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Sybella
Saturday, August 05, 2006 7:32 PM
Intervista
Nell'intervista televisiva concessa oggi da Castel Gandolfo alle maggiori reti tedesche, il Papa è ritornato sul tema della pace in Medio Oriente, ribadendo, insieme con la necessità del cessate il fuoco, che la Santa Sede non desidera potere politico, ma semplicemente far comprendere che la guerra non è certo una soluzione, come ben sa l'Europa dopo due conflitti mondiali.



TERESA BENEDETTA
Saturday, August 05, 2006 8:16 PM
FINALMENTE RICONOSCONO UN 'GRAN COMMUNICATORE'!
Qui e la mia traduzione [perdonatemi gli errori di lingua, che sto traducendo in due lingue che non sono materne a me!] del bollettino in tedesco rilassato dal ZDF, il secondo rete televisivo nella Germania, dopo l'intervista con il Papa stamattina a Castel Gandolfo:

L'intervista del Papa:
Un'atmosfera d'apertura
e niente proibito

Sabato, August 2006, 16:04

MAINZ- Papa Benedetto XVI ha concesso un'intervista oggi alla ZDF, alla TV Bavarese, alla Radio Vaticana e a Deutsche Welle [agenzia radio-TV ufficiale della Germania] nella sua residenza estivale a Castel Gandolfo.

Per la prima volta, un Papa e stata disponibile ai giornalisti tedeschi per una intervista abbastanza comprensiva.

L'intendente della ZDF, Markus Schaechter, ha definito il Papa da "gran communicatore." Aggiunge che, inoltre, il fatto per se di concedere l'intervista e gia un simbolo che il Vaticano sta aprendosi, e "noi giornalisti ne siamo molto contenti."

Thomas Bellut, direttore per la programmazione, chi ha posato le domande dalla parte della ZDF, si dichiaro molto soddisfatto dall'atmosfera aperta in cui la conversazione con il Papa si e svolta. "Non e stato qualche tabu!"

Il Papa si e espresso, entro tanti temi, sul Medio Oriente, ecumenismo, e lo stato delle donne nella Chiesa.

ZDF trasmettera l'intervista il 13 agosto alle 22:00. Sara l'introduzione al servizio esteso che la rete dedicara alla visita del Papa in Baviera.

Le foto prese durante l'intervista saranno disponibili a partire di lunedi dal Fotoservizio della ZDF, telefono 06131 - 706100, e sul sito bilderdienst.zdf.de/presse/papstinterview .


SUOR TERESA BENEDETTA
Ordine Benedettino delle Suore
delle Sante Coccole al Romano Pontefice

[Modificato da TERESA BENEDETTA 05/08/2006 23.49]

emma3
Saturday, August 05, 2006 9:26 PM
Re: FINALMENTE RICONOSCONO UN 'GRAN COMMUNICATORE'!

Scritto da: TERESA BENEDETTA 05/08/2006 20.16
Qui e la mia traduzione [perdonatemi gli errori di lingua, che sto traducendo in due lingue che non sono materne a me!] del bollettino in tedesco rilassato dal ZDF, il secondo rete televisivo nella Germania, dopo l'intervista con il Papa stamattina a Castel Gandolfo:

L'intervista del Papa:
Un'atmosfera d'apertura
e niente proibito

Sabato, August 2006, 16:04

MAINZ- Papa Benedetto XVI ha concesso un'intervista oggi alla ZDF, alla TV Bavarese, alla Radio Vaticana e a Deutsche Welle [agenzia radio-TV ufficiale della Germania] nella sua residenza estivale a Castel Gandolfo.

Per la prima volta, un Papa e stata disponibile ai giornalisti tedeschi per una intervista abbastanza comprensiva.

L'intendente della ZDF, Markus Schaechter, ha definito il Papa da "gran communicatore." Aggiunge che, inoltre, il fatto per se di concedere l'intervista e gia un simbolo che il Vaticano sta aprendosi, e "noi giornalisti ne siamo molto contenti."

Thomas Bellut, direttore per la programmazione, che ha posato le domande dalla parte della ZDF, si dichiaro molto soddisfatto dall'atmosfera aperta in cui la conversazione con il Papa si e svolta. "Non e stato qualche tabu!"

Il Papa si e espresso, entro tanti temi, sul Medio Oriente, ecumenismo, e lo stato delle donne nella Chiesa.

ZDF trasmettera l'intervista il 13 agosto alle 22:00. Sara l'introduzione al servizio esteso che la rete dedicara alla visita del Papa in Baviera.

Le foto prese durante l'intervista saranno disponibili a partire di lunedi dal Fotoservizio della ZDF, telefono 06131 - 706100, e sul sito bilderdienst.zdf.de/presse/papstinterview .


SUOR TERESA BENEDETTA
Ordine Benedettino delle Suore
delle Sante Coccole al Romano Pontefice

[Modificato da TERESA BENEDETTA 05/08/2006 20.21]




grazie Teresa per la traduzione!
emma3
Saturday, August 05, 2006 9:39 PM
«Chiesa non vuole potere politico. Fa appello a chi si sente interpellato»

Papa: «Guerra inutile anche per vincitori» «Il conflitto è la cosa peggiore per tutti. Lo sappiamo bene noi in Europa dopo le due guerre mondiali»


CITTÀ DEL VATICANO - Per il Medio oriente «vengano mobilitate tutte le forze che riconoscono che la guerra è la peggiore soluzione per tutti, non porta nulla di buono per nessuno, neppure per gli apparenti vincitori».
Lo chiede il Papa aggiungendo che «noi lo sappiamo molto bene in Europa, in seguito alle due Guerre Mondiali».
La Santa Sede, ricorda il Papa, «non vuole alcun potere politico», vuole solo appellarsi «ai cristiani e a tutti coloro che si sentono interpellati» dalle sue parole contro la guerra.
«Mobilitiamo le forze morali e i politici per il Medio oriente» ha detto il Santo Padre: «le prime spieghino che «ciò di cui tutti hanno bisogno è la pace» e i secondi trovino le strade affinchè pace e convivenza possano «avvenire il più rapidamente possibile e soprattutto in modo durevole».
05 agosto 2006 (www.corriere.it)

Discipula
Saturday, August 05, 2006 11:20 PM
Re: FINALMENTE RICONOSCONO UN 'GRAN COMMUNICATORE'!

Scritto da: TERESA BENEDETTA 05/08/2006 20.16
Qui e la mia traduzione [perdonatemi gli errori di lingua, che sto traducendo in due lingue che non sono materne a me!] del bollettino in tedesco rilassato dal ZDF, il secondo rete televisivo nella Germania, dopo l'intervista con il Papa stamattina a Castel Gandolfo:

L'intervista del Papa:
Un'atmosfera d'apertura
e niente proibito

Sabato, August 2006, 16:04

MAINZ- Papa Benedetto XVI ha concesso un'intervista oggi alla ZDF, alla TV Bavarese, alla Radio Vaticana e a Deutsche Welle [agenzia radio-TV ufficiale della Germania] nella sua residenza estivale a Castel Gandolfo.

