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+PetaloNero+
Tuesday, December 11, 2007 2:48 PM
LE UDIENZE

Il Santo Padre riceve questo pomeriggio in Udienza:

Em.mo Card. Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.







RINUNCE E NOMINE


NOMINA DELL’ARCIVESCOVO METROPOLITA DI UTRECHT (PAESI BASSI)

Il Santo Padre ha nominato Arcivescovo Metropolita di Utrecht (Paesi Bassi) S.E. Mons. Willem Jacobus Eijk, finora Vescovo di Groningen-Leeuwarden.

S.E. Mons. Willem Jacobus Eijk

S.E. Mons. Willem Jacobus Eijk è nato a Duivendrecht (diocesi di Haarlem) il 22 giugno 1953. Dopo aver compiuto gli studi di medicina presso l’Università di Amsterdam è entrato nel Seminario maggiore della diocesi di Roermond a Rolduc, dove ha svolto gli studi filosofici e teologici.

È stato ordinato sacerdote il 1° giugno 1985 per la diocesi di Roermond. Dal 1985 al 1987 ha ricoperto l’incarico di Vice-Parroco nella parrocchia di S. Antonio a Blerick/Venlo, e, contemporaneamente, ha concluso i corsi di medicina, conseguendone il Dottorato presso l’Università di Leiden. Nel 1989 ha ottenuto il Dottorato in filosofia morale presso la Pontificia Università S. Tommaso d’Aquino e, nel 1990, la Licenza in Teologia a Roma.

Dal 1990 ha insegnato Teologia morale presso i Seminari maggiori di Rolduc e di ‘s-Hertogenbosch, essendo allo stesso tempo Prefetto degli Studi a Rolduc. Dal 1994 al 1995 è stato Preside dell’Istituto "Mater Ecclesiae Domesticae" (MEDO) per studi sulla Famiglia a Rolduc. Dal 1996 al 1999 è stato dapprima docente e poi professore di Teologia morale presso la Facoltà Teologica di Lugano, continuando nel contempo l’insegnamento presso il Seminario maggiore di Rolduc. Dal 1997 al 1999 è stato membro della Commissione Teologica Internazionale.

Il 17 luglio 1999 è stato nominato Vescovo di Groningen-Leeuwarden. Ha ricevuto la consacrazione episcopale il 6 novembre successivo. È Consigliere della Pontificia Accademia per la Vita.

+PetaloNero+
Tuesday, December 11, 2007 2:49 PM
Da Petrus

E' Monsignor Willem Jacobus Eijk il nuovo Arcivescovo di Utrecht e Primate d'Olanda



CITTA’ DEL VATICANO - Il Papa ha nominato arcivescovo metropolita di Utrecht (Paesi Bassi) Monsignor Willem Jacobus Eijk (nella foto), finora vescovo di Groningen-Leeuwarden. Monsignor Eijk e' nato a Duivendrecht il 22 giugno 1953. Dopo aver compiuto gli studi di medicina all'Universita' di Amsterdam e' entrato nel Seminario maggiore della diocesi di Roermond a Rolduc, dove ha svolto gli studi filosofici e teologici. È stato ordinato sacerdote il primo giugno 1985 per la diocesi di Roermond. Nel 1989 ha ottenuto il dottorato in filosofia morale presso la Pontificia universita' San Tommaso d'Aquino e, nel 1990, la Licenza in Teologia a Roma. Dal 1990 ha insegnato Teologia morale presso i Seminari maggiori di Rolduc e di Hertogenbosch, essendo allo stesso tempo Prefetto degli Studi a Rolduc. Dal 1994 al 1995 e' stato preside dell'Istituto "Mater Ecclesiae domesticae" (Medo) per studi sulla famiglia a Rolduc. Dal 1997 al 1999 e' stato membro della Commissione teologica internazionale. Il 17 luglio 1999 e' stato nominato vescovo di Groningen-Leeuwarden. È consigliere della Pontificia accademia per la vita.





Vaticano, cambia l'ambasciatore anglicano. Arriva David Richardson. "Il mio obiettivo è l'unità"



CITTA’ DEL VATICANO - L'arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams (nella foto), ha annunciato la nomina di David Richardson come suo rappresentante presso la Santa Sede e direttore del Centro anglicano di Roma. David Richardson - si legge in una nota diffusa dalla Comunione anglicana - e' decano della Cattedrale di St. Paul a Melbourne, in Australia e succede al vescovo John Flack che lascera' l'incarico il prossimo 29 febbraio. Richardson subentrera' dopo Pasqua. Congratulandosi con lui per la nomina, l'arcivescovo Williams ha sottolineato l'importanza di questo ruolo perche' si inserisce in una storia ormai decennale di ''dialogo tra anglicani e cattolici romani''. ''Dovra' essere esercitato in uno spirito di testimonianza e servizio che chiama ad una piu' stretta cooperazione tra noi, come Papa Benedetto XVI ed io abbiamo affermato lo scorso anno nella nostra Dichiarazione Comune''. ''Faro' tutto cio' che e' nelle mie possibilita' - ha detto Richardson - per lavorare con il Pontificio Consiglio per la promozione dell'unita' dei cristiani e il Lambeth Palace alla causa del Vangelo e del nostro comune impegno ecumenico. Cerchero' di promuovere attraverso il lavoro della Centro anglicano la mutua comprensione ad ogni livello, in particolare nelle aree delle divergenze di opinione, rafforzando i legami di affetto e fiducia tra le nostre Comunioni''.


+PetaloNero+
Tuesday, December 11, 2007 4:29 PM
Da Petrus

Giornata della Pace, il Cardinale Martino: "Sul disarmo, il Pontefice si riferisce ad Usa e Iran"

CITTA’ DEL VATICANO - L'appello del Papa alla ripresa dei negoziati sul disarmo nucleare ''si riferisce certamente anche alla situazione con l'Iran''. Lo ha detto il Cardinale Renato Raffaele Martino, presidente del pontificio consiglio Giustizia e Pace, presentando il Messaggio per la giornata mondiale della pace 2008. ''I riferimenti del messaggio - spiega Martino - sono fatti alle situazioni che stanno sul tappeto. La Santa Sede certo non da' delle indicazioni precise ma solleva dei problemi, anche in questo caso''. Il Cardinale non esclude inoltre un ruolo del Vaticano per contribuire a riportare il dialogo tra Stati uniti e Iran i cui rapporti sono caratterizzati da una crescente tensione. ''Le minacce di guerra - osserva Martino - erano solo parole. L'ho detto e continuo a dirlo, e ora i fatti mi hanno dato ragione poiche' si e' scoperto che non esistono armi di distruzione di massa, come gia' era avvenuto in Iraq''. Le minacce di guerra ''sono solo parole - continua il porporato - ma fanno male all'atmosfera internazionale perche' possono condurre a preoccupazione e a rinforzare la sicurezza con produzione di nuovi armi. Il disarmo oggi, infatti e' lungi dall'essere raggiunto''.



+PetaloNero+
Tuesday, December 11, 2007 4:30 PM
Altre udienze e nomine


Nel pomeriggio il Papa riceverà in udienza il cardinale Ivan Dias, prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.

Il Santo Padre ha nominato, nei Paesi Bassi, mons. Willem Jacobus Eijk arcivescovo metropolita di Utrecht. Mons. Willem Jacobus Eijk è nato a Duivendrecht il 22 giugno del 1953. È stato ordinato sacerdote il primo giugno 1985 e, dal 1990, ha insegnato teologia morale presso i seminari maggiori di Rolduc e di ‘s-Hertogenbosc. Mons. Willem Jacobus Eijk, consigliere della Pontificia Accademia per la Vita, è stato inoltre preside dell’Istituto “Mater Ecclesiae Domesticae” per studi sulla Famiglia a Rolduc e, successivamente, membro della Commissione teologica internazionale. Nel 1999 è stato nominato vescovo di Groningen-Leeuwarden. Ha ricevuto la consacrazione episcopale il 6 novembre successivo.


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+PetaloNero+
Tuesday, December 11, 2007 5:39 PM
L’arcivescovo anglicano di Canterbury ha annunciato ieri che David Richardson è il suo nuovo rappresentante presso la Santa Sede

Rowan Williams, arcivescovo anglicano di Canterbury, ha annunciato ieri la nomina di David Richardson come suo rappresentante presso la Santa Sede. Richardson è decano della cattedrale di St. Paul a Melbourne, in Australia e subentrerà al vescovo John Flack dopo Pasqua. Il Pontificio Consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani ha manifestato subito la propria gratitudione per quanto fatto dal vescovo Flack in questi anni di lavoro a Roma. Commentando la nomina di Richardson, don Donald Bolen, del dicastero vaticano, ha espresso poi soddisfazione per il fatto che continua "la tradizione del Centro anglicano". "E' molto importante - ha aggiunto - salvaguardare tra le Chiese canali di comunicazione e consultazione fondate sui valori del Vangelo". L’arcivescovo Williams - rende poi noto l'agenzia SIR - ha sottolineato l’importanza di questo ruolo perché testimonia l’ormai decennale dialogo fra anglicani e cattolici, in una sempre più stretta cooperazione. “Farò tutto ciò che è nelle mie possibilità – ha detto Richardson, che è stato anche nominato direttore del Centro anglicano di Roma - per lavorare con il Pontificio Consiglio per la Promozione dell’unità dei Cristiani e il 'Lambeth Palace' (residenza dell'arcivescovo di Canterbury) per la causa del Vangelo e del nostro comune impegno ecumenico”. Cercherò di promuovere attraverso il lavoro del Centro anglicano – ha concluso David Richardson - la mutua comprensione ad ogni livello, in particolare nelle aree delle divergenze di opinione, rafforzando i legami di affetto e fiducia tra le nostre Comunioni “ (C.C.)


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Wednesday, December 12, 2007 12:58 AM
L'umanità come una famiglia. Presentato il messaggio del papa per la Giornata mondiale della pace



di Mattia Bianchi/ 12/12/2007

È la famiglia l'esempio indicato da Benedetto XVI per costruire e vivere la pace. Presentato il messaggio per la Giornata mondiale della pace, sul tema "Famiglia umana: comunità di pace". Il cardinale Martino: senza disarmo niente pace.

È la famiglia l'esempio indicato da Benedetto XVI per costruire e vivere la pace. Famiglia come “luogo primario dell'umanizzazione”, “culla della vita e dell'amore” e “prima e insostituibile educatrice alla pace”: spazio ideale per sperimentare “la giustizia e l'amore tra fratelli e sorelle”, “la funzione dell'autorità espressa dai genitori”, “il servizio amorevole ai membri più deboli”, “l'aiuto vicendevole nelle necessità della vita”, “la disponibilità ad accogliere l'altro e, se necessario, a perdonarlo”. E si tratta di uno stile che può essere esteso anche all'intera famiglia umana.

La riflessione del pontefice è contenuta nel messaggio per la Giornata mondiale della pace del 1 gennaio, presentato ieri in Vaticano, in una conferenza stampa a cui hanno partecipato il cardinale Renato Raffaele Martino, presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace e mons. Giampaolo Crepaldi, segretario dello stesso dicastero. Il documento papale è strutturato in due parti, in ognuna della quali il tema della famiglia, nella sua dimensione micro e in quella macro, viene progressivamente trattato in relazione ai vari aspetti della promozione della pace. Nella prima parte si evidenzia il senso e il valore della connessione tra nucleo familiare e pace; nella seconda, la famiglia umana è messa in relazione con una serie di problematiche attinenti la pace.

L'immagine della famiglia naturale “fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna” è dunque il punto di partenza. Per Benedetto XVI l'istituto familiare “è la principale agenzia di pace” e come tale è “titolare di specifici diritti”. “Tutto ciò che contribuisce a indebolire la famiglia fondata sul matrimonio di un uomo e una donna, - scrive il papa - ciò che direttamente o indirettamente ne frena la disponibilità all'accoglienza responsabile di una nuova vita, ciò che ne ostacola il diritto ad essere la prima responsabile dell'educazione dei figli, costituisce un oggettivo impedimento sulla via della pace”. In una simile prospettiva, anche l'umanità è una grande famiglia che vive “in quella casa comune che è la terra”. È necessario però un sì consapevole, perché “non viviamo gli uni accanto agli altri per caso”, ma siamo “una comunità di fratelli e sorelle”.

