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josie '86
Thursday, July 06, 2006 1:13 PM
Dal sito del Corriere della Sera

[C][DIM]9pt[=DIM]06 lug 12:49 [/DIM][/C]

[DIM]15pt[=DIM][G]Papa: "Croazia entri presto in Unione europea" [/G][/DIM]

[DIM]10pt[=DIM][C]CITTA' DEL VATICANO - Papa Benedetto XVI spera che la Croazia "venga riconosciuta presto come parte dell'Unione Europea, da sempre vive nell'ambito della civilta' europea". L'auspicio del Pontefice all'udienza di questa mattina con i vescovi croati. Papa Ratzinger ha assicurato vicinanza e appoggio della Santa Sede che ha sempre guardato alla Croazia "con apprezzamento e affetto". (Agr) [/C][/DIM]
josie '86
Thursday, July 06, 2006 1:51 PM
Un altro vescovo nominato dal Papa

[C]06/07/2006 - 11:58 [/C]


[DIM]15pt[=DIM][G]San Gallo: il nuovo vescovo è il decano Markus Büchel[/G][/DIM]


[DIM]10pt[=DIM][C]SAN GALLO - Il nuovo vescovo di San Gallo sarà il 55enne Markus Büchel, attualmente decano del Capitolo cattedrale: papa Benedetto XVI ha confermato la sua elezione a successore di Ivo Fürer, che aveva annunciato le dimissioni al compimento dei 75 anni, il 20 aprile 2005. La cerimonia di consacrazione è prevista il 17 settembre prossimo.

In genere i vescovi sono nominati dal papa. Ma la diocesi di San Gallo, come quelle di Basilea e Coira, vanta una convenzione speciale con la Santa Sede per l'elezione del suo pastore. È toccato infatti al Capitolo cattedrale di 13 membri, che si è riunito martedì scorso, scegliere il nome dell'undicesimo capo della diocesi e trasmetterlo a Roma. E l'approvazione papale è arrivata ieri sera.

Markus Büchel è nato e cresciuto nella Valle del Reno sangallese e ha studiato teologia a Friburgo. Nel 1976 è stato ordinato prete. Poi è stato per sei anni vicario a San Gallo-Neudorf e per altri sei anni vicario capitolare. Al 1988 al 1995 Büchel è stato parroco di Flawil. Dal 1995 è vicario del vescovo, ossia braccio destro di Ivo Fürer. Nel 1999 è stato eletto decano del Capitolo della cattedrale.



ATS [/C][/DIM]
josie '86
Thursday, July 06, 2006 8:16 PM
Da Zenit

[G][DIM]15pt[=DIM]La costruzione dell’Europa deve basarsi sulla verità dell’uomo, afferma il Papa

Ricevendo i Vescovi della Croazia in visita “ad limina Apostolorum”[/DIM][/G]

[DIM]10pt[=DIM][C]CITTA’ DEL VATICANO, giovedì, 6 luglio 2006 (ZENIT.org).- Benedetto XVI ha constatato che il progetto di integrazione europea non potrà avere successo se non terrà conto delle persone, iniziando dal rispetto per la vita dal primo istante del concepimento fino alla morte naturale.

Lo ha spiegato questo giovedì ai Vescovi della Croazia, che ha ricevuto in occasione della loro visita quinquennale “ad limina Apostolorum” che hanno realizzato al Papa e ai suoi collaboratori della Curia Romana.

Nella sua risposta al saluto del Cardinale Josip Bozanic, Arcivescovo di Zagabria e Presidente della Conferenza Episcopale del Paese, il Papa ha osservato che la Croazia “da sempre vive nell’ambito della civiltà europea”, e “a ragione perciò desidera vedersi riconosciuta quale parte dell’Unione Europea”.

La Croazia ha chiesto di entrare nell’Unione Europea nel 2003 ed ha ottenuto di essere un candidato ufficiale il 18 giugno 2004. I negoziati sono iniziati il 3 ottobre 2005.

Se il Paese entrerà nell’Unione, ha aggiunto il Pontefice, potrà “entrare in rapporto, con sentimenti di rispetto e di dialogo, con gli altri popoli europei recando il contributo della propria cultura e delle proprie tradizioni, nella ricerca condivisa della piena verità sull’uomo”.

È infatti “essenziale”, secondo Benedetto XVI, “che l’edificazione della casa comune europea sia sempre basata sulla verità dell’uomo, poggiando quindi sull’affermazione del diritto di ciascuno alla vita dal concepimento fino alla morte naturale”.

Questo rispetto per l’essere umano implica, inoltre, il “riconoscimento della componente spirituale dell’essere umano, nella quale si radica l’inalienabile sua dignità”, così come il “rispetto delle scelte religiose di ciascuno, nelle quali si testimonia l’insopprimibile apertura al trascendente”.

“Su questi valori è possibile trovare il consenso anche di chi, pur non aderendo alla Chiesa cattolica, accetta la voce della ragione, sensibile ai dettami della legge naturale”, ha affermato il Vescovo di Roma. [/C][/DIM]
josie '86
Thursday, July 06, 2006 8:19 PM
Re: Da Zenit
[QUOTE][DIM]7pt[=DIM]Scritto da: josie '86 06/07/2006 20.16

[G][DIM]15pt[=DIM]La costruzione dell’Europa deve basarsi sulla verità dell’uomo, afferma il Papa

Ricevendo i Vescovi della Croazia in visita “ad limina Apostolorum”[/DIM][/G]

[DIM]10pt[=DIM][C]CITTA’ DEL VATICANO, giovedì, 6 luglio 2006 (ZENIT.org).- Benedetto XVI ha constatato che il progetto di integrazione europea non potrà avere successo se non terrà conto delle persone, iniziando dal rispetto per la vita dal primo istante del concepimento fino alla morte naturale.

Lo ha spiegato questo giovedì ai Vescovi della Croazia, che ha ricevuto in occasione della loro visita quinquennale “ad limina Apostolorum” che hanno realizzato al Papa e ai suoi collaboratori della Curia Romana.

Nella sua risposta al saluto del Cardinale Josip Bozanic, Arcivescovo di Zagabria e Presidente della Conferenza Episcopale del Paese, il Papa ha osservato che la Croazia “da sempre vive nell’ambito della civiltà europea”, e “a ragione perciò desidera vedersi riconosciuta quale parte dell’Unione Europea”.

La Croazia ha chiesto di entrare nell’Unione Europea nel 2003 ed ha ottenuto di essere un candidato ufficiale il 18 giugno 2004. I negoziati sono iniziati il 3 ottobre 2005.

Se il Paese entrerà nell’Unione, ha aggiunto il Pontefice, potrà “entrare in rapporto, con sentimenti di rispetto e di dialogo, con gli altri popoli europei recando il contributo della propria cultura e delle proprie tradizioni, nella ricerca condivisa della piena verità sull’uomo”.

È infatti “essenziale”, secondo Benedetto XVI, “che l’edificazione della casa comune europea sia sempre basata sulla verità dell’uomo, poggiando quindi sull’affermazione del diritto di ciascuno alla vita dal concepimento fino alla morte naturale”.

Questo rispetto per l’essere umano implica, inoltre, il “riconoscimento della componente spirituale dell’essere umano, nella quale si radica l’inalienabile sua dignità”, così come il “rispetto delle scelte religiose di ciascuno, nelle quali si testimonia l’insopprimibile apertura al trascendente”.

“Su questi valori è possibile trovare il consenso anche di chi, pur non aderendo alla Chiesa cattolica, accetta la voce della ragione, sensibile ai dettami della legge naturale”, ha affermato il Vescovo di Roma. [/C][/DIM]
[/DIM][/QUOTE]

[G]Ecco il discorso.[/G]

[DIM]10pt[=DIM][C]Signor Cardinale,
Venerati Fratelli nell’Episcopato!

È con grande letizia che vi porgo un cordiale benvenuto nella casa di Pietro, facendo mie le parole dell’apostolo Paolo: "Ringrazio il mio Dio ogni volta ch’io mi ricordo di voi, pregando sempre con gioia per voi in ogni mia preghiera, a motivo della vostra cooperazione alla diffusione del Vangelo" (Fil 1,3-5). Il vostro impegno nell’annuncio della Buona Novella in spirito di convinta comunione ecclesiale viene confermato anche dalla vostra visita ad limina, con la quale desiderate testimoniare la sincera adesione della Chiesa che è in Croazia alla Cattedra di Pietro. Sono grato al signor Cardinale Josip Bozanic che, come Presidente della Conferenza Episcopale Croata, mi ha rivolto parole di saluto, facendosi voce di tutti voi e del gregge di Dio a ciascuno affidato.

Gli incontri fraterni e i fruttuosi colloqui di questi giorni, nei quali avete condiviso con me i risultati positivi e le speranze come anche le difficoltà e le inquietudini delle vostre diocesi, sono stati l’occasione per farmi conoscere meglio la situazione della Chiesa nelle vostre regioni. Siete fieri, a ragione, di quattordici secoli di eredità cristiana e della fede del vostro popolo, ma siete al tempo stesso ben consapevoli che il decidersi per Dio non è solo frutto di un passato, ma è atto personale che impegna ogni individuo davanti a Dio, a qualunque generazione appartenga. Per rendere possibile alle anime delle quali avete cura una conoscenza più profonda di Gesù Cristo e un incontro personale con Lui, voi avete approntato numerosi progetti pastorali, che testimoniano del vostro grande impegno e giustificano speranza e ottimismo.

Particolarmente importanti sono le vostre iniziative per una solida preparazione ai Sacramenti e per una partecipazione conveniente alla liturgia. Ho notato anche l'impegno per la formazione religiosa e per una catechesi di qualità, sia nelle scuole sia nelle parrocchie. Come non rilevare poi la cura per le devozioni tradizionali e per i frequenti pellegrinaggi, specialmente ai santuari mariani? Merita una menzione anche l’apertura prudente agli stimoli nuovi dello Spirito, che distribuisce i suoi carismi e rende pronti ad assumere responsabilità e uffici, utili al rinnovamento e al maggior sviluppo della Chiesa. Di cuore auspico che, fidandovi della promessa del Signore di rimanere sempre presente tra noi, continuiate a camminare con le vostre popolazioni sulla via di una coerente adesione al Vangelo di Cristo.

