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Ratzigirl
Saturday, February 04, 2006 8:13 PM
Il Papa incontrerà i gesuiti il 22 aprile
Il Papa incontrera' i gesuiti il 22 aprile, nel giorno in cui Sant'Ignazio e suoi compagni nel 1541 fecero professione di fede .
Padre Peter Hans Kolvenbach, oggi alla guida dell'ordine, ha inviato una lettera a tutti i gesuiti, con il consenso di Benedetto XVI, per annunciare la 35esima Congregazione Generale, in occasione della quale lascera' l'incarico per favorire il processo elettivo di un nuovo Generale dei Gesuiti piu' giovane e con maggiori energie di lui.
Ratzigirl
Sunday, February 05, 2006 2:47 PM
Omelia nella Chiesa di Sant'Anna in Vaticano (5 febbraio 2006)
OMELIA DEL SANTO PADRE (a braccio)

Cari fratelli e sorelle,

Il Vangelo ora ascoltato comincia con un episodio molto simpatico, molto bello ma anche pieno di significato. Il Signore si reca alla casa di Simon Pietro ed Andrea e trova ammalata con febbre la suocera di Pietro; la prende per mano, la solleva e la donna è guarita e si mette a servire. In questo episodio appare simbolicamente tutta la missione di Gesù. Gesù venendo dal Padre si reca nella casa dell’umanità, sulla nostra terra e trova un’umanità ammalata, ammalata di febbre, di quella febbre che sono le ideologie, le idolatrie, la dimenticanza di Dio. Il Signore ci dà la sua mano, ci solleva e ci guarisce. E lo fa in tutti i secoli; ci prende per mano con la sua parola, e così dissipa le nebbie delle ideologie, delle idolatrie. Prende la nostra mano nei sacramenti, ci risana dalla febbre delle nostre passioni e dei nostri peccati mediante l’assoluzione nel sacramento della riconciliazione. Ci dà la capacità di alzarci, di stare in piedi davanti a Dio e davanti agli uomini. E proprio con questo contenuto della liturgia domenicale il Signore si incontra con noi, ci prende per mano, ci solleva e ci sana sempre di nuovo con il dono della sua parola, il dono di se stesso.

Ma anche la seconda parte di questo episodio è importante, questa donna appena guarita si mette a servirli, dice il Vangelo. Subito comincia a lavorare, ad essere a disposizione degli altri, e così diventa rappresentanza di tante buone donne, madri, nonne, donne nelle diverse professioni, che sono disponibili, si alzano e servono, e sono anima della famiglia, anima della parrocchia. E qui vedendo il dipinto sopra l’altare, vediamo che non fanno solo servizi esteriori, sant’Anna introduce la grande figlia, la Madonna, nelle Sacre Scritture, nella speranza di Israele, nella quale lei sarebbe stata proprio il luogo dell’adempimento. Le donne sono anche le prime portatrici della parola di Dio del Vangelo, sono vere evangeliste. E mi sembra che questo Vangelo con questo episodio apparentemente così modesto, proprio qui nella chiesa di sant’Anna ci dà l’occasione di dire un grazie sentito a tutte le donne che animano questa parrocchia, alle donne che servono in tutte le dimensioni, che ci aiutano sempre di nuovo a conoscere la parola di Dio non solo con l’intelletto, ma col cuore.

Ritorniamo al Vangelo: Gesù dorme nella casa di Pietro, ma di prima mattina quando ancora è buio, si alza ed esce e cerca un luogo deserto e prega. E qui appare il vero centro del mistero di Gesù. Gesù sta in colloquio con il Padre ed eleva la sua anima umana nella comunione con la persona del Figlio, così che l’umanità del Figlio, unita a Lui, parla nel dialogo trinitario col Padre; e così rende possibile anche a noi la vera preghiera. Nella liturgia Gesù prega con noi, noi preghiamo con Gesù e così noi entriamo in contatto reale con Dio, entriamo nel mistero dell’eterno amore della Santissima Trinità.

Gesù parla con il Padre, questa è la fonte ed il centro di tutte le attività di Gesù; vediamo la sua predicazione, le guarigioni, i miracoli e infine la passione, escono da questo centro, dal suo essere col Padre. E così questo Vangelo ci insegna il centro della fede e della nostra vita cioè il primato di Dio. Dove Dio non c’è, anche l’uomo non è più rispettato. Solo se lo splendore di Dio rifulge sul volto dell’uomo, l’uomo immagine di Dio è protetto da una dignità che poi da nessuno deve essere violata.

Il primato di Dio. Vediamo nel ‘Padre nostro’ come le tre prime domande si riferiscano proprio a questo primato di Dio: che il nome di Dio sia santificato, che il rispetto del mistero divino sia vivo e animi tutta la nostra vita; che ‘venga il regno di Dio’ e ‘sia fatta la sua volontà’ sono due aspetti diversi della stessa medaglia; dove è fatta la volontà di Dio c’è già il cielo, comincia anche in terra un po’ di cielo, e dove viene fatta la volontà di Dio è presente il Regno Dio. Perché il Regno di Dio non è una serie di cose, il Regno di Dio è la presenza di Dio, l’unione dell’uomo con Dio. E verso questo obiettivo Gesù ci vuole guidare.

Centro del suo annuncio è il regno di Dio, cioè Dio come fonte e centro della nostra vita, e ci dice: solo Dio è la redenzione dell’uomo. E possiamo vedere nella storia del secolo scorso, come negli Stati dove Dio era abolito, non solo l’economia è stata distrutta, ma soprattutto le anime. Le distruzioni morali, le distruzioni della dignità dell’uomo sono le distruzioni fondamentali e il rinnovamento può venire solo dal ritorno di Dio, cioè dal riconoscimento della centralità di Dio. In questi giorni un vescovo del Congo in visita ad limina mi ha detto: gli europei ci danno generosamente molte cose per lo sviluppo, ma c’è un’esitazione nell’aiutarci per la pastorale; sembra che considerino inutile la pastorale, che sia importante solo lo sviluppo tecnico-materiale. Ma è vero il contrario – ha detto – dove non c’è parola di Dio lo sviluppo non funziona, e non dà risultati positivi. Solo se c’è la parola di Dio prima, solo se l’uomo è riconciliato con Dio, anche le cose materiali possono andare bene.

Il Vangelo stesso con la sua continuazione conferma questo fortemente. Gli apostoli dicono a Gesù: ritorna, tutti ti cercano. E lui dice: no, devo andare negli altri paesi per annunciare Dio e per scacciare via i demoni, le forze del male; per questo sono venuto. Gesù è venuto – nel testo greco è scritto: "sono uscito dal Padre" – non per portare le comodità della vita, ma per portare la condizione fondamentale della nostra dignità, per portarci l’annuncio di Dio, la presenza di Dio e così vincere le forze del male. Questa priorità egli indica con grande chiarezza: non sono venuto per guarire – anche questo faccio, ma come segno – sono venuto per riconciliarvi con Dio. Dio è il nostro creatore, Dio ci ha dato la vita, la nostra dignità: E lui dobbiamo soprattutto rivolgerci.

E come ha detto padre Gioele, la chiesa celebra oggi in Italia la Giornata per la Vita. I Vescovi italiani hanno voluto richiamare nel loro messaggio il dovere prioritario di "rispettare la vita", trattandosi di un bene "indisponibile": l’uomo non è il padrone della vita; ne è piuttosto il custode e l’amministratore. E sotto il primato di Dio automaticamente nasce questa priorità di amministrare, di custodire la vita dell’uomo, creata da Dio. Questa verità che l’uomo è custode ed amministratore della vita costituisce un punto qualificante della legge naturale, pienamente illuminato dalla rivelazione biblica. Esso si presenta oggi come "segno di contraddizione" rispetto alla mentalità dominante. Constatiamo infatti che, malgrado vi sia in senso generale un’ampia convergenza sul valore della vita, tuttavia quando si arriva a questo punto, cioè alla "disponibilità" o indisponibilità della vita, due mentalità si oppongono in maniera inconciliabile. Per esprimerci in termini semplificati, potremmo dire: l’una delle due mentalità ritiene che la vita umana sia nelle mani dell’uomo, l’altra riconosce che essa è nelle mani di Dio. La cultura moderna ha legittimamente enfatizzato l’autonomia dell’uomo e delle realtà terrene, sviluppando così una prospettiva cara al Cristianesimo, quella dell’Incarnazione di Dio. Ma, come ha affermato chiaramente il Concilio Vaticano II, se questa autonomia porta a pensare che "le cose create non dipendono da Dio, e che l’uomo può adoperarle senza riferirle al Creatore", allora si dà origine a un profondo squilibrio, perché "la creatura senza il Creatore svanisce" (Gaudium et spes, 36). E’ significativo che il documento conciliare, nel passo citato, affermi che questa capacità di riconoscere la voce e la manifestazione di Dio nella bellezza del creato appartiene a tutti i credenti, a qualunque religione appartengano. Ne possiamo concludere che il rispetto pieno della vita è legato al senso religioso, all’atteggiamento interiore con cui l’uomo si pone nei confronti della realtà, se come padrone o come custode. Del resto, la parola "rispetto", deriva dal verbo latino respicere-guardare, e indica un modo di guardare le cose e le persone che porta a riconoscerne la consistenza, a non appropriarsene, ma ad averne riguardo, prendendosene cura. In ultima analisi, se vien tolto alle creature il loro riferimento a Dio, come fondamento trascendente, esse rischiano di cadere in balia dell’arbitrio dell’uomo che può farne, come vediamo, un uso dissennato.

Cari fratelli e sorelle, invochiamo insieme l’intercessione di sant’Anna per la vostra comunità parrocchiale, che saluto con affetto. Saluto in particolare il Parroco, Padre Gioele, e lo ringrazio per le parole che mi ha rivolto all’inizio; saluto poi i confratelli Agostiniani con il loro Priore Generale; saluto Mons. Angelo Comastri, mio Vicario Generale per la Città del Vaticano, Mons. Rizzato, mio Elemosiniere, e tutti i presenti, in modo speciale i bambini, i giovani e quanti abitualmente frequentano questa Chiesa. Su tutti vegli sant’Anna, vostra celeste Patrona, ed ottenga per ciascuno il dono di essere testimone del Dio della vita e dell’amore.


[Modificato da Ratzigirl 05/02/2006 14.47]

Ratzigirl
Sunday, February 05, 2006 2:50 PM
Angelus 5 febbraio 2006


Cari fratelli e sorelle!

Si celebra oggi in Italia la Giornata per la Vita, che costituisce una preziosa occasione di preghiera e di riflessione sui temi della difesa e della promozione della vita umana, specialmente quando versa in condizioni di difficoltà. Sono presenti in Piazza San Pietro numerosi fedeli laici che operano in questo campo, alcuni impegnati nel Movimento per la Vita. Ad essi rivolgo il mio cordiale saluto, con uno speciale pensiero per il Cardinale Camillo Ruini che li accompagna, e rinnovo l’espressione dell’apprezzamento per l’opera che svolgono, per far sì che la vita sia sempre accolta come dono e accompagnata con amore.

Mentre invito a meditare sul messaggio dei Vescovi italiani, che ha come tema "Rispettare la vita", ripenso all’amato Papa Giovanni Paolo II, che a queste problematiche ha riservato costante attenzione. In particolare vorrei ricordare l’Enciclica Evangelium vitae, che egli pubblicò nel 1995 e che rappresenta un’autentica pietra miliare nel magistero della Chiesa su una questione tanto attuale e decisiva. Inserendo gli aspetti morali in un ampio quadro spirituale e culturale, il mio venerato Predecessore ha più volte ribadito che la vita umana è un valore primario da riconoscere, e il Vangelo invita a rispettarla sempre. Alla luce della mia recente Lettera Enciclica sull’amore cristiano, vorrei poi sottolineare l’importanza del servizio della carità per il sostegno e la promozione della vita umana. Al riguardo, prima ancora delle iniziative operative, è fondamentale promuovere un giusto atteggiamento verso l’altro: la cultura della vita è in effetti basata sull’attenzione agli altri, senza esclusioni o discriminazioni. Ogni vita umana, in quanto tale, merita ed esige di essere sempre difesa e promossa. Sappiamo bene che questa verità rischia di essere spesso contraddetta dall’edonismo diffuso nelle cosiddette società del benessere: la vita viene esaltata finché è piacevole, ma si tende a non rispettarla più quando è malata o menomata. Partendo invece dall’amore profondo per ogni persona, è possibile mettere in atto forme efficaci di servizio alla vita: a quella nascente come a quella segnata dalla marginalità o dalla sofferenza, specialmente nella sua fase terminale.

La Vergine Maria ha accolto con amore perfetto il Verbo della vita, Gesù Cristo, venuto nel mondo perché gli uomini "abbiano la vita in abbondanza" (Gv 10,10). A Lei affidiamo le donne in attesa, le famiglie, gli operatori sanitari e i volontari che si impegnano in molti modi al servizio della vita. Preghiamo, in particolare, per le persone che si trovano in situazioni di maggiore difficoltà.


Sihaya.b16247
Wednesday, February 08, 2006 10:52 PM
L’UDIENZA GENERALE , 08.02.2006
L’UDIENZA GENERALE

L’Udienza Generale di questa mattina si svolge alle ore 10.30 nell’Aula Paolo VI dove il Santo Padre incontra gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall’Italia e da ogni parte del mondo.

Nel discorso in lingua italiana, continuando il ciclo di catechesi sui Salmi e i Cantici, il Santo Padre commenta il Salmo 144,14-21 - Il tuo regno è un regno eterno - Vespri del Venerdì della 4a Settimana (Lettura: Sal 144,14.17-18.21).

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Papa rivolge particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti.

L’Udienza Generale si conclude con il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica impartita insieme ai Vescovi presenti.

CATECHESI DEL SANTO PADRE IN LINGUA ITALIANA

1. Sulla scia della Liturgia che lo divide in due parti, ritorniamo sul Salmo 144, un mirabile canto in onore del Signore, re amoroso e attento alle sue creature. Vogliamo ora meditare la seconda sezione in cui il Salmo è stato diviso: sono i vv. 14-21 che riprendono il tema fondamentale del primo movimento dell’inno.

Là si esaltavano la pietà, la tenerezza, la fedeltà e la bontà divina che si estendono a tutta l’umanità, coinvolgendo ogni creatura. Ora il Salmista punta la sua attenzione sull’amore che il Signore riserva in modo particolare al povero e al debole. La regalità divina non è, quindi, distaccata e altezzosa, come a volte può accadere nell’esercizio del potere umano. Dio esprime la sua regalità nel chinarsi sulle creature più fragili e indifese.

