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Al Gore
Tuesday, October 16, 2007 2:35 PM
Ciao a tutti, sono Al Gore, ho vinto il premio Nobel per la pace l'altro giorno, e per festeggiare ho scritto questo articolo per il Forum Ciociaro. L'ho scritto in ciociaro arcaico.
Poi al quotidiano La Repubblica gli è piaciuto e mi ha chiesto se lo poteva stampare sul giornale di oggi. Vedo però che purtroppo l'hanno tradotto in italiano.
Cercate di leggerlo con attenzione, e se potete lasciate qualche commento, così possiamo parlarne con calma.

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Se la Terra muore per colpa degli alieni

di AL GORE


Noi, la specie umana, siamo arrivati a un momento cruciale e dobbiamo prendere una decisione. Non ha precedenti ed è perfino ridicolo per noi presumere di dover in verità scegliere consapevolmente in quanto specie, ma nondimeno questa è la sfida che dobbiamo raccogliere. Il nostro pianeta, la Terra, è in pericolo. Ciò che rischia di essere distrutto non è il pianeta stesso, bensì le condizioni che lo hanno reso in grado di ospitare gli esseri umani.

Senza renderci conto delle conseguenze delle nostre azioni, abbiamo iniziato a immettere talmente tanto biossido di carbonio nell'esile guscio d'aria che circonda il nostro pianeta che abbiamo letteralmente alterato l'equilibrio del calore esistente tra la Terra e il Sole. Se non smetteremo di farlo, e rapidamente, le temperature medie aumenteranno a livelli mai conosciuti in precedenza dagli uomini, e porranno fine al propizio equilibrio climatico dal quale dipende la nostra civiltà.

Negli ultimi 150 anni, in una frenetica accelerazione abbiamo prelevato crescenti quantità di carbonio dal sottosuolo - essenzialmente sotto forma di carbone e di petrolio - e l'abbiamo bruciato in modo tale da immettere nell'atmosfera terrestre 70 milioni di tonnellate di CO2 ogni 24 ore. Le concentrazioni di CO2 - che in almeno un milione di anni non avevano mai superato le 300 parti per milione - sono cresciute dalle originarie 280 parti per milione dell'inizio del boom del carbone alle 383 parti per milione di quest'anno.

Di conseguenza, molti scienziati oggi stanno mettendo in guardia dal fatto che ci stiamo avvicinando a molteplici "punti irreversibili di svolta" che potrebbero - nel volgere di dieci anni appena - renderci impossibile evitare di arrecare un danno irreparabile all'abitabilità del pianeta da parte della civiltà umana. Ancora negli ultimi mesi, nuovi studi hanno permesso di appurare che la calotta polare artica - che aiuta il pianeta a raffreddarsi - si sta sciogliendo a un ritmo di tre volte superiore a quanto abbiano previsto i modelli informatici più pessimisti.

Se non passiamo immediatamente all'azione, i ghiacci d'estate potrebbero scomparire del tutto in soli 35 anni. Similmente, vicino al Polo Sud, all'estremità opposta del pianeta, gli scienziati hanno scoperto che nell'Antartide Occidentale le nevi di un'area grande quanto la California si stanno sciogliendo. Questa non è una questione politica, bensì una questione etica, che concerne la sopravvivenza della civiltà umana. Non si tratta di sinistra contro destra, ma di ciò che è giusto contro ciò che è sbagliato. In parole povere, è incivile distruggere l'abitabilità del nostro pianeta e compromettere le prospettive di tutte le generazioni che verranno dopo di noi.

Il 21 settembre 1987 il presidente Ronald Reagan disse: "Nelle nostre ossessioni per gli antagonismi del contingente, spesso dimentichiamo quante cose uniscano tutti i membri del genere umano. Forse, per prendere atto dell'esistenza di questo vincolo comune, ci occorre una minaccia universale ed esterna. Di tanto in tanto penso a quanto rapidamente svanirebbero le differenze che ci caratterizzano se dovessimo improvvisamente far fronte a una minaccia aliena proveniente da fuori di questo mondo".

Oggi noi, tutti noi, dobbiamo far fronte a una minaccia universale. Quantunque non arrivi da fuori, nondimeno è di portata cosmica. Si consideri la realtà di due pianeti, Terra e Venere, aventi quasi esattamente le stesse dimensioni e quasi esattamente la stessa quantità di carbonio. La differenza tra loro è che la maggior parte del carbonio sulla Terra è nel terreno, lì depositata da varie forme di vita nel corso degli ultimi 600 milioni di anni, mentre la maggior parte del carbonio di Venere è nell'atmosfera. Di conseguenza, sulla Terra la temperatura media è pari a 15 gradevoli gradi Celsius, mentre la temperatura media su Venere arriva a 463,89 gradi Celsius. È vero, Venere è più vicina al Sole della Terra, ma la differenza non è imputabile alla nostra stella. Venere è mediamente tre volte più calda di Mercurio, che si trova vicinissimo al Sole. La colpa è dell'anidride carbonica. Questo pericolo, per di più, ci impone - come ha detto Reagan - di sentirci uniti nel prendere atto della nostra sorte comune.

L'operato dei singoli dovrà inoltre plasmare e ispirare l'azione dei governi. A questo proposito gli americani hanno una responsabilità del tutto particolare: nel corso di buona parte di tutta la nostra storia più recente, gli Stati Uniti e il popolo americano hanno assicurato la leadership morale nel mondo. Aver scritto la Carta dei Diritti, aver integrato la democrazia nella Costituzione, aver sconfitto il fascismo nella Seconda Guerra mondiale, aver rovesciato il Comunismo ed essere sbarcati sulla Luna: sono tutti risultati della leadership americana.

Oggi, ancora una volta, noi americani dobbiamo sentirci uniti e premere sul nostro governo affinché raccolga questa sfida globale. La leadership americana è un prerequisito essenziale per conseguire il successo. A questo fine dovremmo esigere che gli Stati Uniti aderiscano al trattato internazionale che entro i prossimi due anni si ripromette di tagliare le emissioni di gas serra responsabili del riscaldamento del clima nella misura del 90 per cento nei Paesi sviluppati e di oltre la metà in tutto il mondo, così che la prossima generazione possa ereditare il pianeta Terra in buone condizioni di salute.

Questo trattato impone uno sforzo ulteriore. Sono orgoglioso del ruolo che ho ricoperto durante l'Amministrazione Clinton negoziando il Protocollo di Kyoto, ma credo che questo Protocollo ormai sia stato a tal punto demonizzato negli Stati Uniti da non poter più essere ratificato, proprio come l'Amministrazione Carter non ebbe la possibilità di ottenere la ratifica di un trattato allargato per la limitazione delle armi strategiche nel 1979. Oltre tutto, molto presto avranno inizio le trattative per un trattato sul clima molto più rigido.

Pertanto, come il presidente Reagan cambiò nome e modificò l'Accordo Salt (chiamandolo Start), dopo averne tardivamente ammessa l'esigenza, così il nostro prossimo presidente dovrà immediatamente adoperarsi per concludere in tempi brevissimi un nuovo e più rigido accordo per cambiare l'attuale situazione del clima. Dovremmo ambire a siglare tale nuovo trattato globale entro la fine del 2009, senza attendere il 2012 come attualmente previsto.

Se per l'inizio del 2009 gli Stati Uniti avranno già implementato un regime interno di riduzione delle emissioni di gas serra che provocano il riscaldamento del clima, non dubito che quando daremo all'industria un obiettivo, gli strumenti e la flessibilità per ridurre in modo rilevante le emissioni di anidride carbonica, allora riusciremo a portare a termine e a ratificare il nuovo trattato in tempi assai brevi. Dopo tutto, si tratta di un'emergenza planetaria.

