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Tuesday, August 03, 2010 11:33 PM
E' morta Elvira Sellerio
Editrice coraggiosa




Elvira Giorgianni Sellerio, fondatrice con il marito Enzo dell'omonima casa editrice dalle inconfondibili copertine blu scuro e di piccolo formato, è morta oggi 3 agosto a Palermo a 74 anni, fiaccata da una lunga malattia ai polmoni. Figura centrale dell'editoria italiana, capace di creare un centro editoriale e culturale in Sicilia, componente del Cda della Rai dal 92 al '93, scoprì e incoraggiò a pubblicare per la sua casa editrice numerosi autori da Leonardo Sciascia a Gesualdo Bufalino fino ad Andrea Camilleri.

Elvira Sellerio era nata a Palermo il 18 maggio 1936. Figlia di un prefetto, prima di sei fratelli, era laureata in giurisprudenza. Ha vissuto una appassionata gioventù in quella Sicilia a cavallo tra gli anni '50 e '60 che coltivava i fermenti culturali del Gruppo '63 nato in un vecchio albergo appena fuori Palermo, con Alberto Arbasino, Umberto Eco e scrittori siciliani come Michele Perriera.

Cavaliere del lavoro, nel 1991 è stata insignita di una laurea honoris causa in Lettere dalla facoltà di magistero di Palermo. Ha cominciato a lavorare nell' editoria nel 1970, dedicandovisi poi a tempo pieno lasciano l'Eras, l'ente per la riforma agraria in Sicilia dove aveva lavorato per poco più di quattordici anni, e fondando la casa editrice Sellerio (dal nome del marito, il fotografo Enzo, dal quale si era separata).

Al forte rapporto con lo scomparso scrittore di Racalmuto (Sciascia) si deve il successo di una «scommessa»: così la Sellerio ha più volte definito la sua «pretesa» di lanciare da Palermo una casa editrice, che si propone come «nazionale», scontando tutte le conseguenze di una localizzazione periferica. Attraverso Bufalino la Sellerio è stata premiata con il Spercampiello nel 1981 per Diceria dell' untore, il romanzo che ha fatto conoscere al grande pubblico lo scrittore di Comiso. Nel 1991 Elvira Sellerio ha ricevuto il premio Marisa Belisario.

La casa editrice si è segnalata per la sua collana di «libretti» dalla caratteristica copertina in blu scuro che ripropongono anche testi apparentemente «minori», che spaziano tra classico e moderno, ma di grande spessore culturale.

Nel 1983 Elvira ed Enzo avevano separato le loro edizioni: Elvira aveva continuato a occuparsi di narrativa e saggistica, mentre il marito aveva curato libri di fotografia e arte. La collana più nota della Sellerio è "La Memoria", volumi di piccolo formato rilegati in blu. Nel catalogo ci sono oltre 3.000 titoli.

La Sellerio ha pubblicato, oltre ad autori come Canfora e Sofri, tutti i libri di Andrea Camilleri che ha assicurato alla casa editrice un grandissimo successo. È stata anche membro del Cda della Rai nel 1993-1994 all'epoca dei «professori».

Il suo ricordo di Bufalino (Pdf).
03 agosto 2010

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Tuesday, August 03, 2010 11:34 PM
Quando Elvira
donò libri alle carceri

di Salvo Fallica
Nel 2001 Elvira Sellerio decise di donare 69mila volumi alle biblioteche dei penitenziari italiani. Un gesto che esprime bene la sua filosofia. Così lo raccontò l'Unità il 20 ottobre 2001 nell'articolo che segue.

« Tanti libri, tante vite», è questa una delle frasi più care ad Elvira Sellerio, che adesso ha deciso di regalare tante «vite» e tante «esperienze» ai carcerati italiani. Sono, infatti, sessantatremilanovecento i libri donati dalla casa editrice Sellerio che verranno distribuiti in tutte le biblioteche dei penitenziari italiani. Titoli che spaziano dalla letteratura alla poesia, dalla filosofia alla prosa, dai saggi di storiografia alla sociologia, titoli che hanno segnato la storia culturale italiana degli ultimi anni, ed altri testi minori, nei quali spesso si nascondono autentiche chicche intellettuali. A questa ricerca culturale, a questa scoperta di mondi e di dimensioni letterarie, filosofiche e scientifiche, potranno dedicarsi i detenuti dei penitenziari italiani. Ad aver avuto questa idea, è Elvira Sellerio, colei che assieme a Leonardo Sciascia ha fondato una casa editrice che è divenuta parte integrante della storia culturale del Sud e dell’Italia intera degli ultimi decenni. Una struttura editoriale che da Palermo testimonia la vicacità culturale della Sicilia e che negli ultimi anni ha la sua punta di diamante nei libri di Andrea Camilleri. L’autore che per la Sellerio ha pubblicato la serie incentrata sul celebre commissario Montalbano, e sempre per la casa editrice palermitana, ha pubblicato i romanzi storici, spesso sottovalutati da buona parte della critica italiana, in realtà i migliori lavori dell’autore agrigentino.