Per la prima volta, un Papa e stata disponibile ai giornalisti tedeschi per una intervista abbastanza comprensiva.

L'intendente della ZDF, Markus Schaechter, ha definito il Papa da "gran communicatore." Aggiunge che, inoltre, il fatto per se di concedere l'intervista e gia un simbolo che il Vaticano sta aprendosi, e "noi giornalisti ne siamo molto contenti."

Thomas Bellut, direttore per la programmazione, che ha posato le domande dalla parte della ZDF, si dichiaro molto soddisfatto dall'atmosfera aperta in cui la conversazione con il Papa si e svolta. "Non e stato qualche tabu!"

Il Papa si e espresso, entro tanti temi, sul Medio Oriente, ecumenismo, e lo stato delle donne nella Chiesa.

ZDF trasmettera l'intervista il 13 agosto alle 22:00. Sara l'introduzione al servizio esteso che la rete dedicara alla visita del Papa in Baviera.

Le foto prese durante l'intervista saranno disponibili a partire di lunedi dal Fotoservizio della ZDF, telefono 06131 - 706100, e sul sito bilderdienst.zdf.de/presse/papstinterview .


SUOR TERESA BENEDETTA
Ordine Benedettino delle Suore
delle Sante Coccole al Romano Pontefice

[Modificato da TERESA BENEDETTA 05/08/2006 20.21]




Non vedo l'ora di ascoltare l'intervista, intanto grazie infinite Teresa per la traduzione!

studiosus
Sunday, August 06, 2006 1:18 AM
I signori giornalisti mi delusono... perchè chiedono sempre le stesse cose, quale che sono già chiare e spiegate: l'ecomenismo, le donne nalla chiesa e tutto questo. Ci sarebbero tante tante cose interessante e ancora più importante, ma rimangono sempre allo stesso punto, e non si vede nessun sviluppo ai giornalisti. Talvolta mi sembra che vogliono chiedere certe cose sempre di nuovo e di nuovo, fino a quando hanno sentito la risposta voluta. Ma c'è solo una unica verità, quindi esiste anche una unica risposta per certe domande. Questo mi sembra di essere ovvio... o no?
ratzi.lella
Sunday, August 06, 2006 9:22 AM
grazie teresa
per la traduzione
in effetti, i signori giornalisti non sono molto originali, pero' la cosa importante è che abbiano evidenziato le doti di comunicatore di ratzi (alla faccia dei commentatori nostrani) e la disponibilta' (sempre alla faccia dei nostri compaesani) dimostrata anche ieri.
nessun papa, finora, si era lasciato intervistare senza "tabu'".

secondo voi, vedremo mai l'intervista tradotta? si accettano scommesse...
stupor-mundi
Sunday, August 06, 2006 10:44 AM
Re: grazie teresa

Scritto da: ratzi.lella 06/08/2006 9.22
per la traduzione
in effetti, i signori giornalisti non sono molto originali, pero' la cosa importante è che abbiano evidenziato le doti di comunicatore di ratzi (alla faccia dei commentatori nostrani) e la disponibilta' (sempre alla faccia dei nostri compaesani) dimostrata anche ieri.
nessun papa, finora, si era lasciato intervistare senza "tabu'".

secondo voi, vedremo mai l'intervista tradotta? si accettano scommesse...



Ho ragione di presumere che l'intervista verrà trasmesso (con traduzione da SAT2000 e da Telepace, come l'anno scorso quando il Papa rilasciò l'intervista al capo struttura polacco della radio Vaticana.
Io però non me la voglio perdere in originale e me la registro direttamente da ARD Das Erste dove l'intervista sarà mandata in onda domenica prossima alle 22 insieme, credo, ad uno speciale della visita del Papa in Baviera.
emma3
Sunday, August 06, 2006 2:16 PM
Le parole del Santo Padre all'Angelus Domini nella XVIII Domenica del Tempo Ordinario, 6 agosto 2006

Cari fratelli e sorelle,
nell’odierna domenica l’evangelista Marco riferisce che Gesù condusse con sé Pietro, Giacomo e Giovanni su un alto monte e davanti a loro si trasfigurò, divenendo talmente luminoso che “nessun lavandaio al mondo avrebbe potuto rendere le sue vesti così bianche” (cfr Mc 9,2-10). Su questo mistero di luce la liturgia ci invita oggi a concentrare il nostro sguardo. Sul volto trasfigurato di Gesù brilla un raggio della luce divina che Egli custodiva nel suo intimo. Questa stessa luce sfolgorerà sul volto di Cristo nel giorno della Risurrezione. In questo senso la Trasfigurazione appare come un anticipo del mistero pasquale.

La Trasfigurazione ci invita ad aprire gli occhi del cuore sul mistero della luce di Dio presente nell’intera storia della salvezza. Già all’inizio della creazione l’Onnipotente dice: “Fiat lux - Sia la luce!” (Gn 1,2) ed avviene la separazione della luce dalle tenebre. Al pari delle altre creature, la luce è un segno che rivela qualcosa di Dio: è come il riflesso della sua gloria, che ne accompagna le manifestazioni. Quando Dio appare, “il suo splendore è come la luce, bagliori di folgore escono dalle sue mani” (Ab 3,3 s.). La luce, è detto nei Salmi, è il manto in cui Dio si avvolge (cfr Sal 104,2). Con il Libro della Sapienza il simbolismo della luce è utilizzato per descrivere la stessa essenza di Dio: la sapienza, effusione della gloria di Dio, è “un riflesso della luce eterna”, superiore ad ogni luce creata (cfr Sap 7,27.29 s.). Nel Nuovo Testamento è Cristo a costituire la piena manifestazione della luce di Dio. La sua risurrezione ha debellato per sempre il potere delle tenebre del male. Con Cristo risorto trionfano la verità e l’amore sulla menzogna e il peccato. In Lui la luce di Dio illumina ormai definitivamente la vita degli uomini e il percorso della storia: “Io sono la luce del mondo - Egli afferma nel Vangelo -. Chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” (Gv 8,12).

