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Tyris
Sunday, August 15, 2004 8:22 PM
Scartabellando per la rete alla ricerca di materiale circa la "gestione" di un territorio in Dungeons & Dragons, ho trovato un pò di materiale: dai prezzi completi di un feudo, fino alla simulazione di governo fantasy rinascimentale (Sistema Baronale).

L'idea mi è venuta da un giocatore, e devo dire che non è affatto malvagia - a patto di dire addio alla vita d'avventura, ai livelli ed ai dungeon.

Cosa ne pensate? E, soprattutto, cosa sapete?
Fatevi sotto, vi aspetto [SM=x77480]


Ubi societas, ibi ius
Ayor
Sunday, August 15, 2004 9:33 PM
Poco, escluso il tomo dell'equipaggiamento. Cmq mi pare una boiata.
Non è D&D il gdr giusto per questo genere di situazioni.
mi paiono un pò monotone!



Se non sei un dio inginocchiatio davanti a me! Se sei un dio allora hai il permesso di leccarmi i piedi!
Snogar
Sunday, August 15, 2004 10:33 PM
Questa cosa la si faceva in AD&D dopo il 9° livello ....praticamente abbandonavi la via dell'avventuriero per diventare il gestore di un baronato ....ovviamente le avventure classiche non mancavano , solo che così erano strettamente legate agli interessi del giocatore/gestore del feudo .

Praticamente si passava da un gdr classico ad un gdr gestionale ....molto più bello e complesso ....ma diciamo che questo ti po di gioco è ristretto ad un target molto limitato di giocatori .

[SM=x77476]
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" Non ho bisogno delle vostre risposte , ma solo delle vostre domande ! "
Gorken 64
Gornova
Sunday, August 15, 2004 10:43 PM
hmm..
ti dirò.
E' dai tempi di ad&d che si cerca un sistema che permetta gioco e gestione.

La cosa migliore é il buonsenso.. e il realismo, da costruire con i giocatori.. io penso che un feudo o cmq quella parte del gioco possa essere d'aiuto per fare intrighi di corte.. ma la gestione economica del dominio (vampire? no,no.. intendo di d&d :D) o anche organizzativa sarà secondo me interessante mediamente per 1 giocatore su 8.. e per poco tempo...
visto che il cuore del gioco é altro..
Kalius
Sunday, August 15, 2004 10:51 PM
Re:

Scritto da: Tyris 15/08/2004 20.22
Scartabellando per la rete alla ricerca di materiale circa la "gestione" di un territorio in Dungeons & Dragons, ho trovato un pò di materiale: dai prezzi completi di un feudo, fino alla simulazione di governo fantasy rinascimentale (Sistema Baronale).

L'idea mi è venuta da un giocatore, e devo dire che non è affatto malvagia - a patto di dire addio alla vita d'avventura, ai livelli ed ai dungeon.

Cosa ne pensate? E, soprattutto, cosa sapete?
Fatevi sotto, vi aspetto [SM=x77480]



Sono forse io, quel giocatore? :)
A me sembra una bella idea, una cosa che deve essere possibile per un giocatore che lo desideri... Ma non credo che questo si traduca nel dire addio alle avventure, come suggerisce Snogar.

Nella fattispecie io sono uno di quei giocatori a ci piacerebbe anche questo stile di gioco ;)
"Il DM è il giudice assoluto di ogni singolo avvenimento all' interno del gioco. Punto e basta."
Snogar
Monday, August 16, 2004 12:13 PM
Veramente non intendevo l'abbandono delle avventure ma .....il costringimento ad un certo tipo di avventure legate al proprio podere.

Nel senso che se prima si cercava l'avventura dove c'era ora si tende a farla con un occhio rivolto ai propri interessi.
Nel senso che se il gruppo possiede un feudo e il master mette sul piatto delle quest 1) In una regione molto distante una principessa è stata rapita 2) vicino il vostro feudo ci sono scorrerie di briganti .....be dubito fortemente che i P.G. scelgano di portare a termine la prima quest piuttosto che la seconda ......a meno che la prima non implichi indirettamente la risoluzione anche della seconda che stà sicuramente più a cuore ai giocatori possidenti del feudo. [SM=x77407]


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" Non ho bisogno delle vostre risposte , ma solo delle vostre domande ! "
Gorken 64
Squarepusher
Monday, August 16, 2004 12:22 PM
Al mio gruppo è capitato di fondare un bordello, al terzo livello. Conta anche questo come "gestionale"?
(abbiamo fatto un sacco di quest per organizzare il tutto, è più difficile di quanto si creda !!!)
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"Io non uso la droga. Io SONO la droga" -Salvador Dalì
Snogar
Monday, August 16, 2004 12:29 PM
Anche al mio exxxxx gruppo è capitato ....be , si possiamo assumere che anche questo conti come gestionale .
Il mandare avanti la baracca e risolvere i vari problemi che si pongono nel corso del tempo fanno parte del gestionale .

