LE PAROLE DEL PAPA ALLA RECITA DELL’ANGELUS
Alle ore 12 di oggi, Solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, il Santo Padre Benedetto XVI si affaccia al balcone del Cortile interno del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo per recitare l’Angelus insieme ai fedeli e ai pellegrini presenti.
Queste le parole del Papa nell’introdurre la preghiera mariana:
PRIMA DELL’ANGELUS
Cari fratelli e sorelle!
nel cuore di quelle che i latini chiamavano "feriae Augusti ", ferie d’agosto - da cui la parola italiana "ferragosto" - la Chiesa celebra quest’oggi l’Assunzione della Vergine al Cielo in anima e corpo. Nella Bibbia, l’ultimo riferimento alla sua vita terrena si trova all’inizio del libro degli Atti degli Apostoli, che presenta Maria raccolta in preghiera con i discepoli nel Cenacolo in attesa dello Spirito Santo (At 1,14). Successivamente, una duplice tradizione - a Gerusalemme e ad Efeso - attesta la sua "dormizione", come dicono gli orientali, cioè il suo essersi "addormentata" in Dio. Fu quello l’evento che precedette il suo passaggio dalla terra al Cielo, confessato dalla fede ininterrotta della Chiesa. Nell’VIII secolo, ad esempio, Giovanni Damasceno, stabilendo un rapporto diretto tra la "dormizione" di Maria e la morte di Gesù, afferma esplicitamente la verità della sua assunzione corporea. Scrive in una celebre omelia: "Bisognava che colei che aveva portato in grembo il Creatore quando era bambino, abitasse con Lui nei tabernacoli del cielo" (Omelia II sulla Dormizione, 14, PG 96, 741 B). Com’è noto, questa ferma convinzione della Chiesa ha trovato il suo coronamento nella definizione dogmatica dell’Assunzione, pronunciata dal mio venerato Predecessore Pio XII nell’Anno 1950.
Come insegna il Concilio Vaticano II, Maria Santissima va sempre collocata nel mistero di Cristo e della Chiesa. In questa prospettiva, "la Madre di Gesù, come in cielo, glorificata ormai nel corpo e nell’anima, è l’immagine e la primizia della Chiesa che dovrà avere il suo compimento nell’età futura, così sulla terra brilla quale segno di sicura speranza e di consolazione per il Popolo di Dio in cammino, fino a quando verrà il giorno del Signore (cfr 2 Pt 3,10)" (Cost. Lumen gentium, 68). Dal Paradiso la Madonna continua a vegliare sempre, specialmente nelle ore difficili della prova, sui suoi figli, che Gesù stesso Le ha affidato prima di morire in croce. Quante testimonianze di questa sua materna sollecitudine si riscontrano visitando i Santuari a Lei dedicati! Penso in questo momento specialmente alla singolare cittadella mondiale della vita e della speranza che è Lourdes, ove, a Dio piacendo, mi recherò fra un mese, per celebrare il 150° anniversario delle apparizioni mariane colà avvenute.
Maria assunta in cielo ci indica la meta ultima del nostro pellegrinaggio terreno. Ci ricorda che tutto il nostro essere - spirito, anima e corpo – è destinato alla pienezza della vita; che chi vive e muore nell’amore di Dio e del prossimo sarà trasfigurato ad immagine del corpo glorioso di Cristo risorto; che il Signore abbassa i superbi e innalza gli umili (cfr Lc 1,51-52). Questo la Madonna proclama in eterno col mistero della sua Assunzione. Che Tu sia sempre lodata, o Vergine Maria! Prega il Signore per noi.
DOPO L’ANGELUS
Je salue cordialement les pèlerins de langue française, en particulier les jeunes de la famille marianiste, en ce jour où nous célébrons l’Assomption de la Vierge Marie. Alors que je me prépare à visiter la France, dont Marie en son Assomption est la Patronne, je vous invite à vous laisser guider par elle dans votre marche vers son Fils Jésus. Que ‘celle qui a cru à l’accomplissement des paroles qui lui furent dites de la part du Seigneur’ vous aide à grandir dans la foi et vous donne de vivre dans l’espérance ! Bonne fête de l’Assomption !
