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Discipula
Wednesday, September 27, 2006 2:37 PM
Re: è qui la festa?
Non ho mai avuto l'impressione che negli anni passati la Chiesa abbia chinato la testa o si sia mostrata debole di fronte a Milingo: gli ha solo dato la possibilità di un ravvedimento, pur continuando a seguire con attenzione il suo comportamento, diciamo, "ribelle".
L'ordinamento canonico è improntato ovviamente a precetti di giustizia, ma in modo meno automatico rispetto alla giustizia secolare: la finalità principale resta sempre e comunque il recupero della persona e la salvezza dell'anima.
Naturalmente, dopo l'ordinazione di 4 vescovi per di più sposati, la scomunica è arrivata come "atto dovuto"; auguriamoci che Milingo torni sui suoi passi, o in quel di Cocito qualcuno si fregherà le mani per la soddisfazione...


ratzi.lella
Wednesday, September 27, 2006 6:28 PM
udienza
Papa: domani udienza a Henry Kissinger

CITTA' DEL VATICANO - E' atteso per domani mattina a Castel Gandolfo il colloquio privato tra papa Benedetto XVI e Henry Kissinger. L'ex segretario di Stato americano in questi giorni si trova in Italia, impegnato in una serie di incontri. E' gia' stato ricevuto dal presidente del Consiglio, Romano Prodi, e dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. (Agr)

Ratzigirl
Thursday, September 28, 2006 6:40 PM
BENEDETTO XVI RICEVE IN UDIENZA HENRY A. KISSINGER
A Castel Gandolfo il 'difensore' del discorso di Ratisbona



Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in udienza privata l'ex segretario si Stato americano Henry Alfred Kissinger; l'incontro - riferisce il Vaticano - si è svolto a Castel Gandolfo, residenza estiva del Pontefice.

Kissinger, che si trova qualche tempo in Italia, aveva incontrato nei giorni scorsi anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ed il premier Romano Prodi.

Dopo la lectio magistralis del Papa a Ratisbona e le polemiche suscitate nel mondo musulmano da quel discorso, l'ex segretario di Stato era intervenuto in difesa di Benedetto XVI, spiegando al Tg1 che il Pontefice voleva "avviare un dialogo, condotto sul piano della ragione che riguarda sia il mondo cristiano sia quello musulmano. Ma c'è così tanta emotività che alcune delle parole che servivano ad illustrare le argomentazioni del papa sono state interpretate come una sua convinzione personale".

(APCOM)
Ratzigirl
Thursday, September 28, 2006 7:05 PM
Benedetto XVI: la tolleranza non può mai essere scambiata con l’indifferentismo

Nel ricevere Hans-Henning Horstmann, nuovo ambasciatore tedesco presso la Santa Sede

La tolleranza e l’apertura culturale” devono sempre “plasmare l’incontro con l’altro”, così come la tolleranza non può mai essere scambiata con l’“indifferentismo”, afferma Benedetto XVI.

Questo in sintesi il messaggio affidato dal Papa a Hans-Henning Horstmann, nuovo Ambasciatore della Repubblica Federale di Germania presso la Santa Sede, nell’udienza concessagli giovedì in occasione della consegna delle lettere credenziali.

Il Santo Padre, citando la Costituzione Pastorale “Gaudium et spes”, ha da subito sottolineato che al centro delle ansie pastorali della Chiesa vi è l’uomo, considerato “nella sua unità e nella sua totalità, corpo e anima, l'uomo cuore e coscienza, pensiero e volontà”, poiché “si tratta di salvare l'uomo, si tratta di edificare l'umana società” (n. 3).

La Chiesa, ha aggiunto, non impone la propria dottrina, “poiché la fede in Gesù Cristo, annunciata dalla Chiesa, può realizzarsi solo liberamente”, ha aggiunto il Vescovo di Roma.

Chiaramente la tolleranza non può mai essere scambiata con l’indifferentismo”, ha avvertito dopo. “Ogni forma di indifferenza è radicalmente contraria al profondo interesse cristiano per l’uomo e la sua salvezza. La vera tolleranza presuppone sempre anche il rispetto dell’altro, dell’essere umano, che è la creatura di Dio e la cui esistenza è stata approvata da Dio”.

La tolleranza, di cui il mondo ha bisogno, “comprende il timor di Dio – il rispetto di ciò che per altri è cosa sacra”, ha affermato Benedetto XVI, richiamando un passaggio dell’Omelia pronunciata in occasione della Celebrazione Eucaristica nella "Neue Messe" (Nuova Fiera) di Monaco il 10 settembre scorso.

“Questo rispetto per ciò che gli altri ritengono sacro presuppone tuttavia che noi stessi impariamo nuovamente il timor di Dio. Questo senso di rispetto può essere rigenerato nel mondo occidentale soltanto se cresce di nuovo la fede in Dio”, ha aggiunto ricordando ancora quanto detto durante il suo recente viaggio in Baviera.

Il nuovo ambasciatore è nato a Garmish-Partenkirchen il 29 agosto 1945. Ha intrapreso la carriera diplomatica nel 1974. A partire dal 19 settembre 2002 ha ricoperto l’incarico di Ambasciatore straordinario e plenipotenziario della Repubblica Federale di Germania in Austria. È sposato ed ha due figli.
josie '86
Friday, September 29, 2006 12:33 PM
Da Corriere.com

[DIM]15pt[=DIM][G]Benedetto XVI è preoccupato «No all'aborto terapeutico>>

[DIM]14pt[=DIM][G]Il Papa chiede alla Merkel di accogliere i cristiani perseguitati[/G][/DIM]


[C][DIM]11pt[=DIM]CITTÀ DEL VATICANO - Il Papa tedesco ha chiesto al governo di Angela Merkel di non chiudere la porta ma anzi di accogliere e integrare quei cristiani costretti a riparare all'estero perché perseguitati «nei loro Paesi in ragione della loro fede». Più che una preghiera è stata una richiesta assai esplicita quella che il pontefice ha rivolto al nuovo ambasciatore tedesco, Hans-Henning Horstmann, che da ieri ha iniziato la sua missione diplomatica in Vaticano.
«Certamente la Santa Sede si occupa in primo luogo dei cristiani nelle varie nazioni del mondo, ma attribuisce un valore molto alto anche al bene dell'uomo indipendentemente della sua cultura, lingua e religione». A Castel Gandolfo, sua residenza estiva che ha ospitato la cerimonia dello scambio delle Lettere Credenziali col capo missione di Berlino, sono risuonati gravi i moniti contro i tentativi di indebolire la famiglia e il matrimonio con progetti di legge come i pacs, contro l'aborto terapeutico e le ricerche sulle cellule staminali embrionali.
A proposito dell'aborto terapeutico Ratzinger ha ammonito che «anche la vita handicappata ha ugualmente valore per Dio». Il Papa è tornato così a difendere la vita umana sin dall'inizio, e condannando l'interruzione volontaria della gravidanza decisa davanti a difetti genetici del feto.
«Il previsto handicap di un bambino non può essere motivo di aborto» poiché «anche la vita handicappata ha ugualmente valore in sé ed è accolta da Dio». «Su questa terra mai e per nessuno ci potrà essere la garanzia di una vita senza limitazioni corporali, psicologiche e spirituali».
Per i pacs ha ribadito che il matrimonio e la famiglia, «protetti dalla costituzione», sono «minacciati e svaniti da un lato da un cambiamento della concezione di comunità coniugale presso l'opinione pubblica, e dall'altro di nuove forme previste dal legislatore che si allontanano dalla famiglia naturale». Inoltre, sulle staminali: «La Santa Sede non si stanca di ricordare presso le istituzioni europee interessate i problemi etici nel contesto delle ricerche sulle cellule staminali embrionali e le cosiddette nuove terapie». Il bene dell'uomo e la difesa della sua dignità sono stati il filo conduttore delle parole di Benedetto XVI.[/DIM][/C]
Ratzigirl
Friday, September 29, 2006 6:23 PM
"I bambini e i media: una sfida per l’educazione", tema per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni 2007



"Il tema scelto dal nostro Santo Padre per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali sottolinea il bisogno che genitori ed educatori comprendano l’importante influenza formativa dei media nella vita dei bambini", afferma l’Arcivescovo John P. Foley, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, il Dicastero della Santa Sede che prepara la documentazione di studio ed il supporto liturgico sul tema, da distribuire alle Conferenze Episcopali ed alle organizzazioni cattoliche internazionali di comunicazioni sociali.

La Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, l’unica giornata mondiale stabilita dal Concilio Vaticano II ("Inter Mirifica", 1963), viene celebrata in molti Paesi, su raccomandazione dei Vescovi del mondo, la Domenica che precede la Pentecoste (nel 2007, il 20 maggio).

L’annuncio del tema è solitamente fatto il 29 settembre, Festa degli Arcangeli Michele, Raffaele e Gabriele; quest’ultimo è stato designato Patrono di quanti lavorano nella Radio.

Il Messaggio del Santo Padre per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali viene tradizionalmente pubblicato in occasione della ricorrenza di San Francesco di Sales, Patrono dei giornalisti (24 gennaio); questo permette alle conferenze episcopali, agli uffici diocesani e alle organizzazioni di comunicazioni sociali di avere tempo sufficiente per preparare i materiali audiovisivi per le celebrazioni nazionali e locali.

[Modificato da Ratzigirl 29/09/2006 18.24]

josie '86
Saturday, September 30, 2006 7:06 PM
Dall'Agenzia Fides

[DIM]15pt[=DIM][G]Papa Benedetto XVI ai Vescovi del Malawi in visita Ad Limina: “il sacerdote è chiamato a vivere per gli altri e non per se stesso, sull’imitazione di Cristo”[/G][/DIM]

[C][DIM]11pt[=DIM]Castel Gandolfo (Agenzia Fides) - Il Santo Padre Benedetto XVI ha incontrato questa mattina i Vescovi della Conferenza Episcopale del Malawi, già ricevuti in questi giorni, in separate udienze, in occasione della Visita "ad Limina Apostolorum". Accogliendo i Vescovi, il Santo Padre ha messo subito in evidenza la grande vitalità delle comunità cristiane del Malawi, che si esprime nella gioiosa ed esuberante partecipazione alle celebrazioni liturgiche, come del resto avviene in tutta l’Africa, e ciò riflette la predominante presenza dei giovani nella popolazione. Per questo il Santo Padre ha esortato i Vescovi a “continuare a guidarli con cura veramente paterna verso una sempre più profonda conoscenza del Signore Crocifisso e Risorto”. A questo scopo è necessario che gli insegnanti ed i catechisti abbiano una solida preparazione per questo importante e nobile compito, in quanto essi hanno una parte fondamentale nell’aiutare il Vescovo a svolgere il suo ministero. “Devono essere ben formati nella fede e capaci di comunicare sia la gioia che le sfide della sequela di Cristo” ha raccomandato il Santo Padre, auspicando che la nuova Università Cattolica del Malawi possa dare “un contributo significativo in questo campo”. Ha poi incoraggiato i Vescovi a fare tutto il possibile perché sia mantenuto un insegnamento di qualità elevata e fedele al Magistero della Chiesa.
Quindi il Papa si è soffermato sulla difficoltà di assicurare lo stile di vita necessario al sacerdozio e alla vita religiosa nel mondo attuale, dominato invece dai valori del secolarismo e del materialismo. In alcuni casi i sacerdoti mancano dei mezzi necessari al loro sostentamento. “Sono sicuro - ha detto il Papa - che farete del vostro meglio per soddisfare le legittime necessità dei vostri collaboratori, mentre allo stesso tempo li metterete in guardia da eccessivi attaccamenti ai beni materiali. Aiutate i vostri sacerdoti a non cadere nella trappola di vedere il sacerdozio come un mezzo di avanzamento sociale”. Per raggiungere questo scopo il Papa ha raccomandato la preparazione dei formatori nei seminari e l’esempio dei Vescovi, che vivano come “autentici seguaci di Cristo”, stringendo legami di carità fraterna all’interno del loro presbiterio.
Un altro campo di impegno dei Vescovi del Malawi riguarda l’ambito sociale: nella loro lettera pastorale di Pentecoste hanno sottolineato alcuni problemi sociali e morali: la sicurezza alimentare, la diffusione dell’Aids, i diritti della donna, il traffico di esseri umani… Il Papa ha esortato i Vescovi, seguendo l’esempio del Buon Pastore, a continuare “a guidare il gregge lontano dai pericoli che lo minacciano, e a condurlo in pascoli sicuri”.
Papa Benedetto XVI ha concluso il suo discorso ricordando la scena degli Apostoli, riuniti con Maria nel Cenacolo, in preghiera nell’attesa dello Spirito Santo, ed ha invitato i Vescovi a continuare ad esortare il loro popolo alla preghiera, nelle famiglie e nelle piccole Comunità Ecclesiali di Base. “Anche io prego che lo Spirito possa discendere abbondantemente su tutti voi, e affido voi e i vostri sacerdoti, religiosi e fedeli laici, all’intercessione di Maria, Madre della Chiesa".[/DIM][/C]

josie '86
Sunday, October 01, 2006 7:28 PM
Da zenit.org

[DIM]15pt[=DIM][G]Discorso del Papa al nuovo ambasciatore dell’Albania presso la Santa Sede[/G][/DIM]

[G][S]Pronunciato in occasione della presentazione delle lettere credenziali del diplomatico[/S][/G]

[DIM]11pt[=DIM][C]CITTA’ DEL VATICANO, domenica, 1° ottobre 2006 (ZENIT.org).- Pubblichiamo il discorso pronunciato da Benedetto XVI questo venerdì ricevendo in udienza Rrok Logu, nuovo ambasciatore dell’Albania presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle lettere credenziali di quest’ultimo.


Signor Ambasciatore,

nel darLe il benvenuto all’inizio della Sua missione, La ringrazio per le cortesi espressioni che mi ha rivolto e per i sentimenti di profonda stima che ha voluto manifestare nei confronti della Santa Sede. La prego di significare al Signor Presidente della Repubblica che ricambio cordialmente i suoi saluti, mentre estendo il mio pensiero all’intero Popolo albanese, la cui aspirazione alla verità e alla libertà, come Ella ha opportunamente osservato, non è stata cancellata nemmeno dalla lunga e pesante dittatura comunista, dalla quale è uscito non molti anni or sono. Per crescere in un clima di autentica libertà occorre un contesto etico-spirituale adeguato, fondato su una concezione dell’uomo e del mondo che ne rispecchi la natura e la vocazione. L’Europa, con il suo ricchissimo patrimonio di idee e di istituzioni, ha costituito certamente nel corso di questi due millenni un laboratorio privilegiato di civiltà, anche se a costo di quali e quanti travagli. Quante guerre! Fino a quelle del secolo scorso, che hanno assunto proporzioni mondiali. L’Albania aspira ad integrarsi anche istituzionalmente con le nazioni europee, sentendosi ad esse già legata non solo per motivi geografici, ma soprattutto per ragioni storico-culturali. Non posso che augurare che tale aspirazione trovi una valida e piena realizzazione, e che all’armonico processo di unificazione dell’Europa possa offrire un proprio peculiare contributo.

Signor Ambasciatore, ho molto apprezzato che Ella abbia sottolineato, sia guardando al passato che al presente, quanto siano state importanti la presenza e l’opera della Chiesa Cattolica in Albania, per la promozione della fede e dei valori spirituali come pure per il sostegno a molteplici situazioni di bisogno. A questo proposito vorrei ricordare Madre Teresa, proclamata Beata nel 2003 dal mio venerato predecessore Giovanni Paolo II. Con la testimonianza di una vita evangelica e con il coraggio disarmante dei suoi gesti, delle sue parole e dei suoi scritti, questa figlia eletta dell’Albania ha annunciato a tutti che Dio è amore e che ama ogni uomo, specialmente chi è povero e abbandonato. In realtà, è proprio l’amore la vera forza rivoluzionaria che cambia il mondo e lo fa progredire verso il suo compimento; di questo amore la Chiesa intende dare testimonianza con le sue opere educative ed assistenziali, aperte non solo ai cattolici ma a tutti. E’ questo lo stile che ha insegnato Gesù Cristo: il bene, cioè, deve essere fatto per se stesso e non per altri fini. Nel sottolineare quest’impegno della Chiesa nell’esercizio dell’amore evangelico, desidero ricordare che un’eminente forma di carità è l’attività politica vissuta come servizio alla polis, alla "cosa pubblica", nell’ottica del bene comune. Tale servizio si sentono chiamati a svolgere i cattolici, specialmente i fedeli laici, nel rispetto della legittima autonomia della politica e collaborando con gli altri cittadini per la costruzione di una nazione prospera, fraterna e solidale. Molte sono le sfide che l’Albania deve affrontare in questo momento. Vorrei citare, tra gli altri problemi, quello dell’emigrazione di molti suoi figli. Se da una parte è necessario combattere le cause di tale fenomeno, occorre anche creare le condizioni perché quanti lo desiderino possano ritornare in patria. E mi piace qui rendere omaggio agli albanesi che, fedeli ai migliori valori della loro tradizione, sanno farsi apprezzare in Italia, in Europa e in altri Paesi del mondo.