Ne discende il valore della tutela ambientale, anche se, avvisa il papa, “l'essere umano ha un primato di valore su tutto il creato” e “rispettare l'ambiente non vuol dire considerare la natura materiale o animale più importante dell'uomo”. Obiettivo comune deve essere la ricerca di un “modello di sviluppo sostenibile”, che garantisca “il benessere di tutti nel rispetto degli equilibri ecologici”. Il tutto, al di là di catastrofismi e letture ideologiche, con un atteggiamento prudente che implichi “ l'impegno di decidere assieme”, “dopo aver ponderato responsabilmente la strada da percorrere”.

A riguardo, il papa cita la necessità di “intensificare il dialogo tra le Nazioni” sulla “gestione delle risorse energetiche del pianeta”, spiegando che “occorre rivedere, da una parte, gli elevati standard di consumo dovuti all'attuale modello di sviluppo, e provvedere, dall'altra, ad adeguati investimenti per la differenziazione delle fonti di energia e per il miglioramento del suo utilizzo”. Al centro del discorso, ci sono soprattutto i Paesi poveri, che “per l'insufficienza delle loro infrastrutture, anche tecnologiche, sono costretti a svendere le risorse energetiche in loro possesso”.

In ogni caso, così come la famiglia è fondata su valori, anche i rapporti tra le Nazioni devono fare riferimento ad “un patrimonio trascendente”, legato a doppio filo con il concetto del “bene comune”. “Occorre promuovere corrette e sincere relazioni tra i singoli esseri umani e tra i popoli, - è l'invito del papa - che permettano a tutti di collaborare su un piano di parità e di giustizia. Al tempo stesso, ci si deve adoperare per una saggia utilizzazione delle risorse e per un'equa distribuzione della ricchezza”. Sopra ogni cosa, deve esserci poi una norma morale comune, capace di “regolare le scelte delle coscienze e guidare tutti i comportamenti degli esseri umani”. Per Benedetto XVI “esistono norme giuridiche per i rapporti tra le Nazioni”, ma “per far sì che siano davvero operanti bisogna risalire alla norma morale naturale come base della norma giuridica, altrimenti questa resta in balia di fragili e provvisori consensi”.

Un modo per ribadire che “la legge morale”, “al di là delle differenze culturali, permette agli esseri umani di capirsi tra loro circa gli aspetti più importanti del bene e del male, del giusto e dell'ingiusto”. “Di fatto, - spiega il pontefice - valori radicati nella legge naturale sono presenti, anche se in forma frammentata e non sempre coerente, negli accordi internazionali, nelle forme di autorità universalmente riconosciute, nei principi del diritto umanitario recepito nelle legislazioni dei singoli Stati o negli statuti degli Organismi internazionali (...). È tuttavia urgente proseguire nel dialogo su questi temi”. Il papa dedica poi ampio spazio al tema del disarmo, invocando “un'efficace smilitarizzazione, soprattutto nel campo delle armi nucleari”. “Sento il dovere – scrive - di esortare le Autorità a riprendere con più ferma determinazione le trattative in vista dello smantellamento progressivo e concordato delle armi nucleari esistenti”.

Il messaggio si chiude con un invito ad ogni uomo e donna “a prendere più lucida consapevolezza della comune appartenenza all'unica famiglia umana”, mentre i credenti sono chiamati “ad implorare da Dio senza stancarsi il grande dono della pace”, un dono che i cristiani affidano “all'intercessione di Colei che, essendo Madre del Figlio di Dio fattosi carne per la salvezza dell'intera umanità, è Madre comune”.

LA CONFERENZA STAMPA. Interessanti gli spunti emersi durante la presentazione del documento. Il cardinale Renato Raffaele Martino ha spiegato che esiste una ''antinomia tra la politica contro il terrorismo e la politica di sicurezza internazionale''. ''Sembra corretto affermare - ha spiegato il cardinale - che l'attuale politica di sicurezza degli Stati minacci la stessa pace e sicurezza dei popoli che si intende difendere dai soggetti non statali''. In particolare, Martino ha indicato il caso delle armi di distruzione di massa, soprattutto quelle nucleari: le ''efficaci e coerenti misure'' adottate in sede Onu, infatti, sono ''rese meno efficaci, se non contraddette, dalla politica di sicurezza delle potenze nucleari, basata sul rinnovo degli arsenali e sulla ripresa della strategia della deterrenza nelle relazioni internazionali''. Con riferimento al caso dell'Iran, Martino ha parlato di ''atmosfera di guerra, di nuova corsa agli armamenti'' determinata dall'escalation di tensione che rende piu' difficile proseguire sulla strada del disarmo. Si tratta, però, ''solo di parole'' secondo il cardinale, destinate a essere smentite dai fatti come è già accaduto nel caso dell'Iran. ''Se non disarmiamo, sarà difficile che vegna la pace'', ha aggiunto.



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Wednesday, December 12, 2007 12:59 AM
Da Petrus

Promulgate le norme per garantire la sicurezza sul lavoro dei dipendenti vaticani

CITTA’ DEL VATICANO - ''Tutelare in maniera costante ed efficace la sicurezza e la salute dei lavoratori in Vaticano''. Per l'Osservatore Romano e' questo lo scopo di una nuova legge approvata in novembre da Benedetto XVI e firmata in queste ore dal Cardinale Giovanni Lajolo, presidente del Governatorato. Il testo, spiega il giornale del Papa, ''costituisce un'assoluta novita' nel campo della legislazione vaticana in materia di tutela del lavoro ed e' il risultato di un lungo iter di studio e di elaborazione iniziato nel 1994''. Secondo l'Osservatore, e' stata scelta ''una politica della sicurezza forte ed incisiva'', come testimonia ''la centralizzazione della materia, affidata ad un apposito servizio istituito presso il Presidente del Governatorato''. ''Tenendo conto della peculiarita' dell'ambiente lavorativo vaticano soprattutto delle caratteristiche storiche e artistiche degli edifici nei quali si svolge l'attivita' lavorativa quotidiana, il testo - continua la nota - promuove ampie forme di partecipazione alla tutela della sicurezza attraverso il coinvolgimento delle singole amministrazioni, chiamate a fornire un flusso costante di informazioni sui rischi e sulle esigenze dei lavoratori. E' anche prevista un'opera di formazione, soprattutto allo scopo di prevenire gli incidenti sul lavoro''. Nella nuova legge sono previsti ''precisi obblighi anche per i lavoratori, cui si richiede, appunto, di partecipare alla loro tutela, per farne risultare appieno i benefici, anche attraverso costanti iniziative di formazione. Quanto alle sanzioni, che sempre necessitano perche' l'impalcatura giuridica non resti un mero 'flatus vocis', si e' preferito non appesantire il contesto con nuove ipotesi di reato, differenziandosi da quella italiana, specialmente nelle prime previsioni normative e lasciando spazio piuttosto, ove del caso, all'attivazione di procedimenti disciplinari secondo le previsioni delle diverse Amministrazioni, ferma restando l'iniziativa del Presidente del Governatorato. Sempre percorribile, naturalmente, se ne ricorrono i presupposti, l'azione penale''. Quanto alle procedure, l'Osservatore sottolinea oggi come il nuovo ''Servizio per la Sicurezza e la Salute dei Lavoratori nei Luoghi di Lavoro'', che costituisce in qualche modo il ''cuore'' dell'intera attivita' di protezione, prevenzione e formazione, necessita pero' di ''dati'' da parte dei diversi ambienti interessati. Di qui l'esigenza di acquisire le informazioni concernenti rischi ed esigenze di tutela legati alle specifiche attivita' lavorative, mediante un ''Documento'' tecnico compilato da ciascun ente, con l'apporto delle Amministrazioni competenti, secondo un modello predisposto dallo stesso Servizio, sulla base degli elementi essenziali gia' descritti dalla norma.
+PetaloNero+
Wednesday, December 12, 2007 2:45 PM
L’UDIENZA GENERALE

L’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 10.30 nell’Aula Paolo VI dove il Santo Padre ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli giunti dall’Italia e da ogni parte del mondo.

Nel discorso in lingua italiana, il Papa, continuando il ciclo di catechesi sui Padri Apostolici, si è soffermato sulla figura di San Paolino di Nola.

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre Benedetto XVI ha rivolto particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti.

L’Udienza Generale si è conclusa con il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica impartita insieme ai Vescovi presenti.



CATECHESI DEL SANTO PADRE IN LINGUA ITALIANA

Cari fratelli e sorelle!

Il Padre della Chiesa a cui oggi volgiamo l’attenzione è san Paolino di Nola. Contemporaneo di sant’Agostino, al quale fu legato da viva amicizia, Paolino esercitò il suo ministero in Campania, a Nola, dove fu monaco, poi presbitero e Vescovo. Era però originario dell’Aquitania, nel sud della Francia, e precisamente di Bordeaux, dove era nato da famiglia altolocata. Qui ricevette una fine educazione letteraria, avendo come maestro il poeta Ausonio. Dalla sua terra si allontanò una prima volta per seguire la sua precoce carriera politica, che lo vide assurgere, ancora in giovane età, al ruolo di governatore della Campania. In questa carica pubblica fece ammirare le sue doti di saggezza e di mitezza. Fu in questo periodo che la grazia fece germogliare nel suo cuore il seme della conversione. Lo stimolo venne dalla fede semplice e intensa con cui il popolo onorava la tomba di un Santo, il martire Felice, nel Santuario dell’attuale Cimitile. Come responsabile della cosa pubblica, Paolino si interessò a questo Santuario e fece costruire un ospizio per i poveri e una strada per rendere più agevole l’accesso ai tanti pellegrini.

Mentre si adoperava per costruire la città terrena, egli andava scoprendo la strada verso la città celeste. L’incontro con Cristo fu il punto d’arrivo di un cammino laborioso, seminato di prove. Circostanze dolorose, a partire dal venir meno del favore dell’autorità politica, gli fecero toccare con mano la caducità delle cose. Una volta arrivato alla fede scriverà: "L’uomo senza Cristo è polvere ed ombra" (Carme X, 289). Desideroso di gettar luce sul senso dell’esistenza, si recò a Milano per porsi alla scuola di Ambrogio. Completò poi la formazione cristiana nella sua terra natale, ove ricevette il battesimo per le mani del Vescovo Delfino, di Bordeaux. Nel suo percorso di fede si colloca anche il matrimonio. Sposò infatti Terasia, una pia nobildonna di Barcellona, dalla quale ebbe un figlio. Avrebbe continuato a vivere da buon laico cristiano, se la morte del bimbo dopo pochi giorni non fosse intervenuta a scuoterlo, mostrandogli che altro era il disegno di Dio sulla sua vita. Si sentì in effetti chiamato a votarsi a Cristo in una rigorosa vita ascetica.

In pieno accordo con la moglie Terasia, vendette i suoi beni a vantaggio dei poveri e, insieme con lei, lasciò l’Aquitania per Nola, dove i due coniugi presero dimora accanto alla Basilica del protettore San Felice, vivendo ormai in casta fraternità, secondo una forma di vita alla quale anche altri si aggregarono. Il ritmo comunitario era tipicamente monastico, ma Paolino, che a Barcellona era stato ordinato presbitero, prese ad impegnarsi pure nel ministero sacerdotale a favore dei pellegrini. Ciò gli conciliò la simpatia e la fiducia della comunità cristiana, che, alla morte del Vescovo, verso il 409, volle sceglierlo come successore sulla cattedra di Nola. La sua azione pastorale si intensificò, caratterizzandosi per un’attenzione particolare verso i poveri. Lasciò l’immagine di un autentico Pastore della carità, come lo descrisse san Gregorio Magno nel capitolo III dei suoi Dialoghi, dove Paolino è scolpito nel gesto eroico di offrirsi prigioniero al posto del figlio di una vedova. L’episodio è storicamente discusso, ma rimane la figura di un Vescovo dal cuore grande, che seppe stare vicino al suo popolo nelle tristi contingenze delle invasioni barbariche.

