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Paparatzifan
Monday, June 25, 2007 9:48 PM
Dal blog di Lella...

VISITA DEL SANTO PADRE ALLA BIBLIOTECA APOSTOLICA VATICANA E ALLARCHIVIO SEGRETO VATICANO

Alle ore 11 di questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI si è recato in Visita alla Biblioteca Apostolica Vaticana e allArchivio Segreto Vaticano e ha pronunciato il discorso che pubblichiamo di seguito:


DISCORSO DEL SANTO PADRE

Signor Cardinale,
Venerati Fratelli nellEpiscopato e nel Sacerdozio,
cari fratelli e sorelle!

Ho accolto con gioia l'invito rivoltomi dal Signor Cardinale Jean-Louis Tauran, Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa, a visitare la Biblioteca Apostolica Vaticana e l'Archivio Segreto Vaticano. Ambedue queste istituzioni, per limportante servizio che rendono alla Sede Apostolica e al mondo della cultura, ben meritano da parte del Papa unattenzione particolare. Sono venuto pertanto volentieri ad incontrarvi e nel ringraziare per la calorosa accoglienza, rivolgo a tutti voi il mio saluto cordiale. Saluto in primo luogo il Signor Cardinale Jean-Louis Tauran, ringraziandolo per le parole che mi ha indirizzato e per i sentimenti che a vostro nome ha espresso. Con uguale affetto saluto il Vescovo Mons. Raffaele Farina, e il Prefetto dellArchivio Segreto Vaticano, Padre Sergio Pagano, come pure voi qui presenti e quanti, con funzioni diverse, prestano la loro collaborazione nella Biblioteca e nellArchivio. Il vostro, cari amici, non è semplicemente un lavoro ma, come dicevo pocanzi, un singolare servizio che rendete alla Chiesa e, in modo speciale, al Papa.

È noto, del resto, che la Biblioteca Vaticana, la quale  come il Cardinale Tauran ha annunciato - si appresta ad affrontare ingenti lavori di restauro, non a caso porta il nome di "Apostolica" in quanto è unIstituzione considerata sin dalla sua fondazione come la "Biblioteca del Papa", di Sua diretta appartenenza. Anche in tempi recenti il Servo di Dio Giovanni Paolo II ha voluto richiamare questo vincolo che lega la Biblioteca Apostolica al Successore di Pietro, vincolo che ne pone in luce la missione peculiare, già sottolineata dal Papa Sisto IV: "Ad decorem militantis Ecclesiae et fidei augmentum - A decoro della Chiesa militante e per la diffusione della fede". Gli faceva eco un altro mio Predecessore, il Papa Niccolò V, il quale ne indicava la finalità con le parole: "Pro communi doctorum virorum commodo - per l'utilità e l'interesse comune degli uomini di scienza". Nel corso dei secoli la Biblioteca Vaticana ha assimilato e affinato questa sua missione con una caratterizzazione inconfondibile, sino ad essere oggi unaccogliente casa di scienza, di cultura e di umanità, che apre le porte a studiosi provenienti da ogni parte del mondo, senza distinzione di provenienza, religione e cultura. Vostro compito, cari amici che quotidianamente qui operate, è di custodire la sintesi tra cultura e fede che traspira dai preziosi documenti e dai tesori che custodite, dalle mura che vi circondano, dai Musei che vi sono vicini e dalla splendida Basilica che appare luminosa alle vostre finestre.

Conosco bene anche il lavoro che si svolge, con umile e quasi nascosto impegno quotidiano, nellArchivio Segreto, méta di tanti ricercatori provenienti dal mondo intero: nei manoscritti, meno solenni dei ricchi codici della Biblioteca Apostolica, ma non meno rilevanti per interesse storico, essi ricercano le radici di tante Istituzioni ecclesiastiche e civili, studiano la storia dei tempi lontani e più recenti, possono delineare i contorni di figure illustri della Chiesa e delle civiltà, e far meglio conoscere l'opera multiforme dei Pontefici Romani e di tanti Pastori. All'Archivio Vaticano, aperto alla consultazione dei dotti dalla sapiente lungimiranza di Leone XIII nel 1881, hanno fatto riferimento intere generazioni di storici, anzi le stesse Nazioni europee, che, per favorire le indagini in così antico e ricco scrinium della Chiesa di Roma, hanno fondato nella Città eterna specifici Istituti culturali. All'Archivio Segreto ci si rivolge oggi non soltanto per ricerche erudite, pure in se stesse meritevoli e degnissime, riguardanti periodi lontani da noi, ma anche per interessi concernenti epoche e tempi a noi vicini, ed anche molto vicini. Ne sono prova i primi frutti che la recente apertura agli studiosi del pontificato di Pio XI, da me decisa nel giugno del 2006, ha fino ad oggi prodotto. Ricerche, studi e pubblicazioni possono a volte far nascere, accanto ad un interesse precipuamente storico, anche talune polemiche. A questo riguardo non posso che lodare l'atteggiamento di servizio disinteressato ed equanime che lArchivio Segreto Vaticano ha reso, tenendosi lontano da sterili e spesso anche deboli visioni storiche di parte ed offrendo ai ricercatori, senza preclusioni o preconcetti, il materiale documentario in suo possesso, ordinato con serietà e competenza.

Da più parti giungono all'Archivio Segreto, come alla Biblioteca Apostolica, segni di apprezzamento e di stima da parte di Istituti culturali e di privati studiosi di diverse Nazioni. Questo a me pare sia il migliore riconoscimento a cui le due Istituzioni possono aspirare. E vorrei assicurare ad entrambe, ai loro Superiori e a tutto il Personale, nei diversi gradi degli organici, la mia gratitudine e la mia vicinanza. Confesso che, al compimento del mio settantesimo anno di età, avrei tanto desiderato che lamato Giovanni Paolo II mi concedesse di potermi dedicare allo studio e alla ricerca di interessanti documenti e reperti da voi custoditi con cura, veri capolavori che ci aiutano a ripercorrere la storia dellumanità e del Cristianesimo. Nei suoi disegni provvidenziali il Signore ha stabilito altri programmi per la mia persona ed eccomi oggi tra voi non come appassionato studioso di antichi testi, ma come Pastore chiamato a incoraggiare tutti i fedeli a cooperare alla salvezza del mondo, compiendo ciascuno la volontà di Dio là dove Egli ci pone a lavorare.

Per voi, cari amici, si tratta di realizzare la vostra vocazione cristiana a contatto con ricche testimonianze di cultura, di scienza e di spiritualità, spendendo le vostre giornate e, alla fine, buona parte della vostra vita nello studio, nelle pubblicazioni, nel servizio al pubblico e, in particolare, agli organismi della Curia Romana. Per questa vostra molteplice attività vi avvalete delle tecniche più avanzate nell'informatica, nella catalogazione, nel restauro, nella fotografia e, in genere, in tutto quanto concerne la tutela e la fruizione del ricchissimo patrimonio che custodite. Nel lodarvi per il vostro impegno, vi esorto a voler sempre considerare questo vostro lavoro come una vera missione da svolgere con passione e pazienza, gentilezza e spirito di fede. Preoccupatevi di offrire sempre unimmagine accogliente della Sede Apostolica, consapevoli che il messaggio evangelico passa anche attraverso la vostra coerente testimonianza cristiana.

Sono lieto ora, a conclusione di questo nostro incontro, di annunciare la nomina del Signor Card. Jean-Louis Tauran a Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso. Al suo posto, quale Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa, ho nominato Mons. Raffaele Farina, promuovendolo al tempo stesso alla dignità di Arcivescovo. A svolgere il compito di Prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana ho chiamato Mons. Cesare Pasini, finora Vice-Prefetto della Veneranda Biblioteca Ambrosiana. A ciascuno di loro porgo fin dora laugurio di un proficuo svolgimento delle nuove mansioni.

Ringrazio ancora una volta tutti voi per il prezioso servizio che svolgete nella Biblioteca Apostolica e nellArchivio Vaticano e, mentre vi assicuro il mio ricordo nella preghiera, imparto di cuore a ciascuno con speciale affetto la mia Benedizione, che volentieri estendo alle rispettive famiglie ed alle persone care.

-danich-
Tuesday, June 26, 2007 5:26 PM
Conclave, Benedetto XVI
ripristina la maggioranza di 2/3



CITTA' DEL VATICANO - Papa Benedetto XVI ha ripristinato le precedenti norme sul Conclave: per eleggere il suo successore, sarà dunque necessaria la maggioranza dei due terzi, indipendentemente dal numero di votazioni che saranno necessarie per raggiungerla. Con un "motu proprio" pubblicato oggi, Benedetto XVI ha abolito la possibilità che dopo un certo numero di votazioni il Conclave potesse decidere di passare alla maggioranza semplice.



-danich-
Tuesday, June 26, 2007 5:44 PM
Cancellato il 50% più uno anche per l'eventuale ballottaggio

Papa, sarà eletto in Conclave solo con maggioranza due terzi
Benedetto XVI con un 'motu proprio' pubblicato a sorpresa, detta nuove regole per la scelta del Pontefice e cambia le cose dunque rispetto alla costituzione apostolica 'Universi dominici gregis', promossa da Giovanni Paolo II nel 1996



Citta' del Vaticano, 26 giu. - Con un 'motu proprio' pubblicato a sorpresa oggi Benedetto XVI ha deciso di cambiare le regole che si devono seguire in conclave per eleggere un Pontefice e ha stabilito che bisognera' sempre ricorrere alla maggioranza dei due terzi dei votanti. Viene cancellato il ricorso alla maggioranza del 50 piu' uno - cioe' assoluta - alla quale si poteva ricorrere qualora i cardinali elettori non fossero riusciti a trovare un accordo ampio entro il 33esimo scrutinio.

La novita' introdotta da Ratzinger cambia le cose dunque rispetto alla costituzione apostolica 'Universi dominici gregis', promossa da Giovanni Paolo II nel 1996. Ancora e' da sottolineare che, secondo le nuove disposizioni, si arriva come soluzione obbligata al ballottaggio dopo la 33esima votazione e anche in questo caso sara' necessaria una maggioranza dei due terzi. In quest'ultima ipotesi i due cardinali in lizza dovranno astenersi dal voto.

26-06-2007


Paparatzifan
Tuesday, June 26, 2007 10:03 PM
Dal blog di Lella...

VATICANO - Le celebrazioni nella Basilica Papale di San Paolo fuori le Mura per la festa degli Apostoli Pietro e Paolo: Benedetto XVI indirà un Anno Paolino nel bimillenario della nascita dellApostolo delle Genti

Roma (Agenzia Fides) - Nei giorni 26, 27, 28 e 29 giugno si svolgerà, come ogni anno, presso la Basilica Papale di San Paolo fuori le Mura in via Ostiense, il Triduo Petro-Paolino in onore dei due Apostoli Pietro e Paolo, fondatori della Chiesa di Roma e Patroni principali della città. Come informa un comunicato dellAbbazia benedettina inviato allAgenzia Fides, il Santo Padre Benedetto XVI presiederà la celebrazione dei Vespri giovedì 28 giugno alle ore 17.30, e proclamerà un Anno specialmente dedicato a San Paolo nell'occasione del bimillenario della nascita dell'Apostolo delle Genti, stimata tra gli anni 6 e 10 d.C.
Il programma del Triduo prevede: martedì 26 giugno, alle ore 17.30, il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato di Sua Santità, presiederà i Vespri e la Messa Solenne. Mercoledì 27 giugno alle ore 18: celebrazione dei Vespri insieme ad altre comunità cristiane di Roma. Al termine i rappresentanti di varie Chiese cristiane proclameranno l'inno alla "carità" (1 Cor 13) presso la Confessio di San Paolo, recentemente accessibile ai pellegrini.
Giovedì 28 giugno alle ore 17.30 celebrazione solenne dei Primi Vespri Pontificali presieduti dal Santo Padre Benedetto XVI che proclamerà ufficialmente lAnno bimillennario di San Paolo. Venerdì 29 giugno, alle ore 17.30, celebrazione dei Vespri e Messa Solenne presieduta dal P. Abate Edmund Power O.S.B. alla presenza del Cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, Arciprete della Basilica. A conclusione del Triduo, alle ore 20 si svolgerà la Processione della Catena di San Paolo cui parteciperanno questanno i rappresentanti e i fedeli delle varie chiese cristiane di Roma.

© Copyright Agenzia Fides
Paparatzifan
Tuesday, June 26, 2007 10:09 PM
Dal blog di Lella...

