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Ratzigirl
Saturday, July 15, 2006 3:04 AM
"PREGO PERCHE' TUTTI CESSINO LA VIOLENZA"

In visita alla Carmelitane di Quart parla del Medio Oriente

Benedetto XVI non dimentica i problemi del mondo, anche se è in vacanza in Valle d'Aosta. Questo pomeriggio è uscito dalla casa di Les Combes, per visitare il monastero delle Suore Carmelitane di Quart, vicino ad Aosta: "vi ringrazio per quello che mi avete fatto avere per alleviare le sofferenze del mondo - ha detto alle suore, riferendosi ad un'offerta che gli avevano fatto avere per le sue opere di beneficenza - sappiamo come oggi l'umanità soffra per la violenza. Soffre molto nella Terra Santa, soffre in Libano ed in altri posti nel mondo. Grazie per l'opera di carità che voi fate: perché non alleviate solo la fame materiale, ma anche quella fame di Dio che è una grande povertà spirituale. L'assenza di Dio è anche povertà. Affido alle vostre preghiere queste sofferenze nel Medio Oriente e in altre parti del mondo". Il Papa è tornato sui problemi del Medio Oriente dialogando anche con i giornalisti che lo aspettavano a Les Combes: "preghiamo soprattutto perchè tutti cessino la violenza' - ha aggiunto - speriamo che il Signore dia il suo aiuto". Joseph Ratzinger ha voluto anche evidenziare la bellezza delle montagne valdostane: "vedere queste montagne è vedere un po' il Creatore stesso' - racconta - sono molto contento, qui è così bello ed il Signore ci ha regalato anche il tempo sereno. Ringrazio Dio per poter vivere questi giorni in una santa pace."
Ratzigirl
Sunday, July 16, 2006 3:25 PM
Angelus 15 Luglio 2006

PRIMA DELL’ANGELUS

Cari fratelli e sorelle,

anche quest’anno ho la gioia di trascorrere un periodo di riposo qui, in Valle d’Aosta, nella casa che tante volte ha ospitato l’amato Giovanni Paolo II. Mi sono subito immerso in questo stupendo panorama alpino che aiuta a ritemprare il corpo e lo spirito, e oggi sono contento di vivere quest’incontro familiare. A ciascuno di voi, residenti e villeggianti, un cordiale saluto. Desidero prima di tutto salutare e ringraziare il Pastore della Chiesa che vive in questa Valle, il Vescovo di Aosta, Mons. Giuseppe Anfossi, come anche i sacerdoti, i religiosi, le religiose ed i laici della comunità diocesana. Assicuro per ognuno un ricordo nella preghiera, in particolare per i malati e i sofferenti. Il mio pensiero riconoscente va poi ai Salesiani, che hanno messo a disposizione del Papa questa loro casa. Un saluto deferente rivolgo alle Autorità dello Stato e della Regione, all’Amministrazione comunale di Introd, alle Forze dell’ordine e a tutti coloro che in diversi modi collaborano al sereno svolgimento del mio soggiorno. Il Signore vi ricompensi!

Per una felice coincidenza, l’odierna domenica cade il 16 luglio, giorno in cui la liturgia ricorda la Beata Vergine Maria del Monte Carmelo. Il Carmelo, alto promontorio che si erge lungo la costa orientale del Mar Mediterraneo, proprio all’altezza della Galilea, ha sulle sue pendici numerose grotte naturali, predilette dagli eremiti. Il più celebre di questi uomini di Dio fu il grande profeta Elia, che nel IX secolo avanti Cristo difese strenuamente dalla contaminazione dei culti idolatrici la purezza della fede nel Dio unico e vero. Proprio ispirandosi alla figura di Elia, è sorto l’Ordine contemplativo dei "Carmelitani", famiglia religiosa che annovera tra i suoi membri grandi santi come Teresa d’Avila, Giovanni della Croce, Teresa di Gesù Bambino e Teresa Benedetta della Croce (al secolo, Edith Stein). I Carmelitani hanno diffuso nel popolo cristiano la devozione alla Beata Vergine del Monte Carmelo, additandola come modello di preghiera, di contemplazione e di dedizione a Dio.

Maria, infatti, per prima e in modo insuperabile, ha creduto e sperimentato che Gesù, Verbo incarnato, è il culmine, la vetta dell’incontro dell’uomo con Dio. Accogliendone pienamente la Parola, è "giunta felicemente alla santa montagna" (cfr Oraz. colletta della Memoria), e vive per sempre, in anima e corpo, con il Signore. Alla Regina del Monte Carmelo desidero quest’oggi affidare tutte le comunità di vita contemplativa sparse nel mondo, in modo speciale quelle dell’Ordine Carmelitano, tra le quali ricordo il monastero di Quart, non molto lontano da qui. Maria aiuti ogni cristiano a incontrare Dio nel silenzio della preghiera.



DOPO L’ANGELUS

In questi ultimi giorni le notizie dalla Terra Santa sono per tutti motivo di nuove gravi preoccupazioni, in particolare per l'estendersi di azioni belliche anche in Libano, e per le numerose vittime tra la popolazione civile. All’origine di tali spietate contrapposizioni vi sono purtroppo oggettive situazioni di violazione del diritto e della giustizia. Ma né gli atti terroristici né le rappresaglie, soprattutto quando vi sono tragiche conseguenze per la popolazione civile, possono giustificarsi. Su simili strade - come l’amara esperienza dimostra – non si arriva a risultati positivi.

Questo giorno è dedicato alla Madonna del Carmelo, Monte della Terra Santa che, a pochi chilometri dal Libano, domina la città israeliana di Haifa, anch’essa ultimamente colpita. Preghiamo Maria, Regina della Pace, perché impetri da Dio il fondamentale dono della concordia, riportando i responsabili politici sulla via della ragione ed aprendo nuove possibilità di dialogo e di intesa. In questa prospettiva invito le Chiese locali ad elevare speciali preghiere per la pace in Terra Santa ed in tutto il Medio Oriente.


ratzi.lella
Tuesday, July 18, 2006 6:30 PM
indiscrezione...
Papa: Sta Scrivendo Enciclica Su Lavoro, ''Labor Domini''

Citta' del Vaticano, 18 lug . - (Adnkronos) - Fra le montagne di Les Combes, in Valle d'Aosta, Benedetto XVI sta preparando una enciclica sociale dedicata al lavoro, il titolo sara' ''Labor Domini'', il Lavoro dell'uomo. E' quanto afferma oggi l'agenzia di stampa ecclesiastica latinoamericana ''Aciprensa''.

solo un appunto: labor domini significa lavoro del Signore. forse intendono labor hominis?
teniamo le dita incrociate
Ratzigirl
Tuesday, July 18, 2006 7:06 PM
enciclica
...mmm spero soltanto che questa nuova enciclica venga gestita meglio dall'entourage addetto alla sua distribuzione rispetto alla precedente...altrimenti...
Ratzigirl
Wednesday, July 19, 2006 1:13 AM
Smentita ufficiale e dichiarazioni sul G8
NESSUNA NUOVA ENICICLICA IN PREPARAZIONE A LES COMBES


E' stata smentita ufficialmente la notizia circolata nel pomeriggio di oggi che Benedetto XVI stia lavorando, a Les Combes, ad una nuova enciclica dal presunto titolo "Labor Domini", il lavoro dell'uomo.

