Marte 2003
Agosto 2003: il "pianeta rosso" si avvicina alla Terra ed è possibile vederlo in dettaglio mentre quattro sonde spaziali stanno per raggiungerlo.
Non tutti se ne sono accorti: stiamo vivendo un'estate marziana per eccellenza. Nel senso che Marte, il più vicino dei pianeti esterni all'orbita terrestre, si sta accostando più di quanto sia accaduto da decine di migliaia di anni, offrendoci inedite vedute della sua superficie. Nel frattempo, un piccolo esercito di sonde spaziali automatiche sta per raggiungere il pianeta, sottoponendolo a una serie di nuove esplorazioni sulla superficie e dall'alto dell'orbita.
ORIZZONTE EST - Fin dalla sua levata a tarda sera, sull'orizzonte Est, il pianeta brilla intensamente nel cielo, lanciando bagliori rossastri. A chi ha la possibilità di osservarlo con un piccolo telescopio, Marte è pronto a mostrare, gli elusivi e mutevoli particolari della sua superficie in un crescendo di dimensioni. Insomma, uno spettacolo da non perdere, che culmina attorno alla fine di agosto 2003 quando il pianeta, trovandosi in quella situazione particolare che gli astronomi definiscono "grande opposizione" (più avanti vedremo cosa significa), tocca la minima distanza dalla Terra, circa 55,8 milioni di km.
I MISTERI E I MITI DI MARTE - L'avvicinamento 2003 di Marte ripropone una serie di interrogativi irrisolti che, nel corso dei secoli, hanno alimentato miti e fantasie su questo pianeta «vicino di casa» della Terra. Le domande più pressanti che ancora oggi si pongono gli scienziati sono: c'è abbondante acqua su Marte e in che forma? Esiste la vita, almeno a livello elementare? Appena un secolo fa le osservazioni con i grandi telescopi da Terra avevano generato l'illusione che Marte fosse popolato da una civiltà intelligente, capace di costruire, su scala planetaria, grandi opere di trasporto dell'acqua visibili da Terra: i famosi "canali". Un secolo fa gli astronomi pensavano di avere visto dei lunghi canali costruiti da marziani per il trasporto dell'acqua.
Partendo da questa ipotesi scientifica, avevano ricamato storie mozzafiato, popolate da creature tecnologicamente evolute ma ostili, pronte a sbarcare sulla Terra per annientarci. Capostipite di questa letteratura scientifica marziana è stato lo scrittore inglese Herbert George Wells, autore del best seller "La guerra dei mondi" (1898), diventato poi un film di successo negli anni Cinquanta.
Oggi nessuno (o quasi) crede più all'esistenza di marziani sotto forma di creature mostruose e spietate. Ma che possano esistere microrganismi marziani fra le fredde sabbie del pianeta rosso, sono in molti scienziati a ritenerlo possibile, tanto più che negli ultimi tempi si sono moltiplicati gli indizi a favore dell'esistenza di acqua sotto forma di uno strato congelato sub superficiale (permafrost).
L'OSSERVAZIONE A OCCHIO NUDO - Per prendere un primo contatto col pianeta, anche semplicemente affacciandovi a una terrazza, osservate con l'orizzonte orientale (Est) libero da ostacoli. Marte sorge verso le 23 nel mese di luglio e verso le 22 in agosto. Quando è ancora basso sull'orizzonte, a causa della turbolenza atmosferica, il pianeta scintilla come un grande rubino nella costellazione dell'Aquarius. Mano a mano che si solleva, la sua luce diventa più intensa e stabile.
Osservato a occhio nudo Marte è, solitamente, il terzo pianeta più brillante del cielo dopo Venere e Giove, facilmente riconoscibile per il suo tipico colore rossastro e per questo denominato anche il "pianeta rosso". Ma, all'epoca delle minime distanze dalla Terra, la sua magnitudine apparente cresce (circa -3 nella scala delle grandezze stellari) e, in questi casi, diventa ancora più brillante di Giove.