Elvira Sellerio ieri mattina nel carcere palermitano dei Pagliarelli, dove resteranno 5000 degli oltre 63.000 volumi donati, ha presentato questa originale iniziativa. La donazione, tradotta in termini economici equivale ad un miliardo e mezzo. L'auspicio di Elvira Sellerio è che questa scelta culturale ed etica non resti isolata ed altri editori si ispirino a questa iniziativa. Elvira Sellerio nella presentazione di questa scelta editoriale ha spiegato di aver conosciuto le carceri italiane andando a trovare il suo amico Adriano Sofri, e ha potuto così conoscere la condizione esistenziale nella quale vivono i carcerati. Da questa esperienza è scaturita l'origine di questa iniziativa, proprio perché - sottolinea la Sellerio - «è nel libro, che è simbolo di libertà, che Sofri trova la forza per continuare la sua testimonianza». E chissà se Elvira Sellerio, pensando a Sofri, non avrà anche ricordato l'insegnamento di Sciascia: «manda in libreria i libri che presteresti agli amici».
03 agosto 2010

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Wednesday, August 04, 2010 12:01 AM
Lucarelli:
per me Elvira era come una madre


Tra gli scrittori tenuti a battesimo da Elvira Sellerio, morta a 74 anni, c'è Carlo Lucarelli, che con lei pubblicò vent'anni fa il suo primo romanzo, Il commissario de Luca. «Dal punto di vista letterario è stata come mia madre», dice oggi lo scrittore.

«Ero del tutto sconosciuto e a mia volta non conoscevo nessuno alla Sellerio quando spedii il mio romanzo», racconta. «Qualche mese dopo, verso Natale mi arrivò la telefonata della Sellerio in persona che mi annunciava: “Buonasera. Pubblichiamo il suo libro, è contento?”. Lì per lì pensai che si trattasse di uno scherzo e rimasi freddo come un ghiacciolo, limitandomi a ringraziare. Una reazione che lei più tardi mi avrebbe a più riprese affettuosamente rimproverato».

Per Lucarelli, Elvira Sellerio è stata «un grande editore, pieno di fascino e cultura. Anche i selleriani sono sempre stati una piccola consorteria di suoi figli: con tutti “la signora”, così la chiamavo, aveva un rapporto diretto. Le strade della vita poi ci hanno separato (Lucarelli ha pubblicato poi con diversi editori, tra i quali Mondadori ed Einaudi, ndr) e certo non è stata contenta del “tradimento”: insomma in qualche maniera mi sentivo in colpa. Ma il filo diretto è continuato sempre, anche negli ultimi anni. E mi dispiace perché sono passati esattamente vent'anni dal Commissario De Luca, uscito alla fine di luglio del 1990: mi sarebbe piaciuto fare una grande festa - conclude l'autore - e ovviamente invitare anche lei».
03 agosto 2010

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Monday, December 06, 2010 1:13 PM
Camilleri: Elvira Sellerio?
Una sorella tostissima




''Con Elvira Sellerio non avevo un rapporto autore-editore. Saremmo stati amici anche se io fossi stato un rappresentante di elettrodomestici''. Cosi' Andrea Camilleri ha ricordato, nel giorno di inaugurazione della fiera della piccola e media editoria 'Piu' libri piu' liberi' di Roma, la sua grande amicizia con Elvira Sellerio, l'editrice morta la scorsa estate. ''Per me era quella sorella minore che avevo tanto desiderato'', ha spiegato il padre di Montalbano, nell'incontro piu' affollato del primo giorno della fiera, al quale era presente con lui Adriano Sofri. ''Parlavo con lei delle mie cose come con nessun altro, come se ci conoscessimo dall'infanzia. Ero affascinato dalla sua personalita' complessa, Elvira sapeva essere dolcissima e durissima insieme. Frequentavo la casa editrice come casa mia''. Camilleri ricorda anche le qualita' di editrice della Sellerio: ''Era come i rabdomanti, quelli che trovano l'acqua sotto terra. Bastava leggesse le prime pagine di un libro per sentire la presenza dell'autore. Andava a colpo sicuro. E' un dono di natura''. Di Elvira, a Camilleri piacevano anche i giudizi sui libri pubblicati o che doveva pubblicare. ''In quelle occasioni il suo vocabolario si impoveriva. Massimo dieci parole, ma ognuna aveva un passo massa da stella implosa. Il giudizio era chiarissimo''.

Il lutto e l'affetto. Camilleri che ammette di non essere riuscito a elaborare il lutto della sua morte e di chiedersi ogni tanto ''come mai Elvira non mi chiama?'', racconta anche un aneddoto legato al romanzo 'Il sorriso di Angelica', l'ultimo di Montalbano pubblicato. ''Lo avevo riletto sei sette volte, poi mia moglie, la mia collaboratrice. Lo legge Elvira e mi dice che c'e' una cosa che non le piace in un certo numero di pagine. L'errore era cosi' ben risposto ma cosi' ridicolo che il lettore si sarebbe messo a ridere. Facevo riconoscere un morto a uno che non lo aveva mai visto e conosciuto''. E, Montalbano ''che dopo i primi due romanzi volevo finisse, che non diventasse una serie, e' stata Elvira che ha insistito, insieme a un amico romano, perche' continuassi a scriverlo. Non quando aveva successo ma prima''. Nel suo appassionato ricordo Camilleri ha sottolineato anche la grande generosita' della Sellerio e ha spiegato: ''Il suo cuore aveva una grandezza tale da poter contenere tutta l'amicizia del mondo''.

Il ricordo di Sofri. Commoventi anche le parole lette da Adriano Sofri che ha raccontato di ''ripensare a Elvira ogni notte. Negli ultimi anni si era ritirata dal tempo presente per la delusione delle cose''. ''Sognava - ha raccontato Sofri - una vecchiaia calma. C'era qualcosa di indomito nel suo affetto protettivo per le sorelle e per i figli. C'era in lei la paura di essere felici che tutti abbiamo. Se un giorno verranno pubblicate le sue lettere ci si accorgera' anche che - ha spiegato Sofri - che Elvira scriveva molto bene. Era libera dai pregiudizi. Ho conosciuto poche persone dal pensiero indipendente e dal carattere tenace come Elvira. La sua casa editrice e' stata un'opera sua''. .
4 dicembre 2010

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