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Marisa2003
Tuesday, June 09, 2009 8:31 PM
Prendo spunto dal titolo del libro di un amico, Gianluca Toro, per intitolare questo topic. L'argomento è spinoso, e poco investigato. Uno tra i primi, in Italia, ad addentrarsi nel filone è stato il Samorini, un 'cult' per chi studia questa tematica.
Esistono iconografie, in ambito cristiano, in cui sono presenti 'anomalie' figurative, o meglio aberrazioni- a prima vista- ma che nell'intento dell'artefice avevano sicuramente un senso. Una delle più eclatanti è presente nell'affresco intitolato 'La Tentazione', nella Cappella di Sant'Eligio (fine XII sec.) di Plaincourault, nella Francia centrale. In mezzo ad Adamo ed Eva, un Albero della Conoscenza è un enorme albero-fungo (l'altezza è uguale ai due individui), dal cui gambo emergono altri funghi. Attorno ad essi si insinua il serpente.

Lasciando per il momento da parte il significato, che ciascuno potrebbe fornire in base alle proprie conoscenze, vorrei presentare un altro affresco, che abbiamo visto personalmente, situato nell'antica chiesa di S.Brigida (nell'omonimo paese in Valle Averara, BG), oggi santuario della Beata Vergine Addolorata. Un santo eremita, Onofrio, regge in mano una ben strana corona-rosario, che ha tutta l'aria di essere una collana i cui 'grani' sembrano funghi. L'affresco è stato studiato da R.Scotti in diverse pubblicazioni, e pure dallo stesso Samorini. Inserisco il dettaglio del curioso 'reperto', se qualcuno vuole dire cosa potrebbe essere, alternativamente ai funghi, è ben accetto. L'ipotesi fatta in un primo tempo è che si tratti di ghiande, visto che il santo eremita porta un perizoma di foglie di quercia, inoltre esse sono dure e maneggevoli. Ma...?

www.duepassinelmistero.com/B-05.jpg

Per spaerne di più su questo affresco e vederne ulteriori dettagli, il link diretto è il seguente:

www.duepassinelmistero.com/Homoselvadego.htm

giamba253
Wednesday, June 10, 2009 1:26 PM
Ciao, Marisa.Ti ringrazio di questa ennesima chicca, confesso non conoscevo l'affresco ma la tematica mi ha sempre affascinato e attratto. Ho trovato un'immagine del dipinto che, con l'intenzione di fare cosa gradita ai tuoi ospiti, mi accingo a inserire. Nell'eventualità non dovessi riuscirci, l'indirizzo internet a cui andare a visionarla è : 3.bp.blogspot.com/_yWmoFMB_Tx4/SZ_lVt5Hi4I/AAAAAAAABjY/aHrE_v4oEGE/s320/Plaincour...







Sempre che non vi siano vincoli di sorta, altrimenti toglila pure.
Un articolo di Giorgio Samorini nello specifico della Tentazione di cui sopra: psiconautica.byethost13.com/content/view/691/26/
mauroi
Wednesday, June 10, 2009 10:41 PM
cara Marisa,
c'è un altro libro
www.tarantularubra.it/transe/allucinogeniecristianesimo.htm
e materiale nel web da approfondire (ma molto in inglese )
ciao
mauro
Mariomar
Thursday, June 11, 2009 12:09 PM
Re:spiritualità e religioni
Tra i link visitati c'è questo articolo che riassume la questione in maniera essenziale: ieraporneusis.googlepages.com/ebrei

Nell’ arte romanica e nella prima arte gotica è diffuso il tema della raffigurazione dell’albero della Tentazione - quello del serpente attorcigliato che invita Eva a cibarsi del frutto proibito - come un albero-fungo. Numerose sono le raffigurazioni che lo documentano e quella più conosciuta, ma non l’unica, è il famoso albero-fungo (amanita muscaria) della cappella di Plaincourault in Francia, riportata nel libro esauritissimo da anni “Il Fungo Sacro e la Croce” di John Allegro.

Autorevoli studiosi dell’arte hanno sostenuto che in realtà si tratta della stilizzazione di una conifera giunta a raffigurare un fungo per via dei ripetuti passaggi stilistici. Successivamente però, gli studi di Gordon Wasson hanno messo in luce il fatto che all’ origine di numerosi culti misterici e di religioni(1) vi era l’uso sacramentale di piante che, impropriamente, vengono definite “allucinogene”, tra cui primeggiano i funghi del genere Amanita, Paneolus, Pluteus, Inocybe e Psilocybe. Si può sostenere lo stesso nei confronti del cristanesimo delle origini? A giudizio di un apprezzato studioso italiano, Giorgio Samorini, che continua per strade diverse le ricerche di J. Allegro e G. Wasson, si deve rispondere affermativamente.

Sta di fatto che la diffusione del tema dell’albero-fungo coincide con l’epoca delle Crociate, e quindi dell’ incontro massivo della cultura cristiana europea con le sue radici mediorientali, anche se ormai islamizzatesi. E’ documentato, del resto, che l’affresco di Plaincourault fu disegnato da Cavalieri Ospedalieri (Ordine di Malta) al loro ritorno dall’Oriente. Ciò, però, non testimonia del fatto che - si potrebbe obiettare - in origine vi fosse un culto del fungo nel cristianesimo ma solo che dei cristiani venuti a contatto con un altra cultura hanno fatto loro un simbolismo estraneo in una data epoca.