IN ARRIVO UNA NUOVA ONDATA DI NOMINE DI BENEDETTO XVI

Congregazione della Fede il grande favorito è Scola

Il «progressista» monsignor Ravasi candidato al Pontificio Consiglio per la Cultura

MARCO TOSATTI

CITTÀ DEL VATICANO
Benedetto XVI risuscita il ministero per il Dialogo tra le religioni affidandolo a un cardinale di grande peso, Jean-Louis Tauran, già ministro degli Esteri e «Bibliotecario» di Santa Romana Chiesa; e intanto nei Sacri Palazzi è cominciata una silenziosa battaglia per due posti di grande prestigio e importanza: la Congregazione per la Dottrina della Fede, dove Ratzinger ha regnato da Prefetto per oltre ventitré anni, e il Pontificio Consiglio per la Cultura, nelle mani del cardinale Paul Poupard, che però ad agosto compirà settantasette anni. E Gianfranco Ravasi, Prefetto della Biblioteca Ambrosiana, il candidato in «pole position» per succedergli, fortemente appoggiato dallala «progressista». Monsignor Ravasi, grande studioso, è stato al centro di varie ipotesi di incarichi episcopali, mai concretizzate. Cè chi dice che alcune sue affermazioni sulla Resurrezione non siano state molto apprezzate dallallora cardinale Joseph Ratzinger, Prefetto della Fede.
Si è parlato di lui per Assisi, quando monsignor Goretti stava per rassegnare il mandato (ma poi è stato scelto monsignor Sorrentino); e si è fatto il suo nome anche per Loreto, prima che ci andasse Danzi. Ora voci autorevoli accreditano la tesi secondo cui una forte corrente italo-curiale, di area progressista, lo vorrebbe successore di Poupard alla Cultura. Anche se sarebbe inusuale che qualcuno che non è neanche vescovo diventasse «capo dicastero» di un posto con dignità cardinalizia.
Fra laltro, la sua nomina renderebbe ancora più cospicua la presenza dei milanesi in Curia. Attualmente ci sono: Nicora, cardinale e capo dicastero; Coccopalmerio, capo dicastero e futuro cardinale; Viganò, capo dellUfficio del Personale della Santa Sede, uno dei posti di maggior responsabilità e potere, anche se non appariscenti; Di Mauro, Delegato Speciale dellApsa, Amministrazione Patrimonio Sede apostolica. E da ieri è milanese anche il Prefetto della Biblioteca Apostolica, Cesare Pasini. E allora cè chi propone altri nomi: il cardinale canadese Marc Ouellet; lo spagnolo arcivescovo di Toledo, cardinale Canizares; e anche il vescovo di San Marino, Luigi Negri.
Antonio Canizares, molto stimato da Papa Ratzinger, è però possibile candidato anche a un altro posto: quello di Prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede. Se va in porto loperazione voluta dal Papa e dal cardinale Bertone di mandare Levada a New York, si apre il problema della successione. Oltre ad Angelo Amato, lattuale segretario, salesiano come Bertone, si parla appunto di Canizares. Molti però scommettono sul patriarca di Venezia, Angelo Scola, molto stimato dal Papa, e in un certo senso in attesa di una compensazione, dopo che presidente della Cei è diventato Bagnasco. Benedetto XVI lavrebbe voluto a capo dei vescovi italiani, ed è stato costretto a rinunciare. Ma sulla Dottrina della Fede può muoversi con maggiore libertà.
Molto significativa anche la nomina di Tauran; lesperienza diplomatica del porporato francese (vissuto a lungo in Libano) è un segnale importante, soprattutto verso lIslam, e probabilmente la crisi di Ratisbona, con la citazione di una frase molto dura verso Maometto da parte del Pontefice, non è estranea a una scelta di così alto livello.
Lunedì 9 luglio Benedetto XVI parte per Lorenzago di Cadore; forse prima delle vacanze avverranno altri spostamenti, in particolare quello di monsignor Claudio Maria Celli, segretario dellApsa, molto vicino al cardinale Silvestrini, a presidente del pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, al posto di monsignor Foley, destinato a sostituire il cardinale Carlo Furno come Gran Maestro dellOrdine Equestre del Santo Sepolcro. E si attende la pubblicazione di due documenti importanti: una lettera ai cattolici cinesi, che potrebbe essere un punto miliare nei rapporti con Pechino, e il «Motu Proprio» per liberalizzare la messa di San Pio V, entrambi definiti «imminenti» da voci autorevoli.

© Copyright La Stampa, 26 giugno 2007

Paparatzifan
Wednesday, June 27, 2007 8:04 PM
Dal blog di Lella...

COMUNICAZIONI: MONS.CELLI NUOVO PRESIDENTE PONTIFICIO CONSIGLIO

(ASCA) - Citta' del Vaticano, 27 giu - Il Pontificio Consiglio per le Comunicazioni sociali ha un nuovo presidente: Benedetto XVI ha infatti nominato oggi mons.Claudio Maria Celli, in sostituzione di mons.John Patrick Foley. Mons.Celli era finora segretario dell'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica. Con la nomina di mons.Celli si avvia la graduale riorganizzazione delle comunicazioni sociali prevista nell'ambito della nuova curia pensata da Papa Ratzinger. Mons.Foley e' stato nominato Pro-Gran Maestro dell'Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme invece del cardinale Carlo Furno che aveva presentato le dimissioni per ragione di eta'.


PAPA/ MONS. CELLI PRESIDENTE PONTIFICIO CONSIGLIO COMUNICAZIONI
Ex viceministro degli Esteri, sostituisce mons. Foley

Città del Vaticano, 27 giu. (Apcom) - Monsignor Claudio Maria Celli è stato nominato dal Papa nuovo presidente del Pontificio consiglio per le Comunicazioni sociali: lo rende noto un bollettino della sala stampa vaticana. Il presule sostituisce monsignor John Patrick Foley.

L'arcivescovo Celli, nato a Rimini nel 1941, è attualmente segretario dell'Amministrazione del patrimonio della sede apostolica (Apsa). In passato è stato sottosegretario per i rapporti con gli Stati (ossia viceministro degli Esteri della Santa Sede). Da 'ministro delle comunicazioni' del Vaticano, monsignor Celli guiderà un dicastero caratterizzato da attività di studio e analisi nel settore delle comunicazioni.

Nello stesso campo, Benedetto XVI è già intervenuto a inizio del pontificato nominando padre Federico Lombardi (già segretario generale di Radio vaticana e del Centro televisivo vaticano) direttore della sala stampa vaticana. E' attesa nei prossimi mesi, infine, la nomina del nuovo direttore dell''Osservatore romano'.
Contestualmente alla nomina di monsignor Celli al Pontificio consiglio delle comunicazioni sociali, il Papa ha nominato il presidente uscente, monsignor John Patrick Foley, Pro-Gran Maestro dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

L'incarico di Gran Maestro era ricoperto dal cardinal Carlo Furno, di cui Benedetto XVI ha "accolto la rinunzia presentata per ragioni d'età".


Paparatzifan
Wednesday, June 27, 2007 8:23 PM
Dal blog di Lella...

LUDIENZA GENERALE , 27.06.2007

LUdienza Generale di questa mattina si è svolta in due momenti: alle ore 10.30, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre Benedetto XVI ha salutato i pellegrini che non hanno trovato posto nellAula Paolo VI. Quindi si è recato nellAula Paolo VI dove ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dallItalia e da ogni parte del mondo.

Nel discorso in lingua italiana, continuando il ciclo di catechesi sui Padri Apostolici, il Papa si è soffermato sulla figura di Cirillo di Gerusalemme.

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre ha rivolto particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti.

LUdienza Generale si è conclusa con la recita del Pater Noster e la Benedizione Apostolica impartita insieme ai Vescovi presenti.

CATECHESI DEL SANTO PADRE IN LINGUA ITALIANA

Cari fratelli e sorelle!

La nostra attenzione si concentra oggi su san Cirillo di Gerusalemme. La sua vita rappresenta l'intreccio di due dimensioni: da una parte, la cura pastorale e, dallaltra, il coinvolgimento  suo malgrado  nelle accese controversie che travagliavano allora la Chiesa d'Oriente. Nato intorno al 315 a Gerusalemme o dintorni, Cirillo ricevette un'ottima formazione letteraria; fu questa la base della sua cultura ecclesiastica, incentrata nello studio della Bibbia. Ordinato presbitero dal Vescovo Massimo, quando questi morì o fu deposto, nel 348 fu ordinato Vescovo da Acacio, influente metropolita di Cesarea di Palestina, filoariano, convinto di avere in lui un alleato. Fu, perciò, sospettato di avere ottenuto la nomina episcopale mediante concessioni all'arianesimo.

In realtà, ben presto Cirillo venne in urto con Acacio non solo sul terreno dottrinale, ma anche su quello giurisdizionale, perché Cirillo rivendicava l'autonomia della propria sede rispetto a quella metropolitana di Cesarea. Nel giro di una ventina d'anni, Cirillo conobbe tre esili: il primo nel 357, previa deposizione da parte di un Sinodo di Gerusalemme, seguito nel 360 da un secondo esilio ad opera di Acacio, e infine da un terzo, il più lungo  durò undici anni  nel 367 per iniziativa dell'imperatore filoariano Valente. Solo nel 378, dopo la morte dell'imperatore, Cirillo poté riprendere definitivo possesso della sua sede, riportando tra i fedeli lunità e la pace.

In favore della sua ortodossia, messa in dubbio da alcune fonti coeve, militano altre fonti ugualmente antiche. Tra di esse la più autorevole è la lettera sinodale del 382, dopo il secondo Concilio ecumenico di Costantinopoli (381), al quale Cirillo aveva partecipato con un ruolo qualificato. In tale lettera, inviata al Pontefice romano, i Vescovi orientali riconoscono ufficialmente la più assoluta ortodossia di Cirillo, la legittimità della sua ordinazione episcopale e i meriti del suo servizio pastorale, che la morte concluderà nel 387.

Conserviamo di lui ventiquattro celebri catechesi, che egli espose come Vescovo verso il 350. Introdotte da una Procatechesi di accoglienza, le prime diciotto di esse sono indirizzate ai catecumeni o illuminandi (photizomenoi); furono tenute nella Basilica del Santo Sepolcro. Le prime (1-5) trattano ciascuna, rispettivamente, delle disposizioni previe al Battesimo, della conversione dai costumi pagani, del sacramento del Battesimo, delle dieci verità dogmatiche contenute nel Credo o Simbolo della fede. Le successive (6-18) costituiscono una "catechesi continua" sul Simbolo di Gerusalemme, in chiave antiariana. Delle ultime cinque (19-23), dette "mistagogiche", le prime due sviluppano un commento ai riti del Battesimo, le ultime tre vertono sul crisma, sul Corpo e Sangue di Cristo e sulla liturgia eucaristica. Vi è inclusa la spiegazione del Padre nostro (Oratio dominica): essa fonda un cammino di iniziazione alla preghiera, che si sviluppa parallelamente alliniziazione ai tre sacramenti del Battesimo, della Cresima e dell'Eucaristia.

La base dell'istruzione sulla fede cristiana si svolgeva anche in funzione polemica contro pagani, giudeocristiani e manichei. L'argomentazione era fondata sull'attuazione delle promesse dell'Antico Testamento, in un linguaggio ricco di immagini. La catechesi era un momento importante, inserito nell'ampio contesto dell'intera vita, in particolare liturgica, della comunità cristiana, nel cui seno materno avveniva la gestazione del futuro fedele, accompagnata dalla preghiera e dalla testimonianza dei fratelli. Nel loro complesso, le omelie di Cirillo costituiscono una catechesi sistematica sulla rinascita del cristiano mediante il Battesimo. Al catecumeno egli dice: "Sei caduto dentro le reti della Chiesa (cfr Mt 13,47). Lasciati dunque prendere vivo; non sfuggire, perché è Gesù che ti prende al suo amo, per darti non la morte ma la risurrezione dopo la morte. Devi infatti morire e risorgere (cfr Rm 6,11.14)... Muori al peccato, e vivi per la giustizia fin da oggi" (Procatechesi 5).

