Da Asianews
[DIM]15pt[=DIM][G]VATICANO
[FONT]Verdana[=FONT]Papa: la libertà religiosa, diritto ad un tempo individuale e collettivo
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[DIM]12pt[=DIM][FONT]Verdana[=FONT][DIM]12pt[=DIM]Città del Vaticano (AsiaNews) – La libertà religiosa non è solo il diritto individuale di ogni persona a professare e manifestare la propria fede, ma anche quello collettivo di famiglie, gruppi e della stessa Chiesa e impegna il potere civile a “creare condizioni propizie allo sviluppo della vita religiosa, cosicché i cittadini siano realmente in grado di esercitare i loro diritti attinenti la religione e adempiere i rispettivi doveri”. Il cordiale incontro avvenuto stamattina in Vaticano tra il Papa ed il presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napoletano, ha dato occasione a Benedetto XVI di ribadire il concetto di libertà religiosa e di riaffermare il rispetto ad essa dovuta da parte degli Stati, come avviene in Italia e altri Paesi.
Nel suo discorso, il Papa ha anche affermato che la Chiesa “non è e non intende essere un agente politico”, ma “ha un interesse profondo per il bene della comunità politica” e che spetta ai laici cattolici affermare nella società i principi ai quali si ispirano.
Benedetto XVI è partito dalla considerazione che “Chiesa e Stato, pur pienamente distinti, sono entrambi chiamati, secondo la loro rispettiva missione e con i propri fini e mezzi, a servire l’uomo, che è allo stesso tempo destinatario e partecipe della missione salvifica della Chiesa e cittadino dello Stato. E’ nell’uomo che queste due società si incontrano e collaborano per meglio promuoverne il bene integrale. Questa sollecitudine della comunità civile nei riguardi del bene dei cittadini – ha aggiunto - non si può limitare ad alcune dimensioni della persona, quali la salute fisica, il benessere economico, la
formazione intellettuale o le relazioni sociali. L’uomo si presenta di fronte allo Stato anche con la sua dimensione religiosa, che ‘consiste anzitutto in atti interni volontari e liberi, con i quali l'essere umano si dirige immediatamente verso Dio’ (Dignitatis humanae, 3). Tali atti ‘non possono essere né comandati, né proibiti’ dall’autorità umana, la quale, al contrario, è tenuta a rispettare e promuovere questa dimensione”.
“Sarebbe però riduttivo – ha proseguito il Papa - ritenere che sia sufficientemente garantito il diritto di libertà religiosa, quando non si fa violenza o non si interviene sulle convinzioni personali o ci si limita a rispettare la manifestazione della fede che avviene nell’ambito del luogo di culto. Non si può infatti dimenticare che ‘la stessa natura sociale dell'essere umano esige che egli esprima esternamente gli atti interni di religione, comunichi con altri in materia religiosa e professi la propria religione in modo comunitario’ (ibid.). La libertà religiosa è pertanto un diritto non solo del singolo, ma altresì della famiglia, dei gruppi religiosi e della stessa Chiesa (cfr Dignitatis humanae, 4-5.13) e l’esercizio di questo diritto ha un influsso sui molteplici ambiti e situazioni in cui il credente viene a trovarsi e ad operare. Un adeguato rispetto del diritto alla libertà religiosa implica, dunque, l’impegno del potere civile a ‘creare condizioni propizie allo sviluppo della vita religiosa, cosicché i cittadini siano realmente in grado di esercitare i loro diritti attinenti la religione e adempiere i rispettivi doveri, e la società goda dei beni di giustizia e di pace che provengono dalla fedeltà degli uomini verso Dio e verso la sua santa volontà’ (Dignitatis humanae, 6)”.