Ora, le cose non sono così semplici come possono apparire. Gli studi di Allegro, per quanto estremistici, hanno mostrato che effettivamente il cristianesimo delle origini (di cui forse Cristo stesso è l’ultimo esponente, al confine tra mito e storia) è stato un culto misterico, cioè un culto alla cui base vi erano riti a base di sesso e assunzione di sostanze in grado di modificare le “porte della percezione”. Se tuttavia si potesse dimostrare che i Cavalieri Ospedalieri hanno disegnato quell’affresco con la precisa intenzione di raffigurare un fungo “allucinogeno” e non di stilizzare una conifera, ci sarebbe da domandarsi dove essi hanno tratto questa conoscenza misterica. L’hanno ricevuta dagli arabi o l’hanno ricavata da una corrente cristiana primitiva stanziale, più vicina alla purezza delle origini?(2)

Ora, Giorgio Samorini ha analizzato accuratamente questo affresco e quelli di altri alberi-fungo. Non sono assolutamente, come hanno sbrigativamente scritto autorevoli storici dell’arte (E. Panofsky), esclusivamente delle stilizzazioni di conifere, perché altrimenti non vi sarebbe stata ragione di riscontrare in queste stesse “stilizzazioni” gli elementi caratterizzanti la raffigurazione specifica di un fungo... e che fungo, visto che sono disegnate pure le macchioline bianche della cappella rossa!

Nel suo articolo apparso per risolvere la questione (G. Samorini: “Gli Alberi-fungo nell’arte cristiana”, in ELEUSIS n.1/1998)(3) sono riportati tutti i particolari. Spesso nel simbolismo, le caratteristiche della conifera e del fungo sono assemblate e ciò può favorire la tesi degli studiosi dell’arte se non si sapesse che le amanite muscarie vegetano spontaneamente ed hanno il loro habitat ideale proprio sotto molte specie di conifere. Quella che è davvero una “rivelazione” nel dotto articolo di Samorini è la scoperta che anche l’alchimia è connessa con i misteri del fungo. Ciò emergerebbe dallo studio di un manoscritto alchemico del XIV sec. conservato alla Bodleian Library di Oxford, dove risultano incontrovertibili ed espliciti i riferimenti all’assunzione di un fungo “allucinogeno” e all’associazione di quest’ ultimo con il simbolo della salamandra. Sulla salamandra, Samorini svolge delle considerazioni che meritano di essere lette direttamente (almeno da chi si interessa di alchimia) e che aprono un ulteriore spiraglio non solo verso la comprensione di questa antica disciplina ma anche sulle pratiche segrete di alchimia sessuale di Giuliano Kremmerz, al cui riguardo ci è stato riferito dell’uso di particolari sostanze psicotrope.

E’ al termine del suo articolo che però Samorini ci offre la “chicca” più grossa, ovvero la prova che proprio di funghi si tratta e non della stilizzazione di una conifera, nel culto cristiano. Nel mosaico della “cripta degli scavi” della basilica paleocristiana di Aquileia, in Friuli, datata al 314 d.c., vi è la raffigurazione di un canestro contenente dei funghi (agarico moscario), assieme ad altri simboli. Che ci fa un cesto pieno di funghi “allucinogeni” tra i simboli misterici di quella religione?(4).

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[1] Possiamo sostenere che la religione è nata come “incomprensione” di un significato “misterico”?

[2] Ci sentiamo di escludere la prima ipotesi perché facente parte di un circolo vizioso. Gli stessi Arabi non potrebbero che averla tratta da quella stessa corrente cristiana primitiva e “palestinese”, poiché la cultura araba viene dal deserto, dove il fungo non cresce.

[3] Acquistabile presso questa Redazione.

[4] Samorini conclude il suo saggio in termini prudenti: “l’ unica cosa che ritengo di poter affermare con un certo grado di sicurezza è che ciò che è finora emerso dall’ esame di questi documenti è sufficiente per giustificare e promuovere un’indagine etnomicologica seria e priva di pregiudizi della cultura cristiana antica”.


ieraporneusis.googlepages.com/ebrei

Secondo me sono due i punti principali da discutere:
a)il cristianesimo come religione misterica
b)ordini moastico-cavallerschi, si parla dei Gerosolimitani nell'articolo,fautori di quell'incredibile affresco. Dove hanno tratto costoro tale iconografia e perchè?
c)appunto come dice l'articolo, se dagli arabi, questi ultimi non potevano notoriamente averla nel loro patrimonio iconografico in quanto le immagini sono vietate (inoltre si fa giustamente notare come in ambiente desertico i funghi non crescano, ma per questo fatto mi rimetto a chi è più esperto).
d) last but not last scorgo questo concetto

è la scoperta che anche l’alchimia è connessa con i misteri del fungo

e mi domando cosa ne pensano gli alchimisti di questo forum o chi ci legga e se ne intende. Quale ponte vi sia tra il

fungo “allucinogeno” e l’associazione di quest’ ultimo con il simbolo della salamandra

io non l'ho proprio capito
Saluti.
mauroi
Thursday, June 11, 2009 5:48 PM
caro Mario,

immagini sono vietate


le immagini sacre, ma qualcosa di simbolico, magari su testi di alchimia araba, chissà?

la cultura araba viene dal deserto, dove il fungo non cresce.



qui l'autore dell'articolo, mi pare ragioni ,"per partito preso"
non tiene conto di
www.artepreistorica.it/articoli/articolo.asp?idarticolo=27
dello stesso Samorini
il deserto non è "tutto sabbia"
http://it.wikipedia.org/wiki/Deserto_del_Sahara#cite_ref-1
non tutti i popoli arabi vivono in zone completamente desertiche
ciao
mauro
Marisa2003
Thursday, June 11, 2009 9:22 PM
Carissimi, quante novità avete postato, vi ringrazio! Mauro sei una miniera di links. Bellissima la foto con la 'Tentazione', dalla quale si vede chiaramente che l' "albero" non dovrebbe essere una conifera poichè l'autore, a scanso di equivoci, ha debitamente collocato i classici puntini bianchi tipici dell'Amanita Muscaria.
Alchimia ed enteogeni? Prova a vedere se qualcosa chiarisce le idee, qui:

www.airesis.net/StatiAltriDiCoscienza/Stati%20altri%20di%20coscienza%202/Norfo_enteo...

