Print   Search   Utenti   Join     Share : FaceboolTwitter
Pages: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, [17], 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27, ..., 161, 162, 163, 164, 165, 166, 167, 168, 169, 170
Ratzigirl
Thursday, May 11, 2006 7:09 PM
PAPA E CHAVEZ: A TU PER TU 35 MINUTI

Benedetto XVI gli consegna lettera con preoccupazioni per Paese



E' durato ben 35 minuti il colloquio privato tra il Papa e il presidente del Venezuela, Hugo Chavez, ricevuto, per la prima volta, in udienza privata da Benedetto XVI. Al termine dell'incontro, il Papa - cosa piuttosto insolita - ha consegnato a Chavez una lettera contenente alcuni punti che lo preoccupano sul Paese venezuelano. Lo ha riferito il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Joaquin Navarro Valls ai giornalisti che hanno avuto modo di prendere parte all'incontro.

Chavez, giunto in Vaticano alle 11, è stato accolto dal Papa nella Sala del Tronetto. "Bienvenido", ha detto il Papa in un perfetto spagnolo. "Per me è un grande piacere incontrarla e salutarla", ha risposto in spagnolo Chavez. "Come sta?". Il Papa, sorridendo, ha guardato fuori dalla finestra e ha risposto: "Oggi è una bella giornata della primavera romana". Poi, le stanze della Biblioteca privata si sono chiuse per il colloquio privato: faccia a faccia tra Chavez e Benedetto XVI, con l'interprete della Segreteria di Stato.
Ratzigirl
Friday, May 12, 2006 7:23 PM
Aggiornamenti sul viaggio in Polonia
Nel suo viaggio in Polonia, Benedetto XVI incontrerà alcuni ex prigionieri di Auschwitz


Durante il suo viaggio in Polonia, Papa Benedetto XVI incontrerà 32 ex prigionieri del campo di concentramento nazista d'Auschwitz-Birkenau, ha rivelato il portavoce del Museo d’Auschwitz, Jaroslaw Mensfelt.

Il Papa incontrerà in particolare due prigionieri politici giunti ad Auschwitz il 14 giugno 1940: uno di questi, membro dei Sonderkommandos (Commandi speciali), era incaricato di rimuovere i cadaveri dall’interno delle camere a gas e di bruciarli, secondo quanto affermato da Mensfelt e citato dall’agenzia “PAP”.

Durante la sua visita apostolica, il cui tema è “Siate saldi nella fede”, e che si svolgerà dal 25 al 28 maggio, il Papa visiterà alcuni dei luoghi fondamentali per la vita di Karol Wojtyla. L’itinerario prevede tappe anche a Varsavia, Czestochowa, Cracovia, Wadowice, Kalwaria Zebrzydowska.

Al termine dell’incontro, secondo quanto rivelato nel programma del viaggio papale, il Pontefice terrà un discorso ad Auschwitz e sosterà in preghiera per le vittime di questo campo di sterminio, di cui è stato commemorato il 60º anniversario della liberazione ad opera dell’esercito sovietico il 27 gennaio del 2005.

Dal 1940 al 1945, uomini, donne e bambini, principalmente Ebrei, ma anche appartenenti ai popoli slavi o alla popolazione Rom, oltre agli handicappati e agli omosessuali, furono prelevati dai diversi Paesi europei occupati dalla Germania nazista e inviati nel campo d'Auschwitz-Birkenau, dove trovarono la morte all’interno delle camere a gas o nei forni crematori. Si calcola che ci siano state all’incirca un milione e mezzo di vittime.
ratzi.lella
Sunday, May 14, 2006 9:41 AM
valencia


Il papa a Valencia l'8 e 9 luglio. Le anticipazioni sul programma
di Mattia Bianchi/ 13/05/2006

Una visita di poco più di 30 ore per partecipare alle celebrazioni conclusive del V Incontro mondiale delle famiglie. Dopo le anticipazioni dei mesi scorsi, la Sala Stampa della Santa Sede ha annunciato ufficialmente il viaggio di Benedetto XVI a Valencia, in Spagna, in programma l’8 e il 9 luglio: un pellegrinaggio spirituale dedicato alla famiglia, che vedrà il papa insieme a centinaia di migliaia di genitori e figli di tutto il mondo. I contenuti del programma non sono stati ancora resi noti, ma Korazym.org, da fonti spagnoli, è in grado di anticipare a grandi linee lo schema della visita. Secondo quanto si apprende, il papa partirà dall'aeroporto di Fiumicino intorno alle 9,30 di sabato 8 luglio per arrivare a Valencia dopo due ore. All’aeroporto si svolgerà la tradizionale cerimonia di benvenuto alla presenza dei Reali di Spagna. Dopo l’esecuzione degli inni e gli onori militari, Benedetto XVI pronuncerà il suo primo discorso, per poi trasferirsi in papamobile alla cattedrale di Valencia, dove sarà accolto dal sindaco che gli consegnerà le chiavi della città. Subito dopo, il pontefice pregherà nella cappella del Santo Calice e nella cappella della Virgen de los Desamparados, patrona di Valencia e benedirà i fedeli raccolti nella piazza.

Il pomeriggio di sabato sarà dedicato ai contenuti più politici della visita. Dopo il pranzo nell’arcivescovado, sono previsti la visita di cortesia ai Reali di Spagna nel palazzo della Generalitat di Valencia e l’incontro con il premier Luis Rodriguez Zapatero in arcivescovado. Un appuntamento importante e significativo sia perché il papa finora non ha mai ricevuto in udienza – né in Vaticano né altrove – non solo il premier spagnolo, ma anche i membri del suo governo, sia perché si inserisce in un momento in cui permane la contrarietà della Chiesa sul programma di riforme del governo socialista (dai matrimoni gay al divorzio veloce, passando per la cancellazione dell’ora di religione obbligatoria a scuola). L’udienza sarà comunque breve e il colloquio con Zapatero non dovrebbe durare più di dieci minuti.

In serata, inizierà il programma più spirituale, il vero motivo del viaggio. Nell’area della Città delle Arti e delle Scienze di Valencia, il papa presiederà l’incontro di festa e testimonianze che concluderà il V Incontro Mondiale delle Famiglie. L’evento inizierà già nel pomeriggio e vedrà la partecipazione di quasi un milione di persone, che saranno presenti anche la domenica mattina per la Santa Messa conclusiva presieduta sempre da Benedetto XVI. Dopo la recita dell’Angelus Domini è previsto il trasferimento all’aeroporto per la cerimonia di congedo e la partenza immediata per Roma, con arrivo previsto intorno alle 15.30. Il programma è molto serrato e prevede due discorsi, un’omelia e un saluto conclusivo. Momenti ben definiti che serviranno al pontefice per riaffermare la centralità della famiglia nella vita della Chiesa e della società.

(da www.korazym.org/news1.asp?Id=17610)
Ratzigirl
Sunday, May 14, 2006 1:45 PM
Regina Caeli 14 Maggio 2006



Cari fratelli e sorelle!

In questa quinta Domenica di Pasqua, la liturgia ci presenta la pagina del Vangelo di Giovanni in cui Gesù, parlando ai discepoli nell’Ultima Cena, li esorta a rimanere uniti a Lui come i tralci alla vite. Si tratta di una parabola davvero significativa, perché esprime con grande efficacia che la vita cristiana è mistero di comunione con Gesù: "Chi rimane in me e io in lui, dice il Signore, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla" (Gv 15,5). Il segreto della fecondità spirituale è l’unione con Dio, unione che si realizza soprattutto nell’Eucaristia, giustamente chiamata anche "Comunione". Mi piace sottolineare tale mistero di unità e di amore in questo periodo dell’anno, nel quale moltissime comunità parrocchiali celebrano la prima Comunione dei bambini. A tutti i ragazzi che in queste settimane si incontrano per la prima volta con Gesù Eucaristia desidero rivolgere un saluto speciale, augurando loro di diventare tralci della Vite che è Gesù e di crescere come suoi veri discepoli.

Una via sicura per mantenersi uniti a Cristo, come tralci alla vite, è ricorrere all’intercessione di Maria, che ieri, 13 maggio, abbiamo particolarmente venerato ricordando le apparizioni di Fatima, dove nel 1917 si manifestò più volte a tre bambini, i pastorelli Francesco, Giacinta e Lucia. Il messaggio che affidò loro, in continuità con quello di Lourdes, era un forte richiamo alla preghiera e alla conversione; messaggio davvero profetico considerando il secolo XX funestato da inaudite distruzioni, causate da guerre e da regimi totalitari, nonché da estese persecuzioni contro la Chiesa. Inoltre, il 13 maggio 1981 – 25 anni or sono – il Servo di Dio Giovanni Paolo II sentì di essere stato miracolosamente salvato dalla morte per l’intervento di "una mano materna", come egli stesso ebbe a dire, e l’intero suo pontificato è stato segnato da ciò che la Vergine aveva preannunciato a Fatima. Se non sono mancate preoccupazioni e sofferenze, se ancora permangono motivi di apprensione per il futuro dell’umanità, è di conforto quanto la "Bianca Signora" promise ai pastorelli: "Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà".

