Print   Search   Utenti   Join     Share : FaceboolTwitter
marco---
Thursday, October 13, 2011 8:52 PM
Ringraziando insonn3 per questa segnalazione.

A dicembre 2011 comincia la svalutazione immobiliare (Fonte: idealista.it - 13/10/2011)

A fine anno cominceranno le svalutazioni per l'immobiliare e a farlo saranno le banche. in un'intervista al sole 24 ore salvatore ruoppolo, alla guida di cordea savills sgr, spiega: "non è più tempo per gli investitori e le banche di mantenere, tra le sofferenze, immobili che oggi non rappresentano più le quotazioni di tre-quattro anni fa"

la questione di cui parla ruoppolo nell'intervista è stata compressa in questi anni dalle banche, che però, di fronte agli ultimi colpi della crisi e all'assenza di investitori nel real estate italiano, oltre che a un imminente necessità di rifinanziarsi, devono accettare le perdite e cominciare a liberarsi degli immobili che bloccano i loro bilanci

tali immobili, iscritti a bilancio come attivi con delle quotazioni di tre o quattro anni fa, stanno però diventando un fardello. molte banche non hanno voluto vendere per evitare perdite, ma a questo punto, di fronte alle nuove garanzie chieste alle banche dall'fmi e dalla commissione europea, è meglio vendere pur assumendo delle perdite, piuttosto che restare incagliati

ruoppolo torna quindi a mettere il dito nella piaga delle banche e assicurazioni italiane rispetto a patrimoni immobiliari di cui ancora non conosciamo l'esatta entità. e aggiunge che un repricing, ossia una svalutazione dei listini, è ora inevitabile

il vaso di pandora sarà scoperchiato a breve, ma gli effetti sul mercato immobiliare generale saranno tutti da vedere. quel che è certo è che se le banche, a catena, opteranno per il repricing, pur di vendere, il mercato si troverà improvvisamente a fare i conti con immobili, spesso di pregio, con dei nuovi listini. spesso di tratta di palazzi per uffici, ma non solo, anche nel settore residenziale assisteremo a questa nuova concorrenza tra banche, fondi immobiliari e assicurazioni da un lato, e i privati dall'altro

a questo si potrebbero aggiungere gli immobili dello stato e degli istituti di previdenza. insomma, il mercato immobiliare potrebbe vivere nei prossimi mesi un gran cambiamento.
dgambera
Thursday, October 13, 2011 9:19 PM
laplace77
Saturday, October 15, 2011 5:35 PM
Re:
marco---, 13/10/2011 20.52:

Ringraziando insonn3 per questa segnalazione.

A dicembre 2011 comincia la svalutazione immobiliare (Fonte: idealista.it - 13/10/2011)

A fine anno cominceranno le svalutazioni per l'immobiliare e a farlo saranno le banche. in un'intervista al sole 24 ore salvatore ruoppolo, alla guida di cordea savills sgr, spiega: "non è più tempo per gli investitori e le banche di mantenere, tra le sofferenze, immobili che oggi non rappresentano più le quotazioni di tre-quattro anni fa"

la questione di cui parla ruoppolo nell'intervista è stata compressa in questi anni dalle banche, che però, di fronte agli ultimi colpi della crisi e all'assenza di investitori nel real estate italiano, oltre che a un imminente necessità di rifinanziarsi, devono accettare le perdite e cominciare a liberarsi degli immobili che bloccano i loro bilanci

tali immobili, iscritti a bilancio come attivi con delle quotazioni di tre o quattro anni fa, stanno però diventando un fardello. molte banche non hanno voluto vendere per evitare perdite, ma a questo punto, di fronte alle nuove garanzie chieste alle banche dall'fmi e dalla commissione europea, è meglio vendere pur assumendo delle perdite, piuttosto che restare incagliati

ruoppolo torna quindi a mettere il dito nella piaga delle banche e assicurazioni italiane rispetto a patrimoni immobiliari di cui ancora non conosciamo l'esatta entità. e aggiunge che un repricing, ossia una svalutazione dei listini, è ora inevitabile

il vaso di pandora sarà scoperchiato a breve, ma gli effetti sul mercato immobiliare generale saranno tutti da vedere. quel che è certo è che se le banche, a catena, opteranno per il repricing, pur di vendere, il mercato si troverà improvvisamente a fare i conti con immobili, spesso di pregio, con dei nuovi listini. spesso di tratta di palazzi per uffici, ma non solo, anche nel settore residenziale assisteremo a questa nuova concorrenza tra banche, fondi immobiliari e assicurazioni da un lato, e i privati dall'altro

a questo si potrebbero aggiungere gli immobili dello stato e degli istituti di previdenza. insomma, il mercato immobiliare potrebbe vivere nei prossimi mesi un gran cambiamento.