E' però probabile che chi scrive 'genericamente' di certe cose (mi riferisco all'articolo introdotto dal Mario)non sia un Alchimista. Ma anch'io mi rimetto al giudizio dei più esperti.

Mauro (o gli altri), non è che per caso trovi altre iconografie con quella sorta di 'rosario' i cui grani paiono essere funghi? Possibile sia un 'unicum', quello di S. Brigida, nella sperduta(ma non troppo, un tempo era molto importante) Valle Averara?
Spero che Gianluca Toro possa intervenire con qualche sua considerazione. Se ci sei...batti un colpo

(A proposito del rosario, all'epoca in cui il dipinto fu realizzato (1478), la 'corona del rosario' che tutti conosciamo era stata introdotta da pochissimo in Europa. Forse vi era 'qualcosa di simile'. Infatti, come l'amico R.Scotti ha ben descritto nel suo articolo sul S. Onofrio (rivista 'Altrove': "L’insolita corona del santo eremita. Considerazioni sull’iconografia della figura di sant’Onofrio, affrescata nell’antica chiesa di Santa Brigida, nell’alta Valle Brembana (BG)", Nautilus, Torino, 10: 78-100, giugno 2003:

" La provenienza del rosario è shivaita, e i 108 grani originari (formati di Semi o Rudraksha) rappresentano i nomi di Rudra-Shiva. Nel passaggio al Buddismo i semi si sono ridotti a 50, forse perché tali sono le lettere dell’alfabeto sanscrito, le quali nell’insieme effigiano le Madri (Matrikā), ossia le forme archetipiche della Natura. Il Cristianesimo le ha teologizzate, trasformandole in Preghiere e facendo assumere al significato mantrico delle parole una connotazione mistica[...]. Nella sua forma attualmente più comune, la corona fu introdotta dal beato Alano de la Roche (1428 - 1475) con l'intento di diffondere la recita di 150 Ave Maria, suddivise in decine precedute da Pater noster e Gloria, e meditare sui principali misteri della storia evangelica di Gesù e Maria, divisi in gruppi di cinque: gaudiosi, dolorosi, gloriosi.[...]Non è chiara né la forma né la funzione precisa che questo oggetto aveva nei tempi antichi e antecedenti ad Alano".



Grazie e ciao|
Gianluca Toro
Friday, June 12, 2009 1:54 PM
Alberi-fungo
Ciao a tutti,
vi ringrazio per l’interesse dimostrato per le immagini fungine nell’arte cristiana. Cercherò di riassumere i dati essenziali, rispondendo a tutti. In ogni caso, tutti gli spunti riportati nel forum sono sviluppati nel mio libro, per quanto è stato nelle mie possibilità. Per chi fosse interessato a ricevere copia in CD, può contattarmi senza problemi. Sarò anche presente all’incontro del 6 aprile e in quell’occasione mi farà molto piacere condividere commenti, critiche, proposte e suggestioni.
Come dice Marisa, l’argomento è un po’ spinoso e può dare origine a fraintendimenti. Gli autori che si sono interessati a questo argomento sono Samorini e ultimamente Camilla e Gosso, in “Allucinogeni e Cristianesimo”. Conosco personalmente e apprezzo gli autori di quest’ultimo libro. E’ un testo importante nell’editoria italiana, perché propone a un pubblico più vasto la tematica, ma credo che in alcuni casi la documentazione e l’interpretazione proposta sia un po’ forzata. In ogni, caso, diverse immagini sono piuttosto interessanti. Per quanto riguarda i siti in Internet in cui si possono trovare immagini di questo tipo di iconografia, in alcuni casi si trovano documenti interessanti, in molti altri si tratta di interpretazioni fantasiose, nel senso che potrebbe esserci il pericolo di vedere funghi dove la somiglianza è molto lontana. Anch’io avevo questa tendenza, all’inizio della mia ricerca, ma era necessario riformulare la ricerca in termini oggettivi, definendo dei criteri interpretativi, e riportando, caso per caso, il grado più o meno alto di attendibilità nell’individuare immagini fungine. Ho quindi lasciato da parte molte immagini. In ogni caso, credo che gli esempi sono molto più numerosi di quanto possa sembrare! Bisognerebbe girare le biblioteche europee…
La cosa che ho tentato di fare con il mio libro è quella di presentare uno studio sistematico dell’argomento, accompagnata da una documentazione iconografica, spesso inequivocabile, concludendo con una cauta interpretazione generale. In pratica, penso, come Samorini, che il Cristianesimo, nel suo diffondersi, si sia imbattuto in credenze e pratiche popolari che prevedevano l’uso di funghi, anche psicoattivi, e che abbia tentato di eliminarli o almeno di inglobarli, laddove era difficile, in quanto molto radicate. In questo modo, il simbolo fungino è entrato a far parte dell’iconografia dell’arte cristiana, in modo più o meno consapevole da parte dell’artista, per esprimere contenuti spirituali e visionari. Infatti, la maggior parte delle immagini fungine si trovano in scene quali tentazione, resurrezione, trasfigurazione, miracoli, ecc.
La scena più significativa è sicuramente quella della tentazione, di cui l’affresco di Plaincourault è un esempio incredibile. Ma ce ne sono altri in cui compare un albero-fungo! L’uomo ha sempre tentato di affrancarsi dalla sua condizione terrestre, per raggiungere stati “altri”, cioè spiritualmente elevati. Il frutto proibito dell’Albero della Conoscenza è quello che consente di farlo. In esso si trova questa possibilità, la possibilità di acquisire una nuova consapevolezza del mondo, il frutto proibito è conoscenza. Adamo ed Eva, dopo averlo mangiato, sono consapevoli della loro nudità, che in realtà è una consapevolezza più generale. E ogni acquisto di conoscenza ha sempre un prezzo più o meno grande. Tutti questi elementi sono caratteristici delle esperienze con sostanze psicoattive, funghi nel caso specifico. In questo senso, la tentazione è un racconto straordinario, che va alla radice di ogni naturale tendenza umana ad “andare oltre” la materialità, un racconto molto attuale in questa epoca che viviamo.
Per quanto riguarda l’origine di questa forma iconografica, credo che derivi dal simbolismo dell’albero sacro (albero della vita, albero della conoscenza), diffuso in tutto il mondo, poi interpretato in modo differente a seconda del periodo. Nel caso specifico di Plaincourault, secondo Samorini, i cavalieri dell’Ordine di Malta, di ritorno dalle crociate, avrebbero potuto vedere un esempio di questa iconografia in Terra Santa. Un altro esempio di albero-fungo tipo Amanita muscaria (cioè come quello di Plaincourault) è quello di Santa Maria ad Cryptas, a Fossa (L’Aquila), dove è rappresentato vicino a San Maurizio a cavallo.
Per il rapporto tra alchimia e funghi psicoattivi, probabilmente gli alchimisti conoscevano le loro proprietà, e anche quelle delle piante. In un libro lulliano, si legge che piante e funghi si usavano per ottenere la quintessenza. La salamandra, poi, come afferma Samorini, sarebbe un simbolo dell’Amanita muscaria, in quanto ha il corpo maculato ed è spesso rappresentata nel fuoco, forse in riferimento all’uso di seccare i cappelli del fungo prima di ingerirli, per ottenere i massimi effetti. Sull’argomento, ho scritto un articolo in inglese per una rivista tedesca, a riguardo dell’aqua permanens. Se interessati, invierò con piacere l’articolo a Marisa per il sito.
Al momento, conosco solo due immagini fungine nell’alchimia. Una è quella di Mercurio ermafrodito nello “Splendor Solis” di Trismosin, in cui Mercurio tiene in mano quello che sembra un piccolo fungo. L’altra è quella di un manoscritto medievale del XIV secolo, in cui si trova un albero-fungo del tipo Plaincourault, vicino a una salamandra nel fuoco e ad una persona sempre con un piccolo fungo in mano, la quale sembra barcollare per gli effetti dell’ingestione.
Infine, sulla presenza di funghi nel Sahara, il Sahara ha passato un periodo in cui la vegetazione era rigogliosa, soprattutto sugli altipiani, e sicuramente non mancavano i funghi. Nel Tassili, ci sono pitture rupestri in cui Samorini ha individuato rappresentazioni di funghi. Recentemente, ho individuato due immagini nuove nello stesso contesto, pubblicate in un articolo sulla rivista “Altrove”. Anche in questo caso, posso inviarlo a Marisa, se interessasse.
Bene, scusate per le troppe parole, ma mi faccio un po’ prendere dall’entusiasmo!

