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ephrem
Monday, April 12, 2004 10:48 PM



Penso a come dire questa fragilità che é guardarti
stare insieme a cose come bottoni o spille,
come le tue dita, i tuoi capelli marrone.
Ma d'aria siamo quasi, in tutte le stanze
dove ci fermiamo davanti a noi un momento
con la paura che ci ha assottigliati in un sorriso,
dopo la paura in ogni mano, o braccio, passo,
che ogni mano, o braccio, passo, non ci siano.

Mario Benedetti - Umana gloria

edizioni Mondadori


eMi :-)
Caleidos
Monday, April 12, 2004 11:22 PM
Mario Benedetti
[IMG]http://www.polistampa.com/public/images/benemari.jpg[/IMG]

***

La mia tattica è guardarti

imparare come sei

volerti come sei

la mia tattica è parlarti

costruire con parole

un ponte indistruttibile

la mia tattica è rimanere nel tuo ricordo

non so come

né so con quale pretesto

ma rimanere in te

la mia tattica è essere franco

e sapere che tu sei franca

e che non ci vendiamo simulacri

affinché tra i due

non ci sia teloni

né abissi

la mia strategia è

invece

molto più semplice

e più elementare

la mia strategia è

che un giorno qualsiasi

non so con che pretesto

finalmente abbia bisogno di me.


Caleidos
Monday, April 12, 2004 11:26 PM
Oppure era questo il Mario Benedetti?
[IMG]http://www.stpauls.it/letture00/0003let/images/0003le67.jpg[/IMG]
****

Unico sogno

È tutto preparato. È stato detto tanto,
durante la settimana,
sulle cose da mangiare.
Ma uno dorme. Sul lungo tavolo,
uno è malato e dorme, invece di mangiare.
E si può andare dalla finestra,
dall’aria della finestra semiaperta fuori
sull’occhio che butta resina.
Sembra con due sogni.
In uno è un’altra la nostra vita, nell’altro
quattro dita col pollice a tenere
meccanicamente il ramo.
Prenderlo dalle ali, tenerlo
sull’asse e con un colpo tagliarlo.
Con i pezzi nel piatto e
il rosso sangue da intingolo,
va la brina dal cielo per tutto il prato,
nella sera buttata via dal Signore.

Caleidos
Monday, April 12, 2004 11:30 PM
Ancora
Mario Benedetti

Ancora




Non ci credo ancora

stai arrivando accanto a me

e la notte è un pugno

di stelle e di allegria


palpo gusto ascolto e vedo

il tuo volto il tuo passo lungo

le tue mani e tuttavia

ancora non ci credo


il tuo ritorno ha tanto

a che vedere con te e con me

che per cabala lo dico

e per i dubbi lo canto


nessuno mai ti rimpiazza

e le cose più triviali

si trasformano in fondamentali

perché stai tornando a casa


tuttavia ancora

dubito di questa fortuna

perché il cielo di averti

mi sembra fantasia


però vieni ed è sicuro

e vieni col tuo sguardo

e per questo il tuo arrivo

rende magico il futuro


e ancorché non sempre abbia capito

le mie colpe e i miei disastri

invece so che nelle tue braccia

il mondo ha senso


e se bacio l’audacia

e il mistero delle tue labbra

non ci saranno dubbi né cattivi sapori

ti amerò di più

ancora.

ephrem
Friday, April 23, 2004 6:34 PM
Da lontano...


E la casa mi volava via nel prendere sonno.
Ero con mio fratello così distante dai nostri giochi
dalla palla, dell'aquilone, della canoa.

Era perché non poteva restare niente di tutto questo
che gli occhi facevano i matti. Sorpresi come uno stupido
a cui si dice "che cosa fai". Non lo sapevo, non avevo febbre,

sentivo una carnagione nelle tende le parole in giro
del viso della nonna. Ruotavo la testa per fare la giostra
con i bambini e con i grandi che vedevo e non vedevo:

la tasca, il naso, le ginocchia, una mano con la mela
o con la scodella, o con niente, senza braccio,
come da paure, da un cervello ferito in una parte.

A letto era un bel cielo dalle finestre di tanti bei giorni.
Venivano da lontano, dalle parole che si dicevano in casa.
Quando pioveva eravamo solo acqua e con il vento aria.

Venivano tanti che diventavano subito bambini...


eMi :-)
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