Dal punto di vista dottrinale, Cirillo commenta il Simbolo di Gerusalemme col ricorso alla tipologia delle Scritture, in un rapporto "sinfonico" tra i due Testamenti, approdando a Cristo, centro dell'universo. La tipologia sarà incisivamente descritta da Agostino d'Ippona: "L'Antico Testamento è il velo del Nuovo Testamento, e nel Nuovo Testamento si manifesta l'Antico" (De catechizandis rudibus 4,8). Quanto alla catechesi morale, essa è ancorata in profonda unità alla catechesi dottrinale: il dogma viene fatto discendere progressivamente nelle anime, le quali sono così sollecitate a trasformare i comportamenti pagani in base alla nuova vita in Cristo, dono del Battesimo. La catechesi "mistagogica", infine, segnava il vertice dell'istruzione che Cirillo impartiva non più ai catecumeni, ma ai neobattezzati o neofiti durante la settimana pasquale. Essa li introduceva a scoprire, sotto i riti battesimali della Veglia pasquale, i misteri in essi racchiusi e non ancora svelati. Illuminati dalla luce di una fede più profonda in forza del Battesimo, i neofiti erano finalmente in grado di comprenderli meglio, avendone ormai celebrato i riti.

In particolare, con i neofiti di estrazione greca Cirillo faceva leva sulla facoltà visiva, a loro congeniale. Era il passaggio dal rito al mistero, che valorizzava l'effetto psicologico della sorpresa e l'esperienza vissuta nella notte pasquale. Ecco un testo che spiega il mistero del Battesimo: "Per tre volte siete stati immersi nell'acqua e per ciascuna delle tre siete riemersi, per simboleggiare i tre giorni della sepoltura di Cristo, imitando, cioè, con questo rito il nostro Salvatore, che passò tre giorni e tre notti nel seno della terra (cfr Mt 12,40). Con la prima emersione dall'acqua avete celebrato il ricordo del primo giorno passato da Cristo nel sepolcro, come con la prima immersione ne avete confessato la prima notte passata nel sepolcro: come chi è nella notte non vede, e chi invece è nel giorno gode la luce, così anche voi. Mentre prima eravate immersi nella notte e non vedevate nulla, riemergendo invece vi siete trovati in pieno giorno. Mistero della morte e della nascita, quest'acqua di salvezza è stata per voi tomba e madre... Per voi... il tempo per morire coincise col tempo per nascere: un solo e medesimo tempo ha realizzato entrambi gli eventi" (Seconda Catechesi Mistagogica 4).

Il mistero da afferrare è il disegno di Dio, che si realizza attraverso le azioni salvifiche di Cristo nella Chiesa. A sua volta, alla dimensione mistagogica si accompagna quella dei simboli, esprimenti il vissuto spirituale che essi fanno "esplodere". Così la catechesi di Cirillo, sulla base delle tre componenti descritte  dottrinale, morale e, infine, mistagogica , risulta una catechesi globale nello Spirito. La dimensione mistagogica attua la sintesi delle prime due, orientandole alla celebrazione sacramentale, in cui si realizza la salvezza di tutto l'uomo.

Si tratta, in definitiva, di una catechesi integrale, che  coinvolgendo corpo, anima e spirito  resta emblematica anche per la formazione catechetica dei cristiani di oggi.

SALUTI PARTICOLARI NELLE DIVERSE LINGUE

Saluto in lingua italiana

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. In particolare, saluto i fedeli della parrocchia di Santa Maria Assunta, in Lesmo, che ricordano il centenario di dedicazione della propria chiesa; come pure quelli della parrocchia dei Santi Leucio e Pantaleone, in Borgo di Montoro Inferiore. Cari amici, vi ringrazio per la vostra visita ed invoco volentieri su di voi e sulle vostre Comunità copiosi doni celesti per una sempre più solida testimonianza cristiana.

Saluto poi i partecipanti al Convegno internazionale sulle cellule staminali adulte, organizzato dallUniversità "La Sapienza" di Roma, che si pone lobiettivo di sviluppare la terapia cellulare autologa in ambito cardiaco, mediante lutilizzo delle cellule staminali adulte. Al riguardo, la posizione della Chiesa, suffragata dalla ragione e dalla scienza, è chiara: la ricerca scientifica va giustamente incoraggiata e promossa, sempre che non avvenga a scapito di altri esseri umani la cui dignità è intangibile fin dai primi stadi dellesistenza.

Il mio pensiero va, infine, ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. Siamo ormai entrati nellestate, per molti tempo di ferie e di riposo. Per voi, cari giovani, sia unoccasione per utili esperienze sociali e religiose; per voi, cari sposi novelli, un opportuno periodo per cementare la vostra unione e approfondire la vostra missione nella Chiesa e nella società. Auspico inoltre che a voi, cari malati, non manchi durante questi mesi estivi la vicinanza di persone care.


Paparatzifan
Wednesday, June 27, 2007 9:11 PM
Dal blog di Lella...

Il 26 giugno 2007 l'Osservatore Romano e la Sala stampa della Santa Sede hanno reso noto il motu proprio con cui Papa Benedetto XVI modifica alcune norme della Costituzione Apostolica "Universi Dominici gregis" sulle maggioranze necessarie per l'elezione del Sommo Pontefice.

TESTO DEL MOTU PROPRIO (in latino).

Traduzione italiana (a cura di "Avvenire"):

Nella Costituzione apostolica Universi Dominici gregis, promulgata il 22 febbraio 1996 , il nostro venerabile predecessore Giovanni Paolo II introdusse alcune modifiche nelle norme canoniche da osservarsi per l'elezione del Romano Pontefice stabilite da Paolo VI di felice memoria. Nel numero 75 della ricordata Costituzione è stato deciso che - esaurite invano tutte le votazioni, compiute secondo le norme stabilite, nelle quali, perché sia valida l'elezione del Romano Pontefice, si richiedono due terzi dei suffragi di tutti i presenti - il Cardinale Camerlengo consulti i Cardinali elettori sul modo di procedere e si agisca secondo quanto abbia stabilito la loro maggioranza assoluta, mantenendo tu ttavia il principio che l'elezione risulti valida o con la maggioranza assoluta dei suffragi o con la votazione soltanto dei due nomi che abbiano ottenuto la maggior parte dei suffragi nello scrutinio precedente, richiedendosi anche in questo caso la sola maggioranza assoluta.
Ma dopo la promulgazione della citata Costituzione, non poche autorevoli petizioni giunsero a Giovanni Paolo II per sollecitare che venisse ripristinata la norma sancita dalla tradizione secondo la quale il Romano Pontefice non è validamente eletto se non abbia ottenuto due terzi dei suffragi dei Cardinali elettori presenti. Noi dunque, valutata attentamente la questione, stabiliamo e decretiamo che, abrogate le norme stabilite nel numero 75 della Costituzione apostolica Universi Dominici gregis di Giovanni Paolo II, queste siano sostituite dalle norme che seguono:

Se gli scrutini di cui nei numeri 72, 73 e 74 della ricordata Costituzione andassero a vuoto, si dedichi un giorno alla preghiera, alla riflessione e al confronto; nelle successive votazioni, invece, rispettata la procedura stabilita nel numero 74 della stessa Costituzione, avranno voto passivo soltanto i due Cardinali che nel precedente scrutinio abbiano ottenuto il maggior numero di suffragi, e non ci si allontani dal principio che anche in queste votazioni venga richiesta per la validità dell'elezione la maggioranza qualificata dei suffragi dei Cardinali presenti. In queste votazioni, inoltre, i due Cardinali che hanno il voto passivo non possono esercitare il voto attivo.
Il presente documento avrà immediato vigore appena verrà pubblicato su L'Osservatore Romano. Questo abbiamo decretato e stabilito, nonostante qualsiasi disposizione contraria.

Dato a Roma, presso San Pietro, il giorno 11 del mese di giugno dell'anno 2007, terzo del nostro Pontificato.

© Copyright Avvenire, 27 giugno 2007


Paparatzifan
Thursday, June 28, 2007 9:53 PM
Dal blog di Lella...

Omelia di Benedetto XVI per i Vespri della Solennità dei Santi Pietro e Paolo, 28 giugno 2007 (Basilica di San Paolo fuori le mura)

Signori Cardinali,
venerati Fratelli nellEpiscopato e nel Sacerdozio,
cari fratelli e sorelle!

In questi Primi Vespri della Solennità dei santi Pietro e Paolo facciamo grata memoria di questi due Apostoli, il cui sangue, insieme a quello di tanti altri testimoni del Vangelo, ha reso feconda la Chiesa di Roma. Nel loro ricordo sono lieto di salutare tutti voi, cari fratelli e sorelle, a cominciare dal Signor Cardinale Arciprete e dagli altri Cardinali e Vescovi presenti, dal Padre Abate e dalla Comunità benedettina cui è affidata questa Basilica, fino agli ecclesiastici, alle religiose e ai religiosi e ai fedeli laici qui convenuti. Un saluto particolare dirigo alla Delegazione del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli, che ricambia la presenza della Delegazione della Santa Sede ad Istanbul, in occasione della festa di santAndrea.
Come ho avuto modo di dire qualche giorno fa, questi incontri e iniziative non costituiscono semplicemente uno scambio di cortesie tra Chiese, ma vogliono esprimere il comune impegno di fare tutto il possibile per affrettare i tempi della piena comunione tra lOriente e lOccidente cristiani. Con questi sentimenti, mi dirigo con deferenza ai Metropoliti Emmanuel e Gennadios, inviati dal caro Fratello Bartolomeo I, al quale rivolgo un pensiero grato e cordiale. Questa Basilica, che ha visto eventi di profondo significato ecumenico, ci ricorda quanto sia importante pregare insieme per implorare il dono dellunità, quellunità per la quale san Pietro e san Paolo hanno speso la loro esistenza sino al supremo sacrificio del sangue.

Unantichissima tradizione, che risale ai tempi apostolici, narra che proprio a poca distanza da questo luogo avvenne lultimo loro incontro prima del martirio: i due si sarebbero abbracciati, benedicendosi a vicenda. E sul portale maggiore di questa Basilica essi sono raffigurati insieme, con le scene del martirio di entrambi.

Fin dallinizio, dunque, la tradizione cristiana ha considerato Pietro e Paolo inseparabili luno dallaltro, anche se ebbero ciascuno una missione diversa da compiere: Pietro per primo confessò la fede in Cristo, Paolo ottenne in dono di poterne approfondire la ricchezza. Pietro fondò la prima comunità dei cristiani provenienti dal popolo eletto, Paolo divenne lapostolo dei pagani. Con carismi diversi operarono per un'unica causa: la costruzione della Chiesa di Cristo.

NellUfficio delle Letture, la liturgia offre alla nostra meditazione questo noto testo di santAgostino: "Un solo giorno è consacrato alla festa dei due apostoli. Ma anchessi erano una cosa sola. Benché siano stati martirizzati in giorni diversi, erano una cosa sola. Pietro precedette, Paolo seguì... Celebriamo perciò questo giorno di festa, consacrato per noi dal sangue degli apostoli" (Disc. 295, 7.8). E san Leone Magno commenta: "Dei loro meriti e delle loro virtù, superiori a quanto si possa dire, nulla dobbiamo pensare che li opponga, nulla che li divida, perché lelezione li ha resi pari, la fatica simili e la fine uguali" (In natali apostol., 69, 6-7).

A Roma il legame che accomuna Pietro e Paolo nella missione, ha assunto sin dai primi secoli un significato molto specifico.

Come la mitica coppia di fratelli Romolo e Remo, ai quali si faceva risalire la nascita di Roma, così Pietro e Paolo furono considerati i fondatori della Chiesa di Roma.

Dice in proposito san Leone Magno rivolgendosi alla Città: "Sono questi i tuoi santi padri, i tuoi veri pastori, che per farti degna del regno dei cieli, hanno edificato molto più bene e più felicemente di coloro che si adoperarono per gettare le prime fondamenta delle tue mura" (Omelie 82,7). Per quanto umanamente diversi luno dallaltro, e benché il rapporto tra di loro non fosse esente da tensioni, Pietro e Paolo appaiono dunque come gli iniziatori di una nuova città, come concretizzazione di un modo nuovo e autentico di essere fratelli, reso possibile dal Vangelo di Gesù Cristo. Per questo si potrebbe dire che oggi la Chiesa di Roma celebra il giorno della sua nascita, giacché i due Apostoli ne posero le fondamenta. Ed inoltre Roma oggi avverte con più consapevolezza quale sia la sua missione e la sua grandezza. Scrive san Giovanni Crisostomo che "il cielo non è splendido quando il sole diffonde i suoi raggi, come lo è la città di Roma, che irradia lo splendore di quelle fiaccole ardenti (Pietro e Paolo) per tutto il mondo& Questo è il motivo per cui amiamo questa città&per queste due colonne della Chiesa" (Comm.a Rm 32). Dellapostolo Pietro faremo memoria particolarmente domani, celebrando il divin Sacrificio nella Basilica Vaticana, edificata sul luogo dove egli subì il martirio. Questa sera il nostro sguardo si volge a san Paolo, le cui reliquie sono custodite con grande venerazione in questa Basilica.

