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Sargon I
Friday, April 21, 2006 8:43 PM
21 Aprile 753 aC: viene fondata seecondo la leggenda la città di Roma, nasce la più grande potenza militare, politica, culturale, sociale, economica dell'Europa antica.
In quasi tredici secoli le sue legioni conquistano uno dopo l'altro i territori dell'ecumene conosciuto fino ad allora, un trionfo dell'abnegazione e della forza morale, dell'etica militare, dell'espressione giuridica, della lungimiranza economica ed architettonica che ancora oggi noi tutti ammiriamo basiti per la vastità dei campi che ha toccatoed illuminato.
Una civiltà che ha coinvolto milioni di persone, che ha strutturato in maniera incredibile come mai nessuno fece prima d'allora la società civile.
Felice compleanno Urbe.
Marisa2003
Thursday, September 28, 2006 1:02 AM
A Roma è stato scoperto il secondo porto

Vi facevano sbarcare gli animali destinati agli spettacoli nelle arene e nel Colosseo. Un porto alternativo a quello di Ostia per evitare il rischio contagio tra gli animali, i naviganti e i cibi.

Si trovava all'Infernetto, quartiere tra le pinete di Castelporziano e di Castelfusano lungo la via Cristoforo Colombo, uno dei porti dell'antica Roma. Quello che era considerato solo un indizio avanzato dagli archeologi circa 15 anni fa, ha trovato ora conferma in alcuni ritrovamenti e nello studio avanzato dalla Soprintendenza di Ostia.

"E' molto probabile - afferma l'archeologa Flora Panariti - che in questa zona, interessata da un vastissimo stagno, venissero fatti sbarcare gli animali esotici impiegati per i giochi romani. Sempre qui, probabilmente, gli animali erano mantenuti per un breve periodo di quarantena".

Le numerose scoperte sono state anticipate ieri in un'assemblea con gli studenti e saranno ora oggetto di studio da parte della Soprintendenza di Ostia.

Un acquedotto interrato, dalla sezione di 1 m per un'altezza di 3 m con diversi pozzi di ispezione, è stato scoperto in via Bedollo. Una villa rustica, con impianto produttivo e 3 scheletri, sono venuti alla luce presso via Nicolini. Un viottolo di epoca imperiale si trova tra via Canale della Lingua e via Bertoni.

"Un'iscrizione su una lapide scoperta nelle vicinanze, risalente all'epoca Domizianea - aggiunge l'archeologo Andrea Carbonara - indica come il luogo funzionasse da centro di raccolta per gli animali".

Tutti i rinvenimenti sono attiribuibili al periodo compreso tra la metà del I sec. a.C. e la metà del I sec. d.C. Un'ulteriore conferma a questa rivelazione degli studiosi proviene dal rinvenimento dello scheletro di un elefante nel 1938 nella zona di via del Martin Pescatore, angolo via di Castelporziano. Nel 1990 fu documentata la scoperta di bitte per l'attracco delle navi e alcune infrastrutture. E' verosimile, dunque, che gli animali arrivassero all'Infernetto separati dal resto dei traffici e che qui, - afferma l'archeologa Panariti - presso alcune ville rustiche, venissero sottoposti ad un regime di quarantena.



Fonte: Il Messaggero Roma, 23/09/2006 Autore: Giulio Mancini

giamba253
Wednesday, January 24, 2007 9:59 AM
Rivolto a Sargon Mi pare che tu,correggimi se pecco di presunzione,voglia dare ai Romani una connotazione di popolo 'padre',generatore di tutta la sapienza del mondo,ma ti ricordo che è provato come essi futuro debitori ad un gran numero di invenzioni,tradizioni,rituali,cerimoniali,di altri popoli che gli sono stati nonni.
E i Romani,come altri popoli,sopraffatti a loro volta,per una politica espansionistica sbagliata.In definitiva,se togliamo il periodo dei re Italici o Etruschi(che fondamentale importanza ebbero nella loro 'ascesa'),le truci e sanguinose lotte intestine,la divisione tra Impero d'Occidente e d'Oriente,cosa salviamo veramente di genuino?Prendila un po' come una provocazione di un internauta senza cattiveria.
Sargon I
Wednesday, January 24, 2007 8:30 PM
Esattamente il contrario: io identifico Roma come capostipite della moderna civiltà europea, non di quella mondiale.
Tutte le società e le civiltà che si susseguirono in Europa dopo il tramonto di Roma s'inspirarono ad essa in tutto, dal diritto (ancora oggi ispiratore delle leggi vigenti in qualsiasi società civile), alla costruzione dello stato dal punto di vista amministrativo e politico, a quello ingegneristico, a quello della struttura organizzativa.
Tutte le civiltà del passato miravano all'espansione, non n'esiste una che badasse ai fatti suoi sul suo territorio, le civiltà euroasiatiche (cioè il mondo antico) muovevano un sistema basato sulla guerra e sulla conquista, logica peraltro naturale: il punto fu che Roma restò anche dopo la sua fine, altre civiltà no, la sua vera forza fu proprio questa: l'Impero Romano d'Oriente durò fino al 1453, il Sacro Romano Impero durò fino al 1918, giusto qualche decennio fa....
L'Europa come idea è nata perchè Roma aveva unito tante società diverse che si riconoscevano in essa ed al suo mod di concepire lo sviluppo socio-economico e questo è una diretta conseguenza dell'espansionismo.

