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Ratzigirl
Friday, July 01, 2005 2:28 AM
UDIENZA ALLA DELEGAZIONE DEL PATRIARCATO ECUMENICO DI COSTANTINOPOLI IN OCCASIONE DELLA FESTA DEI SANTI PIETRO E PAOLO



DISCORSO DEL SANTO PADRE

Cari Fratelli!

Nell'accogliervi oggi per la prima volta, dopo l'inizio del mio Pontificato, sono lieto di salutare in voi la Delegazione che ogni anno Sua Santità Bartolomeo I, Patriarca ecumenico, invia per la festa dei Santi Patroni della Chiesa di Roma. Mi rivolgo a voi con le parole di Paolo ai Filippesi: "Rendete piena la mia gioia con l'unione dei vostri spiriti, con la stessa carità, con i medesimi sentimenti... Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù" (Fil 2,2-5). L’Apostolo, consapevole di quanto sia facile soccombere alla minaccia sempre latente di conflitti e contese, esorta la giovane Comunità di Filippi alla concordia e all’unità. Ai Galati indicherà con forza che tutta la legge trova la sua pienezza nel solo precetto dell’amore; e li esorterà a camminare secondo lo Spirito per evitare le opere della carne - discordie, gelosie, dissensi, divisioni, fazioni, invidie - ed ottenere così il frutto dello Spirito, che è invece l’amore (cfr Gal 5,14-23).

La felice tradizione di assicurare una reciproca presenza nella Basilica di San Pietro e nella Cattedrale di San Giorgio per le feste dei Santi Pietro e Paolo e di Sant’Andrea è, dunque, espressione di questa condivisa volontà di combattere le opere della carne, che tendono a disgregarci, e di vivere secondo lo Spirito, che promuove la crescita della carità fra noi. La vostra visita odierna e quella che la Chiesa di Roma ricambierà tra qualche mese, testimoniano che in Cristo Gesù la fede opera per mezzo della carità (cfr ibid., 5,6). E’ l’esperienza del "dialogo della carità", inaugurato sul Monte degli Ulivi da Papa Paolo VI e dal Patriarca Athenagoras, esperienza che si è dimostrata non vana. Numerosi e significativi sono, infatti, i gesti sinora compiuti: penso all’abrogazione delle reciproche condanne del 1054, ai discorsi, ai documenti e agli incontri promossi dalle Sedi di Roma e di Costantinopoli. Questi gesti hanno segnato il cammino degli ultimi decenni. E come non ricordare qui che il Papa Giovanni Paolo II, di venerata memoria, pochi mesi prima della sua morte, nella Basilica di San Pietro, ha scambiato un fraterno abbraccio con il Patriarca ecumenico proprio per dare un segno spirituale forte della nostra comunione nei Santi, che entrambi invochiamo, e per ribadire il fermo impegno di operare senza sosta in vista della piena unità? Certamente è un cammino lungo, il nostro, e non facile, segnato, all’inizio, da timori ed esitazioni, ma fattosi poi sempre più spedito e consapevole. Un cammino che ha visto crescere la speranza di un solido "dialogo della verità" e di un processo di chiarificazione teologica e storica, che ha già dato apprezzabili frutti.

Con le parole dell’apostolo Paolo dobbiamo chiederci: "Tante esperienze le avete fatte invano?" (Gal 3,4). Si avverte la necessità di unire le forze e non risparmiare le energie, affinché il dialogo teologico ufficiale, iniziato nel 1980, tra la Chiesa cattolica e le Chiese ortodosse nel loro insieme, riprenda con rinnovato vigore. A questo proposito, vorrei esprimere, cari Fratelli, i miei sentimenti di riconoscenza per Sua Santità Bartolomeo, che si sta prodigando per riattivare i lavori della Commissione mista internazionale cattolica-ortodossa. Desidero assicurarlo che è mia salda volontà appoggiare ed incoraggiare questa azione. La ricerca teologica, che deve affrontare questioni complesse ed individuare soluzioni non riduttive, è un impegno serio, al quale non possiamo sottrarci. Se è vero che il Signore chiama con forza i suoi discepoli a costruire l’unità nella carità e nella verità; se è vero che l’appello ecumenico costituisce un pressante invito a riedificare, nella riconciliazione e nella pace, l’unità, gravemente danneggiata, tra tutti i cristiani; se non possiamo ignorare che la divisione rende meno efficace la santissima causa della predicazione del Vangelo ad ogni creatura (cfr Unitatis redintegratio, 1), come possiamo sottrarci al compito di esaminare con chiarezza e buona volontà le nostre differenze, affrontandole con l’intima convinzione che esse vanno risolte? L’unità che noi cerchiamo non è né assorbimento né fusione, ma rispetto della multiforme pienezza della Chiesa, la quale, conformemente alla volontà del suo fondatore Gesù Cristo, deve essere sempre una, santa, cattolica ed apostolica. Questa consegna trovò piena risonanza nell’intangibile professione di fede di tutti i cristiani, il Simbolo elaborato dai Padri dei Concili ecumenici di Nicea e di Costantinopoli (cfr Slavorum Apostoli, 15). Il Concilio Vaticano ha riconosciuto con lucidità il tesoro che l’Oriente possiede e dal quale l’Occidente "molte cose ha preso"; ha ricordato che i dogmi fondamentali della fede cristiana sono stati definiti dai Concili ecumenici celebrati in Oriente; ha esortato a non dimenticare quante sofferenze abbia patito l’Oriente per conservare la sua fede. L’insegnamento del Concilio ha ispirato l’amore e il rispetto per la Tradizione orientale, ha incoraggiato a considerare l’Oriente e l’Occidente come tessere che compongono insieme il volto splendente del Pantocrátor, la cui mano benedice tutta l’Oikoumene. Il Concilio si è spinto più oltre affermando: "Non fa meraviglia che alcuni aspetti del mistero rivelato siano talvolta percepiti in modo più adatto e posti in miglior luce dall’uno che non dall’altro, cosicché si può dire allora che quelle varie formule teologiche non di rado si completino, piuttosto che opporsi" (Unitatis redintegratio, 17).

Cari Fratelli, vi chiedo di portare i miei saluti al Patriarca ecumenico, informandolo del mio proposito di proseguire con ferma determinazione nella ricerca della piena unità tra tutti i cristiani. Vogliamo insieme continuare sulla via della comunione, e compiere assieme nuovi passi e gesti, che conducano a superare le rimanenti incomprensioni e divisioni, tenendo a mente che "per ristabilire la comunione e l’unità bisogna ‘non imporre altro peso fuorché le cose necessarie’ (At 15,28)" (Ibid., 18). Grazie di cuore a ciascuno di voi per essere venuti dall’Oriente a rendere omaggio ai Santi Pietro e Paolo, che insieme veneriamo. La loro costante protezione e soprattutto la materna intercessione della Theothocos guidino sempre i nostri passi. "La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con il vostro spirito, fratelli" (Gal 6,18).
Ratzigirl
Friday, July 01, 2005 2:32 AM
Udienza privata :
La mattina del 30 giugno, il Papa ha ricevuto in Udienza
S.E. la Signora Vaira Vike-Freiberga, Presidente della Repubblica di Lettonia, con il Consorte e Seguito


Con i doni dalla Lettonia



Foto di rito

Ratzigirl
Saturday, July 02, 2005 6:05 PM
COMUNICATO: XIV RIUNIONE DEL CONSIGLIO SPECIALE PER L’AFRICA DEL SINODO DEI VESCOVI


Il Consiglio Speciale per l'Africa della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi ha tenuto la 14ª riunione nei giorni 21 e 22 giugno 2005 presso la sede della Segreteria medesima a Roma in Via della Conciliazione.

Questa riunione, già fissata nella precedente del febbraio 2005, era destinata a proseguire la preparazione della Seconda Assemblea Speciale per l'Africa del Sinodo dei Vescovi, secondo le disposizioni impartite dal Sommo Pontefice Giovanni Paolo II di v.m.

All’incontro hanno partecipato: S.Em.R. il Sig. Card. Francis Arinze, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti (Vaticano); S.Em.R. il Sig. Card. Armand Razafindratandra, Arcivescovo di Antananarivo (Madagascar); S.Em.R. il Sig. Card. Polycarp Pengo, Arcivescovo di Dar-es-Salaam (Tanzania); S.Em.R. il Sig. Card. Wilfrid Fox Napier, o.f.m., Arcivescovo di Durban (Sud Africa); S.E.R. Mons. Henri Teissier, Arcivescovo di Alger (Algeria); S.E.R. Mons. Paul Verdzekov, Arcivescovo di Bamenda (Camerun); S.E.R. Mons. Jaime Pedro Gonçalves, Arcivescovo di Beira (Mozambico); S.E.R. Mons. John Olorunfemi Onaiyekan, Arcivescovo di Abuja (Nigeria); S.E.R. Mons. Anselme Titianma Sanon, Arcivescovo di Bobo-Dioulasso (Burkina Faso); S.E.R. Mons. Telesphore George Mpundu, Arcivescovo Coadiutore di Lusaka (Zambia); S.E.R. Mons. Youssef Ibrahim Sarraf, Vescovo di Le Caire dei Caldei (Egitto).

Trattenuto in sede da urgenti impegni liturgici e pastorali, non ha potuto prendere parte ai lavori S.E.R. Mons. Laurent Monsengwo Pasinya, Arcivescovo di Kisangani (Repubblica Democratica del Congo).

Ha introdotto e guidato i lavori S.E.R. Mons. Nikola Eterovic, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, il quale ha toccato vari punti di speciale interesse in questo periodo molto significativo per la Chiesa Cattolica e in modo particolare per l'Africa.

Infatti, ha subito posto in evidenza la realtà della successione apostolica sulla sede di Pietro, che ha visto l'avvicendamento di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, non solo nel particolare vincolo della trasmissione del ministero, ma anche nella "profonda amicizia e prossimità spirituale" in certo modo simile a quella che univa San Paolo e Timoteo.

