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Full Version: 10 maggio 1946
Corgiu
Tuesday, November 11, 2003 3:48 PM
Il 10 maggio 1946 Umberto II divenne Re d’Italia.
Ieri, per la prima volta, ho avuto l’opportunità di leggere il suo proclama agli italiani. Sono rimasto fulminato da queste sue semplici (e, al tempo stesso, straordinariamente belle) parole:
«[...] Io non desidero che di essere primo fra gli italiani nelle ore dolorose e ultimo nelle liete [...]».
Forse non ci crederete: mi sono sdraiato sul letto e sono rimasto lì, in silenzio, per più di mezz’ora, a meditare...
Caleidos
Tuesday, November 11, 2003 5:10 PM
10 MAGGIO 1946 - Roma - Ecco il testo del proclama che re Umberto II ha rivolto al popolo italiano


" Italiani, il mio Augusto Genitore, effettuando il proposito manifestato da oltre due anni, ha oggi abdicato al trono nella fiducia che questo suo atto possa contribuire ad una più serena valutazione dei problemi nazionali nella pace imminente.
Nell'assumere da re quegli stessi poteri che già esercitavo come luogotenente generale, ho la piena consapevolezza delle responsabilità e dei doveri che mi attendono.
Fiero e commosso ricordo i caduti della grande guerra, i morti nei campi di concentramento, i martiri della liberazione e rivolgo il mio primo pensiero agli italiani della Venezia Giulia e delle terre d'oltremare che invocano di rimanere cittadini della Patria comune, ai prigionieri di cui aneliamo il ritorno, ai reduci a cui dobbiamo ogni riconoscenza, a tutte le incolpevoli vittime della immane tragedia della nazione.
La volontà del popolo espressa nei comizi elettorali determinerà la forma e la nuova struttura dello stato, onde non solo garantire la libertà del cittadino e l'alternarsi delle parti al potere, ma porre altresì la Costituzione al riparo da ogni pericolo e da ogni violenza. Nella rinnovata monarchia costituzionale, gli atti fondamentali della vita nazionale saranno subordinati alla volontà del Parlamento, dal quale verranno anche le iniziative e le decisioni per attuare quei propositi di giustizia sociale che, nella ricostruzione della patria, unanimi proseguiamo.
Io non desidero che di essere il primo fra gli italiani nelle ore dolorose, ultimo nelle liete, e nelle une e nelle altre restare vigile e custode della libertà costituzionali e dei rapporti internazionali che siano fondati su accordi onorevoli e accettabili.
Italiani! Mentre nel mondo sussistono divergenze e divisioni e affannosamente si ricerca la via della pace, diamo esempio di concordia della nostra Patria martoriata, con quella tolleranza che è suggerita dalla nostra civiltà cristiana.
Stringiamoci tutti insieme alla bandiera italiana sotto la quale si è unificata la Patria e quattro generazioni di Italiani hanno saputo laboriosamente vivere ed eroicamente morire.
Davanti a Dio giuro alla nazione di osservare lealmente le leggi fondamentali dello Stato che la volontà popolare dovrà rinnovare e perfezionare. Confermo altresì l'impegno di rispettare come ogni italiano le libere determinazioni dell'imminente suffragio che, ne sono certo, saranno ispirate al migliore avvenire della Patria".

( Com. ag. Ansa, ore 00,40)




breathe
Tuesday, November 11, 2003 9:24 PM
A dire il vero io il 10 maggio lo ricordavo per un altro motivo
breathe
Corgiu
Wednesday, November 12, 2003 3:08 PM
10 maggio... 2002!
Hai ragione, Giusy, c’è un altro 10 maggio da non dimenticare: il 10 maggio 2002!
Un salutone a tutti gli abitanti della grotta!
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