Il vostro Paese, la Croazia, da sempre vive nell’ambito della civiltà europea, e a ragione perciò desidera vedersi riconosciuto quale parte dell’Unione Europea. Suo desiderio è di cooperare, con il proprio ingresso in tale Istituzione, al bene di tutti gli abitanti del Continente. La Nazione potrà così entrare in rapporto, con sentimenti di rispetto e di dialogo, con gli altri popoli europei recando il contributo della propria cultura e delle proprie tradizioni, nella ricerca condivisa della piena verità sull’uomo. È, infatti, essenziale che l’edificazione della casa comune europea sia sempre basata sulla verità dell’uomo, poggiando quindi sull’affermazione del diritto di ciascuno alla vita dal concepimento fino alla morte naturale; sul riconoscimento della componente spirituale dell’essere umano, nella quale si radica l’inalienabile sua dignità; sul rispetto delle scelte religiose di ciascuno, nelle quali si testimonia l’insopprimibile apertura al trascendente. Su questi valori è possibile trovare il consenso anche di chi, pur non aderendo alla Chiesa cattolica, accetta la voce della ragione, sensibile ai dettami della legge naturale. So che, in questa prospettiva, voi vi state impegnando insieme con i vostri sacerdoti ed i fedeli. Nell’incoraggiarvi a perseverare, vi assicuro dell’appoggio della Santa Sede, che sempre ha guardato alla Croazia con apprezzamento ed affetto. I legami tra la Sede Apostolica e la vostra Nazione, già saldi nel passato, hanno continuato a rafforzarsi, come dimostra anche la recente approvazione di Accordi bilaterali. La Santa Sede, anche in futuro, starà accanto a voi e con premura seguirà e appoggerà gli sforzi del vostro popolo sulla strada dell’autentico progresso.

Occorre considerare, tuttavia, che gli itinerari anche verso mete buone e desiderabili non sono esenti dalle insidie delle odierne correnti culturali quali la secolarizzazione e il relativismo. È pertanto necessario un annunzio instancabile dei valori evangelici, affinché i fedeli possano evitare tali pericoli. Seguendo l’esempio e gli insegnamenti di grandi figure delle vostre Chiese particolari - penso in special modo al beato Alojzije Stepinac, vescovo e martire - non abbiate paura di indicare loro ciò che il Vangelo insegna, mettendoli in guardia da ciò che è contrario ad esso, affinché le vostre comunità siano stimolo per l’intera società nel perseguimento del bene comune e nell’attenzione verso i più bisognosi. Il mio pensiero va, in questo momento, alle famiglie numerose, a coloro che, nonostante il duro lavoro, vivono in una situazione di precarietà, ai disoccupati, agli anziani e ai malati. Il vostro Paese, purtroppo, risente ancora delle conseguenze del recente conflitto, i cui effetti negativi si riscontrano non soltanto nell’economia, ma anche negli animi degli abitanti, i quali a volte avvertono il peso di questa eredità. Siate sempre annunciatori di riconciliazione ed operatori di pace tra i cittadini della vostra patria, incoraggiandoli sulla strada della riconciliazione cristiana: il perdono libera innanzitutto colui che ha il coraggio di concederlo.

Venerati Fratelli, le sfide pastorali sono numerose e il tempo nel quale viviamo non è privo di difficoltà. Noi, tuttavia, siamo certi dell'aiuto dall’Alto. È a questo proposito che appare ancora più importante il servizio del Vescovo. Per dare a tutti una testimonianza credibile, egli non deve pensare ad altro, se non al servizio di Cristo. Siate pertanto generosi nel servire la Chiesa e il vostro popolo, perseveranti nella preghiera e pieni di zelo nell’annuncio. Seguite con cura particolare la formazione dei sacerdoti, vostri collaboratori; promuovete le vocazioni sacerdotali e vegliate attentamente sui vostri seminaristi. Vi esorto a guidare nell’amore e in spirito di reciproca collaborazione le comunità religiose e i movimenti, sia di vita consacrata che laici.

Continuate a promuovere nelle famiglie l’amore fedele, l’armonia e la preghiera quotidiana, incoraggiandole ad una generosa apertura alla vita. Come non vedere, poi, l'importanza della presenza dei cattolici nella vita pubblica, come anche nei mezzi di comunicazione? Dipende anche da loro far sì che si possa sempre sentire una voce di verità sui problemi del momento. Prego affinché ognuno sappia operare per la gloria di Dio e in favore degli uomini, così che ovunque risuoni il rendimento di grazie al Datore di ogni bene, secondo le parole dell’Apostolo: "A colui che in tutto ha potere di fare molto più di quanto possiamo domandare o pensare, secondo la potenza che già opera in noi, a lui la gloria nella Chiesa e in Cristo Gesù per tutte le generazioni, nei secoli dei secoli!" (Ef 3, 20-21).

Venerati Fratelli, siate certi del mio sostegno e della mia preghiera per l'opera che Dio vi ha affidato a favore delle vostre comunità. La vostra visita ad limina ha mostrato che siete "un cuore solo e un'anima sola" con i vostri fedeli e che coltivate un profondo senso di comunione con il Successore di Pietro e perciò con la Chiesa universale. Nell’invocare su di voi e sul vostro ministero l'intercessione di Maria, la Madonna del Grande Voto Battesimale Croato, di cuore imparto la mia Benedizione a voi, ai vostri sacerdoti, ai consacrati e alle consacrate, come anche all'intero popolo croato. Siano lodati Gesù e Maria! [/C][/DIM]
josie '86
Thursday, July 06, 2006 8:24 PM
Sempre da Zenit

[G][DIM]15pt[=DIM]Il Patriarca di Mosca ringrazia Benedetto XVI per il suo sostegno al Summit interreligioso [/DIM][/G]


[DIM]10pt[=DIM][C]MOSCA, giovedì, 6 luglio 2006 (ZENIT.org).- Il Patriarca ortodosso di Mosca e di tutte le Russie, Sua Beatitudine Alessio II, ha manifestato durante il Summit Mondiale dei Leader Religiosi la sua gratitudine a Papa Benedetto XVI per l’attenzione che ha dedicato a questa riunione.

“Siamo molto grati a Sua Santità Papa Benedetto XVI per l’alto valore che ha dato all’idea di realizzare un vertice interreligioso e per gli auguri di successo nei lavori a tutti i suoi partecipanti”, ha detto il Patriarca. (cfr. ZENIT, 2 luglio 2006).

La delegazione vaticana inviata al Vertice è “una dimostrazione del positivo sviluppo dei rapporti tra la Chiesa ortodossa russa e la Chiesa cattolica romana”, ha osservato Alessio II.

“La nostra collaborazione è al giorno d’oggi particolarmente necessaria perché le posizioni in comune che abbiamo di fronte a molte questioni attuali uniscono le nostre Chiese e sono un’eccellente opportunità per noi di essere testimoni comuni dei valori cristiani di fronte al mondo”, ha aggiunto.

Circa il significato del Vertice Mondiale dei Leader Religiosi conclusosi questo mercoledì, il Cardinale Roger Etchegaray, Presidente emerito del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, ha detto che “è stata la ricerca di persone di buona volontà affinché nelle condizioni di globalizzazione il mondo sia più ‘unito’, ma realmente ‘unito’, e in cui ogni persona possa sentirsi membro di una sola famiglia umana”.

“Ad ogni modo – ha aggiunto –, la ricerca dell’unità può essere intrapresa solo se crediamo davvero in Dio, perché Dio è la via più breve di unione per la gente”.

Durante la chiusura del Vertice, il Patriarca Alessio II ha espresso anche la sua “più profonda compassione per la morte di varie persone nella catastrofe avvenuta nella metropolitana di Valencia”, in Spagna, ed ha auspicato che “l’Onnipotente conceda loro l’eterno riposo”.

Dopo la fine del Vertice, vari rappresentanti della delegazione cattolica hanno conclebrato una Messa speciale nella Cattedrale della città, accanto all’Arcivescovo della Madre di Dio a Mosca, Tadeusz Kondrusiewicz, al Vescovo della diocesi della Trasfigurazione di Novosibirsk e a padre Igor Kovalevski, Segretario generale della Conferenza dei Vescovi Cattolici in Russia.

Il Cardinal Etchegaray, insieme all’Arcivescovo emerito di Washington, il Cardinale Theodore E. McCarrick, ha pronunciato un’omelia che, come ha affermato l’Arcivescovo Koundrusiewicz, è diventata il primo sermone a più voci risuonato nella Cattedrale moscovita.[/C][/DIM]
euge65
Thursday, July 06, 2006 10:14 PM
GRANDE RATZI



GRANDISSIMO RATZI

AVANTI TUTTA COSI'
Francesca.Pisa
Thursday, July 06, 2006 10:25 PM
grande!!!!!!!!!!!
Sei un mito l'ho detto che riuscirai ad andare a Mosca come si dice con la dolcezza si ottiene tutto......!!!!!!!!!!!!!
Ecco un altro motivo per cui ti voglio così bene!!!!!!!
Sempre a fianco di Benedetto XVI.
Francesca
ratzi.lella
Friday, July 07, 2006 3:20 PM
ottime notizie
le parole del patriarca alessio mi riempiono di gioia


intanto:

Citta' del Vaticano. Bioetica, in arrivo documento di Benedetto XVI

"Papa Ratzinger sta preparando un documento sulla bioetica, sulla biogenetica e in particolare sulla protezione dell'embrione. Il pontefice vuole impedire qualsiasi manipolazione dell'embrione, perche' non tutto cio' che e' 'tecnicamente possibile, e' moralmente ammissibile'. [DIM]16pt[=DIM]Benedetto XVI – come ha riportato il quotidiano La Repubblica - ha dato mandato alla Congregazione per la Dottrina della fede di approfondire la questione e il dicastero ha gia' iniziato a esaminare i singoli problemi attraverso riunioni di esperti.
L'anticipazione viene dal cardinale Bertone, prossimo Segretario di Stato, che ne ha accennato al termine di un convegno sulla famiglia, cui ha partecipato l'ex presidente del Senato Marcello Pera. Il futuro Segretario di Stato ha rivelato che papa Wojtyla progettava di scrivere un'enciclica sulla legge naturale. 'E' un'idea che resta feconda', ha soggiunto. Bertone ha fatto riferimento all'Istruzione Donum Vitae, emanata dall'allora cardinale Ratzinger nel 1987, nella quale veniva sancito che l'embrione deve essere fecondato solo attraverso l'atto sessuale, senza l'intervento di tecniche esterne. Di conseguenza per la Chiesa sono proibite tutte le tecniche riproduttive artificiali, a partire dall'unione in vitro di un ovulo e di uno spermatozoo.
Con la medesima Istruzione, approvata da papa Wojtyla, Ratzinger vietava anche ogni tipo di esperimento sull'embrione. Ne segui' un duro rimprovero dell'Osservatore Romano alle cliniche cattoliche (prevalentemente del Nord-Europa o dell'America del Nord), che continuavano a praticare la fecondazione in vitro. 'Siccome i problemi dopo la pubblicazione della Donum Vitae, quasi venti anni fa, sono aumentati - ha spiegato il cardinale Bertone a Repubblica - e la materia ha seguito tutta una serie di evoluzioni poste dal progresso della scienza in campo biogenetico, si sta riflettendo sull'intera materia con l'aiuto di esperti'.
Il cardinale ha dichiarato che non e' stato ancora deciso se scrivere un documento ex novo o redigere un'appendice alla Donum Vitae. La decisione la prendera' in ogni caso Benedetto XVI, intenzionato a proseguire con determinazione la battaglia iniziata con il suo discorso di marzo ai parlamentari del Partito popolare europeo, quando per la prima volta illustro' i tre 'principi non negoziabili' su cui si attesta la Chiesa cattolica: difesa della famiglia, tutela della vita dalla nascita fino al suo termine naturale, liberta' educativa (che significa piu' prosaicamente finanziamento alle scuole cattoliche, dal momento che nessun paese europeo impedisce di aprire e gestire scuole parificate).
A Repubblica il cardinale Bertone ha detto che 'si sta ancora pensando se integrare o rifare la Donum Vitae o riproporre un nuovo documento'. Appare evidente che papa Ratzinger intende trasformare la bioetica nel cavallo di battaglia del suo pontificato: contro la cultura contemporanea e anche contro i mass media, da lui attaccati in questi giorni. Nello spirito del documento vaticano in preparazione, il cardinal Bertone sostiene che 'il fondamento della natura umana e' un principio non negoziabile e la cultura deve tenere conto della natura'. Anche il segretario della Cei, Betori, ha affermato con veemenza ad un convegno romano: 'Ricacciamo indietro le accuse di ingerenza: la Chiesa sta dove c'e' l'uomo, ma con la propria specifica identita'. Ribadiamo il dovere della custodia delle nostre radici".