Con gestionale non si intende solo ...calcoli sull'accrescimento della popolazione nel feudo ogni tot mesi o cose simili .


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Gorken 64
Kalius
Monday, August 16, 2004 12:53 PM
Re:

Scritto da: Snogar 16/08/2004 12.13
Veramente non intendevo l'abbandono delle avventure ma .....il costringimento ad un certo tipo di avventure legate al proprio podere.

Nel senso che se prima si cercava l'avventura dove c'era ora si tende a farla con un occhio rivolto ai propri interessi.
Nel senso che se il gruppo possiede un feudo e il master mette sul piatto delle quest 1) In una regione molto distante una principessa è stata rapita 2) vicino il vostro feudo ci sono scorrerie di briganti .....be dubito fortemente che i P.G. scelgano di portare a termine la prima quest piuttosto che la seconda ......a meno che la prima non implichi indirettamente la risoluzione anche della seconda che stà sicuramente più a cuore ai giocatori possidenti del feudo. [SM=x77407]






Snogar, scusami, mi sono spiegato male: io mi riferivo al ftto che il tuo suggerimento permette di creare molte nuove avventure, al cotrario di quanto avesse sostenuto invece Ayor, che crede che l'avventura vada persa...
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Squarepusher
Monday, August 16, 2004 1:00 PM
E' vero. Per la mia esperienza personale, il "gestionale" è uno stimolo in più per avventure, non uno stare seduti a contare i soldi che entrano. Dà l'impressione che i PG siano integrati nella società e non dei barboni nomadi superpotenziati come al solito.
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"Io non uso la droga. Io SONO la droga" -Salvador Dalì
Snogar
Monday, August 16, 2004 1:09 PM
Già ...il vero problema gel gestionale "se vogliamo chiamarlo problema, ma che in realtà è il suo punto di forza" è che inserisce molte più variabili cui un normale giocatore non tiene conto o non è costretto a considerare, ma che in questo caso sono fondamentali per non mandare tutto a rotoli .

Magari questo modo di giocare è utilile per scovare i vari P.P. presenti nel gruppo [SM=x77425] ....perchè è noto che un P.P. gioca a cuor leggero sensa tener conto delle possibili ripercussioni di sue ventuali azioni [SM=x77475] .



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Gorken 64
Kalius
Monday, August 16, 2004 3:09 PM
Re:

Scritto da: Snogar 16/08/2004 13.09
Già ...il vero problema gel gestionale "se vogliamo chiamarlo problema, ma che in realtà è il suo punto di forza" è che inserisce molte più variabili cui un normale giocatore non tiene conto o non è costretto a considerare, ma che in questo caso sono fondamentali per non mandare tutto a rotoli .

Magari questo modo di giocare è utilile per scovare i vari P.P. presenti nel gruppo [SM=x77425] ....perchè è noto che un P.P. gioca a cuor leggero sensa tener conto delle possibili ripercussioni di sue ventuali azioni [SM=x77475] .






Chissà perchè la wizard, in tutte le sue tonnellate di materiale INUTILE, no ha mai creato un manuale dedicato al gioco gestionale di D&D...
"Il DM è il giudice assoluto di ogni singolo avvenimento all' interno del gioco. Punto e basta."
Ayor
Monday, August 16, 2004 3:19 PM
Forse perchè non a molti giocatori piace doversi occupare di un territorio. Lo puoi fare forse verso gli alti livelli (14>) non prima e per 2 ragioni:
1-se arriva qualsiasi rombiballe lo fai fuori in un secondo, xkè dubito che un semidio venga a far casino in un feudo: se fa casino la fa a livello di regno!
2-se mi installo in un feudo ai bassi livelli ci schiano fino a che non ho guadagnato abbastanza da farmi una belle bibloteca se sono un mago e a crearmi una bella collezione di armi magiche se sono un picchiero. Se sono un ladro... beh! allora se ne può paralare.
3-dipende come dicevo dalla classe: solo se sono un ladro o un chierico ci posso star fermo in un feudo, costruendomi una chiesa o una bella gilda. Se sono un barbaro o anchre un mago dopo un pò riparto in cerca di avvaentura!