Gianluca
mauroi
Friday, June 12, 2009 5:50 PM
caro Gianluca,

Sarò anche presente all’incontro del 6 aprile


penso che tu intenda il "6 settembre"
Anche se non lo citi, penso che tu conosca:
Il Fungo Sacro e la Croce” di John Allegro, poichè mi pare il discorso è partito a suo tempo da questo libro, cosa ne pensi?
ciao
mauro
mauroi
Friday, June 12, 2009 6:20 PM
cari amici e caro Gianluca ,
la recensione del tuo libro, ma... solo in un sito spagnolo

www.muscaria.com/fungo.htm
ciao
mauro
Gianluca Toro
Saturday, June 13, 2009 9:33 AM
Alberi-fungo
Ciao Mauro,
scusa ancora per i problemi di inserimento del testo.
Naturalmente è per il 6 settembre!
Il sito spagnolo è di un amico che mi stampa e distribuisce il libro.
Può ammortizzare i costi che per me sono troppo alti per la distribuzione a un costo ragionevole. Al momento, posso solo distribuirlo in CD, vedremo in futuro cosa si può fare...Le case editrici a cui l'ho proposto non erano interessate.
Per il libro di Allegro, mi sembra eccessivo, praticamente solo sulla base di considerazioni linguistiche, affermare che il Cristianesimo era una rleigione basata sul culto del fungo sacro. Avrebbe avuto più forza se avesse presentato una serie di immagini, e non solo quella di Plaincourault. Le immagini parlano da sè, valgono più delle parole, ma naturalmente c'è spazio anche per commenti e ipotesi varie, che dovrebbero rimanere, seocndo me, piuttosto caute. In ogni caso, il libro di Allegro ha aperto una strada.
Tu cosa ne pernsi del libro di Allegro?

Gianluca
Mariomar
Saturday, June 13, 2009 6:36 PM
Re:Religone e spiritualità
Benevenuto,Gianluca. Spiace che non riesci a pubblicare il tuo interessante libro presso gli Editori italiani. Comunque, grazie per alcune notizie nel tuo intervento.L'articolo sulla salamandra andrà benissimo per rendere meglio l'idea, magari con immagini. Sicuro poi che mercurio tenga in mano un fungo? Hai la foto di Fossa?
Ciao, a quanto si vende il CD?
Saluti.
Gianluca Toro
Monday, June 15, 2009 8:09 AM
Alberi-fungo
Ciao,
nei prossimi giorni invio l'immagine di Fossa, quella dei due manoscritti alchemici (compreso il Mercurio) e l'articolo sull'aqua permanens, dove si parla anche della salamandra. Lo invio in inglese, poi successivamente magari lotraduco in italiano.
Per il CD, lo distribuisco a 15 euro, spese postali incluse. Fammi sapere.

