+PetaloNero+
Saturday, August 11, 2007 8:01 PM
DA PETRUS
Cordoglio di Benedetto XVI per le vittime della sciagura aerea avvenuta in Polinesia
CITTA’ DEL VATICANO - Benedetto XVI ha espresso il suo profondo cordoglio per le vittime della sciagura aerea avvenuta giovedi' scorso nella Polinesia francese. Nel telegramma inviato a suo nome dal Cardinale segretario di Stato, Tarcisio Bertone, all'Arcivescovo di Papeete, Hubert Coppenrath, il Papa ha manifestato la sua ''vicinanza spirituale'' a tutte le persone colpite da questa sciagura assicurando la sua ''fervente preghiera'' per i defunti e per i loro familiari. Nel disastro aereo, un bimotore della Air Moorea, partito dall'aeroporto di Temae e diretto a Papeete, a Tahiti, l'isola piu' grande della Polinesia francese, e' precipitato in mare poco dopo il decollo per cause ancora ignote. Venti le persone a bordo: finora sono stati recuperati 16 corpi.
+PetaloNero+
Sunday, August 12, 2007 2:56 PM
DA PETRUS
Il Papa all'Angelus: "Su questa Terra siamo di passaggio, bisogna distaccarsi dai beni materiali se si vuole raggiungere il Paradiso"
CASTEL GANDOLFO - ''Sulla terra siamo tutti di passaggio''. E' il monito che, all'Angelus pronunciato nella residenza di Castel Gandolfo, Benedetto XVI ha rivolto ai fedeli. ''Un invito - ha detto il Papa commentando le letture bibliche - a spendere la nostra esistenza in modo saggio e previdente, a considerare attentamente il nostro destino, e cioe' quelle realta' che noi chiamiamo ultime: la morte: il giudizio finale, l'eternita', l'inferno e il paradiso''. In particolare, il contenuto della pagina evangelica domenicale, secondo il Papa, ''proseguendo il messaggio di domenica scorsa, invita i cristiani a distaccarsi dai beni materiali in gran parte illusori, e a compiere fedelmente il proprio dovere con una costante tensione verso l'alto''. Anche l'altra lettura, tratta dalla Lettera agli Ebrei, accennando all'aspirazione alla meta del ''paradiso'', indica che ''la primitiva comunita' cristiana si considerava quaggiu' 'forestiera''' e che ''i primi cristiani esprimevano la caratteristica piu' importante della Chiesa, che e' appunto la tensione verso il cielo''. Da qui l'esortazione di Benedetto XVI a pensare ''alla vita del mondo che verrà'' e a ''non dimenticare che qui, sulla terra, siamo solo di passaggio''. Se viviamo ''in modo saggio e previdente'', considerando le realta' ultime come ''il giudizio finale'', ''l'inferno e il paradiso'', allora - ha aggiunto il Papa parlando 'a braccio' - ''proprio cosi' viviamo in responsabilita' e costruiamo un mondo migliore''.
L'appello del Santo Padre: "La Comunità Internazionale aiuti le vittime delle inondazioni in Asia"
CASTEL GANDOLFO - Un appello alla comunita' internazionale affinche' aiuti ''tempestivamente e generosamente'' le popolazioni colpite dalle inondazioni nel Sud-Est asiatico e' stato pronunciato oggi da Benedetto XVI subito dopo la recita dell'Angelus dalla residenza di Castel Gandolfo. Il Papa ha ricordato dapprima le ''numerose vittime'' e i ''milioni di senza tetto'' causati dalle ''gravi inondazioni'' che nei giorni scorsi ''hanno devastato vari Paesi del Sud-Est asiatico''. ''Nell'esprimere la mia profonda partecipazione al dolore delle popolazioni colpite - ha proseguito -, esorto le comunita' ecclesiali a pregare per le vittime e a sostenere quelle iniziative di solidarieta' promosse per alleviare le sofferenze di tante persone duramente provate''. ''Non manchi a questi nostri fratelli e sorelle - ha quindi aggiunto - l'aiuto tempestivo e generoso della comunita' internazionale!''.
Il Pontefice invita a visitare i Santuari mariani a Ferragosto
CASTEL GANDOLFO - La diffusa tradizione che il 15 agosto, festa dell'Assunta, porta tanti cattolici a visitare i Santuari Mariani (in Italia in particolare Pompei e Loreto) e' stata evocata da Papa Benedetto XVI dopo la preghiera dell'Angelus. ''Indirizzo il mio saluto e le espressioni della spirituale unione - ha detto rivolgendosi in particolare ai pellegrini polacchi presenti oggi a Castelgandolfo - a quanti in questi giorni si recano a Jasna Gora e agli altri santuari mariani. La fatica del cammino unita all'ardente preghiera porti abbondanti frutti nella vita di ognuno dei pellegrini, delle loro famiglie e di tutta la societa' in Polonia''. ''Un cordiale saluto - ha concluso il Papa - rivolgo infine ai pellegrini italiani, in particolare ai fedeli della parrocchia di Sant'Andrea, in Labico; a quelli della parrocchia di San Sisto, in Bellegra; ai ragazzi e giovani della comunita' 'Gli alunni del cielo', ai quali auguro di continuare con entusiasmo ad annunciare nel canto il Vangelo. Maria Santissima, che invochiamo con la preghiera dell'Angelus, ci aiuti a rispondere sempre fedelmente alla vocazione alla santita' che Cristo rivolge ad ogni cristiano. Grazie per la vostra presenza. A tutti - ha concluso - buona domenica''.
Oggi all'Angelus Ratzi ha cantato nuovamente....ma che tenerooo!!!
Sihaya.b16247
Sunday, August 12, 2007 3:35 PM
ANGELUS , 12.08.2007
PRIMA DELL’ANGELUS
Cari fratelli e sorelle,
la liturgia di questa diciannovesima domenica del tempo ordinario ci prepara, in qualche modo, alla solennità dell’Assunzione di Maria al cielo che celebreremo il prossimo 15 agosto. Essa infatti è tutta orientata verso il futuro, verso il cielo, dove la Vergine Santa ci ha preceduti nella gioia del paradiso. In particolare, la pagina evangelica, proseguendo il messaggio di domenica scorsa, invita i cristiani a distaccarsi dai beni materiali in gran parte illusori, e a compiere fedelmente il proprio dovere con una costante tensione verso l’alto. Il credente resta desto e vigilante per essere pronto ad accogliere Gesù quando verrà nella sua gloria. Attraverso esempi tratti dalla vita quotidiana, il Signore esorta i suoi discepoli a vivere in questa disposizione interiore, come quei servi della parabola che sono in attesa del ritorno del loro padrone. "Beati quei servi – Egli dice – che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli" (Lc 12,37). Dobbiamo dunque vegliare, pregando e operando il bene.
E’ vero, sulla terra siamo tutti di passaggio, come opportunamente ci ricorda la seconda lettura dell’odierna liturgia, tratta dalla Lettera agli Ebrei. Essa ci presenta Abramo in abito di pellegrino, come un nomade che vive in una tenda e sosta in una regione straniera. A guidarlo è la fede. "Per fede – scrive l’autore sacro – Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava (Eb 11,8). La sua vera meta era infatti "la città dalle salde fondamenta, il cui architetto e costruttore è Dio stesso" (11,10). La città a cui si allude non è in questo mondo, ma è il paradiso. Era ben consapevole di ciò la primitiva comunità cristiana che si considerava quaggiù "forestiera" e chiamava i suoi nuclei residenti nelle città "parrocchie", che significa appunto colonie di stranieri [in greco pàroikoi] (cfr 1Pt 2, 11). In questo modo i primi cristiani esprimevano la caratteristica più importante della Chiesa, che è appunto la tensione verso il cielo. L’odierna liturgia della Parola vuole pertanto invitarci a pensare "alla vita del mondo che verrà", come ripetiamo ogni volta che con il Credo facciamo la nostra professione di fede. Un invito a spendere la nostra esistenza in modo saggio e previdente, a considerare attentamente il nostro destino, e cioè quelle realtà che noi chiamiamo ultime: la morte, il giudizio finale, l’eternità, l’inferno e il paradiso.
La Vergine Maria, che dal cielo veglia su di noi, ci aiuti a non dimenticare che qui, sulla terra, siamo solo di passaggio, e ci insegni a prepararci ad incontrare Gesù che "siede alla destra di Dio Padre Onnipotente: di là verrà a giudicare i vivi e i morti".
[01138-01.01] [Testo originale: Italiano]
DOPO L’ANGELUS
Nei giorni scorsi, gravi inondazioni hanno devastato vari Paesi del Sud-Est asiatico, causando numerose vittime e milioni di senza tetto. Nell’esprimere la mia profonda partecipazione al dolore delle popolazioni colpite, esorto le comunità ecclesiali a pregare per le vittime e a sostenere quelle iniziative di solidarietà promosse per alleviare le sofferenze di tante persone duramente provate. Non manchi a questi nostri fratelli e sorelle l’aiuto tempestivo e generoso della Comunità Internazionale!
Un cordiale saluto rivolgo infine ai pellegrini italiani, in particolare ai fedeli della parrocchia di Sant’Andrea, in Labico; a quelli della parrocchia di San Sisto, in Bellegra; ai ragazzi e giovani della comunità "Gli alunni del cielo", ai quali auguro di continuare con entusiasmo ad annunciare nel canto il Vangelo. Maria Santissima, che invochiamo con la preghiera dell'Angelus, ci aiuti a rispondere sempre fedelmente alla vocazione alla santità che Cristo rivolge ad ogni cristiano. Grazie per la vostra presenza. A tutti buona domenica!
Paparatzifan
Sunday, August 12, 2007 5:18 PM
Re: ANGELUS , 12.08.2007
Sihaya.b16247, 12/08/2007 15.35:
DOPO L’ANGELUS
Nei giorni scorsi, gravi inondazioni hanno devastato vari Paesi del Sud-Est asiatico, causando numerose vittime e milioni di senza tetto. Nell’esprimere la mia profonda partecipazione al dolore delle popolazioni colpite, esorto le comunità ecclesiali a pregare per le vittime e a sostenere quelle iniziative di solidarietà promosse per alleviare le sofferenze di tante persone duramente provate. Non manchi a questi nostri fratelli e sorelle l’aiuto tempestivo e generoso della Comunità Internazionale!
Un cordiale saluto rivolgo infine ai pellegrini italiani, in particolare ai fedeli della parrocchia di Sant’Andrea, in Labico; a quelli della parrocchia di San Sisto, in Bellegra; ai ragazzi e giovani della comunità "Gli alunni del cielo", ai quali auguro di continuare con entusiasmo ad annunciare nel canto il Vangelo. Maria Santissima, che invochiamo con la preghiera dell'Angelus, ci aiuti a rispondere sempre fedelmente alla vocazione alla santità che Cristo rivolge ad ogni cristiano. Grazie per la vostra presenza. A tutti buona domenica!
E oggi ha cantato con i pellegrini tedeschi!!!
+PetaloNero+
Sunday, August 12, 2007 6:50 PM
Che carino ......

..... e cmq non c'è due senza tre...con chi canterà la prossima volta...???
Paparatzifan
Monday, August 13, 2007 5:12 PM
Dal blog di Lella...
Il Messaggio di papa Benedetto XVI ai giovani pellegrini a Mariazell
[Offriamo una nostra traduzione non ufficiale di lavoro dall’originale tedesco]
Miei cari giovani amici a Mariazell!
Con gioia ho appreso che siete andati in pellegrinaggio a Mariazell nell’ambito di un grande pellegrinaggio della gioventù mitteleuropea in occasione dell’Assunzione della Madre di Dio Maria nel Cielo. Per questo vi invio di cuore da Castel Gandolfo i miei saluti di benedizione!
Dal motto "Contemplare Cristo" partirò anche io fra alcune settimane verso questo santuario stiriano ricco di tradizione. Spero di poter incontrare anche molti di voi, per lodare Dio con voi e per ringraziarlo per la Grazie della fede in Gesù Cristo, l’unico Salvatore dell’umanità. Nutro anche la speranza, di incontrare alcuni di voi durante la Giornata Mondiale della Gioventù nel 2008 a Sydney, Australia.
850 anni fa Mariazell è stato fondato da monaci dell’ordine dei benedettini. San Benedetto è infatti uno dei patroni d’Europa. Lo spirito di preghiera e della fraternità, rappresentato dal nome di questo grande santo, ha impresso l’Europa nel profondo. Ancora oggi, i monasteri benedettini sono centri della liturgia, dell’ospitalità e della formazioni in tutto il Continente. Anche a Mariazell si può sentire questo spirito. La Giornata dei cattolici della Mitteleuropa del 2004 ha mostrato questo in maniera impressionante.
Se oggi tanti giovani vengono a Mariazell, per celebrare qui Cristo nei Sacramenti, per incontrarlo soprattutto nella Santissima Eucaristia e nel Sacramento della Riconciliazione, questo è un segno che nonostante l’appagamento materiale di tanti, è vivo anche oggi il desiderio dell’eterno e la Chiesa in Europa.
Cari giovani amici! Siete voi, che nelle diverse condizioni sociali nei vostri Paesi provate a seguire Cristo. Fate parte del santo popolo di Dio e volete rendere il Sacrificio delle Lodi in comunione con i pastori della Chiesa di Dio. Siete voi, che nel servizio caritatevole ai poveri e ai sofferenti riconoscete e servite Cristo. Nell’immagine miracolosa di Mariazell, Maria ci mostra Cristo, il suo Figlio divino. Nel suo sacrificio sulla croce diventa visibile in maniera singolare, che Dio è Amore. Vi auguro di celebrare in questi giorni Gesù Cristo, nella preghiera, nella Santa Liturgia, che celebrate in comunione visibile con tutta la Chiesa. Invocando su di voi la protezione della Madre miracolosa di Mariazell, imparto a tutti voi la Benedizione Apostolica.
Papa Benedetto XVI
© Copyright Korazym
+PetaloNero+
Tuesday, August 14, 2007 9:26 PM
PAPA/ DOMANI MESSA E ANGELUS A CASTELLO, C'E' ANCHE IL FRATELLO
Il parroco Valdemar: "Grande gioia per nostra comunità"
Città del Vaticano, 14 ago. (Apcom) - Messa nella Parrocchia di San Tommaso da Villanova, a Castel Gandolfo, e Angelus dal Palazzo apostolico della residenza estiva: giornata intensa quella di domani per Benedetto XVI che, come è consuetudine per la Solennità dell'Assunzione di Maria, alle 8 incontrerà i parrocchiani di castello nella chiesetta di padre Valdemar Niedziolka, parroco di S. Tommaso. "E' un momento di grande gioia per tutti noi - afferma ad Apcom il parroco, di origini polacche - un momento particolare per la nostra comunità di Castel Gandolfo. Partecipiamo sempre all'Angelus, ma quella di domani sarà proprio una visita alla nostra comunità".
Alla celebrazione ci sarà anche monsignor Georg Ratzinger, fratello del Papa, che in questi giorni si trova con l'illustre fratello nella residenza estiva di Benedetto XVI per qualche momento di riposo. Ci saranno anche il segretario di Stato, il cardinale Tarcisio Bertone, il vescovo di Albano, monsignor Marcello Semeraro, il segretario personale del Pontefice, don Georg Gaenswein, rientrato dalle ferie in Germania.
Parteciperanno alla solenne celebrazione anche il Sindaco di Castel Gandolfo, Maurizio Colacchi e l'intera giunta comunale. "Ci sarà tutta la comunità di castello - prosegue il parroco - nella Chiesa saranno presenti circa 250 fedeli, ma la piazza sarà piena, pronta ad accogliere e a salutare il Pontefice".
