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Sybella
Thursday, April 27, 2006 2:12 PM
Celebrazioni maggio-giugno
Vedi il post sottostante

[Modificato da Sybella 06/05/2006 15.19]

Sybella
Thursday, April 27, 2006 2:13 PM
Celebrazioni maggio-giugno
CALENDARIO DELLE CELEBRAZIONI PRESIEDUTE DAL SANTO PADRE (MAGGIO-GIUGNO 2006)


MAGGIO

1° lunedì
Santuario della Madonna del Divino Amore, ore 17.30
Celebrazione del Rosario

6 sabato
Basilica Vaticana, ore 9.30
Santa Messa in occasione del V Centenario della fondazione del Corpo della Guardia Svizzera Pontificia

7 domenica
IV Domenica di Pasqua
Basilica Vaticana, ore 9.00
Ordinazione presbiterale dei Diaconi della Diocesi di Roma

25 giovedì - 28 domenica
Viaggio Apostolico in Polonia


GIUGNO

3 sabato
Vigilia di Pentecoste
Piazza San Pietro, ore 20.30
Veglia di Pentecoste con la partecipazione dei Movimenti Ecclesiali e delle Nuove Comunità

4 domenica
Domenica di Pentecoste
Piazza S. Pietro, ore 9.30
CAPPELLA PAPALE
Santa Messa

15 giovedì
Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo
Basilica di San Giovanni in Laterano, ore 19
Santa Messa, Processione a Santa Maria Maggiore e Benedizione Eucaristica

29 giovedì
Solennità dei Santi Pietro e Paolo
Basilica Vaticana, ore 9.30
CAPPELLA PAPALE
Santa Messa e imposizione del Pallio ai Metropoliti


[Modificato da Sybella 10/05/2006 13.43]

ratzi.lella
Friday, April 28, 2006 4:03 PM
PAPA/ RICEVE IN UDIENZA PRIVATA LA MOGLIE DI BLAIR
In Vaticano vertice della Pontificia accademia scienze sociali

Città del Vaticano, 28 apr. (Apcom) - Papa Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in udienza privata Cherie Blair, moglie del premier britannico Tony Blair. Lo rende noto un comunicato della Sala stampa della Santa Sede. L'incontro tra la First Lady britannica e il Pontefice è avvenuto al termine della dodicesima sessione plenaria della Pontificia accademia delle scienze sociali, alla quale la signora Blair, cattolica praticante, è intervenuta in qualità di esperto.
euge65
Friday, April 28, 2006 4:32 PM
Purtroppo Vallifra


Sì ho letto il programma di viaggio ed ho pensato la stessa cosa. Ma io non dispero certo il ritmo è serrato. Riguardo ai pranzi non sò che dirti onestamente ma sicuramente saranno contemplati. Ti confido cara Vallifra che i suoi viaggi mi preoccupano uno per un motivo e uno per un'altro prendi quello in Turchia o quello in Spagna. Ma siccome RATZI sa a cosa va incontro sicuramente non ci deluderà anche perchè sappiamo che c'è chi lo aiuta e non è un aiuto umano!!!!!!!!
ratzi.lella
Friday, April 28, 2006 4:54 PM
ciao eugenia
ho le tue stesse impressioni ma sono sicura al mille per mille che ratzi si sta gia' preparando per queste lunghe "maratone". l'unico viaggio che non mi preoccupa affatto è quello in germania ehehehhehehe
elena66c
Saturday, April 29, 2006 1:05 PM
Incontro con Cherie Blair


Pare che l'incontro non fosse previsto, e' stata una richiesta del Papa all'ultimo minuto. :

Questo e' il pezzo in inglese dal sito dailyrecord (Inglese)

CHERIE POPES IN FOR A QUICK CHAT

CHERIE Blair had a surprise 10-minute private audience with the Pope yesterday after speaking at the Vatican on the "troubles of being a parent".

The last minute meeting was such a shock that the Prime Minister's wife even breached protocol dressed in white instead of the usual black.

She met Pope Benedict after giving a 20-minute speech to the Pontificial Academy for Social Sciences.

The Pope's officials said that Cherie, a devout Catholic, was "very moved" during the meeting.

She and Britain's ambassador to the Vatican Francis Campbell were informed they had been "summoned to see the Pope".

One Vatican insider said: "It was all very last minute and, as a result, Mrs Blair was, strictly speaking, not properly dressed

"Meetings with the Holy Father are limited to heads of state so that's why this was such a surprise"

Cherie also prayed privately at Pope John Paul II's tomb.

stupor-mundi
Sunday, April 30, 2006 2:12 PM
Re: ciao eugenia

Scritto da: ratzi.lella 28/04/2006 16.54
ho le tue stesse impressioni ma sono sicura al mille per mille che ratzi si sta gia' preparando per queste lunghe "maratone". l'unico viaggio che non mi preoccupa affatto è quello in germania ehehehhehehe



Sì, il papa si sta preparando bene... anche con lezioni di polacco, mi dicono che sia migliorato moltissimo ultimamente D'altra parte lui è grandissimo in tutto quello che fa
emma3
Sunday, April 30, 2006 8:30 PM
Regina Coeli del 30.04.06

Nel tempo pasquale la liturgia ci offre molteplici stimoli per rinsaldare la nostra fede nel Cristo risorto. Nell’odierna III Domenica di Pasqua, ad esempio, san Luca narra come i due discepoli di Emmaus, dopo averlo riconosciuto "nello spezzare il pane", si recarono pieni di gioia a Gerusalemme per informare gli altri di quanto era loro accaduto. E proprio mentre stavano parlando, lo stesso Signore si fece presente mostrando le mani e i piedi con i segni della passione. Dinanzi poi allo stupore incredulo degli Apostoli, Gesù si fece dare del pesce arrostito e lo mangiò sotto i loro occhi (cfr Lc 24,35-43). In questo e in altri racconti si coglie un ripetuto invito a vincere l’incredulità e a credere nella risurrezione di Cristo, perché i suoi discepoli sono chiamati ad essere testimoni proprio di questo evento straordinario. La risurrezione di Cristo è il dato centrale del cristianesimo, verità fondamentale da riaffermare con vigore in ogni tempo, poiché negarla come in vario modo si è tentato di fare e si continua a fare o trasformarla in un avvenimento puramente spirituale, è vanificare la stessa nostra fede. "Se Cristo non è risuscitato - afferma san Paolo -, allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la nostra fede" (1 Cor 15,14).