Per quanto poi riguarda i rapporti ufficiali tra la Chiesa Cattolica e lo Stato, esprimo apprezzamento per la normativa – cui Ella ha fatto riferimento – approvata al fine di rendere esecutivo l’Accordo del 2002 tra la Santa Sede e la Repubblica di Albania, ed auspico che opportune intese seguano a regolare pure gli aspetti economici che rivestono non poca importanza. La Santa Sede vuole in tal modo contribuire al consolidamento in Albania dello stato di diritto e del necessario quadro giuridico per il reale esercizio dei diritti dei cittadini nell’ambito religioso. Ciò favorirà inoltre la convivenza tra le diverse Confessioni religiose presenti nel Paese, che hanno saputo finora offrire un esempio di vicendevole rispetto e collaborazione, da conservare e promuovere.

Signor Ambasciatore, formulo a Lei i migliori auguri per una serena e proficua missione, assicurandoLe la cordiale collaborazione di quanti lavorano nei vari Uffici della Sede Apostolica. Mi è caro riecheggiare, al termine di queste riflessioni, l’auspicio che il Servo di Dio Giovanni Paolo II rivolse all’amato Popolo albanese durante la storica visita del 25 aprile 1993, quello cioè di "proseguire uniti e saldi nel cammino che conduce alla piena libertà, nel rispetto di tutti e seguendo le orme a voi familiari della pacifica convivenza, dell’aperta collaborazione ed intesa fra le diverse componenti etniche, culturali e spirituali" (Discorso nella cerimonia di benvenuto, n. 3: Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XVI, 1 [1993], 1003). Su questa strada l’Albania potrà contare sul sostegno della Chiesa Cattolica e, in particolare, della Santa Sede. Lo assicuro insieme con il mio ricordo nella preghiera, mentre invoco le celesti benedizioni su di Lei e sulla sua famiglia, sul Presidente della Repubblica e sull’intero Popolo albanese.[/C][/DIM]
Ratzigirl
Monday, October 02, 2006 12:47 AM
Angelus 1 Ottobre 2006
Cari fratelli e sorelle,

oggi, primo giorno di ottobre, vorrei soffermarmi su due aspetti che, nella Comunità ecclesiale, caratterizzano questo mese: la preghiera del Rosario e l’impegno per le missioni. Il giorno 7, sabato prossimo, celebreremo la festa della Beata Vergine del Rosario, ed è come se, ogni anno, la Madonna ci invitasse a riscoprire la bellezza di questa preghiera, così semplice e tanto profonda. L’amato Giovanni Paolo II è stato grande apostolo del Rosario: lo ricordiamo in ginocchio con la corona tra le mani, immerso nella contemplazione di Cristo, come egli stesso ha invitato a fare con la Lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae. Il Rosario è preghiera contemplativa e cristocentrica, inseparabile dalla meditazione della Sacra Scrittura. E’ la preghiera del cristiano che avanza nel pellegrinaggio della fede, alla sequela di Gesù, preceduto da Maria. Vorrei invitarvi, cari fratelli e sorelle, a recitare il Rosario durante questo mese in famiglia, nelle comunità e nelle parrocchie per le intenzioni del Papa, per la missione della Chiesa e per la pace nel mondo.

Ottobre è anche il mese missionario, e nella domenica 22 celebreremo la Giornata Missionaria Mondiale. La Chiesa è per sua natura missionaria. "Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi" (Gv 20,21), disse Gesù risorto agli Apostoli nel cenacolo. La missione della Chiesa è il prolungamento di quella di Cristo: recare a tutti l’amore di Dio, annunciandolo con le parole e con la concreta testimonianza della carità. Nel Messaggio per la prossima Giornata Missionaria Mondiale ho voluto presentare la carità proprio come "anima della missione". San Paolo, l’apostolo delle genti, scriveva: "L’amore del Cristo ci spinge" (2 Cor 5,14). Possa ogni cristiano fare proprie queste parole, nella gioiosa esperienza di essere missionario dell’Amore là dove la Provvidenza lo ha posto, con umiltà e coraggio, servendo il prossimo senza secondi fini e attingendo nella preghiera la forza della carità lieta e operosa (cfr Deus caritas est, 32-39).

Patrona universale delle missioni, insieme a san Francesco Saverio, è santa Teresa di Gesù Bambino, vergine carmelitana e dottore della Chiesa, di cui proprio oggi facciamo memoria. Lei, che ha indicato come via "semplice" alla santità l’abbandono fiducioso all’amore di Dio, ci aiuti ad essere testimoni credibili del Vangelo della carità. Maria Santissima, Vergine del Rosario e Regina delle missioni, ci conduca tutti a Cristo Salvatore.
josie '86
Monday, October 02, 2006 7:11 PM
Da Radio Vaticana

[DIM]15pt[=DIM][G]In udienza da Benedetto XVI il presidente delle Isole Seychelles[/G][/DIM]

([FONT]Verdana[=FONT][C][DIM]11pt[=DIM]02 ottobre 2006 - RV) Agenda fitta di impegni, questa mattina, per Benedetto XVI, che dopodomani – lo ricordiamo – lascerà Castel Gandolfo per fare rientro in Vaticano. Il Papa ha ricevuto in udienza questa mattina il presidente della Repubblica delle Seychelles, James Alix Michel, accompagnato da un seguito. Quindi, il Pontefice ha proseguito gli incontri con i vescovi canadesi, da ieri a Roma per la loro visita ad Limina che si concluderà il prossimo 15 ottobre.[/DIM][/C][/FONT]

Da Zenit.org

[DIM]15pt[=DIM][G]Dolore del Papa per la scomparsa del Cardinal Vachon di Québec[/G][/DIM]


[FONT]Verdana[=FONT][DIM]11pt[=DIM]CITTA’ DEL VATICANO, lunedì, 2 ottobre 2006 (ZENIT.org).- Benedetto XVI ha manifestato pubblicamente la sua tristezza ricevendo la notizia della morte del Cardinale Louis Albert Vachon, Arcivescovo emerito di Québec, morto il 29 settembre all’età di 94 anni.

In un telegramma di condoglianze inviato al Cardinale Marc Ouellet, attuale Arcivescovo dell’Arcidiocesi canadese, il Papa manifesta la sua unione nella preghiera con l’Arcidiocesi di Québec e con la famiglia del porporato scomparso, chiedendo al Signore di “accogliere nel suo regno di pace e di luce questo zelante pastore, che ha consacrato generosamente la sua vita al servizio di Cristo e della sua Chiesa”.

Il Pontefice ha definito il Cardinal Vachon un “uomo di fede e di cultura”, che “ha cercato durante tutto il suo ministero di rafforzare la qualità della vita cristiana tra il popolo dal quale aveva ricevuto l’incarico pastorale e di far crescere il suo spirito missionario”.

La celebrazione dei suoi funerali solenni avverrà giovedì prossimo, 5 ottobre, nella Cattedrale della città.