Al termine della messa, dopo aver salutato i fedeli presenti in piazza, il Papa si affaccerà dalla finestra del Palazzo Apostolico della cittadina per il consueto Angelus dell'Assunzione. Per l'occasione, il Papa rivolgerà anche un saluto ai partecipanti ad un pellegrinaggio giovanile al Santuario di Mariazell, in Austria, in vista dell'850esimo anniversario della fondazione e della visita di Benedetto XVI in terra austriaca, dal 7 al 9 settembre.
Paparatzifan
Tuesday, August 14, 2007 9:34 PM
Dal blog di Lella...
Sacri palazzi
Così Papa Ratzinger prepara il suo secondo concistoro
Quasi pronta la rosa di Bertone
Venti di concistoro.
Dopo il Giornale anche il Messaggero dà per probabile il secondo concistoro di Benedetto XVI nel prossimo autunno, a novembre. I vaticanisti di entrambi i quotidiani sono solitamente bene informati. Ciò vuol dire che tra chi frequenta le stanze che contano nei Sacri Palazzi circola effettivamente questa voce. Le date indicate sono la festa della presentazione della Beata Vergine Maria, mercoledì 21, oppure la vigilia (24) o la festa (25) di Cristo re. L’annuncio dei nomi comunque verrebbe fatto circa un mese prima, a fine ottobre.
Quindici poltrone.
Si dà per scontato che Papa Ratzinger anche questa volta si guarderà bene dal superare il tetto massimo stabilito dalle norme vigenti di 120 cardinali elettori. Attualmente i posti disponibili
sono 15, ma il 14 settembre raggiungerà i fatidici 80 anni il cardinale Edmund C. Szoka e il 23 novembre sarà la volta del segretario di stato emerito Angelo Sodano, il quale, dopo quella data, continuerà a rivestire la carica di decano, ma dovrebbe dimettersi da presidente della commissione cardinalizia di vigilanza dello Ior, la celebre banca ospitata dal Vaticano.
Aspiranti in Curia.
Quattro sono gli ecclesiastici della curia romana per i quali la porpora “dovrebbe” essere scontata (perché la creazione di cardinali è un atto sovranamente libero del Pontefice). Tre sono gli italiani: il toscano Angelo Comastri, arciprete della basilica vaticana, il piemonteseGiovanni Lajolo, governatore dello stato
della Città del vaticano, il salesiano campano Raffaele Farina, archivista e bibliotecario di Santa romana chiesa. A questi va aggiunto l’argentino di origini trentine Leonardo Sandri, prefetto della congregazione per le chiese orientali. Il Papa potrebbe pure
pescare tra i presidenti dei pontifici consigli per i quali la nomina cardinalizia non è “ex ufficio”, cioè automatica. I capi di questi ministeri vaticani di seconda fascia, non ancora cardinali, sono: il polacco Stanislaw Rylko (il quale, essendo stato escluso all’ultimo momento dal concistoro dello scorso anno, questa volta dovrebbe farcela), gli italiani Francesco Cocco Palmerio, Claudio Maria Celli e Gianfranco Ravasi (di prossima nomina), il tedesco Paul J. Cordes.
La porpora dovrebbe toccare poi allo statunitense John Foley, che dopo molti anni da presidente del pontificio consiglio per le Comunicazioni sociali da poco è stato nominato pro gran maestro dell’ordine equestre del santo sepolcro.
In cima alla rosa.
Non dovrebbero mancare nell’elenco dei nuovi cardinali anche Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, nonché Paolo Romeo, arcivescovo di Palermo.
Porpore dal mondo.
In Europa dovrebbero avere la porpora gli arcivescovi di Parigi (il lustigeriano André Vingt-Trois), Barcellona (Lluis Martinez Sistach), Varsavia (Kazimierz Nycz). In Irlanda la porpora dovrebbe
toccare all’arcivescovo di Dublino, Diarmuid Martin, amico di vecchia data di Joseph Ratzinger. Nelle Americhe sono in attesa della berretta Toronto, Washington Dc (ma anche Baltimora e Saint Louis), Sao Paulo (ma anche Brasilia, Belo Horizonte, Aparecida, Fortaleza), senza contare che il Paraguay è sempre alla ricerca del suo primo cardinale della storia. In Asia dovrebbe ricevere la porpora Bombay in India e forse Karachi in Pakistan, o Colombo in Sri Lanka. Un discorso a parte merita la Cina, dove una qualsiasi nomina cardinalizia ha inevitabilmente delle ripercussioni di carattere diplomatico e c’è molta cautela. Infine l’Africa: nel suo primo concistoro Papa Ratzinger non ha nominato nessun cardinale elettore proveniente da questo continente.
Questa volta quindi la porpora potrebbe arrivare in paesi che ne sono privi come il Senegal, il Burkina Faso, il Kenya o la Repubblica democratica del Congo.
L’esordio di Bertone.
Il prossimo concistoro sarà il primo con il cardinal Tarcisio Bertone segretario di stato. Secondo la prassi è la segreteria di stato a stendere una prima rosa di candidati al cardinalato.
E’ comunque il Papa a vergare l’elenco definitivo in cui togliere o aggiungere nominativi alla lista che gli è stata consegnata.
© Copyright Il Foglio, 14 agosto 2007
Sihaya.b16247
Wednesday, August 15, 2007 1:53 PM
ANGELUS , 15.08.2007
Cari fratelli e sorelle,
celebriamo quest’oggi la solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria. Si tratta di una festa antica, che ha il suo fondamento ultimo nella Sacra Scrittura: questa infatti presenta la Vergine Maria strettamente unita al suo Figlio divino e sempre a Lui solidale. Madre e Figlio appaiono strettamente associati nella lotta contro il nemico infernale fino alla piena vittoria su di lui. Questa vittoria si esprime, in particolare, nel superamento del peccato e della morte, nel superamento cioè di quei nemici che san Paolo presenta sempre congiunti (cfr Rm 5, 12. 15-21; 1 Cor 15, 21-26). Perciò, come la risurrezione gloriosa di Cristo fu il segno definitivo di questa vittoria, così la glorificazione di Maria anche nel suo corpo verginale costituisce la conferma finale della sua piena solidarietà col Figlio tanto nella lotta quanto nella vittoria.
Di tale profondo significato teologico del mistero si fece interprete il Servo di Dio Papa Pio XII nel pronunciare, il 1 novembre 1950, la solenne definizione dogmatica di questo privilegio mariano. Egli dichiarava: "In tal modo l’augusta Madre di Dio, arcanamente unita a Gesù Cristo fin da tutta l’eternità con uno stesso decreto di predestinazione, Immacolata nella sua Concezione, Vergine illibata nella sua divina maternità, generosa Socia del Divino Redentore, che ha riportato un pieno trionfo sul peccato e sulle sue conseguenze, alla fine, come supremo coronamento dei suoi privilegi, ottenne di essere preservata dalla corruzione del sepolcro e, vinta la morte, come già il suo Figlio, di essere innalzata in anima e corpo alla gloria del Cielo, dove risplende Regina alla destra del Figlio suo, Re immortale dei secoli" (Cost. Munificentissimus Deus: AAS 42 [1950], 768-769).
Cari fratelli e sorelle, assunta in cielo, Maria non si è allontanata da noi, ma ci resta ancor più vicina e la sua luce si proietta sulla nostra vita e sulla storia dell’intera umanità. Attratti dal fulgore celeste della Madre del Redentore, ricorriamo con fiducia a Colei che dall’alto ci guarda e ci protegge. Abbiamo tutti bisogno del suo aiuto e del suo conforto per affrontare le prove e le sfide di ogni giorno; abbiamo bisogno di sentirla madre e sorella nelle concrete situazioni della nostra esistenza. E per poter condividere un giorno anche noi per sempre il suo medesimo destino, imitiamola ora nella docile sequela di Cristo e nel generoso servizio dei fratelli. È questo l’unico modo per pregustare, già nel nostro pellegrinaggio terreno, la gioia e la pace che vive in pienezza chi giunge alla meta immortale del Paradiso.
Saluto, infine, i pellegrini italiani. In particolare i fedeli provenienti da Noto e quelli della parrocchia Santa Maria della Neve in Latiano. A tutti auguro una buona festa dell’Assunta!
+PetaloNero+
Wednesday, August 15, 2007 2:56 PM
DA PETRUS
La Messa del Papa per l’Assunzione: “Sconfiggendo il dragone rosso, Maria insegna che l’amore vince sempre sull’odio”
CASTEL GANDOLFO - E' solo "l'amore" che vince "l'odio" contro le "ideologie materialistiche" della società moderna, come "l'egoismo, il consumo, il divertimento". Il Papa presiede la solenne messa dell’Assunzione di Maria in Cielo anima e corpo nella Parrocchia di San Tommaso da Villanova, a Castel Gandolfo, e commenta il brano dell'Apocalisse di San Giovanni, dove il grande drago rosso, con sette teste e dieci corna, non è scomparso ma "esiste in modi nuovi e diversi. Esiste - ha scandito il Pontefice durante l'omelia tenuta a braccio nella parrocchia di Castello - nella forma delle ideologie materialistiche che ci dicono che è assurdo pensare a Dio, che è assurdo osservare i comandamenti di Dio e vale soltanto vivere la vita per sè. Vale solo il consumo - ha aggiunto il Pontefice - l'egoismo, il divertimento". In questo senso, "sembra impossibile anche oggi pensare a un Dio che è il vero dominatore dell'uomo", ha scandito Benedetto XVI. "Questo dragone - ha aggiunto il Papa - indica non solo il potere anticristiano ma anche le dittature materialistiche anticristiane di tutti i tempi. Nel secolo scorso abbiamo visto la dittatura del nazismo, quella di Stalin e come il dragone era così forte . Ma anche in questo caso - ha osservato ancora il Pontefice - alla fine l'amore è stato più forte dell'odio. Anche oggi questo dragone appare invincibile, e anche Dio appare invincibile, ma alla fine vince l'amore e non l'egoismo e l'odio". "Davanti al potere del dragone, la Chiesa e la fede apparivano come una donna inerme senza possibilità di sopravvivere, tanto meno di vincere. Chi poteva opporsi a questo potere onnipresente? - ha ammonito il Papa - Ma alla fine sappiamo che ha vinto la donna inerme, non l'egoismo o l'odio ma l'amore di Dio e l'impero romano si è aperto alla fede cristiana". Il Papa ricorda anche l'esempio di Maria che "ci invita a dire: 'Coraggio, alla fine vince la vita e questa è la vera vita. Abbiate fiducia di vivere così anche contro tutte le potenze del dragone'. Questo è il grande segno dell'amore - ha aggiunto Benedetto XVI durante la messa presieduta nella Parrocchia di San Tommaso da Villanova a Castel Gandolfo - e della vittoria del bene e dell'amore". Benedetto XVI ha sottolineato come Maria rappresenti "la chiesa peregrinante di tutti i tempi. In tutte le generazioni - ha proseguito nell'omelia tenuta a braccio - deve partorire Cristo ogni volta, portare Gesù sofferente con tutta la sua tribolazione nelle diverse situazioni delle Chiese nel mondo e nel tempo. Ma alla fine - ha concluso il Papa - soffrendo vince, ed è garanzia della presenza dell'amore di Dio contro tutte le ideologie dell'odio e dell'egoismo. Anche oggi il dragone vuole divorare il Dio fatto bambino, ma non pensate che oggi il Dio è superato, perchè Dio è forte, è la vera forza e l'amore è più forte dell'odio". E' iniziata alle 8 in punto la solenne messa nella Parrocchia di San Tommaso da Villanova, a Castel Gandolfo, presieduta da Benedetto XVI in occasione della Solennità dell'Assunzione di Maria. In prima fila sedeva il fratello del Papa, Monsignor Georg Ratzinger, che in questi giorni si trova nella residenza estiva di Castello per qualche momento di riposo. Presenti anche il segretario di Stato, il Cardinale Tarcisio Bertone, il Vescovo di Albano, Monsignor Marcello Semeraro, il segretario personale del Pontefice, Monsignor Georg Gaenswein, rientrato dalle ferie in Germania. Hanno partecipato alla solenne celebrazione anche il Sindaco di Castel Gandolfo, Maurizio Colacchi e l'intera giunta comunale. Centinaia i fedeli che non hanno trovato posto all’interno della Parrocchia ed hanno assistito dalla piazza, grazie all’ausilio di un maxi-schermo, all’intera cerimonia Eucaristica, venendo calorosamente salutati dal Papa che ha voluto toccare le loro mani e incrociare i loro sguardi.
Angelus, Benedetto XVI: "La Madonna proietta la sua luce sulla storia dell'umanità"
CASTEL GANDOLFO - Con la sua Assunzione in cielo, ''Maria non si e' allontanata da noi, ma ci resta ancor piu' vicina e la sua luce si proietta sulla nostra vita e sulla storia dell'intera umanita'''. Lo ha affermato Papa Benedetto XVI prima della recita dell'Angelus, parlando ai fedeli riuniti nel cortile interno della residenza estiva di Castel Gandolfo. Il Pontefice ha esortato i fedeli a ricorrere ''con fiducia a Colei che dall'alto ci guarda e ci protegge''. ''Abbiamo tutti bisogno del suo aiuto e del suo conforto - ha sottolineato - per affrontare le prove e le sfide di ogni giorno; abbiamo bisogno di sentirla madre e sorella nelle concrete situazioni della nostra esistenza''. ''E per poter condividere un giorno anche noi per sempre il suo medesimo destino - ha aggiunto -, imitiamola ora nella docile sequela di Cristo e nel generoso servizio dei fratelli''. Nella solennita' dell'Assunzione della Beata Vergine Maria, ''festa antica, che ha il suo fondamento ultimo nella Sacra Scrittura'', Benedetto XVI ha ricordato la proclamazione del relativo dogma fatta il 1/o novembre 1950 da Pio XII. ''La glorificazione di Maria anche nel suo corpo verginale - ha detto il Santo Padre - costituisce la conferma finale della sua piena solidarieta' col Figlio tanto nella lotta quanto nella vittoria''.
Paparatzifan
Wednesday, August 15, 2007 7:36 PM
LE PAROLE DEL PAPA ALLA RECITA DELL’ANGELUS
Cari fratelli e sorelle,
celebriamo quest’oggi la solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria. Si tratta di una festa antica, che ha il suo fondamento ultimo nella Sacra Scrittura: questa infatti presenta la Vergine Maria strettamente unita al suo Figlio divino e sempre a Lui solidale. Madre e Figlio appaiono strettamente associati nella lotta contro il nemico infernale fino alla piena vittoria su di lui. Questa vittoria si esprime, in particolare, nel superamento del peccato e della morte, nel superamento cioè di quei nemici che san Paolo presenta sempre congiunti (cfr Rm 5, 12. 15-21; 1 Cor 15, 21-26). Perciò, come la risurrezione gloriosa di Cristo fu il segno definitivo di questa vittoria, così la glorificazione di Maria anche nel suo corpo verginale costituisce la conferma finale della sua piena solidarietà col Figlio tanto nella lotta quanto nella vittoria.
Di tale profondo significato teologico del mistero si fece interprete il Servo di Dio Papa Pio XII nel pronunciare, il 1 novembre 1950, la solenne definizione dogmatica di questo privilegio mariano. Egli dichiarava: "In tal modo l’augusta Madre di Dio, arcanamente unita a Gesù Cristo fin da tutta l’eternità con uno stesso decreto di predestinazione, Immacolata nella sua Concezione, Vergine illibata nella sua divina maternità, generosa Socia del Divino Redentore, che ha riportato un pieno trionfo sul peccato e sulle sue conseguenze, alla fine, come supremo coronamento dei suoi privilegi, ottenne di essere preservata dalla corruzione del sepolcro e, vinta la morte, come già il suo Figlio, di essere innalzata in anima e corpo alla gloria del Cielo, dove risplende Regina alla destra del Figlio suo, Re immortale dei secoli" (Cost. Munificentissimus Deus: AAS 42 [1950], 768-769).