Joseph Ratzinger, oggi, durante la sua visita di oggi alle suore del monastero benedettino di Saint-Oyen, ha spiegato loro il perchè della scelta del suo nome, che lo associa alle religiose che risiedono nel piccolo comune della Valle del Gran San Bernardo ricordando due "omonimi" importanti: "Benedetto XV aveva scongiurato inutilmente i potenti dell'epoca di evitare l'inutile strage della prima Guerra Mondiale - ha detto alle suore - mentre San Benedetto da Norcia, che la Chiesa ha dichiarato protettore dell'Europa, aveva riconosciuto il grande contributo del monachesimo d'Occidente alle radici cristiane del Vecchio Continente".
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'Io mi ritrovo pienamente nel comunicato del G8: mi sembra che questo indichi la strada'. 'Non avrei altre cose da aggiungere - ha proseguito il pontefice - se non l'importanza della preghiera perche' Dio ci aiuti'.Con queste parole Benedetto XVI, al rientro dell'escursione al Gran San Bernardo, ha risposto ai giornalisti che gli hanno chiesto un pensiero sul conflitto in Medio Oriente.


[Modificato da Ratzigirl 19/07/2006 1.16]

TERESA BENEDETTA
Wednesday, July 19, 2006 2:59 AM
MIRIAM!...Ti prego, facci sapere i fonti di tutte queste notizie! Mi scusa, ma non mi tolgo l'abituazione giornalistica che prima di tutto, si deve sapere da dove vengono le notizie.

E dentro la notizia stessa: chi esattamente ha smentito 'ufficialmente' lo dell'enciclica in preparazione?

Grazie!!!!

[Modificato da TERESA BENEDETTA 19/07/2006 3.00]

Ratzigirl
Thursday, July 20, 2006 12:34 AM
Re:

Scritto da: TERESA BENEDETTA 19/07/2006 2.59
MIRIAM!...Ti prego, facci sapere i fonti di tutte queste notizie! Mi scusa, ma non mi tolgo l'abituazione giornalistica che prima di tutto, si deve sapere da dove vengono le notizie.

E dentro la notizia stessa: chi esattamente ha smentito 'ufficialmente' lo dell'enciclica in preparazione?

Grazie!!!!

[Modificato da TERESA BENEDETTA 19/07/2006 3.00]



La prima era una notizia ANSA, poi smentita da un comunicato della Santa Sede.
Ratzigirl
Thursday, July 20, 2006 12:35 AM
INDONESIA: PAPA SOLIDALE CON POPOLAZIONE VITTIMA DELLO TSUNAMI

Benedetto XVI ha espresso oggi il suo dolore per le vittime dello tsunami in Indonesia e la sua vicinanza solidale con tutta la popolazione colpita. In un messaggio a firma del cardinale segretario di Stato Angelo Sodano, il pontefice si dice ''profondamente addolorato'' per l'accaduto e specialmente per le sue conseguenze. Insieme alla preghiera per le vittime e i familiari Benedetto XVI prega ''per i soccorritori e per tutte le persone impegnate nell'assistenza alle famiglie sfollate, incoraggiandoli a perseverare nei loro sforzi di arrecare conforto e sostegno'' alle popolazioni colpite.(ASCA)
Sybella
Thursday, July 20, 2006 12:54 PM
Domenica 23 luglio
Con particolare riferimento all'aggravarsi della crisi medio-orientale, il Papa ha indetto per la prossima domenica, il 23 luglio, una giornata di preghiera e penitenza speciale, per invitare tutti i credenti a pregare, in particolar modo, per la PACE.

[Modificato da Sybella 20/07/2006 12.54]

Ratzigirl
Thursday, July 20, 2006 2:05 PM
La "giornata della Pace"

Grazie Syb per aver anticipato la notizia!!!
Ecco l'intero articolo dell'agenzia ASCA:

DOMENICA DI PREGHIERA E PENITENZA PER UNA GIUSTA PACE
Il Papa ha indetto per domenica prossima 23 luglio una giornata di preghiera e penitenza per una giusta e rapida pace in Medio Oriente dove la situazione di guerra si e' ancor piu' aggravata con gravi sofferenze per le popolazioni civili palestinesi, libanesi e israeliane. La decisione del Pontefice e' stata affidata a una dichiarazione della Sala Stampa Vaticana che riassume in forma sintetica ma organica l'intera posizione del Papa e della S.Sede sul conflitto in corso da alcuni giorni. ''Il Santo Padre - si legge nella comunicazione della Sala Stampa - segue con grande preoccupazione le sorti di tutte le popolazioni interessate ed indice per domenica prossima, 23 luglio, una speciale giornata di preghiera e di penitenza, invitando i Pastori ed i fedeli di tutte le Chiese particolari come tutti i credenti del mondo ad implorare da Dio il dono prezioso della pace. In particolare, - aggiunge la comunicazione vaticana - il Sommo Pontefice auspica che la preghiera si elevi al Signore, perche' cessi immediatamente il fuoco tra le Parti, si instaurino subito corridoi umanitari per poter portare aiuto alle popolazioni sofferenti e si inizino poi negoziati ragionevoli e responsabili, per porre fine ad oggettive situazioni di ingiustizia esistenti in quella regione, come gia' indicato da Papa Benedetto XVI nell'Angelus di domenica scorsa, 16 corrente mese. In realta', i Libanesi hanno diritto di vedere rispettata l'integrita' e la sovranita' del loro Paese, gli Israeliani hanno diritto a vivere in pace nel loro Stato ed i Palestinesi hanno diritto ad avere una loro Patria libera e sovrana. In questo doloroso momento, - conclude la nota - Sua Santita' rivolge pure un appello alle organizzazioni caritative, perche' aiutino tutte le popolazioni colpite da questo spietato conflitto''.
Ratzigirl
Thursday, July 20, 2006 2:08 PM
Appello del Papa ambientalista

