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Ratzigirl
Wednesday, June 14, 2006 3:37 PM
DICHIARAZIONE DEL DIRETTORE DELLA SALA STAMPA DELLA SANTA SEDE, DR. JOAQUÍN NAVARRO-VALLS (14/06/06)


A fine mattinata, il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Dr. Joaquín Navarro-Valls, ha rilasciato ai giornalisti la seguente dichiarazione:

La Santa Sede segue con grande apprensione e dolore gli episodi di crescente, cieca violenza, che insanguinano in questi giorni la Terra Santa. Il Santo Padre è vicino, in modo particolare con la preghiera, alle vittime innocenti, ai loro familiari e alle popolazioni di quella terra, ostaggio di quanti si illudono di poter risolvere i problemi sempre più drammatici della regione con la forza o in modo unilaterale.

La Santa Sede invita la comunità internazionale ad attivare rapidamente i mezzi necessari per la doverosa assistenza umanitaria della popolazione palestinese, e si associa nel sollecitare i responsabili di entrambi i popoli perché sia anzitutto mostrato il dovuto rispetto per la vita umana, specie quella dei civili inermi e dei bambini, e sia ripresa con coraggio la via del negoziato, l'unica che può portare alla pace giusta e duratura a cui tutti aspirano.
Ratzigirl
Thursday, June 15, 2006 11:33 PM
Messa e processione. Il Corpus Domini di Benedetto XVI


Per il papa, celebrazione del Corpus Domini sul sagrato della basilica di San Giovanni in Laterano. Dopo la Messa, la tradizionale processione lungo le strade di Roma, con arrivo alla basilica di Santa Maria Maggiore.

L’Eucaristia come risposta più profonda ai bisogni dell’umanità: una fame “psichica e fisica”, ma anche spirituale. Benedetto XVI è tornato a parlare del significato profondo del sacramento, in occasione della tradizionale celebrazione del Corpus Domini, che ogni anno riunisce i fedeli romani sul sagrato della basilica di San Giovanni in Laterano. Il pontefice è arrivato intorno alle 19, per presiedere la Santa Messa della festa del Santissimo corpo e sangue di Cristo, a cui è seguita la processione fino alla basilica di Santa Maria Maggiore. “La solennità si offre a noi come un pensoso e adorante 'sostare' presso il mistero dell'eucaristia, - ha detto il papa - cui fa seguito quel comunitario 'andare' verso e dentro la città degli uomini, così ben significato dalla processione".



Ad ascoltare Benedetto XVI, oltre 60mila fedeli e numerosi vescovi e cardinali, tra cui il Segretario di Stato Angelo Sodano e il vicario di Roma Camillo Ruini. Nell’omelia, il paragone tra l'ostia - al centro della solennità del Corpus domini - e la "manna" divina che Dio dette ad Israele durante il pellegrinaggio nel deserto. "In un periodo di desertificazione - ha detto il papa - sentiamo denunciare il pericolo che uomini e bestie muoiono di sete in regioni senza acqua". Allo stesso modo, “l'acqua non possiamo produrla da noi", come "il fatto che la terra porti frutti non è merito nostro, perché solo il Creatore può dare la fertilità. L'umanità – spiega Benedetto XVI - è tormentata da fame fisica e psichica e dal Signore aspettiamo i suoi doni per sanare le ferite che affliggono gli uomini. Guidaci - ha pregato - sulla strada della nostra vita, mostra alla Chiesa il giusto cammino, guida l'umanità che soffre, insicura fra tanti interrogativi".

Parole forti a cui sono seguite durante la Messa, le preghiere per la famiglia e per la pace nel mondo, nonché per i "popoli che in varie parti del mondo vivono il dramma della guerra, dell'oppressione, dell'ingiustizia sociale". Dopo il rito, l’inizio della processione aperta dagli scout, seguiti da confraternite e sodalizi, cavalieri del Santo sepolcro, religiose e religiosi, sacerdoti, parroci, cappellani e prelati di Sua Santità, vescovi, arcivescovi e cardinali. E ancora: i seminaristi, i fedeli e i membri di associazioni e movimenti ecclesiali. Lungo la via Merulana, anche il papa insieme al Santissimo Sacramento che è stato portato fin sul sagrato della basilica di Santa Maria Maggiore per la benedizione eucaristica conclusiva.



Discipula
Friday, June 16, 2006 1:16 PM
Dal sito di "Repubblica"
"PAPA: BENEDIZIONE EUCARISTICA A SANTA MARIA MAGGIORE

Benedetto XVI ha officiato questa sera la benedizione eucaristica sul sagrato della Basilica di Santa Maria Maggiore, dove era stato preparato un grande altare dorato. I fedeli, oltre 60 mila, illuminavano la piazza con i loro flambeaux. Giovanni Paolo II usava invece impartire la benedizione dalla loggia della Basilica Liberiana. Ma alle processioni degli anni scorsi i fedeli erano in numero senz'altro minore rispetto a questa sera.
L'aumentata partecipazione ai riti di Benedetto XVI, alle sue udienze e uscite, rappresenta una costante degli ultimi mesi e viene letta in Vaticano come un grande dono di Papa Wojtyla, tanto amato da tutti, al suo successore. Incontrare Papa Ratzinger, si sottolinea, e'una risposta all'appello ancora attuale di Giovanni Paolo II a varcare le soglie della speranza".