Poiché il Santo Padre è Presidente nato del Sinodo dei Vescovi, la successione sulla sede di Pietro riveste per questa istituzione un significato particolare; perciò l'eredità lasciata da Giovanni Paolo II è destinata, sotto l'azione dello Spirito Santo, a portare, anche nel campo sinodale, altri frutti durante il Pontificato di Benedetto XVI.

Per questo motivo il Segretario Generale ha esposto brevemente alcuni dati storici per illustrare l'attività sinodale dei due Pontefici.

Tenuta presente l'intenzione di Giovanni Paolo II di convocare una seconda assemblea sinodale per l'Africa, era necessario che il Consiglio prendesse coscienza delle disposizioni proprie di Sua Santità Benedetto XVI manifestate nell'udienza concessa al Consiglio medesimo il giorno 22 giugno. Infatti, nella sua allocuzione durante l'Udienza generale in Piazza San Pietro, il Santo Padre, nel salutare i componenti del Consiglio Speciale per l'Africa del Sinodo dei Vescovi, si è così espresso: "Confermando quanto aveva deciso il mio venerato Predecessore il 13 novembre dello scorso anno, desidero annunciare la mia intenzione di convocare la Seconda Assemblea Speciale per l'Africa del Sinodo dei Vescovi". Al contempo il Sommo Pontefice ha auspicato che "tale Assise segni un ulteriore impulso nel continente africano all'evangelizzazione, al consolidamento e alla crescita della Chiesa e alla promozione della riconciliazione e della pace".

Dopo l'udienza pontificia, i Membri del Consiglio si sono recati nelle Grotte Vaticane, per venerare la tomba del Servo di Dio Papa Giovanni Paolo II, davanti alla quale hanno sostato per alcuni minuti in preghiera, raccomandando in particolare l'iter della Seconda Assemblea Speciale per l'Africa.

La decisione del Santo Padre Benedetto XVI di convocare la menzionata Seconda Assemblea ha orientato i lavori del Consiglio, dopo che, secondo l'ordine del giorno, i rispettivi Presuli avevano presentato informazioni sulla situazione sociale, politica ed ecclesiale in Africa, con riferimento all'applicazione nelle diverse chiese particolari dell'Esortazione apostolica Postsinodale Ecclesia in Africa, documento che rimane come punto di riferimento della Chiesa Cattolica nel continente africano.

Sono emersi così dati aggiornati e precisi sulle vicende che riguardano la vita della società e della Chiesa in Africa, dopo la celebrazione della Prima Assemblea Speciale per l'Africa, sia in riferimento ai diversi sistemi di governo di fronte alle urgenze del momento nel campo politico, economico e sociale, sia nell'ambito ecclesiale caratterizzato da un promettente dinamismo pastorale.

La Chiesa, attenta al discernimento dei segni dei tempi, è impegnata nell'opera di annuncio del Vangelo, di inculturazione soprattutto nella liturgia, di promozione sociale, di dialogo con gli appartenenti ad altre religioni. Un elemento comune è stata la grande attenzione riservata dall'intera società alla morte di Giovanni Paolo Il e all'elezione del Papa Benedetto XVI. In genere nel continente africano oggi si nota un atteggiamento di accoglienza e di fiducia nei confronti della Chiesa Cattolica.

Il Consiglio ha mostrato particolare interesse nello studio di possibili argomenti per la futura Seconda Assemblea sinodale per l'Africa. Seguendo la parola del Santo Padre, sono state elaborate proposte sui temi della evangelizzazione, dell'attività sociale della Chiesa, della riconciliazione e della pace, nella consapevolezza che i discepoli del Signore anche in Africa devono dimostrarsi sempre di più sale della terra e luce del mondo. Nella persona di Gesù Cristo si trova il modello supremo di questa condotta cristiana in Africa, poiché è Lui che può dare per eccellenza sapore e luce alla vita cristiana. Così la Chiesa diventa anima della società, che sarà riconciliata, pacificata e giusta, accettando queste sfide come parte integrante della sua presenza ed opera evangelizzatrice. Trattandosi, poi, di una testimonianza da rendere in tutti gli ambiti della vita in Africa, sono i laici i protagonisti di questa azione diretta a riflettere nel mondo la luce che è Cristo.

I Membri del Consiglio, dopo aver fissato la data della prossima riunione, che si svolgerà, appunto, nei giorni 23 e 24 febbraio 2006, hanno posto termine alla quattordicesima riunione, incaricando il Segretario Generale di sottoporre alla considerazione del Santo Padre Benedetto XVI i risultati delle loro discussioni collegiali in vista della preparazione dei Lineamenta della Seconda Assemblea Speciale per l'Africa del Sinodo dei Vescovi.

Ratzigirl
Sunday, July 03, 2005 3:36 AM
Messaggio del Papa ai Paesi ricchi


Un messaggio contro la poverta' affinche' siano messe in atto azioni drastiche per combatterla. E' questo il contenuto del messaggio che il Santo Padre ha inviato oggi al G8 di Edimburgo. La lettera di Benedetto XVI e' stata letta al corteo di 100 mila manifestanti presenti nella citta' scozzese dal cardinale Keith O'Brien, guida pastorale dei cattolici di Scozia.''La gente dei Paesi piu' ricchi del mondo - si legge nel testo - deve essere pronta ad accettare il fardello della riduzione del debito per i Paesi piu' indebitati, e dovrebbe chiedere ai propri leader di rispettare l'impegno a ridurre la poverta', soprattutto in Africa, entro il 2015''.

[Modificato da Ratzigirl 03/07/2005 3.38]

Ratzigirl
Sunday, July 03, 2005 1:16 PM
Angelus 3 giugno 2005



Alcuni giorni or sono ho avuto la gioia di presentare il Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica. Da diversi anni si avvertiva il bisogno di un catechismo breve, che riassumesse in maniera semplice ma completa tutti gli elementi essenziali della dottrina cattolica. La Provvidenza divina ha fatto sì che tale progetto si realizzasse nel giorno stesso in cui è stata introdotta la causa di beatificazione dell’amato Giovanni Paolo II, che ad esso ha dato un impulso determinante. Mentre di ciò rendo grazie al Signore, vorrei, cari fratelli e sorelle, ancora una volta sottolineare l’importanza di questo utile e pratico strumento per l’annuncio di Cristo e del suo vangelo di salvezza.

Nel Compendio, in un ideale dialogo tra maestro e discepolo, viene sintetizzata la più ampia esposizione della fede della Chiesa e della dottrina cattolica contenuta nel Catechismo pubblicato dal mio venerato Predecessore nel 1992. Il Compendio riprende le quattro parti ben legate tra loro, consentendo di cogliere la straordinaria unità del mistero di Dio, del suo disegno salvifico per l’intera umanità, della centralità di Gesù, l’Unigenito Figlio di Dio fatto uomo nel seno della Vergine Maria, morto e risorto per noi. Presente ed operante nella sua Chiesa particolarmente nei Sacramenti, Cristo è la sorgente della nostra fede, il modello d’ogni credente e il Maestro della nostra preghiera.

Cari fratelli e sorelle, quanto è necessario che, in quest’inizio del terzo millennio, l’intera comunità cristiana proclami, insegni e testimoni integralmente le verità della fede, della dottrina e della morale cattolica in maniera unanime e concorde! All’auspicato rinnovamento della catechesi e dell’evangelizzazione possa contribuire anche il Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica, perché tutti i cristiani - ragazzi, giovani ed adulti, famiglie e comunità -, docili all’azione dello Spirito Santo, diventino in ogni ambiente catechisti ed evangelizzatori, aiutando gli altri ad incontrare Cristo. Lo chiediamo con fiducia alla Vergine Madre di Dio, Stella dell’evangelizzazione.




DOPO L’ANGELUS

Mercoledì prossimo, 6 luglio, si aprirà a Gleneagles (Scozia) il G-8, cioè, il Vertice dei Capi di Stato e di Governo dei Paesi più industrializzati del mondo, che avrà fra le sue priorità l’Africa, un continente spesso trascurato. Auguro di cuore pieno successo a questa importante riunione, auspicando che essa porti a condividere in solidarietà i costi della riduzione del debito, a mettere in atto misure concrete per lo sradicamento della povertà e a promuovere un autentico sviluppo dell’Africa.

Je salue cordialement les pèlerins de langue française, les invitant à faire de leur temps de vacances un temps de ressourcement spirituel.

I warmly welcome the English-speaking visitors present at this "Angelus" prayer. I pray thatyour time here in Rome will encourage you to follow the example of Saints Peter and Paul with confidence and generosity.

Von Herzen grüße ich die Pilger aus den Ländern deutscher Sprache. Auf Ihn müssen wir hören. Verbringt daher auch diese Urlaubstage in der Gegenwart Gottes! Euch allen wünsche ich in diesem Sommer eine gesegnete Erholungszeit!

Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española que han participado en la oración mariana del Ángelus. Llevad a vuestros hogares y comunidades el afecto del Papa, que os bendice de todo corazón.

Pozdrawiam pielgrzymów z Polski. Na czas wakacji zycze wam dobrego odpoczynku i spotkania z Bogiem. Niech Pan was prowadzi.

[Saluto i pellegrini polacchi. Vi auguro che le vacanze siano tempo di riposo e di comunione con Dio. Il Signore vi accompagni].

Il mio saluto va ora ai pellegrini di lingua italiana, in particolare ai rappresentanti della Scuola materna di Verdellino, al gruppo "Teresa Orsini" di Gravina di Puglia, ai fedeli di Varallo Sesia, alla banda musicale di Castelli Calepio e ai conduttori di auto e moto storiche di Roma.

Rivolgo poi uno speciale saluto ai giovani delle diocesi italiane, che sono saliti sul monte Adamello per venerare la croce eretta sulla Punta "Giovanni Paolo II". Con lo sguardo volto alla ormai prossima Giornata Mondiale della Gioventù, mi unisco a voi, cari amici, raccolti in terra trentina, ai piedi dell’Adamello, per la Santa Messa celebrata da Mons. Angelo Comastri, mio Vicario Generale per la Città del Vaticano. Siate sempre fedeli testimoni, per i vostri coetanei, dell’amore misericordioso di Cristo, che con il sacrificio della croce ha redento il mondo.