APPELLO DEL PAPA PER LA SALVAGUARDIA RIO DELLE AMAZZONI

Un forte appello di Benedetto XVI ai governi per salvare l'equilibrio ecologico del Rio delle Amazzoni e' contenuto in un messagio inviato dal vescovo di Roma al Patriarca ecumenico Bartolomeo I in occasione del VI simposio ''Il Rio delle Amazzoni sorgente di vita'' che si conclude oggi in Brasile. Si tratta di un simposio nell'ambito del piu' vasto progetto ''Religion, science and the environment'' promosso dal Patriarcato ecumenico e al quale gia' Giovanni Paolo II aveva aderito firmando una dichiarazione comune. Questo VI simposio e' stato organizzato dal Patriarca ecumenico e dal Comitato permanente di ''Religion, Science and the Environment'' in stretto contatto e in collaborazione con l'Episcopato della Chiesa cattolica in Brasile. Benedetto XVI si era riferito al simposio dedicato al Rio delle Amazzoni nell'udienza pubblica dello scorso 5 luglio con l'auspicio che ''l'importante iniziativa promossa dal Patriarca Bartolomeo'' potesse suscitare ''un rispetto sempre piu' grande per la natura affidata a Dio alle mani operose e responsabili dell'uomo''. Il Papa ha inoltre inviato al Patriarca un messaggio, affidandolo al Cardinale Roger Etchegaray, suo Rappresentante al convegno aperto il 13 luglio e concluso oggi. ''Mi auguro vivamente, Santita', - scrive Benedetto nel messaggio a Bartolomeo I - che il VI Simposio dedicato al Rio delle Amazzoni attiri ancora una volta l'attenzione dei popoli e dei governi sui problemi, le necessita' e le urgenze di una regione cosi' provata e cosi' minacciata nel suo equilibrio ecologico: i suoi fiumi e le sue foreste, nella loro bellezza e nella loro imponenza, ci parlano di Dio e della sua opera grandiosa in favore dell'uomo. Questa regione immensa, dove le acque costituiscono una fonte impareggiabile di armonia e di ricchezza, si presenta come un libro aperto nelle cui pagine si rivela ilmistero della vita. Come non sentirsi sollecitati tanto come singoli quanto come comunita' ad una responsabile presa di coscienza che si traduca in coerenti decisioni a tutela di un ambiente ecologicamente tanto ricco? Con questo Simposio Vostra Santita' ha voluto esprimere - al di la' di ogni altra considerazione, e ve ne sarebbero molte - il sostegno cristiano alle popolazioni delle zone amazzoniche, un sostegno che scaturisce, in definitiva, dalla contemplazione del Verbo eterno di Dio, artefice, modello e fine di tutte le cose''. Il Papa rinnova la sua adesione ''ai valori di cui il Simposio e' portatore. Vedo nel nostro comune impegno un esempio di quella collaborazione che ortodossi e cattolici debbono ricercare con costanza per rispondere all'appello di una testimonianza comune. Cio' suppone che tutti i cristiani coltivino nel loro intimo quell'apertura d'animo che e' dettata dalla carita' ed ha la sua radice nella fede. In questo modo essi potranno insieme offrire al mondo una testimonianza credibile del loro senso di responsabilita' per la tutela della creazione. Al VI Simposio dedicato al Rio delle Amazzoni partecipano personalita' ed esperti appartenenti alle grandi Religioni monoteistiche. La loro presenza e' importante. Vi sono obiettivi pratici e di sopravvivenza dell'uomo, che possono e debbono accomunare tutte le persone di buona volonta".(ASCA)

Sybella
Friday, July 21, 2006 10:51 PM
Oggi...
...il Papa ha dichiarato che, con riferimento alla crisi israelo-libanese, considera già una cosa positiva che sia avvenuta l'apertura di un corridoio umanitario, auspicando peraltro che la tregua segua da vicino.


[Modificato da Sybella 21/07/2006 22.52]

Ratzigirl
Saturday, July 22, 2006 1:27 AM
Dichiarazioni del Papa alla stampa dopo la passeggiata pomeridiana
"PREGHIAMO INSIEME A EBREI E MUSULMANI PER LA PACE"
Si prospetta un nuovo bagno di folla all'Angelus a Les Combes

Nonostante Benedetto XVI stia cercando di riposarsi nella quiete di Les Combes, le terribili notizie che arrivano dal Medio Oriente lo tengono costantemente preoccupato per le sorti di tutte le popolazioni interessate e quindi, con l'obiettivo di ottenere un rapido ritorno della pace tra Israele e Libano, il Santo Padre ha indetto, per domenica 23 luglio, giornata in cui reciterà il secondo ed ultimo "Angelus" dalla Valle d'Aosta, una "speciale giornata di preghiera e di penitenza - spiega - invitando i Pastori ed i fedeli di tutte le Chiese particolari come tutti i credenti del mondo ad implorare da Dio il dono prezioso della pace".

In particolare Joseph Ratizinger "auspica che la preghiera si elevi al Signore, perché cessi immediatamente il fuoco tra le parti e si instaurino subito corridoi umanitari per poter portare aiuto alle popolazioni sofferenti e si inizino poi negoziati ragionevoli e responsabili, per porre fine ad oggettive situazioni di ingiustizia esistenti in quella regione. In realtà i Libanesi hanno diritto di vedere rispettata l'integrità e la sovranità del loro Paese - continua il Pontefice - gli Israeliani hanno diritto a vivere in pace nel loro Stato ed i Palestinesi hanno diritto ad avere una loro Patria libera e sovrana".

Benedetto XVI ha rivolto un appello anche alle organizzazioni caritative, perché aiutino tutte le popolazioni colpite da questo spietato conflitto e, dal soggiorno valdostano, nella serata di oggi, dopo una passeggiata in località Buillet, ha chiesto una tregua e che domenica anche gli ebrei e musulmani preghino per la pace: "trovo una grande risonanza in tutto il mondo - aggiunge Papa Ratzinger - è un gesto importante, un gesto davanti a Dio ma percepito anche dagli uomini. Spero anche dai politici, noi non entriamo in politica anche se facciamo tutto per la pace. Il nostro obiettivoè semplicemente la pace e appoggiamo tutto ciò che può aiutare e condurre alla pace".

Oltre che con i giornalisti Benedetto XVI si è intrattenuto, nonostante le prime goccie di pioggia che stavano incominciando a cadere, anche con i fedeli che lo hanno aspettato per una foto insieme o semplicemente per stringergli la mano ed avere una sua benedizione: "ho fatto una passeggiata bellissima - commenta ancora - e proprio vedendo queste bellezze che mi dà il Signore, vedendo questa pace, mi colpisce ancora di più la sofferenza di tanti altri".