La conversione di Paolino impressionò i contemporanei. Il suo maestro Ausonio, un poeta pagano, si sentì "tradito", e gli indirizzò parole aspre, rimproverandogli da un lato il "disprezzo", giudicato dissennato, dei beni materiali, dall’altro l’abbandono della vocazione di letterato. Paolino replicò che il suo donare ai poveri non significava disprezzo per i beni terreni, ma semmai una loro valorizzazione per il fine più alto della carità. Quanto agli impegni letterari, ciò da cui Paolino aveva preso congedo non era il talento poetico, che avrebbe continuato a coltivare, ma i moduli poetici ispirati alla mitologia e agli ideali pagani. Una nuova estetica governava ormai la sua sensibilità: era la bellezza del Dio incarnato, crocifisso e risorto, di cui egli si faceva adesso cantore. Non aveva lasciato, in realtà, la poesia, ma attingeva ormai dal Vangelo la sua ispirazione, come egli dice in questo verso: "Per me l’unica arte è la fede, e Cristo la mia poesia" ("At nobis ars una fides, et musica Christus": Carme XX, 32).

I suoi carmi sono canti di fede e di amore, nei quali la storia quotidiana dei piccoli e grandi eventi è colta come storia di salvezza, come storia di Dio con noi. Molti di questi componimenti, i cosiddetti "Carmi natalizi", sono legati all’annuale festa del martire Felice, che egli aveva eletto quale celeste Patrono. Ricordando san Felice, egli intendeva glorificare Cristo stesso, convinto com’era che l’intercessione del Santo gli avesse ottenuto la grazia della conversione: "Nella tua luce, gioioso, ho amato Cristo" (Carme XXI, 373). Questo stesso concetto egli volle esprimere ampliando lo spazio del Santuario con una nuova basilica, che fece decorare in modo che i dipinti, illustrati da opportune didascalie, costituissero per i pellegrini una catechesi visiva. Così egli spiegava il suo progetto in un Carme dedicato a un altro grande catecheta, san Niceta di Remesiana, mentre lo accompagnava nella visita alle sue Basiliche: "Ora voglio che tu contempli le pitture che si snodano in lunga serie sulle pareti dei portici dipinti… A noi è sembrata opera utile rappresentare con la pittura argomenti sacri in tutta la casa di Felice, nella speranza che, alla vista di queste immagini, la figura dipinta susciti l’interesse delle menti attonite dei contadini" (Carme XXVII, vv. 511.580-583). Ancora oggi si possono ammirare i resti di queste realizzazioni, che collocano a buon diritto il Santo nolano tra le figure di riferimento dell’archeologia cristiana.

Nell’asceterio di Cimitile la vita scorreva nella povertà, nella preghiera e tutta immersa nella "lectio divina". La Scrittura letta, meditata, assimilata, era la luce sotto il cui raggio il Santo nolano scrutava la sua anima nella tensione verso la perfezione. A chi rimaneva ammirato della decisione da lui presa di abbandonare i beni materiali, egli ricordava che tale gesto era ben lontano dal rappresentare già la piena conversione: "L’abbandono o la vendita dei beni temporali posseduti in questo mondo non costituisce il compimento, ma soltanto l’inizio della corsa nello stadio; non è, per così dire, il traguardo, ma solo la partenza. L’atleta infatti non vince allorché si spoglia, perché egli depone le sue vesti proprio per incominciare a lottare, mentre è degno di essere coronato vincitore solo dopo che avrà combattuto a dovere" (cfr Ep. XXIV, 7 a Sulpicio Severo).

Accanto all’ascesi e alla Parola di Dio, la carità: nella comunità monastica i poveri erano di casa. Ad essi Paolino non si limitava a fare l’elemosina: li accoglieva come fossero Cristo stesso. Aveva riservato per loro un reparto del monastero e, così facendo, gli sembrava non tanto di dare, ma di ricevere, nello scambio di doni tra l’accoglienza offerta e la gratitudine orante degli assistiti. Chiamava i poveri suoi "patroni" (cfr Ep. XIII,11 a Pammachio) e, osservando che erano alloggiati al piano inferiore, amava dire che la loro preghiera faceva da fondamento alla sua casa cfr Carme XXI, 393-394).

San Paolino non scrisse trattati di teologia, ma i suoi carmi e il denso epistolario sono ricchi di una teologia vissuta, intrisa di Parola di Dio, costantemente scrutata come luce per la vita. In particolare, emerge il senso della Chiesa come mistero di unità. La comunione era da lui vissuta soprattutto attraverso una spiccata pratica dell’amicizia spirituale. In questa Paolino fu un vero maestro, facendo della sua vita un crocevia di spiriti eletti: da Martino di Tours a Girolamo, da Ambrogio ad Agostino, da Delfino di Bordeaux a Niceta di Remesiana, da Vittricio di Rouen a Rufino di Aquileia, da Pammachio a Sulpicio Severo, e a tanti altri ancora, più o meno noti. Nascono in questo clima le intense pagine scritte ad Agostino. Al di là dei contenuti delle singole lettere, impressiona il calore con cui il Santo nolano canta l’amicizia stessa, quale manifestazione dell’unico corpo di Cristo animato dallo Spirito Santo. Ecco un brano significativo, agli inizi della corrispondenza tra i due amici: "Non c’è da meravigliarsi se noi, pur lontani, siamo presenti l’uno all’altro e senza esserci conosciuti ci conosciamo, poiché siamo membra di un solo corpo, abbiamo un unico capo, siamo inondati da un’unica grazia, viviamo di un solo pane, camminiamo su un’unica strada, abitiamo nella medesima casa" (Ep. 6, 2). Come si vede, una bellissima descrizione di che cosa significhi essere cristiani, essere Corpo di Cristo, vivere nella comunione della Chiesa. La teologia del nostro tempo ha trovato proprio nel concetto di comunione la chiave di approccio al mistero della Chiesa. La testimonianza di san Paolino di Nola ci aiuta a sentire la Chiesa, quale ce la presenta il Concilio Vaticano II, come sacramento dell’intima unione con Dio e così dell’unità di tutti noi e infine di tutto il genere umano (cfr Lumen gentium, 1). In questa prospettiva auguro a tutti voi un buon tempo di Avvento.




SINTESI DELLA CATECHESI NELLE DIVERSE LINGUE



○ Sintesi della catechesi in lingua francese

Chers Frères et Sœurs,

Un Père de l’Église retient ce matin toute notre attention, saint Paulin de Nole. Originaire de Bordeaux, il faisait partie d’une des plus riches familles. Après de brillantes études, il devint Gouverneur en Campanie. Voyant la foule se presser sur la tombe du martyr saint Félix, il se convertit. Il tomba en disgrâce auprès des responsables politiques, mais sa foi lui fit dire que « l’homme sans le Christ n’est que poussière et ombre » (Chant X, 289). Il se mit à l’école de saint Ambroise, puis compléta sa formation théologique à Bordeaux auprès de l’Évêque saint Delphin, de qui il reçut le Baptême. Il épousa une noble de Barcelone, Teresia, avec laquelle il eut un fils, qui mourut quelques jours après sa naissance. C’est alors qu’il se sentit appelé à suivre totalement le Christ dans une vie ascétique rigoureuse. Avec son épouse, il se retira à Nole, où ils vécurent en frère et sœur. Paulin fut ordonné prêtre à Barcelone. Vers 409, à la mort de l’Évêque de Nole, il fut choisi pour lui succéder. Il déploya son action pastorale notamment envers les pauvres. Il laisse l’image d’un authentique pasteur de la charité, donnant tous ses biens. De ses relations avec son précepteur Ausone, il garda le goût pour la poésie et les lettres. Mais c’est de l’Écriture qu’il tira son inspiration et la lumière pour son existence. La lectio divina le conduisait sur la voie de la perfection. Ses écrits sont des chants de foi et d’amour, et il en ressort aussi le sens de l’Église comme mystère d’unité, poussant les fidèles à l’amitié et à la communion spirituelle, sous la conduite de l’Esprit Saint. Le témoignage de Paulin de Nole nous aide aussi à comprendre ce que présente le Concile parlant de l’Église comme communion intime avec Dieu et de l’unité du genre humain.

Je suis heureux de vous accueillir chers pèlerins francophones. Que l’exemple de saint Paulin de Nole vous aide à grandir dans la foi et l’amour de Dieu en ce temps de l’Avent. Avec ma Bénédiction apostolique.

○ Sintesi della catechesi in lingua inglese

Dear Brothers and Sisters,

In our catechesis on the great teachers of the early Church, we now turn to Saint Paulinus, the Bishop of Nola in southern Italy. A native of Bordeaux in Gaul, Paulinus became the Roman governor of Campania, where, after encountering the depth of popular devotion to Saint Felix Martyr, he was led to embrace the Christian faith. After the tragic loss of their first child, he and his wife sold their goods and undertook a life of chastity and prayer. Ordained a priest and then Bishop of Nola, Paulinus distinguished himself by his charity to the poor during the troubled times of the barbarian invasions. A man of letters and a gifted poet, Paulinus placed his art at the service of Christ and the Church. In his poetry and his vast correspondence, Paulinus expressed his deep faith and his love of the poor. His letters to such contemporary churchmen as Saints Ambrose, Augustine, Jerome and Martin of Tours, reflect his asceticism, his deep sense of the Church’s communion and his cultivation of the practice of spiritual friendship as a means of experiencing that communion within the mystery of Christ’s mystical Body, enlivened by the Holy Spirit.

I am pleased to welcome all the English-speaking pilgrims and visitors present at today’s Audience, especially the newly professed Missionaries of Charity. In this Advent season, may your hearts be filled with hope as you prepare for the coming of our Saviour. Upon all of you, and upon those who have travelled here from Sweden, Malta, Australia, Singapore, Canada and the United States, I invoke God’s blessings of joy and peace.


○ Sintesi della catechesi in lingua tedesca

Liebe Brüder und Schwestern!

Im Mittelpunkt unserer heutigen Betrachtung steht der heilige Paulinus von Nola, ein Zeitgenosse und Freund des heiligen Augustinus. Paulinus entstammte einer vornehmen Familie aus Bordeaux und erhielt eine gute literarische Ausbildung. Früh schlug er die politische Laufbahn ein und wurde Statthalter in Kampanien. Dort wurde die Verehrung des Märtyrers Felix für ihn zu einem Schlüsselerlebnis auf seinem Weg zu einem echt christlichen Leben. Paulinus begab sich zunächst in die Schule des Ambrosius von Mailand, ehe er in seiner Heimat die Taufe empfing. Von mehreren Heimsuchungen getroffen beschlossen Paulinus und seine Frau Therasia, ihren Besitz zugunsten der Bedürftigen zu verkaufen und in Nola ein mönchisches Leben in Armut, Gebet und in der Betrachtung der Heiligen Schrift zu führen. Paulinus wurde Priester, kümmerte sich um Arme und Pilger und sorgte auch für die Erweiterung und Ausgestaltung des Heiligtums seines Schutzpatrons Felix. Um 409 wurde er schließlich zum Bischof von Nola gewählt, wo er bis zu seinem Tod im Jahre 431 wirkte. Mit seiner Bekehrung zum Mönchstum hat Paulinus sein Leben, besonders auch sein dichterisches Talent, ganz in den Dienst Christi gestellt. Die von ihm überlieferten Dichtungen sind Gesänge des Glaubens und der Liebe und zeugen ebenso wie sein umfangreiches Briefkorpus von einer gelebten, vom Wort Gottes durchtränkten Theologie. Gerade in seinen Briefen, durch die er wichtigen Gestalten seiner Zeit in geistlicher Freundschaft verbunden war, tritt die Kirche als Geheimnis der Einheit und Gemeinschaft zutage.

Mit Freude grüße ich alle deutschsprachigen Pilger und Besucher. „Der Mensch ohne Christus ist Staub und Schatten" (Carm. X, 289), schreibt Paulinus von Nola in einem seiner Gedichte. Durch den Glauben und in der Gemeinschaft der Kirche erfahren auch wir, daß Christus das Leben eines jeden von uns ist. Er ist die Hoffnung, die nicht trügt, sondern heilt und rettet. Der Herr begleite uns alle mit seiner Gnade und seiner Liebe.