[Modificato da Sargon I 24/01/2007 20.31]

giamba253
Thursday, January 25, 2007 3:10 PM
Non ne sono sicuro,riperdonami.L'Impero(che durò solo pochi secoli come tale,poi non fu Romano,stante il 'nome')non divenne che monumenti cadenti,seppelliti sotto mucchi di rovine,tanto che a Roma non si sapeva nemmeno più come fosse fatto il Foro,sostituito in fretta.Nessuno più ricordava la gloria dei Romani.Solo nel periodo neoclassico,con l' '800 si 'riscoperse' il mondo Greco e Romano.Come qualche tempo prima si era 'riscoperto'l'Egitto,e da allora ci si buttò a caccia di tesori,testimonianze,antichità.E non ha più smesso di affascinare.Roma copiosamente attinse alle Culture che incontrava:Greci,Etruschi,popoli indoeuropei,Celti,Sarmati,Egizi.Quand'essa ancora era nel limbo di una terra oscura,tutti questi popoli prolificavano civiltà.

il punto fu che Roma restò anche dopo la sua fine, altre civiltà no, la sua vera forza fu proprio questa


Il più abile ha fatto sì che pervenisse come ci è pervenuta.Mi sembra che oggi ci sia maggiore consapevolezza di quanto la storia sia in debito con i popoli pre-romani.

Sargon I
Thursday, January 25, 2007 6:20 PM
Perdonami ma non riesco a seguirti francamente, una civiltà si basa sul diritto/istituzioni e sul rapporto socio-economico, il resto sono tutte corbellerie.
Ad occidente come ad oriente il diritto esercitava ed ha esercitato una parte fondamentale nella costituzione territoriale, gli Imperatori tedeschi medievali hanno fatto riscoprire e rielabolare i codici giustinianei per dare maggior risalto alla loro politica ed alle istituzioni ad essa legate.
Perchè avrebbero chiesto la formalizzazione del diritto romano, visto che erano in posizione di forza anche militarmente ?

Roma copiosamente attinse alle Culture che incontrava:Greci,Etruschi,popoli indoeuropei,Celti,Sarmati,Egizi.


E proprio questa fu la grandezza e la modernità della civiltà romana, essa non si sostituì completamente (come avevano fatto le civlità che citi tu) a quella precedente, ne assorbì tutti i caratteri migliori perchè la crescita era necessaria, Roma pensava in grande, era avanti anni luce rispetto al resto del mondo: dove esisteva un Senato che discutesse pubblicamente sulle leggi da attuare ?
Se gli Etruschi erano una grande civiltà perchè scomparvero nel nulla ?
Era facile essere una grande civiltà quando non c'erano lotte sociali, quando la tecnica era ancora allo stato primitivo, quando l'agricolutra la faceva da pradrone, più difficile essere una grande civiltà quando si costruivano strade, acquedotti, ponti, v'era fermento tra le classi che componevano la società, quando anche una guerra non era solamente un fatto di nobiltà (la riforma mariana dell'esercito fece diventare moderna questa struttura essenziale), ma coinvolgeva tutta la popolazione attiva: Roma riuscì ad esserla.


