italia all Germania? Lunedi' 28 aprile in Vaticano verra' presentata l'indagine ''La lettura delle Scritture in alcuni Paesi (Usa, Regno Unito, Olanda, Germania, Spagna, Francia, Italia, Polonia, Russia)'', condotta da GFK - Eurisko e patrocinata dalla Federazione biblica cattolica, in vista del sinodo dei vescovi che si terra' in Vaticano dal 5 al 26 ottobre prossimo, intitolato ''La parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa''. L'indagine verra' presentata dal presidente del Pontificio consiglio per la cultura, mons. Gianfranco Ravasi, dal vescovo di Terni e presidente della Federazione biblica cattolica mons. Vincenzo Paglia, dal coordinatore del gruppo di ricerca Luca Diotallevi e da Massimo Cacciari, docente di Estetica all'Universita' Vita-Salute San Raffaele di Milano. (Fonte: ANSA)

IL PAPA ORDINA NUOVI SACERDOTI
Domenica prossima il Papa, durante una cerimonia nella basilica di San Pietro, ordinera' preti 29 diaconi della diocesi di Roma. Celebreranno con Benedetto XVI il suo vicario per Roma, Camillo Ruini, il vicegerente, i vescovi ausiliari, i superiori dei seminari interessati alle ordinazioni, i parroci dei candidati al sacerdozio. (Fonte: ANSA)

www.korazym.org

+PetaloNero+
Tuesday, April 22, 2008 9:06 PM
Il Papa esorta la "maternità spirituale" dei sacerdoti


Promossa dalla Congregazione vaticana per il Clero




di Jesús Colina

CITTA' DEL VATICANO, martedì, 22 aprile 2008 (ZENIT.org).- Benedetto XVI ha manifestato la sua soddisfazione per una campagna di adorazione eucaristica e di "maternità" per la santità dei sacerdoti del mondo.

Il Santo Padre, che nel suo viaggio negli Stati Uniti ha sottolineato più volte la necessità della Chiesa di avere sacerdoti santi, ha espresso sostegno a questo progetto mediante una lettera inviata attraverso la Segreteria di Stato alla Congregazione vaticana per il Clero, che lo promuove.

La lettera "auspica che l'amore e la devozione a Gesù Eucarestia e la devozione a Maria, Madre di Cristo Sommo Sacerdote, doni ai presbiteri nuovo fervore di vita e di apostolato".

Secondo quanto hanno annunciato l'8 dicembre il Cardinale Cláudio Hummes e l'Arcivescovo Mauro Piacenza, rispettivamente prefetto e segretario della Congregazione, la campagna propone alle "anime femminili consacrate", seguendo l'esempio di Maria, di adottare "spiritualmente sacerdoti per aiutarli con l'offerta di sé, l'orazione e la penitenza".

L'iniziativa mira a che "da ogni angolo della terra, sempre si elevi a Dio, incessantemente, una preghiera di adorazione, ringraziamento, lode, domanda e riparazione, con lo scopo precipuo di suscitare un numero sufficiente di sante vocazioni allo stato sacerdotale".

L'annuncio della Congregazione vaticana, una nota esplicativa e sussidi sul significato della maternità spirituale dei sacerdoti possono essere consultati su www.clerus.org/pregate





+PetaloNero+
Wednesday, April 23, 2008 2:56 PM
RINUNCE E NOMINE




RINUNCIA DELL’ESARCA APOSTOLICO PER I CATTOLICI GRECI DI RITO BIZANTINO E NOMINA DEL SUCCESSORE

Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell’Esarcato Apostolico per i cattolici greci di rito bizantino presentata da S.E. Mons. Anarghyros Printesis, Vescovo titolare di Grazianopoli, in conformità al can. 210 § 1 del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali.

Il Papa ha nominato Esarca Apostolico per i cattolici greci di rito bizantino, il Rev.do Mons. Dimitrios Salachas, del clero del medesimo Esarcato, assegnandogli la sede vescovile titolare di Carcabia.

Rev.do Mons. Dimitrios Salachas

Il Rev.do Mons. Dimitrios Salachas è nato il 7 giugno 1939 ad Atene. È entrato nel seminario minore dei Padri Assunzionisti, poi è passato al seminario minore dell’Esarcato Apostolico greco-cattolico di Atene.

Ha compiuto gli studi di filosofia alla Pontificia Università Urbaniana e quelli teologici all’Università Gregoriana. Successivamente ha studiato nel Seminario di Sant’Anna a Gerusalemme.

È stato ordinato sacerdote il 9 febbraio 1964 a Gerusalemme. Si è laureato in diritto civile e canonico presso l’Università di Atene. Nel 1971 è stato nominato professore presso l'Istituto Ecumenico di Bari; successivamente ha insegnato il diritto canonico orientale anche al Pontificio Istituto Orientale, in varie Università romane e all’Institut Catholique di Parigi. È membro della Commissione teologica per il dialogo ecumenico con le Chiese ortodosse fin dalla sua creazione; Consultore della Congregazione per le Chiese Orientali, del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani e del Pontificio Consiglio per l’Interpretazione dei Testi Legislativi. È Referendario del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica e membro della Commissione Speciale per la trattazione delle cause di scioglimento di matrimonio "in favorem Fidei".

Ha pubblicato numerosi libri ed articoli di diritto canonico orientale. Dal 2006 è Cappellano di Sua Santità.



NOMINA DEL VESCOVO DI ZRENJANIN (SERBIA)

Il Santo Padre ha nominato Vescovo di Zrenjanin (Serbia) il Rev.mo P. Lázló Német, S.V.D., Segretario della Conferenza Episcopale Ungherese.

Rev.mo P. Lázló Német, S.V.D.

Il Rev.mo P. Lázló Német, S.V.D., è nato il 7 settembre 1956 a Odzaci (Diocesi di Subotica) in Serbia; ha frequentato la scuola media del Ginnasio diocesano "Paulinum" di Subotica (1971-1976); entrato nella Società del Verbo Divino, ha compiuto gli studi di Filosofia e di Teologia a Pieniezno (Polonia), dove ha emesso i voti perpetui (8 settembre 1982) e ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale (17 aprile 1983).

Successivamente ha ottenuto il Dottorato in Teologia dogmatica presso la Pontificia Università Gregoriana (Roma). Inviato come missionario nelle Filippine, è stato richiamato in Austria nel 1994, dove ha ricoperto i seguenti incarichi: professore di Teologia a Mödling, prefetto a S. Gabriele ed assistente in una parrocchia vicina; collaboratore della Missione della Santa Sede a Vienna presso l’Ufficio delle Nazioni Unite ed Agenzie specializzate (2000-2004), e, contemporaneamente, professore di Teologia a Zagabria.

Provinciale della Provincia ungherese dei Verbiti (2004-2007), dal luglio 2006 Mons. Német è Segretario Generale della Conferenza Episcopale Ungherese (CEU) ed insegnante di missiologia presso l’Istituto Superiore di Teologia per i Religiosi "Sapientia" di Budapest. Oltre all’ungherese e al serbo, parla l’inglese, il tedesco, il polacco, l’italiano ed il croato.




NOMINA DEL COADIUTORE DI KARA (TOGO)

Il Papa ha nominato Vescovo Coadiutore della diocesi di Kara (Togo) il Rev.do Jacques Danka Longa, del clero di Kara, Rettore del Seminario Maggiore Giovanni Paolo II di Lomé.

Rev.do Jacques Danka Longa

Il Rev.do Jacques Danka Longa è nato a Sokodé il 26 luglio 1961, ed è stato battezzato nella Cattedrale di Sokodé l’11 settembre dello stesso anno. Dopo i sacramenti dell’iniziazione cristiana, ha studiato a Sokodé, a Pagoda, Kétao e Mango. Ha frequentato la facoltà di Fisica all’Università di Lomé dal 1984 al 1985. Dopo, dal 1985 al 1991 ha compiuto gli studi filosofici e teologici nel Seminario St. Gall di Ouidah, in Benin, da dove ha ottenuto il bacellierato in teologia. Il 25 gennaio 1992 è stato ordinato sacerdote, per la Diocesi di Sokodé, passando nel 1994 al clero di Kara.

Dopo l’ordinazione ha svolto le seguenti mansioni: 1992-1995: Vicario parrocchiale nella parrocchia della Croce Gloriosa di Kétao; 1995- 1997: Direttore spirituale e professore al Seminario Interdiocesano di Propedeutica Saint Paul de Notsé (Kpalimé); 1997-2001: Compie studi a Roma presso la Pontificia Università Urbaniana, dove consegue la laurea in Diritto Canonico; 2002-2003: Curato della parrocchia Notre-Dame de Fatima a Niamtougou, e Direttore dell’Istituto Politecnico cattolico di Niamtougou; dal 2003 ad oggi: Rettore del Seminario Maggiore Interdiocesano Jean Paul II° di Lomé.

+PetaloNero+
Wednesday, April 23, 2008 2:58 PM
CAPPELLA PAPALE PER LE ESEQUIE DELL’EM.MO CARD. ALFONSO LÓPEZ TRUJILLO

Questa mattina, alle ore 11, all’Altare della Cattedra della Basilica Vaticana, hanno luogo le Esequie dell’Em.mo Card. Alfonso López Trujillo, del Titolo della Chiesa Suburbicaria di Frascati, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia.

La Santa Messa è celebrata dall’Em.mo Card. Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio, insieme con gli Em.mi Cardinali.

Al termine, la Liturgia Esequiale è presieduta dal Santo Padre Benedetto XVI, il Quale tiene l’omelia e il rito dell’Ultima Commendatio e della Valedictio.

Pubblichiamo di seguito l’omelia del Santo Padre:



OMELIA DEL SANTO PADRE

Cari fratelli e sorelle!

"Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto" (Gv 12,24). L’evangelista Giovanni preannuncia così la glorificazione di Cristo attraverso il mistero della sua morte in croce. In questo tempo di Pasqua, alla luce proprio del prodigio della Risurrezione, queste parole assumono un’eloquenza ancor più profonda e incisiva. Se è vero che in esse si avverte una certa tristezza per il prossimo distacco dai suoi discepoli, è anche vero che Gesù indica il segreto per sconfiggere il potere della morte. La morte non ha l’ultima parola, non è la fine di tutto, ma, redenta dal sacrificio della Croce, può essere ormai il passaggio alla gioia della vita senza fine. Dice Gesù: "Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna" (Gv 12,25). Se dunque accettiamo di morire al nostro egoismo, se rifiutiamo di chiuderci in noi stessi e facciamo della nostra vita un dono a Dio e ai fratelli, anche noi potremo conoscere la ricca fecondità dell’amore. E l’amore non muore.

Ecco il rinnovato messaggio di speranza che raccogliamo quest’oggi dalla Parola di Dio, mentre rendiamo l’ultimo saluto al nostro amato Fratello, il Cardinale Alfonso López Trujillo. La sua morte, sopraggiunta quando sembrava ormai essersi ripreso da una forte crisi di salute iniziata da oltre un anno, ha suscitato in tutti noi profonda emozione. Negli Stati Uniti, dove mi trovavo in visita pastorale, ho subito elevato a Dio una preghiera di suffragio per la sua anima ed ora, al termine della Santa Messa presieduta dal Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio cardinalizio, mi unisco con affetto a tutti voi per ricordare con quanta generosità il defunto Porporato ha servito la Chiesa e per ringraziare il Signore dei tanti doni di cui ha arricchito la persona e il ministero del compianto nostro Fratello.

L’arcivescovo Alfonso López Trujillo risultò essere il più giovane dei Cardinali quando, nel Concistoro del 2 febbraio 1983, il mio venerato predecessore, Papa Giovanni Paolo II, pose sul suo capo la berretta cardinalizia. Era nato a Villahermosa, diocesi di Ibagué, in Colombia, nel 1935, ed ancor fanciullo si trasferì con la famiglia nella Capitale, Bogotà, dove, già studente universitario, entrò nel seminario maggiore. Proseguì gli studi a Roma e fu ordinato sacerdote nel novembre del 1960. Ultimata la sua formazione teologica, insegnò filosofia nel seminario arcidiocesano, lavorando per molti anni anche al servizio dell’intera Chiesa in Colombia. Nel 1971 fu nominato dal Servo di Dio Paolo VI Vescovo ausiliare di Bogotà; esercitò in quegli stessi anni la funzione di Presidente della Commissione dottrinale dell’Episcopato colombiano, e fu scelto poco dopo come Segretariato Generale del CELAM, incarico che espletò con riconosciuta competenza durante un lungo lasso di tempo.

Sempre Paolo VI gli affidò nel 1978 l’incarico di Coadiutore con diritto di successione dell’arcidiocesi di Medellin, della quale divenne poi Pastore. La sua approfondita conoscenza della realtà ecclesiale latinoamericana, maturata nel prolungato periodo in cui aveva lavorato come Segretario del CELAM, gli meritò la nomina a Presidente di tale importante Organismo ecclesiale, che ebbe a guidare saggiamente dal 1979 al 1983. Dal 1987 al 1990 fu Presidente della Conferenza Episcopale Colombiana. Ebbe inoltre l’opportunità di allargare la conoscenza delle problematiche della Chiesa universale, avendo preso parte alle tre Assemblee del Sinodo dei Vescovi, svoltesi in Vaticano: nel 1974 sull’evangelizzazione, nel 1977 sulla catechesi e nel 1980 sulla famiglia. E proprio alla famiglia egli sarà chiamato a dedicare particolarmente il suo impegno a partire dall’8 novembre del 1990, quando Giovanni Paolo II lo nominò Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, incarico che lo ha visto sulla breccia sino al momento della morte.

Come non porre in rilievo, in questo momento, lo zelo e la passione con cui egli ha lavorato durante questi quasi 18 anni, svolgendo un’infaticabile azione a tutela e promozione della famiglia e del matrimonio cristiano? Come non ringraziarlo per il coraggio con cui ha difeso i valori non negoziabili della vita umana? Tutti abbiamo ammirato la sua infaticabile attività. Frutto di questo suo impegno è il Lexicon, che costituisce un prezioso testo di formazione per operatori pastorali e uno strumento per dialogare col mondo contemporaneo su temi fondamentali di etica cristiana. Non possiamo non essergli grati per la tenace battaglia che ha condotto a difesa della "verità" dell’amore familiare e per la diffusione del "vangelo della famiglia". L’entusiasmo e la determinazione con cui operava in tale campo erano il frutto della sua esperienza personale, particolarmente legate al calvario che dovette affrontare la sua mamma, scomparsa all’età di 44 anni per una assai dolorosa malattia. "Quando nel mio lavoro – egli ebbe ad annotare – parlo degli ideali del matrimonio e della famiglia, è naturale per me pensare alla famiglia dalla quale provengo, perché attraverso i miei genitori ho potuto constatare come sia possibile realizzarli entrambi".

Il compianto Cardinale traeva il suo amore per la verità dell’uomo e per il vangelo della famiglia dalla considerazione che ogni essere umano ed ogni famiglia riflettono il mistero di Dio che è Amore. E’ rimasto impresso nella memoria di tutti il suo commovente intervento all’Assemblea del Sinodo dei Vescovi del 1997: fu un vero canto alla vita. Egli presentò una spiritualità assai concreta per quanti sono impegnati nell’attuazione del progetto divino sulla famiglia, e sottolineò che se la scienza non si dedica a comprendere e a educare alla vita perderà le più decisive battaglie sul terreno affascinante e misterioso dell’ingegneria genetica.

Se il Cardinale López Trujillo ha fatto della difesa e dell’amore per la famiglia l’impegno caratterizzante del suo servizio nel Pontificio Consiglio di cui era Presidente, è all’affermazione della verità che egli ha dedicato l’intera sua esistenza. Lo testimonia un suo scritto nel quale spiega: "Ho scelto personalmente il motto "Veritas in caritate", perché tutto ciò che riguarda la verità si trova al centro dei miei studi". Ed aggiunge che la verità nell’amore è sempre stata per lui un "polo esistenziale", dapprima quando in Colombia era proteso a "trovare il senso di una genuina liberazione in ambito teologico", e in seguito, qui a Roma, quando si dedicò ad "approfondire, proclamare e diffondere il vangelo della vita e il vangelo della famiglia, come collaboratore del Santo Padre". E conclude: "Credo molto al valore di questa lotta decisiva per la Chiesa e per l’umanità e chiedo al Signore di darmi forza di non essere né pigro né codardo".

Per portare a compimento la missione che Gesù ci affida non bisogna essere né pigri, né codardi. Nella seconda Lettura abbiamo ascoltato come l’apostolo Paolo, prigioniero a Roma, esorti il suo fido discepolo Timoteo al coraggio e alla perseveranza nel testimoniare Cristo, anche a costo di essere sottoposto a dure persecuzioni, forte sempre della certezza che "se moriamo con lui, vivremo anche con lui; se con lui perseveriamo, con lui anche regneremo" (v. 11-12). La generosità del compianto Cardinale, tradotta in molteplici opere di carità, specialmente a favore dei bambini in diverse parti del mondo, ci sia di incoraggiamento a spendere ogni nostra risorsa fisica e spirituale per il Vangelo; ci sproni ad operare in difesa della vita umana; ci aiuti a guardare costantemente alla meta del nostro pellegrinaggio terreno. E quale sia questa confortante meta ce lo indica san Giovanni, offrendo alla nostra contemplazione, nel brano dell’Apocalisse che è stato proclamato, la visione di un "nuovo cielo" e di "una nuova terra" (21,1) e delineando al nostro sguardo le linee profetiche della "città santa", la "nuova Gerusalemme… pronta come una sposa adorna per il suo sposo" (21,2).

Venerati Fratelli e cari amici, non distogliamo mai gli occhi da questa visione: guardiamo all’eternità pregustando, pur fra difficoltà e tribolazioni, la gioia della futura "dimora di Dio con gli uomini", dove il nostro Redentore tergerà ogni nostra lacrima e dove "non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno perché le cose di prima sono passate" (cfr Ap 21,4). In questa dimora di luce e di gioia amiamo pensare che sia già giunto il caro Cardinale Alfonso López Trujillo per il quale ancora vogliamo pregare. Lo accolga Maria e lo accompagnino gli angeli e i santi in Paradiso: la sua anima assetata di Dio possa finalmente entrare e riposare in pace per sempre, nel "santuario" dell’Amore infinito. Amen!







Alla Messa funebre in San Pietro, Benedetto XVI ricorda il cardinale López Trujillo: difese il "vangelo della famiglia" e il senso cristiano dell'amore coniugale


Un cardinale che fece “della difesa e dell’amore alla famiglia l’impegno caratterizzante del suo servizio” alla Chiesa, insegnando fra l'altro che se la scienza non educa alla vita "perderà le più decisive battaglie" sul terreno dell'ingegneria genetica. Benedetto XVI ha voluto ricordare così la figura del cardinale Alfonso López Trujillo, scomparso sabato scorso all’età di 72 anni, dopo aver a lungo combattutto contro una grave malattia. Al termine della Messa funebre, presieduta dal cardinale Angelo Sodano, il Papa è sceso nella Basilica di San Pietro verso mezzogiorno per tenere l’omelia e presiedere ai riti esequiali. La cronaca della celebrazione nel servizio di Alessandro De Carolis:



“Quando nel mio lavoro parlo degli ideali del matrimonio e della famiglia, è naturale per me pensare alla famiglia dalla quale provengo, perché attraverso i miei genitori ho potuto constatare come sia possibile realizzarli entrambi”. Il giudizio di valore positivo di queste parole tiene discretamente in ombra il dramma personale che le ha segnate: è ancora giovane Alfonso López Trujillo quando sua madre muore a soli 44 anni per una dolorosa malattia. Quella perdita non scalfisce nel futuro cardinale la bella testimonianza d’amore offerta dai suoi genitori, dimostrandogli quale luce e quale forza possa portare la fede anche nelle vicende umane più laceranti. Benedetto XVI ha riferito, in un passaggio dell’omelia, le parole del defunto cardinale Trujillo come emblema di ciò per cui il porporato si spese a capo del Pontificio Consiglio per la famiglia, alla cui guida Giovanni Paolo II lo chiamò nel novembre del 1990.