○ Sintesi della catechesi in lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:

San Paulino de Nola se dedicó en un primer momento de su vida a la actividad política, destacando por su sabiduría y mansedumbre en su cargo como gobernador. El contacto con la fe sencilla e intensa del pueblo fue el comienzo de su camino de conversión, lleno de numerosas dificultades y pruebas. En Milán recibió de san Ambrosio su primera formación cristiana, bautizándose poco después. Más adelante, tras la muerte de su hijo recién nacido decidió, junto con su mujer, dar sus bienes a los pobres y fundar una comunidad monástica llevando una rigurosa vida de oración, meditación de la Escritura y caridad, acogiendo a los necesitados como si fueran el mismo Cristo. Asimismo, su labor como sacerdote y Obispo de Nola se caracterizó por una atención particular hacia los pobres y peregrinos, dejando la imagen de un Pastor siempre cercano a su pueblo en todas sus necesidades. Con su talento poético y su esmerada educación literaria escribió muchos cantos para exaltar la belleza del Dios encarnado, crucificado y resucitado. En sus escritos destaca sobre todo el sentido de la Iglesia como misterio de unidad.

Saludo cordialmente a los visitantes de lengua española. En particular, a las Siervas de María Ministras de los Enfermos, y a los distintos grupos venidos de España, México, Venezuela y de otros países latinoamericanos. Os animo a intensificar vuestra preparación para las Fiestas de Navidad siguiendo el ejemplo de oración y de caridad de san Paulino de Nola. Muchas gracias.




SALUTI PARTICOLARI NELLE DIVERSE LINGUE



○ Saluto in lingua portoghese

Ao saudar cordialmente os peregrinos e ouvintes de língua portuguesa, especialmente os que vieram de Portugal, dou-lhes as boas-vindas e faço votos por que todos vivam com alegria o tempo natalício que se avizinha, na prática das boas obras, especialmente nos seus lares, pelos caminhos da salvação de Cristo: muito Boas Festas e um Feliz Ano Novo, com a minha Bênção Apostólica!


○ Saluto in lingua polacca

Pozdrawiam obecnych tu Polaków. W adwentowej drodze na spotkanie z przychodzącym Chrystusem towarzyszy nam dziś św. Paulin z Noli. Daje przykład świętości nacechowanej ascezą, modlitwą i troską o ubogich i cierpiących. Jest to wskazanie zawsze aktualne. Niech na tej drodze Bóg błogosławi wam i waszym bliskim.

[Saluto i polacchi qui presenti. Nel cammino di avvento verso l’incontro con Cristo che viene ci accompagna oggi San Paolino di Nola. Ci dà un esempio di santità caratterizzata dall’ascesi, dalla preghiera e dalla cura per i poveri e sofferenti. E’ un’indicazione sempre attuale. In questo cammino Dio benedica voi e i vostri cari.]


○ Saluto in lingua slovacca

S láskou pozdravujem slovenských pútnikov z Čadce – Kýčerky, Žiliny a Konskej. Bratia a sestry, prajem vám, aby ste prežívali tento Advent podľa vzoru Panny Márie v radostnom očakávaní Spasitel’a. Zo srdca žehnám vás i vašich drahých vo vlasti. Pochválený bud’ Ježiš Kristus!

[Saluto con affetto i pellegrini slovacchi da Čadca – Kíčerka, Žilina e Konská. Fratelli e sorelle, vi auguro di vivere questo tempo di Avvento come la Vergine Maria nella gioiosa attesa del Salvatore. Di cuore benedico voi ed i vostri cari in Patria. Sia lodato Gesù Cristo!]


○ Saluto in lingua italiana

Rivolgo un cordiale saluto ai pellegrini di lingua italiana: grazie per la vostra presenza. In particolare, saluto i Militari del 6° Reggimento Genio Pionieri di Roma, e auguro a ciascuno di aderire sempre più a Cristo e al suo Vangelo. Saluto, poi, i rappresentanti della Federazione Italiana Panificatori e li ringrazio per il gradito dono dei panettoni destinati alle opere di carità del Papa: grazie di cuore.

Saluto, infine, i, giovani, i malati e gli sposi novelli. A voi, cari giovani, auguro di disporre i vostri cuori ad accogliere Gesù, che ci salva con la potenza del suo amore. A voi, cari malati, che nella vostra malattia sperimentate ancor più il peso della croce, le prossime feste natalizie apportino serenità e conforto. E voi, cari sposi novelli, che da poco tempo avete formato la vostra famiglia, crescete sempre più in quell'amore che Gesù nel suo Natale è venuto a donarci.

+PetaloNero+
Wednesday, December 12, 2007 2:46 PM
Da Petrus

All'Udienza Generale il Pontefice ricorda l'amore casto tra San Paolino di Nola e Therasia

CITTA’ DEL VATICANO - La straordinaria storia d'amore vissuta nel IV secolo da Paolino di Nola e Therasia, i coniugi amici di Sant'Agostino e Sant'Ambrogio che, dopo la morte del loro unico bimbo, scelsero la castita' per dedicarsi insieme alla preghiera e all'accoglienza dei poveri, e' stata rievocata da Benedetto XVI all'udienza generale. Nato e battezzato a Bordeaux, Paolino aveva abbandonato la politica dopo essere stato Governatore della Campania, "carica pubblica nella quale si fece ammirare per le sue doti di saggezza", mentre Therasia "era una pia nobildonna di Barcellona": il loro, ha sottolineato il Papa, "fu un cammino faticoso e disseminato di prove, che con il venir meno del favore politico fece sperimentare la caducita' delle cose umane". Di comune accordo distribuirono le ingenti ricchezze ai poveri e si ritirarono a Nola, dove inaugurando "una casta forma di vita a cui anche altri si aggregarono", prestarono assistenza ai pellegrini che si recavano al Santuario di San Felice ed aprirono un ospizio, adattandone il primo piano a monastero. Nel 409 Paolino fu eletto vescovo di Nola. "I poveri - ha sottolineato Benedetto XVI - erano di casa, e Paolino non si limitava a fare elemosina: il suo non era un 'dare' ma un 'ricevere' perche' si sentiva arricchito nello scambio tra l'accoglienza prestata e la gratitudine orante dei pellegrini. La loro preghiera faceva da fondamento alla sua casa". Per il Papa, San Paolino fu anche un precursore del Concilio Vaticano II perche' 1500 anni prima viveva gia' lo stesso "spirito di comunione" che rappresenta l'ideale indicato ai cristiani di oggi. Il Santo Padre ha concluso la parte pubblica dell'udienza generale con un saluto ai militari del Sesto reggimento Genio Pionieri di Roma e uno ai ''rappresentanti della Federazione italiana panificatori''. ''Li rigrazio - ha detto a proposito di questi ultimi - per il gradito dono dei panettoni destinati alle opere di carita' del Papa''.

+PetaloNero+
Wednesday, December 12, 2007 2:47 PM
Il Papa: la comunione nella Chiesa come mistero di unità per tutti gli uomini del mondo

di Angela Ambrogetti/ 12/12/2007

Benedetto XVI illustra la vita e il pensiero di Paolino di Nola, apostolo di carità e della “ amicizia spirituale” che diventa comunione nella Chiesa. Un grazie anche per i panettoni donati dai panificatori Italiani per la carità del Papa.

In Aula Paolo VI non erano moltissimi i fedeli che hanno ascoltato il papa. All'udienza generale del mercoledì, calo fisiologico di presenze per questo periodo dell’ anno. Benedetto XVI ha tracciato la biografia di Paolino, uomo illustre al suo tempo, sposo e padre, che dedicò le sue energie anche al santuario del martire Felice il cui culto era molto forte in Campania. Originario della Francia, politico di successo, mite e saggio fu portato alla fede proprio dal culto al martire Felice. Dopo il matrimonio e la morte repentina del figlio, vendette i beni a vantaggio dei poveri in accordo con la moglie, visse in casta fraternità monastica con la moglie. Divenuto presbitero si occupò dei pellegrini e i gli abitanti di Nola lo vollero come vescovo.

Autentico pastore della carità, vicino al popolo nelle contingenze delle invasioni barbariche, impressionò i contemporanei per le sua scelta di vita. Come letterato scriveva: “ Per me l ‘unica arte è Cristo“. Fece costruire e decorare una nuova basilica, con dipinti che divennero una catechesi visiva per i semplici. Il suo donare tutti i beni materiali ai poveri non era visto come “perfezione” da Paolino stesso. È la partenza e non il traguardo della vita di fede. La carità è la ispirazione di tutto per Paolino e nella sua comunità monastica i poveri erano a casa loro. Non solo elemosina ma accoglienza. Un modo per ricevere, più che donare e chiamava i poveri suoi patroni.

I carmi scritti da Paolino sono ricchi di una teologia vissuta, intrisa di parola di Dio, costantemente scrutata come luce per la vita. Ne emerge il senso della Chiesa come mistero di unità. La comunione è stata vissuta come “amicizia spirituale” di cui fu maestro facendo della sua vita un crocevia di spiriti eletti, Martino, Girolamo , Ambrogio, Agostino e tanti altri. Paolino canta l’amicizia stessa quale manifestazione dell’ unico corpo di Cristo animato dallo Spirito Santo.

“La teologia del nostro tempo è attratta proprio dal concetto di comunione - ha concluso il papa - che appare chiaramente nella lettera di Paolino ad Agostino e ha trovato nel concetto di comunione la chiave che approccia la mistero della Chiesa e la sua testimonianza ci aiuta a sentire la Chiesa come la presenta il Vaticano II come sacramento dell’ intima unione con Dio e così dell’ unità di tutti noi e di tutto il genere umano”. Al termine dell’udienza, Benedetto XVI ha salutato i ''rappresentanti della Federazione italiana panificatori''. ''Li ringrazio - ha detto per il gradito dono dei panettoni destinati alle opere di carità del papa''.


www.korazym.org
+PetaloNero+
Wednesday, December 12, 2007 2:48 PM
La Chiesa come mistero d'intima unione con Dio al centro dell’udienza generale, dedicata da Benedetto XVI a San Paolino di Nola, vissuto tra IV e V secolo


La testimonianza di San Paolino di Nola ci aiuta a sentire la Chiesa come “sacramento dell’intima unione con Dio”: è la riflessione offerta da Benedetto XVI ai fedeli all’udienza generale di stamani in Aula Paolo VI. Nella catechesi, il Papa si è soffermato sulla figura di questo Santo, vissuto tra IV e V secolo, fulgido esempio di apostolo della carità e amico di grandi personalità della Chiesa del tempo, come Ambrogio ed Agostino. Dopo l’udienza generale, è stato presentato al Santo Padre il suo ritratto ufficiale realizzato dalla pittrice russa, Natalia Tsarkova. Il dipinto, di grandi dimensioni, (180 cm x 120) ritrae Benedetto XVI seduto sul trono che fu di Leone XIII. Definita la "ritrattista ufficiale dei Papi", la Tasrkova ha già realizzato i ritratti dei due precedenti Pontefici, Papa Luciani e Papa Wojtyla. Ma torniamo all'udienza generale con il servizio di Alessandro Gisotti:


Vescovo “dal cuore grande”, seppe “stare vicino al suo popolo nelle tristi contingenze delle invasioni barbariche”: così, Benedetto XVI ha tratteggiato la figura di San Paolino di Nola, che prima di essere vescovo fu monaco e presbitero. Il Papa ha ripercorso la vita del Santo originario di Bordeaux. Prima di convertirsi, ha spiegato, Paolino fu protagonista di una precoce carriera politica. Proprio in questo periodo, nel recarsi alla tomba del Santo martire Felice, la grazia “fece germogliare nel suo cuore il seme della conversione”:


"Mentre si adoperava per costruire la città terrena, egli andava scoprendo la strada verso la città celeste. L’incontro con Cristo fu il punto d’arrivo di un cammino laborioso, seminato di prove. Circostanze dolore, a partire dal venir meno del favore dell’autorità politica, gli fecero toccare con mano la caducità delle cose".