Quel nuovo trattato avrà ancora, naturalmente, impegni differenziati: ai Paesi si chiederà di soddisfare requisiti diversi sulla base della loro quota o del loro contributo storico al problema e sulla base della loro effettiva e relativa capacità di accollarsi l'onere del cambiamento. La legge internazionale prevede questo precedente e del resto non esiste un altro modo di procedere.

Ci sarà chi cercherà di travisare questo schema e di usare motivazioni xenofobe o di protezione degli interessi della popolazione nativa a discapito degli immigrati per affermare che ogni Paese dovrebbe rispettare un medesimo standard, ma davvero crediamo che Paesi che hanno un quinto del nostro prodotto interno lordo - e che hanno contribuito quasi in nessun modo alla creazione di questa crisi - debbano accollarsi le stesse responsabilità degli Stati Uniti? Siamo davvero a tal punto intimoriti da questa sfida da non poterci mettere noi al comando?

I nostri figli hanno il diritto di pretendere molto di più da noi, considerato che è in gioco il loro futuro - e in realtà il futuro di tutta la civiltà umana. Meritano molto di più di un governo che censura le migliori prove scientifiche e perseguita gli uomini di scienza che onestamente cercano di metterci in guardia dalla catastrofe che incombe su noi tutti. Meritano molto di meglio dei politici che se ne stanno inoperosi, senza adoperarsi in nulla per far fronte alla più grossa sfida che il genere umano si sia mai trovato a dover affrontare, perfino nel momento in cui il pericolo avanza verso di noi minaccioso.

Preferibilmente dovremmo invece concentrarci sulle opportunità contemplate da questa stessa sfida: di sicuro si creeranno nuovi posti di lavoro e nuovi profitti quando le corporation si metteranno aggressivamente all'opera per non lasciarsi scappare le enormi opportunità economiche offerte da un futuro energetico pulito.

Ma ci sarà qualcosa di ancora più inestimabile da guadagnare se faremo ciò che è giusto fare. La crisi del clima ci offre infatti l'opportunità di sperimentare ciò che poche generazioni nel corso della Storia hanno avuto il privilegio di vivere: una missione generazionale, un obbiettivo morale coinvolgente, una causa comune, nonché il brivido di essere costretti dalle circostanze a mettere in disparte le meschinerie e i conflitti della politica per abbracciare un'autentica sfida etica e spirituale.
Traduzione di Anna Bissanti
Epicureo.d.Lisera
Tuesday, October 16, 2007 8:13 PM
"Se per l'inizio del 2009 gli Stati Uniti avranno già implementato un regime interno di riduzione delle emissioni di gas serra che provocano il riscaldamento del clima, non dubito che quando daremo all'industria un obiettivo, gli strumenti e la flessibilità per ridurre in modo rilevante le emissioni di anidride carbonica, allora riusciremo a portare a termine e a ratificare il nuovo trattato in tempi assai brevi. Dopo tutto, si tratta di un'emergenza planetaria."

fa impressione.....

io purtroppo credo che solo quando saremo con l'acqua alla gola.... quando la situazione potrebbe essere irreversibile, ci si muoverà....
Al Gore
Wednesday, October 17, 2007 10:06 AM
Caro Alessandruzzo..
in molti paesi la situazione è al limite dell'irreversibilità. In alcune zone dell'Africa si stima che circa 200 milioni di persone non hanno più acqua a causa delle mutate condizioni climatiche, in India il deserto avanza a ritmi elevatissimi e in Cina la grande diga delle Tre Gole, che avrebbe dovuto portare benessere e ricchezza, sta solo comportando degli immensi danni all'ambiente circostante e ai milioni di cinesi che abitano lì intorno. In Russia intere città costruite sul permafrost vengono risucchiate dal terreno, visto che il suolo che in quelle zone era perennemente ghiacciato si sta sciogliendo.
Questo per fare solo degli esempi.
Dico questo perché, a parte gli USA, negli anni scorsi erano soprattutto i paesi in via di sviluppo ad opporsi ad una politica di salvaguardia ambientale, preoccupati di vedere frenata la loro rincorsa verso il progresso.
Ma oggi la situazione è mutata, perché anche questi paesi si sono resi conto che, andando avanti di questo passo, tra pochi decenni gran parte della terra diventerà invivibile per la maggioranza degli esseri umani.
Una maggiore coscienza ambientale da parte dei cittadini determina una conseguente maggiore attenzione politica. Ed è indubbio che la situazione politica è radicalmente cambiata in questi anni. Qualche anno fa gli USA non firmarono gli accordi di Kyoto perché troppo restrittivi. Oggi c'è accordo unanime (anche degli USA) che quei parametri sono troppo blandi: a breve verrà ratificato un nuovo protocollo molto più restrittivo del precedente.

Oggi è indubbio che tante persone si sono rese conto di quello che sta accadendo. Ho vinto il premio Oscar per il mio documentario (che invito tutti a vedere, è veramente importante), ho vinto il premio Nobel per mio impegno politico e civile. Questo ha fatto sì che molte altre persone siano venute a conoscenza di questi problemi.

Poi, infine, volevo ringraziare un genio dei nostri tempi, quello che più di tutti sta capendo la natura dei veri problemi che ci assillano e ci tormentano e ci mortificano e ci perturbano: LORENZO MASCOLO.
Dedico il premio Nobel a lui e ai suoi collaboratori, i veri vincitori morali di ogni riconoscimento che mi è stato dato negli ultimi anni.

Epicureo.d.Lisera
Wednesday, October 17, 2007 3:09 PM
Capisco, ma un punto importante è il ruolo che hanno gli USA quando si tratta di agire a livello "planetario". Gli esempi di paesi asiatici e africani che hai riportato fanno riflettere, ma mettiti nell'ottica media dei politici occidentali: fin quando simili problemi non toccheranno i paesi europei o l'america, io credo sia difficile che siano le alte sfere della politica a muoversi..... Quando invece sarà l'america a sentirsi seriamente toccata "da vicino", allora le cose cambieranno....
Concordo però anch'io sul ruolo di Lorenzo Mascolo, che tanto lucidamente ha inquadrato i veri problemi dell'uomo del 21esimo secolo. Sono sicuro che saprà raccogliere le sfide che la nostra generazione deve affrontare.... Anzi, forse è lui la nostra unica speranza.
Al Gore
Thursday, October 18, 2007 10:09 AM
Devo scusarmi. Ho fatto degli esempi riguardanti paesi in via di sviluppo. Ma sia in Europa che in USA gli esempi sono molteplici, ed altrettanto gravi.
Qualche esempio.
In America del Nord, negli ultimi decenni, e specialmente negli ultmi dieci anni, il numero di cicloni, uragani ecc è aumentato in maniera notevolissima. Quasi tutti sono stati distruttivi, provocando vittime e facendo danni per miliardi di dollari. Al esempio, proprio per citare una città cara alla ciociaria, la città di New Orleans è stata distrutta dall'uragano Katrina (migliaia di morti, buona parte della città devastata). Inoltre, sempre negli ultimi anni, anche zone storicamente non soggette a questi fenomeni atmosferici (ad esempio, alcuni paesi dell'America del Sud) hanno subito danni ingenti dovuti proprio a cicloni.
In Europa il fatto più grave è legato alla corrente del golfo: poiché si stanno sciogliendo molto rapidamente i ghiacci perenni dell'emisfero nord, l'acqua dolce si riversa nei mari e sta modificando gli effetti benefici che la corrente del golfo arreca a buona parte del centro-nord Europa. Il clima in quei paesi sta rapidamente cambiando, diventando più freddo e piovoso (basta considerare i notevoli danni dovuti alle inondazioni che quest'estate ha subito la Gran Bretagna).
Anche nel Mediterraneo non stiamo messi bene: il clima sta velocemente diventando tropicale, con estati torride. Il livello dei mari sta rapidamente salendo, e si stima che molte zone a ridosso del mare (ma non solo) saranno invase dalle acque nei prossimi anni. Milioni di persone dovranno spostarsi verso l'entroterra, con gravissimi danni per tutti, come è facile immaginare.
Tutto ciò che dico non è una mia opinione: tutti gli studi svolti dai principali centri di ricerca ed università nel mondo concordano su questi punti. Tali informazioni purtroppo non vengono riportate così come sono dai principali network. Voglio puntualizzare ciò che per molti sarà ovvio: i network sono di proprietà dei principali gruppi economici mondiali, che hanno interesse a non far conoscere come stanno realmente le cose (visto che chi ha più potere economico sono proprio le compagnie petrolifere, che ovviamente cercano di vendere petrolio, il quale è la principale causa del surriscaldamento del clima).