Nei giorni che seguirono la risurrezione del Signore, gli Apostoli restarono raccolti tra loro, confortati dalla presenza di Maria, e dopo l’Ascensione perseverarono insieme a Lei in orante attesa della Pentecoste. La Madonna fu per loro madre e maestra, ruolo che continua a svolgere verso i cristiani di tutti i tempi. Ogni anno, nel tempo pasquale, riviviamo più intensamente questa esperienza e forse proprio per questo la tradizione popolare ha consacrato a Maria il mese di maggio, che normalmente cade tra la Pasqua e la Pentecoste. Questo mese, che iniziamo domani, ci è pertanto utile a riscoprire la funzione materna che Lei svolge nella nostra vita, affinché siamo sempre discepoli docili e testimoni coraggiosi del Signore risorto.

A Maria affidiamo le necessità della Chiesa e del mondo intero, specialmente in questo momento segnato da non poche ombre. Invocando l’intercessione anche di San Giuseppe, che domani ricorderemo in modo particolare col pensiero al mondo del lavoro, a Lei ci rivolgiamo con la preghiera del Regina Caeli , preghiera che ci fa assaporare la gioia confortatrice della presenza di Cristo risorto.
Ratzigirl
Sunday, April 30, 2006 8:53 PM
IL PRIMO MAGGIO AL DIVINO AMORE, NEL SEGNO DI WOJTYLA

Il rettore: gli proporrò di suonare il nuovo organo...


Domani, primo maggio - per la Chiesa mese dedicato alla Madonna - Benedetto XVI visiterà il santuario della Madonna del Divino Amore, a Roma, per la recita del rosario, come già aveva fattoin passato Giovanni Paolo II. "Il Papa vuole iniziare il mese di maggio con una visita al santuario tanto caro ai romani", ha detto monsignor Pasquale Filla, rettore e parroco del santuario. "E' già venuto tante volte come pellegrino quando era cardianle, ora farà ritorno da Papa".

La visita al santuario si svolgerà nel pomeriggio. L'elicottero papale lascerà il Vaticano alle 17 per raggiungere in un quarto d'ora circa il Divino Amore, dove ad accogliere il Papa ci saranno, tra gli altri, il cardinale Camillo Ruini, suo vicario per la diocesi di Roma. Inizierà poi la recita del rosario, al termine del quale Benedetto XVI rivolgerà un saluto ai fedeli. Successivamente il pontefice visiterà in forma privata il nuovo Santuario, che fu inaugurato da Giovanni Paolo II alla vigilia dell'anno santo del 2000. Poco prima delle 19, Benedetto XVI riprenderà infine l'elicottero per fare rientro in Vaticano.

Giovanni Paolo II visitò tre volte il Santuario: il primo maggio 1979, il 7 giugno 1987 e il 4 luglio 1999, per la consacrazione del Nuovo Santuario. Anche Benedetto XVI vi si recò più volte in forma privata - l'ultima delle quali nel giugno 2004 - per raccogliersi in preghiera. Domani al suo ingresso "sarà accolto dal suono del nuovo organo, costruito in Germania", ha detto monsignor Silla in un'intervista pubblicata oggi da Avvenire. Il porporato ha aggiunto che inviterà il Papa a suonarlo, "e se lui accetterà...".

RATZGIRL
Monday, May 01, 2006 12:09 AM
Re: Re: ciao eugenia

Scritto da: stupor-mundi 30/04/2006 14.12


Sì, il papa si sta preparando bene... anche con lezioni di polacco, mi dicono che sia migliorato moltissimo ultimamente D'altra parte lui è grandissimo in tutto quello che fa



QUOTO
Ratzigirl
Monday, May 01, 2006 6:57 PM
DENUNCIA DEL PAPA



Crisi della natalità «Un'eclissi d'amore»

Nelle parole del Papa l'attenzione ai più piccoli che «crescono in una società che ha dimenticato Dio e la dignità innata di ogni persona umana» proponendo soltanto
punti di vista materialistici




Sono «spesso» i bambini «i primi a subire le conseguenze» di una «eclissi di speranza». Per questo il fine ultimo della ricerca sociologica di quanti effettuano studi sulle nuove generazioni dev'essere di aiutare «i giovani uomini e donne del nostro tempo a vivere una vita piena e fruttuosa»". È l'esortazione che Papa Benedetto XVI ha rivolto al presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, la professoressa Mary Ann Glendon, nel messaggio inviatole alla vigilia della XII Sessione plenaria dell'Istituto, in programma da ieri a martedì prossimo in Vaticano sul tema: Gioventù che scompare? Solidarietà con i bambini e i ragazzi in un'epoca turbolenta. Nella lettera, che pubblichiamo integralmente in questa stessa pagina, il Pontefice auspica in maniera particolare che «la ricerca e la discussione che caratterizzeranno questo incontro annuale non contribuiscano solo a far progredire la conoscenza» ma, soprattutto, sostengano anche «la Chiesa nella sua missione a dare testimonianza di un autentico umanesimo», alla luce del Vangelo». Nel salutare i partecipanti alla Plenaria, Papa Ratzinger sottolinea l'urgenza di fare una analisi approfondita sulla attuale situazione demografica, mettendo in evidenza al riguardo due tendenze «significative e interconnesse» chiaramente identificabili soprattutto nei paesi sviluppati: «Da una parte - scrive Benedetto XVI - un aumento delle aspettative di vita e, dall'altra, una diminuzione delle nascite». Col risultato che il principale problema della nostra società è che molte nazioni mancano oggi di un «sufficiente numero di persone per rinnovare la loro popolazione». In proposito, il Papa riconosce come, alla base di questa realtà, vi siano motivi diversi e complessi, ma, sottolinea, «in ultima istanza le motivazioni sono di natura morale e spirituale». Ciò in quanto legate a un «deficit di fede, speranza e ovviamente amore». Forse, sottolinea Benedetto XVI nel messaggio ricordando l'affermazione della sua Encicli ca Deus caritas est a proposito dell'amore che «per sua natura guarda all'eterno», proprio la carenza di questa dimensione «creativa» dell'amore spiega perché «molte coppie oggi scelgono di non sposarsi, molti matrimoni falliscono e i tassi di natalità sono diminuiti significativamente». Così oggi dunque i giovani sembrano semplicemente tollerati ma non «amati e curati», e parte della responsabilità ricade sugli adulti: proprio «nell'età della turbolenza - osserva non a caso Benedetto XVI - i giovani e i bambini non hanno spesso delle adeguate guide morali nel mondo adulto». Il fatto, secondo il Pontefice, è che la nostra società ha dimenticato Dio e si propongono solo punti di vista materialistici. I giovani invece hanno bisogno di essere «chiamati all'amore» e di realizzare che la loro venuta nel mondo non è frutto di «un caso ma un dono che è parte del piano di amore di Dio». Per questo, a conclusione della sua lettera, Benedetto XVI chiede agli studiosi di affrontare anche il tema della libertà, a partire da quella «libertà interiore che è condizione per un autentica crescita dell'uomo».
Ratzigirl
Monday, May 01, 2006 7:00 PM
Re: viaggio in Polonia

