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Ratzigirl
Sunday, June 18, 2006 2:00 PM
Angelus 18 Giugno 2006

PRIMA DELL’ANGELUS

Cari fratelli e sorelle!

Oggi, in Italia e in altri Paesi, si celebra la solennità del Corpus Domini, che a Roma ha già avuto il suo momento forte nella processione cittadina di giovedì scorso. E’ la festa solenne e pubblica dell’Eucaristia, sacramento del Corpo e del Sangue di Cristo: il mistero istituito nell’ultima Cena e ogni anno commemorato nel Giovedì Santo, in questo giorno viene manifestato a tutti, circondato dal fervore di fede e di devozione della Comunità ecclesiale. L’Eucaristia costituisce in effetti il "tesoro" della Chiesa, la preziosa eredità che il suo Signore le ha lasciato. E la Chiesa la custodisce con la massima cura, celebrandola quotidianamente nella Santa Messa, adorandola nelle chiese e nelle cappelle, distribuendola ai malati e, come viatico, a quanti partono per l’ultimo viaggio.

Ma questo tesoro, che è destinato ai battezzati, non esaurisce il suo raggio d’azione nell’ambito della Chiesa: l’Eucaristia è il Signore Gesù che si dona "per la vita del mondo" (Gv 6,51). In ogni tempo e in ogni luogo, Egli vuole incontrare l’uomo e portargli la vita di Dio. Non solo. L’Eucaristia ha anche una valenza cosmica: la trasformazione del pane e del vino nel Corpo e Sangue di Cristo costituisce infatti il principio di divinizzazione della stessa creazione. Per questo la festa del Corpus Domini si caratterizza in modo particolare per la tradizione di recare il Santissimo Sacramento in processione, un gesto ricco di significato. Portando l’Eucaristia nelle strade e nelle piazze, vogliamo immergere il Pane disceso dal cielo nella quotidianità della nostra vita; vogliamo che Gesù cammini dove camminiamo noi, viva dove viviamo noi. Il nostro mondo, le nostre esistenze devono diventare il suo tempio. La Comunità cristiana in questo giorno di festa proclama che l’Eucaristia è tutto per lei, è la sua stessa vita, la fonte dell’amore che vince la morte. Dalla comunione con Cristo Eucaristia scaturisce la carità che trasforma la nostra esistenza e sostiene il cammino di tutti noi verso la patria celeste. Per questo la liturgia ci fa cantare: "Buon Pastore, vero pane, / (…) Tu che tutto sai e puoi, che ci nutri sulla terra, / conduci i tuoi fratelli / alla tavola del cielo / nella gloria dei tuoi santi".

Maria è la "donna eucaristica", come l’ha definita il Papa Giovanni Paolo II nella sua Enciclica Ecclesia de Eucharistia. Preghiamo la Vergine perché ogni cristiano approfondisca la fede nel mistero eucaristico, per vivere in costante comunione con Gesù ed essere suo valido testimone.

[00919-01.01] [Testo originale: Italiano]


DOPO L’ANGELUS

Ricorre martedì prossimo, 20 giugno, la Giornata Mondiale del Rifugiato, promossa dalle Nazioni Unite. Essa vuole attirare l’attenzione della comunità internazionale sulle condizioni di tante persone costrette a fuggire, per gravi forme di violenza, dalle proprie terre. Questi nostri fratelli e sorelle cercano rifugio in altri Paesi animati dalla speranza di tornare in patria, o, almeno, di trovare ospitalità là dove si sono rifugiati. Mentre assicuro per loro un ricordo nella preghiera e la costante sollecitudine della Santa Sede, auspico che i diritti di queste persone siano sempre rispettati e incoraggio le Comunità ecclesiali a venire incontro alle loro necessità.

josie '86
Wednesday, June 21, 2006 1:45 PM
Dal sito di Repubblica

[DIM]9pt[=DIM][G]CdV, 12.34[/G][/DIM]

[G][DIM]15pt[=DIM]PAPA: DA OGGI E' CITTADINO ONORARIO DI RATISBONA[/DIM][/G]

[C][DIM]10pt[=DIM]Da oggi Benedetto XVI è cittadino onorario di Regensburg in Baviera. Come era avvenuto per il conferimento della cittadinanza onoraria di Altotting, la cerimonia si è svolta nello studio privato dell'aula Paolo VI. Regensburg, cioè Ratisbona, è particolarmente legata alla storia di Papa Ratzinger.
Dopo aver insegnato teologia dogmatica e fondamentale a Frisinga, a Bonn, a Monaco e a Tubinga, nel 1969 infatti divenne cattedratico di dogmatica e storia del dogma all'università di Ratisbona, dove ricoprì al tempo stesso l'incarico di vicepresidente dell'università. A Regensburg vive suo fratello, mons. Georg, già maestro del coro della cattedrale. E da Ratisbona arrivano infatti i "Domspatzen", i fanciulli del coro dei "passerotti del Duomo", famosi in tutta la Germania per la loro bravura e disciplina, che per oltre vent'anni sono stati diretti proprio da mons. Georg Ratzinger. Ma la cittadina bavarese è celebre anche per un altro motivo: nessun altro luogo in Europa può vantare una ricchezza di appellativi come Regensburg che viene addirittura definita con sette nomi diversi nella tragedia "Doctor Faustus" di Marlowe dove il demoniaco Mefistofele, dirigendosi in volo verso la città danubiana, la chiama Tiberia, Quadrata, Hyaspolis, Reginopolis, Imbripolis, Ratisbona e Regensburg.[/DIM][/C]

