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josie '86
Friday, September 22, 2006 12:26 PM
Dal Corriere della sera.it

[DIM]15pt[=DIM][G]Milano: crollo palazzo, Papa invia benedizione [/G][/DIM]

[DIM]10pt[=DIM][C]MILANO - Benedetto XVI manda la sua speciale benedizione apostolica ai funerali delle quattro vittime del crollo della palazzina di Via Lomellina, che si stanno celebrando a Milano in Sant'Ambrogio. Il messaggio e' stato letto in Chiesa. "Appresa con dolore la notizia - recita un passaggio del telegramma - esprimo sentimenti di profondo cordoglio ai familiari, assicurando fervide preghiere di suffragio per quanti sono tragicamente scomparsi". (Agr)[/C][/DIM]

<p><font class='xsmall'>[<i>Modificato da josie '86 22/09/2006&nbsp;12.27</i>]</font></p>
josie '86
Friday, September 22, 2006 12:30 PM
Da La Stampa web

[DIM]15pt[=DIM][G]Il Papa lunedì incontra gli ambasciatori islamici[/G][/DIM]

[DIM]8pt[=DIM][C]22/9/2006 [/C][/DIM]



[C][DIM]10pt[=DIM]Benedetto XVI
CITTA' DEL VATICANO. Un gesto «di vicinanza e di rispetto», per sottolineare «l'importanza dell'incontro e del dialogo»: con questo intento Papa Benedetto XVI ha invitato, personalmente, vari rappresentanti del mondo musulmano lunedì mattina nella residenza estiva di Castel Gandolfo. L'occasione potrebbe mettere la parola fine alle recenti tensioni con l'islam.

«Un invito - riferiscono ad Apcom fonti vaticane - voluto come segnale distensivo dopo la polemica nata dalle parole di Benedetto XVI all'università di Rartisbona». All'udienza di lunedì sono stati invitati gli ambasciatori presso la Santa Sede dei paesi a maggioranza musulmana. Tra di essi spicca la presenza di Osman Durak, il rappresentante della Turchia, dove Benedetto XVI dovrebbe recarsi il 28 novembre.

L'invito è stato esteso anche ai membri della Consulta per l'islam in Italia. «Fin dal primo momento abbiamo capito che c'era un malinteso», rivendica Hamza Piccardo, portavoce del consiglio direttivo dell'Ucoii, «e abbiamo denunciato le speculazioni di chi voleva procurare uno scontro tra cristiani e musulmani». Gli inviti stanno partendo in queste ore e non c'è ancora la certezza sui nominativi degli invitati, ma si può dare per scontato che ci saranno tutti i membri dell'organo consultivo del ministero dell'Interno.

Il Papa è già tornato sulla sua 'lectio magistralis', all'Angelus di domenica e in occasione dell'udienza di mercoledì scorso, per esprimere dispiacere per il fraintendimento avvenuto col mondo musulmano. Anche la diplomazia vaticana si era messa in moto e tutti i nunzi nei paesi a maggioranza musulmana hanno contattato le autorità civili e religiose per spiegare il senso del testo del Papa. Una traduzione in arabo è ormai disponibile sul sito della Radio Vaticana e alcuni studiosi pachistani stanno disponendo una traduzione in urdu. [/DIM][/C]
Discipula
Friday, September 22, 2006 3:24 PM
Incontro di lunedì prossimo
Lunedì l’incontro del Santo Padre Benedetto XVI con il Card. Poupard, alcuni esponenti delle comunità musulmane in Italia e gli Ambasciatori dei Paesi a maggioranza musulmana

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - La Sala Stampa della Santa Sede ha diffuso oggi il comunicato che segue: “Lunedì 25 settembre alle 11,45 il Santo Padre riceverà a Castel Gandolfo il Cardinale Paul Poupard, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, ed alcuni esponenti delle comunità musulmane in Italia. All’incontro sono stati invitati anche gli Ambasciatori dei Paesi a maggioranza musulmana accreditati presso la Santa Sede.”

(S.L.) (Agenzia Fides 22/9/2006)
stupor-mundi
Friday, September 22, 2006 10:38 PM
Re: Incontro di lunedì prossimo

Scritto da: Discipula 22/09/2006 15.24
Lunedì l’incontro del Santo Padre Benedetto XVI con il Card. Poupard, alcuni esponenti delle comunità musulmane in Italia e gli Ambasciatori dei Paesi a maggioranza musulmana

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - La Sala Stampa della Santa Sede ha diffuso oggi il comunicato che segue: “Lunedì 25 settembre alle 11,45 il Santo Padre riceverà a Castel Gandolfo il Cardinale Paul Poupard, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, ed alcuni esponenti delle comunità musulmane in Italia. All’incontro sono stati invitati anche gli Ambasciatori dei Paesi a maggioranza musulmana accreditati presso la Santa Sede.”

(S.L.) (Agenzia Fides 22/9/2006)



PARE CHE QUELLE SERPI INFIDE DELL'UCOII ABBIANO DECISO DI ANDARE ALL'INCONTRO..MMMH, SAREBBERO QUELLI CHE HANNO ACQUISTATO LE PAGINE DEI QUOTIDIANI PER DIRE CHE L'OLOCAUSTO NON E' MAI ESISTITO E CHE GLI HEZBOLLAH SONO DEI PATRIOTI.
MAGDI ALLAM DICE CHE SONO LA QUINTA COLONNA DEI FRATELLI MUSULMANI IN ITALIA .... CAVE CANEM!!!

[Modificato da stupor-mundi 22/09/2006 22.38]

euge65
Saturday, September 23, 2006 9:02 PM
DICHIARAZIONI DI BENEDETTO XVI AI VESCOVI PER CORSO AGG.TO
La vostra fatica apostolica
domanda l'ardore intrepido di chi per il Signore
non teme nemmeno la persecuzione e la morte


"Solo spinti dall'amore di Cristo è possibile portare a compimento questa fatica apostolica, che domanda l'ardore intrepido di chi per il Signore non teme nemmeno la persecuzione e la morte". Lo ha detto il Santo Padre ai Vescovi partecipanti al Corso di aggiornamento promosso dalla Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, durante l'udienza svoltasi nella mattina di sabato 23 settembre, nella Sala degli Svizzeri del Palazzo Pontificio di Castel Gandolfo. Questi sono i punti nodali del discorso del Papa:


"Siete chiamati ad essere Pastori fra popolazioni che in buona parte non conoscono ancora Gesù Cristo. Come primi responsabili dell'annuncio evangelico, dovete pertanto fare sforzi non indifferenti perché a tutti sia data la possibilità di accoglierlo";


"Voi avvertite sempre più l'esigenza di inculturare il Vangelo, di evangelizzare le culture e alimentare un dialogo sincero ed aperto con tutti, perché insieme si costruisca un'umanità più fraterna e solidale";


"Come non ricordare i numerosi sacerdoti, religiosi, religiose e laici che, nei secoli passati ed in questi nostri tempi, hanno sigillato nei Territori di missione con il sangue la loro fedeltà a Cristo e alla Chiesa?";


"A voi, Pastori del gregge di Dio, è affidato il mandato di custodire e trasmettere la fede in Cristo, consegnataci nella tradizione vivente della Chiesa e per la quale tanti hanno dato la loro vita. Per adempiere tale compito è essenziale che per primi voi siate "esempio in tutto di buona condotta, con purezza di dottrina, dignità, linguaggio sano e irreprensibile"";