La libertà, che la Chiesa e i cristiani rivendicano, peraltro, “non pregiudica gli interessi dello Stato o di altri gruppi sociali e non mira ad una supremazia autoritaria” ma è piuttosto la condizione affinché, “si possa espletare quel prezioso servizio che la Chiesa offre all’Italia e ad ogni Paese in cui essa è presente”. Tale servizio consiste principalmente nel “dare risposte positive e convincenti alle attese e agli interrogativi della nostra gente” offrendo “la luce della fede, la forza della speranza e il calore della carità”. Ciò si esprime anche nei riguardi dell’ambito civile e politico. “Infatti, se è vero che per la sua natura e missione ‘la Chiesa non è e non intende essere un agente politico’, tuttavia essa ‘ha un interesse profondo per il bene della comunità politica’”. Questo apporto viene principalmente dai laici, i quali, “agendo con piena responsabilità e facendo uso del diritto di partecipazione alla vita pubblica che hanno alla pari di tutti i cittadini, si impegnano con gli altri membri della società a costruire un giusto ordine nella società. Nella loro azione, peraltro, essi poggiano sui valori e principi antropologici ed etici radicati nella natura dell'essere umano, riconoscibili anche attraverso il retto uso della ragione. Così, quando s’impegnano con la parola e con l’azione a fronteggiare le grandi sfide attuali, rappresentate dalle guerre e dal terrorismo, dalla fame e dalla sete, dalla estrema povertà di tanti esseri umani, da alcune terribili epidemie, ma anche dalla tutela della vita umana in tutte le sue fasi, dal concepimento alla morte naturale, e dalla promozione della famiglia, fondata sul matrimonio e prima responsabile dell’educazione, non agiscono per un loro interesse peculiare o in nome di principi percepibili unicamente da chi professa un determinato credo religioso: lo fanno, invece, nel contesto e secondo le regole della convivenza democratica, per il bene di tutta la società e in nome di valori che ogni persona di retto sentire può condividere”.
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Da [G]"La voce d'Italia"[/G]
[G][DIM]15pt[=DIM]Napolitano in visita al papa[/DIM][/G]
[G]La prima volta di un Presidente ex Pci[/G]
[FONT]Verdana[=FONT]Roma, 20 nov. - Arrivo ore 10,30. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è arrivato nel cortile di San Damaso per la 13ma visita ufficiale di un capo di Stato italiano in Vaticano. La scorta presidenziale ha lasciato il corteo, partito dal Quirinale, in Piazza Pio XII. Le auto del Presidente e del seguito sono state scortate da un mezzo Corpo della Gendarmeria vaticana, che le ha accompagnate fino al Cortile di San Damaso.
[G]Squilli di trombe ed inno di Mameli[/G] - L´arrivo del corteo presidenziale è stato accompagnato da squilli regolamentari della Banda Pontificia, mentre la Guardia Svizzera ha rendeva gli onori militari. Poi l´esecuzione dell´Inno di Mameli. Napolitano ha al suo fianco la moglie Clio, e il ministro degli Esteri Massimo D´Alema ha con sè la consorte, Linda Giuva. Fanno parte della piccola delegazione italiana, l´ambasciatore presso la Santa [/FONT]Sede, Giuseppe Balboni Acqua, il segretario generale della Presidenza, Donato Marra, il consigliere diplomatico del Quirinale Roberto Nigido. In tutto la delegazione è formata da 24 persone, più tre componenti del seguito tecnico.
[G]Scambio dei doni[/G] - Durante il colloquio tra Napolitano ed il pontefice si terrà anche uno scambio di doni. Il papa Benedetto XVI donerà al Presidente un mosaico raffigurante un vaso di frutta, da un dipinto del Mantovani ed opera dello studio del Mosaico Vaticano. Napolitano, a sua volta, donerà a Benedetto XVI un bassorilievo d´argento.[/FONT][/DIM]
Da [G]ToscanaOggi[/G]
[DIM]15pt[=DIM][G]VISITA IN VATICANO; BENEDETTO XVI: GRATITUDINE AGLI ITALIANI; NAPOLITANO: RECIPROCA COLLABORAZIONE[/G]
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[DIM]12pt[=DIM][FONT]Verdana[=FONT]20/11/2006
“Gratitudine” agli italiani, che “fin dalla mia elezione mi dimostrano quasi quotidianamente, con calore ed entusiasmo, i loro sentimenti di accoglienza, di attenzione e di sostegno spirituale nell’adempimento della mia missione”. È iniziato con una conferma dei sentimenti già espressi durante la visita al Quirinale, che il Papa ha effettuato il 24 giugno del 2005, il discorso di Benedetto XVI al presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, per la prima volta in Vaticano da quando è stato eletto.