Quanto abbiamo bisogno, anche in questo nostro tempo, di emergere dalle tenebre del male, per sperimentare la gioia dei figli della luce! Ci ottenga questo dono Maria, che ieri con particolare devozione abbiamo ricordato nell’annuale memoria della Dedicazione della Basilica di Santa Maria Maggiore. Voglia, inoltre, la Vergine Santa ottenere la pace per le popolazioni del Medio Oriente sconvolte da lotte fratricide! Ben sappiamo che la pace è prima di tutto dono di Dio, da implorare con insistenza nella preghiera, ma in questo momento vogliamo anche ricordare che essa è impegno di tutti gli uomini di buona volontà. Che nessuno si sottragga a tale dovere! Pertanto, di fronte all’amara constatazione che finora sono rimaste inascoltate le voci che chiedevano un immediato cessate-il-fuoco in quella martoriata regione, sento l’urgenza di rinnovare il mio pressante appello in tal senso, chiedendo a tutti di offrire il loro fattivo contributo alla costruzione di una pace giusta e duratura. Affido questo rinnovato appello all’intercessione della Vergine Santissima.
ratzi.lella
Sunday, August 06, 2006 2:58 PM
grazie
grazie stupor!!! spero davvero che l'intervista venga trasmessa (non conto sulla rai perche' si sa che ratzi non interessa...).
con mia grande gioia, seguendo le vostre indicazioni, ho trovato i due canali tedeschi (n. 545 e 546 del decoder sky). magari non capiro' mezza parola, ma di sicuro non manchero' di registrare

grazie emma
oggi l'angelus è stato particolarmente intenso e, lasciatemelo dire nonostante i drammi del m.o., molto divertente
stupor-mundi
Sunday, August 06, 2006 5:31 PM
Re: grazie

Scritto da: ratzi.lella 06/08/2006 14.58
grazie stupor!!! spero davvero che l'intervista venga trasmessa (non conto sulla rai perche' si sa che ratzi non interessa...).
con mia grande gioia, seguendo le vostre indicazioni, ho trovato i due canali tedeschi (n. 545 e 546 del decoder sky). magari non capiro' mezza parola, ma di sicuro non manchero' di registrare



Figurati, è stato un piacere! i canali tedeschi trasmessi da Sky in effetti sono 3: ARD-Das Erste, ZDF e RTL. In prossimità della visita papale in Baviera ci regaleranno senz'altro qualche "chicca" ovvero, come dicono gli inglesi qualche "archive footage", come per l'anniversario di pontificato quando hanno mostrato un filmato d'epoca dell'ordinazione sacerdatale di Ratzinger del 1951
Stay tuned!!!

[Modificato da stupor-mundi 06/08/2006 17.32]

Sihaya.b16247
Sunday, August 06, 2006 6:54 PM
Re:

Scritto da: studiosus 06/08/2006 1.18
I signori giornalisti mi delusono... perchè chiedono sempre le stesse cose, quale che sono già chiare e spiegate: l'ecomenismo, le donne nalla chiesa e tutto questo. Ci sarebbero tante tante cose interessante e ancora più importante, ma rimangono sempre allo stesso punto, e non si vede nessun sviluppo ai giornalisti. Talvolta mi sembra che vogliono chiedere certe cose sempre di nuovo e di nuovo, fino a quando hanno sentito la risposta voluta. Ma c'è solo una unica verità, quindi esiste anche una unica risposta per certe domande. Questo mi sembra di essere ovvio... o no?



chiedono sempre le stesse cose nella speranza di sentirsi dire quello che VOGLIONO sentirsi dire...
studiosus
Sunday, August 06, 2006 7:32 PM
Il Rev. P. Eberhard von Gemmingen SJ, capo della sezione tedesca di Radio Vaticana, era uno di quelli 4 giornalisti chi hanno intervistato il Santo Padre. Dopo quella intervista parlava sulla intervista papale:


P. Gemmingen SJ: "L'intervista aveva luogo in una sala grande a Castel Gandolfo. Nel mezzo di questa sala con un suolo di marmo c'è un cerchio con un diametro di forse 2 metri. Sua SAntità sedeva sull'una parte, noi giornalisti sull'altra parte di questo cerchio. Allora, erano forse 4 metri di distanza fra il Santo Padre e noi, e prima del inizio habbiamo chiesto Sua Santità: "Santità, dobbiamo gridare ora, affinchè ci sentiamo?" Ma il papa ha sentito bene."

Giornalista: "E come è stato l'atmosfera di conversazione?"

P. Gemmingen SJ: "Notevole freddo direi. Il papa disse "si, mi sento come di essere in fronte di un tribunale" ma anche noi giornalisti siamo seduti come in un corte.
Il papa parlava abastanza brevemente, per questo l'intervista non durava 45 minuti -come sarebbe stato il progetto-, ma solo 36 minuti. Quando l'intervista era finita, Sua Santita disse: "Grazie a Dio, finalmente è finita!"

Gironalista: "e perchè Sua Santità non si è sentito bene essere intervistato?"

P. Gemmingen SJ: "Penso il suo intelletto dice a lui: "con una intervista così arrivo in tanti tanti soggiorni e quindi posso dire tutto questo, che voglio dire". Inoltre: il papa non si ha imposto, ma veniva chiesto, e il Vaticano lo permesso.
Poi bisogna dire, il Santo Padre è un uomo molto profondo. Sa rispondere a tantissimi argomenti: iniziando dal' AIDS fino alla famiglia e alla profondazione della fede, poi al ecomensimo; allora: dire qualcosa, ma solo 3 minuti al massimo per ogni argomento, non è facile. Penso che si avrebbe sentito meglio in altre occasioni, perche non è seduto in fronte di un corte, di un tribunale e poteva profondere le domande. Ma questo non è stato possibile oggi, per sfortuna"
euge65
Sunday, August 06, 2006 7:47 PM
Nuovo appello alla pace in Medio Oriente
Castel Gandolfo, 6 agosto 2006


Nell'Angelus domenicale, Benedetto XVI ricorda che la pace è impegno di tutti gli uomini di buona volontà e chiede l'immediato cessate il fuoco nella martoriata regione del Medio Oriente dove sono rimaste inascoltate le voci che chiedevano che tacessero le armi.



Durante l'incontro domenicale con i fedeli, nel cortile del palazzo apostolico di Castel Gandolfo, il Papa ha manifestato la sua preoccupazione e la sua insistenza per arginare gli scontri "fratricidi" tra libanesi e israeliani ricordando la infaticabile azione di papa Wojtyla per scongiurare la guerra in Iraq.

Dopo aver illustrato il significato della odierna festa della Trasfigurazione, papa Ratzinger ha aggiunto: "Voglia la Vergine Santa ottenere pace per le popolazioni del Medio Oriente sconvolte dalle lotte fratricide. Ben sappiamo che la pace è prima di tutto dono di Dio, da implorare con insistenza nella preghiera, ma in questo momento - ha sottolineato - vogliamo anche ricordare che essa è impegno di tutti gli uomini di buona volontà. Che nessuno si sottragga a tale dovere. Pertanto - ha proseguito il Papa scandendo parola per parola - di fronte all'amara constatazione che finora sono rimaste inascoltate le voci che chiedono un immediato cessate il fuoco in quella martoriata regione, sento l'urgenza di rinnovare il mio pressante appello in tal senso, chiedendo a tutti di offrire il loro fattivo contributo alla costruzione di una pace giusta e duratura".