2. Infatti Egli è prima di tutto un padre che «sostiene quelli che vacillano» e fa rialzare coloro che sono caduti nella polvere dell’umiliazione (cfr v. 14). Gli esseri viventi sono, in conseguenza, tesi verso il Signore quasi come mendicanti affamati ed Egli offre, come un genitore premuroso, il cibo a loro necessario per vivere (cfr v. 15).

Fiorisce a questo punto sulle labbra dell’orante la professione di fede nelle due qualità divine per eccellenza: la giustizia e la santità. «Giusto è il Signore in tutte le sue vie, santo in tutte le sue opere» (v. 17). In ebraico abbiamo due aggettivi tipici per illustrare l’alleanza che intercorre tra Dio e il suo popolo: saddiq e hasid. Essi esprimono la giustizia che vuole salvare e liberare dal male e la fedeltà che è segno della grandezza amorosa del Signore.

3. Il Salmista si pone dalla parte dei beneficati che vengono definiti con varie espressioni; sono termini che costituiscono, in pratica, una rappresentazione del vero credente. Costui «invoca» il Signore nella preghiera fiduciosa, lo «cerca» nella vita «con cuore sincero» (cfr v. 18), «teme» il suo Dio, rispettandone la volontà e obbedendo alla sua parola (cfr v. 19), ma soprattutto lo «ama», certo di essere accolto sotto il manto della sua protezione e della sua intimità (cfr v. 20).

L’ultima parola del Salmista è, allora, quella con cui aveva aperto il suo inno: è un invito a lodare e a benedire il Signore e il suo «nome», ossia la sua persona vivente e santa che opera e salva nel mondo e nella storia. Anzi, il suo è un appello a far sì che alla lode orante del fedele si associ ogni creatura segnata dal dono della vita: «Ogni vivente benedica il suo nome santo, in eterno e sempre» (v. 21). È una sorta di canto perenne che si deve levare dalla terra al cielo, è la celebrazione comunitaria dell’amore universale di Dio, sorgente di pace, gioia e salvezza.

4. Concludendo la nostra riflessione, torniamo su quel dolce versetto che dice: «Il Signore è vicino a quanti lo invocano, a quanti lo cercano con cuore sincero» (v. 18). Questa frase era particolarmente cara a Barsanufio di Gaza, un asceta morto attorno alla metà del VI secolo, interpellato spesso da monaci, ecclesiastici e laici per la saggezza del suo discernimento.

Così, ad esempio, ad un discepolo che gli esprimeva il desiderio «di ricercare le cause delle diverse tentazioni che l’avevano assalito», Barsanufio rispondeva: «Fratello Giovanni, non temere nulla delle tentazioni che sono sorte contro di te per provarti, perché il Signore non ti lascia in preda ad esse. Dunque, quando ti viene una di queste tentazioni, non affaticarti a scrutare di che cosa si tratta, ma grida il nome di Gesù: "Gesù, aiutami". Ed egli ti ascolterà perché "è vicino a quanti lo invocano". Non scoraggiarti, ma corri con ardore e raggiungerai la meta, in Cristo Gesù Signore nostro» (Barsanufio e Giovanni di Gaza, Epistolario, 39: Collana di Testi Patristici, XCIII, Roma 1991, p. 109). E queste parole dell'antico Padre valgono anche per noi. Nelle nostre difficoltà, problemi, tentazioni, non dobbiamo semplicemente fare una riflessione teorica - da dove vengono? - ma dobbiamo reagire in positivo, invocare il Signore, tenere il contatto vivo con il Signore. Anzi, dobbiamo gridare il nome di Gesù: "Gesù, aiutami!". E Siamo sicuri che Egli ci ascolta, perché è vicino a chi lo cerca. Non scoraggiamoci, ma corriamo con ardore - come dice questo Padre - raggiungeremo anche noi la meta della vita, Gesù, il Signore.

[00193-01.02] [Testo originale: Italiano]

? Sintesi della catechesi in lingua francese

Chers Frères et Sœurs,

Nous méditons aujourd’hui la seconde partie du Psaume 144, qui nous parle de la tendresse et de la bonté du Seigneur envers toutes ses créatures, spécialement les plus fragiles. Le Psalmiste professe sa foi, rappelant deux qualités divines qui caractérisent l’alliance entre Dieu et son peuple: la justice, qui veut sauver et libérer du mal, et la fidélité, qui est signe de la grandeur de l’amour de Dieu.

Le croyant véritable est celui qui «invoque» Dieu dans une prière confiante, qui le «cherche» avec un cœur sincère, qui respecte sa volonté et qui obéit à sa parole. Mais le croyant est surtout celui qui «aime» Dieu, assuré de bénéficier de sa protection et d’entrer dans son intimité. La louange peut alors s’élargir à tout être vivant, appelant la communauté des croyants tout entière à célébrer l’amour universel de Dieu, source de paix, de joie et de salut.

Je salue cordialement les pèlerins francophones, en particulier le groupe des pèlerins du Viêt-Nam, les jeunes du Collège Stanislas, ceux d’Ambarès ainsi que les autres groupes de jeunes présents. Que votre pèlerinage à Rome vous rendent disponibles aux appels de Dieu et à l’écoute de sa volonté, pour que vous deveniez toujours plus des témoins joyeux de l’Évangile !

[00194-03.02] [Texte original: Français]

? Sintesi della catechesi in lingua inglese

Dear Brothers and Sisters,

In today’s reflection we return to Psalm 144: a beautiful hymn in honour of the Lord, the loving king, who is pious, tender, faithful and extends his goodness to all creatures. The psalmist emphasizes that the Lord’s love is never detached and lofty but is reserved in a special way for the weak and the poor. God is a Father who expresses his kingly nature by stooping down to protect those who are most fragile and defenceless. "The Lord is just in all his ways and loving in all his deeds". The true believer should invoke the Lord in devoted prayer, seek him with a sincere heart, fear him, and above all love him.

In conclusion, let us contemplate the advice of Barsanufius of Gaza who encourages us to call upon Jesus for help during moments of temptation. Indeed, "the Lord is close to all who call him, who call on him from their hearts"

I am pleased to welcome the English-speaking pilgrims present at this Audience, especially those from Ireland and the United States of America. Upon all of you I invoke the Lords blessings of health and joy.

[00195-02.01] [Original text: English]

? Sintesi della catechesi in lingua tedesca

Liebe Brüder und Schwestern!

Gott schenkt seine Liebe in besonderer Weise den Armen und Schwachen. Im Psalm 145 haben wir soeben gehört: „Der Herr stützt alle, die fallen, und richtet die Gebeugten auf" (V. 14). Gerade in dieser liebevollen Zuwendung zeigt Gott sich als König und Herr. Er ist allen nahe, die zu ihm rufen. Er ist der Vater, der für die Seinen sorgt, der seine Hand öffnet und ihnen Speise gibt.

Der Lobpreis der Werke des Herrn geht im Psalm einher mit dem Bekenntnis zur Gerechtigkeit und Heiligkeit Gottes. Gerecht ist der Herr, denn er heilt und rettet vom Bösen und ist seinem Volk treu. Alle, denen Gott seine Wohltaten erweist, sind aufgefordert, in das gemeinschaftliche Lob der universalen Liebe Gottes einzustimmen: „Alles, was lebt, preise seinen heiligen Namen immer und ewig" (V. 21).

Gerne grüße ich alle Pilger und Besucher deutscher Sprache. Ein ganz herzliches Grüß Gott sage ich meinen bayerischen Landsleuten, insbesondere der Delegation der Stadt Traunstein, die ihre Nähe zum Nachfolger Petri bekunden und mir die Ehrenbürgerwürde verleihen will. Schon jezt herzlichen Dank dafür. Mit Freude heiße ich auch die Jugendlichen aus den Ländern des Mitteleuropäischen Katholikentags willkommen, die unter der Führung des Erzbischofs von Wien, Kardinal Schönborn, hier in die Audienz gekommen sind. Liebe Freunde, vertraut euer ganzes Leben auf die Hilfe des Herrn und bringt das Licht des Glaubens und der Liebe Gottes in eure Familien und zu euren Mitmenschen. Der Herr stärke euch heute und alle Tage mit seiner heiligen Gegenwart!

[00196-05.01] [Originalsprache: Deutsch]

? Sintesi della catechesi in lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:

En la sección del Salmo que hoy meditamos, la bondad y ternura de Dios para con todos se dirige con atención particular a los débiles y necesitados. «El Señor sostiene a los que van a caer», y muestra su grandeza ocupándose precisamente de quienes más necesitan su ayuda. Por eso el creyente, el orante, es siempre como un mendigo ante un Dios cercano y solícito con quienes «lo invocan sinceramente». En Él busca apoyo en los momentos difíciles de la vida, seguro de su fidelidad, y porque su bondad y su justicia, que llega a todos para salvarlos, no tiene fin. Por eso puede permanecer firme ante las pruebas y desafíos, y siempre tendrá motivos para alabar de corazón al Señor.

Saludo a los peregrinos de lengua española, en particular al grupo del Club Cerro Porteño, de Paraguay, y a los demás participantes de España y Latinoamérica. Que la confianza firme y constante en el Señor llene de paz vuestros corazones, vuestros hogares y comunidades.

Muchas gracias por vuestra atención.

[00197-04.01] [Texto original: Español]

? Saluto in lingua portoghese

Amados brasileiros de Criciúma e demais peregrinos de língua portuguesa, a todos saúdo cordialmente e desejo que se multipliquem as boas obras em vossas mãos e as acções de graças nos vossos lábios, como instrumentos que sois da misericórdia e da ternura de Deus junto de vossos familiares, vizinhos e amigos. Abençoai-os em nome do Senhor!

[00198-06.02] [Texto original: Português]

? Saluto in lingua polacca

Witam serdecznie pielgrzymów polskich. Mówilem dzisiaj, ze Bóg jest Dobrym Ojcem, który prowadzi nas przez zycie. Niech Pan, który jest blisko, udzieli obficie swoich darów wam tu obecnym, waszym rodzinom i bliskim. Niech was podnosi na duchu, umacnia w wierze i blogoslawi. Pochwalony Jezus Chrystus.

[Saluto tutti i pellegrini Polacchi. Nell’odierna catechesi dicevo che Dio è un Padre buono che ci conduce attraverso la vita. Il Signore, che è sempre vicino, elargisca con abbondanza i suoi doni a voi, alle vostre famiglie e alle persone a voi care. Vi sollevi nello spirito, vi confermi nella fede e vi benedica. Sia lodato Gesù Cristo!]

[00199-09.02] [Testo originale: Polacco]

? Saluto in lingua ungherese

Szeretettel köszöntöm a magyar híveket, közöttük a nyíregyházi teológiai fôiskola katekézis hallgatóit. Isten hozott Benneteket!

A Pócsi Szûzanya közbenjárását kérve szívbôl adom Rátok apostoli áldásomat.

Dicsértessék a Jézus Krisztus!

[Saluto cordialmente i fedeli di lingua ungherese, specialmente gli studenti di catechesi della Scuola Superiore di Teologia a Nyíregyháza. Ben arrivati!

Chiedendo la intercessione della Vergine di Pócs, di cuore vi imparto la Benedizione Apostolica.

Sia lodato Gesù Cristo!]

[00200-AA.01] [Testo originale: Ungherese]

? Saluto in lingua croata

Predragi hodocasnici iz Hrvatske, pred spomendan blaženoga kardinala Alojzija Stepinca, koji je vjeran Kristu svjedocio istinu i podnio muceništvo, pozivam vas da u njemu pronalazite uzor kršcanskoga života i ljubavi za svoju domovinu. Hvaljen Isus i Marija!

[Carissimi pellegrini dalla Croazia, nella vicinanza della memoria liturgica del beato Cardinale Alojzije Stepin?c, che, fedele a Cristo ha testimoniato la verità e ha subito il martirio, vi invito a trovare in lui un esempio di vita cristiana e di amore per la Patria. Siano lodati Gesù e Maria!]

[00201-AA.01] [Testo originale: Croato]

? Saluto in lingua italiana

Saluto con affetto i pellegrini di lingua italiana - grazie per il vostro affetto e per la vostra fedeltà. In particolare saluto i fedeli della diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, accompagnati dal vescovo Mons. Luigi Martella; quelli della diocesi di Palestrina, qui convenuti con il loro Pastore Mons. Domenico Sigalini; e quelli della diocesi di Novara. Cari amici, auguro che la sosta presso le tombe degli Apostoli rinsaldi la vostra adesione a Cristo e faccia crescere la carità nelle vostre famiglie e nelle vostre comunità.

Saluto poi voi, cari Vescovi partecipanti all’incontro internazionale promosso dalla Comunità di Sant’Egidio, ed auspico che questi giorni di riflessione e di preghiera siano fruttuosi per il ministero che siete chiamati a svolgere nelle vostre Diocesi.

Il mio pensiero va infine ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. Celebriamo oggi la memoria liturgica di san Girolamo Emiliani, Fondatore dei Somaschi, e di santa Giuseppina Bakhita, una santa particolarmente amabile. Il coraggio di questi testimoni fedeli di Cristo aiuti voi, cari giovani, ad aprire il cuore all’eroismo della santità nell’esistenza di ogni giorno. Sostenga voi, cari malati, nel perseverare con pazienza ad offrire la vostra preghiera e la vostra sofferenza per tutta la Chiesa. E dia a voi, cari sposi novelli, il coraggio di rendere le vostre famiglie comunità di amore, improntate ai valori cristiani.