Sihaya.b16247
Wednesday, June 21, 2006 3:52 PM
Re: Dal sito di Repubblica

Scritto da: josie '86 21/06/2006 13.45

CdV, 12.34

PAPA: DA OGGI E' CITTADINO ONORARIO DI RATISBONA

Da oggi Benedetto XVI è cittadino onorario di Regensburg in Baviera. Come era avvenuto per il conferimento della cittadinanza onoraria di Altotting, la cerimonia si è svolta nello studio privato dell'aula Paolo VI. Regensburg, cioè Ratisbona, è particolarmente legata alla storia di Papa Ratzinger.
Dopo aver insegnato teologia dogmatica e fondamentale a Frisinga, a Bonn, a Monaco e a Tubinga, nel 1969 infatti divenne cattedratico di dogmatica e storia del dogma all'università di Ratisbona, dove ricoprì al tempo stesso l'incarico di vicepresidente dell'università. A Regensburg vive suo fratello, mons. Georg, già maestro del coro della cattedrale. E da Ratisbona arrivano infatti i "Domspatzen", i fanciulli del coro dei "passerotti del Duomo", famosi in tutta la Germania per la loro bravura e disciplina, che per oltre vent'anni sono stati diretti proprio da mons. Georg Ratzinger. Ma la cittadina bavarese è celebre anche per un altro motivo: nessun altro luogo in Europa può vantare una ricchezza di appellativi come Regensburg che viene addirittura definita con sette nomi diversi nella tragedia "Doctor Faustus" di Marlowe dove il demoniaco Mefistofele, dirigendosi in volo verso la città danubiana, la chiama Tiberia, Quadrata, Hyaspolis, Reginopolis, Imbripolis, Ratisbona e Regensburg.





Interessante!! Grazie!
Sihaya.b16247
Wednesday, June 21, 2006 3:53 PM
L’UDIENZA GENERALE , 21.06.2006
Nel discorso in lingua italiana, il Papa incentra la sua meditazione sul tema: "Giacomo, il Maggiore".

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Papa rivolge particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti.

L’Udienza Generale si conclude con la recita del Pater Noster e la Benedizione Apostolica impartita insieme ai Vescovi presenti.


CATECHESI DEL SANTO PADRE IN LINGUA ITALIANA

Cari fratelli e sorelle,

proseguendo nella serie di ritratti degli Apostoli scelti direttamente da Gesù durante la sua vita terrena. Abbiamo parlato di san Pietro, di suo fratello Andrea. Oggi incontriamo la figura di Giacomo. Gli elenchi biblici dei Dodici menzionano due persone con questo nome: Giacomo figlio di Zebedeo e Giacomo figlio di Alfeo (cfr Mc 3,17.18; Mt 10,2-3), che vengono comunemente distinti con gli appellativi di Giacomo il Maggiore e Giacomo il Minore. Queste designazioni non vogliono certo misurare la loro santità, ma soltanto prendere atto del diverso rilievo che essi ricevono negli scritti del Nuovo Testamento e, in particolare, nel quadro della vita terrena di Gesù. Oggi dedichiamo la nostra attenzione al primo di questi due personaggi omonimi.

Il nome Giacomo è la traduzione di Iákobos, forma grecizzata del nome del celebre patriarca Giacobbe. L’apostolo così chiamato è fratello di Giovanni, e negli elenchi suddetti occupa il secondo posto subito dopo Pietro, come in Marco (3,17), o il terzo posto dopo Pietro e Andrea nel Vangeli di Matteo (10,2) e di Luca (6,14), mentre negli Atti viene dopo Pietro e Giovanni (1,13). Questo Giacomo appartiene, insieme con Pietro e Giovanni, al gruppo dei tre discepoli privilegiati che sono stati ammessi da Gesù a momenti importanti della sua vita.

Poiché fa molto caldo, vorrei abbreviare e menzionare qui solo due di queste occasioni. Egli ha potuto partecipare, insieme con Pietro e Giovanni, al momento dell’agonia di Gesù nell’orto del Getsemani e all’evento della Trasfigurazione di Gesù. Si tratta quindi di situazioni molto diverse e l’una dall’altra: in un caso, Giacomo con gli altri due Apostoli sperimenta la gloria del Signore, lo vede nel colloquio con Mosé ed Elia, vede trasparire lo splendore divino in Gesù; nell’altro si trova di fronte alla sofferenza e all’umiliazione, vede con i propri occhi come il Figlio di Dio si umilia facendosi obbediente fino alla morte. Certamente la seconda esperienza costituì per lui l’occasione di una maturazione nella fede, per correggere l’interpretazione unilaterale, trionfalista della prima: egli dovette intravedere che il Messia, atteso dal popolo giudaico come un trionfatore, in realtà non era soltanto circonfuso di onore e di gloria, ma anche di patimenti e di debolezza. La gloria di Cristo si realizza proprio nella Croce, nella partecipazione alle nostre sofferenze.

Questa maturazione della fede fu portata a compimento dallo Spirito Santo nella Pentecoste, così che Giacomo, quando venne il momento della suprema testimonianza, non si tirò indietro. All’inizio degli anni 40 del I secolo il re Erode Agrippa, nipote di Erode il Grande, come ci informa Luca, "cominciò a perseguitare alcuni membri della Chiesa, e fece uccidere di spada Giacomo fratello di Giovanni" (At 12,1-2). La stringatezza della notizia, priva di ogni dettaglio narrativo, rivela, da una parte, quanto fosse normale per i cristiani testimoniare il Signore con la propria vita e, dall’altra, quanto Giacomo avesse una posizione di spicco nella Chiesa di Gerusalemme, anche a motivo del ruolo svolto durante l’esistenza terrena di Gesù. Una tradizione successiva, risalente almeno a Isidoro di Siviglia, racconta di un suo soggiorno in Spagna per evangelizzare quella importante regione dell'impero romano. Secondo un’altra tradizione, sarebbe invece stato il suo corpo ad essere trasportato in Spagna, nella città di Santiago di Compostella. Come tutti sappiamo, quel luogo divenne oggetto di grande venerazione ed è tuttora mèta di numerosi pellegrinaggi, non solo dall’Europa ma da tutto il mondo. E’ così che si spiega la rappresentazione iconografica di san Giacomo con in mano il bastone del pellegrino e il rotolo del Vangelo, caratteristiche dell’apostolo itinerante e dedito all’annuncio della "buona notizia", caratteristiche del pellegrinaggio della vita cristiana.

Da san Giacomo, dunque, possiamo imparare molte cose: la prontezza ad accogliere la chiamata del Signore anche quando ci chiede di lasciare la "barca" delle nostre sicurezze umane, l’entusiasmo nel seguirlo sulle strade che Egli ci indica al di là di ogni nostra illusoria presunzione, la disponibilità a testimoniarlo con coraggio, se necessario, fino al sacrificio supremo della vita. Così Giacomo il Maggiore si pone davanti a noi come esempio eloquente di generosa adesione a Cristo. Egli, che inizialmente aveva chiesto, tramite sua madre, di sedere con il fratello accanto al Maestro nel suo Regno, fu proprio il primo a bere il calice della passione, a condividere con gli Apostoli il martirio.