Con la morte del porporato canadese, il Collegio Cardinalizio si compone di 189 membri, 116 dei quali sono elettori (non hanno ancora compiuto ottant’anni) e 73 non elettori.[/DIM][/FONT]


<p><font class='xsmall'>[<i>Modificato da josie '86 02/10/2006 19.12</i>]</font></p><p><font class='xsmall'>[<i>Modificato da josie '86 02/10/2006&nbsp;19.16</i>]</font></p>
Ratzigirl
Monday, October 02, 2006 7:40 PM
Prossimo incontro...
PAPA: INCONTRERA' TEOLOGI CHE CHIEDONO L'ABOLIZIONE DEL LIMBO

Benedetto XVI concludera' personalmente venerdi' prossimo, presiedendo una liturgia nella cappella Redemptoris Mater del Palazzo Apostolico, l'assemblea della Commissione Teologica Internazionale che si e' aperta oggi in Vaticano per discutere sull'abolizione del Limbo dal Catechismo della Chiesa Cattolica. Il problema della sorte dei bambini morti senza battesimo era stato assegnato ai teologi dallo stesso Papa Ratzinger a conclusione dell'incontro dell'anno scorso. I lavori della Commissione Teologica Internazionale sono stati aperti oggi in Vaticano dal card. William Levada, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
Nel corso dei lavori, informa un comunicato, "si proseguira' la discussione sul progetto di un Documento sul tema della sorte dei bambini morti senza battesimo, nel contesto del disegno salvifico universale di Dio, dell'unicita' della mediazione di Cristo e della sacramentalita' della Chiesa in ordine alla salvezza". Inoltre "si esaminera' una prima bozza di Documento circa il tema dell'identita' della natura e del metodo della teologia come scientia fidei e infine si avra' un primo scambio di opinioni circa i fondamenti della legge morale naturale, nella linea dell'insegnamento delle encicliche di Giovanni Paolo II 'Veritatis splendor' e 'Fides et ratio'".
ratzi.lella
Tuesday, October 03, 2006 1:25 PM
nuovo libro
PAPA: QUASI PRONTO IL MIO PRIMO LIBRO, MANCA BIBLIOGRAFIA
Il Pontefice: "Ho scritto la prefazione. Un po' di pazienza"

Città del Vaticano, 2 ott. (Apcom) - Benedetto XVI sta ultimando il suo primo libro da Papa. Lo ha confermato lui stesso incontrando questa mattina in udienza i vertici della Libreria Editrice Vaticana (Lev). "Sto preparando il libro - ha detto il Papa a quanto apprende Apcom - mi mancano gli ultimi elementi, ho scritto la prefazione, sto preparando la bibliografia e poi vi chiamo", ha affermato il pontefice durante il colloquio con il presidente del Consiglio di amministrazione della Lev, monsignor Antonio Scotti. A chi gli ha chiesto, al termine dell'incontro di questa mattina, quanto tempo manca per l'uscita del libro, Ratzinger ha risposto: "Un po' di pazienza".

L'occasione dell'udienza è stata la presentazione del compendio del catechismo della chiesa cattolica in versione artistica che sta per essere ultimato. "La bellezza è importante per introdurre ai contenuti", ha spiegato il pontefice sfogliando il volume. "Sono immagini bellissime - ha aggiunto - questo è un vero contributo per la catechesi, del resto la bellezza è una dimensione fondamentale della fede".

Già questa estate su alcuni organi di stampa era uscita la notizia che il Papa stava scrivendo un libro su Gesù, uno scritto di teologia narrativa.

josie '86
Tuesday, October 03, 2006 1:29 PM
Re: nuovo libro
[QUOTE][DIM]7pt[=DIM]Scritto da: ratzi.lella 03/10/2006 13.25
[G][DIM]19pt[=DIM]PAPA: QUASI PRONTO IL MIO PRIMO LIBRO, MANCA BIBLIOGRAFIA[/DIM][/G]
[C][G]Il Pontefice: "Ho scritto la prefazione. Un po' di pazienza"[/G][/C]

Città del Vaticano, 2 ott. (Apcom) - Benedetto XVI sta ultimando il suo primo libro da Papa. Lo ha confermato lui stesso incontrando questa mattina in udienza i vertici della Libreria Editrice Vaticana (Lev). [S][G][DIM]20pt[=DIM]"Sto preparando il libro - ha detto il Papa a quanto apprende Apcom - mi mancano gli ultimi elementi, ho scritto la prefazione, sto preparando la bibliografia e poi vi chiamo",[/DIM][/G][/S] ha affermato il pontefice durante il colloquio con il presidente del Consiglio di amministrazione della Lev, monsignor Antonio Scotti. [S][G]A chi gli ha chiesto, al termine dell'incontro di questa mattina, quanto tempo manca per l'uscita del libro, Ratzinger ha risposto: "Un po' di pazienza". [/G][/S]

L'occasione dell'udienza è stata la presentazione del compendio del catechismo della chiesa cattolica in versione artistica che sta per essere ultimato. "La bellezza è importante per introdurre ai contenuti", ha spiegato il pontefice sfogliando il volume. "Sono immagini bellissime - ha aggiunto - questo è un vero contributo per la catechesi, del resto la bellezza è una dimensione fondamentale della fede".

[S][G]Già questa estate su alcuni organi di stampa era uscita la notizia che il Papa stava scrivendo un libro su Gesù, uno scritto di teologia narrativa. [/G][/S]

[/DIM][/QUOTE]

Aspetteremo, Papino!!! Non vediamo l'ora che esca il tuo libro!!!
stupor-mundi
Tuesday, October 03, 2006 2:51 PM
Re: nuovo libro

Scritto da: ratzi.lella 03/10/2006 13.25
PAPA: QUASI PRONTO IL MIO PRIMO LIBRO, MANCA BIBLIOGRAFIA
Il Pontefice: "Ho scritto la prefazione. Un po' di pazienza"

Città del Vaticano, 2 ott. (Apcom) - Benedetto XVI sta ultimando il suo primo libro da Papa. Lo ha confermato lui stesso incontrando questa mattina in udienza i vertici della Libreria Editrice Vaticana (Lev). "Sto preparando il libro - ha detto il Papa a quanto apprende Apcom - mi mancano gli ultimi elementi, ho scritto la prefazione, sto preparando la bibliografia e poi vi chiamo", ha affermato il pontefice durante il colloquio con il presidente del Consiglio di amministrazione della Lev, monsignor Antonio Scotti. A chi gli ha chiesto, al termine dell'incontro di questa mattina, quanto tempo manca per l'uscita del libro, Ratzinger ha risposto: "Un po' di pazienza".

L'occasione dell'udienza è stata la presentazione del compendio del catechismo della chiesa cattolica in versione artistica che sta per essere ultimato. "La bellezza è importante per introdurre ai contenuti", ha spiegato il pontefice sfogliando il volume. "Sono immagini bellissime - ha aggiunto - questo è un vero contributo per la catechesi, del resto la bellezza è una dimensione fondamentale della fede".

Già questa estate su alcuni organi di stampa era uscita la notizia che il Papa stava scrivendo un libro su Gesù, uno scritto di teologia narrativa.




EVVIVA!!! NON VEDO L'ORA DI LEGGERLO!!!!
Ratzigirl
Wednesday, October 04, 2006 7:41 PM
Udienza Generale mercoledì 4 Ottobre
Cari fratelli e sorelle,

nella serie degli Apostoli chiamati da Gesù durante la sua vita terrena, oggi è l’apostolo Bartolomeo ad attrarre la nostra attenzione. Negli antichi elenchi dei Dodici egli viene sempre collocato prima di Matteo, mentre varia il nome di quello che lo precede e che può essere Filippo (cfr Mt 10,3; Mc 3,18; Lc 6,14) oppure Tommaso (cfr At 1,13).

Il suo nome è chiaramente un patronimico, perché formulato con esplicito riferimento al nome del padre. Infatti, si tratta di un nome di probabile impronta aramaica, bar Talmay, che significa appunto “figlio di Talmay”.

Di Bartolomeo non abbiamo notizie di rilievo; infatti, il suo nome ricorre sempre e soltanto all’interno delle liste dei Dodici citate sopra e, quindi, non si trova mai al centro di nessuna narrazione. Tradizionalmente, però, egli viene identificato con Natanaele: un nome che significa “Dio ha dato”. Questo Natanaele proveniva da Cana (cfr Gv 21,2) ed è quindi possibile che sia stato testimone del grande ‘segno’ compiuto da Gesù in quel luogo (cfr Gv 2,1-11).

L’identificazione dei due personaggi è probabilmente motivata dal fatto che questo Natanaele, nella scena di vocazione raccontata dal Vangelo di Giovanni, è posto accanto a Filippo, cioè nel posto che ha Bartolomeo nelle liste degli Apostoli riportate dagli altri Vangeli. A questo Natanaele, Filippo aveva comunicato di aver trovato “colui del quale hanno scritto Mosè nella Legge e i Profeti: Gesù, figlio di Giuseppe, da Nazaret” (Gv 1,45).