"È doveroso che diate primaria importanza nel vostro ministero episcopale alla preghiera e alla incessante tensione verso la santità. È importante che vi preoccupiate di una seria formazione dei seminaristi e di un permanente aggiornamento dei sacerdoti e dei catechisti";


"Mantenere l'unità della fede nella diversità delle sue espressioni culturali è un altro prezioso servizio che vi è richiesto. Ciò esige che siate uniti al gregge, sull'esempio di Cristo Buon Pastore, e che il gregge cammini sempre unito a voi";


"Come sentinelle del Popolo di Dio, evitate con fermezza e coraggio le divisioni, specie quando sono dovute a motivi etnici e socio-culturali. Esse attentano infatti all'unità della fede e indeboliscono l'annuncio e la testimonianza del Vangelo di Cristo, che è venuto nel mondo per fare dell'intera umanità un popolo santo e una sola famiglia dove Dio è Padre di tutti";


"È motivo di gioia e di consolazione costatare che in molte vostre Chiese si assiste ad una costante fioritura di vocazioni al sacerdozio e alla vita religiosa, dono meraviglioso di Dio da accogliere e promuovere con gratitudine e zelo. Sia vostra preoccupazione dotare i seminari di un numero sufficiente di formatori, scelti e preparati con cura, i quali siano anzitutto esempi e modelli per i seminaristi";


"Il seminario, voi lo sapete bene, è il cuore della Diocesi e proprio per questo il Vescovo lo segue personalmente. Dalla preparazione dei futuri sacerdoti e di tutti gli altri operatori della pastorale, in particolare dei catechisti, dipende l'avvenire delle vostre Comunità e quello della Chiesa universale".

(©L'Osservatore Romano - 24 Settembre 2006)

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Ratzigirl
Sunday, September 24, 2006 1:52 PM
Angelus 24 Settembre 2006

Cari fratelli e sorelle,

nel Vangelo di questa Domenica, Gesù annuncia per la seconda volta ai discepoli la sua passione, morte e risurrezione (cfr Mc 9,30-31). L’evangelista Marco mette in risalto il forte contrasto tra la sua mentalità e quella dei dodici Apostoli, che non solo non comprendono le parole del Maestro e rifiutano nettamente l’idea che Egli vada incontro alla morte (cfr Mc 8,32), ma discutono su chi tra loro si debba considerare "il più grande" (cfr Mc 9,34). Gesù spiega ad essi con pazienza la sua logica, la logica dell’amore che si fa servizio fino al dono di sé: "Se uno vuol essere il primo sia l’ultimo e il servo di tutti" (Mc 9,35).

Questa è la logica del Cristianesimo, che risponde alla verità dell’uomo creato a immagine di Dio, ma al tempo stesso contrasta con il suo egoismo, conseguenza del peccato originale. Ogni persona umana è attratta dall’amore – che ultimamente è Dio stesso – ma spesso sbaglia nei modi concreti di amare, e così da una tendenza all’origine positiva, inquinata però dal peccato, possono derivare intenzioni e azioni cattive. Lo ricorda, nella liturgia odierna, anche la Lettera di san Giacomo: "Dove c’è gelosia e spirito di contesa, c’è disordine e ogni sorta di cattive azioni. La sapienza che viene dall’alto invece è anzitutto pura; poi pacifica, mite, arrendevole, piena di misericordia e di buoni frutti, senza parzialità, senza ipocrisia". E l’Apostolo conclude: "Un frutto di giustizia viene seminato nella pace per coloro che fanno opera di pace" (3,16-18). Queste parole fanno pensare alla testimonianza di tanti cristiani che, con umiltà e nel silenzio, spendono la vita al servizio degli altri a causa del Signore Gesù, operando concretamente come servi dell’amore e perciò "artigiani" di pace. Ad alcuni è chiesta talora la suprema testimonianza del sangue, come è accaduto pochi giorni fa anche alla religiosa italiana Suor Leonella Sgorbati, caduta vittima della violenza. Questa suora, che da molti anni serviva i poveri e i piccoli in Somalia, è morta pronunciando la parola "perdono": ecco la più autentica testimonianza cristiana, segno pacifico di contraddizione che dimostra la vittoria dell’amore sull’odio e sul male.

Non c’è dubbio che seguire Cristo è difficile, ma, come Egli dice, solo chi perde la propria vita per causa sua e del Vangelo la salverà (cfr Mc 8,35), dando senso pieno alla propria esistenza. Non esiste altra strada per essere suoi discepoli, non c’è altra strada per testimoniare il suo amore e tendere alla perfezione evangelica. Ci aiuti Maria, che quest’oggi invochiamo come Beata Vergine della Mercede, ad aprire sempre più il nostro cuore all’amore di Dio, mistero di gioia e di santità.


LadyRatzinger
Sunday, September 24, 2006 2:15 PM
Re: Angelus 24 Settembre 2006

Scritto da: Ratzigirl 24/09/2006 13.52





Che Angelo...gli mancano solo le ali!
josie '86
Sunday, September 24, 2006 3:58 PM
Re: Re: Angelus 24 Settembre 2006
[QUOTE][DIM]7pt[=DIM]Scritto da: LadyRatzinger 24/09/2006 14.15


[DIM]11pt[=DIM]Che Angelo...gli mancano solo le ali! [/DIM] [/DIM][/QUOTE]

[DIM]15pt[=DIM][FONT]Comic Sans MS[=FONT]Già, un angioletto che ringrazia il Signore!!! [/FONT][/DIM]
ratzi.lella
Sunday, September 24, 2006 8:55 PM
aspettando domani...
Hanno aderito anche gli ambasciatori del Qatar e del Pakistan
Attesa per le parole del pontefice sul dialogo interreligioso


Papa-Islam, incontro a Castel Gandolfo
20 diplomatici a Roma, manca il Sudan

ROMA - Sono venti le adesioni di diplomatici di Paesi a maggioranza islamica - accreditati presso la Santa Sede - all'incontro con Benedetto XVI fissato per domani a Castel Gandolfo. Un incontro che nelle intenzioni del Vaticano dovrebbe fugare una volta per tutte le polemiche scatenate dal discorso di papa Ratzinger a Ratisbona.

Tra gli altri saranno presenti l'ambasciatore del Qatar Jahamal Al Kuwari e quello del Pakistan, signora Fauzia Abbas. Ci sarà anche un rappresentante dell'Algeria. Al momento non risulta che abbia invece aderito il Sudan. I governi di Kuwait, Giordania, Indonesia, Turchia, Bosnia, Costa d'Avorio, Senegal, Iraq, Libia, Iran, Azerbaigian, Marocco, Albania, Indonesia, Egitto, Yemen saranno rappresentati dai rispettivi capi missione. Ci sarà anche la Lega degli Stati Arabi.

All'incontro - voluto fortemente dal Pontefice - parteciperanno inoltre esponenti delle comunità islamiche in Italia e della Consulta islamica istituita dal ministero dell'Interno. Nell'annunciare l'appuntamento la sala stampa vaticana ha rimarcato l'aspetto più religioso che diplomatico dell'appuntamento al quale sarà presente anche il cardinale Paul Poupard, presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso.

I lavori cominceranno alle 11,45 nella Sala degli Svizzeri della residenza estiva dei papi. Il cerimoniale del Vaticano sta faticando sette camicie per mettere a punto gli ultimi ritocchi della cerimonia, preoccupandosi di assegnare a ogni ospite la giusta collocazione. Nessun particolare sarà lasciato al caso. Gli ambasciatori siederanno tutti alla sinistra di papa Ratzinger.