E alla fine, riassumendo tutto, possiamo dire che il cammino non solo esteriore ma soprattutto interiore, dal monte della Trasfigurazione al monte dell’agonia, simbolizza tutto il pellegrinaggio della vita cristiana, fra le persecuzioni del mondo e le consolazioni di Dio, come dice il Concilio Vaticano II. Seguendo Gesù come san Giacomo, sappiamo, anche nelle difficoltà, che andiamo sulla strada giusta.

Saluto in lingua italiana

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. In particolare, saluto voi, cari fedeli della diocesi di Acerenza, accompagnati dal vostro Pastore Mons. Giovanni Ricchiuti, e formulo fervidi voti che questo incontro susciti in ciascuno rinnovati propositi di generosa testimonianza cristiana. Saluto inoltre voi, care Suore Francescane Missionarie di Gesù Bambino, riunite in Capitolo Generale, invocando su di voi e sul vostro Istituto la continua assistenza del Signore, perché possiate servire con sempre più fervido slancio il Vangelo e la Chiesa.

Saluto, ora, i giovani, gli ammalati e gli sposi novelli. L’esempio e l’intercessione di San Luigi Gonzaga, di cui oggi facciamo memoria, solleciti voi, cari giovani, a valorizzare la virtù della purezza evangelica; aiuti voi, cari ammalati ad affrontare la sofferenza trovando conforto in Cristo crocifisso; conduca voi, cari sposi novelli, a un amore sempre più profondo verso Dio e tra di voi.


Sybella
Wednesday, June 21, 2006 6:44 PM
E come l'anno scorso...
...più o meno, Benedetto sarà in vacanza a Les Combes dall'11 al 28 luglio, prima di trasferirsi a Castelgandolfo.
...prepariamo sin d'ora i videoregistratori per i 2 Angelus del 16 e del 23...sarà bellissimo vederlo anche quest'estate nella stupenda cornice montana...
-danich-
Wednesday, June 21, 2006 8:04 PM
Re:E come l'anno scorso...
UEEEEEEEEEEEEEEE!!!!!!!!!

ERA QUELLO CHE VOLEVO SAPEREEE!!!!!

IL PERIODO DI PERMANENZA DI RATZI A LES COMBES COINCIDERA' COL MIO AD AOSTAAAA!!!

Che sia finalmente giunto il momento di poterlo vedere "dal vivo"?

Speriamo!!!!!!!! Pregateci su.... Ci terrei tanto anche solo vederlo da lontano, visto che finora mi è stato impossibile..

(vtr)
Wednesday, June 21, 2006 8:25 PM
Re: Re:E come l'anno scorso...
Beati voi... io l'ho già visto due volte.
Una volta da cardinale a Palermo... gli ho stretto e baciato la mano; una volta quando siamo andati al Vaticano ad animare una liturgia eucaristica da lui presieduta... ora ritornerò a novembre... sempre in Vaticano.
Se volete ve lo saluto!
Sihaya.b16247
Wednesday, June 21, 2006 8:50 PM
Re: Re: Re:E come l'anno scorso...

Scritto da: (vtr) 21/06/2006 20.25
Beati voi... io l'ho già visto due volte.
Una volta da cardinale a Palermo... gli ho stretto e baciato la mano; una volta quando siamo andati al Vaticano ad animare una liturgia eucaristica da lui presieduta... ora ritornerò a novembre... sempre in Vaticano.
Se volete ve lo saluto!




Aaaaaaarrrrgggghhhh......Sciagurato! Che invidia!!!
Salutarcelo? solo! Ma no presentacelo!
emma3
Wednesday, June 21, 2006 10:02 PM
Re: Re: Re: Re:E come l'anno scorso...

Scritto da: Sihaya.b16247 21/06/2006 20.50



Aaaaaaarrrrgggghhhh......Sciagurato! Che invidia!!!
Salutarcelo? solo! Ma no presentacelo!



che strano Sihaya...ho un deja vu...
euge65
Wednesday, June 21, 2006 10:07 PM
Hai racione emma


Mi ricorda qualcosa!!!!!!!!!
(vtr)
Wednesday, June 21, 2006 10:13 PM
de ja vu

Scritto da: emma3 21/06/2006 22.02
che strano Sihaya...ho un deja vu...



De moi?
Sihaya.b16247
Wednesday, June 21, 2006 10:23 PM
Re: Hai racione emma

Scritto da: euge65 21/06/2006 22.07


Mi ricorda qualcosa!!!!!!!!!



Telepatia...
Ratzigirl
Wednesday, June 21, 2006 11:09 PM
Discorso alla delegazione tedesca per il conferimento del titolo di cittadino onorario di Ratisbona
“Arrivederci a Ratisbona”, dice il Papa ricevendo il titolo di cittadino onorario della città

Arrivederci a Ratisbona”. Con queste parole Benedetto XVI si è congedato dalla delegazione della città bavarese dopo aver ricevuto questo mercoledì il titolo di cittadino onorario.

La delegazione di Regensburg (nome tedesco della città) era guidata dal sindaco, Hans Schaidinger, e dal Vescovo della diocesi, monsignor Gerhard Ludwig Müller, teologo di fama internazionale.

Nel corso dell’incontro, che ha avuto luogo in una delle sale dell’Aula Paolo VI, dopo l’udienza generale, il Papa ha ringraziato la città.

Joseph Ratzinger è stato dal 1969 professore ordinario di Dogmatica e di Storia dei Dogmi dell’Università di Ratisbona, della quale è stato poi nominato anche Vice-presidente.

Ratisbona – ha detto secondo quanto citato dalla “Radio Vaticana” – è una delle città più antiche della Germania, ma è anche una città giovane, piena di vitalità”.

“Guardando il Duomo e le Mura antiche
”, ha aggiunto, si comprende che “non si deve dimenticare la storia”, che continua ad offrire i suoi insegnamenti. Ratisbona è anche per il Papa “un esempio di resistenza nei tempi bui della storia”.