Buona Domenica a tutti!

RATZGIRL
Sunday, July 03, 2005 1:32 PM
Angelus di oggi
Durante l'Angelus di oggi mi è piaciuto tantissimo quel C-8 di Papa Ratzinger.Mi ha fatto una tenerezza immensa.
Ratzigirl
Sunday, July 03, 2005 1:50 PM
Eheheheh
Si, è vero, e tra poco sarà anche disponibile online da rivedere.Appena c'è vi avverto!!!
RATZGIRL
Sunday, July 03, 2005 6:06 PM
Ohhhhhh
Bellissimo!Grazie di cuore ratzigirl!
Sihaya.b16247
Sunday, July 03, 2005 11:25 PM
Re: Angelus di oggi

Scritto da: RATZGIRL 03/07/2005 13.32
Durante l'Angelus di oggi mi è piaciuto tantissimo quel C-8 di Papa Ratzinger.Mi ha fatto una tenerezza immensa.



Oggi durante l'Angelus Papa Benedetto è stato particolarmente baciottoso!!!
Il C-8 è stato fortissimo!!! E poi si è impapinato due tre volte di seguito... Che tenerezza!!!
Sihaya
Ratzigirl
Monday, July 04, 2005 12:40 PM
UDIENZA AL PELLEGRINAGGIO DELL’ARCIDIOCESI DI MADRID (SPAGNA)
[ N.d.R] Dato che abbiamo anche utenti di lingua spagnola, lingua francese e lingua tedesca, inserirò qualora se ne presentasse l'occasione, anche i testi delle udienze in queste due lingue, in modo da dare la possibilità a tali utenti di leggere nella propria madre lingua gli speciali messaggi del Papa.



Alle ore 11.30 di questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in Udienza, nell’Aula Paolo VI, il pellegrinaggio dell’Arcidiocesi di Madrid (Spagna), guidato dal Cardinale Arcivescovo Antonio María Rouco Varela, a conclusione del terzo Sinodo diocesano.
Questo il discorso rivolto da Papa Benedetto XVI ai fedeli dell’Arcidiocesi di Madrid:


DISCORSO DEL SANTO PADRE

Queridos hermanos y hermanas:

Os doy mi más cordial bienvenida a este encuentro, en primer lugar al Señor Cardenal Antonio María Rouco Varela, Arzobispo de Madrid, a sus Obispos Auxiliares y demás miembros de la asamblea sinodal, acompañados de tantos fieles laicos que han participado en los grupos de oración y reflexión sobre el gran tema y objetivo del Sínodo: La transmisión de la fe, vivida y realizada en la comunión de la Iglesia.

En la solemnidad de Pentecostés de este Año dedicado a la Eucaristía se ha clausurado el tercer Sínodo Diocesano, que se ha propuesto renovar la fe y la comunión entre los miembros de la Iglesia en Madrid. La comunidad eclesial ha tomado conciencia de ser "familia en la fe", una familia unida por un vínculo profundo y misterioso que congrega a las más diversas realidades y se convierte, por la presencia de Dios en ella, en signo de unidad para toda la sociedad. Es una comunidad católica, y católica quiere decir precisamente que es una asamblea abierta, depositaria de un mensaje con vocación universal, destinado a todo ser humano. Es una comunidad que armoniza y hace concordes a personas de distintas proveniencias y formas de vida. Y esta comunidad católica peregrina hoy a Roma como signo de comunión con el sucesor de Pedro y, por tanto, con la Iglesia universal.

Como en un nuevo Pentecostés, el Espíritu Santo ha infundido en los corazones un nuevo ardor misionero, una intensa solicitud por quienes hoy viven en vuestra comunidad diocesana; personas con nombres y apellidos, con sus inquietudes y esperanzas, sus sufrimientos y dificultades. A partir de la experiencia sinodal, habéis sido enviados para "dar la Buena Noticia a los pobres, para anunciar a los cautivos la libertad y a los ciegos la vista" (Lc 4, 18). En una sociedad sedienta de auténticos valores humanos y que sufre tantas divisiones y fracturas, la comunidad de los creyentes ha de ser portadora de la luz del Evangelio, con la certeza de que la caridad es ante todo comunicación de la verdad.

Con este fin, la Iglesia en Madrid quiere estar presente en todos los campos de la vida cotidiana, y también a través de los medios de comunicación social. Es un aspecto importante porque el Espíritu nos impulsa a hacer llegar a cada hombre y cada mujer el Amor que Dios Padre mostró en Jesucristo. Este amor es solícito, generoso, incondicional, y se ofrece no sólo a los que escuchan al mensajero, sino también a los que lo ignoran o rechazan. Cada uno de los fieles tiene que sentirse llamado para ir, como enviado de Cristo, en busca de quienes se han alejado de la comunidad, como aquellos discípulos de Emaús que habían cedido al desencanto (cf. Lc 24,13-35). Hay que ir hasta los confines de la sociedad para llevar a todos la luz del mensaje de Cristo sobre el sentido de la vida, de la familia y de la sociedad, llegando a las personas que viven en el desierto del abandono y de la pobreza, y amándoles con el Amor de Cristo Resucitado. En todo apostolado, y en el anuncio del Evangelio, como dice San Pablo, "si no tengo amor, nada soy" (1 Cor 13,2).

Queridos hermanos y hermanas, siguiendo las pautas del Sínodo, procurad alimentaros espiritualmente con la oración y con una intensa vida sacramental; profundizad en el conocimiento personal de Cristo y caminad con todas vuestras fuerzas hacia la santidad, el "alto grado de vida cristiana", como decía el querido Juan Pablo II.

Que María santísima obtenga como don para todos los miembros de la archidiócesis de Madrid la fidelidad total a Cristo y a su Iglesia, y que ella os guíe siempre en vuestro camino postsinodal. Por mi parte, os acompaño en la oración, a la vez que con afecto os imparto la Bendición Apostólica, que hago extensiva a toda la comunidad diocesana.





Paparatzifan
Monday, July 04, 2005 10:14 PM
Udienza agli spagnoli


Grazie, Ratzigirl, per il testo del discorso agli spagnoli che tra poco leggerò. A mezzogiorno ho guardato tutti i telegiornali e solo Rete4 ha fatto un ampio servizio su quest'udienza. I pellegrini spagnoli facevano i cori così: "Benedicto, amigo, Madrid està contigo!!!!!"
Ratzigirl
Tuesday, July 05, 2005 2:06 AM
^_^
Figurati!!!
E' un piacere aiutare i propri utenti a usufruire al meglio il forum....e poi è un'onore averti tra noi...se ti posso dare una mano...
Ratzigirl
Tuesday, July 05, 2005 12:45 PM
EREZIONE DELLA DIOCESI DI SINDHUDURG (INDIA) E NOMINA DEL PRIMO VESCOVO
Il Santo Padre ha eretto la diocesi di Sindhudurg (India), con territorio dismembrato dalla diocesi di Poona, rendendola suffraganea della Sede Metropolitana di Bombay.

Benedetto XVI ha nominato primo Vescovo di Sindhudurg il Rev.do Anthony Alwyn Fernandes Barreto, del clero di Poona e Parroco di Vengurla.

Dati statistici

La nuova diocesi di Sindhudurg (nom. lat. Sindhudurgien/sis/), comprende due Distretti civili di Sindhudurg e Ratnagiri, e i Talukas di Ajra e Gadhinglaj del Distretto di Kolhapur (ad eccezione della parrocchia di St. Francis Xavier a Kolhapur). Confina a Nord con l’arcidiocesi di Bombay; a Sud e Sud-Est con l’arcidiocesi di Goa e la diocesi di Belgaum; ad Est con la diocesi di Poona; ad Ovest con il Mar Arabico.

Paparatzifan
Tuesday, July 05, 2005 3:18 PM
Re: ^_^

Scritto da: Ratzigirl 05/07/2005 2.06
Figurati!!!
E' un piacere aiutare i propri utenti a usufruire al meglio il forum....e poi è un'onore averti tra noi...se ti posso dare una mano...



Grazie mille, cara. E' un onore far parte del forum. Grazie, ancora!!!
Ratzigirl
Wednesday, July 06, 2005 1:00 PM
Udienza Generale 6 Luglio 2005
CATECHESI DEL SANTO PADRE IN LINGUA ITALIANA

1. Questo inno della Lettera agli Efesini (cfr Ef 1,3-14), che ritorna nella Liturgia dei Vespri di ognuna delle quattro settimane, è una preghiera di benedizione rivolta a Dio Padre. Il suo svolgimento è dedicato a delineare le varie tappe del piano di salvezza che si compie attraverso l’opera di Cristo.

Al centro della benedizione risuona il vocabolo greco mysterion, un termine associato di solito ai verbi di rivelazione («rivelare», «conoscere», «manifestare»). È questo, infatti, il grande progetto segreto che il Padre aveva custodito in se stesso fin dall’eternità (cfr v. 9) e che ha deciso di attuare e rivelare «nella pienezza dei tempi» (cfr v. 10) in Gesù Cristo, suo Figlio.

Le tappe di questo piano sono scandite nell’inno dalle azioni salvifiche di Dio per Cristo nello Spirito. Il Padre innanzitutto ci sceglie perché camminiamo santi e immacolati nell’amore (cfr v. 4), poi ci predestina ad essere suoi figli (cfr vv. 5-6), inoltre ci redime e ci rimette i peccati (cfr vv. 7-8), ci svela pienamente il mistero della salvezza in Cristo (cfr vv. 9-10), infine ci dona l’eredità eterna (cfr vv. 11-12) offrendocene la caparra nel dono dello Spirito Santo in vista della risurrezione finale (cfr vv. 13-14).

2. Molteplici sono, quindi, gli eventi salvifici che si succedono nello snodarsi dell’inno. Essi coinvolgono le tre Persone della Santissima Trinità: si parte dal Padre, che è l’iniziatore e l’artefice supremo del piano di salvezza; si fissa lo sguardo sul Figlio che realizza il disegno all’interno della storia; si giunge allo Spirito Santo che imprime il suo «suggello» a tutta l’opera della salvezza. Noi ora ci fermiamo brevemente sulle prime due tappe, quelle della santità e della filiazione (cfr vv. 4-6).