Il cessate-il-fuoco è per il Papa condizione indispensabile per difendere soprattutto i civili inermi e permettere l'azione umanitaria e comunque condizione prioritaria per salvare vite umane in pericolo. Come ha sottolineato nella sua intervista di ieri ad alcune tv tedesche, inoltre, anche gli "apparenti vincitori" delle guerre hanno tutto da perdere perché la guerra "non porta niente di buono per nessuno".




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Gli altri articoli della giornata

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ratzi.lella
Monday, August 07, 2006 6:00 PM
il prof ratzinger torna in cattedra
PAPA/ BENEDETTO XVI DISCUTE DI DARWIN CON I SUOI EX ALLIEVI
Seminario su creazione-evoluzione a Castel Gandolfo a settembre

Roma, 7 ago. (Apcom) - Non solo la crisi mediorientale, il riassetto della curia (in primo luogo la scelta del futuro 'ministro degli Esteri' del Vaticano) e i principali dossier che riguardano la Chiesa cattolica, come i conflittuali rapporti con la Cina. Nell'estate di Benedetto XVI farà capolino anche la secolare questione dell'origine del mondo e dell'uomo. Gli ex studenti del Papa (il cosiddetto 'Schuelkreis Joseph Ratzinger') si riuniranno l'1 e il 2 settembre nella residenza estiva di Castel Gandolfo per discutere di 'Creazione ed evoluzione'.

Da anni, d'estate, il 'professor' Ratzinger raccoglie intorno a sé gli allievi dell'epoca in cui insegnava teologia. Si scambiano idee, si aggiornano sugli studi e le reciproche attività e partecipano ad un seminario estivo su un tema prescelto. La consuetudine non si è interrotta con l'ascesa di Ratzinger al soglio pontificio. Già l'anno scorso lo 'Schuelkreis' si riunì attorno al Papa nel 'buen retiro' di Castel Gandolfo, sui colli Albani, per discutere di islam e cristianesimo, raffrontati da un punto di vista teologico. Quest'anno "non è una novità assoluta, dato che già l'anno scorso, a pochi mesi dall'elezione, il Papa partecipò al seminario, ma è un evento che ha comunque qualcosa di straordinario", commenta padre Stephan Horn, professore emerito di Teologia fondamentale all'università di Passau (Germania) e coordinatore del circolo degli allievi di Ratzinger raggiunto telefonicamente.

La riflessione dei circa cinquanta alunni di Ratzinger (ma alla fine dovrebbero essere presenti in trenta-quaranta) ruoterà quest'estate attorno a Darwin e alla creazione divina - tutti temi tornati alla ribalta per i dibattiti che, specie negli Stati Uniti, hanno visto opporsi darwinisti, da un lato, creazionisti e sostenitori del 'disegno intelligente', dall'altro. Il seminario comincerà il pomeriggio di venerdì 1 settembre.

La prima relazione verrà svolta da uno scienziato, il professore Peter Schuster , esperto di biologia molecolare evolutiva, direttore dell'Istituto di Chimica teorica all'università di Vienna e, proprio da settembre, presidente dell'Accademia austriaca delle scienze. "Porterò il punto di vista dello scienziato - spiega l'accademico al telefono - e cercherò di dimostrare l'argomento che nel corso dell'evoluzione non è necessario l'intervento del creatore".

La mattina di sabato, sarà l'arcivescovo di Vienna, il cardinale Christoph Schoenborn , a tenere la seconda relazione. "Il cardinale - fanno sapere dall'ufficio stampa dell'arcidiocesi - affronterà la questione 'creazione ed evoluzione' da un punto di vista teologico e di filosofia della natura". Si tratta, precisano a Vienna, di "un tema caro al cardinale". Il porporato, amico personale di Ratzinger, si è ripetutamente espresso sul tema. Il suo intervento forse più noto è un articolo pubblicato il 7 luglio del 2005 sul 'New York Times'. "L'evoluzione nel senso di una comune discendenza può essere vera - scrisse Schoenborn - ma l'evoluzione in senso neo-darwiniano, ossia un processo non guidato né pianificato di variazione casuale e selezione naturale, non lo è. Ogni sistema di pensiero che neghi o tenti di minimizzare la massiccia evidenza di un disegno in biologia - aggiunse il cardinale - è ideologia, non scienza". L'intervento suscitò varie obiezioni, tra cui quella dello stesso professor Schuster.

Anche all'interno della Chiesa cattolica, peraltro, questa opinione non fece l'unanimità, tanto che il gesuita George V. Coyne, astronomo, replicò al cardinale Schoenborn con un articolo sul settimanale The Tablet nel quale definì "infondato" il timore che tra fede in Dio e teoria dell'evoluzione ci sia incompatibilità. "Dio lascia che il mondo sia quel che sarà nella sua continua evoluzione", scrisse padre Coyne. "Non interviene continuamente, ma piuttosto permette, partecipa, ama". Il cardinale Schoenborn è poi tornato sull'argomento, anche per dipanare gli equivoci e precisare la sua posizione. L'ultimo intervento in materia è una lunga e articolata catachesi svolta a giugno sul tema, appunto, "Schoepfung und Evolution", creazione ed evoluzione.

A discutere con i due relatori, a Castel Gandolfo, sono stati invitati, oltre ai membri dello 'Schuelkreis Joseph Ratzinger', anche il gesuita Paul Erbrich , docente emerito di filosofia della natura alla facoltà di studi filosofici di Monaco (gestita da gesuiti), sia il filosofo Robert Spaemann, che terrà a sua volta un discorso. Quello della creazione e dell'evoluzione "è un tema importante e difficile - spiega padre Horn - ed è bene avere diverse opinioni e contributi che partano da diversi punti di vista, quello scientifico, quello filosofico, quello teologico. In questo modo è possibile raggiungere una maggior profondità". L'incontro di Castel Gandolfo si concluderà con una messa che verrà celebrata domenica tre settembre.

Quanto al Papa, sarebbe improprio definire la sua posizione sul tema del seminario, dato che nel corso del pontificato non si è mai espresso in termini sistematici sulla questione. In una recente intervista al giornale tedesco 'Passauer Neue Presse', padre Horn ha affermato che "in nessun modo il Papa tende in direzione del creazionismo, piuttosto egli è convinto dell'accordo di creazione ed evoluzione". Le parole sinora pronunciate da Benedetto XVI sembrano piuttosto svolgere un ragionamento teologico non riducibile ad una presa di posizione sul tema, ad esempio quando, nell'omelia per la Veglia pasquale, definì la risurrezione di Cristo "un salto di qualità nella storia dell'evoluzione e della vita in genere verso una nuova vita futura, verso un mondo nuovo che,partendo da Cristo, già penetra continuamente in questo nostro mondo, lo trasforma e lo attira a sé". Nel corso dell'omelia di inizio pontificato del 24 aprile, per fare un altro esempio, Papa Ratzinger affermò: "Non siamo il prodotto casuale e senza senso dell'evoluzione. Ciascuno di noi è il frutto di un pensiero di Dio. Ciascuno di noi è voluto, ciascuno è amato, ciascuno è necessario".