Con questa consapevolezza ci rivolgiamo ora con fiducia a Maria Santissima, ringraziandola per la sua costante intercessione e pregandola di continuare a vegliare sul cammino della Chiesa e dell’umanità, specialmente sulle famiglie, le mamme e i bambini.
josie '86
Monday, May 15, 2006 4:23 PM
Ultimi aggiornamenti
[DIM]12pt[=DIM][FONT]Comic Sans MS[=FONT]Ho trovato 1 articolo fresco fresco di stampa. Parla delle migrazioni e della reciprocità del dialogo[/FONT][/DIM]

Cliccate [URL=http://www.toscanaoggi.it/news.asp?IDNews=6835&IDCategoria=1]qui[/URL]

[DIM]13pt[=DIM][FONT]Comic Sans MS[=FONT]Ciao a tutti


Antony la Salernitana [/FONT][/DIM]
Ratzigirl
Tuesday, May 16, 2006 12:43 AM
La sessione plenaria del Pontificio Consiglio per la Pastorale dei migranti e itineranti


Signori Cardinali,
venerati Fratelli nell’Episcopato e nel Presbiterato,
cari Fratelli e Sorelle!

Sono lieto di accogliervi in occasione della Sessione Plenaria del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti. Saluto in primo luogo il Signor Cardinale Renato Raffaele Martino, che ringrazio per le parole con cui ha introdotto il nostro incontro. Saluto pure il Segretario, i Membri ed i Consultori di codesto Pontificio Consiglio, in modo speciale quelli recentemente nominati, e rivolgo a tutti un cordiale pensiero con l’augurio di un proficuo lavoro.

Il tema scelto per questa Sessione – "Migrazione e itineranza da e per i Paesi a maggioranza islamica" – concerne una realtà sociale che diviene sempre più attuale. La mobilità riguardante i Paesi musulmani merita perciò una specifica riflessione, non solo per la rilevanza quantitativa del fenomeno, ma soprattutto perché quella islamica è un’identità caratteristica, sotto il profilo sia religioso che culturale. La Chiesa cattolica avverte con crescente consapevolezza che il dialogo interreligioso fa parte del suo impegno a servizio dell’umanità nel mondo contemporaneo. Questa convinzione è diventata, come si dice, "pane quotidiano" specialmente per chi opera a contatto con i migranti, i rifugiati e con le diverse categorie di persone itineranti. Stiamo vivendo tempi nei quali i cristiani sono chiamati a coltivare uno stile di dialogo aperto sul problema religioso, non rinunciando a presentare agli interlocutori la proposta cristiana in coerenza con la propria identità. Sempre più, poi, si avverte l’importanza della reciprocità nel dialogo, reciprocità che l’Istruzione Erga migrantes caritas Christi definisce giustamente come un "principio" di grande importanza. Si tratta di una "relazione fondata sul rispetto reciproco" e prima ancora di un "atteggiamento del cuore e dello spirito" (n. 64). Quanto questo impegno sia importante e delicato lo testimoniano gli sforzi che in tante comunità si vanno facendo per tessere con gli immigrati rapporti di mutua conoscenza e stima, che appaiono quanto mai utili per superare pregiudizi e chiusure mentali.

Nella sua azione di accoglienza e di dialogo con i migranti e gli itineranti, la comunità cristiana ha come costante punto di riferimento Cristo che ha lasciato ai suoi discepoli, quale regola di vita, il comandamento nuovo dell’amore. L’amore cristiano è, per sua natura, preveniente. Ecco perché i singoli credenti sono chiamati ad aprire le loro braccia ed il loro cuore ad ogni persona, da qualunque Paese provenga, lasciando poi alle autorità responsabili della vita pubblica di stabilire in merito le leggi ritenute opportune per una sana convivenza. Continuamente stimolati a testimoniare quell’amore che ha insegnato il Signore Gesù, i cristiani devono aprire il cuore specialmente ai piccoli ed ai poveri, nei quali Cristo stesso è presente in modo singolare. Così facendo, manifestano il carattere più qualificante e proprio dell’identità cristiana: l’amore che Cristo ha vissuto e continuamente trasmette alla Chiesa mediante il Vangelo ed i Sacramenti. Ovviamente, c’è da sperare che anche i cristiani che emigrano verso Paesi a maggioranza islamica trovino là accoglienza e rispetto della loro identità religiosa.

Cari fratelli e sorelle, colgo volentieri quest’occasione per ringraziarvi di quello che fate in favore di un’organica ed efficace pastorale per i migranti e gli itineranti, ponendo a servizio di tale compito il vostro tempo, le vostre competenze e la vostra esperienza. A nessuno sfugge che questa è una frontiera significativa della nuova evangelizzazione nel mondo attuale globalizzato. Vi incoraggio a proseguire il vostro lavoro con rinnovato zelo, mentre, da parte mia, vi seguo con attenzione e vi accompagno con la preghiera, perché lo Spirito Santo renda proficua ogni vostra iniziativa per il bene della Chiesa e del mondo. Vegli su di voi Maria Santissima, che ha vissuto la sua fede come peregrinazione nelle diverse circostanze della sua esistenza terrena. La Vergine Santa aiuti ogni uomo e ogni donna a conoscere il suo Figlio Gesù ed a ricevere da Lui il dono della salvezza. Con questo auspicio imparto la mia Benedizione a tutti voi e alle persone a voi care.
Ratzigirl
Wednesday, May 17, 2006 12:31 AM
Pentazione del viaggio in Polonia dall'ufficio per le celebrazioni liturgiche
UFFICIO DELLE CELEBRAZIONI LITURGICHE
DEL SOMMO PONTEFICE




PRESENTAZIONE



L'impegno apostolico nel rafforzare la fede

La visita apostolica del Santo Padre Benedetto XVI in Polonia, dal 25 al 28 maggio 2006, può essere considerata in qualche modo come il vero primo viaggio all’estero del nuovo Papa. Infatti il viaggio compiuto nell’agosto 2005 a Köln in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù, era già stato programmato da Papa Giovanni Paolo II. Inoltre fin dall’inizio del Suo Pontificato Papa Benedetto ha voluto e desiderato compiere questo viaggio nella terra tanto amata dal Suo grande Predecessore.

Il pellegrinaggio è motivato anzitutto dalla memoria e dalla gratitudine, ma vuole essere nello stesso tempo occasione per rafforzare i fedeli nella fede, di fronte alle nuove sfide che vengono poste alla Chiesa e al popolo che vive in Polonia.

Motto del pellegrinaggio sono le parole prese dalla prima Lettera di S. Paolo ai Corinti: «State saldi nella fede» (1 Cor 16, 13). Nella sua prima enciclica Deus caritas est Papa Benedetto XVI ha scritto: «La fede, che prende coscienza dell’amore di Dio rivelatosi nel cuore trafitto di Gesù sulla croce, suscita a sua volta l’amore. Esso è la luce - in fondo l'unica - che rischiara sempre di nuovo un mondo buio e ci dà il coraggio di vivere di agire» (n. 39).

Il Santo Padre si reca in un Paese che più di mille anni fa ha aperto la porta a Cristo e ha accolto il Suo messaggio di Salvezza. Questo fatto ha marcato profondamente l'identità del popolo polacco e la sua storia. Storia di fede, di virtù e di santità, ma anche di debolezza, di dubbi e di infedeltà. Ogni nuova generazione infatti è chiamata a ricevere sempre di nuovo il dono dell'appartenenza a Cristo e nell’assumersene con libera scelta la responsabilità. Perché ciò avvenga è necessario che la fede sia rafforzata dalla grazia. Questa forza viene dallo Spirito Santo. Per 27 anni Giovanni Paolo II ci ha insegnato proprio come ricevere tale dono e come metterlo in pratica. Oggi Papa Benedetto XVI viene per continuare la sua opera. In questo modo il Vicario di Cristo adempie il suo compito fondamentale, quello dato da Gesù a Pietro: «Io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli» (Lc 22, 32).

Il Papa adempie questo compito nei giorni in cui l'intera Chiesa gioisce per la Risurrezione di Cristo, celebra la Sua Ascensione e invoca lo Spirito Santo Paraclito, perché rinnovi i prodigi della Pentecoste.

Le principali celebrazioni della Visita Apostolica

Il Santo Padre durante il Suo viaggio farà sosta a Warszawa, Czestochowa, Kraków, Wadowice, Kalwaria Zebrzydowska e nel campo di sterminio ad Auschwitz-Birkenau.