Scritto da: vallifra 26/04/2006 21.40
carissime
ho visto il programma dettagliato del viaggio in Polonia: sono rimasta esterefatta,ma è massacrante!!!!!!
guardatelo bene, sembra quasi che non preveda neppure le soste per i pranzi!!!
ma vogliono ucciderlo? ma chi è questo caspita di un laico che organizza i viaggi adesso?è l'ultimo residuo dell'esercito del Fuehrer? Mi sa che era meglio mons. Boccardo, tra l'altro niente male come veduta panoramica......
a parte gli scherzi, sono seriamente preoccupata per la massacrata che si prenderà l'Adorato nostro in quei 4 giorni. Io me ne starò appiccicata alla TV per osservare tutto(mi toccherà marcare malattia a scuola, ma per Benedetto questo e assai di più!!!) e, se necessario, farò denuncia alla corte internazionale per i diritti umani dell'Aja!!!
vi sarei estremamente grata se andaste a leggervi il programma e mi diceste il vostro parere.
per Benedetto un amore più grande dell'universo
vallifra



Bhè, si, le cose da fare sono molte, d'altronde c'era da aspettarselo....la patria di GPII prevedeva questo afflusso di interesse....D'altra parte credo che il programma non sia stato fatto all'oscuro di Ratzi, credo abbia avuto anche la sua approvazione, e se lui l'ha data significa che è consapevole di potercela fare. Tranquilla! E' sempre seguito dal suo archiatra! Nessun pericolo!
Una domanda: ma siamo sicuri che la Rai ci darà modo di vedere tutto? D'accordo che noi abbiamo a disposizione Telepace, ma chi non ce l'ha?
Si sa nulla del palinsesto Rai?
stupor-mundi
Monday, May 01, 2006 7:09 PM
Al Divino Amore...
Oggi il Santo Padre al Divino Amore sembrava un po' costipato, mah, speriamo non sia nulla.

Archiatra, se ci sei batti un colpo! A proposito, è ancora Buzzonetti? Avrà più di 80 anni...Mah!!!

[Modificato da stupor-mundi 01/05/2006 19.10]

josie '86
Monday, May 01, 2006 7:24 PM
Re: Al Divino Amore...
[QUOTE][DIM]7pt[=DIM]Scritto da: stupor-mundi 01/05/2006 19.09
Oggi il Santo Padre al Divino Amore sembrava un po' costipato, mah, speriamo non sia nulla.

Archiatra, se ci sei batti un colpo! A proposito, è ancora Buzzonetti? Avrà più di 80 anni...Mah!!!
<p><font class='xsmall'>[<i>Modificato da stupor-mundi 01/05/2006 19.10</i>]</font></p>[/DIM][/QUOTE]

Purtroppo nn lo sn riuscito a vedere Mi aspettavo qualcosa dai telegiornali, ma hanno parlato solo del Primo Maggio in politica (i fiski alla Moratti, a Buttiglione, ecc...) [DIM]14pt[=DIM][G]Possibile kè il Primo Maggio è solo la Festa dei Lavoratori, e non anke S. Giuseppe Artigiano?[/G][/DIM] X nn parlare poi del famoso concerto...
Stupor, veramente sembrava 1 pò costipato il Papa? Speriamo kè sia solo 1 momento di stankezza! CMQ Gli assicurerò sempre le mie preghiere
Ratzigirl
Monday, May 01, 2006 9:08 PM
Re: Al Divino Amore...

Scritto da: stupor-mundi 01/05/2006 19.09
Oggi il Santo Padre al Divino Amore sembrava un po' costipato, mah, speriamo non sia nulla.

Archiatra, se ci sei batti un colpo! A proposito, è ancora Buzzonetti? Avrà più di 80 anni...Mah!!!

[Modificato da stupor-mundi 01/05/2006 19.10]



???
Sarò franca...io invece l'ho trovato molto disteso...non mi sembrava affaticato...
Discipula
Monday, May 01, 2006 11:22 PM
Re: Al Divino Amore...

Scritto da: stupor-mundi 01/05/2006 19.09
Oggi il Santo Padre al Divino Amore sembrava un po' costipato, mah, speriamo non sia nulla.

Archiatra, se ci sei batti un colpo! A proposito, è ancora Buzzonetti? Avrà più di 80 anni...Mah!!!

[Modificato da stupor-mundi 01/05/2006 19.10]




A me è sembrato in discreta forma, comunque rincarerò la dose di preghiere stasera, male non fa ...

L'archiatra, sì, mi risulta sia sempre il caro Buzzonetti, anche se Emma sta facendo di tutto per prenderne il posto ...
RATZGIRL
Monday, May 01, 2006 11:45 PM
Re: Re: Al Divino Amore...

Scritto da: Discipula 01/05/2006 23.22


A me è sembrato in discreta forma, comunque rincarerò la dose di preghiere stasera, male non fa ...

L'archiatra, sì, mi risulta sia sempre il caro Buzzonetti, anche se Emma sta facendo di tutto per prenderne il posto ...



Io avevo letto che sarebbe stato sostituito da qualcuno più ciovane.
Sybella
Tuesday, May 02, 2006 10:30 AM
Rosario al Divino Amore
VISITA DEL SANTO PADRE AL SANTUARIO DELLA MADONNA DEL DIVINO AMORE

Ecco il link per il discorso integrale del Papa: www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2006/may/documents/hf_ben-xvi_spe_20060501_rosary_it...

[Modificato da Sybella 07/05/2006 16.30]

Discipula
Tuesday, May 02, 2006 12:58 PM
Re: Rosario al Divino Amore

Scritto da: Sybella 02/05/2006 10.30
VISITA DEL SANTO PADRE AL SANTUARIO DELLA MADONNA DEL DIVINO AMORE
(cut)




Grazie mille, cercavo proprio il testo integrale e non lo trovavo!!!




Sybella
Wednesday, May 03, 2006 2:04 PM
Messaggio per l'incontro 'Ridare un'anima all'Europa'
MESSAGGIO DEL SANTO PADRE AI PARTECIPANTI ALL’INCONTRO EUROPEO "RIDARE UN’ANIMA ALL’EUROPA" (VIENNA, 03-05 MAGGIO 2006)

Ecco il link al testo del messaggio, inviato tramite il Cardinal Sodano:
212.77.1.245/news_services/bulletin/news/18329.php?index=18329&po_date=03.05.2006...

[Modificato da Sybella 07/05/2006 16.33]

Sybella
Wednesday, May 03, 2006 2:06 PM
Udienza generale di oggi, 03 maggio
Ecco il link alla catechesi in italiano:
212.77.1.245/news_services/bulletin/news/18331.php?index=18331&po_date=03.05.2006...