Rispondendo poi alle domande dei giovani della diocesi di Roma, ad aprile, Benedetto XVI disse: "Mi sembra proprio che la matematica - nella quale come tale Dio non può apparire - ci mostri la struttura intelligente dell'universo". Quando ancora non era Papa, poi, Ratzinger, da prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, approvò, nel luglio del 2004, un lungo documento della Commissione teologica internazionale: "Nella prospettiva cattolica - vi si legge - i neodarwinisti che si appellano alla variazione genetica casuale e alla selezione naturale per sostenere la tesi che l'evoluzione è un processo completamente privo di guida vanno al di là di quello che è dimostrabile dalla scienza. La causalità divina può essere attiva in un processo che è sia contingente sia guidato. Qualsiasi meccanismo evolutivo contingente può esserlo soltanto perché fatto così da Dio".

euge65
Monday, August 07, 2006 8:55 PM
CHE FORTUNA!!!!!!!!


CHE FORTUNA SAREBBE ESSERE LI'!!!!!!!!!!!!!!!

stupor-mundi
Tuesday, August 08, 2006 1:15 PM
Intervista a Papa Benedetto
Vi segnalo che la messa in onda dell'intervista papale sul canale ARD è stata anticipata alle ore 19.15 di Domenica 13 agosto.
Buona visione.
euge65
Tuesday, August 08, 2006 8:03 PM
dal sito Radio Vaticana
Nella memoria di San Domenico, insigne predicatore del Vangelo, il magistero di Benedetto XVI tra verità e carità





di Alessandro De Carolis


(08 agosto 2006 - RV) E’ la figura di un grande Santo spagnolo, Domenico di Guzman, fondatore dell’Ordine dei Frati predicatori, più conosciuti come Domenicani, ad essere al centro dell’odierna memoria liturgica della Chiesa. Di San Domenico, recitano le preghiere del giorno, si ricorda che fu un “insigne predicatore” della Verità Dio, annunciata da Cristo. Un tema, quello della verità evangelica, da sempre prediletto dagli insegnamenti di Benedetto XVI. Il servizio di Alessandro De Carolis:

Sihaya.b16247
Tuesday, August 08, 2006 9:48 PM
Re: CHE FORTUNA!!!!!!!!

Scritto da: euge65 07/08/2006 20.55


CHE FORTUNA SAREBBE ESSERE LI'!!!!!!!!!!!!!!!




Che fortuna essere stata tra i suoi allievi!!
Sihaya.b16247
Tuesday, August 08, 2006 9:48 PM
Re: Intervista a Papa Benedetto

Scritto da: stupor-mundi 08/08/2006 13.15
Vi segnalo che la messa in onda dell'intervista papale sul canale ARD è stata anticipata alle ore 19.15 di Domenica 13 agosto.
Buona visione.



GRAZIE!!!

[Modificato da Sihaya.b16247 08/08/2006 21.49]

elena66c
Tuesday, August 08, 2006 10:56 PM
Papa prega per pace in Libano


CITTA' DEL VATICANO, 8 AGO - E' stato un pellegrinaggio di pochi chilometri, ma col pensiero rivolto al Libano,
quello che ha fatto Benedetto XVI oggi pomeriggio.
Evitando il clamore delle folle, lontano dalle telecamere, papa Ratzinger si e' recato nel
seicentesco santuario della Madonna del Tufo, antichissimo centro mariano a Rocca di Papa,
sui colli Albani, poco distante da Castelgandolfo dove sta trascorrendo le vacanze estive.
Un breve viaggio intrapreso per pregare per la fine della guerra tra Israele e Libano.

Paparatzifan
Tuesday, August 08, 2006 11:08 PM
Papino...
... NON STANCARTI MAI DI CHIEDERE LA PACE!!!!
SIAMO CON TE!!!!!
Francesca.Pisa
Tuesday, August 08, 2006 11:19 PM
Sempre in ogni momento sono con te e sempre prego per tutte le tue intenzioni particolari e per te stesso, mai sei solo e anche se domenica hai detto un po' amereggiato che le tue richieste e i tuoi appelli sembrano caduti nel vuoto non disperare le preghiere aiutano sempre anche quando non sembra, le tue poi mai cadranno nel vuoto.
Le preghiere di tutti coloro che ti amano sempre sono unite alle tue nella costante, persistente e perseverante richiesta di pace.

Sempre a fianco di Benedetto XVI.
Francesca
emma3
Wednesday, August 09, 2006 2:59 PM
Catechesi di mercoledi 9 agosto 2006

Cari fratelli e sorelle,

prima delle vacanze avevo cominciato con piccoli ritratti dei dodici Apostoli. Gli Apostoli erano compagni di via di Gesù, amici di Gesù e questo loro cammino con Gesù non era solo un cammino esteriore, dalla Galilea a Gerusalemme, ma un cammino interiore nel quale hanno imparato la fede in Gesù Cristo, non senza difficoltà perché erano uomini come noi. Ma proprio per ciò perché erano compagni di via di Gesù, amici di Gesù che in un cammino non facile hanno imparato la fede, sono anche guide per noi, che ci aiutano a conoscere Gesù Cristo, ad amarLo e ad avere fede in Lui. Avevo già parlato su quattro dei dodici Apostoli: su Simon Pietro, sul fratello Andrea, su Giacomo, il fratello di San Giovanni, e l’altro Giacomo, detto "il Minore", che ha scritto una Lettera cje troviamo nel Nuovo Testamento. Ed avevo cominciato a parlare di Giovanni l’evangelista, raccogliendo nell’ultima catechesi prima delle vacanze i dati essenziali che delineano la fisionomia di questo Apostolo. Vorrei adesso concentrare l’attenzione sul contenuto del suo insegnamento. Gli scritti di cui oggi, quindi, ci vogliamo occupare sono il Vangelo e le Lettere che vanno sotto il suo nome.