I am happy to greet all the English-speaking pilgrims and visitors present for this Angelus prayer. As we celebrate the Solemnity of the Assumption of the Blessed Virgin, we are invited to raise our eyes to heaven and contemplate Mary, the Mother of Jesus and our Mother. She who on earth believed in God’s word is now glorified in body and soul. May Mary’s prayers and example guide you always and renew your hearts in faith and hope. May God grant you and your families abundant blessings of peace and joy!
Mit Freude grüße ich am heutigen Fest „Mariä Himmelfahrt" alle deutschsprachigen Pilger. Maria ist „voll der Gnade". Als Mutter hatte sie schon am irdischen Leben ihres göttlichen Sohnes teil; und diese Gemeinschaft mit dem Herrn dauert im Himmel fort. Jesus Christus nimmt Maria hinein in die Herrlichkeit seiner Auferstehung. An der Seite ihres Sohnes bleibt sie uns nahe, und wir dürfen uns ihrem mütterlichen Schutz und ihrer Fürbitte anvertrauen. Ich wünsche euch allen einen schönen, gesegneten Festtag.
Saludo con afecto a los fieles de lengua española presentes en esta oración mariana y a quienes se unen a ella a través de la radio y la televisión. Que la contemplación del misterio de la Asunción de la Virgen María, Madre de Dios, figura y primicia de la Iglesia que un día será glorificada, os sirva de consuelo y esperanza. Que Ella os alcance de su divino Hijo toda clase de bendiciones. Muchas gracias.
Serdecznie pozdrawiam wszystkich Polaków. Jednoczę się w duchu z pielgrzymami, którzy gromadzą się na Jasnej Górze i wielu innych sanktuariach maryjnych. Wniebowzięta Matka Chrystusa niech otacza was płaszczem swojej opieki i wyprasza wszelkie potrzebne łaski. Niech wam Bóg błogosławi.
[Saluto cordialmente tutti i polacchi. Mi unisco spiritualmente ai pellegrini che si radunano a Jasna Gora e negli altri numerosi santuari mariani. L’assunta Madre di Cristo vi avvolga con il manto della sua protezione e implori tutte le grazie necessarie. Dio vi benedica.]
Saluto infine con affetto i pellegrini italiani. A tutti auguro di trascorrere nella gioia questa solenne e popolare festa mariana.
Solennità dell'Assunta: il Papa presiede la Messa nella parrocchia di San Tommaso da Villanova a Castel Gandolfo. Alle 12.00 l'Angelus
La Chiesa celebra oggi la Solennità dell’Assunta: alle 8.00 il Papa presiede la Santa Messa nella parrocchia di San Tommaso da Villanova a Castel Gandolfo. La celebrazione è trasmessa in diretta da Sat 2000. A mezzogiorno, il tradizionale appuntamento dell’Angelus, nel cortile del Palazzo Apostolico della cittadina laziale. E’ la quarta volta che Benedetto XVI presiede i riti dell’Assunzione. In questa festa vi riproponiamo alcune riflessioni proposte dal Pontefice negli anni scorsi. Il servizio di Sergio Centofanti.
