Da Petrus
Il Papa ha la voce roca ma parla chiaro: "Solo attraverso l'amore l'uomo si rende simile a Dio"
CITTA’ DEL VATICANO - ''Il fine dell'uomo e' rendersi simile a Dio, e questo fine lo raggiunge soprattutto attraverso l'amore, la conoscenza e la pratica delle virtu' che discendono dalla natura divina''. Benedetto XVI trae ''una concezione molto alta dell'uomo e della sua dignità'' dall'insegnamento di San Gregorio di Nissa, uno dei padri apostolici, cui ha dedicato la catechesi nell'udienza generale in Piazza San Pietro. ''L'amore e' la scala che guida verso Dio'', ha detto ancora il Papa. Con la voce un po' rauca (''chiedo scusa per la voce un po' danneggiata, faro' il mio meglio'', ha premesso, salutato da un applauso dei circa 16mila fedeli), il Pontefice ha ricordato l'immagine dell'uomo ''proteso al bene come il corridore e' proteso in avanti'', coniata dal Santo vissuto nel quarto secolo. ''Questa icastica espressione - ha detto - indica una verita' profonda: la perfezione che vogliamo trovare non e' una cosa fatta una volta per sempre. La perfezione e' invece rimanere in cammino, e' una continua apertura ad andare avanti, perche' non si raggiunge mai la piena somiglianza con Dio ma si e' sempre in cammino''. ''Si tratta non di conoscere qualcosa di Dio - ha spiegato Benedetto XVI - ma di avere Dio in sè''. E ancora: ''Per ascendere verso Dio l'uomo deve purificarsi. In questo cammino di ascesa spirituale Cristo e' modello e maestro''. Anche la parola ''cristiano'' indica ''qualcuno che porta il nome di Cristo, e quindi deve assimilarsi a Cristo''. Fondamentale, poi, il fatto che ''Cristo e presente anche nei poveri, per cui essi non devono mai essere oltraggiati''. ''Per progredire nel cammino verso la perfezione e per accogliere in se' Dio - ha aggiunto Benedetto XVI - l'uomo deve rivolgersi con fiducia a Dio nella preghiera, e il cristiano prega ispirandosi sempre alla preghiera del Signore''. ''La dottrina di San Gregorio Nisseno - ha concluso - e' non solo parlare di Dio, ma anche portare di Dio in se', e questo lo facciamo con lo spirito della preghiera''.
Il Santo Padre ai ragazzi: "Buon anno scolastico. E vi raccomando le lezioni di religione"
CITTA’ DEL VATICANO - Il Papa augura ai ragazzi un "buon inizio di anno scolastico". Lo fa al termine dell'udienza generale in piazza San Pietro, davanti a oltre 16mila fedeli, nei saluti in lingua polacca e ungherese. "Saluto tutti i polacchi partecipanti a questa udienza generale - ha scandito il Pontefice -; alla vostra preghiera affido i bambini e tutta la gioventù che ha cominciato il nuovo anno scolastico e catechistico. Auspico che con la grazia di Dio e con l'aiuto degli insegnanti - ha aggiunto - sappiano sviluppare i loro talenti e crescano nella santità della vita". Ai fedeli ungheresi, Benedetto XVI ha detto: "In questi giorni si inaugura l'anno scolastico. Vi raccomando le lezioni della religione".
Benedetto XVI: "Contento di andare in pellegrinaggio in Austria"
CITTA’ DEL VATICANO - "In questi giorni mi recherò a un pellegrinaggio e mi rallegro per l'imminente visita che compirò in Austria, in occasione dell'850esimo anniversario del Santuario di Mariazell (nella foto, ndr)": Benedetto XVI saluta i fedeli tedeschi e ricorda che dal 7 al 9 settembre sarà in Austria per effettuare un pellegrinaggio nel santuario mariano. "Il motto del mio viaggio - ha scandito il Pontefice parlando in tedesco - è 'Guardare Cristo'. Questo invito vale per tutti - ha concluso - poichè Cristo è il Signore della nostra vita. Benedico tutti voi e le vostre famiglie".
