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Full Version: Affitto o Mutuo?
javipampa
Wednesday, October 27, 2010 10:19 AM
I soldi d'anticipo non bastano a trovare una casa degna in un contesto decente. Congelare 2-3 anni i soldi dell'anticipo e andare in affitto a 800\850 al mese secondo voi è una scelta che mi fa perdere? parliamo di Roma Eur.
in 3 anni perderei 24.000 euro almeno ma non posso rimanere a casa con i genitori quindi o compro o affitto. Se compro sono consapevole che quella deve essere la casa per chissà quanti anni perche oramai l'anticipo + spese è andato. Per chi lavora e ha un pochino da parte senza l'aiuto dei genitori è veramente tragico!
Mr MAGU
Saturday, November 06, 2010 12:38 PM
Re:
javipampa, 27/10/2010 10.19:

I soldi d'anticipo non bastano a trovare una casa degna in un contesto decente. Congelare 2-3 anni i soldi dell'anticipo e andare in affitto a 800\850 al mese secondo voi è una scelta che mi fa perdere? parliamo di Roma Eur.
in 3 anni perderei 24.000 euro almeno ma non posso rimanere a casa con i genitori quindi o compro o affitto. Se compro sono consapevole che quella deve essere la casa per chissà quanti anni perche oramai l'anticipo + spese è andato. Per chi lavora e ha un pochino da parte senza l'aiuto dei genitori è veramente tragico!




se prendi un mutuo ora paghi 800/850 euro al mese per 30 anni per prendere 160000 euro di capitale.

Ti bastano per comprare una casa "degna" come dici tu?
(Secondo me NO e non basteranno mai forse)
se la tua risposta è si allora compra !!

in alternativa
Puoi andare in affitto assieme ad altri come si fa da studenti per risparmiare qualcosa di affitto oppure rimanere a casa con i genitori e sacrificarti per accantonare denaro per un futuro acquisto.



pinux76
Sunday, November 07, 2010 5:36 PM
ho trovato un file xls per confrontare Affitto vs mutuo
spero a qcosa serva intanto te lo allego
ed in bocca al lupo
marco---
Thursday, June 23, 2011 9:09 AM
Il mutuo batte la locazione oltre i dieci anni (Fonte: casa24.ilsole24ore.com - di Evelina Marchesini - 23/06/2011)

Vivere in affitto? No, grazie. Almeno se la valutazione deve avere un fondamento di convenienza economica. L'eccezione che conferma la regola è quella della breve durata temporale, dove la locazione può diventare addirittura competitiva alla luce dei costi relativi alla proprietà immobiliare. Ma, potendo, il mito della casa in proprietà così caro agli italiani è anche quello che maggiormente si sposa con una scelta razionale.

Il duello non era scontato. Per capire puntualmente quale sia l'opzione più saggia abbiamo messo diversi ingredienti sui due piatti della bilancia, confortati dai calcoli dell'Ufficio studi di Tecnocasa. L'ipotesi di partenza è che si acquisti un bilocale di diverse zone di Milano e che acquirente e inquilino abbiano lo stesso capitale iniziale a disposizione.

Per l'opzione dell'acquisto bisogna prendere in considerazione i costi legati all'acquisto della casa e all'accensione del mutuo e i costi accessori sono stati compresi nel calcolo del "loan to value" (si veda la spiegazione in questa pagina); si devono poi ipotizzare delle spese di gestione dell'immobile, sia in termini di manutenzione ordinaria sia straordinaria. Si aggiunge naturalmente la rata mensile del mutuo ipotizzato per ogni singolo esempio che abbiamo riportato in pagina. A compensare gli esborsi ci pensa la rivalutazione della casa acquistata, rivalutazione che, nel caso dell'elaborazione di Casa24 Plus, abbiamo ipotizzato in modo prudente, pari alla media dell'indice Istat degli ultimi 10 anni, anche se nel lungo periodo il mattone, storicamente, si rivaluta più dell'inflazione. «La rivalutazione dei prezzi degli immobili a Milano – spiega Fabiana Megliola, responsabile dell'Ufficio studi di Tecnocasa – è stata in realtà del 58% a partire dal primo semestre 2001 al secondo semestre del 2010 e dell'88% a partire dal primo semestre 1996 al secondo semestre del 2010». Insomma, nonostante la crisi, la casa si è rivelata ancora una volta una cassaforte.
A quanto detto sopra, di anno in anno, è stata aggiunta la somma corrispondente al beneficio fiscale dovuto alla detrazione degli interessi passivi.