Se non sei un dio inginocchiatio davanti a me! Se sei un dio allora hai il permesso di leccarmi i piedi!
Snogar
Monday, August 16, 2004 3:31 PM
Re: Re:

Scritto da: Kalius 16/08/2004 15.09
Chissà perchè la wizard, in tutte le sue tonnellate di materiale INUTILE, no ha mai creato un manuale dedicato al gioco gestionale di D&D...



In realtà il primo D&D nel Companyon aveva questo tipo di regolamento ...magari non molto sopraffino però lo aveva.


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Gorken 64
Squarepusher
Monday, August 16, 2004 3:37 PM
"Stronghold Builders Guidebook" è di D&D 3E. Tratta questi argomenti, suppongo. Non l'ho letto, ma gli ho dato una sfogliata veloce. Mi sembra proprio D&D gestionale.
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"Io non uso la droga. Io SONO la droga" -Salvador Dalì
Snogar
Monday, August 16, 2004 3:44 PM
Anche io lho sfogliato ....ma a me sembra più un prezziario sul costo di costruzione dei vari edifici r cose simili ....non mi pare di aver visto riferimenti alla gestione di poderi e cose simili [SM=x77418] .
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" Non ho bisogno delle vostre risposte , ma solo delle vostre domande ! "
Gorken 64
Kalius
Monday, August 16, 2004 3:47 PM
Re:

Scritto da: Squarepusher 16/08/2004 15.37
"Stronghold Builders Guidebook" è di D&D 3E. Tratta questi argomenti, suppongo. Non l'ho letto, ma gli ho dato una sfogliata veloce. Mi sembra proprio D&D gestionale.



Esiste in italiano? Lo sto scaricando, ma in inglese...



Forse perchè non a molti giocatori piace doversi occupare di un territorio. Lo puoi fare forse verso gli alti livelli (14>) non prima e per 2 ragioni:
1-se arriva qualsiasi rombiballe lo fai fuori in un secondo, xkè dubito che un semidio venga a far casino in un feudo: se fa casino la fa a livello di regno!
2-se mi installo in un feudo ai bassi livelli ci schiano fino a che non ho guadagnato abbastanza da farmi una belle bibloteca se sono un mago e a crearmi una bella collezione di armi magiche se sono un picchiero. Se sono un ladro... beh! allora se ne può paralare.
3-dipende come dicevo dalla classe: solo se sono un ladro o un chierico ci posso star fermo in un feudo, costruendomi una chiesa o una bella gilda. Se sono un barbaro o anchre un mago dopo un pò riparto in cerca di avvaentura!



Ayor, quello che dici può essere giusto, ma tieni presente che non sono motivazioni valide per non creare un manuale di questo tipo.
Mi dici a cosa serve il manuale degli epici, se i tuoi pg non sono di 20 livello?
Mi dici a cosa ti serve quella cagata colossale di Dei e Semidei, se non sei epico?

Non mi sembra che un manuale per il D&D gestionale sia più assurdo/inutile di questi altri manuali...
"Il DM è il giudice assoluto di ogni singolo avvenimento all' interno del gioco. Punto e basta."
olidammara
Monday, August 16, 2004 5:56 PM
Aspetta! Dei e Semidei è il più inutile in assoluto!
Comunque quando si parla di gestionale il master deve anche tirare fuori una palla supplementare e darci dentro, se non avete un ottimo master munito di diploma il gestionale risulterà molto videoludico. Per esperienza diretta un vecchio master che conoscevo aveva un interfaccia per gestire il feudo di un giocatore tipo SimCity2000.
Il problema di "ho il feudo non vado all'avventura" si risolve, in quanto il feudo rappresenta per pg di alto livello, sia un luogo che li identifica come personaggi importanti di quella zona, sia un buon posto dove lasciare le miliardi di tonnellate di tesori che ci sono, sia un punto di riferimento per l'avventura ed il personaggio, naturalmente se i player sono tali saranno sempre favorevoli ad andare all'avventura, magari lasciando a vari manager la gestione delle faccende di routine (tra cui i briganti che scassano nel feudo) in questo caso sarebbe anche giustificato il talewnto autorità uan volta tanto.

"Einstein si rivolterebbe nella tomba: non solo dio gioca a dadi, ma i dadi sono anche truccati"
Tyris
Monday, August 16, 2004 7:24 PM
Riprendo qui una discussione iniziata in un altro topic, circa l' "acquisizione" di un territorio da parte di una squadra di PG.

OT\IT
Le questioni di Hitler e di Giovanna d'Arco sono TOTALMENTE diverse dal fatto che un tizio di 10 livello vada in un luogo e cominci a convincere la gente a combattere per lui\lei.