Gianluca
mauroi
Monday, June 15, 2009 12:21 PM
caro Gianluca,

Tu cosa ne pernsi del libro di Allegro?


non avendo potuo leggerlo poichè non si trova in italiano,non posso darti un giudizio, tuttavia aspettavo il parere di un membro di un altro forum ,che..per ora non è arrivato.
ciao
mauro
Gianluca Toro
Tuesday, June 16, 2009 7:55 AM
Alberi-fungo
Ciao,
per il libro di Allegro in italiano puoi provare a vederese ce l'ha "Cesco Ciapanna Editore", se esiste ancora. ALtrimenti, posso fotocopiarti il mio e portartelo a settembre.
Allego qui l'articolo sull'"aqua permanens" in alchimia (è in inglese, eventualmente, se interessa, lo traduco) e alcune immagini.
Le didascalie sono:

Fig. 1: Miniatura, manoscritto alchemico, XIV secolo (Bodleian Library, Oxford)
Fig. 2: Mercurio, miniatura. Splendor Solis (o Il Toson d’Oro), S. Trismosin, 1532-1535
Fig. 3: ¬San Martino, affresco. Chiesa di Santa Maria ad Cryptas, parete meridionale, stile benedettino-cassinese, 1264-1283 (Fossa, L’Aquila)

Gianluca
Gianluca Toro
Tuesday, June 16, 2009 7:57 AM
Alberi-fungo
Ciao,
per il libro di Allegro in italiano puoi provare a vederese ce l'ha "Cesco Ciapanna Editore", se esiste ancora. ALtrimenti, posso fotocopiarti il mio e portartelo a settembre.
Non ho notato che per gli allegati si possono mandare solo file con alcuni formati. Ancora un po' di pazienza e invio alcune immagini

Gianluca
Gianluca Toro
Tuesday, June 16, 2009 5:22 PM
Alberi-fungo
Ciao,
ecco l'articolo comparso su "Magister Botanicus Magische Blätter", n° 11 (2007) e due immagini:

Fig. 1: Mercurio, miniatura. Splendor Solis (o Il Toson d’Oro), S. Trismosin, 1532-1535
Fig. 2: ¬San Martino, affresco. Chiesa di Santa Maria ad Cryptas, parete meridionale, stile benedettino-cassinese, 1264-1283 (Fossa, L’Aquila)

AQUA PERMANENS IN ALCHEMY: AN ACTIVE SUBSTANCE ?