(canto)


Come non porre in rilievo, in questo momento - si è chiesto il Papa - lo zelo e la passione con cui egli ha lavorato durante questi quasi 18 anni, svolgendo un’infaticabile azione a tutela e promozione della famiglia e del matrimonio cristiano? Come non ringraziarlo per il coraggio con cui ha difeso i valori non negoziabili della vita umana?”:


“Tutti abbiamo ammirato la sua infaticabile attività. Frutto di questo suo impegno è il Lexicon, che costituisce un prezioso testo di formazione per operatori pastorali e uno strumento per dialogare col mondo contemporaneo su temi fondamentali di etica cristiana. Non possiamo non essergli grati per la tenace battaglia che ha condotto a difesa della “verità” dell’amore familiare e per la diffusione del ‘vangelo della famiglia’”.


Prima di approdare nella Curia romana, Alfonso Lopez Trujillo era stato un esperto di Chiesa e di pastorale sia colombiana - Paese in cui era nato nel 1935 - sia latinoamericana: competenza certificata dalla presidenza che, poco più che 40.enne, gli venne affidata del CELAM, il Consiglio episcopale latinoamericano, e subito dopo della stessa Conferenza episcopale colombiana. Quando Papa Wojtyla lo crea cardinale all’inizio del 1983, l’allora arcivescovo di Medellin è il più giovane tra la berrette rosse del Collegio e nel frattempo quel giovane e infaticabile presule è già volato per tre volte a Roma per prendere parte ai Sinodi sull’evangelizzazione, sulla catechesi e sulla famiglia, settore di competenza del suo servizio alla Santa Sede. Il suo “amore per la verità dell’uomo e per il Vangelo della famiglia” si fondava, ha constatato Benedetto XVI, dalla considerazione che ogni essere umano ed ogni famiglia riflettono il mistero di Dio che è Amore":


“E’ rimasto impresso nella memoria di tutti il suo commovente intervento all’Assemblea del Sinodo dei vescovi del 1997: fu un vero canto alla vita. Egli presentò una spiritualità assai concreta per quanti sono impegnati nell’attuazione del progetto divino sulla famiglia, e sottolineò che se la scienza non si dedica a comprendere e a educare alla vita perderà le più decisive battaglie sul terreno affascinante e misterioso dell’ingegneria genetica”.


Inoltre, ha messo in risalto il Papa, il cardinale Trujillo fu anche un innamorato della verità poiché, affermò in unno scritto, tutto ciò che la riguarda “si trova al centro dei miei studi”. Veritas in caritate fu il motto episcopale del porporato colombiano e quel programma si tradusse in una pratica che il Pontefice ha indicato come un esempio da imitare:


“La generosità del compianto Cardinale, tradotta in molteplici opere di carità, specialmente a favore dei bambini in diverse parti del mondo, ci sia di incoraggiamento a spendere ogni nostra risorsa fisica e spirituale per il Vangelo; ci sproni ad operare in difesa della vita umana; ci aiuti a guardare costantemente alla meta del nostro pellegrinaggio terreno”.


(canto)



La testimonianza dei coniugi Friso, stretti collaboratori del cardinale López Trujillo



Ascoltiamo ora la testimonianza dei coniugi Anna e Alberto Friso, responsabili di Famiglie Nuove, del Movimento dei Focolari, e stretti collaboratori per tanti anni del cardinale López Trujillo. Le interviste sono di Fabio Colagrande:

(Anna Friso)
R. – Incontrare il Pontificio Consiglio della famiglia è stato incontrare questa grande anima, questo personaggio meraviglioso, che era – dobbiamo dire oggi - il cardinale López Trujillo. Lui ci ha sempre mostrato il volto della famiglia con estrema fiducia, con una grande certezza che lui aveva, cioè che la famiglia rispecchia un grande disegno, per cui vale la pena e bisogna anzi dare per lei tutte le energie per portarci tutti insieme ad essere quella famiglia che è nel cuore di Dio.


D. – Con quale impegno, con quale motivazione svolgeva il suo servizio pastorale?

R. – Lui era una persona di grande cultura. Aveva ricoperto incarichi notevoli nella Chiesa latino-americana, per cui attraversare i temi della famiglia, per lui è stata una cosa congeniale. Spaziava molto nella sua visione dell’uomo, della persona e quindi della famiglia. Si era reso conto che la famiglia aveva bisogno di approfondire le tematiche universali, ampie, profonde, per cui cercava di avvalersi di esperti di tutte le discipline. Per esempio, c’è stata un’epoca in cui infaticabilmente ha girato il mondo per aree geografiche e ha incontrato i legislatori, proprio per dialogare con loro e mettere nel loro cuore, nella loro mente, nel loro agire l’attenzione per la famiglia. In tanti posti è veramente riuscito – anche qui nella nostra area – proprio a renderci consapevoli che la famiglia ha bisogno di molto sostegno per essere se stessa, per svolgere quel compito che Dio le ha affidato.


(Alberto Friso)
R. – Quando lo abbiamo conosciuto, abbiamo visto subito come questo pastore si presentava a servizio di quel valore che il Santo Padre stava cercando di difendere, di mettere in luce, di spiegare anche in una novità di temi, che era la famiglia. Lui è arrivato con tutta la sua forza, la sua preparazione sia dottrinale, ma anche di azione, a servizio di una pastorale che andasse alle radici dei temi, ma anche ad incontrare le ultime persone del mondo. Soprattutto è partita quella grande iniziativa che è stato l’incontro mondiale del Santo Padre con le famiglie. Lui ha creato questo ponte per portare il Santo Padre nella strada, nelle piazze del mondo. Noi abbiamo sempre visto come tutta la vita del cardinale López Trujillo sia stata una vita donata veramente e sinceramente al Vangelo e all’amore che si è rivelato e che lui cercava di tradurre sia in cultura e sia in comportamenti. Io credo che le basi siano state poste con questa iniziativa e con i libri che sono stati pubblicati - l’ultimo è stato “La procreazione umana” – ed è stato un far convergere il tema meraviglioso della procreazione, farlo convergere e leggerlo nella altissima dignità, fondamentale della creatura umana. Queste sono iniziative che non potevano venire dalle università, ma potevano venire da un grande pastore che era profondamente preparato e anche totalmente donato per la famiglia.


Il cardinale López Trujillo legava la difesa della famiglia a quella della vita affermando con forza che non si tratta di una questione cattolica, confessionale, ma che riguarda il presente e il futuro di tutta l’umanità. Ma riascoltiamo la voce del porporato colombiano in una intervista rilasciata alla Radio Vaticana il 17 novembre dell’anno scorso sui rischi di una diffusione delle legislazioni abortiste in America Latina:

R. – E’ una situazione delicata, complessa in cui in alcune Nazioni cresce la voglia di legalizzare l’aborto, soprattutto per la via della depenalizzazione, e aprire quindi la porta a tutti gli effetti e le conseguenze che non mostrano una società umana ma una società che diventa crudele per via di queste leggi inique. Sono leggi che non hanno la forza della legge!


D. – Cresce nell’opinione pubblica mondiale il rifiuto della pena di morte. Perché non c’è un uguale mobilitazione nei confronti della difesa dell’inizio della vita umana, della difesa di innocenti che non hanno voce?


R. – Questa è una buona riflessione. Alcuni aspetti mobilitano l’opinione pubblica, come abbiamo visto in questi giorni alle Nazioni Unite. Ma è curioso che l’opinione pubblica non sia ugualmente mobilitata riguardo a questa “pena di morte” che subiscono i bambini più innocenti nel ventre della madre. Un bambino non è colpevole di niente e dunque non può essere vittima, e la prima punizione – invece – nell’aborto è contro il bambino che viene distrutto: si annulla il bambino, e annullare una vita umana – così si diceva già nel Talmud – è come se si dicesse che tutto il mondo dev’essere eliminato. Speriamo che nei Parlamenti di altre Nazioni prevalga un po’ il buonsenso e che in quelli dove già esistono legislazioni permissive, possano andare verso una riflessione nuova. Ad ogni modo, dobbiamo ricordare che i cattolici e le persone in genere – non è soltanto una questione di cattolici o meno – sono chiamati a una vera obiezione di coscienza.







www.radiovaticana.org/it1/videonews_ita.asp?vaiflv=0000307.flv&vaiserver=A&vai=ctv_frame00307.jpg&var1=23/04/2008&var2=Vatican%20City&var3=Coraggio%20e%20perseveranza%20caratteristiche%20della%20vita%20del%20cardinale%20Lopez%20Trujillo&settimana=17&anno_perlinknav=2008&dal=20/04&...


+PetaloNero+
Thursday, April 24, 2008 3:14 PM
LE UDIENZE

Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in Udienza:

S.E. Mons. Mario Roberto Cassari, Arcivescovo tit. di Tronto, Nunzio Apostolico in Croazia;

S.E. Mons. Nechan Karakéhéyan, Arcivescovo tit. di Adana degli Armeni; Amministratore Apostolico dell’Ordinariato per i cattolici di rito armeno residenti in Grecia; Ordinario per gli Armeni cattolici dell’Europa Orientale, in Visita "ad Limina Apostolorum",

con:

S.E. Mons. Vartan Kechichian, C.A.M., Arcivescovo tit. di Mardin degli Armeni, Coadiutore emerito dell’Ordinariato per gli Armeni Cattolici dell’Europa Orientale;

S.E. Mons. Giuseppe Pasotto, C.S.S., Vescovo tit. di Musti, Amministratore Apostolico del Caucaso dei Latini, in Visita "ad Limina Apostolorum";

Padre Ján Čapla, S.D.B., Superiore della Missione "sui iuris" di Baku (Azerbaigian), in Visita "ad Limina Apostolorum".

Il Papa riceve questa mattina in Udienza:

Vescovi del Caucaso, in Visita "ad Limina Apostolorum".