Hitler era TEDESCO, quindi ERA UNO CHE APPARTENEVA ALLA NAZIONE; non era un giapponese o un turco, capitato in Germania per sbaglio: era uno che viveva i problemi della nazione. E questo per il popolo conta.
Inoltre la Germania non era sotto il dominio di alcuna potenza straniera, almeno formalmente. La batosta della I GM, per un paese nazionalista e orgoglioso come la Germania, non era un'onta tollerabile: è bastato il primo forte carismatico che, facendo leva sui sentimenti nazionalisti popolari, infiammasse l'ardore militare teutonico, per risollevare un'economia distrutta dall'iperinflazione degli ultimi anni 20 e portare alla conquista di buona parte dell'Europa. Inoltre i tedeschi non erano affatto pastori: è infatti riconosciuto da quasi tutti il valore militare tedesco. Inoltre la Germania non era esattamente poverissima: conosciamo tutti i giacimenti minerari e carboniferi del bacino nord-europeo.

In parole povere, Hitler sfruttò la situazione, prendendo consensi popolari, e andando al potere. Se lo avesse fatto in qualsiasi altro paese, forse non avrebbe dato gli stessi risultati. E questo è un primo punto: predisposizione (e fortissimo nazionalismo) da parte del paese da controllare. Ovviamente il leader dovrebbe essere "uno di loro", non un pinco pallino venuto da chissà dove.

Per Giovanna d'Arco, non conosco molto la storia, ma non mi pare che divenne mai regina o imperatrice...guidò semplicemente l'esercito. Inoltre Giovanna aveva un fortissimo motivo dalla sua: la FEDE.
Se un chierico di una divinità specifica, forte, carismatico, di alto livello, si presenta nel paese in cui quella divinità è più adorata (come era la Francia all'epoca), di certo raccoglierà molti più consensi di un semplice mercenario (incantatore o combattente che sia), che pensa solo ad arricchirsi e a placare la sua sete di potere. Almeno io la penso così (e la storia sembra essere dalla mia...).

Senza perderci in speculazioni storico-filosofiche (come ho fatto io, ma la replica era d'obbligo), in D&D lo "spessore" del personaggio, quanto appaia "cazzuto" agli altri, si misura in 2 modi: carisma e livelli. Se provate a leggere il manuale degli epici, nelle prime pagine, vi dirà che tutti i personaggi più famosi della storia mitica erano epici: Odisseo (Ulisse) e Conan il Barbaro ne sono degli esempi. Questo può piacere o no, ma D&D Terza Edizione sembra funzionare a questa maniera. Quindi, o si cambia gioco, o si rispettano i parametri (non le regole, i parametri) del gioco.

Per quanto riguarda il talento autorità, io penso sia indispensabile averlo per raccogliere dalla propria parte un numero di seguaci. Ovviamente anche il possessore di Autorità dovrà convincere le persone (il master) giocando di ruolo...un personaggio senza Autorità, per le mie vedute, non è un personaggio (nel mondo di gioco) interessato a comandare. Al massimo potrà essere un membro del consiglio di governo, o il consigliere del re, ma non potrà mai raccogliere attorno a sè se non pochi pastorelli. :)

Mamma mia quanto ho scritto....fiuuu...



Ubi societas, ibi ius
Squarepusher
Monday, August 16, 2004 9:22 PM
Hey, Tyris, qua ci sono problemi nel trasmettere le informazioni.
Nella prima parte del tuo post hai ripetuto i concetti da me espressi, giustificandoli storicamente. Qualsiasi cittadino X può cavalcare il malcontento/fede/intolleranza/disperazione (chi più ne ha più ne metta) di un popolo per condurlo verso un ideale meta (qualsiasi essa sia).
I due casi da me citati c'entrano eccome: nè Hitler, nè Giovanna d'Arco, nè Nicholaus erano "professionisti" nelle loro nuove cariche: hanno sfruttato un dato sentimento popolare per ottenere una certa cosa. Non erano di "alto livello".
Nicholaus aveva solo 12 anni. Se il manuale mi dice che un ragazzino di 12 anni che crede di poter camminare sull'acqua è un'epico, inizio a ridere e non la smettò più.
A loro favore giocava solo il fatto di essere indigeni e di aver capacità persuasive (che, va bene, possono essere considerate come Autorità).
Conan e Ulisse, al contrario, sono dei professionisti indiscussi. Anche Spartaco può essere considerato un epico.
Ma la cosa non è vincolante.
Qualsiasi persona, nelle condizioni favorevoli e con le dovute capacità sociali, può convincere un mucchio di disperati a seguirlo (siano essi nobili o contadini).
E' più chiaro se vediamo la questione al negativo: se un PG ha un feudo e si comporta in modo brutale con i suoi sottoposti, è probabile che un contadino un bel giorno dica: BASTA !!!.
Oppure che il capo delle guardie (5° livello?) trovi moralmente iniquo il PG e decida di mettergli contro il suo esercito.
E' possibile che il PG stesso sia destituito per questo motivo.
I più sanguinosi movimenti popolari sono frutto dell'isteria e della disperazione, e sono sempre guidati da dei nessuno che erano nel posto giusto al momento giusto.
Spesso, questi Nessuno si sostituiscono all'autorità rovesciata, pur non avendo capacità specifiche in merito. Non essendo professionisti in quello che fanno.
Insomma, non sono epici manco per il katz.
D&D gestionale dovrebbe tenere conto di questo fatto. Non ci si può aspettare che dal volgo sorga un Contadino Epico oppure che spunti Drizzt a guidare la sommossa.