Il primo gesto divino, rivelato e attuato in Cristo, è l’elezione dei credenti, frutto di un’iniziativa libera e gratuita di Dio. In principio, quindi, «prima della creazione del mondo» (v. 4), nell’eternità di Dio, la grazia divina è disponibile ad entrare in azione. Questa chiamata ha come contenuto la «santità» che è partecipazione alla purezza trascendente dell’Essere divino e alla sua intima essenza di «carità»: «Dio è amore» (1Gv 4,8.16). L’agape diventa così la nostra realtà morale profonda. Siamo, quindi, trasferiti nell’orizzonte sacro e vitale di Dio stesso.

3. In questa linea si procede verso l’altra tappa, anch’essa contemplata nel piano divino fin dall’eternità: la nostra «predestinazione» a figli di Dio.

Paolo esalta altrove (cfr Gal 4,5; Rm 8,15.23) questa sublime condizione di figli che implica la fraternità con Cristo, il Figlio per eccellenza, «primogenito tra molti fratelli» (Rm 8,29) e l’intimità nei confronti del Padre celeste che può ormai essere invocato Abbá, «padre caro», in un rapporto di spontaneità e di amore. Siamo, quindi, in presenza di un dono immenso reso possibile dal «beneplacito della volontà» divina e dalla «grazia», luminosa espressione dell’amore che salva.

4. Ci affidiamo ora, in conclusione, al grande Vescovo di Milano, sant’Ambrogio, il quale in una delle lettere commenta le parole dell’apostolo Paolo agli Efesini, soffermandosi proprio sul ricco contenuto del nostro inno cristologico. Egli sottolinea innanzitutto la grazia sovrabbondante con la quale Dio ci ha resi suoi figli adottivi in Cristo Gesù. «Non bisogna perciò dubitare che le membra siano unite al loro capo, soprattutto perché fin dal principio siamo stati predestinati all’adozione di figli di Dio, per mezzo di Gesù Cristo» (Lettera XVI ad Ireneo, 4: SAEMO, XIX, Milano-Roma 1988, p. 161).

Il santo Vescovo di Milano prosegue la propria riflessione osservando: «Chi è ricco, se non il solo Dio, creatore di tutte le cose?». E conclude: «Ma è molto più ricco di misericordia, poiché ha redento tutti e – quale autore della natura – ha trasformato noi, che secondo la natura della carne eravamo figli dell’ira e soggetti al castigo, perché fossimo figli della pace e della carità» (n. 7: ibidem, p. 163).


(Per Richeliette ed utenti francesi)

? Sintesi della catechesi in lingua francese

Chers Frères et Sœurs,

L’hymne que nous venons d’entendre, tiré de la lettre aux Éphésiens, est une prière de bénédiction adressée à Dieu le Père. Il présente les différentes étapes du plan de salut, révélant le projet du Père depuis toute éternité, réalisé dans l’histoire par son Fils Jésus Christ, dans l’Esprit, qui imprime son «sceau» à toute l’œuvre salvifique.

Parmi les gestes divins révélés et réalisés par le Christ, le premier regarde l’élection des croyants, fruit d’une initiative libre et gratuite de Dieu. Le Père appelle ceux qu’il a choisis à la «sainteté», qui est participation à la perfection son Être et de sa «charité». Le second geste concerne notre «prédestination» à être fils de Dieu. Cette condition de fils implique la fraternité avec le Christ, le Fils par excellence, et l’intimité avec le Père, dans une relation d’amour. Rendons grâce à Dieu, riche en miséricorde, qui nous a rachetés pour que nous soyons fils de la paix et de la charité.

Je salue cordialement les pèlerins francophones, en particulier les séminaristes du diocèse de Versailles, les groupes de jeunes, ainsi que les pèlerins d’Égypte et du Viêt-Nam. Puissiez-vous, à l’occasion de votre séjour à Rome, rendre grâce au Père, par le Fils, dans l’Esprit, lui qui vous appelle à la sainteté et qui fait de vous des fils !


Per Rosa e utenti tedeschi

? Sintesi della catechesi in lingua tedesca

Liebe Brüder und Schwestern!

Der Hymnus aus dem ersten Kapitel des Briefes an die Epheser, den wir zu Beginn dieser Audienz vernommen haben, ist ein Lobpreis auf den ewigen Heilsplan des Dreieinigen Gottes: Gott Vater ist der Urheber und Schöpfer dieses Plans, der Sohn verwirklicht ihn in der Geschichte, und der Heilige Geist verleiht dem ganzen Heilswerk sein Siegel.

Wir Christen sind zur Heiligkeit berufen, durch die wir teilhaben an der Reinheit des Seins Gottes. Die Liebe, die Gott selbst ist, wird so zu unserer eigenen tiefen moralischen Wirklichkeit. Gott hat uns schließlich dazu bestimmt, seine Söhne und Töchter zu werden. In dieser Gotteskindschaft ist Christus unser Bruder und durch Ihn stehen wir in einer unbefangenen und liebevollen Gottesbeziehung. Daher dürfen wir Gott vertrauensvoll Abba, Vater, nennen.

Einen glaubensfrohen Gruß richte ich an die Pilger und Besucher aus den deutschsprachigen Ländern und aus Belgien. Besonders grüße ich heute die zahlreichen Jugendlichen, unter ihnen den Lateinkurs des Gymnasiums Schloß Neubeuern. Gott macht uns in Christus Jesus zu Erben seines Reiches. Bringt daher in Eurem Leben die Würde der Gotteskindschaft stets neu zum Leuchten! – Die kommenden Wochen des Sommers und der Ferien mögen Euch allen Erholung an Leib und Seele schenken. Gottes Geist geleite Euch!



(Per Paparatzifan e utenti spagnoli)

? Sintesi della catechesi in lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:

En el himno cristológico que hemos escuchado, san Pablo alaba a Dios Padre por las diversas etapas del plan de salvación reveladas y realizadas por Cristo. Primero elige a los creyentes por iniciativa libre y gratuita suya, pues "antes de la creación del mundo", desde la eternidad se nos ofrece la gracia para poder participar de su "santidad", entrar en el ámbito vital de Dios mismo por la caridad.

Se nos llama, además, a ser sus hijos adoptivos en y por medio de Cristo, "primogénito entre muchos hermanos" (Rm 8, 29), por el que podemos llamar a Dios Abbá, Padre, en una relación de intimidad y amor. En efecto, comenta san Ambrosio, Dios es sobre todo rico en misericordia, pues en Cristo "nos ha redimido y trasformado, a quienes según la naturaleza de la carne éramos hijos de la ira y sujetos al castigo, para que fuésemos hijos de la paz y de la caridad" (Lettera XVI ad Ireneo, 7).

Saludo a los peregrinos de lengua española, en particular a las Hermanas de la Caridad de Nuestra Señora del Buen y Perpetuo Socorro en su Capítulo General, así como a los grupos parroquiales de España y a los peregrinos de México y de otros países Latinoamericanos. Invito a todos a amar a Dios y a vivir como dignos hijos suyos.
Muchas gracias por vuestra atención.



SALUTI IN LINGUA ITALIANA


Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. In particolare, saluto le Suore Domenicane della Beata Imelda, che celebrano in questi giorni il loro Capitolo generale e le Suore Serve di Maria Santissima Addolorata, che ricordano il cento-cinquantesimo anniversario di fondazione del loro Istituto. Care sorelle, vi auguro di essere in ogni ambiente segni eloquenti dell’amore di Dio.

Saluto poi la delegazione, guidata da Mons. Riccardo Fontana, Arcivescovo di Spoleto-Norcia, che porta la Fiaccola Benedettina della pace, significativa manifestazione che è giunta alla trentesima edizione. Questa fiaccola è partita quest’anno da Mosca, dopo essere stata accolta da una Rappresentanza del Patriarca Alessio II, ed ha fatto tappa in Germania, nel monastero di Ottobeuren e a Marktl am Inn. Come simbolico segno di pace, essa sosta oggi presso le tombe degli Apostoli, e proseguirà poi per Norcia. Carissimi, possa questa suggestiva iniziativa suscitare un sempre più generoso impegno nel testimoniare in Europa i valori cristiani.

Rivolgo ora un pensiero affettuoso agli Allievi Ufficiali dell’Accademia militare di Modena e ai chierichetti che in queste settimane prestano servizio liturgico nella Basilica vaticana.

Il mio pensiero va infine, come di consueto, ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. Ci stiamo inoltrando nel periodo estivo, tempo di sano svago e di meritato riposo. Invito voi, cari giovani, ad approfittare dell’estate per utili esperienze umane e religiose. Auguro a voi, cari malati, di sentire anche in questi mesi la vicinanza di persone amiche e familiari. E a voi, cari sposi novelli, rivolgo l’invito ad utilizzare le vacanze per crescere nell’amore reciproco illuminato dalla gioia divina.









Ratzigirl
Thursday, July 07, 2005 11:21 AM
TESTIMONIARE IN EUROPA I VALORI CRISTIANI
Al termine dell'Udienza Generale di questa mattina in Piazza San Pietro, il Santo Padre Benedetto XVI ha salutato i Membri di una Delegazione dell'Arcidiocesi di Spoleto-Norcia (Italia), guidata dall'Arcivescovo Riccardo Fontana, che ha portato la "Fiaccola Benedettina" della pace, "significativa manifestazione che è giunta alla trentesima edizione".

Il Papa ha ricordato che la fiaccola è partita quest'anno da Mosca "dopo essere stata accolta da una Rappresentanza del Patriarca Alessio II, ed ha fatto tappa in Germania, nel Monastero di Ottobeuren e a Marktl am Inn", città natale del Papa. "Come simbolico segno di pace" - ha detto Benedetto XVI - "essa sosta oggi presso le tombe degli Apostoli, e proseguirà poi per Norcia. Carissimi, possa questa suggestiva iniziativa suscitare un sempre più generoso impegno nel testimoniare in Europa i valori cristiani".