Da qualche anno le cose stanno cambiando nell'opinione pubblica. Gli USA (a parte il petroliere Bush) stanno capendo sulla loro pelle cosa sta accadendo. Anche in Europa c'è una sensibilità che prima non c'era: ad esempio, il cancelliere tedesco si sta battendo affinché l'Europa diventi il punto di riferimento per la salvaguardia ambientale. Anche in Germania si stanno rendendo conto che, se non ci si muove, tra qualche anno i danni saranno irreparabili. Gli altri paesi europei si sono detti disposti a rafiticare protocolli molto rigorosi, Francia e GB in primis.
In Italia ci sono i soliti cialtroni, purtroppo. Sia a livello nazionale, sia a livello locale. Ma c'è una speranza, e questa si chiama LORENZO MASCOLO. Voglio dedicare il premio Nobel a lui, che è impegnato in una questione molto più importante di quella climatica: Lorenzo è impegnato nella difficile battaglia di secessione tra due zone storicamente cruciali per i destini del mondo: la Ciociaria e l'Alta Terra del Lavoro. Ci vuole coraggio per portare avanti una battaglia del genere, e lui ne ha da vendere. Siamo tutti fieri di lui. Ave a te, Lorenzo!
Al Gore
Tuesday, October 23, 2007 6:38 PM
Ciao a tutti
Riporto qui sotto un articolo del Corriere della Sera riguardante i problemi che la CO2 provoca nei mari. Qui si parla dei mari intorno all'Australia, visto che lo studio è stato effettuato da un gruppo di ricerca australiano. Ma ovviamente è inutile sottolineare che l'Italia è una penisola che si trova al centro del mar Mediterraneo, dunque ciò di cui parla l'articolo ci riguarda direttamente.

Vi invito a lasciare commenti, riflessioni, ecc, così da poterne parlare con calma. Lo so che in Ciociaria ci sono problemi enormemente più importanti e complessi, come la battaglia secessionista che sta attuando LORENZO MASCOLO, ma il problema del surriscadamento globale, nel suo piccolo, ha la sua importanza. Non trascuratelo. W MASCOLO

Cordialmente vostro

Al Gore


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Dal CORRIERE DELLA SERA


Gli oceani sono acidi, i coralli muoiono
La concentrazione di CO2 nell'atmosfera fa aumentare l'acidità dei mari. Con conseguenze disastrose

CANBERRA - Gli oceani stanno diventando più acidi a causa della maggiore quantità di anidride carbonica (CO2) presente nell'atmosfera che a sua volta si discioglie nell'acqua. La maggiore acidità mette fortemente a rischio la vita dei coralli e di parte del plancton, in quanto letteralmente scioglie i loro scheletri composti da carbonato di calcio. Ed è appurato che la maggiore quantità di CO2 nell'aria è dovuta in gran parte all'attività umana. L'allarme è stato lanciato dagli scienziati australiani al forum sul futuro delle barriere coralline (18-19 ottobre) a Canberra.

ACIDITÀ - «Le recenti ricerche sui coralli tramite gli isotopi di boro indicano che gli oceani sono diventati più acidi di un terzo di un'unità pH nel corso degli ultimi 50 anni», ha reso noto Malcolm McCulloch, direttore associato del Centro di eccellenza per gli studi sulle barriere coralline del Concilio australiano delle ricerche. «La tendenza non è uniforme e gli studi sono agli inizi, ma sembra proprio che l'acidità dei mari sia aumentata nello spazio di appena alcune decine di anni e non più di secoli come in precedenza si riteneva». McCulloch ha affermato che l'aumento di acidità è più veloce nelle acque fredde delle zone meridionali degli oceani rispetto a quelle calde dei tropici: «Ora questo tema comincia a diventare un problema serio».

UNA SOLA IPOTESI - I coralli e il plancton con scheletro carbonatico sono alla base della catena alimentare dei mari. Per costruire i loro scheletri si basano sulla saturazione dei carbonati disciolti nell'acqua ma se l'acidità dell'acqua aumenta, diventa impossibile per loro fabbricare la struttura scheletrica. «L'analisi dei coralli mostra una diminuzione della calcificazione dei loro scheletri negli ultimi vent'anni», ha detto Ove Hoegh-Guldberg, dell'Università del Queensland. «C'è una sola spiegazione: più CO2 c'è nell'aria, più la sua concentrazione aumenta anche nei mari. Ipotesi alternative non esistono, perché non sono credibili. Quando il livello di CO2 nell'atmosfera raggiunge le 500 parti per milione (ppm), la calcificazione degli scheletri dei coralli diventa impossibile. E lo stesso discorso vale per il plankton e per le alghe rosse calcaree che "tengono incollati" i coralli in acque agitate. Ora la concentrazione di anidride carbonica nell'aria è di 385 ppm, mentre nel 1960 era di 305 ppm».

PERICOLI - «Se il riscaldamento globale è un tema molto serio, l'acidificazione dei mari potrebbe diventarlo ancora di più», ha concluso il professor Hoegh-Guldberg. Nel mondo circa 500 milioni di persone sono dipendenti dalla biodiversità prodotta dalle barriere coralline: non solo per la pesca, basti pensare al turismo. Ma ciò che il professore australiano lascia supporre, è molto più allarmante. La più grande estinzione della storia della Terra, infatti, avvenne al termine del Permiano, circa 251 milioni di anni, e probabilmente non fu dovuta all'impatto di un grande asteroide, ma a cause endogene. Enormi eruzioni vulcaniche causarono un aumento della concentrazione di CO2 nell'aria fino a 1.000 ppm e la conseguente acidificazione di mari. L'acidificazione comportò una diminuzione dell'ossigeno presente nell'acqua fino ad avvelenare gli oceani e a renderli inadatti alla vita. A questo punto si innescarono una serie di fenomeni correlati e a cascata che portarono all'estinzione di circa il 96% delle specie animali marine e del 70% di quelle terrestri. Ora la concentrazione di CO2 è di 385 ppm, ma le proiezioni degli scienziati sono concordi nell'affermare che è in aumento e recentemente si è stabilito di fissare un limite «insuperabile» di 445-550 ppm se si vogliono evitare conseguenza inimmaginabili per la vita.