Non possiamo non ricordare quest'oggi don Andrea Santoro, - grazie, grazie per questo applauso - sacerdote Fidei donum della diocesi di Roma, ucciso in Turchia la scorsa domenica, mentre era in chiesa raccolto in preghiera. Proprio ieri sera mi è giunta una sua bella lettera, scritta il 31 gennaio scorso insieme alla piccola comunità cristiana della parrocchia Sancta Maria in Trebisonda. Ho letto ieri sera con profonda commozione questa lettera, che è uno specchio della sua anima sacerdotale, del suo amore per Cristo e per gli uomini, del suo impegno proprio per i piccoli, nel segno del Salmo che abbiamo ascoltato. Sarà pubblicata su "L'Osservatore Romano" questa lettera, testimonianza di amore e di adesione a Cristo e alla sua Chiesa. A questa lettera ha unito un messaggio di donne della sua parrocchia, che mi invitano ad andare lì. E nella lettera di queste donne si rispecchia anche lo zelo, la fede e l'amore, che erano vivi nel cuore di Don Andrea Santoro. Il Signore accolga l'anima di questo silenzioso e coraggioso servitore del Vangelo e faccia sì che il sacrificio della sua vita contribuisca alla causa del dialogo fra le religioni e della pace tra i popoli.
ratzi.lella
Thursday, February 09, 2006 12:51 PM
Laura Bush Dal Papa: Colloquio A Tre Con La Figlia
(AGI) - CdV, 9 feb . - Sono state sempre insieme Laura e Barbara Bush, madre e figlia, nella visita in Vaticano. Anche nel colloquio privato con Benedetto XVI, durato circa quindici minuti, Barbara (fasciata in un tailleur nero abbinato a un paio di stivali con tacco molto alto) e' stata presente. Con loro c'era Francis Rooney, ambasciatore americano presso la Santa Sede. Laura Bush, che indossava un tailleur nero e una veletta di merletto corta, portera' a suo marito i saluti del Papa: "gli daro' - ha detto la first lady al Pontefice - i suoi auguri. Anche lui le manda i suoi migliori saluti". La moglie del presidente americano e' stata accolta nella biblioteca del palazzo apostolico dal "welcome" di papa Ratzinger al quale ha risposto: "Come sta?, e' bellissimo essere qui". "Questa - ha aggiunto - e' nostra figlia Barbara e lui e' il nostro ambasciatore". "Speriamo - ha auspicato il Pontefice - che la sua visita sia serena". E Laura Bush, che guida la delegazione a stelle e strisce a Torino, ha espresso la sua gioia di essere in Italia: "stiamo aspettando con piacere i giochi", ha sorriso. Al termine del colloquio, Laura ha presentato al Pontefice il capo del suo staff, la sua portavoce, due assistenti e due membri della scorta. Poi ha offerto al Papa una ciotola d'argento e lui ha ricambiato con un rosario, che Laura e Barbara hanno "apprezzato molto", e con le medaglie del Pontificato per l'ambasciatore Rooney. -
Ratzigirl
Saturday, February 11, 2006 6:38 PM
PAPA: MAGGIORE IMPEGNO PER ASSISTENZA MALATI DI MENTE

Benedetto XVI benedice e saluta gli ammalati presenti a S.Pietro



Benedetto XVI chiede maggiore impegno, anche da un punto di vista legislativo, per l'assistenza alle persone malate di mente. "In questo momento - ha detto Papa Ratzinger al termine della messa per gli ammalati nella Basilica vaticana - penso in modo particolare alle famiglie che hanno al proprio interno una persona malata di mente e vivono la fatica e i diversi problemi che ciò comporta".

L'appello arriva in occasione della Giornata Mondiale del Malato, che la Chiesa celebra oggi nella memoria della Vergine di Lourdes. Il cardinale Camillo Ruini ha appena terminato la celebrazione a san Pietro per i pellegrini e gli ammalati dell'Unitalsi e dell'Opera romana Pellegrinaggi e il Papa è arrivato nella basilica per benedire e salutare i malati.

Il pontefice si è detto "vicino" a tutti gli ammalati "con la preghiera e con le innumerevoli iniziative che la Comunità ecclesiale pone in atto in ogni parte del mondo, specialmente là dove la legislazione è carente - ha aggiunto - dove le strutture pubbliche sono insufficienti, e dove calamità naturali o, purtroppo, guerre e conflitti armati producono gravi traumi psichici nelle persone".

"La persona umana - ha spiegato poi il Papa - è un tutt'uno, e le diverse dimensioni si possono e si devono distinguere, ma non separare. Così anche la Chiesa si propone sempre di considerare le persone come tali, e questa concezione qualifica le istituzioni sanitarie cattoliche, come pure lo stile degli operatori sanitari in esse impegnati".

Il pontefice ha idealmente donato "a tutti i medici, gli infermieri e gli altri operatori sanitari, a tutti i volontari impegnati in questo campo" la sua prima Enciclica 'Deus Caritas est', "con l'augurio - ha detto - che l'amore di Dio sia sempre vivo nei loro cuori, così da animare il loro lavoro quotidiano, i progetti, le iniziative, e soprattutto i loro rapporti con le persone malate".

Ratzigirl
Sunday, February 12, 2006 2:48 PM
Angelus 12 febbraio 2006
Cari fratelli e sorelle!

Ieri, 11 febbraio, memoria liturgica della Beata Vergine di Lourdes, abbiamo celebrato la Giornata Mondiale del Malato, che quest’anno ha visto svolgersi ad Adelaide, in Australia, le manifestazioni più importanti, comprendenti anche un Convegno internazionale sul tema sempre urgente della salute mentale. La malattia è un tratto tipico della condizione umana, al punto che può diventarne una realistica metafora, come sant’Agostino ben esprime in una sua preghiera: "Abbi pietà di me, Signore! Vedi: non ti nascondo le mie ferite. Tu sei il medico, io sono il malato; tu sei misericordioso, io misero" (Conf., X,39).

Cristo è il vero "medico" dell’umanità, che il Padre celeste ha mandato nel mondo per guarire l’uomo, segnato nel corpo e nello spirito dal peccato e dalle sue conseguenze. Proprio in queste domeniche, il Vangelo di Marco ci presenta Gesù che, all’inizio del suo ministero pubblico, si dedica completamente alla predicazione e alla guarigione dei malati nei villaggi della Galilea. Gli innumerevoli segni prodigiosi che egli compie sugli infermi confermano la "buona notizia" del Regno di Dio. Quest’oggi il brano evangelico racconta la guarigione di un lebbroso ed esprime con grande efficacia l’intensità del rapporto tra Dio e l’uomo, riassunta in uno stupendo dialogo: "Se vuoi, puoi guarirmi!", dice il lebbroso. "Lo voglio, guarisci!", gli risponde Gesù, toccandolo con la mano e liberandolo dalla lebbra (Mc 1,40-42). Vediamo qui come concentrata tutta la storia della salvezza: quel gesto di Gesù, che stende la mano e tocca il corpo piagato della persona che lo invoca, manifesta perfettamente la volontà di Dio di risanare la sua creatura decaduta, restituendole la vita "in abbondanza" (Gv 10,10), la vita eterna, piena, felice. Cristo è "la mano" di Dio tesa all’umanità, perché possa uscire dalle sabbie mobili della malattia e della morte, rialzarsi in piedi sulla salda roccia dell’amore divino (cfr Sal 39,2-3).

Vorrei oggi affidare a Maria "Salus infirmorum" tutti i malati, specialmente quelli che, in ogni parte del mondo, oltre alla mancanza della salute, soffrono anche la solitudine, la miseria e l’emarginazione. Un particolare pensiero rivolgo anche a coloro che negli ospedali e in ogni altro centro di cura accudiscono i malati e si adoperano per la loro guarigione. La Vergine Santa aiuti ciascuno a trovare conforto nel corpo e nello spirito, grazie a una adeguata assistenza sanitaria e alla carità fraterna che sa farsi attenzione concreta e solidale.



DOPO L’ANGELUS

Da due giorni si è aperta a Torino la XX edizione dei Giochi Olimpici Invernali. Rivolgo il mio cordiale saluto agli organizzatori, ai responsabili del Comitato Olimpico Internazionale e a tutti gli atleti, venuti da ogni parte del mondo. Auguro che questa bella competizione sportiva si svolga all’insegna dei valori olimpici della lealtà, della gioia e della fraternità, recando così un contributo alla pace tra i popoli.

Proprio oggi, 12 febbraio, ricorre il 75° anniversario dell’inaugurazione della Radio Vaticana e del primo Radiomessaggio al mondo del Papa Pio XI, che aveva dato incarico allo scienziato Guglielmo Marconi di costruire la stazione radiofonica del Vaticano. Con lo strumento della radio, e poi della televisione, il messaggio del Vangelo e le parole dei Papi hanno potuto raggiungere più rapidamente e facilmente tutte le genti.
ratzi.lella
Tuesday, February 14, 2006 1:30 PM
Cei, a Ruini la guida "provvisoria"
I vescovi indicheranno il presidente

CITTA' DEL VATICANO - Il papa Benedetto XVI ha confermato il cardinale Camillo Ruini alla presidenza della Conferenza Episcopale Italiana e come suo vicario generale della diocesi di Roma. Ma è un incarico provvisorio. Benedetto XVI, infatti, intende restituire ai vescovi italiani la facoltà di indicare il loro presidente, come già annunciato in una lettera ai vescovi del 26 gennaio scorso.
Lo riferisce la sala stampa del Vaticano: "Il Santo Padre ha confermato Presidente della Conferenza episcopale della Conferenza episcopale italiana, donec aliter provideatur, l'eminentissimo cardinale Camillo Ruini, suo vicario generale per la diocesi di Roma". Una formula che indica una disposizione provvisoria fino a quando non sara' possibile provvedere diversamente. Il 6 marzo prossimo sarebbe scaduto il terzo quinquennio di presidenza del cardinale Ruini alla guida dei vescovi italiani.

Non un nuovo e pieno mandato quinquennale per Ruini, come solitamente avviene: il cardinale resterà in carica per un periodo limitato - si parla con una certa fondateza negli ambienti ecclesiastici di un anno - che servirà a maturare la successione. La conferma temporanea si è rivelata necessaria dal momento che Benedetto XVI, a differenza del suo predecessore, intende restituire ai vescovi italiani la facoltà di concorrere all'elezione del proprio presidente. Con Papa Wojtyla, presidente della Cei e vicario generale di Roma erano la stessa persona. Ma il cambiamento va preparato con il tempo necessario.

Intanto per il cardinal Ruini ci sono scadenze importanti da onorare, come l'assemblea generale della Cei a maggio e ancor più il convegno ecclesiale nazionale di Verona previsto per ottobre. E' sembrato saggio al Papa far concludere questi eventi dall'attuale cardinale Presidente che pure aveva dato segni di voler lasciare l'incarico al compimento del 75mo anno di età, secondo le disposizioni canoniche.
Il Mendicante
Tuesday, February 14, 2006 8:39 PM
Notizia, questa di non sostituire immediatamante Ruini, che accolgo con favore.

Ratzigirl
Wednesday, February 15, 2006 11:33 PM
PAPA :A RADIO VATICANA BENEDIRA' STUDIO DEDICATO A WOJTYLA

Il 3 marzo visiterà le redazioni e pregherà nella Cappella

Benedetto XVI visiterà la Radio Vaticana il 3 marzo e benedirà un nuovo studio di registrazione che sarà dedicato al cardinale Karol Wojtyla. La visita - a quanto si apprende - dovrebbe cominciare alle 11. Papa Ratzinger sarà accolto dai tre direttori della Radio, padre Federico Lombardi (direttore generale), Alberto Gasbarra (direttore tecnico) e padre Andrej Koprowski (direttore dei programmi). Poi il pontefice visiterà tutte le redazioni all'interno del Palazzo di piazza Pia, compresa la redazione di 105 Live.

Benedetto XVI si fermerà quindi in preghiera nella Cappella dell'emittente pontificia, prima di trasferirsi nella Sala Marconi - la sala conferenza - dove incontrerà i tecnici delle altre sedi della Radio (Santa Maria di Galeria e la palazzina in Vaticano). Qui, il pontefice dovrebbe tenere un discorso.

Ratzigirl
Wednesday, February 15, 2006 11:36 PM
Udienza Generale (15 febbraio 2006)
CATECHESI DEL SANTO PADRE IN LINGUA ITALIANA

Cari fratelli e sorelle,

1. Siamo giunti ormai all’approdo finale del lungo itinerario cominciato proprio cinque anni anni fa dal mio amato Predecessore, l’indimenticabile Papa Giovanni Paolo II. Il grande Papa, infatti, aveva voluto percorrere nelle sue catechesi l’intera sequenza dei Salmi e dei Cantici che costituiscono il tessuto orante fondamentale della Liturgia delle Lodi e dei Vespri. Pervenuti ormai alla fine di questo pellegrinaggio testuale, simile a un viaggio nel giardino fiorito della lode, dell’invocazione, della preghiera e della contemplazione, lasciamo ora spazio a quel Cantico che idealmente suggella ogni celebrazione dei Vespri, il Magnificat (Lc 1,46-55).

È un canto che rivela in filigrana la spiritualità degli anawim biblici, ossia di quei fedeli che si riconoscevano «poveri» non solo nel distacco da ogni idolatria della ricchezza e del potere, ma anche nell’umiltà profonda del cuore, spoglio dalla tentazione dell’orgoglio, aperto all’irruzione della grazia divina salvatrice. Tutto il Magnificat , che abbiamo sentito adesso dalla Cappella Sistina, è, infatti, marcato da questa «umiltà», in greco tapeinosis, che indica una situazione di concreta umiltà e povertà.

2. Il primo movimento del cantico mariano (cfr Lc 1,46-50) è una sorta di voce solista che si leva verso il cielo per raggiungere il Signore. Si noti, infatti, il risuonare costante della prima persona: «L’anima mia… il mio spirito… mio salvatore… mi chiameranno beata… grandi cose ha fatto in me…». L’anima della preghiera è, quindi, la celebrazione della grazia divina che ha fatto irruzione nel cuore e nell’esistenza di Maria, rendendola la Madre del Signore. Sentiamo proprio la voce della Madonna che parla così del suo Salvatore, che ha fatto grandi cose nella sua anima e nel suo corpo.

L’intima struttura del suo canto orante è, allora, la lode, il ringraziamento, la gioia riconoscente. Ma questa testimonianza personale non è solitaria e intimistica, puramente individualistica, perché la Vergine Madre è consapevole di avere una missione da compiere per l’umanità e la sua vicenda si inserisce all’interno della storia della salvezza. E così può dire: «Di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono» (v. 50). La Madonna con questa lode del Signore dà voce a tutte le creature redente, che nel suo "Fiat", e così nella figura di Gesù nato dalla Vergine, trovano la misericordia di Dio.

3. È a questo punto che si svolge il secondo movimento poetico e spirituale del Magnificat (cfr vv. 51-55). Esso ha una tonalità più corale, quasi che alla voce di Maria si associ quella dell’intera comunità dei fedeli che celebrano le scelte sorprendenti di Dio. Nell’originale greco del Vangelo di Luca abbiamo sette verbi all’aoristo, che indicano altrettante azioni che il Signore compie in modo permanente nella storia: «Ha spiegato la potenza… ha disperso i superbi… ha rovesciato i potenti… ha innalzato gli umili… ha ricolmato di beni gli affamati… ha rimandato i ricchi… ha soccorso Israele».