Sulle indiscezioni relative alla scrittura a Les Combes di una possibile enciclica, o un trattato su tematiche sociali, o ancora di un compendio teologico su Gesù, Benedetto XVI ha spiegato, con una sottile vena di ironia, la riservatezza su quest'ultimo possibile lavoro: "sto cercando di scrivere un libro - ha detto - ma è meglio non parlarne. Nei tentativi bisogna essere cauti, perché può anche darsi che non si arrivi alla fine". Il Papa aveva iniziato a lavorare su questa attesa opera quando era ancora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede ed aveva ripreso la penna già nelle scorse vacanze a Les Combes.
Ratzigirl
Sunday, July 23, 2006 7:27 PM
Angelus 23 Luglio 2006
Oggi, a mezzogiorno, in questa domenica dedicata alla preghiera e alla penitenza, indetta dal Santo Padre per "implorare da Dio il dono prezioso della pace" in Medio Oriente, il Papa guida la recita dell’Angelus.

Nell’atto di introdurre la preghiera mariana, il Santo Padre pronuncia le parole che seguono:


PRIMA DELL’ANGELUS

Cari fratelli e sorelle,

come già reso noto giovedì scorso, di fronte all'aggravarsi della situazione in Medio Oriente ho indetto per questa domenica una speciale giornata di preghiera e di penitenza, invitando i Pastori, i fedeli e tutti i credenti ad implorare da Dio il dono della pace. Rinnovo con forza l'appello alle Parti in conflitto, perché cessino subito il fuoco e permettano l'invio di aiuti umanitari, e perché, con il sostegno della comunità internazionale, si cerchino vie per l'inizio di negoziati. Colgo l'occasione per riaffermare il diritto dei Libanesi all'integrità e sovranità del loro Paese, il diritto degli Israeliani a vivere in pace nel loro Stato e il diritto dei Palestinesi ad avere una Patria libera e sovrana. Sono, poi, particolarmente vicino alle inermi popolazioni civili, ingiustamente colpite in un conflitto di cui sono solo vittime: sia a quelle della Galilea costrette a vivere nei rifugi, sia alla grande moltitudine di Libanesi che, ancora una volta, vedono distrutto il loro Paese e hanno dovuto abbandonare tutto e cercare scampo altrove. Elevo a Dio un'accorata preghiera, affinché l'aspirazione alla pace della stragrande maggioranza delle popolazioni possa essere quanto prima realizzata, grazie all'impegno concorde dei responsabili. Rinnovo pure il mio appello a tutte le organizzazioni caritative, perché facciano giungere a quelle popolazioni l'espressione concreta della comune solidarietà.

Abbiamo celebrato ieri la memoria liturgica di santa Maria Maddalena, discepola del Signore, che nei Vangeli occupa un posto di primo piano. San Luca la annovera tra le donne che avevano seguito Gesù dopo essere state "guarite da spiriti cattivi e da infermità", precisando che da lei "erano usciti sette demoni" (Lc 8,2). Maddalena sarà presente sotto la Croce, insieme con la Madre di Gesù e altre donne. Sarà lei a scoprire, al mattino del primo giorno dopo il sabato, il sepolcro vuoto, accanto al quale resterà in pianto finché non le comparirà Gesù risorto (cfr Gv 20,11). La storia di Maria di Màgdala richiama a tutti una verità fondamentale: discepolo di Cristo è chi, nell’esperienza dell’umana debolezza, ha avuto l’umiltà di chiedergli aiuto, è stato da Lui guarito e si è messo a seguirLo da vicino, diventando testimone della potenza del suo amore misericordioso, più forte del peccato e della morte.

Alla potenza dell’amore divino affido l’intera umanità, mentre invito tutti a pregare perché le amate popolazioni del Medio Oriente siano capaci di abbandonare la via dello scontro armato e di costruire, con l’audacia del dialogo, una pace giusta e duratura. Maria, Regina della pace, preghi per noi!

Sybella
Sunday, July 23, 2006 8:15 PM
Preghiera per la Pace
Oggi pomeriggio, verso le 17.30, Papa Benedetto si è recato in visita nella parrocchia di Rhêmes-Saint-Georges, vicino alla sua villetta di Les Combes, dove si erano riuniti ad attenderlo circa un centinaio di fedeli per pregare per la pace insieme con lui.
ratzi.lella
Monday, July 24, 2006 3:52 PM
bertone a les combes
PAPA: A LES COMBES CARD. BERTONE, PROSSIMO SEGRETARIO STATO

ANSA) - LES COMBES (AOSTA), 24 lug - Papa Benedetto XVI ha ricevuto oggi, nella villetta di Les Combes dove dall'11 luglio trascorre la sua vacanza valdostana, la visita dell'arcivescovo di Genova, cardinale Tarcisio Bertone, da lui designato nuovo segretario di stato della Santa Sede e in procinto di assumere l'incarico dal prossimo 15 settembre al posto del cardinale Angelo Sodano.

La visita è strettamente privata e si svolge in un clima di estrema riservatezza . Il card. Bertone, già strettissimo collaboratore dell'allora cardinale Joseph Ratzinger come segretario della Congregazione per la dottrina della fede, è arrivato a Les Combes intorno alle 11 e dovrebbe trattenersi per l'intera giornata.

Tra i temi che sicuramente non mancheranno nei colloqui tra il Papa e il nuovo Segretario di stato, le questioni legate alla difficile situazione internazionale e le future nomine di curia, non ultima, quella del prossimo "ministro degli Esteri" della Santa Sede in sostituzione dell'arcivescovo Giovanni Lajolo. (ANSA).
emma3
Monday, July 24, 2006 10:14 PM
“Signore, dov’è nella storia la tua pace?”

La meditazione del papa nella chiesetta di Rhemes Saint Georges, 23 luglio 2006. Trascrizione da nastro (dal blog di sandro magister)

di Benedetto XVI


Dalla lettera di san Paolo Apostolo agli Efesini (2, 13-18).

Fratelli, ora in Cristo Gesù voi che un tempo eravate i lontani siete diventati i vicini grazie al sangue di Cristo. Egli infatti è la nostra pace, colui che ha fatto dei due un popolo solo, abbattendo il muro di separazione che era frammezzo, cioè l'inimicizia, annullando, per mezzo della sua carne, la legge fatta di prescrizioni e di decreti, per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo, facendo la pace, e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo, per mezzo della croce, distruggendo in se stesso l'inimicizia. Egli è venuto perciò ad annunziare pace a voi che eravate lontani e pace a coloro che erano vicini. Per mezzo di lui possiamo presentarci, gli uni e gli altri, al Padre in un solo Spirito.