giamba253
Friday, January 26, 2007 5:33 PM
Non credo che farne una cosa personale sia produttivo.Si vede e me ne dispiace,che sei un po' piccato per le mie esternazioni,per questo anche in questo topic tacerò.Prima però riflettendo su questa frase:Se gli Etruschi erano una grande civiltà perchè scomparvero nel nulla ?
Ma chi l'ha detto? Sono proprio loro le sementi del popolo Romano,nessuno si è creato,nessuno s'è distrutto,solo 'trasformato'.Come i culti pagani non sono mai morti:sono solo trasmigrati in quelli che chiamiamo attualmente cristiani.
Allo stato primitivo la tecnica Etrusca? :?: :?:
Sargon I
Saturday, January 27, 2007 4:56 PM
Mah !

una sola considerazione:perchè mai per esternare le tue "allocuzioni" hai aspettato quasi un anno, visto che il topic è del 21 aprile 2006 ?
A me sorge il dubbio che tu l'abbia fatto con un certo spirito insinuante, provocatorio (per ottenere le risposte che già sapevi d'ottenere) e decisamente settario: cos'è, un processo kafkiano ?

TANTE MOLIS ERAT ROMANA CONDERE GENTEM
Mariomar
Sunday, January 28, 2007 12:17 PM
Re:irragionevolezza
Cari amici,non siate irragionevoli!Come 'buon padre di famiglia'e moderatore,anche se non di questo tread,consiglio calma e serenità.Mi pare di aver capito da alcuni suoi posts,che l'amico giamba253 abbia avuto una perdita importante in casa nell'ultimo anno,o due.Forse dipende da quello il motivo che non ha letto ancora tutti i post in arretrato.Quando stai un po' senza usare la rete,capita.Non mi pare il caso di tirar fuori melliflui intenti provocatori,dato che non si sono mai manifestati fino ad ora(siamo abituati ad altro :P .Avere idee contrastanti e discuterle è l'intento di uno spazio aperto.Scusate se mi sono permesso,non mandatemi al :devil: :angry:
Saluti.
sandrog
Sunday, January 28, 2007 9:22 PM
Sic transit gloria mundi!
Et facere et pati fortia romanun est..

Markus è un mio caro amico che vive a Trier, Renania Palatinato, Germania. L’antica Colonia Augusta Treverorum “Urbs opulentissima” e, se non sbaglio, transitoria capitale dell’Impero tra Costanzo Cloro e Costantino. Ci si sente a casa, camminando per le strade di Treviri o stando seduti nel parco delle Terme, all’interno della Basilica costantiniana o seduti al caffè all’ombra della Porta Nigra. Uno come me, nato, cresciuto e pasciuto a Roma ci si sente a casa.
Markus è un ottimo storiografo romanista, latinista di un certo valore e innamorato della Città Eterna.
“Peccato che degli antichi romani non siano rimasti che gli italiani” mi dice quando vuole provocare in me soprassalti di campanilismo ai quali però, conoscendo i suoi veri sentimenti, non concedo alcun asilo né alibi.
Forse Markus non ha tutti i torti anzi, credo che abbia ragione.

Sto seguendo il vostro confronto, il vostro scambio di vedute che mi pare stia scivolando in un battibeccare. Sarebbe un peccato.
Vorrei, se permettete, dire la mia a proposito delle cose che ho letto e prima di tutto vorrei ricordare che la storia di Roma non è affatto una storia originale nata in una bella mattina d’aprile sul palatino tra voli di corvi, candide giovenche, alberi di fico, panini con la porchetta, fave e pecorino e altre leccornie.
Vorrei ricordare che Romolo non è un signore che da il nome alla città che fonda, ma solo uno degli abitanti di quell’agglomerato di capanne elevate sugli acquitrini sulla riva destra del fiume. Il villaggio sul fiume, il Romos, appunto, come lo chiamavano gli etruschi che lì, governando il luogo, vi mercanteggiavano con i latini che scendevano dai Colli Albani e con i sabini che discendevano il Tevere.
Vorrei anche ricordare che la tanto affascinante storia di Roma che c’è stata tramandata con toni e tinte da favoletta altro non è se non la versione rosea ed edulcorata di una storia ben diversa, aspra e puzzolente di barbarie, sangue e tutto ciò che ne concerne.
Una storia trionfante, sottolineata da enfatici rulli di tamburi. Una storia voluta da un uomo che viene acclamato imperatore quando ormai è padrone della situazione. Un uomo che non ha più nemici né interni né esterni da sconfiggere e che edificherà, a sua gloria vanitosa l’Ara Pacis. L’altare della Pace. O meglio, sarebbe dire,”l’altare della pace dei morti”. Un uomo che (per carità, onore al merito!) si vanterà, in punto di morte, d’aver trovato una Roma di mattoni e di lasciarla di marmo. Chi glielo avesse detto a lui, figlio adottivo e forse “casuale” del Divo Giulio?
La storia Romana, fantasticata dai poeti, primo tra tutti Virgilio, è quanto di più fasullo si possa immaginare. Ma è tanto bella!
Fasulla in tutto, Anche nei suoi simboli che pure, ancora oggi, di quella Roma accettiamo. La Lupa, per esempio.
Quella detta “capitolina” è estrusca e potrebbe fare il paio con la chimera d’Arezzo; i due pupazzetti sono attribuiti al Pollaiolo…
E poi dai, diciamocela tutta: Lupa, in latino vuol dire prostituta… Eddai, si sarebbe potuta cercare una genitrice un pochino più presentabile! Comunque tanto di cappello ad Acca Larentia e a quel povero beccaccione di Faustolo. Povera Roma, fondata da un figlio spurio d’un dio attaccabrighe sempre infoiato e di una Vergine fedifraga che verrà sotterrata viva dallo zio. Un bimbetto che, insieme al fratello sarà allevato da una donna di malaffare e che, come primo atto pubblico, forma una banda di facinorosi, come secondo va ad Albalonga e scanna lo zio, come terzo squarta il fratello passandogli sopra con l’aratro e, dulcis in fundo, rapisce le mogli dei suoi alleati. Era impossibile che non fosse elevato alla gloria degli altari!