Cari fratelli e sorelle, assunta in cielo, Maria non si è allontanata da noi, ma ci resta ancor più vicina e la sua luce si proietta sulla nostra vita e sulla storia dell’intera umanità. Attratti dal fulgore celeste della Madre del Redentore, ricorriamo con fiducia a Colei che dall’alto ci guarda e ci protegge. Abbiamo tutti bisogno del suo aiuto e del suo conforto per affrontare le prove e le sfide di ogni giorno; abbiamo bisogno di sentirla madre e sorella nelle concrete situazioni della nostra esistenza. E per poter condividere un giorno anche noi per sempre il suo medesimo destino, imitiamola ora nella docile sequela di Cristo e nel generoso servizio dei fratelli. È questo l’unico modo per pregustare, già nel nostro pellegrinaggio terreno, la gioia e la pace che vive in pienezza chi giunge alla meta immortale del Paradiso.
[01143-01.01] [Testo originale: Italiano]
DOPO L’ANGELUS
J’accueille avec plaisir les pèlerins de langue française présents pour la prière de l’Angelus. En ce jour de l’Assomption de la Bienheureuse Vierge Marie, puissiez-vous accueillir comme elle la grâce de Dieu, dans la docilité à la Parole du Seigneur, pour grandir en sainteté et pour annoncer par toute votre vie les merveilles de Dieu. Avec ma Bénédiction apostolique!
I offer a warm welcome to the English-speaking visitors gathered for this Angelus prayer on the Solemnity of the Assumption of Our Lady. May the example and prayers of Mary, Queen of Heaven, inspire and sustain us on our pilgrimage of faith, that we too may attain the glory of the Resurrection and the fulfilment of our hope in her Son’s promises. Upon you and your families I invoke the Lord’s richest blessings!
Von Herzen heiße ich alle deutschsprachigen Pilger und Besucher hier in Castelgandolfo willkommen. Besonders begrüße ich heute die jungen Freunde, die in Österreich, in Mariazell, über das Fernsehen mit uns verbunden sind. Liebe Jugendliche, ihr habt euch in einem „Haus Mariens" versammelt, das auch ich im nächsten Monat besuchen werde. Das Beispiel Marias, der Mutter Jesu, zeigt uns, daß Gott Menschen sucht, bei denen er Wohnung nehmen kann. Christus will auch in unseren Herzen wohnen. So wächst die Kirche, das Haus Gottes, wenn wir Menschen den Herrn mit unserem Glauben, mit unserer Anbetung, mit Hoffnung und Liebe aufnehmen und lebendige Steine an diesem geistigen Haus werden. Liebe Pilger, liebe Jugendliche! Maria, die ein auserwählter und vollendeter Stein des lebendigen Hauses Gottes ist, wollen wir heute besonders um ihre Fürsprache für unseren persönlichen Lebensweg bitten. Sie lebt ganz in der Gegenwart Gottes und bleibt doch den Menschen mit ihrem mütterlichen Herzen zutiefst verbunden. – Der Schutz Mariens begleite euch alle auf euren Wegen!
Saludo con afecto a los fieles de lengua española. En esta fiesta de la Asunción de la Virgen a los cielos en cuerpo y alma, pidamos a María que, siguiendo su ejemplo, sepamos encontrar siempre en el cumplimiento amoroso de la Voluntad de Dios la fuente de la alegría y de la paz verdaderas. ¡Que Dios os bendiga!
Pozdrawiam pielgrzymów z Polski. Jednoczę się w modlitwie z biskupami i wiernymi zgromadzonymi na Jasnej Górze. Oddając cześć Wniebowziętej Maryi Pannie, Jej opiece polecam Kościół w Polsce i wszystkich Polaków. Serdecznie wam błogosławię.
[Saluto i pellegrini provenienti dalla Polonia. Mi unisco nella preghiera ai Vescovi e ai fedeli radunati a Jasna Gora. Rendendo gloria a Maria Vergine Assunta, affido alla Sua protezione la Chiesa in Polonia e tutti i polacchi. Vi benedico cordialmente.]
Saluto, infine, i pellegrini italiani. In particolare i fedeli provenienti da Noto e quelli della parrocchia Santa Maria della Neve in Latiano. A tutti auguro una buona festa dell’Assunta!
Paparatzifan
Wednesday, August 15, 2007 7:40 PM
Omelia del Papa per la Festa dell'Assunzione della Vergine...
Il papa: l'amore vince sull'odio
di Mattia Bianchi/ 15/08/2007
La trascrizione di lavoro dell'omelia pronunciata a braccio da Benedetto XVI durante la Santa Messa dell'Assunzione, nella parrocchia di San Tommaso a Castel Gandolfo.
Cari fratelli e sorelle,
Nella suo grande opera “La Città di Dio”, Sant’Agostino dice una volta che tutta la storia umana, la storia del mondo è una lotta tra due amori: l’amore di Dio fino alla perdita di se stesso, fino al dono di se stesso, e l’amore di se’ fino al disprezzo di Dio, fino all’odio degli altri. Questa stessa interpretazione della storia come lotta tra due amori, tra l’amore e l’egoismo, appare anche nella lettura presa dall’Apocalisse che abbiamo sentito ora. Qui, questi due amori appaiono in due grandi figure, il dragone rosso fortissimo e una incooperazione (?) impressionante inquietante del potere senza grazia senza amore, dell’egoismo assoluto, del terrore, della violenza.
Nel momento in cui san Giovanni scrisse l’Apocalisse, per lui questo dragone era realizzato nel potere degli imperatori romani anti-cristiani da Nerone fino a Domiziano. Questo potere appariva illimitato, tutto il potere militare politico propagandistico dell’impero romano era tale che davanti a questo potere la fede, la Chiesa appariva come una donna inerme, senza possibilità di sopravvivere, tanto meno di vincere. Chi poteva opporsi a questo potere onnipresente, che sembrava potere tutto? E tuttavia, sappiamo che alla fine ha vinto la donna inerme, ha vinto, non l’egoismo, non l’odio, ha vinto l’amore di Dio e l’impero romano si è aperto alla fede cristiana.
Le parole della Sacra Scrittura trascendono sempre il momento storico. E così, questo dragone indica non soltanto il potere anticristiano di questi persecutori della Chiesa di quel tempo ma le dittature materialistiche anticristiane di tutti i periodi. Vediamo di nuovo realizzato questo potere, questa forza del dragone rosso nelle grandi dittature del secolo scorso, la dittatura del nazismo e la dittatura di Stalin aveva tutto il potere, penetrava ogni angolo, l’ultimo angolo. Appariva impossibile che a lunga scadenza la fede potesse sopravvivere davanti a questo dragone così forte che voleva divorare il Dio fattosi bambino e la donna, la Chiesa. Ma in realtà, anche in questo caso alla fine, l’amore era più forte dell’odio.
Anche oggi esiste il dragone in modi nuovi, diversi. Esiste nella forma delle ideologie materialiste che ci dicono: È assurdo pensare a Dio. È assurdo osservare i comandamenti di Dio. È una cosa, di un tempo passato. Vale soltanto vivere la vita per se. Prendere in questo breve momento della vita tutto quanto abbiamo da prendere. Vale solo il consumo, l’egoismo, il divertimento. Questo è la vita. Così dobbiamo vivere. E di nuovo, sembra assurdo, impossibile opporsi a questa mentalità dominante, con tutta la sua forza mediatica, propagandistica. Sembra impossibile oggi ancora pensare a un Dio che ha creato l’uomo e che si è fatto bambino e che sarebbe il vero dominatore del mondo.
Anche adesso questo dragone appare invincibile, ma anche adesso vale che dio è più forte del dragone, che l’amore vince e non vince l’egoismo. Avendo considerato così le diverse configurazioni storiche del dragone vediamo l’altra immagine: la donna vestita dal sole con la luna ai piedi e circondata da dodici stelle. Anche quest’immagine è multidimensionale. Un primo significato senza dubbio è che è la Madonna, Maria vestita dal sole, cioè da Dio, totalmente; vivendo in Dio, totalmente, circondata e penetrata dalla luce di Dio. Circondata dalle dodici stelle cioè dalle dodici tribù, tutto il Popolo di Dio, tutta la comunione dei santi, e ai piedi la luna, immagine della morte e della mortalità. (Lei) ha lasciato dietro di sé la morte; è totalmente vestita nella vita è assunta con corpo e anima nella gloria di Dio e così questa in gloria, avendo superato la morte, ci dice: coraggio alla fine vince l’amore! La mia vita era dire sono serva di Dio, la mia vita era dono di me, per Dio e per il prossimo. E questa vita arriva nella vera vita. Avete fiducia, avete il coraggio di vivere così anche contro tutte le minacce del dragone. Questo è il primo significato della donna che Maria arrivata … (ad essere): grande segno della vittoria dell’amore, della vittoria del bene, della vittoria di Dio. Grande segno della consolazione.
Ma poi questa donna che soffre, che deve fuggire, che partorisce con un grido di dolore, e anche la Chiesa la Chiesa pellegrina in tutti i tempi; in tutte le generazioni di nuovo deve partorire Cristo, portarlo al mondo con grande dolore in questo modo sofferente. In tutti i tempi perseguitata, e vivi quasi nel deserto perseguitata dal dragone. Ma in tutti i tempi vivi anche dalla luce di Dio e va, come dice il Vangelo, nutrito da Dio, nutrito con sé stesso dal pane della Santa Eucaristia. E così in tutta la tribolazione, in tutte le diverse situazioni della Chiesa nei tempi, nelle diverse parti del mondo, soffrendo vince. Ed è la presenza, la garanzia, la presenza dell’amore di Dio contro tutte le ideologie dell’odio e dell’egoismo. Vediamo certamente che anche oggi il dragone vuol divorare il Dio fattosi bambino. Non pensate a questo Dio. E’ una cosa superata. Ma proprio anche oggi questo Dio debole è forte: è la vera forza. E così la festa dell’Immacolata è l’invito ad avere fiducia in Dio e anche invito ad imitare Maria come Maria ha detto: sono serva del Signore, mi metto a disposizione del Signore. Andare sulla sua strada. Dare la nostra vita e non prendere la vita. E proprio così siamo sul cammino dell’amore e che è un perdersi che però è l’unico cammino per trovarsi veramente, per trovare la vera vita.
Guardiamo Maria, l’Assunta. Lasciamoci incoraggiare alla fede, e alla festa della gioia: Dio vince. La fede apparentemente debole è la vera forza del mondo. L’amore è più forte dell’odio. E diciamo con Elisabetta benedetta sei tu fra tutte le donne. Ti preghiamo con tutta la Chiesa: Santa Maria prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte, Amen.
Da Korazym
+PetaloNero+
Thursday, August 16, 2007 2:50 PM
DA PETRUS
Il dolore del Santo Padre pèr le vittime del terremoto in Perù
CITTA’ DEL VATICANO - Benedetto XVI ha inviato ai vescovi delle diocesi del Peru', tramite il cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone, un messaggio di cordoglio per le vittime del disastroso terremoto che ha colpito il paese sudamericano. ''Profondamente addolorato nell'apprendere la triste notizia del terremoto che ha causato tante vittime e ingenti danni materiali'', il Papa rivolge ''suffragi al Signore per il riposo eterno delle vittime'' e prega i vescovi ''di trasmettere il suo sincero cordoglio ai familiari dei defunti, cosi' come i sentimenti di paterna vicinanza spirituale ai numerosi feriti e a coloro che si sono visti privati della loro casa''. Allo stesso tempo, il Pontefice ''sollecita le istituzioni e le persone di buona volonta' a prestare con carita' e spirito di solidarieta' cristiana il necessario aiuto ai danneggiati''. Il messaggio si conclude con l'invio della benedizione apostolica ''ai colpiti e a chi li soccorre'', come ''segno di affetto all'amato popolo peruviano''.
+PetaloNero+
Saturday, August 18, 2007 3:01 PM
Da Petrus
Ricevuto in udienza da Benedetto XVI il Cardinale Schonborn in vista del viaggio in Austria
CITTA’ DEL VATICANO - Benedetto XVI ha ricevuto in udienza, nel Palazzo Apostolico di Castelgandolfo, il Cardinale Christoph Schonborn (nella foto), arcivescovo di Vienna. Con il porporato c'era Monsignor Egon Kapellari, vescovo di Graz-Seckau. L'udienza precede di poco meno di un mese la visita pastorale che il Pontefice compira' in Austria, in occasione dell'850esimo anniversario di fondazione del Santuario di Mariazell. Sara' un viaggio ricco di eventi dal profondo significato ecclesiale, ma che offrira' anche momenti di incontro con le istituzioni e la societa' civile. Benedetto XVI partira' dall'aeroporto di Ciampino la mattina di venerdi' 7 settembre alla volta di Vienna. Qui, dopo la cerimonia di benvenuto, il Papa si trasferira' nella Piazza ''Am Hof'' della capitale austriaca per la preghiera alla Mariensaeule e un saluto ai fedeli. A fine mattinata, prima dell'arrivo alla nunziatura, il Papa sostera' al Monumento per le vittime austriache della Shoah. Nel pomeriggio incontrera' il presidente della Repubblica e successivamente il Corpo diplomatico al quale rivolgera' un discorso. Sabato mattina, il momento culminante del viaggio, con la messa al Santuario di Mariazell, al termine della quale pranzera' con la Conferenza episcopale austriaca. Nel pomeriggio, poi, il Papa guidera' i Vespri mariani con sacerdoti, religiosi, diaconi e seminaristi austriaci. In serata, Benedetto XVI fara' ritorno a Vienna. Domenica 9 settembre, dopo la processione dal Palazzo arcivescovile al Duomo di Santo Stefano, celebrera' la messa e recitera' l'Angelus nella piazza del Duomo. Nel pomeriggio, si rechera' in visita all'abbazia di Heiligenkreuz dove pronuncera' un discorso, poi si rechera' al Wiener Konzerthaus, dove avra' un incontro con il mondo del volontariato. Infine, il trasferimento in aeroporto per la cerimonia di congedo e la partenza alla volta di Roma.
+PetaloNero+
Sunday, August 19, 2007 2:49 PM
DA PETRUS
Angelus, il Papa torna a mettere in guardia i fedeli contro il Maligno: "La Pace di Gesù è frutto di una costante lotta contro Satana”
CASTEL GANDOLFO - ''Quanti intendono seguire Gesu' e impegnarsi senza compromessi per la verita' devono sapere che incontreranno opposizioni e diventeranno, loro malgrado, segno di divisione tra le persone, addirittura all'interno delle loro stesse famiglie''. Lo ha affermato Benedetto XVI prima della recita dell'Angelus nel cortile interno del palazzo apostolico di Castel Gandolfo. Il Papa ha commentato il passo evangelico domenicale in cui Gesu' dice ai discepoli di non essere venuto ''a portare la pace sulla terra'', bensi' ''la divisione''. ''Chiunque conosca minimamente il Vangelo di Cristo - ha sottolineato Benedetto XVI -, sa che e' messaggio di pace per eccellenza; Gesu', come scrive San Paolo - ha aggiunto -, 'e' la nostra pace', morto e risorto per abbattere il muro dell'inimicizia e inaugurare il regno di Dio che e' amore, gioia e pace''. Tuttavia l'espressione riportata dal Vangelo ''significa che la pace che Egli e' venuto a portare non e' sinonimo di semplice assenza di conflitti. Al contrario – ha spiegato il Papa -, la pace di Gesu' e' frutto di una costante lotta contro il male''. E ''lo scontro che Gesu' e' deciso a sostenere non e' contro uomini o poteri umani, ma contro il nemico di Dio e dell'uomo, Satana''. Per questo, secondo Benedetto XVI, ''chi vuole resistere a questo nemico rimanendo fedele a Dio e al bene deve necessariamente affrontare incomprensioni e qualche volta vere e proprie persecuzioni''. I cristiani, ha osservato il Papa, ''diventano 'strumenti della sua pace', secondo la celebre espressione di sa Francesco d'Assisi'', ma ''non di una pace inconsistente e apparente'', bensi' ''reale, perseguita con coraggio e tenacia nel quotidiano impegno di vincere il male con il bene e pagando di persona il prezzo che questo comporta''.