* * *

Solo una breve parola di meditazione su questa lettura. Ci colpisce, sul sottofondo della situazione drammatica nel vicino Oriente, la bellezza di questa visione: Cristo è la nostra pace, ha riconciliato gli uni e gli altri, ebrei e pagani. Unendoci nel suo corpo ha superato le inimicizie. Nel suo corpo sulla croce, con la sua morte, ha superato l’inimicizia e ci ha uniti tutti nella sua pace.
Ci colpisce ancora di più la bellezza di questa visione nel contrasto con la realtà che viviamo e vediamo. Non possiamo fare altro in un primo momento che chiedere al Signore: Signore, che cosa ci dice il tuo apostolo?
Ci dice: sono riconciliati. Ma vediamo che in realtà non sono riconciliati. C’è ancora guerra tra cristiani, musulmani, ebrei. E vi sono altri che fomentano la guerra e tutto è ancora pieno di inimicizie e di violenza. Signore, dove è rimasto l’effetto del tuo sacrificio? Dov’è nella storia questa pace di cui ci parla il tuo apostolo?
Non possiamo noi uomini risolvere il mistero della storia, il mistero della libertà umana di dire no alla pace di Dio. Non possiamo risolvere tutto il mistero della relazione tra Dio e l’uomo, del suo agire e del nostro rispondere. Dobbiamo accettare il mistero, ma tuttavia ci sono elementi di risposte che il Signore ci dà.
Il primo elemento è che questa riconciliazione operata dal Signore, questo suo sacrificio, non è rimasta senza effetto. C’è la grande realtà della comunione della Chiesa universale, di tutti i popoli, la rete della comunione eucaristica che trascende le frontiere di culture e di civilizzazioni dei popoli e dei tempi. C’è questa comunione, ci sono queste isole di pace, del corpo di Cristo, ci sono e sono forze della pace nel mondo. Le vediamo nella storia. Possiamo vedere grandi santi della carità che hanno creato oasi della pace di Dio nel mondo, che sempre di nuovo hanno acceso la sua luce ed erano sempre di nuovo anche capaci di riconciliare e di creare la pace. Ci sono i martiri che hanno sofferto con Cristo, hanno dato questa testimonianza della pace, dell’amore che mette un limite alla violenza. E vedendo che questa realtà c’è, anche se è rimasta l’altra realtà, possiamo andare più in profondità in questa lettera di san Paolo agli Efesini.
Il Signore ha vinto sulla croce, cioè non ha vinto con un nuovo impero, con una forza più potente per distruggere gli altri. Ha vinto con un amore che va fino alla morte. Questo è il nuovo modo di vincere di Dio. Alla violenza non oppose una violenza più forte, alla violenza oppose proprio il contrario: l’amore fino alla fine, la sua croce. Questo è il modo umile di vincere di Dio.
Con il suo amore, e solo così, è possibile mettere un limite alla violenza. Questo modo di vincere ci appare molto lento, ma è il vero modo di vincere il male, di vincere la violenza e dobbiamo affidarci a questo modo divino di vincere.
Affidarci vuol dire entrare attivamente in questo amore divino, partecipare per essere come il Signore dice: “Beati i pacificatori, gli operatori di pace, perché sono loro i figli di Dio”. Dobbiamo portare per quanto possiamo il nostro amore a tutti i sofferenti, sapendo che il giudice del giudizio ultimo si identifica con i sofferenti. Quindi quanto facciamo ai sofferenti lo facciamo al giudice ultimo della nostra vita.
Questo è importante anche in questo momento: possiamo portare questa sua vittoria al mondo partecipando attivamente nella sua carità.
Oggi nel mondo molti uomini di cultura, molti religiosi, molti sono tentati di dire: è meglio per la pace nel mondo tra le religioni e le culture non parlare troppo delle specificità del cristianesimo, cioè di Gesù, della Chiesa, dei sacramenti, è meglio fermarsi alle cose che possono essere più o meno comuni. Ma non è vero. Proprio in questo momento, che è anche di un grande abuso del nome di Dio, abbiamo bisogno del Dio che vince sulla croce, che vince non con la violenza ma con il suo amore. Proprio in questo momento abbiamo bisogno del volto di Cristo per conoscere il vero volto di Dio e per portare così riconciliazione e luce a questo mondo.
Perciò insieme con il messaggio dell’amore, con tutto quanto possiamo fare per i sofferenti in questo mondo, deve esserci anche la testimonianza per questo Dio, per la vittoria di Dio proprio nella nonviolenza della sua croce.

ratzi.lella
Tuesday, July 25, 2006 2:19 PM
ultimi giorni di relax per ratzi
PAPA/ A LES COMBES INIZIANO I PREPARATIVI PER LA PARTENZA
Ultime passeggiate in Valle d'Aosta per Benedetto XVI

Les Combes (AO), 25 lug. (Apcom) - C'è già aria di partenza nella casa di Les Combes di Introd dove il Papa sta terminando il suo periodo di vacanza valdostana. Le ultime uscite saranno scandite dai tempi necessari per i saluti.

La partenza di Benedetto XVI è fissata per venerdì 28 luglio: alle ore 17.30 un volo speciale della compagnia aerea valdostana Air Vallée partirà dall'aeroporto Corrado Gex di Saint-Christophe, alle porte di Aosta.

La Diocesi e le autorità regionali rinnovano l'augurio di poter ancora ospitare il Santo Padre. In particolare, la Diocesi di Aosta ringrazia il Papa "per le parole di pace che ha rivolto al mondo e per le strade che ha indicato ai responsabili politici per costruire la pace in Terra Santa e nel Medio Oriente".
ratzi.lella
Tuesday, July 25, 2006 2:20 PM
grazie emma
per avere riportato la trascrizione dell'intervento di ratzi di domenica.
nota negativa: pare che, nonostante lombardo, si batta ancora la fiacca in vaticano
Ratzigirl
Tuesday, July 25, 2006 7:18 PM
PELLEGRINAGGIO PRIVATO AL SANTUARIO MARIANO DELLA GUERISON

I sacerdoti di Courmayeur attendono il Santo Padre dopo la Messa

Con la cortesia e il rispetto che lo contraddistinguono, Benedetto XVI aveva brevemente preannunciato al parroco di Courmayeur don Giuseppe Gerbaz che avrebbe compiuto una visita di preghiera al santuario di Notre-Dame de la Guérison, chiesetta di montagna arroccata ai piedi del ghiacciaio della Brenva, sulla strada che conduce in Val Veny. Don Gerbaz e don Dario Fanelli si sono dunque preparati ad accogliere l'illustre ospite al termine della consueta celebrazione delle ore 17. Il Papa, come da programma, compie il suo pellegrinaggio privato in uno dei più celebri santuari valdostani intitolati alla Madre di Dio.

Con questo breve viaggio, il Pontefice si sta anche lasciando alle spalle il forte temporale che sta bagnando la Val di Rhêmes e sta scendendo verso Aosta.
ratzi.lella
Tuesday, July 25, 2006 8:39 PM
alla faccia dei mellonari...
M.O./ROMA: SANTA SEDE INVITATA AL SUMMIT COME OSSERVATORE

(ASCA) - Citta' del Vaticano, 26 lug - La Santa Sede e' stata ufficialmente invitata a partecipare in veste di Osservatore alla Conferenza Internazionale per il Libano convocata a Roma per domani, mercoledi' 26 luglio. E' quanto si legge in una dichiarazione della Sala Stampa. La Delegazione della Santa Sede sara' guidata dall'Arcivescovo Giovanni Lajolo, Segretario per i Rapporti con gli Stati. Lo accompagneranno come Membri della Delegazione i Consiglieri Mons. Franco Coppola e Mons. Alberto Ortega Martin.

mi fa un enorme piacere non solo per il grande contributo che la santa sede puo' dare al summit, ma anche per le linguacce che vorrebbero il papa isolato e sprovveduto
Sybella
Tuesday, July 25, 2006 8:53 PM
Re: alla faccia dei mellonari...