Se c'è un argomento caratteristico che emerge negli scritti di Giovanni, questo è l'amore. Non a caso ho voluto iniziare la mia prima Lettera enciclica con le parole di questo Apostolo: "Dio è amore (Deus caritas est); chi sta nell'amore dimora in Dio e Dio dimora in lui" (1 Gv 4,16). E’ molto difficile trovare testi del genere in altre religioni. E dunque tali espressioni ci mettono di fronte ad un dato davvero peculiare del cristianesimo. Certamente Giovanni non è l'unico autore delle origini cristiane a parlare dell'amore. Essendo questo un costitutivo essenziale del cristianesimo, tutti gli scrittori del Nuovo Testamento ne parlano, sia pur con accentuazioni diverse. Se ora ci soffermiamo a riflettere su questo tema in Giovanni, è perché egli ce ne ha tracciato con insistenza e in maniera incisiva le linee principali. Alle sue parole, dunque, ci affidiamo. Una cosa è certa: egli non ne fa una trattazione astratta, filosofica, o anche teologica, su che cosa sia l’amore. No, lui non è un teorico. Il vero amore infatti, per natura sua, non è mai puramente speculativo, ma dice riferimento diretto, concreto e verificabile a persone reali. Ebbene, Giovanni come apostolo e amico di Gesù ci fa vedere quali siano le componenti o meglio le fasi dell'amore cristiano, un movimento caratterizzato da tre momenti.

Il primo riguarda la Fonte stessa dell’amore, che l’Apostolo colloca in Dio, arrivando, come abbiamo sentito, ad affermare che "Dio è amore" (1 Gv 4,8.16). Giovanni è l'unico autore del Nuovo Testamento a darci quasi una specie di definizione di Dio. Egli dice, ad esempio, che "Dio è Spirito" (Gv 4,24) o che "Dio è luce" (1 Gv 1,5). Qui proclama con folgorante intuizione che "Dio è amore". Si noti bene: non viene affermato semplicemente che "Dio ama" e tanto meno che "l'amore è Dio"! In altre parole: Giovanni non si limita a descrivere l'agire divino, ma procede fino alle sue radici. Inoltre, non intende attribuire una qualità divina a un amore generico e magari impersonale; non sale dall’amore a Dio, ma si volge direttamente a Dio per definire la sua natura con la dimensione infinita dell'amore. Con ciò Giovanni vuol dire che il costitutivo essenziale di Dio è l’amore e quindi tutta l'attività di Dio nasce dall’amore ed è improntata all'amore: tutto ciò che Dio fa, lo fa per amore e con amore, anche se non sempre possiamo subito capire che questo è amore, il vero amore.

A questo punto, però, è indispensabile fare un passo avanti e precisare che Dio ha dimostrato concretamente il suo amore entrando nella storia umana mediante la persona di Gesù Cristo, incarnato, morto e risorto per noi. Questo è il secondo momento costitutivo dell'amore di Dio. Egli non si è limitato alle dichiarazioni verbali, ma, possiamo dire, si è impegnato davvero e ha "pagato" in prima persona. Come appunto scrive Giovanni, "Dio ha tanto amato il mondo (cioè: tutti noi) da donare il suo Figlio unigenito" (Gv 3,16). Ormai, l'amore di Dio per gli uomini si concretizza e manifesta nell'amore di Gesù stesso. Ancora Giovanni scrive: Gesù "avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine" (Gv 13,1). In virtù di questo amore oblativo e totale noi siamo radicalmente riscattati dal peccato, come ancora scrive San Giovanni: "Figlioli miei, ... se qualcuno ha peccato, abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo giusto. Egli è propiziazione per i nostri peccati, e non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo" (1 Gv 2,1-2; cfr 1 Gv 1,7). Ecco fin dove è giunto l'amore di Gesù per noi: fino all'effusione del proprio sangue per la nostra salvezza! Il cristiano, sostando in contemplazione dinanzi a questo "eccesso" di amore, non può non domandarsi quale sia la doverosa risposta. E penso che sempre e di nuovo ciascuno di noi debba domandarselo.

Questa domanda ci introduce al terzo momento della dinamica dell’amore: da destinatari recettivi di un amore che ci precede e sovrasta, siamo chiamati all’impegno di una risposta attiva, che per essere adeguata non può essere che una risposta d’amore. Giovanni parla di un "comandamento". Egli riferisce infatti queste parole di Gesù: "Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amati, così amatevi anche voi gli uni gli altri" (Gv 13,34). Dove sta la novità a cui Gesù si riferisce? Sta nel fatto che egli non si accontenta di ripetere ciò che era già richiesto nell'Antico Testamento e che leggiamo anche negli altri Vangeli: "Ama il prossimo tuo come te stesso" (Lv 19,18; cfr Mt 22,37-39; Mc 12,29-31; Lc 10,27). Nell’antico precetto il criterio normativo era desunto dall’uomo ("come te stesso"), mentre nel precetto riferito da Giovanni Gesù presenta come motivo e norma del nostro amore la sua stessa persona: "Come io vi ho amati". E’ così che l'amore diventa davvero cristiano, portando in sé la novità del cristianesimo: sia nel senso che esso deve essere indirizzato verso tutti senza distinzioni, sia soprattutto in quanto deve pervenire fino alle estreme conseguenze, non avendo altra misura che l’essere senza misura. Quelle parole di Gesù, "come io vi ho amati", ci invitano e insieme ci inquietano; sono una meta cristologica che può apparire irraggiungibile, ma al tempo stesso sono uno stimolo che non ci permette di adagiarci su quanto abbiamo potuto realizzare. Non ci consente di essere contenti di come siamo, ma ci spinge a rimanere in cammino verso questa meta.

Quell'aureo testo di spiritualità che è il piccolo libro del tardo medioevo intitolato Imitazione di Cristo scrive in proposito: "Il nobile amore di Gesù ci spinge a operare cose grandi e ci incita a desiderare cose sempre più perfette. L'amore vuole stare in alto e non essere trattenuto da nessuna bassezza. L'amore vuole essere libero e disgiunto da ogni affetto mondano... l'amore infatti è nato da Dio, e non può riposare se non in Dio al di là di tutte le cose create. Colui che ama vola, corre e gioisce, è libero, e non è trattenuto da nulla. Dona tutto per tutti e ha tutto in ogni cosa, poiché trova riposo nel Solo grande che è sopra tutte le cose, dal quale scaturisce e proviene ogni bene" (libro III, cap. 5). Quale miglior commento del "comandamento nuovo", enunciato da Giovanni? Preghiamo il Padre di poterlo vivere, anche se sempre in modo imperfetto, così intensamente da contagiarne quanti incontriamo sul nostro cammino.


ratzi.lella
Friday, August 11, 2006 4:05 PM
il papa non dimentica il libano ed i condannati a morte...
Il Vaticano precisa che la visita ha carattere esclusivamente religioso

Libano, il Papa invia il cardinale Etchegaray

«Per portare a quella martoriata popolazione l'espressione della sua spirituale vicinanza e della sua concreta solidarietà»