Benedetto XVI pone in luce la “consolante verità di fede” dell’Assunzione in cielo di Maria, in cui il popolo cristiano intravede il compimento delle sue attese. La Vergine – afferma il Papa – ci incoraggia a non perdere la fiducia dinanzi alle difficoltà della vita e a cercare le cose essenziali, non quelle passeggere:
“Presi dalle occupazioni quotidiane rischiamo infatti di ritenere che sia qui, in questo mondo nel quale siamo solo di passaggio, lo scopo ultimo dell’umana esistenza. Invece è il Paradiso la vera meta del nostro pellegrinaggio terreno. Quanto diverse sarebbero le nostre giornate se ad animarle fosse questa prospettiva! Così è stato per i santi. Le loro esistenze testimoniano che quando si vive con il cuore costantemente rivolto al cielo, le realtà terrene sono vissute nel loro giusto valore perché ad illuminarle è la verità eterna dell’amore divino”. (Angelus del 15 agosto 2006)
“Tutta la storia umana – dice il Papa commentando la Lettura dell’Apocalisse della Messa dell’Assunta - è una lotta tra due amori: l’amore di Dio fino al dono di sé e l’amore di sé fino al disprezzo di Dio, fino all’odio degli altri”: due amori simboleggiati dalle immagini della donna vestita di sole, segno dell'amore di Dio, e dell’enorme drago rosso, segno dell'amore di sé. Con la figura del drago - ha sottolineato - San Giovanni voleva indicare il potere degli imperatori romani anticristiani, “un potere che appariva illimitato” di fronte alla debolezza della Chiesa:
"Davanti a questo potere la fede, la Chiesa, appariva come una donna inerme, senza possibilità di sopravvivere, tanto meno di vincere. Chi poteva opporsi a questo potere onnipresente che sembrava in grado di fare tutto? E tuttavia sappiamo che alla fine ha vinto la donna inerme, ha vinto non l’egoismo, non l’odio; ha vinto l’amore di Dio e l’Impero romano si è aperto alla fede cristiana”. (Omelia della Messa del 15 agosto 2007)
“Assunta in cielo – spiega il Papa - Maria non si è allontanata da noi, ma ci resta ancor più vicina", sente le nostre preghiere e ci aiuta “con la sua bontà materna”:
“Attratti dal fulgore celeste della Madre del Redentore, ricorriamo con fiducia a Colei che dall’alto ci guarda e ci protegge. Abbiamo tutti bisogno del suo aiuto e del suo conforto per affrontare le prove e le sfide di ogni giorno; abbiamo bisogno di sentirla madre e sorella nelle concrete situazioni della nostra esistenza. E per poter condividere un giorno anche noi per sempre il suo medesimo destino, imitiamola ora nella docile sequela di Cristo e nel generoso servizio dei fratelli. E’ questo l’unico modo per pregustare, già nel nostro pellegrinaggio terreno, la gioia e la pace che vive in pienezza chi giunge alla meta immortale del Paradiso”. (Angelus del 15 agosto 2007)
Quindi il Papa invoca l’intercessione della Vergine per la pace in tutto il mondo:
“Alla Regina della pace, che contempliamo nella gloria celeste, vorrei affidare ancora una volta le ansie dell’umanità per ogni luogo del mondo straziato dalla violenza”. (Angelus del 15 agosto 2006)
Ma qual è oggi il significato della Solennità dell’Assunta? Emanuela Campanile lo ha chiesto a Cettina Militello, teologa e membro del direttivo della Pontificia Accademia mariologica internazionale:
R. – Man mano che La si accosta, come già diceva Paolo VI, non si può non tener conto di Maria per chi è cristiano, perché per Lei ci è stato dato Cristo, si vanno scoprendo delle dimensioni molto consolanti, nel senso che se per Lei, creatura, è stato possibile rispondere pienamente al progetto di Dio, allora il progetto è davanti a noi: anche noi come Lei possiamo corrispondere al dono.
D. – Uno dei primi tratti di questa figura è la dolcezza. Però Maria è anche rappresentata come la donna sotto il cui piede viene schiacciato il serpente. Da cosa si coglie la fortezza di Maria?
R. – E’ una donna forte. I Vangeli ce lo attestano, soprattutto ponendo in bocca a Lei il Magnificat, che è un inno stupendo di liberazione, di riconoscimento della misericordia di Dio e di canto dell’alleanza, della fedeltà di Dio alla promessa, un canto di speranza. Maria è indubbiamente una donna forte e lo prova la sua capacità di diventare discepola. Non è un gioco di parole. Noi enfatizziamo, soprattutto noi del Mediterraneo, il materno. In realtà, l’attrattiva di Maria è quella di andare oltre la carne e il sangue per diventare discepola del Figlio. E questo comporta una statura, un raziocinare, un aderire diverso, non umorale, ma pieno della persona, al messaggio.
D. – Per una donna, Maria ha un significato aggiunto?
R. – Senza dubbio ci viene incontro la categoria della sororità: è nostra sorella. Per carità, è sorella anche degli uomini, però c’è un filo diretto immediato.