Tento di tornare alla Storia.
E’ dato ormai per certo, anzi certissimo, che i primi secoli della nuova Città videro questa crescere e darsi una forma sociale sotto lo scettro etrusco. Lasciando da parte il povero Romoletto, si fa risalire (ma è anche qui favola) il primo corpus di leggi a Numa Pompilio che avrebbe scritto i codici religiosi e civili, seduto sotto una frasca nel bosco delle Camene con l’assistenza della Ninfa Egeria. Tavoletta, dicevo. Numa puzza d’invenzione sin dal nome… Un dio, un nume scrive le leggi …
In ogni caso i re, salvo forse un reatino a part-time, uno frascatano male in arnese e un altro forse indigeno, non sono re ma, piuttosto lucumoni o mezzi tali.
Il posto, in termini di logistica, è assai appetibile ed i rustici e bellicosi (per non dire zotici) latini, che già incrociatisi per sangue e progenie con i sabini stessi, non ci stanno a che gli etruschi, imbellettati ed incipriati e con i capelli tinti e imboccolati li trattino da pezzenti quali in realtà sono.
Si sa come va la storia: “più che l’amor poté il digiuno” dice anche il Sommo Poeta e quando un popolo, o una buona parte di esso, è affamato, alla fine si sfama. La battaglia d’Aricia del 520 a.C. ed il successivo abbandono del Lazio e della bassa etruria da parte degli etruschi (o meglio dei Tarquini) ci dice che andò cosi.
Degli etruschi c’è rimasto poco, ma quel poco è splendido: ritualità misteriose, socialità erudita, arte raffinata, politica avanzata in un decentramento politico-amministrativo che Bossi se lo sogna. Conoscenze ingegneritico-architettoniche che noi ancora oggi utilizziamo e che senza le quali, l’ingegneria romana, militare prima e civile poi, non avrebbe avuto modo di esprimersi. Parlo dell’arco.
Apro una parentesi sell’etica romana della convivenza: degli etruschi non c’è rimasta quasi traccia, come di Cartagine e chissà quanti altri. Quando i Romani sconfiggevano un nemico che avevano odiato lo cancellavano dalla Storia. “Damnatio memoriae”, la chiameranno. Chiusa la parentesi.