Nel caso dell'affitto abbiamo ipotizzato che il capitale iniziale venga investito in un BTp della stessa durata del mutuo e che il canone di locazione venga aggiornato ogni anno in base all'indice Istat. L'inquilino inoltre deve pagare annualmente la registrazione del contratto di affitto. Poichè, ipotesi per ipotesi (si vedano le singole elaborazioni in questa pagina) i canoni di locazione differenziano dalle rate del mutuo, la differenza viene investita in un conto corrente bancario ordinario con tasso di remunerazione dello 0,25% e, allo stesso tasso, si investe l'eventuale differenza tra i costi di gestione dell'immobile, i costi della locazione e il beneficio fiscale per la detrazione degli interessi. Naturalmente l'ipotesi è che il mutuo venga estinto solo alla scadenza e a tale data il risultato finale si ottiene, per il proprietario, come differenza tra il valore futuro dell'immobile e il totale dei costi; per l'inquilino, la differenza tra il capitale investito rivalutato e i canoni di locazione, più i costi.
Dall'elaborazione emerge un vantaggio per chi compra rispetto a chi affitta, tranne che nel caso dei dieci anni, durata sulla quale l'acquisto di un bilocale da 250mila euro in zona semicentrale a Milano, con un loan to value del 60%, equivale a una rata mensile di 1.662 euro e un canone di affitto iniziale di 900. Alla fine dei dieci anni, il vantaggio è dell'inquilino per 14.587 euro.

Vale invece il contrario in tutti gli altri casi: a partire dai 15 anni, la convenienza è tutta del proprietario, fino ai 311.765 euro dell'esempio del bilocale semicentrale con un mutuo a 30 anni. Fin qui tutto bene. E certamente concordano le famiglie e i giovani che devono prendere una decisione in merito all'abitare. Ma la domanda sorge spontanea: dove sono i mutui? Il vero nodo della questione, dopo la crisi dei subprime, è quello della disponibilità del credito e dell'attitudine delle banche a erogare mutui a chi effettivamente ne abbia necessità.
«C'è sicuramente molta restrittività da parte degli istituti nell'erogare mutui – spiega Roberto Anedda, direttore marketing di Mutui Online – soprattutto per le categorie a reddito più debole».

È praticamente impossibile avere un mutuo con contratti di lavoro a tempo determinato se, per esempio, non intervengono i genitori con una fideiussione, considerando che la rata del mutuo deve rimanere strettamente entro un terzo del reddito disponibile. E forse non tutti sanno che la banca, quando eroga il finanziamento, iscrive l'ipoteca sull'immobile non per l'importo erogato, ma per una cifra compresa tra il 150 eil 200% dello stesso. «In ogni caso l'effetto tassi convenienti ormai si è esaurito – conclude Anedda –, i finanziamenti sono più cari e il timore circa il futuro riporta in auge i tassi fissi. Non solo. Un altro dato significativo è la perdita di quota delle surroghe, che si è concentrata tra il 2009 e il 2010 quando i tassi erano ai minimi, esaurendo in gran parte la spinta entusiastica dei potenziali sottoscrittori».






Una differenza di 14.587 euro? Tutto qui? Poi, per i prezzi, come mai oltre al 2001 curiosamente scelgono il 1996? ...e chi avesse comperato nel 1991?

laplace77
Thursday, June 23, 2011 9:35 AM
Re:
marco---, 23/06/2011 09.09:

Il mutuo batte la locazione oltre i due anni (Fonte: casa24.ilsole24ore.com - di Evelina Marchesini - 23/06/2011)

Vivere in affitto? No, grazie. Almeno se la valutazione deve avere un fondamento di convenienza economica. L'eccezione che conferma la regola è quella della breve durata temporale, dove la locazione può diventare addirittura competitiva alla luce dei costi relativi alla proprietà immobiliare. Ma, potendo, il mito della casa in proprietà così caro agli italiani è anche quello che maggiormente si sposa con una scelta razionale.