Come Maria i cristiani siano segni di speranza e consolazione in un mondo segnato da dolore e false gioie: così il Papa nella Messa per la Solennità dell'Assunzione
Davanti al triste spettacolo di tante false gioie e di tanto dolore angosciato che dilaga nel mondo dobbiamo imparare da Maria a diventare segni di speranza e di consolazione, dobbiamo annunziare con la nostra vita la risurrezione di Cristo: con queste parole Benedetto XVI ha concluso l’omelia della Messa presieduta stamani nella parrocchia di San Tommaso da Villanova a Castel Gandolfo nella Solennità dell’Assunta. Il servizio di Sergio Centofanti.
(Canto)
Il Papa parla dell’evento “unico e straordinario” dell’Assunzione in cielo di Maria, in corpo e anima, “segno di sicura speranza e consolazione” per tutti noi. “La più antica festa mariana” – sottolinea – è “un’occasione per ascendere con Maria alle altezze dello spirito, dove si respira l’aria pura della vita soprannaturale e si contempla la bellezza più autentica, che è la santità”:
“L’odierna festa ci spinge a sollevare lo sguardo verso il cielo. E non un cielo fatto di idee astratte, nemmeno un cielo immaginario creato dall’arte, ma il cielo della vera realtà, che è Dio stesso: Dio è il cielo. E Lui è la nostra meta, la meta e la dimora eterna da cui proveniamo e alla quale tendiamo”.
Quando Maria si è addormentata a questo mondo per risvegliarsi in cielo – ha spiegato il Papa - ha semplicemente seguito per l’ultima volta il Figlio Gesù nel suo viaggio più lungo e decisivo:
“Come Lui, insieme con Lui, è partita da questo mondo per tornare alla casa del Padre. E tutto questo non è lontano da noi, come appare forse in un primo momento, perché tutti noi siamo figli del Padre Dio, tutti noi siamo fratelli di Gesù e tutti noi siamo anche figli di Maria, Madre nostra. E tutti siamo protesi verso la felicità. E la felicità alla quale tutti noi tendiamo è Dio, così tutti noi siamo in cammino verso questa felicità, che chiamiamo cielo, che è Dio”.
Il Papa prega Maria perché ci aiuti a far sì che ogni momento della nostra esistenza sia un passo in questo cammino verso Dio, verso quella trasformazione “che riguarda ogni essere umano e il cosmo intero”:
“Colei da cui Dio aveva preso la sua carne e la cui anima era stata trafitta da una spada sul Calvario si è trovata associata per prima e in modo singolare al mistero di questa trasformazione, alla quale tendiamo noi tutti, anche noi spesso trafitti da spade della sofferenza di questo mondo. La nuova Eva ha seguito il nuovo Adamo nella sofferenza, nella Passione, e così anche nella gioia definitiva. Cristo è la primizia, ma la Sua carne risorta è inseparabile da quella della Sua Madre terrena, Maria, e in Lei tutta l’umanità è coinvolta nell’Assunzione verso Dio”.
Si tratta di una trasformazione che coinvolge tutta la creazione perché nasceranno nuovi cieli e una terra nuova, “in cui non vi sarà più né pianto, né lamento, perché non vi sarà più la morte”:
“Quale grande mistero d’amore viene oggi riproposto alla nostra contemplazione! Cristo ha vinto la morte con l’onnipotenza del suo amore e solo l’amore è onnipotente e questo suo amore lo ha spinto a morire per noi e così a vincere la morte. Sì, solo l’amore fa entrare nel regno della vita! E Maria vi è entrata dietro il Figlio, associata alla Sua gloria, dopo essere stata associata alla Sua passione. Vi è entrata con un impeto incontenibile mantenendo aperta dopo di lei la via per tutti noi. E per questo oggi la invochiamo: ‘Porta del cielo’, ‘Regina degli angeli’ e ‘Rifugio dei peccatori’. Non sono certo i ragionamenti a farci capire queste realtà così sublimi, ma la fede semplice, schietta, ed il silenzio della preghiera che infinitamente ci supera e ci aiuta a parlare con Dio e a sentire come il Signore parla al nostro cuore”.