Madre Teresa, il Pontefice la pone ad esempio: "Ha insegnato a servire i poveri e i bisognosi". E il postulatore gli regala il libro in cui la Beata lamenta il silenzio di Dio CITTA’ DEL VATICANO - ''Servire sempre fedelmente Dio nei piu' poveri e bisognosi''. A questo conduce, secondo Benedetto XVI, l'esempio della beata Madre Teresa di Calcutta, di cui ricorrono i dieci anni dalla morte. Il Papa ne ha parlato al termine dell'udienza generale, salutando i circa 1.500 missionari e missionarie della Carita' presenti con i collaboratori in Piazza San Pietro per il decimo anniversario. ''Cari amici - ha detto il Pontefice -, la vita e la testimonianza di questa autentica discepola di Cristo, di cui celebriamo la memoria liturgica, sono un invito a voi e a tutta la Chiesa a servire sempre fedelmente Dio nei piu' poveri e bisognosi''. ''Continuate a seguire il suo esempio - ha aggiunto Benedetto XVI - e siate dappertutto strumenti della divina misericordia''. Il Papa aveva già parlato di Madre Teresa di Calcutta pochi giorni fa durante l'Agorà dei Giovani di Loreto. In particolare, il Santo Padre si era soffermato sulle lettere scritte dalla Beata al suo confessore; lettere in cui Madre Teresa si soffermava sulle tribolazioni della sua fede. Benedetto XVI ha salutato, al termine dell'udienza generale a San Pietro, il postulatore della causa di canonizzazione di Madre Teresa di Calcutta, Padre Brian Kolodiejchuk, che ha donato al Papa il libro "Come be my light", volume uscito nella versione inglese e tedesca, con le lettere inedite della suora dei poveri, che ha fatto tanto discutere in Italia. A dieci anni dalla scomparsa di Madre Teresa, il libro racconta il periodo oscuro e la crisi religiosa della 'Madre'. In Italia sarà disponibile dal 26 settembre, a cura della Rizzoli. L'edizione inglese (edizione Doubleday) ha 'sfornato' 60mila copie iniziali, ma successivamente sono state stampate altre 15mila, raggiungendo una tiratura di lancio di 75mila copie. Il libro è stato tradotto anche in tedesco, con il titolo 'Komm, sein mein Licht' (edizione Pattloch); in spagnolo (nell'edizione Planeta), in cinese (Psygarden), in francese (edizione Lethielleux). Le lettere di Madre Teresa sono state conservate contro il suo volere (aveva richiesto che fossero distrutte) e rivelano la sua crisi spirituale nell'ultimo cinquantennio di vita, durante il quale non sentiva la presenza di Dio. Padre Brian Kolodiejchuk, editore e curatore del libro, è il postulatore della causa di canonizzazione della religiosa. Scrive che "non sentiva la presenza di Dio nè nel suo cuore nè nell'eucaristia". Nelle oltre 40 lettere, molte delle quali inedite, la suora si lamenta dell''aridità', dell'oscurità', della 'solitudine' e delle 'torture' che deve sopportare. Paragona quest'esperienza all'inferno e a un certo punto afferma che l'ha portata a dubitare dell'esistenza del Paradiso e persino di Dio. Madre Teresa si rende conto della discrasia tra i suoi sentimenti e il suo comportamento in pubblico". La crisi spirituale di Madre Teresa è cominciata quando la religiosa si è trasferita a Calcutta, tra le baraccopoli della città. "Il sorriso - scriveva - è una 'maschera' o 'un mantello che copre ogni cosa'". Il libro non è certo un lavoro di qualche giornalista antireligioso: Kolodiejchuk è da molti anni membro delle Missionarie della Carità, nonchè postulatore della causa di canonizzazione di Madre Teresa. Le lettere sono state raccolte e faranno parte del materiale che porterà la religiosa agli onori degli altari.
Nuovo appello di Ratzinger in difesa del creato: "Pregate e lavorate con me per tutelare l'ambiente" CITTA’ DEL VATICANO - Il Papa ha chiesto ai cristiani di ''pregare e lavorare con lui'' per la difesa dell' ambiente ed ha rilanciato, in piazza San Pietro, un appello per la tutela delle risorse idriche mondiali e per una maggiore consapevolezza dei rischi dei cambiamenti climatici, questioni ''della massima importanza per l'intera famiglia umana''. Più volte, durante il suo Pontificato, Benedetto XVI ha richiamato i cattolici, e non solo, a tutelare, rispettare e migliorare l’ambiente. L’ultimo intervento, in ordine di tempo, era stato fatto lo scorso fine settimana a Loreto, nella spianata di Montorso, in occasione dell’Agorà dei Giovani. Anche in quella occasione, il Papa aveva invitato il mondo a rispettare il creato. Immediato era stato il plauso del Presidente del Consiglio dei Ministri, Romano Prodi, e del Ministro dell’Ambiente, nonché leader dei Verdi, Alfonso Pecoraio Scanio. Spunto per la nuova esortazione di Benedetto XVI, che dunque non manca in ogni occasione di ribadire la sua sensibilita' ecologista, e' l'inizio in Groenlandia di un convegno religioso su ''L'Artico: specchio della vita'', promosso dal patriarca ecumenico di Costantinopoli (Istanbul), l'ortodosso Bartolomeo I. Proprio a lui, Benedetto XVI, al termine dell'udienza generale tenuta sul sagrato della basilica vaticana, si e' rivolto in modo particolare. ''Voglio salutare - ha detto il Papa - tutti i partecipanti (i vari leader religiosi, gli scienziati, i giornalisti) e voglio assicurare loro il mio sostegno per il loro impegno''. ''La tutela delle risorse idriche e l'attenzione per i cambiamenti climatici sono questioni della massima importanza per l'intera famiglia umana'', ha spiegato il Papa. ''Incoraggiato dalla crescente consapevolezza della necessita' di difendere l'ambiente, vi invito - ha concluso rivolgendosi ai presenti in piazza - a pregare e a lavorare con me per un maggiore rispetto delle meraviglie della creazione di Dio''.