Nel suo percorso di fede, ha ricordato Benedetto XVI, si colloca anche il matrimonio con la pia nobildonna Terasia. Quando muore il loro bimbo, dopo pochi giorni dalla nascita, Paolino viene scosso profondamente e, in pieno accordo con la moglie, intraprende una rigorosa vita ascetica vivendo con lei in “casta fraternità”. Autentico “pastore della carità”, il suo ministero si caratterizzò “per un’attenzione particolare verso i poveri”. Nel 409, divenne vescovo di Nola al termine di un cammino che, ha rammentato il Papa, destò all’epoca grande emozione:


"La conversione di Paolino impressionò i contemporanei. Il suo maestro Ausonio si sentì tradito e gli indirizzò parole aspre, rimproverandogli da un lato il disprezzo, giudicato dissennato, dei beni materiali, dall’altro l’abbandono della vocazione di letterato. Paolino replicò che il suo donare ai poveri non significava disprezzo per i beni terreni, ma semmai una loro valorizzazione per il fine più alto della carità".


D’altro canto, ha proseguito il Pontefice, Paolino non aveva lasciato in realtà la poesia, ma “attingeva ormai dal Vangelo la sua ispirazione”. I suoi carmi, ha detto, “sono canti di fede e di amore, nei quali la storia quotidiana dei piccoli e grandi eventi è colta come storia di salvezza”. La Scrittura, “letta, meditata, assimilata - ha aggiunto - era la luce sotto il cui raggio il Santo nolano scrutava la sua anima nella tensione verso la perfezione”. La decisione di abbandonare i beni materiali, ha affermato il Papa, non veniva vissuta da Paolino come piena conversione. E qui, Benedetto XVI ha citato una lettera del Santo:


"L’abbandono o la vendita dei beni temporali posseduti in questo mondo non costituisce il compimento, ma soltanto l’inizio della corsa nello stadio; non è, per così dire, il traguardo ma solo la partenza".


Accanto all’ascesi e alla Parola di Dio, ha rilevato, la carità distingueva la sua azione pastorale. Nella sua comunità monastica, “i poveri erano di casa”. Ad essi Paolino, “non si limitava a fare l’elemosina: li accoglieva come fossero Cristo stesso” e così facendo, “gli sembrava non tanto di dare, ma di ricevere”. Benedetto XVI si è così soffermato sulla teologia di Paolino, una “teologia vissuta, intrisa di Parola di Dio”, dalla quale emerge “il senso della Chiesa come mistero di unità”:


"La teologia del nostro tempo ha trovato proprio nel concetto di comunione la chiave di approccio al mistero della Chiesa. La testimonianza di San Paolino ci aiuta a sentire la Chiesa, quale ce la presenta il Concilio Vaticano II, come sacramento dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano".


Questa comunione, ha spiegato il Papa, era vissuta da San Paolino soprattutto attraverso “una spiccata pratica dell’amicizia spirituale”. In questo, il Santo nolano fece della sua vita “un crocevia di spiriti eletti”: da Martino di Tours a Girolamo, da Ambrogio ad Agostino. Di questa amicizia con il vescovo di Ippona, restano delle lettere in cui impressiona il calore con cui canta l’amicizia stessa. Un’amicizia, ha detto, che è “manifestazione dell’unico corpo di Cristo animato dallo Spirito Santo”. Al momento dei saluti ai pellegrini, il Papa ha rivolto un pensiero speciale ai rappresentanti della Federazione italiana panificatori ringraziandoli per il “dono dei panettoni destinati alle opere di carità del Papa”. Un saluto particolare l’ha infine dedicato ai malati, che nella malattia, ha detto, sperimentano “ancor più il peso della croce”. A loro, il Papa ha augurato che “le prossime feste natalizie apportino serenità e conforto”.


www.radiovaticana.org


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+PetaloNero+
Wednesday, December 12, 2007 2:49 PM
RINUNCE E NOMINE


NOMINA DEL VESCOVO DI BALSAS (BRASILE)

Il Santo Padre Benedetto XVI ha nominato Vescovo di Balsas (Brasile) il Rev.do Padre Enemésio Ângelo Lazzaris, F.D.P., Vicario Generale dei Padri Orionini, a Roma.

Rev.do Padre Enemésio Ângelo Lazzaris, F.D.P.

Il Rev.do Padre Enemésio Ângelo Lazzaris, F.D.P., è nato il 19 dicembre 1948 a Siderópolis, diocesi di Crisciúma, Stato di Santa Catarina. Appartiene alla Congregazione della Piccola Opera della Divina Provvidenza.

Terminato il noviziato nel 1965 ha emesso la Professione perpetua il 27 ottobre 1974. Ha frequentato la scuola di primo grado nel Seminario orionino di Siderópolis, quella di secondo grado presso il CENE di Gurarapes - SP, la Filosofia presso la FAI (Facoltà Associate di Ipiranga, SP), la Teologia presso la Pontificia Università di Minas Gerais. Già sacerdote, ha conseguito la Licenza in Teologia con Specializzazione in Spiritualità presso il Teresianum a Roma (1981-1983).

Ordinato sacerdote il 26 luglio 1975, ha svolto i seguenti incarichi: a Belo Horizonte è stato Promotore vocazionale (1976-1980) e Direttore della Comunità Don Orione (1983-1988); Parroco della Parrocchia "Sagrado Coração de Jesus", ad Araguaína, diocesi di Tocantinópolis (1989-1995); quindi Direttore del Collegio Don Orione di São Sebastião do Rio de Janeiro (1996-1998), Superiore provinciale della provincia nord del Brasile. Dal luglio del 2004 è Vicario Generale della sua Congregazione a Roma.




NOMINA DI CAPO UFFICIO NELLA CONGREGAZIONE PER L’EVANGELIZZAZIONE DEI POPOLI

Il Papa ha nominato Capo Ufficio nella Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli il Rev.do Sacerdote Tadeusz Wojda, S.A.C., finora Minutante nella medesima Congregazione.



+PetaloNero+
Wednesday, December 12, 2007 2:49 PM
Da Petrus

Benedetto XVI torna a chiarire: "Evangelizzare non è proselitismo ma un dovere della Chiesa"

CITTA’ DEL VATICANO - Testimoniare a tutti la propria fede e annunciare il Vangelo non e' fare indebito "proselitismo" ma appartiene all'essenziale del cristianesimo. Lo afferma la Congregazione per la Dottrina della Fede in una Nota dottrinale su alcuni aspetti dell'evangelizzazione approvata nei giorni scorsi da Benedetto XVI e che e' stata anticipata dal quotidiano "Il Giornale". Il documento, 19 pagine datate 3 dicembre, prende di mira la "crescente confusione" che fa ritenere la missione come un limite posto alla liberta' altrui e un "atteggiamento di intolleranza". Anche alcuni fedeli pensano oggi che basti invitare le persone ad agire secondo coscienza o a seguire la loro religione, senza favorire una loro conversione al cattolicesimo. E c'e' anche chi, denuncia la Nota, crede che non si debba annunciare Cristo perche' tanto e' possibile salvarsi lo stesso. Il relativismo e l'idea che "tutte le posizioni si equivalgono" sono sintomi diffusi di questa difficolta' a vivere la missione. Citando il Concilio, la Nota ricorda che la verita' "non si impone che in forza della stessa verita'", ma precisa che sollecitare onestamente l'intelligenza e la liberta' di una persona "all'incontro con Cristo" non puo' essere considerata un'indebita intromissione: l'incorporazione di nuovi membri alla Chiesa non e' infatti l'estensione di un gruppo di potere ma "l'ingresso in una rete di amicizia" con Gesu'. Anche se i non cristiani possono salvarsi, la Chiesa non puo' non tener conto del fatto che ad essi manca un "grandissimo bene", e cioe' la conoscenza del vero volto di Dio e l'amicizia con Cristo. Nel documento si ribadisce pure che l'evangelizzazione comporta anche il dialogo sincero e si mette in guardia dal mancare di rispetto alla dignita' e alla liberta' dei destinatari del messaggio. Per questo, "la Chiesa proibisce severamente di costringere o di indurre e attirare qualcuno con inopportuni raggiri ad abbracciare la fede" e "allo stesso modo rivendica energicamente il diritto che nessuno con ingiuste vessazioni sia distolto dalla fede stessa". Secondo l'ex Sant'Uffizio, l'impegno missionario e' comunque un "diritto irrinunciabile" che purtroppo in alcune parti del mondo non e' ancora riconosciuto mentre in altre non e' rispettato nei fatti. E' di ieri la notizia di una donna inglese di origini pachistane, convertita dall'islam al cristianesimo e costretta a cambiare casa 45 volte negli ultimi anni per sfuggire a vendette. In merito all'ecumenismo, la Nota spiega come non vada considerato negativo "proselitismo" il semplice fatto che un cristiano non cattolico decida di entrare nella comunione della Chiesa di Roma. Va evitata ogni azione che "sembri aver sapore di coercizione o di sollecitazione disonesta o scorretta", ma ovunque e sempre ogni fedele cattolico ha il diritto e il dovere di dare testimonianza e annuncio pieno della propria fede. E' noto che l'infondata accusa di proselitismo viene costantemente rivolta alla Chiesa cattolica da parte della Chiesa Ortodossa Russa.

+PetaloNero+
Wednesday, December 12, 2007 2:50 PM
Il Messaggio del Papa ai giovani del prossimo raduno di Taizé: speranza in Cristo e perdono reciproco, chiavi per riportare la pace sulla terra


“Solo il Cristo ci offre la chiave di una vera speranza, di una speranza che sorpassa ogni piccola speranza che possiamo avere”, perché ci orienta all’avvenire e alla "felicità eterna" verso la quale "camminiamo ogni giorno, personalmente e come Chiesa”. E’ il cuore del Messaggio inviato da Benedetto XVI alle migliaia di giovani che, come ogni anno, si accingono a partecipare al 30.mo Incontro europeo di preghiera, organizzato dalla comunità di Taizé. Dal 28 dicembre al primo gennaio 2008, i partecipanti al raduno si ritroveranno al Palaexpo di Ginevra per una nuova tappa del “Pellegrinaggio di fiducia sulla terra”, iniziato nel 1978 per volontà del fondatore di Taizè, Frère Roger Schutz.

“Possa la vostra fiducia in Dio - scrive il Papa ai giovani - suscitare in voi la speranza ed aiutarvi a cambiare il mondo, basandovi sui valori evangelici, in particolare sul perdono, la punta estrema dell’amore”. Se la pace “è frutto della giustizia - conclude Benedetto XVI - essa lo è ancora più del perdono, che sigilla davvero la riconciliazione fra coloro che, ieri, si sfidavano o si opponevano, permettendo loro di fare un cammino insieme”.


www.radiovaticana.org
+PetaloNero+
Wednesday, December 12, 2007 4:54 PM
Da Petrus

Donato al Pontefice un ritratto della pittrice russa Natalia Tsarkova




CITTA’ DEL VATICANO - La pittrice russa Natalia Tsarkova ha consegnato al Papa in queste ore, al termine dell'udienza generale tenuta presso l’aula Paolo VI, un ritratto nel quale Benedetto XVI e' seduto sul trono di Leone XIII. Il dipinto e' stato commissionato dalla "Patrons of the Arts in the Vatican Museum". La Tsarkova aveva gia' realizzato i ritratti di Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II.
+PetaloNero+
Wednesday, December 12, 2007 6:12 PM
Il ritratto in questione è questo e non quello che ho postato sopra ...