Allinizio della Lettera ai Romani, come abbiamo ascoltato poco fa, egli saluta la comunità di Roma presentandosi quale «servo di Cristo Gesù, apostolo per vocazione» (1,1). Utilizza il termine servo, in greco doulos, che indica una relazione di totale e incondizionata appartenenza a Gesù, il Signore, e che traduce lebraico ebed, alludendo così ai grandi servi che Dio ha scelto e chiamato per unimportante e specifica missione.
Paolo è consapevole di essere "apostolo per vocazione", cioè non per autocandidatura né per incarico umano, ma soltanto per chiamata ed elezione divina. Nel suo epistolario, più volte lApostolo delle genti ripete che tutto nella sua vita è frutto delliniziativa gratuita e misericordiosa di Dio (cfr 1 Cor 15,9-10; 2 Cor 4,1; Gal 1,15). Egli fu scelto «per annunciare il vangelo di Dio» (Rm 1,1), per propagare lannuncio della Grazia divina che riconcilia in Cristo luomo con Dio, con se stesso e con gli altri.

Dalle sue Lettere sappiamo che Paolo fu tuttaltro che un abile parlatore; anzi condivideva con Mosè e con Geremia la mancanza di talento oratorio. «La sua presenza fisica è debole e la parola dimessa» (2 Cor 10,10), dicevano di lui i suoi avversari.
Gli straordinari risultati apostolici che poté conseguire non sono pertanto da attribuire ad una brillante retorica o a raffinate strategie apologetiche e missionarie. Il successo del suo apostolato dipende soprattutto da un coinvolgimento personale nellannunciarne il Vangelo con totale dedizione a Cristo; dedizione che non temette rischi, difficoltà e persecuzioni: "Né morte né vita  scriveva ai Romani  né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcunaltra creatura potrà mai separarci dallamore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore" (8,38-39). Da ciò possiamo trarre una lezione quanto mai importante per ogni cristiano. Lazione della Chiesa è credibile ed efficace solo nella misura in cui coloro che ne fanno parte sono disposti a pagare di persona la loro fedeltà a Cristo, in ogni situazione. Dove manca tale disponibilità, viene meno largomento decisivo della verità da cui la Chiesa stessa dipende.

Cari fratelli e sorelle, come agli inizi, anche oggi Cristo ha bisogno di apostoli pronti a sacrificare se stessi. Ha bisogno di testimoni e di martiri come san Paolo: un tempo persecutore violento dei cristiani, quando sulla via di Damasco cadde a terra abbagliato dalla luce divina, passò senza esitazione dalla parte del Crocifisso e lo seguì senza ripensamenti. Visse e lavorò per Cristo; per Lui soffrì e morì. Quanto attuale è oggi il suo esempio!

E proprio per questo, sono lieto di annunciare ufficialmente che allapostolo Paolo dedicheremo uno speciale anno giubilare dal 28 giugno 2008 al 29 giugno 2009, in occasione del bimillenario della sua nascita, dagli storici collocata tra il 7 e il 10 d.C. Questo "Anno Paolino" potrà svolgersi in modo privilegiato a Roma, dove da venti secoli si conserva sotto laltare papale di questa Basilica il sarcofago, che per concorde parere degli esperti ed incontrastata tradizione conserva i resti dellapostolo Paolo. Presso la Basilica Papale e presso lattigua omonima Abbazia Benedettina potranno quindi avere luogo una serie di eventi liturgici, culturali ed ecumenici, come pure varie iniziative pastorali e sociali, tutte ispirate alla spiritualità paolina. Inoltre, una speciale attenzione potrà essere data ai pellegrinaggi che da varie parti vorranno recarsi in forma penitenziale presso la tomba dellApostolo per trovare giovamento spirituale. Saranno pure promossi Convegni di studio e speciali pubblicazioni sui testi paolini, per far conoscere sempre meglio limmensa ricchezza dellinsegnamento in essi racchiuso, vero patrimonio dellumanità redenta da Cristo. Inoltre, in ogni parte del mondo, analoghe iniziative potranno essere realizzate nelle Diocesi, nei Santuari, nei luoghi di culto da parte di Istituzioni religiose, di studio o di assistenza, che portano il nome di san Paolo o che si ispirano alla sua figura e al suo insegnamento.

Cè infine un particolare aspetto che dovrà essere curato con singolare attenzione durante la celebrazione dei vari momenti del bimillenario paolino: mi riferisco alla dimensione ecumenica. LApostolo delle genti, particolarmente impegnato a portare la Buona Novella a tutti i popoli, si è totalmente prodigato per lunità e la concordia di tutti i cristiani. Voglia egli guidarci e proteggerci in questa celebrazione bimillenaria, aiutandoci a progredire nella ricerca umile e sincera della piena unità di tutte le membra del Corpo mistico di Cristo. Amen!

© Copyright 2007 - Libreria Editrice Vaticana


Sihaya.b16247
Friday, June 29, 2007 12:14 PM
CAPPELLA PAPALE NELLA SOLENNITÀ DEI SANTI APOSTOLI PIETRO E PAOLO


OMELIA DEL SANTO PADRE

Cari fratelli e sorelle!

Ieri pomeriggio mi sono recato nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, dove ho celebrato i Primi Vespri dellodierna Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo. Accanto al sepolcro dellApostolo delle genti ho reso omaggio alla sua memoria e ho annunciato lAnno Paolino che, in occasione del bimillenario della sua nascita, si svolgerà dal 28 giugno 2008 al 29 giugno 2009. Stamani, secondo la tradizione, ci ritroviamo invece presso il sepolcro di San Pietro. Sono presenti, per ricevere il Pallio, gli Arcivescovi Metropoliti nominati durante lultimo anno, ai quali va il mio speciale saluto. E presente anche, inviata dal Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I, uneminente Delegazione, che accolgo con cordiale riconoscenza ripensando allo scorso 30 novembre, quando mi trovavo a Istanbul - Costantinopoli per la festa di SantAndrea. Saluto il Metropolita greco ortodosso di Francia, Emmanuel, il Metropolita di Sassima, Gennadios, e il Diacono Andreas. Siate i benvenuti, cari fratelli. Ogni anno la visita che reciprocamente ci rendiamo è segno che la ricerca della piena comunione è sempre presente nella volontà del Patriarca ecumenico e del Vescovo di Roma.

La festa di oggi mi offre lopportunità di tornare ancora una volta a meditare sulla confessione di Pietro, momento decisivo del cammino dei discepoli con Gesù. I Vangeli sinottici lo collocano nei pressi di Cesarea di Filippo (cfr Mt 16,13-20; Mc 8,27-30; Lc 9,18-22). Giovanni, per parte sua, ci conserva unaltra significativa confessione di Pietro, dopo il miracolo dei pani e il discorso di Gesù nella sinagoga di Cafarnao (cfr Gv 6,66-70). Matteo, nel testo appena proclamato, ricorda lattribuzione a Simone da parte di Gesù del soprannome di Cefa, "Pietra". Gesù afferma di voler edificare "su questa pietra" la sua Chiesa e, in questa prospettiva, conferisce a Pietro il potere delle chiavi (cfr Mt 16,17-19). Da questi racconti emerge chiaramente che la confessione di Pietro è inseparabile dallincarico pastorale a lui affidato nei confronti del gregge di Cristo.

Secondo tutti gli Evangelisti, la confessione di Simone avviene in un momento decisivo della vita di Gesù, quando, dopo la predicazione in Galilea, Egli si dirige risolutamente verso Gerusalemme per portare a compimento, con la morte in croce e la risurrezione, la sua missione salvifica. I discepoli sono coinvolti in questa decisione: Gesù li invita a fare una scelta che li porterà a distinguersi dalla folla per diventare la comunità dei credenti in Lui, la sua "famiglia", linizio della Chiesa. In effetti, ci sono due modi di "vedere" e di "conoscere" Gesù: uno  quello della folla  più superficiale, laltro  quello dei discepoli  più penetrante e autentico. Con la duplice domanda: "Che cosa dice la gente  Che cosa dite voi di me?", Gesù invita i discepoli a prendere coscienza di questa diversa prospettiva. La gente pensa che Gesù sia un profeta. Questo non è falso, ma non basta; è inadeguato. Si tratta, in effetti, di andare in profondità, di riconoscere la singolarità della persona di Gesù di Nazaret, la sua novità. Anche oggi è così: molti accostano Gesù, per così dire, dallesterno. Grandi studiosi ne riconoscono la statura spirituale e morale e linflusso sulla storia dellumanità, paragonandolo a Buddha, Confucio, Socrate e ad altri sapienti e grandi personaggi della storia. Non giungono però a riconoscerlo nella sua unicità. Viene in mente ciò che disse Gesù a Filippo durante lUltima Cena: "Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo?" (Gv 14,9). Spesso Gesù è considerato anche come uno dei grandi fondatori di religioni, da cui ognuno può prendere qualcosa per formarsi una propria convinzione. Come allora, dunque, anche oggi la "gente" ha opinioni diverse su Gesù. E come allora, anche a noi, discepoli di oggi, Gesù ripete la sua domanda: "E voi, chi dite che io sia?". Vogliamo fare nostra la risposta di Pietro. Secondo il Vangelo di Marco Egli disse: "Tu sei il Cristo" (8,29); in Luca laffermazione è: "Il Cristo di Dio" (9,20); in Matteo suona: "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente" (16,16); infine in Giovanni: "Tu sei il Santo di Dio" (6,69). Sono tutte risposte giuste, valide anche per noi.

Soffermiamoci in particolare sul testo di Matteo, riportato dalla liturgia odierna. Secondo alcuni studiosi, la formula che vi compare presuppone il contesto post-pasquale, e addirittura sarebbe legata ad unapparizione personale di Gesù risorto a Pietro; unapparizione analoga a quella che ebbe Paolo sulla via di Damasco. In realtà, lincarico conferito dal Signore a Pietro è radicato nel rapporto personale che il Gesù storico ebbe con il pescatore Simone, a partire dal primo incontro con lui, quando gli disse: "Tu sei Simone& ti chiamerai Cefa (che vuol dire Pietro)" (Gv 1,42). Lo sottolinea levangelista Giovanni, pescatore anche lui e socio, col fratello Giacomo, dei due fratelli Simone e Andrea. Il Gesù che, dopo la risurrezione chiamò Saulo, è lo stesso che  ancora immerso nella storia - avvicinò, dopo il battesimo nel Giordano, i quattro fratelli pescatori, allora discepoli del Battista (cfr Gv 1, 35-42). Egli andò a cercarli sulla riva del lago di Galilea, e li chiamò a seguirlo per essere "pescatori di uomini" (cfr Mc 1,16-20). A Pietro poi affidò un compito particolare, riconoscendo così in lui uno speciale dono di fede da parte del Padre celeste. Tutto questo, evidentemente, fu poi illuminato dallesperienza pasquale, ma rimanendo sempre fermamente ancorato nelle vicende storiche precedenti la Pasqua. Il parallelismo tra Pietro e Paolo è suggestivo, ma non può sminuire la portata del cammino storico di Simone con il suo Maestro e Signore, che fin dallinizio gli attribuì la caratteristica di "roccia" su cui avrebbe edificato la sua nuova comunità, la Chiesa.