PS Per le rivoluzioni è tutta un'altra faccenda.


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"Io non uso la droga. Io SONO la droga" -Salvador Dalì

[Modificato da Squarepusher 16/08/2004 21.25]

[Modificato da Squarepusher 16/08/2004 21.31]

Traveller in Flanaess
Tuesday, August 17, 2004 12:29 AM
Il livello lo considero secondario, ma per quanto riguarda abilità, talenti e statistiche io le peso e tanto, ammesso che tutti i 5 giocatori del mio gruppo facciano un roleplay ottimo e vogliano tutti il comando, ma dei 5 solo 2 hanno il carisma le abilità sociali e i talenti, io da master premiero e daro l'occasione a chi ha scelto di esseremeno abile in battaglia, mai agli altri

Io da master, oltre a chiedere l'impegno a giocare "un ruolo",
(impegno non significa essere bravissimi)perchè devo dare accesso a cose che richiedano predisposizione al comando, quando un pg ha carisma basso nessuna abilita e talenti pestoni? e perche non darla a uno che si e fatto debole magari nelle fasi di lotta per fare quello, anche se interpreta in modo meno raffinato ?
L'interpretazione la si fa "anche" creando il personaggio e sviluppandolo man mano che la storia si fa avanti con certe caratteristiche.
Quindi il talento autorita, il carisma e le abilita sociali contano quanto l'interpretazione, e per me, da master, saranno primarie; e chi pensa prima al gioco di ruolo, invece che a quanti danni fa in un round, quelle abilita, quei talenti, se vuole comandare li prende sempre.


" In molte terre ho vacato, mille storie o piu ho appreso, oggi la strada qui per cantarle mi ha portato"
Traveller in Flanaess
Tuesday, August 17, 2004 12:31 AM
Re:

Scritto da: Traveller in Flanaess 17/08/2004 0.29
Il livello lo considero secondario (visto in questo contesto serve solo ad avere piu abilita e talenti) visto ci sono i bonus di circostanza , ma per quanto riguarda abilità, talenti e statistiche io le peso e tanto, ammesso che tutti i 5 giocatori del mio gruppo facciano un roleplay ottimo e vogliano tutti il comando, ma dei 5 solo 2 hanno il carisma le abilità sociali e i talenti, io da master premiero e daro l'occasione a chi ha scelto di esseremeno abile in battaglia, mai agli altri

Io da master, oltre a chiedere l'impegno a giocare "un ruolo",
(impegno non significa essere bravissimi)perchè devo dare accesso a cose che richiedano predisposizione al comando, quando un pg ha carisma basso nessuna abilita e talenti pestoni? e perche non darla a uno che si e fatto debole magari nelle fasi di lotta per fare quello, anche se interpreta in modo meno raffinato ?
L'interpretazione la si fa "anche" creando il personaggio e sviluppandolo man mano che la storia si fa avanti con certe caratteristiche.
Quindi il talento autorita, il carisma e le abilita sociali contano quanto l'interpretazione, e per me, da master, saranno primarie; e chi pensa prima al gioco di ruolo, invece che a quanti danni fa in un round, quelle abilita, quei talenti, se vuole comandare li prende sempre.




" In molte terre ho vacato, mille storie o piu ho appreso, oggi la strada qui per cantarle mi ha portato"
Tyris
Tuesday, August 17, 2004 11:44 AM
Parlamm e nun c capimm
Square, credo che le nostre difficoltà siano dovute al fatto che scriviamo, per così dire, in differita; in un discorso in prima persona, o via chat, sarebbe più semplice.