Scritto da: ratzi.lella 25/07/2006 20.39

mi fa un enorme piacere non solo per il grande contributo che la santa sede puo' dare al summit, ma anche per le linguacce che vorrebbero il papa isolato e sprovveduto



...sprovveduto Benedetto? ( ) Cari signori, credo che tutte le sue esternazioni a braccio di questi giorni dimostrino, se mai ce n'era bisogno, che nessuno lo mette sotto i piedi...men che meno certa stampa...

PS: Come ha notato lui stesso oggi pomeriggio, per chi ci crede davvero forse le preghiere non sono inutili...

[Modificato da Sybella 25/07/2006 22.21]

Ratzigirl
Wednesday, July 26, 2006 12:04 AM
L'invocazione a "Maria, Regina della Valle d'Aosta" per la pace


C'erano soprattutto turisti nella piccola chiesa di Nôtre-Dame de la Guérison, a Courmayeur, all'inizio della Val Veny, durante il pellegrinaggio di oggi di Benedetto XVI: il segretario del Papa, George Genswein, aveva infatti chiesto a don Giuseppe Gerbaz, parroco della cittadina ai piedi del Monte Bianco, di mantenere riservato l'arrivo del Santo Padre.

A differenza di quanto è successo domenica scorsa a Rhêmes-Saint-Georges, questa volta, nel piccolo santuario mariano, non sono stati recitati i vespri ma le litanie lauretane con l'invocazione a "Maria, Regina della Valle d'Aosta" e chiedendo ai fedeli di "pregare per la pace".

Il Papa si è fermato a Courmayeur soltanto il tempo della preghiera, poco più di una mezz'ora: le cattive condizioni meteorologiche gli hanno impedito la visita in una delle zone più belle della Valle d'Aosta, tant'è che Joseph Ratzinger, donando una casula al parroco di Courmayeur, gli ha espresso il suo "dispiacere" nel non poter effettuare l'escursione. Alle 19.20 il Papa era già rientrato nella casa di Les Combes: restano soltanto due giorni di vacanze e poi, venerdì 28, alle 17.30, partirà alla volta di Castel Gandolfo.
ratzi.lella
Friday, July 28, 2006 5:11 PM
ratzi al volto santo
Primo settembre, il Papa a Manoppello

Ufficializzata la visita al Volto Santo. E Benedetto XVI incontrerà i fedeli

CHIETI - Adesso è ufficiale: Papa Benedetto XVI visiterà il 1. settembre, alle 10 del mattino, il Santuario del Volto Santo di Manoppello. «Una ”visita privata” -si legge nel comunicato diffuso dal Santuario- , ma Sua Santità ha dato la sua disponibilità ad incontrare il clero e i fedeli della Diocesi di Chieti-Vasto che converranno in gran numero a Manoppello». La diocesi, come noto, è guidata da monsignor Bruno Forte, teologo di fama, molto stimato dal Joseph Ratzinger.


(da "il messaggero" del 28 luglio 2006)
emma3
Tuesday, August 01, 2006 1:44 AM
Angelus del 30 luglio 2006

Cari fratelli e sorelle!

Due giorni fa, terminato il soggiorno in Valle d’Aosta, sono venuto direttamente qui a Castel Gandolfo, dove conto di rimanere sino alla fine dell’estate, con una breve interruzione in settembre per il viaggio apostolico in Baviera. Desidero prima di tutto rivolgere il mio affettuoso saluto alla comunità ecclesiale e civile di questa bella cittadina, dove vengo sempre molto volentieri. Ringrazio cordialmente il Vescovo di Albano, il Parroco e i Sacerdoti, come pure il Sindaco e l’Amministrazione Comunale e le altre Autorità civili. Uno speciale pensiero rivolgo alla Direzione ed al Personale delle Ville Pontificie, come pure alle Forze dell’ordine, che ringrazio per il loro prezioso servizio. Saluto inoltre i numerosi pellegrini che, con la loro calorosa presenza, contribuiscono a far risaltare, anche nell’ambiente più familiare della residenza estiva, l’orizzonte ecclesiale universale di questo nostro appuntamento per la preghiera mariana.

In questo momento non posso non pensare alla situazione, sempre più grave e tragica, che sta vivendo il Medio Oriente: centinaia di morti, moltissimi feriti, una massa ingente di senzatetto e di sfollati, case, città ed infrastrutture distrutte, mentre nei cuori di molti sembrano crescere l’odio e la volontà di vendetta. Questi fatti dimostrano chiaramente che non si può ristabilire la giustizia, creare un ordine nuovo ed edificare una pace autentica quando si ricorre allo strumento della violenza. Più che mai vediamo come sia profetica e, insieme, realista la voce della Chiesa, quando, di fronte alle guerre e ai conflitti di ogni genere, indica il cammino della verità, della giustizia, dell'amore e della libertà (cfr Enc. Pacem in terris). Questo cammino l’umanità deve anche oggi percorrere per conseguire il desiderato bene della vera pace.

Nel nome di Dio mi rivolgo a tutti i responsabili di questa spirale di violenza, perché immediatamente si depongano le armi da ogni parte! Ai Governanti e alle Istituzioni internazionali chiedo di non risparmiare nessuno sforzo per ottenere questa necessaria cessazione delle ostilità e per poter iniziare così a costruire, mediante il dialogo, una durevole e stabile convivenza di tutti i popoli del Medio Oriente. Agli uomini di buona volontà chiedo di continuare ed intensificare l’invio degli aiuti umanitari a quelle popolazioni tanto provate e bisognose. Ma soprattutto continui ad elevarsi da ogni cuore la fiduciosa preghiera a Dio buono e misericordioso, affinché conceda la sua pace a quella regione e al mondo intero. Affidiamo quest’accorata supplica all’intercessione di Maria, Madre del Principe della Pace e Regina della Pace, tanto venerata nei Paesi mediorientali, dove speriamo di veder presto regnare quella riconciliazione per la quale il Signore Gesù ha offerto il suo Sangue prezioso.

euge65
Tuesday, August 01, 2006 10:00 PM
Prima udienza dopo la val d'Aosta
Domani l'udienza generale di Benedetto XVI in Piazza San Pietro, la prima dopo il periodo di riposo in Valle d'Aosta