Il Papa riceve questo pomeriggio in Udienza, prima del Concerto nell’Aula Paolo VI:

S.E. il Signor Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica Italiana.




RINUNCE E NOMINE




NOMINE NEL PONTIFICIO CONSIGLIO PER I LAICI

Il Santo Padre ha nominato Membri del Pontificio Consiglio per i Laici: l'Em.mo Cardinale Stanisław Dziwisz, Arcivescovo di Kraków (Polonia); l'Ecc.mo Mons. Reinhard Marx, Arcivescovo di München und Freising (Germania); gli Illustrissimi: Dott.ssa Paola Bignardi, Coordinatrice del Forum Internazionale di Azione Cattolica (Italia); Prof. Matteo Calisi, Presidente della Fraternità Cattolica delle Comunità e Associazioni Carismatiche di Alleanza (Italia); Sig. Henrique Elias, Procuratore del Sodalizio di Vita Cristiana (Perù); Sig.ra Katarina Hulmanova, Coordinatrice del Foro delle Organizzazioni Cattoliche presso la Conferenza Episcopale Slovacca (Slovacchia); Sig.ra Pilar Jensen, dell'Istituto di Famiglie di Schönstatt (Cile); Sig. Guy Maginzi, Segretario Generale delle Comunità di Vita Cristiana (Repubblica Democratica del Congo); Prof. Josep Miró I Ardevol, Fondatore di E. Cristians e animatore delle Convenzioni dei Cristiani per l'Europa, Barcelona (Spagna); Sig.ra Michelle Moran, Presidente di International Catholic Charismatic Renewal Services (Gran Bretagna); Prof. Norbert Müller, Docente presso l'Università di Mainz (Germania); Prof. Balázs Schanda, Decano della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università Cattolica Péter Pázmány di Budapest (Ungheria); Sig. Guilherme Vaz, Direttore di Educazione e Tecnologia, Mumbai (India); Sig.ra Lola Velarde, Presidente dell'Istituto Europeo di Politica Familiare (Spagna); Prof. Karol Zyczkowski, Docente presso l'Università Jagellonica di Kraków (Polonia).

In pari tempo, il Santo Padre ha nominato Consultori del medesimo Pontificio Consiglio per i Laici: l'Ecc.mo Mons. Carlo Mazza, Vescovo di Fidenza (Italia); i Reverendi: Monsignor Piero Coda, della Diocesi di Frascati (Italia); Sac. Julián Carrón, Presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione (Spagna); gli Illustrissimi: Prof.ssa Helen Alvare, Docente presso la Catholic University of America (Stati Uniti d'America); Sig. Edio Costantini, Presidente del Centro Sportivo Italiano (Italia); Sig. Moysés De Azevedo, Fondatore della Comunità Shalom (Brasile); Prof. Guillermo León Escobar-Herrán, Docente presso la Pontificia Università Gregoriana; Sig. Salvatore Martinez, Presidente del Rinnovamento nello Spirito Santo (Italia); Dott.ssa Danuta Piekarz, Kraków (Polonia).




NOMINA DI MEMBRO ORDINARIO DELLA PONTIFICIA ACCADEMIA DELLE SCIENZE SOCIALI

Il Papa ha nominato Membro Ordinario della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali la Prof.ssa Angelika Nußberger, Professoressa di Diritto pubblico e Direttrice dell’ "Institut für Ostrecht" presso l’Università di Colonia (Germania Federale).

Prof.ssa Angelika Nußberger

Nata a Monaco di Baviera (Germania Federale) nel 1963, si è laureata in Studi di letteratura russa, tedesca e francese (1987) e in Diritto (1989) all'Università di Monaco, conseguendo poi il Dottorato all'Università di Würzburg, con un'analisi del diritto costituzionale sovietico nel periodo di transizione.

Dopo aver iniziato la propria attività presso il Max-Planck-Institute for Foreign and International Social Law a Monaco, si è trasferita presso l'Università di Harvard e successivamente ha lavorato presso il Dipartimento di Coesione Sociale del Consiglio d'Europa. Nel 2002 ha ottenuto la cattedra di diritto pubblico ed è stata nominata Direttrice dell'Institut für Ostrecht presso l'Università di Colonia. Recentemente le è stato offerto l'incarico di Direttrice del Max-Planck-Institute for Foreign and International Social Law a Monaco.

È autrice di numerose pubblicazioni di diritto pubblico e internazionale, in particolare sull'evoluzione del diritto in Europa centrale ed orientale e gli standard sociali internazionali e dei diritti dell'uomo. Nel 2004 è stata nominata Membro del Comitato di Esperti dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro e, nel 2006, Membro supplente per la Germania nella Commissione Europea per la Democrazia attraverso il Diritto (Commissione di Venezia).



Da Petrus

Vaticano, nuovi arrivi al Consiglio per i Laici. C'è anche il Cardinale Dziwisz



CITTA’ DEL VATICANO - Ci sono anche sei italiani, tra membri e consultori, tra i nuovi nomi scelti dal Papa per il Pontificio consiglio per i laici. Tra i nuovi membri vi sono Paola Bignardi, coordinatrice del Forum internazionale di Azione cattolica, e Matteo Calisi, presidente della Fraternita' cattolica delle comunita' e associazioni carismatiche di alleanza. In qualità di consultori, invece, figurano, poi, Monsignor Carlo Mazza, vescovo di Fidenza, Monsignor Piero Coda, della diocesi di Frascati, Edio Costantini, presidente del Centro sportivo italiano, e Salvatore Martinez, presidente del Rinnovamento nello Spirito Santo. Tra i nuovi membri spiccano poi il Cardinale Stanislaw Dziwisz (nella foto), arcivescovo di Cracovia, e di Monsignor Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco e Frisinga. Benedetto XVI ha anche nominato membro ordinario della Pontificia accademia delle scienze sociali, Angelika Nussberger, docente di diritto e direttrice dell'Institut fuer Ostrecht, presso l'Universita' di Colonia.
+PetaloNero+
Thursday, April 24, 2008 3:15 PM
VISITA "AD LIMINA APOSTOLORUM" DEI VESCOVI DEL CAUCASO MERIDIONALE

Alle ore 12 di questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI riceve in Udienza i Vescovi del Caucaso Meridionale, in occasione della Visita "ad Limina Apostolorum".

Pubblichiamo di seguito il discorso che il Papa rivolge loro:


DISCORSO DEL SANTO PADRE

Cari e venerati Fratelli,

"Pace a voi"! Il saluto di Gesù risorto ai discepoli radunati nel Cenacolo lo rivolgo a voi, che Egli ha posto a capo della porzione del Popolo di Dio che vive nella regione del Caucaso. Sono lieto di incontrarvi tutti insieme, dopo aver avuto modo di intrattenermi personalmente con ciascuno di voi per la Visita ad limina. Sono stati colloqui interessanti, grazie ai quali ho potuto conoscere meglio le realtà delle vostre rispettive comunità, le speranze e le preoccupazioni che portate nell’animo e rendo grazie al Signore per il lavoro apostolico che svolgete con grande dedizione e amore per Cristo e per la Chiesa. Vi saluto con affetto e, attraverso di voi, vorrei far giungere il mio cordiale pensiero ai sacerdoti, vostri primi collaboratori, alle persone consacrate e a tutti i fedeli delle vostre comunità, come pure ai membri delle altre Confessioni cristiane e delle altre Religioni che popolano il Caucaso, terra ricca di storia e di cultura, crogiolo di civiltà e crocevia tra Oriente ed Occidente. Me ne ha parlato con entusiasmo il Card. Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, reduce dalla sua recente visita alle vostre Chiese.

Dopo la caduta dell’Unione Sovietica, le vostre popolazioni hanno conosciuto significativi cambiamenti sociali sulla strada del progresso, ma rimangono ancora difficili situazioni: molti sono i poveri, i disoccupati e i rifugiati, che le guerre hanno allontanato dalle loro case, lasciandoli di fatto in balia della precarietà. Le vicende travagliate del secolo scorso non hanno però spento la fiamma del Vangelo che, nel corso delle generazioni, ha trovato nel Caucaso un terreno fertile, pur non essendo mancate contrapposizioni violente, sia interne sia provenienti dall’esterno, che hanno causato molte vittime, tra le quali la Chiesa annovera non pochi martiri della fede.

La vostra attività pastorale si dispiega dunque in un territorio dove permangono tante sfide sociali e culturali, e dove la comunità cattolica costituisce un "piccolo gregge", che vive la propria fede a contatto con altre Confessioni cristiane ed altre Religioni: convivono infatti cattolici di rito armeno, latino e caldeo, con ortodossi, armeni-apostolici, ebrei e musulmani. In un tale contesto multireligioso è importante che i cattolici continuino e intensificano sempre più la loro collaborazione con le altre Chiese e anche con i seguaci di altre Religioni come già avviene in molti parti.

Occorre poi impedire che, laddove il comunismo non riuscì ad erodere l’identità cattolica, forme insidiose di pressione possano indebolire in taluni il senso di appartenenza ecclesiale. Perciò mi unisco all’aspirazione delle vostre comunità cattoliche, perchè venga ad esse riconosciuta la personalità giuridica nel rispetto della natura propria della Chiesa Cattolica. Auspico altresì che, a seguito del dialogo in corso tra cattolici ed ortodossi, cresca quella fraternità che deve caratterizzare le relazioni tra Chiese rispettose l’una dell’altra, nonostante le differenze ancora esistenti. A guidare ogni vostra attività siano le parole con cui san Paolo esortava i cristiani di Roma a mantenersi fiduciosi anche nelle tribolazioni, "ben sapendo che la tribolazione produce pazienza, la pazienza una virtù provata e la virtù provata la speranza. La speranza poi non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato" (Rm 5,3-5). Incoraggiate allora e sostenete i vostri fedeli, affinché dinanzi alle difficoltà non venga meno la gioia di professare la fede e di appartenere alla Chiesa cattolica! E’ la gioia che sorge nel cuore di chi segue Cristo Signore ed è pronto a testimoniare il suo Vangelo.