Nei Vangeli sinottici la confessione di Pietro è sempre seguita dallannuncio da parte di Gesù della sua prossima passione. Un annuncio di fronte al quale Pietro reagisce, perché non riesce ancora a capire. Eppure si tratta di un elemento fondamentale, su cui perciò Gesù insiste con forza. Infatti, i titoli attribuiti a Lui da Pietro  tu sei "il Cristo", "il Cristo di Dio", "il Figlio del Dio vivente"  si comprendono autenticamente solo alla luce del mistero della sua morte e risurrezione. Ed è vero anche linverso: lavvenimento della Croce rivela il suo senso pieno soltanto se "questuomo", che ha patito ed è morto in croce, "era veramente Figlio di Dio", per usare le parole pronunciate dal centurione dinanzi al Crocifisso (cfr Mc 15,39). Questi testi dicono chiaramente che lintegrità della fede cristiana è data dalla confessione di Pietro, illuminata dallinsegnamento di Gesù sulla sua "via" verso la gloria, cioè sul suo modo assolutamente singolare di essere il Messia e il Figlio di Dio. Una "via" stretta, un "modo" scandaloso per i discepoli di ogni tempo, che inevitabilmente sono portati a pensare secondo gli uomini e non secondo Dio (cfr Mt 16,23). Anche oggi, come ai tempi di Gesù, non basta possedere la giusta confessione di fede: è necessario sempre di nuovo imparare dal Signore il modo proprio in cui egli è il Salvatore e la via sulla quale dobbiamo seguirlo. Dobbiamo infatti riconoscere che, anche per il credente, la Croce è sempre dura da accettare. Listinto spinge ad evitarla, e il tentatore induce a pensare che sia più saggio preoccuparsi di salvare se stessi piuttosto che perdere la propria vita per fedeltà allamore.

Che cosa era difficile da accettare per la gente a cui Gesù parlava? Che cosa continua ad esserlo anche per molta gente di oggi? Difficile da accettare è il fatto che Egli pretenda di essere non solo uno dei profeti, ma il Figlio di Dio, e rivendichi per sé la stessa autorità di Dio. Ascoltandolo predicare, vedendolo guarire i malati, evangelizzare i piccoli e i poveri, riconciliare i peccatori, i discepoli giunsero poco a poco a capire che Egli era il Messia nel senso più alto del termine, vale a dire non solo un uomo inviato da Dio, ma Dio stesso fattosi uomo. Chiaramente, tutto questo era più grande di loro, superava la loro capacità di comprendere. Potevano esprimere la loro fede con i titoli della tradizione giudaica: "Cristo", "Figlio di Dio", "Signore". Ma per aderire veramente alla realtà, quei titoli dovevano in qualche modo essere riscoperti nella loro verità più profonda: Gesù stesso con la sua vita ne ha rivelato il senso pieno, sempre sorprendente, addirittura paradossale rispetto alle concezioni correnti. E la fede dei discepoli ha dovuto adeguarsi progressivamente. Essa ci si presenta come un pellegrinaggio che ha il suo momento sorgivo nellesperienza del Gesù storico, trova il suo fondamento nel mistero pasquale, ma deve poi avanzare ancora grazie allazione dello Spirito Santo. Tale è stata anche la fede della Chiesa nel corso della storia, tale è pure la fede di noi, cristiani di oggi. Saldamente appoggiata sulla "roccia" di Pietro, è un pellegrinaggio verso la pienezza di quella verità che il Pescatore di Galilea professò con appassionata convinzione: "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente" (Mt 16,16).

Nella professione di fede di Pietro, cari fratelli e sorelle, possiamo sentirci ed essere tutti una cosa sola, malgrado le divisioni che nel corso dei secoli hanno lacerato lunità della Chiesa con conseguenze che perdurano tuttora. Nel nome dei Santi Pietro e Paolo, rinnoviamo oggi, insieme con i nostri Fratelli venuti da Costantinopoli  che ancora ringrazio per la presenza a questa nostra celebrazione , limpegno ad accogliere fino in fondo il desiderio di Cristo, che ci vuole pienamente uniti. Con gli Arcivescovi concelebranti accogliamo il dono e la responsabilità della comunione tra la Sede di Pietro e le Chiese Metropolitane affidate alle loro cure pastorali. Ci guidi e ci accompagni sempre con la sua intercessione la santa Madre di Dio: la sua fede indefettibile, che sostenne la fede di Pietro e degli altri Apostoli, continui a sostenere quella delle generazioni cristiane: Regina degli Apostoli, prega per noi!

Sihaya.b16247
Friday, June 29, 2007 12:16 PM
DOMENICA 21 OTTOBRE IL PAPA SARA' A NAPOLI!!!
LadyRatzinger
Friday, June 29, 2007 12:48 PM
Re:
Sihaya.b16247, 29/06/2007 12.16:

DOMENICA 21 OTTOBRE IL PAPA SARA' A NAPOLI!!!




Tu sei di quelle parti,giusto?Che bello!!

BENEDETTO QUANDO TI DECIDI A VENIRE AD AREZZO?????????????


emma3
Friday, June 29, 2007 2:25 PM
Il Papa all'Angelus

Cari fratelli e sorelle!

Si è da poco conclusa nella Basilica Vaticana la Celebrazione eucaristica in onore dei santi Apostoli Pietro e Paolo, Patroni di Roma e "colonne" della Chiesa universale. Come ogni anno, per questa solenne circostanza sono convenuti a Roma gli Arcivescovi Metropoliti che ho nominato durante lultimo anno ed ai quali ho imposto il Pallio, insegna liturgica che esprime il vincolo di comunione che li lega al Successore di Pietro. Ai cari Fratelli Metropoliti rinnovo il mio saluto più cordiale, invitando tutti a pregare per loro e per le Comunità affidate alle loro cure pastorali. Inoltre, in occasione dellodierna Solennità la Chiesa di Roma e il suo Vescovo hanno, anche questanno, la gioia di ospitare la Delegazione inviata dal Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli. Ai venerati Fratelli che compongono la Delegazione rinnovo il mio più cordiale saluto, saluto che, attraverso di loro, dirigo con affetto a Sua Santità Bartolomeo I.

La festa degli Apostoli Pietro e Paolo ci invita, in modo tutto particolare, a pregare intensamente e ad agire con convinzione per la causa dellunità di tutti i discepoli di Cristo. LOriente e lOccidente cristiani sono molto vicini tra loro, e possono già contare su una comunione quasi piena, come ricorda il Concilio Vaticano II, faro che guida i passi del cammino ecumenico. I nostri incontri, le visite reciproche, i dialoghi in corso non sono dunque dei semplici gesti di cortesia, o tentativi per giungere a compromessi, ma il segno di una comune volontà di fare il possibile perché quanto prima possiamo giungere a quella piena comunione implorata da Cristo nella sua preghiera al Padre dopo lUltima Cena: "ut unum sint". Tra queste iniziative si colloca anche l"Anno Paolino", che ho voluto annunciare ieri sera, nella Basilica di san Paolo fuori le Mura, proprio presso la tomba dellApostolo Paolo. Si tratta di un anno giubilare a lui dedicato, che avrà inizio il 28 giugno del 2008 e si concluderà il 29 giugno del 2009, in coincidenza con il bimillenario della sua nascita. Auspico che le varie manifestazioni che saranno organizzate contribuiscano a rinnovare il nostro entusiasmo missionario e a rendere più intense le relazioni con i nostri fratelli dOriente e con gli altri cristiani che, come noi, venerano lApostolo delle genti.

Ci rivolgiamo ora alla Vergine Maria, Regina degli Apostoli. Per la sua materna intercessione, il Signore conceda alla Chiesa che è in Roma e nel mondo intero di essere sempre fedele al Vangelo, al cui servizio i santi Pietro e Paolo hanno consacrato la loro vita.

Parole dopo la recita dell'Angelus

Nella festa dei Santi Patroni di Roma, rivolgo uno speciale augurio di pace e di cristiana prosperità a questa Città e a tutti coloro che vi abitano. Incoraggio in modo particolare i fedeli a comportarsi sempre in maniera degna del Vangelo, per essere "lievito" in ogni ambiente di vita.

In questa importante ricorrenza sono inoltre lieto di annunciare che, accogliendo linvito dellArcivescovo, Card. Crescenzio Sepe, domenica 21 ottobre prossimo mi recherò in visita pastorale a Napoli. Saluto già oggi con affetto la cara comunità napoletana, che invito a preparare lincontro nella preghiera e nella carità operosa.

Je salue cordialement les pèlerins francophones présents à la prière de lAngélus en la fête des saints Pierre et Paul, et à loccasion de la remise du pallium aux nouveaux Archevêques métropolitains. Puisse votre séjour à Rome vous faire découvrir et aimer davantage lÉglise, fondée sur les Apôtres, et vous inviter à être témoins du Christ et missionnaires de la Bonne Nouvelle aux quatre coins du monde.

I am happy to greet all the English-speaking pilgrims and visitors present for this Angelus, including the new Metropolitan Archbishops who have received the pallium, accompanied by their relatives and friends. I also extend a cordial welcome to the Delegation of the Patriarch of Constantinople, present for this joyous celebration. Let us continue to support these Archbishops and sustain them with our prayers as they strive to be zealous Christian leaders after the example of the Apostles Peter and Paul. May these Holy Patrons help all Christians to be generous in bearing witness to the Gospel. God bless you all!

Einen frohen Festtagsgruß richte ich an die Pilger und Besucher deutscher Zunge. Am Hochfest der Apostelfürsten Petrus und Paulus gedenken wir in besonderer Weise des Stiftungswillens Christi, der seine Kirche auf die Apostel, auf das Fundament ihres Glaubens gebaut hat. Auf ihre Fürsprache bitten wir den Herrn um einen lebendigen Glauben, damit auch wir in Wort und Tat bekennen: Du bist der Messias, der Sohn des lebendigen Gottes." Ich wünsche euch einen gesegneten Festtag hier in Rom.

Saludo cordialmente a los fieles de lengua española, en particular a los arzobispos que hoy han recibido el palio y a cuantos les acompañan. En la solemnidad de San Pedro y San Pablo, que dieron su vida por Cristo aquí en Roma, os animo también a vosotros a ofrecer en la sociedad actual el testimonio, lleno de alegría y fidelidad, de vuestra fe y amor al Señor. ¡Que Dios os bendiga!

[Saluto cordialmente tutti i polacchi. Nella Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo affido alla loro protezione i nuovi Metropoliti di Varsavia e di BiaBystok, i quali hanno ricevuto oggi il Pallio. Imitando i santi Patroni di Roma, in spirito di fede, essi rafforzino la vostra comunione con Cristo. Nella gioia di tutta la Chiesa, vi benedico di cuore.]

Saluto cordialmente i pellegrini di lingua italiana. La sosta presso le tombe degli Apostoli rafforzi in tutti la fede e dia slancio alla testimonianza evangelica. Buona festa!



emma3
Friday, June 29, 2007 2:46 PM
Il secondo Sinodo dei Vescovi dellAfrica indetto per lottobre del 2009

CITTA DEL VATICANO, giovedì, 28 giugno 2007 (ZENIT.org).- Benedetto XVI ha indetto la seconda Assemblea Speciale per lAfrica del Sinodo dei Vescovi, che si terrà in Vaticano dal 4 al 25 ottobre del 2009.

Secondo quanto reso noto questo giovedì da un comunicato della Sala Stampa della Santa Sede, il tema del Sinodo sarà La Chiesa in Africa a servizio della riconciliazione, della giustizia e della pace. Voi siete il sale della terra& Voi siete la luce del mondo (Mt 5, 13.14).

Nel giugno 2006 lArcivescovo Nikola Eterovic, Segretario generale del Sinodo, in un incontro con i giornalisti nella Sala Stampa della Santa Sede ha presentato i Lineamenta (o orientamenti sul tema) della seconda Assemblea Speciale per lAfrica del Sinodo dei Vescovi.

La prima assemblea dei Vescovi africani, svoltasi a Roma nel 1994, è servita a Giovanni Paolo II come base per la redazione dellEsortazione apostolica Ecclesia in Africa.

Mai nella storia del cristianesimo la fede cattolica ha sperimentato un dinamismo simile all'interno di un continente. In Africa, in centanni, il numero dei cattolici si è moltiplicato per 67.

In base a un rapporto fondato su documenti analizzati dalla Conferenza Episcopale Tedesca, il numero dei cattolici è aumentato in Africa del 6.708% tra il 1900 e il 2000, passando da 1,9 a 130 milioni.

In Nigeria e nella Repubblica Democratica del Congo ha luogo attualmente un numero di battesimi superiore a quello dei Paesi cattolici tradizionali come Italia, Francia, Spagna o Polonia.

Il 37% dei nuovi battezzati è costituito da adulti. Se la tendenza proseguirà, tra 25 anni lAfrica supererà lEuropa per numero di cattolici, affermano i documenti.

Inoltre, stando ai dati dell'Annuario Pontificio, presentato l11 febbraio scorso a Benedetto XVI, nellultimo anno i sacerdoti in Africa sono aumentati del 3,55%.

zenit.org


Paparatzifan
Friday, June 29, 2007 9:44 PM
Re: Re:
LadyRatzinger, 29/06/2007 12.48:




Tu sei di quelle parti,giusto?Che bello!!