Paolo Virtuani
18 ottobre 2007
Epicureo.d.Lisera
Thursday, October 25, 2007 11:12 AM
Non sapevo niente dell'emergenze CO2 nell'acqua... Ammazza, siamo minacciati su tutti i fronti....
Nelle regioni del sud italia poi avanza il processo di desertificazione e i fiumi diminuiscono costantemente la loro portata. Non è difficile immaginare che in un futuro forse nemmeno lontanissimo si ridurrà praticamente a zero (tanto per citare un esempio vicino a noi) la stessa cascata di Isola.... Andatevi a vedere le foto di inizio '900 per vedere quello che era 100 anni fa..... L'ultima piena del Liri risale a 7 anni fa', mentre mi raccontava il padre di Laura che quando lui andava a scuola loro ogni anno aspettavano gennaio perché con le piene del Liri si chiudevano le scuole...
Qui dove lavoro adesso ho visto (un paio di mesi fa') per la prima volta cosa è una tromba d'aria... dal vivo.... Non sarà paragonabile a quelle americane, ma la dice lunga su come sta cambiando il clima....
Purtroppo in Italia finiamo sempre per accorgerci in ritardo di qualsiasi cosa e non mi sembra che il tema ambientale sia un discorso centrale in alcun programma politico.
E' però vero, come tu giustamente mi hai ricordato, che siamo tutti concentrati su temi piu' importanti, quali la secessione dei territori dell'Alta Terra di Lavoro dalla Provincia di Frosinone. Non sia mai detto che un abitante della Alta Terra di Lavoro venga chiamato.... "Ciociaro"! Come si fa' a restare immobili di fronte a una cosa del genere? Mi associo dunque anch'io nel sostenere incondizionatamente il nostro paladino Lorenzo Mascolo nella sua coraggiosa e nobile battaglia. Però ci sono problematiche come il surriscaldamento climatico che, pur se molto meno importanti della secessione dei "borbonici della Media Valle del Liri" dalla provincia di Frosinone, meritano (con le dovute proporzioni) il loro spazio....
Al Gore
Thursday, October 25, 2007 11:48 PM
Ciao a tutti

Riporto qui sotto un comunicato dell'ONU sul clima, diramato un'ora fa. Vi invito a leggerlo con attenzione, è breve e chiaro allo stesso tempo.
Quando ho vinto il Nobel ho ribadito che il problema del surriscaldamento globale non è solo un problema tecnico, economico, politico, ecc, ma è soprattutto un problema MORALE, che ci riguarda tutti allo stesso modo, e di cui tutti dobbiamo farci carico sin da ora, se non vogliamo fare la fine che questo rapporto dell'ONU ci preannuncia.

Cordialmente

Al Gore

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Parigi, 22:04
ONU, ALLE FUTURE GENERAZIONI SOLO UN PIANETA DISTRUTTO

L'umanita' sta cambiando il clima cosi' rapidamente e sta consumando le risorse della terra con una tale voracita' che lascera' alle future generazioni un pianeta devastato. Questa la fosca previsione dell'Agenzia delle Nazioni Unite sull'ambiente (Unep) nel IV rapporto sulle prospettive globali della terra 'GEO-4' realizzata sulla base dei dati raccolti da 390 esperti negli ultimi 20 anni. Nelle 570 pagine del documento gli esperti ipotizzano che dopo le cinque estinzioni di massa verificatesi negli ultimi 450 milioni di anni, di cui l'ultima 65 milioni di anni fa, "la sesta e' in corso e questa volta causata dall'uomo" Il clima sta cambiando piu' velocemente ora che negli ultimi 500.000 anni. La temperatura media si e' innalzata di 0,74 gradi nel secolo scorso e crescera' invece da 1,8 a 4 gradi entro il 2100. A partire del 1850 undici degli anni piu' caldi si sono registrati negli ultimi 12 anni. La responsabilita' e' da attribuire agli oltre sei miliardi di abitanti del pianeta, cosi' tanti che "l'ammontare delle risorse necessarie a sostenerle supera quelle disponibili". Questo anche in vista del 2050 quando si stima che sulla terra si raggiungera' il picco tra 8 e 9,7 miliardi di abitanti. Il 60% dell'ecosistema e' stato danneggiato ed e' ancora sfruttato a livelli insostenibili. Tra le emergenze "l' Africa dove il degrado della terra e la desertificazione sono una vera minaccia e dove la produzione di cibo pro capite e' scesa del 12% dal 1981". Non solo. Gli africani che vivono sotto la linea della poverta' sono aumentati negli ultimi 20 anni passando dal 47,6% del 1985 al 59% del 2000.
Al Gore
Tuesday, November 06, 2007 11:01 PM
Ciao

Riporto qui sotto, in maniera più dettagliata rispetto al post precedente, il rapporto dell'ONU sul clima.

La situazione, come leggerete, è al limite del non ritorno. Invito tutti i partecipanti del forum a dire la loro su questo argomento. Non bisogna pensare che è un argomento che riguarda altri Stati o continenti, perché la situazione è drammatica per tutti allo stesso modo.

Dovete vederla in questo modo: la terra è come un fumatore incallito che in apparenza tira avanti (anche se trascura alcuni chiari sintomi che si manifestano sempre più spesso e sempre con maggiore intensità e durata), poi va dal medico per un banale controllo e viene fuori che ha un tumore inoperabile ai polmoni: tre mesi di vita, nessuna possibilità di sopravvivenza. Se continuamo di questo passo, tra qualche anno la situazione sarà talmente compromessa che ci sarà una estinzione di massa, ovvero miliardi di persone scompariranno dalla faccia della terra. Questo non lo dico io, lo dicono tutti i più autorevoli studi sull'argomento. Dunque, vi invito ad aprire gli occhi.

Un saluto

Al Gore

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(dal Corriere della Sera)

Se entro il 2050 non si tagliano le emissioni di gas serra del 50%, mondo a rischio

L'ONU: «LA TERRA VERSO LA CATASTROFE»

Tre i grandi mali del pianeta: riscaldamento, sovrappopolazione, fine della biodiversità

NAIROBI (KENYA) - La Terra è vicina al punto di non ritorno e il futuro dell'umanità è seriamente compromesso. Lo afferma l'ultimo allarmante studio intitolato «Global Environment Outlook» e presentato dallo «United Nations Environment Programme» (Unep), l'organismo delle Nazione Unite che ha sede a Nairobi e che si occupa della tutela ambientale. Lo studio, al quale hanno partecipato oltre 1400 scienziati, è stato pubblicato a 20 anni di distanza dal celebre rapporto «Il futuro di tutti noi», analisi della «Commissione mondiale sull'ambiente e lo sviluppo» nella quale per la prima volta fu formulato il concetto di «sviluppo sostenibile». Secondo il recente studio tre sono le cause che maggiormente mettono in pericolo la vita sul nostro pianeta: il riscaldamento climatico, il progressivo aumento numero delle specie in via d’estinzione e la rapida crescita della popolazione.

ATTIVITA' UMANA - Gli scienziati hanno sottolineato che le attività umane ormai condizionano fortemente il clima della Terra e gli ecosistemi. La situazione può diventare ancora più catastrofica se, come stimano alcune proiezioni scientifiche, la popolazione umana raggiungerà gli 8 miliardi e 10 milioni di abitanti nel 2050. Negli ultimi venti anni, la popolazione mondiale infatti è aumentata di 1,7 miliardi di persone, passando da 5 a 6,7 miliardi di abitanti. «La popolazione umana adesso è così numerosa che l'ammontare delle risorse di cui ha bisogna per sopravvivere è superiore a quelle che la Terra riesce a produrre» afferma Achim Steiner, direttore esecutivo dell'Unep

CAUSE - Il riscaldamento climatico e la rapida crescita demografica sono le cause principali del gran numero di animali estinti o in via d'estinzione. Secondo le cifre presentate dall'Unep circa 30% degli anfibi, il 23% dei mammiferi e il 12% degli uccelli rischiano di scomparire, mentre tra i fiumi più grandi del mondo, uno su dieci, a causa dell'inquinamento e dello sfruttamento eccessivo della pesca, è sottoposto a profondo stress idrico e di anno in anno riduce sempre di più la sua portata d'acqua prima di raggiungere il mare.