Gianluca Toro

Alchemy describes a chemical process of transmutation, for which authors provides a great number of indications, depending on how the final goal was represented. The real meaning of alchemy is a psychological one. Substantially, alchemy describes a series of psychological processes, expressed in a pseudo-chemical language, in which chemistry has a symbolical and not a practical role. From a strictly chemical point of view, the great part of the described processes don’t have any significance, even if there were surely some practical and useful discoveries.
Alchemists didn’t know the true nature of matter and in order to explain its mystery they involuntarily projected their unconscious on the matter itself, following the general phenomenon according to which all that is unknown is filled with a psychological projection. Such projection was a quality of the matter. Practically, during the completion of the alchemical work, psychical phenomena were experienced and interpreted as a behaviour of the chemical process. Thus, in the obscurity of an external fact it is possible to find one’s inner life, even if it is not recognized as such.
Among the various alchemical concepts, we find that of aqua permanens. It was known under different names, for example aqua vitae, aqua mercurialis, soul of the lapis and Mercury. It is contained in the prima materia, it is soul, spirit, wisdom, truth, supreme treasure, hidden source of the inner man, arcane substance, psychic substance, most secret numinous reality, what transforms and what is transformed.
In this article, we’ll give a limited contribution to the identification of aqua permanens, by taking in consideration two representative images.
In an illumination illustrating the work Splendor Solis by S. Trismosin (XVI century), we find Mercury represented as the Divine Hermaphrodite, as union of Sol (the conscience and the male part) and Luna (the unconscious and the female part). It is depicted with two heads, a red and a white wing. Mercury holds in hand what seems to be a mushroom. Taking in consideration the egg-like form of such mushroom, its white colour, the red and white colour of the wings and the woody environment with some trees, it is possible to identify the mushroom species as Amanita muscaria. Infact, in its first stages of development, A. muscaria is like a white egg and it grows in ecological association to some trees species, mostly birches, reaching its final characteristic appearance, that’s to say a red cap dotted with white spots. Moreover, Mercury hold in the other hand what seems to be the inferior part of a mushroom cap and he is standing on a single leg, symbolically representing the single “leg” (stalk) of a mushroom.
It seems that in this case the artist had intentionally represented a mushroom, A. muscaria in particular. This is also in accordance with the figure of Mercury as god of revelation, symbol of transformation, manifested as ouroboros that kills and bring back to life itself, all elements linked with the entheogenic experience. But Mercury is also aqua permanens, that in turn could be identified with an extract of A. muscaria.
According to alchemists, the union of Sol and Luna originates venomous animals, as salamanders and toads. Thus, it could be possible that aqua permanens, as Mercury the Divine Hermaphrodite, could be also represented by salamanders and toads. Salamander in alchemy is also considered as an attenuated form of toad. On the other hand, salamander is the spiritus mercurialis of prima materia, in which aqua permanens is contained. Thus, Mercury’s spirit (and salamander, as consequence) could be considered as aqua permanens itself. In the same way, also products obtained from toads could be identified with aqua permanens.
Salamander was principally a symbol of transformation and rejuvenation, death and rebirth and double life (perhaps for the black skin with yellow spots and for its metamorphosis) and represented sulphur.
In an illumination contained in a late-medieval manuscript (XIV century), we find a mushroom-tree with the characteristics of A. muscaria. On the right, a man in dancing attitude holds in hand what seems to be a mushroom, probably A. muscaria itself, while he covers himself the forehead with the other hand. Perhaps, the man staggers because of the mushroom effects, and the hand on the forehead would be in relation to inebriation or dizziness, typical of the first phase during the entheogenic experience with such mushroom species.
We find also a salamander (as the Latin text below tell us), depicted both near the mushroom-tree and on the fire. In this context, salamander would be a symbol of A. muscaria, maybe for its spotted skin remembering the dotted mushroom cap. Moreover, representing a salamander on fire would remember the fact that A. muscaria cap is generally dried before being ingested, in such a way to experiment the full effects.
Another element linking salamander and A. muscaria could be represented by the fact that the first could be psychoactive by itself.
B. Ogorevc has reported the preparation of a salamander brandy in Slovenia, particularly in the area of Ljubljana. Salamander would be identified with Salamandra salamandra. The use of such brandy would date back to some hundreds years ago; according to the oral tradition, it would have a medieval origin.
Such brandy is produced following 3 methods. The first consists in putting a pair of alive salamanders in a barrel along with apples, pears and plums, leaving the mixture to ferment for a couple of months. In the alcoholic environment, the salamanders produce a secretion as a defence, until they die. The mixture is then distilled. In the second method, 5 or 6 alive salamanders are put on a sieve upon which a yet distilled brandy is drained, in order to obtain the final product. In this case, the animals produce the secretion and then die. The last method consists in dropping a fresh distilled and still warm brandy on a salamander hung on a rope. The final product is gathered in a container and the dead animal is replaced with an alive one, until the end of the process. Normally absinthe (Artemisia absinthium) is added.
Even if there are some doubts on the efficacy of this preparation, the effects reported by the author are a pleasurable inebriation, distortion of reality and visual (coloured lightning) and auditive phenomena. Things seem new and strange and an intense erotic feeling is experienced. It is also possible to fall asleep. At the end of the experience, there can be partial amnesia; after-effects have not been reported. In general, the effect is more similar to that of strychnine, muscimol or ibogaine than to that of classic psychedelics such as mescaline, psilocybin and LSD. In particular, a consumer has affirmed that it is possible to experience a visionary state with contents similar to those of the works of the Flemish painter Hieronymus Bosch.
The secretion of salamander contains steroidal alkaloids such as cycloneosamandaridine, cycloneosamandione, samandaridine, samandarine, samandenone and samanine. Among other alkaloids, we find some histamine analogues such as spinaceamine and its homologue 5-methylspinaceamine, giving vivacity to the brandy.
Taking in consideration the above cited images, it seems sufficiently clear the intentional attitude of the artist in representing a psychoactive mushroom (A. muscaria in particular) and in putting it in relation to the salamander. Thus, in some ambient of Medieval alchemy, salamander could hide A. muscaria. As we have reported, the effects of entheogens are in relation to transformation and death and rebirth processes, and the salamander is a symbol of these latter. Given the relation of salamander to aqua permanens, this latter could be represented by a psychoactive substance, probably an A. muscaria extract.
The XIII century alchemist and astrologer M. Scot describes in his Liber luminus luminum the preparation of a powder “marvellous for transformation”, based on toads put in a container where they feed on various herbs juice added with vinegar. In the XV century, G. Ripley wrote a text titled Vision, a likely report of a visionary experience where we find also the toad, perhaps the direct cause of the same experience. According to the XVII century alchemist E. Philalethes, this text would be the description of a series of chemical operations. The fumes of the toad after its combustion are compared to the venomous ones of the “dragons”, that’s to say salamanders. Paracelsus cites the Zenexton, a golden container with a powdered toad inside, and his disciple O. Crollius, in the Bazilica Chymica, reports the preparation of a prophylactic medicine under the form of a talisman. This recipe consists in drying a toad under the sun, powdering it, adding “rose water” and “Zenith of virgin” (menstruations of young women). The final mixture is shaped in the form of a circular pentacle to be employed against venoms, pestilence and astral diseases, that’s to say disorders caused by the celestial bodies.
Probably, the toads correspond to some European species, as Bufo bufo, Bufo calamita and Bufo viridis, containing 5-hydroxy-N,N-dimehtyltryptamine (5-OH-DMT, bufotenine). Recently, J. Ott has carried out a series of personal psychonautic essays with bufotenine, reproducing the use of snuffling powder in shamanic contexts, where the bufotenine-rich seeds of Anadenanthera peregrina var. peregrina and Anadenanthera colubrina var. cebil are used for entheogenic purposes. Ott has consumed bufotenine by intranasal, sublingual, oral, intrarectal and pulmonary way, and according to him the compound would be psychoactive for all the experimented administration routes, according to certain doses.
Given the relation of salamander to toad, in the same way the toad secretion could represent aqua permanens.

It is probable that alchemists knew some psychoactive substances of different origin and employed them. If so, they weren’t directly represented in the alchemical works, but they were hidden under symbols that could be interpreted in multiple ways. The above discussed images could fall in such a case, in relation to the identification of aqua permanens. Surely, a better understanding of this subject requires an extensive research in the field of alchemical iconography and symbolism.