Comunque diciamo le stesse cose e non ce ne rendiamo conto: il fatto è che non è NECESSARIO che un PG sia di alto livello per capeggiare una rivoluzione, ma è NECESSARIO che sia di alto livello e con talenti e abilità giuste se vuole FONDARE un nuovo stato...
Se un pinco pallino qualsiasi, diciamo Hitler o Giovanna d'Arco, va dagli Inuit e gli dice: "Io essere carismatico. Voi seguire me per vivere in posto migliori di questo ghiacciaio", penso che chiunque scoppierebbe a ridere. O no?
Quindi, per convincere un popolo (nuovo) a fondare un paese (nuovo), il PG dovrebbe essere stra-cazzuto, tipo Braveheart o Conan, o Ulisse.

Penso che se Ulisse, volpone, fosse andato dagli Inuit, li avrebbe convinti a parole, così come riuscì a portare il grande Achille a Troia. Ma se ci fosse andata Giovanna d'Arco o, ancor peggio, Hitler, si sarebbero messi a ridere.

Qui è la differenza fra quello che dico io, e quello che intendi tu: io intendo una FORMAZIONE ex novo di uno stato; non potete venire a dire che basta essere un pò carismatici perchè un popolo inizi a costruire castelli e fortezze per te e che sia pronto alla morte...bisogna dare delle "garanzie" di potenza al popolo, di "protezione". Ma garanzie fattizze, non verbali.
Quello che intendi tu, invece, è di sfruttare qualcosa che già sia esistente all'interno del paese...per diventare primo ministro non serve essere carismatici, basta essere capaci. Certo il carisma aiuta, ma non è fondamentale.

Se la leva, poi, sono i motivi patriottico-nazionalistici, bisogna essere del luogo, altrimenti la gente non te si fila! Certo potresti essere un buon generale di rivoluzione (come Garibaldi nelle Americhe), ma una volta finita la rivoluzione metteranno a capo del governo qualcuno del posto (come in Iraq), mai uno straniero. Altrimenti non hanno fatto nulla!

Secondo me i modi d'acquisto della sovranità su un luogo a te estraneo, possono essere solo questi:
- Nomina a feudatario da parte del re (tipo quest - a fine missione avrete il castello)
- Occupazione di una res nullius, in questo caso un castello disabitato (salvo trovare gente e fondi per ripararlo...)
- Eredità da parte del classico "zio" o padre sconosciuto (e qui dipende tutto dal master)

Andare in un luogo e pretendere che la gente ti segua solo perchè hai sparato 25 a diplomazia a me, francamente, sembra TROPPO irrealistico, anche per D&D.


Ubi societas, ibi ius
Snogar
Tuesday, August 17, 2004 12:53 PM
Re: Parlamm e nun c capimm

Scritto da: Tyris 17/08/2004 11.44
Andare in un luogo e pretendere che la gente ti segua solo perchè hai sparato 25 a diplomazia a me, francamente, sembra TROPPO irrealistico, anche per D&D.



Logicamente le caratteristiche devono sempre essere utilizzate e rapportate alla realtà del gioco .....ad esempio se sei chessò di razza X e il feudo che vuoi controllare è totalmente formato da gente razzista contro X ...puoi avere tutto il punteggio di carisma che vuoi ma li ti schiferanno a morte sempre e cmq .


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" Non ho bisogno delle vostre risposte , ma solo delle vostre domande ! "
Gorken 64
Squarepusher
Tuesday, August 17, 2004 2:47 PM
x Tyris

Okay. Finalmente ci siamo capiti. Hai ragione. Grazie per le precisazioni.
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"Io non uso la droga. Io SONO la droga" -Salvador Dalì
Kalius
Tuesday, August 17, 2004 3:00 PM
Re:
E se tralasciamo la fondazione di uno stato? Se l'interesse fosse solo quello di sollevare una massa di persone contro un signore malvagio e il suo feudo? Mi pare che aesso siamo tutti d'accordo sul fatto che non è necessario essere un 20 liv. o elminster per poterlo fare...
"Il DM è il giudice assoluto di ogni singolo avvenimento all' interno del gioco. Punto e basta."
olidammara
Tuesday, August 17, 2004 4:15 PM
Anni fa in advanced il master bastardo che avevo (io ero un barabro con car 4!!!) mi fece fare un tiro su carisma per convincere 5-6 altri barbari a combattere per me perhè ne avevo bisogno (in advanced la cd è un tiro con il d20 < della caratteristica, in questo caso avendo 4 a carisma dovevo fare cl d20 un punteggio da 1 a 4; tempi in cui 1 era successo critico!!!). Tiro faccio 1! Ne comando 500!
Questo è molto irrelaistico e macchinoso.
La 3.0 se non erro per abilità e prove in genere fissa una cd iniziale con l'aggiunta di modificatori negativi e positivi; nell'esempio precedente supponiamo di voler aizzare un paese di 500 anime contro il borgataro perchè questo in realtà è un pappone nullatenente.
CD base 15 su tiro di carisma, io procederei con le seguenti bonus/malus:
1)il player ha autorità -4 alla cd.
2)il popolo è ostile al player +8 alla cd, maldisposto +4, indifferente +0, bendisposto -2, amichevole -4.
3)il popolo è ostile al borgataro -8, maldisposto -4, indifferente +0, bendisposto +2, amichevole +4.
4)Il giocatore è un buon oratore -2.
5)Il player è della stessa razza della popolazione -2; razza diversa +1/+4 a scelta del DM.
6) il borgataro è malvagio o temuto, +4 alla cd.
7) ci sono degli impiccati lungo le starde, +6 alla cd.
E via dicendo e via discorrendo....