Rispetto agli altri capi missione solo i diplomatici di Libia, Iran, Azerbaigian e Lega degli Stati Arabi saranno collocati piu distanti ma questo perché non sono ambasciatori plenipotenziari ma incaricati d'affari. Alla destra di Ratzinger, invece, saranno seduti in ordine alfabetico i membri della Consulta islamica italiana invitati dal Pontificio consiglio per il dialogo inter-religioso.

Spetterà al cardinale Paul Poupard fare un discorso di apertura e poi si ascolteranno le parole di Benedetto XVI. La prima volta che il pontefice ha affrontato il tema del dialogo con l'Islam è stato l'anno scorso a Colonia durante la Giornata mondiale della gioventù. In quell'occasione aveva rilevato la necessità di individuare valori comuni per cementare il mutuo rispetto e la comprensione reciproca. Il dialogo tra le fedi e tra culture, aveva affermato, non deve essere una scelta stagionale e passeggera ma una "realtà, una necessità vitale da cui molto dipende il nostro avvenire".

In Vaticano si respira un moderato ottimismo dopo che stanno scemando le proteste nei Paesi islamici, dove peraltro, si sottolinea, le manifestazioni di piazza contro il Papa non hanno radunato mai più di qualche centinaio di persone. Il clima è di fiduciosa attesa. E l'auspicio è che si rasserenino gli animi, presupposto per qualsiasi dialogo. Se ciò accadrà, ha detto il direttore della sala stampa vaticana padre Federico Lombardi, il discorso di Ratisbona si sarà rivelato "fecondo, forse addirittura provvidenziale".

("da repubblica.it,24 settembre 2006)
ratzi.lella
Monday, September 25, 2006 3:30 PM
udienza ai rappresentanti del mondo islamico.
"Sono lieto di accogliervi in quest'incontro da me auspicato per consolidare i legami di amicizia e di solidarieta' tra la Santa Sede e le Comunita' musulmane del mondo. Ringrazio il Signor Cardinale Paul Poupard, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, per le parole che mi ha rivolto, come pure tutti voi per aver risposto al mio invito. Ben note sono le circostanze che hanno motivato questo nostro appuntamento, e su di esse ho gia' avuto occasione di intrattenermi durante la passata settimana. In questo particolare contesto, vorrei oggi ribadire tutta la stima e il profondo rispetto che nutro verso i credenti musulmani, ricordando quanto afferma in proposito il Concilio Vaticano II e che per la Chiesa Cattolica costituisce la Magna Charta del dialogo islamo - Cristiano: " La Chiesa guarda con stima anche i musulmani che adorano l'unico Dio, vivente e sussistente, misericordioso e onnipotente, creatore del cielo e della terra, che ha parlato agli uomini. Essi cercano di sottomettersi con tutto il cuore ai decreti anche nascosti di Dio, come si e' sottomesso Abramo, al quale la fede islamica volentieri si riferisce" (Dichiarazione Nostra aetate, n. 3). Ponendomi decisamente in questa prospettiva, fin dall'inizio del mio pontificato ho auspicato che si continuino a consolidare ponti di amicizia con i fedeli di tutte le religioni, con un particolare apprezzamento per la crescita del dialogo tra musulmani e cristiani (cfr Discorso ai Delegati delle altre Chiese e Comunita' ecclesiali e di altre Tradizioni religiose, Oss. Rom. 26 aprile 2005, pag. 4).

'Come ebbi a sottolineare a Colonia lo scorso anno, "il dialogo interreligioso e interculturale fra cristiani e musulmani non puo' ridursi a una scelta del momento. Si tratta effettivamente di una necessita' vitale, da cui dipende in gran parte il nostro futuro" (Discorso ai Rappresentanti di alcune comunita' musulmane, Oss. Rom. 22 - 23 agosto 2005, pag. 5). In un mondo segnato dal relativismo, e che troppo spesso esclude la trascendenza dall'universalita' della ragione, abbiamo assolutamente bisogno d'un dialogo autentico tra le religioni e tra le culture, un dialogo in grado di aiutarci a superare insieme tutte le tensioni in uno spirito di proficua intesa. In continuita' con l'opera intrapresa dal mio predecessore, il Papa Giovanni Paolo II, auspico dunque vivamente che i rapporti ispirati a fiducia, che si sono instaurati da diversi anni fra cristiani e musulmani, non solo proseguano, ma si sviluppino in uno spirito di dialogo sincero e rispettoso, un dialogo fondato su una conoscenza reciproca sempre piu' autentica che, con gioia, riconosce i valori religiosi comuni e, con lealta', prende atto e rispetta le differenze.

Il dialogo interreligioso e interculturale costituisce una necessita' per costruire insieme il mondo di pace e di fraternita' ardentemente auspicato da tutti gli uomini di buona volonta'. In questo ambito, i nostri contemporanei attendono da noi un'eloquente testimonianza in grado di indicare a tutti il valore della dimensione religiosa dell'esistenza. E' pertanto necessario che, fedeli agli insegnamenti delle loro rispettive tradizioni religiose, cristiani e musulmani imparino a lavorare insieme, come gia' avviene in diverse comuni esperienze, per evitare ogni forma di intolleranza ed opporsi ad ogni manifestazione di violenza; e' altresi' doveroso che noi, Autorita' religiose e Responsabili politici, li guidiamo ed incoraggiamo ad agire cosi'. In effetti, ricorda ancora il Concilio, "sebbene, nel corso dei secoli, non pochi dissensi e inimicizie sono sorti tra cristiani e musulmani, il sacrosanto sinodo esorta tutti a dimenticare il passato e a esercitare sinceramente la mutua comprensione, nonche' a difendere e promuovere insieme, per tutti gli uomini, la giustizia sociale, i valori morali, la pace e la liberta'" (Dichiarazione Nostra aetate, n.3).

Gli insegnamenti del passato non possono dunque non aiutarci a ricercare vie di riconciliazione perche', nel rispetto dell'identita' e della liberta' di ciascuno, diamo vita a una collaborazione ricca di frutti al servizio dell'intera umanita'. Come il Papa Giovanni Paolo II affermava nel suo memorabile discorso ai giovani a Casablanca, in Marocco, " il rispetto e il dialogo richiedono la reciprocita' in tutti i campi, soprattutto per quanto concerne le liberta' fondamentali e piu' particolarmente la liberta' religiosa. Essi favoriscono la pace e l'intesa tra i popoli" (Insegnamenti di Giovanni Paolo II, VIII, 2, 1985, pag. 501). 'Cari amici, sono profondamente convinto che, nella situazione in cui si trova il mondo oggi, e' un imperativo per i cristiani e i musulmani impegnarsi nell'affrontare insieme le numerose sfide con le quali si confronta l'umanita', specialmente per quanto riguarda la difesa e la promozione della dignita' dell'essere umano e i diritti che ne derivano. Mentre crescono le minacce contro l'uomo e contro la pace, riaffermando la centralita' della persona e lavorando senza stancarsi perche' la vita umana sia sempre rispettata, cristiani e musulmani rendono manifesta la loro obbedienza al Creatore, la cui volonta' e' che tutti gli esseri umani vivano con quella dignita' che Egli ha loro dato.

