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Full Version: Fumettolandia
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Mister G
Thursday, October 21, 2004 1:15 PM
Possibile non ci sia discussione sui fumetti???

Postiamo qui, in un'unica cartella, gradimento, considerazioni, recensioni, segnalazioni...

Magari prendendo spunto dall'uscita, domani, con "I classici del Fumetto" di "La Repubblica", di un volume che raccoglie un episodio epocale:

LA MORTE DI SUPERMAN

Può morire il più potente tra i supereroi? Può essere battuto l'eroe invincibile che per oltre mezzo secolo ha abitato l'immaginario collettivo di giovani e adulti con la sua carica di forza e positività? Può essere sconfitto chi difende la Terra dal caos della violenza e del male? La risposta è in questo volume, una saga che ha fatto parlare di sé tutto il mondo. Superman muore, ucciso da un nemico forte di una brutalità infinita, muore lasciando Metropolis e il suo mondo atterriti, piangenti, indifesi. Scritto, disegnato e colorato fra il 1992 e il 1993 da una quindicina di artisti, questo fumetto è il punto di svolta di una lunga crisi dei supereroi e della loro capacità di rappresentare il mito americano. Certo, mai il personaggio invincibile creato da Jerry Siegel e Joe Shuster nel 1938 avrebbe pensato di doversi sacrificare per essere in linea con i tempi che cambiano. Ma in questa storia è davvero arrivato per lui il giorno finale, quello del giudizio. Dopo La morte di Superman nulla è più rimasto come prima.

I Classici del Fumetto

[Modificato da Mister G 21/10/2004 16.59]

yel
Thursday, October 21, 2004 2:40 PM

Io intanto plaudo l'idea

nuvolasenzainverno
Thursday, October 21, 2004 7:52 PM
io ho questo (ma solo perchè era in regalo, per il resto amo i manga giapponesi)


UOMO RAGNO - "IDENTITA' SEGRETA"



Peter Parker, studente timido e introverso, viene punto da un ragno radioattivo: nasce così nel 1962 il più famoso tra i supereroi Marvel, quelli con i superproblemi. Trentotto anni dopo, nel "progetto Ultimate", la storia leggendaria delle origini dell'Uomo Ragno viene riletta in chiave contemporanea: nulla viene contraddetto di quanto ideato da Stan Lee e Steve Ditko nel 1962, ma tutto è raccontato in maniera più approfondita, entrando nell'animo del personaggio, cogliendo da vicino le sue emozioni e i suoi pensieri più segreti, seguendo una drammatizzazione tipica del fumetto contemporaneo. Vengono così svelate le diverse facce di una personalità complessa costretta a lottare contro i suoi nemici ma anche contro i suoi sensi di colpa, e ad affrontare con coraggio i tanti problemi legati alla sua giovane età, tra cui la trasformazione del proprio corpo e la magica scoperta dell'amore. Con Identità segreta, questo volume raccoglie per la prima volta la saga di Ultimate Spider-Man: il ragno del terzo millennio, ancora più moderno, spettacolare ed emozionante. Un remake unico per uno dei personaggi mito della storia del fumetto mondiale.

repubblica
Alfea
Thursday, October 21, 2004 11:36 PM
Volevo qui ricordare Massimo Zanardi personaggio crato dallo scomparso Andrea Pazienza

Mister G
Friday, October 22, 2004 8:13 AM
Re:

Scritto da: Alfea 21/10/2004 23.36
Volevo qui ricordare Massimo Zanardi personaggio crato dallo scomparso Andrea Pazienza






Per non parlare delle MITICHE strips su Pertini!!!


yel
Saturday, October 23, 2004 5:26 PM
A proposito di Frigidaire
Dalla mente di uno dei fondatori della rivista




Ranxerox il "coatto" che si fa di vinavil (allora ancora Rank Xerox) è un robot assemblato con pezzi di scarto presi da una fotocopiatrice da uno studelinquente della Roma del futuro (rispetto ai nostri giorni le storie del personaggio sono ormai ambientate nel passato).