(agenzia aduc)
josie '86
Friday, July 07, 2006 5:29 PM
Aspettando Valencia...

[DIM]15pt[=DIM][G]La Chiesa riparte dalla famiglia: da Valencia un messaggio di speranza [/G][/DIM]

[DIM]8pt[=DIM][C]2006-07-07 16:30:00 [/C][/DIM]

[C][DIM]10pt[=DIM] di DON MARIO COLAVITA - C’è una immagine in sé tragica, disperante, che se vista bene, porta alla speranza sto parlando della zattera della salvezza con un povero naufrago sopra.


Un po’ di anni addietro il filosofo Hans Blumenberg, scrisse un saggio sulla condizione dell’uomo della post-modernità: naufragio con spettatore. L’immagine del naufrago con spettatore è una invenzione dello scrittore latino Tito Lucrezio Caro (98-55 a.C.), essa è assunta come metafora cruda e delirante della condizione dell’uomo moderno di una morte per acqua scortata dallo sguardo cinico di chi gode per contrasto, da una riva lontana, della propria salvezza.

Valencia 1-9 luglio 2006 quinto raduno mondiale delle famiglie organizzato dalla chiesa cattolica, non vuole essere altro che l’appuntamento per rilanciare l’importanza della famiglia nello scenario mondiale. Nella città spagnola, colpita dal grave lutto per l’incidente della metropolitana, gruppi, movimenti, associazioni, cardinali, vescovi, sacerdoti, si alterneranno per prendere di petto la “sconvolgente” situazione in cui il pensiero contemporaneo sta relegando la famiglia. Ed ecco l’immagine tragica: sapendo quanto sia importante la famiglia, l’uomo contemporaneo, per nulla preoccupato, quasi come un ebete spettatore, sta assistendo alla sua fine. Si, la fine della famiglia tradizionalmente intesa e che l’antropologo francese Levi Straus definì come l’unione più o meno durevole, socialmente approvata, di un uomo, una donna e i loro figli, è sotto gli occhi di tutti. Le società democratiche, dove i principi della libertà e dell’uguaglianza sono nati e cresciuti stanno mettendo seriamente in discussione la più importante organizzazione naturale umana: la famiglia. Dal mondo anglosassone a quello degli Stati Uniti, con sbarco in Europa, il concetto di famiglia, come base della società umana è stato messo ideologicamente e praticamente in crisi. Oggi non si parla più di famiglia al singolare ma si preferisce declinarla al plurale. Nel mercato delle idee del mondo globalizzato è stata messa alla pari di altre organizzazioni societarie che sembrano scimmiottarla. Ma come si fa ad assumere il concetto spurio di famiglie ed equipararlo alla Famiglia tradizionalmente intesa? Questa è oggi la grande e insidiosa sfida. I potentati economici, le idee neoliberiste, hanno dichiarato morte alla famiglia tradizionale proponendo come “quasi-normale” altri tipi di famiglie.



Chi difende la famiglia tradizionale con i suoi dovuti cambiamenti sociologici e di ruolo? Forse non è esagerato che oggi, nello scenario globale l’istituzione che sente la necessità di proclamare l’importanza della famiglia è la chiesa cattolica con il suo capo, il papa. Da Giovanni Paolo II che definiva la famiglia come il futuro dell’umanità a Benedetto XVI che sta rendendo ragione dell’importanza dell’uomo e della donna come costitutivi della società familiare, il messaggio della chiesa cattolica è non solo in difesa della famiglia, ma presenta la famiglia come la vera risorsa dell’umanità.



Parlare in difesa della famiglia equivale a difendere l’uomo, la sua dignità, la sua ricchezza. Se è vero che la cellula fondamentale dello stato, secondo Aristotile, è da vedersi nella famiglia, intesa come unione tra uomo e donna, oggi potremo concludere che la stessa umanità è in grave pericolo.



Da Valencia il grande slogan dai tratti religiosi (La trasmissione della fede
nella famiglia), si dipana tra le famiglie che vivono storie concrete di vita. Il messaggio, dunque, si allarga e si innesta nel profondo della famiglia come il santuario in cui cresce e nasce l’uomo, in cui si educa l’uomo ad essere cittadino, portatore di energie sociali e di interessi multiculturali. A Valencia il messaggio del valore umano e naturale della famiglia sarà rilanciato con forza e tenacia. Un milione di famiglie di tutto il mondo saranno chiamate e incoraggiate dal papa a farsi portatori della vita, educatori di vite, promotori di speranza, scuole di amore e di giustizia. Non a caso nella terra spagnola dove il governo ha approvato la legge che equipara la famiglia alle coppie omosessuali, penso, il monito del papa, la testimonianza di un milione di coppie con relativi figli naturali, saranno una grande ed esemplare testimonianza.



Sabato 8 e domenica 9 Benedetto XVI farà il suo grande discorso in difesa della famiglia, rinnovando a tutti il messaggio che essa stessa porta con i suoi tre innegoziabili principi: vita, educazione, società naturale.[/DIM][/C]
josie '86
Friday, July 07, 2006 7:15 PM
L'arcivescovo di Toledo sul Papa dal sito di Radio Vaticana

[DIM]15pt[=DIM][G]SPAGNA: L'ARCIVESCOVO DI TOLEDO SULLA VISITA DEL PAPA A VALENCIA[/G][/DIM]


[DIM]10pt[=DIM][C]VALENCIA, 7 lug. 06 - L’arcivescovo di Toledo, mons. Antonio Canizares, conversando con i giornalisti dopo il suo intervento di martedì al Congresso teologico-pastorale nella Fiera di Valencia , ha chiarito che, in ogni caso, l'obiettivo principale del viaggio apostolico di Benedetto XVI è “di confermare” i fedeli a Valencia “nel valore, nella verità e nella bellezza della famiglia, e per dire a loro che non sono soli”. Sul fatto che l’Incontro Mondiale delle famiglie abbia luogo in Spagna, dopo gli ultimi cambiamenti legislativi sulla famiglia, Cañizares ha detto che “per me, che sono un uomo di fede, non ci sono casualità” e che è stata “la Providenza chi ha scelto Valencia” come la sede dell'evento. Altrettanto ha detto l’arcivescovo di Valencia, mons. Garcia-Gasco Vicente. Mons. Canizares ha aggiunto di augurarsi che la visita del Papa faccia sì che le famiglie “siano meno scoraggiate di quanto lo siano adesso”. Benedetto XVI “ci dirà che non dobbiamo avere timore, che dobbiamo vivere con tutta libertà la verità della famiglia, fondata sull'amore autentico”.
(Avan – MANCINI)[/C][/DIM]
emma3
Sunday, July 09, 2006 1:17 AM
8 luglio 2006

Discorso di benvenuto all'aeroporto di Valencia, il papa ringrazia le autorità locali per la collaborazione prestata per la realizzazione dell'incontro delle famiglie e spiega l'obiettivo del suo viaggio.


Maestà,
Signor Presidente del Governo
e distinte Autorità,
Signori Cardinali e Fratelli nell'episcopato,
Cari fratelli e sorelle,

Con grande emozione arrivo oggi a Valencia, alla nobile e sempre cara Spagna, che tanti grati ricordi mi ha lasciato nelle mie precedenti visite quando ho partecipato a Congressi e riunioni.

Saluto cordialmente tutti, coloro che sono qui presenti e quanti seguono questo momento attraverso i mezzi di comunicazione.

Ringrazio Sua Maestà il Re Don Juan Carlos per la sua presenza, insieme alla Regina e, specialmente, per le parole di benvenuto che mi ha rivolto a nome del popolo spagnolo.

Esprimo altresì la mia deferente riconoscenza al Signore Presidente del Governo ed alle altre Autorità nazionali, autonomiche e municipali, manifestando loro la mia gratitudine per la collaborazione prestata alla migliore realizzazione di questo V Incontro Mondiale.

Saluto con affetto Monsignore Agustín García-Gasco, Arcivescovo di Valencia, e i suoi Vescovi Ausiliari, così come tutta l'Arcidiocesi levantina che mi offre una calda accoglienza nell’ambito di questo Incontro Mondiale, e che questi giorni accompagna nel dolore le famiglie che piangono i loro cari, vittime di un tragico evento, e che si sente vicina anche ai feriti.

I miei affettuosi saluti si dirigono anche al Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, così come agli altri Cardinali, al Presidente e ai membri della Conferenza Episcopale Spagnola, ai sacerdoti, alle persone consacrate e tutti i fedeli laici.

Il motivo di questa attesa visita è partecipare al V Incontro Mondiale delle Famiglie il cui tema è "La trasmissione della fede nella famiglia". Il mio desiderio è proporre il ruolo centrale, per la Chiesa e la società, che ha la famiglia fondata sul matrimonio. Questa è un'istituzione insostituibile secondo i piani di Dio, ed il cui valore fondamentale la Chiesa non può smettere di annunciare e promuovere, affinché sia vissuto sempre con senso di responsabilità e gioia.