Come sappiamo, Natanaele gli oppose un pregiudizio piuttosto pesante: “Da Nazaret può mai venire qualcosa di buono?” (Gv 1,46a). Questa sorta di contestazione è, a suo modo, importante per noi. Essa, infatti, ci fa vedere che, secondo le attese giudaiche, il Messia non poteva provenire da un villaggio tanto oscuro come era appunto Nazaret (vedi anche Gv 7,42). Al tempo stesso, però, pone in evidenza la libertà di Dio, che sorprende le nostre attese facendosi trovare proprio là dove non ce lo aspetteremmo. D’altra parte, sappiamo che Gesù in realtà non era esclusivamente “da Nazaret”, ma che era nato a Betlemme (cfr Mt 2,1; Lc 2,4). L'obiezione di Natanaele era quindi priva di valore, perché fondata, come spesso accade, su un’informazione incompleta.

Un’altra riflessione ci suggerisce la vicenda di Natanaele: nel nostro rapporto con Gesù non dobbiamo accontentarci delle sole parole. Filippo, nella sua replica, fa a Natanaele un invito significativo: “Vieni e vedi!” (Gv 1,46b). La nostra conoscenza di Gesù ha bisogno soprattutto di un’esperienza viva: la testimonianza altrui è certamente importante, poiché di norma tutta la nostra vita cristiana comincia con l’annuncio che giunge fino a noi ad opera di uno o più testimoni. Ma poi dobbiamo essere noi stessi a venir coinvolti personalmente in una relazione intima e profonda con Gesù; in modo analogo i Samaritani, dopo aver sentito la testimonianza della loro concittadina che Gesù aveva incontrato presso il pozzo di Giacobbe, vollero parlare direttamente con Lui e, dopo questo colloquio, dissero alla donna: “Non è più per la tua parola che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo” (Gv 4,42).

Tornando alla scena di vocazione, l’evangelista ci riferisce che, quando Gesù vede Natanaele avvicinarsi esclama: “Ecco davvero un Israelita, in cui non c'è falsità” (Gv 1,47). Si tratta di un elogio che richiama il testo di un Salmo: “Beato l'uomo ... nel cui spirito non c'è inganno” (Sal 32,2), ma che suscita la curiosità di Natanaele, il quale replica con stupore: “Come mi conosci?” (Gv 1,48a). La risposta di Gesù non è immediatamente comprensibile. Egli dice: “Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto il fico” (Gv 1,48b).

A tutt'oggi è difficile rendersi conto precisamente del senso di queste ultime parole. Stando a quanto dicono gli specialisti, è possibile che, essendo a volte menzionato il fico come albero sotto cui sedevano i dottori della Legge per leggere la Bibbia e insegnarla, si alluda qui a un’occupazione del genere svolta da Natanaele nel momento della sua chiamata.

Comunque, ciò che soprattutto conta nel racconto giovanneo è la confessione di fede finalmente resa in modo limpido da Natanaele: “Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d'Israele” (Gv 1,49). Benché non raggiunga l'intensità della confessione di Tommaso con cui si chiude il Vangelo di Giovanni: “Mio Signore e mio Dio!” (Gv 20,28), la confessione di Natanaele ha però la funzione di aprire l'intero Quarto Vangelo. In essa è consegnato un primo, importante passo nell’itinerario di adesione a Gesù. Le parole di Natanaele pongono in luce un doppio, complementare aspetto dell’identità di Gesù: Egli è riconosciuto sia nel suo rapporto speciale con Dio Padre, di cui è Figlio unigenito, sia in quello con il popolo d'Israele, di cui è dichiarato re, qualifica propria del Messia atteso.

Non dobbiamo mai perdere di vista né l’una né l’altra di queste due componenti, poiché se proclamiamo di Gesù soltanto la dimensione celeste, rischiamo di farne un essere etereo ed evanescente, e se al contrario riconosciamo soltanto la sua concreta collocazione nella storia, finiamo per trascurare la dimensione divina che propriamente lo qualifica.

Sulla successiva attività apostolica di Bartolomeo-Natanaele non abbiamo notizie precise. Secondo un’informazione riferita dallo storico Eusebio del secolo IV°, un certo Panteno avrebbe trovato addirittura in India i segni di una presenza di Bartolomeo (cfr Hist. eccl. V,10,3).

Nella tradizione posteriore, a partire dal Medioevo, si impose il racconto della sua morte per scuoiamento, che divenne poi molto popolare. Si pensi alla notissima scena del Giudizio Universale nella Cappella Sistina, in cui Michelangelo dipinse san Bartolomeo che regge con la mano sinistra la propria pelle, sulla quale l’artista lasciò il suo autoritratto.

Le sue reliquie sono venerate qui a Roma nella Chiesa a lui dedicata sull’Isola Tiberina, dove sarebbero state portate dall’imperatore tedesco Ottone III nell'anno 983.

Concludendo, possiamo dire che la figura di san Bartolomeo, pur nella scarsità delle informazioni che lo riguardano, resta comunque davanti a noi per dirci che l’adesione a Gesù può essere vissuta e testimoniata anche senza il compimento di opere sensazionali. Straordinario è e resta Gesù stesso, a cui ciascuno di noi è chiamato a consacrare la propria vita e la propria morte.



ratzi.lella
Thursday, October 05, 2006 4:43 PM
Vaticano/ Al lavoro la Commissione teologica internazionale. Verso l'abolizione del Limbo

Addio al Limbo. È quello che tutti si aspettano dalla sessione plenaria della Commissione Teologica internazionale, che sta tenendo i suoi lavori sotto la presidenza del cardinale William Joseph Levada, prefetto della congregazione per la Dottrina della Fede e successore di Benedetto XVI alla guida dell’ex Sant’Uffizio. Come ricorda l’agenzia Zenit dei Legionari di Cristo, non bisogna però gridare allo scandalo. Questo perché “I documenti della Commissione non fanno parte del Magistero della Chiesa; cercano di aiutare la Santa Sede e la Congregazione per la Dottrina della Fede ad esaminare questioni dottrinali di particolare importanza”.

In altre parole, non si sta per proclamare un nuovo dogma (ossia una verità della fede che non può essere discussa ma solo accettata come tale), né i documenti della Commissione sono parte del Magistero, cioè dell’insieme di principi dottrinali e insegnamenti della Chiesa cattolica. Sono solo, insomma, strumenti, suggerimenti. Che non sono quindi atti ufficiali. Ma la questione limbo è aperta da sempre. Come del resto ha ricordato il segretario generale della Commissione Teologica Internazionale, il gesuita padre Luis Ladaria, sul “limbo” “non c’è una definizione dogmatica, non c’è una dottrina cattolica che sia vincolante”.

Certo è, ricordava padre Ladaria, che “per molti secoli si è pensato che questi bambini andavano al Limbo, dove godevano di una felicità naturale, ma non avevano la visione di Dio. Questa credenza, oggi, dai recenti sviluppi non soltanto teologici, ma anche magisteriali, è in crisi”. E per fare fronte a questa crisi la Commissione è al lavoro, dato che “è un punto sul quale un pronunciamento definitivo non c’è stato”.

Allora che fare? Se si parte dal principio che Dio vuole la salvezza di tutti, i bambini non battezzati dove vanno? L’opinione teologica del Limbo è stata per secoli in grado di rispondere a questa domanda. E avrebbe potuto dare una risposta anche oggi, basta pensare ai bambini – perché tali sono considerati dalla religione cattolica – uccisi dall’aborto. [G]Ma nel 1984, nel suo “Intervista sulla fede”, lo scrittore cattolico Vittorio Messori raccoglie il pensiero dell’allora cardinale Joseph Ratzinger. Per il quale “è sempre stata soltano un’ipotesi teologica”. E secondo alcune indiscrezioni, pare proprio che si stia andando verso un'abolizione "ufficiale" del Limbo.

Non la pensava però così il suo predecessore al pontificato, San Pio X. Che nel suo Catechismo (per quasi un secolo fonte di formazione per tanti piccoli fedeli), “I bambini morti senza battesimo vanno al limbo, dove non godono Dio, ma nemmeno soffrono; perché, avendo il peccato originale, e quello solo, non meritano il paradiso, ma neppure l'inferno e il purgatorio”. Mentre il nuovo Catechismo, pubblicato nel 1992 (e il cui maggiore ispiratore fu proprio Benedetto XVI), si scrive al numero 1261 che “la Chiesa non può che affidarli alla misericordia di Dio, come appunto fa nel rito dei funerali per loro”. Questo perché “la grande misericordia di Dio, che vuole che tutti gli uomini siano salvati, e la tenerezza di Gesù verso i bambini ci consentono di sperare che vi sia una via di salvezza per i bambini morti senza battesimo”.