Presenti a Castel Gandolfo i giovani francescani e le Suore Missionarie dell'Incarnazione dell'Apostolato Cattolico. Il saluto del Pontefice
CASTEL GANDOLFO - ''Saluto i pellegrini di lingua italiana, in particolare i numerosi giovani francescani accompagnati dai Frati Minori''. Lo ha affermato il Papa dopo avere pronunciato l'Angelus a Castel Gandolfo. ''Cari amici, sulle orme di Francesco e Chiara d'Assisi siate profezia di fraternita' nel mondo di oggi - ha aggiunto Benedetto XVI - Sono lieto di accogliere le Suore Missionarie dell'Incarnazione e le Suore dell'Apostolato Cattolico, alle quali rivolgo uno speciale augurio per i rispettivi Capitoli Generali: care Sorelle, questi momenti forti di discernimento e progettazione rechino nuovo slancio al cammino delle vostre Congregazioni; Maria Santissima vi protegga sempre. Saluto inoltre il gruppo di giovani Salesiani provenienti dall'Italia e dal Medio Oriente, i fedeli di Ponteranica e di Caltana e i ministranti di Spilamberto. A tutti auguro una buona domenica''. Il Pontefice aveva poco prima salutato i pellegrini provenienti dalla Polonia: ''In questi giorni - aveva detto - ricorre il 750esimo anniversario della morte di San Giacinto. Questo figlio della terra di Slesia, spinto dallo spirito missionario di San Domenico, ha predicato con zelo il Vangelo da Danzica fino a Kiev. Insieme a tutta la Chiesa in Polonia ringrazio Dio per la sua vita e per il suo apostolato. Vi affido tutti alla sua protezione. Dio vi benedica''.
Cl, l'auspicio del Santo Padre: "Il Metting di Rimini sia ricerca della verità e di Dio"
CITTA’ DEL VATICANO - ''Il Meeting sia per molti occasione proficua di riflessione e di confronto, per realizzare la piu' profonda vocazione dell'uomo: essere cercatore della verita' e percio' cercatore di Dio''. E' quanto ha affermato Benedetto XVI, citando l'enciclica di Giovanni Paolo II 'Fides et Ratio', nel saluto rivolto al termine della recita dell'Angelus a Castel Gandolfo, agli organizzatori e ai partecipanti al Meeting di Cl, apertosi a Rimini con la messa celebrata dal Cardinale segretario di Stato, Tarcisio Bertone. Il Papa ha assicurato la sua ''preghiera'' affinche', ''attraverso le molteplici iniziative in programma'', il Meeting realizzi pienamente lo scopo suggerito dal tema di quest'anno, ''La verita' e' il destino per il quale siamo stati fatti''.
Sisma, Benedetto XVI invia il Segretario di Stato in Perù: "La Chiesa è con le vittime"
CASTEL GANDOLFO - Papa Benedetto XVI, dopo la recita dell'Angelus, ha proclamato al vicinanza della Chiesa alle popolazioni del Peru' colpite dal terremoto, annunciando anche un'imminente visita del Cardinale segretario di Stato, Tarcisio Bertone, nel Paese sudamericano. ''In questi giorni - ha detto il Pontefice dalla finestra del palazzo apostolico - il nostro pensiero e la nostra preghiera sono costantemente rivolti alle popolazioni del Peru', colpite da un devastante terremoto''. ''Per i numerosi defunti - ha aggiunto - invoco la pace del Signore, per i feriti la pronta guarigione, e a quanti versano in misere condizioni assicuro: la Chiesa e' con voi, con tutta la sua solidarieta' spirituale e materiale''. ''Il mio segretario di Stato, cardinale Tarcisio Bertone, che da tempo aveva in programma una visita in Peru' - ha quindi annunciato Benedetto XVI -, nei prossimi giorni rechera' di persona la testimonianza dei miei sentimenti e l'aiuto concreto della Santa Sede''. ''Giovedi' mi rechero' in Peru' per incontrare le persone colpite dal terremoto, cui mandiamo il nostro affetto e la nostra solidarieta'''. Lo ha confermato il Cardinale Tarcisio Bertone, dopo la messa celebrata a Rimini in apertura del Meeting di Cl e al termine dell'ascolto dell'Angelus in cui Benedetto XVI ha annunciato la visita del segretario di Stato della Santa Sede nel Paese sudamericano devastato dal sisma.
+PetaloNero+
Sunday, August 19, 2007 2:59 PM
Il testo integrale della riflessione prima dell'Angelus
Cari fratelli e sorelle!
C’è un’espressione di Gesù, nel Vangelo di questa domenica, che attira ogni volta la nostra attenzione e richiede di essere ben compresa. Mentre è in cammino verso Gerusalemme, dove lo attende la morte di croce, Cristo confida ai suoi discepoli: "Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione". E aggiunge: "D’ora innanzi in una casa di cinque persone si divideranno tre contro due e due contro tre; padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera" (Lc 12,51-53). Chiunque conosca minimamente il Vangelo di Cristo, sa che è messaggio di pace per eccellenza; Gesù stesso, come scrive san Paolo, "è la nostra pace" (Ef 2,14), morto e risorto per abbattere il muro dell’inimicizia e inaugurare il Regno di Dio che è amore, gioia e pace. Come si spiegano allora queste sue parole? A che cosa si riferisce il Signore quando dice di essere venuto a portare – secondo la redazione di san Luca – la "divisione", o – secondo quella di san Matteo – la "spada" (Mt 10,34)?
Questa espressione di Cristo significa che la pace che Egli è venuto a portare non è sinonimo di semplice assenza di conflitti. Al contrario, la pace di Gesù è frutto di una costante lotta contro il male. Lo scontro che Gesù è deciso a sostenere non è contro uomini o poteri umani, ma contro il nemico di Dio e dell’uomo, Satana. Chi vuole resistere a questo nemico rimanendo fedele a Dio e al bene deve necessariamente affrontare incomprensioni e qualche volta vere e proprie persecuzioni. Perciò, quanti intendono seguire Gesù e impegnarsi senza compromessi per la verità devono sapere che incontreranno opposizioni e diventeranno, loro malgrado, segno di divisione tra le persone, addirittura all’interno delle loro stesse famiglie. L’amore per i genitori infatti è un comandamento sacro, ma per essere vissuto in modo autentico non può mai essere anteposto all’amore di Dio e di Cristo. In tal modo, sulle orme del Signore Gesù, i cristiani diventano "strumenti della sua pace", secondo la celebre espressione di san Francesco d’Assisi. Non di una pace inconsistente e apparente, ma reale, perseguita con coraggio e tenacia nel quotidiano impegno di vincere il male con il bene (cfr Rm 12,21) e pagando di persona il prezzo che questo comporta.
La Vergine Maria, Regina della Pace, ha condiviso fino al martirio dell’anima la lotta del suo Figlio Gesù contro il Maligno, e continua a condividerla sino alla fine dei tempi. Invochiamo la sua materna intercessione, perché ci aiuti ad essere sempre testimoni della pace di Cristo, mai scendendo a compromessi con il male.
I saluti dopo l'Angelus
In questi giorni il nostro pensiero e la nostra preghiera sono costantemente rivolti alle popolazioni del Perù, colpite da un devastante terremoto. Per i numerosi defunti invoco la pace del Signore, per i feriti la pronta guarigione, e a quanti versano in misere condizioni assicuro: la Chiesa è con voi, con tutta la sua solidarietà spirituale e materiale. Il mio Segretario di Stato, Cardinale Tarcisio Bertone, che da tempo aveva in programma una visita in Perù, nei prossimi giorni recherà di persona la testimonianza dei miei sentimenti e l’aiuto concreto della Santa Sede.
Stamani si è aperto a Rimini il "Meeting per l’amicizia tra i popoli", che quest’anno ha per tema "La verità è il destino per il quale siamo stati fatti". Nel rivolgere agli organizzatori un cordiale saluto, assicuro la mia preghiera affinché, attraverso le molteplici iniziative in programma, il Meeting sia per molti occasione proficua di riflessione e di confronto, per realizzare la più profonda vocazione dell’uomo: essere cercatore della verità e perciò cercatore di Dio (cfr Enc. Fides et ratio, Proemio).
Aux pèlerins francophones réunis ce matin pour la prière de l’Angelus, j’adresse mes cordiales salutations. Puissiez-vous, « les yeux fixés sur Jésus, qui est à l’origine et au terme de la foi » (He 12, 2), annoncer avec courage et par toute votre vie la Bonne Nouvelle du salut ! Avec ma Bénédiction apostolique.
I am pleased to greet the English-speaking visitors gathered for this Angelus prayer. The readings from today’s Mass invite us to lift our eyes to Jesus, who inspires and perfects our faith. May you and your families experience the Lord’s closeness during these summer holidays and respond to his love through deeper prayer and more generous acts of charity. Upon all of you I invoke Christ’s blessings of joy and peace!
Ganz herzlich begrüße ich die deutschsprachigen Pilger und Besucher, die sich mit mir zum Gebet des „Engel des Herrn" versammelt haben. Die Schriftlesungen des heutigen Sonntags rufen uns mit klaren Worten in Erinnerung, daß Christus nicht müde Konformisten, sondern mutige Glaubenszeugen sucht, in denen das Feuer seiner Liebe brennt. Er selbst ist der Urheber und Vollender des Glaubens. Wenn wir auf ihn blicken und uns seiner Gnade öffnen, können wir der Versuchung zur Sünde widerstehen und mit Ausdauer auf dem Weg des Guten voranschreiten. – Der Herr segne euch und eure Familien!
Saludo cordialmente a los fieles de lengua española que participan en esta oración mariana del Ángelus. En estos momentos mi pensamiento se dirige a las queridas poblaciones del Perú que el miércoles pasado han sufrido un gran terremoto. Con constante preocupación y gran afecto me siento muy cercano a tantos hermanos y hermanas tan duramente probados. Encomiendo al Señor a las numerosas víctimas y heridos, así como a los que han perdido su vivienda y sus bienes. Que la intercesión de la Virgen María despierte en todos sentimientos de caridad y solidaridad fraterna que permitan aliviar su difícil situación. A todos os imparto de corazón mi Bendición Apostólica.
Saúdo os peregrinos de língua portuguesa: desejo a todos felicidades, paz e graça no Senhor! Em particular, saúdo os brasileiros da diocese de Jundiaí, acompanhados por D. Joaquim Justino Carreira, Bispo Auxiliar de São Paulo. Que a luz de Cristo anime sempre a vossa fé, esperança e caridade, numa vida digna, cristã e repleta de alegrias. E dou-vos de coração, extensiva aos vossos familiares e pessoas amigas, a minha Bênção.
Pozdrawiam pielgrzymów z Polski. W tych dniach przypada siedemset pięćdziesiąt lat od śmierci św. Jacka. Ten syn śląskiej ziemi, porwany duchem misyjnym św. Dominika, gorliwie głosił Ewangelię od Gdańska po Kijów. Wraz z całym Kościołem w Polsce dziękuję Bogu za jego życie i apostolstwo. Polecam was wszystkich jego opiece. Niech Bóg wam błogosławi. [Saluto i pellegrini provenienti dalla Polonia. In questi giorni ricorre il 750E anniversario della morte di San Giacinto. Questo figlio della terra di Slesia, spinto dallo spirito missionario di San Domenico, ha predicato con zelo il Vangelo da Danzica fino a Kijev. Insieme a tutta la Chiesa in Polonia ringrazio Dio per la sua vita e per il suo apostolato. Vi affido tutti alla sua protezione. Dio vi benedica.]
Saluto i pellegrini di lingua italiana, in particolare i numerosi giovani francescani accompagnati dai Frati Minori. Cari amici, sulle orme di Francesco e Chiara d’Assisi siate profezia di fraternità nel mondo di oggi. Sono lieto di accogliere le Suore Missionarie dell’Incarnazione e le Suore dell’Apostolato Cattolico, alle quali rivolgo uno speciale augurio per i rispettivi Capitoli Generali: care Sorelle, questi momenti forti di discernimento e progettazione rechino nuovo slancio al cammino delle vostre Congregazioni; Maria Santissima vi protegga sempre. Saluto inoltre il gruppo di giovani Salesiani provenienti dall’Italia e dal Medio Oriente, i fedeli di Ponteranica e di Caltana e i ministranti di Spilamberto. A tutti auguro una buona domenica.
+PetaloNero+
Monday, August 20, 2007 2:56 PM
DA PETRUS
Il Papa invia 200.000 dollari alle popolazioni terremotate del Perù. Giovedì in missione anche il Cardinale Bertone
CITTA’ DEL VATICANO - Per ''esprimere la sollecitudine della Chiesa Universale per le persone che hanno perduto i propri cari ed i loro averi'', Benedetto XVI, tramite il Pontificio consiglio ''Cor Unum'', ha inviato un contributo di 200.000 dollari per i soccorsi urgenti per le popolazioni colpite dal sisma in Peru'. Il Pontefice ha anche incoraggiato ''tutti i fedeli e le Organizzazioni di aiuto operanti nella Chiesa ad impegnarsi in ogni possibile e coordinata azione di carita' fraterna verso le popolazioni colpite, nel rispetto delle priorita' localmente definite ed in sintonia con la Chiesa locale''. Papa Benedetto XVI, già dopo la recita dell'Angelus domenicale, aveva proclamato al vicinanza della Chiesa alle popolazioni del Peru' colpite dal terremoto, annunciando anche un'imminente visita del Cardinale segretario di Stato, Tarcisio Bertone, nel Paese sudamericano. ''In questi giorni -aveva detto il Pontefice dalla finestra del palazzo apostolico - il nostro pensiero e la nostra preghiera sono costantemente rivolti alle popolazioni del Peru', colpite da un devastante terremoto''. ''Per i numerosi defunti - aveva aggiunto - invoco la pace del Signore, per i feriti la pronta guarigione, e a quanti versano in misere condizioni assicuro: la Chiesa e' con voi, con tutta la sua solidarieta' spirituale e materiale''. ''Il mio segretario di Stato, Cardinale Tarcisio Bertone, che da tempo aveva in programma una visita in Peru' - aveva quindi annunciato Benedetto XVI -, nei prossimi giorni rechera' di persona la testimonianza dei miei sentimenti e l'aiuto concreto della Santa Sede''. ''Giovedi' mi rechero' in Peru' per incontrare le persone colpite dal terremoto, cui mandiamo il nostro affetto e la nostra solidarieta''', era stata poi la conferma dell Cardinale Tarcisio Bertone, dopo la messa celebrata a Rimini in apertura del Meeting di Cl e al termine dell'ascolto dell'Angelus in cui Benedetto XVI aveva annunciato la visita del segretario di Stato della Santa Sede nel Paese sudamericano devastato dal sisma.