In questo settenario di opere divine è evidente lo «stile» a cui il Signore della storia ispira il suo comportamento: egli si schiera dalla parte degli ultimi. Il suo è un progetto che è spesso nascosto sotto il terreno opaco delle vicende umane, che vedono trionfare «i superbi, i potenti e i ricchi». Eppure la sua forza segreta è destinata alla fine a svelarsi, per mostrare chi sono i veri prediletti di Dio: «Coloro che lo temono», fedeli alla sua parola; «gli umili, gli affamati, Israele suo servo», ossia la comunità del popolo di Dio che, come Maria, è costituita da coloro che sono «poveri», puri e semplici di cuore. È quel «piccolo gregge» che è invitato a non temere perché al Padre è piaciuto dare ad esso il suo regno (cfr Lc 12,32). E così questo canto ci invita ad associarci a questo piccolo gregge, ad essere realmente membri del Popolo di Dio nella purezza e nella semplicità del cuore, nell'amore di Dio.

4. Raccogliamo, allora, l’invito che nel suo commento al testo del Magnificat ci rivolge sant’Ambrogio. Dice il grande Dottore della Chiesa: «Sia in ciascuno l'anima di Maria a magnificare il Signore, sia in ciascuno lo spirito di Maria a esultare in Dio; se, secondo la carne, una sola è la madre di Cristo, secondo la fede tutte le anime generano Cristo; ognuna infatti accoglie in sé il Verbo di Dio… L'anima di Maria magnifica il Signore, e il suo spirito esulta in Dio, perché, consacrata con l'anima e con lo spirito al Padre e al Figlio, essa adora con devoto affetto un solo Dio, dal quale tutto proviene, e un solo Signore, in virtù del quale esistono tutte le cose» (Esposizione del Vangelo secondo Luca, 2,26-27: SAEMO, XI, Milano-Roma 1978, p. 169). In questo meraviglioso commento del Magnificat di sant'Ambrogio mi tocca sempre particolarmente la parola sorprendente: "Se, secondo la carne, una sola è la madre di Cristo, secondo la fede tutte le anime generano Cristo: ognuna infatti accoglie in sè il Verbo di Dio". Così il santo Dottore, interpretando le parole della Madonna stessa, ci invita a far sì che nella nostra anima e nella nostra vita il Signore trovi una dimora. Non dobbiamo solo portarlo nel cuore, ma dobbiamo portarlo al mondo, cosicchè anche noi possiamo generare Cristo per i nostri tempi. Preghiamo il Signore perchè ci aiuti a magnificarlo con lo spirito e l'anima di Maria e a portare di nuovo Cristo al nostro mondo.

[Modificato da Ratzigirl 15/02/2006 23.36]

Ratzigirl
Thursday, February 16, 2006 7:51 PM
IL PAPA RICEVE SINIORA, COLLOQUI SU VIGNETTE ISLAM E SCONTRI BEIRUT


A tu per tu 20 minuti, prima udienza con premier libanese



Udienza significativa per il premier libanese, Fuad Siniora, con Benedetto XVI, che si inserisce nel pieno delle polemiche sulle vignette satiriche su Maometto e sulle violenti proteste che si sono sviluppate a Beirut. Questi i temi al centro del colloquio privato tra Papa Ratzinger e il primo ministro - secondo quanto hanno riferito i giornalisti libanesi che hanno avuto modo di partecipare all'udienza privata. Proprio nei giorni scorsi, Siniora ha incontrato i leader religiosi del Libano per discutere della delicata situazione del Paese. Il premier ha così riferito a Benedetto XVI i risultati del summit religioso.

Siniora, accompagnato dalla moglie Huda, e da una piccola delegazione composta da 10 persone, ha fatto ingresso nell'appartamento papale alle 11 in punto. Ad accoglierlo, monsignor James Harvey, prefetto della Casa Pontificia. Il premier non è stato accolto dal Papa nella Sala del Tronetto - come invece avviene quando si tratta di Capi di Stato. Poi, il trasferimento nella Biblioteca privata e il colloquio a tu per tu per circa 20 minuti.

E' la prima volta che Siniora incontra Benedetto XVI. Un incontro molto importante che avviene a pochi giorni dalle violenti proteste che hanno investito anche il Libano in seguito alla pubblicazione di dodici vignette blasfeme per la religione musulmana in Danimarca e in altri Paesi europei. A Beirut, è stata tra l'altro attaccata l'ambasciata danese. Il leader della maggioranza libanese, Saad Hariri - figlio di Rafik Hariri assassinato l'anno scorso a Beirut - aveva invitato pochi giorni fa a partecipare alle commemorazioni in onore di suo padre e a mostrarsi uniti "al di là di ogni differenza politica e religiosa".
ratzi.lella
Friday, February 17, 2006 5:35 PM
Lunedì, incontro tra il papa e l'esarca patriarcale ortodosso Filarete


Incontro ai massimi livelli tra la Chiesa Cattolica e la Chiesa russa ortodossa. Lunedì mattina, Benedetto XVI incontra il metropolita di Minsk e Sluzk, esarca patriarcale di tutta la Bielorussia, Filarete.


Una delle figure di spicco della Chiesa russa ortodossa faccia a faccia con il papa. Secondo quanto Korazym.org apprende da fonti diplomatiche, lunedì mattina il metropolita di Minsk e Slutsk, esarca patriarcale della Bielorussia, Filarete, incontrerà Benedetto XVI in Vaticano. Oltre che membro permanente del Santo Sinodo della Chiesa ortodossa russa è anche presidente della Commissione teologico-dottrinale presso lo stesso Santo Sinodo.

L'udienza è di fondamentale importanza, perchè è segno di una ripresa ai massimi livelli del dialogo tra Chiesa cattolica e patriarcato ortodosso di Mosca (Filarete può essere considerato il numero tre della gerarchia dopo il patriarca di Mosca Alessio II e il metropolita di Smolensk e Kaliningrad Kirill).

L'incontro si inserisce nella ritrovata disponibilità al confronto tra le due confessioni cristiane, dopo che a dicembre è tornato a riunirsi il Comitato misto di coordinamento della Commissione Internazionale per il Dialogo teologico tra la Chiesa Cattolica e la Chiesa Ortodossa. Il 15 dicembre, ricevendo i membri dell'organismo, il papa si era rallegrato per la ripresa del dialogo dopo “serie difficoltà interne ed esterne” e aveva incitato “pastori, teologi e comunità intere, ciascuno secondo il ruolo che gli è proprio” a impegnarsi incessantemente nel cammino ecumenico, attraverso la “conoscenza reciproca”, nel quale bisogna procedere “con amore della verità, carità e umiltà”.

L'ecumenismo come priorità del pontificato e l'incontro con Filarete può essere considerato un primo frutto. Il metropolita di Minsk e Slutsk e esarca patriarcale della Bielorussia è una delle personalità più aperte e disponibili a percorrere la strada del dialogo. Intervistato nel 2005 da 30giorni, a margine del convegno internazionale interreligioso della Comunità di Sant’Egidio a Lione, definì Benedetto XVI "una grande mente" e sottolineò l'importanza d guardare insieme - cattolici e ortodossi - ai Padri della Chiesa. "La fede della Chiesa è una e immutabile, - disse - perché la Chiesa è l’unità della vita di grazia che dai santi apostoli e dai santi Padri giunge ininterrotta fino a noi. La Chiesa è la Chiesa degli apostoli, è la Chiesa dei Padri. Invece adesso nella Chiesa i Padri si studiano come persone di tutto rispetto, ma è come se non avessero niente da dire alla vita cristiana di ogni giorno. Si ha verso di essi un approccio accademico-decorativo, li si considera al massimo come una buona miniera di citazioni o come un campo di studio da lasciare agli approfondimenti di pochi competenti. Invece per me seguire i santi Padri non è una questione teorica, ma ha a che fare con la nostra vita nella Chiesa e con la nostra salvezza".

Dopo l'incontro con Benedetto XVI, il metropolita Filarete è atteso a Bari, dove pregherà sulla tomba di San Nicola. E il capoluogo pugliese si conferma ancora come città ponte per l'ecumenismo.

grande ratzi


Ratzigirl
Saturday, February 18, 2006 6:03 PM
PAPA AI DIACONI DI ROMA:AIUTATE I POVERI E CHI E' IN DIFFICOLTA'

Ricevuti in udienza 400 diaconi permanenti



Il Papa ha ricevuto questa mattina i diaconi permanenti della diocesi di Roma e ha chiesto loro di essere vicini ai poveri della città. "Molti sono i poveri - ha detto il Papa - spesso provenienti da paesi molto lontani dall'Italia, che bussano alle porte delle comunità parrocchiali per chiedere un aiuto necessario a superare momenti di grave difficoltà. Accogliete questi fratelli con grande cordialità e disponibilità - ha aggiunto - e cercate, per quanto possibile, di aiutarli nelle loro necessità".

"La Chiesa di Roma - ha ribadito il pontefice - ha una lunga tradizione nel servizio ai poveri della città. In questi anni - ha proseguito - sono emerse nuove forme di povertà: molte persone, infatti, hanno smarrito il senso della vita e non posseggono una verità su cui costruire la propria esistenza; tanti giovani chiedono di incontrare uomini che li sappiano ascoltare e consigliare nelle difficoltà della vita. A fianco della povertà materiale, troviamo anche una povertà spirituale e culturale".

Benedetto XVI ha così ringraziato i circa 400 diaconi ricevuti in udienza nella Sala Clementina in Vaticano per "i servizi che con grande generosità svolgete in numerose comunità parrocchiali di Roma, dedicandovi - ha affermato - in particolare alla pastorale battesimale e a quella familiare". "Molti di voi - ha proseguito Papa Ratzinger - svolgono un'attività lavorativa negli uffici, negli ospedali e nelle scuole: in questi ambienti siete chiamati ad essere servitori della Verità".

Per il pontefice, tuttavia, "non è sufficiente annunciare la fede solo con le parole" ma "è necessario affiancare all'annuncio del Vangelo la testimonianza concreta della carità".

Sihaya.b16247
Sunday, February 19, 2006 7:23 PM
LE PAROLE DEL PAPA ALLA RECITA DELL’ANGELUS , 19.02.2006
LE PAROLE DEL PAPA ALLA RECITA DELL’ANGELUS


PRIMA DELL’ANGELUS


DOPO L’ANGELUS

Alle ore 12 di oggi il Santo Padre Benedetto XVI si affaccia alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l’Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

Queste le parole del Papa nell’introdurre la preghiera mariana:


PRIMA DELL’ANGELUS

Cari fratelli e sorelle!

In queste domeniche la liturgia presenta nel Vangelo il racconto di varie guarigioni operate da Cristo. Domenica scorsa, il lebbroso; oggi è la volta di un paralitico, che quattro persone portano a Gesù su un lettuccio. Vista la loro fede, Egli dice al paralitico: "Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati" (Mc 2,5). Così facendo mostra di voler guarire prima di tutto lo spirito. Il paralitico è immagine di ogni essere umano a cui il peccato impedisce di muoversi liberamente, di camminare nella via del bene, di dare il meglio di sé. In effetti, il male, annidandosi nell’animo, lega l’uomo con i lacci della menzogna, dell’ira, dell’invidia e degli altri peccati, e a poco a poco lo paralizza. Per questo Gesù, suscitando lo scandalo degli scribi presenti, dice prima: "Ti sono rimessi i tuoi peccati", e solo dopo, per dimostrare l’autorità conferitagli da Dio di rimettere i peccati, aggiunge: "Alzati, prendi il tuo lettuccio e va’ a casa tua" (Mc 2,11) e lo guarisce completamente. Il messaggio è chiaro: l’uomo, paralizzato dal peccato, ha bisogno della misericordia di Dio, che Cristo è venuto a donargli, perché, guarito nel cuore, tutta la sua esistenza possa rifiorire.

Anche oggi l’umanità porta i segni del peccato, che le impedisce di progredire speditamente in quei valori di fraternità, di giustizia, di pace che pure si è proposta in solenni dichiarazioni. Perché? Che cosa blocca il suo cammino? Che cosa paralizza questo sviluppo integrale? Sappiamo bene che, sul piano storico, le cause sono molteplici e il problema è complesso. Ma la Parola di Dio ci invita ad avere uno sguardo di fede e a confidare, come quelle persone che portarono il paralitico, che solo Gesù può guarire veramente. La scelta di fondo dei miei Predecessori, specialmente dell’amato Giovanni Paolo II, è stata di condurre gli uomini del nostro tempo a Cristo Redentore perché, per intercessione di Maria Immacolata, li potesse risanare. Anch’io ho voluto proseguire su questa strada. In modo particolare, con la prima Enciclica Deus caritas est, ho inteso additare ai credenti e al mondo intero Dio come fonte di autentico amore. Solo l’amore di Dio può rinnovare il cuore dell’uomo, e solo se guarisce nel cuore l’umanità paralizzata può rialzarsi e camminare. L’amore di Dio è la vera forza che rinnova il mondo.

Invochiamo insieme l’intercessione della Vergine Maria, affinché ogni uomo si apra all’amore misericordioso di Dio, e così la famiglia umana possa essere sanata in profondità dai mali che l’affliggono.

[00253-01.01] [Testo originale: Italiano]


DOPO L’ANGELUS

I greet all the English-speaking pilgrims at today’s Angelus including students from Notre Dame High School in Connecticut. In a special way our hearts turn to all those suffering the devastating consequences of the landslide in the Philippines. I ask you to join me in praying for the victims, their loved ones and all those affected. May the grieving families experience the consolation of the Lord’s presence and rescue workers be assured of our concern and support.

Je vous salue, chers pèlerins francophones; avec l’aide de Marie, je vous invite à aller chaque jour à la rencontre du Christ, en trouvant, personnellement et en communauté, les moyens pour accéder à lui, comme l’ont fait les porteurs du paralytique dont nous parle l’Évangile de ce jour. Avec ma Bénédiction apostolique.

Gerne grüße ich alle Pilger und Besucher deutscher Sprache. Gott hat seinen Sohn gesandt, um die Menschen mit sich zu versöhnen. Die Sünde trennt uns von Gott und macht uns krank. Jesus Christus ist der wahre Arzt, der uns an Leib und Seele heil macht. Der Herr schenke euch seine Gnade heute und an allen Tagen dieser Woche!

Saludo con afecto a los peregrinos de lengua española, así como a los que participan en esta oración mariana a través de la radio y la televisión. Como el paralítico del Evangelio, os animo a acercaros con decisión y confianza al amor y a la misericordia de Jesús, el único que puede perdonar los pecados y devolver la alegría y la paz a nuestros corazones. ¡Feliz domingo!

Saúdo os peregrinos de língua portuguesa aqui presentes, nomeadamente os grupos paroquiais de São Vítor (Braga), Santo António dos Olivais (Coimbra), Santiago de Marrazes (Leiria-Fátima) e Nossa Senhora do Perpétuo Socorro da Firmeza (Porto), invocando copiosas graças divinas para todos. Que Deus vos guarde e abençoe!