Mentre da ciascuno di voi ascoltavo le esperienze relative alle vostre comunità, mi tornava in mente la parola di Gesù: "La messe è molta, ma gli operai sono pochi! Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai nella sua messe" (Mt, 9,38). Sì, venerati Fratelli, pregate e fate pregare perché non manchino operai nella vigna del Signore; continuate a promuovere le vocazioni sacerdotali e alla vita consacrata. E’ necessario far sì che in Armenia, in Azerbaigian e in Georgia le future generazioni possano contare su un clero che sia santo, viva con gioia la propria vocazione e si dedichi con generosità alla cura di tutti i fedeli. Siate in primo luogo voi stessi guide sagge e sicure del Popolo di Dio; sostenete le famiglie che di esso sono le cellule vive. Le famiglie oggi, a causa delle mentalità inculcata nella società ed ereditata dal periodo comunista, incontrano non poche difficoltà e sono segnate da quelle ferite e da quegli attentati alla vita umana che purtroppo si registrano in tante altre parti del mondo. Sia vostra cura, quali primi responsabili della pastorale familiare, educare i coniugi cristiani a "testimoniare l’inestimabile valore dell’indissolubilità e della fedeltà matrimoniale che è uno dei doveri più preziosi e più urgenti delle coppie cristiane del nostro tempo" (Esort. Ap. Familiaris consortio, 20).

Cari e venerati Fratelli, il Papa vi sostiene ed è al vostro fianco nella faticosa missione di Pastori del gregge di Cristo che vive nel Caucaso. So quanto zelo vi arda nel cuore e quanti sforzi compiate per diffondere il Vangelo della speranza. Mi colpisce particolarmente l’attenzione che, con differenti attività caritative, riservate alle necessità dei poveri e delle persone in difficoltà, grazie al prezioso contributo di religiosi, religiose e laici. E mi piace sottolineare che tali attività sono svolte con spirito evangelico, nella consapevolezza che "la carità non è per la Chiesa una specie di attività di assistenza sociale che si potrebbe anche lasciare ad altri, ma appartiene alla sua natura, è espressione irrinunciabile della sua stessa essenza" (Deus caritas est, 25). Fate sì che ogni comunità operi sempre con questo spirito. Educate i fedeli tutti a testimoniare con la vita l’amore di Cristo senza secondi fini, perché per il cristiano "l’esercizio della carità non può essere un mezzo al servizio del proselitismo, poiché l’amore è gratuito" (ibid., 31). Il vostro compito di educatori alla fede e di Pastori del gregge di Cristo richiede inoltre che tra voi intercorrano rapporti di costante collaborazione improntati a fiducia e reciproco sostengo. Non manchino perciò incontri e momenti per verificare periodicamente i piani pastorali che elaborate, specialmente per la preparazione ai Sacramenti. Tali piani puntino soprattutto alla formazione delle coscienze dei fedeli secondo l’etica evangelica con un’attenzione privilegiata ai giovani.

Cari Fratelli, tornando nelle vostre comunità trasmettete a quanti incontrerete il mio più cordiale saluto accompagnato dall’assicurazione del costante ricordo nella preghiera, perché Iddio renda fecondo il vostro ministero. Vegli su di voi e sulle vostre comunità la Vergine Maria. Sia Lei ad ottenervi il dono dell’unità e della pace affinché, camminando nel nome di Cristo, possiate costruire insieme, al di là delle diversità, una società dove regni la giustizia e la pace. A voi qui presenti, ai fedeli che il Signore ha affidato alle vostre cure pastorali e a tutti gli abitanti del Caucaso la mia benedizione.












Dopo la caduta del comunismo, la Chiesa del Caucaso mantenga salda la sua identità: l’esortazione del Papa ai vescovi della regione ricevuti in Vaticano per la visita ad Limina



Dopo la caduta del comunismo, è necessario testimoniare con coraggio il Vangelo di fronte alle nuove sfide sociali e culturali: è quanto sottolineato da Benedetto XVI nel discorso ai vescovi del Caucaso, in “visita ad Limina”. Il Papa ha invitato i fedeli di Armenia, Azerbaigian e Georgia a difendere la famiglia, aiutare i bisognosi ed impegnarsi in un fraterno dialogo con gli ortodossi e i seguaci delle altre religioni. Il servizio di Alessandro Gisotti:


“Impedire che laddove il comunismo” non è riuscito “ad erodere l’identità cattolica, forme insidiose di pressione possano indebolire” il “senso di appartenenza ecclesiale”: è l’esortazione di Benedetto XVI ai vescovi del Caucaso ricevuti in Vaticano. Il Papa ha ricordato la recente visita in quelle terre del cardinale Bertone ed ha sottolineato che la regione caucasica “è una terra ricca di storia e di cultura, crogiolo di civiltà e crocevia tra Oriente e Occidente”:


“Dopo la caduta dell’Unione Sovietica, le vostre popolazioni hanno conosciuto significativi cambiamenti sociali sulla strada del progresso, ma rimangono ancora difficili situazioni: molti sono i poveri, i disoccupati e i rifugiati, che le guerre hanno allontanato dalle loro case, lasciandoli di fatto in balia della precarietà”.

Tuttavia, ha costatato, “le vicende travagliate del secolo scorso non hanno spento la fiamma del Vangelo che, nel corso delle generazioni, ha trovato nel Caucaso un terreno fertile”. E ciò, ha proseguito, “pur non essendo mancate contrapposizioni violente, sia interne sia provenienti dall’esterno, che hanno causato molte vittime, tra le quali la Chiesa annovera non pochi martiri della fede”. Benedetto XVI ha esortato i presuli ad essere “guide sagge e sicure del Popolo di Dio”, a sostenere le famiglie che “di esso sono le cellule vive”:


“Le famiglie oggi, a causa delle mentalità inculcata nella società ed ereditata dal periodo comunista, incontrano non poche difficoltà e sono segnate da quelle ferite e da quegli attentati alla vita umana che purtroppo si registrano in tante altre parti del mondo”.

La vostra attività pastorale, ha detto ancora, si dispiega in un territorio dove “permangono tante sfide sociali e culturali, e dove la comunità cattolica costituisce un piccolo gregge, che vive la propria fede a contatto con altre confessioni cristiane ed altre religioni”. Nel Caucaso, ha rammentato, convivono “cattolici di rito armeno, latino e caldeo, con ortodossi, armeni-apostolici, ebrei e musulmani”. Parole corredate da un’esortazione:

“In un tale contesto multireligioso è importante che i cattolici continuino e intensificano sempre più la loro collaborazione con le altre Chiese e anche con i seguaci di altre Religioni come già avviene in molti parti”.

Una parte del discorso il Papa l’ha dedicata alle vocazioni sacerdotali e alla vita consacrata. In Armenia, Azerbaigian e Georgia, è stato il suo richiamo, le future generazioni devono “contare su un clero che sia santo, viva con gioia la propria vocazione e si dedichi con generosità alla cura di tutti i fedeli”. Ed ha lodato le tanti attività caritative promosse dalla Chiesa del Caucaso in favore dei poveri e delle persone in difficoltà. Quindi, ha incoraggiato i fedeli “a testimoniare con la vita l’amore di Cristo senza secondi fini”. Infine, ha invitato i presuli a puntare sulla formazione delle coscienze dei fedeli “secondo l’etica evangelica con un’attenzione privilegiata ai giovani”.




www.radiovaticana.org/it1/videonews_ita.asp?vaiflv=0000308.flv&vaiserver=A&vai=ctv_frame00308.jpg&var1=24/04/2008&var2=Vatican%20City&var3=Papa:%20nel%20Caucaso%20la%20Chiesa%20evangelizza%20e%20chiede%20il%20riconoscimento%20del%20suo%20status&settimana=17&anno_perlinknav=2008&dal=20/04&...
+PetaloNero+
Thursday, April 24, 2008 3:16 PM
CONCERTO OFFERTO DAL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA GIORGIO NAPOLITANO IN ONORE DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI IN OCCASIONE DEL TERZO ANNIVERSARIO DI PONTIFICATO

Questo pomeriggio, alle ore 17.30, nell’Aula Paolo VI, in Vaticano, ha luogo un Concerto offerto dal Presidente della Repubblica, S.E. il Signor Giorgio Napolitano, in onore del Santo Padre Benedetto XVI, in occasione del terzo anniversario di Pontificato.

L’Orchestra Sinfonica e il Coro Sinfonico di Milano "Giuseppe Verdi", diretti rispettivamente dal Maestro Oleg Caetani e dal Maestro Erina Gambarini, eseguono musiche di Luciano Berio, Johannes Brahms e Ludwig van Beethoven.




Concerto in Vaticano offerto dal presidente Napolitano a Benedetto XVI per il terzo anniversario di Pontificato



Saranno l’Orchestra e il Coro Sinfonico “Giuseppe Verdi” di Milano, diretti rispettivamente da Oleg Caetani e da Erina Gambarini, i protagonisti del concerto di questo pomeriggio offerto dal presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, a Benedetto XVI, in occasione del terzo anniversario di Pontificato. L’appuntamento è per le 17.30 nell’Aula Paolo VI. La Radio Vaticana trasmetterà in diretta l’evento a partire dalle 1710. Prima del concerto il Papa e il presidente italiano avranno un incontro nello studio dell’Aula Paolo VI. Nel programma del concerto figurano musiche di Luciano Berio, Luigi Boccherini, Brahms e Beethoven con la Settima Sinfonia. Al microfono di Gabriella Ceraso, il direttore d’orchestra Oleg Caetani:


R. – Siamo tutti felici, sia io che l’orchestra. Abbiamo la sensazione di partecipare ad un bellissimo gesto dello Stato italiano verso il Vaticano, verso la Chiesa e verso il Papa soprattutto.