Ranx si muove in una Roma multilivello decadente e cialtrona, ma brulicante di vita e passioni, inizialmente legata a una propria specificità, per divenire poi, nelle storie più tarde, metafora di tutte le città che verranno e che ci attendono nel futuro.

Il personaggio vive storie cariche di una gratuita violenza iperrealistica, scritte con un linguaggio immaginifico e ricco d'inventiva, e non meno violento. L'effetto che si ottiene è di raffinata caricaturalità, che sfocia in una rappresentazione del grottesco che mette spietatamente a nudo ipocrisie e perbenismi. Tamburini imbeve letteralmente le avventure di Ranx di riferimenti interni ed esterni al genere (per fare giusto un esempio: il Ballard di Crash, chiaramente riflesso nella storia Buon compleanno, Lubna), che rielabora con la propria sensibilità ed inserisce nel tessuto narrativo delle storie, nella lirica della violenza che seppe evocare con la sua scrittura.

Liberatore, una volta assunto in prima persona il compito della realizzazione grafica del personaggio, attuò con il suo disegno giustamente definito "michelangiolesco" un'evoluzione che, se sottrasse un'aderenza più immediata al modello "ruspante" degli esordi ed alla sua specificità romana, si tradusse in una rappresentazione più compiuta sul piano generale - e più particolareggiata - del futuro immaginato da Tamburini, futuro che agli abitanti della Roma odierna pare farsi sempre più vicino, reale e incombente.

ubc


ZNORT!

[Modificato da yel 23/10/2004 17.35]

Terence Trinity
Tuesday, October 26, 2004 2:03 PM
Zora


Daniele Statella è l'autore della nuova serie Lady Vampyre editata per il mercato statunitense e canadese da Sound & Vision Intl.
Con i testi di Paolo Puccini, le avventure di Zora, una delle più popolari eroine del fumetto erotico anni Settanta, riprendono da dove si erano fermate per proseguire in una nuova veste editoriale.
Ecco allora che dal formato tascabile, si passa al classico comic book americano (spillato 48 pagine) con splendide copertine a colori di maestri del fumetto quali Leone Frollo, Birago Balzano e Biffignandi.
Gli albi di Lady Vampyre sono disponibili anche nella versione variant cover a tiratura limitata e si possono richiedere direttamente dal catalogo del distributore americano "Previews" a $ 4,50.
Mister G
Wednesday, October 27, 2004 8:05 AM
Vedo che i fumetti interessano poco...


Quali sono i vostri preferiti?

Io compro Nathan Never e Dampyr, anche se negli ultimi mesi, a mio parere, le trame sono scadute molto verso la banalità... Difetto che contraddistingue, oramai troppo spesso, le serie della Bonelli...


Vorrei tanto riprendere l'acquisto di una serie che, da "giovane", ho molto amato... X-Man... Ma, putroppo, la serie si è moltiplicata in più testate e, fra salti temporali, storie parallele, serie autoconclusive in futuri alternativi, personaggi che, a seconda del periodo narrato cambiano nome e personalità... insomma non si capisce più nulla!!!

E poi, la new wawe dei disegnatori USA, copia troppo lo stile e la tecnica dei manga giapponesi (cfr. la serie "Ultimate SpiderMan...) che, a me, proprio non piace!!!