Warszawa

Il pellegrinaggio prenderà avvio dalla sosta nella Basilica Arcicattedrale di Warszawa, in cui hanno avuto luogo numerosi e importanti eventi legati alla storia del popolo in Polonia e della Chiesa. In questo luogo Giovanni Paolo II ha sostato cinque volte durante i suoi pellegrinaggi. Nella Cattedrale Papa Benedetto XVI incontra e prega con i rappresentanti del clero e visita quindi le tombe dei grandi Primati della Polonia: il Card. August Hlond (1881-1948) e il Card. Stefan Wyszynski (1901-1981), di cui sono in corso le cause di beatificazione.

Nel primo giorno del pellegrinaggio il Santo Padre si reca anche nella chiesa evangelica-asburgica della Santa Trinità per celebrare la liturgia della parola di Dio. In questa chiesa hanno avuto luogo numerosi incontri ecumenici. Papa Giovanni Paolo II ha presieduto qui la preghiera per l’ecumenismo il 9 giugno 1991. Il Santo Padre Benedetto XVI incontra i rappresentanti delle sette Chiese riunite nel Consiglio Ecumenico Polacco e anche alcuni rappresentanti di altre religioni.

Il culmine della visita a Warszawa è costituito dalla Santa Messa celebrata il giorno seguente in Piazza Maresciallo Józef Pilsudski. È il luogo in cui Papa Giovanni Paolo II aveva iniziato il 2 giugno 1979 la sua prima visita in patria, quando alla fine dell'omelia aveva detto le memorabili parole: «Che scenda il Tuo spirito e rinnovi il volto della terra! Di questa terra!». Nella medesima piazza Giovanni Paolo II ha celebrato per la seconda volta l'Eucaristia nel 1999. In Piazza Pilsudski inoltre si è svolta, presieduta dal Card. Agostino Casaroli, la celebrazione dei funerali di Stefan Wyszynski, Primate del Millennio. Infine, proprio in questa piazza, nei giorni delle Esequie di Giovanni Paolo II hanno avuto luogo varie celebrazioni di Sante Messe che hanno riunito centinaia di migliaia di persone.

Czestochowa

La seconda sosta del pellegrinaggio del Santo Padre ha luogo a Jasna Góra, Czestochowa, il più famoso santuario mariano della Polonia. Dal XIV secolo è il luogo in cui si venera l’icona della Madre di Dio, chiamata anche la Madonna Nera. Per i Polacchi si tratta di un luogo del tutto speciale, perché qui la Vergine Santa viene venerata anche come Regina della Polonia. Nel 2006 ricorre il 350° anniversario dei voti fatti a Leopoli dal re Jan Kazimierz, il quale il 1° aprile 1656, durante l'invasione svedese, affidò la Polonia alla protezione della Madre di Dio che proclamava solennemente Regina della Polonia. Nel medesimo Santuario Giovanni Paolo II ha affidato alla Madre Santissima l'intero suo pontificato, dicendoLe: "Totus Tuus". Nel 2006 ricorre anche il 50° anniversario dei Voti fatti dal Popolo Polacco a Jasna Góra, il 26 agosto 1956.

Le corone d'oro, con le quali è adornata la Magnifica Icona della Vergine, sono state benedette e offerte dal Santo Padre Giovanni Paolo II il 1° aprile 2005, il giorno prima della sua morte. Il nuovo vestito, fatto di ambra e brillanti di cui è adornata l’Icona, è compimento di un voto fatto in occasione del 350° anniversario della miracolosa difesa di Jasna Góra e anche espressione di gratitudine per la vita di Giovanni Paolo II offerto alla Madre di Dio nel 25° anniversario della nascita di "Solidarnosc".

Dopo la preghiera nella cappella della Magnifica Icona della Madre di Dio il Santo Padre presiede l’adorazione eucaristica nella forma tipica della pietà popolare polacca nel mese di maggio. Alla celebrazione prenderanno parte i monaci, i seminaristi e i rappresentanti dei movimenti cattolici e della vita consacrata.

Kraków

Nel terzo giorno della visita in Polonia il Santo Padre giunge a Kraków. Questa visita costituisce il centro del pellegrinaggio apostolico, dato che proprio a Kraków Papa Giovanni Paolo II ha vissuto 40 anni della sua vita, come studente, operaio, sacerdote, vescovo, cardinale, fino a quando è stato eletto Papa.

Dopo la Santa Messa del mattino nella cappella del Palazzo Arcivescovile, il Santo Padre visita due luoghi legati alla vita del suo Predecessore: Wadowice, dove Karol Wojtyla nacque il 18 maggio 1920; e Kalwaria Zebrzydowska, dove egli da piccolo fece vari pellegrinaggi per visitare il santuario della Madre di Dio.

Lo stesso giorno Papa Benedetto XVI si reca nel santuario della Divina Misericordia a Lagiewniki, dedicato da Giovanni Paolo II il 17 agosto 2002, durante la sua ultima visita in patria. Questo luogo è legato a S. Faustyna Kowalska (1905-1938), l'apostola della Divina Misericordia. Il Santo Padre sosta in preghiera accanto alle sue reliquie e saluta le persone malate e handicappate.

Sempre a Kraków, in località Blonie, hanno luogo due importanti incontri di preghiera, presieduti dal Santo Padre. Sabato sera Benedetto XVI prega insieme con i giovani, consegna la fiamma della misericordia e affida loro la missione di portare la luce della fede al mondo.

Domenica 28 maggio, solennità dell'Ascensione del Signore, il Santo Padre celebra la Santa Messa a Blonie per i fedeli di Kraków e di varie parti della Polonia. Nel medesimo luogo Giovanni Paolo II ha celebrato l'Eucaristia negli anni 1979, 1983, 1987, 1997 e 2002.

Oswiecim- Brzezinka

L'ultima tappa della visita apostolica del Papa Benedetto XVI in Polonia è costituita dalla visita al campo Auschwitz-Birkenau, il luogo di martirio e di sterminio più conosciuto nella storia dell'umanità, diventato il simbolo dell'Olocausto, del genocidio e del terrore, nonché del crollo della civiltà e cultura europea contemporanea. In questo luogo i nazisti hanno sterminato oltre un milione di Ebrei europei, circa 150 mila Polacchi, 23 mila Rom, 15 mila prigionieri di guerra sovietici, nonché decine di migliaia di cittadini di altre nazionalità.

Tra i martiri di Auschwitz spiccano il sacerdote polacco, S. Massimiliano Maria Kolbe (1894-1941) e la monaca carmelitana di origine ebrea, S. Teresa Benedetta dalla Croce, conosciuta nel mondo come Edyt Stein (1891-1942). Durante la visita nel campo Birkenau Papa Benedetto XVI incontra i rappresentanti di altre religioni e insieme con loro e con un gruppo di ex-prigionieri dei campi di concentramento prega per le vittime del genocidio e della guerra e per la pace nel mondo.

Il libro liturgico della visita
Il “Messale Papale” della visita apostolica del Santo Padre Benedetto XVI in Polonia contiene i testi liturgici di tutte le celebrazioni previste nel programma della visita. Nel volume vengono riportati i formulari delle Sante Messe insieme con altre parti fisse della celebrazione, le letture bibliche e la preghiera universale. Il libro contiene anche i testi e le indicazioni rubricali di altre celebrazioni: la preghiera nella Basilica Arcicattedrale, la liturgia ecumenica della Parola di Dio, l’adorazione e la benedizione eucaristica, la veglia di preghiera con i giovani e la preghiera per le vittime della guerra.

Il “Messale Papale”, edito dalla Tipografia Vaticana, è stato preparato dall'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice in collaborazione con la Commissione liturgica polacca. Nel volume sono usate varie lingue. Lo svolgimento delle singole celebrazioni è descritto in lingua latina. Sono in latino la maggior parte dei testi eucologici, comprese le Preghiere eucaristiche. Sono invece riportate in lingua polacca i testi che favoriscono la partecipazione dei fedeli come, i saluti liturgici, l'atto penitenziale, le orazioni, i testi delle monizioni e i testi che esigono una risposta dei fedeli. In lingua polacca sono riportate anche le letture bibliche, le formule della professione di fede, le preghiere universali, nonché i testi dei canti eseguiti dall’assemblea.

Data la presenza di pellegrini stranieri e il carattere internazionale di alcuni incontri, nel libro si trovano alcune intenzioni di preghiera in varie lingue. Ad esempio nella preghiera universale della Santa Messa a Warszawa, viene usata anche la lingua inglese e la bielorussa. Nell'incontro a Birkenau, le intenzioni di preghiera sono pronunciate dai rappresentanti di altre religioni nelle lingue: rom, russa, polacca, ebraica e inglese, mentre il Santo Padre apre la celebrazione con il saluto liturgico in lingua italiana e dice la preghiera finale in lingua tedesca.

a) Le Sante Messe

Santa Messa a Warszawa in Piazza Marszalek Józef Pilsudski, venerdì 26 maggio

Si usa la Messa votiva sullo Spirito Santo. Le letture bibliche sono prese dal Lezionario delle Messe rituali per la celebrazione del sacramento della confermazione.