La fede di Maria – rileva il Papa - ci fa vivere in questa dimensione tra finito e infinito, trasformando anche il senso del tempo: e grazie a quella fede sentiamo “che la nostra vita non è risucchiata dal passato, ma attratta verso il futuro, verso Dio dove Cristo ci ha preceduto e dietro a Lui, Maria”:
“Guardando l’Assunta in cielo comprendiamo meglio che la nostra vita di ogni giorno, pur segnata da prove e difficoltà, scorre come un fiume verso l’oceano divino, verso la pienezza della gioia e della pace. Comprendiamo che il nostro morire non è la fine, ma l’ingresso nella vita che non conosce la morte. Il nostro tramontare all’orizzonte di questo mondo è un risorgere all’aurora del mondo nuovo, del giorno eterno”.
Benedetto XVI chiede quindi a Maria di accompagnarci “nella fatica del nostro vivere e morire quotidiano” mantenendoci "costantemente orientati verso la vera patria della beatitudine”:
“Davanti al triste spettacolo di tanta falsa gioia e contemporaneamente di tanto angosciato dolore che dilaga nel mondo, dobbiamo imparare da Lei a diventare noi segni di speranza e di consolazione, dobbiamo annunciare con la vita nostra la risurrezione di Cristo”.
(Canto)
Come Maria i cristiani siano segni di speranza e consolazione in un mondo segnato da dolore e false gioie: così il Papa nella Solennità dell'Assunzione
Davanti al triste spettacolo di tante false gioie e di tanto dolore angosciato che dilaga nel mondo dobbiamo imparare da Maria a diventare segni di speranza e di consolazione, dobbiamo annunziare con la nostra vita la risurrezione di Cristo: con queste parole Benedetto XVI ha concluso l’omelia della Messa presieduta stamani nella parrocchia di San Tommaso da Villanova a Castel Gandolfo nella Solennità dell’Assunta. Alle 12.00 poi il Papa ha guidato l'Angelus nel Cortile del Palazzo apostolico della cittadina laziale. Il servizio di Sergio Centofanti.
(canto)
Il Papa parla dell’evento “unico e straordinario” dell’Assunzione in cielo di Maria, in corpo e anima, “segno di sicura speranza e consolazione” per tutti noi. “La più antica festa mariana” – sottolinea – è “un’occasione per ascendere con Maria alle altezze dello spirito, dove si respira l’aria pura della vita soprannaturale e si contempla la bellezza più autentica, che è la santità”:
“L’odierna festa ci spinge a sollevare lo sguardo verso il cielo. E non un cielo fatto di idee astratte, nemmeno un cielo immaginario creato dall’arte, ma il cielo della vera realtà, che è Dio stesso: Dio è il cielo. E Lui è la nostra meta, la meta e la dimora eterna da cui proveniamo e alla quale tendiamo”.
Quando Maria si è addormentata a questo mondo per risvegliarsi in cielo – ha spiegato il Papa - ha semplicemente seguito per l’ultima volta il Figlio Gesù nel suo viaggio più lungo e decisivo:
“Come Lui, insieme con Lui, è partita da questo mondo per tornare alla casa del Padre. E tutto questo non è lontano da noi, come appare forse in un primo momento, perché tutti noi siamo figli del Padre Dio, tutti noi siamo fratelli di Gesù e tutti noi siamo anche figli di Maria, Madre nostra. E tutti siamo protesi verso la felicità. E la felicità alla quale tutti noi tendiamo è Dio, così tutti noi siamo in cammino verso questa felicità, che chiamiamo cielo, che è Dio”.
Il Papa prega Maria perché ci aiuti a far sì che ogni momento della nostra esistenza sia un passo in questo cammino verso Dio, verso quella trasformazione “che riguarda ogni essere umano e il cosmo intero”:
“Colei da cui Dio aveva preso la sua carne e la cui anima era stata trafitta da una spada sul Calvario si è trovata associata per prima e in modo singolare al mistero di questa trasformazione, alla quale tendiamo noi tutti, anche noi spesso trafitti da spade della sofferenza di questo mondo. La nuova Eva ha seguito il nuovo Adamo nella sofferenza, nella Passione, e così anche nella gioia definitiva. Cristo è la primizia, ma la Sua carne risorta è inseparabile da quella della Sua Madre terrena, Maria, e in Lei tutta l’umanità è coinvolta nell’Assunzione verso Dio”.