Da
www.korazym.org
Il papa: l'amore rende simili a Dio
di Mattia Bianchi
Il ricordo di Madre Teresa, l'amore come realtà che avvicina l'uomo a Dio, un nuovo appello sul clima e l'augurio ai ragazzi di un buon anno scolastico. Sono tanti gli spunti dell'udienza generale del mercoledì.
Il ricordo di Madre Teresa, l'amore come realtà che avvicina l'uomo a Dio, un nuovo appello sul clima e l'augurio ai ragazzi di un buon anno scolastico. Sono tanti gli spunti dell'udienza generale di oggi: il papa arriva in piazza San Pietro da Castel Gandolfo e si scusa subito per la sua voce, piuttosto rauca, a causa di una brutta raucedine. "Chiedo scusa, - ha detto simpaticamente il pontefice - ma farò del mio meglio". La catechesi si è sviluppata così intorno alla figura di San Gregorio di Nissa, per ricordare ai fedeli che "il fine dell'uomo è rendersi simile a Dio, e questo fine lo raggiunge soprattutto attraverso l'amore, la conoscenza e la pratica delle virtù che discendono dalla natura divina". "L'amore è la scala che guida verso Dio", ha spiegato ancora Benedetto XVI, riproponendo l'immagine dell'uomo ''proteso al bene come il corridore è proteso in avanti'', coniata proprio dal santo vissuto nel quarto secolo. "Questa icastica espressione - ha detto - indica una verità profonda: la perfezione che vogliamo trovare non è una cosa fatta una volta per sempre. La perfezione è invece rimanere in cammino, è una continua apertura ad andare avanti, perché non si raggiunge mai la piena somiglianza con Dio ma si è sempre in cammin". E ancora: "Si tratta non di conoscere qualcosa di Dio, ma di avere Dio in sé. Per ascendere verso Dio l'uomo deve purificarsi. In questo cammino di ascesa spirituale Cristo è modello e maestro". Proprio quello che ha fatto Madre Teresa di Calcutta, di cui oggi ricorre il decimo anniversario della morte. "La vita e la testimonianza di questa autentica discepola di Cristo - ha sottolineato Benedetto XVI nei saluti finali - sono un invito a voi e a tutta la Chiesa a servire sempre fedelmente Dio nei più poveri e bisognosi. Continuate a seguire il suo esempio - ha concluso il pontefice - e siate dappertutto strumenti della divina misericordia". Nei saluti, anche il pensiero al Simposio Internazionale sulla cura dell'ambiente dell'Artico, promosso dal patriarcato ecumenico di Costantinopoli. "Saluto tutti i partecipanti - leader di diverse religioni, scienziati, giornalisti e altre persone coinvolte - ha proseguito Benedetto XVI - e assicuro il mio sostegno per questi impegni. L'attenzione alle risorse idriche e l'attenzione ai cambiamenti climatici sono materie di vitale importanza per l'intera famiglia umana. Incoraggiati dalla consapevolezza crescente di una attenzione all'ambiente, invito tutti voi a unirvi a me nella preghiera per il rispetto del Creato". Non è mancato poi un saluto ai ragazzi, alla vigilia del nuovo anno scolastico. "Auspico che con la grazia di Dio e con l'aiuto degli insegnanti - ha aggiunto - sappiano sviluppare i loro talenti e crescano nella santità della vita".