Butto là una provocazione: quella romana è una civiltà rustico-anarcoide che stenta a darsi una forma di governo sociale ma che alla fine trova la soluzione di governo, in una forma di raffinatissima consorteria decisionale, basata su di un sistema aristocratico che delega, di volta in volta, poteri diversi e limitati nel tempo a coloro: magistrati, sacerdoti, pontefici massimi, prefetti, consoli, proconsoli, legati militari, edili, dittatori, generali, governatori ecc. che, in determinati diversi frangenti ritiene funzionali alle proprie necessità. In questo, concordo, non c’è grandezza. C’è molto ma molto di più!
Dalla fine della cosiddetta monarchia passano circa sette secoli perché l’Urbe governi “l’ecumene conosciuto fino ad allora” ma di che ecumene parliamo? Attenzione perché questo è un punto di vista romanocentrico, quindi limitato al nostro mondo ed alla nostra cultura. Voglio ricordare che quando Roma nasce l’Impero cinese, già raffinatissimo ed evoluto, esiste già da mille anni e governa qualche milione di persone e ricordo anche che Roma inizia la sua espansione assoggettando le genti italiche che risiedono al suo settentrione, al suo oriente e al suo meridione. Popoli stanziati nella sola penisola che, come i romani erano ugualmente evoluti ma certo meno organizzati militarmente. Parlo di umbri, sanniti, celti, volsci, oschi, lucani, bruzi, greci italioti ecc.,
Ci vogliono secoli ed “attributi” a che Roma possa scrivere sulle carte del nord Africa “hic sunt leones” e costruire un muro in scozia. Concordo: non si organizza e non si gestisce un simile ambaradam senza una organizzazione più che perfetta.

Torno al carattere romano, inteso da punto di vista politico. Roma non è una civiltà intellettualmente evoluta, raffinata. Intendo questo nella sua più pura accezione. Roma è la feroce potenza, perfettamente organizzata, dei suoi eserciti obbedienti a leggi ferree stilate da uomini razionali.
Fintanto che Roma camminerà in questo solco sarà una formidabile macchina da guerra. Una macchina da guerra perfettamente funzionante con al suo servizio strutture ad essa finalizzate. Tutto, a Roma, è finalizzato alla guerra di conquista: la legge, l’architettura, la struttura e gli obblighi sociali, la religione, i suoi riti le sue feste e gli ordini sacerdotali. La letteratura e la poesia:
“Facere et pati fortia romanum est. Tu regere imperio populos, romane, memento” (Fare e patire cose grandi è da romano. E tu, Romano, ricordati che sei nato per governare i popoli con il tuo impero) sentenzia Virgilio.. nell’Eneide, mi pare.

E’ ovvio che ci sia grandezza in questo, addirittura magnificenza.
Roma vuole il potere sul suo mondo e lo vuole esercitare. Per fare questo non bada al sangue. Il sangue, in questo tipo di progetti, non ha importanza. Non è importante sapere chi viene ammazzato, perché e dove. Roma intride di sangue le sue conquiste. Anche con il suo, di sangue, tant’è che probabilmente i momenti di maggior “splendore” sono quelli che coincidono con le guerre civili tra Gaio Mario e Lucio Cornelio Silla prima e poi tra Gaio Giulio Cesare e Gneo Pompeo Magno dopo.

Condivido l’analisi della grandezza di una società come quella romana capace di adeguarsi al cambiare dei tempi. Si è citata la capacità costruttiva, quella legislativa, quella formidabile “democrazia religiosa” che portò Agrippa alla progettazione del Pantheon e, in ultimo, alla riforma mariana dell’esercito. Un sistema sociale apparentemente perfetto e perfettamente funzionante ma… Ma cosa accadde? Cosa lo minò? Forse il contatto da conquista con popoli più evoluti intellettualmente? Più raffinati filosoficamente? Forse si: “Graecia capta ferum victorem cepit” dice Orazio o forse l’esasperata eterogeneità dei popoli che componevano l’impero o la vastità incontrollabile di questo? Chi difendeva il Limes e da chi? Da dove giunsero i nemici, dalle steppe orientali o dalle catacombe della Via Appia?..

Non mi trovo in accordo nell’identificare quella romana come la genitrice della moderna civiltà europea (che nell’accezione geopolitica occidentale equivale a quella mondiale) come pure non concordo sul fatto che la grandezza di Roma risiederebbe nel fatto che “Roma restò anche dopo la sua fine, altre civiltà no, la sua vera forza fu proprio questa: l'Impero Romano d'Oriente durò fino al 1453, il Sacro Romano Impero durò fino al 1918, giusto qualche decennio fa”…

Non mi trovo in accordo sul primo punto perché penso che la moderna civiltà europea trovi certamente la sua scaturigine anche dalla sua memoria romana ma, ancor di più, da tutte le altre culture che, a partire dal quarto secolo, attraversarono e caratterizzarono tutto quel mondo che era stato non romano ma romanizzato e, quindi, romanocentrico.

