Ecosistema Bambino 2006 9° rapporto di Legambiente

Ecosistema Bambino 2006 9° rapporto di Legambiente sulle politiche per l’infanzia dei comuni capoluogo
Ancora in crescita le città dei bambini. Almeno per quantità. Con il nord ad assumere il ruolo da protagonista nei confronti di un sud sempre più ridimensionato rispetto agli anni passati. Una classifica che vede crescere il livello medio-alto, solo 12 i comuni che occupano la fascia buono in classifica ma ben 31 arrivano a discreto alzando la media dell'impegno a favore della partecipazione di giovanissimi. Spicca tra le regioni più attive l'Emilia Romagna che quest'anno piazza due città sul podio, meglio della Toscana che comunque vede tutti i suoi capoluoghi nelle posizioni alte. Dicevamo del sud che fa passi indietro, orfano sempre più della legge 285 e di finanziamenti ad hoc. Unica eccezione, ancora una volta, Caltanissetta che anno dopo anno consolida la sua vocazione nelle politiche per l'infanzia e di Palermo, Benevento, Caserta e Cosenza che salgono significativamente attestandosi nella fascia dei discreto.
Lo strapotere del nord è coronato da Piemonte e Liguria con Torino e Genova a ricordare una ormai tradizionale cultura dell'infanzia forte di uffici e strutture ormai stabili. Il centro si propone con la già citata Toscana e con le Marche che vedono Pesaro e Ancona sugli scudi. Da analizzare separatamente il risultato della Capitale. Roma occupa infatti un positivo ma non troppo 14° posto, era 10° lo scorso anno, nonostante grandi sforzi e grandi investimenti, confermando quanto sia complicato mettere a fuoco gli obiettivi e razionalizzare gli interventi in una metropoli dispersiva nei tempi e nelle dimensioni.
Un dato importante è il consolidamento della maggior parte delle posizioni di alta classifica a dimostrazione che finalmente l'attenzione ai ragazzi non è più solo episodica.
Sono questi i risultati in sintesi di Ecosistema Bambino 2006 che festeggia la sua nona epifania. Nella calza di Legambiente caramelle e cioccolatini per le amministrazioni che si sono distinte nell'attenzione per i cittadini più piccoli. La classifica viene stilata in base ai dati (relativi al 2004) che le stesse amministrazioni forniscono compilando il questionario che ogni anno viene loro inviato da Legambiente. Maggiore incidenza nella stesura della graduatoria è data alle iniziative che favoriscono la partecipazione dei ragazzi realizzate dalle amministrazioni comunali, alla presenza di organi politici e tecnici specifici, alle strutture dedicate all'infanzia e,infine, alle iniziative culturali rivolte agli under 14.
Quattro le città che quest'anno balzano in cima alla classifica, tutte in crescita rispetto alla scorsa edizione a testimoniare una costante attenzione verso il pianeta infanzia. Partecipazione, aggregazione e strutture dedicate agli under 14 alla base del successo per le prime della classe. Le fantastiche 4 sono nell'ordine Ravenna, Pesaro, Parma e Torino. Da segnalare tuttavia la presenza di ben 8 città nella fascia più alta: Firenze, Pistoia, Ferrara, Siena, Genova, Piacenza, Caltanissetta e Ancona.
Tornano in gioco dopo anni di silenzio Bologna, oggi tra i discreti, e la Sardegna, con la sola Nuoro a non inviare il questionario compilato, che si apre finalmente al confronto sulle politiche per l'infanzia. Risalta nella classifica 2006 il preoccupante caso della Calabria che vede, fatta salva Cosenza, il baratro in graduatoria. E forse per una regione alla ricerca di un'identità sociale nuova, e di una nuova cultura della legalità, il dato può e deve far riflettere.
Progettazione partecipata (51%), incontri con il Sindaco (55%) e Consigli Comunali dei Ragazzi (47%) gli strumenti di partecipazione più utilizzati dalle amministrazioni per dar voce ai giovanissimi su bisogni e diritti. Nel campo dell'aggregazione e dell'offerta culturale vanno per la maggiore laboratori (84%) e soggiorni estivi (73%) ma da segnalare c'è certamente la crescente organizzazione di rassegne di teatro per ragazzi (74%).
Dati in crescita che sottolineano come la voce infanzia sia ormai abitualmente nel bilancio delle amministrazioni e che devono farci guardare con ottimismo agli sviluppi futuri ma che oggi, tuttavia, non ci assicurano ancora un effettiva efficacia degli strumenti. Troppo spesso infatti "le cose dei più piccoli" sono solo un vezzo politico di Sindaci e Assessori e non un vero strumento di interlocuzione con i giovanissimi, di amministrazione della cosa pubblica. Incontri con i Sindaci e CCR si rivelano spesso promesse non mantenute che creano solo cittadini disillusi dalle istituzioni. È forse tempo che l'educazione dei cittadini trovi i suoi spazi e i suoi tempi, più ampi e lunghi di quelli della politica ma che possono far crescere una comunità con radici più forti.
"Opportunità di partecipazione in un ambiente più sicuro e pulito sono i requisiti per consentire la formazione dell'identità sociale dei giovani - ha dichiarato il Direttore Generale di Legambiente Francesco Ferrante - ma l'obiettivo di consentire ai ragazzi di essere realmente partecipi della cosa pubblica è ancora lontano. Il nostro scopo non è dare premi e riconoscimenti ma creare confronto e dialogo affinché le cose dei più piccoli siano un progetto ampio e condiviso da tutti".
Dati positivi, dunque, che possono farci sorridere a patto di tenere alta la soglia d'attenzione in attesa di analizzare le politiche degli anni successivi quando il peso dello smantellamento della Legge 285 e i tagli delle finanziarie si faranno sentire in maniera sempre più pesante. Saranno allora le città che avranno puntato su politiche concrete, capaci di contaminare il tessuto sociale e culturale
ad essere premiate. Le altre invece ripartiranno dal fondo della classifica e a perdere purtroppo saranno solo i più giovani, e le città tutte.