CITTÀ DEL VATICANO - Benedetto XVI ha chiesto al cardinale Roger Etchegaray, presidente emerito del Pontificio consiglio della giustizia e della pace, di recarsi in Libano come suo inviato speciale «per portare a quella martoriata popolazione l'espressione della Sua spirituale vicinanza e della Sua concreta solidarietà e per pregare per la grande intenzione della pace», spiega un comunicato del Vaticano. «La visita ha carattere essenzialmente religioso e prevede anche, se sarà possibile, la celebrazione della Messa presieduta dal cardinale nel santuario di Nostra Signora del Libano ad Harissa il 15 agosto, solennità dell'Assunzione di Maria in cielo, con la partecipazione di Sua Beatitudine il cardinale Pierre Nasrallah Sfeir, patriarca di Antiochia dei Maroniti», prosegue il comunicato.
Il Papa «non cessa di seguire i tragici eventi del Medio Oriente», e vuole che la sua vicinanza e solidarietà arrivino anche alle popolazioni israeliana e palestinese. «Per le medesime intenzioni», precisa infatti la sala stampa della Santa Sede, «si pregherà in quel giorno nella basilica dell'Annunciazione a Nazareth, durante l'Eucaristia concelebrata dal rappresentante pontificio in Israele e Palestina, mons. Antonio Franco, e da Sua Beatitudine mons. Michel Sabbah, patriarca di Gerusalemme dei latini».

da corriere.it dell'11 agosto 2006


Il Papa invia in Libano il cardinale Etchegaray

CITTA' DEL VATICANO (Reuters) - Papa Benedetto XVI manderà un inviato speciale in Libano per trasmettere la sua vicinanza ai civili che stanno soffrendo e per pregare per la pace . Lo ha annunciato oggi il Vaticano.

Il Pontefice ha chiesto al cardinale Roger Etchegaray, Presidente emerito del Pontificio Consiglio della giustizia e della pace, che spesso ha fatto l'inviato per Papa Giovanni Paolo II, "per portare a quella martoriata popolazione e a tutti coloro che soffrono nella regione l'espressione della Sua spirituale vicinanza e della Sua concreta solidarietà e per pregare per la grande intenzione della pace".

Il Santo Padre ha più volte fatto appello a Israele e Hezbollah affinché mettano fine agli scontri iniziati il mese scorso, dopo il rapimento da parte del gruppo libanese di due soldati israeliani.

La missione del cardinale "ha carattere essenzialmente religioso", precisa in una nota il Vaticano e "prevede, se sarà possibile, la celebrazione della santa Messa" al santuario di Nostra Signora del Libano ad Harissa, il 15 agosto, insieme al cardinale Pierre Nasrallah Sfeir, Patriarca di Antiochia dei Maroniti.

Sono previste anche preghiere alla basilica dell'Annunciazione a Nazareth.


Papa: Chiesto Gesto Clemenza a Indonesia Per Condanne Morte

(ASCA) - Citta' del Vaticano, 11 ago - Intervento del papa presso le autorita' indonesiane per chiedere ''un gesto di clemenza'' a favore di tre cattolici condannati a morte in quel paese. Alla notizia dell'imminente esecuzione di Fabianus Tibo, Dominggus da Silva e Marinus Riwu, condannati a morte perche' accusati di essere responsabili delle violenze avvenute a Poso, in Indonesia, nel 2000, il Segretario di Stato card. Angelo Sodano, a nome di papa Benedetto XVI ha, infatti, chiesto al presidente indonesiano Susilo Yudhoyono, in un telegramma, un gesto di clemenza per i tre. Il papa, nel suo messaggio alle autorita' indonesiane ha ricordato tra l'altro come ''la Chiesa cattolica, in numerose occasioni, si sia sempre espressa contro la pena capitale''.


i comunicati ufficiali dal sito del vaticano:

COMUNICATO DELLA SALA STAMPA DELLA SANTA SEDE

Il Santo Padre Benedetto XVI, che non cessa di seguire i tragici eventi del Medio Oriente, ha chiesto all’Em.mo Card. Roger Etchegaray, Presidente emerito del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, di recarsi in Libano come Suo Inviato Speciale per portare a quella martoriata popolazione e a tutti coloro che soffrono nella regione l’espressione della Sua spirituale vicinanza e della Sua concreta solidarietà e per pregare per la grande intenzione della pace.

La visita ha carattere essenzialmente religioso e prevede anche, se sarà possibile, la celebrazione della Santa Messa, presieduta dall’Em.mo Cardinale, nel Santuario di Nostra Signora del Libano ad Harissa, il 15 agosto p.v., solennità dell’Assunzione di Maria in cielo, con la partecipazione di Sua Beatitudine il Card. Pierre Nasrallah Sfeir, Patriarca di Antiochia dei Maroniti.

Per le medesime intenzioni si pregherà in quel giorno nella Basilica dell’Annunciazione a Nazareth, durante l’Eucaristia concelebrata dal Rappresentante Pontificio in Israele e Palestina, S. E. Mons. Antonio Franco, da Sua Beatitudine Mons. Michel Sabbah, Patriarca di Gerusalemme dei Latini e dagli Ordinari cattolici di Terrasanta.


INTERVENTO DEL SANTO PADRE PRESSO IL PRESIDENTE DELL’INDONESIA PER UN GESTO DI CLEMENZA A FAVORE DI TRE CONDANNATI A MORTE
A
lla notizia dell’imminente esecuzione dei Signori Fabianus Tibo, Dominggus da Silva e Marinus Riwu, condannati a morte perché accusati di essere responsabili delle violenze avvenute a Poso, in Indonesia, nel 2000, l’Em.mo Card. Angelo Sodano, Segretario di Stato, a nome del Santo Padre Benedetto XVI, ha chiesto al Presidente indonesiano S.E. il Signor Susilo Yudhoyono un gesto di clemenza, inviandogli il messaggio di cui pubblichiamo il testo:


TELEGRAMMA DEL SANTO PADRE

His Excellency
Susilo Yudhoyono
President of the Republic of Indonesia
Jakarta

I am writing to you in regard to the imminent executions of Fabianus Tibo, Dominggus da Silva and Marinus Riwu. In the name of His Holiness Pope Benedict XVI I turn to you again, Your Excellency, to seek your intervention on humanitarian grounds, and in light of the particularity of the case, in order that an act of clemency might be granted to these three Catholic citizens of your nation. In adding my voice to others I would also note the position of the Catholic Church which on numerous occasions has spoken out against the death penalty. Trusting that this appeal made on behalf of His Holiness will meet with a positive outcome, I extend to you my sentiments of esteem.