“In questa sentita vicinanza al Papa – ha proseguito il Santo Padre - trova una significativa espressione quel particolare legame di fede e di storia, che da secoli lega l’Italia al Successore dell’apostolo Pietro, il quale ha in questo Paese, non senza disposizione della Divina Provvidenza, la sua sede”. Per assicurare alla Santa Sede “l’assoluta e visibile indipendenza” e “garantirLe una sovranità indiscutibile pur nel campo internazionale”, ha ricordato il Papa citando il Trattato Lateranense con cui “si è costituito lo Stato della Città del Vaticano”, “la Repubblica italiana offre a diversi livelli e con diverse modalità un prezioso e diuturno contributo allo svolgimento della mia missione di Pastore della Chiesa universale”. Di qui il grazie del Pontefice “a tutte le istanze dello Stato, per la loro fattiva collaborazione a vantaggio del ministero petrino e dell’opera della Santa Sede”.
“Chiesa e Stato, pur pienamente distinti, sono entrambi chiamati, secondo la loro rispettiva missione e con i propri fini e mezzi, a servire l’uomo, che è allo stesso tempo destinatario e partecipe della missione salvifica della Chiesa e cittadino dello Stato”. Lo ha detto il Papa, precisando che “è nell’uomo che queste due società si incontrano e collaborano per meglio promuoverne il bene integrale”.
Riferendosi all’incontro di oggi, il Santo Padre ha affermato che esso “non è solo la felice conferma di una ormai pluridecennale tradizione di reciproche visite, scambiate fra il Successore di Pietro e la più alta Carica dello Stato italiano, ma riveste un importante significato, perché consente una particolare sosta di riflessione sulle ragioni profonde degli incontri che avvengono fra i rappresentanti della Chiesa e quelli dello Stato”. Secondo il Papa, tali “ragioni profonde” sono “chiaramente esposte” dal Concilio, e in particolare dalla “Gaudium et spes”, quando definisce quella tra Chiesa e Stato “una sana collaborazione, secondo modalità adatte alle circostanze di luogo e di tempo”. Una “visione”, questa, “condivisa anche dallo Stato italiano”, all’articolo 7 della Costituzione, per cui “lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani” e ribadisce poi che “i loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi”. Sottolineando che “questa impostazione delle relazioni fra la Chiesa e lo Stato” ha ispirato anche l’Accordo che apporta modificazioni al Concordato Lateranense, firmato dalla Santa Sede e dall’Italia il 18 febbraio 1984, il Papa ha auspicato che “questa collaborazione possa continuare a svilupparsi concretamente”.
“Santità, è con intensa emozione personale che Le rendo omaggio, in questa solenne occasione, a nome dello Stato e del popolo italiano”: si è aperto con queste parole il discorso del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano durante la visita ufficiale di questa mattina a Papa Benedetto XVI in Vaticano. Napolitano ha espresso la “consapevolezza profonda dell'alta missione universale della Chiesa cattolica e del prezioso servizio che essa offre alla Nazione”. Ha poi richiamato le “parole di sapienza e di fede” del Papa su molteplici temi, come pure gli “appelli” e “denunce” perché cessino guerre e violenze nel mondo. “In Italia, - ha poi aggiunto - l'armonia dei rapporti tra Stato e Chiesa è stata e resta garantita dal principio laico di distinzione sancito nel dettato costituzionale” ricordando l'impegno alla "reciproca collaborazione per la promozione dell'uomo e per il bene del Paese".
Ha inoltre aggiunto: “Crediamo profondamente nell'importanza di questa collaborazione, guardando alla tradizione di vicinanza, aiuto e solidarietà verso i bisognosi e i sofferenti che è propria della Chiesa”. Da ultimo ha citato l’impegno a trovare “soluzioni valide” per problemi quali “il sostegno alla famiglia, la tutela della vita, la libertà dell'educazione, che suscitano l'attenzione e le preoccupazioni della Chiesa e del suo Pastore”.
Il presidente Napolitano, alla sua prima visita al Papa da quanto è stato eletto capo dello Stato è entrato nella città Leonina attraverso l'Arco delle campane. Accompagnato dalla moglie Clio, è stato accolto nel cortile di San Damaso dal prefetto della Casa pontificia, James Harvey, e dai gentiluomini di Sua Santità; a fare da sfondo all’ingresso del presidente, l’inno di Mameli. Al termine dell'incontro con Benedetto XVI e col cardinale [G]Tarcisio Bertone[/G] verrà visitata dalla delegazione italiana, di cui farà parte anche il ministro degli Esteri [G]Massimo D'Alema[/G].
[/FONT][/DIM]<p><font class='xsmall'>[<i>Modificato da josie '86 20/11/2006 14.01</i>]</font></p>