Dalla certezza del limbo alla speranza di una via di salvezza c’è una distanza evidente: sarà interessante vedere se la commissione raccoglierà le opinioni del teologo Ratzinger, oppure deciderà che per i bimbi morti senza battesimo possa valere il vecchio dettato di papa Sarto. Ma non solo. Nell’assemblea si sta anche esaminando una prima bozza di documento sul tema dell’identità della natura e del metodo della teologia come “scientia fidei” (scienza della fede) e c’è uno scambio di opinioni sulle basi della legge morale naturale alla luce dell’insegnamento delle encicliche di Giovanni Paolo II “Veritatis splendor” e “ Fides et ratio”. Alla fine della sessione plenaria è prevista una concelebrazione eucaristica presieduta da Benedetto XVI nella cappella “Redemptoris Mater” in Vaticano. Intanto, i bimbi del Limbo aspettano il pronunciamento.

Antonino D’Anna

(da "affari italiani")
ratzi.lella
Thursday, October 05, 2006 4:49 PM
ecco il brano di "rapporto sulla fede"
Messori: Sempre a proposito di escatologia, è però sparito il "limbo", quel luogo intermedio dove andrebbero i bambini morti senza battesimo, dunque con la sola "macchia" del peccato originale. Non ce ne è più traccia, ad esempio, nei catechismi ufficiali dell'episcopato italiano.

Cardinale Joseph Ratzinger: "Il limbo non è mai stata verità definita di fede. Personalmente - parlando più che mai come teologo e non come Prefetto della Congregazione lascerei cadere questa che è sempre stata soltanto un'ipotesi teologica. Si trattava di una tesi secondaria a servizio di una verità che è assolutamente primaria per la fede: l'importanza del battesimo. Per dirla con le parole stesse di Gesù a Nicodemo: " In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio "

(Gv 3,5). Si lasci pure cadere il concetto di " limbo " se è necessario (del resto, gli stessi teologi che lo sostenevano affermavano al contempo che i genitori potevano evitarlo al figlio con il desiderio del suo battesimo e la preghiera); ma non si lasci cadere la preoccupazione che lo sosteneva. Il battesimo non è mai stato, non è né mai sarà cosa accessoria per la fede".



(da "rapporto sulla fede" Vittorio Messori a colloquio con Joseph Ratzinger)
ratzi.lella
Friday, October 06, 2006 8:25 AM
IL PAPA IN AUSTRIA?
Papa: prossimo anno visita in Austria

CITTA' DEL VATICANO - Papa Benedetto XVI visitera' l'Austria il prossimo anno. Il pontefice ha accettato l'invito del presidente Fischer, ricevuto oggi in Vaticano. Secondo la Santa Sede, che non indica date per il viaggio, il Pontefice fara' sicuramente visita al Santuario di Shrine,uno dei piu' importanti in Europa dedicato alla Madonna. Secondo la fonte, Benedetto XVI e il presidente Fischer hanno anche parlato dell'importanza del dialogo tra culture e religioni nel contesto mondiale. (Agr)

josie '86
Friday, October 06, 2006 11:22 AM
Re: IL PAPA IN AUSTRIA?
[QUOTE][DIM]7pt[=DIM]Scritto da: ratzi.lella 06/10/2006 8.25
[G][DIM]19pt[=DIM]Papa: prossimo anno visita in Austria [/DIM][/G]

CITTA' DEL VATICANO - Papa Benedetto XVI visitera' l'Austria il prossimo anno. Il pontefice ha accettato l'invito del presidente Fischer, ricevuto oggi in Vaticano. [S][G]Secondo la Santa Sede, che non indica date per il viaggio, il Pontefice fara' sicuramente visita al Santuario di Shrine,uno dei piu' importanti in Europa dedicato alla Madonna.[/G][/S] Secondo la fonte, Benedetto XVI e il presidente Fischer hanno anche parlato dell'importanza del dialogo tra culture e religioni nel contesto mondiale. (Agr)

[/DIM][/QUOTE]

Che bello! Il Papa potrà gustare la Sacher e il gulasch [img]http://www.vocinelweb.it/faccine/cibo/49.gif[/img] [img]http://www.vocinelweb.it/faccine/cibo/49.gif[/img] [img]http://www.vocinelweb.it/faccine/cibo/51.gif[/img] [img]http://www.vocinelweb.it/faccine/cibo/51.gif[/img] [img]http://www.vocinelweb.it/faccine/cibo/78.gif[/img] [img]http://www.vocinelweb.it/faccine/cibo/78.gif[/img] [img]http://www.vocinelweb.it/faccine/cibo/78.gif[/img] [img]http://www.vocinelweb.it/faccine/cibo/78.gif[/img] [img]http://www.vocinelweb.it/faccine/cibo/78.gif[/img] [img]http://www.vocinelweb.it/faccine/cibo/78.gif[/img] [img]http://www.vocinelweb.it/faccine/cibo/78.gif[/img]
josie '86
Friday, October 06, 2006 11:30 AM
Da Romagnaoggi.it

RAVENNA - Domani presidente consiglio Provincia in Vaticano


[DIM]11pt[=DIM][FONT]Verdana[=FONT]RAVENNA - Papa Giovanni Paolo II effettuò la Sua visita pastorale in Romagna dall’8 all’11 maggio 1986. Sabato prossimo a Roma, nell’aula P. L. Nervi sarà ricordato questo storico avvenimento per Ravenna.



Elena Rambelli, presidente del consiglio provinciale parteciperà, in rappresentanza della Provincia di Ravenna, all’udienza che Sua Santità Papa Benedetto XVI ha riservato ai partecipanti al pellegrinaggio interdiocesano a Roma a cui ha aderito l’Archidiocesi di Ravenna – Cervia.[/FONT][/DIM]

[G][Credevo fosse un uomo questo presidente e invece... ][/G]
Francesca.Pisa
Friday, October 06, 2006 2:13 PM
omelia di Benedetto XVI

CONCELEBRAZIONE EUCARISTICA CON I MEMBRI DELLA COMMISSIONE TEOLOGICA INTERNAZIONALE , 06.10.2006

CONCELEBRAZIONE EUCARISTICA CON I MEMBRI DELLA COMMISSIONE TEOLOGICA INTERNAZIONALE

Alle 7.30 di questa mattina, nella Cappella Redemptoris Mater del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto la Concelebrazione Eucaristica con i Membri della Commissione Teologica Internazionale.

Pubblichiamo di seguito l’omelia che il Papa ha pronunciato nel corso della Celebrazione:


OMELIA DEL SANTO PADRE

Cari Fratelli e Sorelle,

non ho preparato una vera omelia, solo qualche spunto per fare la meditazione. La missione di san Bruno, il santo di oggi, appare con chiarezza, è – possiamo dire - interpretata nell'orazione di questo giorno che, pur alquanto variata nel testo italiano, ci ricorda che la sua missione fu silenzio e contemplazione.

Ma silenzio e contemplazione hanno uno scopo: servono per conservare, nella dispersione della vita quotidiana, una permanente unione con Dio. Questo è lo scopo: che nella nostra anima sia sempre presente l'unione con Dio e trasformi tutto il nostro essere.

Silenzio e contemplazione - caratteristica di san Bruno - servono per poter trovare nella dispersione di ogni giorno questa profonda, continua, unione con Dio. Silenzio e contemplazione: la bella vocazione del teologo è parlare. Questa è la sua missione: nella loquacità del nostro tempo, e di altri tempi, nell’inflazione delle parole, rendere presenti le parole essenziali. Nelle parole rendere presente la Parola, la Parola che viene da Dio, la Parola che è Dio.

Ma come potremmo, essendo parte di questo mondo con tutte le sue parole, rendere presente la Parola nelle parole, se non mediante un processo di purificazione del nostro pensare, che soprattutto deve essere anche un processo di purificazione delle nostre parole? Come potremmo aprire il mondo, e prima noi stessi, alla Parola senza entrare nel silenzio di Dio, dal quale procede la sua Parola? Per la purificazione delle nostre parole, e quindi per la purificazione delle parole del mondo, abbiamo bisogno di quel silenzio che diventa contemplazione, che ci fa entrare nel silenzio di Dio e così arrivare al punto dove nasce la Parola, la Parola redentrice.