Il duello non era scontato. Per capire puntualmente quale sia l'opzione più saggia abbiamo messo diversi ingredienti sui due piatti della bilancia, confortati dai calcoli dell'Ufficio studi di Tecnocasa. L'ipotesi di partenza è che si acquisti un bilocale di diverse zone di Milano e che acquirente e inquilino abbiano lo stesso capitale iniziale a disposizione.

Per l'opzione dell'acquisto bisogna prendere in considerazione i costi legati all'acquisto della casa e all'accensione del mutuo e i costi accessori sono stati compresi nel calcolo del "loan to value" (si veda la spiegazione in questa pagina); si devono poi ipotizzare delle spese di gestione dell'immobile, sia in termini di manutenzione ordinaria sia straordinaria. Si aggiunge naturalmente la rata mensile del mutuo ipotizzato per ogni singolo esempio che abbiamo riportato in pagina. A compensare gli esborsi ci pensa la rivalutazione della casa acquistata, rivalutazione che, nel caso dell'elaborazione di Casa24 Plus, abbiamo ipotizzato in modo prudente, pari alla media dell'indice Istat degli ultimi 10 anni, anche se nel lungo periodo il mattone, storicamente, si rivaluta più dell'inflazione. «La rivalutazione dei prezzi degli immobili a Milano – spiega Fabiana Megliola, responsabile dell'Ufficio studi di Tecnocasa – è stata in realtà del 58% a partire dal primo semestre 2001 al secondo semestre del 2010 e dell'88% a partire dal primo semestre 1996 al secondo semestre del 2010». Insomma, nonostante la crisi, la casa si è rivelata ancora una volta una cassaforte.
A quanto detto sopra, di anno in anno, è stata aggiunta la somma corrispondente al beneficio fiscale dovuto alla detrazione degli interessi passivi.

Nel caso dell'affitto abbiamo ipotizzato che il capitale iniziale venga investito in un BTp della stessa durata del mutuo e che il canone di locazione venga aggiornato ogni anno in base all'indice Istat. L'inquilino inoltre deve pagare annualmente la registrazione del contratto di affitto. Poichè, ipotesi per ipotesi (si vedano le singole elaborazioni in questa pagina) i canoni di locazione differenziano dalle rate del mutuo, la differenza viene investita in un conto corrente bancario ordinario con tasso di remunerazione dello 0,25% e, allo stesso tasso, si investe l'eventuale differenza tra i costi di gestione dell'immobile, i costi della locazione e il beneficio fiscale per la detrazione degli interessi. Naturalmente l'ipotesi è che il mutuo venga estinto solo alla scadenza e a tale data il risultato finale si ottiene, per il proprietario, come differenza tra il valore futuro dell'immobile e il totale dei costi; per l'inquilino, la differenza tra il capitale investito rivalutato e i canoni di locazione, più i costi.
Dall'elaborazione emerge un vantaggio per chi compra rispetto a chi affitta, tranne che nel caso dei dieci anni, durata sulla quale l'acquisto di un bilocale da 250mila euro in zona semicentrale a Milano, con un loan to value del 60%, equivale a una rata mensile di 1.662 euro e un canone di affitto iniziale di 900. Alla fine dei dieci anni, il vantaggio è dell'inquilino per 14.587 euro.

Vale invece il contrario in tutti gli altri casi: a partire dai 15 anni, la convenienza è tutta del proprietario, fino ai 311.765 euro dell'esempio del bilocale semicentrale con un mutuo a 30 anni. Fin qui tutto bene. E certamente concordano le famiglie e i giovani che devono prendere una decisione in merito all'abitare. Ma la domanda sorge spontanea: dove sono i mutui? Il vero nodo della questione, dopo la crisi dei subprime, è quello della disponibilità del credito e dell'attitudine delle banche a erogare mutui a chi effettivamente ne abbia necessità.
«C'è sicuramente molta restrittività da parte degli istituti nell'erogare mutui – spiega Roberto Anedda, direttore marketing di Mutui Online – soprattutto per le categorie a reddito più debole».