References

- Jung C.G., 1995, Psicologia ed alchimia, Bollati Boringhieri, Torino
- Samorini G., 2001, Funghi allucinogeni. Studi etnomicologici, Telesterion, Dozza
- Toro G., 2004, Animali psicoattivi. Stati di coscienza e sostanze di origine animale, Nautilus, Torino
- Toro G., 2006, “Maleficarum compositiones: the toad in European witchcraft”, Magister Botanicus Magische Blätter, 8: 7-16

Ciao
Gianluca Toro
Tuesday, June 16, 2009 5:24 PM
Alberii-fungo
Fig. 2
Mariomar
Wednesday, June 17, 2009 3:55 PM
Re:spiritualità e religioni
Saluto tutti.
Gianluca la miniatura che tu chiami mercurio non è corrispondente, ho dato una cannocchiata ad un sito di alchimia, perchè io non me ne intendo, e mi ha portato ad un'altra immagine, vedi
www.levity.com/alchemy/ss17.html
Dalle due 'identità' parrebbe un ermafrodito, in tal caso sempre il medesimo informatore virtuale dicesi trattarsi di un uovo -certamente quello filosofico
Cosa ne pensi?
Per il cd ti farò sapere, al momento la crisi incombe e poco permette.Saluti e complimenti per gli studi.
Gianluca Toro
Thursday, June 18, 2009 5:58 PM
Mercurio - Ermafrodito
Ciao,
l'immagine l'ho trovata riportata in un testo con la didascalia "Mercurio, l'Ermafrodita divino". Bisognerebbe vedere il testo dell'opera, Marisa dovrebbe averne un'edizione.
L'interpretazione come uovo filosofico non esclude quella come fungo, potrebbe essere un modo per nascondere il simbolo fungino. D'altra parte, le specie della famglia delle Amanite (tra cui l'Amanita muscaria) si presentano a forma di uovo bianco nelle prime fasi dello sviluppo. Poi, il gambo inzia a differenziarsi, insieme al cappello, fino al completo svulippo, quando il cappello si apre complatamente. Nell'immagine alchemica, si noterebbe proprio questa fase intermedia.

Gianluca
Marisa2003
Thursday, June 25, 2009 11:40 PM
Caro Gianluca, sono contenta che tu sia arrivato tra di noi e ringrazio gli amici che ti hanno già salutato. Mi scuso del ritardo ma ero via per qualche giorno, e ad accogliere il mio rientro...un temporale da cineteca, pioggia, vento, grandine, tempesta, si va in barca sulla strada altro che automobile! Ci vuole la bat-car;-)
Che dire di tutto quanto postato? E' un argomento molto affascinante, le immagini -poi- sono uno spettacolo. Interessante è pure la questione dei Cavalieri Gerosolimitani dietro -probabilmente- gli affreschi della chiesa francese. Un caso?
Per la Tavola dell'Ermafrodito, è la IX del Trattato Terzo, secondo il testo di Salomon Trismosin, ho controllato.
Val la pena di discutere sulle tue gradite esternazioni, Gianluca.Grazie e a presto,
M. di Caraba
Friday, June 26, 2009 11:43 AM
funghi spiritualizzanti
Marisa2003, 25/06/2009 23.40:

Val la pena di discutere sulle tue gradite esternazioni, Gianluca.Grazie e a presto


Caro Gianluca, Cara Marisa e Cari Amici,
funghi usati come allucinogeni (un pò come fanno gli sciamani) nel cristianesimo?
e nell'alchimia?

Beh, non saprei, potrebbe essere, o forse no, chi lo sa dopo tutto?

Non c'è nulla di impossibile a questo mondo... però non riesco a scrollarmi di dosso
una sensazione di dubbio... di titubanza.

Sarò titubante perchè non ci capisco un tubero?

Salut

MdC
giamba253
Sunday, June 28, 2009 1:54 PM
Venerdì ho visto la puntata di ENIGMA (RAI 3 dalle ORE 21.30 CIRCA) dove si parlava delle estasi mistiche delle sante (Santa Teresa d'Avila, Caterina e altre), della caccia alle streghe e di come il confine fosse altamente labile. In special modo, è emersa la questione qui in fase di discussione, sull'uso di determinate sostanze in grado di produrre stati alterati di coscienza fino a portare a vere e proprie esperienze visive, olfattive,sensoriali come l'unione mistica con Cristo. In studio anche il sacerdote, che non ha sfigurato,insieme a medici e vari studiosi. Mancavano -secondo me- i diretti interessati, cioè chi ha provato un'estasi mistica.? Chi l'ha vista come me?
giamba253
Sunday, June 28, 2009 1:56 PM
Chiaro vorrei sapere se Gianluca se ne sia occupato.
Marisa2003
Tuesday, June 30, 2009 9:30 PM
Scusa, Gianluca, volevo togliere la foto che è eccessivamente grande e impedisce di leggere adeguatamente il tuo ultimo post, ma non riesco. Sei invitato a toglierla tu stesso, rimettendone una di dimensioni più piccole o la possiamo caricare sul web in una pagina vuota e poi diamo il link diretto. Grazie della collaborazione!
Ci riaggiorniamo quanto prima, stasera la rete fa balzi e devo disconnetermi.
Cai, grazie,
Gianluca Toro
Wednesday, July 01, 2009 8:41 AM
Alberi-fungo e misticimo
Ciao a tutti,
sicuramente dire che i Cristiani facessero uso di sostanze psicoattive (funghi in particolare, data l’iconografia) è una posizione estrema, difficilmente sostenibile. Quello che intendevo è che, nel suo sviluppo, il Cristianesimo può essere entrato in contatto con certe pratiche estatiche, anche popolari, e che le abbia integrate simbolicamente nell’iconografia per rappresentare certi temi. Credo che sia una posizione cauta e plausibile, ma non andrei troppo oltre!
Ho intravisto “Enigma”. Gli stati mistici fanno parte della cosiddetta “cartografia degli stati di coscienza”, cioè della distinzione che diversi studiosi hanno fatto tra le possibili alterazioni che può subire il nostro stato ordinario. Teoricamente, è uno stato che non è precluso a nessuno. Nella pratica, però, è più facilmente raggiungibile da chi è già predisposto, per formazione culturale o dall’ambiente. Nell’ambito religioso, gli stati mistici si possono manifestare in modo spontaneo o attraverso tecniche quali il digiuno, la privazione del sonno, la mortificazione fisica e la preghiera continua e anche attraverso l’uso di sostanze psicoattive. Ma dire che le sante e i santi estatici le utilizzassero, mi sembra troppo semplificare troppo il fenomeno!