Il Pontefice ha quindi ricordato il celebre Coro dei Piccoli Cantori di Ratisbona ( Regensburger Domspatzen ), che nell’ottobre dello scorso anno è stato in Vaticano per un concerto in suo onore nella Cappella Sistina e che è stato diretto per anni da suo fratello, monsignor Georg Ratzinger.

Riferendosi infine al suo viaggio apostolico in Germania, nel mese di settembre, Benedetto XVI ha detto di" non vedere l’ora di arrivare in questa città della Baviera, concludendo con questo saluto: “Arrivederci a Ratisbona, arrivederci nella città sul Danubio”.

Sybella
Thursday, June 22, 2006 11:07 AM
Sembra ufficiale...
...con atto di nomina, quanto già annunciato dalla stampa nei giorni scorsi:
il Cardinal BERTONE sarà il nuovo Segretario di Stato della Santa Sede.
Dovrebbe succedere al Cardinal Sodano a partire dal 15 settembre.

[Modificato da Sybella 22/06/2006 11.07]

Sybella
Thursday, June 22, 2006 12:31 PM
Ed è ufficiale anche che...
dal 15 settembre Monsignor Lajolo, attualmente Segretario della Sezione per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato, sostituirà il Cardinal Szoka nella carica di Presidente della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano e Presidente del Governatorato.

josie '86
Thursday, June 22, 2006 12:46 PM
Re: Sembra ufficiale...
[QUOTE][DIM]7pt[=DIM]Scritto da: Sybella 22/06/2006 11.07
...con atto di nomina, quanto già annunciato dalla stampa nei giorni scorsi:
il Cardinal BERTONE sarà il nuovo Segretario di Stato della Santa Sede.
Dovrebbe succedere al Cardinal Sodano a partire dal 15 settembre.<p><font class='xsmall'>[<i>Modificato da Sybella 22/06/2006 11.07</i>]</font></p>[/DIM][/QUOTE]

Infatti!!! Guarda qui!

[DIM]15pt[=DIM][G]VATICANO: CARD.BERTONE NUOVO SEGRETARIO DI STATO[/G][/DIM]

[DIM]10pt[=DIM][C]22/06/2006 10.36[/C][/DIM]

[DIM]11pt[=DIM][C]Città del Vaticano, 22 giu (Adnkronos)- Sarà il cardinal Tarcisio Bertone, arcivescovo di genova, a succedere ad Angelo Sodano alla Segreteria di stato. La nomina sarà probabilmente ufficializzata nelle prossime ore da papa Benedetto XVI.[/C][/DIM]

emma3
Thursday, June 22, 2006 1:12 PM
e LAJOLO, ex "ministro degli esteri" al GOVERNATORATO della cttà del Vaticano
josie '86
Friday, June 23, 2006 12:52 PM
Da Corriere.com

[G][DIM]15pt[=DIM]Il cardinale Bertone nominato nuovo segretario di Stato Benedetto XVI disegna la nuova curia, Sodano va in pensione[/DIM][/G]

[DIM]10pt[=DIM][C]GENOVA- "Si tratta per me, proiettato in tante attività pastorali e culturali nella chiesa genovese, di una rivoluzione copernicana. Sono, come salesiano e come uomo di Chiesa, abituato all'obbedienza": così l'arcivescovo di Genova, il cardinale Tarcisio Bertone, ha commentato l'annuncio della sua nomina a Segretario di Stato, a partire dal prossimo 15 settembre, dopo aver dato lettura del comunicato ufficiale letto ieri mattina nella sala stampa del Vaticano e di una lettera di saluto di Papa Benedetto XVI che sarà pubblicata questa mattina dall'Osservatore Romano.
La procedura è irrituale, perchè la decisione è differita a settembre, ma la nomina di Tarcisio Bertone a segretario di Stato è una scelta di peso del pontificato di Benedetto XVI e disegna la curia che egli ha in mente.
A poco più di un anno dall'elezione, elaborato con il viaggio in Polonia il lutto per il predecessore e trascorsi i tempi di cortesia istituzionale che aveva portato alla riconferma dei principali uomini ai vertici ecclesiali, papa Ratzinger ha scelto l'uomo che guiderà la politica del suo pontificato.
Il cardinale Bertone, finora arcivescovo di Genova, è nato a Romano Canavese, in provincia di Torino, il primo dicembre 1934, quinto di otto figli. La scelta del Papa per il delicatissimo incarico è ricaduta sul suo ex braccio destro alla Congregazione per la Dottrina della Fede, collaboratore di provata fiducia ma anche pastore di grande preparazione dottrinale. Angelo Sodano lascia l'incarico dopo 15 anni di servizio per raggiunti limiti di età.[/C][/DIM]

[DIM]8pt[=DIM][G][Tanti auguri, Tarci!!! ][/G][/DIM]
josie '86
Friday, June 23, 2006 1:47 PM
Da Zenit

[G][DIM]15pt[=DIM]Verrà beatificata una religiosa ungherese che ha dato la vita per difendere gli ebrei[/DIM][/G]

[DIM]10pt[=DIM][C]ROMA, venerdì, 23 giugno 2006 (Zenit.org).- Benedetto XVI ha approvato il rito di beatificazione di una religiosa assassinata perchè difese gli ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale.

A Budapest (Ungheria), alle 11.00 del 17 settembre, nell'atrio della Basilica di Santo Stefano, verrà beatificata la Serva di Dio Sàra Salkahàzi, uccisa il 27 dicembre 1944 perchè nascondeva un centinaio di ebrei perseguitati dagli invasori nazisti.

Benedetto XVI ha ricevuto, il 28 aprile 2006, in visita privata il Cardinale Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, Josè Saraiva Martins.

Nel corso dell'udienza, il Papa ha autorizzato la Congregazione a promulgare, tra gli altri, il decreto relativo al "martirio della Serva di Dio Sàra Salkahàzi, dell'Istituto delle uore dell'Assistenza, nata l'11 maggio 1889 a Kassa (Kosice, attualmente in Slovacchia) e morta nel dicembre 1944 a Budapest (Ungheria)".