Cari amici, auspico di vero cuore che Dio misericordioso guidi i nostri passi sui sentieri d'una reciproca e sempre piu' vera comprensione. Nel momento in cui i musulmani iniziano l'itinerario spirituale del mese di Ramadam, rivolgo a tutti i miei cordiali voti augurali, auspicando che l'Onnipotente accordi loro un'esistenza serena e tranquilla. Che il Dio della pace colmi con l'abbondanza delle sue benedizioni voi e le comunita' che rappresentate".


ho trovato straordinariamente eloquente l'intervento del papa
si riaffermano e si rafforzano principi inderogabili e si gettano ponti verso gli amici musulmani.
Ratzigirl
Tuesday, September 26, 2006 2:15 PM
MESSAGGIO DEL SANTO PADRE PER LA GIORNATA MONDIALE DEL TURISMO 2006


Illustre Signore,
in occasione della Giornata Mondiale del Turismo, che si terrà il prossimo 27 settembre, mi è gradito farLe pervenire il cordiale saluto di Sua Santità Benedetto XVI, unito all’auspicio che questa significativa ricorrenza contribuisca ad evidenziare le potenzialità positive del turismo, quando è ispirato da valori umani e spirituali. Il tema proposto quest'anno da codesta Organizzazione Mondiale, "Il turismo arricchisce", offre l'opportunità di riflettere su come qualificare ulteriormente una cultura del viaggio e della mobilità umana, quale si presenta nelle diverse forme del turismo contemporaneo. Al tempo stesso, da' modo di analizzare i notevoli interessi economico-finanziari e gli ampi risvolti sociali, religiosi, culturali, politici ed ecologici che l'odierna dimensione globalizzata del turismo offre alla responsabile attenzione degli Stati e dei Popoli.

Il turismo é un'indubbia risorsa di benessere, perchè mette in movimento l'economia delle Nazioni e rappresenta una voce primaria del prodotto interno lordo e della bilancia dei pagamenti della maggioranza degli Stati.

Nelle diverse mansioni legate all'attività turistica sono, inoltre, impiegati milioni di persone e trovano lavoro le categorie sociali più disparate. Si costituiscono società finanziarie multinazionali e imprese di lavoro nazionali differenziate che, anche per fasce d'età come quelli dei giovani e dei pensionati, rendono più facili gli scambi turistici in ogni stagione dell'anno. Milioni di persone e di famiglie praticano il turismo; esso fa nascere associazioni di lavoratori e cooperative familiari e di categoria, coinvolge città e campagne, interessa luoghi di montagna e di mare, siti naturalistici o culturalmente significativi. Il turismo è così una felice occasione e una indubbia risorsa per l'arte e per l'artigianato. Mediante l'innovazione tecnologica più aggiornata (internet, aereo, navi, superstrade, supertreni, ecc..) viene poi rimossa ogni distanza di tempo e di spazio e il turista può così raggiungere facilmente ogni angolo della terra. Nella reciproca accoglienza tra il visitatore e l'ospite si può realizzare quello scambio di beni della terra e della cultura che rende l'umana convivenza più fraterna e solidale.

Come codesta Organizzazione Mondiale ha più volte ricordato, il turismo è soprattutto affare di esseri umani. L'arricchimento che esso può produrre non deve essere, quindi, puramente economico o materiale. E' illuminante al riguardo quanto osserva il Concilio Vaticano: "La diminuzione più meno generalizzata del tempo di lavoro fa aumentare di giorno in giorno le opportunità per molti uomini. Il tempo libero sia a ragione impiegato per distendere lo spirito, per fortificare la salute dell'anima e del corpo,…, mediante viaggi in altri paesi (turismo) con i quali si affina lo spirito dell'uomo e gli uomini si arricchiscono con la reciproca: conoscenza" (Cost. Gaudium et spes, 61). Il turismo può propiziare un autentico sviluppo umano e sociale grazie alla crescente opportunità che offre di beni condivisi, di fecondi scambi culturali, di approccio a bellezze naturali e artistiche, di confronto fra mentalità, tradizioni e religioni diverse. Il viaggiare arricchisce lo spirito dell'uomo quando ci si mette in moto per scoprire il nuovo, quando si è spinti a conoscere le risposte che altri hanno dato ai grandi interrogativi dell'esistenza. Il turismo può esprimere, soprattutto nella nostra epoca, la fondamentale istanza della persona umana che è quella di crescere nella conoscenza e di sperimentare come l'uomo sia portatore multiplo di civiltà e di bene. Perché ciò sia possibile, occorre tuttavia una preparazione seria, evitando l'improvvisazione e la superficialità. E' auspicabile pertanto che gli Stati, le associazioni degli operatori turistici, le istituzioni universitarie e culturali, i sindacati di settore, incoraggino la formazione di competenze specifiche e l'offerta di garanzie dinamiche nell'accoglienza dei turisti. E' importante che si ponga in essere una persuasiva opera di educazione ai valori del turismo nei confronti e in difesa delle persone, delle comunità e dei beni naturali e culturali degli ospiti. Solamente, così i nuovi areopaghi, quali sono il turismo e il tempo libero diventeranno risorse di vero arricchimento umano per tutti senza escludere coloro che partono da condizioni svantaggiate per la loro origine naturale o socio-culturale.

Sua Santità invita tutti coloro che aderiscono alla benemerita azione dell'Organizzazione Mondiale del Turismo ad un fattivo impegno, ognuno nell'ambito delle proprie competenze, perché il turismo venga vissuto come occasione di arricchimento umano e spirituale. In tal modo, il turismo può diventare un'altra, efficace risorsa di autentico arricchimento dell'umanità; attraverso di esso infatti gli uomini e le culture si scambiano i valori della conoscenza e del benessere, della giustizia e della libertà, della bellezza e della pace, che danno senso pieno alla vita. Egli accompagna quest’auspicio con l'assicurazione di un particolare ricordo nella preghiera, mentre su tutti invoca la benedizione di Dio. Unisco volentieri anche il mio cordiale saluto e colgo l'occasione per confermarmi con sensi di distinto ossequio

Francesca.Pisa
Tuesday, September 26, 2006 2:17 PM
milingo scomunicato!!!!
ULTIM'ORA DA SKY TG24 SCOMUNICA PER MILINGO E I QUATTRO VECOVI!!!!!!!!!!!!!!
che dire il Prefetto ha agito...... e bene cero una mente in cui ragione e fede vanno insieme e fanno cose grandi!!!!!!!!!!!
GRANDE LAVADA!!!!!!!!!!!!!!!!!

Sempre a fianco di Benedetto XVI.
Francesca
(Benedictus)
Tuesday, September 26, 2006 2:20 PM
Sia lodato Gesù Cristo, il Papa ha scomunicato Milingo!!!

Monsignor Emmanuel Milingo è «in una condizione di irregolarità e di progressiva aperta rottura della comunione con la Chiesa» ed «è incorso nella scomunica secondo il diritto canonico». Lo afferma una nota della sala stampa vaticana. Scomunicati anche i quattro preti sposati ordinati vescovi dallo stesso Milingo a New York solo ieri

ERA ORAAAAAAAAA
Francesca.Pisa
Tuesday, September 26, 2006 2:23 PM
dal tg-com
Il Vaticano scomunica Milingo
Puniti anche i quattro vescovi sposati

Il Vaticano ha scomunicato Emmanuel Milingo, il vescovo che nel 2001 scatenò una bufera per il suo matrimonio con una donna della setta Moon. La Santa Sede ha inflitto la scomunica anche ai quattro sacerdoti sposati da lui e consacrati illecitamente vescovi negli Usa. "Milingo e i quattro ordinati sono incorsi nella scomunica latae sententiae, prevista dal canone 1382 del Codice di Diritto Canonico", ha annunciato il Vaticano.