[Non per riprendere sterili polemiche e inutili "gare" fra i nostri Pontefici, ma se Giovanni Paolo II era così incomparabilmente amato da tutti i fedeli perché questi non affollavano specialmente le sue celebrazioni e hanno aspettato a raddoppiare in numero solo con Papa Ratzi??? Non suona un po' strano??
Non per essere irriverente, ma tutti questi signori che riescono a vedere nell'effetto Wojtyla l'unica giustificazione alle enormi folle che seguono il nostro Papino, mi ricordano quella pubblicità di una nota marca di caffè in cui Paolo Bonolis dice a Luca Laurenti: "ma tu senti che caffè! Sarà la macchinetta, sarà l'acqua, sarà l'aria..." e Laurenti semplicemente (e saggiamente) ribatte: "sarà il caffè"
A buon intenditor... ]
josie '86
Friday, June 16, 2006 1:56 PM
Già!!!

[G][DIM]15pt[=DIM]W il Papa!!! [/DIM][/G]

$anna67$
Friday, June 16, 2006 2:46 PM
Non se ne puo' piu'
e dire solatanto che il nostro Papa è un GRANDE????????????????????????? Perchè continuare con sta tiritera di GP2, BASTA pace all'anima sua .... LA GENTE E' RADDOPPIATA PERCHE' VOGLIONO SENTIRE JOSEPH RATZINGER !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!FINIAMOLA!!!!!! GIORNALISTI!!!!!!!!

ANNA 67
Francesca.Pisa
Friday, June 16, 2006 2:52 PM
Omelia del corpus domini 2006
OMELIA DEL SANTO PADRE
Cari fratelli e sorelle,
nella vigilia della sua Passione, durante la Cena pasquale, il Signore prese il pane nelle sue mani – così abbiamo sentito poco fa nel Vangelo – e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: "Prendete, questo è il mio corpo". Poi prese il calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse: "Questo è il mio sangue, il sangue dell'alleanza versato per molti" (Mc 14, 22-24). Tutta la storia di Dio con gli uomini è riassunta in queste parole. Non è soltanto raccolto ed interpretato il passato, ma anticipato anche il futuro – la venuta del Regno di Dio nel mondo. Ciò che Gesù dice, non sono semplicemente parole. Ciò che Egli dice, è avvenimento, l'avvenimento centrale della storia del mondo e della nostra vita personale.
Queste parole sono inesauribili. Vorrei meditare con voi in questa ora soltanto un unico aspetto. Gesù, come segno della sua presenza, ha scelto pane e vino. Con ognuno dei due segni si dona interamente, non solo una parte di sé. Il Risorto non è diviso. Egli è una persona che, mediante i segni, si avvicina a noi e si unisce a noi. I segni però rappresentano, a modo loro, ciascuno un aspetto particolare del mistero di Lui e, con il loro tipico manifestarsi, vogliono parlare a noi, affinché noi impariamo a comprendere un po' di più del mistero di Gesù Cristo. Durante la processione e nell'adorazione noi guardiamo l'Ostia consacrata – il tipo più semplice di pane e di nutrimento, fatto soltanto di un po' di farina e acqua. Così esso appare come il cibo dei poveri, ai quali in primo luogo il Signore ha destinato la sua vicinanza. La preghiera con la quale la Chiesa durante la liturgia della Messa consegna questo pane al Signore, lo qualifica come frutto della terra e del lavoro dell'uomo. In esso è racchiusa la fatica umana, il lavoro quotidiano di chi coltiva la terra, semina e raccoglie e finalmente prepara il pane. Tuttavia il pane non è semplicemente e soltanto il prodotto nostro, una cosa fatta da noi; è frutto della terra e quindi anche dono. Perché il fatto che la terra porti frutto, non è un merito nostro; solo il Creatore poteva conferirle la fertilità. E ora possiamo anche allargare ancora un po' questa preghiera della Chiesa, dicendo: il pane è frutto della terra e insieme del cielo. Presuppone la sinergia delle forze della terra e dei doni dall'alto, cioè del sole e della pioggia. E anche l'acqua, di cui abbiamo bisogno per preparare il pane, non possiamo produrla da noi. In un periodo, in cui si parla della desertificazione e sentiamo sempre di nuovo denunciare il pericolo che uomini e bestie muoiano di sete in queste regioni senz'acqua – in un tale periodo ci rendiamo nuovamente conto della grandezza del dono anche dell'acqua e quanto siamo incapaci di procurarcelo da soli. Allora, guardando più da vicino, questo piccolo pezzo di Ostia bianca, questo pane dei poveri, ci appare come una sintesi della creazione. Cielo e terra come anche attività e spirito dell'uomo concorrono. La sinergia delle forze che rende possibile sul nostro povero pianeta il mistero della vita e l'esistenza dell'uomo, ci viene incontro in tutta la sua meravigliosa grandezza. Così cominciamo a capire perché il Signore sceglie questo pezzo di pane come suo segno. La creazione con tutti i suoi doni aspira al di là di se stessa ad un qualcosa di ancora più grande. Al di là della sintesi delle proprie forze, al di là della sintesi anche di natura e di spirito che in qualche modo avvertiamo nel pezzo di pane, la creazione è protesa verso la divinizzazione, verso le sante nozze, verso l'unificazione con il Creatore stesso.
Ma ancora non abbiamo spiegato fino in fondo il messaggio di questo segno del pane. Il suo mistero più profondo, il Signore l'ha accennato nella Domenica delle Palme, quando gli fu presentata la richiesta di alcuni Greci di poterlo incontrare. Nella sua risposta a questa domanda si trova la frase: "In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto" (Gv 12, 24). Nel pane fatto di chicchi macinati si cela il mistero della Passione. La farina, il grano macinato, presuppone il morire e risuscitare del chicco. Nell'essere macinato e cotto esso porta poi in sé ancora una volta lo stesso mistero della Passione. Solo attraverso il morire arriva il risorgere, arriva il frutto e la nuova vita. Le culture del Mediterraneo, nei secoli prima di Cristo, hanno intuito profondamente questo mistero. Sulla base dell'esperienza di questo morire e risorgere hanno concepito miti di divinità che, morendo e risuscitando, davano vita nuova. Il ciclo della natura sembrava loro come una promessa divina in mezzo alle tenebre della sofferenza e della morte imposte a noi. In questi miti l'anima degli uomini, in certo qual modo, si protendeva verso quel Dio che si è fatto uomo, si è umiliato fino alla morte in croce e ha aperto così per tutti noi la porta della vita. Nel pane e nel suo divenire, gli uomini hanno scoperto come una attesa della natura, come una promessa della natura che questo avrebbe dovuto esistere: il Dio che muore e in questo modo ci conduce alla vita. Ciò che nei miti era attesa e che nello stesso chicco di grano è nascosto come segno della speranza della creazione – questo è accaduto realmente in Cristo. Attraverso il suo soffrire e morire liberamente, Egli è diventato pane per tutti noi, e con ciò speranza viva ed attendibile: Egli ci accompagna in tutte le nostre sofferenze fino alla morte. Le vie che Egli percorre con noi e attraverso le quali ci conduce alla vita sono cammini di speranza.
Quando noi adorando guardiamo l'Ostia consacrata, il segno della creazione ci parla. Allora incontriamo la grandezza del suo dono; ma incontriamo anche la Passione, la Croce di Gesù e la sua risurrezione. Mediante questo guardare in adorazione, Egli ci attira verso di sé, dentro il suo mistero, per mezzo del quale vuole trasformarci come ha trasformato l'Ostia.
La Chiesa primitiva ha trovato nel pane ancora un altro simbolismo. La Dottrina dei dodici Apostoli, un libro composto intorno all'anno 100, riporta nelle sue preghiere l'affermazione: "Come questo pane spezzato era sparso sui colli e raccolto divenne una cosa sola, così la tua Chiesa dai confini della terra venga radunata nel tuo Regno" (IX, 4). Il pane fatto da molti chicchi racchiude anche un evento di unione: il diventare pane dei chicchi macinati è un processo di unificazione. Noi stessi, dai molti che siamo, dobbiamo diventare un solo pane, un solo corpo, ci dice san Paolo (1 Cor 10,17). Così il segno del pane diventa insieme speranza e compito.
In modo molto simile ci parla anche il segno del vino. Mentre però il pane rimanda alla quotidianità, alla semplicità e al pellegrinaggio, il vino esprime la squisitezza della creazione: la festa di gioia che Dio vuole offrirci alla fine dei tempi e che già ora sempre di nuovo anticipa a modo di accenno mediante questo segno. Ma anche il vino parla della Passione: la vite deve essere potata ripetutamente per essere così purificata; l'uva deve maturare sotto il sole e la pioggia e deve essere pigiata: solo attraverso tale passione matura un vino pregiato.
Nella festa del Corpus Domini guardiamo soprattutto il segno del pane. Esso ci ricorda anche il pellegrinaggio di Israele durante i quarant'anni nel deserto. L'Ostia è la nostra manna con la quale il Signore ci nutre – è veramente il pane dal cielo, mediante il quale Egli dona se stesso. Nella processione noi seguiamo questo segno e così seguiamo Lui stesso. E lo preghiamo: Guidaci sulle strade di questa nostra storia! Mostra alla Chiesa e ai suoi Pastori sempre di nuovo il giusto cammino! Guarda l'umanità che soffre, che vaga insicura tra tanti interrogativi; guarda la fame fisica e psichica che la tormenta! Dà agli uomini pane per il corpo e per l'anima! Dà loro lavoro! Dà loro luce! Dà loro te stesso! Purifica e santifica tutti noi! Facci comprendere che solo mediante la partecipazione alla tua Passione, mediante il "sì" alla croce, alla rinuncia, alle purificazioni che tu ci imponi, la nostra vita può maturare e raggiungere il suo vero compimento. Radunaci da tutti i confini della terra. Unisci la tua Chiesa, unisci l'umanità lacerata! Donaci la tua salvezza! Amen!