Il mio venerato predecessore e gran amico della Spagna, il caro Giovanni Paolo II, convocò questo Incontro. Mosso dalla stessa sollecitudine pastorale, domani avrò la fortuna di chiuderlo con la celebrazione della Santa Messa nella Città delle Arti e delle Scienze.

Profondamente unito a tutti i partecipanti, implorerò dal Signore, per intercessione della nostra Santissima Madre e dell'Apostolo San Giacomo, abbondanti grazie per le famiglie della Spagna e di tutto il mondo.

Che il Signore benedica copiosamente tutti voi e le vostre care famiglie!








emma3
Sunday, July 09, 2006 1:22 AM
MESSAGGIO AI VESCOVI SPAGNOLI

Cari Fratelli nell'episcopato,

Con la gioia nel cuore, ringrazio il Signore per essere potuto venire in Spagna come Papa, a partecipare all'Incontro Mondiale delle Famiglie a Valencia. Vi saluto con affetto, Fratelli Vescovi di questo caro Paese, e vi ringrazio anche per la vostra presenza e per i molti sforzi che avete realizzato nella preparazione e celebrazione del medesimo evento. Apprezzo particolarmente il grande lavoro dell’Arcivescovo di Valencia e dei suoi Vescovi Ausiliari affinché questo avvenimento tanto significativo per tutta la Chiesa ottenga i frutti desiderati, contribuendo a dare un nuovo impulso alla famiglia come santuario dell'amore, della vita e della fede.

In realtà, la sollecitudine di tutti voi ha consentito il crearsi di un ambiente di famiglia tra gli stessi collaboratori e partecipanti delle diverse parti della Spagna. È un aspetto promettente davanti ai desideri che avete manifestato nel vostro messaggio collettivo su questo Incontro Mondiale, e anche un invito a ricevere i frutti dello stesso Incontro per proseguire un’incessante e incisiva pastorale familiare nelle vostre diocesi che faccia entrare in ogni casa il messaggio evangelico che fortifica e dà nuove dimensioni all'amore, aiutando così a superare le difficoltà che trova nel suo cammino.

Sapete che seguo da vicino e con molto interesse gli avvenimenti della Chiesa nel vostro Paese, un Paese di profonde radici cristiane e che tanto ha contribuito ed è chiamato a contribuire alla testimonianza della fede e alla sua diffusione in molte altre parti del mondo. Mantenete vivo e vigoroso questo spirito che ha accompagnato la vita degli spagnoli nella loro storia, affinché esso continui, nutrendo e dando vitalità all'anima del vostro popolo.

Conosco e incoraggio l'impulso che state dando all'azione pastorale, in un tempo di rapida secolarizzazione che a volte colpisce perfino la vita interna delle comunità cristiane. Continua-te dunque a proclamare, senza scoraggiarvi, che prescindere da Dio, agire come se non egli esistesse o relegare la fede all'ambito meramente privato, mina la verità dell'uomo e ipoteca il futuro della cultura e della società. Al contrario, rivolgere lo sguardo al Dio vivo, garante della nostra libertà e della verità, è una premessa per arrivare ad un'umanità nuova. Il mondo ha bisogno oggi in modo particolare che si annunci e si renda testimonianza di Dio che è amore e, pertanto, l'unica luce che, in fondo, illumina l'oscurità del mondo e ci dà la forza per vivere e agire (cf. Deus caritas est, 39).

In momenti o situazioni difficili, ricordate le parole della Lettera agli Ebrei: “corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede. Egli in cambio della gioia che gli era posta innanzi, si sottopose alla croce, disprezzando l’ignominia, e…non vi stanchiate perdendovi d’animo” (12, 1-3). Proclamate che Gesù è “il Cristo, il Figlio di Dio vivente” (Mt 16, 16), quello che ha “parole di vita eterna” (cf. Gv 6, 68), e non vi stanchiate di dare ragione della vostra speranza (cf. 1 P 3, 15).

Mossi dalla vostra sollecitudine pastorale e dallo spirito di piena comunione nell'annuncio del Vangelo, avete orientato la coscienza cristiana dei vostri fedeli su diversi aspetti della realtà davanti alla quale si trovano e che in alcune occasioni perturbano la vita ecclesiale e la fede dei semplici. Avete pure posto l'Eucaristia come tema centrale del vostro Piano di Pastorale, al fine di “rivitalizzare la vita cristiana dal suo stesso cuore, poiché addentrandoci nel mistero eucaristico entriamo nel cuore di Dio” (n. 5). Certamente, nell'Eucaristia si realizza “l'atto centrale di trasformazione capace di rinnovare veramente il mondo” (Omelia in Marienfeld, Colonia, 21 agosto 2005).

Fratelli nell'episcopato, vi esorto vivamente a mantenere e accrescere la vostra comunione fraterna, testimonianza ed esempio della comunione ecclesiale che deve regnare in tutto il popolo cristiano che vi è stato affidato. Prego per voi, prego per la Spagna. Vi chiedo che preghiate per me e per tutta la Chiesa. Invoco la Santissima Vergine Maria, tanto venerata nelle vostre terre, affinché vi protegga ed accompagni nel vostro ministero pastorale, allo steso tempo vi imparto con grande affetto la Benedizione Apostolica.

Valencia, 8 luglio 2006
emma3
Sunday, July 09, 2006 1:26 AM
SALUTO IN PLAZA DE LA VIRGEN

Cari fratelli e sorelle,

Arrivando a Valencia, ho voluto innanzitutto visitare il luogo che rappresenta il centro di questa antichissima e fiorente Chiesa particolare che mi riceve: la sua bella Cattedrale, dove ho pregato davanti al Santissimo Sacramento e ho sostato davanti alla rinomata reliquia del Santo Calice. Lì ho salutato i Vescovi, i sacerdoti, i religiosi e le religiose che si sforzano di mantenere viva, secondo i propri ministeri e carismi, la luce della fede.

In seguito, davanti alla Vergine degli “Desamparados” che i valenziani venerano con grande fervore e profonda devozione, l’ho implorata affinché sostenga la loro fede e ricolmi di speranza tutti i suoi figli. Lì, insieme alle famiglie delle vittime della Metropolitana, ho recitato con loro la preghiera del Padrenostro e l'eterno riposo per i loro cari.

Ora desidero salutarvi con affetto, cari seminaristi, accompagnati dai vostri familiari che vivono con gioia la gioiosa esperienza della vostra vocazione. L'amore, consegna e fedeltà dei genitori, così come la concordia nella famiglia, è l'ambiente propizio affinché si ascolti la chiamata divina e si accolga il dono della vocazione. Vivete intensamente gli anni di preparazione nel Seminario, con l'aiuto ed il discernimento dei formatori, e con la docilità e fiducia totale degli Apostoli che seguirono prontamente Gesù. Imparate dalla Vergine Maria come si accoglie senza riserve questa chiamata, con gioia e generosità. Questo lo ricordiamo e lo chiediamo precisamente nella bella preghiera dell'Angelus che ora reciteremo tutti insieme, chiedendo anche al Padrone della messe che mandi operai nella sua messe (Mt 9, 38).

Ed ora, con amore filiale ed in valenziano, mi rivolgo alla Vergine, vostra Patrona. «Davanti alla ‘Gobbina’ voglio dirle: ‘Proteggici notte e giorno in tutte le necessità, poiché siete, Vergine Maria, Madre degli Abbandonati’».




emma3
Sunday, July 09, 2006 1:30 AM
LA VEGLIA A CITTA' DELLE ARTI E DELLE SCIENZE DI VALENCIA

Cari fratelli e sorelle,

Provo una grande gioia nel prendere parte a questo incontro di preghiera, nel quale si vuole celebrare il dono divino della famiglia. Sono molto vicino con la preghiera a tutti quelli che recentemente sono stati colpiti dal lutto in questa città, e con la speranza in Cristo risorto che dà coraggio e luce soprattutto nei momenti di maggiore sofferenza umana.

Uniti dalla stessa fede in Cristo, ci siamo raccolti qui, da tante parti del mondo, come una comunità che ringrazia e rende gioiosa testimonianza che l'essere umano è stato creato ad immagine e somiglianza di Dio per amare, e che si realizza pienamente in sé stesso solo quando fa dono sincero di sé agli altri. La famiglia è l'ambito privilegiato dove ogni persona impara a dare e ricevere amore. Per questo motivo la Chiesa manifesta costantemente la sua sollecitudine pastorale in questo ambito fondamentale della persona umana. Così essa insegna nel suo Magistero: “Dio che è amore e che ha creato l'uomo per amore, l'ha chiamato ad amare. Creando l'uomo e la donna, li ha chiamati nel Matrimonio a un'intima comunione di vita e di amore fra loro, così che non sono più due, ma una carne sola (Mt 19, 6)” (Catechismo della Chiesa Cattolica. Compendio, 337).

Questa è una verità che la Chiesa proclama nel mondo senza stancarsi. Il mio caro predecessore Giovanni Paolo II, diceva che “L'uomo è divenuto ‘immagine e somiglianza’ di Dio non soltanto attraverso la propria umanità, ma anche attraverso la comunione delle persone che l'uomo e la donna formano sin dall'inizio…L’uomo diventa immagine di Dio non tanto nel momento della solitudine quanto nel momento della comunione” (Catechesi, 14-XI-1979). Perciò ho confermato la convocazione di questo V Incontro Mondiale delle Famiglie in Spagna, e segnatamente a Valencia, ricca nelle sue tradizioni ed orgogliosa della fede cristiana che si vive e coltiva in tante famiglie.

La famiglia è un'istituzione intermedia tra l'individuo e la società, e niente può supplirla totalmente. Essa stessa si fonda soprattutto su una profonda relazione interpersonale tra il marito e la moglie, sostenuta dall'affetto e dalla mutua comprensione. Per ciò riceve l'abbondante aiuto di Dio nel sacramento del matrimonio che comporta una vera vocazione alla santità. Possano i figli sperimentare più i momenti di armonia e di affetto dei genitori che non quelli di discordia o indifferenza, perché l'amore tra il padre e la madre offre ai figli una grande sicurezza ed insegna loro la bellezza dell'amore fedele e duraturo.

La famiglia è un bene necessario per i popoli, un fondamento indispensabile per la società ed un grande tesoro degli sposi durante tutta la loro vita. È un bene insostituibile per i figli che devono essere frutto dell'amore, della donazione totale e generosa dei genitori. Proclamare la verità integrale della famiglia, fondata nel matrimonio come Chiesa domestica e santuario della vita, è una grande responsabilità di tutti.