Il suo processo di beatificazione era stato introdotto nel 1997.

Il Cardinale Peter Erdo, Primate d'Ungheria, ha accolto la decisione affermando: "Credo che nell'anno di rinnovamento spirituale della Nazione il Santo Padre non poteva fare un regalo più bello alla Chiesa, e anche a tutta la società ungherese.".[/C][/DIM]
Sybella
Friday, June 23, 2006 1:53 PM
Concistoro su alcune canonizzazioni
Sabato 1° luglio 2006, alle 11, nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico, si terrà il Concistoro Ordinario Pubblico per la canonizzazione di alcuni Beati, tra cui Filippo SMALDONE, il fondatore dell’Istituto delle Suore Salesiane dei Sacri Cuori.

[Modificato da Sybella 23/06/2006 13.58]

josie '86
Friday, June 23, 2006 1:57 PM
Re: Concistoro su alcune canonizzazioni
[QUOTE][DIM]7pt[=DIM]Scritto da: Sybella 23/06/2006 13.53
[DIM]16pt[=DIM]Sabato 1° luglio 2006[/DIM], alle 11, nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico, si terrà il Concistoro Ordinario Pubblico per la canonizzazione di alcuni Beati, tra cui Filippo SMALDONE, il fondatore dell’Istituto delle Suore Salesiane dei Sacri Cuori.
<p><font class='xsmall'>[<i>Modificato da Sybella 23/06/2006 13.55</i>]</font></p>[/DIM][/QUOTE]


[G][DIM]14pt[=DIM]Finalmente Filippo Smaldone santo!!! [/DIM][/G]
josie '86
Friday, June 23, 2006 6:53 PM
Ecco la notizia al completo

[C]CITTA' DEL VATICANO, 13:58[/C]

[G][DIM]13pt[=DIM]Papa: in arrivo 5 nuovi santi, 1 luglio concistoro ordinario[/DIM][/G]

[DIM]10pt[=DIM][C](ANSA)- CITTA' DEL VATICANO, 23 giu- Sabato 1 luglio papa Benedetto XVI proclamerà cinque nuovi santi, durante il concistoro ordinario pubblico. Saranno Rafael Guizar Valencia, vescovo; Filippo Smaldone, fondatore dell'Istituto Suore Salesiane Salesiane dei Sacri Cuori; Rosa Venerini, fondatrice della Congregazione Maestre Pie Venerini; Theodore Guerin, fondatrice della Congregazione Suore della Provvidenza di Santa Maria ad Nemus. Intanto il papa esorta i vescovi: "sappiano dialogare con la società". LEM (Riproduzione Riservata)[/C][/DIM]
Ratzigirl
Friday, June 23, 2006 7:15 PM
Lettera del Papa al Cardinel Bertone, nuovo Segretario di Stato

"SO AVER CHIESTO A BERTONE UN SACRIFICIO GRANDE"



"Carissimi fedeli genovesi, pace e apostolica benedizione! Vi scrivo nell'occasione in cui è resa pubblica la nomina del Vostro Arcivescovo quale nuovo Segretario di Stato. In questi tre anni, in cui ha guidato la Chiesa che è in Genova, - si legge nella lettera del Pontefice - avete imparato ad apprezzarne le doti e le qualità che lo rendono un pastore fedele, particolarmente capace di coniugare attenzione pastorale e preparazione dottrinale. Sono proprio queste caratteristiche, unitamente alla reciproca conoscenza e fiducia, maturate negli anni di comune servizio presso la Congregazione per la Dottrina della Fede, che mi hanno indotto a sceglierlo per l'alto e delicato compito a servizio della Chiesa universale, presso la Santa Sede".

"So - prosegue Bendetto XVI - di aver chiesto al Cardinale Bertone un sacrificio grande; so che quello dei fedeli affidati alle sue cure a Genova non è da meno. Ma sono certo che il suo affetto e la sua preghiera per la Vostra comunità saranno portati ad Petri sedem. La storia della Vostra Diocesi conosce una fedeltà generosa al Vicario di Cristo, a cui mi appello anche in virtù del nome che ho scelto per questo mio ministero petrino: è il nome dell'ultimo Papa genovese, tanto devoto alla Madonna della Guardia, alla quale tutti affido in questo momento di passaggio delicato ma ricco di grazia, perché sempre tutto si svolge al bene di color che amano Dio (Rom 8,28)".

"Proprio in virtù di questa vostra fedele e obbediente generosità verso la Santa Sede mi accingo a provvedere quanto prima alla nomina del nuovo successore sulla Cattedra di San Siro. Vi chiedo di associarVi a me - conclude - nella preghiera allo Spirito perché ci aiuti in questo discernimento e fin d'ora assicuro il mio ricordo e la mia apostolica benedizione nella preghiera per tutte le realtà della Chiesa che è in Genova: per i Pastori, i consacrati, le famiglie, i giovani, gli ammalati
".
Ratzigirl
Sunday, June 25, 2006 1:48 PM
Angelus domenicale 25 Giugno 2006
PRIMA DELL’ANGELUS

Cari fratelli e sorelle!

L’odierna domenica, la dodicesima del Tempo Ordinario, si trova come "circondata" da solennità liturgiche significative. Venerdì scorso abbiamo celebrato il Sacro Cuore di Gesù, ricorrenza che unisce felicemente la devozione popolare alla profondità teologica. Era tradizionale – e in alcuni Paesi lo è ancora – la consacrazione al Sacro Cuore delle famiglie, che ne conservavano un’immagine nella loro casa. Le radici di questa devozione affondano nel mistero dell’Incarnazione; è proprio attraverso il Cuore di Gesù che in modo sublime si è manifestato l’Amore di Dio verso l’umanità. Per questo l’autentico culto del Sacro Cuore conserva tutta la sua validità e attrae specialmente le anime assetate della misericordia di Dio, che vi trovano la fonte inesauribile da cui attingere l’acqua della Vita, capace di irrigare i deserti dell’anima e di far rifiorire la speranza. La solennità del Sacro Cuore di Gesù è anche la Giornata Mondiale di Preghiera per la Santificazione dei Sacerdoti: colgo l’occasione per invitare tutti voi, cari fratelli e sorelle, a pregare sempre per i sacerdoti, affinché possano essere validi testimoni dell’amore di Cristo.