+PetaloNero+
Wednesday, December 12, 2007 8:55 PM
Repubblica Ceca Niente pellegrinaggio di Benedetto XVI


PRAGA, 12dic07 - L’arcivescovo Jan Graubner, presidente della Conferenza episcopale della Repubblica Ceca ha ricevuto una lettera dal segretario di Stato vaticano, card. Tarcisio Bertone, riguardante l’invito fatto a Benedetto XVI a visitare il Paese in occasione delle celebrazioni del 1100° anniversario della nascita del patrono nazionale san Venceslao. Le celebrazioni sono previste nel prossimo settembre. La lettera, secondo quanto informa una nota della stessa Conferenza episcopale ceca, è stata consegnata attraverso la Nunziatura apostolica a Praga e contiene i ringraziamenti del Papa per l’invito ma anche la rinuncia al viaggio a causa dei molteplici impegni già in agenda del Pontefice. Tra questi la nota elenca il viaggio negli Stati Uniti ad aprile 2008, a Sydney dal 15 al 20 luglio per la Giornata Mondiale della Gioventù, e a Lourdes in autunno per il Giubileo delle apparizioni mariane.
(Sir-MANCINI)


www.radiovaticana.org



Da Petrus

Nell'autunno 2008 e non in primavera il viaggio di Benedetto XVI a Lourdes


CITTA’ DEL VATICANO - Il previsto viaggio del Papa Lourdes dovrebbe svolgersi in autunno e non in primavera come si pensava. Lo annuncia il Sir sulla base di una lettera con la quale il segretario di Stato Tarcisio Bertone ha spiegato alla conferenza episcopale ceca che Benedetto XVI non potra' visitare la Repubblica Ceca per i mille e cento anni dalla nascita del patrono San Venceslao, che cadono a settembre 2008. Come e' noto e' stata annunciata la presenza del Pontefice a Lourdes per i 150 anni della apparizioni mariane ma finora i vescovi francesi non avevano potuto indicare una data per il viaggio pontificio. L'arcivescovo Jan Graubner, presidente della Conferenza episcopale dei vescovi della Repubblica Ceca - riferisce dunque il Sir - ha ricevuto una lettera dal segretario di Stato vaticano, a proposito dell'invito dei vescovi cechi al Papa per le celebrazioni di San Venceslao. La missiva e' stata consegnata attraverso la Nunziatura apostolica a Praga e contiene i ringraziamenti del Papa per l'invito ma anche la rinuncia al viaggio ''a causa dei molteplici impegni gia' in agenda del Pontefice''. Tra questi la nota elenca il viaggio negli Usa ad aprile 2008, dal 15 al 20 luglio a Sydney per la Gmg ed ''in autunno a Lourdes per il Giubileo delle apparizioni mariane''.
+PetaloNero+
Wednesday, December 12, 2007 8:56 PM
Riprendono a Gerusalemme i colloqui tra Israele e S.Sede sull'attuazione dell'Accordo fondamentale. Domani la riunione della commissione bilaterale



Si è aperto oggi a Gerusalemme l’incontro fra la delegazione della Santa Sede e quella del governo israeliano per l’attuazione dell’Accordo Fondamentale. L’Accordo, firmato nel ’93, attende ancora adesso di essere completato con un Accordo giuridico e uno economico. Il servizio di Roberto Piermarini.


Oggi, presso il ministero degli esteri israeliano si è riunita la commissione bilaterale di lavoro fra le due istituzioni, mentre domani sarà la volta della plenaria, con la partecipazione al completo delle due delegazioni, presieduta in modo congiunto dal vice-ministro egli esteri israeliano Majali Whabee e dal sottosegretario vaticano per i rapporti con gli Stati, mons. Pietro Parolin. Un Accordo Giuridico di valore internazionale, firmato nel 1997, non è mai entrato in vigore sul territorio israeliano, mentre un Accordo Economico – previsto dagli Accordi Fondamentali del ’93 – tarda ancora a venire alla luce. Esso dovrebbe toccare soprattutto tre argomenti: le proprietà della Chiesa espropriate o sottoposte a servitù; i servizi che la Chiesa rende alla popolazione israeliana, sia essa di origine ebraica o palestinese; la riconferma delle storiche esenzioni fiscali, che la Chiesa già possedeva al momento della nascita dello Stato di Israele, e che le Nazioni Unite avevano deciso dovessero essere onorate dallo Stato ebraico. In un’intervista al Jerusalem Post del 21 novembre scorso ripresa dall’Agenzia AsiaNews, il rabbino David Rosen dell’American Jewish Committee, che ha partecipato alla realizzazione dell’Accordo di 14 anni fa, ha riconosciuto che “La S.Sede sta mostrando una notevole pazienza e comprensione nei confronti degli impegni presi dallo Stato di Israele con l’Accordo fondamentale, che dovevano essere messi a punto entro due anni, ma che non sono stati ancora risolti”.

www.radiovaticana.org


Da Petrus

Ripartito il negoziato con Israele per l'accordo giuridico e fiscale

CITTA’ DEL VATICANO - Sono ripartiti nelle ultime ore a Gerusalemme i colloqui tra la delegazione della Santa Sede e quella del governo israeliano per l'attuazione dell'Accordo Fondamentale. L'Accordo, firmato nel 1993, non e' ancora stato completato con un accordo giuridico e uno economico e non e' mai stato ratificato dalla Knesseth. In queste ore, presso il ministero degli Esteri israeliano, si e' riunita la commissione bilaterale di lavoro fra le due istituzioni, mentre a breve sara' la volta della plenaria, con la partecipazione al completo delle due delegazioni, presieduta in modo congiunto dal vice-ministro degli esteri israeliano Majali Whabee e dal sottosegretario vaticano per i rapporti con gli Stati, Monsignor Pietro Parolin. L'accordo dovrebbe toccare soprattutto tre argomenti: le proprieta' della Chiesa espropriate; i servizi che la Chiesa rende alla popolazione israeliana, sia essa di origine ebraica o palestinese; la riconferma delle storiche esenzioni fiscali, che la Chiesa gia' possedeva al momento della nascita dello Stato di Israele, e che le Nazioni Unite avevano deciso dovessero essere onorate dallo Stato ebraico. L'ultimo incontro tra le due delegazioni, tenutosi al ministero degli Esteri israeliano, risale al 7 novembre scorso e si e' concluso con un nulla di fatto che ha sollevato qualche malumore in Vaticano.



+PetaloNero+
Thursday, December 13, 2007 2:58 PM
LE UDIENZE

Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in Udienza:

S.E. il Signor Stavros Lykidis, Ambasciatore di Grecia, in Visita di congedo;

Ecc.mi Presuli della Conferenza Episcopale del Giappone, in Visita "ad Limina Apostolorum":
S.E. Mons. Leo Jun Ikenaga, Arcivescovo di Osaka
con l’Ausiliare:
S.E. Mons. Michael Gorō Matsuura, Vescovo tit. di Sfasferia;
S.E. Mons. Dominic Ryōji Miyahara, Vescovo di Oita;
S.E. Mons. Paul Yoshinao Otsuka, Vesocvo di Kyōto;
S.E. Mons. Augustinus Jun-ichi Nomura, Vescovo di Nagoya.





RINUNCE E NOMINE


NOMINA DI MEMBRI DEL PONTIFICIO CONSIGLIO DELLA PASTORALE PER I MIGRANTI E GLI ITINERANTI

Il Santo Padre ha nominato Membri del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti gli Eccellentissimi Monsignori: Fernando Filoni, Arcivescovo tit. di Volturno, Sostituto della Segreteria di Stato per gli Affari Generali; Mauro Piacenza, Arcivescovo tit. di Vittoriana, Segretario della Congregazione per il Clero; Jean-Louis Bruguès, Arcivescovo-Vescovo emerito di Angers, Segretario della Congregazione per l'Educazione Cattolica.



Altre udienze e nomine

Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina l’ambasciatore di Grecia, Stavros Lykidis, in visita di congedo, e un altro gruppo di presuli della Conferenza Episcopale del Giappone, in visita "ad Limina".

Il Santo Padre ha nominato membri del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti mons. Fernando Filoni, sostituto della Segreteria di Stato per gli Affari Generali; mons. Mauro Piacenza, segretario della Congregazione per il Clero; mons. Jean-Louis Bruguès, arcivescovo-vescovo emerito di Angers, segretario della Congregazione per l'Educazione Cattolica.
+PetaloNero+
Thursday, December 13, 2007 2:59 PM
Sconfiggere la violenza attraverso l’educazione dei giovani alla pace: l’esortazione del Papa a 7 nuovi ambasciatori ricevuti in Vaticano


L’educazione alla pace, il dialogo interreligioso, la lotta all’AIDS, lo sviluppo sostenibile: sono alcuni dei temi forti affrontati da Benedetto XVI nell’udienza a sette ambasciatori ricevuti, stamani, in udienza per la presentazione delle Lettere credenziali. Si tratta dei rappresentanti diplomatici di Thailandia, Seychelles, Namibia, Gambia, Suriname, Singapore e Kuwait. A loro, il Papa ha rivolto un discorso comune, sul quale ci riferisce Alessandro Gisotti:

Il dialogo prevalga sulla violenza e il desiderio di pace superi l’individualismo per scongiurare tensioni e rancori che impediscono la riconciliazione delle società: è la vibrante esortazione di Benedetto XVI espressa nel discorso comune ai sette ambasciatori ricevuti in Vaticano. Il Papa ha lanciato un appello affinché i governanti delle nazioni facciano di tutto per “ridonare speranza a quei popoli che sono chiamati a guidare”.


Puissent-elles prendre en compte leurs aspirations…

Li ha così spronati “a tenere in considerazione le aspirazioni più profonde dei loro popoli e fare in modo che possano beneficiare delle ricchezze naturali ed economiche del proprio Paese, secondo principi di giustizia ed equità”. Il Papa si è, quindi, soffermato sull’importanza dell’educazione integrale delle giovani generazioni. Sfida a cui il Pontefice ha dedicato un’ampia parte del suo intervento.


En effet, il ne suffit pas d’une formation techinque…

Oggigiorno, è stato il suo richiamo, “non basta una formazione tecnica e scientifica” per fare delle donne e degli uomini delle persone “responsabili” in famiglia e nei diversi ambiti della società. E’ allora necessario, ha detto, “privilegiare un’educazione fondata sui valori umani e morali che permetterà ad ognuno di questi giovani di prendere fiducia in se stessi, di sperare nell’avvenire”. E, ancora, di prendersi cura dei propri fratelli, contribuendo allo sviluppo della nazione.


C’est pourquoi je souhaite que, dans chaque pays…


Di qui l’auspicio del Santo Padre che, nei Paesi degli ambasciatori ricevuti per le Lettere credenziali, “l’educazione della gioventù sia una priorità”, sostenuta da tutte le istituzioni internazionali che sono “impegnate nella lotta all’analfabetismo”. E’ questo, ha ribadito, un impegno davvero importante per “lottare contro la disperazione che può abitare nei cuori dei giovani ed essere origine di atti di violenza individuali e collettivi”. Benedetto XVI ha così assicurato che la Chiesa cattolica, grazie alle sue numerose istituzioni educative, si impegnerà sempre, senza risparmio di forze, per la formazione integrale dei giovani.


www.radiovaticana.org/it1/videonews_ita.asp?vaiflv=0000136.flv&vai=ctv_frame00136.jpg&var1=13/12/2007&var2=Vatican%20City&var3=Giovani,%20formazione,%20giustizia%20sociale%20chiede%20il%20Papa%20agli%20ambasciatori%20di%20sette%...
+PetaloNero+
Thursday, December 13, 2007 3:00 PM
Da Petrus

Il Pontefice incontra i diplomatici islamici: "Il dialogo prevalga sulla violenza"