Qui è un po’ come tornare, ed apro una breve parentesi, a quel ragionamento, secondo me sterile e demagogico, a proposito delle radici giudaico-cristiane dell’europa. E perché cristiane? Perché giudaico cristiane? Forse per un senso di colpa di Santa Romana Chiesa? Non sarebbe meglio parlare di radici pagane o meglio politeistico-mitraiche-giudaico-cristiano-mussulmane? O forse, meglio ancora, gnostico-illuministiche!! Questo mi piacerebbe assai!
Meglio faremmo, noi europei, a non parlare di radici. Conosco finlandesi mori e palermitani biondi con gli occhi azzurri e qui, a due passi da Roma, c’è un paese che si chiama Saracinesco dove la maggior parte degli abitanti ha la pelle olivastra, i capelli ricci e gli occhi neri…Con buona pace di Carlo Martello, Roncisvalle, Averroé, di qualche migliaio di Catari e d’un monsignore che rimpiange Torquemada, il Papa Re, ed il bel tempo che fu… Chiusa parentesi.

Non mi trovo in accordo neppure sul secondo punto, quello “Roma restò anche dopo la sua fine, altre civiltà no, la sua vera forza fu proprio questa: l'Impero Romano d'Oriente durò fino al 1453, il Sacro Romano Impero durò fino al 1918, giusto qualche decennio fa”…
Quale Roma restò? Non certo quella di Lucio Giunio Bruto il fondatore della Repubblica o di Tiberio e Gaio Gracco, di Cicero, di Cesare, di Licinio Crasso, di Marco Aurelio!
Restò la Roma distrutta da Alarico e da tutte le altre orde che la sfasciarono nella sua forma urbana strappando il suo tessuto sociale, politico, etico, civico e civile. Restò la Roma imputridita dalle lotte baronali: una città misera abitata da misera gente, da morti di fame, pecorai di ritorno, che dimenticarono anche il nome di Campidoglio e Foro Romano ribattezzandoli Monte Caprino e Campo Boario.
No, di Roma non restò nulla fino a che non sorse un solicello timido (ma forse agitato da un’IO ipertrofico) che si chiamò Cola di Rienzo e poi lo splendore del mecenatismo papale impreziosito dalla più rampante forma di volgare e vanitoso nepotismo trionfante che si identificherà con gli ori del barocco romano fino al riappropriarsi del proprio orgoglio di Popolo, stavolta si, con la Gloria delle Repubblica Romana del 1849 con le battaglie del Gianicolo, di villa Spada, di villa Sciarra e del Vascello. Da Mameli a Garibaldi, da Mazzini a “l’audace Righetto” passando per Ciuceruacchio e, finalmente, a Porta Pia con la riunificazione all’Italia!

Niente a che fare con l’Impero Romano d’Oriente e con i suoi bizantinismi e niente a che fare con Cecco Peppe, Sissi, il castello di Miramare e la sacher torte.

No, Roma cominciò la Sua vita, come dice la favola, con Romolo, splendette nella realtà di Augusto e fini nella tragedia (un poco ridicola) di Romolo Augustolo.

“Peccato che degli antichi romani non siano rimasti che gli italiani”. Eh si, forse ha ragione il mio amico Markus. Che vive a Treviri, Urbs opulentissima.

Sic transit gloria mundi!

Grazie per il tempo che mi avete regalato.
Sandro
Sargon I
Sunday, January 28, 2007 10:07 PM
Ma sentite così tante castronerie tutte in una volta: ma stiamo scherzando, la storia è una materia seria non un gioco per pseudo filosofi illuministi da cui alcuni interventi precedenti sembrano prendere l'avvio.
E sappiamo quanti danni gli illuministi abbiano fatto alla conoscenza storica con la loro cronica mancanza di preparazione e un settarismo senza uguali nella storia del mondo.
Per me la cosa si chiude qui.

ANTIQUAM EXQUIRITE MATREM

[Modificato da Sargon I 28/01/2007 22.10]