Gianluca
M. di Caraba
Wednesday, July 01, 2009 1:08 PM
ipotesi
Gianluca Toro, 01/07/2009 8.41:

Ciao a tutti,
sicuramente dire che i Cristiani facessero uso di sostanze psicoattive (funghi in particolare, data l’iconografia) è una posizione estrema, difficilmente sostenibile. Quello che intendevo è che, nel suo sviluppo, il Cristianesimo può essere entrato in contatto con certe pratiche estatiche, anche popolari, e che le abbia integrate simbolicamente nell’iconografia per rappresentare certi temi. Credo che sia una posizione cauta e plausibile, ma non andrei troppo oltre!


Caro Gianluca,
ti ringrazio per la risposta cortese, onesta e sincera.
Ti fa onore anche perchè infondo infondo qui (in questo mondo) nessuno ha la verità
in tasca.

Però, diavolo, se come dici l'uso di sostanza psicoattive presso i cristiani (ed anche
presso gli alchimisti?) è un ipotesi difficilmente sostenibile allora non sarebbe male
trovarne una maggiormente sostenibile. Cosa ne pensi?

Salut

MdC


Ps: purtroppo non ho fatto in tempo a vedere la foto
Mariomar
Wednesday, July 01, 2009 8:25 PM
Re:spiritualità e religioni
DATO CHE LE RELIGIONI MISTERICHE PRE-CRISTIANE FACEVANO USO DI METODI INDUTTIVI PER RAGGIUNGERE S.A.C., TRA CUI BEVANDE A BASE DI ALLUCINOGENI,MISTURE MISTERIOSE IN COMPOSIZINE E DOSAGGI, NON E' SBAGLIATO IPOTIZZARE CHE IL CRISTIANESIMO NASCENTE, DERIVATO DA UNA BASE RELIGIOSA ANTECEDENTE, SI SIA BASATO PER LE PRATICHE RITUALI SU QUEGLI STESSI METODI, NOTI SOLO AI SACERDOTI O AGLI INIZIATI. IL FATTO STESSO DELLA PRESENZA DEL PANE E DEL VINO ATTUALI, CHE POTREBBERO ESSERE I SOSTITUTI DI ALTRI CIBI E ALIMENTI SACRI IN EPOCA PAGANA, ALL'INTERNO DI CERIMONIE SACRE O INIZIATICHE, POTREBBE AVERE UN'ORGINE PIU' ADERENTE AD ESSI.iN FONDO ANCHE IL CRISTIANESIMO CELEBRA I 'MISTERI' NEL ROSARIO, PERO' ORMAI SI E' PERSO MOLTO DEL LORO SIGNIFICATO. RITORNO AD UNA DELLE DOMANDE INIZIALI.IL CRISTIANESIMO E' NATO COME RELIGIONE MISTERICA E DI ELITE?
HO VISTO ANCH'IO ENIGMA. E PENSO CHE LE ESTASI MISTICHE DEVONO AVERE UNA MATRICE RAZIONALE, SE NON VOGLIAMO ACCORDARE AL SOPRANNATURALE LA RAGIONE DI TUTTO E NON VOGLIAMO TACCIARE I SANTI O LE SANTE STESSE DI ERESIA (ANCHE SE E' INTERESSANTE NOTARE COME L'ESCAMOTAGE DI PRENDERE A MODELLO CERTUNI DI LORO LI HA SALVATI DAI ROGHI...FORSE).
Gianluca Toro
Thursday, July 02, 2009 10:57 AM
Cristianesimo
Ciao a tutti,
naturalmente l’ipotesi che gli antichi cristiani seguissero pratiche estatiche con uso di sostanze che alteravano la coscienza è valida, in quanto ha attinto elementi da altre religioni misteriche in cui, come dite, queste pratiche erano comuni. Ma credo che il vero problema è sostenerla sulla base delle testimonianze che abbiamo, scritte (dirette e indirette) e iconografiche. Quelle scritte generalmente non ne parlano, forse in un modo simbolico e non agevole da interpretare. L’iconografia è più diretta, parla di per sé, ed è una buona base su cui fare ipotesi. Credo che bisognerebbe distinguere l’ipotesi (naturalmente lecita, come tutte!) dall’affermazione che sicuramente esistevano queste pratiche. Forse, il pericolo è quello di essere troppo speculativi e collegare tra loro elementi (documenti), creando tra di essi relazioni che forse non esistono, seguendo un’idea precostituita. In pratica, sono i documenti che devono guidarci nell’indagine.
M. di Caraba
Friday, July 03, 2009 11:32 AM
La salamandra psikedelica
Gianluca Toro, 02/07/2009 10.57:

...(naturalmente lecita, come tutte!)...

"I rospi di tutto il mondo producono secrezioni sulla pelle che sono generalmente velenose per
gli altri animali e per l'uomo. Certe tribù africane e amazzoniche utilizzano queste secrezioni
come veleno per le frecce. In America vivono due specie di rospi (Bufo alvarius e Bufo marinus)
la cui secrezione ha proprietà allucinogene." (Giorgio Samorini)

tratto da: http://moksha.splinder.com/post/14543309/Perch%C3%A8+leccare+un+rospo+non+

Allora potrebbe essere anche per la salamandra, no?



Una slinguazzatina e vediamo santi e madonne.

Salut

MdC
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