+PetaloNero+
Wednesday, August 22, 2007 2:56 PM
Da Petrus
Udienza Generale, il Papa: "Essere cristiani significa aiutare i poveri e gli ammalati"
CITTA’ DEL VATICANO - ''Come persone umane dobbiamo essere solidali gli uni verso gli altri''. E' quanto ci ricorda, secondo Benedetto XVI, l'insegnamento di uno dei padri apostolici cui il Papa dedica il suo ciclo di catechesi nelle udienze generali del mercoledì, San Gregorio Nazianzeno, teologo e vescovo di Costantinopoli vissuto nel quarto secolo. ''Noi siamo tutti una sola cosa nel Signore - ha detto il Pontefice ai fedeli riuniti nell' Aula Paolo VI -, ricchi e poveri, schiavi e liberi, sani e malati. E unico è il capo da cui tutto deriva, Gesu' Cristo''. ''E come fanno le membra di un solo corpo - ha aggiunto -, ciascuno si occupi di ciascuno e tutti di tutti''. Secondo Benedetto XVI, ''Gregorio sottolinea che l'uomo deve imitare la bonta' e l'amore di Dio e quindi raccomanda: se sei sano e ricco, allevia il bisogno di chi e' ammalato e povero. Se non sei caduto, soccorri chi e' caduto e vive nella sofferenza''. E ancora: ''Si e' ricchi non solo di bene, ma anche di pieta'. Non solo di oro, ma di virtu', o meglio di questa sola''. Secondo il Papa, ''Gregorio ha messo in grande rilievo la piena umanita' di Cristo. Per redimere l'uomo nella sua totalita' di corpo, anima e spirito, Cristo assunse tutte le componenti della natura umana, altrimenti l'uomo non sarebbe stato salvato''. E contro ''l'eresia di Apollinare che sosteneva che Cristo non aveva assunto un'anima razionale'', Gregorio ''affronta il problema alla luce del mistero della salvezza: cio' che non e' stato assunto non e' stato guarito, e se Cristo non fosse stato dotato di intelletto razionale come avrebbe potuto essere uomo?''. ''E' proprio il nostro intelletto, la nostra ragione - ha proseguito il Papa-teologo, aggiungendo a braccio questa considerazione al testo predisposto - che aveva e ha bisogno della relazione e dell'incontro con Dio in Cristo''. ''Diventando uomo - ha aggiunto - Cristo ci ha dato la possibilita' di diventare a nostra volta come lui''. La conclusione della catechesi e' che ''Gregorio ha sentito il bisogno di avvicinarsi a Dio per superare la stanchezza del proprio io - ha detto Benedetto XVI -. Ha sperimentato lo slancio dell'anima, la vivacita' di uno spirito sensibile e l'instabilita' dell'infelicita' effimera. Per lui nel dramma di una vita su cui pesava la coscienza della propria debolezza e della propria miseria, l'esperienza dell'amore di Dio ha sempre avuto il sopravvento''.
Perù, il nuovo appello del Santo Padre: "Non manchi la solidarietà per i terremotati"
CITTA’ DEL VATICANO - "Ancora una volta desidero ricordare con grande affetto e vicinanza spirituale il caro popolo peruviano, tanto provato in questi giorni. Chiedo per i peruviani gesti di solidarieta' cristiana seguendo l'insegnamento di San Gregorio Nazianzeno". Lo ha detto Benedetto XVI al termine dell'Udienza Generale, dedicata alla figura del grande vescovo di Costantinopoli che insegnava ai cristiani del IV secolo: "Se non sei caduto soccorri chi e' caduto, consola chi e' triste, aiuta chi e' morso dalla sventura e dai a Dio una prova di riconoscenza, perche' beneficato da Lui benefichi gli altri, imitando la sua misericordia".
In dono un kimono giapponese a Benedetto XVI
CITTA’ DEL VATICANO - Un tradizionale kimono giapponese, di colore nero, e' stato ricevuto in dono dal Papa al termine dell'udienza generale nell'Aula Paolo VI. A offrirlo al Pontefice sono state le donne dell'associazione ''Kimono Culture'', vestite in sgargianti abiti della tradizione nipponica. Quarantacinque in tutto erano i membri dell'associazione giapponese presenti all’udienza generale presieduta dal Santo Padre Benedetto XVI.
+PetaloNero+
Wednesday, August 22, 2007 3:00 PM
Il testo integrale della catechesi
Cari fratelli e sorelle,
nel corso dei ritratti di grandi Padri e Dottori della Chiesa che cerco di offrire in queste catechesi, l’ultima volta ho parlato di san Gregorio Nazianzeno, Vescovo del IV secolo e vorrei oggi ancora completare questo ritratto di un grande maestro. Cercheremo oggi di raccogliere alcuni suoi insegnamenti. Riflettendo sulla missione che Dio gli aveva affidato, san Gregorio Nazianzeno concludeva: «Sono stato creato per ascendere fino a Dio con le mie azioni» (Oratio 14,6 de pauperum amore: PG 35,865). Di fatto, egli mise al servizio di Dio e della Chiesa il suo talento di scrittore e di oratore. Compose numerosi discorsi, varie omelie e panegirici, molte lettere e opere poetiche (quasi 18.000 versi!): un'attività veramente prodigiosa. Aveva compreso che questa era la missione che Dio gli aveva affidato: «Servo della Parola, io aderisco al ministero della Parola; che io non acconsenta mai di trascurare questo bene. Questa vocazione io l'apprezzo e la gradisco, ne traggo più gioia che da tutte le altre cose messe insieme» (Oratio 6,5: SC 405,134; cfr anche Oratio 4,10).
Il Nazianzeno era un uomo mite, e nella sua vita cercò sempre di fare opera di pace nella Chiesa del suo tempo, lacerata da discordie e da eresie. Con audacia evangelica si sforzò di superare la propria timidezza per proclamare la verità della fede. Sentiva profondamente l'anelito di avvicinarsi a Dio, di unirsi a Lui. È quanto esprime egli stesso in una sua poesia, dove scrive: tra i «grandi flutti del mare della vita, / di qua e di là da impetuosi venti agitato, / ... / una cosa sola m'era cara, sola mia ricchezza, / conforto e oblio delle fatiche, / la luce della Santa Trinità» (Carmina [historica] 2,1,15: PG 37,1250ss.).
Gregorio fece risplendere la luce della Trinità, difendendo la fede proclamata nel Concilio di Nicea: un solo Dio in tre Persone uguali e distinte – Padre, Figlio e Spirito Santo –, «triplice luce che in unico / splendor s'aduna» (Inno vespertino: Carmina [historica] 2,1,32: PG 37,512). Quindi, afferma sempre Gregorio sulla scorta di san Paolo (1 Cor 8,6), «per noi vi è un Dio, il Padre, da cui è tutto; un Signore, Gesù Cristo, per mezzo di cui è tutto; e uno Spirito Santo, in cui è tutto» (Oratio 39,12: SC 358,172).
Gregorio ha messo in grande rilievo la piena umanità di Cristo: per redimere l'uomo nella sua totalità di corpo, anima e spirito, Cristo assunse tutte le componenti della natura umana, altrimenti l'uomo non sarebbe stato salvato. Contro l'eresia di Apollinare, il quale sosteneva che Gesù Cristo non aveva assunto un’anima razionale, Gregorio affronta il problema alla luce del mistero della salvezza: «Ciò che non è stato assunto, non è stato guarito» (Ep. 101,32: SC 208,50), e se Cristo non fosse stato «dotato di intelletto razionale, come avrebbe potuto essere uomo?» (Ep. 101,34: SC 208,50). Era proprio il nostro intelletto, la nostra ragione che aveva e ha bisogno della relazione, dell’incontro con Dio in Cristo. Diventando uomo, Cristo ci ha dato la possibilità di diventare a nostra volta come Lui. Il Nazianzeno esorta: «Cerchiamo di essere come Cristo, poiché anche Cristo è divenuto come noi: di diventare dèi per mezzo di Lui, dal momento che Lui stesso, per il nostro tramite, è divenuto uomo. Prese il peggio su di sé, per farci dono del meglio» (Oratio 1,5: SC 247,78).
Maria, che ha dato la natura umana a Cristo, è vera Madre di Dio (Theotókos: cfr Ep. 101,16: SC 208,42), e in vista della sua altissima missione è stata "pre-purificata" (Oratio 38,13: SC 358,132, quasi un lontano preludio del dogma dell’Immacolata Concezione). Maria è proposta come modello ai cristiani, soprattutto alle vergini, e come soccorritrice da invocare nelle necessità (cfr Oratio 24,11: SC 282,60-64).
Gregorio ci ricorda che, come persone umane, dobbiamo essere solidali gli uni verso gli altri. Scrive: «"Noi siamo tutti una sola cosa nel Signore" (cfr Rm 12,5), ricchi e poveri, schiavi e liberi, sani e malati; e unico è il capo da cui tutto deriva: Gesù Cristo. E come fanno le membra di un solo corpo, ciascuno si occupi di ciascuno, e tutti di tutti». Poi, riferendosi ai malati e alle persone in difficoltà, conclude: «Questa è l'unica salvezza per la nostra carne e la nostra anima: la carità verso di loro» (Oratio 14,8 de pauperum amore: PG 35,868ab). Gregorio sottolinea che l'uomo deve imitare la bontà e l'amore di Dio, e quindi raccomanda: «Se sei sano e ricco, allevia il bisogno di chi è malato e povero; se non sei caduto, soccorri chi è caduto e vive nella sofferenza; se sei lieto, consola chi è triste; se sei fortunato, aiuta chi è morso dalla sventura. Da’ a Dio una prova di riconoscenza, perché sei uno di quelli che possono beneficare, e non di quelli che hanno bisogno di essere beneficati... Sii ricco non solo di beni, ma anche di pietà; non solo di oro, ma di virtù, o meglio, di questa sola. Supera la fama del tuo prossimo mostrandoti più buono di tutti; renditi Dio per lo sventurato, imitando la misericordia di Dio» (Oratio 14,26 de pauperum amore: PG 35,892bc).
Gregorio ci insegna anzitutto l'importanza e la necessità della preghiera. Egli afferma che «è necessario ricordarsi di Dio più spesso di quanto si respiri» (Oratio 27,4: PG 250,78), perché la preghiera è l'incontro della sete di Dio con la nostra sete. Dio ha sete che noi abbiamo sete di Lui (cfr Oratio 40, 27: SC 358,260). Nella preghiera noi dobbiamo rivolgere il nostro cuore a Dio, per consegnarci a Lui come offerta da purificare e trasformare. Nella preghiera noi vediamo tutto alla luce di Cristo, lasciamo cadere le nostre maschere e ci immergiamo nella verità e nell'ascolto di Dio, alimentando il fuoco dell'amore.
In una poesia, che è allo stesso tempo meditazione sullo scopo della vita e implicita invocazione a Dio, Gregorio scrive: «Hai un compito, anima mia, / un grande compito, se vuoi. / Scruta seriamente te stessa, / il tuo essere, il tuo destino; / donde vieni e dove dovrai posarti; / cerca di conoscere se è vita quella che vivi / o se c'è qualcosa di più. / Hai un compito, anima mia, / purifica, perciò, la tua vita: / considera, per favore, Dio e i suoi misteri, / indaga cosa c'era prima di questo universo / e che cosa esso è per te, / da dove è venuto, e quale sarà il suo destino. / Ecco il tuo compito, / anima mia, / purifica, perciò, la tua vita» (Carmina [historica] 2,1,78: PG 37,1425-1426). Continuamente il santo Vescovo chiede aiuto a Cristo, per essere rialzato e riprendere il cammino: «Sono stato deluso, o mio Cristo, / per il mio troppo presumere: / dalle altezze sono caduto molto in basso. / Ma rialzami di nuovo ora, poiché vedo / che da me stesso mi sono ingannato; / se troppo ancora confiderò in me stesso, / subito cadrò, e la caduta sarà fatale» (Carmina [historica] 2,1,67: PG 37,1408).
Gregorio, dunque, ha sentito il bisogno di avvicinarsi a Dio per superare la stanchezza del proprio io. Ha sperimentato lo slancio dell'anima, la vivacità di uno spirito sensibile e l'instabilità della felicità effimera. Per lui, nel dramma di una vita su cui pesava la coscienza della propria debolezza e della propria miseria, l’esperienza dell’amore di Dio ha sempre avuto il sopravvento. Hai un compito anima, – dice san Gregorio anche noi –, il compito di trovare la vera luce, di trovare la vera altezza della tua vita. E la tua vita è incontrarti con Dio, che ha sete della nostra sete.
+PetaloNero+
Thursday, August 23, 2007 2:57 PM
Il Papa telefona alla Curia di Livorno per esprimere la sua vicinanza al popolo Rom per il rogo che ha ucciso quattro bambini
Cordoglio e vicinanza per la morte dei quattro bambini Rom a Livorno, nel tragico rogo delle baracche nelle quali vivevano, sono stati espressi ieri da Benedetto XVI in una telefonata all'amministratore diocesano livornese, mons. Paolo Razzauti. La tragedia – lo ricordiamo – è avvenuta nella notte tra il 10 e l'11 agosto scorsi. Ma per un racconto diretto del colloquio con il Papa, Roberta Moretti ha intervistato mons. Razzauti:
R. – Il Santo Padre, prima attraverso il sottosegretario di Stato, poi personalmente, ha espresso la sua solidarietà alla città di Livorno, al popolo Rom e anche alla Chiesa ortodossa rumena a cui fanno riferimento i Rom livornesi, per il fatto accaduto della morte dei quattro bambini. D’altra parte, io stesso avevo richiesto una benedizione del Santo Padre, perché la città è stata scossa da questo fatto e c’è un’ampia discussione in città su quello che potrà avvenire e fare. E credo che la telefonata del Santo Padre, il fatto di partecipare direttamente il suo dolore e la sua sofferenza, siano stati un gesto grandissimo. E stamani, man mano che la notizia si è sparsa in città, viene apprezzato al massimo. Dimostra ancora una volta che la Chiesa, anche attraverso i suoi esponenti massimi, è attenta alle minime cose. E’ attenta ai più piccoli, è attenta ai più poveri. E’ una Chiesa veramente madre che si china su ogni uomo.
D. – Qual è la situazione attuale rispetto alla vicenda dei bambini Rom?
R. – Purtroppo, siamo ancora sotto indagini e quindi non è stato possibile fare ancora il funerale dei bambini: forse all’inizio della prossima settimana. I genitori sono ancora carcerati e quindi questo crea uno stato di attesa, soprattutto per capire la causa di questo incendio e di questa morte. Certamente, però, questo ha smosso anche la città ad una ricerca di una maggiore attenzione di accoglienza anche verso queste persone che ormai stanno arrivando nei nostri territori e che debbono essere considerate “persone” e non soltanto come un “qualcosa”.
D. – Cosa sta facendo la città di Livorno per questi Rom?
R. – Sicuramente si stanno aprendo dei tavoli di discussione e di lavoro per capire come accoglierli in una maniera più dignitosa, come non farli andare sotto i ponti ma far trovare loro anche dei luoghi dove possano avere quei minimi servizi di cui ogni persona ha diritto.
D. – Come agisce la Chiesa in favore del popolo Rom?
R. – Attraverso la Caritas. Ho chiesto alla Caritas di farsi tramite con le istituzioni perché, attraverso i suoi servizi che già gestisce con una mensa, con case di accoglienza, sia anche più attenta a queste persone e solleciti, soprattutto, le istituzioni a cercare le soluzioni adatte. Quindi ho chiesto alla Caritas di farsi voce profetica per la difesa e la salvaguardia dei più poveri.
