(la mia prima poesia)
A CAROLINA
Ti ho conosciuta di rosso vestita
e mi hai salutato seminuda e assai inviperita.
Che bel ricordo, il pomeriggio nella campagna senese!
Con la lanterna appesantita dalle nostre attese.
E allorquando nel campo atterrai
la luce con i desideri decollare osservai.
Un momento di calo avean avuto,
ma poi il viaggio verso il ciel per inter avean compiuto.
Il nostro amore era sbocciato,
avrei dovuto tenerlo sempre alimentato.
Ma di tempeste è pieno ogni dove
e la borbottante gelosia sempre si ode.
Può arrivar da sconosciuti serpenti
o talvolta anche da amici e parenti.
In poco tempo conobbi il rotondo, l'alto e il nano
e a lor subito legai la mia mano.
Le figurine tornai ad appiccicare
e a nascondermi in casa dovetti imparare.
Il mio palato stuzzicava ogni tuo manicaretto
e io contraccambiavo quando i pargoli eran a letto.
Al mio gran desìo, ero pronto a rinunciare:
una dama bianca da portare all'altare.
Di quel sentimento io ero sicuro
tanto che infilai al tuo dito un simbolo duraturo.
Il mio amore per te era sigillato
ma una triste novella ahimè mi ha cambiato.
La federazione "Robin Hood" volea fermare
e in tutti i modi lo doea ostacolare.
Per il 23 del mese corto e maledetto
infamie, calunnie avea in progetto.
Ma la giustizia alla fin ha trionfato
anche se non vi è più la dea dal rimmel colato.
L'azzurro principe la volea riconquistare
ma il cor di lei è un mont'erto da scalare.
Di cemento armato era il tegumento
che il suo organo proteggea dal mio nobil sentimento.
Con gran facilità lei vien corteggiata,
ma solo il tosco desìa d'esser guida alla nidiata.
Qualcuno il cor di lei ha già centrato
ma confido che il Signor per lei preveda un miglior fato..
Di ruvide lacrime troppi vasi ha già riempito
ora per lei ci voglian dei pezzi di candito.
Oh Santa Rita una grazia, te ne darei gloria.
Fa che Carolina riacquisti di me dolce memoria.
Si sa che con l'acqua non son solito sfrigolare:
il suo "vero sorriso" saprei per sempre far mirare.