Da
www.radiovaticana.org
Madre Teresa di Calcutta, la tutela dell'ambiente, l'attenzione ai poveri, la necessità della preghiera: i temi affrontati dal Papa all’udienza generale
Pregare tutti insieme per la tutela del nostro ambiente: è l’invito lanciato stamane da Benedetto XVI durante l’udienza generale in Piazza San Pietro, affollata da circa 16 mila pellegrini di tutto il mondo, tra questi anche 1500 Missionari e Missionarie della Carità, con amici e collaboratori, nel decimo anniversario oggi della morte di Madre Teresa di Calcutta, accompagnati dal postulatore della causa di canonizzazione della Suora, mons. Brian Kolodiejchuk. Tra le personalità presenti a rendere omaggio al Santo Padre anche il ministro degli Affari Esteri del Sud Africa, Nkosazana Clarice Dlamini Zuma. Il servizio di Roberta Gisotti:
“La vigilanza sulle risorse idriche e l’attenzione ai cambiamenti climatici sono questioni di grave importanza per l’intera famiglia umana”: ha detto il Papa, rivolgendo in inglese un saluto particolare ai partecipanti al Simposio internazionale, sul tema “L’Artico, specchio della vita”, che sarà inaugurato domani sulla costa occidentale della Groenlandia dal Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I:
“Encouragged by the growing recognition of the need to preserve the environment…"
"Incoraggiato dal crescente riconoscimento della necessità di preservare l’ambiente”, Benedetto XVI ha invitato i leader religiosi, gli scienziati, i giornalisti e tutte le parti interessate al Simposio ad unirsi con lui “nel pregare e lavorare per un maggiore rispetto verso le meraviglie della creazione di Dio”.
Il pensiero del Papa è andato poi a Madre Teresa di Calcutta, “autentica discepola di Cristo”, la cui vita e testimonianza sono un invito per i Missionari e Missionarie della Carità e per tutta la Chiesa “a servire sempre fedelmente Dio nei più poveri e bisognosi”:
"Continuate a seguire il suo esempio e siate dappertutto strumento della divina misericordia”.
Preghiera e attenzione per poveri i tratti distintivi dell’insegnamento di San Gregorio vescovo di Nissa, al centro della catechesi odierna, che ha concluso il ciclo dedicato da Benedetto XVI ai Padri Cappadoci del IV secolo.
“Il fine dell’uomo, dice il santo vescovo, è quello di rendersi simile a Dio”, “in un movimento perpetuo di adesione al bene”, come un corridore proteso in avanti, ha spiegato il Papa, in un cammino di ascesa spirituale, dove “Cristo è il modello e il maestro”. Cristo presente anche nei poveri - sottolinea San Gregorio – cui ha prestato “la sua stessa Persona”, perché “si muovano a compassione coloro che sono duri di cuore”. Poveri che mai “vanno oltraggiati”:
“Con molta chiarezza Gregorio ricorda che tutti dipendiamo da Dio, e perciò esclama: ‘Non pensate che tutto sia vostro! Ci deve essere anche una parte per i poveri, gli amici di Dio'". Nei saluti finali Benedetto XVI ha fatto riferimento al suo prossimo pellegrinaggio in Austria, dal 7 al 9 settembre, sotto il motto “Guardare a Dio”, per festeggiare gli 850 anni del Santuario di Mariazell.
Non ha poi dimenticato il Santo Padre di fare auguri agli studenti per l’inizio del nuovo anno scolastico, raccomandando l’ora di religione.
Dieci anni fa moriva Madre Teresa di Calcutta. Il postulatore della causa di canonizzazione consegna al Papa le lettere in cui la Beata racconta la sua "notte oscura dello spirito"
Come ha ricordato il Papa all’udienza generale oggi ricorre il decimo anniversario della morte di Madre Teresa di Calcutta. Era il 5 settembre del 1997. La Beata aveva 87 anni. Nel ’79 la religiosa albanese aveva ricevuto il Premio Nobel per la pace. Nel 2003 viene proclamata Beata da Giovanni Paolo II. Oggi tantissime sono le manifestazioni che si svolgono in tutto il mondo per ricordare la Madre dei poveri. Ma riascoltiamo le parole di Madre Teresa in questo servizio di Sergio Centofanti:
“The fruit of silence is prayer...
Il frutto del silenzio è la preghiera. Il frutto della preghiera è la fede. Il frutto della fede è l’amore. Il frutto dell’amore è la pace. Le opere di amore non sono altro che opere di pace”.