Santa Messa nella cappella del Palazzo Arcivescovile a Kraków, sabato 27 maggio

Il formulario della Messa è preso dal comune di un martire nel Tempo pasquale, mentre la orazione è propria di S. Stanislao, vescovo e martire. Il Prefazio è quello dei santi martiri. Le letture bibliche sono prese dal Lezionario proprio della Messa di S. Stanislao, vescovo e martire, patrono principale della Polonia.

Santa Messa a Blonie in Kraków, domenica 28 maggio

La Messa è propria della solennità dell'Ascensione del Signore. Le tre letture bibliche della celebrazione, proprie del giorno, sono indicate nella seconda edizione dell’Ordo Lectionum Missae.

b) Le altre celebrazioni

Vi sono anche altre celebrazioni di cui il Messale Papale riporta i testi liturgici:

La «statio» iniziale della visita in Polonia nella Basilica Arcicattedrale a Warszawa, giovedì 25 maggio

La colletta è tratta dalla Messa per la Santa Chiesa. La lettura biblica è propria della celebrazione.

La celebrazione ecumenica nella chiesa evangelica-asburgica della Santa Trinità a Warszawa, giovedì 25 maggio.

L’orazione è tratta dalla Messa per l'unione dei cristiani. Le due letture bibliche sono prese tra quelle previste per l'Ascensione del Signore, solennità celebrata nello stesso giorno nelle chiese evangeliche.

L'adorazione e benedizione eucaristica davanti al santuario della Beata Vergine Maria a Jasna Góra, venerdì 26 maggio

La lettura biblica è presa dal Lezionario delle Messe della Beata Maria Vergine: Messa della Regina degli Apostoli. Durante la celebrazione si cantano le litanie lauretane.

L'incontro con i giovani a Blonie in Kraków, sabato 27 maggio

Le tre brevi letture bibliche sono prese dal Lezionario.

L’orazione per la benedizione della pietra angolare è presa dal Rito della Dedicazione della Chiesa e dell'Altare.

La preghiera nel campo di concentramento a Birkenau, domenica 28 maggio

La lettura biblica è costituita dal Salmo 22 della Liturgia delle Ore, e la preghiera conclusiva è la colletta della Messa per la pace e la giustizia.

* * * * *


Conclusione

La varietà delle celebrazioni liturgiche durante la visita apostolica del Santo Padre Benedetto XVI in Polonia mette in evidenza i vari aspetti e i contenuti del pellegrinaggio. Il Papa, seguendo le tracce del suo Predecessore, visita i luoghi più importanti per la Chiesa e per il Paese, e conferisce alla visita un forte carattere di rendimento di grazie. Il Santo Padre con la sua presenza fa dono al popolo polacco della sua benedizione e del suo insegnamento. Si tratta di un richiamo a rafforzare la fede, così fondamentale per la vita cristiana.

Il pellegrinaggio del Papa Benedetto XVI in Polonia ha anche un accentuato carattere internazionale ed ecumenico. Durante i quattro giorni del suo pellegrinaggio il Santo Padre incontra due volte i rappresentanti di altre religioni. Particolare significato internazionale riveste la preghiera silenziosa del Papa ad Auschwitz davanti al muro delle esecuzioni e nella cella della morte di S. Massimiliano Kolbe, e la preghiera nel campo di concentramento a Birkenau.

Il viaggio apostolico di Papa Benedetto XVI pertanto riguarda la Chiesa intera ed è invito per tutti affinché la luce del Vangelo, che risplende nel Cristo risorto, continui ad illuminare il cammino dei credenti e dell’umanità.

Ratzigirl
Wednesday, May 17, 2006 7:27 PM
AI POLACCHI: CI VEDIAMO FRA POCO, PREGATE PER MIA VISITA

Annuncia motto viaggio: "Rimanete forti nella fede"


Il Papa chiede ai polacchi di "pregare per lui" in vista del suo imminente viaggio in Polonia, in programma dal 25 al 28 maggio. "Sono lieto di poter fra poco far visita alla Polonia - ha affermato Benedetto XVI al termine dell'udienza generale a piazza San Pietro, rivolgendosi ai fedeli polacchi (circa 2000) - questa visita si svolgerà sotto il motto: "Rimanete forti nella fede". Già oggi - ha aggiunto il pontefice - chiedo a voi e a tutta la Chiesa in Polonia di pregare, affinchè in questi giorni, con l'aiuto della grazia di Dio, possiamo reciprocamente consolidarci nella testimonianza della fede". Il Servo di Dio Giovanni Paolo II ci accompagni", ha concluso il Papa.

Salutando i fedeli italiani, Benedetto XVI ha ricordato in particolare i partecipanti al pellegrinaggio promosso dalle Suore Crocifisse Adoratrici dell'Eucarestia, in occasione della beatificazione di Suor Maria della passione, i dipendenti dell'Aero Club d'Italia e il Consiglio Internazionale dello Sport Militare. Infine, rivolgendosi ai giovani, il Papa li ha invitati a "valorizzare la tradizionale preghiera mariana" in questo mese di maggio dedicato alla Madonna.
josie '86
Wednesday, May 17, 2006 7:49 PM
Udienza odierna
[G][DIM]15pt[=DIM]BENEDETTO XVI DURANTE LA CATECHESI DEL MERCOLEDI' PARLA DI PIETRO, UOMO ZELANTE DI FEDE, EBREO CREDENTE[/DIM][/G]

[DIM]10pt[=DIM][C]CITTA' DEL VATICANO- Il Santo Padre Benedetto XVI ha proseguito, questa mattina, per la catechesi dell'Udienza Generale di oggi, 'il progetto di un approfondimento del ministero apostolico', esaminando questa volta 'le personalità dei singoli Apostoli'. All'Udienza, tenutasi in Piazza San Pietro, hanno partecipato 60.000 persone.
'Pietro'-ha detto il Papa-è il personaggio più noto e citato negli scritti neotestamentari. (...) Con la famiglia di Zebedeo, padre di Giacomo e Giovanni, conduceva una piccola azienda di pesca sul lago di Genezaret (...) ed era animato da un sincero interesse religioso, che lo spinse a recarsi col fratello fino in Giudea per seguire la predicazione di Giovanni il Battista'.

'Era un ebreo credente, fiducioso nella presenza operante di Dio nella storia del suo popolo, e addolorato per non vederne l'azione potente nelle vicende di cui egli era, al presente, testimone. (...) I Vangeli ci informano che Pietro è tra i primi quattro discepoli del Nazareno, ai quali se ne aggiunge un quinto, secondo il costume di ogni Rabbi di avere cinque discepoli. Quando Gesù passerà da cinque a dodici discepoli, sarà chiara la novità della sua missione: Egli è venuto a radunare l'Israele escatologico, simboleggiato dal numero dodici, quante erano le tribù d'Israele'.
'Simone appare nei Vangeli'-ha proseguito il Pontefice-'con un carattere deciso e impulsivo; egli è disposto a far valere le proprie ragioni anche con la forza. (...) Al tempo stesso, è a volte anche ingenuo e pauroso, e tuttavia, onesto, fino al pentimento più sincero'. 'I Vangeli consentono di seguirne passo passo l'itinerario spirituale. Il punto di partenza è la chiamata da parte di gesù. Avviene in un giorno qualsiasi, mentre Pietro è impegnato nel suo lavoro di pescatore'. Gesù 'dice a Simone: "prendi il largo e calate le reti per la pesca. (...) Simone il pescatore si fida di questo Rabbi, che non gli dà risposte ma lo chiama ad affidarsi. (...) Pietro accetta di lasciarsi coinvolgere in questa grande avventura: è generoso, si riconosce limitato, ma crede in colui che lo chiama e insegue il sogno del suo cuore. Dice di sì, e diventa discepolo di Gesù'.

'Un altro momento significativo nel suo cammino spirituale Pietro lo vivrà nei pressi di Cesarea di Filippo, quando Gesù pone ai discepoli una precisa domanda. "Chi dice la gente che io sia?" (...) E' Pietro a rispondere anche per conto degli altri: "Tu sei il Cristo'.