[Modificato da Sybella 07/05/2006 16.34]

Ratzigirl
Wednesday, May 03, 2006 11:40 PM
Dolore del Papa per la morte dei 113 passeggeri di un aereo armeno


Benedetto XVI ha manifestato il proprio dolore dopo aver ricevuto la notizia dell’incidente avvenuto sul Mar Nero, in territorio russo, ad un aereo delle Linee Aeree dell’Armenia, che la notte scorsa è costato la vita ai 113 passeggeri, tra i quali sei bambini.

In un telegramma inviato dal Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, il Papa invoca per le vittime “la misericordia del Signore, chiedendogli di accoglierle nel suo Regno di pace”, e assicura le sue preghiere per le loro famiglie e “per le autorità e per tutto il popolo armeno”.

L’aereo, proveniente da Erevan, è caduto in mare a meno di sei chilometri da Adler, l’aeroporto della località balneare russa di Sochi, sua destinazione, mentre compiva un secondo tentativo di atterraggio.

Sybella
Thursday, May 04, 2006 12:27 AM
Viaggio in Polonia
Benedetto XVI chiede di pregare per il suo viaggio apostolico in Polonia

Al termine dell’Udienza Benedetto XVI ha salutato i polacchi presenti, chiedendo loro di pregare per lui in vista del prossimo viaggio nel loro Paese.
Parlando in polacco ha detto che “sia per la Chiesa in Polonia, sia per tutta la nazione questo è un giorno specialmente solenne”, poiché “la Chiesa celebra la solennità della Madre di Dio Regina della Polonia...Quest’anno ricorre il 350° anniversario da quando il re Jan Kazimierz Le assegnò questo titolo...”.
Alla fine, con la benedizione, la richiesta di pregare per i preparativi del suo viaggio.

[Modificato da Sybella 05/05/2006 19.31]

Discipula
Friday, May 05, 2006 11:40 PM
BARROSO DAL PAPA
LE RADICI CRISTIANE APPARTENGONO ALLA COSTITUZIONE "MATERIALE" DELL'EUROPA



CITTA' DEL VATICANO - A fine mattinata, il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Dr. Joaquín Navarro-Valls, ha rilasciato la dichiarazione che segue: "Stamani, alle ore 11:00, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto Sua Eccellenza il Signor José Manuel Barroso, Presidente della Commissione Europea. Questi era accompagnato dall'Ambasciatore Luis Ritto, Capo della Delegazione della Commissione Europea presso la F.A.O., dal Signor Jacques De Baenst, Capo del Protocollo della Commissione Europea, dai Signori Pedro Cymbron e Clara Martinez Alberola, membri del Gabinetto del Presidente, e dal Signor Johannes Laitenberger, portavoce della Commissione". "In assenza dell'Eminentissimo Cardinale Segretario di Stato, il Presidente Barroso si è quindi incontrato con Sua Eccellenza Monsignor Giovanni Lajolo, Segretario per i Rapporti con gli Stati, accompagnato dalla Dottoressa María Isabel Tellería e da Monsignor Ettore Balestrero, Officiali della Segreteria di Stato". "Nei colloqui, il Presidente Barroso si è soffermato sullo stato attuale dell'Unione Europea, sulle sfide che l'attendono e sulle sue prospettive future. Si è convenuto che, nonostante le ombre attualmente presenti, si può guardare con fiducia al processo di integrazione e di consolidamento delle istituzioni europee. Nel corso della conversazione ci si è soffermati in particolare sui presupposti ideali e sugli impegni di solidarietà, necessari affinché tale processo possa pervenire a traguardi stabili, come pure sul contributo che i cristiani possono offrire".



L'incontro di questa mattina in Vaticano (Foto Reuters via Yahoo.com)

Il Presidente della Commissione Europea, Josè Manuel Barroso, al termine dell'incontro con il Papa, ha rilasciato una lunga intervista di 15 minuti al giornalista di Telepace Piero Schiavazzi. Riportiamo alcuni passaggi del colloquio in onda stasera alle 19,30 e alle 22,30. L'emittente diretta da Don Guido Todeschini si riceve sul canale 819 di Sky.

D) Lei pensa che il Pontefice bavarese, venuto dal cuore del continente, possa rappresentare una chance per l'unità l'Europa ?

R) Assolutamente sì. Benedetto XVI, anche nel nome che ha scelto, si presenta come un simbolo della Germania e dell'Europa riunificate e noi abbiamo bisogno di questo messaggio di fiducia nel futuro. La cosa che mi ha colpito di più è la sua fiducia nell'avvenire dell'Europa. Gli ho esposto la mia analisi della situazione europea e la mia visione del futuro. Ne ho ricevuto un messaggio di fiducia nel futuro e di incoraggiamento per l'azione delle Istituzioni Europee.

D) Il successore di Pietro e il Presidente della Comissione Europea sono entrambi "guardiani" delle rispettive Istituzioni. Qual' è la qualità di Joseph Ratzinger che Le piacerebbe di più possedere ?

R) La capacità di ascoltare, la perseveranza, l'attaccamento con grande convinzione a dei valori e a dei princìpi.

D) Le radici cristiane non hanno trovato posto nella costituzione scritta, ma nella costituzione materiale e spirituale dell'Europa c'è ancora posto per loro ? Nei suoi viaggi attraverso il continente avverte che le radici cristiane sono ancora forti, nella società ?

R) Certo che sì. Fanno parte della nostra costituzione materiale, come Lei dice. E' di tutta evidenza. Anche i non credenti riconosceranno che l'Europa è in larga parte un prodotto del cristianesimo. I suoi valori sono là, presenti nella società concreta. Una delle mie preoccupazioni è quella del dialogo con le diverse religioni. La Costituzione ha previsto un apposito spazio per questo dialogo e noi ci sentiamo impegnati su questa direttrice. Proprio questo mese riceverò a Bruxelles i leader delle diverse religioni. Ci saranno il Cardinale di Vienna e il Patriarca di Lisbona, che hanno accettato l'invito. E' importante sviluppare questo cammino, in modo la nostra società non sia dominata soltanto dal pragmatismo economicista e la gente comprenda che c’è una dimensione più ampia della vita collettiva. Indipendentemente dalla loro natura secolare, le Istituzioni devono stare in collegamento con la gente, con gli uomini e le donne di questo continente. E nella società la religione è presente. Per questo si devono sviluppare delle forme più avanzate di dialogo.

D) Benedetto XVi ha invitato i politici cristiani a "dare a scacco" a una cultura che vorrebbe relegare la religione nella sfera privata. Lei pensa che i politici cristiani ci riusciranno oppure saranno loro a subire lo scacco ?