eh, quando lo dicevamo noi che il problema erano i mattoni in pancia alle banche...



marco---
Tuesday, October 25, 2011 1:32 PM
Mercato Immobiliare, Da Dicembre le Svalutazioni (Fonte: casa.blogosfere.it - 25/10/2011)

Una parte consistente del capitale delle banche è costituito da immobili.
Gli immobili sono iscritti a bilancio con le quotazioni di tre o quattro anni fa, quindi le banche, che in questo momento più che mai hanno bisogno di liquidità, si ritrovano con un capitale bloccato e fermo a vecchie quotazioni.

Sembra quindi che le banche si troveranno costrette a vendere, magari svalutandole, le loro case.

Lo stesso discorso vale per le assicurazioni ed i fondi immobiliari, che entreranno in competizione con i privati.

A questo punto si potrebbero aggiungere gli immobili dello stato e degli istituti di previdenza, con una immissione nel mercato di una grande quantità di immobili a prezzi probabilmente appetibili.

Le ripercussioni che questo scenario avrà sul mercato non sono prevedibili, ma il mercato immobiliare potrebbe subire una forte scossa, si spera nella direzione più favorevole per chi vuole acquistare una casa, senza essere penalizzante per chi ha intenzione di vendere.

Comunque vadano le cose, però, assisteremo ad un cambiamento sostanziale dell'offerta immobiliare.
marco---
Tuesday, October 25, 2011 10:45 PM
Il prezzo delle case dipende da quanto denaro prestano le banche (Fonte: idealista.it - 12/10/2011)

Michael Hudson, economista specializzato in immobiliare e uno dei sei esperti riconosciuti dal financial times per essere in grado di prevedere la crisi economica attuale, denuncia che se 200 anni fa la competitività dei salari si misurava in termini di cibo, adesso, per colpa dei mutui spropositati concessi, è legata al costo dell'acquisto o del vivere in una casa. in questo senso, hudson sottolinea che "il prezzo delle case è quello che la banca vuole prestare"

"mutui più facili significa l'influenza sul debito, e per la stessa ragione, prezzi più alti",
scommette l'esperto, che evidenzia che uno dei segreti della buona condotta dell'economia tedesca è che "la famiglia tipica nordamericana spende circa un 40% delle proprie entrate nel pagare la casa, mentre in germania, solo il 20%

"i tedeschi che comprano una casa devono anticipare almeno un 20 o un 30% del prezzo d'acquisto: non hanno mutui al 100%, come negli usa. e i mutui si ammortizzano da soli. per chi affitta casa, ci sono formule cooperative affinchè ci sia un mercato più vasto a prezzo di costo, a differenza di quello che succede negli usa, dove il mercato degli affitti è in mano ai proprietari che fanno come vogliono, anche fissando prezzi molto più alti di quel costo reale del mantenimento della proprietà immobiliare, segnala hudson nell'intervista con kpfa.org

un tedesco che trasferisca ad amburgo o a francoforte, aggiunge "può iscriversi ad una organizzazione cooperativa e pagare 1.000 o 2.000 dollari. chiunque può iscriversi. così che non ci sono molti incentivi a comprare una casa come speculazione, perchè in germania normalmente è meno caro affittare che comprare (e richiede un minor sforzo di mantenimento). il ritultato di questo è che "non c'è stata in germania una bolla finanziaria fondata sulla pressione rialzista dei prezzi delle case, come invece è successo ai paesi neoliberisti anglosassoni, dove la gente è entrata in una corsa governata dal panico per comprare casa prima che i prezzi salissero e continuassero a salire, fino al punto di non essere più alla loro portata", conclude