Sempre a fianco di Benedetto XVI.
Francesca[
Discipula
Tuesday, September 26, 2006 2:25 PM
Re: milingo scomunicato!!!!

Scritto da: Francesca.Pisa 26/09/2006 14.17
ULTIM'ORA DA SKY TG24 SCOMUNICA PER MILINGO E I QUATTRO VECOVI!!!!!!!!!!!!!!
che dire il Prefetto ha agito...... e bene cero una mente in cui ragione e fede vanno insieme e fanno cose grandi!!!!!!!!!!!
GRANDE LAVADA!!!!!!!!!!!!!!!!!

Sempre a fianco di Benedetto XVI.
Francesca



Comunque Milingo è scomunicato dal momento stesso in cui ha ordinato i vescovi: la scomunica opera infatti ipso facto
e il comunicato della Santa Sede ha solo la funzione di renderla nota a tutti.

LadyRatzinger
Tuesday, September 26, 2006 2:25 PM
Re: milingo scomunicato!!!!

Scritto da: Francesca.Pisa 26/09/2006 14.17
ULTIM'ORA DA SKY TG24 SCOMUNICA PER MILINGO E I QUATTRO VECOVI!!!!!!!!!!!!!!
che dire il Prefetto ha agito...... e bene cero una mente in cui ragione e fede vanno insieme e fanno cose grandi!!!!!!!!!!!
GRANDE LAVADA!!!!!!!!!!!!!!!!!

Sempre a fianco di Benedetto XVI.
Francesca



Evvai!!!!!!!!Finalmente!!!
Francesca.Pisa
Tuesday, September 26, 2006 2:26 PM
Questa e' apcom
IL VATICANO SCOMUNICA MILINGO E I 4 VESCOVI DA LUI ORDINATI

Città del Vaticano, 26 set. (Apcom) - Scomunica per Emmanuel Milingo e per i quattro vescovi sposati ordinati domenica da lui a Washington. Lo rende noto una dichiarazione della Santa Sede, sottolineando che "per questo atto pubblico sia l'arcivescovo Milingo che i quattro ordinati sono incorsi nella scomunica latae sententiae, prevista dal canone 1382 del Codice di diritto canonico". La dichiarazione diffusa in tarda mattinata afferma inoltre che "la Chiesa non riconosce e non intendere riconoscere nel futuro tali ordinazioni e tutte le ordinazioni da esse derivate e ritiene - si legge ancora - che lo stato canonico dei quattro presunti vescovi sia quello in cui si trovavano prima dell'ordinazione".


Sempre a fianco di Benedetto XVI.
Francesca
Francesca.Pisa
Tuesday, September 26, 2006 2:30 PM
questa e' alice news
IL VATICANO SCOMUNICA MILINGO E I 4 VESCOVI DA LUI ORDINATI
Articoli a tema | Tutte le TOP TEN

Città del Vaticano, 26 set. (Apcom) - Scomunica per Emmanuel Milingo e per i quattro vescovi sposati ordinati domenica da lui a Washington. Lo rende noto una dichiarazione della Santa Sede, sottolineando che "per questo atto pubblico sia l'arcivescovo Milingo che i quattro ordinati sono incorsi nella scomunica latae sententiae, prevista dal canone 1382 del Codice di diritto canonico". La dichiarazione diffusa in tarda mattinata afferma inoltre che "la Chiesa non riconosce e non intendere riconoscere nel futuro tali ordinazioni e tutte le ordinazioni da esse derivate e ritiene - si legge ancora - che lo stato canonico dei quattro presunti vescovi sia quello in cui si trovavano prima dell'ordinazione".


Sempre a fianco di Benedetto xvi.
fRANCESCA

Discipula
Tuesday, September 26, 2006 2:31 PM
E' qui la festa?
Non vedo cosa ci sia tanto da esultare per la scomunica di Milingo: quando un uomo di Chiesa si perde lungo la strada non è un giorno di festa, ma di tristezza.



Francesca.Pisa
Tuesday, September 26, 2006 2:31 PM
QUESTA E' L'ANSA
VATICANO SCOMUNICA MONSIGNOR MILINGO

CITTA' DEL VATICANO - Monsignor Emmanuel Milingo è "in una condizione di irregolarità e di progressiva aperta rottura della comunione con la Chiesa". Avendo ordinato quattro vescovi "é incorso nella scomunica latae sententiae prevista dal Canone 1382 del Codice di diritto canonico". Lo afferma una nota della sala stampa vaticana.

La nota della sala stampa vaticana riferisce come la Santa Sede abbia "seguito con viva apprensione l'attività posta in essere di recente" da mons. Milingo "con una nuova associazione di sacerdoti coniugati, seminando divisione e sconcerto tra i fedeli". Informa, inoltre, che "esponenti a vario livello della Chiesa hanno invano cercato di contattare l'arcivescovo, per dissuaderlo dal proseguire in azioni che provocano scandalo, soprattutto nei riguardi dei fedeli che hanno seguito il suo ministero pastorale a favore dei poveri e dei malati".

La scomunica latae sententiae comminata all'arcivescovo Emmanuel Milingo, riguarda anche i quattro sacerdoti che sono stati consacrati vescovi illecitamente lo scorso 24 settembre negli Usa. Il grave provvedimento è previsto dal Canone 1382. E' quanto si legge ancora nella nota diffusa dalla sala stampa vaticana. Tutti e quattro i sacerdoti facevano parte del movimento internazionale "Married Priest Now", fondato dal ribelle prelato africano a Washington nel luglio scorso.

Sempre a fianco di Benedetto XVI.
Francesca


josie '86
Tuesday, September 26, 2006 3:41 PM
Re: E' qui la festa?
[QUOTE][DIM]7pt[=DIM]Scritto da: Discipula 26/09/2006 14.31
Non vedo cosa ci sia tanto da esultare per la scomunica di Milingo: quando un uomo di Chiesa si perde lungo la strada non è un giorno di festa, ma di tristezza.



[/DIM][/QUOTE]

[DIM]14pt[=DIM][FONT]Comic Sans MS[=FONT]Ti quoto...Sappiamo che Milingo è stato un piantagrane nella Chiesa (fosse stato un prete protestante, tutto questo non sarebbe successo!), però si è creato un altro scisma: non solo noi cristiani siamo divisi tra cattolici, protestanti e ortodossi, ma anche in lefebvriani e milinghiani!!! [/FONT][/DIM]<p><font class='xsmall'>[<i>Modificato da josie '86 26/09/2006&nbsp;15.42</i>]</font></p>
ratzi.lella
Tuesday, September 26, 2006 6:52 PM
milingo incapace di intendere?
Milingo: Vaticano Ipotizza Non Sia Libero Di Scegliere