"Einstein si rivolterebbe nella tomba: non solo dio gioca a dadi, ma i dadi sono anche truccati"
Tyris
Tuesday, August 17, 2004 4:37 PM
Beh sicuramente il ragionamento di olidammara è efficace, degno di un nuovo manuale apposito: Master & Commanders - 101 modi di comandare in D&D :D Brevettalo, che fra un pò ti rubano l'idea.

Il fatto è che già D&D è stracolmo di numeri e numeretti; andare anche a stabilire, su due piedi, una CD tenendo conto di tante variabili...beh, meglio che masterizzi il mio portatile!
Poi ci sono tutte le variazioni:
- Quando un popolo è bendisposto? Perchè dovrebbe esserlo? Bene, tira in diplomazia per mutare in positivo l'attitudine del popolo...
- Fatto.
- Si ma come hai fatto a convincerli? Devi farmi un discorso da roleplayer.
- (discorso facente leva sulla storia del paese)
- Ma il tuo personaggio mica può conoscere la storia di quel paese!Fammi un tiro in conoscenze [storia]...
- E stiamo qui fino a domani mattina?!

Io penso che se la storia prevede (quindi il master predispone) una sorta di rivoluzione, bene...altrimenti, almeno per come sono fatto io, devo interrompere la sessione e correre a casa per prepararmi. Devo andare a scovare tutti i legami con altri paesi, i tizi importanti, le battaglie, i riferimenti, così se qualche PG mi chiede informazioni posso dargliele subito. Non penso sia una bella cosa inventare su due piedi e se per caso avete nel gruppo un PG che conosce i manuali a memoria...dio scampi. Se ne uscirà che quello non aveva rapporti con quello, quell'altro era stato ucciso dal nonno, e tu dovrai iniziare a far la voce grossa "Io sono il master", "Decido io", "Se non mi piacciono le cose le cambio", semplicemente per nascondere la tua impreparazione.

Fare il master è una cosa complicata (nessuno ha mai detto che fosse semplice), ma se si pretende di farlo "ad arbitrium", i risultati saranno pessimi. Parola di PG ;)

Come gestireste da master (e\o da giocatori) un'avventura che abbia come "centro" uno stato da far crescere? Le regole di D&D possono essere applicate anche in grande?


Ubi societas, ibi ius
Kalius
Tuesday, August 17, 2004 5:47 PM
Re:

Scritto da: Tyris 17/08/2004 16.37
Beh sicuramente il ragionamento di olidammara è efficace, degno di un nuovo manuale apposito: Master & Commanders - 101 modi di comandare in D&D :D Brevettalo, che fra un pò ti rubano l'idea.

Il fatto è che già D&D è stracolmo di numeri e numeretti; andare anche a stabilire, su due piedi, una CD tenendo conto di tante variabili...beh, meglio che masterizzi il mio portatile!
Poi ci sono tutte le variazioni:
- Quando un popolo è bendisposto? Perchè dovrebbe esserlo? Bene, tira in diplomazia per mutare in positivo l'attitudine del popolo...
- Fatto.
- Si ma come hai fatto a convincerli? Devi farmi un discorso da roleplayer.
- (discorso facente leva sulla storia del paese)
- Ma il tuo personaggio mica può conoscere la storia di quel paese!Fammi un tiro in conoscenze [storia]...
- E stiamo qui fino a domani mattina?!