San Tommaso d'Aquino, con una lunga tradizione, dice che nella teologia Dio non è l'oggetto del quale parliamo. Questa è la nostra concezione normale. In realtà, Dio non è l'oggetto; Dio è il soggetto della teologia. Chi parla nella teologia, il soggetto parlante, dovrebbe essere Dio stesso. E il nostro parlare e pensare dovrebbe solo servire perché possa essere ascoltato, possa trovare spazio nel mondo, il parlare di Dio, la Parola di Dio. E così, di nuovo, ci troviamo invitati a questo cammino della rinuncia a parole nostre; a questo cammino della purificazione, perché le nostre parole siano solo strumento mediante il quale Dio possa parlare, e così Dio sia realmente non oggetto, ma soggetto della teologia.

In questo contesto mi viene in mente una bellissima parola della Prima Lettera di San Pietro, nel primo capitolo, versetto 22. In latino suona così: «Castificantes animas nostras in oboedentia veritatis». L'obbedienza alla verità dovrebbe "castificare" la nostra anima, e così guidare alla retta parola e alla retta azione. In altri termini, parlare per trovare applausi, parlare orientandosi a quanto gli uomini vogliono sentire, parlare in obbedienza alla dittatura delle opinione comuni, è considerato come una specie di prostituzione della parola e dell'anima. La "castità" a cui allude l’apostolo Pietro è non sottomettersi a questi standard, non cercare gli applausi, ma cercare l'obbedienza alla verità. E penso che questa sia la virtù fondamentale del teologo, questa disciplina anche dura dell'obbedienza alla verità che ci fa collaboratori della verità, bocca della verità, perché non parliamo noi in questo fiume di parole di oggi, ma realmente purificati e resi casti dall'obbedienza alla verità, la verità parli in noi. E possiamo così essere veramente portatori della verità.

Questo mi fa pensare a sant'Ignazio di Antiochia e ad una sua bella espressione: "Chi ha capito le parole del Signore capisce il suo silenzio, perché il Signore va conosciuto nel suo silenzio". L'analisi delle parole di Gesù arriva fino a un certo punto, ma rimane nel nostro pensare. Solo quando arriviamo a quel silenzio del Signore, nel suo essere col Padre dal quale vengono le parole, possiamo anche realmente cominciare a capire la profondità di queste parole. Le parole di Gesù sono nate nel suo silenzio sul Monte, come dice la Scrittura, nel suo essere col Padre. Da questo silenzio della comunione col Padre, dell'essere immerso nel Padre, nascono le parole e solo arrivando a questo punto, e partendo da questo punto, arriviamo alla vera profondità della Parola e possiamo essere noi autentici interpreti della Parola. Il Signore ci invita, parlando, di salire con Lui sul Monte, e nel suo silenzio, imparare così, di nuovo, il vero senso delle parole.

Dicendo questo siamo arrivati alle due letture di oggi. Giobbe aveva gridato a Dio, aveva anche fatto la lotta con Dio davanti alle evidenti ingiustizie con le quali lo trattava. Adesso è confrontato con la grandezza di Dio. E capisce che davanti alla vera grandezza di Dio tutto il nostro parlare è solo povertà e non arriva nemmeno da lontano alla grandezza del suo essere e così dice: "Due volte ho parlato, non continuerò". Silenzio davanti alla grandezza di Dio, perché le parole nostre diventano troppo piccole. Questo mi fa pensare alle ultime settimane della vita di san Tommaso. In queste ultime settimane non ha più scritto, non ha più parlato. I suoi amici gli chiedono: Maestro, perché non parli più, perché non scrivi? E lui dice: Davanti a quanto ho visto adesso tutte le mie parole mi appaiono come paglia. Il grande conoscitore di san Tommaso, il Padre Jean-Pierre Torrel, ci dice di non intendere male queste parole. La paglia non è niente. La paglia porta il grano e questo è il grande valore della paglia. Porta il grano. E anche la paglia delle parole rimane valida come portatrice del grano. Ma questo è anche per noi, direi, una relativizzazione del nostro lavoro e insieme una valorizzazione del nostro lavoro. E’ anche un’indicazione, perché il modo di lavorare, la nostra paglia, porti realmente il grano della Parola di Dio.

Il Vangelo finisce con le parole: «Chi ascolta voi, ascolta me». Che ammonizione, che esame di coscienza queste parole! È vero che chi ascolta me, ascolta realmente il Signore? Preghiamo e lavoriamo perché sia sempre più vero che chi ascolta noi ascolta Cristo. Amen!

ratzi.lella
Friday, October 06, 2006 2:25 PM
grazie francesca
l'omelia che gentilmente hai riportato è straordinariamente bella ed appassionata.
il papa ha parlato del silenzio, della grandezza di dio e della nostra piccolezza, della paglia e della necessita' di non proferire troppe parole.
io vedo un'analogia, in queste settimane, fra papa ratzinger e san tommaso
Francesca.Pisa
Friday, October 06, 2006 2:40 PM
vi diro' di piu'



Un'omelia splendida da manuale, pur riservata ai teologi e' di una chiarezza unica, sono parole bellissime sopratutto il passo in cui cita il suo motto, una beatitudine ascoltare quest'uomo parlare e' davvero sentir parlare una mente splendida illuminata splendidamente da quella ragione che unita alla fede sa fare cose grandi.....!!!!!!

Chi ha Sky puo' cercare la radio vaticana alle 17 c'e' la replica del telegiornale in italiano, io l'ho sentito alle 14 e in questa edizione hanno passato una stralcio dell'omelia conla viva voce di Benedetto che ha superato la raucedine e ha di nuovo la sua bella e cristallina voce.


Sempre a finaco di Benedetto XVI.
Francesca
ratzi.lella
Friday, October 06, 2006 3:42 PM
informazione
grazie francesca
mi puoi dire su che canale sky trasmettono radio vaticana?
grazie
Francesca.Pisa
Friday, October 06, 2006 5:08 PM
oer lella
Allora devi prima fare la ricerca dei canali per cui devi usare il tasto " menu'" del telecomando di Sky e poi andare su "gestione canali" poi dovresti trovare "ricerca canali" una volta fatta scegli fra quelli che ti ha trovato la radio vaticana e la salvi ti va come numerazione dopo 9600 esci da questo menu' e poi te la ritrovi alla numerazione successiva al 9600.
Sembra difficile ma e' facile credimi!!!!!!
Un saluto Francesca
josie '86
Friday, October 06, 2006 7:12 PM
Da AsiaNews

[DIM]15pt[=DIM][G]Papa: “Aiuti rapidi e generosi per le vittime del tifone Milenyo” [/G][/DIM]

[FONT]Verdana[=FONT][DIM]10pt[=DIM][C]di Santosh Digal [/C][/DIM]


[DIM]11pt[=DIM]Manila (AsiaNews) – Benedetto XVI “offre le sue preghiere per coloro che sono morti, per i dispersi e per chi ha perso tutto a causa del tifone Milenyo” che ha colpito le Filippine il 28 settembre scorso ed “auspica aiuti rapidi e generosi alla popolazione”.

Il messaggio papale, a firma del Segretario di Stato vaticano card. Tarcisio Bertone, è stato consegnato ieri al nunzio, mons. Filoni, che lo ha comunicato all’arcivescovo di Manila, card. Rosales.

Il card. Bertone scrive che il pontefice “è venuto a conoscenza con profonda tristezza dei seri danni causati nelle Filippine dal tifone Xungsane/Milenyo ed offre ferventi preghiere per i morti, i dispersi e coloro che hanno perso la loro casa. Il Papa prega inoltre affinché gli aiuti per la popolazione siano rapidi e generosi, e possa tornare al più presto la normalità”.

“Assicurando voi e la vostra popolazione alla protezione di Maria, conforto degli afflitti – conclude il testo – Benedetto XVI impartisce con benevolenza la sua benedizione apostolica come garanzia della forza e della pace in Dio”.

Il tifone Milenyo, che ha colpito il Paese con raffiche di vento ad oltre 140 chilometri orari, si è abbattuto nella regione di Bicol ed ha distrutto tutto ciò che ha trovato sulla sua strada. Il sindaco di Manila, Lito Atienz, ha dichiarato immediatamente lo stato di calamità naturale. Anche il primo cittadino di Munitnlupa City ha preso la stessa decisione.