(AGI) - Cdv, 26 set . - L'ombra sinistra di uno scisma si profila ormai nettamente sul pontificato di Benedetto XVI. L'arcivescovo africano Emanuel Milingo, che domenica scorsa ha ordinato vescovi 4 sacerdoti sposati in una celebrazione a Washington, e' fuori dalla chiesa cattolica. E con lui, spiega una nota vaticana, sono incorsi nella "scomunica latae sententiae" anche i 4 ordinati che, afferma la Santa Sede, "la Chiesa non riconosce e non riconoscera' come vescovi". Mentre la scomunica era un provvedimento atteso, la dichiarazione dell'invalidita' delle ordinazioni episcopali ha sorpreso. In casi analoghi, ad esempio dopo le ordinazioni episcopali celebrate l'anno scorso in Cina, ugualmente senza il permesso del Pontefice, il Vaticano si limito' a definirle "illecite". Ugualmente non e' mai stata dichiarata l'invalidita' delle ordinazioni episcopali scismatiche di mons. Marcel Lefebvre, che nel 1988 incorse comunque nella scomunica "latae sententiae" insieme all'altro vescovo celebrante e ai neo-presuli della fraternita' San Pio X. Perche' un'ordinazione sia valida, ricordano oggi fonti confidenziali, occorre che il celebrante sia pienamente libero e consapevole. Evidentemente queste condizioni, secondo la Santa Sede, non c'erano per Milingo, domenica scorsa a Washington. .
josie '86
Tuesday, September 26, 2006 7:00 PM
Da Zenit.org

[DIM]15pt[=DIM][G]Discorso di Benedetto XVI ai Vescovi della Conferenza Episcopale del Ciad[/G][/DIM]

[DIM]10pt[=DIM][G][C]CITTA’ DEL VATICANO, martedì, 26 settembre 2006 (ZENIT.org).- Pubblichiamo il discorso rivolto da Benedetto XVI ai Vescovi della Conferenza Episcopale del Ciad ricevuti sabato 23 settembre in udienza a Castel Gandolfo al termine della loro visita quinquennale “ad Limina Apostolorum”. [/C][/G][/DIM]



* * *


[DIM]11pt[=DIM][C]Cari Fratelli nell'Episcopato,

in questi giorni in cui compite la vostra Visita ad limina, sono lieto di accogliervi, voi che il Signore ha scelto per guidare il popolo di Dio nel Ciad. Il vostro pellegrinaggio a Roma vi porta a seguire le orme degli Apostoli Pietro e Paolo e vi permette di incontrare il Successore di Pietro e i suoi collaboratori per rafforzare la vostra comunione con la Chiesa universale. Auspico che questi giorni siano per voi l'occasione per fortificare il vostro ardore apostolico, affinché le vostre comunità ne ricevano nuovo slancio per essere luce che illumina e che conduce verso Colui che porta la salvezza. Ringrazio il vostro Presidente, Monsignor Jean-Claude Bouchard, Vescovo di Pala, per la sua presentazione delle realtà ecclesiali nel vostro Paese. Al ritorno alle vostre Diocesi, portate ai sacerdoti, ai consacrati, ai catechisti e a tutti i fedeli il mio saluto affettuoso e la sicurezza della mia vicinanza spirituale e anche del mio incoraggiamento per la loro vita cristiana.

Cari Fratelli nell'Episcopato, sull'esempio di Cristo, Buon Pastore, siete inviati per essere missionari della Buona Novella. Continuate a svolgere questo compito con fiducia e con coraggio! La santità della vostra vita farà di voi segni autentici dell'amore di Dio. Mediante la proclamazione del Vangelo, guidate le vostre comunità all'incontro con il Signore e aiutatele a rendere testimonianza della loro speranza, contribuendo alla creazione di una società più giusta, fondata sulla riconciliazione e sull'unità fra tutti. La regolare partecipazione dei fedeli ai sacramenti, in particolare all'Eucaristia, darà loro la forza di seguire Cristo, e proveranno allora il bisogno di condividere con i propri fratelli la gioia del loro incontro con il Signore. Come prolungamento del primo Congresso Eucaristico nazionale che le vostre Diocesi hanno celebrato a Moundou all'inizio di quest'anno, tutti avranno a cuore di approfondire la propria conoscenza di questo grande sacramento, al fine di farlo fruttificare nella loro vita. Inoltre, una salda formazione religiosa, fondata su forti convinzioni spirituali, permetterà ai fedeli di condurre un'esistenza conforme agli impegni del loro Battesimo e di rendere testimonianza dei valori cristiani nella società.

Desidero salutare con particolare affetto i vostri sacerdoti e incoraggiarli nella loro missione difficile ma esaltante di annunciare il Vangelo e di servire il Popolo di Dio. Come ho già avuto occasione di sottolineare, "essere sacerdote significa diventare amico di Gesù Cristo, e questo sempre di più con tutta la nostra esistenza" (Santa Messa del Crisma, 13 aprile 2006). Fin dalla loro formazione, i sacerdoti saranno dunque esortati a impegnarsi sempre più intimamente nell'amicizia che il Signore non cessa di proporre loro. Per garantire tale formazione nelle condizioni migliori, vi invito a vegliare attentamente sui vostri seminari, incoraggiando i formatori nel loro compito di discernimento delle vocazioni. L'amicizia con Cristo esige una ricerca costante e gioiosa di comunione di pensiero, di volontà e di azione con Lui, in un'obbedienza umile e fedele. Questa comunione si potrà realizzare nella misura in cui il sacerdote sarà un autentico uomo di preghiera. Cari Fratelli nell'Episcopato, prendetevi cura della vita spirituale dei vostri sacerdoti, incoraggiandoli a restare fedeli a una regola di vita sacerdotale che li aiuterà a conformare la loro esistenza alla chiamata ricevuta dal Signore.

Manifestate loro la vostra vicinanza fraterna nel ministero; nei momenti di prova e di incertezza, siate colui che conforta e corregge se necessario, invitandoli a restare con lo sguardo fisso su Cristo.
Fra le sfide pastorali da affrontare vi è l'urgenza di proclamare la verità integrale sul matrimonio e sulla famiglia. È in effetti fondamentale mostrare come l'istituzione del matrimonio contribuisca al vero sviluppo delle persone e della società, e permetta di assicurare la dignità, l'uguaglianza e l'autentica libertà dell'uomo e della donna, come anche la crescita umana e spirituale dei figli. "Creati l'un l'altro ad immagine di Dio, l'uomo e la donna, pur differenti, sono essenzialmente uguali dal punto di vista dell'umanità" (Ecclesia in Africa, n. 82). Una seria formazione dei giovani favorirà un rinnovamento della pastorale familiare e contribuirà a superare le difficoltà di ordine sociale, culturale o economico che, per molti fedeli, sono ostacoli al matrimonio cristiano. Pur preservando i valori fondamentali della famiglia africana, possano i giovani del vostro Paese accogliere nella loro vita la bellezza e la grandezza del matrimonio cristiano che, nella sua unicità, presuppone l'amore indissolubile e fedele dei coniugi!

L'azione caritativa, manifestazione dell'amore per il prossimo, radicata nell'amore di Dio, ha un posto importante nella pastorale delle vostre Diocesi. "Amore è pertanto il servizio che la Chiesa svolge per venire costantemente incontro alle sofferenze e ai bisogni, anche materiali, degli uomini" (Enciclica Deus caritas est, n. 19). La mia riconoscenza va a tutte le persone, in particolare alle religiose, che, nelle vostre Diocesi, esercitano un'attività caritativa al servizio dello sviluppo, dell'educazione e della salute, e anche dell'accoglienza dei rifugiati. Nel favorire un'autentica solidarietà con le persone bisognose, senza alcuna distinzione di origine, che esse non dimentichino la specificità ecclesiale delle loro attività e che rafforzino la loro consapevolezza di essere testimoni credibili di Cristo fra i loro fratelli e sorelle!