Serdecznie pozdrawiam wszystkich Polaków. Dzisiejsza Ewangelia ukazuje Chrystusa, który odpuszcza grzechy i uzdrawia paralityka. Przypomina ona, ze Bóg jest Miloscia, a Jego milosierdzia potrzebuje kazdy z nas. Chrystus, który przebacza grzechy, niech uzdrowi serce czlowieka zagubionego w swiecie.

[Saluto cordialmente tutti i Polacchi. Nel Vangelo odierno si presenta Gesù che perdona e guarisce un paralitico. Questo testo ci ricorda che Dio è Amore, che ognuno di noi ha bisogno della Sua misericordia. Cristo che perdona i peccati guarisca il cuore dell’uomo smarrito nel mondo.]

Saluto i pellegrini di lingua italiana, in particolare i fedeli provenienti da Bibione, Cesarolo e Cento di Ferrara, e quelli di Adria, Rottanova e Ca’ Tiepolo, con i Cori "Suor Amelia" e "Santa Cecilia". Saluto inoltre l’Azione Cattolica di Amalfi. A tutti auguro una buona domenica.

ratzi.lella
Monday, February 20, 2006 4:45 PM
sulle vignette e l'intolleranza...
Il Papa: "Rispettare le religioni
Ma la violenza non è mai accettabile"


CITTA' DEL VATICANO - Le offese sono state gravi, ma le risposte violente non sono accettabili e per di più sembrano essere strumentali ad altri fini. Si può riassumere così il pensiero di papa Benedetto XVI sulla vicenda delle vignette raffiguranti Maometto.

"Per favorire la pace e la comprensione tra i popoli e gli uomini, è necessario e urgente che le religioni e i simboli religiosi siano rispettati, e che i credenti non sia oggetto di provocazione che ferisce il loro approccio e i loro sentimenti religiosi", ha affermato il Pontefice, per il quale però "l'intolleranza e la violenza non possono mai giustificare le risposte alle offese, perché non sono risposte compatibili con i principi sacri della religione".

"E' per questo - ha spiegato il Papa al nuovo ambasciatore del Marocco Ali Achour - che non possiamo che deplorare le azioni di coloro che approfittano deliberatamente dell'offesa creata ai sentimenti religiosi per fomentare atti violenti, tanto più che ciò viene fatto a fini estranei alla religione".

Secondo papa Ratzinger, "per i credenti come per tutti gli uomini di buona volontà, la sola via che può condurre alla pace e alla fraternità è quella del rispetto delle convinzioni e delle pratiche religiose altrui, in modo tale che, reciprocamente, sia possibile assicurare per ciascuno l'esercizio della propria religione liberamente scelta".


viva il papa che, al contrario di tutti gli altri ha il coraggio di lanciare forti appelli...e infatti ecco un bel servizio:

Una ventata di buonsenso

di Antonino D'Anna

Con discrezione, ma fermezza, il Papa ha preso posizione in tema di vignette satiriche e fondamentalismi incartati tra le pagine dei giornali che le hanno pubblicate innescando l'ira di migliaia di musulmani aizzati da esse. Ha cioè sostenuto un principio basilare di reciprocità: rispetto delle convinzioni e dei simboli religiosi altrui. E tra gli "altrui" il Vicario di Cristo annovera gli stessi cristiani nel mondo arabo, cui non sempre viene riconosciuta dignità e libertà di culto.

Ormai è arcinoto: in Arabia Saudita, per esempio, non esiste nemmeno una cappella, ed è vietata la preghiera cristiana. Per i cattolici non esiste il problema del rispetto, visto che nemmeno vengono considerati: sono infedeli, punto e basta. Discorso un po' diverso, continuando sull'esempio in Egitto, dove tutto sommato i cristiani - anche grazie alla storia stessa della Chiesa - sono presenti e tollerati. Con una loro Chiesa locale di rito copto.

Ora, le parole del Papa ripetono da un lato quello che monsignor Rino Fisichella, vicario del cardinale Ruini, ha espresso al Corriere: e cioè che finisca il silenzio diplomatico sulle discriminazioni verso i cristiani nel mondo islamico. Ma, soprattutto, chiedono un mutuo riconoscimento e reciproca accoglienza con fatti concreti e non buone parole. Ratzinger insomma vuole stanare l'Islam moderato, e spera di sentire una parola chiara: non ama zone grigie che potrebbero prendere il sopravvento e vuole che siano, se non isolate, quantomeno condannate. Benedetto XVI lo può fare, più e meglio di qualsiasi altro leader politico, perché a differenza dei governi non ha interessi politicoeconomici, ma solo morali, da difendere. Padre di tutti gli uomini come la dottrina cristiana insegna, fratello tra fratelli, il Papa parla per il bene di tutti e grazie al prestigio della Chiesa cattolica difende i diritti di tutti.

Non solo. Ratzinger può permettersi, in questo momento, di essere l'unico leader religioso in grado di acquistare credito e peso nei confronti del mondo musulmano per il semplice motivo che è l'unico in grado, in virtù del prestigio e della linea coerente che la Chiesa ha adottato nei confronti del mondo arabo (quantomeno dal Concilio Vaticano II), di opporre un pensiero forte e chiaro alla deriva integralista. Non possono farlo le Chiese ortodosse, ad esempio, perché assoggettate al potere statale (il patriarca di Mosca non leverà mai la voce contro l'Iran e il nucleare perché Putin non glielo permetterà), oppure frammentate come la galassia protestante e anglicana. Lo può fare solo la Chiesa cattolica, in virtù del suo peso morale.

Vedremo se lo ascolteranno: certo è che, chiarendo come l'uso delle vignette sia stato strumentale ad altri fini (ossia il fanatismo di tanti per il potere politico di pochi), ha saputo smarcare ancora una volta la Chiesa da una posizione delicata in cui gli integralisti vorrebbero spingere il Vaticano: quella dello scontro religioso.
ratzi.lella
Tuesday, February 21, 2006 1:52 PM
PAPA/ NOMINA CARD. NICORA LEGATO PONTIFICIO AD ASSISI
Città del Vaticano, 21 feb. (Apcom) - Il Papa ha nominato il cardinale Attilio Nicora, presidente dell'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, Legato Pontificio per le Basiliche di San Francesco e di Santa Maria degli Angeli ad Assisi. Attilio Nicora è nato a Varese il 16 marzo 1937. E' stato creato cardinale nell'ultimo concistoro di Papa Giovanni Paolo II, il 21 ottobre 2003.

Il 19 novembre scorso, Benedetto XVI aveva nominato nuovo vescovo di Assisi monsignor Domenico Sorrentino, in sostituzione di monsignor Sergio Goretti. Ma oltre alla nomina, il Papa aveva predisposto una nuova regolamentazione giuridica dei sui poteri. "Il vescovo di Assisi - si legge infatti nel Motu Proprio del pontefice - d'ora innanzi avrà la giurisdizione prevista dal diritto sulle chiese e sulle case religiose per quanto riguarda tutte le attività pastorali svolte dai padri conventuali della Basilica di San Francesco e dei frati minori di Santa Maria degli Angeli".

"Assegniamo come nostro legato un cardinale di Sacra Romana Chiesa - si legge ancora nelle nuove disposizioni - il quale, pur non godendo di giurisdizione, avrà il compito di perpetuare con la sua autorità morale gli stretti vincoli di comunione tra i luoghi sacri alla memoria del poverello e questa sede apostolica". Con la nuova disposizione del Papa, i francescani "per tutte le iniziative che hanno risvolti pastorali dovranno chiedere ed ottenere il consenso del vescovo di Assisi".

Le nuove disposizioni per il Sacro Convento di Assisi erano state accolte positivamente da padre Coli, custode di Assisi. "L'obbedienza al Papa e ai suoi insegnamenti non si tocca", aveva sottolineeato. "Abbiamo accolto molto bene questa decisione del Papa - aveva detto padre Coli - la Basilica di S. Francesco nei secoli ha avuto diverse giurisdizioni. Questo documento del Papa credo sia un aggiornamento per riscoprire e vivere in modo più profondo la corresponsabilità, la condivisione e direi la collegialità". Tuttavia, il francescano aveva sottolineato che "inizialmente potrebbe esserci un po' di fatica, perché come tutte le cose nuove è una collaborazione che va impostata, va capita ed eventualmente corretta nel cammino che faremo insieme".

ciao a tutti
Sihaya.b16247
Tuesday, February 21, 2006 2:54 PM
Re: sulle vignette e l'intolleranza...

Scritto da: ratzi.lella 20/02/2006 16.45
Il Papa: "Rispettare le religioni
Ma la violenza non è mai accettabile"

Una ventata di buonsenso



Fino ad oggi queste sono tra le rarissime parole di vero BUONSENSO che si sono ascoltate, in una marea di provocazioni, giustificazioni, "sparate" da parte di numerosi politici, giornalisti, gente di spettacolo varia...

[Modificato da Sihaya.b16247 22/02/2006 17.54]

ratzi.lella
Wednesday, February 22, 2006 1:30 PM
ANNUNCIO DI CONCISTORO PER LA CREAZIONE DI NUOVI CARDINALI
Al termine dell’Udienza Generale di oggi, festa della Cattedra di San Pietro, il Santo Padre Benedetto XVI ha annunciato per il prossimo 24 marzo un Concistoro nel quale procederà alla nomina di alcuni nuovi Cardinali.

Queste le parole del Papa:


PAROLE DEL SANTO PADRE

La festa della Cattedra di San Pietro è giorno particolarmente appropriato per annunciare che il prossimo 24 marzo terrò un Concistoro, nel quale nominerò i nuovi Membri del Collegio cardinalizio. Questo annuncio si colloca opportunamente nella festa della Cattedra, perché i Cardinali hanno il compito di sostenere ed aiutare il Successore di Pietro nell'adempimento dell'ufficio apostolico che gli è stato affidato a servizio della Chiesa. Non a caso, negli antichi documenti ecclesiastici, i Papi qualificavano il Collegio cardinalizio come "pars corporis nostri" (cfr F.X.Wernz, Ius Decretalium, II, n.459). I Cardinali infatti costituiscono intorno al Papa una sorta di Senato, di cui egli si avvale nel disimpegno dei compiti connessi col suo ministero di "principio e fondamento perpetuo e visibile dell'unità della fede e della comunione" (cfr Lumen gentium, 18).

Con la creazione dei nuovi Porporati, pertanto, intendo integrare il numero di 120 Membri Elettori del Collegio cardinalizio, fissato dal Papa Paolo VI di venerata memoria (cfr AAS 65, 1973, p.163). Ecco i nomi dei nuovi Cardinali:


1. Mons. WILLIAM JOSEPH LEVADA, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede;

2. Mons. FRANC RODÉ, C.M., Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica;

3. Mons. AGOSTINO VALLINI, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica;

4. Mons. JORGE LIBERATO UROSA SAVINO, Arcivescovo di Caracas;

5. Mons. GAUDENCIO B. ROSALES, Arcivescovo di Manila;

6. Mons. JEAN-PIERRE RICARD, Arcivescovo di Bordeaux;

7. Mons. ANTONIO CAÑIZARES LLOVERA, Arcivescovo di Toledo;

8. Mons. NICOLAS CHEONG-JIN-SUK, Arcivescovo di Seoul;

9. Mons. SEAN PATRICK O'MALLEY, O.F.M. Cap., Arcivescovo di Boston;

10. Mons. STANISLAW DZIWISZ, Arcivescovo di Cracovia;

11. Mons. CARLO CAFFARRA, Arcivescovo di Bologna;

12. Mons. JOSEPH ZEN ZE-KIUN, S.D.B., Vescovo di Hong Kong.

Ho deciso inoltre di elevare alla dignità cardinalizia tre ecclesiastici di età superiore agli ottant'anni, in considerazione dei servizi da essi resi alla Chiesa con esemplare fedeltà ed ammirevole dedizione.

Essi sono:

1. Mons. ANDREA CORDERO LANZA DI MONTEZEMOLO, Arciprete della Basilica di S.Paolo fuori le Mura;

2. Mons. PETER POREKU DERY, Arcivescovo emerito di Tamale (Ghana);

3. P. ALBERT VANHOYE, S.I., il quale fu benemerito Rettore del Pontificio Istituto Biblico e Segretario della Pontificia Commissione Biblica.

Nella schiera dei nuovi Porporati ben si rispecchia l'universalità della Chiesa: provengono infatti da varie parti del mondo e rivestono mansioni diverse nel servizio al Popolo di Dio. Per essi vi invito ad elevare a Dio una particolare preghiera al Signore, affinché conceda loro le grazie necessarie per svolgere con generosità la loro missione.

Come ho detto all'inizio, il prossimo 24 marzo terrò l'annunciato Concistoro e il giorno successivo, 25 marzo, Solennità dell'Annunciazione del Signore, avrò la gioia di presiedere una solenne Concelebrazione con i nuovi Cardinali. Per detta circostanza inviterò pure tutti i Membri del Collegio cardinalizio, con i quali ho in animo di avere anche una riunione di riflessione e di preghiera il giorno precedente, 23 marzo.
Sihaya.b16247
Wednesday, February 22, 2006 5:57 PM
L’UDIENZA GENERALE , 22.02.2006
L’UDIENZA GENERALE

L’Udienza Generale di questa mattina si svolge in due diversi momenti: alle ore 10.30, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre Benedetto XVI saluta gruppi di studenti italiani; successivamente, nell’Aula Paolo VI, il Papa incontra diversi gruppi di fedeli provenienti dall’Italia e da ogni parte del mondo.

Nel discorso in lingua italiana, nel giorno della festa della Cattedra di San Pietro, il Papa incentra la sua meditazione sul tema: "La Cattedra di Pietro, dono di Cristo alla sua Chiesa".

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre rivolge particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti.

L’Udienza Generale si conclude con il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica impartita insieme ai Vescovi presenti.

# SALUTO AI PELLEGRINI NELLA BASILICA VATICANA

Cari amici,

desidero rivolgere un cordiale benvenuto a tutti voi presenti in Basilica, la cui abside oggi è particolarmente ornata e illuminata in occasione della festa della Cattedra dell’apostolo Pietro. In particolare, saluto voi, cari studenti e docenti del Collegio S. Francesco di Lodi, che commemorate il quarto centenario della vostra scuola, fondata dai Padri Barnabiti; come pure voi, cari alunni e professori dell’Istituto Maria Immacolata di Roma.

L’odierna festa, invitandoci a guardare alla Cattedra di San Pietro, ci stimola a nutrire la vita personale e comunitaria di quella fede fondata sulla testimonianza di Pietro e degli altri Apostoli. Imitando il loro esempio, anche voi, cari amici, potrete essere testimoni di Cristo nella Chiesa e nel mondo.

Concludiamo questo incontro recitando insieme la preghiera del Signore, il Padre nostro.