Ahhhh... dove sono più i Romita, i Kirby...

yel
Wednesday, October 27, 2004 9:38 AM
Di Nathan Never ho il primo numero e ho continuato a comprarlo per un annetto, poi mi aveva un po stancato, ho letto molto volentieri Dylan Dog (ho quasi tutti i primi cento numeri) e lo rileggo ancora, ma senza assiduità.
Poi leggevo spesso riviste come Comic Art e l'Eternauta che peccato non ci sono più

Nel fumetto genere striscia un grande era Gary Larson (vedi avatar )
e poi Doonesbury, Calvin & Hobbes e Mafalda
g
Wednesday, October 27, 2004 9:47 AM
A me Ranxerox è sempre stato sui coglioni,come del resto Dylan Dog
666
Sunday, March 06, 2005 9:44 AM
Il vampiro che ride
Parlare di trama per “Il Vampiro che Ride” rappresenta una forzatura: una trama presuppone tradizionalmente un inizio ed una fine, un susseguirsi di eventi mossi da una logica comune. Nel Manga di Maruo invece gli eventi si susseguono in maniera libera, l’unico motore è la vacuità interiore (?) e la violenza.

Il tutto inizia con le vicende della Donna Cammello, una donna deforme che sopravviveva ai tempi della guerra sciaccallando i cadaveri. Viene presa e diventa lo sfogo per l’odio della gente. Viene impiccata ma pare che l’altro mondo, qualunque esso sia, non voglia accettare il suo corpo (e la sua anima) ripugnante. Ed ella viene vomitata dalla sua sepoltura, tramutata in una sorta di vampiro.

Da qui è un susseguirsi di violenze immotivate, depravazioni, bassezze morali. E non c’è fine: il manga non termina……la violenza continua.



_stile



La carta pesante e giallognola, le linee precise e morbide, un sapiente uso dei chiaro scuri, i volti orientali spesso esagerati in smorfie teatrali, la mancanza di precise indicazioni (grafiche) cronologiche: tutto questo contribuisce a renderlo stilisticamente un Manga originale ed al di sopra di qualsiasi connotazione modaiola. È uno stile fuori dal tempo, che è attuale oggi, lo sarà anche in futuro e forse lo sarebbe stato anche in passato. Il tutto è molto omogeneo, il passaggio alle scene violente è naturale, lo stile ci fa entrare in un mondo freddo e disperato, sempre uguale a se stesso.




_commento

“Il vampiro che Ride” è sicuramente una lettura che merita di essere fatta: per l’originalità dell’opera (che la rende apprezzabile anche a coloro che non sono appassionati di manga), per la luce sinistra (ma purtroppo veritiera) che getta sulla odierna società (giapponese in particolare), per il fascino morboso della figura di un vampiro realmente abbietto, privo di quelle connotazioni romantiche proprie del vampiro europeo.


È un susseguirsi di bassezze, rese graficamente con freddo controllo, che mostra la negatività dell’uomo e quella del vampiro. L’uomo e il mostro nel manga di Maruo ben presto si avvicinano in un’orgia di violenza e depravazione, ed alla fine pare quasi che la figura del vampiro sia superiore: almeno la sua violenza ha il fine del nutrirsi, della sopravvivenza. Mentre quella dell’uomo ha come fine il solo autocompiacimento.

I protagonisti, i personaggi, sono creature più o meno vuote, fredde, alla ricerca chi di sensazioni forti chi di denaro. Non paiono esserci altre motivazioni ideali.

L’aspetto più terrificante è che la maggior parte degli efferati protagonisti sono dei giovani ragazzi delle scuole medie: danno l’idea di creature cresciute in un terreno arido e vuoto, che ha lasciato libero sfogo a tutte le loro pulsioni, senza freni (Homo Hominis Lupus o Buon Selvaggio ? Ambiente sociale o genetica? ).

E così assistiamo a pestaggi immotivati di vecchi barboni, prostituzione praticata con noncuranza, giovani piromani assassini, le pulsioni sessuali della pubertà distorte in maniera terribile in necrofilia e fredde orge………….In questo mare orrendo le figure dei vampiri si muovono come squali: non c’è molta differenza, i vampiri sono qui solamente il vertice della catena alimentare, ma non sono diversi dall’uomo in quanto a brutalità.