D. – Maestro, guardiamo al programma: vorrei che lei tracciasse un filo conduttore…


R. – Il filo conduttore è veramente quello del classicismo nei suoi estremi, il classicismo che il Papa ama. Wagner chiamava questa Settima di Beethoven “l’apoteosi della danza” e la vedeva come una sinfonia molto meridionale. Questa solarità, dunque, che c’è anche nel Boccherini e che c’è anche nella versione per la grande orchestra sinfoniche che il Berio ha fatto del Boccherini. Brahms voleva essere l’ultimo classico ed anche se si tratta di un compositore romantico in tutta la sua scrittura e in tutto il suo riferimento, in questo brano “Alla Grecia Antica” è molto classico. E’ ispirato da un grande poema di Hölderlin.


D. – Ecco, fermiamoci un attimo su Brahms: Brahms capovolge la visione che dava Hölderlin del Canto del Destino, con un finale che è una un’apertura fiduciosa anche sul mistero stesso dell’esistenza umana…


R. – Esatto, è più positivo. C’è una redenzione nella realizzazione musicale che Brahms ne ha fatto. Gli dei – come dice Hölderlin – vivono nell’eternità ed hanno questo candore, che noi non possiamo raggiungere e noi siamo sempre, sempre, sempre senza sosta senza serenità. Brahms dà, invece, un finale di una redenzione, dicendo che se si aspira a questa realtà celestiale, in qualsiasi religione, noi possiamo migliorare.


D. – Diciamo che si tratta di un messaggio di speranza e di forza di vita, quello che passa?


R. – Certo, così come la Settima di Beethoven. E’ stata scritta in un momento politico di grande speranza del popolo tedesco, poiché si erano liberati dall’oppressione delle truppe napoleoniche. C’erano, quindi, una grande speranza ed una grande coscienza nazionale: Beethoven lo ha sentito moltissimo e questa speranza nella sua opera si sente moltissimo.


D. – Dinanzi al Papa, che più volte ascolta orchestre e cori diversi, qual è il vostro biglietto da visita, la vostra peculiarità?


R. – Abbiamo una realtà che è molto speciale. La nostra è una orchestra composta quasi esclusivamente da giovani italiani, che all’inizio della nostra esperienza avevano circa 20 e anche meno, oggi hanno invece 30-35 anni, e che hanno fatto la storia di questa orchestra dal nulla. Ci sono musicisti stupendi che provano che la gioventù italiana può essere una grande realtà e questo proprio in un’epoca in cui in tutto il mondo si vive un inquinamento musicale. Anche questo è certamente un messaggio di speranza, di speranza culturale.
+PetaloNero+
Thursday, April 24, 2008 3:17 PM
Tre anni fa Benedetto XVI iniziava il suo Ministero petrino



Esattamente tre anni fa, il 24 aprile 2005, Benedetto XVI iniziava il suo Ministero petrino: il Papa di fronte a 350 mila persone raccolte in Piazza San Pietro e lungo Via della Conciliazione per partecipare alla Messa di inizio Pontificato pronunciava un’intensa omelia. Riascoltiamone alcuni passi in questo servizio di Sergio Centofanti:

(Tu es Petrus)


“Il mio vero programma di governo è quello di non fare la mia volontà, di non perseguire mie idee, ma di mettermi in ascolto, con tutta quanta la Chiesa, della parola e della volontà del Signore e lasciarmi guidare da Lui, cosicché sia Egli stesso a guidare la Chiesa in questa ora della nostra storia”.


Benedetto XVI vuole fare sua “la santa inquietudine di Cristo” che cerca l’umanità smarrita nei tanti deserti della povertà, della solitudine, dell’amore distrutto, per condurla verso Colui che dà la vera gioia e il vero amore: è il Dio che si fa agnello e “si è messo dalla parte degli agnelli, di coloro che sono calpestati e uccisi”. Perché è l’amore che vince e non il potere né il male della storia:


“Non è il potere che redime, ma l’amore! Questo è il segno di Dio: Egli stesso è amore. Quante volte noi desidereremmo che Dio si mostrasse più forte. Che Egli colpisse duramente, sconfiggesse il male e creasse un mondo migliore. Tutte le ideologie del potere si giustificano così, giustificano la distruzione di ciò che si opporrebbe al progresso e alla liberazione dell’umanità. Noi soffriamo per la pazienza di Dio. E nondimeno abbiamo tutti bisogno della sua pazienza. Il Dio, che è divenuto agnello, ci dice che il mondo viene salvato dal Crocifisso e non dai crocifissori. Il mondo è redento dalla pazienza di Dio e distrutto dall’impazienza degli uomini”.


Il Papa ricorda che i cristiani esistono “per mostrare Dio agli uomini. E solo laddove si vede Dio, comincia veramente la vita”:


“Solo quando incontriamo in Cristo il Dio vivente, noi conosciamo che cosa è la vita. Non siamo il prodotto casuale e senza senso dell’evoluzione. Ciascuno di noi è il frutto di un pensiero di Dio. Ciascuno di noi è voluto, ciascuno è amato, ciascuno è necessario. Non vi è niente di più bello che essere raggiunti, sorpresi dal Vangelo, da Cristo. Non vi è niente di più bello che conoscere Lui e comunicare agli altri l’amicizia con lui”.


Benedetto XVI ricorda che il ministero petrino è essenzialmente un servizio di amore: “amare – afferma - vuol dire … essere pronti a soffrire” e “significa dare … il vero bene, il nutrimento della verità di Dio”. Essere Vicario di Cristo – confessa – è “un compito inaudito che realmente supera ogni capacità umana”. Ma “chi crede non è mai solo”:


“Pregate per me, perché io impari ad amare sempre più il suo gregge – voi, la Santa Chiesa, ciascuno di voi singolarmente e voi tutti insieme. Pregate per me, perché io non fugga, per paura, davanti ai lupi”.


Quindi sulla scia di Giovanni Paolo II invita tutti e soprattutto i giovani a nona vere paura di aprire le porte a Cristo:


“Solo in quest’amicizia noi sperimentiamo ciò che è bello e ciò che libera. Così, oggi, io vorrei, con grande forza e grande convinzione, a partire dall’esperienza di una lunga vita personale, dire a voi, cari giovani: non abbiate paura di Cristo! Egli non toglie nulla, e dona tutto. Chi si dona a lui, riceve il centuplo. Sì, aprite, spalancate le porte a Cristo – e troverete la vera vita”.

(canto)

www.radiovaticana.org



Da Petrus

Ecclesiastici e politici alla Nunziatura Apostolica in Italia per festeggiare i primi tre anni di pontificato di Benedetto XVI

di Giacomo Galeazzi*

CITTA’ DEL VATICANO - Ricevimento vaticano per festeggiare il terzo anniversario dell'elezione di Benedetto XVI. Alla nunziatura apostolica in Italia, mercoledì sera è stato celebrato il tradizionale evento mondano, posticipato quest'anno di quattro giorni a causa del trionfale viaggio in America del Pontefice. Numerosi vescovi e Cardinali (oltre a ministri ed esponenti politici italiani) si sono dati appuntamento all'ambasciata della Santa Sede a via Po ed è stata l'occasione per commentare il grande successo della visita del Santo Padre all'Onu e negli Stati Uniti. Il nunzio Giuseppe Bertello ha accolto nella sede diplomatica il Segretario di Stato, Tarcisio Bertone, il Cardinale vicario Camillo Ruini, il presidente del Pontificio consiglio "Giustizia e Pace", Renato Raffaele Martino, l’arciprete della Basilica di San Paolo, Andrea Cordero di Montezemolo (zio dell’ex presidente di Confindustria), il Cardinale americano Bernard Law, il prelato dell'Opus Dei, Monsignor Javier Echevarría, il segretario generale della Cei, Monsignor Giuseppe Betori, il direttore dell’Osservatore Romano, Gian Maria Vian, il fondatore della comunità di Sant’Egidio, Andrea Riccardi, e l’ex governatore della Banca d’Italia, Antonio Fazio. Dunque, la Chiesa è entrata nel quarto anno di pontificato di Benedetto XVI. Momento per analizzare traguardi e linee-guida di un triennio straordinario per la comunità cattolica sotto la guida del Santo Padre. La ricorrenza è coincisa con la Messa nella cattedrale di New York, il 19 aprile, durante il viaggio in America il cui motto ("Cristo nostra speranza") appare la sintesi che meglio riassume i suoi primi tre anni di ministero petrino. Un triennio incredibilmente denso e ricco di eventi, nel quale Benedetto XVI ha incontrato oltre dieci milioni di persone, compiuto otto viaggi internazionali e otto visite pastorali in Italia, ha scritto due encicliche, ha pubblicato il libro "Gesù di Nazaret", ha creato in due concistori 38 Cardinali in rappresentanza di tutti i continenti, ha inviato una storica Lettera ai cattolici cinesi. Per due volte (a Colonia e New York) è entrato in sinagoga e a Instanbul ha varcato la soglia della Moschea Blu. Il numero di nuovi Santi e beati è arrivato a 577, quasi un terzo di quelli dei 27 anni di pontificato di Giovanni Paolo II. I dati smentiscono un rallentamento o una diminuzione dei processi da quando Joseph Ratzinger è stato eletto alla sede petrina. Sulle orme del suo predecessore, Benedetto XVI ha una grande sensibilità per la santità nella Chiesa, quella concreta, vissuta, esistenziale, incarnata nelle persone. Dall'inizio del suo pontificato, Benedetto XVI è tornato alla tradizione dei Papi di non presiedere le beatificazioni, una pratica plurisecolare - interrotta nel 1971 da Papa Paolo VI, seguito poi da Giovanni Paolo II - secondo la quale non era il Pontefice che celebrava le beatificazioni, nemmeno quando avevano luogo a Roma, nella Basilica di San Pietro. Il rito era celebrato da un vescovo e da un Cardinale delegato dal Santo Padre. Con Giovanni Paolo II in una sola cerimonia a Roma si beatificavano cinque o sei servi di Dio; ora, visto che hanno luogo nelle Chiese locali sparse in tutto il mondo, per ogni cerimonia c'è un nuovo beato. Inoltre alla celebrazione delle beatificazioni nelle Chiese locali possono partecipare folle enormi, spesso alla presenza dei fratelli, della moglie o della madre del nuovo beato, come si è verificato in questo pontificato. E così sono gli stessi familiari a portare sull'altare le reliquie del nuovo beato, in un'atmosfera di commozione indescrivibile.