Rivolgendosi poi ad un gruppo di pellegrini polacchi, il Santo Padre ha detto di rallegrarsi con loro "per l'apertura avvenuta la settimana scorsa, del processo di beatificazione del Servo di Dio, il caro Papa Giovanni Paolo II. Affido alle vostre preghiere lo svolgimento di questa causa. Di cuore vi benedico".
Ratzigirl
Thursday, July 07, 2005 4:46 PM
UDIENZA AI SOCI DEL CIRCOLO SAN PIETRO


A fine mattinata, nella Sala dei Papi del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza i Soci del Circolo San Pietro ed ha loro rivolto il discorso che riportiamo di seguito:

DISCORSO DEL SANTO PADRE

Cari amici!

Sono lieto di accogliervi e di cuore vi saluto. Estendo il mio cordiale pensiero ai vostri familiari e a quanti cooperano con voi nelle diverse attività del Circolo San Pietro. Saluto in particolare il vostro Presidente, il Marchese Marcello Sacchetti, che ringrazio per le parole gentilmente rivoltemi a nome di tutti voi, come pure il vostro Assistente spirituale, Mons. Franco Camaldo, di recente chiamato a questo incarico. La missione che compite con ammirevole impegno è preziosa. Oltre al servizio liturgico, voi vi preoccupate di andare incontro ai poveri e di recare sollievo ai malati e ai sofferenti. Ciò facendo, imitate il "buon Samaritano" e testimoniate in maniera concreta lo slancio missionario e l’amore evangelico, che deve contraddistinguere ogni autentico discepolo di Cristo. Come ogni anno, siete venuti quest’oggi a consegnare al Papa l’obolo di San Pietro, che costituisce un ulteriore segno della vostra generosa apertura ai fratelli in difficoltà. Esso è, al tempo stesso, una significativa partecipazione allo sforzo della Sede Apostolica di rispondere alle crescenti urgenze della Chiesa specialmente nei Paesi più poveri.

Cari fratelli e sorelle, è la prima volta che vi incontro da quando Iddio mi ha chiamato a svolgere nella Chiesa il ministero petrino, ma conosco bene e da tempo il vostro servizio animato da convinta fedeltà e docile adesione al Successore di Pietro. Vi domando di accompagnarmi anzitutto con la preghiera. Fate della preghiera il quotidiano alimento della vostra vita con abituali soste di meditazione e di ascolto della Parola di Dio e con l’attiva partecipazione alla Santa Messa. E’ importante che l’esistenza del cristiano sia centrata sull’Eucaristia. A questo ci invita l’Anno dell’Eucaristia che, per volontà del mio amato predecessore, il Servo di Dio Giovanni Paolo II, si sta celebrando in ogni Comunità ecclesiale. Non dobbiamo, infatti, mai dimenticare che il segreto dell’efficacia di ogni nostro progetto è Cristo e la nostra vita deve essere penetrata dalla sua azione rinnovatrice. Dobbiamo porre sotto i suoi occhi tutte le attese e le necessità del mondo; in particolare a Gesù che adoriamo nell’Eucaristia vanno presentate, cari amici, le sofferenze degli ammalati che andate a visitare, la solitudine dei giovani e degli anziani che incontrate, le paure, le speranze e le prospettive di tutta l’esistenza. E così, con questo interiore atteggiamento, sarà più facile per voi realizzare la vostra vocazione cristiana e andare incontro a quanti vivono in condizioni di disagio o di abbandono, testimoniando loro la presenza consolatrice di Cristo.

Cari amici, nell’esprimervi il mio apprezzamento per il servizio che rendete alla Chiesa, vi affido insieme alle vostre famiglie alla celeste protezione della Vergine Maria e dei Santi vostri Protettori. Da parte mia, vi assicuro di pregare per voi qui presenti, per quanti vi affiancano nelle varie iniziative e per coloro che incontrate nel vostro apostolato, mentre con affetto imparto a tutti una speciale Benedizione Apostolica.

Ratzigirl
Thursday, July 07, 2005 4:49 PM
Udienza privata
Udienza privata a S.E. il Signor Bertie Ahern, Primo Ministro d’Irlanda, e Seguito.
Qui sotto le foto dell'Udienza.







O.T : Che cosa hanno fatto ai capelli di Papa Ratzi???
Sihaya.b16247
Thursday, July 07, 2005 6:22 PM
Attentato a Londra
Benedetto Xvi, Deploro Questi Atti Antiumani e Anticristiani


Citta' del Vaticano, 7 lug. - (Adnkronos) - Benedetto XVI ha espresso il cordoglio ed il dolore della Santa Sede per il gravissimo attentato terroristico avvenuto questa mattina a Londra, in un telegraamjma inviato all'arcivescovo di Westminster, Murphy O'Connor. Il telegramma, a firma del cardinale segretario di Stato Angelo Sodano, afferma che ''il Papa ha appreso con dolore la notizia degli atti terroristici compiuti nella citta' di Londra e mentre deplora questi atti antiumani e anticristiani prega vostra eminenza di esprimere ai parenti delle vittime la sua partecipazione al loro dolore chiedendo al Signore il conforto che solo lui puo' dare in tali circostanze''.

Ratzigirl
Sunday, July 10, 2005 12:49 PM
Angelus del 10 Luglio 2005
PRIMA DELL’ANGELUS

Cari fratelli e sorelle!

Domani ricorre la festa di San Benedetto Abate, Patrono d’Europa, un Santo a me particolarmente caro, come si può intuire dalla scelta che ho fatto del suo nome. Nato a Norcia intorno al 480, Benedetto compì i primi studi a Roma ma, deluso dalla vita della città, si ritirò a Subiaco, dove rimase per circa tre anni in una grotta - il celebre "sacro speco" – dedicandosi interamente a Dio. A Subiaco, avvalendosi dei ruderi di una ciclopica villa dell’imperatore Nerone, egli, insieme ai suoi primi discepoli, costruì alcuni monasteri dando vita ad una comunità fraterna fondata sul primato dell’amore di Cristo, nella quale la preghiera e il lavoro si alternavano armonicamente a lode di Dio. Alcuni anni dopo, a Montecassino, diede forma compiuta a questo progetto, e lo mise per iscritto nella "Regola", unica sua opera a noi pervenuta. Tra le ceneri dell’Impero Romano, Benedetto, cercando prima di tutto il Regno di Dio, gettò, forse senza neppure rendersene conto, il seme di una nuova civiltà che si sarebbe sviluppata, integrando i valori cristiani con l’eredità classica, da una parte, e le culture germanica e slava, dall’altra.

C’è un aspetto tipico della sua spiritualità, che quest’oggi vorrei particolarmente sottolineare. Benedetto non fondò un’istituzione monastica finalizzata principalmente all’evangelizzazione dei popoli barbari, come altri grandi monaci missionari dell’epoca, ma indicò ai suoi seguaci come scopo fondamentale, anzi unico, dell’esistenza la ricerca di Dio: "Quaerere Deum". Egli sapeva, però, che quando il credente entra in relazione profonda con Dio non può accontentarsi di vivere in modo mediocre all’insegna di un’etica minimalistica e di una religiosità superficiale. Si comprende, in questa luce, allora meglio l’espressione che Benedetto trasse da san Cipriano e che sintetizza nella sua Regola (IV, 21) il programma di vita dei monaci: "Nihil amori Christi praeponere", "Niente anteporre all’amore di Cristo". In questo consiste la santità, proposta valida per ogni cristiano e diventata una vera urgenza pastorale in questa nostra epoca in cui si avverte il bisogno di ancorare la vita e la storia a saldi riferimenti spirituali.

Modello sublime e perfetto di santità è Maria Santissima, che ha vissuto in costante e profonda comunione con Cristo. Invochiamo la sua intercessione, insieme a quella di san Benedetto, perché il Signore moltiplichi anche nella nostra epoca uomini e donne che, attraverso una fede illuminata, testimoniata nella vita, siano in questo nuovo millennio sale della terra e luce del mondo.





DOPO L’ANGELUS

Proviamo tutti un profondo dolore per gli atroci attentati terroristici di Londra di giovedì scorso. Preghiamo per le persone uccise, per quelle ferite e per i loro cari. Ma preghiamo anche per gli attentatori: il Signore tocchi i loro cuori. A quanti fomentano sentimenti di odio e a quanti compiono azioni terroristiche tanto ripugnanti dico: Dio ama la vita, che ha creato, non la morte. Fermatevi, in nome di Dio!

Domani mi recherò in Valle d’Aosta, dove trascorrerò un breve periodo di riposo. Sarò ospite nella casa che molte volte ha accolto il Papa Giovanni Paolo II. Ringrazio quanti mi accompagneranno con la preghiera, e a voi dico con affetto: "arrivederci!".

Je vous salue cordialement, chers pèlerins de langue française; puisse l’Eucharistie dominicale affermir en chacun de vous la foi, la relation d’intimité avec le Christ et le désir d’annoncer l’Évangile.

I offer a cordial greeting to the English-speaking pilgrims and visitors gathered for this Angelus prayer. With great affection I invoke upon you and your families an abundance of joy and peace in our Lord Jesus Christ.

Saludo con afecto a los peregrinos de lengua española. En este tiempo veraniego, invito a todos a acoger con gozo la semilla del Evangelio, para que Cristo sea luz y fuente paz en cada uno de vosotros, en vuestras familias y en todos los pueblos de la tierra. Feliz Domingo y feliz verano.

Pozdrawiam pielgrzymów polskich. Serdeczna mysla ogarniam waszych bliskich a szczególnie osoby starsze i chorych. Dzieciom i mlodziezy zycze dobrych wakacji.

[Saluto i pellegrini Polacchi con uno speciale pensiero ai vostri cari e in modo particolare alle persone anziane e a tutti i malati. Ai bambini e ai giovani auguro buone vacanze.]

Ein herzliches „Grüß Gott" sage ich allen deutschsprachigen Pilgern. Vertraut stets auf Gottes Schutz und Hilfe! Gesegnete Tage hier in Rom wünsche ich Euch allen von Herzen – und eine erholsame Ferienzeit!