20 anni fa, continua, l'elemento più importante della disponibilità delle famiglie lavoratrici era il cibo. si stimava il prezzo del pane come una buona misura per misurare la competitività. "ma oggi, i costi del lavoro vengono fissati a seconda di quanto costi ai lavoratori comprare o vivere in una casa, il cui prezzo è fissato in base al denaro prestato tramite mutuo per gran parte del valore dell'abitazione. per questo motivo, "i bassi costi per unità di lavoro registrati in germania non sono semplicemente il risultato di una elevata produttività tecnologica. riflettono i bassi costi delle case e i relativamente bassi costi dell previdenza sociale. la germania non ha finanziarizzato la propria economia al livello neanche lontamente simile a quello nordamericano" sottolinea

micheal hudson è un ex economista di wall street specializzato nella bilancia dei pagamenti e nel settore immobiliare nel chace manhattan bank (adesso jpmorgan chase and co), arthur anderson e successivamente nel hudson insitute. nel 1990 collaboró alla nascita del primo fondo sovrano di debito del mondo per scudder stevens and clark. il. dr. hudson fu anche assistente economico capo di dennis kucinich nella recente campagna per le primarie presidenziali democratiche e ha collaborato con i governi di usa, canada, messico e lettonia, così come con l'istituto delle nazioni unite per la formazione e la ricerca. distinto professore ricercatore nell'università del missouri della città di kansas, è autore di numerosi libri, tra i quali super imperialism: the economic strategy of american empire.

Chiaramente nessun nuovo concetto, solo una ulteriore conferma che i prezzi immobiliari molto probabilmente scenderanno, Puzzicorampichino evidenzia infatti (link) che le banche stanno prestando sempre meno soldi.
laplace77
Tuesday, October 25, 2011 11:33 PM
Re:
marco---, 25/10/2011 22.45:




concordo in generale e sulle tue sottolineature, ma a me da piu' soddisfazione sottolineare cosi':

marco---, 25/10/2011 22.45:


Michael Hudson, economista specializzato in immobiliare e uno dei sei esperti riconosciuti dal financial times per essere in grado di prevedere la crisi economica attuale, denuncia che se 200 anni fa la competitività dei salari si misurava in termini di cibo, adesso, per colpa dei mutui spropositati concessi, è legata al costo dell'acquisto o del vivere in una casa.

... l'esperto ... evidenzia che uno dei segreti della buona condotta dell'economia tedesca è che "la famiglia tipica nordamericana spende circa un 40% delle proprie entrate nel pagare la casa, mentre in germania, solo il 20%

...

20 anni fa, continua, l'elemento più importante della disponibilità delle famiglie lavoratrici era il cibo. si stimava il prezzo del pane come una buona misura per misurare la competitività. "ma oggi, i costi del lavoro vengono fissati a seconda di quanto costi ai lavoratori comprare o vivere in una casa, il cui prezzo è fissato in base al denaro prestato tramite mutuo per gran parte del valore dell'abitazione. per questo motivo, "i bassi costi per unità di lavoro registrati in germania non sono semplicemente il risultato di una elevata produttività tecnologica. riflettono i bassi costi delle case e i relativamente bassi costi dell previdenza sociale. la germania non ha finanziarizzato la propria economia al livello neanche lontamente simile a quello nordamericano" sottolinea

...




il perche' di questa sottolineatura e' una certa soddisfazione, o quantomeno la consolazione di non essere il solo "matto" a pensarla cosi':

laplace77, 26/07/2008 14.04:



e come la recuperi competitivita' in italia?

ci sono due vie:

1) alla cinese: schiavizzare operai e impiegati, pagarli a ciotole di riso, farli dormire nel retro/sottoscala/magazzini di fabbriche/uffici/negozi

2) pagarli meno si, ma una volta ridotto il loro costo della vita:
- efficienza energetiva, mobilita', telelavoro;
- sanita', burocrazia, servizi pubblici;
- e UNA CASA CHE NON COSTI MEZZO STIPENDIO, indifferentemente per mutuo o affitto


com'e' che i tedeschi c'hanno un'economia che va meglio della nostra?
- perche' hanno investito in innovazione e non in rendota mattonara (e assimilate: telecom, autostrade, enel, eni), quindi esportano tecnologia;
- perche' hanno anche una domanda interna forte, costruita su due semplici fattori: stipendi doppi dei nostri, case a meta' prezzo, servizi pubblici e burocrazia efficiente.


continuate pure cosi':
"io speriamo che me ne vado"






mi piacerebbe sapere che ne pensano i confindustriali che tutti i giorni si sbattono per rimanere competitivi, innovare e riuscire ad esportare, dando valore ai dindi che abbiamo in tasca...

...confindustriali seri, non alla benetton, rifugiatisi nella rendita autostradale...

...e chissa' perche' in quella autostradale e non in quella della locazione residenziale...

...e chissa' perche' nessuna delle "grandi famiglie" (come i benetton appunto) lo ha fatto (aspettiamo ancora le SIIQ): solo qualche "padroncino" si cimenta...