'Questa risposta di Pietro'-ha sottolineato il Papa-'porta in sè come in germe la futura confessione di fede della Chiesa. Tuttavia Pietro non aveva ancora capito il profondo contenuto della missione messianica di Gesù. Lo dimostra poco dopo, lasciando capire che il Messia che sta inseguendo nei suoi sogni è molto diverso da quello del progetto di Dio. Davanti all'annuncio della passione si scandalizza e protesta, suscitando la vivace reazione di Gesù'. 'Pietro vuole un Messia "uomo divino", che compia le attese della gente imponendo a tutti la sua potenza; Gesù si presenta come il "Dio umano", che sconvolge le aspettative della folla prendendo un cammino di umiltà e di sofferenza. (...) Pietro impara così che cosa significa veramente seguire Gesù. (...) Anche se con fatica, Pietro accoglie l'invito e prosegue il suo cammino sulle orme del Maestro'.[/DIM][G](Europa Cristiana-Movimento Cristocentrico di Opinione)[/G]
[/C]


Ciao a tutti


[DIM]13pt[=DIM][FONT]Comic Sans MS[=FONT]Antony la Salernitana [/FONT][/DIM]
Ratzigirl
Wednesday, May 17, 2006 9:03 PM
Udienza Generale 17 Maggio 2006
Cari fratelli e sorelle,

nella nuova serie di catechesi abbiamo innanzitutto cercato di capire meglio che cosa sia la Chiesa, quale sia l’idea del Signore circa questa sua nuova famiglia. Poi abbiamo detto che la Chiesa esiste nelle persone. E abbiamo visto che il Signore ha affidato questa nuova realtà, la Chiesa, ai dodici Apostoli. Adesso vogliamo vederli uno ad uno, per capire nelle persone che cosa sia vivere la Chiesa, che cosa sia seguire Gesù. Cominciamo con san Pietro.

Dopo Gesù, Pietro è il personaggio più noto e citato negli scritti neotestamentari: viene menzionato 154 volte con il soprannome di Pétros, "pietra", "roccia", che è traduzione greca del nome aramaico datogli direttamente da Gesù Kefa, attestato 9 volte soprattutto nelle lettere di Paolo; si deve poi aggiungere il frequente nome Simòn (75 volte), che è forma grecizzata del suo originale nome ebraico Simeòn (2 volte: At 15,14; 2 Pt 1,1). Figlio di Giovanni (cfr Gv 1,42) o, nella forma aramaica, bar-Jona, figlio di Giona (cfr Mt 16,17), Simone era di Betsaida (cfr Gv 1,44), una cittadina a oriente del mare di Galilea, da cui veniva anche Filippo e naturalmente Andrea, fratello di Simone. La sua parlata tradiva l’accento galilaico. Anch’egli, come il fratello, era pescatore: con la famiglia di Zebedeo, padre di Giacomo e Giovanni, conduceva una piccola azienda di pesca sul lago di Genezaret (cfr Lc 5,10). Doveva perciò godere di una certa agiatezza economica ed era animato da un sincero interesse religioso, da un desiderio di Dio – egli desiderava che Dio intervenisse nel mondo – un desiderio che lo spinse a recarsi col fratello fino in Giudea per seguire la predicazione di Giovanni il Battista (Gv 1,35-42).

Era un ebreo credente e osservante, fiducioso nella presenza operante di Dio nella storia del suo popolo, e addolorato per non vederne l’azione potente nelle vicende di cui egli era, al presente, testimone. Era sposato e la suocera, guarita un giorno da Gesù, viveva nella città di Cafarnao, nella casa in cui anche Simone alloggiava quando era in quella città (cfr Mt 8,14s; Mc 1,29ss; Lc 4,38s). Recenti scavi archeologici hanno consentito di portare alla luce, sotto il pavimento a mosaico ottagonale di una piccola Chiesa bizantina, le tracce di una chiesa più antica sistemata in quella casa, come attestano i graffiti con invocazioni a Pietro. I Vangeli ci informano che Pietro è tra i primi quattro discepoli del Nazareno (cfr Lc 5,1-11), ai quali se ne aggiunge un quinto, secondo il costume di ogni Rabbi di avere cinque discepoli (cfr Lc 5,27: chiamata di Levi). Quando Gesù passerà da cinque a dodici discepoli (cfr Lc 9,1-6), sarà chiara la novità della sua missione: Egli non è uno dei tanti rabbini, ma è venuto a radunare l’Israele escatologico, simboleggiato dal numero dodici, quante erano le tribù d’Israele.

Simone appare nei Vangeli con un carattere deciso e impulsivo; egli è disposto a far valere le proprie ragioni anche con la forza (si pensi all’uso della spada nell’Orto degli Ulivi: cfr Gv 18,10s). Al tempo stesso, è a volte anche ingenuo e pauroso, e tuttavia onesto, fino al pentimento più sincero (cfr Mt 26,75). I Vangeli consentono di seguirne passo passo l’itinerario spirituale. Il punto di partenza è la chiamata da parte di Gesù. Avviene in un giorno qualsiasi, mentre Pietro è impegnato nel suo lavoro di pescatore. Gesù si trova presso il lago di Genèsaret e la folla gli fa ressa intorno per ascoltarlo. Il numero degli ascoltatori crea un certo disagio. Il Maestro vede due barche ormeggiate alla sponda; i pescatori sono scesi e lavano le reti. Egli chiede allora di salire sulla barca, quella di Simone, e lo prega di scostarsi da terra. Sedutosi su quella cattedra improvvisata, si mette ad ammaestrare le folle dalla barca (cfr Lc 5,1-3). E così la barca di Pietro diventa la cattedra di Gesù. Quando ha finito di parlare, dice a Simone: «Prendi il largo e calate le reti per la pesca».

Simone risponde: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti» (Lc 5,4-5). Gesù, che era un falegname, non era un esperto di pesca: eppure Simone il pescatore si fida di questo Rabbi, che non gli dà risposte ma lo chiama ad affidarsi. La sua reazione davanti alla pesca miracolosa è quella dello stupore e della trepidazione: «Signore, allontanati da me che sono un peccatore» (Lc 5,8). Gesù risponde invitandolo alla fiducia e ad aprirsi ad un progetto che oltrepassa ogni sua prospettiva: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini» (Lc 5,10). Pietro non poteva ancora immaginare che un giorno sarebbe arrivato a Roma e sarebbe stato qui "pescatore di uomini" per il Signore. Egli accetta questa chiamata sorprendente, di lasciarsi coinvolgere in questa grande avventura: è generoso, si riconosce limitato, ma crede in colui che lo chiama e insegue il sogno del suo cuore. Dice di sì – un sì coraggioso e generoso -, e diventa discepolo di Gesù.

Un altro momento significativo nel suo cammino spirituale Pietro lo vivrà nei pressi di Cesarea di Filippo, quando Gesù pone ai discepoli una precisa domanda: «Chi dice la gente che io sia?» (Mc 8,27). A Gesù però non basta la risposta del sentito dire. Da chi ha accettato di coinvolgersi personalmente con Lui vuole una presa di posizione personale. Perciò incalza: «E voi chi dite che io sia?» (Mc 8,29). E’ Pietro a rispondere per conto anche degli altri: «Tu sei il Cristo» (ibid.), cioè il Messia. Questa risposta di Pietro, che non venne "dalla carne e dal sangue" di lui, ma gli fu donata dal Padre che sta nei cieli (cfr Mt 16,17), porta in sé come in germe la futura confessione di fede della Chiesa. Tuttavia Pietro non aveva ancora capito il profondo contenuto della missione messianica di Gesù, il nuovo senso di questa parola: Messia. Lo dimostra poco dopo, lasciando capire che il Messia che sta inseguendo nei suoi sogni è molto diverso dal vero progetto di Dio.

Davanti all’annuncio della passione si scandalizza e protesta, suscitando la vivace reazione di Gesù (cfr Mc 8, 32-33). Pietro vuole un Messia "uomo divino", che compia le attese della gente imponendo a tutti la sua potenza: è anche il desiderio nostro che il Signore imponga la sua potenza e trasformi subito il mondo; Gesù si presenta come il "Dio umano", il servo di Dio, che sconvolge le aspettative della folla prendendo un cammino di umiltà e di sofferenza. È la grande alternativa, che anche noi dobbiamo sempre imparare di nuovo: privilegiare le proprie attese respingendo Gesù o accogliere Gesù nella verità della sua missione e accantonare le attese troppo umane. Pietro - impulsivo com’è - non esita a prendere Gesù in disparte e a rimproverarlo. La risposta di Gesù fa crollare tutte le sue false attese, mentre lo richiama alla conversione e alla sequela: «Rimettiti dietro di me, satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini» (Mc 8,33). Non indicarmi tu la strada, io prendo la mia strada e tu rimettiti dietro di me.

Pietro impara così che cosa significa veramente seguire Gesù. È la sua seconda chiamata, analoga a quella di Abramo in Gn 22, dopo quella di Gn 12: «Se qualcuno vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del vangelo, la salverà» (Mc 8,34-35). È la legge esigente della sequela: bisogna saper rinunciare, se necessario, al mondo intero per salvare i veri valori, per salvare l’anima, per salvare la presenza di Dio nel mondo (cfr Mc 8,36-37). Anche se con fatica, Pietro accoglie l’invito e prosegue il suo cammino sulle orme del Maestro.