[00274-01.01] [Testo originale: Italiano]

CATECHESI DEL SANTO PADRE IN LINGUA ITALIANA

Cari fratelli e sorelle!

La Liturgia latina celebra oggi la festa della Cattedra di San Pietro. Si tratta di una tradizione molto antica, attestata a Roma fin dal secolo IV, con la quale si rende grazie a Dio per la missione affidata all’apostolo Pietro e ai suoi successori. La "cattedra", letteralmente, è il seggio fisso del Vescovo, posto nella chiesa madre di una Diocesi, che per questo viene detta "cattedrale", ed è il simbolo dell’autorità del Vescovo e, in particolare, del suo "magistero", cioè dell’insegnamento evangelico che egli, in quanto successore degli Apostoli, è chiamato a custodire e trasmettere alla Comunità cristiana. Quando il Vescovo prende possesso della Chiesa particolare che gli è stata affidata, egli, portando la mitra e il bastone pastorale, si siede sulla cattedra. Da quella sede guiderà, quale maestro e pastore, il cammino dei fedeli, nella fede, nella speranza e nella carità.

Quale fu, dunque, la "cattedra" di san Pietro? Egli, scelto da Cristo come "roccia" su cui edificare la Chiesa (cfr Mt 16,18), iniziò il suo ministero a Gerusalemme, dopo l’Ascensione del Signore e la Pentecoste. La prima "sede" della Chiesa fu il Cenacolo, ed è probabile che in quella sala, dove anche Maria, la Madre di Gesù, pregò insieme ai discepoli, un posto speciale fosse riservato a Simon Pietro. Successivamente, la sede di Pietro divenne Antiochia, città situata sul fiume Oronte, in Siria, oggi in Turchia, a quei tempi terza metropoli dell’impero romano dopo Roma e Alessandria d’Egitto. Di quella città, evangelizzata da Barnaba e Paolo, dove "per la prima volta i discepoli furono chiamati cristiani" (At 11,26), dove quindi è nato il nome cristiani per noi, Pietro fu il primo vescovo, tanto che il Martirologio Romano, prima della riforma del calendario, prevedeva anche una specifica celebrazione della Cattedra di Pietro ad Antiochia. Da lì, la Provvidenza condusse Pietro a Roma. Quindi abbiamo il cammino da Gerusalemme, Chiesa nascente, ad Antiochia, primo centro della Chiesa raccolta dai pagani e ancora unita anche con la Chiesa proveniente dagli Ebrei. Poi Pietro si recò a Roma, centro dell'Impero, simbolo dell' "Orbis" - l' "Urbs" che esprime l' "Orbis" la terra - dove concluse con il martirio la sua corsa al servizio del Vangelo. Per questo la sede di Roma, che aveva ricevuto il maggior onore, raccolse anche l’onere affidato da Cristo a Pietro di essere al servizio di tutte le Chiese particolari per l’edificazione e l’unità dell’intero Popolo di Dio.

La sede di Roma, dopo queste migrazioni di San Pietro, venne così riconosciuta come quella del successore di Pietro, e la "cattedra" del suo vescovo rappresentò quella dell’Apostolo incaricato da Cristo di pascere tutto il suo gregge. Lo attestano i più antichi Padri della Chiesa, come ad esempio sant’Ireneo, vescovo di Lione, ma veniva dall'Asia Minore, il quale nel suo trattato Contro le eresie descrive la Chiesa di Roma come "più grande e più antica, conosciuta da tutti; … fondata e costituita a Roma dai due gloriosissimi apostoli Pietro e Paolo"; e aggiunge: "Con questa Chiesa, per la sua esimia superiorità, deve accordarsi la Chiesa universale, cioè i fedeli che sono ovunque" (III, 3, 2-3). Tertulliano, poco più tardi, da parte sua, afferma: "Questa Chiesa di Roma, quanto è beata! Furono gli Apostoli stessi a versare a lei, col loro sangue, la dottrina tutta quanta" (La prescrizione degli eretici, 36). La cattedra del Vescovo di Roma rappresenta, pertanto, non solo il suo servizio alla comunità romana, ma la sua missione di guida dell’intero Popolo di Dio.

Celebrare la "Cattedra" di Pietro, come facciamo oggi, significa, perciò, attribuire ad essa un forte significato spirituale e riconoscervi un segno privilegiato dell’amore di Dio, Pastore buono ed eterno, che vuole radunare l’intera sua Chiesa e guidarla sulla via della salvezza. Tra le tante testimonianze dei Padri, mi piace riportare quella di san Girolamo, tratta da una sua lettera scritta al Vescovo di Roma, particolarmente interessante perché fa esplicito riferimento proprio alla "cattedra" di Pietro, presentandola come sicuro approdo di verità e di pace. Così scrive Girolamo: "Ho deciso di consultare la cattedra di Pietro, dove si trova quella fede che la bocca di un Apostolo ha esaltato; vengo ora a chiedere un nutrimento per la mia anima lì, dove un tempo ricevetti il vestito di Cristo. Io non seguo altro primato se non quello di Cristo; per questo mi metto in comunione con la tua beatitudine, cioè con la cattedra di Pietro. So che su questa pietra è edificata la Chiesa" (Le lettere I, 15,1-2).

Cari fratelli e sorelle, nell’abside della Basilica di san Pietro, come sapete, si trova il monumento alla Cattedra dell’Apostolo, opera matura del Bernini, realizzata in forma di grande trono bronzeo, sorretto dalle statue di quattro Dottori della Chiesa, due d’occidente, sant’Agostino e sant’Ambrogio, e due d’oriente, san Giovanni Crisostomo e sant’Atanasio. Vi invito a sostare di fronte a tale opera suggestiva, che oggi è possibile ammirare decorata da tante candele, e pregare in modo particolare per il ministero che Iddio mi ha affidato. Alzando lo sguardo alla vetrata di alabastro che si apre proprio sopra la Cattedra, invocate lo Spirito Santo, affinché sostenga sempre con la sua luce e la sua forza il mio quotidiano servizio a tutta la Chiesa. Di questo, come della vostra devota attenzione, vi ringrazio di cuore.

[00269-01.02] [Testo originale: Italiano]

SINTESI DELLA CATECHESI NELLE DIVERSE LINGUE

? Sintesi della catechesi in lingua francese

Chers Frères et Sœurs,

Aujourd’hui nous célébrons la fête liturgique de la Chaire de Saint-Pierre. C’est une tradition très ancienne qui nous permet de rendre grâce à Dieu pour la mission confiée à l’Apôtre Pierre et à ses successeurs. La «chaire», littéralement la «cathèdre», est le siège de l’Évêque dans sa cathédrale, le symbole de son autorité et de l’enseignement qu’en tant que Successeur des Apôtres il est appelé à garder et à transmettre à la Communauté chrétienne. La «cathèdre» de l’Évêque de Rome représente non seulement son service de la communauté romaine, mais sa mission de guider le Peuple de Dieu tout entier.

Dans l’abside de la Basilique Saint-Pierre, je vous invite à vous arrêter devant le monument de la chaire de Saint-Pierre, réalisé par le Bernin, afin de prier pour le ministère que Dieu m’a confié. Invoquez le Saint-Esprit afin qu’il soutienne toujours de sa lumière et de sa force mon service quotidien de toute l’Église. Je vous en remercie de tout cœur.

Je suis heureux de vous accueillir, chers pèlerins de langue française. Je salue en particulier le Comité fédéral d’Entreprise du Crédit Mutuel, les nombreux jeunes présents ce matin, notamment ceux du diocèse de Sens-Auxerre accompagnés de l’Archevêque, Mgr Yves Patenôtre, ceux du doyenné de Baziège, de Villeurbanne et de Montbrison. Que votre séjour à Rome vous aide à affermir en vous la foi de l’Église qui nous a été transmise par les Apôtres.

[00270-03.02] [Texte original: Français]

? Sintesi della catechesi in lingua inglese

Dear Brothers and Sisters,

Today we celebrate the Feast of the Chair of Peter. It is an ancient feast, dating back to the fourth century, which gives thanks to God for the mission entrusted to the Apostle Peter and to his successors.

The first ‘seat’ of the Church was the Cenacle where, in all probability, there was a special place reserved for Simon Peter. From there the ‘seat’ of Peter moved to Antioch where he became its first Bishop, and from there, Providence led Peter to Rome where his service to the Gospel was crowned with martyrdom.

In this way Rome came to be known as the ‘See’ of the successor of Peter and the ‘cathedra’ of its Bishop, as representing the mission entrusted to him by Christ to shepherd his entire flock. In celebrating the ‘Chair’ of Peter we thus recognize its spiritual significance: it is a special sign of the love of God - the good and eternal shepherd - who guides the whole Church along the way of salvation. In the words of Saint Jerome, "I follow no leader save Christ so I consult the chair of Peter, for this I know is the rock upon which the Church is built!"

I warmly welcome all the English-speaking pilgrims present at this audience. In particular, I greet the members of the Pro Oriente Syriac Commission, and also the members of the British Parliament. Today, I invite you all to visit the specially decorated monument to the ‘cathedra’ of Peter, in the Basilica. There, I ask you to pray that the Holy Spirit may enlighten me and support me in my service to the Church. Thank you and may God bless you all!

[00271-02.01] [Original text: English]

? Sintesi della catechesi in lingua tedesca

Liebe Brüder und Schwestern!

Die Kirche feiert heute das Fest Kathedra Petri. Sie dankt dabei Gott für die Sendung, die Jesus Christus, der Herr der Kirche, dem Apostel Petrus und seinen Nachfolgern übertragen hat. Die Kathedra in der Bischofskirche einer jeden Diözese ist Sinnbild der Autorität des Bischofs, insbesondere seines Lehramts, das in der treuen Bewahrung und Weitergabe der Botschaft des Glaubens besteht.

Der Apostel Petrus hat sein Leben im Dienst Christi hier in Rom mit dem Martyrium vollendet. Rom ist daher zu Recht der Sitz seiner Nachfolger. Schon die ältesten Kirchenväter bezeugen die Würde der Kathedra des Bischofs von Rom, dessen Hirtenamt sich auf die ganze Kirche erstreckt. Der hl. Irenäus von Lyon spricht unter anderem davon, daß mit der Kirche von Rom „wegen ihres besonderen Vorrangs notwendig jede Kirche übereinstimmen muß, das heißt die Gläubigen von überall". Die Kathedra Petri zu feiern besagt somit, ihr eine tiefe geistliche Bedeutung zuzuschreiben und in ihr ein bevorzugtes Zeichen der Liebe Gottes zu seinem heiligen Volk zu erkennen.

An diesem Festtag heiße ich euch, liebe Brüder und Schwestern aus dem deutschen Sprachraum, ganz herzlich willkommen. Besonders grüße ich die Pilger aus der Diözese Eisenstadt und die Teilnehmer an einem Seminar über das Papsttum aus Südtirol. Unterstützt mit eurem Gebet den Nachfolger Petri in seinem universalen Hirtendienst. Betet mit mir und für mich, daß der Heilige Geist mir mit seinem Licht und seiner Kraft in der Erfüllung meiner Mission stets beistehe. Dafür danke ich euch und dazu erbitte ich euch Gottes reichen Segen.

[00272-05.01] [Originalsprache: Deutsch]

? Sintesi della catechesi in lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:

Hoy celebramos la fiesta de la Cátedra de San Pedro, que expresa la misión que Cristo le confió a él y a sus sucesores: apacentar su rebaño con la predicación del Evangelio. Después del Cenáculo de Jerusalén y de Antioquia, Pedro se estableció en Roma, donde culminó su vida con el martirio. Por esto, la sede de Roma no está sólo al servicio de la comunidad romana, sino también de las demás Iglesias. Así lo afirma el Padre de la Iglesia San Jerónimo: "Yo no sigo más primado que el de Cristo; por eso estoy en comunión con tu beatitud, esto es, con la cátedra de Pedro. Yo sé que sobre esta piedra ha sido edificada la Iglesia".

Esta celebración de hoy significa reconocer un signo privilegiado del amor de Dios, Pastor bueno, que quiere reunir a su Iglesia y guiarla a la salvación. Por esto, os invito a rezar de modo particular por el ministerio que Dios me ha confiado, pidiendo al Espíritu Santo que, con su luz y su fuerza, me sostenga en el servicio cotidiano a toda la Iglesia.

Saludo cordialmente a los visitantes venidos de España y de Latinoamérica, de modo especial a los peregrinos de la parroquia de Matamorosa (Santander), al Colegio San José Obrero de Hospitalet (Barcelona) y al grupo de la Universidad Cardenal Herrera, de Moncada (Valencia), así como a los peregrinos de Chile. Gracias de corazón por vuestras oraciones y por vuestra atención.

[00273-04.01] [Texto original: Español]

SALUTI PARTICOLARI NELLE DIVERSE LINGUE

? Saluto in lingua portoghese

? Saluto in lingua polacca

? Saluto in lingua ceca

? Saluto in lingua slovacca

? Saluto in lingua latina

? Saluto in lingua italiana

? Saluto in lingua portoghese

Caríssimos irmãos de língua portuguesa,

A Igreja celebra hoje, com muita alegria, a festividade da Cátedra de Pedro. Cristo, o bom Pastor, quer reunir em torno a ela as suas ovelhas, inclusive as que não são ainda do mesmo aprisco, dando-lhes segurança e paz para prosseguir em direção ao seu Reino. Saúdo com especial afeto a todos os peregrinos presentes, especialmente os brasileiros do Santuário de Nossa Senhora Aparecida de Porto Alegre, recém vindos da Terra Santa, e a todos vos peço que rezem pelo Papa, na sua missão de levar adiante a Barca de Pedro. Que Deus vos abençoe!

[00275-06.02[Texto original: Português]

? Saluto in lingua polacca

Pozdrawiam serdecznie pielgrzymów polskich. W to szczególne swieto prosze was o modlitwe w moich intencjach. Proscie, by Duch Swiety wspieral mnie zawsze swoim swiatlem i moca w kierowaniu Kosciolem, a zwlaszcza w trosce o budowanie jednosci Ludu Bozego. Bóg zaplac! Niech Bóg wam blogoslawi.

[Saluto cordialmente tutti i pellegrini Polacchi. In questa particolare festa vi chiedo di pregare secondo le mie intenzioni. Chiedete che lo Spirito Santo mi sostenga sempre con la sua luce e con la sua potenza nella guida della Chiesa e specialmente nella sollecitudine per l’unità del popolo di Dio. Il Signore ve lo conceda! E Dio vi benedica.]

[00276-09.01] [Testo originale: Polacco]

? Saluto in lingua ceca

Srdecne vítám poutníky z Krest’anského gymnázia v Praze.