A forza di girare su internet l'ho trovata!!!!
Sempre a fianco di Benedetto XVI
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Francesca.Pisa
Friday, June 16, 2006 3:13 PM
CHE LUGUBRAZIONI!!!!!!!!!!!!
A me sembra che questi giornalisti siano arrivati a partorire autentiche lugubrazioni mentali allo stato puro, non sanno davvero piu' che pesci prendere per giustificare le folle che seguono ovunque Benedetto XVI le chiamo, che rispondono sempre piu' numerose ai suoi inviti ma arrivare a scomodare il sonno eterno e certamente santissimo di Giovanni Paolo II per dare a tutto questo una giustificazione e' davvero troppo!!!!
L'ottusita' e la voluta cecita' di certa gente non ha davvero limiti certo devovo soffrire davvero tanto per il fatto che Benedetto XVI sia così amato, che in un solo anno o meglio da subito dopo l'elezione, o in alcuni casi ancora prima del 19 aprile 2005, abbia conquistato tanti cuori non prendendovi il posto che certamente ancora occupa il suo predecessore ma affiancandosi a lui e suscitando altrettanto amore.
Basta con paragoni che non hanno senso, che fanno male a tutti e due, basta col rimpiangere chi c'e' stato e ora non c'e' piu' il primo che ne ha sofferto e ne soffre e' proprio Benedetto XVI il loro era un legame forte e vero un amore sincero smettiamola di sciuparlo di offenderlo con questi paragoni e queste lugubrazioni mentali.
Le folle amano e seguono il Papa attuale comunque e dovunque senza stare a prestare orecchio a certa gente, sarebbe il caso che queste persone ammettessero che si stanno letteralmente arrampicandosi sugli specchi,ma ora mi sa che svivolano anche da lì, ammettete una volta per tutte quanto amore suscita quest'uomo, state davvero finendo nel ridicolo!!!!!!!!!!
Sempre a fianco di Benedetto XVI.
Francesca
emma3
Friday, June 16, 2006 4:22 PM
Re: Dal sito di "Repubblica"