Il consiglio comunale ha approvato la decisione ed ha stanziato 300 milioni di pesos [45mila dollari ndr] per aiutare le famiglie colpite dal tifone. Nello stesso tempo, l’Agenzia americana per lo sviluppo internazionale ha donato alla Croce rossa locale altri 100mila dollari. [/FONT] [/DIM]
josie '86
Friday, October 06, 2006 8:08 PM
Da Zenit.org

[DIM]15pt[=DIM][G]Il primo Sinodo convocato da Benedetto XVI sarà su “la Parola di Dio”

Nell’ottobre del 2007[/G][/DIM]

[C][FONT]Verdana[=FONT][DIM]11pt[=DIM]CITTA’ DEL VATICANO, venerdì, 6 ottobre 2006 (ZENIT.org).- Benedetto XVI ha convocato il primo Sinodo dei Vescovi cattolici del mondo del suo pontificato, che si celebrerà in Vaticano dal 5 al 26 ottobre 2007 sul tema “La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa”.

La notizia è stata diffusa questo venerdì da un comunicato emesso dalla Sala Stampa della Santa Sede.

Sarà il secondo Sinodo presieduto da Benedetto XVI dopo quello dedicato a “L’Eucaristia: fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa”, che ha avuto luogo nell’ottobre 2005. L’assemblea sinodale era stata convocata da Giovanni Paolo II.

Il vertice del prossimo anno sarà la dodicesima assemblea generale del Sinodo dei Vescovi. L’annuncio conferma la novità introdotta da questo Papa nel Sinodo sull’Eucaristia: far sì che duri una settimana di meno rispetto ai Sinodi precedenti. Benedetto XVI ha anche introdotto la modalità degli interventi liberi durante l’assemblea.

Il Sinodo dei Vescovi è un’istituzione permanente decisa da Papa Paolo VI il 15 settembre 1965 in risposta al desiderio dei Padri del Concilio Vaticano II di mantenere vivo l’autentico spirito formatosi dall’esperienza conciliare.

Secondo la Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi, “letteralmente la parola ‘sinodo’, derivata da due parole greche, syn che significa ‘insieme’ e hodos che vuol dire ‘strada’ o ‘via’, significa ‘camminare insieme’”.

In questo senso, aggiunge, “un Sinodo è un’assemblea o un incontro religioso in cui i Vescovi, riuniti intorno e con il Santo Padre, hanno l’opportunità di interagire e di condividere informazioni ed esperienze, nella ricerca comune di soluzioni pastorali che abbiano una validità e un’applicazione universali”.

Secondo il Canone 344 del Codice di Diritto Canonico, “il Sinodo dei Vescovi è direttamente sottoposto all'autorità del Romano Pontefice, al quale spetta propriamente:
1º convocare il sinodo ogni qualvolta lo ritenga opportuno e designare il luogo in cui tenere le assemblee;
2º ratificare l'elezione dei membri che, a norma del diritto peculiare, devono essere eletti, e altresì designare e nominare gli altri membri;
3º stabilire gli argomenti delle questioni da trattare in tempo opportuno, a norma del diritto peculiare, prima della celebrazione del Sinodo;
4º definire l'ordine dei lavori;
5º presiedere il Sinodo personalmente o attraverso altri;
6° concludere, trasferire, sospendere e sciogliere il Sinodo”.

Il Canone 346 § 1 stabilisce che “il Sinodo dei Vescovi che si riunisce in Assemblea generale ordinaria è composto di membri, la maggioranza dei quali Vescovi, che vengono eletti per le singole assemblee dalle Conferenze dei Vescovi, secondo le modalità determinate dal diritto peculiare del Sinodo; altri vengono deputati in forza del medesimo diritto, altri sono nominati direttamente dal Romano Pontefice; ad essi si aggiungono alcuni membri di Istituti religiosi clericali, eletti a norma del medesimo diritto peculiare”.[/DIM][/FONT][/C]
ratzi.lella
Friday, October 06, 2006 8:37 PM
grazie!!!
grazie francesca, fatto!!!

intanto, sul limbo:

TEOLOGIA

Bimbi nati morti in Paradiso
Il Vaticano cancella il limbo


Papa Bendetto XVI si appresta a porre fine al dibattito teleogico sul limbo, il luogo ai margini del paradiso dove, secondo la dottrina cattolica, finiscono i bambini morti senza battesimo, ai quali non possono essere imputate colpe.

Città del Vaticano (6 ottobre) - Papa Benedetto XVI si appresta a porre fine al dibattito teleogico sul limbo, il luogo ai margini del paradiso dove, secondo la dottrina cattolica, finiscono i bambini morti senza battesimo, ai quali non possono essere imputate colpe. Il pontefice ha celebrato una messa per la Commissione teologica internazionale che da lunedì scorso è riunita in Vaticano, coordinata dal cardinale William Levada, Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, con il compito di fare chiarezza sulla «sorte dei bambini morti senza battesimo nel contesto del disegno salvifico universale di Dio». Sebbene il Vaticano non abbia fornito alcun dettaglio sulla cerimonia, si presume che i membri della commissione abbiano informato Papa Ratzinger che il concetto di limbo deve essere abolito.

(da "quotidiano.net")



Non c’è il limbo per i bambini morti senza battesimo

La Commissione teologica internazionale sostiene che l’idea del limbo “può essere abbandonata”. In senso analogo si era espresso più di 20 anni fa l’allora card. Ratzinger.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Non è “essenziale, né necessaria”, anzi “può essere abbandonata senza problemi di fede” l’idea del limbo, come luogo al quale sono destinate le anime dei bambini morti senza battesimo. E’ la conclusione alla quale è arrivata la Commissione teologica internazionale, riunitasi a Roma dal 2 ottobre ad oggi, che aveva all’ordine del giorno anche la questione del limbo.

I membri della Commissione, che stamattina hanno concelebrato la messa con Benedetto XVI nella cappella Redemptoris Mater, sostengono di non voler “rompere la grande tradizione di fede”, ma solo “eliminare l’uso di immagini e metafore che non tengono adeguato conto della ricchezza del messaggio di speranza portatoci da Gesù Cristo”. Le conclusioni della Commissione, organismo solo consultivo, che saranno espresse in un documento, sono state spiegate mons. Bruno Forte, teologo che papa Ratzinger ha promosso vescovo di Chieti-Vasto ad I Media. A suo avviso non si tratta di cambiare la dottrina sul peccato originale. “Il Peccato originale – ha detto – è una realtà che realmente segna la fragilità della condizione umana” ed il battesimo è necessario per rimuoverlo. Ma, nel caso di un bambino che non è stato battezzato, senza alcuna sua colpa, “dovrebbe apparire che il potere salvifico di Cristo dovrebbe prevalere sul potere del peccato”.

Il concetto di Limbo, peraltro, non ha mai avuto una definizione magisteriale da parte della Chiesa, ma è, in certo senso, una “creazione” teologica. E già nel 1984 l’allora card. Ratzinger aveva espresso il suo “parere personale” che il concetto di limbo aveva perso il suo valore pastorale. Neppure il Catechismo della Chiesa cattolica dà una definizione di tale “luogo” e preferisce affidare le anime dei bimbi non battezzati alla misericordia di Dio.

Mons. Forte ha infine voluto sottolineare il fatto che la Commissione teologica non quindi ha introdotto alcun cambiamento alla dottrina cattolica, rassicurando coloro che potrebbero essere preoccupati da una “discontinuità”. In realtà la Commissione, nel suo futuro documento, presenterà con grande chiarezza le questioni dottrinali che in passato hanno spinto i teologi d ipotizzare l’esistenza del limbo e i motivi che consentono di “mettere da parte certe formulazioni, senza compromettere in alcun modo la fede della Chiesa”.

(da asia news)
josie '86
Friday, October 06, 2006 9:05 PM
Adesso...


[DIM]15pt[=DIM][FONT]Comic Sans MS[=FONT]...sappiamo per certo che quelle povere anime innocenti non battezzate saranno nelle mani di Dio. [/FONT][/DIM]
euge65
Friday, October 06, 2006 9:37 PM
TEMA DEL PROSSIMO SINODO DEI VESCOVI
TEMA DELLA XII ASSEMBLEA GENERALE ORDINARIA DEL SINODO DEI VESCOVI (5 - 26 OTTOBRE 2008) , 06.10.2006

TEMA DELLA XII ASSEMBLEA GENERALE ORDINARIA DEL SINODO DEI VESCOVI (5 - 26 OTTOBRE 2008)

latino
Verbum Domini in vita et missione Ecclesiae

italiano
La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa

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