Cardinal Angelo Sodano
Secretary of State
ratzi.lella
Friday, August 11, 2006 9:03 PM
GRANDE NOTIZIA!!!
Indonesia: Accolto Appello Papa Per Tibo E Amici

ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 11 AGO - La fucilazione dei tre cattolici indonesiani attesa per questa notte e' stata rimandata di almeno una settimana. Lo riferisce l'agenzia missionaria AsiaNews. Per un 'atto di clemenza' nei confronti di Fabianus Tibo, Dominggus da Silva e Marinus Riwu, condannati per le presunte responsabilita' negli scontri interreligiosi avvenuti a Poso c'era stato l'appello di papa Benedetto XVI rivolto al presidente indonesiano Susilo Yudhoyono.


speriamo che la condanna sia convertina in una pena detentiva!!
altro che papa solo, inascoltato, di fronte a popoli soli!!! capito, melloni?
euge65
Friday, August 11, 2006 9:20 PM
Re: GRANDE NOTIZIA!!!
[QUOTE][DIM]7pt[=DIM]Scritto da: ratzi.lella 11/08/2006 21.03
[S][G][DIM]20pt[=DIM]Indonesia: Accolto Appello Papa Per Tibo E Amici[/DIM][/G][/S]

ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 11 AGO - La fucilazione dei tre cattolici indonesiani attesa per questa notte e' stata rimandata di almeno una settimana. Lo riferisce l'agenzia missionaria AsiaNews. Per un 'atto di clemenza' nei confronti di Fabianus Tibo, Dominggus da Silva e Marinus Riwu, condannati per le presunte responsabilita' negli scontri interreligiosi avvenuti a Poso c'era stato l'appello di papa Benedetto XVI rivolto al presidente indonesiano Susilo Yudhoyono.


speriamo che la condanna sia convertina in una pena detentiva!!
altro che papa solo, inascoltato, di fronte a popoli soli!!! capito, melloni? [/DIM][/QUOTE]


APPUNTO!!!!!!! CARO MELLONI FORSE E' IL CASO CHE LEI PRIMA DI SCRIVERE ASSURDITA' COMINCI A CONSIDERARE SERIAMENTE E SANZA PRECONCETTI, IL FATTO CHE PAPA BENEDETTO E' ASCOLTATO ED APPREZZATO A LIVELLO MONDIALE NON SI DIMENTICHI LE PAROLE DI FIDEL CASTRO!!!!!!!!!!! RIFLETTA MELLONI EVITERA' ULTERIORI FIGURE BARBINE!!!!!!!!!!!
Sihaya.b16247
Friday, August 11, 2006 10:46 PM
Re: Re: GRANDE NOTIZIA!!!

Scritto da: euge65 11/08/2006 21.20



APPUNTO!!!!!!! CARO MELLONI FORSE E' IL CASO CHE LEI PRIMA DI SCRIVERE ASSURDITA' COMINCI A CONSIDERARE SERIAMENTE E SANZA PRECONCETTI, IL FATTO CHE PAPA BENEDETTO E' ASCOLTATO ED APPREZZATO A LIVELLO MONDIALE NON SI DIMENTICHI LE PAROLE DI FIDEL CASTRO!!!!!!!!!!! RIFLETTA MELLONI EVITERA' ULTERIORI FIGURE BARBINE!!!!!!!!!!!



Il Papa sta intervenendo con molta energia; ho la sensazione che forse qualche sua mossa o intervento più incisivo e forte venga frenato per motivi di "politically correct", e diplomatici; non so...Certo è che, come abbiamo letto, puntualmente arriva lo sgambetto e certa stampa oscilla tra "il colpevole silenzio della Chiesa" e gli "interventi a gamba tesa della Chiesa"...Non va mai bene niente.
ratzi.lella
Saturday, August 12, 2006 1:23 PM
ciao a tutti
il papa si sta muovendo con grande maestria e capacita'!!!
si muove in silenzio, senza tamburi, e senza collaboratori che avvertano per prima la stampa.
questa e' la strada giusta: e' la seconda volta che ratzi fa sospendere la condanna a morte dei detenuti
emma3
Sunday, August 13, 2006 3:04 PM
testo integrale delle parole del Santo Padre prima della recita dell'Angelus Domini del 13 agosto 2006:


Cari fratelli e sorelle,

in questo periodo estivo molti hanno lasciato le città e si trovano in località turistiche o nei paesi d’origine per le loro vacanze. Ad essi auguro che questa attesa sosta di riposo serva a rinfrancare la mente e il corpo, sottoposti ogni giorno a un continuo affaticamento e logorio, dato il corso frenetico dell’esistenza moderna. Le ferie costituiscono anche una preziosa opportunità per stare più a lungo con i familiari, per ritrovare parenti e amici, in una parola per dare più spazio a quei contatti umani che il ritmo degli impegni di ogni giorno impedisce di coltivare come si desidererebbe. Certo non a tutti è data la possibilità di usufruire di un tempo di vacanza e non sono pochi coloro che sono costretti per vari motivi a rinunciarvi. Penso in modo particolare a chi è solo, agli anziani e agli ammalati che spesso, in questo periodo, soffrono ancor più la solitudine. A questi nostri fratelli e sorelle vorrei manifestare la mia vicinanza spirituale auspicando di cuore che a nessuno di loro manchi il sostegno e il conforto di persone amiche.

Il tempo delle ferie diventa per molti proficua occasione pure per incontri culturali, per momenti prolungati di preghiera e di contemplazione a contatto con la natura o in monasteri e strutture religiose. Disponendo di più tempo libero ci si può dedicare con maggiore agio al colloquio con Dio, alla meditazione della Sacra Scrittura e alla lettura di qualche utile libro formativo. Chi fa l’esperienza di questo riposo dello spirito, sa quanto esso sia utile per non ridurre le vacanze a mero svago e divertimento. La fedele partecipazione alla celebrazione eucaristica domenicale aiuta poi a sentirsi parte viva della comunità ecclesiale anche quando si è fuori della propria parrocchia. Dovunque ci troviamo, abbiamo sempre bisogno di nutrirci dell’Eucaristia. Ce lo ricorda la pagina evangelica dell’odierna domenica presentandoci Gesù come il Pane della vita. Egli stesso, secondo quanto riferisce l’evangelista Giovanni, si proclama "il pane vivo disceso dal cielo" (cfr Gv 6, 31), pane che nutre la nostra fede e alimenta la comunione fra tutti i cristiani.

Il clima delle ferie non ci fa dimenticare il grave conflitto in atto in Medio Oriente. Gli ultimi sviluppi fanno sperare che cessino gli scontri e che sia prontamente ed efficacemente assicurata l’assistenza umanitaria alle popolazioni. L’augurio di tutti è che finalmente prevalga la pace sulla violenza e la forza delle armi. Per questo invochiamo con insistente fiducia Maria, sempre pronta dalla gloria celeste, nella quale dopodomani La contempleremo assunta, a intercedere per i suoi figli e a soccorrerne le necessità.



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