È praticamente impossibile avere un mutuo con contratti di lavoro a tempo determinato se, per esempio, non intervengono i genitori con una fideiussione, considerando che la rata del mutuo deve rimanere strettamente entro un terzo del reddito disponibile. E forse non tutti sanno che la banca, quando eroga il finanziamento, iscrive l'ipoteca sull'immobile non per l'importo erogato, ma per una cifra compresa tra il 150 eil 200% dello stesso. «In ogni caso l'effetto tassi convenienti ormai si è esaurito – conclude Anedda –, i finanziamenti sono più cari e il timore circa il futuro riporta in auge i tassi fissi. Non solo. Un altro dato significativo è la perdita di quota delle surroghe, che si è concentrata tra il 2009 e il 2010 quando i tassi erano ai minimi, esaurendo in gran parte la spinta entusiastica dei potenziali sottoscrittori».


Una differenza di 14.587 euro? Tutto qui? Poi, per i prezzi, come mai oltre al 2001 curiosamente scelgono il 1996? ...e chi avesse comperato nel 1991?





aggiungo che non e' una questione meramente economica:

- un affitto dura 3+2*2 o 4+4 anni, un mutuo 20-30 anni (il famoso quanto misconosciuto "orizzonte temporale dell'investimento");

- cambiare casa in affitto e' un conto (e un costo), cambiare casa di proprieta' tutt'altro (specialmente a riguardo della famosa e misconosciuta "mobilita' lavorativa");

- se non si riesce a pagare il mutuo, si ha un grosso problema con la banca; se non si riesce a pagare l'affitto, il problema piu' grosso ce l'ha il padrone di casa.

- chiudo parafrasando la rispostaccia "e se era un affare, che arrivava a me?" (e la sua variante "e se era un ottimo investimento, che stava sulla vetrina dell'AI per mesi o anni?") in tre modi:
+ + + se avere casa di proprieta' fosse stato cosi' conveniente, vi avrebbero lasciato essere proprietari per l'80%?
+ + + se stare in affitto e' cosi' sconveniente, avrebbero lasciato solo meno del 20% a pagare questo prezzo truffa?
+ + + se dare case in affitto fosse cosi' conveniente, come mai i grandi gruppi si limitano ai grandi affitti commerciali e sfuggono il retail residenziale?


insonn3
Thursday, June 23, 2011 10:05 AM
Forse questa piccola antologia può esserti utile

www.assinews.it/articolo.aspx?art_id=1877



..... E gli appartamenti sfitti - si calcola - sono il 6 per cento del totale. Ma a quanto ammonta il patrimonio immobiliare? E perché è partita la corsa alla svendita di case e appartamenti? A. A. A. VENDESI CASE DISPERATAMENTE Le casse private possiedono una città. Una piccola metropoli fatta di palazzi residenziali, negozi, cantine, box auto. Un patrimonio valutato 10 miliardi di euro. Nei prossimi anni - e questo è il segnale più evidente della difficoltà in cui si trovano, al di là di conti in attivo - saranno vendute 65 mila unità immobiliari.....

Fai un pò tu, io continuo ad aspettare sulla riva del fiume
marco---
Thursday, June 23, 2011 10:10 AM
Re: Re:
laplace77, 6/23/2011 9:35 AM:

...- chiudo parafrasando la rispostaccia "e se era un affare, che arrivava a me?" (e la sua variante "e se era un ottimo investimento, che stava sulla vetrina dell'AI per mesi o anni?") in tre modi:
+ + + se avere casa di proprieta' fosse stato cosi' conveniente, vi avrebbero lasciato essere proprietari per l'80%?
+ + + se stare in affitto e' cosi' sconveniente, avrebbero lasciato solo meno del 20% a pagare questo prezzo truffa?
+ + + se dare case in affitto fosse cosi' conveniente, come mai i grandi gruppi si limitano ai grandi affitti commerciali e sfuggono il retail residenziale?