CITTA’ DEL VATICANO - Il dialogo deve prevalere sulla violenza. Lo ribadisce il Papa che in queste ore ha ricevuto gli ambasciatori accreditati presso la Santa Sede di Tailandia, Seychelles, Namibia, Gambia, Suriname, Singapore e Kuwait, Paesi a maggioranza islamica. "La vostra funzione di diplomatici - ha scandito Benedetto XVI - è particolarmente importante nel mondo attuale, per dimostrare che, in ogni circostanza sul piano internazionale, il dialogo deve prevalere sulla violenza, e che il desiderio di pace e di fraternità deve prevalere sulle contrapposizioni e sull'individualismo, che conducono solo a tensioni e rancori, non aiutando a costruire delle società riconciliate". Per questo il Pontefice ha voluto lanciare un "nuovo appello" affinchè "tutte le persone che hanno una funzione nella vita sociale, tutti coloro che partecipano al Governo delle nazioni, facciano tutto ciò che è in loro potere - ha detto Ratzinger - per donare speranza ai loro popoli. Possano tenere in conto le loro aspirazioni più profonde e fare in modo che tutti possano beneficiare dei prodotti delle ricchezze naturali ed economiche dei propri Paesi, secondo i principi di giustizia ed equità". Benedetto XVI si è poi soffermato sull'aspetto dell'educazione-formazione verso le nuove generazioni. "Una attenzione tutta speciale - ha affermato - deve essere data alle giovani generazioni, mostrandogli che sono la prima ricchezza di un Paese; la loro educazione integrale è una necessità primordiale. In effetti - ha aggiunto - non è sufficiente una formazione tecnica e scientifica per fare degli uomini e delle donne responsabili nella propria famiglia. Occorre privilegiare una educazione ai valori umani e morali, che permetterà a ciascun giovane di prendere fiducia in se stesso, di sperare nell'avvenire, di sentirsi fratelli e sorelle nell'umanità e di voler prendere ciascuno il proprio ruolo per la crescita della nazione". Per questo, il Papa individua nell'educazione e nella formazione della gioventù "una priorità, con il sostegno di tutte le istituzioni della Comunità internazionale che sono coinvolte nella lotta contro l'analfabetismo e contro la mancanza di formazione in tutti i suoi aspetti". "E' un fattore importante - ha ribadito - per combattere la disperazione che può abitare nei cuori dei giovani ed essere all'origine dei numerosi atti di violenza, individuali e collettivi". In tal senso, "la Chiesa cattolica si impegnerà in questo campo, con tutti gli uomini di buona volontà, nel campo della formazione globale dei giovani. Incoraggio tutte le persone che partecipano a questa bella missione della formazione dei giovani - ha concluso il Pontefice - a proseguire instancabilmente il loro compito".
+PetaloNero+
Thursday, December 13, 2007 3:01 PM
Da Petrus

Il monito di Benedetto XVI: "Società e politica sostengano e incoraggino la Famiglia"


CITTA’ DEL VATICANO - Nuovo monito del Papa a difesa della famiglia. "Il futuro dello Stato dipende in larga parte dalle famiglie", ha detto il Pontefice ricevendo in udienza l'ambasciatore delle Seychelles presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali. "La famiglia, fondata sul reciproco amore di un uomo e di una donne e legata al dono dei bambini - ha scandito Benedetto XVI - è la prima cellula della società. La famiglia guarda giustamente alla società per incoraggiare la sua missione insostituibile". "Incoraggio gli sforzi che vengono fatti da tutti gli uomini di buona volontà, in ogni sfera della vita nazionale e politica - ha concluso il Santo Padre - per garantire e sostenere l'identità genuina della vita familiare, attraverso la promozione e la difesa di questa fondamentale istituzione".
+PetaloNero+
Thursday, December 13, 2007 3:01 PM
Da Petrus

Abusi su donne e bambini, Ratzinger lancia l'allarme: "I media responsabili del degrado sociale"

CITTA’ DEL VATICANO - "Il declino dei valori morali, trasmessi dalla banalizzazione della sessualità nei mass media e nelle industrie, porta al degrado di donne e persino agli abusi di bambini". Lo ha detto Papa Benedetto XVI ricevendo in udienza in Vaticano il nuovo ambasciatore di Thailandia presso la Santa Sede, Chaiyong Satjipanon. Inoltre, è da rilevare che il Papa ha spiegato di essere fortemente preoccupato per "il flagello dell'Aids, della prostituzione e del traffico di donne e bambini che continua ad affliggere i Paesi" della regione asiatica. "La Chiesa cattolica, nel suo servizio alla famiglia umana - ha sottolineato il Pontefice - raggiunge tutti i membri della società tailandese senza distinzione. Di particolare preoccupazione è il flaglello dell'Aids, la prostituzione e il traffico di donne e bambini che continua ad affliggere i Paesi della regione. Senza dubbio - ha spiegato - la povertà è il maggiore fattore che sta dietro questo fenomeno". Il Pontefice ha inoltre espresso "rispetto per l'amorevole servizio" svolto dal Re tailandese "nel promuovere l'unità, la tolleranza religiosa e l'assistenza ai poveri". Il papa ha chiesto inoltre che "il bene comune venga garantito a tutti, incluse le minoranze", esortando al "rispetto dei diritti politici delle minoranze". "Prendo l'occasione - ha concluso il Papa - per incoraggiare elezioni giuste ed equilibrate a favore della partecipazione di tutti".


+PetaloNero+
Thursday, December 13, 2007 3:03 PM
Tutelare la dignità e la sicurezza dei lavoratori. Così il Papa nel telegramma per i funerali dei 4 operai della ThyssenKrupp


Tutelare “con ogni mezzo la dignità e la sicurezza dei lavoratori” è quanto afferma il Papa nel telegramma letto dal card Severino Poletto, arcivescovo di Torino, durante la celebrazione dei funerali dei 4 operai morti nell’incendio scoppiato in un reparto della ThyssenKrupp. Per loro il Santo Padre assicura “fervide preghiere di suffragio” e invoca “sollievo e guarigione” per i feriti. Grande la partecipazione di tutta la città, il silenzio a dominare sull’estremo saluto alle ennesime vittime sul lavoro. Il servizio di Benedetta Capelli:


Cuscini di fiori bianchi sui feretri dei 4 operai: Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino e Bruno Santino. Un contrasto evidente con il fuoco che ha portato via le loro vite nell’incendio alla ThyssenKrupp. “Bare - ha detto il cardinal Poletto - che racchiudono i corpi straziati di questi operai; il dolore indescrivibile delle loro spose, dei figli, dei genitori, dei parenti, dei colleghi di lavoro; lo sbigottimento di Torino intera”. Luogo di lavoro dunque che diventa luogo di morte. L’arcivescovo della città:


"Non ci sono aggettivi adeguati per commentare questo modo atroce di morire. E’ accaduto ciò che non dovrebbe mai accadere, sul posto di lavoro, dove le persone si recano per guadagnarsi il pane con il sudore e la fatica, per costruire un futuro sereno e più sicuro per sé e per i loro figli".


Tutelare la dignità e la sicurezza dei lavoratori, come auspicato dal Papa nel telegramma per questa sciagura, definita dal cardinal Poletto “dramma di tutti”. In attesa del verdetto della magistratura serve una riflessione seria, così il porporato ha richiamato la dottrina sociale della Chiesa:


"Mi sento di ribadire, come da sempre insegna la dottrina sociale della Chiesa, che il lavoro è per l’uomo, e non l’uomo per il lavoro. Questo, in concreto, significa che i diritti dei lavoratori, come tutti gli altri diritti, si basano sulla natura della persona umana e sulla sua trascendente dignità, come il diritto alla giusta remunerazione, il diritto al riposo e soprattutto, il diritto ad ambienti di lavoro e a processi produttivi che non rechino pregiudizio alla salute fisica e specialmente alla vita dei lavoratori".

Nel raccomandare la comunità a non lasciare sole le famiglie nel loro dolore, il cardinal Poletto ha invitato tutti ad assumersi le responsabilità “perché questa in Italia – ha continuato l’arcivescovo di Torino- è una nuova questione sociale. Anzi di più: una nuova questione etica".


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Da Petrus

Incendio di Torino, è il giorno del lutto. Il cordoglio del Pontefice e del Cardinale Poletto: “Più dignità per i lavoratori”

CITTA’ DEL VATICANO - È il giorno del lutto. Tutta Torino ha dato l'ultimo saluto ai quattro operai morti nel rogo della ThyssenKrupp. Migliaia di persone e un lungo applauso hanno accolto davanti al Duomo le bare di Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino e Bruno Santino, le quattro vittime della TyssenKrupp. La prima ad entrare nel Duomo è stata quella del 26enne Santino seguita dai familiari. Poi le altre tre bare: tutto in legno chiaro, tutte coperte da un cuscino di fiori bianchi. I funerali sono celebrati dal Cardinale Severino Poletto. A Torino i negozi hanno abbassato le serrande e spento le luci. Tra gli striscioni davanti alla Chiesa, quello delle rappresentanze sindacali della ThyssenKrupp Torino listato a lutto e uno striscione della Fiom di Brescia con la scritta «Lavorare per vivere, non per morire». In tutti gli stabilimenti della ThyssenKrupp, in Italia ed all'estero, ci sono bandiere a mezz'asta ed i dipendenti hanno osservato un minuto di silenzio. «Questo è un dramma di tutti. Non ci sono aggettivi adeguati per commentare questo modo atroce di morire. È accaduto ciò che non dovrebbe mai accadere sul posto di lavoro» ha detto il Cardinale Severino Poletto, nell'omelia. «Deve emergere nella coscienza di tutti un impegno serio e responsabile: mai più morti come queste, mai più lavoratori dilaniati dal fuoco come questi quattro che abbiamo portato qui in una bara o i tre che ancora stanno lottando nei nostri ospedali per sopravvivere e ai quali vogliamo far giungere il nostro pensiero affettuoso e la nostra preghiera», è stato il monito dell'Arcivescovo di Torino. All'inizio della celebrazione, Poletto ha anche letto un telegramma inviatogli da Benedetto XVI, nel quale il Papa auspica più «tutela, sicurezza e dignità per i lavoratori». Il Pontefice ha voluto testimoniare la sua partecipazione al dolore dei familiari e della città. «Per i feriti - ha detto Poletto leggendo il messaggio del Santo Padre - auspico sollievo e guarigione». Anche Fausto Bertinotti ha ricordato la tragedia di Torino, all’apertura dell’ottavo summit mondiale per i premi Nobel per la pace in Campidoglio. Per il presidente della Camera, l'incendio scoppiato nella fabbrica ThyssenKrupp è anch'esso una «espressione di guerra» come altri drammi mondiali di oggi.
+PetaloNero+
Thursday, December 13, 2007 3:04 PM
Si è spento a Roma il cardinale Stickler: aveva 97 anni. Il cordoglio del Papa

Si è spento ieri a Roma il cardinale austriaco Alfons Maria Stickler, archivista e bibliotecario emerito di Santa Romana Chiesa: aveva 97 anni. Benedetto XVI, in un telegramma inviato ai familiari, ha espresso il suo profondo cordoglio per la scomparsa del porporato “per tanti anni sincero e solerte collaboratore della Santa Sede - ha sottolineato il Papa – rendendo ovunque una apprezzata testimonianza di fervorosa fedeltà a Cristo e alla Chiesa”. Domani alle 17.00 si svolgeranno nella Basilica Vaticana le esequie presiedute dal Santo Padre.

Nato a Neunkirchen, nell’arcidiocesi di Vienna il 23 agosto 1910, secondo di dodici figli, ed entrato a far parte dei Salesiani, il cardinale Stickler era stato ordinato sacerdote a Torino a 26 anni. Rettore Magnifico dell’Università salesiana per 12 anni, il 25 marzo 1971 era stato nominato da Paolo VI prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana. In questa veste ha promosso la costruzione del grande deposito sotterraneo per la conservazione ottimale di tutti i codici della Biblioteca ed altri ampliamenti per rendere più agevole il lavoro di consultazione degli studiosi. Tutto questo è stato realizzato grazie ad una ardita operazione culturale-editoriale promossa dallo stesso prefetto in collaborazione con la casa editrice internazionale "Belser", consistente nella pubblicazione in perfetto fac-simile di molti preziosi codici. Perito di tre Commissioni conciliari del Concilio Vaticano II, ha conseguito la laurea honoris causa in Diritto nelle Università statali di Monaco di Baviera, di Innsbruck e di Salisburgo: frutto della sua intensa attività di studioso sono vari volumi e saggi di Storia del Diritto Canonico.

E’ stato consacrato vescovo e creato cardinale da Giovanni Paolo II con il Titolo di San Giorgio in Velabro, diaconia elevata pro hac vice a Titolo presbiterale.