Ieri la liturgia ci ha fatto celebrare la Natività di San Giovanni Battista, l’unico Santo di cui si commemora la nascita, perché segnò l’inizio del compimento delle promesse divine: Giovanni è quel "profeta", identificato con Elia, che era destinato a precedere immediatamente il Messia per preparare il popolo d’Israele alla sua venuta (cfr Mt 11,14; 17,10-13). La sua festa ci ricorda che la nostra vita è tutta e sempre "relativa" a Cristo e si realizza accogliendo Lui, Parola, Luce e Sposo, di cui noi siamo voci, lucerne e amici (cfr Gv 1,1.23; 1,7-8; 3,29). "Egli deve crescere e io invece diminuire" (Gv 3,30): questa espressione del Battista è programmatica per ogni cristiano.

Lasciare che l’"io" di Cristo prenda il posto del nostro "io" è stato in modo esemplare l’anelito degli Apostoli Pietro e Paolo, che la Chiesa venera con solennità il prossimo 29 giugno. San Paolo ha scritto di sé: "Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me" (Gal 2,20). Prima di loro e prima di ogni altro Santo, a vivere questa realtà è stata Maria Santissima, che ha conservato le parole del suo Figlio Gesù nel suo cuore. Ieri abbiamo contemplato questo suo Cuore immacolato, Cuore di Madre, che continua a vegliare con tenera sollecitudine su tutti noi. La sua intercessione ci ottenga di essere sempre fedeli alla vocazione cristiana.


DOPO L’ANGELUS

Profondamente addolorato per il grave incidente avvenuto nel cantiere dell’autostrada Catania-Siracusa, porgo le mie condoglianze ai familiari della vittima, per la quale elevo al Signore una speciale preghiera di suffragio e, mentre esprimo la mia spirituale vicinanza ai feriti ed ai loro parenti, auspico che una sempre maggiore attenzione alle condizioni di sicurezza nel lavoro possa evitare il ripetersi di simili drammatici eventi.

Oggi, domenica che precede la solennità dei Santi Pietro a Paolo, si tiene in Italia la Giornata per la carità del Papa. Ringrazio di cuore la Comunità ecclesiale italiana per le preghiere e il sostegno che offre al mio ministero di Successore di Pietro, chiamato a servire l’intero Popolo di Dio.




Ratzigirl
Sunday, June 25, 2006 11:41 PM
Discorso del Santo Padre al termine del concerto nella cappella Sistina tenuto il 24 giugno 2006



Signori Cardinali,
venerati Fratelli nell’Episcopato e nel Presbiterato,
fratelli e sorelle nel Signore!

Al termine di questo concerto, suggestivo per il luogo in cui ci troviamo – la Cappella Sistina – e per l’intensità spirituale delle composizioni eseguite, l’animo avverte spontaneo il bisogno di lodare, di benedire, di ringraziare. Questo sentimento si rivolge innanzitutto al Signore, somma bellezza e armonia, che ha dato all’uomo la capacità di esprimersi con il linguaggio della musica e del canto. “Ad Te levavi animam meam”, diceva poc’anzi l’Offertorio di Giovanni Pierluigi da Palestrina, riecheggiando il salmo (24,1). Veramente le nostre anime si sono elevate verso Dio, e perciò desidero manifestare la mia riconoscenza al Maestro Domenico Bartolucci e alla Fondazione a lui intitolata, che ha progettato e realizzato questa iniziativa. Caro Maestro, Ella ha offerto a me e a tutti noi un dono prezioso, preparando il programma nel quale ha sapientemente accostato una scelta di capolavori del “Principe” della musica sacra polifonica ad alcune tra le opere da Lei stesso composte. In particolare, La ringrazio per aver voluto dirigere personalmente il concerto e per il mottetto Oremus pro Pontifice, che Ella ha scritto subito dopo la mia elezione alla Sede di Pietro. Le sono anche riconoscente per le amabili parole che ha voluto poc’anzi rivolgermi, testimoniando il suo amore per l’arte della musica e la sua passione per il bene della Chiesa. Mi congratulo poi vivamente con il Coro della Fondazione ed estendo il mio “grazie” a quanti hanno in vario modo collaborato. Un saluto cordiale indirizzo infine a quanti con la loro presenza hanno onorato questo nostro incontro.

Tutti i brani ascoltati – e soprattutto il loro insieme, dove stanno in parallelo i secoli XVI e XX – concorrono a confermare la convinzione che la polifonia sacra, in particolare quella della cosiddetta “scuola romana”, costituisce un’eredità da conservare con cura, da tenere viva e da far conoscere, a beneficio non solo degli studiosi e dei cultori, ma della Comunità ecclesiale nel suo insieme, per la quale costituisce un inestimabile patrimonio spirituale, artistico e culturale. La Fondazione Bartolucci mira proprio a custodire e diffondere la tradizione classica e contemporanea di questa celebre scuola polifonica, che si è sempre contraddistinta per l’impostazione incentrata sul puro canto, senza accompagnamento di strumenti. Un autentico aggiornamento della musica sacra non può avvenire che nel solco della grande tradizione del passato, del canto gregoriano e della polifonia sacra. Per questo motivo, nel campo musicale, come anche in quelli delle altre forme artistiche, la Comunità ecclesiale ha sempre promosso e sostenuto quanti ricercano nuove vie espressive senza rinnegare il passato, la storia dello spirito umano, che è anche storia del suo dialogo con Dio.

Lei, venerato Maestro, ha cercato sempre di valorizzare il canto sacro, anche come veicolo di evangelizzazione. Mediante gli innumerevoli concerti eseguiti in Italia e all’estero, con il linguaggio universale dell’arte, la Cappella musicale pontificia da Lei guidata ha così cooperato alla stessa missione dei Pontefici, che è quella di diffondere nel mondo il messaggio cristiano. E tale opera essa continua a svolgere ancora sotto l’attenta direzione del Maestro Giuseppe Liberto.