Le cose vere nascono dal silenzio. Madre Teresa è in India come direttrice di una scuola in una congregazione religiosa. A Calcutta scopre il dramma silenzioso di poveri, anziani, donne, bambini che, abbandonati dal mondo, muoiono sulle strade dell’indifferenza. Sente la voce di Gesù che le dice: “Lascia il convento e va ad aiutare i poveri, vivi con loro, tra loro e come loro”. Obbedisce: va ad abitare in una bidonville e inizia a raccogliere i più disperati tra i disperati, soprattutto i lebbrosi. Dove gli altri vedono solo dolore e fallimento lei vede il volto di Cristo. Ma come è possibile rispondere alla chiamata di Dio, dove trovare la forza di dire sì? Ascoltiamo ancora Madre Teresa:
“By allowing to...
Lasciandoci plasmare da Cristo, ma anche attraverso un profondo e tenero amore verso Gesù, specialmente nell’Eucaristia, nella Messa e nell’Adorazione”.
“L’attenzione agli altri – dice – è l’inizio della santità”. Lei sta con la singola persona non con le folle. Lei sta con i poveri, ma sa rivolgersi anche ai ricchi di cui vede spesso la disperazione: “i poveri di Calcutta – afferma – non hanno niente, ma credono ancora in qualcosa; quelli che hanno molto invece sembrano non credere più in niente”. Parla contro tutte le violenze: dalla guerra all’aborto. “Se non volete il vostro bambino – dice alle mamme che vogliono abortire – datelo a me: non uccidetelo! Perché fino a quando ci saranno madri che distruggono la vita del bambino che hanno in grembo, la via dell’assassinio e della guerra resterà sempre aperta”. Il suo messaggio è semplice: l’amore annunciato da Gesù nel Vangelo:
“Jesus came to give us…
Gesù è venuto per portare la Buona Novella che Dio ci ama e che dobbiamo amarci l’un l’altro come Lui ama noi. E’ per far sì che ci amassimo che Egli ha detto: ‘Qualsiasi cosa voi avete fatto per i bisognosi, l’avete fatto per me. Se avete dato un bicchiere di acqua in mio nome, l’avete dato a me. Se avete ricevuto un bambino nel mio nome, avete ricevuto me’. E quando moriremo e torneremo nella casa di Dio, di nuovo sentiremo Gesù dire: ‘Venite voi benedetti dal Padre mio, perché quando ho avuto fame mi avete dato da mangiare. Ero nudo e mi avete vestito. Non avevo una casa e mi avete accolto. Ero malato in prigione e siete venuti a trovarmi. Venite e prendete il Regno che è stato preparato per voi’. Dove ha inizio l’amore? Nella nostra famiglia. Come inizia? Pregando insieme. La famiglia che prega insieme, resta insieme. E se voi resterete insieme vi amerete l’un l’altro come Gesù vi ama. Portate allora la preghiera, la gioia, l’amore e la pace nelle vostre famiglie e così crescerete nella santità. La santità non è un lusso per pochi, è una bellezza semplice, perché Gesù ha detto: ‘Siate santi come il Padre mio che è nei cieli’. Che Dio vi benedica tutti”.
“Non sapremo mai tutto il bene che un semplice sorriso può fare”: questa frase di Madre Teresa colpisce ancora di più oggi di fronte alla consapevolezza che la religiosa ha donato agli altri il suo amore e la sua tenerezza vivendo per oltre 40 anni una profonda aridità spirituale, la cosiddetta “notte oscura dello spirito”. E proprio nell’occasione del decimo anniversario della sua morte esce nelle librerie una raccolta di lettere che la Beata ha scritto su questa sua forte esperienza spirituale. Il libro, che s’intitola: “Mother Teresa: come be my light”, è stato curato da padre Brian Kolodiejchuk, postulatore della causa di canonizzazione della religiosa: il sacerdote, presente stamani all'udienza generale in Piazza San Pietro, al termine della catechesi ha salutato il Papa e gli ha consegnato il volume. Susan Hodges lo ha intervistato sui motivi che lo hanno spinto a pubblicare queste lettere:
R. – Io volevo mostrare la profondità della santità di Madre Teresa, per le allocuzioni interiori che ha ricevuto nel 1946 e nel 1947. Dopo aver sperimentato una grande intimità con Gesù, entrò di nuovo nella sua anima un’oscurità profonda, che è stata per lei una maniera per restare unita a Gesù, al suo dolore nei Getsemani e poi sulla croce.
D. – Questa oscurità, i suoi dubbi, le sue sofferenze, la sua convinzione di non sentire alle volte la presenza di Dio, molte persone sono rimaste sorprese di sentire tutto questo da una persona così santa, così serena...
R. – La sua oscurità era soprattutto nei sentimenti, perché diceva che la sua mente e la sua volontà erano sempre unite a Gesù. Madre Teresa era innamorata di Gesù, ma allo stesso tempo sentiva che non lo amava.