Il padre e la madre si sono promessi davanti Dio un “sì” totale, che costituisce la base del sacramento che li unisce; allo stesso modo, affinché la relazione interna della famiglia sia completa, è necessario che dicano anche un “sì” di accettazione ai loro figli generati o adottati e che hanno propria personalità e proprio carattere. Così, questi continueranno a crescere in un clima di accettazione ed amore, ed è auspicabile che, raggiungendo una maturità sufficiente, vogliano restituire a loro volta un “sì” a chi hanno dato loro la vita.

Le sfide della società attuale, segnata dalla dispersione che si genera soprattutto nell'ambito urbano, richiedono la garanzia che le famiglie non siano sole. Un piccolo nucleo familiare può trovare ostacoli difficili da superare se si sente isolato dal resto dei suoi familiari e amici. Perciò, la comunità ecclesiale ha la responsabilità di offrire sostegno, stimolo e alimento spirituale che fortifichi la coesione familiare, soprattutto nelle prove o nei momenti critici. In questo senso, è molto importante il ruolo delle parrocchie, così come delle diverse associazioni ecclesiali, chiamate a collaborare come strutture di appoggio e mano vicina della Chiesa per la crescita della famiglia nella fede.

Cristo ha rivelato quale è sempre la fonte suprema della vita per tutti e, pertanto, anche per la famiglia: “Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici.” (Gv 15,12-13). L'amore di Dio stesso si è riversato su di noi nel battesimo. Per questo le famiglie sono chiamate a vivere quella qualità di amore, poichè il Signore è colui si fa garante che ciò sia possibile per noi attraverso l'amore umano, sensibile, affettuoso e misericordioso come quello di Cristo.

Insieme alla trasmissione della fede e dell'amore del Signore, uno dei compiti più grandi della famiglia è quello di formare persone libere e responsabili. Perciò i genitori devono continuare a restituire ai loro figli la libertà, della quale per qualche tempo sono garanti. Se questi vedono che i loro genitori -e in generale gli adulti che li circondano- vivono la vita con gioia ed entusiasmo, anche nonostante le difficoltà, crescerà più facilmente in essi quella gioia profonda di vivere che li aiuterà a superare con buon esito i possibili ostacoli e le contrarietà che comporta la vita umana. Inoltre, quando la famiglia non si chiude in sé stessa, i figli continuano ad imparare che ogni persona è degna di essere amata, e che c'è una fraternità fondamentale universale fra tutti gli esseri umani.

Questo V Incontro Mondiale c'invita a riflettere su un tema di particolare importanza e che comporta una grande responsabilità per noi: “La trasmissione della fede nella famiglia”. Lo esprime molto bene il Catechismo della Chiesa Cattolica: “Come una madre che insegna ai suoi figli a parlare, e quindi a comprendere e a comunicare, la Chiesa nostra Madre, ci insegna il linguaggio della fede per introdurci nell'intelligenza della fede e nella vita di fede” (n. 171).

Come simbolizzato nella liturgia del battesimo, con la consegna del cero acceso, i genitori sono associati al mistero della nuova vita come figli di Dio che si diventa per mezzo dell cqua battesimale.

Trasmettere la fede ai figli, con l'aiuto di altre persone e istituzioni come la parrocchia, la scuola o le associazioni cattoliche, è una responsabilità che i genitori non possono dimenticare, trascurare o delegare totalmente. “La famiglia cristiana è chiamata Chiesa domestica, perché manifesta e attua la natura comunionale e familiare della Chiesa come famiglia di Dio. Ciascun membro, secondo il proprio ruolo, esercita il sacerdozio battesimale, contribuendo a fare della famiglia una comunità di grazia e di preghiera, una scuola delle virtù umane e cristiane, il luogo del primo annuncio della fede ai figli” (Catechismo della Chiesa Cattolica. Compendio, 350). E inoltre: “I genitori, partecipi della paternità divina, sono per i figli i primi responsabili dell'educazione e i primi annunciatori della fede. Essi hanno il dovere di amare e di rispettare i figli come persone e come figli di Dio... In particolare hanno la missione di educarli alla fede cristiana” (ibid., 460).

Il linguaggio della fede si impara nel focolare domestico dove questa fede cresce e si fortifica attraverso la preghiera e la pratica cristiana. Nella lettura del Deuteronomio abbiamo ascoltato costantemente la preghiera ripetuta per il popolo eletto, la Shema Israel, e che Gesù ha ascoltato e ripetuto nella sua casa di Nazaret. Egli stesso l’ha ricordato durante la sua vita pubblica, come ci riferisce il Vangelo di Marco (Mc 12,29). Questa è la fede della Chiesa che viene dall'amore di Dio, per mezzo delle vostre famiglie. Vivere l'integrità di questa fede, nella sua meravigliosa novità, è un grande dono. Ma nei momenti in cui sembra che si nasconde il volto di Dio, credere è difficile e comporta un grande sforzo.

Questo incontro dà nuovo vigore per continuare ad annunciare il Vangelo della famiglia, riaffermare la sua validità ed identità basata nel matrimonio aperto al dono generoso della vita, e dove si accompagna ai figli nella sua crescita fisica e spirituale. In questo modo si rifiuta un edonismo molto impregnato che banalizza le relazioni umane e le svuota del suo genuino valore e della sua bellezza. Promuovere i valori del matrimonio non ostacola la gioia piena che l'uomo e la donna trovano nel loro mutuo amore. La fede e l'etica cristiana, dunque, non pretendono di soffocare l'amore, bensì renderlo più sano, forte e realmente libero. Perciò, l'amore umano deve essere purificato e deve maturare per essere pienamente umano e principio di una gioia vera e duratura (cf. Discorso in san Giovanni in Laterano, 5 giugno 2006).

Invito, dunque, i governanti e i legislatori a riflettere sul bene evidente che i focolari domestici in pace e in armonia assicurano all'uomo, alla famiglia, centro nevralgico della società, assicurano le case che vivono nella pace, nell’armonia, come ricorda la Santa Sede nella Lettera dei Diritti della Famiglia. L'oggetto delle leggi è il bene integrale dell'uomo, la risposta alle sue necessità e aspirazioni. Questo è un notevole aiuto alla società, del quale non può privarsi, e per i popoli è una salvaguardia e una purificazione. Inoltre, la famiglia è una scuola di umanesimo, affinché cresca fino a diventare veramente uomo. In questo senso, l’esperienza di essere amati dai genitori porta i figli ad avere coscienza della loro dignità di figli.

La creatura concepita deve essere educata nella fede, amata e protetta. I figli, insieme al fondamentale diritto a nascere e essere educati nella fede, hanno pure diritto ad una casa che abbia come modello quello di Nazaret e siano preservati da tutte le insidie e le minacce.

Desidero ora rivolgermi ai nonni, così importanti nelle famiglie. Essi possono essere -e sono tante volte - i garanti dell'affetto e della tenerezza che ogni essere umano ha bisogno di dare e di ricevere. Essi offrono ai piccoli la prospettiva del tempo, sono memoria e ricchezza delle famiglie. Mai per nessuna ragione siano esclusi dall’ambito familiare. Sono un tesoro che non possiamo strappare alle nuove generazioni, soprattutto quando danno testimonianza di fede all’avvicinarsi della morte.

Voglio ora dire una parte della preghiera che avete recitato, chiedendo il buon esito di questo Incontro Mondiale delle Famiglie:

Oh, Dio, che nella Sacra Famiglia
ci lasciasti un modello perfetto di vita familiare
vissuta nella fede e nell'obbedienza alla tua volontà.
Aiutaci ad essere esempio di fede e amore ai tuoi comandamenti.
Soccorrici nella nostra missione di trasmettere la fede ai nostri figli.
Apri i loro cuori affinché cresca in essi
il seme della fede che hanno ricevuto nel battesimo.
Fortifica la fede dei nostri giovani,
affinché crescano nella conoscenza di Gesù.
Aumenta l'amore e la fedeltà in tutti i matrimoni,
specialmente quelli che attraversano momenti di sofferenza o difficoltà.
(. . .)
Uniti a Giuseppe e Maria,
Te lo chiediamo per Gesù Cristo tuo Figlio, nostro Signore.
Amen.







josie '86
Sunday, July 09, 2006 3:42 PM
Da Basilicatanet.it

[G]ROMA, 15.28 [/G]
[DIM]15pt[=DIM][G]Papa rientrato a Roma da Valencia [/G][/DIM][DIM]8pt[=DIM][C]09/07/2006 [/C][/DIM]



[C][DIM]10pt[=DIM](ANSA) - ROMA, 9 LUG - Papa Benedetto XVI, concluso il viaggio apostolico in Spagna, e' rientrato a Roma. Dopodomani comincera' le vacanze in Val d'Aosta. L' aereo papale e' atterrato all'aeroporto militare di Ciampino. Ad accogliere il Pontefice, il ministro dell' Istruzione, Fioroni. Martedi' Ratzinger ripartira per la Val d'Aosta, dove alloggera' Les Combes di Introdot, nello stesso chalet che in passato ha ospitato per dieci volte Papa Giovanni Paolo II. [/DIM][/C]

emma3
Sunday, July 09, 2006 7:24 PM
valencia 09/07/2006

OMELIA DELLA SANTA MESSA

Cari fratelli e sorelle,

In questa Santa Messa che ho l'immensa gioia di presiedere, concelebrando con numerosi Fratelli nell'episcopato e con un gran numero di sacerdoti, ringrazio il Signore per tutte le amate famiglie che si sono qui riunite formando una moltitudine giubilante, e anche per tante altre che, da terre lontane, seguono questa celebrazione attraverso la radio e la televisione. Tutti vi saluto ed esprimo il mio grande affetto con un abbraccio di pace.

Le attestazioni di Ester e Paolo che abbiamo ascoltato prima nelle letture, mostrano come la famiglia è chiamata a collaborare nella trasmissione della fede. Ester confessa: “Mio padre mi ha raccontato che tu, Signore, scegliesti Israele tra le nazioni” (14,5). Paolo segue la tradizione dei suoi antenati ebrei dando ascolto a Dio con coscienza pura. Loda la fede sincera di Timoteo e gli ricorda “fede che fu prima in tua nonna Loide, poi in tua madre Eunice e ora, ne sono certo, anche in te” (2 Tm 1,5). In queste attestazioni bibliche la famiglia comprende non solo genitori e figli, ma anche nonni e antenati. La famiglia si mostra così come una comunità di generazioni e garante di un patrimonio di tradizioni.

Nessun uomo si è dato l'essere a sé stesso né ha acquisito da solo le conoscenze elementari della vita. Tutti abbiamo ricevuto da altri la vita e le verità basilari di essa, e siamo chiamati a raggiungere la perfezione in relazione e comunione amorosa con gli altri. La famiglia, fondata nel matrimonio indissolubile tra un uomo e una donna, esprime questa dimensione relazionale, filiale e comunitaria, ed è l'ambito dove l'uomo può nascere con dignità, crescere e svilupparsi in modo integrale.