Queste domande non se le pone nessuno perché in apparenza sembrano sciocchezze, invece dovrebbero fornire spunti per serie riflessioni.

Marco
marco---
Thursday, June 23, 2011 10:19 AM
Re: Forse questa piccola antologia può esserti utile
insonn3, 6/23/2011 10:05 AM:


www.assinews.it/articolo.aspx?art_id=1877



..... E gli appartamenti sfitti - si calcola - sono il 6 per cento del totale. Ma a quanto ammonta il patrimonio immobiliare? E perché è partita la corsa alla svendita di case e appartamenti? A. A. A. VENDESI CASE DISPERATAMENTE Le casse private possiedono una città. Una piccola metropoli fatta di palazzi residenziali, negozi, cantine, box auto. Un patrimonio valutato 10 miliardi di euro. Nei prossimi anni - e questo è il segnale più evidente della difficoltà in cui si trovano, al di là di conti in attivo - saranno vendute 65 mila unità immobiliari.....

Fai un pò tu, io continuo ad aspettare sulla riva del fiume

Infatti tempo fa si leggeva Interessante, stiamo salvando i bilanci delle banche con i ns fondi pensione

Giusto un attimo prima della fine del 2008 per salvare i loro
bilanci 2008 ,
Unicredit ed Intesa fanno affluire molti loro immobili
in fondi immobiliari (Fondo Omicron e Fondo Omega), partner dell'operazione Fimit
i cui azionisti sono i principali fondi pensione.


Marco
laplace77
Thursday, June 23, 2011 12:16 PM
Re: Re: Forse questa piccola antologia può esserti utile
marco---, 23/06/2011 10.19:

Infatti tempo fa si leggeva Interessante, stiamo salvando i bilanci delle banche con i ns fondi pensione

Giusto un attimo prima della fine del 2008 per salvare i loro
bilanci 2008 ,
Unicredit ed Intesa fanno affluire molti loro immobili
in fondi immobiliari (Fondo Omicron e Fondo Omega), partner dell'operazione Fimit
i cui azionisti sono i principali fondi pensione.


Marco




esatto...

in proposito ho aggiunto anche la' il seguente

UPDATE: riprendo la segnalazione di TgRomaTalenti




grella
Thursday, June 23, 2011 2:47 PM
Oggi a radio24


Casa, il sogno intramontabile degli italiani...........

domanda: "è ancora così?"

R: "Ceeeeeeeeeeeeerrrrrrrrrrttttttttooooooooooooooo!!!"

fabio_c
Saturday, August 27, 2011 9:13 PM
La scelta «va valutata mooolto bene».

fabio
laplace77
Saturday, August 27, 2011 9:45 PM
Re:
fabio_c, 27/08/2011 21.13:

La scelta «va valutata mooolto bene».

fabio




hehehe, mi pare che lo shift (l'OT se volete) sul mattone parte da questo commento (ad un tweet dell'autore che non vedo):

Anonimo ha detto...

Non sono per niente d'accordo. Il mutuo finisce, l'affitto mai. Voglio vedere a 60/70anni con pensione magari di 1000 euro a pagarne 500/600 di affitto. Esperienze personali di parenti Saluti

27 agosto 2011 07:42



mi ricorda un fenomenale thread del FOL, con tanto di grafichetto...

ragionamento IN APPARENZA vero, ma che non tiene conto dell'andamento demografico: qui, se le cose continuano come dagli anni '80 in poi, rischiamo che quando si arriva a 60/70 anni di case EREDITATE ne avremo 2 OGNUNO, altro che affitto da pagare con la minima pensione...

...semmai l'IMU da pagare, con l'addizionale per gli appa sfitti...


...senza contare che in posti come Roma, tanta gente ci vive solo perche' "li' si trova lavoro", ma una volta in pensione, molto meglio tornare al paesello...



(sylvestro)
Tuesday, February 28, 2012 1:56 PM


(sylvestro)
Friday, March 09, 2012 7:26 AM
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