BENEDETTO QUANDO TI DECIDI A VENIRE AD AREZZO?????????????




E quando a Venezia?




Paparatzifan
Friday, June 29, 2007 9:45 PM
Re:
Sihaya.b16247, 29/06/2007 12.16:

DOMENICA 21 OTTOBRE IL PAPA SARA' A NAPOLI!!!



Devo dedurre che tu non mancherai all'appuntamento o sbaglio?



LadyRatzinger
Saturday, June 30, 2007 11:59 AM
Re: Re: Re:
Paparatzifan, 29/06/2007 21.44:


E quando a Venezia?









Devi accontentarci tutte!!

Beh,se Maometto non va alla montagna,la montagna va da Maometto!


Sihaya.b16247
Sunday, July 01, 2007 5:52 PM
LE PAROLE DEL PAPA ALLA RECITA DELLANGELUS , 01.07.2007

Cari fratelli e sorelle!

Le Letture bibliche della Messa di questa Domenica ci invitano a meditare su un tema affascinante, che si può riassumere così: libertà e sequela di Cristo. Levangelista Luca narra che Gesù, "mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato tolto dal mondo, si diresse decisamente verso Gerusalemme" (Lc 9,51). Nellespressione "decisamente" possiamo intravedere la libertà di Cristo. Egli infatti sa che a Gerusalemme lo attende la morte di croce, ma in obbedienza alla volontà del Padre offre se stesso per amore. E in questa sua obbedienza al Padre che Gesù realizza la propria libertà come consapevole scelta motivata dallamore. Chi è libero più di Lui che è lOnnipotente? Egli però non ha vissuto la sua libertà come arbitrio o come dominio. Lha vissuta come servizio. In questo modo ha "riempito" di contenuto la libertà, che altrimenti rimarrebbe "vuota" possibilità di fare o di non fare qualcosa. Come la vita stessa delluomo, la libertà trae senso dallamore. Chi infatti è più libero? Chi si riserva tutte le possibilità per paura di perderle, oppure chi si spende "decisamente" nel servizio e così si ritrova pieno di vita per lamore che ha donato e ricevuto?

Lapostolo Paolo, scrivendo ai cristiani della Galazia, nellattuale Turchia, dice: "Voi, fratelli, siete stati chiamati a libertà. Purché questa libertà non divenga un pretesto per vivere secondo la carne, ma mediante la carità siate a servizio gli uni degli altri" (Gal 5,13). Vivere secondo la carne significa seguire la tendenza egoistica della natura umana. Vivere secondo lo Spirito invece è lasciarsi guidare nelle intenzioni e nelle opere dallamore di Dio, che Cristo ci ha donato. La libertà cristiana è dunque tuttaltro che arbitrarietà; è sequela di Cristo nel dono di sé sino al sacrificio della Croce. Può sembrare un paradosso, ma il culmine della sua libertà il Signore lha vissuto sulla croce, come vertice dellamore. Quando sul Calvario gli gridavano: "Se sei il Figlio di Dio, scendi dalla croce!", egli dimostrò la sua libertà di Figlio proprio rimanendo su quel patibolo per compiere fino in fondo la volontà misericordiosa del Padre. Questa esperienza lhanno condivisa tanti altri testimoni della verità: uomini e donne che hanno dimostrato di rimanere liberi anche in una cella di prigione e sotto le minacce della tortura. "La verità vi farà liberi". Chi appartiene alla verità, non sarà mai schiavo di nessun potere, ma saprà sempre liberamente farsi servo dei fratelli.

Guardiamo a Maria Santissima. Umile ancella del Signore, la Vergine è modello di persona spirituale, pienamente libera perché immacolata, immune dal peccato e tutta santa, dedita al servizio di Dio e del prossimo. Con la sua materna premura ci aiuti a seguire Gesù, per conoscere la verità e vivere la libertà nellamore.


DOPO LANGELUS

Dalla Colombia giunge la triste notizia del barbaro assassinio di undici Deputati regionali del Dipartimento del Valle del Cauca, che per più di cinque anni sono rimasti nelle mani delle Forze Armate Rivoluzionarie di Colombia. Mentre elevo preghiere in loro suffragio, mi unisco al profondo dolore dei familiari e dellamata Nazione colombiana, ancora una volta funestata dallodio fratricida. Rinnovo il mio accorato appello affinché cessi immediatamente ogni sequestro e vengano restituiti allaffetto dei loro cari quanti sono tuttora vittime di tali inammissibili forme di violenza.

Saluto ora gli Scout e le Guide che hanno portato la "Fiamma dello spirito", di passaggio a Roma nel suo viaggio verso il Regno Unito, dove si svolgerà in agosto il grande raduno mondiale in occasione del centenario della fondazione dello scoutismo. Saluto inoltre i pellegrini di lingua italiana, in particolare il gruppo Migrantes di Lodi, i ragazzi di Cividino Quintano che hanno ricevuto il Sacramento della Confermazione, i fedeli di Mugnano del Cardinale, i donatori di sangue AVIS di Palagianello e la rappresentanza della Federazione Extraalberghiera Italiana.



Sihaya.b16247
Sunday, July 01, 2007 5:53 PM
Re: Re:
Paparatzifan, 29/06/2007 21:45:



Devo dedurre che tu non mancherai all'appuntamento o sbaglio?






Credo proprio di no!!

Speriamo almeno che riescano a smaltire la "munnezza" per quella data...




Paparatzifan
Sunday, July 01, 2007 8:14 PM
Re: Re: Re:
Sihaya.b16247, 01/07/2007 17.53:



Credo proprio di no!!

Speriamo almeno che riescano a smaltire la "munnezza" per quella data...



Si sa come funziona: la visita del Papa farà sparire tutto in un baleno!!!!




josie '86
Monday, July 02, 2007 10:27 AM
Re:
[POSTQUOTE][QUOTE=Sihaya.b16247, 29/06/2007 12.16][DIM]16pt[=DIM][G]DOMENICA 21 OTTOBRE IL PAPA SARA' A NAPOLI!!![/G][/DIM]
[/QUOTE][/POSTQUOTE]

[G][DIM]14pt[=DIM]WOW! Mi prenoto subito!!! IAMM IAMM ADDO' PAPA IAMM IA'[/DIM] [/G]

Paparatzifan
Monday, July 02, 2007 7:44 PM
Dalla Radio Vaticana...


Benedetto XVI visiterà l'Austria dal 7 al 9 settembre per le celebrazioni dell'850.mo di fondazione del Santuario di Mariazell

Sarà il suo settimo viaggio apostolico internazionale, l'unico in Europa del 2007, quello che Benedetto XVI compirà in Austria dal 7 al 9 settembre prossimi. La conferma è arrivata questa mattina dalla Sala Stampa Vaticana. Il Papa partirà dall'aeroporto romano di Ciampino venerdì 7 settembre è atterrerà a Vienna. il giorno dopo, Benedetto XVI vivrà il clou della visita nella cittadina di Mariazell, dove celebrerà l'850.mo anniversario di fondazione del celebre Santuario mariano. La partenza del volo papale per il ritorno è programmata per domenica 9 settembre, con decollo dallo scalo viennese e atterraggio in quello di Ciampino. (A cura di Alessandro De Carolis)


Paparatzifan
Monday, July 02, 2007 7:59 PM
Dal blog di Lella...

IL PAPA SARA' IN AUSTRIA DAL 7 AL 9 SETTEMBRE



Città del Vaticano, 2 lug. (Apcom) - Benedetto XVI sarà in Austria dal 7 al 9 settembre. La conferma arriva da un comunicato della sala stampa della Santa Sede.

"Nei giorni 7-9 settembre 2007 - si legge nella nota - Sua Santità Benedetto XVI compirà un viaggio apostolico in Austria in occasione dell'850esimo Anniversario della Fondazione del Santuario di Mariazell".

Tappe del viaggio, la seconda trasferta internazionale del 2007, dopo quella in Brasile, saranno Vienna, Mariazell, sede del Santuario mariano, e Heiligenkreuz, vicino la capitale austriaca, dove il Papa visiterà un antico Convento dei cistercensi.


PAPA/ IN AUSTRIA TAPPE A VIENNA, MARIAZELL E HEILIGENKREUZ

Pregherà con i monaci cistercensi, e nel santuario mariano

Città del Vaticano, 2 lug. (Apcom) - Papa Benedetto XVI partirà dall'aeroporto di Ciampino la mattina del 7 settembre. Secondo quanto riferisce il sito ufficiale della visita (http://www.papstbesuch.at), il programma - ancora provvisorio - prevede l'arrivo all'aeroporto di Vienna-Schwechat in tarda mattinata. Il primo appuntamento del Pontefice sarà la preghiera con i fedeli nel centro storico di Vienna, intorno alle 12,45. Successivamente è previsto un incontro con alcuni esponenti di governo e del corpo diplomatico della Hofburg, sede del presidente della Repubblica austriaca.

Sabato 8 settembre è in programma il pellegrinaggio a Mariazell: messa con i fedeli dell'Austria e dell'Europa centrale sul sagrato della Basilica, intorno alle 10.30, e a seguire la recita dei vespri con i sacerdoti, i rappresentanti di alcuni ordini, i diaconi e i seminaristi.

Domenica, 9 settembre, infine, è prevista la messa nel Duomo di Santo Stefano a Vienna, intorno alle 10, a cui segue seguirà la recita dell'Angelus nella piazza davanti al Duomo.

Ultima tappa del viaggio, la visita all'Abbazia di Heiligenkreuz, dove il Papa incontrerà la comunità dei cistercensi. In serata cerimonia di congedo all'aeroporto di Vienna-Schwechat e ritorno del Papa a Roma.

"Guardare Cristo": questo il motto della visita di Benedetto XVI nel Paese austriaco. "Il motto - spiegano i vescovi austriaci - esprime le tematiche più importanti di oggi e rappresenta il fondamento e il concetto dell'attuale pontificato: i temi che interessano la gente di oggi e soprattutto in Europa sono il futuro e le radici della fede cristiana - e sono quindi Gesù Cristo!".


Paparatzifan
Wednesday, July 04, 2007 5:00 PM
Dal "Corriere delle Alpi"...

Gli appuntamenti ufficiali della vacanza di Benedetto XVI a Lorenzago

L'agenda del Pontefice

Ecco lagenda pubblica delle vacanze del pontefice a Lorenzago, con gli appuntamenti già pianificati. Il diario giorno per giorno di una vacanza in terra cadorina allinsegna del riposo ma anche della preghiera.

9 luglio. Papa Benedetto arriverà da Roma allaeroporto di Istrana (Tv) alle 11.30 e da lì ripartirà subito in elicottero per raggiungere attorno alle 12 Lorenzago di Cadore.

11 luglio. Non cè ancora la conferma ufficiale, ma Benedetto XVI è atteso nel corso della serata alla cerimonia dinaugurazione dellorgano, nella chiesa di Lorenzago.

15 luglio. Alle 12, il papa reciterà la preghiera mariana dellAngelus al Castello di Mirabello. Lorganizzazione del momento di preghiera sarà affidata alla Diocesi di Treviso.

22 luglio. LAngelus sarà recitato dal papa nella piazza Calvi di Lorenzago di Cadore. Lorganizzazione di questo momento sarà affidata alla Diocesi di Belluno-Feltre.

27 luglio. Alle 17.30 si conclude il soggiorno di papa Ratzinger in Cadore. Con un probabile arrivederci allanno prossimo.

(26 giugno 2007)


Paparatzifan
Wednesday, July 04, 2007 5:09 PM
Dal blog di Lella...

LUDIENZA GENERALE , 04.07.2007

CATECHESI DEL SANTO PADRE IN LINGUA ITALIANA

Cari fratelli e sorelle!