*Vaticanista del Quotidiano ‘La Stampa’
+PetaloNero+
Thursday, April 24, 2008 3:34 PM
ITALIA-VATICANO: COLLOQUIO PAPA- NAPOLITANO PRIMA DI CONCERTO

(AGI) - CdV, 24 apr. - Un breve colloquio tra Benedetto XVI e Giorgio Napolitano, nello studio attiguo all’Aula Nervi, precedera’, questo pomeriggio, il concerto offerto dal Presidente della Repubblica in occasione del terzo anniversario dell’elezione di Papa Ratzinger. Lo rende noto la Sala Stampa della Santa Sede. (AGI)


Vaticano, oggi incontro Papa-Napolitano prima del concerto

Città del Vaticano, 24 apr (Velino) - Benedetto XVI riceverà in udienza il presidente Giorgio Napolitano oggi pomeriggio alle 17, prima dell’inizio del concerto che il presidente della Repubblica offre oggi in onore del Papa per il terzo anniversario del pontificato. Benedetto XVI è stato eletto il 19 aprile 2005, mentre l’inizio del ministero petrino è avvenuto proprio il 24. Il concerto, che si terrà nell’Aula Paolo VI del Vaticano, avrà inizio alle 17.30. L’incontro tra il Papa e il Capo dello Stato si svolgerà in una delle sale adiacenti l’Aula.


+PetaloNero+
Thursday, April 24, 2008 7:16 PM
PAPA/ ACCANTO A NAPOLITANO AL CONCERTO IN VATICANO PER PONTIFICATO
Accanto siede fratello Georg, presidente accompagnato da moglie


Città del Vaticano, 24 apr. (Apcom) - E' iniziato poco prima delle 17.30 nell'aula Paolo VI, in Vaticano, il concerto offerto al Papa dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione del terzo anniversario del pontificato di Ratzinger.

Dopo un colloquio privato, il capo dello Stato, accompagnato dall'ambasciatore italiano presso la Santa Sede Antonio Zanardi Landi, ha raggiunto Benedetto XVI, al centro dell'aula delle udienze, per seguire insieme il concerto. Accanto al presidente della Repubblica è seduta la moglie, la signora Clio, mentre sulla poltrona vicina a quella del Papa sede suo fratello, monsignor Georg Ratzinger. Tra il pubblico sono presenti, tra gli altri, il presidente del Consiglio Romano Prodi e il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga.

L'Orchestra Sinfonica e il Coro Sinfonico Giuseppe Verdi di Milano - diretti rispettivamente dal Maestro Oleg Caetani e da Erina Gambarini - eseguiranno i brani "Quattro versioni originali della Ritirata notturna di Madrid di Luigi Boccherini", di Luciano Berio; "Schicksalslied op.54" (il Canto del destino), di Johannes Brahms e la "Sinfonia n.7 in La maggiore op.92" di Ludwig V.Beethoven.




PAPA; NAPOLITANO: CONSONANZA SU DISCORSO DIRITTI UMANI A ONU

Roma, 24 apr. (Apcom) - "Viva consonanza" sul discorso che il Papa ha tenuto all'Onu e che è stato incentrato sul tema dei diritti umani e della "persona umana" come titolare di tali diritti. Ad esprimerla è il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel saluto a Benedetto XVI in occasione del concerto per il terzo anniversario del suo pontificato.

"Mi consenta di dirle - scrive Napolitano nel testo del messaggio reso noto dall'ufficio stampa del Colle - come abbia suscitato in noi sentimenti di viva consonanza il messaggio rivolto al mondo dall'alta tribuna delle Nazioni Unite, sui diritti umani come "espressione di giustizia", sulla "persona umana come soggetto di quei diritti", e sulla promozione dei diritti umani come "strategia la più efficace per eliminare disuguaglianze e per accrescere la sicurezza".
+PetaloNero+
Thursday, April 24, 2008 9:01 PM


L'incontro tra Napolitano e Benedetto XVI • di Osservatore Romano / giovedì 24 aprile 2008
Si è svolto oggi pomeriggio in Vaticano, un concerto in onore del papa, a tre anni dall'elezione, offerto dal presidente della Repubblica italiana. In programma, la Settima Sinfonia di Beethoven e brani di Brahms e Berio.

www.korazym.org



Da Petrus

Concerto nell'aula Paolo VI in onore del Papa offerto da Napolitano. Ribadita la grande amicizia e la consonanza sulla difesa dei diritti umani tra Santa Sede e Italia



CITTA’ DEL VATICANO - Un pubblico attento e partecipe ha seguito nell'aula Paolo VI in Vaticano il concerto offerto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a Benedetto XVI per festeggiare il 3/o anniversario del suo pontificato: il 24 aprile di tre anni fa il papa-tedesco, con una solenne Messa in San Pietro, iniziava il suo ministero. Davanti ad un pubblico generoso di applausi, sia per il Papa che per i musicisti, l'orchestra sinfonica e il coro sinfonico di Milano 'Giuseppe Verdi' hanno eseguito brani di Luciano Berio, Johannes Brahms e Ludwig Van Beethoven, su un palco rivestito di un panno di alcantara color porpora e decorato sul davanti da mazzi di calle bianche. In sala autorita', ecclesiastici, personalita' civili e politiche. In rappresentanza della Santa Sede, seduti vicino a Benedetto XVI nel rettangolo centrale della sala, una folta platea di prelati: il presidente dei vescovi italiani, Cardinale Angelo Bagnasco, il Cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, il segretario della Cei, Monsignor Giuseppe Betori, Monsignor Georg Ratzinger, fratello del Pontefice, Monsignor James Harvey, prefetto della Casa pontificia. Presenti anche il capo della Gendarmeria vaticana, Domenico Giani, e il comandante della Guardia svizzera, Elmar Maeder. Ben rappresentato inoltre il governo italiano uscente, con il presidente del Consiglio Romano Prodi, accompagnato dalla moglie Flavia, il ministro dei Beni culturali e candidato sindaco di Roma, Francesco Rutelli, con la moglie Barbara Palombelli, il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti, il presidente della commissione Esteri della Camera, Umberto Ranieri, e il sottosegretario agli Esteri, Ugo Intini. Hanno partecipato altre varie personalita' del mondo politico, quali il leader del Pd, Walter Veltroni, il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, Gianni Letta, probabile vicepremier del prossimo governo Berlusconi, i senatori a vita Giulio Andreotti e Francesco Cossiga, Vittorio Sgarbi assessore alla Cultura del comune di Milano. ''Grazie, presidente!'': con queste parole dirette, Papa Benedetto XVI ha espresso la sua ''viva riconoscenza' al capo dello Stato italiano, Giorgio Napolitano, per il concerto da lui offerto in Vaticano per il terzo anno di pontificato. Un gesto in cui vi e' - ha detto il Pontefice - il ''grande affetto che il popolo italiano nutre nei confronti del Papa''. Il Presidente della Repubblica ha sottolineato, dal canto suo, la "viva consonanza" con quanto detto da Benedetto XVI di fronte alle Nazioni Unite nel suo recente viaggio a New York "sui diritti umani, sulla persona umana e sulla promozione di entrambi". Il Capo dello Stato ha definito l'avvenimento "motivo di gratificazione e letizia". Un "omaggio" che trova i suoi motivi proprio nel discorso al Palazzo di Vetro. Del resto il programma del concerto, basato su "Melodie italiane e tedesche", e' stato scelto per sottolineare "il comune patrimonio europeo" che unisce la nazione di provenienza del Pontefice e il popolo italiano. Parole alle quali Benedetto XVI ha risposto esprimendo la sua "viva riconoscenza". E' un "atto deferente e premuroso", ha continuato il Papa. E' uno "stupendo dono", ha quindi concluso il Santo Padre. Prima del concerto, Benedetto XVI e Napoletano hanno avuto un colloquio di un quarto d’ora.






Messaggio del Signor Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a Sua Santità Benedetto XVI, in occasione del concerto per il III anniversario del suo Pontificato:

Santità,
è per noi motivo di gratificazione e letizia poterLe offrire un segno di vicinanza e di omaggio in occasione del terzo anniversario dell’inizio del Suo pontificato, e all’indomani del Suo ritorno da un’impegnativa missione che abbiamo seguito con partecipe attenzione. Mi consenta di dirLe come abbia suscitato in noi sentimenti di viva consonanza il messaggio rivolto al mondo dall’alta tribuna delle Nazioni Unite, sui diritti umani come “espressione di giustizia”, sulla “persona umana come soggetto di quei diritti”, e sulla promozione dei diritti umani come “strategia la più efficace per eliminare disuguaglianze e per accrescere la sicurezza”.
Anche di qui, oggi, il nostro omaggio: lo abbiamo affidato al linguaggio della musica, che sappiamo esserLe caro per la sua universalità e per la profonda religiosità che esso riesce ad esprimere.
Il programma comprende melodie, italiane e tedesche, rappresentative di una tradizione musicale che è parte integrante del comune patrimonio spirituale dell’Europa finalmente unita nella libertà e nella pace.
Desidero infine ringraziare l’Orchestra Sinfonica ed il Coro Giuseppe Verdi, prestigiosa istituzione milanese, ed i suoi moltissimi sostenitori che hanno voluto accompagnare la “Verdi” in questa occasione per far sentire a Vostra Santità la vicinanza e l’affetto degli italiani.
Santità, anche per il suo ottantunesimo compleanno, auguri sentiti e vivissimi da tutti noi !

Roma, 24 aprile 2008




PAPA: L'ARTE E LA PREGHIERA NON ESTRANIANO DALLA REALTA'
Tra musica e speranza singolare e misteriosa parentela


Roma, 24 apr. (Apcom) - L'arte, così come la preghiera, "non ci estrania dalla realtà di ogni giorno", secondo il Papa, "ma ad essa ci rimanda per irrigarla e farla germogliare per dare frutti di bene e di pace".