Necht’ tato pout’ do Ríma k hrobum apoštolu Petra a Pavla ve vás rozhojní touhu po duchovní dokonalosti.

K tomu vám rád žehnám. Chvála Kristu!

[Un cordiale benvenuto ai pellegrini del Ginnasio cristiano, di Praga.

Possa questo vostro pellegrinaggio alle tombe degli Apostoli Pietro e Paolo accrescere in voi il desiderio di perfezione spirituale. Con questi voti, volentieri vi benedico.

Sia lodato Gesù Cristo!]

[00277-AA.01] [Testo originale: Ceco]

? Saluto in lingua slovacca

S láskou vítam pútnikov zo Slovenska, osobitne Sestry Božského Vykupitela, ktoré slávia dvadsiate piate výrocie svojej reholnej profesie.

Drahi bratia a sestry, dakujem sa vaše modlitby a rád žehnám vás i vašich drahých.

Pochválený bud Ježiš Kristus!

[Con affetto do il benvenuto ai pellegrini dalla Slovacchia, particolarmente alle Suore del Divin Redentore, che celebrano il venticinquesimo anniversario della loro professione religiosa.

Cari fratelli e sorelle, ringrazio per le vostre preghiere e volentieri benedico voi ed i vostri cari.

Sia lodato Gesù Cristo!]

[00278-AA.02] [Testo originale: Slovacco]

? Saluto in lingua latina

Facultatis Litterarum Christianarum et Classicarum placet salutare participes, qui huc advenerunt pontificia summi momenti documenta Veterum Sapientia necnon Studia Latinitatis commemoraturi. Iure meritoque Decessores Nostri permagni duxerunt Romani sermonis cognitionem, ut uberrimam doctrinam penitus adipisci possint qui in humanis ecclesiasticisque disciplinis versantur. Eosdem ideo incitamus ad studiose operam dandam, ut quam plurimi ad hunc thesaurum accedant eiusdemque percipiant praestantiam.

[00279-07.02] [Testo originale: Latino]

? Saluto in lingua italiana

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. In particolare, saluto i Chierici Regolari di Somasca e li esorto a servire con sempre attenta generosità Cristo e la Chiesa secondo il carisma che li contraddistingue. Saluto poi i rappresentanti dell’Associazione Interparlamentare "Cultori dell’Etica", ringraziandoli per il loro impegno teso a sottolineare l’importanza dei valori cristiani che sono a fondamento d’una società realmente rispettosa dei diritti inalienabili dell’uomo. Saluto inoltre gli esponenti dell’Associazione Alfa Victor di Massa Carrara, accompagnati dal Vescovo Mons. Eugenio Binini, e quelli del Serra Club, di Montepulciano.

Il mio pensiero va, infine, ai malati e agli sposi novelli. Voi, cari malati, offrite al Signore i vostri momenti di prova perché si aprano le porte dei cuori all'annuncio del Vangelo. E voi, cari sposi novelli, siate sempre testimoni dell'amore di Cristo, che vi ha chiamati a realizzare un comune progetto di vita.

Concludiamo questo nostro incontro, cantando il Pater noster.
Ratzigirl
Saturday, February 25, 2006 12:56 AM
PAPA RICEVE PRESIDENTE ALBANIA, RICORDA MADRE TERESA

Colloquio privato di circa 20 minuti


Città del Vaticano, 24 feb.


E' durato venti minuti il colloquio privato tra Benedetto XVI e il presidente dell'Albania, Alfred Moisiu, ricevuto questa mattina in udienza in Vaticano. L'incontro, che si è svolto interamente in lingua italiana, è stato all'insegna del ricordo di Madre Teresa. Il presidente albanese ha infatti donato a Papa Ratzinger un libro del pittore Maks Velo - inprigionato per 15 anni per motivi politici - con i ritratti di Madre Teresa. Il Papa è rimasto molto colpito: "Sarebbe interessante interpretare queste pitture", ha detto incuriosito il pontefice.



Moisiu ha inoltre regalato al Papa un orologio d'argento a forma di torre - alto circa una quarantina di centimetri - raffigurante la piazza centrale di Tirana e un mosaico raffigurante la Madonna del buon consiglio, protettrice dell'Albania. "Questo quadro è volato dall'Albania all'Italia", ha detto il Papa, ricordando l'immagine del 'volo' dell'affresco da Scutari a Genazzano, miracolo che viene fatto risalire al 1467 e che lega l'Italia all'Albania.

Moisiu, 73 anni, cristiano ortodosso, era accompagnato dalla figlia Mirala, e da una piccola delegazione di 7 persone.



Ratzigirl
Saturday, February 25, 2006 1:17 AM
PRIMI ESERCIZI SPIRITUALI PER RATZINGER DAL 5 ALL'11 MARZO

Sarà il card. Cè a tenere le riflessioni, ecco i temi



Primi esercizi spirituali di Joseph Ratzinger da Papa. Si terranno in Vaticano dal 5 all'11 marzo. Sarà il cardinale Marco Cè, patriarca emerito di Venezia, a tenere le riflessioni a Benedetto XVI sul tema "Camminando con Gesù verso la Pasqua guidati dall'evangelista Marco". Nella settimana degli esercizi saranno sospese udienze e l'attività ordinaria del Papa e della Curia romana.

Domenica 5 marzo, alle 18.00, il pontefice e la Curia Romana inizieranno la settimana di riflessione e di preghiera nella Cappella 'Redemptoris Mater' del Palazzo Apostolico. "Il cammino dell'umanità, nelle notti della storia, cerca la luce, cerca il paradiso, cerca la vera vita, la riconciliazione tra le genti, tra cielo e terra, la pace universale". Con queste parole - dell'allora cardinale Joseph Ratzinger scritte per la veglia pasquale del 2005 - inizia il biglietto di invito che Papa Ratzinger ha inviato per gli esercizi spirituali in Vaticano.

La settimana di preghiera - a quanto apprende Apcom - inizierà alle 18 del 5 marzo con l'esposizione eucaristica, la celebrazione dei Vespri, una meditazione introduttiva e l'adorazione. Ecco i temi delle meditazioni, tratte tutte dal Vangelo di Marco: domenica 5 marzo "Sit pax intranti, exeunti gratia Sancti"; lunedì 6 marzo: "Camminando verso la Pasqua", "Preparate la strada del Signore", "Gesù solidale con i peccatori, e tentato"; martedì 7 marzo: "Convertitevi e seguitemi", "Alzati e cammina", "Chiamò quello che volle".

Mercoledì 8 marzo i temi affrontati prenderanno spunto dai passi del Vangelo di Marco "Il seminatore semina la Parola", "Perché siete così paurosi?", "Da Cesarea di Filippo verso Gerusalemme"; giovedì 9 marzo "Questo è il Figlio mio prediletto; ascoltatelo", "Rabbì, che io riabbia la vista", "Prendete, questo è il mio corpo"; venerdì 20 marzo "Non ciò che voglio io, ma ciò che vuoi tu", "Il Crocifisso è risorto", "Andate e predicate". Sabato 11 marzo la conclusione su "Resurrexi et adhuc tecum sum".

Negli ultimi anni a tenere gli esercizi spirituali al Papa sono stati monsignor Angelo Comastri, arcivescovo Prelato di Loreto, nel 2003; monsignor Bruno Forte, nel 2004 e monsignor Renato Corti, Vescovo di Novara, l'anno scorso, l'ultimo per Giovanni Paolo II.
Ratzigirl
Saturday, February 25, 2006 1:22 AM
IL PAPA A S. SABINA IL 1 MARZO PER BENEDIZIONE CENERI

Aprirà la sua prima Quaresima da Pontefice

Il primo marzo, mercoledì delle ceneri, il Papa si recherà nella Basilica di Santa Sabina all'Aventino per la processione, la benedizione e l'imposizione delle ceneri. Inizia così la prima Quaresima di Benedetto XVI.

La celebrazione - informa una nota del Vaticano - inizierà alle 16.30 nella Chiesa di Sant'Anselmo all'Aventino. Qui, ci sarà un momento di preghiera, a cui seguirà la processione penitenziale verso la Basilica di Santa Sabina, a cui parteciparenno i cardinali, gli arcivescovi, i vescovi, oltre ai monaci benedettini di Sant'Anselmo, i domenicani di Santa Sabina e, naturalmente, i fedeli.

Al termine della processione, nella Basilica di Santa Sabina, si terrà la solenne messa, con il rito della benedizione e dell'imposizione delle ceneri.


Ratzigirl
Saturday, February 25, 2006 1:51 PM
PAPA/ RICEVE SOCI CIRCOLO S.PIETRO,IN DONO LE OFFERTE DEI FEDELI
Consegna idealmente a loro la sua prima Enciclica


Il Papa ha ricevuto questa mattina in udienza i soci del Circolo di San Pietro che hanno consegnato a Benedetto XVI il cosiddetto "Obolo di San Pietro", vale a dire le offerte che i fedeli di tutto il mondo consegnano al Papa per le opere di carità.

"L'obolo di San Pietro - ha detto il pontefice - è l'espressione più tipica della partecipazione di tutti i fedeli alle iniziative di bene del Vescovo di Roma nei confronti della Chiesa universale. E' un gesto cha ha valore non soltanto pratico - ha aggiunto - ma anche fortemente simbolico, come segno di comunione col Papa e di attenzione alle necessità dei fratelli".

Benedetto XVI ha ricordato che nella sua prima Enciclica "Dio è amore" ha voluto dedicare la seconda sezione proprio all'esercizio della carità da parte della Chiesa. "A voi, pertanto, cari responsabili del Circolo San Pietro - ha proseguito il Papa - vorrei consegnare idealmente l'Enciclica, della quale, come fedeli laici che si impegnano molto anche in azioni caritative, siete tra i primi destinatari".
Ratzigirl
Sunday, February 26, 2006 12:45 PM
PAPA INCONTRA I 'SUOI' SEMINARISTI,SEGUITE ESEMPIO DI S.GIUSEPPE

Prima visita di Benedetto XVI al Seminario Romano Maggiore


Città del Vaticano, 25 feb.


Benedetto XVI invita i "suoi" seminaristi a seguire l'esempio di San Giuseppe, suo Patrono. "L'esempio di san Giuseppe - afferma il Papa che questo pomeriggio si è recato in visita al Seminario Romano Maggiore - 'uomo giusto', pienamente responsabile di fonte a Dio e di fronte a Maria, costituisce per tutti un incoraggiamento nel cammino verso il sacerdozio". San Giuseppe, sottolinea il Papa, è "sempre attento alla voce del Signore", sempre "fedele, generoso e distaccato nel servizio, maestro efficace di preghiera e di lavoro".

Papa Ratzinger ha così ricordato quanto sia "bello e appropriato" che, insieme alla Madonna della Fiducia, quest'oggi venga venerato "in modo speciale il suo sposo, san Giuseppe, al quale monsignor Marco Frisina - ha proseguito il Papa - si è ispirato quest'anno per il suo oratorio. Lo ringrazio per la sua delicatezza - ha aggiunto - avendo scelto di onorare il mio santo Patrono, e mi congratulo per questa composizione, mentre ringazio di cuore i solisti, i coristi, l'organista e tutti i membri dell'orchestra".

E' la prima volta che Benedetto XVI si reca in visita al Seminario Romano Maggiore, il "seminario del Papa". "Attendevo da tempo l'occasione per venire di persona a far visita a voi - ha spiegato il pontefice - che formate la comunità del Seminario, uno dei luoghi più importanti della Diocesi. A Roma vi sono più seminari - ha proseguito - ma questo è in senso proprio il Seminario diocesano, come richiama anche la sua collocazione qui in Laterano, accanto alla cattedrale di San Giovanni".

Papa Ratzinger è stato accolto dal cardinale Camillo Ruini, dal Rettore del Seminario, monsignor Giovanni Tani, e salutato con grande affetto dai seminaristi e dai numerosi fedeli che lo hanno acclamato al coro "Benedetto, Benedetto, viva il Papa, viva il Papa".

Il Rettore ha ringraziato Benedetto XVI per la sua prima Enciclica "Dio è amore". "Nel nostro programma formativo - ha detto monsignor Tani - abbiamo preso in esame per quest'anno il brano del Vangelo che termina con l'invito "al di sopra di tutto via sia la carità". Dunque, la sua Enciclica - ha aggiunto - è una conferma ulteriore del nostro cammino".

Con la visita di oggi, Papa Ratzinger prosegue così una tradizione cara a Giovanni Paolo II che, nella festa della Madonna della Fiducia, era solito recarsi al Seminario maggiore per incontrare i seminaristi. Non lo aveva fatto negli ultimi tre anni a causa delle gravi condizioni di salute.
Ratzigirl
Sunday, February 26, 2006 12:47 PM
GIOVEDI' 2 MARZO RICEVE IN UDIENZA IL CLERO ROMANO

Annuncio del card.Ruini, secondo incontro con religiosi Diocesi


Benedetto XVI riceverà giovedì 2 marzo in udienza il clero romano. E' quanto annuncia il cardinale Camillo Ruini, vicario del Papa per la diocesi di Roma, in una lettera indirizzata ai sacerdoti, religiosi e ai diaconi permanenti della diocesi di Roma e riportata dal supplemento di Avvenire, 'Romasette'.

"Il Santo Padre, continuando una felice tradizione iniziata dal Servo di Dio Giovanni Paolo II - scrive il cardinale Ruini - riceverà in Vaticano il clero impegnato nel servizio pastorale alla diocesi di Roma. Questo appuntamento di inizio Quaresima, che avrà luogo alle 11 nell'Aula della Benedizione - prosegue la lettera - ci permetterà di sperimentare di nuovo la gioia dell'incontro con il nostro vescovo, il Papa Benedetto XVI, di esprimergli le gioie e le problematiche del clero e della vita della nostra diocesi, che in questi anni sta impegnandosi nella pastorale della famiglia e nella trasmissione della fede, di ascoltare la sua illuminante parola".

Quello di giovedì sarà il secondo incontro di Papa Benedetto XVI con il clero romano. La prima volta avvenne appena un mese dopo l'elezione di Ratzinger al Soglio di Pietro. In quell'occasione, il Papa annunciò l'apertura della causa di beatificazione del suo amato predecessore, Giovanni Paolo II, dispensando alla clausola dei cinque anni per l'apertura della causa. All'annuncio in latino seguì un lungo e caloroso applauso dei numerosi presenti.

Il secondo appuntamento tra Benedetto XVI e il clero romano riprende così una tradizione consolidata avviata da Papa Wojtyla, che aveva fissato l'incontro nel primo giovedì di Quaresima. Anziché nella Sala Clementina, quest'anno l'udienza si terrà nell'Aula della Benedizione che si affaccia su piazza san Pietro.
Ratzigirl
Sunday, February 26, 2006 12:50 PM
Angelus 26 febbraio 2006
Cari fratelli e sorelle!