Oggi vogliamo ricordare uno dei grandi Padri della Chiesa, san Basilio, definito dai testi liturgici bizantini un «luminare della Chiesa». Fu un grande Vescovo del IV secolo, a cui guarda con ammirazione tanto la Chiesa dOriente quanto quella dOccidente per la santità della vita, per l'eccellenza della dottrina e per la sintesi armonica di doti speculative e pratiche. Egli nacque attorno al 330 in una famiglia di santi, "vera Chiesa domestica", che viveva in un clima di profonda fede. Compì i propri studi presso i migliori maestri di Atene e di Costantinopoli. Insoddisfatto dei suoi successi mondani, e accortosi di aver sciupato molto tempo nelle vanità, egli stesso confessa: «Un giorno, come svegliandomi da un sonno profondo, mi rivolsi alla mirabile luce della verità del Vangelo..., e piansi sulla mia miserabile vita» (cfr Ep. 223: PG 32,824a). Attirato da Cristo, cominciò a guardare verso di Lui e ad ascoltare Lui solo (cfr Moralia 80,1: PG 31,860bc). Con determinazione si dedicò alla vita monastica nella preghiera, nella meditazione delle Sacre Scritture e degli scritti dei Padri della Chiesa, e nell'esercizio della carità (cfr Epp. 2 e 22), seguendo anche l'esempio della sorella, santa Macrina, che già viveva nell'ascetismo monacale. Fu poi ordinato sacerdote e infine, nel 370, Vescovo di Cesarea di Cappadocia, nell'attuale Turchia.

Mediante la predicazione e gli scritti svolse unintensa attività pastorale, teologica e letteraria. Con saggio equilibrio seppe unire insieme il servizio alle anime e la dedizione alla preghiera e alla meditazione nella solitudine. Avvalendosi della sua personale esperienza, favorì la fondazione di molte "fraternità" o comunità di cristiani consacrati a Dio, che visitava frequentemente (cfr Gregorio Nazianzeno, Oratio 43,29 in laudem Basilii: PG 36,536b). Con la parola e con gli scritti, molti dei quali sono giunti fino a noi (cfr Regulae brevius tractatae, Proemio: PG 31,1080ab), li esortava a vivere e a progredire nella perfezione. Alle sue opere hanno attinto anche vari legislatori del monachesimo antico, tra cui san Benedetto, che considerava Basilio come il suo maestro (cfr Regula 73,5). In realtà, san Basilio ha creato un monachesimo molto particolare: non chiuso alla comunità della Chiesa locale, ma ad essa aperto. I suoi monaci facevano parte della Chiesa locale, ne erano il nucleo animatore che, precedendo gli altri fedeli nella sequela di Cristo e non solo nella fede, mostrava la ferma adesione a Lui  l'amore per Lui  soprattutto in opere di carità. Questi monaci, che avevano scuole ed ospedali, erano al servizio dei poveri ed hanno così mostrato la vita cristiana nella sua completezza. Il Servo di Dio Giovanni Paolo II, parlando del monachesimo, ha scritto: «Si ritiene da molti che quella struttura capitale della vita della Chiesa che è il monachesimo sia stata posta, per tutti i secoli, principalmente da san Basilio; o che, almeno, non sia stata definita nella sua natura più propria senza il suo decisivo contributo» (Lettera Apostolica Patres Ecclesiae 2).

Come Vescovo e Pastore della sua vasta Diocesi, Basilio si preoccupò costantemente delle difficili condizioni materiali in cui vivevano i fedeli; denunciò con fermezza i mali; si impegnò a favore dei più poveri ed emarginati; intervenne anche presso i governanti per alleviare le sofferenze della popolazione, soprattutto in momenti di calamità; vigilò per la libertà della Chiesa, contrapponendosi anche ai potenti per difendere il diritto di professare la vera fede (cfr Gregorio Nazianzeno, Oratio 43,48-51 in laudem Basilii: PG 36,557c-561c). A Dio, che è amore e carità, Basilio rese una valida testimonianza con la costruzione di vari ospizi per i bisognosi (cfr Basilio, Ep. 94: PG 32,488bc), quasi una città della misericordia, che da lui prese il nome di Basiliade (cfr Sozomeno, Historia Eccl. 6,34: PG 67,1397a). Essa sta alle origini delle moderne istituzioni ospedaliere di ricovero e cura dei malati.

Consapevole che «la liturgia è il culmine verso cui tende l'azione della Chiesa, e insieme la fonte da cui promana tutta la sua virtù» (Sacrosanctum Concilium 10), Basilio, pur preoccupato di realizzare la carità che è il contrassegno della fede, fu anche un sapiente «riformatore liturgico» (cfr Gregorio Nazianzeno, Oratio 43,34 in laudem Basilii: PG 36,541c). Ci ha lasciato infatti una grande preghiera eucaristica [o anafora] che da lui prende nome, e ha dato un ordinamento fondamentale alla preghiera e alla salmodia: per suo impulso il popolo amò e conobbe i Salmi, e si recava a pregarli anche nella notte (cfr Basilio, In Psalmum 1,1-2: PG 29,212a-213c). E così vediamo come liturgia, adorazione, preghiera vadano insieme con la carità, si condizionino reciprocamente.

Con zelo e coraggio Basilio seppe opporsi agli eretici, i quali negavano che Gesù Cristo fosse Dio come il Padre (cfr Basilio, Ep. 9,3: PG 32,272a; Ep. 52,1-3: PG 32,392b-396a; Adv. Eunomium 1,20: PG 29,556c). Similmente, contro coloro che non accettavano la divinità dello Spirito Santo, egli sostenne che anche lo Spirito è Dio, e «deve essere con il Padre e il Figlio connumerato e conglorificato» (cfr. De Spiritu Sancto: SC 17bis, 348). Per questo Basilio è uno dei grandi Padri che hanno formulato la dottrina sulla Trinità: l'unico Dio, proprio perchè è Amore, è un Dio in tre Persone, le quali formano l'unità più profonda che esista, l'unità divina.

Nel suo amore per Cristo e per il suo Vangelo, il grande Cappadoce si impegnò anche a ricomporre le divisioni all'interno della Chiesa (cfr Epp. 70 e 243), adoperandosi perché tutti si convertissero a Cristo e alla sua Parola (cfr De iudicio 4: PG 31,660b-661a), forza unificante, alla quale tutti i credenti devono ubbidire (cfr ibid. 1-3: PG 31,653a-656c).

In conclusione, Basilio si spese completamente nel fedele servizio alla Chiesae nel multiforme esercizio del ministero episcopale. Secondo il programma da lui stesso tracciato, egli divenne «apostolo e ministro di Cristo, dispensatore dei misteri di Dio, araldo del regno, modello e regola di pietà, occhio del corpo della Chiesa, pastore delle pecore di Cristo, medico pietoso, padre e nutrice, cooperatore di Dio, agricoltore di Dio, costruttore del tempio di Dio» (cfr Moralia 80,11-20: PG 31,864b-868b).

E questo il programma che il santo Vescovo consegna agli annunciatori della Parola  ieri come oggi , un programma che egli stesso si impegnò generosamente a mettere in pratica. Nel 379 Basilio, non ancora cinquantenne, consumato dalle fatiche e dall'ascesi, ritornò a Dio, «nella speranza della vita eterna, attraverso Gesù Cristo Signore nostro» (De Baptismo 1,2,9). Egli fu un uomo che visse veramente con lo sguardo fisso a Cristo, un uomo dell'amore per il prossimo. Pieno della speranza e della gioia della fede, Basilio ci mostra come essere realmente cristiani.

© Copyright 2007 - Libreria Editrice Vaticana
RolandoZn
Wednesday, July 04, 2007 7:20 PM
Re:
Sihaya.b16247, 01/07/2007 17.52:

LE PAROLE DEL PAPA ALLA RECITA DELLANGELUS , 01.07.2007

Cari fratelli e sorelle!

Le Letture bibliche della Messa di questa Domenica ci invitano a meditare su un tema affascinante, che si può riassumere così: libertà e sequela di Cristo. Levangelista Luca narra che Gesù, "mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato tolto dal mondo, si diresse decisamente verso Gerusalemme" (Lc 9,51). Nellespressione "decisamente" possiamo intravedere la libertà di Cristo. Egli infatti sa che a Gerusalemme lo attende la morte di croce, ma in obbedienza alla volontà del Padre offre se stesso per amore. E in questa sua obbedienza al Padre che Gesù realizza la propria libertà come consapevole scelta motivata dallamore. Chi è libero più di Lui che è lOnnipotente? Egli però non ha vissuto la sua libertà come arbitrio o come dominio. Lha vissuta come servizio. In questo modo ha "riempito" di contenuto la libertà, che altrimenti rimarrebbe "vuota" possibilità di fare o di non fare qualcosa. Come la vita stessa delluomo, la libertà trae senso dallamore. Chi infatti è più libero? Chi si riserva tutte le possibilità per paura di perderle, oppure chi si spende "decisamente" nel servizio e così si ritrova pieno di vita per lamore che ha donato e ricevuto?

Lapostolo Paolo, scrivendo ai cristiani della Galazia, nellattuale Turchia, dice: "Voi, fratelli, siete stati chiamati a libertà. Purché questa libertà non divenga un pretesto per vivere secondo la carne, ma mediante la carità siate a servizio gli uni degli altri" (Gal 5,13). Vivere secondo la carne significa seguire la tendenza egoistica della natura umana. Vivere secondo lo Spirito invece è lasciarsi guidare nelle intenzioni e nelle opere dallamore di Dio, che Cristo ci ha donato. La libertà cristiana è dunque tuttaltro che arbitrarietà; è sequela di Cristo nel dono di sé sino al sacrificio della Croce. Può sembrare un paradosso, ma il culmine della sua libertà il Signore lha vissuto sulla croce, come vertice dellamore. Quando sul Calvario gli gridavano: "Se sei il Figlio di Dio, scendi dalla croce!", egli dimostrò la sua libertà di Figlio proprio rimanendo su quel patibolo per compiere fino in fondo la volontà misericordiosa del Padre. Questa esperienza lhanno condivisa tanti altri testimoni della verità: uomini e donne che hanno dimostrato di rimanere liberi anche in una cella di prigione e sotto le minacce della tortura. "La verità vi farà liberi". Chi appartiene alla verità, non sarà mai schiavo di nessun potere, ma saprà sempre liberamente farsi servo dei fratelli.

Guardiamo a Maria Santissima. Umile ancella del Signore, la Vergine è modello di persona spirituale, pienamente libera perché immacolata, immune dal peccato e tutta santa, dedita al servizio di Dio e del prossimo. Con la sua materna premura ci aiuti a seguire Gesù, per conoscere la verità e vivere la libertà nellamore.


DOPO LANGELUS

Dalla Colombia giunge la triste notizia del barbaro assassinio di undici Deputati regionali del Dipartimento del Valle del Cauca, che per più di cinque anni sono rimasti nelle mani delle Forze Armate Rivoluzionarie di Colombia. Mentre elevo preghiere in loro suffragio, mi unisco al profondo dolore dei familiari e dellamata Nazione colombiana, ancora una volta funestata dallodio fratricida. Rinnovo il mio accorato appello affinché cessi immediatamente ogni sequestro e vengano restituiti allaffetto dei loro cari quanti sono tuttora vittime di tali inammissibili forme di violenza.

Saluto ora gli Scout e le Guide che hanno portato la "Fiamma dello spirito", di passaggio a Roma nel suo viaggio verso il Regno Unito, dove si svolgerà in agosto il grande raduno mondiale in occasione del centenario della fondazione dello scoutismo. Saluto inoltre i pellegrini di lingua italiana, in particolare il gruppo Migrantes di Lodi, i ragazzi di Cividino Quintano che hanno ricevuto il Sacramento della Confermazione, i fedeli di Mugnano del Cardinale, i donatori di sangue AVIS di Palagianello e la rappresentanza della Federazione Extraalberghiera Italiana.






Il Santo Padre ci ha magistralmente ricordato la differenza tra libero arbitrio e libertà.
Per il primo si tratta della facoltà che abbiamo autonomamente come individui di scegliere tra il bene e il male, scelta che verrà fatta a seconda del nostro riferimento morale; ma la libertà si riferisce alla capacità di scegliere solo il bene, infatti Dio è infinitamente libero in quanto infinito amore.
Cosa ne pensate?
Paparatzifan
Wednesday, July 04, 2007 8:38 PM
Re: Re:
RolandoZn, 04/07/2007 19.20:



Il Santo Padre ci ha magistralmente ricordato la differenza tra libero arbitrio e libertà.
Per il primo si tratta della facoltà che abbiamo autonomamente come individui di scegliere tra il bene e il male, scelta che verrà fatta a seconda del nostro riferimento morale; ma la libertà si riferisce alla capacità di scegliere solo il bene, infatti Dio è infinitamente libero in quanto infinito amore.
Cosa ne pensate?


Sono d'accordo con te: la vera libertà è quella di scegliere il bene!