AVVERTIMENTO E STIMOLO - Il rapporto, secondo gli scienziati, vuole essere allo stesso tempo sia un forte avvertimento sia uno stimolo al cambiamento. Se si vuole evitare una catastrofe, dichiara senza mezzi termini lo studio, entro il 2050 bisogna ridurre le emissioni di gas serra del 50% rispetto a quelle che erano prodotte nel 1990. Ciò significa che i paesi più industrializzati devono tagliare dal 60 all'80% le loro emissioni. Nel rapporto non mancano le note positive. Il direttore Steiner fa notare che i paesi dell'Europa occidentale hanno preso effettive misure per ridurre l'inquinamento atmosferico, mentre il Brasile ha fatto notevoli sforzi per combattere la deforestazione: «La vita sulla Terra potrebbe essere più semplice se non ci fossero questi tassi di crescita demografica. Ma costringere le persone ad avere meno figli è una soluzione semplicistica. La cosa migliore sarebbe accelerare il benessere dell'umanità e usare più razionalmente le risorse che il pianeta ci offre».
Güssing
Wednesday, November 14, 2007 9:45 AM
Buongiorno!
Siamo gli abitanti di Güssing, una cittadina austriaca.
Abbiamo letto con attenzione quello che Al Gore ha scritto su questo forum. In realtà conosciamo il problema del riscaldamento globale da qualche anno, solo che, al posto di rassegnarci al peggio o di fregarcene altamente, abbiamo cercato di fare qualcosa di positivo.
Quello che abbiamo fatto (e che riportiamo nell'articolo di sotto) potrebbe essere anche ripreso in altre zone, ad esempio, perché no, in Ciociaria.
Inoltre vogliamo dare la cittadinanza onoraria ad un vostro compaesano, LORENZO MASCOLO, un alto esempio di intelligenza lungimirante anche qui in Austria, solo che non appena contattato ci ha chiesto l'annessione, perché durante l'800 un gruppo di austriaci ha attraversato a piedi la Ciociaria e ha messo incinte due ragazze: in base ai calcoli di Mascolo, ora più di metà della popolazione ciociara ha sangue austriaco nelle vene, quindi non è più ciociara ma austriaca. Stiamo valutando con interesse la proposta.
Mi raccomando leggete l'articolo qui sotto.
Baci dall'Austria

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Il sole, il legno, il mais, i rifiuti bastano per alimentare
il riscaldamento e le auto di tutto il villaggio

Viaggio nell'utopia di Güssing
il paese a emissioni zero


GÜSSING - La città dell'utopia è arrampicata sulle colline del Burgerland, nell'Austria più profonda, ai confini con l'Ungheria, tra campi di mais e foreste di pini. Si chiama Güssing, ha quattromila abitanti e un profeta: Rheinard Koch, 46 anni, un ingegnere alto due metri e quattro che giocava a basket nella nazionale austriaca e che ha realizzato il sogno di trasformare il paese dove è nato in un'isola pulita che produce da sé, con quello che la natura gli mette a disposizione, tutta l'energia di cui ha bisogno. Il sole, il legno, il mais, i grassi vegetali, i rifiuti, a Güssing si trasformano in riscaldamento, elettricità, gas, carburante per le auto. Dice Koch: "Certo che è un sistema perfetto, ed è per questo che le grandi lobby non lo vogliono. Parliamo di molti soldi, e molti soldi vuol dire molto potere. Se ogni comunità facesse come noi, quel potere verrebbe meno".

L'uso dell'energia alternativa ha permesso alla città di ridurre del 90% le emissioni di biossido di carbonio e di guadagnare ogni anno, dalla vendita alla rete nazionale del surplus energetico, 500 mila euro che vengono reinvestiti in nuovi progetti. Dal '95 ad oggi, le emissioni sono state ridotte del 93% mentre la città svedese che ha vinto il premio per la Sustainable Community, Vaxjo, ha tagliato i veleni nell'aria del 25% negli ultimi dieci anni. E Al Gore ha auspicato una riduzione del 90% entro il 2050.

In Europastrasse, là dove ha la sua sede il Centro Europeo di Energia Rinnovabile, hanno dovuto costruire anche un albergo, il Com Inn, per le comitive che arrivano da tutto il mondo: dall'Ocse di Vienna, con i cinquanta diplomatici guidati dal direttore degli affari economici Bernard Snoy, agli scienziati giapponesi; dai ricercatori del Canada alle comitive di contadini scozzesi, quasi 5.000 visitatori solo l'anno scorso. "Questa città - dicono - ha saputo coniugare la crescita economica con la sostenibilità ambientale". Aggiunge Peter Vadasz, un ex professore che ora è sindaco: "Non avremmo mai sognato di raggiungere simili risultati: la montagna di denaro che prima lasciava la città, adesso rimane qui".

È una storia che comincia nel 1989, quando Güssing era solo la capitale di una delle regioni più povere del paese. Non c'era altro che lavorare nei campi e il 70% della popolazione era costretta ad emigrare. Anche Koch aveva dovuto andare a Vienna, finché Herr Krammer, il sindaco di allora, pensò di offrirgli un posto come tecnico comunale. Racconta Koch: "Ci siamo chiesti che cosa si poteva fare per creare lavoro e ricchezza. E per prima cosa abbiamo realizzato che qui c'erano molti soldi: tutti quelli che la gente doveva spendere per procurarsi energia. Erano 36 milioni l'anno per la regione, 6 per Güssing. E così abbiamo pensato di creare da noi l'energia, sfruttando le nostre risorse".

Quei soldi sono rimasti nella zona e hanno creato lavoro. Negli ultimi dieci anni sono nate 60 aziende per 1.200 posti di lavoro. "Abbiamo scalato la classifica della povertà e siamo diventati i primi produttori al mondo di gas naturale". Ora Güssing è completamente autosufficiente. Negli otto diversi impianti produce 22 megawattora di energia l'anno, compresi 8 megawatt di surplus che vende. Contro la sagoma del vecchio castello della nobiltà ungherese che è il simbolo del paese, si stagliano adesso montagne di segatura e cattedrali di tubi. Verena, i capelli dritti in testa per il gel, lavora in un altro dei nuovi alberghi: "Sì, adesso vengono un sacco di persone, pare che tutti siano curiosi di sapere come abbiamo fatto". E Ullriche, che va a far la spesa con il cesto di vimini: "Questa era una città morta, adesso cercano sempre nuovo personale".

Il paese dell'eco-energia è cambiato: ci sono le case pastello con i tetti spioventi e i nidi di cicogna, ma anche le palazzine con le parabole sui balconi. Il Rathaus, il municipio, ha la scritta gotica e la facciata di pietra tirata a lucido e per le strade viaggiano i Renault Traffic della Biomasse Fernheizwerk Güssing. "La cosa più difficile - spiega Koch - è stata quella di convincere la gente che la nostra energia era buona come quella delle multinazionali". Ma la gente si è convinta e l'energia costa dal 30 al 40% in meno che nel resto del Paese. Al festival del teatro, quest'estate, hanno messo in cartellone il Don Chisciotte. Proprio come Koch, l'ingegnere che è diventato ricco facendo prima diventare ricco il suo paese. "Dice che sono un visionario? Sì, forse. Ma le mie visioni sono diventate realtà".
Apriamo gli occhi
Saturday, November 17, 2007 9:56 AM
Buondì
Sono il vostro affezionato Al.
Oggi è 17, quindi è difficile che possa darvi notizie buone..
Stamattina c'è stata questa dichiarazione del Segretario generale delle Nazioni Unite, riportata dal Corriere della Sera. Non dice delle cose belle. Quindi apriamo gli occhi il prima possibile, perché tra qualche anno sarà troppo tardi. Non sto facendo allarmismo, è un dato di fatto incontrovertibile.
Cordialmente
Al Gore

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Clima: segretario Onu, "Mondo su orlo catastrofe"

