il prof ratzinger torna in cattedra
PAPA/ BENEDETTO XVI DISCUTE DI DARWIN CON I SUOI EX ALLIEVI
Seminario su creazione-evoluzione a Castel Gandolfo a settembre
Roma, 7 ago. (Apcom) - Non solo la crisi mediorientale, il riassetto della curia (in primo luogo la scelta del futuro 'ministro degli Esteri' del Vaticano) e i principali dossier che riguardano la Chiesa cattolica, come i conflittuali rapporti con la Cina. Nell'estate di Benedetto XVI farà capolino anche la secolare questione dell'origine del mondo e dell'uomo. Gli ex studenti del Papa (il cosiddetto 'Schuelkreis Joseph Ratzinger') si riuniranno l'1 e il 2 settembre nella residenza estiva di Castel Gandolfo per discutere di 'Creazione ed evoluzione'.
Da anni, d'estate, il 'professor' Ratzinger raccoglie intorno a sé gli allievi dell'epoca in cui insegnava teologia. Si scambiano idee, si aggiornano sugli studi e le reciproche attività e partecipano ad un seminario estivo su un tema prescelto. La consuetudine non si è interrotta con l'ascesa di Ratzinger al soglio pontificio. Già l'anno scorso lo 'Schuelkreis' si riunì attorno al Papa nel 'buen retiro' di Castel Gandolfo, sui colli Albani, per discutere di islam e cristianesimo, raffrontati da un punto di vista teologico. Quest'anno "non è una novità assoluta, dato che già l'anno scorso, a pochi mesi dall'elezione, il Papa partecipò al seminario, ma è un evento che ha comunque qualcosa di straordinario", commenta padre Stephan Horn, professore emerito di Teologia fondamentale all'università di Passau (Germania) e coordinatore del circolo degli allievi di Ratzinger raggiunto telefonicamente.
La riflessione dei circa cinquanta alunni di Ratzinger (ma alla fine dovrebbero essere presenti in trenta-quaranta) ruoterà quest'estate attorno a Darwin e alla creazione divina - tutti temi tornati alla ribalta per i dibattiti che, specie negli Stati Uniti, hanno visto opporsi darwinisti, da un lato, creazionisti e sostenitori del 'disegno intelligente', dall'altro. Il seminario comincerà il pomeriggio di venerdì 1 settembre.
La prima relazione verrà svolta da uno scienziato, il professore
Peter Schuster , esperto di biologia molecolare evolutiva, direttore dell'Istituto di Chimica teorica all'università di Vienna e, proprio da settembre, presidente dell'Accademia austriaca delle scienze.
"Porterò il punto di vista dello scienziato - spiega l'accademico al telefono - e cercherò di dimostrare l'argomento che nel corso dell'evoluzione non è necessario l'intervento del creatore".
La mattina di sabato, sarà l'arcivescovo di Vienna, il
cardinale Christoph Schoenborn , a tenere la seconda relazione.
"Il cardinale - fanno sapere dall'ufficio stampa dell'arcidiocesi - affronterà la questione 'creazione ed evoluzione' da un punto di vista teologico e di filosofia della natura". Si tratta, precisano a Vienna, di "un tema caro al cardinale". Il porporato, amico personale di Ratzinger, si è ripetutamente espresso sul tema. Il suo intervento forse più noto è un articolo pubblicato il 7 luglio del 2005 sul 'New York Times'. "L'evoluzione nel senso di una comune discendenza può essere vera - scrisse Schoenborn - ma l'evoluzione in senso neo-darwiniano, ossia un processo non guidato né pianificato di variazione casuale e selezione naturale, non lo è. Ogni sistema di pensiero che neghi o tenti di minimizzare la massiccia evidenza di un disegno in biologia - aggiunse il cardinale - è ideologia, non scienza". L'intervento suscitò varie obiezioni, tra cui quella dello stesso professor Schuster.
Anche all'interno della Chiesa cattolica, peraltro, questa opinione non fece l'unanimità, tanto che il gesuita George V. Coyne, astronomo, replicò al cardinale Schoenborn con un articolo sul settimanale The Tablet nel quale definì "infondato" il timore che tra fede in Dio e teoria dell'evoluzione ci sia incompatibilità. "Dio lascia che il mondo sia quel che sarà nella sua continua evoluzione", scrisse padre Coyne. "Non interviene continuamente, ma piuttosto permette, partecipa, ama". Il cardinale Schoenborn è poi tornato sull'argomento, anche per dipanare gli equivoci e precisare la sua posizione. L'ultimo intervento in materia è una lunga e articolata catachesi svolta a giugno sul tema, appunto, "Schoepfung und Evolution", creazione ed evoluzione.
A discutere con i due relatori, a Castel Gandolfo, sono stati invitati, oltre ai membri dello 'Schuelkreis Joseph Ratzinger', anche il
gesuita Paul Erbrich , docente emerito di filosofia della natura alla facoltà di studi filosofici di Monaco (gestita da gesuiti), sia il filosofo
Robert Spaemann, che terrà a sua volta un discorso. Quello della creazione e dell'evoluzione "è un tema importante e difficile - spiega padre Horn - ed è bene avere diverse opinioni e contributi che partano da diversi punti di vista, quello scientifico, quello filosofico, quello teologico. In questo modo è possibile raggiungere una maggior profondità". L'incontro di Castel Gandolfo si concluderà con una messa che verrà celebrata domenica tre settembre.
Quanto al Papa, sarebbe improprio definire la sua posizione sul tema del seminario, dato che nel corso del pontificato non si è mai espresso in termini sistematici sulla questione.
In una recente intervista al giornale tedesco 'Passauer Neue Presse', padre Horn ha affermato che "in nessun modo il Papa tende in direzione del creazionismo, piuttosto egli è convinto dell'accordo di creazione ed evoluzione". Le parole sinora pronunciate da Benedetto XVI sembrano piuttosto svolgere un ragionamento teologico non riducibile ad una presa di posizione sul tema, ad esempio quando, nell'omelia per la Veglia pasquale, definì la risurrezione di Cristo "un salto di qualità nella storia dell'evoluzione e della vita in genere verso una nuova vita futura, verso un mondo nuovo che,partendo da Cristo, già penetra continuamente in questo nostro mondo, lo trasforma e lo attira a sé". Nel corso dell'omelia di inizio pontificato del 24 aprile, per fare un altro esempio, Papa Ratzinger affermò: "Non siamo il prodotto casuale e senza senso dell'evoluzione. Ciascuno di noi è il frutto di un pensiero di Dio. Ciascuno di noi è voluto, ciascuno è amato, ciascuno è necessario".
Rispondendo poi alle domande dei giovani della diocesi di Roma, ad aprile, Benedetto XVI disse: "Mi sembra proprio che la matematica - nella quale come tale Dio non può apparire - ci mostri la struttura intelligente dell'universo". Quando ancora non era Papa, poi, Ratzinger, da prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, approvò, nel luglio del 2004, un lungo documento della Commissione teologica internazionale: "Nella prospettiva cattolica - vi si legge - i neodarwinisti che si appellano alla variazione genetica casuale e alla selezione naturale per sostenere la tesi che l'evoluzione è un processo completamente privo di guida vanno al di là di quello che è dimostrabile dalla scienza. La causalità divina può essere attiva in un processo che è sia contingente sia guidato. Qualsiasi meccanismo evolutivo contingente può esserlo soltanto perché fatto così da Dio".