Si tratta di una trasformazione che coinvolge tutta la creazione perché nasceranno nuovi cieli e una terra nuova, “in cui non vi sarà più né pianto, né lamento, perché non vi sarà più la morte”:
“Quale grande mistero d’amore viene oggi riproposto alla nostra contemplazione! Cristo ha vinto la morte con l’onnipotenza del suo amore e solo l’amore è onnipotente e questo suo amore lo ha spinto a morire per noi e così a vincere la morte. Sì, solo l’amore fa entrare nel regno della vita! E Maria vi è entrata dietro il Figlio, associata alla Sua gloria, dopo essere stata associata alla Sua passione. Vi è entrata con un impeto incontenibile mantenendo aperta dopo di lei la via per tutti noi. E per questo oggi la invochiamo: ‘Porta del cielo’, ‘Regina degli angeli’ e ‘Rifugio dei peccatori’. Non sono certo i ragionamenti a farci capire queste realtà così sublimi, ma la fede semplice, schietta, ed il silenzio della preghiera che infinitamente ci supera e ci aiuta a parlare con Dio e a sentire come il Signore parla al nostro cuore”.
La fede di Maria – rileva il Papa - ci fa vivere in questa dimensione tra finito e infinito, trasformando anche il senso del tempo: e grazie a quella fede sentiamo “che la nostra vita non è risucchiata dal passato, ma attratta verso il futuro, verso Dio dove Cristo ci ha preceduto e dietro a Lui, Maria”:
“Guardando l’Assunta in cielo comprendiamo meglio che la nostra vita di ogni giorno, pur segnata da prove e difficoltà, scorre come un fiume verso l’oceano divino, verso la pienezza della gioia e della pace. Comprendiamo che il nostro morire non è la fine, ma l’ingresso nella vita che non conosce la morte. Il nostro tramontare all’orizzonte di questo mondo è un risorgere all’aurora del mondo nuovo, del giorno eterno”.
Benedetto XVI chiede quindi a Maria di accompagnarci “nella fatica del nostro vivere e morire quotidiano” mantenendoci "costantemente orientati verso la vera patria della beatitudine”:
“Davanti al triste spettacolo di tanta falsa gioia e contemporaneamente di tanto angosciato dolore che dilaga nel mondo, dobbiamo imparare da Lei a diventare noi segni di speranza e di consolazione, dobbiamo annunciare con la vita nostra la risurrezione di Cristo”.
(canto)
All’Angelus, poi, il Papa ha ricordato che “dal Paradiso la Madonna continua a vegliare sempre, specialmente nelle ore difficili della prova, sui suoi figli, che Gesù stesso Le ha affidato prima di morire in croce”:
“Quante testimonianze di questa sua materna sollecitudine si riscontrano visitando i Santuari a Lei dedicati! Penso in questo momento specialmente alla singolare cittadella mondiale della vita e della speranza che è Lourdes, ove, a Dio piacendo, mi recherò fra un mese, per celebrare il 150° anniversario delle apparizioni mariane colà avvenute”.
“Maria assunta in cielo – ha concluso - ci indica la meta ultima del nostro pellegrinaggio terreno”:
“Ci ricorda che tutto il nostro essere - spirito, anima e corpo – è destinato alla pienezza della vita; che chi vive e muore nell’amore di Dio e del prossimo sarà trasfigurato ad immagine del corpo glorioso di Cristo risorto; che il Signore abbassa i superbi e innalza gli umili (cfr Lc 1,51-52). Questo la Madonna proclama in eterno col mistero della sua Assunzione. Che Tu sia sempre lodata, o Vergine Maria! Prega il Signore per noi”.
(musica)
www.radiovaticana.org/it1/videonews_ita.asp?vaiflv=0000438.flv&vaiserver=A&vai=ctv_frame00438.jpg&var1=15/08/2008&var2=Castel%20Gandolfo&var3=Santa%20messa%20nella%20solennità%20dell%20Assunzione%20di%20Maria&settimana=33&anno_perlinknav=2008&dal=10/08&...
www.radiovaticana.org/it1/videonews_ita.asp?vaiflv=0000439.flv&vaiserver=A&vai=ctv_frame00439.jpg&var1=15/08/2008&var2=Castel%20Gandolfo&var3=Angelus%20nella%20solennità%20dell%20Assunzione%20di%20Maria&settimana=33&anno_perlinknav=2008&dal=10/08&...