17 nov 08:47

PARIGI - Il mondo si trova sull'orlo della catastrofe. Lo ha detto il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon lanciando l'ennesimo allarme per il surriscaldamento globale causato dall'uomo. "Siamo tutti d'accordo", scrive l'ex ministro degli Esteri sud-coreano in un fondo per il quotidiano 'International Herald Tribune'. "I mutamenti climatici sono reali, e noi esseri umani ne siamo la causa principale. Eppure, ancora adesso pochi si rendono pienamente conto della gravita' della minaccia, o della sua immediatezza. Ho sempre ritenuto che il surriscaldamento globale debba essere una questione della massima urgenza", sottolinea Ban. "Credo che ormai siamo siamo sull'orlo di una catastrofe, se non reagiamo". Intanto e' attesa per oggi l'adozione ufficiale del rapporto di sintesi relativo alle conseguenze del surriscaldamento globale stilato dagli esperti dell'Ipcc, il Comitato Intergovernativo sui Mutamenti Climatici sotto egida Onu. (Agr)
Al Gore
Wednesday, November 28, 2007 9:40 AM
Ciao a tutti,

i problemi che gli USA stanno avendo a causa del surriscaldamento globale sono enormi. In alcuni Stati dell'Ovest, ad esempio, non piove da sei anni. In quelle zone l'economia è prettamente agricola, quindi lascio a voi trarre le conclusioni.
Non dobbiamo pensare che sono problemi lontani da noi, perché l'Italia sta facendo la stessa fine.
Apriamo gli occhi.

Cordialmente
Al Gore

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L'Ovest degli Stati Uniti sta fronteggiando il sesto anno di una epica siccità.


Dillon, MONTANA - Accompagnato da una nube di polvere che viene sollevata dal suo camioncino scoperto, Larry Martin guida attraverso le miglia di terra sterile del suo ranch. Se ci si trovasse nel pieno di una "normale primavera", sarebbe circondato dai campi verdi dell'orzo e dell'erba medica alta mezzo metro.

Ma mentre attraversa il suo canale di irrigazione completamente asciutto, e quindi cammina a grandi passi in stivali da cowboy lungo una recinzione di filo spinato sepolta da arbusti secchi e terriccio sollevato dal vento, Martin ammette che per quest'anno la speranza di un raccolto è persa.

Adesso prega solo di potere andare avanti con un gregge ridotto di bestiame e di riuscire a far sopravvivere il ranch di famiglia. La scorsa settimana ha visto un suo vicino perdere l'intera sua proprietà per preclusione del mutuo bancario, e le voci che circolano è che una grande massa di famiglie con i loro ranch potrebbero seguire lo stesso destino.

"Ci è sempre stato insegnato che tempi duri ti piegano, ma che invece una carestia ti spezza", dice Martin.

Che cosa in queste terre non si è spezzato è il sesto anno consecutivo di siccità, con intere porzioni delle solitamente verdeggianti Montagne Rocciose che paiono ora più come il deserto del Mojave. In quella che gli scienziati definiscono come una combinazione di cicli di siccità e di riscaldamento globale, nove Stati Occidentali degli USA stanno vivendo un periodo di siccità
estrema:

* Nella California, il manto nevoso dell'alta Sierra sta sciogliendosi più velocemente e maggiormente in anticipo che durante qualunque primavera degli ultimi 80 anni.

* In Colorado, i serbatoi dell'acqua si stanno velocemente svuotando e hanno portato a limitazioni nel consumo per 1.2 milioni di utenti di Denver, che ora possono irrigare i loro prati soltanto due volte alla settimana. Senza le piogge di primavera, l'uso dell'acqua potrebbe essere radicalmente frenato ed essere reso più costoso.

* In Arizona, dove le foreste e i terreni da un secolo a questa parte mai sono risultati tanto secchi e asciutti, il pericolo di incendi è estremamente alto.

* E nel Nuovo Messico e nel Nevada, i fiumi bassi potrebbero stimolare lotte fra i coltivatori e le città per le fonti d'acqua limitate.

Nel frattempo, la tensione nel Montana sta aumentando: anche i fornitori che si guadagnano il vivere guidando i pescatori di trota sui corsi d'acqua sono preoccupati che il loro commercio potrebbe fermarsi prematuramente.

"Storicamente, nello stato del Montana c'è stata più gente a cui è stato sparato a causa dell'acqua che per le donne", dice Martin ridendo. Tuttavia rifacendosi ad una nota più drammatica, Dennis Miotke, che sorveglia la ripartizione dell'acqua dal Serbatoio del Canyon Clark, dice che proprietari di ranch lo chiamano disperati ogni giorno.

"Tutto questo è rievocativo della 'Dust Bowl'", dice Larry Laknar, coordinatore per i disastri e i servizi di emergenza per la contea di Beaverhead, nel Montana.

Mentre una porzione enorme dell'Ovest degli Stati Uniti è intrappolata in condizioni di siccità "gravi" e "estreme", il Bacino del Fiume Jefferson, che circonda il ranch di Martin, è stato classificato sull'ultimo indice federale come "eccezionalmente secco" - una delle zone più asciutte ad ovest del Mississippi.

Secondo il Servizio Meteorologico Nazionale, c'è poco sollievo in vista anche se l'inizio ufficiale dell'estate dista sette settimane dal via. Queste sono solo esacerbate previsioni di calamità economica in vista per il paese dei bestiami mentre anticipa una epica stagione di incendi, una eruzione di guerre per l'acqua e di una seria scarsità nelle città.

Miotke ha recentemente detto a 75 famiglie che l'acqua non attraverserà le loro fosse di irrigazione, una virtuale garanzia che alcuni di loro potrebbero essere spinti fino al fallimento.

Il Bacino del Fiume Jefferson, conosciuto come il 'beefbasket' del Montana, produce più bestiame e fieno di qualunque altra parte dello stato statunitense. Ma ora questa ancora dell'industria agricola da 1 miliardo di dollari del Montana sta annaspando.

Il trauma, nota Miotke, è gocciolato giù fino ad interessare migliaia di persone, dai proprietari di ranch alle drogherie, i ristoranti, i rivenditori di automobili e le scuole che riceveranno meno finanziamento di imposta.
"Molti proprietari di ranch duranti gli ultimi anni hanno investito tutto quello che avevano nell'irrigazione dei loro pascoli. Ma se non hanno acqua, è come provare a dirigere una banca senza soldi", dice Miotke. "Non ho mai pensato che si potesse arrivare fino a questo punto".

Quattro decadi fa, il Serbatoio del Canyon Clark venne costruito con i dollari federali all'interno di una politica di assicurazione contro i periodi di siccità, ma la situazione attuale lo ha ridotto al 36 per cento di capienza - e va diminuendo per ogni giorno che passa. Il Serbatoio si trova nel suo
quarantasettesimo mese di flussi sotto la media. Dietro ad esso, il Serbatoio Lima è pieno solo al 20 per cento.

La situazione appare notevolmente similare al lago Powell nello stato dell'Utah, che è pieno solo a metà e che va progressivamente restringendosi poiché l'affluenza dal Bacino del Fiume Colorado è sensibilmente diminuita, a causa sia della quantità persa per l'evaporazione che della Diga del Canyon Glen.
Alcuni idrologi ritengono che il letto artificiale del lago potrebbe essere asciutto entro l'autunno, e questo ha spinto i conservazionisti a chiedere al Congresso di decommissionare la diga.

Mentre questo è improbabile che accada, i legislatori stanno considerando l'opzione dell'aiuto federale per le calamità per le zone interessate da impressionanti livelli di siccità. A prova della scarsità dell'acqua, Laknar indica il cratere del Serbatoio del Canyon Clark. Il Servizio Meteorologico Nazionale dice che occorrerebbero mesi di pioggia per riportare i livelli
di nuovo alla normalità.

"Per cinque anni, ad ogni autunno ci siamo ritrovati a dire a noi stessi che peggio di così non sarebbe potuta andare", aggiunge Larry Martin. "Ma la verità è che alcuni di noi potrebbero anche non essere in grado di arrivare all'anno prossimo. E anche se piove, non sarà sufficiente".