[Non per riprendere sterili polemiche e inutili "gare" fra i nostri Pontefici, ma se Giovanni Paolo II era così incomparabilmente amato da tutti i fedeli perché questi non affollavano specialmente le sue celebrazioni e hanno aspettato a raddoppiare in numero solo con Papa Ratzi??? Non suona un po' strano??
Non per essere irriverente, ma tutti questi signori che riescono a vedere nell'effetto Wojtyla l'unica giustificazione alle enormi folle che seguono il nostro Papino, mi ricordano quella pubblicità di una nota marca di caffè in cui Paolo Bonolis dice a Luca Laurenti: "ma tu senti che caffè! Sarà la macchinetta, sarà l'acqua, sarà l'aria..." e Laurenti semplicemente (e saggiamente) ribatte: "sarà il caffè"
A buon intenditor... ]



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(vtr)
Friday, June 16, 2006 5:40 PM
Re: Non se ne puo' piu'

Scritto da: $anna67$ 16/06/2006 14.46
Perchè continuare con sta tiritera di GP2, BASTA pace all'anima sua ....



Ma perchè parlare così di un santo Papa della Chiesa di Dio?
Ed in favore di un'altro Papa?
Questa gara all'esaltazione di Benedetto XVI è davvero diabolica: come ho detto in altri post NON CID EVE ESSERE NE' DIVISIONE NE' PARAGONI tra i Papi. Uno non è meglio dell'altro è solo differente.
Se i paragoni li fanno gli altri (atei, giornalisiti, politicii etc) almeno noi cristiani conformiamoci a Cristo che non avrebbe fatto nessuna differenza tra i due!
Basta per cairtà con questi accenti irriverenti nei confronti di GPII.
Ripeto, possiamo evidenziare l'opera meritoria di Benedetto VI ma continuando a voler far emergere la differerenza tra i due cadiamo nell'errore oin cui ci spingono gli altri e il maligno: fomentare la divisione!
$anna67$
Friday, June 16, 2006 5:51 PM
PER VTR
Mi pare di aver capito che tu aspetti solo che io posti qualcosa e poi mi vieni dietro con la tua risposta, guarda che non ci sono solo io che sul forum la pensa cosi'... io piuttosto penso che tu mi abbia preso di mira.... lasciarmi stare???? Mi sembra che sto facendo la brava ragazza... non sono piu' volgare nè maleducata..... penso che basti!

Saluti da Anna 67
(vtr)
Friday, June 16, 2006 5:58 PM
Re: PER VTR
Cara anna, io non prendo di mira nessuno: il cristianesimo è amare tutti indistintamente. Questo è quello che mi sforzo di fare.
Io parlavo in generale. Ho preso una tua frase perchè è emblematica di una situazione universale.
Penso che la migliore testimonianza in favore di Benedetto XVI (per chi lo ma davvero) è quella di bene-dire di Lui senza paragoni e senza dare contro nessuno!
Solo così facciamo un buon serivizio a lui, alla Chiesa e a noi stessi!!!
I miei interventi, prendili come consigli e non come rimproveri!
Discipula
Friday, June 16, 2006 6:37 PM
Correzione fraterna
A parte le accuse di diabolicità che trovo un tantino eccessive, per quanto mi riguarda, (vtr), accetto volentieri le tue osservazioni molto sagge di non fare paragoni fra Papa Giovanni Paolo II e Papa Benedetto XVI che risultino denigratori per uno dei due, ma mi sembra anche giusto ristabilire un minimo di giustizia e verità se uno dei due, e sempre lo stesso, guarda caso, viene costantemente “massacrato” dalla stampa e dalla tv.
Io non voglio togliere nulla a Wojtyla: era più socievole, più estroverso, più “mediatico” e più adatto agli incontri di piazza rispetto a Ratzi, grazie alla sua gestualità ampia e aperta che gli dava una “visibilità” non comune, e questo viene (giustamente) strombazzato ai quattro venti, ma allora perché non dire anche, senza paura di intaccare la figura del predecessore, che Ratzi ha il dono innato di farsi ascoltare e di spiegare le Sacre Scritture con rara e preziosa chiarezza e che è proprio questo suo dono a richiamare le folle? Qui non si vuole “togliere” nulla a Giovanni Paolo II ma solo "dare" a Benedetto quello che è di Benedetto.
Come dici tu sono diversi, ma la diversità (chissà perché?) viene sempre presentata a vantaggio di uno solo dei due.
La mia religione mi chiede, è vero, di amare tutto il mio prossimo, anche i giornalisti che lavorano in modo approssimato e superficiale, ma non mi impedisce di chiamare l’approssimazione e la superficialità con il loro nome quando le incontro.
E poi, un po’ di correzione fraterna può sempre servire …
josie '86
Friday, June 16, 2006 7:20 PM
Giusto!!!