E mi sembra che queste diverse conversioni di san Pietro e tutta la sua figura siano una grande consolazione e un grande insegnamento per noi. Anche noi abbiamo desiderio di Dio, anche noi vogliamo essere generosi, ma anche noi ci aspettiamo che Dio sia forte nel mondo e trasformi subito il mondo secondo le nostre idee, secondo i bisogni che noi vediamo. Dio sceglie un’altra strada. Dio sceglie la via della trasformazione dei cuori nella sofferenza e nell’umiltà. E noi, come Pietro, sempre di nuovo dobbiamo convertirci. Dobbiamo seguire Gesù e non precederlo: è Lui che ci mostra la via. Così Pietro ci dice: Tu pensi di avere la ricetta e di dover trasformare il cristianesimo, ma è il Signore che conosce la strada. E’ il Signore che dice a me, che dice a te: seguimi! E dobbiamo avere il coraggio e l’umiltà di seguire Gesù, perché Egli è la Via, la Verità e la Vita.
Sybella
Thursday, May 18, 2006 1:17 PM
Udienza alla CEI
Ho appena terminato di seguire su CTV il discorso tenuto oggi dal Papa all'episcopato italiano, che ha ricevuto nell'ambito della cinquantaseiesima Assemblea Cei...grande discorso, naturalmente, il cui punto forte è stato il ribadire la sana laicità dello Stato, che non viene violata di certo dalla Chiesa impegnata a difendere l'eredità cristiana in Italia ed in Europa e, naturalmente, 'le istanze etiche'.
Sybella

PS: tanto per cambiare, adesso attendiamo reazioni...
ratzi.lella
Thursday, May 18, 2006 2:03 PM
ciao sybella
eccoti servita:

PACS/ CAPEZZONE: SE PAPA INTERVIENE, VIA CONCORDATO E 8 PER MILLE
"Si scelga linearita' e chiarezza del modello americano"

Roma, 18 mag. (Apcom) - "Sia ben chiaro. Nessuno vuole togliere a nessun altro la libertà di espressione. Ed è bene che tale insidioso e ingannevole argomento sia tolto dal tavolo". Ma "se la Chiesa vuole entrare a gamba tesa nella politica, via concordato e otto per mille". E' la risposta di Daniele Capezzone, segretario di Radicali italiani e membro della segretertia della Rosa nel pugno, alle dichiarazioni di oggi di Benedetto XVI.

"Non risulta che esistano nel mondo occidentale - osserva Capezzone - ordinamenti giuridici funzionanti in cui le gerarchie di una (sottolineo, di una) confessione religiosa, da una parte godano di privilegi particolari (Concordato, otto per mille, esenzioni Ici, insegnanti scelti da loro stesse e pagati dallo Stato, straordinaria presenza sugli organi informativi sul servizio pubblico, ecc.), e dall'altra pretendano di 'entrare a gamba tesa' nell'agone politico di quel paese (addirittura, divenendo protagonisti di campagne elettorali condotte anche grazie ai finanziamenti pubblici di cui sopra, disquisendo sulla costituzionalità di norme future, eccetera)".

"Io vorrei invece - prosegue Capezzone - la linearità e la chiarezza del modello americano: ognuno (a cominciare dal Papa e dal cardinale Ruini) dica e faccia quello che gli pare, ma senza Concordati, senza otto per mille, senza privilegi particolari. Non si può avere insieme la botte piena e la moglie ubriaca, e magari pure l'uva nella vigna...".

emma, credo proprio che tu debba intervenire: è chiaro che il papa sta facendo troppi esercizi fisici. tutti questi interventi a gamba tesa rischiano di avere serie conseguenze e noi abbiamo tanto bisogno di ratzi
mi chiedo: ma capezzone conosce solo questo modo di dire? caspita, regagliamogli un bel dizionario...
Sybella
Thursday, May 18, 2006 2:08 PM
Re: ciao sybella

Scritto da: ratzi.lella 18/05/2006 14.03
eccoti servita:

mi chiedo: ma capezzone conosce solo questo modo di dire? caspita, regagliamogli un bel dizionario...



...ah, ecco Lella, volevo ben dire ...e chi poteva essere il primo a 'reagire' apportando al dibattito la ricchezza delle sue espressioni sempre nuove... (ma chi l'avrebbe detto che il nostro Papa così tranquillo ed intellettuale era in realtà uno sportivone e pure falloso...)E poi, perchè dobbiamo tirare sempre in ballo il 'modello americano'??
Sybella

[Modificato da Sybella 18/05/2006 14.08]

ratzi.lella
Thursday, May 18, 2006 2:15 PM
e capezzone non considera...
...che negli usa la chiesa e lo stato non hanno un concordato, ma non esiste paese in cui la religione sia cosi' inserita nella vita politica
Francesca.Pisa
Thursday, May 18, 2006 2:50 PM
ORA BASTAAAAAAAAAA!!!!!
Se l'intervento di Benedetto XVI di oggi e' un intervento a gamba tesa quello di Bertinotti che cos'e' stato???!!!!!!!!e questo e i precedenti di Capezzone??!!!!
A me sembra che tutti abbiano il diritto di parlare, di criticare, di dare suggerimenti e di fare ogni tipo di illazioni, ma se poi parla anche il Papa allora apriti cielo.... lui secondo questa gente dovrebbe solo stare chiuso in Vaticano a pregare solo soletto e con la bocca bella cucita o magari la puo' aprire ma solo per dire messa naturalmente senza omelia!
Io non so davvero con che faccia certa gente apre bocca...!!
Ma la cosa che mi fa davvero infuriare e' che qui nessuno dice nulla nessuno sta muovendo un dito a difesa dal Papa ma che fine hanno fatto tutti??!! Dove sono gli altri politici che dovrebbe sollevare la voce e chiudere la bocca una volta per tutte a Capezzone Bertinotti e compagni??!!
Siamo davvero toccando il fondo!!!!!!!!!
Francesca
stupor-mundi
Thursday, May 18, 2006 8:49 PM
Cominciamo male...
Se il buon giorno si vede dal mattino, l'incipit del nuovo governo non poteva essere dei peggiori!!!
Tra tentativi di zittire il papa e PACS ormai dati per certi il panorama è veramente sconsolante.
E non pasrliamo di bertinotti, membro a pieno titolo del centro sinistra e maldestramente prestato alla carica istituzionale di presidente della camera (ruolo che fu di casini che già ora rimpiango). Ma come si permette quel fossile viventi di bertinotti di criticare il papa! Ma che si vergogni: uno che si fa PALADINO DEGLI OPERAI (se poi ne esistono ancora!)e NON HA MAI LAVORATO UN GIORNO IN VITA SUA!! Uno che dice di aver fatto LA SCELTA DELLA NON VIOLENZA e HA AVALLATO A SUO TEMPO L'INVASIONE DELL'UNGHERIA (in qusto in compagnia del neo presidente della repubblica napolitano )!!! Ma ne devi mangiare di minestra prima di poter solo fare il nome di Joseph Ratzinger!!!
Povera Italia, in quali abissi sei caduta!!! Che Dio ci aiuti!!!
euge65
Thursday, May 18, 2006 9:22 PM
Quoto con tutte e due.......


Vorrei dire solo una cosa che oltre alle esternazioni senza senso di Capezzone e Bertinotti, è l'assoluta indifferenza dei cattolici. Ma mannaggia..... possibile che i cattolici quando c'è da agire e difendersi spariscono????!!!!!!! I giornali cattolici che fanno? E' una vergogno su tutti i fronti questi ci massacrano il Papa e che facciamo stiamo zitti zitti e ci lasciamo dire di tutto e di più sono veramente amareggiata. Scusate ma è una vera vergogna!!!!!
Discipula
Thursday, May 18, 2006 9:53 PM
Re: Cominciamo male...

Scritto da: stupor-mundi 18/05/2006 20.49
uno che si fa PALADINO DEGLI OPERAI (se poi ne esistono ancora!)e NON HA MAI LAVORATO UN GIORNO IN VITA SUA!!



Devo dire, stupor, che non capisco il significato della tua parentesi. Mi sembra che di operai ne esistano ancora tanti, anche se il precedente governo ha voluto farci credere che l'unico prototipo accettabile di essere umano sia quello dell'imprenditore, e questi operai sono persone che lavorano otto ore al giorno per mille euro al mese con cui pagare un affitto, la rata della macchina e mantenere una famiglia. Sono persone che non evadono il fisco e che non hanno ricevuto premi per far rientrare all'ovile i capitali esportati illegalmente all'estero; persone i cui salari non sono stati adeguati al costo della vita e che l'ex ministro Tremonti prendeva amabilmente in giro ritenendoli rei di non "sapev vispavmiave" la nuova moneta; persone che dopo quarant'anni di lavoro ricevono una pensione ai limiti della dignità umana e che, come ultimo atto, magari muoiono di malasanità perché non possono permettersi una clinica privata.

Onestamente, stupor, credo che si possano prendere le distanze dalle idee di Fausto Bertinotti (che io stessa non condivido) senza ironizzare sul lavoro di tanti cittadini italiani; spero comunque di aver interpretato male la tua battuta.