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Da Petrus

Addio al Cardinale austriaco Alfons Maria Stickler, domani i funerali presieduti dal Papa

CITTA’ DEL VATICANO - E' morto a Roma il Cardinale austriaco Alfons Maria Stickler (nella foto), archivista e bibliotecario emerito di Santa Romana Chiesa: aveva 97 anni. Domani alle 17.00 Papa Benedetto XVI presiedera' nella Basilica Vaticana le esequie del porporato. Salesiano, il cardinale Stickler era stato ordinato sacerdote a Torino a 26 anni. Rettore Magnifico dell'Universita' salesiana per 12 anni, il 25 marzo 1971 era stato nominato da Paolo VI prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana. In questa veste ha promosso la costruzione del grande deposito sotterraneo per la conservazione ottimale di tutti i codici della Biblioteca ed altri ampliamenti per rendere piu' agevole il lavoro di consultazione degli studiosi. E' stato consacrato vescovo e creato Cardinale da Giovanni Paolo II.
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Thursday, December 13, 2007 3:04 PM
Da Petrus

Il messaggio del Santo Padre al summit di Roma dei Premi Nobel: "Serve una vera cultura della pace"


CITTA’ DEL VATICANO – Papa Benedetto XVI ha inviato un messaggio augurale all'VIII summit dei premi Nobel, che si svolge a Roma, al quale partecipa, tra gli altri, il Dalai Lama. Una "vera cultura della pace", scrive il Cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone a nome del Santo Padre Benedetto XVI, "deve affondare le sue radici nel profondo del cuore di ogni persona". Il successore dell’Apostolo Pietro, inoltre, rende grazie a Dio "per i risultati raggiunti dagli uomini e dalle donne" impegnati nella "pace" e nella "risoluzione dei conflitti".
+PetaloNero+
Thursday, December 13, 2007 3:05 PM
Questo pomeriggio in San Pietro l’incontro del Papa con gli universitari romani


Questo pomeriggio il cardinale vicario Camillo Ruini presiederà nella Basilica di San Pietro la Celebrazione eucaristica in preparazione al Natale per gli studenti universitari degli atenei romani. Al termine della Messa il Papa raggiungerà la Basilica per rivolgere il suo saluto al mondo universitario romano. La Radio Vaticana seguirà l’evento in diretta a partire dalle 16.50 sull’onda media di 585 kHz e sulla modulazione di frequenza di 105 MHz. Saranno presenti circa 10 mila studenti, insieme ai docenti e al personale amministrativo delle università della capitale. Sul significato di questo appuntamento ormai tradizionale ascoltiamo mons. Lorenzo Leuzzi, responsabile della pastorale universitaria per la diocesi di Roma, intervistato da Giovanni Peduto:


R. – E’ la comunione fra tutte le comunità accademiche romane, che sempre di più si arricchisce di nuove presenze universitarie, tra l’altro non soltanto italiane ma anche internazionali.


D. – La diocesi di Roma sta puntando l’attenzione per quanto riguarda i giovani sul Sacramento della confermazione: cosa può dirci al riguardo?


R. – Il cammino pastorale della diocesi di Roma per i giovani universitari quest’anno ha come obiettivo la riscoperta del Sacramento della confermazione, che è l’invito che il Santo Padre ha rivolto a tutti i giovani del mondo nel suo messaggio per la GMG di Sydney. L’odierno incontro rappresenta la seconda tappa del cammino di preparazione dei giovani al Sacramento della Confermazione. Sono circa 250 i giovani universitari che hanno chiesto di prepararsi a ricevere il Sacramento della Confermazione e credo che questa esperienza sia molto importante soprattutto nella prospettiva di una testimonianza, sempre più significativa, che i giovani universitari sono chiamati a realizzare nel mondo universitario e nelle aule universitarie. Tutto questo nella prospettiva di quell’impegno di trasmissione della fede che costituisce oggi una delle priorità della Chiesa di Roma.


D. – Mons. Leuzzi, questo pomeriggio in San Pietro sarà presente l’icona della Madonna Sedes Sapientiae. Cosa può dirci al riguardo?


R. – Come ogni anno questo momento pre-natalizio è animato dall’arrivo a Roma e quindi dalla presenza dell’icona Sedes Sapientiae. Quest’anno giunge dall’Albania e verrà consegnata, durante la celebrazione, alla delegazione universitaria della Romania, nazione nella quale l’icona sarà peregrina. Per una provvidenziale coincidenza – direi – che questa occasione rappresenta un momento forte di comunione tra l’esperienza universitaria romana e quella romena, che penso possa essere una delle vie per rinsaldare quei vincoli di amicizia che, purtroppo, negli ultimi tempi si è incrinata per episodi di intolleranza e di mancanza di condivisione.


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+PetaloNero+
Thursday, December 13, 2007 4:46 PM
TELEGRAMMI DI CORDOGLIO DEL SANTO PADRE PER LA SCOMPARSA DELL’EM.MO CARD. ALFONS MARIA STICKLER, S.D.B.

Pubblichiamo di seguito i telegrammi di cordoglio inviati dal Santo Padre Benedetto XVI per la scomparsa dell’Em.mo Card. Alfons Maria Stickler, S.D.B., del Titolo di San Giorgio al Velabro, Diaconia elevata pro hac vice a Titolo Presbiterale, Archivista e Bibliotecario emerito di Santa Romana Chiesa:


TELEGRAMMI DI CORDOGLIO DEL SANTO PADRE

PREG.MO SIGNOR ALOIS STICKLER

REVERENDA SUOR GERTRUD STICKLER F.M.A.

GENTILE SIG.RA MARGARETA STICKLER-LOTZ

GENTILE SIG.NA ELISABETH STICKLER

NELL’APPRENDERE LA TRISTE NOTIZIA DELLA SCOMPARSA LORO CARO FRATELLO CARDINALE ALFONS MARIA STICKLER DESIDERO ESPRIMERE LA MIA VIVA PARTECIPAZIONE AL LUTTO CHE COLPISCE CODESTA FAMIGLIA COME ANCHE QUANTI CONOBBERO E STIMARONO IL COMPIANTO PORPORATO PER TANTI ANNI SINCERO E SOLERTE COLLABORATORE DELLA SANTA SEDE IN PARTICOLARE NELLA BIBLIOTECA APOSTOLICA VATICANA E NELL’ARCHIVIO SEGRETO VATICANO RENDENDO OVUNQUE UNA APPREZZATA TESTIMONIANZA DI FERVOROSA FEDELTÀ A CRISTO E ALLA CHIESA. MENTRE ELEVO FERVIDE PREGHIERE AL SIGNORE AFFINCHÉ AUSPICE LA VERGINE MARIA AUSILIATRICE ET SAN GIOVANNI BOSCO VOGLIA DONARE AL DEFUNTO CARDINALE IL PREMIO ETERNO PROMESSO AI FEDELI SERVITORI DEL VANGELO INVIO DI CUORE AI FAMILIARI E A QUANTI NE PIANGONO LA DIPARTITA UNA SPECIALE CONFORTATRICE BENEDIZIONE APOSTOLICA.

BENEDICUTS PP. XVI

* * *

REVERENDO DON PASCUAL CHÁVEZ VIILANUEVA
RETTOR MAGGIORE SOCIETÀ SALESIANA DI SAN GIOVANNI BOSCO

IL MESTO ANNUNCIO DELLA SCOMPARSA DEL SIGNORE CARDINALE ALFONS MARIA STICKLER FIGLIO SPIRITUALE DI SAN GIOVANNI BOSCO HA SUSCITATO VIVA COMMOZIONE NEL MIO ANIMO. CON PROFONDA GRATITUDINE RICORDO LE DOTI DI MENTE E DI CUORE E L’OPEROSITÀ CULTURALE ED ECCLESIALE DELL’INSIGNE GIURISTA ET ILLUSTRE PORPORATO IN PARTICOLARE LA SUA INTENSA E PROFICUA ATTIVITÀ SVOLTA PRESSO LA PONTIFICIA UNIVERSITÀ SALESIANA E SOPRATTUTTO L’APPREZZATO E GENEROSO SERVIZIO RESO NELLA BIBLIOTECA APOSTOLICA VATICANA E NELL’ARCHIVIO SEGRETO VATICANO. MENTRE INNALZO A DIO PER INTERCESSIONE DELLA VERGINE AUSILIATRICE FERVIDE PREGHIERE IN SUFFRAGIO DELLA PIA ANIMA DI COSÌ ZELANTE SERVITORE DEL VANGELO E DELLA CHIESA DI CUORE INVIO A LEI ALLA SOCIETÀ SALESIANA E AI FAMILIARI LA CONFORTATRICE BENEDIZIONE APOSTOLICA




AVVISO DELL’UFFICIO DELLE CELEBRAZIONI LITURGICHE


CAPPELLA PAPALE PER LE ESEQUIE DEL SIGNOR CARDINALE ALFONS MARIA STICKLER, S.D.B.

Venerdì 14 dicembre 2007, alle ore 17, all'Altare della Cattedra della Basilica Vaticana, avranno luogo le Esequie del Signor Cardinale Alfons Maria Stickler, S.D.B., del Titolo di San Giorgio al Velabro, Diaconia elevata pro hac vice a Titolo Presbiterale, Archivista e Bibliotecario emerito di Santa Romana Chiesa.
La Liturgia Esequiale sarà presieduta dal Santo Padre Benedetto XVI.

+PetaloNero+
Thursday, December 13, 2007 4:47 PM
TELEGRAMMA DI CORDOGLIO DEL SANTO PADRE PER LE VITTIME DELL’INCIDENTE SUL LAVORO A TORINO

Pubblichiamo di seguito il telegramma di cordoglio del Santo Padre -a firma del Cardinale Segretario di Stato - per le vittime dell’incendio sviluppatosi la scorsa settimana in un’acciaieria di Torino, e i cui funerali si sono svolti questa mattina nella Cattedrale del capoluogo piemontese:


TELEGRAMMA DEL SANTO PADRE

A SUA EMINENZA REV.MA
CARDINALE SEVERINO POLETTO
ARCIVESCOVO DI TORINO

APPRESA NOTIZIA GRAVE INCIDENTE SUL LAVORO NEL QUALE ALCUNI OPERAI HANNO PERSO VITA SOMMO PONTEFICE ESPRIME SENTITA ET CORDIALE PARTECIPAZIONE AT DOLORE CHE COLPISCE FAMILIARI ET INTERA CITTÀ DI TORINO ET MENTRE AUSPICA CHE VENGA TUTELATA CON OGNI MEZZO DIGNITÀ ET SICUREZZA LAVORATORI ASSICURA FERVIDE PREGHIERE DI SUFFRAGIO PER QUANTI SONO TRAGICAMENTE MORTI. SUA SANTITÀ CON PARTICOLARE AFFETTO INVOCA DAL SIGNORE PER FERITI SOLLIEVO ET GUARIGIONE ET AFFIDANDO AT MATERNA PROTEZIONE VERGINE CONSOLATA QUANTI SONO COLPITI DA DRAMMATICO LUTTO INVIA SPECIALE CONFORTATRICE BENEDIZIONE APOSTOLICA

CARDINALE TARCISIO BERTONE
SEGRETARIO DI STATO DI SUA SANTITÀ
+PetaloNero+
Thursday, December 13, 2007 4:48 PM
Messaggio del Papa all'VIII Summit mondiale dei Premi Nobel per la Pace apertosi oggi a Roma


“Una vera cultura della pace deve affondare le radici nel cuore profondo di ogni persona e rendo grazie a Dio per i risultati raggiunti dagli uomini e dalle donne, impegnati nella pace e nella risoluzione dei conflitti”. Queste le parole inviate in un messaggio scritto da Benedetto XVI all’VIII Summit dei Premi Nobel, apertosi oggi a Roma. Stamani in Campidoglio la consegna del Premio per la Pace, il Peace Summit Award, a George Clooney e Don Cheadle. L’incontro si protrarrà fino a sabato e si è aperto stamani con gli interventi di tre tra i più autorevoli protagonisti della battaglia per la pace ne mondo: Lech Walesa, Mikhail Gorbaciov e il Dalai Lama. Quest’ultimo, accolto da un lungo applauso, si è soffermato a lungo sulla natura compassionevole dell’animo umano. “Il male certamente esiste – ha affermato – ma la maggioranza degli uomini è capace di bontà e mitezza”. Questo occorre alla nuove generazione, che è poi il tema dell’incontro. Sulla stessa linea il fondatore di Solidarnosc che ha sottolineato l’importanza di promuovere un dibattito sui valori fondamentali globalmente condivisi. Valori, questi, che – ha detto – devono venire da Dio che ci indica la strada della solidarietà”. Il ritardo della politica globale rispetto alle tre grandi sfide dell’epoca contemporanea (sicurezza, povertà, clima) è stato sottolineato da Mikhail Gorbaciov. “Dopo tante parole – ha ribadito – occorre passare ai fatti.

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