Il Papa o lo kiami Wojtyla o lo kiami Ratzinger rappresenta sempre il successore di Pietro, il Vicario di Cristo...Ogni Papa porta la Parola di Dio secondo il proprio modo di esprimersi...GPII evangelizzava mostrando la sua simpatia, la sua estroversione, ecc...Benedetto XVI lo fa mostrando la sua timidezza, la sua umiltà, la sua dolcezza,ecc...Ma l'importante è sempre portare la Parola di Dio! La personalità è solo relativa! Ogni Papa è unico nel suo genere! Purtroppo alcuni giornalisti devono ancora capirlo...
(vtr)
Friday, June 16, 2006 8:52 PM
Re: Correzione fraterna

Scritto da: Discipula 16/06/2006 18.37
A parte le accuse di diabolicità... ma mi sembra anche giusto ristabilire un minimo di giustizia e verità se uno dei due, e sempre lo stesso, guarda caso, viene costantemente “massacrato” dalla stampa e dalla tv.



Il riferimento alla diabolicità non è nelle intenzioni dei singoli. E' il sottile lavorio del separatore che vuole mettere zizzania tra due grandi Papi.
E noi cristiani dobbiamo essere più scaltri di lui e non cadere in queste trappole.
La giustizia e la verità, poi, non sono di questo mondo nè spetta agli uomini "ristabilirle".
Esse sono prerogative solo dell'Altissimo e se per amore di Cristo Benedetto XVI deve subire ingiustizie mediatiche ed essere massacrato... che ben venga!
Del resto il compito di ogni cristiano è essere continuamente deriso, incompreso, oltraggiato, "massacrato" specialmente un grande profeta (come lo erano quelli del passato) come questo grande Papa Benedetto XVI!
Scusate le mie puntualizzazioni ma mi vengono dal profondo del cuore!

[Modificato da (vtr) 16/06/2006 20.53]

Paparatzifan
Friday, June 16, 2006 9:30 PM
Re: Dal sito di "Repubblica"

Scritto da: Discipula 16/06/2006 13.16
"PAPA: BENEDIZIONE EUCARISTICA A SANTA MARIA MAGGIORE

Benedetto XVI ha officiato questa sera la benedizione eucaristica sul sagrato della Basilica di Santa Maria Maggiore, dove era stato preparato un grande altare dorato. I fedeli, oltre 60 mila, illuminavano la piazza con i loro flambeaux. Giovanni Paolo II usava invece impartire la benedizione dalla loggia della Basilica Liberiana. Ma alle processioni degli anni scorsi i fedeli erano in numero senz'altro minore rispetto a questa sera.
L'aumentata partecipazione ai riti di Benedetto XVI, alle sue udienze e uscite, rappresenta una costante degli ultimi mesi e viene letta in Vaticano come un grande dono di Papa Wojtyla, tanto amato da tutti, al suo successore. Incontrare Papa Ratzinger, si sottolinea, e'una risposta all'appello ancora attuale di Giovanni Paolo II a varcare le soglie della speranza".

[Non per riprendere sterili polemiche e inutili "gare" fra i nostri Pontefici, ma se Giovanni Paolo II era così incomparabilmente amato da tutti i fedeli perché questi non affollavano specialmente le sue celebrazioni e hanno aspettato a raddoppiare in numero solo con Papa Ratzi??? Non suona un po' strano??
Non per essere irriverente, ma tutti questi signori che riescono a vedere nell'effetto Wojtyla l'unica giustificazione alle enormi folle che seguono il nostro Papino, mi ricordano quella pubblicità di una nota marca di caffè in cui Paolo Bonolis dice a Luca Laurenti: "ma tu senti che caffè! Sarà la macchinetta, sarà l'acqua, sarà l'aria..." e Laurenti semplicemente (e saggiamente) ribatte: "sarà il caffè"
A buon intenditor... ]


Ti quoto al 100 %. Non se ne può più di questo giornalismo!!!
Le folle di Benedetto un dono di Wojtyla? Ma stiamo scherzando?
Ma che altra stupidaggine inventeranno per giustificarle? Poi io mi chiedo, è veramente importante da dove si faccia la benedizione eucaristica? Perché questo giornalista non mi racconta da dove la facevano Giovanni XXIII, San Pio X o Benedetto XIII?

[Modificato da Paparatzifan 16/06/2006 21.33]

euge65
Friday, June 16, 2006 9:44 PM
Cià


Cià per questi signori è assurdo che Ratzi raccolga tanta folla il problema ma perquesti ciechi ostinati è proprio questo;
non vogliono ammettere che la gente ama Papa Benedetto, nonostante le campagne denigratorie e tutte quelle cattiverie che gli buttano addosso per farlo passare per quello che non è.
E' questa la loro sconfitta che per giunta gli brucia come brucia un tizzone acceso!!!!!!!!! Beh che si brucino e si arrostiscano ben bene nel grogiolo di cecità ostinata, cattiveria gratuita e quant'altro. L'importante è l'evidenza e l'evidenza dice che Benedetto è amato dalla folla!!!!!!!!!!!!!
GRANDE JOSEPH!!!!!!!!!!!!
SEMPRE AL FIANCO DI BENEDETTO XVI

euge65
Friday, June 16, 2006 10:03 PM
Papa Benedetto.......
notizie.alice.it/notizie/search/index.html?filter=foglia&nsid=11962277&mod=foglia&pmk=rss

Papa Benedetto ha ricevuto oggi in udienza i giornalisti di Radio Rai dettagli cliccando sul link![URL=http://notizie.alice.it/notizie/search/index.html?filter=foglia&nsid=11962277&mod=foglia&pmk=rss]notizie.alice.it/notizie/search/index.html?filter=foglia&nsid=11962277&mod=foglia&pmk=rss[/URL]
Ratzigirl
Saturday, June 17, 2006 12:13 AM
RICEVE OSCAR ARIAS, PRESIDENTE DEL COSTARICA E NOBEL PACE

Ventiquattro minuti di colloquio. 'Bienvenido presidente!'