...saranno i rischi, sara' il rendimento ridicolo...



PS: ma sono "200" o "20" anni fa? l'intervista originale dice "two hundred" (intorno al minuto 29:00)



PS-2: a titolo di omaggio all'ottimo mazzalai, aggiungo che l'intervista originale si intitola "Debt Deflation in Europe and America"



PS-3: sempre sull'intervista originale, vale proprio la pena di prestarle orecchio (e' una intervista audio in inglese)

Guns and Butter - September 14, 2011 at 1:00pm

Click to listen (or download)




marco---
Wednesday, October 26, 2011 10:35 AM
Re:
marco---, 10/25/2011 10:45 PM:

Il prezzo delle case dipende da quanto denaro prestano le banche (Fonte: idealista.it - 12/10/2011)

Michael Hudson, economista specializzato in immobiliare e uno dei sei esperti riconosciuti dal financial times per essere in grado di prevedere la crisi economica attuale, denuncia che se 200 anni fa la competitività dei salari si misurava in termini di cibo, adesso, per colpa dei mutui spropositati concessi, è legata al costo dell'acquisto o del vivere in una casa. in questo senso, hudson sottolinea che "il prezzo delle case è quello che la banca vuole prestare"

"mutui più facili significa l'influenza sul debito, e per la stessa ragione, prezzi più alti",
scommette l'esperto, che evidenzia che uno dei segreti della buona condotta dell'economia tedesca è che "la famiglia tipica nordamericana spende circa un 40% delle proprie entrate nel pagare la casa, mentre in germania, solo il 20%
...

Italia vs Germania

Fonte grafico: FED - Documento PDF

leoxyz68
Friday, October 28, 2011 4:00 PM
Re: Re:
Riesci a trovare la tabella dell'economist aggiornata al 2007/2008?

Vorrei fare due cose:

1 Dimostrare, numeri alla mano, che lo stesso aumento percentuale dei prezzi delle case c'e' stato sia un USA che in Italia

2 Dimostrare, sempre numeri alla mano, che ci sono mercati locali in italia che hanno avuto rialzi molto piu' alti della media (tipo roma e milano) cosi' come in USA hanno avuto california, nevada e new mexico.

E quindi potere dimostrare a un osservatore esterno che dobbiamo attenderci per l'italia quanto accaduto in usa solo con qualche anno di ritardo

Perche' lo voglio fare?

Molti economisti internazionali credono che in italia non ci sia un problema di bolla immobiliare, questo perche' arrivano loro notizie "sterilizzate" dal moloch mediatico finanziario palazzinaro.

Vorrei invece provare a spammare in giro nei vari forum economisti internazionali queste info, in modo da fare conoscere un aspetto della debolezza delle banche italiane che hanno in pancia miliardi di euro di immobili e di mutui che spacciano come pienamente sicuri e liquidabili alla pari.

Ma lo vorrei fare sull'estero piuttosto che sull'italia.

Qui da noi per anni ci hanno prima venduto il mattone come investimento ad alto ritorno (vedi articoli del corsera!!) con esempi di appartamenti rivalutati del 100% in 10 anni, poi gli stessi giornali ci hanno detto che in italia non c'e' stata una bolla immobiliare nel medesimo periodo........

FourCorners
Friday, October 28, 2011 4:23 PM
Re: Re: Re:
leoxyz68, 28/10/2011 16.00:

Riesci a trovare la tabella dell'economist aggiornata al 2007/2008? 


Tutti gli indici dell'Economist (Nomisma per l'Italia) si trovano in questo file:
http://www.economist.com/sites/default/files/media/2011InfoG/Interactive/HPI_July2011/real_price_index.xml

E servono ad alimentare questo giochino qui.

FourCorners
marco---
Friday, October 28, 2011 4:33 PM
Re: Re: Re:
leoxyz68, 10/28/2011 4:00 PM:

Riesci a trovare la tabella dell'economist aggiornata al 2007/2008?...

Intendi queste?

Variazioni dei prezzi abitativi nel mondo, secondo The Economist, tra il 1997 e il: 2004, 2005, 2006, 2007, 2008, 2009, 2010, 2011
Questa è la versione 'lo-fi' dell Comunità Per visualizzare la versione completa click here
Tutti gli orari sono GMT+01:00. Adesso sono le 5:11 AM.
Copyright © 2000-2012 FreeForumZone snc - www.freeforumzone.com