Si potrebbe vedere ne “Il Vampiro che Ride” una spietata analisi delle lordure della società giapponese moderna, ma non vi sono segni di condanna da parte dell’autore: non ve n’è bisogno poiché la condanna è implicita in quello che ritrae. Sembra un documentario fantastico, uno studio antropologico che fonde società e tradizione…..



recensione di
Andrea Furlan


666
Sunday, March 06, 2005 9:45 AM
Dragon Head.
Se qualcuno fra voi è solito spendere parecchio tempo nella lettura di opere di fantasia, siano esse riguardanti fantascienza o mondi del fantastico, si sarà già accorto come, ogni giorno di più, sia difficile reperire nuovo materiale di buon livello. Una volta passati a rastrello tutti i più importanti autori, il rischio di rimanere privati di interessanti letture è molto alto. Allora è facile affidarsi al consiglio di qualche buon amico nella speranza di trovare, in mezzo al nugolo di scrittori sconosciuti, qualche gemma preziosa. Nel variegato mondo dei manga la Phoenix ha trovato per noi una di queste gemme: Dragon Head.


Questa è una storia intensa e cupa. Per buona parte del suo inizio passerete il tempo a cercare di capire cosa sia accaduto, trovando solo false verità o mezze risposte in un clima che definire claustrofobico sarebbe riduttivo. La narrazione comincia con il risveglio del nostro protagonista, Teru, per il momento impossibilitato a vedere qualcosa ma attirato dal debole ronzio di una radio che suona in lontananza. Non appena abituati all'oscurità, però, quelle che si parano davanti ai suoi occhi sono le chiare conseguenze del deragliamento dello Shikansen (velocissimo treno giapponese). Teru può cosi realizzare immediatamente che tutti intorno a lui sono deceduti e il treno è diventato il luogo di una spaventosa carneficina. Mentre le sue grida di soccorso si perdono vanamente nel vuoto, il ragazzo cerca di ricordare le ultime cose prima che l'oscurità velasse i suoi occhi. Lui e la sua classe, infatti, stavano tornando a casa dopo una gita scolastica, e Teru aveva appena preso a prestito un CD da un suo amico e stava ritornando al suo posto quando vide qualcosa di sorprendente fuori dal finestrino. Subito dopo, il treno imboccava un tunnel. Vi fu un forte fragore... poi l'oscurità.
Teru ritorna così lentamente alla coscienza, riuscendo poi a districarsi fra le lamiere che circondano il suo sedile... e immediatamente incespica sul corpo senza vita di un suo compagno. Trovando un accendino nello zaino del suo ormai "ex" professore, Teru riesce finalmente a mettere a fuoco l'entità del disastro: ogni vagone è una massa contorta di lamiere e di corpi dilaniati dalle schegge dei vetri. Dopo alcuni minuti di spettacolo raccapricciante il ragazzo raggiunge infine la cabina di comando, riuscendo a recuperare una torcia: può così cominciare la sua investigazione fuori dal treno nella concomitante speranza di chiarire la vicenda e di trovare l'uscita del tunnel per cercare aiuti. Tuttavia il suo incubo è ben lungi dall'essere terminato. Il treno è completamente sigillato all'interno della galleria, interamente crollata a causa della collisione del convoglio con le pareti.
Teru decide allora di ritornare all'interno del treno devastato, e inizia a pensare malinconicamente a casa sua, ai suoi amici perduti quando, a un tratto, gli sembra di udire una voce in lontananza. Tentando di raggiungere il richiamo, il giovane incappa in un'altra tragica sorpresa: una ragazza semi-cosciente si avvinghia tenacemente alla sua vita. La giovane, di nome Nobuo, aveva seguito il fascio di luce prodotto dalla sua torcia. Mentre Teru è ovviamente felice di non essere il solo essere vivente in quell'inferno, Nobuo sembra quasi spaventata dall'aver trovato una persona reale, al di là della spettrale e incorporea voce che riecheggia lungo i vagoni distrutti...