R) Le rispondo a titolo personale, poiché non è materia di competenza diretta della Commissione. Quindi parlo a titolo personale, come cattolico, e non come rappresentante di una Istituzione. Ebbene devo dirLe a questo riguardo che al giorno d’oggi bisogna avere il coraggio di affermare le proprie convinzioni. Io sono sicuramente a favore della separazione fra ciò che è di Dio e ciò che è di Cesare. E’ una conquista della nostra civiltà che il cristianesimo ha offerto in dote alla politica occidentale. Ma, ciò detto, dobbiamo riconoscere che esiste, almeno per molti, una dimensione spirituale che non si deve avere vergogna di manifestare. Il mondo non è solo mercato. Esistono dei valori e se ne deve discutere. Questa è la mia convinzione personale.

D) Lei ha portato al Papa una statua della Madonna di Fatima. Le capita nelle sue giornate di lavoro a Bruxelles di pregare per l'Europa ?

R) Lei tocca davvero una sfera molto intima e personale. Posso dirle che nel mio lavoro la dimensione di cristiano e di credente è presente. E sono fiero di poterglielo dichiarare.
!BlackDahlia!
Saturday, May 06, 2006 10:19 PM
VIAGGIO POLONIA
[G]Non disponendo di Telepace mi devo appoggiare a EWTN [/G](qui Channel 61, che io devo ancora capire perche' il mio VCR non riesce a riconoscere , passando dal 60 al 66 e facendomi star su di notte per seguire i programmi in diretta... ). COMUNQUE: questo il loro sito streaming - www.ewtn.com/audiovideo/ -; l'Agosto scorso durante il Weltjugendtag le trasmissioni erano prodotte da EWTN con commentatori (un po' troppo verbosi) in loco, quindi mi aspetto che seguiranno con inviati speciali anche il prossimo viaggio polacco... [S]Speriamo solo che il livello di professionalita' sia tanto alto quanto l'importanza del pellegrinaggio (intendo soprattutto la sosta ad Auschwitz... [/S]).
Ratzigirl
Sunday, May 07, 2006 3:12 PM
Omelia per l'ordinazione sacerdotale 07 Maggio 2006
OMELIA DEL SANTO PADRE

In quest'ora nella quale Voi, cari amici, mediante il Sacramento dell'Ordinazione sacerdotale, venite introdotti come pastori al servizio del grande Pastore Gesù Cristo, è il Signore stesso che nel Vangelo ci parla del servizio a favore del gregge di Dio. L'immagine del pastore viene da lontano. Nell'antico Oriente i re solevano designare se stessi come pastori dei loro popoli. Nell'Antico Testamento Mosè e Davide, prima di essere chiamati a diventare capi e pastori del Popolo di Dio, erano stati effettivamente pastori di greggi. Nei travagli del periodo dell'esilio, di fronte al fallimento dei pastori d'Israele, cioè delle guide politiche e religiose, Ezechiele aveva tracciato l'immagine di Dio stesso come del Pastore del suo popolo: "Come un pastore passa in rassegna il suo gregge …, così io passerò in rassegna le mie pecore e le radunerò da tutti i luoghi dove erano disperse nei giorni nuvolosi e di caligine" (Ez 34, 12). Ora Gesù annunzia che quest'ora è arrivata: Egli stesso è il Buon Pastore nel quale Dio si prende cura della sua creatura, l'uomo, raccogliendo gli esseri umani e conducendoli al vero pascolo. San Pietro, al quale il Signore risorto aveva dato l'incarico di pascere le sue pecorelle, di diventare pastore con Lui e per Lui, qualifica Gesù come l'«archipoimen» – l'arcipastore (cfr 1Pt 5, 4), e con ciò intende dire che si può essere pastore del gregge di Gesù Cristo soltanto per mezzo di Lui e nella più intima comunione con Lui. È proprio questo che si esprime nel Sacramento dell'Ordinazione: il sacerdote viene totalmente inserito in Cristo affinché, partendo da Lui e agendo in vista di Lui, egli svolga in comunione con Lui il servizio dell'unico Pastore Gesù, nel quale Dio, da uomo, vuole essere il nostro Pastore.

Il Vangelo di questa domenica è soltanto una parte del grande discorso di Gesù sui pastori. In questo brano il Signore ci dice tre cose sul vero pastore: egli dà la propria vita per le pecore; le conosce ed esse lo conoscono; sta a servizio dell'unità. Prima di riflettere su queste tre caratteristiche essenziali dell'essere pastori, sarà forse utile ricordare brevemente la parte precedente del discorso sui pastori nella quale Gesù, prima di designarsi come Pastore, dice con nostra sorpresa: "Io sono la porta" (Gv 10, 7). È attraverso di Lui che si deve entrare nel servizio di pastore. Gesù mette in risalto molto chiaramente questa condizione di fondo affermando: "Chi … sale da un'altra parte, è un ladro e un brigante" (Gv 10, 1). La parola "sale" evoca l'immagine di qualcuno che si arrampica sul recinto per giungere, scavalcando, là dove legittimamente non potrebbe arrivare. "Salire" – si può qui vedere anche l'immagine del carrierismo, del tentativo di arrivare "in alto", di procurarsi una posizione mediante la Chiesa: servirsi, non servire. È l'immagine dell'uomo che, attraverso il sacerdozio, vuole farsi importante, diventare un personaggio; l'immagine di colui che ha di mira la propria esaltazione e non l'umile servizio di Gesù Cristo. Ma l'unica ascesa legittima verso il ministero del pastore è la croce. È questa la porta. Non desiderare di diventare personalmente qualcuno, ma invece esserci per l'altro, per Cristo, e così mediante Lui e con Lui esserci per gli uomini che Egli cerca, che Egli vuole condurre sulla via della vita. Si entra nel sacerdozio attraverso il Sacramento – e ciò significa appunto: attraverso la donazione totale di se stessi a Cristo, affinché Egli disponga di me; affinché io Lo serva e segua la sua chiamata, anche se questa dovesse essere in contrasto con i miei desideri di autorealizzazione e stima. Entrare per la porta, che è Cristo, vuol dire conoscerlo ed amarlo sempre di più, perché la nostra volontà si unisca alla sua e il nostro agire diventi una cosa sola col suo agire. Cari amici, per questa intenzione vogliamo pregare sempre di nuovo, vogliamo impegnarci proprio per questo, che cioè Cristo cresca in noi, che la nostra unione con Lui diventi sempre più profonda, cosicché per il nostro tramite sia Cristo stesso Colui che pasce.