D. – Vuole rivolgere un ringraziamento a Benedetto XVI?
R. – Sì: un grazie grandissimo per questa sua attenzione e che continui nel suo essere maestro, ad essere anche testimone di amore e di carità verso tutti!
Da
www.radiovaticana.org
+PetaloNero+
Friday, August 24, 2007 3:14 PM
Agorà di Loreto. Il programma del papa
di Marco Fabi
E' stato presentato stamani il programma ufficiale della visita di Benedetto XVI a Loreto, in occasione dell'Agorà dei giovani, il raduno dei giovani cattolici italiani in programma il 1 e 2 settembre.
L'incontro dialogato con i giovani e la Santa Messa domenicale. Saranno questi due gli impegni più importanti nel programma della visita del papa a Loreto, diffuso ufficialmente dalla Sala stampa della Santa sede. Benedetto XVI partirà in elicottero da Castel Gandolfo alla volta di Loreto nel pomeriggio di sabato primo settembre. Il suo arrivo è previsto poco dopo le 17,00 e ,alle 18,00, farà il suo ingresso nella Piana di Montorso dove, ad accoglierlo, ci saranno centinaia di migliaia di giovani provenienti da tutta Italia. Il papa risponderà ad alcune domande dei giovani e poi pronuncerà un discorso. Alle 21,15, il pontefice si trasferirà nel Santuario Lauretano e pregherà privatamente. Poi, in un collegamento video con la grande adunata dei giovani, darà inizio alla veglia notturna. La giornata domenicale si aprirà alle 9,30 con la messa celebrata da Benedetto XVI di nuovo tra i ragazzi nella piana di Montorso. A mezzogiorno poi la tradizionale preghiera dell'Angelus. Nel pomeriggio, gli impegni del papa riprenderanno alle 16,30 con un saluto al comitato promotore dell'Agorà di Loreto e poi con un incontro, alle 17,00, con la popolazione locale, sul sagrato del Santuario. Alle 17,45, in elicottero, il pontefice farà ritorno a Castel Gandolfo.
Il programma dettagliato
Sabato, 1° settembre 2007 16.10 Partenza in elicottero dall’eliporto delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo per Loreto.
17.15 Arrivo al "Centro Giovanni Paolo II" in località Montorso di Loreto. Trasferimento in auto panoramica al palco sulla spianata di Montorso.
18.00 VEGLIA DI PREGHIERA CON I GIOVANI nella Piana di Montorso. Il Santo Padre risponde alle domande dei Giovani e tiene il Suo Discorso.
21.15 Visita al Santuario Lauretano.
21.25 Momento di preghiera in privato nella Santa Casa. Collegamento TV con la Piana di Montorso, dove i Giovani seguono questo momento, che dà inizio alla loro veglia notturna. Preghiera del Santo Padre.
Domenica 2 settembre 2007
09.30 CONCELEBRAZIONE EUCARISTICA nella Piana di Montorso. Omelia del Santo Padre. RECITA DELL’ANGELUS DOMINI. Parole del Santo Padre.
16.30 Saluto al Comitato promotore, alla Delegazione Pontificia e alla Protezione Civile, sulla Loggia del Palazzo Apostolico di Loreto.
17.00 INCONTRO CON I FEDELI DI LORETO sul Sagrato del Santuario Lauretano. Parole del Santo Padre.
17.45 Partenza in elicottero dal "Centro Giovanni Paolo II" in località Montorso di Loreto.
18.45 Arrivo dall’eliporto delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo
Da
www.korazym.org
+PetaloNero+
Friday, August 24, 2007 3:21 PM
Da Petrus
Terra Santa, il 6 Settembre a Castel Gandolfo l'incontro tra il Pontefice e Shimon Peres
CITTA' DEL VATICANO - Il prossimo 6 settembre il presidente israeliano, Shimon Peres, incontrerà Papa Benedetto XVI. Il colloquio si svolgerà a Castel Gandolfo, nella residenza estiva del Pontefice. La notizia e' stata resa nota dalla radio militare israeliana, e confermata dalla Sala Stampa della Santa Sede. In occasione del suo insediamento alla guida di Israele, nelle scorse settimane, Peres aveva ricevuto una lettera del Santo Padre in cui si esprimeva l’auspicio che si potesse giungere finalmente alla tanto sospirata pace in Medio Oriente. Peres è infatti notoriamente uomo di pace e di dialogo, e per questo il Vaticano guarda a lui con speranza affinché cessino definitivamente le ostilità in Terra Santa. Dunque, inevitabilmente al centro della discussione tra il Papa e Peres vi sarà la situazione in Medio Oriente, con un particolare occhio di riguardo a tutte le strade percorribili per giungere ad una pace vera e duratura tra le parti.
Sihaya.b16247
Sunday, August 26, 2007 1:55 PM
ANGELUS , 26.08.2007
Cari fratelli e sorelle!
Anche l’odierna liturgia ci propone una parola di Cristo illuminante e al tempo stesso sconcertante. Durante la sua ultima salita verso Gerusalemme, un tale gli chiede: "Signore, sono pochi quelli che si salvano?". E Gesù risponde: "Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, vi dico, cercheranno di entrarvi, ma non ci riusciranno" (Lc 13,23-24). Che significa questa "porta stretta"? Perché molti non riescono ad entrarvi? Si tratta forse di un passaggio riservato solo ad alcuni eletti? In effetti, questo modo di ragionare degli interlocutori di Gesù, a ben vedere è sempre attuale: è sempre in agguato la tentazione di interpretare la pratica religiosa come fonte di privilegi o di sicurezze. In realtà, il messaggio di Cristo va proprio in senso opposto: tutti possono entrare nella vita, ma per tutti la porta è "stretta". Non ci sono privilegiati. Il passaggio alla vita eterna è aperto a tutti, ma è "stretto" perché è esigente, richiede impegno, abnegazione, mortificazione del proprio egoismo.
Ancora una volta, come nelle scorse domeniche, il Vangelo ci invita a considerare il futuro che ci attende e al quale ci dobbiamo preparare durante il nostro pellegrinaggio sulla terra. La salvezza, che Gesù ha operato con la sua morte e risurrezione, è universale. Egli è l’unico Redentore e invita tutti al banchetto della vita immortale. Ma ad un’unica e uguale condizione: quella di sforzarsi di seguirlo ed imitarlo, prendendo su di sé, come Lui ha fatto, la propria croce e dedicando la vita al servizio dei fratelli. Unica e universale, dunque, è questa condizione per entrare nella vita celeste. Nell’ultimo giorno – ricorda ancora Gesù nel Vangelo - non è in base a presunti privilegi che saremo giudicati, ma secondo le nostre opere. Gli "operatori di iniquità" si troveranno esclusi, mentre saranno accolti quanti avranno compiuto il bene e cercato la giustizia, a costo di sacrifici. Non basterà pertanto dichiararsi "amici" di Cristo vantando falsi meriti: "Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze" (Lc 13,26). La vera amicizia con Gesù si esprime nel modo di vivere: si esprime con la bontà del cuore, con l’umiltà, la mitezza e la misericordia, l’amore per la giustizia e la verità, l’impegno sincero ed onesto per la pace e la riconciliazione. Questa, potremmo dire, è la "carta d’identità" che ci qualifica come suoi autentici "amici"; questo è il "passaporto" che ci permetterà di entrare nella vita eterna.
Cari fratelli e sorelle, se vogliamo anche noi passare per la porta stretta, dobbiamo impegnarci ad essere piccoli, cioè umili di cuore come Gesù. Come Maria, sua e nostra Madre. Lei per prima, dietro il Figlio, ha percorso la via della Croce ed è stata assunta nella gloria del Cielo, come abbiamo ricordato qualche giorno fa. Il popolo cristiano la invoca quale Ianua Caeli, Porta del Cielo. Chiediamole di guidarci, nelle nostre scelte quotidiane, sulla strada che conduce alla "porta del Cielo".
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Saluto infine i pellegrini di lingua italiana, in particolare i ragazzi della diocesi di Vicenza che si stanno preparando al sacramento della Confermazione e quelli di Bedizzole che l’hanno da poco ricevuto. Saluto inoltre i fedeli provenienti da Rovellasca, Ceglie Messapica, Adelfia e Giussano, come pure il gruppo di famiglie di Provaggio di Iseo e gli scout dell’AGESCI di Augusta. A tutti auguro una buona domenica.
+PetaloNero+
Sunday, August 26, 2007 3:00 PM
Da Petrus
Angelus, l’ammonimento del Papa: “Il passaporto per entrare nella porta stretta del Paradiso è l’essere cristiani nei fatti e non a parole”
CASTEL GANDOLFO - Il Papa, durante l'Angelus domenicale a Castel Gandolfo, ha ammonito i cattolici: la ''pratica religiosa'' non va vista come fonte ''di privilegi o di sicurezze'' per entrare in Paradiso. Non bastera' - ha spiegato Benedetto XVI ai fedeli che affollavano il cortile della sua residenza estiva - vantare ''falsi meriti'' e ''amicizia con Gesu''' per passare nella ''porta stretta'' della salvezza eterna. Il ''passaporto'' (ha usato questo termine) che permettera' ai credenti di conquistare la vita beata si esprime - ha detto il Pontefice - ''nel modo di vivere'': si esprime - ha osservato - con la ''mitezza'', la ''misericordia'', ''l'amore per la giustizia e la verita', l'impegno per la pace e la riconciliazione''. Considerazioni suggerite a Benedetto XVI dal brano del vangelo di Luca che parla della salita di Gesu' a Gerusalemme, durante la quale un discepolo chiede quanti riusciranno a salvarsi. Cristo risponde “in maniera illuminante e sconcertante”: ''Sforzatevi di entrare nella porta stretta, perche' molti, vi dico, cercheranno di entrarvi, ma non vi riusciranno''. La porta - ha sottolineato Benedetto XVI - e' ''stretta'' non perche' sia riservata ad alcuni eletti, ma e' ''stretta'' perche' richiede a tutti ''impegno e abnegazione'' nella vita. “Il Vangelo - ha continuato il Pontefice - ci invita a considerare il futuro che ci attende e al quale ci dobbiamo preparare durante il nostro pellegrinaggio sulla terra. La salvezza, che Gesu' ha operato con la sua morte e risurrezione, e' universale: Egli e' l'unico Redentore e invita tutti al banchetto della vita immortale. Ma ad un'unica e uguale condizione: quella di sforzarsi di seguirlo ed imitarlo, prendendo su di sé, come Lui ha fatto, la propria croce e dedicando la vita al servizio dei fratelli. Unica e universale - ha concluso il Papa - e' questa condizione per entrare nella vita celeste''.
Il saluto di Benedetto ai fedeli polacchi: "Affido voi e la vostra Nazione a Maria"
CASTEL GANDOLFO - "Saluto tutti i polacchi. Oggi la Chiesa in Polonia celebra la solennita' della Beata Vergine Maria di Cezstochowa". Lo ha detto Benedetto XVI che alle 12 si e' affacciato al balcone del Cortile interno del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo per recitare l'Angelus insieme ai fedeli e ai pellegrini presenti. "Mi unisco nella preghiera ai Vescovi e ai fedeli radunati a Jasna Gora - ha aggiunto il Pontefice - Alla materna protezione di Maria affido le sorti presenti e future della vostra nazione. Dio vi benedica". "Saluto infine i pellegrini di lingua italiana, in particolare i ragazzi della diocesi di Vicenza che si stanno preparando al sacramento della Confermazione e quelli di Bedizzole che l'hanno da poco ricevuto - ha concluso il Papa - Saluto inoltre i fedeli provenienti da Rovellasca, Ceglie Messapica, Adelfia e Giussano, come pure il gruppo di famiglie di Provaggio di Iseo e gli scout dell'Agesci di Augusta. A tutti auguro una buona domenica".
In bicicletta da Londra a Roma per pregare sulla tomba di Pietro: il ringraziamento del Pontefice
CASTEL GANDOLFO - Al termine della preghiera dell'Angelus, Benedetto XVI ha rivolto un saluto particolare ad un gruppo di pellegrini venuti in bicicletta da Londra percorrendo la ''Via Francigena''. Si tratta, ha detto il Papa, ''di uomini e donne desiderosi di pregare sulla tomba di Pietro''. Del gruppo, sostenuto dall'Opera Romana Pellegrinaggi, fanno parte anche un giudice della Corte Suprema della Gran Bretagna e un canonico della Cattedrale anglicana di Canterbury. ''Questa esperienza - ha augurato loro il Pontefice - sia un tempo propizio per un arricchimento spirituale ed ecumenico''.
Anche un gruppo di musulmani del Kazakhistan a Castel Gandolfo. Il Papa: "Pace e rispetto reciproco"
CASTEL GANDOLFO - Anche un gruppo di musulmani provenienti dal Kazakhistan ha assistito all'Angelus del Papa a Castel Gandolfo. Benedetto XVI li ha salutati al termine della preghiera recitata nel cortile della residenza pontificia estiva dove sta trascorrendo un periodo di riposo. I musulmani kazakhi fanno parte di una delegazione di leader religiosi invitati per un convegno ad Assisi ed una serie di incontri in Vaticano. ''Questi impegni - ha detto loro il Santo Padre - sono il segno della speranza che la comprensione e il rispetto reciproci tra le comunita' religiose possano avere la meglio sulle diffidenze e promuovere una strada per la pace che si basi sulla verità’'.
+PetaloNero+
Sunday, August 26, 2007 8:54 PM
Il Papa all'Angelus: non ci sono privilegiati sulla via della salvezza. Non basta pensare di essere cristiani. Tutti dobbiamo passare per la porta stretta dell'umiltà e del servizio ai fratelli
Tutti possono salvarsi, ma tutti dovranno passare per la porta stretta dell’umiltà e della mitezza. E’ quanto ha affermato oggi il Papa durante l’Angelus a Castel Gandolfo. Commentando il Vangelo odierno Benedetto XVI ha ricordato che non basta pensare di essere amici di Cristo per entrare nella vita eterna: non saremo infatti giudicati in base a presunti privilegi, ma secondo le nostre opere. Il servizio di Sergio Centofanti.
Il Papa definisce la Parola di Cristo che ci propone l’odierna liturgia con due aggettivi: “illuminante e al tempo stesso sconcertante”. Un tale chiede a Gesù: “Signore, sono pochi quelli che si salvano?”. E Gesù risponde: “Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, vi dico, cercheranno di entrarvi, ma non ci riusciranno”. Ma che significa questa “porta stretta”? – si chiede il Papa - e perché molti non riescono ad entrarvi? Si tratta forse di un passaggio riservato solo ad alcuni eletti?:
“In effetti, questo modo di ragionare degli interlocutori di Gesù, a ben vedere è sempre attuale: è sempre in agguato la tentazione di interpretare la pratica religiosa come fonte di privilegi o di sicurezze. In realtà, il messaggio di Cristo va proprio in senso opposto: tutti possono entrare nella vita, ma per tutti la porta è ‘stretta’. Non ci sono privilegiati. Il passaggio alla vita eterna è aperto a tutti, ma è ‘stretto’ perché è esigente, richiede impegno, abnegazione, mortificazione del proprio egoismo”.
Ancora una volta – ha aggiunto il Papa – “il Vangelo ci invita a considerare il futuro che ci attende e al quale ci dobbiamo preparare durante il nostro pellegrinaggio sulla terra”:
“La salvezza, che Gesù ha operato con la sua morte e risurrezione, è universale. Egli è l’unico Redentore e invita tutti al banchetto della vita immortale. Ma ad un’unica e uguale condizione: quella di sforzarsi di seguirlo ed imitarlo, prendendo su di sé, come Lui ha fatto, la propria croce e dedicando la vita al servizio dei fratelli”.