Così la storia comincia. Immediatamente la definirete un vero incubo... e in effetti il prosieguo della vicenda sembrerebbe confermare la prima impressione. Le cause del disastro rimarranno ignote per lungo tempo, e molti interrogativi affolleranno la mente dei protagonisti. Ad esempio, perchÈ i due ragazzi continuano a lamentarsi e a sudare abbondantemente per l'eccessivo calore che ristagna nel tunnel? La mancanza di ossigeno non sembra, col proseguire della lettura, un'ipotesi attendibile...
La narrazione continuerà fra simili inquietudini. Presto Teru e Nobuo saranno costretti ad andare oltre alla semplice ricerca della sopravvivenza; fitti misteri minacciano si soffocarli ancora prima del caldo stordente del tunnel... e l'oscurità sembra inghiottire ogni respiro, mentre ogni battito di ciglia è sospeso nel silenzio e quel parassita chiamato "impalpabile paura dell'ignoto" corre lungo la spina dorsale in un modo degno di un romanzo lovecraftiano, minacciando di non abbandonare molto presto tanto i protagonisti quanto i lettori.

Lo stile di disegno si attesta su livelli eccellenti. I personaggi in primo piano sono rappresentati con linee delicate ma molto solide, e con gran dovizia di particolari nei volti e nei corpi. Anche gli sfondi sono molto buoni, sebbene talvolta tendano a confondersi a causa dello stile di tratteggio similare a quello delle figure umane. Le copertine sono ottime e particolarmente d'impatto. Una storia che si appresta forse a diventare un classico, anche grazie alla sapiente caratterizzazione psicologica di ciascun protagonista.
Consigliato. Assolutamente.

666
Sunday, March 06, 2005 9:46 AM
Hitler=ss
La tonda bomba del marchio riesplode in modo deflagrante e la Topolin Edizioni torna alla ribalta della cronaca. La piccolissima casa editrice con sede a Milano si pone ai margini più estremi della comunicazione fumettistica. La sua prima uscita semiclandestina di tre anni fa - quel truculento e discutibile Hitler = SS dei francesi Vuillemin e Gourio - fece molto scandalo per il modo irriguardoso con cui veniva trattata la vicenda degli ebrei nell'Olocausto.

666
Sunday, March 06, 2005 9:47 AM
Maus
Maus di Art Spiegelman è un doppio racconto. C'è la storia di una delle più grandi tragedie dell'umanità, l'Olocausto, vista con la lente deformante di una satira che mostra gli ebrei come topi, i tedeschi nei panni di gatti crudeli e i polacchi come maiali. Ci sono la persecuzione e la morte, che con cadenza regolare sconvolgono l'esistenza di un intero popolo. E poi c'è la storia di un rapporto familiare appassionato e tormentato, ovvero quello fra lo stesso autore e il padre Vladek, voce narrante del libro e memoria storica di tutte le atrocità vissute negli anni Quaranta. Maus non è solo uno dei capolavori assoluti dell'arte sequenziale, ma anche uno dei patrimoni della narrativa novecentesca, il libro che ha ridato centralità al dibattito attorno a questo particolarissimo tipo di linguaggio fatto di parole e immagini: il fumetto.


666
Sunday, March 06, 2005 9:48 AM
Robocop
Frank Miller Robocop Vol. 1 (di 2) ( € 10,50)

Finalmente alle stampe la storia di Robocop che Frank Miller aveva scritto, ma che nessuno aveva il coraggio di pubblicare! Robocop è stato ed è tuttora una delle icone della cultura pop degli anni ’80, e dopo il successo del primo film, Frank Miller fu scelto per sceneggiare il secondo. Purtroppo i suoi testi vennero ritenuti troppo violenti e sarcastici da Hollywood e la storia che abbiamo potuto seguire al cinema non quella che Miller aveva in mente. Ora, dalla sceneggiatura originale e dalle note a margine dell’autore di Sin City tutti gli appassionati possono finalmente leggere la storia dura e cruda come era stata intesa. Con la supervisione diretta di Miller, Steven Grant ne ha adattato i testi e Juan Jose Ryp ha dato loro vita. Storia di Frank Miller; adattamento di Steven Grant; illustrazioni di Juan Jose Ryp. Cover di Frank Miller.

