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Ghraaf
Saturday, May 14, 2005 6:31 PM
10 anni prima dell’olocausto.


Lontano due figure camminano sulla spiaggia, la baia si tinge di cremisi salutando il sole che fa capolino sui tetti di Hong Kong. Lentamente, molto lentamente la metropoli si sveglia, come un sottobosco prende vita, migliaia di anime si ameranno, moriranno, lavoreranno come api industriose mentre i ricchi diverranno più ricchi e i poveri malediranno anche oggi la loro sorte. Ma la baia è ferma, immutata come un vecchio quadro
“Ti ricordi quella volta al Louvre?” sorride la ragazza mentre sorseggia il suo caffè bollente.
“Come potrei scordarmi? Uno dei custodi ti ha fatto una corte spietata durante tutta la visita” la schernisce il giovane dalla fluente chioma nera.
Eccolo il piccolo bar sulla spiaggia, con le sue tavole in legno e gli scricchiolii di misti a profumo di salsedine “vorrei fermare quest’alba…” disse ancora lei,
“ce ne saranno altre” rispose distrattamente il ragazzo mentre spegneva mezza sigaretta nel posacenere.
Ghraaf lasciò alcune banconote sul tavolino, pose sopra di esse il piccolo vaso di margherite con gli ideogrammi e si alzò in piedi. “passiamo dalla spiaggia”
“Te lo ricordi adesso l’oceano?” lo prese in giro la ragazza “non ti sei mai alzato prima delle due di pomeriggio e adesso che dobbiamo partire blateri dell’oceano” maliziosamente la giovane donna si avvicinò all’acqua fece cenno a Ghraaf di seguirla.
“ma!?” la pioggia iniziò a cadere repentina come una brutta notizia, non era raro di quella stagione che accadesse, sembrava che tutta l’acqua della Cina si fosse data appuntamento tra le nuvole di Hong Kong “corri scema” la canzonò lui “Hong Kong ha deciso che dobbiamo prenderci un raffreddore"


8 anni prima dell’olocausto

Le eliche sempre più velocemente giravano, il porto adesso poteva essere contenuto nel palmo di una mano. “fa freddo qui, torniamo in cabina” si rivolse la ragazza a Ghraaf “vai tu” rispose “io mi fumo un’altra sigaretta e ti raggiungo”

Ore 19.00

La nebbia si è di nuovo levata, con un inebriabile sprazzo di vento. Nel cuore dell’oceano già si sentono le invenzioni della civiltà. Un cielo di nuda perla cocente annuncia la notte

7 anni prima dell’olocausto

“Zitta troia!” ansimava l’uomo con il passamontagna verde “ se non fai la brava uccido la bambina”
Le urla di Naoko erano strozzate dal fazzoletto dell’aggressore, lacrime copiose solcavano la pelle morbida e bianca della ragazza “ti prego non fare del male alla piccola”


“Brava puttanella, così mi piaci”

Le chiavi caddero quando Ghraaf aprì la porta “cosa cazzo succede?” urlò nel vestibolo, svelto raggiunse la camera della bambina, come pietrificato vide Naoko con il volto sanguinante che veniva violentata da uno sconosciuto

“fermo!” gridò Ghraaf lanciandosi addosso all’individuo, ma questi con un gesto rapido sparò in direzione di Ghraaf colpendolo di striscio alla spalla.

“a cuccia tu che devo finire un servizietto” rise di gusto lo stupratore

Naoko atterrita e spaventata trovò da qualche parte dentro di se le energie per ribellarsi, afferrando la lampada sul comodino colpì alla testa l’intruso.

“PUTTANA!” gridò sparando di nuovo “PUTTANA; PUTTANA; PUTTANA!” i proiettili raggiunsero le ginocchia della ragazza, il rumore sordo delle ossa che si sgretolavano si udì anche tra gli spari “adesso ti uccido e presto anche quel frocio e la bambina ti seguiranno”
Ghraaf si alzò in piedi cercando di fare qualcosa, ma era disorientato e soprattutto non aveva un'arma

“dove vai tu?”

Un altro proiettile colpì la spalla destra della ragazza

“DOVE VAI TU?” urlo di nuovo mentre un secondo proiettile colpiva la spalla sinistra della ragazza

“Vedi se fossi stato fermo io mi sarei fatto una scopata e sareste sopravvissuti, ora però io ho perso la mia scopata devo divertirmi in un altro modo” e sparò ancora sulla spalla della ragazza

Naoko non urlava più, piangeva in silenzio ma anche piangere le causava dolore

“sarò gentile con te, uccidila per non farla soffrire, altrimenti continuerò a storpiare le sue membra fino a renderla un tronco sanguinante”

Ghraaf guardò Naoko e il pazzo vicino lei, Melissa non parlava era immobile

“vieni adesso o ucciderò davvero la bambina”

Ghraaf si avvicinò, guardò Naoko negli occhi ma non vide niente, il verde scuro aveva lasciato il posto al nero più profondo, il nero di un’anima strappata prematuramente al suo corpo. Un urlo terribile, poi il silenzio.


“Papà, papà” ripeteva piangendo la bambina, Ghraaf si svegliò e vide il svolto di sua figlia, un taglio raccapricciante le solcava la guancia, la carne viva, bianca come un foglio di carta era scoperta, più giù Naoko riversa per terra, l’aveva uccisa ed era l’ultima cosa che ricordava…



6 anni prima dell’olocausto

“me ne sono andato via da casa con due o tre libri e Melissa. Non so perché uso la parola fuga, gli abitanti di Hong Kong dicono che solamente un malato di mente sceglierebbe questa città per rimettersi. Va bene, se proprio lo volete sono venuto qui a curarmi…
Di notte quando Melissa dorme sul letto di legno accanto al camino che ripete l’ululo del vento, accendo un lume e mi aggiro per casa ripensando a cosa ci ha portati qui, a viaggiare senza dimora, saranno i nostri fantasmi o sentiamo che il mondo sta morendo?
Dovevo venire così lontano per comprendere tutto? Vivendo in questa città cruda che Arcturus e le stelle del Grande Carro ogni notte scalzano dalle tenebre, lontano dalla polvere calcarea dei pomeriggi estivi, vedo infine che per quanto avvenne in passato non si può rettamente giudicare nessuno di noi. Il destino soltanto si dovrebbe giudicare, benché siamo noi a doverne pagare l’obolo”




5 anni prima dell’olocausto


papà uccidi anche me ti prego”

“papà uccidi anche me ti prego”


La voce di Melissa è insistente, come la pioggia di aprile, come solo i bambini sanno essere

“papà sono un mostro, uccidimi”



L’oceano, ricordo solo l’oceano dopo e le mie mani insanguinate





Penglai 4 anni prima dell’olocausto

Il destino ancora una volta si è preso gioco di me, Melissa, la mia bambina è stata uccisa dalla stessa mano che uccise Naoko, in quella stessa mano adesso stringo la loro foto, come eravamo felici, no, come eravamo sereni, solo gli stupidi sono felici. La piccola Melissa ride con sua madre, la foto un po’ sfocata mostra il parco vicino casa, come sono arrivato qui? Cosa ci faccio su quest’isola?


Una figura incappucciata si avvicina,

"sono passati mesi? Anni? Quanto tempo fa ho ucciso anche Melissa?"


“Da dove vieni?” disse la voce sotto il cappuccio


“Chi è l’inventore del cuore umano?” rispose Ghraaf “Ti prego mostrami il punto dove è stato impiccato…”
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