Il consolidamento della fraternità fra le diverse comunità che compongono la nazione è un obiettivo che esige l'impegno di tutti, al fine di mettere il Paese al riparo da scontri che non potrebbero che causare nuove violenze. Il riconoscimento della dignità di ognuno, dell'identità di ogni gruppo umano e religioso, e della sua libertà di praticare la propria religione, fa parte dei valori comuni di pace e di giustizia che devono essere promossi da tutti e nei quali i responsabili della società civile hanno un ruolo importante da svolgere.
Sono lieto di sapere che nel vostro Paese i rapporti fra cristiani e musulmani sono generalmente buoni, grazie soprattutto alla ricerca di una migliore conoscenza reciproca. Vi incoraggio dunque a proseguire la collaborazione in uno spirito di dialogo sincero e di rispetto reciproco, al fine di aiutare ognuno a condurre una vita conforme alla dignità ricevuta da Dio, per una solidarietà autentica e uno sviluppo armonioso della società.

Cari fratelli nell'Episcopato, affido il vostro Paese alla protezione materna di Nostra Signora, Regina dell'Africa. Che Ella interceda presso il Figlio per ottenere la pace e la giustizia in questo continente tanto provato! A voi tutti imparto di cuore la Benedizione Apostolica, che estendo ai sacerdoti, ai religiosi, alle religiose, ai catechisti e a tutti i fedeli delle vostre Diocesi. [/C][/DIM]
euge65
Tuesday, September 26, 2006 8:48 PM
Re: Re: E' qui la festa?
[QUOTE][DIM]7pt[=DIM]Scritto da: josie '86 26/09/2006 15.41


[DIM]14pt[=DIM][FONT]Comic Sans MS[=FONT]Ti quoto...Sappiamo che Milingo è stato un piantagrane nella Chiesa (fosse stato un prete protestante, tutto questo non sarebbe successo!), però si è creato un altro scisma: non solo noi cristiani siamo divisi tra cattolici, protestanti e ortodossi, ma anche in lefebvriani e milinghiani!!! [/FONT][/DIM]<p><font class='xsmall'>[<i>Modificato da josie '86 26/09/2006 15.42</i>]</font></p>[/DIM][/QUOTE]

POSSO ACCETTARE QUESTA TESI JOSIE MA, LA CHIESA NON POTEVA E NON DOVEVA CHINARE ANCORA LA TESTA DEL RESTO LA POSSIBILITA' DI RITORNARE NELLE RIGHE GLIM ERA STATA CONCESSA!!!!!!!!! NON SI PUO' STARE CON LA CHIESA E FARE IL PROPRIO COMODO!!!!!!!!!
Sybella
Tuesday, September 26, 2006 9:07 PM
Re: Re: Re: E' qui la festa?

Scritto da: euge65 26/09/2006 20.48


LA CHIESA NON POTEVA E NON DOVEVA CHINARE ANCORA LA TESTA DEL RESTO LA POSSIBILITA' DI RITORNARE NELLE RIGHE GLIM ERA STATA CONCESSA!!!!!!!!! NON SI PUO' STARE CON LA CHIESA E FARE IL PROPRIO COMODO!!!!!!!!!



Esatto!!!
Non ho mai trovato giusto che Milingo, proprio per l'enorme visibilità che si ritrovava, potesse fare sempre e comunque a modo suo ed al momento opportuno farla franca e rientrare nel gregge...A tutti noi cristiani è chiesto di scegliere da che parte stare, non vedo perchè proprio lui dovesse far eccezione...
Poi no, non è detto che debba essere un giorno di festa, ma di certo un giorno in cui sentire che, da un certo punto di vista, è stata fatta giustizia...

[Modificato da Sybella 26/09/2006 21.09]

euge65
Tuesday, September 26, 2006 9:17 PM
Re: Re: Re: Re: E' qui la festa?
[QUOTE][DIM]7pt[=DIM]Scritto da: Sybella 26/09/2006 21.07


Esatto!!!
Non ho mai trovato giusto che Milingo, proprio per l'enorme visibilità che si ritrovava, potesse fare sempre e comunque a modo suo ed al momento opportuno farla franca e rientrare nel gregge...A tutti noi cristiani è chiesto di scegliere da che parte stare, non vedo perchè proprio lui dovesse far eccezione...
Poi no, non è detto che debba essere un giorno di festa, ma di certo un giorno in cui sentire che, da un certo punto di vista, è stata fatta giustizia...<p><font class='xsmall'>[<i>Modificato da Sybella 26/09/2006 21.09</i>]</font></p>[/DIM][/QUOTE]

GIA
josie '86
Wednesday, September 27, 2006 8:43 AM
Re: Re: Re: E' qui la festa?
[QUOTE][DIM]7pt[=DIM]Scritto da: euge65 26/09/2006 20.48


POSSO ACCETTARE QUESTA TESI JOSIE MA, LA CHIESA NON POTEVA E NON DOVEVA CHINARE ANCORA LA TESTA DEL RESTO LA POSSIBILITA' DI RITORNARE NELLE RIGHE GLIM ERA STATA CONCESSA!!!!!!!!! NON SI PUO' STARE CON LA CHIESA E FARE IL PROPRIO COMODO!!!!!!!!![/DIM][/QUOTE]

[DIM]14pt[=DIM][FONT]Comic Sans MS[=FONT]Certo! La Chiesa ha le sue norme e i suoi precetti che vanno rispettati e non ha bisogno di chinarsi ai capricci di un ribelle! [/FONT][/DIM]
Ratzigirl
Wednesday, September 27, 2006 1:53 PM
Udienza Generale 27 Settembre 2006

Cari fratelli e sorelle,

proseguendo i nostri incontri con i dodici Apostoli scelti direttamente da Gesù, oggi dedichiamo la nostra attenzione a Tommaso. Sempre presente nelle quattro liste compilate dal Nuovo Testamento, egli nei primi tre Vangeli è collocato accanto a Matteo (cfr Mt 10,3; Mc 3,18; Lc 6,15), mentre negli Atti si trova vicino a Filippo (cfr At 1,13). Il suo nome deriva da una radice ebraica, ta’am, che significa "appaiato, gemello". In effetti, il Vangelo di Giovanni più volte lo chiama con il soprannome di "Didimo" (cfr Gv 11,16; 20,24; 21,2), che in greco vuol dire appunto "gemello". Non è chiaro il perché di questo appellativo.

Soprattutto il Quarto Vangelo ci offre alcune notizie che ritraggono qualche lineamento significativo della sua personalità. La prima riguarda l'esortazione, che egli fece agli altri Apostoli, quando Gesù, in un momento critico della sua vita, decise di andare a Betania per risuscitare Lazzaro, avvicinandosi così pericolosamente a Gerusalemme (cfr Mc 10,32). In quell'occasione Tommaso disse ai suoi condiscepoli: "Andiamo anche noi e moriamo con lui" (Gv 11,16). Questa sua determinazione nel seguire il Maestro è davvero esemplare e ci offre un prezioso insegnamento: rivela la totale disponibilità ad aderire a Gesù, fino ad identificare la propria sorte con quella di Lui ed a voler condividere con Lui la prova suprema della morte. In effetti, la cosa più importante è non distaccarsi mai da Gesù. D'altronde, quando i Vangeli usano il verbo "seguire" è per significare che dove si dirige Lui, là deve andare anche il suo discepolo. In questo modo, la vita cristiana si definisce come una vita con Gesù Cristo, una vita da trascorrere insieme con Lui. San Paolo scrive qualcosa di analogo, quando così rassicura i cristiani di Corinto: "Voi siete nel nostro cuore, per morire insieme e insieme vivere" (2 Cor 7,3). Ciò che si verifica tra l’Apostolo e i suoi cristiani deve, ovviamente, valere prima di tutto per il rapporto tra i cristiani e Gesù stesso: morire insieme, vivere insieme, stare nel suo cuore come Lui sta nel nostro.