666
Sunday, March 06, 2005 9:49 AM
V for vendetta
"sotto questa cappa non ci sono né carne né sangue da uccidere, solo in'idea e le idee sono a prova di proiettile".
Tratto da V for vendetta. da Alan Moore e David lloyd

E’ una Gran Bretagna molto triste e cupa quella che è descritta in queste pagine. Il governo è una dittatura nazifascista, ogni libertà è negata, la cultura calpestata da stivali chiodati. Ma ecco che una figura spunta tra la nebbia e l’oscurità di Londra: ha le sembianze di Guy Fawkes.

Questo personaggio è per noi italiani una figura piuttosto sconosciuta, ma per gli inglesi è da annoverare tra le maggiori figure sovversive: fu colui che nel 1605 cercò di far saltare il Parlamento inglese. Immaginatevi lo stupore, da parte di sbirri e altri rappresentanti governativi, nel vedersi apparire dinanzi un uomo vestito come un gentiluomo inglese del ‘600, che comincia a sabotare in ogni modo possibile le attività di questa dittatura e, soprattutto, semina nell’animo di coloro che fino a quel momento avevano accettato passivamente il succedersi degli avvenimenti il desiderio di veder riaffermati i propri diritti e quelli dei propri simili.

Questo fumetto fu pubblicato negli anni ’80, in piena era “thatcheriana” (e i riferimenti sono molti), mentre da noi arrivò nel ’94 ed è stato recentemente ristampato. Il disegno è statico, non presenta quel guizzare di muscoli e succedersi di azione caratteristici dei fumetti di questi ultimi anni, in particolare superoistici, ma rende in modo ottimo l’atmosfera opprimente di una Londra spiritualmente e moralmente abbattuta e riesci a farci cogliere sui visi dei protagonisti di questa dramma i loro stati d’animo. Per quanto riguarda i testi di Alan Moore posso solo affermare che sono tra i migliori della produzione fumettistica mondiale di tutti i tempi.



g
Sunday, March 06, 2005 9:58 AM
Re: Il vampiro che ride

Scritto da: 666 06/03/2005 9.44


Pensavo fosse lo stronzo di Arcore




666
Sunday, March 06, 2005 11:15 AM
e tu pensi che lo compravo se era lui
free-life
Sunday, March 06, 2005 11:01 PM
questo era il mio preferito





a seguire






Mister G
Friday, April 15, 2005 8:20 AM
Segnalo...

...l'uscita, in allegato con La Repubblica, l'uscita della grapich novel "Kingdom come" (€. 8,10) di Mark Weid ed Alex Ross.

In un futuro sconvolto dai nuovi super eroi, senza morale e senza pietà per gli umani, Superman, Batman, Wonder Woman e gli altri membri della Justice League tornano a combattere...

Kangio
Tuesday, July 19, 2005 12:48 AM
Io attualmente sto leggendo un fumetto che consiglio a tutti, JOHN DOE
Mister G
Wednesday, July 20, 2005 8:15 AM
Re: V for vendetta

Scritto da: 666 06/03/2005 9.49
"sotto questa cappa non ci sono né carne né sangue da uccidere, solo in'idea e le idee sono a prova di proiettile".
Tratto da V for vendetta. da Alan Moore e David lloyd

E’ una Gran Bretagna molto triste e cupa quella che è descritta in queste pagine. Il governo è una dittatura nazifascista, ogni libertà è negata, la cultura calpestata da stivali chiodati. Ma ecco che una figura spunta tra la nebbia e l’oscurità di Londra: ha le sembianze di Guy Fawkes.