Quando un bambino nasce, attraverso la relazione coi suoi genitori incomincia a fare parte di una tradizione familiare che ha radici ancora più antiche. Col dono della vita riceve tutto un patrimonio di esperienza. In riferimento a questo, i genitori hanno il diritto e il dovere inalienabile di trasmetterlo ai figli: educarli alla scoperta della loro identità, introdurli alla vita sociale, all’esercizio responsabile della loro libertà morale e della loro capacità di amare attraverso l'esperienza di essere amati e, soprattutto, nell'incontro con Dio. I figli crescono e maturano umanamente nella misura in cui accolgono con fiducia quel patrimonio e quell'educazione che continuano ad assumere progressivamente. In questo modo sono capaci di elaborare una sintesi personale tra ciò che hanno ricevuto e quello che imparano, e che ognuno e ogni generazione è chiamata a realizzare.

Nell'origine di ogni uomo e, pertanto, in ogni paternità e maternità umana è presente Dio Creatore. Per questo motivo i coniugi devono accogliere il bambino che nasce come figlio non solo loro, ma anche di Dio che lo ama per quello che è e lo chiama alla filiazione divina. Più ancora: ogni atto generativo, ogni paternità e maternità, ogni famiglia ha il proprio principio in Dio che è Padre, Figlio e Spirito Santo.

Con la memoria dei suoi antenati e del suo popolo, il padre di Ester le aveva trasmesso quella di un Dio dal quale tutti provengono e al quale tutti sono chiamati a rispondere. Si tratta della memoria di Dio Padre che ha scelto il suo popolo e che agisce nella storia per la nostra salvezza. La memoria di questo Padre illumina l'identità più profonda degli uomini: da dove veniamo, chi siamo e quanto grande è la nostra dignità. Veniamo certamente dai nostri genitori e siamo loro figli, ma veniamo anche da Dio che ci ha creati a sua immagine e ci ha chiamati ad essere suoi figli. Per questo motivo nell'origine di ogni essere umano non esiste il caso o la fatalità, bensì un progetto dell'amore di Dio. È quello che ci ha rivelato Gesù Cristo, vero Figlio di Dio e uomo perfetto. Egli conosceva da dove veniva e da dove veniamo tutti: dall'amore di suo Padre e nostro Padre.

La fede non è, dunque, una mera eredità culturale, bensì un'azione continua della grazia di Dio che chiama, come anche della libertà umana che può aderire oppure non aderire a quella chiamata. Benché nessuno risponda per un altro, tuttavia i genitori cristiani sono chiamati a dare un'attestazione credibile della loro fede e speranza cristiana. Devono fare in modo che la chiamata di Dio e la Buona Novella di Cristo arrivino ai loro figli con la più grande chiarezza e autenticità.

Col passare degli anni, questo dono di Dio che i genitori hanno contribuito a illustre ai piccoli dovrà anche essere coltivato con saggezza e dolcezza, facendo crescere in essi la capacità di discernimento. In questo modo, con la testimonianza costante dell'amore coniugale dei genitori, vissuto ed impregnato di fede, e con il sostegno affettuoso della comunità cristiana, si favorirà nei figli un approccio personale al dono stesso della fede, affinché scoprano attraverso di essa il senso profondo della propria esistenza e si sentano perciò riconoscenti.

La famiglia cristiana trasmette la fede quando i genitori insegnano ai loro figli a pregare e pregano con essi (cf. Familiaris consortio, 60); quando li avvicinano ai sacramenti e li introducono nella vita della Chiesa; quando tutti si riuniscono per leggere la Bibbia, illuminando la vita familiare con la luce della fede e lodando Dio come Padre.

Nella cultura attuale si esalta molto spesso la libertà dell'individuo inteso come soggetto autonomo, come se egli si facesse da solo e bastasse a sé stesso, al di fuori della sua relazione con gli altri come anche della sua responsabilità nei confronti degli altri. Si cerca di organizzare la vita sociale solo a partire da desideri soggettivi e mutevoli, senza riferimento alcuno ad una verità oggettiva previa come sono la dignità di ogni essere umano e i suoi doveri e diritti inalienabili al cui servizio deve mettersi ogni gruppo sociale.

La Chiesa non cessa di ricordare che la vera libertà dell'essere umano proviene dall’essere stato creato ad immagine e somiglianza di Dio. Perciò, l'educazione cristiana è educazione alla libertà e per la libertà. “Noi facciamo il bene non come schiavi che non sono liberi di fare diversamente, ma lo facciamo perché portiamo personalmente la responsabilità per il mondo; perché amiamo la verità e il bene, perché amiamo Dio stesso e quindi anche le sue creature. È questa la libertà vera, alla quale lo Spirito Santo vuole condurci” (Omelia nella veglia di Pentecoste, L'Osservatore Romano, ed. lingua spagnola, 9-6-2006, p. 6).

Gesù Cristo è l'uomo perfetto, esempio di libertà filiale, che c'insegna a comunicare agli altri il suo stesso amore: “Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi; rimanete nel mio amore” (Gv 15,9). A questo riguardo insegna il Concilio Vaticano II che “i coniugi e genitori cristiani, seguendo la propria strada, per tutta la vita devono sorreggersi a vicenda nella grazia con amore fedele ed istruire nella dottrina cristiana e nelle virtù evangeliche la prole, ricevuta con amore da Dio. Così offrono a tutti l'esempio di un amore instancabile e generoso, edificano una comunione di carità e sono testimoni e cooperatori della fecondità della Madre Chiesa come segno e partecipazione di quell'amore con il quale Cristo ha amato la sua Sposa e si è dato per lei” (Lumen gentium, 41).

L’affetto con il quale i nostri genitori ci accolsero ed accompagnarono nei primi passi in questo mondo è come un segno e prolungamento sacramentale dell'amore benevolo di Dio dal quale veniamo. L'esperienza di essere accolti ed amati da Dio e dai nostri genitori è il fondamento solido che favorisce sempre la crescita e lo sviluppo autentico dell'uomo e che tanto ci aiuta a maturare durante il cammino verso la verità e l'amore, come anche ad uscire da noi stessi per entrare in comunione con gli altri e con Dio.

Per avanzare in questo cammino di maturità umana, la Chiesa ci insegna a rispettare e promuovere la meravigliosa realtà del matrimonio indissolubile tra un uomo e una donna che è, inoltre, l'origine della famiglia. Per questo, riconoscere e aiutare questa istituzione è uno dei più importanti servizi che si possono rendere oggi al bene comune e allo sviluppo autentico degli uomini e delle società, così come la migliore garanzia per assicurare la dignità, l'uguaglianza e la vera libertà della persona umana.

A questo proposito, voglio sottolineare l'importanza e il ruolo positivo che svolgono a le distinte associazioni familiari ecclesiali in favore del matrimonio e della famiglia Pertanto “voglio invitare tutti i cristiani a collaborare, cordialmente e coraggiosamente con tutti gli uomini di buona volontà che vivono la loro responsabilità al servizio della famiglia” (Familiaris consortio, 86), affinché unendo le forze e con una legittima pluralità di iniziative contribuiscano alla promozione del vero bene della famiglia nella società attuale.

Ritorniamo per un momento alla prima lettura di questa Messa, tratta dal libro di Ester. La Chiesa orante ha visto in questa umile regina che intercede con tutto il suo essere per il suo popolo che soffre, una prefigurazione di Maria, che suo Figlio ha dato a tutti noi come Madre; una prefigurazione della Madre che protegge col suo amore la famiglia di Dio che peregrina in questo mondo. Maria è l'immagine esemplare di tutte le madri, della loro grande missione come custodi della vita, della loro missione di insegnare l'arte di vivere, l'arte di amare.

La famiglia cristiana –padre, madre e figli - è chiamata, dunque, a perseguire gli obiettivi indicati non come qualcosa imposta dall’esterno, bensì come un dono della grazia del sacramento del matrimonio infusa negli sposi. Se questi rimangono aperti allo Spirito e chiedono il suo aiuto, egli non cesserà di comunicare loro l'amore di Dio Padre manifestato e incarnato in Cristo. La presenza dello Spirito aiuterà i coniugi a non perdere di vista la fonte e la dimensione del loro amore e della loro reciproca donazione, come anche a collaborare con lui per riverberarlo e incarnarlo in tutte le dimensioni della loro vita. Lo Spirito susciterà al tempo stesso in loro l'anelito dell'incontro definitivo con Cristo nella casa di suo Padre e nostro Padre. Questo è il messaggio di speranza che da Valencia voglio lanciare a tutte le famiglie del mondo. Amen.


L'ANGELUS

Prima di concludere questa celebrazione ci rivolgiamo alla Vergine Maria, come tante famiglie che l'invocano nell'intimità della loro casa, affinché le assista con la sua sollecitudine materna. Con l’intercessione di Maria, aprite le vostre case e i vostri cuori a Cristo affinché egli sia la vostra forza e la vostra gioia, e vi aiuti a vivere uniti e a proclamare al mondo la forza invincibile del vero amore.

In questo momento voglio rendere grazie a tutti quelli che hanno reso possibile il buon svolgimento di questo Incontro. In modo particolare desidero rivolgere un apprezzamento al lavoro che hanno svolto con abnegazione ed efficacia i numerosi Volontari di tante Nazioni, collaborando generosamente in tutte le fasi dell’incontro. Un ringraziamento speciale lo rivolgo alle numerose persone e comunità religiose, soprattutto di clausura, che hanno accompagnato tutte le celebrazioni con la loro perseverante preghiera.

Ora ho la gioia di annunciare che il prossimo Incontro Mondiale delle Famiglie si celebrerà l'anno 2009 a Città del Messico. All'amata Chiesa che peregrina nella nobile Nazione messicana e nella persona del Signor Cardinale Norberto Rivera Carrera, Arcivescovo di quella città, manifesto fin d'ora la mia gratitudine per la sua disponibilità.

[Brevi saluti in francese, inglese, tedesco, italiano, portoghese e polacco:]

Chères familles de langue française, je vous salue avec joie, vous annonçant que la prochaine Rencontre mondiale des familles aura lieu en 2009 dans la ville de Mexico. Je vous invite à enraciner votre vie et votre amour conjugal sur le sacrement reçu le jour de votre mariage, qui fait de vous des icônes et des témoins de l’amour de Dieu. C’est un amour qui doit aller sans cesse jusqu’au pardon au sein des couples; c’est la voie qui ouvre un avenir aux relations conjugales et familiales. Ainsi, vous serez les témoins de l’amour véritable auprès de vos enfants, leur donnant confiance en eux-mêmes, leur faisant découvrir le Christ, qui veut les aider à édifier leur personnalité intégrale et leur remettre entre leur mains la responsabilité de leur existence. Puissiez-vous annoncer à ceux qui vous entourent que, comme le Christ nous l’a montré, il n’y a pas de plus grand amour que de donner et de se donner à Dieu et à ses frères.