[Modificato da Discipula 18/05/2006 22.15]

stupor-mundi
Thursday, May 18, 2006 10:21 PM
Re: Re: Cominciamo male...

Scritto da: Discipula 18/05/2006 21.53


Devo dire, stupor, che non capisco il significato della tua parentesi. Mi sembra che di operai ne esistano ancora tanti, anche se il precedente governo ha voluto farci credere che l'unico prototipo accettabile di essere umano sia quello dell'imprenditore, e questi operai sono persone che lavorano otto ore al giorno per mille euro al mese con cui pagare un affitto, la rata della macchina e mantenere una famiglia. Sono persone che non evadono il fisco e che non hanno ricevuto premi per far rientrare all'ovile i capitali esportati illegalmente all'estero; persone i cui salari non sono stati adeguati al costo della vita e che l'ex ministro Tremonti riteneva rei di non "sapev vispavmiave" la nuova moneta; persone che dopo quarant'anni di lavoro ricevono una pensione ai limiti della dignità umana e che, come ultimo atto, magari muoiono di malasanità perché non possono permettersi una clinica privata.

Onestamente, stupor, credo che si possano prendere le distanze dalle idee di Fausto Bertinotti (che io stessa non condivido) senza ironizzare sul lavoro di tanti cittadini italiani; spero comunque di aver interpretato male la tua battuta.



Se il mio post è stato frainteso mi spiace, intendevo semplicemente dire la i tempi della "classe operaia" come la intende il subcomandane (in)fausto bertinotti (ribadisco, un fossile vivente) sono finiti da un pezzo! IL fatto è che molta gente sembra non essersi accorta che la società italiana è cambiata rispetto a quella degli anni 50 e dei tempi di togliatti. Oggi gli operai non votano rifondazione e comunisti italiani: ti posso dire per certo che questi partiti sono votati da fior di professionisti, avvocati, che hanno i quadri di mirò alle pareti e, come bertinotti del resto, vanno in giro con il cachemire da 1000 euro...e poi però tacciano di oscurantismo il papa!! Chi è il reazionario!! Oggi, per me non c'è nulla di più reazionario che dirsi comunista...
By the way, non capisco però il tuo post, io non ho mai difeso il passato governo nè tantomeno tremonti..

[Modificato da stupor-mundi 18/05/2006 22.23]

Sihaya.b16247
Friday, May 19, 2006 12:00 AM
Re: ciao sybella

Scritto da: ratzi.lella 18/05/2006 14.03
eccoti servita:

PACS/ CAPEZZONE: SE PAPA INTERVIENE, VIA CONCORDATO E 8 PER MILLE
"Si scelga linearita' e chiarezza del modello americano"

Roma, 18 mag. (Apcom) - "Sia ben chiaro. Nessuno vuole togliere a nessun altro la libertà di espressione. Ed è bene che tale insidioso e ingannevole argomento sia tolto dal tavolo". Ma "se la Chiesa vuole entrare a gamba tesa nella politica, via concordato e otto per mille". E' la risposta di Daniele Capezzone, segretario di Radicali italiani e membro della segretertia della Rosa nel pugno, alle dichiarazioni di oggi di Benedetto XVI.

"Non risulta che esistano nel mondo occidentale - osserva Capezzone - ordinamenti giuridici funzionanti in cui le gerarchie di una (sottolineo, di una) confessione religiosa, da una parte godano di privilegi particolari (Concordato, otto per mille, esenzioni Ici, insegnanti scelti da loro stesse e pagati dallo Stato, straordinaria presenza sugli organi informativi sul servizio pubblico, ecc.), e dall'altra pretendano di 'entrare a gamba tesa' nell'agone politico di quel paese (addirittura, divenendo protagonisti di campagne elettorali condotte anche grazie ai finanziamenti pubblici di cui sopra, disquisendo sulla costituzionalità di norme future, eccetera)".

"Io vorrei invece - prosegue Capezzone - la linearità e la chiarezza del modello americano: ognuno (a cominciare dal Papa e dal cardinale Ruini) dica e faccia quello che gli pare, ma senza Concordati, senza otto per mille, senza privilegi particolari. Non si può avere insieme la botte piena e la moglie ubriaca, e magari pure l'uva nella vigna...".

emma, credo proprio che tu debba intervenire: è chiaro che il papa sta facendo troppi esercizi fisici. tutti questi interventi a gamba tesa rischiano di avere serie conseguenze e noi abbiamo tanto bisogno di ratzi
mi chiedo: ma capezzone conosce solo questo modo di dire? caspita, regagliamogli un bel dizionario...



Capezzone ripete sempre la stessa cosa: entrata a gamba tesa della Chiesa in politica.
Per Capezzone il governo dell'Italia dovrebbre avere due soli ministeri: quello dei Pacs e dell'eutanasia. Anzi, aggiungiamo quello della droga. Sull'eutanasia sono d'accordo: Capezzone dia il buon esempio. Tutto il resto: lavori pubblici, finanza, economia, legalità, non serve a niente. Godereccia come idea politica!
Capezzone dice scemenze: l'otto per mille riserva la possibilità di donare una somma di denaro anche alle comunità ebraiche, alle chiese protestanti varie; restano esclusi i mussulmani, i buddisti in quanto non esiste un "coordinamento" unico con cui queste confessioni possano interagire con lo stato italiano. Il modello americano? I presidenti americani giurano sulla Bibbia, il Presidente della Repubblica no: chi è più laico? Giura sulla Bibbia il presidente della Russia, alla presenza del Patriarca Alessio II. Che ci azzecca Ruini con l'America poi? Quali sono i "privilegi partricolari", poi?
La botte piena, la moglie ubriaca (moglie? come moglie??), la vigna, l'uva...mi sa che l'unico ubriaco (anzi di più, viste le battaglie radicali per la liberalizzazione delle droghe leggere) è Capezzone! Anzi, magari! Avrebbe cose più nuove e intelligenti da dire.

Quanto a Bertinotti, beh, il classico comunista..."di lusso"!! E' facile essere comunisti con i miliardi!
Sihaya.b16247
Friday, May 19, 2006 12:06 AM
Re: Quoto con tutte e due.......

Scritto da: euge65 18/05/2006 21.22


Vorrei dire solo una cosa che oltre alle esternazioni senza senso di Capezzone e Bertinotti, è l'assoluta indifferenza dei cattolici. Ma mannaggia..... possibile che i cattolici quando c'è da agire e difendersi spariscono????!!!!!!! I giornali cattolici che fanno? E' una vergogno su tutti i fronti questi ci massacrano il Papa e che facciamo stiamo zitti zitti e ci lasciamo dire di tutto e di più sono veramente amareggiata. Scusate ma è una vera vergogna!!!!!



Hai ragione Eugenia! Nessuno, e dico nessuno, che interviene per difendere il Papa. Alcuni anni fa, quando Benigni disse "Woitilaccio", se lo mangiarono vivo, adesso fanno a gara a chi offende di più in nome della libertà di parola.
Ciustamente, mi fa notare Michela, Wojtyla aveva su chi contare per essere appoggiato e difeso: il Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Senza offesa, mi sa che Levada sta facendo fetecchia...deve svegliarsi un po' e RUGGIRE!!
Purtroppo si è diffusa una paura: la paura da parte dei Cattolici, e solo dei Cattolici di difendersi per paura di essere tacciati di oscurantismo, bigottismo, chiusura mentale. Non si può cedere a queste pressioni! Non si può continuare a subire facendo finta di niente, facendosi massacrare in nome del dialogo e della tolleranza. La tolleranza non ha niente a che vedere con la mancanza di rispetto!
Sybella
Friday, May 19, 2006 12:18 AM
Re: Re: Quoto con tutte e due.......

Scritto da: Sihaya.b16247 19/05/2006 0.06

Wojtyla aveva su chi contare per essere appoggiato e difeso: il Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.



Giustissimo, Sihaya: Ratzinger è sempre stato, da cardinale e da Prefetto, il 'capro espiatorio' per tutte le cose che non piacevano nel pontificato di GPII.
Chissà perchè, non mi pare un miglioramento il fatto che adesso gli diano addosso attaccandolo in prima persona...
Forse se pensiamo che attaccando lui attaccano - sia pure indirettamente - ognuno di noi riusciamo a svegliarci e, nel nostro piccolo quotidiano, a reagire???
Noi ci proviamo, vero ragazze????
Sybella
RATZGIRL
Friday, May 19, 2006 1:23 AM
Re: Re: Re: Quoto con tutte e due.......

Scritto da: Sybella 19/05/2006 0.18


Giustissimo, Sihaya: Ratzinger è sempre stato, da cardinale e da Prefetto, il 'capro espiatorio' per tutte le cose che non piacevano nel pontificato di GPII.
Chissà perchè, non mi pare un miglioramento il fatto che adesso gli diano addosso attaccandolo in prima persona...
Forse se pensiamo che attaccando lui attaccano - sia pure indirettamente - ognuno di noi riusciamo a svegliarci e, nel nostro piccolo quotidiano, a reagire???
Noi ci proviamo, vero ragazze????
Sybella



Certo!!Noi siamo al servizio del nostro Papa,ora e sempre!