Saluto le Suore Francescane Missionarie del Sacro Cuore e le Suore di Gesù Buon Pastore - Pastorelle, riunite per i loro Capitoli generali. Care Sorelle, assicuro per voi la mia preghiera, affinché l’impegno di questi giorni sia ricco di frutti per il cammino delle vostre Congregazioni. Saluto anche le Suore Terziarie di San Francesco, che ricordano il terzo centenario della morte della loro fondatrice, Maria Hueber.

Rivolgo infine un pensiero cordiale ai pellegrini di lingua italiana, in particolare ai fedeli di Ogliara presso Salerno, ai giovani dell’Azione Cattolica di Surbo, diocesi di Lecce, al Coro "Santa Cecilia" della Cattedrale di Benevento, alla Corale della Basilica Cattedrale di Teramo e ai soci della Cassa Rurale San Cataldo in Sicilia.

Auguro a tutti una buona domenica.

[Modificato da Ratzigirl 10/07/2005 12.51]

[Modificato da Ratzigirl 10/07/2005 13.38]

Nikki72
Sunday, July 10, 2005 7:09 PM
E da domani...


PAPA/ DA DOMANI E' A LES COMBES; DON ALDO: HA BISOGNO DI RIPOSO

Vacanze che riflettono il suo stile: solitudine e meditazione

Les Combes (Aosta), 10 lug. (Apcom) - "Anche il Papa ha bisogno di vacanze? Sembra proprio di sì e domani sarà con noi". Don Mario Armellin, parroco di Les Combes, non vede l'ora di poter dare il benvenuto al nuovo pontefice. Per dieci anni di fila lo ha fatto con Giovanni Paolo II ed ora si prepara ad accogliere, assieme ai suoi parrocchiani, 500 anime in tutto, Benedetto XVI. Il suo arrivo è previsto ad Aosta domani mattina - giorno di San Benedetto, patrono d'Europa - alle 11.45 con un aereo messo a disposizione dall'Aeronautica militare. Sulle alpi aostane rimarrà per 18 giorni.

Il delizioso chalet di legno e d'ardesia che ha ospitato per dieci anni di fila Giovanni Paolo II è prontissimo. Erba tagliata all'inglese, vernice fresca, macchie di gerani rossi che pendono dalle ringhiere. E' un villino isolato, di proprietà dei frati salesiani, fatto costruire di recente accanto ad una colonia estiva, immerso in un bosco di faggi dove l'unico rumore che si sente è quello degli animali. La stanza papale è al primo piano, un po' spartana ma arredata con buoni mobili dell'800 piemontese, e affaccia sul panorama mozzafiato del Grandes Jorasse e del Monte Bianco.

Le montagne Papa Ratzinger sembra che si limiterà a ammirarle soprattutto dal giardino, poiché ha già fatto sapere che a parte la quotidiana passeggiata nel bosco lì attorno, e forse anche un paio di escursioni in quota la prossima settimana, desidera trascorrere questo periodo in totale solitudine e riposo per meditare e leggere. Non sono, dunque, previste le gite che faceva Wojtyla, con incontri a sorpresa coi valligiani o coi turisti incontrati sui sentieri. Le uniche uscite pubbliche in calendario riguardano l'accoglienza al momento dell'arrivo, l'Angelus delle due domeniche e la cerimonia di commiato al momento di ripartire per Roma il 28 luglio.

In vacanza con Papa Ratzinger ci saranno anche il fidato segretario don Georg ed un paio di religiose di Cl - 'memores domini' - che vivono con lui in Vaticano e che si occuperanno della cucina. Loro abiteranno al primo piano del cottage, in una delle 3 piccole stanze. Ratzinger, invece, sarà sistemato al primo piano. L'ambiente è semplice ma confortevole. C'è una sola televisione, al pian terreno. Una scala di legno porta alla stanza da letto del Papa, al suo studio e ad una piccola cappella ornata da un altare di legno opera dei ragazzi di Don Bosco. Sarà lì che Papa Ratzinger si raccoglierà in preghiera per trovare la forza e ricaricarsi. A venti metri dallo chalet, la vecchia colonia dei salesiani occupata dagli uomini della sicurezza incaricati di vigilare sulla vacanza.

www.virgilio.it

Ratzigirl
Monday, July 11, 2005 12:17 PM
Partono prima le valigie...... (articolo del 9 luglio)
PAPA: PREPARATIVI A LES COMBES PER ACCOGLIERLO IN SICUREZZA
COMPLETATA BONIFICA.PARTITE DA ROMA 3 VALIGE DI LIBRI

CITTA' DEL VATICANO, 9 lug - Conto alla rovescia a Les Combes di Introd dove il Papa trascorrerà la sue vacanze dall'11 al 28 luglio, nella stessa casa che ha ospitato varie volte quelle di Giovanni Paolo II.

I preparativi per accoglierlo e garantire la sua sicurezza sono a buon punto. L'interno della villetta è già stato sistemato, mentre domani verranno ultimati i sopralluoghi e la bonifica di sicurezza del giardino e dei boschi che la circondano. Oltre che al confort dell'illustre ospite si bada, in particolare dopo gli ultimi fatti di terrorismo, alla sua incolumità, secondo un piano collaudato da anni e modulato secondo le esigenze del momento, che impegna carabinieri, polizia e vigilanza vaticana. Come sempre lo spazio aereo verrà chiuso lunedì in occasione dell'atterraggio ad Aosta dell'aereo di Benedetto XVI e verranno applicate le normali misure di prevenzione. Il numero di uomini coinvolti in compiti di polizia é invariato rispetto agli anni scorsi ma l'attenzioni di tutti é alta. Dopo gli attentati di Londra "l'allerta è massima, ma la vigilanza segue le procedure già rafforzate" dopo l'11 settembre, spiega uno dei responsabili della incolumità di papa Ratzinger che hanno a disposizioni le più moderne tecnologie di avvistamento, comunicazione e intervento.

Lo chalet dove alloggerà Benedetto XVI è isolato nei boschi, e ha relativamente vicino soltanto una residenza estiva dei salesiani. A qualche chilometro c'é il comune di Introd, un paese di poco più di 600 anime che ha avuto la ventura di diventare la casa estiva del leader di un miliardo di cattolici. Anche quest' anno il Papa verrà accolto dal sindaco di Introd, Oscvaldo Naudin. La sistemazione della casa per il Papa, è diventata molto più semplice dal 2000: fino a quell'anno, quando il Papa alloggiava in una villetta presa in affitto, prima del suo arrivo doveva essere compiuto il trasloco dei mobili, operazione non più necessaria da quando, proprio nell'anno del Giubileo, è stato costruito un nuovo chalet di legno e pietra appositamente per il Papa.

Con gioioso stupore a Introd hanno appreso la decisione di Benedetto XVI di seguire le orme del predecessore di villeggiare in Valle. Da lunedì, quindi, sono pronti ad accoglierlo per vacanze che lui desidera privatissime: reciterà soltanto gli Angelus domenicali dal giardino della casetta e sembra che farà pochissime uscite dedicando molto tempo allo studio. Ieri sono partite dal Vaticano dirette in Val d'Aosta alcune valige contenenti i libri del papa-teologo.
Ratzigirl
Monday, July 11, 2005 2:38 PM
.....ancora vacanze...e nuovi dettagli
(da agenzia Zenit)




Questa domenica, salutando i pellegrini riuniti in piazza San Pietro per la recita dell’Angelus, il Santo Padre ha ricordato che verrà ospitato “nella casa che molte volte ha accolto il Papa Giovanni Paolo II”.

Il Pontefice si è quindi congedato dicendo: “Ringrazio quanti mi accompagneranno con la preghiera, e a voi dico con affetto: ‘arrivederci!’”.

La casa in cui alloggerà il Papa è situata nella piccola località di Les Combes, a 1.700 metri di altitudine, in una tenuta che i Salesiani hanno dedicato alla convivenza di giovani durante l’anno e al campeggio in estate.

Lo chalet, di dimensioni ridotte, più piccolo di molti altri della zona, è stato inaugurato da Giovanni Paolo II nel luglio del 2000.

Al primo piano si trovano la camera da letto e lo studio del Papa. Ci sono poi altre camere per il segretario personale e le altre persone che accompagnano il Pontefice, come monsignor Georg Ratzinger, suo fratello.

Benedetto XVI dedicherà questi giorni al riposo, dopo aver sostenuto un pressante ritmo di lavoro dal 2 aprile, giorno della morte di Giovanni Paolo II. In quanto decano del Collegio cardinalizio ha dovuto occuparsi di molte questioni del conclave, presiedere le esequie e rappresentare in alcune circostanze la Santa Sede.

Dopo la sua elezione, ha mantenuto un’agenda di lavoro caratterizzata dal ritmo che Giovanni Paolo II aveva impresso al ministero di Vescovo di Roma.

In questi giorni di vacanza il Papa si dedicherà anche alla preghiera, alla lettura, alla conversazione e alle passeggiate. E’ possibile che approfitti della tranquillità per scrivere documenti importanti per il futuro del suo pontificato.

Dalla sala da pranzo e attraverso un’ampia finestra della casa, Benedetto XVI potrà contemplare il Monte Bianco, la cima più alta d’Europa, e i boschi frondosi tra i quali è immersa l’abitazione.

Nel curato giardino che circonda lo chalet, il Santo Padre potrà passeggiare e sedersi in uno spazio particolarmente amato da Giovanni Paolo II. Si tratta di una piccola piazzola dedicata a Maria, in cui i Salesiani hanno collocato una statua lignea della Vergine.

All’inizio del bosco che circonda la casa, inoltre, c’è un sentiero tra gli alberi con le stazioni della Via Crucis.

Monsignor Giuseppe Anfossi, Vescovo della diocesi di Aosta, ha spiegato questa domenica alla “Radio Vaticana”: “Vogliamo che sia lui a scegliere il modo di far vacanza, lo stile della sua vacanza. Quindi, discrezione, perché abbia i tempi e la possibilità di concentrarsi, scrivere, leggere, passeggiare come lui gradisce, e magari anche, chissà, annotare qualcosa che per lui è prezioso voler dire”.