Questo personaggio è per noi italiani una figura piuttosto sconosciuta, ma per gli inglesi è da annoverare tra le maggiori figure sovversive: fu colui che nel 1605 cercò di far saltare il Parlamento inglese. Immaginatevi lo stupore, da parte di sbirri e altri rappresentanti governativi, nel vedersi apparire dinanzi un uomo vestito come un gentiluomo inglese del ‘600, che comincia a sabotare in ogni modo possibile le attività di questa dittatura e, soprattutto, semina nell’animo di coloro che fino a quel momento avevano accettato passivamente il succedersi degli avvenimenti il desiderio di veder riaffermati i propri diritti e quelli dei propri simili.

Questo fumetto fu pubblicato negli anni ’80, in piena era “thatcheriana” (e i riferimenti sono molti), mentre da noi arrivò nel ’94 ed è stato recentemente ristampato. Il disegno è statico, non presenta quel guizzare di muscoli e succedersi di azione caratteristici dei fumetti di questi ultimi anni, in particolare superoistici, ma rende in modo ottimo l’atmosfera opprimente di una Londra spiritualmente e moralmente abbattuta e riesci a farci cogliere sui visi dei protagonisti di questa dramma i loro stati d’animo. Per quanto riguarda i testi di Alan Moore posso solo affermare che sono tra i migliori della produzione fumettistica mondiale di tutti i tempi.






Diavolaccio... qual'è la casa editrice e quanti numeri ne sono usciti? Oppure è una graphic novel?

Insomma, dammi qualche infromazione commerciale... non vorrei fare figuracce al negozio di fumetti...
Mister G
Monday, July 25, 2005 9:25 AM
Segnalo, come ultima uscita de "I classici del fumetto - Serie Oro" de "La Repubblica", un fumetto che non conoscevo, ma che mi è piaciuto assai, del disegnatore franco-serbo Enki Bilal, "Trilogia Nikopol".

In un inquitante futuro, nelle capitali europee devastate da rivolte e mini guerre etniche, si aggira Aristide Nikopol, ritornato, in stato di ibernazione, dal passato...

666
Sunday, September 25, 2005 10:14 PM
Re: Re: V for vendetta

Scritto da: Mister G 20/07/2005 8.15


Diavolaccio... qual'è la casa editrice e quanti numeri ne sono usciti? Oppure è una graphic novel?

Insomma, dammi qualche infromazione commerciale... non vorrei fare figuracce al negozio di fumetti...




se la fumetteria è seria basta che lo chiedi, lo stanno ristampando e a breve ci sarà il film
Mister G
Tuesday, September 27, 2005 9:21 AM
Re: Re: Re: V for vendetta

Scritto da: 666 25/09/2005 22.14



se la fumetteria è seria basta che lo chiedi, lo stanno ristampando e a breve ci sarà il film



Sono andato in fumetteria... lo hanno ristampato ed è disponibile...

25 EURO!!!



g
Tuesday, September 27, 2005 9:28 AM
Re: Re: V for vendetta

Scritto da: Mister G 20/07/2005 8.15
non vorrei fare figuracce al negozio di fumetti...

Ma se 6 di tuo 1 figuraccia vivente
Mister G
Tuesday, September 27, 2005 1:03 PM
Re: Re: Re: V for vendetta

Scritto da: g 27/09/2005 9.28
Ma se 6 di tuo 1 figuraccia vivente





g
Tuesday, September 27, 2005 1:15 PM
Re: Re: Re: Re: V for vendetta

Scritto da: Mister G 27/09/2005 13.03





Mister G
Tuesday, September 27, 2005 1:23 PM
Re: Re: Re: Re: Re: V for vendetta

Scritto da: g 27/09/2005 13.15



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