Cari fratelli e sorelle, in conclusione di questa gradita elevazione musicale, volgiamo lo sguardo alla Vergine Maria, posta alla destra di Cristo Signore nel “Giudizio” michelangiolesco: alla sua materna protezione affidiamo in modo particolare tutti i cultori del canto sacro, affinché, sempre animati da genuina fede e da sincero amore per la Chiesa, offrano il loro prezioso contributo alla preghiera liturgica e concorrano efficacemente all’annuncio del Vangelo. Al Maestro Domenico Bartolucci, ai membri della Fondazione e a tutti voi qui presenti imparto di cuore la Benedizione Apostolica.



[Ieri dicevano che sarebbe stato interessante il discorso di Ratzi in quanto avrebbe dato delle "dritte" su come avrebbe orientato il discors "musica liturgica" durante il suo pontificato, e visto le parole chiarissime che ha pronunciato,ho l'impressione che avremo presto un bel ritorno della musica sacra su stampo gregoriano!!! ]
(vtr)
Monday, June 26, 2006 9:02 AM
Re: Discorso del Santo Padre al termine del concerto nella cappella Sistina tenuto il 24 giugno 2006

Scritto da: Ratzigirl 25/06/2006 23.41
[Ieri dicevano che sarebbe stato interessante il discorso di Ratzi in quanto avrebbe dato delle "dritte" su come avrebbe orientato il discors "musica liturgica" durante il suo pontificato, e visto le parole chiarissime che ha pronunciato,ho l'impressione che avremo presto un bel ritorno della musica sacra su stampo gregoriano!!! ]



Mi sa che alla partenza di Marini verso lidi diversi seguirà a ruota anche il M° Liberto. Non dico che si ritornerà a Bartolucci ma...
ratzi.lella
Monday, June 26, 2006 1:19 PM
sempre sulla liturgia...
LA POLEMICA
Furno: 'Messe rock meglio di Chiese vuote'
Tonini: 'Ma essere sciatti non è modernità'


Botta e risposta fra i due cardinali. Il primo sostiene che 'la musica sacra favorisce l'incontro con Dio'. Il secondo propende per una Chiesa più moderna e accattivante

Roma, 26 giugno 2006 - E' sorta una polemica fra cardinali in merito a come svolgere la Santa Messa, con due opposte correnti di pensiero: la prima vorrebbe che la Chiesa adottasse una scelta conservatrice, sulla scorta delle indicazioni dello stesso Santo Padre. La seconda preferirebbe invece riempire gli altri di tamburi e chitarre, piuttosto che lasciare che le chiese si svuotino.


Le due correnti di pensiero trovano due guide eminenti: i cardinali Tonini e Furno. Dei due, il primo è orientato verso la scelta conservatrice, sposando pienamente le indicazioni di papa Benedetto XVI. Il secondo preferirebbe senz altro una chiesa più accattivante e allegra, e che attiri i giovani; a costo di essere più 'chiassosa'.


IL CARDINAL TONINI
"È proprio il caso di dire è finita la ricreazione . Ha ragione Benedetto XVI, la messa è l'incontro con Dio e per incontrare Dio è meglio la musica sacra del trambusto delle chitarre elettriche, dei battimani e dello strepitìo di suoni scomposti, inadeguati all'ambiente di una chiesa". Lo dichiara in un'intervisita a 'La Stampa' il cardinale Ersilio Tonini.


"I ragazzi hanno certamente una sensibilità diversa dagli adulti - ha aggiunto - ma non sviare nella sguaiataggine e nella sciatteria la ricerca di toni popolari, di nuovi linguaggi coinvolgenti e di forme di espressione accattivanti".


"All'inizio dopo il Concilio Vaticano II - ha sottolineato Tonini - l'intenzione di rendere più popolare e invitante la messa poteva essere condivisibile: i canti con la chitarra, per una Chiesa più creativa, partecipata, dal volto umano. Poi però si è ecceduto ed ora mi sembra legittimo dichiarare chiusa quella stagione di 'strappi' magari generosi ma poco confacenti alla sacralità della liturgia. Fa bene il Papa a voler salvaguardare l'essenza del rito liturgico che è un'azione in cui Dio si appella al credente".


"Spesso ci si è dimenticati - ha concluso - che la liturgia non è un simbolo bensì una verità, una realtà che accade. La messa è la presenza di Cristo e la musica si addice tanto più quanto è armonia che fa uscire la mente dalla concretezza verso il divino. È la musica sacra che aiuta a liberarci dalla materia, non lo sconquasso delle chitarre"


IL CARDINAL FURNO

"Meglio i tamburi sull'altare e le messe rock che la chiesa vuota". Ad affermarlo è il cardinale torinese Carlo Furno in un'intervista a 'La Stampa'.


"Ogni popolo e ogni generazione entra nel rito liturgico con la propria storia e sensibilità - ha aggiunto - In questo modo la messa si arricchisce di aspetti singolari e non del tutto conformi alla tradizione, ma la liturgia si struttura e respira secondo linguaggi e stili vicini alla gente. Le chitarre sugli altari hanno la stessa funzione dei canti nelle chiese africane. È una maniera inedita però autentica di coniugare l'espressione del sacro. Avviene ovunque".


"È un segno di vitalità della fede il fatto che una comunità voglia esprimere ciò in cui crede nelle forme più vicine alla sua sensibilità - ha concluso - È un fatto positivo finchè non avvenga in modo irriguardoso. Del resto lo stesso patrimonio della musica sacra è tutt'altro che un monolite".

(da "il resto del carlino" del 26 giugno 2006)


io sono per il canto gregoriano: niente mi ha dato piu' emozione che assistere ad una messa in latino con canto gregoriano



e sempre sulla liturgia...


VATICANO/ LITURGIA, VANNO 'RECUPERATI' ALCUNI ASPETTI DEL PASSATO
Lo afferma il segretario della congregazione per il Culto divino

Roma, 25 giu. (Apcom) - La riforma liturgica nata dal Concilio Vaticano II ha comportato alcuni "risultati negativi" e ora la Chiesa deve "recuperare certi aspetti della liturgia del passato": ne è convinto monsignor Albert Malcom Ranjith Patabendig Don, segretario della Congregazione per il culto divino e la Disciplina dei sacramenti, che sulla questione del messale 'San Pio V' - a cui è connesso l'affaire dei lefebvriani - afferma che si attende una prossima decisione del Papa.