I greet all the English-speaking participants who have gathered from various parts of the world. I trust that your experiences here will have strengthened your commitment to promoting the integrity of family life. May God abundantly bless you and all those you represent, and through the intercession of Mary, Mother of the Church, may you and your families be filled with the wisdom of her Son.

Sehr herzlich grüße ich die Pilger and besonders die Familien aus den Ländern deutscher Sprache. Als Gemeinschaft des Lebens and der Liebe, die in Gott gegründet ist, bleibt die Familie der vorzügliche Ort der Weitergabe des Glaubens. Begleiten wir die Familien mit unserem Gebet. Und werden wir nicht müde im Einsatz für die stets notwendige Förderung von Ehe and Familie im heutigen gesellschaftlichen Kontext. Liebe Freunde, gerne lade ich euch schon heute zum nächsten Weltfamilientreffen in Mexiko-Stadt im Jahr 2009 ein. Der Herr schenke den Familien und uns allen seinen Segen!

Rivolgo un saluto cordiale alle famiglie italiane! Cari amici, in ogni parte del mondo gli italiani sono stati sempre stimati per il loro forte legame alla famiglia e ai suoi valori. Auspico che questo patrimonio spirituale, morale e sociale, costantemente rinnovato alla luce della Parola di Dio e degli insegnamenti della Chiesa, possa essere difeso anche di fronte alle sfide dell'epoca attuale. Invoco a tal fine l'intercessione dei Santi e soprattutto di san Giuseppe e della Vergine Maria, ai quali affido anche il cammino verso il prossimo Incontro Mondiale delle Famiglie, che avrà luogo nel 2009 a Città del Messico.

Saúdo com grande afecto as famílias de língua portuguesa, aqui presentes ou em comunhão connosco, sobre todas invocando a solicitude materna da Virgem Maria para que, em cada lar cristão, se mantenha viva a chama da fé, do amor e da concórdia, como suma e preciosa herança cuja entrega aos filhos deve acontecer em vida dos pais. Queridas famílias, sede abençoadas nos vossos compromissos a bem da humanidade e da Igreja! Se Deus quiser, o próximo Encontro Mundial será em 2009, na cidade do México.

Pozdrawiam serdecznie polskie rodziny, te, które tu w Walencji biora, udzial w piatym swiatowym spotkaniu rodzin i te które uczestnicza w nim duchowo we wlasnych domach. Zycze, by kazda rodzina byla wspólnota modlitwy, przekazu wiary i miejscem ksztaltowania ducha. Niech Maryja, Królowa Rodzin wspiera wasze wysilki i zawsze was prowadzi. Juz dzisiaj zapraszam was na kolejne swiatowe spotkanie rodzin, które, jesli Bóg pozwoli, odbedzie sie w Meksyku w 2009 r. Niech Bóg wam wszystkim blogoslawi.

[Saluto cordialmente le famiglie polacche, quelle che qui a Valencia partecipano al quinto Incontro Mondiale delle Famiglie e quelle che lo fanno, spiritualmente, nelle loro case. Auguro che ogni famiglia sia una comunità di preghiera, di trasmissione della fede ed il luogo della formazione dello spirito. Che Maria, Regina delle famiglie, sostenga i vostri sforzi e vi guidi costantemente. Già da oggi vi invito al prossimo Incontro Mondiale delle Famiglie, che si terrà, se Dio vuole, in Messico nell'anno 2009. Dio vi benedica tutti.]

Abbraccio di cuore tutte le famiglie qui presenti e quelle che si sono unite a questa celebrazione attraverso la radio, la televisione o altri mezzi di comunicazione sociale. Raccomando tutte alla Sacra Famiglia di Nazaret affinché le protegga e, seguendo il suo esempio silenzioso, possano aiutare i figli a crescere in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini (cf. Lc 2,52).


emma3
Sunday, July 09, 2006 7:27 PM
IL SALUTO ALLA PARTENZA DALL'AEROPORTO DI VALENCIA

Maestà,
Signor Presidente del Governo
e distinte Autorità,
Signori Cardinali e Fratelli nell'episcopato,
Cari fratelli e sorelle,

Nel concludere il mio gradito soggiorno a Valencia in occasione del V Incontro Mondiale delle Famiglie, ringrazio vivamente le Loro Maestà i Re della Spagna, le Autorità della Nazione, della Generalitat di Valencia e del Comune, così come all’Arcivescovo e tutti voi, per la gentile ospitalità che mi avete dispensato e per le dimostrazioni di affetto in tutti i momenti della mia visita a questa fiorente terra levantina.

Confido che, con l'aiuto dell'Altissimo e la materna protezione della Vergine Maria, questo Incontro continui a risuonare come un canto gioioso dell'amore, della vita e della fede condivisa nelle famiglie, aiutando il mondo di oggi a comprendere che l'alleanza matrimoniale, per la quale l'uomo e la donna stabiliscono un vincolo permanente, è un grande bene per tutta l'umanità.

Grazie per la vostra presenza qui. Siete convenuti da tutti i continenti del mondo, con non pochi sacrifici che avete affrontato ed offerto al Signore. Vi porto nel mio cuore. I miei sentimenti si uniscono alla mia preghiera affinché l'Onnipotente vi benedica oggi e sempre.


josie '86
Monday, July 10, 2006 5:14 PM
Dall'Ansa

11:48 PAPA: VACANZE IN VDA; PRONTO EQUIPAGGIO VOLO AIR VALLEE
VOLO SPECIALE DA FIUMICINO, ARRIVO PREVISTO AOSTA ORE 11,35

[DIM]10pt[=DIM][C](ANSA) - AOSTA, 10 LUG - Il Papa giungerà domani in Valle d'Aosta con un volo speciale dell'Air Vallee a bordo di un Dornier 328/jet espressamente allestito all'interno.

E' stato anche predisposto l'equipaggio composto dai piloti Maurizio Lorenzoni e Gianluigi Longo, dal direttore di volo, Marcello Gariel (il pilota di Giovanni Paolo II) e dall'assistente signora Sigrid Moglia.

L'arrivo da Fiumicino è previsto all'aeroporto Corrado Gex di Aosta-Saint Christophe per le ore 11,35; Benedetto XVI proseguirà poi per Les Combes di Introd, dove soggiornerà fino il 28 luglio, in auto. (ANSA). [/C][/DIM]

[G][DIM]12pt[=DIM][Ho visto il meteo stamattina e si dice che ci saranno nevicate...Papino farà vacanze coi...FIOCCHI!!! ][/DIM][/G]
Sihaya.b16247
Tuesday, July 11, 2006 1:28 AM
Re: Dall'Ansa

Scritto da: josie '86 10/07/2006 17.14

[Ho visto il meteo stamattina e si dice che ci saranno nevicate...Papino farà vacanze coi...FIOCCHI!!! ]





Beh, speriamo che il nostro Papino non prenda freddo: per scongiurare il pericolo, perchè non corriamo noi a riscaldarlo??
Sybella
Tuesday, July 11, 2006 10:40 AM
Oggi l'annuncio che...
Il direttore della Sala Stampa Vaticana, Joaquin Navarro Valls, lascia l'incarico dopo 22 anni: al suo posto e' stato nominato padre Federico Lombardi, che peraltro conserva anche il suo ruolo di direttore della Radio Vaticana e direttore del Centro Televisivo Vaticano.


[Modificato da Sybella 11/07/2006 12.52]

Sybella
Tuesday, July 11, 2006 1:02 PM
Sono cominciate le VACANZE
Pochi minuti prima delle ore 12 l'aereo proveniente da Roma con a bordo Benedetto XVI è atterrato all'aeroporto Corrado Gex di Saint Cristophe (Aosta); prima della manovra di atterraggio, però, il pilota ha fatto un breve giro panoramico sulle montagne.

[Modificato da Sybella 11/07/2006 13.04]

ratzi.lella
Tuesday, July 11, 2006 3:21 PM
navarro valls
credo che la scelta di sostituirlo con padre lombardi sia oppurtuna
josie '86
Wednesday, July 12, 2006 10:54 AM
Re: navarro valls
[QUOTE][DIM]7pt[=DIM]Scritto da: ratzi.lella 11/07/2006 15.21
credo che la scelta di sostituirlo con padre lombardi sia oppurtuna [/DIM][/QUOTE]

[DIM]14pt[=DIM][FONT]Comic Sans MS[=FONT]Quoto!!! Sempre meglio della Borghese... [/FONT][/DIM]
josie '86
Wednesday, July 12, 2006 3:24 PM
Da Piupress.com

[G][DIM]15pt[=DIM]Domenica 16 luglio il primo Angelus del Papa [/DIM][/G]

[C][DIM]8pt[=DIM]
da Les Combes

Data: 12/07/2006
Ora: 14:38 [/DIM][/C]

[DIM]10pt[=DIM][C]In occasione del primo appuntamento pubblico del Santo Padre in Valle d'Aosta, l'Angelus di domenica 16 luglio 2006, la Curia informa che per consentire ai fedeli di partecipare all'Eucaristia domenicale, alle ore 10.30, il Vescovo di Aosta, Mons. Giuseppe Anfossi, presiederà una solenne celebrazione alla quale parteciperanno altri Vescovi e numerosi sacerdoti. Quanti lo desiderano, in questa occasione, possono liberamente salire a Les Combes, senza richiedere alcun permesso.

Alle ore 12.00, il Papa Benedetto XVI reciterà la preghiera dell'Angelus dalla casa di vacanze di Les Combes di Introd e rivolgerà a tutti i presenti la Sua parola.
La Curia inviata gli abitanti della Valle e i turisti a partecipare numerosi a questo incontro, per esprimere a Papa Benedetto XVI la stima e la simpatia del popolo cristiano.

Le forze dell'ordine raccomandano di non portare al seguito tutto ciò che non è necessario: zaini, borse o quant'altro possa rallentare le operazioni di controllo.
Nelle aree verdi adiacenti non sarà consentito fare picnic; pertanto si raccomanda di non portare con se posate, coltelli o altro materiale metallico che sia sensibile ai metal-detectors.