Guardiamo ora più da vicino le tre affermazioni fondamentali di Gesù sul buon pastore. La prima, che con grande forza pervade tutto il discorso sui pastori, dice: il pastore dà la sua vita per le pecore. Il mistero della Croce sta al centro del servizio di Gesù quale pastore: è il vero grande servizio che Egli rende a tutti noi. Egli dona se stesso. Per questo, a buona ragione, al centro della vita sacerdotale sta la sacra Eucaristia, nella quale il sacrificio di Gesù sulla croce rimane continuamente presente tra di noi. E a partire da ciò impariamo anche che cosa significa celebrare l'Eucaristia in modo adeguato: è un incontrare il Signore che per noi si spoglia della sua gloria divina, si lascia umiliare fino alla morte in croce e così si dona a tutti noi. È molto importante per il sacerdote l'Eucaristia quotidiana, nella quale si espone sempre di nuovo a questo mistero; sempre di nuovo pone se stesso nelle mani di Dio sperimentando al contempo la gioia di sapere che Egli è presente, mi accoglie, sempre di nuovo mi solleva e mi porta. L'Eucaristia deve diventare per noi una scuola di vita, nella quale impariamo a donare la nostra vita. La vita non la si dona solo nel momento della morte e non soltanto nel modo del martirio. Noi dobbiamo donarla giorno per giorno. Occorre imparare giorno per giorno che io non possiedo la mia vita per me stesso. Giorno per giorno devo imparare ad abbandonare me stesso; a tenermi a disposizione per quella cosa per la quale Egli, il Signore, sul momento ha bisogno di me, anche se altre cose mi sembrano più belle e più importanti. Donare la vita, non prenderla. È proprio così che facciamo l'esperienza della libertà. La libertà da noi stessi, la vastità dell'essere. Proprio così, nell'essere utile, la nostra vita diventa importante e bella. Solo chi dona la propria vita, la trova.

Come seconda cosa il Signore ci dice: "Io conosco le mie pecore, e le mie pecore conoscono me, come il Padre conosce me e io conosco il Padre " (Gv 10, 14-15). Sono due rapporti apparentemente del tutto diversi che qui si trovano intrecciati l'uno con l'altro: il rapporto tra Gesù e il Padre e il rapporto tra Gesù e gli uomini a Lui affidati. Ma entrambi i rapporti vanno proprio insieme, perché gli uomini, in fin dei conti, appartengono al Padre e sono alla ricerca di Lui. Quando si accorgono che uno parla soltanto nel proprio nome e attingendo solo da sé, allora intuiscono che egli non può essere ciò che stanno cercando. Laddove però risuona in una persona la voce del Padre, si apre la porta della relazione che l'uomo aspetta. Così deve essere quindi anche nel nostro caso. Innanzitutto e nel nostro intimo dobbiamo vivere il rapporto con Cristo e per il suo tramite con il Padre; solo allora possiamo veramente comprendere gli uomini, e allora essi si rendono conto di aver trovato il vero pastore. Ovviamente, nelle parole di Gesù è anche racchiuso tutto il compito pastorale pratico, di seguire gli uomini, di andare a trovarli, di essere aperti per le loro necessità e le loro domande. Ovviamente è fondamentale la conoscenza pratica, concreta delle persone a me affidate, e ovviamente è importante capire questo "conoscere" nel senso biblico: non c'è un vero conoscere senza amore, senza un rapporto interiore, senza una profonda accettazione dell'altro. Il pastore non può accontentarsi di sapere i nomi e le date. Il suo conoscere deve essere sempre anche un conoscere con il cuore. Questo però è realizzabile in fondo soltanto se il Signore ha aperto il nostro cuore; se il nostro conoscere non lega le persone al nostro piccolo io privato, al nostro proprio piccolo cuore, ma invece fa sentire loro il cuore di Gesù, il cuore del Signore. Deve essere un conoscere col cuore di Gesù e orientato verso di Lui, un conoscere che non lega l'uomo a me, ma lo guida verso Gesù rendendolo così libero e aperto. Affinché questo ci sia donato, vogliamo sempre di nuovo pregare il Signore.

Infine il Signore ci parla del servizio dell'unità affidato al pastore: "Ho altre pecore che non sono di quest'ovile; anche queste io devo condurre; ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge e un solo pastore" (Gv 10, 16). È la stessa cosa che Giovanni ripete dopo la decisione del sinedrio di uccidere Gesù, quando Caifa disse che sarebbe stato meglio se uno solo fosse morto per il popolo piuttosto che la nazione intera perisse. Giovanni riconosce in ciò una parola profetica e aggiunge: "Gesù doveva morire per la nazione e non per la nazione soltanto, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi" (11, 52). Si rivela la relazione tra Croce e unità; l'unità si paga con la Croce. Soprattutto però emerge l'orizzonte universale dell'agire di Gesù. Se Ezechiele nella sua profezia sul pastore aveva di mira il ripristino dell'unità tra le tribù disperse d'Israele (cfr Ez 34, 22-24), si tratta ora dell'unificazione di tutti i figli di Dio, dell'umanità – della Chiesa di giudei e di pagani. La missione di Gesù riguarda l'umanità intera, e perciò alla Chiesa è data una responsabilità per tutta l'umanità, affinché essa riconosca Dio, quel Dio che, per noi tutti, in Gesù Cristo si è fatto uomo, ha sofferto, è morto ed è risorto. La Chiesa non deve mai accontentarsi della schiera di coloro che a un certo punto ha raggiunto. Non può ritirarsi comodamente nei limiti del proprio ambiente. È incaricata della sollecitudine universale, deve preoccuparsi di tutti. Questo grande compito dobbiamo "tradurre" nelle nostre rispettive missioni. Ovviamente un sacerdote, un pastore d'anime, deve innanzitutto preoccuparsi di coloro, che credono e vivono con la Chiesa, che cercano in essa la strada della vita e che da parte loro, come pietre vive, costruiscono la Chiesa e così edificano e sostengono insieme anche il sacerdote. Tuttavia, dobbiamo anche sempre di nuovo – come dice il Signore – uscire "per le strade e lungo le siepi" (Lc 14, 23) per portare l'invito di Dio al suo banchetto anche a quegli uomini che finora non ne hanno ancora sentito niente, o non ne sono stati toccati interiormente. Il servizio dell'unità ha tante forme. Ne fa parte sempre anche l'impegno per l'unità interiore della Chiesa, perché essa, oltre tutte le diversità e i limiti, sia un segno della presenza di Dio nel mondo che solo può creare una tale unità.

La Chiesa antica ha trovato nella scultura del suo tempo la figura del pastore che porta una pecora sulle sue spalle. Forse queste immagini fanno parte del sogno idillico della vita campestre che aveva affascinato la società di allora. Ma per i cristiani questa figura diventava con tutta naturalezza l'immagine di Colui che si è incamminato per cercare la pecora smarrita: l'umanità; l'immagine di Colui che ci segue fin nei nostri deserti e nelle nostre confusioni; l'immagine di Colui che ha preso sulle sue spalle la pecora smarrita, che è l'umanità, e la porta a casa. È divenuta l'immagine del vero Pastore Gesù Cristo. A Lui ci affidiamo. A Lui affidiamo Voi, cari fratelli, specialmente in quest'ora, affinché Egli Vi conduca e Vi porti tutti i giorni; affinché Vi aiuti a diventare, per mezzo di Lui e con Lui, buoni pastori del suo gregge. Amen!