A causa dei movimenti combinati della Terra e di Marte, il pianeta, giorno dopo giorno, appare muoversi sullo sfondo delle altre stelle, alle volte da Occidente verso Oriente, cioè di moto diretto; altre volte da Oriente verso Occidente, cioè di moto retrogrado; ovvero rimane per qualche giorno apparentemente fermo, per cui si dice che è stazionario.
L'OSSERVAZIONE COL TELESCOPIO - Chi possiede un telescopio dotato di un treppiede molto stabile, può cominciare a osservare Marte con un ingrandimento medio-basso, giusto per prendere confidenza col pianeta. Un telescopio con un obiettivo da 10 cm di diametro e un oculare da 100 ingrandimenti mostra il disco di Marte grande quanto la testa di un chiodo tenuta fra le dita alla distanza di un braccio teso. Tanto basta per distinguere almeno la bianca calotta polare Sud. L'osservazione più approfondita richiede uno strumento da almeno 20 cm di diametro e un ingrandimento di 300. In questo caso il pianeta appare come un'arancia vista a due metri e mezzo di distanza.
Anche nelle migliori circostanze Marte non mostra che vaghi e mutevoli particolari della superficie. In genere, oltre alle bianche calotte polari, si possono intravedere delle macchie in corrispondenza dei suoi altopiani e delle depressioni. In alcuni casi, quando su Marte imperversa una tempesta di polvere su scala globale, si vede soltanto un'indistinta sfera gialla-arancione.
CHE VUOL DIRE OPPOSIZIONE - I periodi più adatti per l'osservazione di Marte al telescopio sono quelli delle opposizioni. Ricordiamo che quando il Sole, la Terra e Marte si trovano allineati nell'ordine ora detto, si dice che Marte è in opposizione, cioè opposto rispetto al Sole per noi che l'osserviamo dalla Terra; quando invece l'allineamento diventa Terra-Sole-Marte, si dice che Marte è in congiunzione.
E' proprio durante le opposizioni che Marte tocca le minime distanze dalla Terra. Si distinguono tuttavia le piccole opposizioni, che corrispondono alla posizione in cui Marte si trova all'afelio (massima distanza dal Sole); e le grandi opposizioni corrispondenti alla posizione di Marte al perielio (minima distanza dal Sole). Le piccole opposizioni si verificano in media ogni due anni e 50 giorni; le grandi opposizioni ogni 15-17 anni.
Ovviamente le grandi opposizioni sono ambite dagli astronomi, perché il pianeta raggiunge i minimi assoluti di distanza dalla Terra. Tanto per essere precisi, mentre la distanza media Terra-Marte durante le opposizioni di ogni tipo è di 78 milioni di km, in corrispondenza delle grandi opposizioni scende attorno a 56 milioni di km. La grande opposizione del 28 agosto 2003, è la più stretta degli ultimi 59.000 anni e dei prossimi 24.000 anni, con una distanza Terra-Marte di 55.756.622 km. Nella seconda metà del secolo XX, le date delle grandi opposizioni di Marte sono state il 1956, il 1971 e il 1988. Quella del 28 agosto 2003 è la prima grande opposizione del XXI secolo.
Posizione orbitale di Marte e della Terra durante la grande opposizione 2003.
Nei giorni attorno alla grande opposizione il disco del pianeta visto da Terra raggiunge una dimensione angolare apparente di 25'' (secondi di arco). Se pensiamo che la Luna ha un diametro apparente di mezzo grado, equivalente a 1.800'', ciò significa che Marte, raggiunge le dimensioni di un dischetto una settantina di volte più piccolo della Luna.
Considerata l'attuale a posizione di Marte, un osservatore da Terra dotato di un telescopio può intravedere al meglio alcuni particolari dell'emisfero Sud, come per esempio la calotta polare e le macchie chiare di Hellas e di Argyre. Poiché, a partire dal 29 settembre 2003, sull'emisfero sud di Marte inizia l'estate, una serie di osservazioni sistematiche tra agosto e settembre permette di vedere il progressivo ridursi delle dimensioni della calotta polare, causato dallo scioglimento estivo dei ghiacci. Uno dei dettagli di più facile identificazione dell'emisfero Nord è la macchia scura della Syrtis Major.
Fabrizio