Un secondo intervento di Tommaso è registrato nell’Ultima Cena. In quell’occasione Gesù, predicendo la propria imminente dipartita, annuncia di andare a preparare un posto ai discepoli perché siano anch'essi dove si trova lui; e precisa loro: "Del luogo dove io vado, voi conoscete la via" (Gv 14,4). E’ allora che Tommaso interviene dicendo: "Signore, non sappiamo dove vai, e come possiamo conoscere la via?" (Gv 14,5). In realtà, con questa uscita egli si pone ad un livello di comprensione piuttosto basso; ma queste sue parole forniscono a Gesù l'occasione per pronunciare la celebre definizione: "Io sono la via, la verità e la vita" (Gv 14,6). E’ dunque primariamente a Tommaso che viene fatta questa rivelazione, ma essa vale per tutti noi e per tutti i tempi. Ogni volta che noi sentiamo o leggiamo queste parole, possiamo metterci col pensiero al fianco di Tommaso ed immaginare che il Signore parli anche con noi così come parlò con lui. Nello stesso tempo, la sua domanda conferisce anche a noi il diritto, per così dire, di chiedere spiegazioni a Gesù. Noi spesso non lo comprendiamo. Abbiamo il coraggio di dire: non ti comprendo, Signore, ascoltami, aiutami a capire. In tal modo, con questa franchezza che è il vero modo di pregare, di parlare con Gesù, esprimiamo la pochezza della nostra capacità di comprendere, al tempo stesso ci poniamo nell’atteggiamento fiducioso di chi si attende luce e forza da chi è in grado di donarle.

Notissima, poi, e persino proverbiale è la scena di Tommaso incredulo, avvenuta otto giorni dopo la Pasqua. In un primo tempo, egli non aveva creduto a Gesù apparso in sua assenza, e aveva detto: "Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò!" (Gv 20,25). In fondo, da queste parole emerge la convinzione che Gesù sia ormai riconoscibile non tanto dal viso quanto dalle piaghe. Tommaso ritiene che segni qualificanti dell’identità di Gesù siano ora soprattutto le piaghe, nelle quali si rivela fino a che punto Egli ci ha amati. In questo l’Apostolo non si sbaglia. Come sappiamo, otto giorni dopo Gesù ricompare in mezzo ai suoi discepoli, e questa volta Tommaso è presente. E Gesù lo interpella: "Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la mano e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo, ma credente" (Gv 20,27). Tommaso reagisce con la più splendida professione di fede di tutto il Nuovo Testamento: "Mio Signore e mio Dio!" (Gv 20,28). A questo proposito commenta Sant’Agostino: Tommaso "vedeva e toccava l’uomo, ma confessava la sua fede in Dio, che non vedeva né toccava. Ma quanto vedeva e toccava lo induceva a credere in ciò di cui sino ad allora aveva dubitato" (In Iohann. 121,5). L'evangelista prosegue con un’ultima parola di Gesù a Tommaso: "Perché mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno" (Gv 20,29). Questa frase si può anche mettere al presente: "Beati quelli che non vedono eppure credono". In ogni caso, qui Gesù enuncia un principio fondamentale per i cristiani che verranno dopo Tommaso, quindi per tutti noi. E’ interessante osservare come un altro Tommaso, il grande teologo medioevale di Aquino, accosti a questa formula di beatitudine quella apparentemente opposta riportata da Luca: "Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete" (Lc 10,23). Ma l’Aquinate commenta: "Merita molto di più chi crede senza vedere che non chi crede vedendo" (In Johann. XX lectio VI § 2566). In effetti, la Lettera agli Ebrei, richiamando tutta la serie degli antichi Patriarchi biblici, che credettero in Dio senza vedere il compimento delle sue promesse, definisce la fede come "fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono" (11,1). Il caso dell’apostolo Tommaso è importante per noi per almeno tre motivi: primo, perché ci conforta nelle nostre insicurezze; secondo, perché ci dimostra che ogni dubbio può approdare a un esito luminoso oltre ogni incertezza; e, infine, perché le parole rivolte a lui da Gesù ci ricordano il vero senso della fede matura e ci incoraggiano a proseguire, nonostante la difficoltà, sul nostro cammino di adesione a Lui.

Un'ultima annotazione su Tommaso ci è conservata dal Quarto Vangelo, che lo presenta come testimone del Risorto nel successivo momento della pesca miracolosa sul Lago di Tiberiade (cfr Gv 21,2). In quell'occasione egli è menzionato addirittura subito dopo Simon Pietro: segno evidente della notevole importanza di cui godeva nell’ambito delle prime comunità cristiane. In effetti, nel suo nome vennero poi scritti gli Atti e il Vangelo di Tommaso, ambedue apocrifi ma comunque importanti per lo studio delle origini cristiane. Ricordiamo infine che, secondo un’antica tradizione, Tommaso evangelizzò prima la Siria e la Persia (così riferisce già Origene, riportato da Eusebio di Cesarea, Hist. eccl. 3,1) e poi si spinse fino all'India occidentale (cfr Atti di Tommaso 1-2 e 17ss), da dove poi il cristianesimo raggiunse anche l’India meridionale. In questa prospettiva missionaria terminiamo la nostra riflessione, esprimendo l’auspicio che l’esempio di Tommaso corrobori sempre più la nostra fede in Gesù Cristo, nostro Signore e nostro Dio.
LadyRatzinger
Wednesday, September 27, 2006 2:18 PM
Re: Re: Re: Re: E' qui la festa?

Scritto da: Sybella 26/09/2006 21.07


Esatto!!!
Non ho mai trovato giusto che Milingo, proprio per l'enorme visibilità che si ritrovava, potesse fare sempre e comunque a modo suo ed al momento opportuno farla franca e rientrare nel gregge...A tutti noi cristiani è chiesto di scegliere da che parte stare, non vedo perchè proprio lui dovesse far eccezione...
Poi no, non è detto che debba essere un giorno di festa, ma di certo un giorno in cui sentire che, da un certo punto di vista, è stata fatta giustizia...

[Modificato da Sybella 26/09/2006 21.09]




Quoto con tutte quante!!
Francesca.Pisa
Wednesday, September 27, 2006 2:25 PM
Commento ansa

(ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 27 SET - Nella Giornata Mondiale del Turismo il Papa auspica che esso sia strumento di dialogo tra culture e di pacifica convivenza. Benedetto XVI ha aggiunto che il turismo,fenomeno sociale importante nel mondo contemporaneo, puo' diventare una porta aperta alla pace e alla convivenza armoniosa'. Intanto i ministri degli esteri dei 56 paesi dell'Organizzazione della Conferenza Islamica sollecitano il Papa a chiedere scusa per il suo discorso di Ratisbona sull'Islam.

Sempre a fianco di Benedeto XVI.
Francesca
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