Ratzigirl
Sunday, May 07, 2006 3:14 PM
Regina Caeli 7 Maggio 2006
Cari fratelli e sorelle!

In questa quarta Domenica di Pasqua, domenica del "Buon Pastore", nella quale si celebra la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, ho avuto la gioia di ordinare, nella Basilica di San Pietro, 15 nuovi sacerdoti per la Diocesi di Roma. Insieme a loro penso a quanti in ogni parte del mondo in questo periodo ricevono l’ordinazione presbiterale. Mentre ringraziamo il Signore per il dono di questi nuovi presbiteri al servizio della Chiesa, vogliamo affidarli tutti a Maria, invocando al tempo stesso la sua intercessione perché si accresca il numero di coloro che accolgono l’invito di Cristo a seguirlo nella via del sacerdozio e della vita consacrata.

Quest’anno la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni ha per tema: "La vocazione nel mistero della Chiesa". Nel Messaggio che ho indirizzato all’intera Comunità ecclesiale per questa ricorrenza, ho ricordato l’esperienza dei primi discepoli di Gesù, che, dopo averlo conosciuto lungo il lago e nei villaggi della Galilea, furono conquistati dal suo fascino e dal suo amore. La vocazione cristiana è sempre il rinnovarsi di questa amicizia personale con Gesù Cristo, che dona senso pieno alla propria esistenza e la rende disponibile per il Regno di Dio. La Chiesa vive di tale amicizia, alimentata dalla Parola e dai Sacramenti, realtà sante affidate in modo particolare al ministero dei Vescovi, dei Presbiteri e dei Diaconi, consacrati dal sacramento dell’Ordine. Ecco perché – come ho ribadito nello stesso Messaggio – la missione del sacerdote è insostituibile, e anche se in alcune regioni si registra scarsità di clero, non si deve dubitare che Dio continui a chiamare ragazzi, giovani e adulti a lasciare tutto per dedicarsi alla predicazione del Vangelo e al ministero pastorale.

Un’altra speciale forma di sequela di Cristo è la vocazione alla vita consacrata, che si esprime in una esistenza povera, casta e obbediente tutta dedicata a Dio, nella contemplazione e nella preghiera, e posta al servizio dei fratelli, specialmente dei piccoli e dei poveri. Non dimentichiamo, poi, che anche il matrimonio cristiano è a pieno titolo vocazione alla santità, e che l’esempio di santi genitori è la prima condizione favorevole al fiorire delle vocazioni sacerdotali e religiose. Cari fratelli e sorelle, invochiamo l’intercessione di Maria, Madre della Chiesa, per i sacerdoti e per i religiosi e le religiose; preghiamo inoltre perché i germi di vocazione che Dio semina nel cuore dei fedeli giungano a piena maturazione e rechino frutti di santità nella Chiesa e nel mondo.


Ratzigirl
Monday, May 08, 2006 8:25 PM
PREGA IN LATINO CON I REALI DI LUSSEMBURGO
In udienza anche i 5 figli, colloquio privato di 20 minuti



Il Papa ha ricevuto questa mattina i reali del Lussemburgo, il Granduca Henri e la Granduchessa Maria Teresa, e ha pregato con loro, ben due volte, in latino. Una visita privata quella di stamane in Vaticano, da parte dei reali, accompagnati dai 5 figli Guillaume, Felix, Louis, Alexandra e Sebastien. Un incontro caloroso e familiari, che è coinciso con i 50 anni della Granduchessa e con i 25 anni di matrimonio dei reali.

E' durato circa 20 minuti il colloquio privato tra i reali e il Papa, nella Biblioteca: colloquio in francese al termine del quale i tre hanno recitato prima l'Ave Maria e poi il Padre Nostro, con i figli.

Benedetto XVI ha scherzato con i reali sul fatto che il Granduca Henri e il figlio più piccolo Sebastien sono nati lo stesso giorno del Papa, il 16 aprile. In dono, i reali hanno consegnato al pontefice un libro d'arte con illustrazioni sul 'Greeff', la bottega di uno scultore del '700. Il Papa ha ricambiato con le medaglie del pontificato e l'Enciclica, "Dio è amore", in lingua francese. Papa Ratzinger si è soffermato a parlare più a lungo con Louis, il terzo figlio di 20 anni, che ha da poco avuto un figlio senza essersi sposato.

Al termine dell'udienza i reali lussemburghesi si sono recati dal segretario di Stato, il cardinale Angelo Sodano e poi hanno visitato la Basilica di San Pietro, prima di rendere omaggio alla tomba di Giovanni Paolo II.

Ratzigirl
Tuesday, May 09, 2006 12:37 AM
RICEVERA' IN UDIENZA PREMIER POLACCO IL 18 MAGGIO

Incontro precede viaggio Benedetto XVI in Polonia



Il premier polacco Kazimierz Marcinkiewicz si recherà il 18 maggio prossimo in Vaticano, dove incontrerà in udienza privata Papa Benedetto XVI. La notizia è stata diffusa oggi dall'agenzia di stampa polacca PAP.

La visita di Marcinkiewicz in Vaticano coinciderà con l'ottantaseiesimo anniversario della nascita di Giovanni Paolo II e avviene proprio a ridosso del viaggio di Benedetto XVI in Polonia, dal 25 al 28 maggio. Un viaggio apostolico - il primo deciso e voluto da Papa Ratzinger - che sarà più un pellegrinaggio sulle orme del suo predecessore Wojtyla. Il pontefice tedesco farà infatti tappa a Varsavia, a Cracovia, a Wadowice (città natale di Giovanni Paolo II), a Czestochowa per finire con una tappa storica, ad Auschwitz.
Ratzigirl
Thursday, May 11, 2006 1:53 AM
Udienza generale maggio 2006
Cari fratelli e sorelle,

nelle ultime due udienze abbiamo meditato su che cosa sia la Tradizione nella Chiesa e abbiamo visto che essa è la presenza permanente della parola e della vita di Gesù nel suo popolo. Ma la parola, per essere presente, ha bisogno di una persona, di un testimone. E così nasce questa reciprocità: da una parte, la parola ha bisogno della persona, ma, dall’altra, la persona, il testimone, è legato alla parola che a lui è affidata e non da lui inventata. Questa reciprocità tra contenuto – parola di Dio, vita del Signore – e persona che la porta avanti è caratteristica della struttura della Chiesa, e oggi vogliamo meditare questo aspetto personale della Chiesa.