A conclusione di un concerto che il Presidente della Repubblica gli ha offerto in Vaticano, Benedetto XVI, interrotto da ripetuti applausi delle migliaia di presenti nell'aula Nervi - ministri, parlamentari, ma anche cardinali, vescovi, e tanti semplici spettatori - ha richiamato la "singolare e misteriosa parentela tra la musica e la speranza, tra il canto e la vita eterna. Non per niente - ha rilevato Papa Ratzinger - la tradizione artistica cristiana raffigura gli spiriti beati cantare in coro". Per Benedetto XVI, peraltro, proprio grazie al suo potere la musica va portata anche "nelle carceri e negli ospedali".

Al concerto hanno assistito il presidente del Consiglio Romano Prodi che, accompagnato dalla moglie Flavia, ha salutato cordialmente Benedetto XVI a conclusione dell'esecuzione musicale. Tra i ministri presenti, vi erano il responsabile dei Beni Culturali, Francesco Rutelli, candidato a sindaco di Roma; Cesare Damiano (Lavoro); Arturo Parisi (Difesa); Alessando Bianchi (Trasporti). Era presenta anche il leader del Partito democratico Walter Veltroni. Il Papa, accompagnato dal fratello, mons. Georg Ratzinger, era seguito, tra gli altri, dal segretario personale Georg Gaenswein e dal cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone.

+PetaloNero+
Thursday, April 24, 2008 10:47 PM
Musica in Vaticano. Il presidente della Repubblica festeggia Benedetto XVI

di Angela Ambrogetti/ 24/04/2008

Un po’ evento mondano, un po’ festa di famiglia. È stato un vero evento il concerto che il presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano ha offerto a Benedetto XVI nell’Aula Nervi in Vaticano, trasmesso in diretta dalla Rai.

L'articolo completo qui:
www.korazym.org/news1.asp?Id=28660




PAPA/ TRA NAPOLITANO E BENEDETTO XVI COLLOQUIO SU DIRITTI UMANI
15 minuti prima del concerto. Pontefice: attento a vicende Italia


Città del Vaticano, 24 apr. (Apcom) - L'incontro tra il Papa e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, subito prima del concerto nell'aula Paolo VI, è durato "circa quindici minuti", è stato "caratterizzato da viva cordialità" e ha toccato "i grandi temi della situazione del mondo di oggi, con particolare riferimento al recente discorso" del Papa alle Nazioni Unite: lo riferisce una nota della sala stampa vaticana.

I temi, ricorda la nota, sono stati "la dignità della persona umana, i fondamenti dei diritti dell'uomo e l'impegno della comunità internazionale per la loro protezione e promozione; il dialogo fra la ragione e la fede al servizio della crescita integrale della persona e dello sviluppo armonico della comunità umana; il dialogo fra le grandi religioni e il loro contributo per la pace nel mondo".

Il presidente della Repubblica ha espresso al Papa "anche a nome del popolo italiano - riferisce la nota - i suoi auguri più vivi in occasione del terzo anniversario del pontificato e del recente genetliaco. Per parte sua, il Santo Padre ha rinnovato l'espressione dei suoi sentimenti di affetto e di attenta partecipazione alle vicende dell'amato popolo italiano, assicurando il suo costante pensiero e la sua preghiera".
+PetaloNero+
Friday, April 25, 2008 1:23 AM
Benedetto XVI: la musica è chiamata a dare speranza


Nel concerto in suo onore per il terzo anniversario di pontificato




CITTA' DEL VATICANO, giovedì, 24 aprile 2008 (ZENIT.org).- La musica è chiamata a dare speranza all’animo umano ferito dalle sperienze terrene, ha spiegato Benedetto XVI nel pomeriggio di giovedì al termine di un concerto in suo onore nell'Aula Paolo VI del Vaticano.

Il concerto è stato il dono fatto a Benedetto XVI dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per celebrare i suoi tre anni di pontificato.

Nel prendere la parola, il Santo Padre ha ringraziato il Presidente ed ha visto in questo gesto un "ulteriore segno del grande affetto che il popolo italiano nutre nei confronti" del Papa.

Esattamente tre anni fa, il 24 aprile 2005, Benedetto XVI iniziava il suo ministero petrino con una messa alla quale presero parte circa 350 mila persone raccolte in Piazza San Pietro e lungo Via della Conciliazione.

Il Papa ha assistito al concerto dal passaggio centrale che corre lungo l'Aula Nervi, con al fianco il Presidente Napolitano e suo fratello, monsignor Georg Ratzinger.

L’Orchestra e il Coro Sinfonico “Giuseppe Verdi” di Milano, diretti rispettivamente da Oleg Caetani e da Erina Gambarini, hanno presentato musiche di Luciano Berio, Luigi Boccherini, Brahms e Beethoven con la Settima Sinfonia.

Nel suo discorso il Papa ha quindi fatto riferimento al "valore spirituale dell'arte musicale, chiamata in modo singolare ad infondere speranza nell'animo umano ferito dall'esperienza terrena".

Secondo il Vescovo di Roma c’è una "parentela tra musica e speranza, tra canto e vita eterna", ed è per questo che la "tradizione cristiana rappresenta gli spiriti beati in coro".

"L'autentica arte, come la preghiera non è estranea alla vita quotidiana ma ad essa ci rimanda".

"Le nuove generazioni possono trarre sempre nuova ispirazione dall'accostarsi" al "valore universale di patrimonio artistico", rendendo in questo modo più vicina la realizzazione di una "società aperta ai valori dello spirito".

"L'Italia - ha concluso il Pontefice - con il suo eccezionale patrimonio artistico può svolgere a questo proposito un ruolo importante nel mondo".

+PetaloNero+
Friday, April 25, 2008 2:54 PM
Un segno di grande affetto del popolo italiano. Così il Papa dopo il concerto offerto in Vaticano dal presidente Napolitano in occasione dei 3 anni di pontificato



Seduti uno accanto all’altro, Benedetto XVI e Giorgio Napolitano hanno assistito ieri pomeriggio nell'Aula Paolo VI al concerto, offerto dal presidente della Repubblica italiana al Santo Padre per festeggiare il terzo anniversario del suo pontificato. Presenti le autorità ecclesiastiche e istituzionali: in rappresentanza della Santa Sede, il presidente della CEI, cardinale Angelo Bagnasco e il segretario generale mons. Giuseppe Betori, George Ratzinger fratello del pontefice, mons. James Harvey, prefetto della Casa pontificia. Sala gremita e pubblico generoso di applausi, sia per il Papa e il presidente che per i musicisti: l'Orchestra sinfonica e il coro di Milano “Giuseppe Verdi” diretti da Oleg Cateani. C’era per noi Arianna Voto:


(musica)

“Vi è una misteriosa e profonda parentela fra musica e speranza, tra canto e vita eterna. Le magistrali interpretazioni che abbiamo ascoltato ci ricordano, inoltre, il valore e l’importanza universale del patrimonio artistico per costruire il mondo secondo progetti di giustizia e di solidarietà, valorizzando al servizio dell’uomo le multiformi espressioni della cultura mondiale”.


(musica)


Benedetto XVI ha parole di plauso per l’Orchestra Verdi di Milano, giovani musicisti di talento – dice - impegnati anche ad alleviare, attraverso la musica, situazioni di sofferenza in ospedali e carceri. E apprezza il dono musicale del presidente Napolitano, che reca una riflessione sulla condizione umana, dal Canto del Destino di Brahms alla VII Sinfonia di Beethoven, col suo andamento ineluttabile come l’esistenza:

“Mi piace sottolineare come la musica di Brahms abbia arricchito di religiosa fiducia il 'Canto del destino' di Hölderlin. Questo fatto introduce alla considerazione del valore spirituale dell’arte musicale, chiamata, in modo singolare, ad infondere speranza nell’animo umano, così segnato e talvolta ferito dalla condizione terrena. Grazie, Signor Presidente, per questo atto deferente e premuroso, che ho accolto con vivo compiacimento! In esso ravviso anche un ulteriore segno del grande affetto che il popolo italiano nutre nei confronti del Papa”.

E viva consonanza, aveva detto in apertura il capo dello Stato italiano, Giorgio Napolitano, vi è anche rispetto al messaggio del Papa all’ONU:

“Santità, mi consenta di dirle come abbia suscitato in noi sentimento di viva consonanza il messaggio rivolto al mondo dall’alta tribuna delle Nazioni Unite, sui diritti umani come espressione di giustizia, sulla persona umana come soggetto di quei diritti e sulla promozione dei diritti umani come strategia, la più efficace per eliminare disuguaglianze e per accrescere la sicurezza".


(musica)

Temi affrontati anche nel breve colloquio tra il Papa e Napolitano prima del concerto, come rende noto la Sala Stampa vaticana: ''la dignità della persona umana, i fondamenti dei diritti dell'uomo e l'impegno della comunità internazionale per la loro protezione e promozione; il dialogo fra la ragione e la fede al servizio della crescita integrale della persona e dello sviluppo armonico della comunità umana; il dialogo fra le grandi religioni e il loro contributo per la pace nel mondo”. E anche dal Quirinale si sottolinea il clima positivo stabilito fra il Pontefice e il presidente della Repubblica, di grande cordialità e sintonia. Sigillo tangibile di questa intesa l’omaggio finale al Papa delle alte cariche dello Stato presenti al concerto, dal premier uscente Romano Prodi al ministro dei Beni Culturali, Francesco Rutelli.

(musica)




www.radiovaticana.org/it1/videonews_ita.asp?vaiflv=0000309.flv&vaiserver=A&vai=ctv_frame00309.jpg&var1=25/04/2008&var2=Vatican%20City&var3=Papa:%20strumento%20di%20educazione%20alla%20pace&settimana=17&anno_perlinknav=2008&dal=20/04&...
Questa è la versione 'lo-fi' dell Comunità Per visualizzare la versione completa click here
Tutti gli orari sono GMT+01:00. Adesso sono le 8:59 PM.
Copyright © 2000-2012 FreeForumZone snc - www.freeforumzone.com