Io penso che se la storia prevede (quindi il master predispone) una sorta di rivoluzione, bene...altrimenti, almeno per come sono fatto io, devo interrompere la sessione e correre a casa per prepararmi. Devo andare a scovare tutti i legami con altri paesi, i tizi importanti, le battaglie, i riferimenti, così se qualche PG mi chiede informazioni posso dargliele subito. Non penso sia una bella cosa inventare su due piedi e se per caso avete nel gruppo un PG che conosce i manuali a memoria...dio scampi. Se ne uscirà che quello non aveva rapporti con quello, quell'altro era stato ucciso dal nonno, e tu dovrai iniziare a far la voce grossa "Io sono il master", "Decido io", "Se non mi piacciono le cose le cambio", semplicemente per nascondere la tua impreparazione.

Fare il master è una cosa complicata (nessuno ha mai detto che fosse semplice), ma se si pretende di farlo "ad arbitrium", i risultati saranno pessimi. Parola di PG ;)

Come gestireste da master (e\o da giocatori) un'avventura che abbia come "centro" uno stato da far crescere? Le regole di D&D possono essere applicate anche in grande?





Ad ogni modo non dobbiamo dimenticare che il master deve anche fare un po ciò che vogliono i pg, nel senso: i pg sono gli eroi, questo no significa che bisogna mettere il mondo ai loro piedi, ma sicuramente bisogna stimolarli in ciò che credono e desiderano... o no?
Ripeto: senza esagerazioni, ma non bisogna dimenticare una cosa di questo tipo:
"Il DM è il giudice assoluto di ogni singolo avvenimento all' interno del gioco. Punto e basta."
Rincewind
Wednesday, August 18, 2004 11:36 AM
Re:

Scritto da: Tyris 17/08/2004 16.37

Io penso che se la storia prevede (quindi il master predispone) una sorta di rivoluzione, bene...altrimenti, almeno per come sono fatto io, devo interrompere la sessione e correre a casa per prepararmi.




Se giochi con una campagna preconfezionata come FR o Greyhawk concordo, ma se giochi la tua campagna perchè non prendere spunto dai tuoi giocatori. Se un PG fa un bel discorso su come i suoi antenati avevano combattuto nella battaglia di Vattelapesca sotto il comando di Caio il Saggio, nobile antenato dell'attuale tiranno, contro le orde di goblin capitanate da Sempronio il Crudele, perchè non inglobare le sue idee nella campagna?
I giocatori possono essere spunto per nuove idee e collaborare a scrivere la campagna. E' chiaro che bisogna evitare che se ne approfittino, ma con dei giocatori onesti si può fare.

Per quanto riguarda D&D in grande si può fare eccome. La campagna "storica" del mio gruppo prevede diversi personaggi che hanno sotto il loro controllo e responsabilità dei territori o delle organizzazioni.

Il mio chierico ha fondato un piccolo stato. Prima di tutto, insieme al gruppo, ho eliminato alcune tribù di goblin riconquistando un antico tempio in rovina. Ho rimodernato il tempio ed costruito una fortezza con l'aiuto di chierici del mio ordine e lavoratori pagati di tasca mia. Dopodichè ho cominciato a far circolare nei territori vicini la notizia che regalavo terra coltivabile nei dintorni della fortezza a chi si voleva trasferire. In breve alcune decine di migliaia di contadini sono giunti nella zona e si sono dati da fare. Per i primi tre anni ho pagato mercenari per la protezione dei contadini e non ho impsto tasse, poi lentamente ho introdotto tasse e leva obbligatoria per un anno. Gli stati vicini non sembravano molto felici all'inizio, visto l'esodo di contadini, ma poi hanno capito che avere un vicino pacifico ed interessato a scambi commerciali era meglio che avere delle tribù di goblin assetate di sangue. Inoltre sono state realizzate opere congiunte, quali due dighe, una ferrovia che collega le capitali ed una strada carovaniera.
Nel giro di una quindicina di anni lo staterello è arrivato ad avere una popolazione di circa mezzo milione anime, un esercito/polizia, quattro tribunali ed una dozzina di templi che forniscono assistenza gratuita (incantesimi inclusi) ai cittadini bisognosi di cure.

Il guerriero del gruppo è diventato il Capitano di una potente gilda comerciale che controlla il traffico delle spezie e del sale in tutta la zona meridionale del continente. Gestire una gilda di tali proporzioni non è diverso da gestire uno stato.

Il chierico elfo è stato per un lungo periodo responsabile di una grossa abbazia nell'est, mentre il necromante ha aperto una catena di locande in giro per tutto il continente (voi dormireste nella locanda di un necromante?).

Col passare del tempo (e per vicende complicate) due dei personaggi sono diventati divinità minori e quindi il raggio di azione è aumentato ancora, ma nonostante tutto la campagna va avanti da 14 anni (reali) senza grossi intoppi.


Oh angel, come and talk to me
Oh angel, have mercy with me
Maybe this is a time for wonders, maybe it's the time to set me free
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