Paragonato a Giovanni Paolo II, Benedetto XVI “sembra voglia dare un carattere di maggiore riservatezza, di maggiore privatezza. Noi siamo disponibili a rispettarla”.

Gli unici incontri pubblici di questi giorni saranno quelli con i pellegrini e le persone del luogo in occasione dell’Angelus, il 17 e il 24 luglio.
Ratzigirl
Monday, July 11, 2005 8:39 PM
Vacanze iniziate!!!!







Sono ufficialmente iniziate le vacanze di Papa Benedetto XVI. L’aereo papale dell'Air Vallee che per l'occasione è stato attrezzato in modo particolare per ospitare il Pontefice, è atterrato alle 11.42 all’aeroporto di Aosta. Il Papa - che ha poi raggiunto Les Combes dove resterà 18 giorni fino a giovedì 28 luglio - è stato accolto dal vescovo di Aosta Mons. Giuseppe Anfossi e dalle autorità regionali. Presenti anche circa 500 persone che non appena l'aereo ha toccato terra, si sono lasciate andare ad uno scrosciante applauso. "Sono felice di essere in Val d'Aosta, grazie per avermi accolto così, con calore" ha detto al suo arrivo a Les Combes il Papa conversando con la popolazione d alcuni giornalisti. Benedetto XVI, ospite in uno chalet in legno e pietra davanti al Monte Bianco adornato con garofani bianchi e rossi, ha ricevuto l'accoglienza da parte di un gruppo di bambini di una scuola materna che hanno recitato alcune frasi in italiano, concluse con un saluto in tedesco: "Avete fatto molto bene, vi siete preparati bene, grazie" ha detto loro il Papa. Accanto alla casa, la stessa dove ha alloggiato più volte Giovanni Paolo II, è stato anche realizzato un orticello che sembra un angolo dei giardini Vaticani. Il Papa a Les Combes di Introd, avrà due soli appuntamenti pubblici già programmati: gli Angelus del 17 e 24 luglio.
.samantha.
Wednesday, July 13, 2005 4:48 PM
Piccolo aggiornamento
PAPA/ A PRANZO A LES COMBES IL CARDINALE BERTONE
Suo ex collaboratore ha mantenuto con lui legami d'amicizia

Les Combes, 13 lug. (Apcom) - Il cardinale Tarcisio Bertone, arcivescovo di Genova e per anni braccio destro dell'allora cardinale Joseph Ratzinger alla Congregazione della Dottrina della Fede, è stato avvistato poco prima di mezzogiorno mentre in auto saliva a Les Combes, dove Benedetto XVI sta trascorrendo un periodo di vacanze. Evidentemente oggi pranzerà con lui. Bertone anche se è stato trasferito a Genova (e promosso cardinale), ha mantenuto con Ratzinger ottimi rapporti di amicizia. Quando lavorava con lui all'ex Sant'Uffizio, uno come prefetto l'altro come segretario, era uno dei pochissimi vescovi di curia coi quali l'attuale Papa pranzava. Durante il conclave è stato uno suo importante sostenitore e ora che Ratzinger è Papa sono in molti a non escludere che voglia richiamare a Roma il suo fidato ex collaboratore per affidargli un incarico importante. In autunno, infatti, sono attese importanti nomine e, probabilmente, anche una riorganizzazione dell'apparato della curia.




e una curiosita'...


PAPA/ DON GEORG MIETE CONSENSI, SIGNORE GLI CHIEDONO AUTOGRAFI
A Les Combes 'intercettato' mentre passeggiava con Navarro-Valls

Les Combes, 13 lug. (Apcom) - Il segretario di Papa Ratzinger don Georg, chiome bionde e occhi turchini, non solo colleziona copertine e servizi sui giornali ma anche in vacanza, in quel di Les Combes, cinque case di pietra, due ex stalle, una cappella e una trattoria alla buona alle pendici del Monte Bianco, miete consensi. Già al suo arrivo in val d'Aosta, lunedì scorso, il sacerdote tedesco definito il 'sex symbol' d'Oltretevere dai rotocalchi, non appena è sceso dalla Bmw papale davanti al cancello del parco della villetta, è stato bersagliato dagli obiettivi dei fotografi. Ma la sua popolarità si è potuta soppesare anche stamattina, durante l'unica passeggiata che si è concesso dall'inizio della vacanza.

A metà mattinata don Georg ha deciso di ritagliarsi una mezz'ora per sgranchirsi un po' e fare a piedi i tre chilometri che separano lo chalet in cui vive il pontefice, da un promontorio, una specie di belvedere, dal quale si gode della vista spettacolare del Bianco. Accantonati per un attimo carte e dossier, sicuramente attirato dalla giornata soleggiata, vestito sportivo, con una giacca a vento nera ma con l'immancabile 'colletto' del clergymen che spuntava sotto, don Georg si è messo in cammino in compagnia del portavoce Joaquin Navarro Valls.

Non appena uscito dalla zona pattugliata dalla polizia, quella 'off limits' per i non autorizzati, il segretario del Papa è stato immediatamente intercettato da due signore che in successione, prima l'una e poi l'altra, lo hanno fermato per chiedergli un autografo. Don Georg si è concesso con pazienza accontentando le loro richieste. La prima lo ha intrattenuto per qualche minuto donandogli un libro contenente fotografie di Giovanni Paolo II, e la seconda esprimendo il desiderio di avere un suo autografo con dedica su una fotografia di Papa Wojtyla. Una volta raggiunto il belvedere e ammirato il panorama don Georg, parlando fitto fitto con Navarro Valls, ha fatto ritorno a casa, riprendendo a camminare in salita per raggiungere "le Plan du Saint Pere".

Georg Genswein è un teologo di Friburgo da tre anni segretario di Ratzinger. Sin dal momento dell'elezione di Benedetto XVI persino Avvenire, nell'edizione on line del 20 aprile scorso, nel descriverlo ne metteva in evidenza l'aspetto aitante: "49 anni, biondo, sul metro e 80, fisico sportivo e decisamente un bell'uomo". E' nato nella Foresta Nera, si è laureato in diritto canonico a Monaco nel 1995 ed è approdato in Vaticano, alla Congregazione per il culto divino, per passare l'anno successivo a quella per la Dottrina della Fede. Oggi è uno degli uomini più influenti del Vaticano per la sua vicinanza al pontefice.






Ratzigirl
Wednesday, July 13, 2005 5:01 PM
????
Ma caspita!!! Che marpione le due signore!!! Quanto lo avranno aspettato? Ore?
.samantha.
Thursday, July 14, 2005 1:25 PM
In ricordo dei morti di Londra e di Bagdad
LONDRA/ PAPA ANTICIPA SILENZIO, DOLORE PER LONDRA E BAGHDAD

Navarro Valls: prega per la pace e perché violenza non si ripeta

Città del Vaticano, 14 lug. (Apcom) - Benedetto XVI ha anticipato di un'ora i due minuti di silenzio per le vittime dell'attentato di Londra. Nella quiete di Les Combes, a mezzogiorno, nella cappella dello chalet dove sta trascorrendo le vacanze, assieme ai suoi collaboratori ha recitato l'Angelus quotidiano col pensiero rivolto alle "vittime del terrorismo e alle loro famiglie". "Ha pregato il Signore per la pace e perché simili atti di violenza non si ripetano", ha spiegato il portavoce Joaquin Navarro Valls. Con questa preghiera il Pontefice ha voluto manifestare dolore e vicinanza spirituale anche per le piccole vittime di Baghdad, uccise ieri da una autobomba mentre i soldati marines distribuivano loro caramelle e cioccolata. "Il Papa - ha poi aggiunto Navarro Valls - recita l'angelus ogni giorno, tenendo presente quelle che sono le situazioni e i bisogni del mondo".


Ratzigirl
Sunday, July 17, 2005 2:47 PM
Angelus 17 luglio 2005

PRIMA DELL’ANGELUS

Cari fratelli e sorelle!

Da alcuni giorni mi trovo qui, tra le stupende montagne della Valle d’Aosta, dove è ancora vivo il ricordo dell’amato mio Predecessore Giovanni Paolo II, che per diversi anni vi ha trascorso brevi soggiorni distensivi e tonificanti. Questa pausa estiva è un dono di Dio davvero provvidenziale, dopo i primi mesi dell’esigente servizio pastorale che la Provvidenza divina mi ha affidato. Ringrazio di cuore il Vescovo di Aosta, il caro Mons. Giuseppe Anfossi, e quanti l’hanno resa possibile, come pure coloro che con discrezione e generosa abnegazione vigilano perché tutto si svolga con serenità. Sono inoltre riconoscente alla popolazione locale e ai turisti per la loro cordiale accoglienza.

Nel mondo in cui viviamo, diventa quasi una necessità potersi ritemprare nel corpo e nello spirito, specialmente per chi abita in città, dove le condizioni di vita, spesso frenetiche, lasciano poco spazio al silenzio, alla riflessione e al distensivo contatto con la natura. Le vacanze sono, inoltre, giorni nei quali ci si può dedicare più a lungo alla preghiera, alla lettura e alla meditazione sui significati profondi della vita, nel contesto sereno della propria famiglia e dei propri cari. Il tempo delle vacanze offre opportunità uniche di sosta davanti agli spettacoli suggestivi della natura, meraviglioso "libro" alla portata di tutti, grandi e piccini. A contatto con la natura, la persona ritrova la sua giusta dimensione, si riscopre creatura, piccola ma al tempo stesso unica, "capace di Dio" perché interiormente aperta all’Infinito. Sospinta dalla domanda di senso che le urge nel cuore, essa percepisce nel mondo circostante l’impronta della bontà e della provvidenza divina e quasi naturalmente si apre alla lode e alla preghiera.

Recitando insieme l’Angelus da questa amena località alpina, chiediamo alla Vergine Maria di insegnarci il segreto del silenzio che si fa lode, del raccoglimento che dispone alla meditazione, dell’amore per la natura che fiorisce in ringraziamento a Dio. Potremo così più facilmente accogliere nel cuore la luce della Verità e praticarla nella libertà e nell’amore.