Il Signore lo aveva iniziato convocando, come abbiamo visto, i Dodici, nei quali era rappresentato il futuro Popolo di Dio. Nella fedeltà al mandato ricevuto dal Signore, i Dodici dapprima, dopo la sua Ascensione, integrano il loro numero con l'elezione di Mattia al posto di Giuda (cfr At 1,15-26), quindi associano progressivamente altri nelle funzioni loro affidate, perché continuino il loro ministero. Il Risorto stesso chiama Paolo (cfr Gal 1,1), ma Paolo, pur chiamato dal Signore come Apostolo, confronta il suo Vangelo con il Vangelo dei Dodici (cfr ivi 1,18), si preoccupa di trasmettere ciò che ha ricevuto (cfr 1 Cor 11,23; 15,3-4) e nella distribuzione dei compiti missionari viene associato agli Apostoli, insieme con altri, per esempio con Barnaba (cfr Gal 2,9). Come all'inizio della condizione di apostolo c'è una chiamata ed un invio del Risorto, così la successiva chiamata ed invio di altri avverrà, nella forza dello Spirito, ad opera di chi è già costituito nel ministero apostolico. E’ questa la via per la quale continuerà tale ministero, che poi, cominciando dalla seconda generazione, si chiamerà ministero episcopale, "episcopé".

Forse è utile spiegare brevemente che cosa vuol dire vescovo. E’ la forma italiana della parola greca "epíscopos". Questa parola indica uno che ha una visione dall’alto, uno che guarda con il cuore. Così san Pietro stesso, nella sua prima Lettera, chiama il Signore Gesù "pastore e guardiano delle vostre anime" (2,25). E secondo questo modello del Signore, che è il primo vescovo, guardiano e pastore delle anime, i successori degli Apostoli si sono poi chiamati vescovi, "epíscopoi". E’ loro affidata la funzione dell’"episcopé". Questa precisa funzione del vescovo si evolverà progressivamente, rispetto agli inizi, fino ad assumere la forma - già chiaramente attestata in Ignazio di Antiochia agli inizi del II secolo (cfr Ad Magnesios, 6,1: PG 5,668) - del triplice ufficio di vescovo, presbitero e diacono. E' uno sviluppo guidato dallo Spirito di Dio, che assiste la Chiesa nel discernimento delle forme autentiche della successione apostolica, sempre meglio definite tra una pluralità di esperienze e di forme carismatiche e ministeriali, presenti nelle comunità delle origini.

Così, la successione nella funzione episcopale si presenta come continuità del ministero apostolico, garanzia della perseveranza nella Tradizione apostolica, parola e vita, affidataci dal Signore. Il legame fra il Collegio dei Vescovi e la comunità originaria degli Apostoli è inteso innanzitutto nella linea della continuità storica. Come abbiamo visto, ai Dodici viene associato prima Mattia, poi Paolo, poi Barnaba, poi altri, fino alla formazione, nella seconda e terza generazione, del ministero del vescovo. Quindi la continuità si esprime in questa catena storica. E nella continuità della successione sta la garanzia del perseverare, nella comunità ecclesiale, del Collegio apostolico raccolto intorno a sé da Cristo. Ma questa continuità, che vediamo prima nella continuità storica dei ministri, è da intendere anche in senso spirituale, perché la successione apostolica nel ministero viene considerata come luogo privilegiato dell'azione e della trasmissione dello Spirito Santo. Una chiara eco di queste convinzioni la si ha, ad esempio, nel seguente testo di Ireneo di Lione (seconda metà del II sec.): "La tradizione degli Apostoli, manifesta in tutto quanto il mondo, si mostra in ogni Chiesa a tutti coloro che vogliono vedere la verità e noi possiamo enumerare i vescovi stabiliti dagli Apostoli nelle Chiese e i loro successori fino a noi… (Gli Apostoli) vollero infatti che fossero assolutamente perfetti e irreprensibili in tutto coloro che lasciavano come successori, trasmettendo loro la propria missione di insegnamento. Se essi avessero capito correttamente, ne avrebbero ricavato grande profitto; se invece fossero falliti, ne avrebbero ricavato un danno grandissimo" (Adversus haereses, III, 3,1: PG 7,848).

Ireneo, poi, indicando qui questa rete della successione apostolica come garanzia del perseverare nella parola del Signore, si concentra su quella Chiesa "somma ed antichissima ed a tutti nota" che è stata "fondata e costituita in Roma dai gloriosissimi Apostoli Pietro e Paolo", dando rilievo alla Tradizione della fede, che in essa giunge fino a noi dagli Apostoli mediante le successioni dei vescovi. In tal modo, per Ireneo e per la Chiesa universale, la successione episcopale della Chiesa di Roma diviene il segno, il criterio e la garanzia della trasmissione ininterrotta della fede apostolica: "A questa Chiesa, per la sua peculiare principalità (propter potiorem principalitatem), è necessario che convenga ogni Chiesa, cioè i fedeli dovunque sparsi, poiché in essa la tradizione degli Apostoli è stata sempre conservata..." (Adversus haereses, III, 3, 2: PG 7,848). La successione apostolica - verificata sulla base della comunione con quella della Chiesa di Roma - è dunque il criterio della permanenza delle singole Chiese nella Tradizione della comune fede apostolica, che attraverso questo canale è potuta giungere fino a noi dalle origini: "Con questo ordine e con questa successione è giunta fino a noi la tradizione che è nella Chiesa a partire dagli Apostoli e la predicazione della verità. E questa è la prova più completa che una e medesima è la fede vivificante degli Apostoli, che è stata conservata e trasmessa nella verità" (ib., III, 3, 3: PG 7,851).

Secondo queste testimonianze della Chiesa antica, l'apostolicità della comunione ecclesiale consiste nella fedeltà all’insegnamento e alla prassi degli Apostoli, attraverso i quali viene assicurato il legame storico e spirituale della Chiesa con Cristo. La successione apostolica del ministero episcopale è la via che garantisce la fedele trasmissione della testimonianza apostolica. Quello che rappresentano gli Apostoli nel rapporto fra il Signore Gesù e la Chiesa delle origini, lo rappresenta analogamente la successione ministeriale nel rapporto fra la Chiesa delle origini e la Chiesa attuale. Non è una semplice concatenazione materiale; è piuttosto lo strumento storico di cui si serve lo Spirito per rendere presente il Signore Gesù, Capo del suo popolo, attraverso quanti sono ordinati per il ministero attraverso l'imposizione delle mani e la preghiera dei vescovi. Mediante la successione apostolica è allora Cristo che ci raggiunge: nella parola degli Apostoli e dei loro successori è Lui a parlarci; mediante le loro mani è Lui che agisce nei sacramenti; nel loro sguardo è il suo sguardo che ci avvolge e ci fa sentire amati, accolti nel cuore di Dio. E anche oggi, come all’inizio, Cristo stesso è il vero pastore e guardiano delle nostre anime, che noi seguiamo con grande fiducia, gratitudine e gioia.

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