Todd Wilkinson
Fonte: The Christian Science Monitor

Note:
Tradotto da Melektro - djm@melektro.com
15 anni
Thursday, December 06, 2007 1:57 PM
Ciao a tutti
Abbiamo 15 anni di tempo per invertire la rotta, altrimenti andremo dritti dritti verso la catastrofe.
Leggete l'articolo qua sotto, poi casomai se ne parla.
Per chi volesse approfondire, c'è in edicola il numero di LIMES dedicato completamente al clima. LIMES, per chi non lo sapesse, è una autorevole rivista di geopolitica. Vi invito a comprarla, anche perché è molto chiara ed esaustiva. Ogni tanto un po' di soldi si possono spendere per qualcosa di decente.
Il prossimo numero di LIMES è dedicato ad un altro tema centrale della geopolitica mondiale: il dilemma sul confine tra Ciociaria e Terra di Lavoro. Sulla copertina c'è la foto di un genio: LORENZO MASCOLO. Sulla seconda di copertina: una risonanza magnetica del cervello di Mascolo.
Cordialmente
Al Gore

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Oltre 200 climatologi di fama mondiale esortano i negoziatori della Conferenza Onu. "Abbiamo al massimo 15 anni per invertire la tendenza nelle emissioni di CO2". Clima, appello degli scienziati a Bali:

"AGIRE IN FRETTA, IL TEMPO STA PER SCADERE"

Tra i rischi del riscaldamento globale, anche l'innalzamento dei mari



ROMA - Agire, agire fino in fondo e in fretta perché il riscaldamento globale può essere contrastato con efficacia, ma occorre fare presto. E' questo il senso dell'appello lanciato in occasione della conferenza di Bali sui cambiamenti climatici da oltre duecento scienziati dell'Ipcc, l'organismo istituito dall'Onu per studiare l'evoluzione del clima vincitore del premio Nobel per la pace.

"Abbiamo a disposizione solo una finestra di 10-15 anni per trasformare il picco delle emissioni di CO2 in una riduzione di almeno il 50% entro il 2050", avvisano i climatologi, aggiungendo che se non ci si muove immediatamente "milioni di persone saranno esposte a eventi atmosferici estremi come ondate di calore, siccità, innondazioni, tempeste e innalzamento del livello del mare". Allo stesso modo, prosegue l'appello, "molti ecosistemi, piante e specie animali, saranno in serio pericolo di estinzione".

L'allarme degli scienziati vuole essere un invito ai negoziatori delle 180 nazioni presenti a Bali affinché i loro governi si facciano carico dell'emergenza climatica passando all'azione. "Non abbiamo più di dieci anni di tempo per invertire la tendenza nella crescita delle emissioni", sottolineano ancora gli oltre duecento firmatari del documento, ricordando il consenso scientifico che accompagna ormai la necessità di raggiungere l'obiettivo di contenere la concentrazione complessiva di anidride carbonica nell'atmosfera ben al di sotto delle 450 parti per milione.

Un traguardo che dovrebbe permettere di evitare un aumento della temperatura terrestre media superiore ai due gradi, ma che per essere raggiunto, avvertono i climatologi, non può prescindere da un nuovo accordo globale che fissi limiti forti e vincolanti alle emissioni della grande maggioranza delle nazioni. "Come scienziati - conclude l'appello - esortiamo i negoziatori a raggiungere un intesa che faccia di questi obiettivi il minimo indispensabile per realizzare un accordo sul clima equo ed efficace".

(Repubblica.it_6 dicembre 2007)
Al Gore
Friday, January 18, 2008 7:41 PM
ciao a tutti

molti ciociari pensano che in provincia di frosinone non ci sia una emergenza rifiuti. in realtà, è tutto il contrario.
innanzitutto, tra le regioni commissariate per la cosiddetta "emergenza rifiuti" c'è anche il lazio, insieme ad altre regioni del sud.

in provincia di frosinone c'è un inceneritore a colfelice.
ora, vi chiedo: pensate che questo inceneritore non sia pericoloso per la salute della gente?

gli inceneritori sono estremamente dannosi per la salute della gente. basta solo dire che l'inceneritore di terni è stato chiuso, proprio in questi giorni, per DISASTRO AMBIENTALE.

alcuni link:
www.peacelink.it/ecologia/a/17132.html
www.nanodiagnostics.it/Caso.aspx?ID=16

in estrema sintesi: gli inceneritori producono delle particelle estremamente piccole che sono impossibili da filtrare. queste particelle noi le respiriamo, e una volta respirate non possono più essere espulse dal corpo. nel tempo queste particelle provocano una serie di malattie anche mortali.

di fatto, una soluzione intelligente per il problema dei rifiuti sarebbe la raccolta differenziata del tipo porta a porta, adottata con successo in molti paesi del nord europa.
basterebbe affidare la gestione di Ambiente Spa non a quei caproni che ci sono adesso, ma ad un pugno di giovani preparati ed onesti (ed in giro ce ne sono molti) in grado di attuare una politica intelligente di raccolta rifiuti.
la raccolta differenziata porta a porta è semplice da fare. oltretutto, c'è una regoletta semplice di base che costringerebbe tutti a farla: se non separi nel giusto modo i rifiuti, il tuo contenitore non viene svuotato, quindi ti mantieni i rifiuti in casa per tutta la settimana (di solito passano una volta a settimana a svuotare i contenitori).
non bisogna inventarsi niente, basterebbe COPIARE dalle nazioni civili. nelle zone civili d'italia questo tipo di raccolta è già partita.

questo un link: www.comune.piossasco.to.it/homepage/portaaporta.htm

in provincia di frosinone partirà tra una cinquantina di anni, se tutto va bene. dipende dal numero di morti che l'inceneritore avrà provocato nel frattempo.


cordialmente
Al Gore

Al Gore
Saturday, January 19, 2008 1:57 PM
ciao a tutti

stamattina, sul blog di grillo, c'è un'intervista a maurizio pallante, questo il link:

it.youtube.com/watch?v=I12FwO1XqsU

si parla della estrema pericolosità degli inceneritori, e della raccolta differenziata porta a porta come valida alternativa. esattamente gli argomenti su cui ho scritto un post ieri. dura pochi minuti. vi assicuro, non sono minuti persi.

ora, chiarisco qui un fatto: io non sono né un seguace né un detrattore di grillo. quello che mi interessa non è la persona, ma le idee. molte volte grillo è solo un megafono di idee di altra gente. in questo caso, è il megafono di maurizio pallante, un autorevole studioso che ha scritto dei libri che andrebbero letti da tutti. ad esempio, nel 2005 ha pubblicato "La decrescita felice" (Editori Riuniti), un lavoro estremamente serio, ma anche divertente ed accessibile, sull'assurdità dei concetti di crescita e di PIL, e sui disastri ambientali che tali concetti stanno provocando.
dunque, guardate questa intervista e poi ne riparliamo.

cordialmente
Al Gore
Epicureo.d.Lisera
Saturday, January 19, 2008 4:05 PM
Re:
Al Gore, 19/01/2008 13.57:

ciao a tutti

stamattina, sul blog di grillo, c'è un'intervista a maurizio pallante, questo il link:

it.youtube.com/watch?v=I12FwO1XqsU

si parla della estrema pericolosità degli inceneritori, e della raccolta differenziata porta a porta come valida alternativa. esattamente gli argomenti su cui ho scritto un post ieri. dura pochi minuti. vi assicuro, non sono minuti persi.
ora, chiarisco qui un fatto: io non sono né un seguace né un detrattore di grillo. quello che mi interessa non è la persona, ma le idee. molte volte grillo è solo un megafono di idee di altra gente. in questo caso, è il megafono di maurizio pallante, un autorevole studioso che ha scritto dei libri che andrebbero letti da tutti. ad esempio, nel 2005 ha pubblicato "La decrescita felice" (Editori Riuniti), un lavoro estremamente serio, ma anche divertente ed accessibile, sull'assurdità dei concetti di crescita e di PIL, e sui disastri ambientali che tali concetti stanno provocando.
dunque, guardate questa intervista e poi ne riparliamo.