(1 agosto 2006 - RV) Dopo il periodo di riposo in Valle d’Aosta, Benedetto XVI riprende il tradizionale appuntamento con i fedeli dell’udienza generale del mercoledì. Domani mattina, il Papa lascerà la residenza estiva di Castel Gandolfo per recarsi in Piazza San Pietro dove – alle ore 10 – terrà la catechesi. Ricordiamo che il 15 marzo scorso, il Pontefice ha intrapreso un nuovo ciclo di riflessioni dedicate al mistero del rapporto tra Cristo e la Chiesa. Ripercorriamo alcune delle riflessioni sul tema offerte dal Papa ai fedeli nel servizio di Alessandro Gisotti:

Sybella
Wednesday, August 02, 2006 12:33 PM
Udienza generale di oggi, 2 agosto
Oggi alle 10 il Papa ha ripreso la consuetudine delle udienze del mercoledì in Piazza San Pietro, interrotta dal soggiorno valdostano. Ha ricevuto in particolare più di 40.000 ministranti (chierichetti), in buona parte di lingua tedesca, che ieri sera hanno preso parte, durante il loro pellegrinaggio romano, ad una messa officiata dal cardinal Schoenborn. Parlando a loro Benedetto ha ricordato l'importanza dell'amicizia di Cristo ed ha nuovamente chiesto, con 'il cuore gonfio di afflizione', la pace per il Medio Oriente, definendo 'agghiaccianti' le immagini, in particolare, della strage di Cana.


...c'è stato spazio anche per un simpatico 'fuori-programma': Benedetto ha accettato con un sorriso il fazzoletto indossato dai ministranti e se l'è subito messo al collo, annodandolo con grandissima spontaneità...

[Modificato da Sybella 02/08/2006 12.43]

emma3
Wednesday, August 02, 2006 2:56 PM
Discorso del Santo Padre all' udienza generale di oggi (mercoledi 2 agosto 2006)

Cari fratelli e sorelle!

Grazie per la vostra accoglienza! Vi saluto tutti con grande affetto. Dopo la pausa dovuta al soggiorno in Valle d’Aosta, oggi riprendo le Udienze generali. E riprendo con un’Udienza davvero speciale, perché ho la gioia di accogliere il grande Pellegrinaggio Europeo dei Ministranti. Cari ragazzi e giovani, benvenuti! Poiché la maggior parte dei ministranti oggi convenuti in questa Piazza sono di lingua tedesca, mi rivolgerò prima di tutto a loro nella mia lingua materna.

(segue il discorso in lingua tedesca nella traduzione italiana)

Cari ministranti,

Sono felice che la mia prima Udienza dopo la vacanza nelle Alpi sia con voi ministranti e saluto con affetto ciascuno di voi. Ringrazio il vescovo ausiliare di Basel Mons. Martin Gächter per le parole con cui, in qualità di Presidente del Coetus Internationalis Ministrantium, ha introdotto l'Udienza, e ringrazio per il foulard, grazie al quale sono tornato ad essere ministrante. Più di 70 anni fa, nel 1935, ho incominciato come ministrante, quindi un lungo tragitto su questo cammino. Saluto cordialmente il Cardinale Christoph Schönborn, che ieri ha celebrato per voi la Santa Messa, e i numerosi Vescovi e Sacerdoti provenienti dalla Germania, dall'Austria, dalla Svizzera e dall'Ungheria. A voi, cari ministranti, desidero offrire, brevemente, visto che fa caldo, un messaggio che possa accompagnarvi nella vostra vita e nel vostro servizio nella Chiesa. Desidero per questo riprendere l'argomento che sto trattando nelle catechesi di questi mesi. Forse alcuni di voi sanno che nelle Udienze generali del mercoledì sto presentando le figure degli Apostoli: per primo Simone, al quale il Signore ha dato il nome di Pietro, suo fratello Andrea, poi altri due fratelli, san Giacomo detto «il maggiore», primo martire tra gli Apostoli, e Giovanni il teologo, l’evangelista, e poi Giacomo detto «il minore». Conto di continuare a presentare i singoli Apostoli nelle prossime Udienze, nei quali, per così dire, la Chiesa diventa personale. Oggi però ci soffermiamo su un tema comune: che genere di persone erano gli Apostoli. In breve potremmo dire che erano "amici" di Gesù. Lui stesso li ha chiamati così nell'ultima Cena, dicendo loro: «Non vi chiamo più servi, ma amici» (Gv 15, 15). Sono stati, e sono potuti essere, apostoli e testimoni di Cristo perché erano suoi amici, perché lo conoscevano a partire dall’amicizia, perché gli erano vicini. Erano uniti da un legame di amore vivificato dallo Spirito Santo. Possiamo intendere in questa prospettiva il tema del vostro pellegrinaggio: «Spiritus vivificat». È lo Spirito, lo Spirito Santo che vivifica. È lui che vivifica il vostro rapporto con Gesù, di modo che non sia solo esteriore: "sappiamo che è esistito e che è presente nel Sacramento", ma lo fa diventare un rapporto intimo, profondo, di amicizia davvero personale, capace di dare senso alla vita di ognuno di voi. E poiché lo conoscete e poiché lo conoscete nell’amicizia, potrete dargli testimonianza e portarlo alle altre persone. Oggi, vedendovi qui davanti a me in Piazza San Pietro, penso agli Apostoli e sento la voce di Gesù che vi dice: «Non vi chiamo servi, ma amici: rimanete nel mio amore, e porterete molto frutto» (Gv 15, 9.16). Vi invito: ascoltate questa voce! Cristo non l’ha detto solo 2000 anni fa; egli è vivo e lo dice a voi adesso. Ascoltate questa voce con grande disponibilità; ha qualcosa da dire ad ognuno Forse a qualcuno di voi dice: "voglio che mi serva in modo speciale come sacerdote diventando così mo testimone, essendo mio amico e introducendo altri in questa amicizia". Ascoltate comunque con fiducia la voce di Gesù. La vocazione di ciascuno è diversa, ma Cristo desidera fare amicizia con tutti, così come ha fatto con Simone, che chiamò Pietro, con Andrea, Giacomo, Giovanni e con gli altri Apostoli. Vi ha donato la sua parola e continua a donarvela, perché conosciate la verità, perché sappiate come stanno veramente le cose per l’uomo, e che quindi sappiate come si deve vivere in modo giusto, come si deve affrontare la vita affinché diventi vera. Potrete così essere, ognuno a modo suo, suoi discepoli e apostoli.