"Dopo il Concilio, purtroppo, sono stati fatti alcuni cambiamenti poco meditati, con rapidità, con entusiasmo, rifiutando alcune esagerazioni del passato", afferma il prelato in un'intervista all'agenzia stampa francese I.MEDIA. Tendenze come "l'abbandono del sacro e della mistica" o "la confusione di ruoli tra laici e preti" hanno però "indebolito il ruolo della liturgia invece che rafforzarlo". "Non diciamo che si debbano abbandonare del tutto le acquisizioni del Concilio, come l'utilizzo della lingua volgare", prosegue monsignor Malcom Ranjith, "ma, rafforzando ciò che abbiamo acquisito con il Concilio, bisogna rafforzare le conquiste del passato".

Il prelato dello Sri Lanka non esprime preferenze tra il messale preconciliare (detto San Pio V) e quello invalso (approvato dopo il Concilio sotto Paolo VI). Precisa però che il messale San Pio V - utilizzato dai seguaci scismatici e tradizionalisti di monsignor Marcel Lefebvre - "non è mai stato abolito o messo al bando". La Chiesa, afferma monsignor Malcom Ranjith, deve "recuperare certi aspetti della liturgia del passato. Non so se ciò debba prendere la forma di un'approvazione del messale di San Pio V o di un rinnovamento del messale attuale. Il Papa sa tutto ciò, conosce queste questioni, è ben consapevole di questa situazione, ci riflette e attendiamo le sue indicazioni". Il prelato è stato nominato segretario del 'ministero' vaticano del Culto divino lo scorso dicembre.

josie '86
Monday, June 26, 2006 1:49 PM
Bell'articolo!!!

[DIM]15pt[=DIM][FONT]Comic Sans MS[=FONT]Tonini ha capito che con Ratzi la pacchia è finita!!! Anche a me piacciono i canti gregoriani...I miei nonni li cantano nel Duomo e devo dire che è un vero piacere ascoltarli [/FONT][/DIM]
josie '86
Monday, June 26, 2006 2:31 PM
Da Primadanoi.it
[DIM]14pt[=DIM][G]Monsignor Seccia nuovo vescovo di Teramo-Atri[/G][/DIM]

[IMG]http://img211.imageshack.us/img211/9228/seccia10tj.gif[/IMG]

[DIM]10pt[=DIM][C]TERAMO. Nominato sabato scorso da papa Benedetto XVI, entro 60 giorni prenderà possesso della nuova diocesi.


Monsignor Michele Seccia è il nuovo vescovo della diocesi di Teramo-Atri.
E'stato nominato sabato scorso da papa Benedetto XVI.
Da nove anni Michele Seccia, 55 anni, era vescovo di San evero. Eletto il 20 giugno del 1997 fu ordinato vescovo nel settembre dello scorso anno.
Seccia è nato a Barletta ed era stato ordinato sacerdote nel 1977.
Entro 60 giorni prenderà possesso della sua nuova diocesi, subentrando così al vescovo Vincenzo D'Addario deceduto il primo dicembre dello scorso anno.
Subito dopo l'annuncio della nomina avvenuta davanti a decine di sacerdoti, il nuovo vescovo ha inviato un fax per salutare la sua nuova comunità e con le parole di Sant'Agostino ha detto "aiutatemi con la vostra preghiera e obbedienza, affinchè trovi la mia gioia, non tanto nell'essere vostra guida, quanto nell'essere vostro utile servitore".
Le sue comunità parrocchiali sono state dapprima San Giacomo e poi sant'Agostino. Ha frequentato la scuola media inferiore presso il seminario diocesano di Bisceglie (1962-1967) e quella superiore presso il seminario regionale di olfetta (1967-1969) e poi nel seminario regionale di Taranto (1969-1970).
Ha studiato filosofia e teologia alla Pontificia Università Gregoriana (Roma, 1970-1975). Ha poi frequentato la Pontificia Accademia Alfonsiana (Roma, 1975-1977), conseguendo la licenza in teologia morale discutendo una tesi su "Matrimonio e verginità in 1 Cor 7). Presso l'Università statale (Roma, 1970-1974) si è laureato in filosofia discutendo una tesi dal titolo "Saggio di bibliografia ragionata su Paul Ricoeur".
I principali incarichi pastorali sono stati i seguenti: vicario parrocchiale dello Spirito Santo in Barletta (1985-1997); direttore dell'Ufficio Catechistico (1979-1982); vicario generale per Barletta (1985-1992); dal 1987 è stato vicario generale unico della Diocesi di Trani-Barletta-Bisceglie; dal 1992 è stato assistente religioso della Congregazione delle Ancelle della Divina Provvidenza.
E' stato docente di teologia morale presso l'Istituto di Scienze Religiose di Trani (1978-1994), dal 1977 al 1983 docente di religione, dal 1983 al 1985 docente di filosofia e pedagogia al magistrale di Barletta, ha insegnato etica professionale ai corsi per infermieri professionali.
Nella Conferenza Episcopale Pugliese ricopriva l'incarico di segretario. E' membro della Commissione Episcopale della CEI per l'educazione cattolica, la scuola e l'università.

26/06/2006 12.06[/C][/DIM]


josie '86
Monday, June 26, 2006 2:41 PM
Da Corriere della Sera.it

[DIM]15pt[=DIM][G]Medioriente: chiesto intervento Vaticano per soldato rapito[/G][/DIM]

[DIM]10pt[=DIM][C]GERUSALEMME- E' stato chiesto anche l'intervento della Santa Sede in favore della liberazione del soldato israeliano, rapito ieri in un agguato nella striscia di Gaza. A domandare l'interessamento del vaticano è stato il presidente Moshe Katzav, che oggi ha ricevuto le credenziali del nuovo Nunzio apostolico, monsignor Antonio Franco. Il Nunzio si è detto "certo che la Santa Sede farà del suo meglio, come sempre cerca di fare per ragioni umanitarie, per salvare vite umane e per prevenire un inasprimento della violenza". Secondo alcune fonti, nel colloquio si sarebbe ipotizzata anche una visita a Gerusalemme di Papa Benedetto XVI. (Agr)[/C][/DIM]
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