Il Vangelo di Marco, che costituisce il filo conduttore delle celebrazioni domenicali di questo anno liturgico, offre un itinerario catecumenale, che guida il discepolo a riconoscere in Gesù il Figlio di Dio. Per una felice coincidenza, il brano odierno tocca il tema del digiuno: come sapete, mercoledì prossimo inizierà il tempo quaresimale con il Rito delle Ceneri e il digiuno penitenziale. La pagina evangelica risulta perciò particolarmente appropriata. Vi si racconta infatti che, mentre Gesù si trova a tavola in casa di Levi, il pubblicano, i farisei e i seguaci di Giovanni Battista gli domandano perché i suoi discepoli non stanno digiunando come loro. Gesù risponde che gli invitati a nozze non possono digiunare mentre lo sposo è con loro; digiuneranno quando lo sposo sarà loro tolto (cfr Mc 2,18-20). Così dicendo, Cristo rivela la sua identità di Messia, Sposo d’Israele, venuto per le nozze con il suo popolo. Quelli che lo riconoscono e lo accolgono con fede sono in festa. Egli però dovrà essere rifiutato e ucciso proprio dai suoi: in quel momento, durante la sua passione e la sua morte, verrà l’ora del lutto e del digiuno.

Come dicevo, l’episodio evangelico anticipa il significato della Quaresima. Questa, infatti, nel suo insieme costituisce un grande memoriale della passione del Signore, in preparazione alla Pasqua di Risurrezione. Durante questo periodo ci si astiene dal cantare l’alleluia e si è invitati a praticare forme opportune di rinuncia penitenziale. Il tempo di Quaresima non va affrontato con spirito "vecchio", quasi fosse un’incombenza pesante e fastidiosa, ma con lo spirito nuovo di chi ha trovato in Gesù e nel suo mistero pasquale il senso della vita, e avverte che tutto ormai deve riferirsi a Lui. Era questo l’atteggiamento dell’apostolo Paolo, che affermava di essersi lasciato tutto alle spalle per poter conoscere Cristo, "la potenza della sua risurrezione, la partecipazione alle sue sofferenze, diventandogli conforme nella morte, con la speranza di giungere alla risurrezione dai morti" (Fil 3,10-11).

Nell’itinerario quaresimale ci sia guida e maestra Maria Santissima, che, quando Gesù si diresse decisamente verso Gerusalemme per subirvi la Passione, lo seguì con fede totale. Come "anfora nuova", ricevette il "vino nuovo" portato dal Figlio per le nozze messianiche (cfr Mc 2,22). E così, quella grazia che lei stessa, con istinto di Madre, aveva sollecitato per gli sposi di Cana, la ricevette per prima sotto la Croce, versata dal Cuore trafitto del Figlio, incarnazione dell’amore di Dio per l’umanità
(cfr Deus caritas est, 13-15).


DOPO L’ANGELUS

Si susseguono in questi giorni le notizie di tragiche violenze in Iraq, con attentati anche alle stesse moschee. Sono azioni che seminano lutti, alimentano l’odio ed ostacolano gravemente la già difficile opera di ricostruzione del Paese. In Nigeria si sono protratti per diversi giorni degli scontri tra cristiani e musulmani, con molte vittime e distruzione di chiese e moschee. Mentre esprimo ferma condanna per la violazione dei luoghi di culto, affido al Signore tutti i defunti e coloro che li piangono. Invito poi tutti a più intensa preghiera e penitenza, nel sacro tempo di Quaresima, affinché il Signore allontani da quelle care Nazioni, e da tanti altri luoghi della terra, la minaccia di simili conflitti! I frutti della fede in Dio non sono devastanti antagonismi, ma spirito di fraternità e di collaborazione per il bene comune. Dio, Creatore e Padre di tutti, chiederà conto ancor più severamente a chi sparge in suo nome il sangue del fratello. Che tutti, per intercessione della Vergine Santa, si ritrovino in Lui, che è la vera pace!
Ratzigirl
Monday, February 27, 2006 7:22 PM
Papa: 25 Minuti a Colloquio Con Signora Jean Governatore Canada
Citta' del Vaticano, 27 feb




Benedetto XVI ha ricevuto oggi la sgnora Michaelle Jean, governatore del Canada, accompagnata da consorte e seguito, e l'ha trattenuta per circa 25 minuti a colloquio privato . Successiavemente sono stati introdotti la figlia e il consorte con il piccolo seguito per i saluti e lo scambio dei doni. La signora ha donato al papa una statuetta di granito raffigurante un orso tipico della cultura inuit. Il Pontefice ha ricambiato con medaglie del pontificato e rosari. Il clima del colloquio e' stato molto cordiale
emma3
Thursday, March 02, 2006 2:39 PM
L'apertura di Papa Benedetto XVI: «Più spazio alle donne nella chiesa» Nuovi spazi e ruoli all'interno della Chiesa, anche se il sacerdozio non potrà essere concesso

ROMA - Benedetto XVI vuole «aprire» alle donne nuovi spazi e ruoli all'interno della Chiesa, anche se non potrà concedere loro il sacerdozio, che «è un sacramento, non un potere di cui la Chiesa può disporre a suo piacimento». Lo ha detto lo stesso Pontefice nel dialogo spontaneo con i parroci di Roma, che ha caratterizzato questa mattina la tradizionale udienza d'inizio Quaresima. Un parroco aveva voluto farsi portavoce dell'istanza delle donne che chiedono di essere riconosciute a pieno titolo nella comunità ecclesiale, con implicito riferimento al «no» ribadito da Giovanni Paolo II al sacerdozio femminile. E il nuovo Papa ha risposto con la distinzione tra «la piena dignità della donna nella Chiesa» e il dato teologico relativo al sacramento istituito da Gesù. «Ma - ha scandito - nuovi spazi e ruoli potranno aprirsi alle donne nella Chiesa».
L'incontro del Papa con i parroci romani, il secondo dopo l'elezione dello scorso 19 aprile, si è articolato in domande e risposte e sono stati affrontati temi di grande rilievo, come la crisi della famiglia nella società contemporanea. In proposito Benedetto XVI ha rivolto ai sacerdoti parole di incoraggiamento, raccomandando loro «una pastorale della vicionanza e della condivisione». Secondo quanto riferito dai presenti, il Papa ha però risposto anche a domande di argomento teologico.
Nel corso dell'incontro di Benedetto XVI con il clero di Roma, è stata ricordata anche la figura di don Andrea Santoro, il sacerdote ucciso in Turchia il 5 febbraio scorso. E Papa Ratzinger è stato ringraziato perchè, sono parole del card. Camillo Ruini, «si è fatto interprete del nostro comune dolore, ma anche della nostra preghiera e della nostra fiducia che il sacrificio di Don Andrea sia per tutti sorgente di grazia». Come è noto, proprio il card. Ruini ha reso pubblico, in occasione delle esequie in San Giovanni In Laterano, la volontà della Diocesi di Roma di procedere all'apertura del processo di beatificazione.


02 marzo 2006
Le notizie del Corriere
ratzi.lella
Friday, March 03, 2006 1:16 PM
papa ratzi è un grande!
Papa/ il dialogo tra le culture può costruire la pace

"Solo parlando, in un vero dialogo per capire e rispondere si può costruire la famiglia di Dio". Lo ha detto Bendetto XVI in visita alla Radio Vaticana, in occasione dei 75 anni dell'emittente. Ai microfoni di "One O Five Live", il canale in FM, il Papa ha sottolineato l'importanza degli interventi degli ascoltatori che da tutto il mondo dialogano con la Radio Vaticana. "E' una bella reciprocità che si ascolti e si possa rispondere", ha riconosciuto il Pontefice aggiungendo: "è questo il senso della Radio Vaticana, aiutare a che sia costruita questa grande famiglia che non conosce frontiere, è che rappresenta una forza della pace".
"Auguro a tutti coloro che mi ascoltano - ha aggiunto - che possano sentirsi in questo grande dialogo della verità. E' importante che esista questa voce che si metta al servizio della pace e della riconciliazione nel mondo".
"Settantacinque anni fa - ha ricordato il nuovo Pontefice - Pio XI ha inaugurato la Radio Vaticana e dato nuova voce alla Chiesa: annunciate il Vangelo a tutte le creature fino al confine della terra. In questi 75 anni la tecnica, lo vedo si è perfezionata ed entra in tante case del mondo". Sempre parlando ai microfoni di "One O Five Live - il Papa ha voluto dire il suo "grazie" a tutti i giornalisti, speaker e tecnici dell'emittente della Santa Sede. "Ringrazio per tutto quello che fate giorno per giorno e notte per notte", ha detto. Poi è tornato a rivolgersi direttamente agli ascoltatori: "saluto di cuore tutti gli ascoltatori di Radio Vaticana e vi auguro la pace e la gioia nel Signore. Agli ascoltatori - ha aggiunto - auguro che diventino testimoni della verità e una forza della pace nel mondo".

"Auguro - ha ripetuto - a tutti che mi ascoltano che possano sentirsi in questo grande dialogo della verità: nel mondo dei mezzi della comunicazione non mancano anche voci contrastanti ed è importante che esista questa voce che si metta al servizio della pace e della riconciliazione nel mondo".

LA VISITA - Accolto davanti a Palazzo Pio dal direttore generale della Radio Vaticana padre Federico Lombardi, dal card. Roberto Tucci, già presidente del Cda, e dal preposito generale dei Gesuiti, padre Peter Hans Kolvenbach, il Papa ha subito raggiunto il quarto piano per visitare la Regia 3 e benedire la targa "Card. Karol Wojtyla" che ricorda un'intervista fatta al suo predecessore prima dell'elezione del '78: "La sua testimonianza di fede è passata anche attraverso questo strumento", ha commentato.

Nella Redazione di "One-0-Five" ha poi avuto luogo l'intervista: "il suo essere Vescovo di Roma ci guida in questo servizio", ha esordito il capo redattore Luca Collodi, cui è toccato l'onore di intervistare in diretta il Papa. "Cerchiamo anche la gente comune, in particolare i giovani che andiamo a cercare per conoscere cosa vivono. Attraverso la diretta abbiamo avviato nuovo dialogo con i nostri ascoltatori", ha spiegato ancora il giornalista, offrendo al Papa l'opportunità di soffermarsi sulla funzione della Radio come mezzo di dalogo tra le culture.

Il Papa è poi sceso al terzo piano, sostando davanti alla redazione etiope-eritrea e a quella di antologia cristiana, dove il giornalista Franco Bucarelli gli ha fatto dono del Cd con la biografia radiofonica del card. Ratzinger da lui realizzata in Germania, incontrando gli amici di gioventù. Il Pontefice lo ha ringraziato con una battuta: "Grazie, così anch'io conoscerò meglio me stesso". Poi, nella redazione francese il Papa ha concesso un suo autografo sul libretto della recente enciclica. Sceso al secondo piano, ha salutato i giornalisti della redazione tedesca guidati dal gesuita Von Gemminger, quelli del Servizio Informativo Centrale diretto da padre Arregui e quelli del Servizio Documentazione diretto da Pietro Cocco.

Un breve momento di preghiera nella Cappella dell'Annunciazione, quindi una breve visita alla nuova redazione dei Programmi Musicali e l'arrivo nella Sala Marconi.

"Quando il comunismo estese il suo dominio su diverse nazioni dell'Europa centrale e orientale e su altre parti della Terra, la Radio Vaticana moltiplicò i programmi e le lingue di trasmissione, per far sì che giungesse alle Comunità cristiane oppresse da regimi totalitari la testimonianza della vicinanza e della solidarietà del Papa e della Chiesa universale". Benedetto XVI ha così voluto ringraziare per questo i padri gesuiti e quanti lavorano con loro ai microfoni della Radio Vaticana. La cui missione, ha detto, "rimane sempre attuale, anche se con il tempo cambiano le circostanze e le modalità per attuarla".

Grazie al Concilio Vaticano II, ha ricordato il Pontefice, "si prese ancor più consapevolezza dell'importanza che gli strumenti della comunicazione avrebbero avuto nella diffusione del messaggio evangelico in questa nostra epoca, e la Radio vaticana con validi e moderni mezzi tecnici prese a sviluppare una programmazione radiofonica sempre più ricca e articolata. Oggi, infine, grazie alle più avanzate tecnologie, in particolare satelliti e internet, voi siete in grado di produrre programmi in diverse lingue, che vengono ripresi e trasmessi da numerose emittenti in ogni continente, raggiungendo così un ancor più vasto bacino di ascoltatori". "In effetti - ha continuato il Pontefice - la Radio Vaticana non è più oggi una sola voce che si irradia da un unico punto, come avveniva dalla prima stazione marconiana. E' piuttosto un coro di voci, che risuona in più di quaranta lingue e può dialogare con culture e religioni diverse; un coro di voci, che percorre le vie dell'etere grazie alle onde elettromagnetiche e si diffonde capillarmente per rimanere inciso lungo i nodi e le maglie di quella rete telematica sempre più fitta che avvolge il pianeta"

"Continuate cari amici - ha detto il Papa a giornalisti, speaker e tecnici - ad operare nel grande areopago della comunicazione moderna, facendo tesoro della straordinaria esperienza da voi vissuta durante il Grande Giubileo dell'Anno 2000 e ancor più in occasione della morte dell'amato Papa Giovanni Paolo II, un evento che ha mostrato quanto l'umanità desideri conoscere la realtà della Chiesa". Ai 400 dipendenti della Radio Vaticana, poi, il Papa ha chiesto di "non dimenticare che, per portare a compimento la
missione affidata, occorre certo un'adeguata formazione tecnica e professionale, ma è necessario soprattutto che coltiviate incessantemente in voi uno spirito di preghiera e di fedele adesione agli insegnamenti di Cristo e della sua Chiesa". "Vi aiuti e vi protegga sempre la Vergine Maria, Stella della nuova evangelizzazione", è stata la benedizione di Benedetto XVI che ha concluso l'incontro.

Una vera e propria folla entusiasta ha acclamato il Papa in via della Conciliazione, chiusa al traffico per consentire il suo passaggio al termine della visita alla Radio Vaticana. In migliaia lo hanno atteso all'uscita dall'emittente della Santa Sede, in piazza Pia, e lo hanno accompagnato, con
applausi e cori, lungo il tragitto verso il Vaticano
.E Benedetto XVI, dal finestrino aperto della mercedes nera, ha ricambiato con cenni della mano.

alla faccia di chi ci vuole male eheheheheheh
un salutone a tutti
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