Mariomar
Monday, January 29, 2007 11:44 AM
Re:Benvenuto (chi vuole confrontarsi)
Caro sandrog,grazie a te per le tante lucide analisi che,da nativo di Roma come dici(e immagino col cuore romano),hai saputo fare.Me la stampo.Con calma la voglio rileggere.Spero che si potrà proseguire a parlarne,a confrontarsi,c'è un mucchio di storia 'seria'che attende di essere riscoperta,di esaminarla alla luce di una mente aperta,che non significa 'non dare a Cesare ciò che è di Cesare',ma a chi ha contribuito fare la NOSTRA storia(di tutti)una dimensione più verace.E' risaputo che la storia la scrivono i vincitori,ma qui non c'è da vincere niente,nè da perdere niente.Stiamo dando dei contributi e se siamo in civile disaccordo ciò rende la discussione più sentita.Sai sandrog.da tempo non leggevo un post dannatamente 'animato',vibrante,perchè non tiepidamente affrontato!Si fa presto a leggere,scrollare le spalle e sussurrare tra sè 'ma che scrivono questi?'e chiudere andando per i fatti propri.Coraggio! Siete tutti preparati,gente che ha studiato e sa come va il mondo!Potete darci molto se lo volete,non fermiamoci.Su Roma è stato scritto,fatto,detto un'infinità di cose,filmografia sterminata,bibliografia altrettanto copiosa,revisioni storiche anche banali,scontate.Altre più sofisticate,e semplicemente personali in cui si cerca di tirare un po' il sipario per scorgere cosa ci sta alle spalle.
sandrog.Proprio recentemente leggevo che nell'impero romano si era travasato il culto di Iside,preso a prestito dall'Antichità Egizia e che questo culto si diffuse rapidamente,introducendo anche i cosiddetti CULTI MISTERICI ISIACI(che non so in cosa constistano ma credo non lo sappia nessuno).Il culto di Iside si fuse con altri culti presenti,o prese il sopravvento?Mitra ad esempio,che ne sento sempre parlare e ho visto anche diversi 'mitrei'sotterranei',convisse culturalmente con Iside?Mi piacerebbe anche saperne di più sulle famose questioni 'oracolari',sugli Aruspici,sui sacerdoti romani,che sostanzialmente operavano basandosi sulle pratiche precedenti di divinazione:aspetto del cielo,comportamento degli animali,i sogni,si dice che non si muoveva foglia se l'oracolo non disponeva in un senso positivo.Chi erano gli oracoli nell'antica Roma?Donne o uomini o ambedue?E' passato alla storia il sogno di Calpurnia che non dissuase comunque Cesare dall'andare incontro al proprio destino.Leggenda?
Ti chiedo solo di cambiare il FONT con cui scrivi,sandrog.Clicca su Font e vedi la finestra a scomparsa:scegli un Arial oppure aumenta la dimensione del carattere.Pregoti :o .Un saluto
Sargon I
Monday, January 29, 2007 2:07 PM
Ringrazio Mariomar per l'intervento "risolutorio" che ha ingarbugliato ancor più una faccenda semplice nei suoi aspetti. Tra l'altro trovo disarmante il fatto che un moderatore, il quale dovrebbe conoscere il regolamento del sito, inciti un utente a scrivere in questo thread a proposito d'un argomento completamente off-topics come la religione, considerato che esiste anche una sezione all'uopo.
Invito gli utenti ad attenersi scrupolosamente ai dettami inerenti all'argomento trattato, in caso contrario il testo verrà tagliato senza ulteriori commenti al proposito.
Grazie a tutti.
giamba253
Wednesday, January 31, 2007 11:37 AM


...avevo avvisato.

il post è stato tagliato dal moderatore.

[Modificato da Sargon I 31/01/2007 12.43]