Il Papa ha ricevuto questa mattina nel suo studio Oscar Rafael de Jesus Arias Sanchez, presidente del Costarica e premio Nobel per la pace nel 1987 per il suo contributo ai negoziati di pace in America centrale. Il colloquio a quattr'occhi è durato 24 minuti.

"Bienvenido presidente, mucho gusto!" (benvenuto presidente, molto piacere), ha detto Benedetto XVI accogliendo l'ospite nella 'sala del Tronetto'. Il presidente del Costarica e Papa Ratzinger si sono poi intrattenuti conversando in inglese. Oscar Arias - accompagnato da alcuni ministri - ha regalato a Benedetto XVI un libro sui parchi nazionali del suo paese e il Papa ha ricambiato il pensiero donandogli i rosari, le medaglie del pontificato e una copia della sua enciclica, 'Deus caritas est', in spagnolo.

Dopo essere scesi al secondo piano del palazzo apostolico per rendere visita al segretario di Stato, Angelo Sodano, la delegazione del Costarica si è fermata, prima di lasciare il Vaticano, nella basilica di San Pietro. Lì il presidente ha pregato per alcuni minuti davanti alla tomba di Giovanni Paolo II ed ha reso omaggio anche a quelle di Paolo VI e Giovanni Paolo I.


Il socialdemocratico Oscar Arias, come comunica l'ambasciata costaricana, "gode di grande prestigio internazionale come portavoce dei paesi in via di sviluppo". E' stato rieletto presidente l'8 maggio scorso.
-danich-
Saturday, June 17, 2006 12:13 PM
info
ciao a tutti! Probabilmente sono in una sezione sbagliata del forum per chiedere questa informazione ma non so quale potrebbe essere la più adatta..

Cmq qualcuno di voi sa se anche quest'anno Benoit si recherà a Les Combes e quando? Probabilmente la comunicazione è già stata data perchè l'altra volta un giornalista l'ha detto ma non sono riuscita a sentirlo...


euge65
Saturday, June 17, 2006 12:19 PM
Si carissima!!!!


Si anche quest'anno Benedetto si recherà a Les Combes subito dopo essere rientrato dal viaggio in Spagna; mi sembra però di aver letto, che quest'anno resterà meno giorni.

Ratzigirl
Saturday, June 17, 2006 12:33 PM
Vacanze Papa
Si, Danich, il papa tornerà ad introd - Les Combes....la data adesso la cerco!!!
euge65
Saturday, June 17, 2006 12:36 PM
Dal TGLA7



HO SENTITO ADESSO LA NOTIZIA TARCISIO BERTONE AL POSTO DI SODANONE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

KRANDE RATZI
Sybella
Saturday, June 17, 2006 12:45 PM
Re: Dal TGLA7

Scritto da: euge65 17/06/2006 12.36



HO SENTITO ADESSO LA NOTIZIA TARCISIO BERTONE AL POSTO DI SODANONE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

KRANDE RATZI



Ottima scelta, Papino...non c'erano dubbi che non avresti sbagliato neanche stavolta!!!
ratzi.lella
Saturday, June 17, 2006 1:43 PM
la notizia non è ancora ufficiale ma
ratzi ha gia' firmato la nomina
sono felicissima soprattutto perche' il cardinale bertone è grande amico del papa e sicuramente non gli remera' contro!!!

oltre a sodano, anche navarro sulla via dell'uscita dal portone di bronzo:

Vaticano/ Navarro Valls: "Ho chiesto al Papa di poter lasciare"

"Ho fatto sapere al Papa, con tutto il dovuto rispetto, quali sono i miei desideri: dopo molti anni, troppi forse, un cambiamento per me sarebbe buono, però aver accompagnato Benedetto XVI in questo suo primo anno di
pontificato è stato straordinario". Il direttore della sala stampa della Santa Sede, Joaquin Navarro-Valls, ha reso noto, in un'intervista a "La 7", il proprio desiderio di lasciare l'incarico di portavoce vaticano dopo 22 anni.

Nell'intervista, Navarro ha spiegato di non aver progetti per il "dopo", e che pensa tuttavia di restare in Italia. "Ho una tale quantità di libri che vorrei approfondire, solo per dedicarmi allo studio avrei bisogno di sei-sette mesi. Non lo so se questo sarà questo il primo compito", ha detto. Riandando con la memoria ai grandi momenti del pontificato di Giovanni Paolo II, Navarro ha poi sottolineato che sono gli incontri con Gorbaciov e madre Teresa di Calcutta i momenti piu' intensi vissuti accanto al Papa polacco. "Sicuramente mi ha colpito molto il primo incontro con Michail Gorbaciov - ha raccontato - soprattutto per il suo aspetto umano. Mi ricordo quando ci ha ricevuto al Cremlino. Era un uomo di una densità interiore incredibile anche se non era credente, di una personalità umana forte. Poi, mi ricordo con commozione di Madre Teresa di Calcutta: è stata qui nel mio ufficio diverse volte - racconta - ci siamo incontrati anche a Calcutta e in Albania. Era una donna con una enorme personalità".