cordialmente
Al Gore


Vista l'intervista. In particolare è molto interessante il tema della raccolta differenziata porta a porta, che è un gesto semplicissimo ma che permette di abbattere decisamente l'impatto della nostra mmnnézza sull'ambiente...
Il punto è quello di fare in modo che al cittadino convenga mettere in atto la raccolta differenziata della propria immondizia: questo mi sembra un buon punto di partenza (la convenienza individuale... egoistica) per poi creare col tempo la "cultura ambientale" nelle persone.
Hai fatto bene a sottolineare che qui non si tratta di essere a favore di Grillo o meno... Qui si tratta di portare avanti soluzioni razionali per problemi grossi che riguardano tutti. E ben venga ogni occasione di poter parlare non solo dei problemi, ma soprattutto delle proposte concrete avanzate dai tecnici.
A proposito della "decrescita", questo è un tema che mi sta molto a cuore e al quale ho sempre pensato, ma non avevo mai formalizzato la questione... Poi ho visto proprio un'intervista in TV su quel libro ed è stata un'illuminazione. Purtroppo il concetto di "crescita" non è solo economico, ma pervade a 360 gradi ogni ambito della nostra vita di tutti giorni, ad esempio quello lavorativo. Le logiche aziendali, che poi si ripercuotono sulle vite dei lavoratori, fanno paura. E' ormai un problema culturale e questo è grave perché si sta tentando, in peggio, di cambiare il modo di pensare della gente...
Al Gore
Friday, February 29, 2008 2:18 PM
ciao a tutti

ieri sera durante "Annozero" hanno intervistato Piero Ricca. A mio parere il suo intervento è stato di altissimo livello.
Piero Ricca di solito viene ricordato per aver dato del buffone a Berlusconi e per avergli detto di farsi processare come tutti gli altri. anche ieri sera, per introdurlo, hanno ricordato questo episodio. Ma Piero Ricca va ben al di là di questo.
Per rendervene conto, vi consiglio di andare sul suo sito:

www.pieroricca.org/

oppure sui siti dei gruppi che si sono ispirati alla sua azione e al suo pensiero:

www.quimilanolibera.net/

www.quibolognalibera.net/

www.quileccolibera.net/

www.quiromalibera.net/

Vi consiglio di vedervi un po' di suoi video su questi siti o su youtube, perché sono veramente dei documenti interessanti che la dicono lunga sulle qualità morali e politiche di chi ci governa. Oltretutto sono brevi e molto divertenti. Il meccanismo è sempre lo stesso: lui o altri suoi amici si presentano dal potente di turno (tutti compresi) e gli fanno delle domande scomode, di quelle che i giornalisti evitano accuratamente di fare. Le reazioni dei potenti sono incredibili!

Per quanto riguarda il discorso sulla decrescita fatto da epicureo, ci sarebbe molto da dire (e molto da leggere). Casomai scrivo qualcosa domani.

intanto guardate qualche video di ricca. quelli fatti a d'alema o a stefania craxi, per esempio.

cordialmente
Al Gore


Al Gore
Tuesday, March 04, 2008 6:08 PM
ciao a tutti

quello dell'approvvigionamento dell'energia è un problema enorme per l'Italia. I politici non hanno la minima idea di come risolverlo seriamente. O meglio: sanno benissimo come favorire alcuni - pochissimi - delinquenti (da loro definiti "imprenditori"), che si arricchiranno utilizzando i NOSTRI SOLDI, oltretutto a spese della salute pubblica, costruendo impianti inquinanti che sfruttano energie non rinnovabili.

un po' quello che sta succedendo a sora con la turbogas, solo che in scala enormemente più grande.

Tra poco a Milano c'è un dibattito sull'argomento, con Carlo Rubbia ed altri esperti. Inzia alle 18:00

Questo è l'indirizzo dove è possibile vederlo:

www.corriere.it/speciali/dirette/fondazione/windows_DSL.shtml

cordialmente
Al Gore

Al Gore
Monday, March 17, 2008 9:47 AM
ciao a tutti

il problema dell'approvvigionamento di energia è centrale in questo momento per l'Italia.
i politici italiani - come al solito - propongono delle scelte che favoriranno pochi criminali (che si arricchiranno per miliardi di euro), fregandosene altamente della collettività, del bene comune.
questa politica affaristica, legata mani e piedi a gruppi economici (legati a loro volta mani e piedi alla criminalità organizzata) ha le gambe corte, perché in tutte le democrazie evolute il bene comune è al centro dell'interesse di tutti, perché solo favorendo il bene comune ci può essere un progresso, altrimenti c'è un regresso della vita democratica. tutti i paesi regrediti sono gestiti da oligarghie, da regimi dittatoriali. al contrario, i paesi più avanzati sono gestiti da democrazie evolute. non ci sono eccezioni.

ora: Prodi due anni fa proponeva delle centrali a carbone. Berlusconi propone delle centrali nucleari.
contemporaneamente, questi criminali dicono che la loro politica è rivolta al futuro, "ai nostri figli": va tanto di moda dire che "bisogna pensare ai nostri figli".
Quello che però non dicono è che le centrali a carbone producono enormi quantità di C02, mentre le centrali nucleari producono scorie radioattive: lo sapete quanti anni ci vogliono per eliminare questi rifiuti?
Questo -minimo- particolare loro non lo dicono: ci vogliono
33 MILA ANNI affinché la C02 prodotta nell'atmosfera si distrugga, 32 MILA ANNI affinché le scorie cessino di essere radioattive.

Questo non lo dicono, perché sono dei criminali.

Voi direte: ma ci sono alternative a questo modo di produrre energlia?
CERTO!
E' inutile citare dei libri e degli studi, perché ce ne sono una infinità. Basterebbe scaricarsi e vedere la puntata di Report (RAI3) di ieri sera: è un'ottima sintesi di quello che è possibile oggi fare per produrre energia in maniera intelligente pensando al futuro, "ai nostri figli", come demagogicamente questi criminali vanno dicendo in giro.

Vi consiglio di scaricarla e di vederla, perché dopo averla vista comincerete a vedere la realtà in maniera diversa. dura poco più di un'ora, meno di una qualsiasi partita di calcio.

Se avete tempo fatelo, soprattutto "per i vostri figli"

Il link di riferimento (ma qui ancora non hanno messo al puntata di ieri):

www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%5E1077518...

Cordialmente
Al Gore
Fannn
Monday, March 17, 2008 10:17 PM
IO VORREI
- che tutti capissero quanto gravi sono le situazioni
- che si parlasse meno di idiozie e più di cose serie
- che tutto quanto di buono si può fare e pensare non rimanesse isolato o considerato l'idea di qualche singolo (ANCHE PAZZO)
- che i grandi diventassero piccoli per un'ora e si rendessero davvero conto
- che si parlasse meno dei nostri figli e più di noi
- che tutti noi ci trovassimo in quel futuro non tanto lontano e ci rendessimo conto che dovevamo fare qualcosa oggi.. e poi che si potesse tornare indietro nel tempo
- che come per magia le notizie si collocassero da sole sui canali di informazione per ordine di importanza. quelli veri però
- che esistesse una puntata di report per sapere come si fa a combattere contro i mulini a vento.
- che tutti vedessero report.
Mariopio
Monday, April 28, 2008 10:01 PM
Ciao a tutti
Secondo me dovreste guardarvi un po' di più amici così imparate meglio a dire le banalità.
Questa è la versione 'lo-fi' dell Comunità Per visualizzare la versione completa click here
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