“Unica e universale, dunque – ha proseguito il Pontefice - è questa condizione per entrare nella vita celeste”. Nell’ultimo giorno – afferma Gesù - non è in base a presunti privilegi che saremo giudicati, ma secondo le nostre opere. “Gli ‘operatori di iniquità’ si troveranno esclusi, mentre saranno accolti quanti avranno compiuto il bene e cercato la giustizia, a costo di sacrifici”:
“Non basterà pertanto dichiararsi ‘amici’ di Cristo vantando falsi meriti: ‘Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze’ (Lc 13,26). La vera amicizia con Gesù si esprime nel modo di vivere: si esprime con la bontà del cuore, con l’umiltà, la mitezza e la misericordia, l’amore per la giustizia e la verità, l’impegno sincero ed onesto per la pace e la riconciliazione. Questa, potremmo dire, è la ‘carta d’identità’ che ci qualifica come suoi autentici ‘amici’; questo è il ‘passaporto’ che ci permetterà di entrare nella vita eterna”.
Il Papa, ricordando poi che in Polonia oggi si festeggia la Beata Vergine di Częstochowa, ha invocato la Madre di Dio perché ci guidi “nelle nostre scelte quotidiane, sulla strada che conduce alla ‘porta del Cielo’”.
Ha poi salutato una delegazione di rappresentanti musulmani, ortodossi, luterani e cattolici provenienti dal Kazakistan auspicando che attraverso “la comprensione ed il rispetto reciproci fra le comunità religiose” si possa “superare la diffidenza e promuovere la via della pace che sgorga dalla verità”.
Quindi, ha rivolto il suo saluto ad un gruppo di pellegrini britannici giunti a Roma in bicicletta dalla Cattedrale di Canterbury dopo oltre due settimane di viaggio lungo la tradizionale Via Francigena.
Infine, si è affacciato sulla piazza di Catel Gandolfo per benedire i pellegrini che non hanno trovato postro nel cortile del Palazzo Apostolico, augurando a tutti una buona domenica e una buona settimana "nonostante il grande caldo di agosto".
Da
www.radiovaticana.org
+PetaloNero+
Monday, August 27, 2007 3:10 PM
La Chiesa ricorda Santa Monica. Il Papa: esorta tutte le mamme a non scoraggiarsi di fronte ai travagli familiari
Oggi la Chiesa ricorda Santa Monica, madre di Sant’Agostino, la cui memoria ricorre domani. Il Papa ha tracciato un profilo di questa Santa nell’Angelus del 27 agosto dell’anno scorso. Ce ne parla Sergio Centofanti: Monica nasce a Tagaste, nell’attuale Algeria, nel 331. Contrariamente al costume del tempo, le viene permesso di studiare e lei ne approfitta per leggere la Sacra Scrittura e meditarla. Cresce e matura nella fede. Sposa un modesto proprietario terriero, di nome Patrizio, lontano dal cristianesimo, facile all’ira e infedele. Lei non si arrende. E’ dolce e ferma. Prega con perseveranza. Da lui ha tre figli, tra cui Agostino. Ecco il Papa come la descrive: “Visse in modo esemplare la sua missione di sposa e di madre, aiutando il marito Patrizio a scoprire la bellezza della fede in Cristo e la forza dell’amore evangelico, capace di vincere il male col bene. Dopo la morte di lui, avvenuta precocemente, Monica si dedicò con coraggio alla cura dei tre figli, tra i quali Agostino che inizialmente la fece soffrire con il suo temperamento piuttosto ribelle”. Dopo anni di preghiere e di lacrime Agostino si converte: “Come dirà poi lo stesso Agostino, sua madre lo generò due volte; la seconda richiese un lungo travaglio spirituale, fatto di preghiera e di lacrime, ma coronato alla fine dalla gioia di vederlo non solo abbracciare la fede e ricevere il Battesimo, ma anche dedicarsi interamente al servizio di Cristo”. Monica muore a Ostia il 27 agosto del 387, a 56 anni, in seguito a una febbre molto alta. Poco prima di morire sentendo i figli discutere sul luogo della sua sepoltura, se in Italia, o in patria in Africa, esclama: «Seppellirete questo corpo dove meglio vi piacerà; non voglio che ve ne diate pena. Soltanto di questo vi prego, che dovunque vi troverete, vi ricordiate di me all'altare del Signore». Il corpo di Santa Monica rimase per secoli nella chiesa di Sant’Aurea a Ostia. Poi nel 1430 le sue reliquie furono traslate in quella che oggi è la chiesa di Sant’Agostino a Roma.Il Papa, guardando ai travagli materni di Santa Monica, la addita come modello a tutte le mamme: “Quante difficoltà anche oggi nei rapporti familiari e quante mamme sono angustiate perché i figli s’avviano su strade sbagliate! Monica, donna saggia e solida nella fede, le invita a non scoraggiarsi, ma a perseverare nella missione di spose e di madri, mantenendo ferma la fiducia in Dio e aggrappandosi con perseveranza alla preghiera”.
Telegramma di cordoglio di Benedetto XVI per la morte dell'89.enne cardinale canadese Edouard Gagnon: è stato un servitore "competente e generoso" della Santa Sede
All’età di 89 anni si è spento la notte scorsa a Montréal il cardinale canadese, Edouard Gagnon, presidente emerito del Pontificio Consiglio per la Famiglia e del Comitato per i Congressi Eucaristici. Il porporato era ricoverato nella casa provincializia dei Padri Sulpiziani, Istituto al quale apparteneva da circa 70 anni. In un doppio telegramma di cordoglio - uno indirizzato al cardinale arcivescovo di Montréal, Jean-Claude Turcotte, e l’altro al superiore generale dei Padri Sulpiziani, padre Lawrence Terrien - Benedetto XVI ha voluto mettere in particolare risalto la “competenza” e la “dedizione” con le quali il porporato scomparso si dedicò “generosamente” alla formazione dei sacerdoti e poi, “per molti anni”, al servizio della Santa Sede. Il servizio di Alessandro De Carolis:
Al suo nome, la Santa Sede ha legato per molti anni lo sviluppo della pastorale familiare del post-Concilio. Per occuparsi di questo tema, lo volle a Roma Paolo VI e tra i suoi primi presidenti il Pontificio Consiglio per la Famiglia annovera il suo nome. Ma prima di approdare come stretto collaboratore al fianco di due Pontefici, il cardinale canadese Edouard Gagnon si era distinto in molti altri settori eccelsiali. La sua storia inizia in una cittadina affacciata sull’Atlantico, Port Daniel nello Stato del Québec, nella quale il futuro cardinale nasce il 15 gennaio 1918. Nel ’21, la sua famiglia si sposta a Montréal e lì, negli anni successivi, il piccolo Edouard compie il ciclo di studi presso i Fratelli delle Scuole Cristiane. I Padri Sulpiziani, che più avanti lo guidano alla licenza e quindi al dottorato in Teologia, diventano anche la sua famiglia: tra le loro fila svolge il noviziato e più tardi inizia la sua carriera di docente e di formatore di sacerdoti, sottolineata dal Papa nel suo telegramma. Da giovane sacerdote, Edouard Gagnon assume vari incarichi - tra i quali quello di avvocato presso il Tribunale matrimoniale di Montréal - e la sua esperienza contribuisce ai lavori del Concilio Vaticano II, dove partecipa come perito. Sul finire degli anni Sessanta del secolo scorso, diventa provinciale dei Sulpiziani per il Canada, il Giappone e l’America Latina. Ma la svolta per la sua vita e il suo ministero incombe. Il 25 maggio 1969, Edouard Gagnon viene consacrato vescovo di Saint Paul, Stato dell’Alberta, ma già nel ’72 approda a Roma come rettore del Pontificio Collegio Canadese. Ancora un anno e Papa Montini lo chiama alla presidenza del Comitato per la Famiglia. L’apporto di mons. Gagnon è fondamentale. Ciò che il magistero insegna sulla missione della famiglia nella Chiesa assume una più vasta eco internazionale, ribadito in tutte le circostanze nelle quali mons. Gagnon si trova a rappresentare la Santa Sede. Con la nascita del Pontificio Consiglio per la Famiglia, voluto da Giovanni Paolo II nel 1981, l’esperienza di mons. Gagnon trova infine uno “sbocco” naturale: ne assume e detiene la presidenza per cinque anni, a partire dal 27 maggio dell’85. Nel Concistoro di due giorni prima, Papa Wojtyla gli aveva conferito la berretta cardinalizia.
Il Papa nomina il nunzio in Uganda
Benedetto XVI ha nominato nunzio apostolico in Uganda mons. Paul Tschang In-Nam, arcivescovo titolare di Amanzia, finora nunzio apostolico in Bangladesh. Mons. Paul Tschang In-Nam è nato a Seoul, in Corea del Sud, il 30 ottobre 1949. E’ stato ordinato sacerdote il 17 dicembre 1976. E’ laureato in Teologia. E’ entrato nel Servizio diplomatico della Santa Sede il 1° maggio 1985.
Da
www.radiovaticana.org
Paparatzifan
Monday, August 27, 2007 9:31 PM
Dal blog di Lella...
Giovani, ebrei, evangelici: l’autunno caldo del Papa
IGNAZIO INGRAO
nuovo corso di ratzinger Il ritorno della messa in latino, le tensioni con le altre confessioni cristiane, le nomine: sarà un settembre di fuoco.
Nella quiete della residenza estiva di Castel Gandolfo Benedetto XVI si prepara a un autunno di fuoco. Si comincia l’1 e 2 settembre con l’Agorà dei giovani a Loreto: Joseph Ratzinger incontrerà mezzo milione di ragazzi italiani. Ma dovrà anche tenere conto delle polemiche sulla gestione del santuario mariano retto dall’arcivescovo Gianni Danzi, che alcuni vorrebbero trasferire.
Pochi giorni dopo, il 7 settembre, Ratzinger partirà per l’Austria per recarsi a Vienna e al santuario di Mariazell. Il programma prevede anche la visita del Papa al monumento per le vittime austriache della Shoah. Una breve sosta che assume grande importanza dopo le polemiche scaturite dal recente incontro di Ratzinger con il direttore dell’emittente polacca Radio Maria, padre Tadeusz Rydzyk, dichiaratamente antisemita.
Negli stessi giorni sarà riunita a Sibiu (Romania) la terza Assemblea ecumenica europea: oltre 1.000 partecipanti di tutte le confessioni cristiane. Non mancheranno voci di protesta, soprattutto da parte delle Chiese evangeliche e riformate, che non hanno gradito un recente documento vaticano sull’ecumenismo. Secondo quelle brevi note redatte dalla Congregazione per la dottrina della fede, le comunità cristiane protestanti non possono essere chiamate «chiese» perché l’unica Chiesa di Cristo è quella cattolica, a cui si aggiungono le Chiese orientali separate. «Siamo sconcertati per la pubblicazione di una dichiarazione di questo tipo in questo frangente della storia della Chiesa» ha dichiarato il segretario generale dell’Alleanza riformata mondiale, Setri Nyomi.
Dal 13 al 16 settembre a Castel Gandolfo si terrà l’annuale incontro del Ratzingerschülerkreis, il Circolo degli ex allievi di Ratzinger, che insieme con il Papa approfondirà il controverso rapporto tra creazione ed evoluzione.
Il 14 settembre entreranno in vigore le nuove norme sulla liberalizzazione della celebrazione della messa secondo l’antico rito tridentino. Una decisione che sta facendo molto discutere e che non mancherà di destare ancora clamore. Quindi due visite in Italia: il 23 settembre a Velletri e il 21 ottobre a Napoli. Questa seconda molto attesa perché il Papa presiederà l’apertura dell’incontro di preghiera per la pace tra le religioni mondiali, organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio.
Tra un viaggio e l’altro Benedetto XVI è anche chiamato a dare il via a una tornata di nomine che stanno mettendo in fibrillazione la curia romana. Oltre a quelle di cui più si parla, monsignor Gianfranco Ravasi alla presidenza del Pontificio consiglio per la cultura e Gian Maria Vian alla direzione dell’Osservatore Romano, c’è da scegliere il presidente del Pontificio consiglio per i migranti (il più accreditato è monsignor Agostino Marchetto) e i segretari della Congregazione per l’educazione cattolica e del Pontificio consiglio delle comunicazioni sociali.
Il maestro delle celebrazioni pontificie, Piero Marini, dovrebbe andare a sostituire il cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo quale arciprete della Basilica di San Paolo fuori le mura. Da decidere anche la nomina del nuovo assistente ecclesiastico dell’Azione cattolica italiana. Ma la notizia più attesa riguarda la creazione di almeno 15 nuovi cardinali che potrebbe avvenire tra la fine del 2007 e l’inizio del 2008.
Tra i dossier che occuperanno il tavolo del Papa nei prossimi mesi, oltre alla Cina e al dialogo con gli ortodossi, c’è la questione della Chiesa irachena, profondamente divisa all’interno. Il Papa sta esaminando inoltre la bozza della prossima enciclica su globalizzazione e sviluppo umano. Infine occhi puntati sul segretario di Stato, Bertone, che ha promesso più donne per ruoli di responsabilità in Vaticano.
© Copyright Panorama n. 34 2007
+PetaloNero+
Wednesday, August 29, 2007 1:24 AM
Da Petrus
In uscita un libro con le catechesi del Papa sugli Apostoli
CITTA’ DEL VATICANO - "Dopo Maria, sono gli Apostoli, con la loro parola e la loro testimonianza, a consegnarci la verita' di Cristo", per questo "vorrei dedicare i prossimi incontri del mercoledi' al mistero del rapporto tra Cristo e la Chiesa, considerandolo a partire dall'esperienza degli Apostoli, alla luce del compito ad essi affidato": era il 15 marzo 2006 quando Benedetto XVI introduceva con queste parole il ciclo di catechesi sugli apostoli e i primi testimoni della fede cristiana. In tutto 31 udienze, fino al 14 febbraio scorso, quando "al termine del nostro percorso tra i testimoni del cristianesimo nascente che gli scritti neo-testamentari menzionano" il Papa si e' soffermato sulle figure femminili "che hanno svolto un effettivo e prezioso ruolo nella diffusione del Vangelo". Ora queste catechesi vengono pubblicate in un libro edito dalla Lev (Libreria editrice vaticana) col titolo Gli Apostoli e i primi Discepoli di Cristo. Alle origini della Chiesa. Un percorso in 31 tappe che condurra' il lettore alla radice della fede e alle origini della Chiesa "costituita sul fondamento degli Apostoli come comunita' di fede, di speranza e di carita'".
+PetaloNero+
Wednesday, August 29, 2007 3:11 PM
Il papa: nell'uomo, il riflesso della luce divina
di Simona Santi
All'udienza generale in piazza San Pietro, l'invito di Benedetto XVI a "non impiegare la vita in cose vane, ma a trovare la luce che consenta di discernere ciò che è veramente utile". La riflessione sulla figura di san Gregorio di Nissa.