Il portavoce ha rievocato poi l'incontro di Giovanni Paolo II con Indro Montanelli, quando i due, prima del pranzo, si raccolsero in preghiera nella cappella privata del pontefice. "Dissi al Papa che Indro aveva appena perso la madre - ha rivelato - e che gli avrebbe fatto piacere recitare un padre nostro insieme a lui. Pregarono insieme nella cappella privata, tutti e due inginocchiati. Montanelli si commosse. Fu una immagine molto bella". Del nuovo pontificato, Navarro porterà invece nel cuore la visita ad Auschwitz. "Dal mio personale punto di vista - ha risposto - penso che, dopo la visita di un Papa tedesco, la ermeneutica di Auschwitz e Birkenau cambia e bisogna tenere presente di quel discorso bellissimo e di quelle immagini di Benedetto XVI al campo di sterminio".

meno male che si è ricordato almeno alla fine che il papa è ratzi!!!


Sante carriere/ Orazio Petrosillo in pole per Osservatore e Portavoce di Papa Ratzi. Navarro in partenza per l'Onu

Non si fermano gli avvicendamenti in Vaticano: dopo quelli curiali anticipati da Affari, adesso è il turno dei servizi di stampa e informazione, in particolare dell'Osservatore Romano, quotidiano della Santa Sede, e il posto di Portavoce papale attualmente ricoperto da Joaquìn Navarro Valls, discreto, puntuale, elegante e vicino (pare) all'Opus Dei, potente prelatura personale della Chiesa cattolica.

Sì: pare infatti, da fonti vaticane, che Orazio Petrosillo, popolare vaticanista del Messaggero, sarebbe nel mirino della Curia da aprile scorso quando, in occasione della morte di Giovanni Paolo II, una ridda di dicerie si è abbattuta sui palazzi vaticani proponendo addirittura la candidatura di Giuliano Ferrara alla successione a Mario Agnes, dal 1984 direttore dell'Osservatore. In particolare, l'attenzione della Curia nei confronti di Petrosillo sarebbe aumentata nei giorni del Conclave, e in ambienti vicini all'appartamento papale il suo nome sarebbe stato fatto più volte in maniera non troppo allusiva anche grazie alle apparizioni di Petrosillo a Porta a Porta. Per lui, quindi, due possibili sistemazioni: o la poltrona di direttore del giornale vaticano, oppure quella di Portavoce del Pontefice, rilevando Navarro Valls che potrebbe ottenere il sospirato trasferimento a New York, precisamente al Palazzo di Vetro dell'Onu.

Si tratterebbe di una vecchia aspirazione dell'attuale portavoce papale, che avrebbe espresso già negli Anni '90 il desiderio di andare a ricoprire il prestigioso incarico di Osservatore per conto dello Stato Città del Vaticano; la Santa Sede, infatti, non ricopre alcun seggio alle Nazioni Unite proprio perché non ritiene compito della Chiesa fare politica, volendo continuare a conservare la propria moral suasion nei confronti delle potenze mondiali. Ma quest'aspirazione sarebbe stata stroncata dal Papa polacco.

Più incline alle richieste di Navarro, anche perché di carattere riservato e poco portato all'esposizione mediatica, Benedetto XVI sarebbe deciso ad accordare il trasferimento del portavoce spagnolo dai palazzi vaticani a quelli newyorkesi. Navarro dunque, potrebbe portare al Palazzo di Vetro la sua fama, dando la possibilità - pur non essendo un diplomatico di carriera - al Vaticano di ottenere maggiore visibilità grazie alla sua attività di portavoce di Giovanni Paolo II, secondo Pontefice a fare visita al "parlamento del mondo" nel 1979.

E se il posto di portavoce fosse "offerto" a Petrosillo, quello di direttore dell'Osservatore - se Navarro traslocasse a New York - potrebbe ricevere presto un nuovo, giovane e deciso occupante: si tratterebbe nientemeno che di Dino Boffo, attuale direttore di Avvenire e pare gradito al cardinale Ruini.

piu' riservato e meno incline all'esposizione mediatica? parliamo del sommo pontefice o di uno showman? grazie al cielo ratzi è papa!!!!

(da "affari italiani")
-danich-
Saturday, June 17, 2006 3:56 PM
re: vacanze papa
Ratzigirl, se puoi farmi sapere le date di permanenza di Benoit a Les Combes mi farai un favore ENORME, perchè penso proprio che quest'anno andrò a trovare MOOOOLTO DISINTERESSATAMENTE un amico che si trova ad Aosta...
Sihaya.b16247
Saturday, June 17, 2006 6:42 PM
Re: Re: Non se ne puo' piu'

Scritto da: (vtr) 16/06/2006 17.40

Scritto da: $anna67$ 16/06/2006 14.46
Perchè continuare con sta tiritera di GP2, BASTA pace all'anima sua ....



Ma perchè parlare così di un santo Papa della Chiesa di Dio?
Ed in favore di un'altro Papa?
Questa gara all'esaltazione di Benedetto XVI è davvero diabolica: come ho detto in altri post NON CID EVE ESSERE NE' DIVISIONE NE' PARAGONI tra i Papi. Uno non è meglio dell'altro è solo differente.
Se i paragoni li fanno gli altri (atei, giornalisiti, politicii etc) almeno noi cristiani conformiamoci a Cristo che non avrebbe fatto nessuna differenza tra i due!
Basta per cairtà con questi accenti irriverenti nei confronti di GPII.
Ripeto, possiamo evidenziare l'opera meritoria di Benedetto VI ma continuando a voler far emergere la differerenza tra i due cadiamo nell'errore oin cui ci spingono gli altri e il maligno: fomentare la divisione!