Cari ministranti, voi in realtà siete già apostoli di Gesù! Quando partecipate alla Liturgia svolgendo il vostro servizio all'altare, voi offrite a tutti una testimonianza. Il vostro atteggiamento raccolto, la vostra devozione che parte dal cuore e si esprime nei gesti, nel canto, nelle risposte: se lo fate nella maniera giusta e non distrattamente, in modo qualunque, allora la vostra è una testimonianza che tocca gli uomini. Il vincolo di amicizia con Gesù ha la sua fonte e il suo culmine nell'Eucaristia. Voi siete molto vicini a Gesù Eucaristia, e questo è il più grande segno della sua amicizia per ciascuno di noi. Non dimenticatelo; e per questo vi chiedo: non abituatevi a questo dono, affinché non diventi una sorta di abitudine, sapendo come funziona e facendolo automaticamente, ma scoprite ogni giorno di nuovo che avviene qualcosa di grande, che il Dio vivente è in mezzo a noi, e che potete essergli vicini e aiutare affinché il suo mistero venga celebrato e raggiunga le persone. Se non cederete all’abitudine e svolgerete il vostro servizio a partire dal vostro intimo, allora sarete veramente suoi apostoli e porterete frutti di bontà e di servizio in ogni ambito della vostra vita: in famiglia, nella scuola, nel tempo libero. Quell'amore che ricevete nella Liturgia portatelo a tutte le persone, specialmente dove vi accorgete che manca loro amore, che non ricevono bontà, che soffrono e sono sole. Con la forza dello Spirito Santo, cercate di portare Gesù proprio a quelle persone che vengono emarginale, che non sono molto amate, che hanno problemi. Proprio lì con la forza dello Spirito Santo dovete portare Gesù. Così quel Pane, che vedete spezzare sull'altare, verrà ancora condiviso e moltiplicato, e voi, come i dodici Apostoli, aiuterete Gesù a distribuirlo in mezzo alla gente di oggi, nelle diverse situazioni della vita. Così, cari ministranti, le mie ultime parole a voi sono: siate sempre amici e apostoli di Gesù Cristo!

E ora passo alle altre lingue, incominciando dall’italiano…

Saluto cordialmente i pellegrini di lingua italiana, tra i quali sono lieto di accogliere i partecipanti al Campionato Mondiale di Twirling e il gruppo che compie il pellegrinaggio in bicicletta da Lurago d’Erba a Gerusalemme, promosso dall’Opera Don Guanella. Possa anche questa iniziativa contribuire alla causa della pace in Terra Santa, duramente provata dagli eventi bellici di questi giorni. Mi rivolgo ora, in modo particolare, ai numerosi ministranti. Cari ragazzi, anche a voi, come agli Apostoli, Gesù dice: "Vi ho chiamato amici" (Gv 15,15). L’amicizia con Gesù è il dono più bello della vita, e voi avete la gioia di rinnovarlo ogni volta che svolgete il vostro servizio nella liturgia. Rimanete sempre fedeli a questa amicizia, leggendo e meditando il Vangelo, nutrendovi dell’Eucaristia e fermandovi in adorazione davanti al Tabernacolo. Così diventerete veri discepoli del Signore, pronti a rispondere con gioia e fiducia alla sua vocazione, specialmente se vi inviterà a lasciare tutto per diventare con Lui "pescatori di uomini" (cfr Mc 1,17). Cari ministranti, state sicuri, io prego per voi, perché siate sempre amici ed apostoli di Gesù!

Appello per il Medio Oriente
Invito tutti, infine, a continuare a pregare per la cara e martoriata regione del Medio Oriente. I nostri occhi sono pieni delle agghiaccianti immagini dei corpi straziati di tante persone, soprattutto di bambini – penso, in particolare a Cana, in Libano. Desidero ripetere che nulla può giustificare lo spargimento di sangue innocente, da qualunque parte esso venga! Con il cuore colmo di afflizione, rinnovo ancora una volta un pressante appello all’immediata cessazione di tutte le ostilità e di tutte le violenze, mentre esorto la comunità internazionale e quanti sono coinvolti più direttamente in questa tragedia a porre al più presto le condizioni per una definitiva soluzione politica della crisi, capace di consegnare un avvenire più sereno e sicuro alle generazioni che verranno.



euge65
Wednesday, August 02, 2006 8:04 PM
L'appello del Papa all'udienza di oggi
Benedetto XVI all'udienza generale in Piazza San Pietro
invita tutti a continuare a pregare per la cara e martoriata regione

Nulla può giustificare
lo spargimento di sangue innocente




Invito tutti, infine, a continuare a pregare per la cara e martoriata regione del Medio Oriente. I nostri occhi sono pieni delle agghiaccianti immagini dei corpi straziati di tante persone, soprattutto di bambini - penso, in particolare, a Cana, in Libano. Desidero ripetere che nulla può giustificare lo spargimento di sangue innocente, da qualunque parte esso venga! Con il cuore colmo di afflizione, rinnovo ancora una volta un pressante appello all'immediata cessazione di tutte le ostilità e di tutte le violenze, mentre esorto la comunità internazionale e quanti sono coinvolti più direttamente in questa tragedia a porre al più presto le condizioni per una definitiva soluzione politica della crisi, capace di consegnare un avvenire più sereno e sicuro alle generazioni che verranno.

(Benedetto XVI, udienza generale, 2 agosto 2006)



euge65
Thursday, August 03, 2006 8:10 PM
ARTICOLO DE " IL GIORNALE"
«Nulla può giustificare lo spargimento di sangue innocente» - di Redazione -


«Nella cara e martoriata regione del Medio oriente» «nulla può giustificare lo spargimento di sangue innocente, da qualunque parte esso venga» e «con il cuore colmo di afflizione» il Papa rinnova «ancora una volta un pressante appello alla cessazione di tutte le ostilità e tutte le violenze». È l'ottavo, accorato, intervento personale di Benedetto XVI in meno di tre settimane, da quando è cominciata la crisi tra Libano e Israele. Da uomo di fede e senza alcun distinguo politico o diplomatico chiede che si smetta di spargere sangue e che la politica costruisca una soluzione che assicuri un avvenire sereno alle popolazioni mediorientali.
Ieri, davanti a circa 50mila persone radunate in piazza San Pietro per l'udienza generale, pensando «in particolare a Cana» e alle «agghiaccianti immagini dei corpi straziati di tante persone» papa Ratzinger ha infatti voluto esortare «la comunità internazionale e quanti sono coinvolti più direttamente in questa tragedia - ha detto - a porre al più presto le condizioni per una definitiva soluzione politica della crisi, capace di consegnare un avvenire più sereno e sicuro alle generazioni che verranno». Ha anche invitato «tutti a continuare a pregare per la «cara e martoriata regione del Medio oriente». Benedetto XVI chiede il cessate il fuoco, quel «in nome di Dio deponete immediatamente le armi» che ha invocato appena tre giorni fa. Pensa inoltre ai corridoi umanitari per consentire il soccorso dei feriti e delle popolazioni inermi e ritiene indispensabile un dialogo che ponga le basi per una pace durevole, fond

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