shardanaleo
Thursday, February 01, 2007 7:23 PM
sperando di non essere TRAVOLTO-COINVOLTO nella accesissima... contesa, vorrei dire che tutto sommato si può ricomporre il discorso in questo modo. Se Sargon intende che i ROMANI contribuirono enormemente alla diffusione della civiltà in europa, allora ha RAGIONE da vendere... ma è anche vero, e qui do ragione a Giamba, che i Romani distribuirono cultura e scienza che loro non erae se volgiamo non era neanche GRECA, come suggerito dai nostri storici. Semplicemente perchè anche i greci appresero TUTTO, ma proprio tutto dai FENIC e dagli EGIZI. ROMA del resto nacque un pcoo come gli STATI UNITI ... tante razze e culture mischiate con una dominante: GLI ETRUSCHI (come in USA gli inglesi)... del resto anche la "favola di Romolo è interamente presa da un'antica tradizione di altro popolo da cui probabilmente avevano origine gli Etruschi. SARGON ne porta il nome del capostipite, il quale aveva la stessa storia dell'abbandono nel cesto di vimini nel fiume eufrate, del salvataggio e dell'inserimento a corte e conseguente scalata la potere... Tutto questo (e altro) i romani lo appresero dagli etruschi... ma a Roma spetta il merito della DIVULGAZIONE di questa civiltà venuta dall'Oriente. :angry:
SHAR :devil:
Marisa2003
Friday, February 02, 2007 12:11 AM
OFF TOPIC
Arrivo soltanto adesso,e me ne dispiace.Mi è impossibile desistere dal porre una domanda scontata: cos'è successo amici miei? Rileggendo i posts,non ho avuto l'impressione che si volesse polemizzare anzi,se un argomento attira l'attenzione,e se ne affrontano le varie spigolature,con civiltà come mi pare si stia facendo,che problema c'è? Devo essermi persa qualcosa credo.Mi raccontate?
Riguardo alla trattazione,credo che se si vuole continuare a parlare di Storia Romana,non sia possibile settorializzarla o parcellizzarla,privandola di una parte fondamentale come la Religione,che anticamente (ma non solo)andava di pari passo con la politica,con il costume,la tradizione,la società.E' così off topic caro amico Sargon? Anche perchè vorrei rispondere all'altrettanto caro amico Sandro,il quale ha proposto molti stimoli,andando oltre quanto è il 'luogo comune'che vuole i Romani apportatori di una Civiltà Europea,che già esisteva,con le Sue arti,i Mestieri,i Culti,la lingua,le Tradizioni,etc. introducendo i suoi punti di vista,e credo si possa condividere pure il Pensiero di Leo,che 'riassume'un po' il 'quadro'(anche se dieci secoli di storia ci stanno stretti neh |=).

Roma ha i suoi innegabili meriti,ma cerchiamo serenamente di sviscerarli.Anche perchè chi non ha un po' di Romanità nei luoghi in cui vive?Penso tutti noi!
Ricordo che tempo fa un corrispondente romano,mi mandò un articolo sulle Strade Romane nel tratto che conduce ai Colli Albani(la cosiddetta Via Triumphalis,o Via Sacra),(naturalmente secondo studi che ha effettuato),in cui si capisce bene come l'intento sacro(religioso)andasse di pari passo con l'esigenza di praticità,spesso di bellezza,funzionalità,durevolezza,economia.Il che prevedeva anche di riutilizzare ciò che si trovava già in loco per scopi di qualche utilità(tutti i popoli lo hanno fatto,i faraoni stessi riutilizzavano le statue dei loro predecessori,ne cancellavano il nome e vi apponevano il proprio).
Ce ne sono di cose da chiedere!L'aspetto ludico,per esempio,mi interessa parecchio:i Romani amavano molto divertirsi,e avevano a disposizione molti 'giochi'come ho avuto modo di imparare occupandomi della Triplice Cinta,'alias'Filetto(non va dimenticato che il primo esemplare di Rotas ci è pervenuto da Pompei e risale sicuramente a non prima del 73 d.C.).Ma sicuramente uno dei giochi più usati era il latrunculi,di cui si ha la notizia più antica in Marco Terenzio(spesso confuso come Ludus Duodecim Scriptorum, il gioco menzionato da Ovidio).E' tutta questione di strategia,come dev'essere applicata negli scacchi che conosciamo meglio.Infatti è molto probabile che attraverso le 'simulazioni'si creassero dei veri campi di battaglia.Latrunculi era il gioco dell'uomo pensante più popolare nell'impero romano. Il nome viene dai latrones,parola che originalmente aveva significato di “mercenari„.
Altra carne al fuoco,effetto letargo?Il topic avrà pure un anno,Sargon,ma si vede che fa come il vino:invecchiando,migliora(a proposito,tra poco ...ti tocca :compleanno: )
Sargon I
Friday, February 02, 2007 8:35 AM
Mi dispiace non condividere nulla di quello che è stato detto.
Il post è nato l'aprile scorso come omaggio alla romanità intesa come bene comune a cui tutte le nazioni europee fanno ancora oggi capo, relativamente ai concetti socio-economici, giuridici e militari e mi trovo a leggere tutt'altro.
Il resto è gran poca cosa come le persone che hanno interpretato la farsa mettendo con le spalle al muro anche la nostra brava webmaster.
Comunque, considerato che non ci sono più le condizioni per adempiere al mio lavoro scrupolosamente e con la necessaria tranquillità d'animo, rassegno con decorrenza immediata le dimissioni (irrevocabili) da moderatore di questo Forum (facendo sicuramente felice tanta gente) in maniera da potermi dedicare più intensamente agli articoli di Due Passi nel Mistero.
Buon lavoro a tutti per il futuro.

Enrico Pantalone
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