Ciao!
Scusa ma qui non stiamo facendo paragoni tra papi (come fanno i giornalisti) nè stiamo esaltando Benedetto a sfavore di Giovanni Paolo II: non bisogna dimenticare che Wojtyla stesso non ha mai smasso di apprezzare il suo caro amico ed amato collaboratore Ratzinger. Dire "basta parlare di GPII" non significa "denigrare" il defunto Papa ma invitare i media a capire che l'era Wojtyla è finita; punto e basta. Certo, GPII è ricordato con affetto, ma non si può nè si deve evocarlo all'infinito. Altrimenti davvero si cade nel culto della personalità come era per gli imperatori romani divinizzati appena dopo la morte. O come i segretari del Pcus.
Non si tratta di fomentare le divisioni, anzi!! E' il contrario: chi dice "GpII era un'altra cosa" deve capire che non c'è offesa peggiore alla memoria di Wojtyla che snobbare il suo successore.
Che poi il Papato di Wojtyla presenti delle ombre oltre che delle luci è un altro discorso che parimenti deve essere affrontato con serena obiettività.

A esempio, dire che è l'effetto Wojtyla a trascinare le folle alle udienze e alle celebrazioni è una grande sciocchezza, è un voler negare l'evidenza. E' possibile che la gente segua Papa Benedetto per amore di Wojtyla quando non andava a vedere "l'originale"? E' assurdo e contraddittorio.
La spiegazione è semplice: i fedeli amano Papa Benedetto, lo seguono, lo ascoltano, lo leggono, lo ammirano. Punto.
I Wojtyliani di ferro (ne conosco) quando c'è l'Angelus cambiano canale. Altro che effetto Wojtyla!
Un saluto!
Sihaya.b16247
Saturday, June 17, 2006 6:44 PM
Re: Dal TGLA7

Scritto da: euge65 17/06/2006 12.36



HO SENTITO ADESSO LA NOTIZIA TARCISIO BERTONE AL POSTO DI SODANONE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

KRANDE RATZI



AUGURI TARCISIO!!!
Paparatzifan
Saturday, June 17, 2006 7:21 PM
Brava...
... Sonia!!!!

Auguri, Tarcisio!!!! Finalmente un amico di Ratzi!!!!

stupor-mundi
Sunday, June 18, 2006 12:53 AM
Re: Re: Re: Non se ne puo' piu'

Scritto da: Sihaya.b16247 17/06/2006 18.42


Ciao!
Scusa ma qui non stiamo facendo paragoni tra papi (come fanno i giornalisti) nè stiamo esaltando Benedetto a sfavore di Giovanni Paolo II: non bisogna dimenticare che Wojtyla stesso non ha mai smasso di apprezzare il suo caro amico ed amato collaboratore Ratzinger. Dire "basta parlare di GPII" non significa "denigrare" il defunto Papa ma invitare i media a capire che l'era Wojtyla è finita; punto e basta. Certo, GPII è ricordato con affetto, ma non si può nè si deve evocarlo all'infinito. Altrimenti davvero si cade nel culto della personalità come era per gli imperatori romani divinizzati appena dopo la morte. O come i segretari del Pcus.
Non si tratta di fomentare le divisioni, anzi!! E' il contrario: chi dice "GpII era un'altra cosa" deve capire che non c'è offesa peggiore alla memoria di Wojtyla che snobbare il suo successore.
Che poi il Papato di Wojtyla presenti delle ombre oltre che delle luci è un altro discorso che parimenti deve essere affrontato con serena obiettività.

A esempio, dire che è l'effetto Wojtyla a trascinare le folle alle udienze e alle celebrazioni è una grande sciocchezza, è un voler negare l'evidenza. E' possibile che la gente segua Papa Benedetto per amore di Wojtyla quando non andava a vedere "l'originale"? E' assurdo e contraddittorio.
La spiegazione è semplice: i fedeli amano Papa Benedetto, lo seguono, lo ascoltano, lo leggono, lo ammirano. Punto.
I Wojtyliani di ferro (ne conosco) quando c'è l'Angelus cambiano canale. Altro che effetto Wojtyla!
Un saluto!



Ti quoto al 100% Bisogna essere proprio ciechi per non vedere quanto sia aumentata la gente alle udienze e agli angelus...Rispetto ai tempi di GPII non c'è paragone!!!!E posso dirlo da testimone oculare. Adesso vedi dei fedeli, anche quelli che all'inizio sebrano scettici, o semplicemente solo un po' curiosi, semplicemente ipnotizzati dalle parole del papa.
E poi ha un fascino magnetico, evidentissimo, un tono di voce particolare: sembra che parli proprio a te! Insomma, è meno teatrale di Wojtyla, sicuramente più essenziale, ed è di questo che oggi abbiamo bisogno, di qualcuno che ci riporti all'essenziale.
Intuitus populi....
Sybella
Sunday, June 18, 2006 10:39 AM
Re: Re: Re: Re: Non se ne puo' piu'

Scritto da: stupor-mundi 18/06/2006 0.53

E poi ha un fascino magnetico, evidentissimo, un tono di voce particolare: sembra che parli proprio a te!



...è esattamente quello che ho sempre provato anch'io: e se ascoltare le parole del Papa fa questo stesso effetto a tutte le 50.000-60.000 persone presenti ad un'Udienza o ad un Angelus...beh, non sarà un caso, né tantomeno semplice suggestione, no?
Sybella

PS: Sarò un caso grave, ma a me dà la stessa sensazione anche ascoltandolo alla TV...
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