"Non impiegare la vita in cose vane, ma a trovare la luce che consenta di discernere ciò che è veramente utile". E' l'invito lanciato dal papa durante l'udienza generale in piazza San Pietro, davanti a oltre 15mila fedeli. Il pontefice si è soffermato sulla figura di San Gregorio di Nissa, "uomo di un carattere meditativo, con grande capacità di riflessione, vivace intelligenza aperta alla cultura del suo tempo, pensatore originale", ha sottolineato. "San Gregorio - ha detto - esprime con chiarezza la finalità dei suoi studi, lo scopo supremo a cui mira l'uomo:a non impiegare la vita in cose vane, ma trovare la luce che consenta di discernere ciò che è veramente utile". "Con la sua acuta intelligenza - ha proseguito Benedetto XVI - egli difese la fede cristiana contro le deviazioni che negavano la divinità dello Spirito Santo". Una catechesi che il papa ha riportato all'attualità, ricordando che "anche l'uomo di oggi è degradato dal peccato, ma dobbiamo cercare di ritornare alla grandezza, solo se Dio è presente - ha concluso Benedetto XVI - l'uomo arriva a questa vera grandezza". Al termine della catechesi, Benedetto XVI ha condannato duramente le ''azioni criminose'' dei piromani, che con il loro ''irresponsabile comportamento'' ''mettono a rischio l'incolumità delle persone e distruggono il patrimonio ambientale, bene prezioso dell'intera umanità''. Parole a cui è seguita la richiesta di "pregare per le vittime'' sia delle inondazioni in Asia che dei ''disastrosi incendi in Grecia, in Italia e in altre nazioni europee''. Tra le note di colore, il galero indossato dal pontefice, ovvero il tradizionale cappello rosso a falda molto larga. Presenti in piazza pellegrini da tutto il mondo: tra i gruppi piu' numerosi, quelli provenienti dalla Germania, dalla Spagna, dalla Polonia, dalla Grecia, e anche dalla Turchia e da El Salvador. Al termine dell'udienza, il rientro di Benedetto XVI alla residenza estiva di Castel Gandolfo.
Il testo integrale della catechesi
Cari fratelli e sorelle! Nelle ultime catechesi ho parlato di due grandi Dottori della Chiesa del IV secolo, Basilio e Gregorio Nazianzeno, Vescovo in Cappadocia, nell'attuale Turchia. Oggi ne aggiungiamo un terzo, il fratello di Basilio, San Gregorio di Nissa, che si è mostrato uomo di un carattere meditativo, con grandi capacità di riflessione, e di una vivace intelligenza, aperta alla cultura del suo tempo. Si è rivelato così un pensatore originale e profondo nella storia del cristianesimo. Nacque intorno al 335; la sua formazione cristiana fu curata particolarmente dal fratello Basilio – da lui definito «padre e maestro» (Ep. 13,4: SC 363,198) – e dalla sorella Macrina. Compì gli studi, apprezzando particolarmente la filosofia e la retorica. In un primo tempo si dedicò all'insegnamento e si sposò. Poi anch'egli, come il fratello e la sorella, si dedicò interamente alla vita ascetica. Più tardi venne eletto Vescovo di Nissa, e si dimostrò pastore zelante, così da attirarsi la stima della comunità. Accusato di malversazioni economiche dagli avversari eretici, dovette per breve tempo abbandonare la sua sede episcopale, ma poi vi rientrò trionfalmente (cfr Ep. 6: SC 363,164-170), e continuò ad impegnarsi nella lotta per difendere la vera fede. Soprattutto dopo la morte di Basilio, quasi raccogliendone l'eredità spirituale, cooperò al trionfo dell'ortodossia. Partecipò a vari sinodi; cercò di dirimere i contrasti tra le Chiese; prese parte attiva alla riorganizzazione ecclesiastica e, come «colonna dell'ortodossia», fu un protagonista del Concilio di Costantinopoli del 381, che definì la divinità dello Spirito Santo. Ebbe vari incarichi ufficiali da parte dell'imperatore Teodosio, pronunciò importanti omelie e discorsi funebri, si dedicò a comporre varie opere teologiche. Nel 394 partecipò ancora a un sinodo tenutosi a Costantinopoli. Non è conosciuta la data della sua morte. Gregorio esprime con chiarezza la finalità dei suoi studi, lo scopo supremo a cui mira nel suo lavoro di teologo: non impiegare la vita in cose vane, ma trovare la luce che consenta di discernere ciò che è veramente utile (cfr In Ecclesiasten hom. 1: SC 416,106-146). Trovò questo bene supremo, nel cristianesimo, grazie al quale è possibile «l’imitazione della natura divina» (De professione christiana: PG 46, 244C). Con la sua acuta intelligenza e le sue vaste conoscenze filosofiche e teologiche, egli difese la fede cristiana contro gli eretici, che negavano la divinità del Figlio e dello Spirito Santo (come Eunomio e i macedoniani), o compromettevano la perfetta umanità di Cristo (come Apollinare). Commentò la Sacra Scrittura, soffermandosi sulla creazione dell'uomo. Questo era per lui un tema centrale: la creazione. Egli vedeva nella creatura il riflesso del Creatore e trovava qui la strada verso Dio. Ma egli scrisse anche un importante libro sulla vita di Mosè, che presenta come uomo in cammino verso Dio: questa salita verso il Monte Sinai diventa per lui un'immagine della nostra salita nella vita umana verso la vera vita, verso l'incontro con Dio. Egli ha interpretato anche la preghiera del Signore, il Padre Nostro, e le Beatitudini. Nel suo "Grande discorso catechetico" (Oratio catechetica magna) espose le linee fondamentali della teologia, non per una teologia accademica chiusa in se stessa, ma per offrire ai catechisti un sistema di riferimento da tener presente nelle loro istruzioni, quasi il quadro nel quale si muove poi l'interpretazione pedagogica della fede. Gregorio, inoltre, è insigne per la sua dottrina spirituale. Tutta la sua teologia non era una riflessione accademica, ma espressione di una vita spirituale, di una vita di fede vissuta. Da grande "padre della mistica" prospettò in vari trattati – come il De professione christiana e il De perfectione christiana – il cammino che i cristiani devono intraprendere per raggiungere la vera vita, la perfezione. Esaltò la verginità consacrata (De virginitate), e ne propose un modello insigne nella vita della sorella Macrina, che è rimasta per lui sempre una guida, un esempio (cfr Vita Macrinae). Tenne vari discorsi e omelie, e scrisse numerose lettere. Commentando la creazione dell'uomo, Gregorio mette in evidenza che Dio, «il migliore degli artisti, forgia la nostra natura in maniera da renderla adatta all'esercizio della regalità. Attraverso la superiorità stabilita dall'anima, e per mezzo della stessa conformazione del corpo, Egli dispone le cose in modo che l'uomo sia realmente idoneo al potere regale» (De hominis opificio 4: PG 44,136B). Ma vediamo come l'uomo, nella rete dei peccati, spesso abusi della creazione, non eserciti una vera regalità. Per questo, infatti, per realizzare cioè una vera responsabilità verso le creature, deve essere penetrato da Dio e vivere nella sua luce. L'uomo, infatti, è un riflesso di quella bellezza originaria che è Dio: «Tutto quanto Dio creò era ottimo», scrive il santo Vescovo. E aggiunge: «Lo testimonia il racconto della creazione (cfr Gn 1,31). Fra le cose ottime c'era anche l'uomo, ornato di una bellezza di gran lunga superiore a tutte le cose belle. Che cos'altro, infatti, poteva essere bello, al pari di chi era simile alla bellezza pura e incorruttibile?... Riflesso e immagine della vita eterna, egli era bello davvero, anzi bellissimo, con il segno raggiante della vita sul suo volto» (Homilia in Canticum 12: PG 44,1020C). L'uomo è stato onorato da Dio e posto al di sopra di ogni altra creatura: «Non il cielo è stato fatto a immagine di Dio, non la luna, non il sole, non la bellezza delle stelle, nessun’altra delle cose che appaiono nella creazione. Solo tu (anima umana) sei stata resa immagine della natura che sovrasta ogni intelletto, somiglianza della bellezza incorruttibile, impronta della vera divinità, ricettacolo della vita beata, immagine della vera luce, guardando la quale tu diventi quello che Egli è, perché per mezzo del raggio riflesso proveniente dalla tua purezza tu imiti Colui che brilla in te. Nessuna cosa che esiste è così grande da essere commisurata alla tua grandezza» (Homilia in Canticum 2: PG 44,805D). Meditiamo questo elogio dell'uomo. Vediamo anche come l'uomo sia degradato dal peccato. E cerchiamo di ritornare alla grandezza originaria: solo se Dio è presente, l'uomo arriva a questa sua vera grandezza. L'uomo, dunque, riconosce dentro di sé il riflesso della luce divina: purificando il suo cuore, egli ritorna ad essere, come era al principio, una limpida immagine di Dio, Bellezza esemplare (cfr Oratio catechetica 6: SC 453,174). Così l’uomo, purificandosi, può vedere Dio, come i puri di cuore (cfr Mt 5,8): «Se, con un tenore di vita diligente e attento, laverai le brutture che si sono depositate sul tuo cuore, risplenderà in te la divina bellezza... Contemplando te stesso, vedrai in te colui che è il desiderio del tuo cuore, e sarai beato» (De beatitudinibus, 6: PG 44,1272AB). Quindi, lavare le brutture che si sono depositate sul nostro cuore e ritrovare in noi stessi la luce di Dio. L'uomo ha dunque come fine la contemplazione di Dio. Solo in essa potrà trovare il suo appagamento. Per anticipare in qualche misura tale obiettivo già in questa vita, egli deve progredire incessantemente verso una vita spirituale, una vita in dialogo con Dio. In altre parole – ed è questa la lezione più importante che san Gregorio Nisseno ci consegna – la piena realizzazione dell’uomo consiste nella santità, in una vita vissuta nell'incontro con Dio, che così diventa luminosa anche per gli altri, anche per il mondo.
www.korazym.org
DA PETRUS
Udienza Generale, il Papa: "Nell'uomo si riflette la luce di Dio"
CITTA’ DEL VATICANO - ''L'uomo ha come fine la contemplazione di Dio. Solo in essa potra' trovare il suo appagamento. Per anticipare in qualche misura tale obiettivo gia' in questa vita, egli deve progredire incessantemente verso una vita spirituale sempre piu' perfetta''. Lo ha detto Benedetto XVI durante l'udienza generale in Piazza San Pietro, dedicata a San Gregorio di Nissa, il cui insegnamento invita l'uomo a ''riconoscere dentro di se' il riflesso della luce divina''. Secondo Benedetto XVI - che ha ripercorso la vita del santo vissuto nel quarto secolo, fratello di San Basilio e amico di San Gregorio Nazianzeno, ai quali il Papa aveva dedicato le precedenti catechesi - ''la lezione piu' importante'' che san Gregorio Nisseno ci consegna e' che ''la piena realizzazione dell'uomo consiste nella santita'''. San Gregorio, ''padre della mistica'' - ha detto il Pontefice ai circa dodicimila fedeli riuniti sul sagrato vaticano - ''dotato di un carattere meditativo, con grandi capacita' di riflessione, e di una vivace intelligenza, aperta alla cultura del suo tempo'', soprattutto dopo la morte di Basilio, quasi ''raccogliendone l'eredita' spirituale, coopero' al trionfo dell'ortodossia''. L'uomo - ha poi aggiunto Ratzinger - ''riconosce dentro di se' il riflesso della luce divina: purificando il suo cuore, egli ritorna ad essere, come era al principio, una limpida immagine di Dio, bellezza esemplare. Cosi' l'uomo puo' vedere Dio, come i puri di cuore: ''solo lavando le brutture che si sono deposte nel nostro cuore - ha spiegato il Papa parlando 'a braccio' - si puo' trovare la luce di Dio''.
Troppi fedeli e troppo sole: il Pontefice torna in Piazza San Pietro e indossa il Galero
CITTA’ DEL VATICANO - Benedetto XVI ha ripreso a tenere l'udienza generale in Piazza San Pietro, anziche' nell'Aula Paolo VI, anche per la presenza di circa 12 mila fedeli, troppi per la capienza della Sala Nervi. Per ripararsi dal sole, il Papa ha fatto il consueto giro della piazza sull'auto bianca indossando il ''galero'', il tradizionale cappello rosso a falda molto larga. Presenti sul sagrato vaticano pellegrini da tutto il mondo: tra i gruppi piu' numerosi, quelli provenienti dalla Germania, dalla Spagna, dalla Polonia, dalla Grecia, e anche dalla Turchia e da El Salvador. Al termine dell'udienza, Benedetto XVI ha fatto ritorno nella residenza estiva di Castel Gandolfo.
Benedetto XVI ricorda la visita a San Marino di Giovanni Paolo II
CITTA’ DEL VATICANO - Al termine dell'udienza generale in Piazza San Pietro, Benedetto XVI ha rivolto il suo saluto alla delegazione della Repubblica di San Marino, ''qui convenuta - ha sottolineato il Papa - in occasione del 25/o anniversario della visita del mio amato predecessore Giovanni Paolo II (nella foto) a quella terra''. ''Cari amici - ha detto il Pontefice ai 24 componenti la delegazione dei Capitani di Castello -, il ricordo di un evento cosi' significativo posa suscitare in voi rinnovata adesione a Dio, sorgente di luce, di speranza e di pace''. La delegazione era accompagnata dal vescovo di San Marino-Montefeltro, Monsignor Luigi Negri.
Il Santo Padre "scomunica" i piromani che hanno devastato la Grecia: "Criminali contro l'umanità"
CITTA’ DEL VATICANO - Benedetto XVI condanna duramente le ''azioni criminose'' dei piromani, che con il loro ''irresponsabile comportamento'' ''mettono a rischio l'incolumita' delle persone e distruggono il patrimonio ambientale, bene prezioso dell'intera umanita'''. Il Papa ne ha parlato in un appello al termine dell'udienza generale, in cui ha invitato ''a pregare per le vittime'' sia delle inondazioni in Asia che dei ''disastrosi incendi in Grecia, in Italia e in altre nazioni europee''. ''In questi giorni - ha detto il Papa ai fedeli riuniti in Piazza San Pietro -, alcune regioni geografiche sono devastate da gravi calamita': mi riferisco alle inondazioni in alcuni Paesi orientali, come pure ai disastrosi incendi in Grecia, in Italia e in altre nazioni europee''. ''Davanti a cosi' drammatiche emergenze - ha aggiunto, interrotto dall'applauso della folla -, che hanno causato numerose vittime e ingenti danni materiali, non si puo' non essere preoccupati per l'irresponsabile comportamento di taluni che mettono a rischio l'incolumita' delle persone e distruggono il patrimonio ambientale, bene prezioso dell'intera umanita'''. ''Mi unisco - ha concluso Benedetto XVI - a quanti giustamente stigmatizzano tali azioni criminose e invito tutti a pregare per le vittime di queste tragedie''.
+PetaloNero+
Wednesday, August 29, 2007 3:13 PM
DA PETRUS
Saranno ricevuti il 6 Settembre in Vaticano i cappellani delle carceri
CITTA’ DEL VATICANO - L'attenzione della Chiesa verso i problemi delle carceri e le condizioni di vita dei detenuti sara' ribadita da Benedetto XVI il prossimo 6 settembre, quando ricevera' a Castelgandolfo i partecipanti al XII Congresso Internazionale della Commissione Internazionale per la Pastorale Cattolica nelle Prigioni (ICCPPC), che si celebra a Roma la prossima settimana (dal 5 al 12) con lo slogan 'Scopri in ogni detenuto il Volto di Cristo'. Ai lavori parteciperanno sacerdoti e laici responsabili della cura pastorale di quanti operano e vivono nelle carceri di cinquantasei paesi dei cinque continenti. Il Dap (Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria) offrira' in loro onore un concerto della Banda Musicale della Polizia Penitenziaria, che si terra' all'interno del Colosseo l' 8 settembre alle 21. E' prevista anche una messa in San Pietro, che sara' celebrata l'11 settembre da Monsignor Angelo Comastri, vicario generale per la Citta' del Vaticano.