L'invito finale della Curia è quello di partire per tempo perché non appena si saranno esauriti i posti di tutti i parcheggi della zona la strada che conduce a Les Combes verrà necessariamente chiusa.
Sarà disponibile un servizio di assistenza per disabili e ammalati e alcune navette provvederanno agli spostamenti degli stessi dai parcheggi al luogo della celebrazione. [/C][/DIM]
josie '86
Wednesday, July 12, 2006 3:26 PM
Da Ansa.it

[DIM]15pt[=DIM][G]PAPA: ATTENTATO BOMBAY E' UN ATTO INSENSATO CONTRO L'UMANITA' [/G][/DIM]

[DIM]10pt[=DIM][C]CITTA' DEL VATICANO - ''Profondamente addolorato'' dalle notizie che arrivano dall'India, Benedetto XVI ha ''condannato'' definendolo un ''atto insensato contro l'umanita'' l'attentato avvenuto a Bombay. In un telegramma fatto pervenire alle autorita' civili ed ecclesiastiche indiane dal cardinale Angelo Sodano, segretario di Stato uscente, il pontefice assicura preghiere e vicinanza spirituale a tutti coloro che in queste ore stanno soffrendo e ''sui numerosi feriti invoca il dono della forza, della consolazione e del conforto''. [/C][/DIM]
euge65
Wednesday, July 12, 2006 9:46 PM
Navarro Vals
Per 22 anni al fianco di Giovanni Paolo II, poi con Benedetto XVI
"Sono grato al Santo Padre, ho ricevuto più di quanto ho dato"
Santa Sede, Navarro Valls se ne va
Da Radio Vaticana arriva padre Lombardi
Il Papa: "E' un giornalista esperto, abbiamo fiducia in lui"


Padre Lombardi
CITTA' DEL VATICANO - Cambio della guardia alla guida della sala stampa vaticana. Joaquin Navarro Valls lascia l'incarico dopo 22 anni di servizio. Al suo posto andrà il direttore generale della Radio Vaticana, padre Federico Lombardi, nato a Saluzzo nel 1942. "Sono grato al Santo Padre e sono consapevole di aver ricevuto in questi anni molto di più di quanto abbia potuto dare e perfino di quanto sia adesso capace di comprendere pienamente", commenta Navarro nel giorno dell'addio. Mentre Lombardi, accettando l'incarico, rende omaggio al predecessore: "Non posso pretendere di imitarlo, ma potete contare sull'impegno che dedicherò, con i miei limiti ma con tutte le forze disponibili, a servire il Santo Padre". E dai monti di Les Combes in Val d'Aosta, Benedetto XVI saluta così la nuova nomina: "E' un giornalista molto esperto, e quindi abbiamo fiducia in lui".

Navarro-Valls, che compirà 70 anni nei prossimi mesi (età limite per un laico per ricoprire incarichi nella Santa Sede), in questo ultimo anno aveva manifestato più volte a Benedetto XVI il desiderio di lasciare. Lo aveva ripetuto, lo scorso giugno, in un'intervista televisiva: "Ho fatto sapere al Papa quali sono i miei desideri: dopo molti anni, troppi forse, un cambiamento per me sarebbe buono". Dopo 22 anni, dunque, Navarro sentiva il bisogno di dire basta e dedicarsi allo studio. "Ho una tale quantità di libri che vorrei approfondire, solo per dedicarmi allo studio avrei bisogno di sei-sette mesi", spiegò. Aggiungendo: "Sul da farsi non faccio molti progetti, penso che vivere la giornata con intensità è già un progetto serio".

La storia di Navarro Valls si lega a doppio filo con quella di Giovanni Paolo II. Era il 1984 quando l'allora direttore della sala stampa estera venne chiamato da Karol Wojtyla a dirigere la comunicazione del Vaticano. Nacque un rapporto che durò e si consolidò nel tempo. A lui toccò gestire l'enorme pressione mediatica che si concentrava su Giovanni Paolo II.

Lo stesso Navarro Valls raccontava così, un anno fa, l'inizio con Giovanni Paolo II: "Il Papa mi disse che intendeva mettere mano alla comunicazione in Vaticano chiedendomi se avessi dei suggerimenti in proposito. Io gli esposi la mia opinione e poi ci salutammo. Pochi giorni dopo il Papa mi disse che avrebbe voluto nominarmi direttore della sala stampa".

Una proposta che cambierà radicalmente la vita di Navarro Valls. "Si prenda il tempo necessario", mi disse il Papa. "Quanto?", chiese Navarro Valls. "Se me lo dice domani mattina va benissimo", rispose il Santo Padre. "Così piuttosto che trascorrere una notte in bianco accettai subito" ricorda. Nacque allora un sodalizio che ha indubbiamente segnato un'epoca del Vaticano. Poi, nel 2005 arrivò la morte di Papa Wojtila. Benedetto XVI chiese a Navarro Valls di restare al suo posto. Il portavoce accettò. Dopo un anno, però, ecco arrivare il momento del commiato. Per lui, dopo anni di "frastuono" mediatico, il silenzio dei libri.

(11 luglio 2006)
Sybella
Thursday, July 13, 2006 12:50 PM
Giornata della Pace 2007
E' stato reso noto il tema della quarantesima Giornata Mondiale della Pace (1 gennaio 2007); il messaggio di Papa Benedetto sarà infatti incentrato sulla 'Persona umana: cuore della pace'.


Ratzigirl
Thursday, July 13, 2006 7:44 PM
COMUNICATO: TEMA DELLA XL GIORNATA MONDIALE DELLA PACE (1° GENNAIO 2007)

"Persona umana: cuore della pace"


PRESENTAZIONE DEL TEMA

Il Messaggio di Sua Santità Benedetto XVI per la 40ª Giornata Mondiale della Pace, che si celebrerà il 1° gennaio 2007, sarà dedicato al seguente tema: "Persona umana: cuore della pace". Il tema di riflessione scelto dal Santo Padre esprime la convinzione che il rispetto della dignità della persona umana è una condizione essenziale per la pace della famiglia umana. La dignità umana, infatti, è il sigillo impresso da Dio sull'uomo, creato a Sua immagine e somiglianza (Gen 1, 26-27), è il segno del comune destino dell'umanità, è il fondamento dell'amore per Dio e per il prossimo. Solo nella consapevolezza della trascendente dignità di ogni uomo e donna la famiglia umana è sul sentiero che porta alla pace e alla comunione con Dio. Afferma, infatti, Benedetto XVI nella Lettera Enciclica Deus caritas est: "l'amore per il prossimo è una strada per incontrare Dio" (16).

Oggi, forse con forza persuasiva e mezzi più efficaci che in passato, la dignità umana è minacciata da ideologie aberranti, aggredita da un uso distorto della scienza e della tecnica, contraddetta da diffusi stili di vita incongruenti. Infatti, ideologie improntate al nichilismo o al fanatismo (materialista o religioso) pretendono di negare o di imporre presunte verità sulla realtà, sull'uomo o su Dio. La scienza e la tecnica (la bio-medicina in particolare), spesso, anziché servire il bene comune dell'umanità sono strumentali a una visione egoistica del progresso e del benessere. Infine, la propaganda e la crescente accettazione di stili di vita disordinati e contrari alla dignità umana vanno indebolendo i cuori e le menti delle persone fino a spegnere il desiderio di una convivenza ordinata e pacifica. Tutto ciò rappresenta una minaccia per l'umanità, poiché la pace è in pericolo quando non è rispettata la dignità umana e quando la convivenza sociale non cerca il bene comune.

La Chiesa ha la missione di annunciare il Vangelo della Vita, la centralità dell'uomo nell'universo e l'amore di Dio per l'umanità. Pertanto, alle sfide del tempo presente la Chiesa risponde con un'antropologia cristiana fondata sui tre pilastri della dignità, della socialità e dell'agire umano nel mondo che va orientato secondo l'ordine impresso da Dio nell'universo (Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, 37), e nella prospettiva di un umanesimo integrale e solidale tendente allo sviluppo di tutto l'uomo e di tutti gli uomini (Paolo VI, Populorum progressio).

Già il Concilio Vaticano II sottolineava come "la Chiesa sa perfettamente che il suo messaggio è in armonia con le aspirazioni più segrete del cuore umano, quando difende la causa della dignità della vocazione umana, e così ridona speranza a quanti disperano ormai di un destino più alto" (Gaudium et spes, 21). Ogni offesa alla persona è una minaccia per la pace; ogni minaccia alla pace è un'offesa alla verità della persona e di Dio: "La persona umana è il cuore della pace"!

euge65
Thursday, July 13, 2006 10:37 PM
Libano- Israele messaggio di Benedetto XVI
BENEDETTO XVI: CORDOGLIO PER LE VITTIME DEGLI ATTENTATI IN INDIA. CONFERMATO VIAGGIO IN GERMANIA

12/07/2006

"Profondamente rattristato dalle notizie degli attacchi terroristici a Mumbay, Sua Santità il Papa Benedetto XVI assicura a tutte le persone colpite la propria vicinanza spirituale nella preghiera". Inizia così il telegramma di cordoglio per le vittime degli attentati terroristici, che ieri sera hanno provocato, secondo un bilancio provvisorio, 183 morti e 700 feriti sui treni e nelle stazioni della periferia di Mumbay (Bombay), inviato oggi da Benedetto XVI, tramite il cardinale segretario di Stato Angelo Sodano, alle autorità civili ed ecclesiastiche. "Deplorando questi atti insensati contro l'umanità - si legge ancora nella missiva -, il Santo Padre affida i molti defunti all'amorosa misericordia dell'Onnipotente", e sulle loro famiglie e sui numerosi feriti "invoca i doni divini della forza, della consolazione e del conforto". E intanto la Sala stampa vaticana ha confermato oggi il viaggio apostolico di Benedetto XVI in Germania (a München, Altötting e Regensburg) dal 9 al 14 settembre prossimo.
Ratzigirl
Friday, July 14, 2006 12:59 PM
TELEGRAMMA CORDOGLIO PER SCOMPARSA CARD. SUQUIA GOICOECHEA

"Era pastore attento,ha servito sempre il suo popolo con carità"



Messaggio di cordoglio di Benedetto XVI per la scomparsa del "caro" cardinale Angel Suquia Goicoechea, morto ieri a Madrid all'età di 89 anni. "Profondamente addolorato", il Papa - in un telegramma indirizzato all'arcivescovo di Madrid, il cardinale Antonio Rouco Varela - ha ricordato il porporato scomparso come "pastore attento che - scrive il pontefice - con tanta carità pastorale ha servito sempre il suo popolo".

"Il suo generoso e intenso servizio ministeriale - sottolinea Papa Ratzinger - prima come vescovo di Almeria, poi come vescovo di Malaga e arcivescovo di Santiago de Compostela, e infine come arcivescovo di Madrid, testimonia la sua grande dedizione alla causa del Vangelo, e il suo profondo amore per la Chiesa".

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