W IL PAPA!
ratzi.lella
Friday, May 19, 2006 7:31 AM
io ammiro profondamente ratzi...
non solo perche' e' il mio papa, perche' è coerente con se stesso e con noi, perchè e' un vero maestro (don mazzi direbbe "magister" come se questa fosse un'offesa), ma soprattutto perche' ha il coraggio di esporsi in prima persona, senza paura, senza reticenze, senza il terrore di perdere qualche punto in popolarita'.
è vero cio' che dite: wojtyla aveva le spalle coperte da ratzinger che l'ha sempre difeso contro tutti e contro tutto (l'unica volta in cui gp2 difese pubblicamente ratzi fu per la domimus jesus).
noto quasi con stupore che l'oggetto dell'attacco dei sedicenti laici è sempre ratzinger che pure ora è papa.
mi chiedo: vogliamo un papa rockstar ammirato da tutti (è veramente un punto di merito?) o un papa che ha coraggio e fermezza?
ciao a tutti
ratzi.lella
Friday, May 19, 2006 8:04 AM
NOTIZIA BOMBA
CONCLUSO IL PROCESSO A MARCIAL MACIEL




VATICANO METTE IN CONO D'OMBRA FONDATORE LEGIONARI DI CRISTO

Il Vaticano ha applicato nei confronti di padre Marcial Maciel Degollado, fondatore dei Legionari di Cristo, una restrizione delle attivita' pastorali. Lo riferisce il giornale cattolico americano National catholic reporter (NCR). La decisione sembra sancire che almeno alcune delle accuse formulate nei confronti dell'86enne sacerdote messicano (denunciato per atti di pedofilia, molti anni fa, da alcuni ex seminaristi) sono fondate. Maciel non e' stato ridotto allo stato laicale ma le restrizioni imposte prima di Pasqua dalla Congregazione per la dottrina della fede gli vietano di celebrare la messa in pubblico, di tenere lezioni, di rilasciare interviste.

(DA repubblica.it)



Vaticano: punizione per il fondatore dei Legionari di Cristo

CITTA' DEL VATICANO - Niente messa celebrata in pubblico, basta lezioni e divieto di rilasciare interviste. Il Vaticano ha inflitto una restrizione delle attivita' pastorali a padre Marcial Maciel Degollado, fondatore dei Legionari di Cristo, uno dei movimenti neotradizionalisti piu' dinamici della chiesa cattolica. Lo rivela il giornale cattolico americano National catholic reporter (Ncr). A questo punto potrebbe essere vera qualcuna delle accuse formulate nei confronti dell'86enne sacerdote messicano, denunciato anni fa per atti di pedofilia da alcuni ex Legionari d'alto grado. Padre Maciel comunque non e' stato ridotto allo stato laicale. Secondo fonti vaticane, la Santa Sede dovrebbe pubblicare, domani, una dichiarazione sulle restrizioni che il Papa avrebbe imposto al fondatore dei Legionari. Sui fatti contestati negli anni passati la Congregazione per la dottrina della fede ha condotto una serie di indagini e audizioni. (Agr)

(da il corriere.it)



VATICANO/ ABUSI SESSUALI,RESTRIZIONI A FONDATORE LEGIONARI CRISTO
Domani dovrebbe uscire dichiarazione dopo mesi di indagini


Città del Vaticano, 18 mag. (Apcom) - Il Vaticano dovrebbe pubblicare, domani, una dichiarazione sulle restrizioni che il Papa avrebbe imposto al fondatore dei Legionari di Cristo, padre Marcel Maciel, per gli abusi sessuali che il sacerdote messicano, 86 anni, avrebbe compiuto in passato: lo riferiscono fonti vaticane.

Sui fatti contestati negli anni passati la Congregazione per la dottrina della fede ha condotto una serie di indagini e audizioni. Il sito americano National Catholic Reporter oggi ha scritto che la Santa Sede ha chiesto a padre Maciel di osservare una serie di restrizioni quali, ad esempio, celebrare pubblicamente le messe, partecipare a conferenze e rilasciare interviste. Il portavoce statunitense dei Legionari non ha voluto commentare: "Non abbiamo nulla da dire - ha affermato - non ne sappiamo niente".

Secondo il sito la Congregazione - incaricata di difendere l'ortodossia cattolica - ha interrogato una ventina di accusatori. Gli abusi sessuali risalgono agli anni ottanta. [G]L'inchiesta dura, nel suo complesso, da alcuni anni, ma ha subito un'accelerazione nel corso degli ultimi mesi.

ma va? un'accelerezione? ma che strano!!! è sicuramente colpa di quel pontefice di 79 anni, tedesco, docente, con una strana educazione, che non bacia i piedi e la terra e che non indossa cappelli etnici...

per chi non ricordasse il travaglio di ratzi su questa faccenda:

www.chiesa.espressonline.it/dettaglio.jsp?id=31208

www.chiesa.espressonline.it/dettaglio.jsp?id=37078



(vtr)
Friday, May 19, 2006 11:24 AM
Regola per tutti
Spero che la regola possa valere per tutti. Mi riferisco ai tanti "problemi" non solo di natura sessuale che purtroppo ci sono nella Chiesa.
Oggi, per esempio, è uscita su Republica la notizia che certi conti strani dell GEA, la società di Moggi, siano andati a finire nello IOR. E ci risiamo, come tanti anni fà?
Il pugno duro deve valere per tutti e chi sbaglia deve pagare.
Il monsignore scoperto in cerca di transessuali che fine ha fatto, manterrà il suo posto in Curia?
(vtr)
Friday, May 19, 2006 12:22 PM
Notizie per Palermo
Voi che siete più aggiornati, si hanno notizie della successione al card. De Giorgi a Palermo?
Che voci circolano?
Date, nomi, scadenze?
ratzi.lella
Friday, May 19, 2006 12:44 PM
precisazioni
per quanto riguarda lo IOR, per ora, si tratta solo di illazioni non comprovate dai fatti. in ogni caso, pare che molto presto il direttore (non so se si dice cosi') verra' presto sostituito da una grande personalita' della deutech bank (tedesca).
la faccenda del monsignore si e' risolta: si trattava di una bufala. la sala stampa della santa sede ha smentito la notizia ed i giornali non hanno piu' parlato dell'argomento...ergo...la news era del tutto falsa
un caro saluto

ps se ci saranno notizie sul cardinale di palermo, sicuramente, le scriveremo nel forum
Ratzigirl
Friday, May 19, 2006 12:44 PM
Re: Notizie per Palermo

Scritto da: (vtr) 19/05/2006 12.22
Voi che siete più aggiornati, si hanno notizie della successione al card. De Giorgi a Palermo?
Che voci circolano?
Date, nomi, scadenze?


No, non si hanno notizie per adesso sulla successione dell'arcivescovo di Palermo, e sull'altro caso del monsignore affrontiamo il discorso qui
Ratzigirl
Friday, May 19, 2006 1:51 PM
RICEVE REGINA MARGRETHE DANIMARCA, PER LEI PRIMA UDIENZA

Elegante e cordiale colloquio, circa 10 minuti a tu per tu



Prima udienza privata della regina Margrethe II di Danimarca a Benedetto XVI. In elegante tailleur grigio chiaro, camicetta rosa e cappello, la sovrana ha fatto ingresso nelle sale vaticane intorno alle 11. Un cordiale e simpatico colloquio quello avvenuto tra la regina e il pontefice - a quanto riferiscono i giornalisti che hanno avuto modo di partecipare all'incontro. Il Papa ha poi invitato la regina nella Biblioteca privata per il colloquio privato durato circa una decina di minuti.

Al termine dell'incontro a tu per tu, la regina ha presentato al Papa il seguito, composto da quattro dignitari, tra i quali il ministro della cultura e del culto, Brian Mikkelsen. Infine lo scambio dei doni. Margaret ha regalato al pontefice un suo ritratto autografato, in una preziosa cornice e un libro illustrato. Benedetto XVI ha ricambiato con le medaglie del pontificato. Al termine dell'udienza con il Papa la Regina ha incontrato il segretario di Stato, il cardinale Angelo Sodano e ha infine visitato la Cappella Sistina.

La regina Margarethe è in Italia per l'inaugurazione a Firenze di una mostra con 120 opere (quadri ma anche ricami su abiti sacri) e per i 50 anni dell'Accademia di Danimarca a Roma.

Questa è la versione 'lo-fi' dell Comunità Per visualizzare la versione completa click here
Tutti gli orari sono GMT+01:00. Adesso sono le 9:08 PM.
Copyright © 2000-2012 FreeForumZone snc - www.freeforumzone.com