Sihaya.b16247
Wednesday, July 04, 2007 11:32 PM
L’UDIENZA GENERALE , 04.07.2007

SALUTI AI PELLEGRINI NELLA BASILICA VATICANA

Sono lieto di accogliere e di salutare cordialmente tutti voi, cari pellegrini provenienti da varie parti dItalia. La vista alle tombe degli Apostoli, rafforzi la vostra fede. Esorto ciascuno di voi a comprendere e accogliere sempre più lamore di Dio, sorgente e motivo della nostra vera gioia. Soprattutto alle persone più deboli e bisognose dobbiamo testimoniare questo amore che cambia la vita. Non dimenticate che ognuno di noi, diffondendo la carità divina, contribuisce a costruire un mondo più giusto e solidale.

Chers pèlerins de langue française, je vous accueille avec joie auprès de la tombe de Pierre. Que la démarche spirituelle que vous accomplissez ici affermisse votre foi au Christ et votre lien à lÉglise. En vous confiant à lintercession de la Bienheureuse Vierge Marie, je vous assure de ma prière pour vous et pour vos familles, et à toutes vos intentions.

I am happy to welcome all the English-speaking pilgrims and visitors present today. May your visit to this Basilica and to the city of Rome inspire you to imitate the apostles in following Christ and serving the Church. I assure you of my prayers for your families and friends at home, especially those afflicted by illness or suffering of any kind. God bless you all!

Gerne heiße ich euch, liebe Freude aus den Ländern deutscher Sprache, hier im Petersdom willkommen. Ich freue mich über eure Teilnahme an dieser Generalaudienz. Diese Romwallfahrt stärke euch auf eurem persönlichen Glaubensweg. Ihr dürft sicher sein, daß ich für euch bete, und ich darf auch euch um euer Gebet für meinen Petrusdienst bitten. Von Herzen segne ich euch alle.

Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española venidos a Roma. Deseo que vuestra visita a las tumbas de los Apóstoles Pedro y Pablo os ayude a amar más a la Iglesia y consolidar vuestra fe en Cristo, dando testimonio de Él en vuestra vida. Al agradeceros vuestra presencia aquí, os encomiendo también a la intercesión materna de la Virgen María y os imparto con afecto la Bendición Apostólica.

[01018-XX.01] [Testo originale: Plurilingue]


CATECHESI DEL SANTO PADRE IN LINGUA ITALIANA

Cari fratelli e sorelle!

Oggi vogliamo ricordare uno dei grandi Padri della Chiesa, san Basilio, definito dai testi liturgici bizantini un «luminare della Chiesa». Fu un grande Vescovo del IV secolo, a cui guarda con ammirazione tanto la Chiesa dOriente quanto quella dOccidente per la santità della vita, per l'eccellenza della dottrina e per la sintesi armonica di doti speculative e pratiche. Egli nacque attorno al 330 in una famiglia di santi, "vera Chiesa domestica", che viveva in un clima di profonda fede. Compì i propri studi presso i migliori maestri di Atene e di Costantinopoli. Insoddisfatto dei suoi successi mondani, e accortosi di aver sciupato molto tempo nelle vanità, egli stesso confessa: «Un giorno, come svegliandomi da un sonno profondo, mi rivolsi alla mirabile luce della verità del Vangelo..., e piansi sulla mia miserabile vita» (cfr Ep. 223: PG 32,824a). Attirato da Cristo, cominciò a guardare verso di Lui e ad ascoltare Lui solo (cfr Moralia 80,1: PG 31,860bc). Con determinazione si dedicò alla vita monastica nella preghiera, nella meditazione delle Sacre Scritture e degli scritti dei Padri della Chiesa, e nell'esercizio della carità (cfr Epp. 2 e 22), seguendo anche l'esempio della sorella, santa Macrina, che già viveva nell'ascetismo monacale. Fu poi ordinato sacerdote e infine, nel 370, Vescovo di Cesarea di Cappadocia, nell'attuale Turchia.

Mediante la predicazione e gli scritti svolse unintensa attività pastorale, teologica e letteraria. Con saggio equilibrio seppe unire insieme il servizio alle anime e la dedizione alla preghiera e alla meditazione nella solitudine. Avvalendosi della sua personale esperienza, favorì la fondazione di molte "fraternità" o comunità di cristiani consacrati a Dio, che visitava frequentemente (cfr Gregorio Nazianzeno, Oratio 43,29 in laudem Basilii: PG 36,536b). Con la parola e con gli scritti, molti dei quali sono giunti fino a noi (cfr Regulae brevius tractatae, Proemio: PG 31,1080ab), li esortava a vivere e a progredire nella perfezione. Alle sue opere hanno attinto anche vari legislatori del monachesimo antico, tra cui san Benedetto, che considerava Basilio come il suo maestro (cfr Regula 73,5). In realtà, san Basilio ha creato un monachesimo molto particolare: non chiuso alla comunità della Chiesa locale, ma ad essa aperto. I suoi monaci facevano parte della Chiesa locale, ne erano il nucleo animatore che, precedendo gli altri fedeli nella sequela di Cristo e non solo nella fede, mostrava la ferma adesione a Lui  l'amore per Lui  soprattutto in opere di carità. Questi monaci, che avevano scuole ed ospedali, erano al servizio dei poveri ed hanno così mostrato la vita cristiana nella sua completezza. Il Servo di Dio Giovanni Paolo II, parlando del monachesimo, ha scritto: «Si ritiene da molti che quella struttura capitale della vita della Chiesa che è il monachesimo sia stata posta, per tutti i secoli, principalmente da san Basilio; o che, almeno, non sia stata definita nella sua natura più propria senza il suo decisivo contributo» (Lettera Apostolica Patres Ecclesiae 2).

Come Vescovo e Pastore della sua vasta Diocesi, Basilio si preoccupò costantemente delle difficili condizioni materiali in cui vivevano i fedeli; denunciò con fermezza i mali; si impegnò a favore dei più poveri ed emarginati; intervenne anche presso i governanti per alleviare le sofferenze della popolazione, soprattutto in momenti di calamità; vigilò per la libertà della Chiesa, contrapponendosi anche ai potenti per difendere il diritto di professare la vera fede (cfr Gregorio Nazianzeno, Oratio 43,48-51 in laudem Basilii: PG 36,557c-561c). A Dio, che è amore e carità, Basilio rese una valida testimonianza con la costruzione di vari ospizi per i bisognosi (cfr Basilio, Ep. 94: PG 32,488bc), quasi una città della misericordia, che da lui prese il nome di Basiliade (cfr Sozomeno, Historia Eccl. 6,34: PG 67,1397a). Essa sta alle origini delle moderne istituzioni ospedaliere di ricovero e cura dei malati.

Consapevole che «la liturgia è il culmine verso cui tende l'azione della Chiesa, e insieme la fonte da cui promana tutta la sua virtù» (Sacrosanctum Concilium 10), Basilio, pur preoccupato di realizzare la carità che è il contrassegno della fede, fu anche un sapiente «riformatore liturgico» (cfr Gregorio Nazianzeno, Oratio 43,34 in laudem Basilii: PG 36,541c). Ci ha lasciato infatti una grande preghiera eucaristica [o anafora] che da lui prende nome, e ha dato un ordinamento fondamentale alla preghiera e alla salmodia: per suo impulso il popolo amò e conobbe i Salmi, e si recava a pregarli anche nella notte (cfr Basilio, In Psalmum 1,1-2: PG 29,212a-213c). E così vediamo come liturgia, adorazione, preghiera vadano insieme con la carità, si condizionino reciprocamente.

Con zelo e coraggio Basilio seppe opporsi agli eretici, i quali negavano che Gesù Cristo fosse Dio come il Padre (cfr Basilio, Ep. 9,3: PG 32,272a; Ep. 52,1-3: PG 32,392b-396a; Adv. Eunomium 1,20: PG 29,556c). Similmente, contro coloro che non accettavano la divinità dello Spirito Santo, egli sostenne che anche lo Spirito è Dio, e «deve essere con il Padre e il Figlio connumerato e conglorificato» (cfr. De Spiritu Sancto: SC 17bis, 348). Per questo Basilio è uno dei grandi Padri che hanno formulato la dottrina sulla Trinità: l'unico Dio, proprio perchè è Amore, è un Dio in tre Persone, le quali formano l'unità più profonda che esista, l'unità divina.

Nel suo amore per Cristo e per il suo Vangelo, il grande Cappadoce si impegnò anche a ricomporre le divisioni all'interno della Chiesa (cfr Epp. 70 e 243), adoperandosi perché tutti si convertissero a Cristo e alla sua Parola (cfr De iudicio 4: PG 31,660b-661a), forza unificante, alla quale tutti i credenti devono ubbidire (cfr ibid. 1-3: PG 31,653a-656c).

In conclusione, Basilio si spese completamente nel fedele servizio alla Chiesae nel multiforme esercizio del ministero episcopale. Secondo il programma da lui stesso tracciato, egli divenne «apostolo e ministro di Cristo, dispensatore dei misteri di Dio, araldo del regno, modello e regola di pietà, occhio del corpo della Chiesa, pastore delle pecore di Cristo, medico pietoso, padre e nutrice, cooperatore di Dio, agricoltore di Dio, costruttore del tempio di Dio» (cfr Moralia 80,11-20: PG 31,864b-868b).

E questo il programma che il santo Vescovo consegna agli annunciatori della Parola  ieri come oggi , un programma che egli stesso si impegnò generosamente a mettere in pratica. Nel 379 Basilio, non ancora cinquantenne, consumato dalle fatiche e dall'ascesi, ritornò a Dio, «nella speranza della vita eterna, attraverso Gesù Cristo Signore nostro» (De Baptismo 1,2,9). Egli fu un uomo che visse veramente con lo sguardo fisso a Cristo, un uomo dell'amore per il prossimo. Pieno della speranza e della gioia della fede, Basilio ci mostra come essere realmente cristiani.

Saluto in lingua italiana

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. In particolare saluto i rappresentanti dellAssociazione culturale cristiana italo-ucraina e la Delegazione della Fiaccola Benedettina per la pace, accompagnata da Mons. Riccardo Fontana, Arcivescovo di Spoleto-Norcia. Ho poi la gioia di accogliere e salutare con affetto le Capitolari di varie Congregazioni, che celebrano in questi giorni le loro rispettive assemblee. Alle Suore Figlie della Chiesa auguro di crescere sempre più nella spiritualità che le contraddistingue. Prego la Santa Vergine perché le Suore dell'Istituto Maestre Pie Filippini colgano la provvidenziale occasione del Capitolo generale per un generoso rilancio spirituale e apostolico. Incoraggio le Missionarie del Sacro Costato e di Maria SS.ma Addolorata a conformarsi sempre più al Vangelo secondo lo specifico carisma che le contraddistingue. Esorto le Figlie della Carità del Preziosissimo Sangue a testimoniare con rinnovato ardore la misericordia di Dio, seguendo fedelmente le orme del loro fondatore, il beato Tommaso Maria Fusco.

Rivolgo, infine, il mio pensiero ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. Celebriamo oggi la memoria liturgica del beato Piergiorgio Frassati. Il suo esempio vi rafforzi, cari giovani, nel testimoniare il Vangelo in ogni circostanza della vita; aiuti voi, cari malati, ad offrire le vostre quotidiane sofferenze, perché si realizzi nel mondo la civiltà dell'amore; e sostenga voi, cari sposi novelli, nel costruite la vostra famiglia sulla solida base dell'intima unione con Dio.

[01027-01.01] [Testo originale: Italiano]


APPELLO DEL SANTO PADRE AI GIOVANI IN PREPARAZIONE PER LA GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ 2008

Il mio pensiero va ora allIncontro Mondiale dei Giovani che si svolgerà a Sydney tra circa un anno. Ai giovani qui presenti e a tutti i giovani del mondo che si stanno preparando a questo gioioso incontro di fede voglio ora rivolgere una parola di caloroso saluto e di vivo incoraggiamento, in lingua inglese:




Sihaya.b16247
Thursday, July 05, 2007 9:52 PM
Programmi papali
Ho perso un po' "il conto" della situazione: quali sono i prossimi spostamenti del Papa?
Paparatzifan
Thursday, July 05, 2007 10:04 PM
Re: Programmi papali
Sihaya.b16247, 05/07/2007 21.52:

Ho perso un po' "il conto" della situazione: quali sono i prossimi spostamenti del Papa?



Tranne l'Angelus di domenica prossima non c'è niente fino a lunedì quando partirà per Lorenzago. Ho controllato SAT2000 ma, per il momento, non sembra che trasmettano l'arrivo a Lorenzago.


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