DOPO L’ANGELUS

Desidero aggiungere ancora qualche parola di ringraziamento e di saluto. Penso anzitutto alla Chiesa particolare in cui mi trovo, l’antica Diocesi di Aosta: in questi giorni prego spesso per il Vescovo, che ringrazio di nuovo, per i sacerdoti, i religiosi e le religiose, per le famiglie. A tutta la comunità della Valle d’Aosta assicuro il mio ricordo al Signore, specialmente per i malati e per quanti soffrono.

Saluto con riconoscenza i Sacerdoti Salesiani, che mi accolgono nella loro casa, le Autorità dello Stato e della Regione e l’Amministrazione comunale di Introd.

Uno speciale pensiero rivolgo alle Suore della Congregazione di San Giuseppe di Aosta, Pinerolo e Cuneo, esprimendo il mio apprezzamento per la missione che svolgono ed assicurando la mia preghiera per lo svolgimento dei lavori capitolari.

Sono presenti oggi gli operai e le maestranze della TECDIS e di altre industrie della Valle d’Aosta. Conosco le vostre presenti difficoltà: voi temete il venir meno delle condizioni di lavoro che rendono possibile la fondazione e la continuità delle famiglie. Carissimi, nell’esprimervi la mia solidarietà, auspico un forte impegno da parte di tutte le istanze responsabili nella ricerca di una soddisfacente soluzione agli attuali problemi.

Je salue cordialement les pèlerins de langue française. Je vous souhaite un vrai repos à l’occasion de ce temps de vacances, ainsi que le bonheur de contempler la beauté de la nature comme un don de Dieu. Que le Seigneur vous bénisse, ainsi que vos familles!

I greet the English-speaking visitors who join us for this Angelus. May the summer holidays be a time of rest and an opportunity to draw closer to the Lord in gratitude and prayer. Upon you and your families I cordially invoke God’s blessings of joy and peace.

Herzlich grüße ich die deutschsprachigen Besucher hier im Aosta-Tal. Stille und Ruhe helfen uns, die Stimme Gottes zu vernehmen. Euch allen wünsche ich einen gesegneten Sonntag sowie Stärkung für Leib und Seele.

Saludo también a los fieles de lengua española que se han unido al rezo del Ángelus, también a través de la radio y la televisión. Invito a todos a cultivar sentimientos de reconciliación, para ser artífices de la paz. Feliz domingo.

Mi rivolgo poi a tutti voi, in modo particolare ai voi giovani, che siete venuti per questo mio primo Angelus in montagna. A tutti auguro una buona domenica e un proficuo periodo di vacanza.

Bon dzor ii valdotén presen. Merci d’iitre seuglia.

[Buongiorno ai valdostani presenti. Grazie di essere venuti]

Pudzo

[saluto tipico amicale].

Ratzigirl
Wednesday, July 20, 2005 3:39 AM
Intervento del Santo Padre per le inondazioni in Romania
Pubblichiamo di seguito la Lettera di partecipazione al dramma delle popolazioni romene, colpite dalle inondazioni causate dalle piogge torrenziali, inviata dal Santo Padre Benedetto XVI al Nunzio Apostolico in Romania, S.E. Mons. Jean-Claude Périsset, tramite il Cardinale Segretario di Stato Angelo Sodano:
A S.E. Mons. Jean-Claude Périsset


Eccellenza Reverendissima,

il Sommo Pontefice continua a seguire con apprensione il dramma delle popolazioni romene, colpite da piogge torrenziali, che hanno provocato lutti, devastazioni e gravi danni in codesto Paese.

Egli incarica Vostra Eccellenza di rendersi interprete presso le Autorità civili e religiose del Suo dolore e della Sua vicinanza spirituale in questo triste frangente che ha colpito una Nazione a Lui cara. Sua Santità, mentre eleva fervide preghiere di suffragio per quanti hanno perso la vita in tali frangenti, assicura un orante ricordo al Signore per coloro che soffrono per la morte di propri cari o sono senza casa o sono stati costretti a lasciare le proprie cose e si trovano ora in gravi difficoltà.

A conforto di tali sentimenti, il Santo Padre invoca da Dio consolazione e sostegno per questi fratelli e sorelle ed invia loro una speciale Benedizione Apostolica, quale segno del Suo affetto.

Ratzigirl
Wednesday, July 20, 2005 1:50 PM
Programma del Viaggio del Santo Padre a Colonia
VIAGGIO APOSTOLICO DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI A KÖLN IN OCCASIONE DELLA XX GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ (18-21 AGOSTO 2005) - PROGRAMMA



I T A L I A

Giovedì 18 agosto 2005 Ciampino (Roma)

10.00 Partenza in aereo dall’Aeroporto di Ciampino (Roma) per Köln (Germania).

G E R M A N I A

Köln

12.00 Arrivo all’Aeroporto Internazionale di Köln/Bonn.

CERIMONIA DI BENVENUTO all’Aeroporto Internazionale di Köln/Bonn. Discorso del Santo Padre.

12.45 Trasferimento in auto dall’Aeroporto Internazionale di Köln/Bonn all’Arcivescovado di Köln.

13.15 Arrivo all’Arcivescovado di Köln.

16.30 Trasferimento in auto dall’Arcivescovado al Molo del Rodenkirchenbrücke di Köln.


16.45
Inizio della navigazione con il Battello RheinEnergie sul Reno a Köln.

17.00 FESTA DI ACCOGLIENZA DEI GIOVANI in navigazione sul Reno a Köln. Discorso del Santo Padre, di fronte alla Banchina del Poller Rheinwiesen.

18.00 Arrivo al Molo del Hohenzollernbrücke di Köln.

18.15 VISITA ALLA CATTEDRALE di Köln. Saluto del Santo Padre, nella Roncalliplatz.

19.00 Trasferimento in auto panoramica all’Arcivescovado di Köln.

19.20 Arrivo all’Arcivescovado di Köln.

Venerdì 19 agosto 2005

Santa Messa in privato nell’Arcivescovado di Köln.

10.00 Trasferimento in auto dall’Arcivescovado di Köln alla Villa Hammerschmidt di Bonn.

Bonn

10.30 Arrivo alla Villa Hammerschmidt di Bonn.

10.30 VISITA DI CORTESIA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA nella Villa Hammerschmidt di Bonn.

11.30 Trasferimento in auto dalla Villa Hammerschmidt di Bonn alla Sinagoga di Köln.

Köln

12.00 VISITA ALLA SINAGOGA DI KÖLN. Discorso del Santo Padre.

13.00 Trasferimento in auto dalla Sinagoga all’Arcivescovado di Köln.

13.15 Arrivo all’Arcivescovado di Köln.

PRANZO CON I GIOVANI nell’Arcivescovado di Köln.

16.30 Trasferimento in auto dall’Arcivescovado alla Chiesa di S. Pantaleon di Köln.

17.00 INCONTRO CON I SEMINARISTI nella Chiesa di S. Pantaleon di Köln. Discorso del Santo Padre.

18.00 Trasferimento in auto dalla Chiesa di S. Pantaleon all’Arcivescovado di Köln.

18.15 Arrivo all’Arcivescovado di Köln.

INCONTRO ECUMENICO nell’Arcivescovado di Köln. Discorso del Santo Padre.

Sabato 20 agosto 2005

Santa Messa in privato nell’Arcivescovado di Köln.

10.00 Udienza ad alcune Autorità politiche e civili della Germania nell’Arcivescovado di Köln:

- S.E. Sig. Gerhard Schroeder, Cancelliere Federale

- S.E. Sig. Wolfgang Thierse, Presidente del Parlamento

- Sig.ra. Angela Merkel, Presidente del Partito CDU

- Sig. Jürgen Rüttgers, Ministro Presidente del Land Renania Settentrionale-Westfalia

- Autorità locali

18.00 Udienza ai rappresentanti di alcune Comunità musulmane, nell’Arcivescovado di Köln. Discorso del Santo Padre.

19.00 Trasferimento in auto dall’Arcivescovado di Köln alla Spianata di Marienfeld.

19.30 Arrivo alla Spianata di Marienfeld. Saluto ai Vescovi ospiti.

20.30 VEGLIA CON I GIOVANI nella Spianata di Marienfeld. Discorso del Santo Padre.

22.30 Trasferimento in auto dalla Spianata del Marienfeld all’Arcivescovado di Köln.

23.00 Arrivo all’Arcivescovado di Köln.

Domenica 21 agosto 2005

08.45 Trasferimento in auto dall’Arcivescovado di Köln alla Spianata di Marienfeld.

09.15 Arrivo alla Spianata di Marienfeld.

10.00 SANTA MESSA nella Spianata di Marienfeld. Omelia del Santo Padre.

RECITA DELL’ANGELUS DOMINI nella Spianata di Marienfeld. Parole del Santo Padre.

12.45 Ritorno alla Sagrestia nella Spianata di Marienfeld.

13.00 Trasferimento in auto dalla Spianata del Marienfeld all’Arcivescovado di Köln.

13.30 Arrivo all’Arcivescovado di Köln.


16.50
Trasferimento a piedi alla Piussaal del Seminario di Köln.

17.00 INCONTRO CON I VESCOVI DELLA GERMANIA nella Piussaal del Seminario di Köln. Discorso del Santo Padre.

18.00 Saluto al Comitato Organizzatore della GMG 2005 e Congedo dalla Residenza nel cortile interno dell’Arcivescovado di Köln.

18.15 Trasferimento in auto dalla Residenza di Köln all’Aeroporto Internazionale di Köln/Bonn.

18.45 Arrivo all’Aeroporto Internazionale di Köln/Bonn.

CERIMONIA DI CONGEDO nell’Aeroporto Internazionale di Köln/Bonn. Saluto del Santo Padre.

19.15 Partenza in aereo dall’Aeroporto Internazionale di Köln/Bonn per Ciampino (Roma).

I T A L I A

Ciampino (Roma)

21.15 Arrivo all’aeroporto di Ciampino (Roma).

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